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	<title>Donald Trump Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 25 Aug 2026 12:56:46 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Donald Trump Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il Pakistan recapita un messaggio di Trump all&#8217;Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-pakistan-recapita-un-messaggio-di-trump-alliran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Malacaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 12:51:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2c9d4137b4af8bdc72ce190de29a66c2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2c9d4137b4af8bdc72ce190de29a66c2.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2c9d4137b4af8bdc72ce190de29a66c2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2c9d4137b4af8bdc72ce190de29a66c2-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2c9d4137b4af8bdc72ce190de29a66c2-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2c9d4137b4af8bdc72ce190de29a66c2-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2c9d4137b4af8bdc72ce190de29a66c2-600x337.jpg 600w" sizes="(max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>Secondo al Arabya gli alti funzionari pakistani hanno riferito un messaggio di Trump alla più alter autorità iraniane. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-pakistan-recapita-un-messaggio-di-trump-alliran.html">Il Pakistan recapita un messaggio di Trump all&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2c9d4137b4af8bdc72ce190de29a66c2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2c9d4137b4af8bdc72ce190de29a66c2.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2c9d4137b4af8bdc72ce190de29a66c2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2c9d4137b4af8bdc72ce190de29a66c2-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2c9d4137b4af8bdc72ce190de29a66c2-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2c9d4137b4af8bdc72ce190de29a66c2-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2c9d4137b4af8bdc72ce190de29a66c2-600x337.jpg 600w" sizes="(max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>“Contrariamente a quanto riportato da alcune errate speculazioni mediatiche, la visita in Iran del feldmaresciallo <strong>Asim Munir,</strong> comandante dell’esercito del nostro amico Pakistan, è stata molto fruttuosa e ricca di preziosissimi risultati diplomatici, i cui esiti saranno presto evidenti”. Questo il <a href="https://www.alarabiya.net/iran/2026/08/25/%D9%85%D8%B5%D8%AF%D8%B1-%D9%84%D9%84%D8%B9%D8%B1%D8%A8%D9%8A%D8%A9-%D8%A7%D9%85%D9%8A%D8%B1%D9%83%D8%A7-%D8%B9%D8%B1%D8%B6%D8%AA-%D9%88%D9%82%D9%81-%D8%A7%D9%84%D8%AD%D8%B5%D8%A7%D8%B1-%D9%88%D8%B1%D9%81%D8%B9-%D8%A7%D9%84%D8%B9%D9%82%D9%88%D8%A8%D8%A7%D8%AA-%D8%B9%D9%86-%D8%B7%D9%87%D8%B1%D8%A7%D9%86-%D9%85%D9%82%D8%A7%D8%A8%D9%84-%D9%81%D8%AA%D8%AD-%D9%87%D8%B1%D9%85%D8%B2-" target="_blank" rel="noreferrer noopener">post su X</a> di <strong>Mehdi Tabatabaei,</strong> assistente per la comunicazione dell’ufficio del presidente iraniano Masoud Pezeshkian sulla visita a Teheran del Capo di Stato Maggiore pakistano.</p>



<p>Nel corso della visita “sono stati compiuti progressi significativi e l’incontro si è concluso con una nota molto positiva”, ha&nbsp;<a href="https://www.presstv.co.uk/Detail/2026/08/25/775031/Pakistan-reports-significant-progress-in-Tehran-talks-to-salvage-Islamabad-MoU-ease-US-Iran-tensions" rel="noreferrer noopener" target="_blank">scritto su X</a>&nbsp;il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi, che ha accompagnato Munir. Soddisfazione è stata espressa anche dalle autorità iraniane, che hanno lodato ulteriormente la mediazione del Pakistan nel conflitto che li oppone agli Stati Uniti.</p>



<p>I due alti funzionari pakistani hanno incontrato praticamente tutti i più importanti esponenti del potere iraniano. Il punto nodale, ovviamente, resta il messaggio veicolato. Secondo&nbsp;<a href="https://www.alarabiya.net/iran/2026/08/25/%D9%85%D8%B5%D8%AF%D8%B1-%D9%84%D9%84%D8%B9%D8%B1%D8%A8%D9%8A%D8%A9-%D8%A7%D9%85%D9%8A%D8%B1%D9%83%D8%A7-%D8%B9%D8%B1%D8%B6%D8%AA-%D9%88%D9%82%D9%81-%D8%A7%D9%84%D8%AD%D8%B5%D8%A7%D8%B1-%D9%88%D8%B1%D9%81%D8%B9-%D8%A7%D9%84%D8%B9%D9%82%D9%88%D8%A8%D8%A7%D8%AA-%D8%B9%D9%86-%D8%B7%D9%87%D8%B1%D8%A7%D9%86-%D9%85%D9%82%D8%A7%D8%A8%D9%84-%D9%81%D8%AA%D8%AD-%D9%87%D8%B1%D9%85%D8%B2-" rel="noreferrer noopener" target="_blank">al Arabya</a>&nbsp;gli alti funzionari pakistani hanno riferito un messaggio di Trump, il quale ha avuto una conversazione telefonica con Munir prima che questi partisse. Tale messaggio, secondo il media arabo, sarebbe alquanto semplice: se l’Iran riaprirà lo Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti porranno fine alle ostilità e alle sanzioni.</p>



<p>La risposta immediata degli iraniani è stata che, se gli Usa si impegneranno a rispettare il Memorandum di Islamabad, tutto sarà appianato. Fin qui al Arabya, che però accenna anche ad altro: “Il maggiore generale Mohsen Rezaei [Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale] ha informato Munir che Teheran avrebbe proseguito le consultazioni interne e dato presto una risposta”.</p>



<p>È ovvio che il messaggio recapitato da Munir sia stato tutt’altro: non ci sarebbe stato bisogno della visita dei due alti funzionari pakistani per dire agli iraniani quel che Trump afferma praticamente ogni giorno pubblicamente.</p>



<p>E il fatto che Rezaei abbia dichiarato che l’Iran avrebbe dato una risposta alla fine di un processo di discernimento interno significa che c’è molto da vagliare e che la risposta iniziale sul rispetto del Memorandum non è altro che una doverosa reiterazione pubblica della posizione ufficiale del Paese.</p>



<p>Insomma, nello stallo, Iran e Stati Uniti stanno trattando sottotraccia. Ne accenna anche un articolo pubblicato dall’<a href="https://www.irna.ir/news/86244926/%D8%AA%D9%87%D8%B1%D8%A7%D9%86-%D9%85%D8%B3%D9%82%D8%B7-%D8%AF%D8%B1-%DB%8C%DA%A9-%D9%82%D8%AF%D9%85%DB%8C-%D8%AA%D9%81%D8%A7%D9%87%D9%85-%D9%87%D8%B1%D9%85%D8%B2-%DA%86%D8%B1%D8%A7-%D8%B3%D9%81%D8%B1-%D8%A7%D9%84%D8%A8%D9%88%D8%B3%D8%B9%DB%8C%D8%AF%DB%8C-%D9%85%D9%87%D9%85-%D8%A7%D8%B3%D8%AA" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Agenzia Irna</a>: “Teheran non riprenderà i negoziati finché Washington non rispetterà le disposizioni del Memorandum d’intesa di Islamabad,&nbsp;<strong>sebbene lo scambio di messaggi tramite mediatori sia ancora in corso</strong>“.</p>



<p>Più che probabile, anzi certo, che il messaggio inviato da Trump a Teheran aveva a che fare con tale dialogo riservato, nel quale evidentemente si stanno esplorando soluzioni. Come è più che probabile che il dialogo non sia limitato al destino di Hormuz, ma abbracci tutte le criticità del Medio oriente.</p>



<p>Non sembra casuale, ad esempio, che la visita di Munir sia stata preceduta dall’annuncio di Baghdad sulla&nbsp;<a href="https://www.piccolenote.it/mondo/i-dazi-contro-liran-gli-usa-frustrati-per-la-sconfitta-rilanciano">procrastinazione a data da destinarsi</a>&nbsp;– se mai sarà fissata – della scadenza per il disarmo delle milizie irachene filo-iraniane.</p>



<p>Va ricordato che le milizie in questione avevano rigettato di diktat sul disarmo, pur evitando rimostranze pubbliche, potendo contare sull’appoggio del potente Stato confinante. E Teheran una settimana fa aveva&nbsp;<a href="https://www.ilgiornaleditalia.it/news/esteri/814027/iraq-ghalibaf-rafforzare-cooperazione-con-iran-al-halbousi-chiede-status-speciale-per-export-petrolio-iracheno-a-hormuz.html" rel="noreferrer noopener" target="_blank">inviato a Baghdad il presidente del Parlamento Mohammad Baqer Qhalibaf</a>&nbsp;anche per scongiurare tale prospettiva.</p>



<p>Evidentemente la ritrattazione del governo iracheno deve aver goduto di una luce verde da Washington, che ha leve fortissime per piegare il povero Paese mediorientale (basti pensare, ad esempio, che i proventi del petrolio iracheno, fonte di reddito principale dell’Iraq, sono&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=EZNCSl9T2MI" rel="noreferrer noopener" target="_blank">gestiti dalle banche americane</a>&nbsp;fin dall’invasione del 2003).</p>



<p>Oggi a Teheran è giunto anche il ministro degli Esteri omanita Sayyid Badr bin Hamad al Busaidi per portare avanti il progetto di una gestione comune dello Stretto di Hormuz tra Iran e Oman. Sbarca a Teheran nonostane le dichiarazioni di Trump, che una settimana fa aveva minacciato di bombardare Muscat se avesse ignorato i desiderata statunitensi.</p>



<p>Una prova di corraggio e di indipendenza del piccolo sultanato, scrive l’agenzia iraniana&nbsp;<a href="https://www.irna.ir/news/86244926/%D8%AA%D9%87%D8%B1%D8%A7%D9%86-%D9%85%D8%B3%D9%82%D8%B7-%D8%AF%D8%B1-%DB%8C%DA%A9-%D9%82%D8%AF%D9%85%DB%8C-%D8%AA%D9%81%D8%A7%D9%87%D9%85-%D9%87%D8%B1%D9%85%D8%B2-%DA%86%D8%B1%D8%A7-%D8%B3%D9%81%D8%B1-%D8%A7%D9%84%D8%A8%D9%88%D8%B3%D8%B9%DB%8C%D8%AF%DB%8C-%D9%85%D9%87%D9%85-%D8%A7%D8%B3%D8%AA" rel="noreferrer noopener" target="_blank">IRNA</a>, secondo la quale i negoziati tra i due Paesi su Hormuz sono alle battute finali e in via di formalizzazione. Certo, anche se si trovasse la quadra sul nuovo regime di transito, si dovrà attendere la fine del conflitto tra Iran e Stati Uniti per attuarlo, ma sarebbe comunque un passo importante.</p>



<p>Al di là del coraggio innegabile dell’Oman, sembra chiaro che qualche rassicurazione deve pure essere giunta al sultanato, il quale non potrebbe sfidare così apertamente Washington…</p>



<p>Insomma, segnali di distensione – anche se c’è da attendere – che giungono proprio nel giorno in cui Washington aumenta la pressione su Teheran varando sanzioni alzo zero. In realtà, le due cose non appaiono scollegate. Sembra ripetersi, infatti, un teatrino già visto, con Trump che minaccia sfracelli per placare i guerrafondai che lo premono da ogni parte e, sottotraccia, tenta la distensione.</p>



<p>Peraltro, le sanzioni hanno tolto dal tavolo, almeno al momento, l’opzione di riprendere la guerra, che né Trump né i suoi militari vogliono, anche perché non hanno più munizioni, ma che altri e potenti (Netanyahu, AIPAC, neocon etc.) continuano a sognare. A segnalare la fine delle ostilità di natura militare, e forse altro, oltre alle&nbsp;<a href="https://www.bbc.com/news/articles/c87n90eg0p2o" rel="noreferrer noopener" target="_blank">dichiarazioni in tal senso</a>&nbsp;del Segretario del Tesoro Scott Bessent, anche il&nbsp;<a href="https://www.dawn.com/live/iran-israel-war#2025210" rel="noreferrer noopener" target="_blank">ritorno degli ambasciatori&nbsp;</a>Usa in Medio oriente, dal quale erano stati evacuati.</p>



<p>Inoltre, anche le sanzioni sembra siano altro da quanto minacciato. Così&nbsp;<a href="https://www.dawn.com/live/iran-israel-war#2025202" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Dawn</a>: “L’indice azionario europeo registra un lieve rialzo, grazie alla rassicurazione degli investitori sul fatto che il pacchetto di sanzioni statunitensi contro l’Iran sia meno severo del previsto”. Qualcosa di simile ha scritto il&nbsp;<a href="https://www.washingtonpost.com/opinions/2026/08/24/zero-leakage-iran-would-mean-imposing-secondary-sanctions-china/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Washington Post</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-pakistan-recapita-un-messaggio-di-trump-alliran.html">Il Pakistan recapita un messaggio di Trump all&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Stars and Stripes, il Pentagono epura i vertici: bufera sulla libertà di stampa negli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/stars-and-stripes-il-pentagono-epura-i-vertici-bufera-sulla-liberta-di-stampa-negli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Malacaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 05:54:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="906" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260823230737246_54fffb0dd4153e228d456666b3bb11a0-e1787519335877.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260823230737246_54fffb0dd4153e228d456666b3bb11a0-e1787519335877.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260823230737246_54fffb0dd4153e228d456666b3bb11a0-e1787519335877-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260823230737246_54fffb0dd4153e228d456666b3bb11a0-e1787519335877-1024x483.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260823230737246_54fffb0dd4153e228d456666b3bb11a0-e1787519335877-768x362.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260823230737246_54fffb0dd4153e228d456666b3bb11a0-e1787519335877-1536x725.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260823230737246_54fffb0dd4153e228d456666b3bb11a0-e1787519335877-600x283.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Polemiche negli Stati Uniti per via del licenziamento, da parte del Pentagono, dei vertici della rivista Stars and Stripes</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/stars-and-stripes-il-pentagono-epura-i-vertici-bufera-sulla-liberta-di-stampa-negli-usa.html">Stars and Stripes, il Pentagono epura i vertici: bufera sulla libertà di stampa negli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="906" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260823230737246_54fffb0dd4153e228d456666b3bb11a0-e1787519335877.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260823230737246_54fffb0dd4153e228d456666b3bb11a0-e1787519335877.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260823230737246_54fffb0dd4153e228d456666b3bb11a0-e1787519335877-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260823230737246_54fffb0dd4153e228d456666b3bb11a0-e1787519335877-1024x483.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260823230737246_54fffb0dd4153e228d456666b3bb11a0-e1787519335877-768x362.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260823230737246_54fffb0dd4153e228d456666b3bb11a0-e1787519335877-1536x725.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260823230737246_54fffb0dd4153e228d456666b3bb11a0-e1787519335877-600x283.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Polemica negli Stati Uniti sulla libertà di stampa. Il Pentagono <a href="https://www.nytimes.com/2026/08/21/us/politics/pentagon-fires-stars-stripes-editor.html" type="link" id="https://www.nytimes.com/2026/08/21/us/politics/pentagon-fires-stars-stripes-editor.html">ha licenziato, nei giorni scorsi</a>, il direttore editoriale, l&#8217;editore e una corrispondente dal Medio Oriente di <strong><em>Stars and Stripes</em></strong>, lo storico giornale delle forze armate americane finanziato dal Pentagono ma indipendente dal punto di vista editoriale. Il caso ha provocato un dibattito negli Stati Uniti per via delle implicazioni relative alla libertà di stampa e al Primo Emendamento della Costituzione americana.</p>



<p>Le lettere di licenziamento sono state notificate a <strong>Erik Slavin</strong>, direttore responsabile dal settembre 2025 e in forza al giornale dal 2005, all&#8217;editore <strong>Max Lederer Jr.</strong> &#8211; che solo pochi giorni prima aveva annunciato il proprio pensionamento previsto per il 30 settembre &#8211; nonché alla giornalista <strong>Lara Korte</strong>, corrispondente per il Medio Oriente. Motivo? «Insubordinazione».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pentagono, polemiche sulla libertà di stampa</h2>



<p>Secondo quanto riferito dallo stesso Slavin, il licenziamento sarebbe legato a un&#8217;intervista rilasciata alla <em>Cbs</em> nella quale il direttore aveva affermato che <strong>qualsiasi tentativo di censurare le notizie destinate ai militari</strong> avrebbe rappresentato una linea rossa invalicabile per la testata. Slavin ha dichiarato di essere stato <strong>accusato di insubordinazione</strong> proprio per via di quella dichiarazione: ha inoltre ribadito di ritenere che <em><strong>Stars and Stripes</strong></em> debba mantenere la propria indipendenza editoriale, così come previsto dalla legge e dalle stesse <em>policy</em> del Dipartimento della Guerra. Anche Korte aveva preso parte allo stesso servizio televisivo e ha confermato sui social il proprio licenziamento, definendolo la vicenda «dolorosa» per la testata e anche per i militari che hanno giurato di difendere la Costituzione e che meritano una stampa libera e indipendente.</p>



<p>I licenziamenti giungono in un momento delicato per la testata, che nelle ultime settimane <a href="https://www.stripes.com/theaters/us/2026-08-11/abraham-lincoln-middle-east-mental-health-town-hall-meeting-22506344.html" type="link" id="https://www.stripes.com/theaters/us/2026-08-11/abraham-lincoln-middle-east-mental-health-town-hall-meeting-22506344.html">aveva pubblicato un&#8217;inchiesta</a> sul <strong>disagio psicologico degli equipaggi imbarcati</strong> sulla portaerei USS Abraham Lincoln, la cui missione nel Medio Oriente è stata prolungata di diversi mesi per sostenere le operazioni militari contro l&#8217;Iran nell&#8217;ambito di <em>Epic Fury</em>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La stretta di Hegseth</h2>



<p>Non si tratta di un episodio isolato. Lo scorso gennaio, infatti, il Pentagono aveva <strong>abrogato la norma che vietava la censura dei contenuti</strong> di <em><strong>Stars and Stripes</strong></em>: in quell&#8217;occasione un portavoce del dipartimento che aveva dichiarato l&#8217;intenzione di «riorientare i contenuti allontanandoli dalle distrazioni woke». A marzo era poi stato diffuso un memo interno secondo cui la copertura giornalistica del quotidiano avrebbe dovuto essere «coerente con il buon ordine e la disciplina» delle forze armate, formula tipica del diritto militare che lo stesso Slavin aveva definito fonte di «forte preoccupazione» per i giornalisti della redazione, molti dei quali sono anche membri in servizio delle forze armate. </p>



<p>La vicenda rientra in un contesto di forte pressione esercitata dal capo del Pentagono, Pete Hegseth, sulle testate e i giornalisti che si occupano di Difesa. Lo stesso Hegseth ha imposto nuove regole ai corrispondenti accreditati, <strong>subordinando alla sua approvazione la diffusione di determinate informazioni</strong>. Di fronte a queste restrizioni, numerosi giornalisti avevano scelto di restituire i propri pass di accesso piuttosto che accettare le nuove condizioni. </p>



<p><strong><em>Stars and Stripes</em></strong>, fondato nell&#8217;Ottocento e diventato punto di riferimento per le truppe americane a partire dalla Seconda guerra mondiale, resta oggi al centro di un braccio di ferro politico e istituzione mentre crescono le voci che chiedono la revoca immediata dei licenziamenti. </p>



<p><strong>Fonti: </strong></p>



<p><strong><em>Minho Kim, “Pentagon Fires Editor and Publisher of Independent Military Publication,” The New York Times, August 21, 2026, </em></strong><a href="https://www.nytimes.com/2026/08/21/us/politics/pentagon-fires-stars-stripes-editor.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.nytimes.com/2026/08/21/us/politics/pentagon-fires-stars-stripes-editor.html</a>.</p>



<p><strong><em>Alison Bath, “USS Abraham Lincoln Families Press Navy Leaders over Sailors’ Mental Health,” Stars and Stripes, August 11, 2026</em></strong>, <a href="https://www.stripes.com/theaters/us/2026-08-11/abraham-lincoln-middle-east-mental-health-town-hall-meeting-22506344.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.stripes.com/theaters/us/2026-08-11/abraham-lincoln-middle-east-mental-health-town-hall-meeting-22506344.html</a>.</p>



<p><strong><em>Andrew Day, “Pentagon Fires Journalists at Military Newspaper, Raising Alarms,” The American Conservative, August 23, 2026, </em></strong><a href="https://www.theamericanconservative.com/pentagon-fires-journalists-at-military-newspaper-raising-alarms/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.theamericanconservative.com/pentagon-fires-journalists-at-military-newspaper-raising-alarms/</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/stars-and-stripes-il-pentagono-epura-i-vertici-bufera-sulla-liberta-di-stampa-negli-usa.html">Stars and Stripes, il Pentagono epura i vertici: bufera sulla libertà di stampa negli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dalla Corea del Sud all’Oman, gli Usa di Trump se la prendono con&#8230; gli alleati</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/dalla-corea-del-sud-alloman-gli-usa-di-trump-se-la-prendono-con-gli-alleati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 05:31:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="944" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773-1024x503.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773-1536x755.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773-600x295.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La vera svolta della presidenza Trump, dunque, potrebbe essere il modo in cui Washington esercita la propria potenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/dalla-corea-del-sud-alloman-gli-usa-di-trump-se-la-prendono-con-gli-alleati.html">Dalla Corea del Sud all’Oman, gli Usa di Trump se la prendono con&#8230; gli alleati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="944" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773-1024x503.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773-1536x755.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773-600x295.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>21 agosto</strong>, le esercitazioni annuali <em>Ulchi Freedom Shield</em> tra Stati Uniti e Corea del Sud si sono concluse con largo anticipo rispetto alla programmazione originaria. La decisione è arrivata dopo l’ordine impartito da <strong>Donald Trump</strong> di ridurre «sostanzialmente» la partecipazione americana alle manovre, considerate costose e, soprattutto, inutilmente provocatorie nei confronti di <strong>Kim Jong-un</strong>. L&#8217;esercitazione, iniziata il 17 agosto, avrebbe dovuto durare undici giorni, ma è terminata dopo cinque.  </p>



<p>Il punto non è soltanto la durata di una simulazione militare. <a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-08/quo-189/trump-kim-e-il-ruolo-degli-usa-nell-indo-pacifico.html">Da oltre settant’anni la presenza americana nella penisola rappresenta uno dei pilastri della <strong>deterrenza verso Pyongyang</strong>. Ridimensionare improvvisamente l&#8217;addestramento congiunto significa intervenire proprio sull&#8217;elemento che trasforma l&#8217;alleanza politica in una capacità militare concreta</a>: interoperabilità, comando, coordinamento e prontezza operativa. Trump ha legato esplicitamente la scelta anche al comportamento di Seoul nella crisi iraniana, accusando gli alleati di non sostenere sufficientemente Washington <strong>quando gli Stati Uniti entrano in guerra.</strong> È una logica significativa: la <strong>garanzia di sicurezza</strong> americana appare sempre più condizionata alla disponibilità dell&#8217;alleato a seguire le priorità strategiche della Casa Bianca.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Washington concede, Pyongyang rilancia</strong></h2>



<p>La scommessa di Trump è costruita sul rapporto personale con Kim Jong-un e sulla possibilità di riaprire una trattativa. Ma la risposta nordcoreana mostra quanto sia difficile trasformare una concessione unilaterale in un negoziato. Dopo la riduzione delle esercitazioni, Pyongyang ha infatti continuato a considerare la cooperazione militare americana-sudcoreana una minaccia e ha lanciato circa <strong>dieci missili balistici a corto raggio</strong><a href="https://www.analisidifesa.it/2026/08/trump-demolisce-anche-lalleanza-storica-con-corea-del-sud-e-oman/">. Kim Jong-un ha inoltre respinto l&#8217;idea che il ridimensionamento delle manovre rappresenti una svolta sufficiente per modificare la posizione nordcoreana.</a>  La conseguenza strategica è delicata. Se Washington dimostra che la propria presenza militare può essere ridotta per ottenere un&#8217;apertura diplomatica da Pyongyang, <strong>Seoul potrebbe concludere che la deterrenza americana non è più un parametro stabile</strong>. Non significa automaticamente una rottura dell&#8217;alleanza, ma incentiva la Corea del Sud ad accelerare il rafforzamento delle proprie capacità autonome. È esattamente il genere di dinamica che una politica di pressione sugli alleati può produrre: anziché aumentare la dipendenza, induce gli alleati a cercare alternative.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Hormuz, l’Oman diventa il nuovo problema</strong></h2>



<p>La stessa logica emerge, con conseguenze potenzialmente molto più pesanti, nel <strong>Golfo Persico</strong>. L&#8217;Oman non è un alleato militare degli Stati Uniti paragonabile alla Corea del Sud, ma è da decenni un <strong>partner strategico e diplomatico privilegiato</strong> di Washington e ha svolto un ruolo importante nei contatti indiretti con Teheran. Il 17 agosto Trump ha minacciato di bombardare l&#8217;Oman qualora Muscat avesse ostacolato la strategia americana nei confronti dell&#8217;Iran. La minaccia è arrivata mentre Iran e Oman stavano negoziando una soluzione per consentire la navigazione commerciale attraverso lo <strong>Stretto di Hormuz</strong>, uno dei principali colli di bottiglia energetici mondiali.  </p>



<p>La questione è quindi molto più ampia del rapporto bilaterale Washington-Muscat. Hormuz è un&#8217;infrastruttura geopolitica dalla quale dipendono <strong>petrolio, gas, assicurazioni marittime, trasporti e finanza internazionale</strong>. Ogni aumento del rischio militare si trasferisce sui premi assicurativi, sui noli e sulle quotazioni energetiche, producendo effetti ben oltre il Medio Oriente. L&#8217;Oman, cercando una soluzione negoziale con Teheran, sta perseguendo un interesse nazionale perfettamente razionale: <strong>riaprire una via commerciale sicura</strong>. È precisamente questo che rende la minaccia americana politicamente rilevante.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La contraddizione Usa: meno presenza, più pressione</strong></h2>



<p>Il paradosso è che Washington sembra contemporaneamente <strong>ridurre alcune forme della propria presenza militare</strong> e aumentare la pressione politica sugli interlocutori regionali. Il Pentagono sta infatti valutando l&#8217;ipotesi di una presenza americana più contenuta nel Golfo una volta terminato il conflitto con l&#8217;Iran, anche alla luce dei danni subiti dalle installazioni statunitensi. Secondo il <em>Washington Post</em>, si tratta però ancora di una valutazione preliminare e non di una revisione formale della postura militare americana. </p>



<p> Questa possibile contrazione non equivale necessariamente a un disimpegno strategico. Potrebbe invece indicare una trasformazione del modello: <strong>meno basi permanenti, maggiore capacità di proiezione, più pressione economica e maggiore richiesta agli alleati di sostenere direttamente i costi della sicurezza regionale</strong>. È una distinzione fondamentale. Parlare semplicemente di «ritiro americano» rischia di essere fuorviante. Washington potrebbe ridurre la propria esposizione senza rinunciare al controllo delle principali leve finanziarie, tecnologiche, militari ed energetiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il nuovo vincolo americano</strong></h2>



<p>Corea del Sud e Oman rappresentano dunque due casi differenti, ma illuminano una stessa trasformazione. Nel primo caso Washington interviene sulla <strong>deterrenza militare</strong>; nel secondo esercita pressione su un partner diplomatico che cerca una soluzione autonoma alla crisi di Hormuz.</p>



<p>Non è necessario interpretare queste decisioni come il risultato di un unico disegno prestabilito. È sufficiente osservare gli effetti: <strong>le alleanze diventano più transazionali, gli impegni meno automatici e la sicurezza sempre più legata alla convenienza immediata americana</strong>. Per gli alleati il messaggio è netto. La protezione statunitense resta una risorsa straordinaria, ma non può più essere considerata un dato permanente e incondizionato. Per Seoul significa investire maggiormente nella propria autonomia militare; per le monarchie e i partner del Golfo significa diversificare interlocutori e garanzie; per l&#8217;Europa significa confrontarsi con la stessa domanda. </p>



<p>La vera svolta della presidenza Trump, dunque, potrebbe non essere il semplice <strong>ridimensionamento dell&#8217;America nel mondo</strong>, ma la trasformazione del modo in cui Washington esercita la propria potenza: meno promessa di stabilità permanente, più negoziazione, pressione e condizionalità. E quando persino la deterrenza nella penisola coreana e la mediazione omanita su Hormuz diventano elementi negoziabili, una certezza appare ormai difficile da sostenere: <strong>per gli alleati degli Stati Uniti, nulla può più essere dato completamente per scontato</strong>.</p>



<p><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-08/quo-189/trump-kim-e-il-ruolo-degli-usa-nell-indo-pacifico.html">https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-08/quo-189/trump-kim-e-il-ruolo-degli-usa-nell-indo-pacifico.html</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-linkiesta-it wp-block-embed-linkiesta-it"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="CAITS3FSmT"><a href="https://www.linkiesta.it/2026/08/la-guerra-in-iran-presenta-il-conto-a-trump-e-lui-lo-gira-agli-alleati/">La guerra in Iran presenta il conto a Trump, e lui lo gira agli alleati</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;La guerra in Iran presenta il conto a Trump, e lui lo gira agli alleati&#8221; &#8212; Linkiesta.it" src="https://www.linkiesta.it/2026/08/la-guerra-in-iran-presenta-il-conto-a-trump-e-lui-lo-gira-agli-alleati/embed/#?secret=L3uv32ZclJ#?secret=CAITS3FSmT" data-secret="CAITS3FSmT" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<p><a href="https://www.laverita.info/geopolitica/alleanze-trump-iran-medio-oriente">https://www.laverita.info/geopolitica/alleanze-trump-iran-medio-oriente</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-analisi-difesa wp-block-embed-analisi-difesa"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="wtXS8myl4N"><a href="https://www.analisidifesa.it/2026/08/trump-demolisce-anche-lalleanza-storica-con-corea-del-sud-e-oman/">Trump demolisce anche l’alleanza storica con Corea del Sud e Oman</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Trump demolisce anche l’alleanza storica con Corea del Sud e Oman&#8221; &#8212; Analisi Difesa" src="https://www.analisidifesa.it/2026/08/trump-demolisce-anche-lalleanza-storica-con-corea-del-sud-e-oman/embed/#?secret=BfxaMJmjHD#?secret=wtXS8myl4N" data-secret="wtXS8myl4N" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/dalla-corea-del-sud-alloman-gli-usa-di-trump-se-la-prendono-con-gli-alleati.html">Dalla Corea del Sud all’Oman, gli Usa di Trump se la prendono con&#8230; gli alleati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Rubio arruola Palantir e Anduril: al via programma per difendere la &#8220;libertà digitale&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/rubio-arruola-palantir-e-anduril-al-via-programma-per-difendere-la-liberta-digitale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 08:36:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1056" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821094150451_55658715e7b7da538ad0940dbe228ad2-e1787298158607.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Rubio Palantir" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821094150451_55658715e7b7da538ad0940dbe228ad2-e1787298158607.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821094150451_55658715e7b7da538ad0940dbe228ad2-e1787298158607-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821094150451_55658715e7b7da538ad0940dbe228ad2-e1787298158607-1024x563.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821094150451_55658715e7b7da538ad0940dbe228ad2-e1787298158607-768x422.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821094150451_55658715e7b7da538ad0940dbe228ad2-e1787298158607-1536x845.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821094150451_55658715e7b7da538ad0940dbe228ad2-e1787298158607-600x330.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Dipartimento di Stato USA arruola Palantir e Anduril, aziende note per la sorveglianza di massa, in un programma per la "libertà digitale"</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/rubio-arruola-palantir-e-anduril-al-via-programma-per-difendere-la-liberta-digitale.html">Rubio arruola Palantir e Anduril: al via programma per difendere la &#8220;libertà digitale&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1056" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821094150451_55658715e7b7da538ad0940dbe228ad2-e1787298158607.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Rubio Palantir" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821094150451_55658715e7b7da538ad0940dbe228ad2-e1787298158607.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821094150451_55658715e7b7da538ad0940dbe228ad2-e1787298158607-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821094150451_55658715e7b7da538ad0940dbe228ad2-e1787298158607-1024x563.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821094150451_55658715e7b7da538ad0940dbe228ad2-e1787298158607-768x422.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821094150451_55658715e7b7da538ad0940dbe228ad2-e1787298158607-1536x845.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821094150451_55658715e7b7da538ad0940dbe228ad2-e1787298158607-600x330.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ne <em><strong>Il Cerchio</strong></em>, romanzo fantascientifico-distopico del 2013 dello scrittore statunitense <strong>Dave Eggers</strong> (edito in Italia da Feltrinelli), viene narrata l’ascesa di un’azienda tech che crea un social network capace di conquistare il mondo con slogan del tipo «la privacy è un furto» o «i segreti sono bugie». Progressivamente, <em>The Circle</em> riesce a entrare nei gangli del governo e del potere politico, fondendo sorveglianza di massa e potere sotto la bandiera della «democrazia trasparente» e della «libertà». Pura fantasia? Mica tanto. Negli Stati Uniti, infatti, <a href="https://foreignpolicy.com/2026/08/20/state-department-freedom-tech-excellence-program-ftep-anduril-palantir-speech/" type="link" id="https://foreignpolicy.com/2026/08/20/state-department-freedom-tech-excellence-program-ftep-anduril-palantir-speech/">secondo quanto riportato dalla rivista <em>Foreign Policy</em></a>, il Dipartimento di Stato di Marco Rubio ha avviato un programma che prevede la collaborazione&nbsp;di aziende come <strong>Palantir Technologies</strong>  &#8211; fondata nel 2003 da Peter Thiel, Alex Karp e specializzata in piattaforme di integrazione, analisi e AI su grandi quantità di dati &#8211; e <strong>Anduril</strong> &#8211; che sviluppa sistemi autonomi (droni, missili, sottomarini, torri di sorveglianza, aerei da combattimento non pilotati) e la piattaforma software Lattice, basata su AI &#8211; le quali fornirebbero la propria« esperienza» in materia di «libertà di espressione digitale» al Dipartimento. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il programma</h2>



<p>Il progetto, <a href="https://www.state.gov/current-partnerships-global-partnerships-unit" type="link" id="https://www.state.gov/current-partnerships-global-partnerships-unit">chiamato <strong>Freedom Tech Excellence Program (FTEP)</strong></a> e lanciato alla fine di luglio, prevede che i dipendenti del settore privato svolgano incarichi a tempo determinato presso il Dipartimento di Stato in ambiti quali la «tutela della libertà di espressione nell’era digitale», il «contrasto alla sorveglianza digitale illegale e alle truffe online», le «tecnologie per la tutela della privacy», la «governance responsabile delle tecnologie emergenti» e «la protezione dei minori e degli altri utenti online», come conferma un comunicato stampa diffuso per dare notizia della curiosa e controversa iniziativa. </p>



<p>«I partecipanti del settore privato &#8211; si legge ancora nel comunicato stampa &#8211; acquisiscono conoscenze di prima mano sulla politica estera e lo sviluppo, contribuendo al contempo le loro competenze specializzate in aree nuove ed emergenti in cui il Dipartimento potrebbe non disporre di sufficienti expertise interne». Va precisato che i «partecipanti rimangono dipendenti delle loro organizzazioni di appartenenza per tutta la durata dell’incarico &#8211; mantenendo i rapporti di lavoro esistenti mentre lavorano su sfide diplomatiche ad alto rischio e concrete del mondo reale a fianco di alti funzionari del Dipartimento».</p>



<p>Tra le aziende che partecipano al progetto, oltre alle già menzionate <strong>Palantir</strong> e <strong>Anduril</strong>, partecipano anche la <strong>Victims of Communism Memorial Foundation</strong> e il <strong>Bitcoin Policy Institute</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo controverso di Palantir e Anduril</h2>



<p>Entrambe le società sono al centro di critiche e di polemiche. Palantir, attraverso la piattaforma <strong>Gotham</strong>, <a href="https://theconversation.com/when-the-government-can-see-everything-how-one-company-palantir-is-mapping-the-nations-data-263178" type="link" id="https://theconversation.com/when-the-government-can-see-everything-how-one-company-palantir-is-mapping-the-nations-data-263178">sta costruendo <strong>una rete di sorveglianza di massa</strong></a> integrando e collegando <strong>dati frammentati di agenzie governative</strong> in un sistema unificato. <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/glenn-greenwald-smaschera-palantir-e-il-nuovo-deep-state-di-donald-trump.html" type="link" id="https://it.insideover.com/media-e-potere/glenn-greenwald-smaschera-palantir-e-il-nuovo-deep-state-di-donald-trump.html">Come ha sottolineato il giornalista e Premio Pulitzer Glenn Greenwald</a>, definendo Palantir il nuovo «<em>Deep State</em>» trumpiano: «Personalmente, preferirei che, nella misura in cui il governo raccoglie dati sui cittadini americani, questi rimangano frammentati e isolati, quindi indeboliti». Invece, un ordine esecutivo dello scorso anno garantisce che «i dipendenti federali non incontrino più ostacoli nell’accesso ai dati governativi», affidando a Palantir un controllo senza precedenti. Anche il&nbsp;<a href="https://www.nytimes.com/2025/05/30/technology/trump-palantir-data-americans.html"><em>New York Times</em>&nbsp;</a>ha sottolineato la portata di questa trasformazione. Dal 2008, Palantir collabora con il governo statunitense, e dall’insediamento di Trump l’azienda ha ricevuto oltre&nbsp;<strong>113 milioni di dollari in contratti governativi</strong>, escluso un recente contratto da 795 milioni di dollari con il Dipartimento della Difesa (DoD).</p>



<p>Quanto ad <strong>Anduril</strong>, l&#8217;azienda fondata nel 2017 da Palmer Luckey&nbsp;, fondatore di Oculus VR e creatore di Oculus Rift, insieme agli ex dirigenti&nbsp;di Palantir&nbsp;Trae Stephens, Matt Grimm, Brian Schimpf e all&#8217;ingegnere di Oculus Joe Chen,&nbsp;la sua attività principale di Anduril consiste nello sviluppo di <strong>sistemi di sorveglianza basati sull&#8217;intelligenza artificiale</strong> e di armi autonome progettate per identificare, tracciare e, in alcuni casi, neutralizzare i bersagli. L’American Civil Liberties Union (ACLU), il Migrants’ Rights Network del Regno Unito e altri gruppi che si battono per i diritti civili hanno criticato la tecnologia di sorveglianza dell’azienda, sostenendo che essa amplia la sorveglianza governativa in maniera tale da minacciare seriamente la privacy e le libertà civili delle persone. In effetti, c&#8217;è da chiedersi: quale contributo alla «libertà» possono dare due aziende di questo tipo? </p>



<p>«Non è chiaro perché questi partner iniziali del settore privato abbiano alcuna competenza in materia di libertà di espressione», spiega alla rivista <em>Foreign Policy</em> <strong>Chris Painter</strong>, ex funzionario di cybersecurity presso l’Fbi, il Dipartimento di Stato e la Casa Bianca. «Quando si vuole parlare di questioni relative alla libertà di espressione, esistono una miriade di organizzazioni della società civile che se ne occupano». «Che l’amministrazione Trump recluti dalle stesse aziende che sono sotto esame per le loro pratiche di sorveglianza: trovo l’intera faccenda totalmente sconcertante», aggiunge Steve Feldstein, senior fellow presso la Carnegie Endowment for International Peace.</p>



<p><strong><em>Fonti: </em></strong></p>



<p><strong><em>Sam Skove and Rishi Iyengar, “State Department to Partner With Palantir, Anduril on Free Speech Initiative,” Foreign Policy, August 20, 2026</em></strong>, <a href="https://foreignpolicy.com/2026/08/20/state-department-freedom-tech-excellence-program-ftep-anduril-palantir-speech/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://foreignpolicy.com/2026/08/20/state-department-freedom-tech-excellence-program-ftep-anduril-palantir-speech/</a>.</p>



<p><strong><em>U.S. Department of State, “Current Partnerships,” Global Partnerships Unit, accessed August 21, 2026, </em></strong><a href="https://www.state.gov/current-partnerships-global-partnerships-unit" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.state.gov/current-partnerships-global-partnerships-unit</a>.</p>



<p><strong><em>Nicole M. Bennett, “When the Government Can See Everything: How One Company – Palantir – Is Mapping the Nation’s Data,” The Conversation, 27 agosto 2025</em></strong>, <a href="https://theconversation.com/when-the-government-can-see-everything-how-one-company-palantir-is-mapping-the-nations-data-263178" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://theconversation.com/when-the-government-can-see-everything-how-one-company-palantir-is-mapping-the-nations-data-263178</a>.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/rubio-arruola-palantir-e-anduril-al-via-programma-per-difendere-la-liberta-digitale.html">Rubio arruola Palantir e Anduril: al via programma per difendere la &#8220;libertà digitale&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Aumenta la pressione sull&#8217;Iran, economica e non</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/aumenta-la-pressione-sulliran-economica-e-non.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 12:58:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="944" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773-1024x503.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773-1536x755.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773-600x295.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente Usa Donald Trump inasprisce le sanzioni contro l'Iran nonostante i rischi per la crisi energetica globale</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="944" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773-1024x503.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773-1536x755.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820145747553_9f509d2c0231d5e8b4af196b9665e908-e1787230704773-600x295.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Trump intensifica la stretta sull’Iran</strong>. Siamo alle solite sanzioni infernali che riecheggiano quelle varate contro la Russia, le quali hanno avuto come esito di favorire lo sviluppo della produzione interna. Certo, l’Iran è altra cosa e potrebbe non reggere, anche per le minacce rivolte a chiunque oserà commerciare con Teheran, ma tale esito, che l’America dà per scontato, non è affatto così scontato.</p>



<p>Ciò che è scontato è che il perdurare della chiusura dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> aggraverà la crisi energetica globale, con tutte le tragiche conseguenze del caso. Tale la pazzia dell’Impero e soprattutto dei suoi dominus AIPAC-Israele, disposti a sacrificare il mondo intero agli interessi di Tel Aviv. D’altronde, il genocidio dei palestinesi dimostra l’importanza che accreditano alle vite altrui.</p>



<p>La decisione dell’amministrazione Trump discende anche dall’impossibilità dell’Impero di accettare la sconfitta, ripetendo errori del passato che l’hanno portato a proseguire ad libitum guerre perse, ponendovi fine con ritirate drammatiche solo quando ormai erano diventate del tutto insostenibili.</p>



<p>Sull’incremento della pressione economica contro l’Iran scrive Alastair Crooke sul sito del<a href="https://ronpaulinstitute.org/netanyahus-reprise-of-the-iraq-wmd-deceit-re-launched-to-promote-war-on-iran/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">&nbsp;Ron Paul Institute</a>: «Secondo alcune fonti» il Segretario del Tesoro Scott «Bessent avrebbe ripetutamente rassicurato Trump sul fatto che la carenza di petrolio causata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz “è temporanea e gestibile” (cosa non vera), sostenendo inoltre che l’inflazione legata al settore energetico si attenuerà una volta che le tensioni globali si saranno allentate. Ci ha scommesso tutto. E Trump sembra credere nella manipolazione dei prezzi del petrolio e dei futures».</p>



<p>«Tuttavia, le cifre che circolano a Washington riguardo alle navi che sono riuscite a passare attraverso il corridoio dell’Oman sono fittizie. <strong>Brett Erickson</strong>, di <em>Obsidian Risk Advisors</em>, <a href="https://x.com/BrettErickson28/status/2087254213109973206" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scrive</a>: “Diversi colleghi di cui mi fido ciecamente mi hanno detto che non esiste nessuna prova a sostegno dell’affermazione che 8 milioni di barili al giorno transitino attraverso la rotta omanita, né c’è nessuna prova che 9.000 barili escano dallo Stretto di Hormuz ogni giorno. Zero. Non ‘forse’, neanche ‘è possibile’. Nessuna prova. E, cosa ancora più grave, esistono prove che dimostrano il contrario».</p>



<p>«Alla domanda “Il loro piano è quello di rimanere nell’ombra finché tutto non crolla? E poi?”, Erickson risponde: “Da quanto ho capito, credono davvero che alcune di queste informazioni siano corrette. Sono stupidi, non necessariamente in malafede… il che è peggio”».</p>



<p>«La strategia di Trump, <strong>basata sulla pressione economica come chiave per la capitolazione iraniana non è credibile</strong>. Anche se un blocco più rigido riuscisse a peggiorare ulteriormente la situazione del popolo iraniano, è improbabile che le sue sofferenze possano portare a un risultato finale positivo, come ad esempio un cambio di regime in stile Delcy Rodrigues».</p>



<p>«L’Iran sta conducendo una guerra esistenziale contro Stati Uniti e Israele e se la leadership iraniana dovesse mai trovarsi costretta a scegliere tra la capitolazione e l’escalation, opterebbe quasi certamente per quest’ultima. Di fatto, la decisione di intensificare il confronto militare – per fare pressione su Trump – sembra essere già stata presa, come dimostrano le&nbsp;<a href="https://english.almayadeen.net/news/politics/rezaei--iran-won-t-reopen-strait-of-hormuz-until-us-changes" rel="noreferrer noopener" target="_blank">recenti dichiarazioni di Mosen Rezaei</a>, recentemente nominato Segretario del Comitato Supremo per la Sicurezza Nazionale. L’Iran continuerà con azioni militari proattive, anche se Trump dovesse scegliere di non ricorrere all’azione militare».</p>



<p>Va aggiunto che l’annuncio di Trump <strong>è stato preceduto dalla drastica rottura tra Emirati Arabi e Iran</strong>, con Abu Dhabi che ha chiuso tutti i contatti commerciali con Teheran, una misura che pone ulteriori criticità all’economia iraniana dal momento che «Dubai è diventata silenziosamente il partner commerciale più importante dell’Iran, superando sia la Cina che la Turchia e fornendo circa un terzo di tutte le importazioni iraniane annuali», come ha dichiarato ad <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/8/19/uae-imposes-indefinite-trade-embargo-on-iran-over-alleged-missile-attacks" target="_blank" rel="noreferrer noopener">al Jazeera</a> Mark Kimmitt, ex vicesegretario di Stato degli Usa.</p>



<p>Una decisione presa dopo una telefonata tra Trump e il presidente degli Emirati Mohammed bin Zayed, che ha preceduto l’attacco missilistico contro il suo Paese, attribuito all’Iran, che ha innescato la svolta diplomatica. Un attacco sotto falsa bandiera, ha dichiarato l’Iran, negandone la paternità.</p>



<p>In effetti, non <strong>si comprende perché l’Iran avrebbe dovuto attaccare Abu Dhabi</strong>, un attacco, peraltro, non solo sciocco e controproducente, ma anche del tutto fuori registro, con i due missili lanciati caduti in mare, ben lontano di qualsiasi possibile target. E dire che, durante la guerra, Teheran ha dimostrato ampiamente la precisione delle sue capacità balistiche, oltre ad aver sempre rivendicato la paternità dei suoi attacchi e dettagliato i target.</p>



<p>L’attacco contro gli Emirati fa il paio con quello del giorno precedente, sempre attribuito all’Iran, contro l’ufficio del presidente del Kurdistan iracheno, <strong>Masrour Barzani</strong>, e la residenza di un dirigente dell’agenzia di sicurezza. Anche in questo caso Teheran ha parlato di un attacco sotto falsa bandiera e anche in questo caso l’Iran non aveva alcun motivo per attaccare, anzi.</p>



<p>La mattina che ha preceduto l’attacco, <a href="https://www.axios.com/2026/08/16/iran-backchannel-trump-gabbard-barzani-war" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Axios</a> rivelava che, durante il conflitto, l’allora capo dei <strong>Guardiani della rivoluzione</strong>, il generale Ahmad Vahidi, sarebbe stato contattato dal presidente del Kurdistan iracheno, Nechirvan Barzani, per conto degli Stati Uniti per verificare se i politici con cui stavano trattando avevano l’autorità per negoziare e se il Corpo da lui comandato avesse altre richieste oltre alle loro. La risposta di Vahidi sarebbe stata che i Guardiani della rivoluzione sostenevano i negoziatori.</p>



<p>Lo scoop è stato smentito da Vahidi, ma non è stata smentita l’esistenza di un rapporto privilegiato tra questi e Barzani… peraltro, lo stesso <a href="https://www.aa.com.tr/en/middle-east/iraqi-kurdish-leader-says-kurdistan-regional-government-will-not-be-part-of-regional-conflicts/3850702" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Barzani</a>, come anche l’altro, il cugino <a href="https://www.facebook.com/watch/?v=1935777527029655" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Masrour</a>, il premier bombardato, nel corso dell’aggressione israelo-americana all’Iran avevano frenato in tutti i modi e pubblicamente le spinte per ingaggiare i curdi nella crociata anti-Teheran, nonostante il loro territorio fosse bersagliato di attacchi attribuiti a Teheran. Perché colpire un alleato? Insomma, l’ipotesi di un attacco sotto falsa bandiera non appare affatto aleatoria. <strong>E pone ulteriori dubbi anche su quello successivo contro gli Emirati.</strong></p>
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		<title>Scudi umani ad Ankara: come Trump è stato esfiltrato in un furgone del catering</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/scudi-umani-ad-ankara-come-trump-e-stato-esfiltrato-in-un-furgone-del-catering.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 13:13:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="890" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260819151217450_d5e033259fb14b8febc95ca9b8db5f0f-e1787145197560.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump Nato" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260819151217450_d5e033259fb14b8febc95ca9b8db5f0f-e1787145197560.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260819151217450_d5e033259fb14b8febc95ca9b8db5f0f-e1787145197560-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260819151217450_d5e033259fb14b8febc95ca9b8db5f0f-e1787145197560-1024x475.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260819151217450_d5e033259fb14b8febc95ca9b8db5f0f-e1787145197560-768x356.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260819151217450_d5e033259fb14b8febc95ca9b8db5f0f-e1787145197560-1536x712.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260819151217450_d5e033259fb14b8febc95ca9b8db5f0f-e1787145197560-600x278.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Al Vertice NATO di Ankara, Trump sarebbe stato fatto fuggire di nascosto su un aereo terzo per una presunta minaccia segnalata da Israele</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/scudi-umani-ad-ankara-come-trump-e-stato-esfiltrato-in-un-furgone-del-catering.html">Scudi umani ad Ankara: come Trump è stato esfiltrato in un furgone del catering</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>L’interazione USA-Israele, in particolare nel settore intelligence, rappresenta un’inesauribile filone di storie, talvolta anche divertenti, per quei malcapitati che di questi tempi si occupano di geopolitica.</p>



<p>L’ultima perla ci è stata regalata dal recente<a href="https://www.nato.int/en/news-and-events/events/2026/07/overview---2026-nato-summit-in-ankara-"> Vertice NATO</a> svoltosi ad Ankara il 7 e 8 luglio scorso. I fatti sono ormai ampiamente noti ma quello che fa ancora discutere sono i risvolti di questi ultimi.</p>



<p>In breve, <strong>a causa di una minaccia alla sua incolumità il Presidente Trump alla fine del Summit</strong> non sarebbe rientrato a Washington con il suo nuovo Air Force One (per intenderci quello regalatogli dal Qatar del modico valore di 400 milioni di $) ma con quello<a href="https://www.cbsnews.com/news/trump-iran-proxies-credible-threat-air-force-one-turkey/">tradizionale</a> che dispone di migliori apparti di sicurezza passiva.</p>



<p>Dopo circa un mese, grazie al <a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/08/10/trump-flew-secrecy-amid-iran-threat-air-force-one-became-decoy/">Washington Post</a>, e, successivamente, ad altre testate <a href="https://www.nytimes.com/2026/08/11/us/politics/trump-air-force-one-switch.html">giornalistiche</a> USA, veniamo a scoprire nell’ordine:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>che Trump non ha preso il vecchio Air Force One ma addirittura un terzo aereo, militare, parcheggiato a fianco;</li>



<li>che è stato esfiltrato (insieme alla sua onnipresente e affascinante assistente esecutiva, Natalie Harp) attraverso il carrello dell’Air Force One, occultato in un furgoncino per il catering e con lo stesso sistema introdotto nell’aereo militare parcheggiato a fianco. Durante uno scalo a Londra con lo stesso sistema Trump sarebbe stato reintrodotto nel vecchio Air Force da dove sarebbe disceso a beneficio di telecamere e fotografi per confermare la sua presenza a bordo;</li>



<li>che l’informazione sulla presunta minaccia al Presidente Trump veniva (guarda caso!) da Israele, che farebbe di tutto per tenere gli Stati Uniti inchiodati nel conflitto con l’Iran;</li>



<li>che l’intelligence USA sarebbe stata scettica sul valore effettivo della segnalazione israeliana;</li>



<li>ma soprattutto che tutto il seguito di Trump nel vecchio Air Force One – oggetto della presunta minaccia segnalata da Israele – sarebbe comunque decollato; seguito che includeva niente di meno che il Segretario di Stato Rubio, quello alla Guerra Hegseth e quello al Tesoro Bessent insieme all’apparentemente insostituibile portavoce del Presidente, Caroline Leavitt.</li>
</ul>



<p>Venendo ai risvolti e alle considerazioni c’è solo da sbizzarrirsi.</p>



<p>Da mesi i media e <strong>l’establishment politico statunitensi enfatizzano, talvolta con scherno, l’anomala circostanza dell’occultamento permanente del Leader Supremo iraniano, Moijtaba Khamenei</strong>. Non sappiamo se dovuto allo sfiguramento che questi avrebbe subito nell’attacco del 28 febbraio scorso o per preservarne l’incolumità; può darsi che si tratti di entrambe le ragioni. È una scelta che tuttavia è difficile da biasimare visto che il raid israelo-americano del 28 febbraio a Moijtaba Khamenei gli ha ucciso il padre Ali Khamenei (la precedente Guida Suprema), la madre, la moglie, la sorella con il marito e si ritiene anche un figlio. Ma non si può sfuggire al karma della situazione quando il Presidente degli Stati Uniti si ritrova costretto ad uscire di soppiatto dal carrello di un aeromobile e a nascondersi dentro il furgoncino di un catering aeroportuale per ragioni di sicurezza.</p>



<p>Naturalmente la vicenda <strong>ha scatenato un’ondata globale di meme che scherniscono doverosamente l’inquilino della Casa Bianca</strong>. Vale la pena evidenziare il più geniale e sottile di tutti a modesto avviso di chi scrive, quello di Elijah Magnier, storico corrispondente di guerra mediorientale ed uno dei suoi migliori analisti, che il 17 agosto scorso ha diffuso su<a href="https://x.com/ejmalrai/status/2089373097447051290">X</a> il seguente, straordinario, finto scoop:&nbsp;</p>



<p>“<em>Donald Trump ha avuto conversazioni segrete con tutti il leader degli Stati membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo per capire chi di loro potesse offrirgli il miglior furgoncino per il catering per la sua prossima visita in Medio Oriente”</em>.</p>



<p>Difficile pronunciarsi invece sull’attendibilità della segnalazione israeliana, resta il fatto che non sarebbe la prima volta che il Governo Netanyahu rifila una<a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/ahmadinejad-il-mossad-e-la-spy-story-hollywoodiana-che-non-quadra.html"> patacca</a> all’Amministrazione Trump; quello che sorprende, semmai, è la pervicacia con la quale quest’ultima, ma la considerazione vale anche per quelle che l’hanno preceduta, continui ad essere così propensa a farsi intortare da Israele. È plausibile che il Secret Service statunitense, addetto alla sicurezza del Presidente, trattandosi di quest’ultimo, non abbia voluto correre rischio nonostante i dubbi della CIA e delle altre molteplici agenzie della galassia dell’intelligence americana.</p>



<p><strong>Naturalmente la segnalazione israeliana assestava perfidamente anche un colpo alla credibilità ed affidabilità della Turchia</strong> come paese ospitante il Summit; non è un mistero che dopo l’Iran, nel mirino di Israele si profili ormai chiaramente la Turchia come prossimo bersaglio, lo rivendicano anche esponenti politici come l’ex Premier <a href="https://www.i24news.tv/en/news/israel/defense/artc-former-israeli-pm-bennett-warns-turkey-poses-a-new-threat">Naftali Bennet</a> che si ripromettono di sostituire Netanyahu. Della serie non c’è mai limite al peggio.</p>



<p>L’aspetto più stupefacente di tutta la vicenda resta tuttavia la disinvoltura con la quale, una volta esfiltrato Trump dall’Air Force One, il velivolo con tutti i menzionati pezzi grossi a bordo sia stato lasciato decollare come una sorta di esca mentre una presunta immanente minaccia lo attenzionava. Qualcuno, con macabra e perfida ironia visto il contesto che ci accompagna dal 7 ottobre 2023, li ha descritti come “<a href="https://forward.com/culture/844931/trump-civilians-decoy-air-force-one-human-shields/">scudi umani</a>”.</p>



<p>Provate ad immaginare lo stato d’animo di Rubio, Hegseth e Bessent quando a distanza di tempo hanno appreso che il loro Presidente se l’era squagliata lasciandoli non solo al tradizionale ruolo di suoi sicofanti, che peraltro svolgono egregiamente da quasi due anni, ma anche quello di esche a loro insaputa.</p>



<p>Del resto, è fin troppo noto che Trump concentra la sua scarsa curva attentiva su sé stesso e la sua ristretta cerchia famigliare, al quale aggiungiamo arbitrariamente anche <strong>Natalie Harp,</strong> ma stentiamo a credere che la sua noncuranza, al quale andrebbe aggiunta quella degli apparati di sicurezza statunitensi, possa essere arrivata a questo punto.</p>



<p>Speriamo di essere sonoramente smentiti!</p>



<p>Diversamente ci troveremmo dinanzi ad una variante del <strong>noto TACO (Trump Always Chickens Out) ovvero “Trump se la fa sempre sotto” che potremmo etichettare TAAS (Trump Always Abandons [his] Staff”</strong> ovvero abbandona sempre i suoi collaboratori.</p>



<p>Non potrebbe essere un caso, infine, che, in coincidenza con le rivelazioni del Washington Post, sia stato annunciato ch,&nbsp; la finora “adorata” portavoce del Presidente, Caroline Leavitt, lascerà a breve l’Amministrazione per dedicarsi al più gravoso, ma sicuramente più edificante, compito di crescere i suoi due figli, in fin dei conti ha accumulato sufficiente esperienza nel gestire il fanciullo capriccioso che risiede alla Casa Bianca.</p>



<p>Che non le sia andata giù la preferenza accordata a Natalie Harp?</p>
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		<title>Bombe sull&#8217;Oman e l&#8217;atomica sull&#8217;Iran?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/bombe-sulloman-e-latomica-sulliran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 16:08:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1230" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818180752247_cb2526af6542dcb7089314684668d322.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818180752247_cb2526af6542dcb7089314684668d322.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818180752247_cb2526af6542dcb7089314684668d322-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818180752247_cb2526af6542dcb7089314684668d322-1024x656.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818180752247_cb2526af6542dcb7089314684668d322-768x492.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818180752247_cb2526af6542dcb7089314684668d322-1536x984.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818180752247_cb2526af6542dcb7089314684668d322-600x384.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti valutano un possibile uso di armi nucleari tattiche contro l'Iran nel quadro di una nuova dottrina nucleare</p>
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<p>L’America sta considerando di usare l’atomica contro Teheran. A lanciare l’allarme è stata<a href="https://www.middleeasteye.net/news/us-considering-nuclear-weapons-against-iran-war-falters-says-marjorie-taylor-greene" rel="noreferrer noopener" target="_blank">&nbsp;l’ex deputata&nbsp;Marjorie Taylor Greene</a>&nbsp;che ha sottolineato: “Non sto facendo supposizioni, lo so”. Evidentemente qualche esponente dell’amministrazione Usa inquieto per questa deriva deve averla informata. D’altronde il recente mutamento della dottrina nucleare statunitense qualche allarme l’aveva suscitato.</p>



<p>Ne aveva parlato la NBC spiegando che <strong>Elbridge Colby</strong>, numero due del Pentagono, stava mettendo a punto, e ne aveva parlato in un forum riservato, una nuova strategia che prevede l’uso di armi nucleari tattiche anche in conflitti regionali. “Ciò di cui ho più paura” rispetto a un “attacco di massa” contro gli Stati Uniti “è una guerra regionale […] una guerra convenzionale che potrebbe prevedere l’impiego locale, Dio non voglia, di armi [nucleari] che potrebbe poi degenerare”.</p>



<p>La revisione mira a offrire al presidente degli Stati Uniti opzioni diverse da un attacco nucleare alzo zero, previsto nel caso di un attacco nucleare, in atto o potenziale, contro gli Stati Uniti, che comporterebbe la fine dell’umanità.</p>



<p>Tale cambiamento, come hanno osservato giustamente tanti analisti, rende più facile l’utilizzo dell’atomica e, anche se Colby ha limitato le possibilità di un tale ingaggio solo in un eventuale confronto con <strong>Russia e Cina</strong>, è alquanto ovvio che si tratta di un limite aleatorio. Una volta che il genio è uscito dalla lampada, tutto può accadere.</p>



<p>Si immagini che il conflitto con l’Iran riprenda e si allarghi e che le forze iraniane riescano a mettere a segno un colpo devastante come l’affondamento di una nave statunitense, cosa niente affatto impossibile. Le immagini di un simile rovescio potrebbero risultare insostenibili sia per l’opinione pubblica americana che per la sua stralunata leadership, che avrebbe a disposizione un’opzione in più, o meglio un tipo di rappresaglia più possibile di prima… l’attuale dialogo sull’uso dell’atomica contro Teheran diventerebbe di colpo più serrato e stringente.</p>



<p>Al di là di questa follia, peraltro niente affatto sorprendente, resta che la conflittualità iraniana ieri ha avuto un’impennata, con Trump che minacciato nuovamente di bombardare “senza pietà” l’Oman, reo di aver scantonato dai <strong>diktat americani sullo Stretto di Hormuz.</strong></p>



<p>Muscat, infatti, ha trattato con Teheran un nuovo regime di transito attraverso lo Stretto. Tale accordo potrebbe rappresentare la leva per rompere l’attuale stallo, inserendo l’intesa nel Memorandum di Islamabad e così riaprire il vitale corridoio marittimo: le dichiarazioni di Trump, almeno al momento, hanno affondato tale possibilità.</p>



<p>È ovvio, infatti, che il presidente americano è a conoscenza dei termini delle trattative e li ha rifiutati a suo modo, cioè minacciando di bombardare uno Stato che peraltro gli Stati Uniti classificano come alleato…</p>



<p>L’intesa Teheran-Muscat avrebbe il merito di chiarire la controversia più acuta del Memorandum di Islamabad, sulla quale i duellanti sono attualmente incagliati. Infatti, il punto riguardante il transito attraverso lo Stretto non era stato definito in modo specifico, così da dare agio agli Stati Uniti di interpretarlo a modo loro, cioè negando che fosse stato concesso all’Iran di poter imporre un qualsiasi tipo di tariffe.</p>



<p>Se scriviamo che si tratta di un’interpretazione di parte, e deliberatamente distorta, è perché, pur senza specifiche, era ovvio che al momento della firma del <strong>Memorandum gli States</strong> avevano accettato la richiesta iraniana.</p>



<p>Una conclusione che si trae facilmente da quanto riporta il&nbsp;<a href="https://www.washingtonpost.com/politics/2026/08/17/60-days-after-signing-iran-deal-trump-stuck-quagmire-peace-talks-stall/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Washington Post</a>, media imperiale faro dei repubblicani: l’amministrazione Trump, scrive il giornale, ha disatteso vari punti del Mermorandum, tra questi quello che prevedeva “un ‘dialogo’ tra Iran e Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz”. Il sottinteso di questo dialogo è ovvio…</p>



<p>Tra l’altro, le richieste iraniane non sono così astruse come si vuole far credere, anzi. Il Financial Times ha riferito di un comunicato della banca JPMorgan che ha definito “<a href="https://www.bankingnews.gr/en/index.php?id=893935&amp;analyseis-ektheseis/articles/893935/jpmorgan-bombshell-iran-oman-control-over-hormuz-is-legal-will-become-the-global-model-for-all-energy-chokepoints" rel="noreferrer noopener" target="_blank">legale</a>” imporre tariffe per garantire la sicurezza della navigazione, e ha portato come esempio quelle imposte dalla Turchia negli Stretti che insistono sul suo territorio e quelle imposte da Danimarca e Svezia nello Stretto di Danimarca.</p>



<p>La <strong>doccia fredda di Trump giunge a 60 giorni dalla firma del Memorandum</strong>, scadenza che l’intesa pakistana fissava per chiudere un accordo più ampio tra Usa e Iran, che avrebbe dovuto porre fine alla tregua temporanea per dischiudere le porte a una pace duratura (o qualcosa del genere).</p>



<p>Non è andata così e, di fatto, il periodo del cessate il fuoco, o meglio la fine dello scontro su larga scala, è finito. Resta, però, de facto, almeno per ora. Nell’intervista, infatti, Trump ha aggiunto che userà pazienza con l’Iran, puntando sul fatto che il blocco navale imposto dalla Marina Usa porterà la sua leadership a cedere per evitare il collasso economico (ha anche aggiunto che Hormuz potrebbe diventare territorio statunitense… sul punto stendiamo un velo impietoso).</p>



<p>Sulla resilienza iraniana un documentato articolo di <strong>Djavad Salehi-Isfahani</strong> su <a href="https://responsiblestatecraft.org/iran-economy-war/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Responsible Statecraft</a>, il quale, dopo aver chiarito la differenza tra l’aggravio della situazione economica e il prospettato collasso, spiega che negli ultimi anni la leadership iraniana, più che puntare sullo sviluppo imprenditoriale e sul mercato come le precedenti, ha focalizzato la sua attenzione sulla redistribuzione delle risorse ai poveri.</p>



<p>E conclude: “L’Iran ha pagato un prezzo altissimo resistendo alle sanzioni e alla guerra per preservare la propria indipendenza. Le sanzioni hanno ridotto la crescita, danneggiato gli investimenti e aggravato l’inflazione, mentre la guerra ha distrutto imprese e posti di lavoro. Tuttavia, un’economia può andare male per un periodo molto lungo senza collassare, soprattutto quando lo Stato è in grado di redistribuire il reddito ai poveri e quando la popolazione attribuisce grande importanza all’indipendenza nazionale”.</p>



<p>Lo stallo, però, potrebbe essere rotto in maniera drammatica. <strong>Non solo dagli Stati Uniti o Israele</strong>, ma anche dall’Iran che, se la situazione economica o sociale dovesse diventare ingestibile, potrebbe tentare di rompere l’assedio. Un’iniziativa legittima, dal momento che il blocco statunitense resta un atto di guerra che miete vittime in modalità silenziosa.</p>



<p></p>
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		<title>Non ci aiuti con l&#8217;Iran? Allora niente esercitazioni insieme. La Corea del Sud nel mirino di Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/non-ci-aiuti-con-liran-allora-niente-esercitazioni-insieme-la-corea-del-sud-nel-mirino-di-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 08:28:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="957" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260817093110674_972fef2b12f40df6bb6dfc132a30cf9a-e1786951934322.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump Corea" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260817093110674_972fef2b12f40df6bb6dfc132a30cf9a-e1786951934322.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260817093110674_972fef2b12f40df6bb6dfc132a30cf9a-e1786951934322-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260817093110674_972fef2b12f40df6bb6dfc132a30cf9a-e1786951934322-1024x510.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260817093110674_972fef2b12f40df6bb6dfc132a30cf9a-e1786951934322-768x383.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260817093110674_972fef2b12f40df6bb6dfc132a30cf9a-e1786951934322-1536x766.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260817093110674_972fef2b12f40df6bb6dfc132a30cf9a-e1786951934322-600x299.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Donald Trump ha annunciato di voler ridurre le esercitazioni con Seul: ecco i motivi di tale annuncio che strizza l'occhio a Kim. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/non-ci-aiuti-con-liran-allora-niente-esercitazioni-insieme-la-corea-del-sud-nel-mirino-di-trump.html">Non ci aiuti con l&#8217;Iran? Allora niente esercitazioni insieme. La Corea del Sud nel mirino di Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="957" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260817093110674_972fef2b12f40df6bb6dfc132a30cf9a-e1786951934322.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump Corea" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260817093110674_972fef2b12f40df6bb6dfc132a30cf9a-e1786951934322.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260817093110674_972fef2b12f40df6bb6dfc132a30cf9a-e1786951934322-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260817093110674_972fef2b12f40df6bb6dfc132a30cf9a-e1786951934322-1024x510.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260817093110674_972fef2b12f40df6bb6dfc132a30cf9a-e1786951934322-768x383.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260817093110674_972fef2b12f40df6bb6dfc132a30cf9a-e1786951934322-1536x766.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260817093110674_972fef2b12f40df6bb6dfc132a30cf9a-e1786951934322-600x299.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente <strong>Donald Trump</strong> domenica ha ordinato al capo del Pentagono, <strong>Pete Hegseth</strong>, di «ridimensionare» le esercitazioni congiunte (già da tempo pianificate) con la Corea del Sud, importante partner asiatico di Washington. Motivo? Ufficialmente, il tycoon afferma di non voler inviare un segnale ostile verso il presidente nordcoreano, Kim Jong Un, che il tycoon incontrò in uno storico vertice il 12 giugno 2018, durante il suo primo mandato presidenziale. Ma c&#8217;è un&#8217;altra ragione (almeno) dietro l&#8217;annuncio dell&#8217;inquilino della Casa Bianca: il rifiuto di Seul di aiutare Wadshington nella dispendiosa guerra contro Teheran. </p>



<p>La terza ragione è di carattere politico ed elettorale: le elezioni di <em>midterm</em> si avvicinano e <a href="https://finance.yahoo.com/economy/article/economic-issues-and-iran-are-dragging-president-trumps-approval-down-to-second-term-lows-114435359.html" type="link" id="https://finance.yahoo.com/economy/article/economic-issues-and-iran-are-dragging-president-trumps-approval-down-to-second-term-lows-114435359.html">i sondaggi sono da incubo per il tycoon</a>: per tale motivo Trump intende presentarsi come un «uomo di pace» agli occhi di quell&#8217;elettorato MAGA che lo aveva sostenuto proprio per terminare le <em>endless wars</em> degli Stati Uniti, e non per iniziarne altre come poi è accaduto con la Repubblica Islamica dell&#8217;Iran.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;annuncio di Trump su Truth</h2>



<p><strong>Donald Trump</strong> ha annunciato la sua decisione sulla piattaforma social Truth a ridosso dell&#8217;inizio di una delle due esercitazioni militari congiunte annuali tra le truppe sudcoreane e quelle Usa. Le esercitazioni, che dureranno 11 giorni, hanno come obiettivo quello di «rafforzare la prontezza militare contro le minacce nordcoreane», secondo quanto riportato dall&#8217;<em><a href="https://apnews.com/article/korea-trump-military-exercises-ae21e0af5ea16f0a74e9a176b3cc2136">Associated Press</a>.</em></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">BREAKING: Trump orders Defense Secretary Pete Hegseth to reduce US-South Korea joint military exercises, saying they are &#39;inappropriate and hostile&#39; to North Korea, adding he has a &#39;very good relationship with Kim Jong Un&#39;. <a href="https://t.co/QBpKuvyGU0">pic.twitter.com/QBpKuvyGU0</a></p>&mdash; The Spectator Index (@spectatorindex) <a href="https://x.com/spectatorindex/status/2089099916710920236?ref_src=twsrc%5Etfw">August 16, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Trump ha chiarito che era troppo tardi per cancellare l&#8217;esercitazione con Seul, ma ha dato istruzioni al Segretario alla Guerra, Pete Hegseth di «ridurre sostanzialmente le <strong>Esercitazioni Militari Congiunte</strong>!». «Basandomi sul mio ottimo rapporto con Kim Jong Un, della Corea del Nord &#8211; ha scritto Trump su Truth &#8211; non sono soddisfatto del fatto che gli Stati Uniti abbiano, tempo fa, accettato di partecipare a Esercitazioni Militari Congiunte con la Corea del Sud. Queste esercitazioni non solo sono costose, con gran parte dei costi pagati dagli Stati Uniti d&#8217;America (come al solito!), ma inviano un segnale del tutto inappropriato e ostile verso un Paese che, finché Donald J. Trump è stato Presidente, si è dimostrato non minaccioso e rispettoso». </p>



<p>Pertanto, ha aggiunto, «e considerato che è troppo tardi per cancellarle, ho dato istruzioni al Segretario alla Guerra, Pete Hegseth, di ridurre sostanzialmente le Esercitazioni Militari Congiunte! Sebbene in qualche modo non collegato (?), ho recentemente chiesto al Presidente della Corea del Sud se avrebbero voluto unirsi a noi nella Denuclearizzazione della Repubblica Islamica dell&#8217;Iran, e hanno risposto: &#8220;No grazie!&#8221; Grazie per l&#8217;attenzione a questa questione. Presidente DONALD J. TRUMP». </p>



<h2 class="wp-block-heading">La replica di Seul </h2>



<p>Dal canto suo, Seul, <a href="https://www.bbc.com/news/articles/cx2lll7zvn0o" type="link" id="https://www.bbc.com/news/articles/cx2lll7zvn0o">secondo quanto riportato dalla <em>Bbc</em></a>, ha affermato che proseguirà le consultazioni diplomatiche in merito alla cooperazione militare con Washington i<strong>n relazione allo Stretto di Hormuz.</strong> Inoltre, discuterà i dettagli sulle esercitazioni militari congiunte con gli Stati Uniti.</p>



<p>É chiaro, dunque, che l&#8217;annuncio di Trump di ridimensionare le esercitazioni congiunte con Seul appare come un calcolo politico che, da un lato, appare come una ritorsione per il rifiuto sudcoreano di sostenere Washington contro l’Iran e, dall&#8217;altra, la necessità di rinvigorire l’immagine di «presidente di pace». Il rischio è quello di minare l&#8217;equilibrio dell’alleanza militare tra Washington e uno state «satellite» nella regione come la <strong>Corea del Sud</strong>, che conta su Washington da oltre 70 anni per garantire la propria sicurezza. </p>



<p><strong>Fonti:</strong></p>



<p><strong><em>Just the News Staff, “Trump Instructs Secretary of War Hegseth to Scale Back Joint Exercises with South Korea,” Just the News, August 16, 2026</em></strong>, <a href="https://justthenews.com/government/security/trump-instructs-secretary-war-hegseth-scale-back-joint-exercises-south-korea" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://justthenews.com/government/security/trump-instructs-secretary-war-hegseth-scale-back-joint-exercises-south-korea</a>.</p>



<p><strong><em>Brandon Drenon and Jake Kwon, “Trump Says US Scaling Back Joint Military Operations with South Korea,” BBC News, August 16, 2026,</em></strong> <a href="https://www.bbc.com/news/articles/cx2lll7zvn0o.">https://www.bbc.com/news/articles/cx2lll7zvn0o.</a></p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li></li>
</ol>



<p><strong><br></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/non-ci-aiuti-con-liran-allora-niente-esercitazioni-insieme-la-corea-del-sud-nel-mirino-di-trump.html">Non ci aiuti con l&#8217;Iran? Allora niente esercitazioni insieme. La Corea del Sud nel mirino di Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Marco Tarchi: dove va l&#8217;Occidente?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/marco-tarchi-dove-va-loccidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2026 14:31:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[G7]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1337" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928-1024x713.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928-768x535.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928-1536x1070.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928-600x418.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'ultimo e recente G7 di Evian è stata l'ennesima conferma della subordinazione europea agli Stati Uniti. L'analisi di Marco Tarchi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/marco-tarchi-dove-va-loccidente.html">Marco Tarchi: dove va l&#8217;Occidente?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1337" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928-1024x713.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928-768x535.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928-1536x1070.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928-600x418.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Scene di ordinario servilismo. L’esperienza ci ha insegnato che dai vertici dei “grandi della Terra” non c’è da attendersi che <strong>frasi di circostanza</strong>, convenevoli da <em>photo opportunity</em>, dichiarazioni tanto altisonanti quanto scontate. Oltre a qualche promessa destinata ad essere disattesa. Se poi l’incontro è uno di quelli in formato <strong>G7</strong> – cioè limitato a quelle che dovrebbero essere &#8220;le sette nazioni economicamente più avanzate del pianeta&#8221;, formula che l’esclusione della <strong>Cina </strong>rende quanto mai ridicola –, il risultato è ancor più scontato: lodi reciproche, ossequi all’unico vero “grande” presente, assicurazioni di eterna fedeltà al club occidentale, qualche frecciata ai rivali, <a href="https://it.insideover.com/difesa/brics-in-manovra-a-citta-del-capo-il-mare-come-messaggio-politico.html">Brics in testa</a>, e poco più.</p>



<p>Neanche la presenza di un personaggio scomodo e imprevedibile come <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> ha modificato il copione della più recente rappresentazione di questa commedia, tenutasi ad <strong>Evian </strong>a metà giugno. Gongolante per la firma del memorandum d’intesa (provvisoria) con l’<strong>Iran</strong>, che spera gli consenta di far passare una sconfitta per vittoria agli occhi dei suoi fedeli, <em>the Donald</em> si è accontentato di farsi riverire dagli <strong>alleati-vassalli</strong>, ne ha accettato i doni – il record della piaggeria questa volta è stato appannaggio di Merz, con la sua maglietta della nazionale tedesca; evidentemente <strong>Mark Rutte</strong> riteneva di avere già dato in abbondanza nelle occasioni precedenti – e i complimenti, si è mostrato magnanimo con gli europei che non lo avevano pubblicamente approvato nelle ultime avventure belliche (Macron è diventato un suo &#8220;grande amico&#8221; e per espiare lo ha invitato a cena nel palazzo di Versailles). E si è astenuto dal rievocare il programma di disimpegno militare dal Vecchio Continente che tanto aveva inquietato i commensali. Ci ha pensato comunque poche ore dopo il suo ministro della guerra Hegseth a ricordare a costoro che il ridimensionamento ci sarà e, soprattutto, che gli States non consentiranno più ai paesi membri della Nato di vietar loro, per qualsiasi motivo, l’uso discrezionale delle basi installate sui loro territori: o obbedienti o fuori!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-525145" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Al termine dei lavori – se è lecito chiamarli così – <strong>Giorgia Meloni</strong>, la sovranista afflitta poche settimane prima dal preannuncio della possibile evacuazione di cinquemila GI’s dal suolo italiano, ha tenuto a proclamare che dalla riunione era uscito un messaggio chiaro: &#8220;Un Occidente unito è più forte e credibile&#8221;, e a vantare come un successo l’aver contribuito a strappare al presidente statunitense un &#8220;non scontato&#8221; impegno a sostenere militarmente l’<strong>Ucraina</strong>. Aggiungendo, in chiusura di conferenza stampa, un’esortazione rivolta ad <strong>Israele</strong>, invitandolo a non sabotare il processo di pacificazione in Medio Oriente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rituale delle esortazioni</h2>



<p>Esortazione. Invito. Questo è quanto “l’<strong>Occidente</strong>” ha fatto nei confronti di uno Stato che, per rappresaglia dopo l’attacco del 7 ottobre 2023 (1.200 vittime), ha ucciso oltre 71.000 palestinesi a Gaza, di cui ha posto sotto controllo militare oltre il 50% della superficie e, nel frattempo, ha occupato ampie porzioni di territorio in Siria e in Libano, distruggendo villaggi, costringendone gli abitanti all’evacuazione, insediando proprie basi militari e dichiarando ufficialmente di non avere alcuna intenzione di abbandonare i territori conquistati. </p>



<p>E stiamo parlando del Paese i cui “coloni”, aizzati dai partiti di estrema destra ben insediati al governo e protetti da polizia e forze armate, in <strong>Cisgiordania </strong>stanno sistematicamente attaccando i residenti palestinesi con il ben noto sistema della “terra bruciata” – demolizione di case, sradicamento e distruzione delle colture, taglio delle condutture idriche, uccisioni e furti di animali – e negli ultimi tre anni hanno provocato 1.244 morti, più dei 1.046 dei diciassette anni precedenti, in migliaia di attacchi armati (più di 540 fra il gennaio e il marzo del 2026). Di quell’Israele il cui ministro della difesa Gallant ha definito i palestinesi &#8220;animali umani&#8221;, quello delle finanze Smotrich ha istigato ad<em>&#8220;aprire le porte dell&#8217;inferno&#8221; </em>in Libano e quello della sicurezza nazionale Ben Gvir, sullo stesso tema ha dichiarato che&#8221;tutto il Libano deve bruciare» e che «per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere&#8221;<em>.</em></p>



<p>Di fronte a questo scenario, “l’Occidente” – preceduto dall’<strong>Unione Europea</strong>, che non era riuscita a trovare l’unanimità dei suoi membri per esprimere una condanna formale nei confronti di Ben Gvir per il trattamento inumano riservato agli attivisti della Flotilla e che verso i coloni assassini ha adottato sanzioni puramente simboliche – ha dimostrato ancora una volta la sua congenita ipocrisia. <strong>I suoi sbandierati valori, </strong>chiamati in causa incessantemente quando si tratta di accusare le “autocrazie” iscritte nel suo libro nero, sono stati per l’ennesima volta messi fra parentesi (ma sarebbe meglio dire cancellati) nel momento in cui Israele proseguiva i micidiali bombardamenti sul territorio libanese, che già sono costati al popolo preso di mira almeno 3.912 morti e 11.873 feriti, facendosi beffe delle promesse contenute nel memorandum di accordo fra Iran e Stati Uniti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072710034286_c57823dbeb45481a848298a2cb936597-1024x683.jpg" alt="Netanyahu Mamdani" class="wp-image-524466" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072710034286_c57823dbeb45481a848298a2cb936597-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072710034286_c57823dbeb45481a848298a2cb936597-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072710034286_c57823dbeb45481a848298a2cb936597-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072710034286_c57823dbeb45481a848298a2cb936597-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072710034286_c57823dbeb45481a848298a2cb936597-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072710034286_c57823dbeb45481a848298a2cb936597.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Quando l&#8217;Occidente è complice</h2>



<p>Il caso israeliano è senza dubbio quello che meglio mette in evidenza il cinismo e la doppiezza di quel conglomerato sotto tutela, guida e sovranità statunitense a cui è stato assegnato da almeno ottant’anni – e in spregio della realtà geografica – il nome di Occidente. Sebbene ami presentarsi come l’intransigente tutore della legalità internazionale e il <strong>paradiso dei diritti umani</strong>, di fronte alle infrazioni della legge (le risoluzioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite non rispettate dal governo di Tel Aviv sono ben più di un centinaio) e ai veri e propri crimini dello Stato ebraico, il “blocco” occidentale è rimasto sistematicamente in silenzio. Anzi: si è fatto complice attivo. Come ha dichiarato il 17 giugno il vicepresidente Usa Vance, i due terzi delle dotazioni militari con cui Israele ha condotto le sue azioni belliche contro il Libano e l’Iran, e prima contro la popolazione di Gaza, «sono state pagate dal contribuente americano».</p>



<p>Grazie al combinato disposto dell’eterno senso di colpa per il genocidio subito dagli ebrei durante la seconda guerra mondiale (quella che un ebreo coraggioso, il politologo <strong>Norman Finkelstein</strong>, ha definito in un suo libro famoso e osteggiato <em>La fabbrica dell’Olocausto</em>) e della potenza della <strong>lobby filoisraeliana</strong> di oltreoceano, i sedicenti difensori della democrazia e della libertà tollerano da decenni la strategia di pulizia etnica e di violenza sistematica – poco importa che la si definisca o meno genocidio: strage o massacro ne rendono altrettanto efficacemente la sostanza – che lo Stato ebraico attua nei confronti dei palestinesi. Ne avallano i pretesti per giustificare le violazioni della sovranità di altri Stati, la retorica delle «minacce esistenziali», l’attribuzione della qualifica di terroristi a chiunque li combatta con le armi (in una situazione di squilibrio di forze che non lascia altra via a chi si oppone alla loro sopraffazione se non il ricorso ai mezzi della lotta partigiana e della guerriglia). Ne minimizzano le responsabilità collettive scaricandole sul solo governo del “cattivo” Netanyahu, nel momento in cui il capo dell’opposizione <strong>Yael Lapid</strong> rimprovera al primo ministro di non aver convinto gli Stati Uniti a bombardare gli impianti energetici iraniani e a proseguire nei bombardamenti. </p>



<p>E a volte si schierano al loro fianco – Usa in testa, ma talvolta con il sussidio di ausiliari inglesi o francesi – <strong>nelle aggressioni “preventive” ai nemici, come è accaduto per due volte negli ultimi sei mesi nel caso dell’Iran. </strong>Ricorrendo, quando lo reputano opportuno, a crimini di guerra, come il bombardamento della scuola femminile di Minab costato la vita a 168 bambine, sul totale di 4.765 vittime causate dagli attacchi israelo-americani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le guerre prossime venture</h2>



<p>Questa è la via verso il futuro tracciata da quell’Occidente che Meloni, Merz e i loro compagni di <em>summit</em>, colloqui e colazioni ritengono «credibile» e vorrebbero «più forte e unito», guidato da un paese i cui successivi governi si sono resi responsabili – in nome della pace – della massima parte delle guerre che hanno insanguinato il pianeta negli ultimi cinquant’anni. E che si sta prestando, in piena incoscienza della componente europea, a predisporre le conflagrazioni belliche future che gli Stati Uniti condurranno per l’affermazione dei propri interessi economici e geopolitici, prendendo di mira la Cina e i suoi effettivi o potenziali alleati nello scacchiere indo-pacifico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708153526243_0320389a343fc91bf7bb2d20063e4099-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-522635" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708153526243_0320389a343fc91bf7bb2d20063e4099-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708153526243_0320389a343fc91bf7bb2d20063e4099-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708153526243_0320389a343fc91bf7bb2d20063e4099-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708153526243_0320389a343fc91bf7bb2d20063e4099-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708153526243_0320389a343fc91bf7bb2d20063e4099-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708153526243_0320389a343fc91bf7bb2d20063e4099.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Anche in questo senso, il G7 di Evian ha inviato un <strong>pessimo messaggio</strong>, ribadendo l’accanimento di von der Leyen, Rutte, Macron, Merz e comprimari nel sostenere l’Ucraina nell’apparentemente interminabile conflitto con la Russia. L’avallo concesso da Trump (ovviamente per quello che vale, data la volubilità del personaggio e il suo profilo psichico palesemente instabile) alla reiterata agenda bellicista dell’Unione europea rischia di rendere più arduo, invece di favorirlo, il percorso diplomatico verso una cessazione almeno provvisoria delle ostilità su quel fronte. Come abbiamo sostenuto su queste colonne fin dall’immediato indomani della sciagurata &#8220;operazione speciale&#8221;, Putin è caduto nella trappola che da quasi un decennio Usa e Nato gli avevano teso, e nella vicenda ha perso, in credibilità, più di quanto non abbia guadagnato sotto il profilo del controllo dei territori contesi. Essendoci rimasto invischiato, non può accettare di uscirne subendo compromessi e condizioni che suonerebbero umilianti, soprattutto in un momento in cui, grazie agli armamenti e al sostegno economico, il regime di Kiev pare aver migliorato la sua situazione sul fronte. Sarebbe il momento ideale per proporre uno scambio fra tregua e ritiro delle sanzioni. Che invece si è deciso di inasprire ulteriormente.</p>



<p>Insomma: l’<strong>Occidente ha deciso di scegliersi gli amici (Israele) e i nemici (Russia) sbagliati</strong>. Si è seduto al tavolo di una partita di poker pensando di avere in mano le carte migliori ed esulta molto prima di aver verificato quelle di cui dispone l’avversario. Così, il rischio del bluff cresce. E alla fine della serata il piatto potrebbe piangere. In questo caso, amaramente. La conclusione del “braccio di ferro” con l’Iran è un segnale da non trascurare.</p>



<p>Tratto dal numero 392 della rivista <strong><em>Diorama Letterario</em></strong>. <em>Per abbonarsi&nbsp;(10 numeri in un anno) versare&nbsp;<strong>35 euro</strong>&nbsp;sul&nbsp;<strong>conto corrente postale 14898506</strong>&nbsp;intestato a Diorama Letterario, Codice Postale 1292, 50121 Firenze&nbsp;<strong>oppure&nbsp;</strong>effettuare un bonifico sul ccb<strong>&nbsp;IBAN IT72Y0760102800000014898506</strong>&nbsp;intestato a Marco Tarchi. Inviare quindi una mail a&nbsp;<strong>mtdiorama@gmail.com</strong>&nbsp;per comunicare l’indirizzo al quale si vorrà ricevere la rivista</em></p>
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		<title>L&#8217;Iran presenta il conto della guerra: un drone Reaper su quattro perso, arsenali Usa al collasso</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/liran-presenta-il-conto-della-guerra-un-drone-reaper-su-quattro-perso-arsenali-usa-al-collasso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2026 23:51:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260814153735499_0ddcd93022fa9ad29beac48edc6aa43f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260814153735499_0ddcd93022fa9ad29beac48edc6aa43f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260814153735499_0ddcd93022fa9ad29beac48edc6aa43f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260814153735499_0ddcd93022fa9ad29beac48edc6aa43f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260814153735499_0ddcd93022fa9ad29beac48edc6aa43f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260814153735499_0ddcd93022fa9ad29beac48edc6aa43f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260814153735499_0ddcd93022fa9ad29beac48edc6aa43f-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi Iran-USA costa agli Stati Uniti tra 37,5 e oltre 113 miliardi di dollari, con la perdita di 45 droni Reaper.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260814153735499_0ddcd93022fa9ad29beac48edc6aa43f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260814153735499_0ddcd93022fa9ad29beac48edc6aa43f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260814153735499_0ddcd93022fa9ad29beac48edc6aa43f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260814153735499_0ddcd93022fa9ad29beac48edc6aa43f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260814153735499_0ddcd93022fa9ad29beac48edc6aa43f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260814153735499_0ddcd93022fa9ad29beac48edc6aa43f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260814153735499_0ddcd93022fa9ad29beac48edc6aa43f-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi iraniana sta costando moltissimo <strong>agli Stati Uniti</strong>, molto più di quanto <strong>Donald Trump</strong> potesse immaginare prima del conflitto iniziato lo scorso 28 febbraio e oggi giunto in una fase «stagnante»: secondo le stime ufficiali del Pentagono, il costo diretto del conflitto tra Stati Uniti e Iran ammonta a circa <a href="https://www.bbc.com/news/articles/c70gek2kqyno" type="link" id="https://www.bbc.com/news/articles/c70gek2kqyno">37,5 miliardi di dollari</a>. Altre fonti indipendenti, invece, stimano che l’onere economico complessivo &#8211; comprensivo delle spese militari attive e dell’impennata dei prezzi del carburante per i consumatori &#8211; <a href="https://iran-cost-ticker.com/" type="link" id="https://iran-cost-ticker.com/">superi i 113 miliardi di dollari</a>.</p>



<p>Secondo tre funzionari americani <a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/08/13/us-military-has-lost-roughly-25-its-reaper-drones-iran-war-depletes-arsenal/" type="link" id="https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/08/13/us-military-has-lost-roughly-25-its-reaper-drones-iran-war-depletes-arsenal/">menzionati dal <em>Washington Post</em></a>, l&#8217;esercito Usa avrebbe inoltre perso almeno <strong>45 droni MQ-9 Reaper</strong> dall&#8217;inizio delle ostilità, circa un quarto dell&#8217;intera flotta americana. Un vero e proprio salasso, tenendo conto che il costo unitario è compreso tra i <strong>30 e i 50 milioni di dollari</strong> a seconda della configurazione di sensori e armamenti. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Droni lenti, bersagli facili</strong></h2>



<p>Il drone Reaper, impiegato dagli Stati Uniti in Iran per <strong>missioni di sorveglianza e attacchi &#8220;mirati</strong>&#8220;, ha operato perlopiù nell&#8217;area dello <strong>Stretto di Hormuz,</strong> la rotta marittima strategica diventata uno dei principali elementi di tensione tra Teheran e Washington. Per via della sua natura di <strong>velivolo lento e capace di volare a bassa quota</strong>, il Repeaer è diventato un facile bersaglio per le difese iraniane e per le milizie proxy sciite presenti in Yemen e Iraq. </p>



<p>Un quarto funzionario menzionato dal <em>Post</em> ha precisato che non tutti gli apparecchi abbattuti sono stati colpiti direttamente dagli iraniani: in molti casi i droni sarebbero precipitati per via di un&#8217;interruzione delle comunicazioni con gli operatori a terra.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Non solo droni: si svuotano anche i depositi di missili</strong></h2>



<p>Non solo droni. La lista dei sistemi d&#8217;arma logorati dall&#8217;impegno bellico statunitense riguarda tutto l&#8217;arsenale: solamente nel primo mese della guerra contro Teheran, le forze Usa hanno lanciato oltre <strong>850 missili da crociera Tomahawk</strong> e più di mille missili da <strong>difesa Patriot e THAAD</strong> (<em>Terminal High Altitude Area Defense</em>), il che ha evidentemente eroso, in maniera pesante, le scorte dei missili a lungo raggio e dei sistemi antiaerei più richiesti. </p>



<p>Carenze che hanno, di conseguenza, condizionato pesantemente le opzioni sul tavolo del presidente Donald Trump: come riportato dalla nostra testata il 3 agosto scorso, infatti,<strong> Trump</strong> ha dovuto sospendere gli attacchi pianificati contro l’Iran, dopo che i vertici del Pentagono <a href="https://www.nytimes.com/2026/07/25/us/politics/trump-iran-military.html">lo hanno avvertito che una nuova escalation</a> avrebbe potuto prosciugare in modo pericoloso le già ridotte scorte di missili intercettori <strong>Patriot</strong> necessari a difendere le basi americane in Medio Oriente<a href="https://www.nytimes.com/2026/07/25/us/politics/trump-iran-military.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="http://fr.jpost.com/middle-east/iran-news/article-903628" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<p>E il <strong>Pentagono</strong>? Naturalmente ha sempre respinto le notizie relative all&#8217;esaurimento delle scorte belliche. Allo stesso tempo, però, Washington ha fornito un indizio non da poco, quando l&#8217;amministrazione Usa ha richiesto al Congresso decine di miliardi di dollari per coprire i costi della guerra contro Teheran e riempire gli arsenali. Un <a href="https://www.aei.org/research-products/working-paper/the-discontinuous-defense-budget-understanding-the-1-5-trillion-pivot/" type="link" id="https://www.aei.org/research-products/working-paper/the-discontinuous-defense-budget-understanding-the-1-5-trillion-pivot/">rapporto pubblicato</a> in questi giorni dal <em>think tank</em> conservatore <strong>American Enterprise Institute</strong> ha peraltro gettato pesanti ombre sulla capacità industriale americana di tenere il passo con i ritmi della guerra contro l&#8217;Iran. Lo studio ha individuato «dipendenze critiche» nei piani del Pentagono, a cominciare dalla necessità di un&#8217;espansione significativa della capacità produttiva dell&#8217;industria della difesa, nonostante i (troppi?) milioni spesi. </p>



<p><strong>Fonti: </strong></p>



<p><strong><em>Tara Copp e Noah Robertson, “U.S. Military Has Lost Roughly 25% of Its Reaper Drones as Iran War Depletes Arsenal,” Washington Post, 13 agosto 2026</em></strong>, <a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/08/13/us-military-has-lost-roughly-25-its-reaper-drones-iran-war-depletes-arsenal/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/08/13/us-military-has-lost-roughly-25-its-reaper-drones-iran-war-depletes-arsenal/</a>.</p>



<p><strong><em>“Iran War Cost Tracker — Final Total: $113.3 Billion,” Iran Cost Ticker, consultato il 14 agosto 2026</em></strong>, <a href="https://iran-cost-ticker.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://iran-cost-ticker.com/</a>.</p>



<p><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-presenta-il-conto-della-guerra-un-drone-reaper-su-quattro-perso-arsenali-usa-al-collasso.html">L&#8217;Iran presenta il conto della guerra: un drone Reaper su quattro perso, arsenali Usa al collasso</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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