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	<title>Siria Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 30 Oct 2026 17:07:54 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Siria Archives - InsideOver</title>
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		<title>&#8220;Riservato ai maschi&#8221;: la Siria chiude alle donne le facoltà scientifiche e i collegi militari</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/riservato-ai-maschi-la-siria-chiude-alle-donne-le-facolta-scientifiche-e-i-collegi-militari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giorgia di gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 17:01:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siria-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siria-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siria-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siria-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siria-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siria-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siria-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le nuove restrizioni introdotte dal governo siriano escludono le donne da numerosi percorsi universitari e professionali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/riservato-ai-maschi-la-siria-chiude-alle-donne-le-facolta-scientifiche-e-i-collegi-militari.html">&#8220;Riservato ai maschi&#8221;: la Siria chiude alle donne le facoltà scientifiche e i collegi militari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siria-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siria-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siria-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siria-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siria-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siria-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siria-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A partire dal 30 settembre <strong>le donne siriane non possono più accedere a numerosi istituti universitari e percorsi di formazione superiore</strong>, inclusi corsi legati a difesa, sicurezza, aviazione, trasporti ferroviari, settore petrolifero e navigazione marittima. Una decisione formalizzata dal Ministero dell’Istruzione Superiore e della Ricerca Scientifica con la pubblicazione delle tabelle di ammissione per l’anno accademico 2026-2027, che sta suscitando preoccupazione tra le organizzazioni internazionali per i diritti umani.&nbsp;</p>



<p>Le nuove disposizioni rappresentano una vera e propria segregazione formativa basata sul genere della persona, dove l’individuo può scegliere ora tra un ventaglio di opzioni molto più limitato rispetto a prima.&nbsp;</p>



<p>L’accesso per le studentesse, infatti, è stato <strong>sbarrato presso la nuova Università Nazionale delle Scienze della Difesa a Damasco,</strong> dove sono riservati esclusivamente agli uomini i percorsi di Giurisprudenza, Economia e Gestione, Scienze Sociali e Umane, <strong>oltre ai collegi militari terrestri, navali ed aerei. </strong>L&#8217;unico dipartimento dell&#8217;ateneo aperto alle donne è l&#8217;Istituto Superiore di Scienze Applicate e Tecnologia, il quale tuttavia non offre sbocchi nella carriera militare attiva. Dinamica analoga si registra presso l’Università Siriana per le Scienze della Sicurezza, la quale preclude alle donne il College di Scienze della Sicurezza e l&#8217;Istituto Tecnico, lasciando accessibile unicamente il percorso in cybersicurezza.</p>



<p>Ma la stretta si estende <strong>ben oltre l’ambito della difesa</strong>: alle iscritte è stato vietato l&#8217;ingresso agli Istituti tecnici per il petrolio e il gas (nelle sedi di Rmeilan, Homs, Deir ez-Zor e Baniyas), all&#8217;Istituto delle Ferrovie di Aleppo e al dipartimento di Regia Radiotelevisiva dell&#8217;Università di Idlib. <strong>L’impedimento di accesso ai corsi non limita soltanto il genere femminile</strong> e, in modo speculare, dedica corsi quali la formazione per la scuola dell’infanzia, l’infermieristica e l’ostetricia unicamente alle donne, proibendo di fatto l’iscrizione agli studenti maschi.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le accuse di discriminazione e le giustificazioni dei sostenitori</strong></h2>



<p>Di fronte all’assenza di motivazioni ufficiali da parte del Ministero dell’Istruzione Superiore, i sostenitori delle misure adducono <strong>ragioni legate alla presunta durezza del lavoro sul campo</strong>, ricordando che la presenza femminile nelle forze armate era storicamente limitata a ruoli di facciata.</p>



<p>Tuttavia, la comunità internazionale e i movimenti civili locali riconducono questa misura ad un’aperta <strong>violazione sia della Dichiarazione Costituzionale</strong> firmata dal presidente <strong>Ahmed al-Sharaa</strong>, che dovrebbe garantire l’uguaglianza formale senza distinzione di sesso, sia dei trattati internazionali come la <strong>convenzione CEDAW e la Risoluzione 1325 dell’ONU</strong> sull’integrazione femminile nei processi di pace. Il timore suscitato dall’applicazione di questa nuova norma nasce dalla volontà di relegare le donne a specifici ambiti e ruoli, una condizione che potrebbe portare ad una progressiva emarginazione della donna dalla vita pubblica siriana.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La contraddizione della Siria post-Assad</strong></h2>



<p>La decisione di precludere alle studentesse l&#8217;accesso alle accademie di difesa e sicurezza fa emergere la più profonda contraddizione della Siria post-Assad. All&#8217;indomani della caduta del precedente regime alla fine del 2024 ad opera delle forze guidate da Hayat Tahrir al-Sham (HTS), <strong>la nuova leadership guidata dal presidente Ahmed al-Sharaa ha avviato una costante campagna di rassicurazione verso gli attori internazionali,</strong> promettendo una maggiore tutela nei confronti delle minoranze e dei diritti delle donne. Ed è stato proprio a fronte di queste garanzie che i governi occidentali hanno gradualmente allentato la presa, cercando una nuova apertura con l’amministrazione siriana, al punto che gli Stati Uniti, nell’agosto del 2026, hanno rimosso la Siria dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo dopo quasi cinquant&#8217;anni, revocando anche le sanzioni nei confronti di HTS e di al-Sharaa. Anche l’Unione Europa si è mossa verso una direzione più diplomatica, prima revocando le sanzioni economiche generali nel maggio 2025, poi cancellando dalle liste nere i ministeri della Difesa e dell&#8217;Interno per ripristinare i rapporti di cooperazione.</p>



<p>Eppure, l’esclusione delle donne dalle carriere militari non è un caso isolato, ma anzi rappresenta l’apice di una <strong>sequenza di provvedimenti scanditi nel tempo</strong>. Per primo ricordiamo la revisione dei testi scolastici per l’anno accademico 2025-2026, con la quale le immagini di donne a capo scoperto nei manuali scolastici sono state rimosse o ritoccate. Sono stati inoltre registrati episodi di separazione tra studenti e studentesse in istituti laici, come il liceo &#8220;Al-Hurriya&#8221; a Damasco, mentre alcune direttive locali vietano un “trucco” ritenuto eccessivo alle dipendenti pubbliche nel governatorato di Latakia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sempre meno spazio nella vita pubblica</strong></h2>



<p>Questo tipo di esclusione si riflette inevitabilmente nell’arena politica e militare: nelle elezioni parlamentari dell&#8217;ottobre 2025, le donne hanno ottenuto appena 6 dei 119 seggi dell&#8217;Assemblea del Popolo (circa il 5%), mentre nell&#8217;agosto 2026 le autorità hanno rifiutato di integrare le combattenti curde delle Unità di Protezione delle Donne (YPJ) nell&#8217;esercito regolare in un più ampio quadro di riorganizzazione delle forze armate,</p>



<p>Se la prima fase della transizione siriana è stata accompagnata da un’attenzione mediatica spasmodica, <strong>oggi le dinamiche interne alla Siria interessano pochi </strong>sul fronte della comunità internazionale, come se con la caduta di Bashar al-Assad il Paese potesse risanarsi nonostante abbia rappresentato per anni il simbolo delle crisi umanitarie del XXI secolo. Oggi gli occhi dell’Occidente guardano con attenzione a teatri di guerra diversi, dall’Ucraina fino a Gaza e Iran, con uno sguardo buttato di sbieco agli equilibri geopolitici nello stretto di Taiwan.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le conseguenze di questo silenzio</h2>



<p><strong>“Riservato solo ai maschi”</strong> è ciò che hanno letto migliaia di studentesse, ritrovatesi escluse da un percorso che avevano immaginato e stravolgendo in un istante progetti di vita e sogni. A questa comunicazione risuona una risposta diretta: &#8220;il genere non definisce le capacità&#8221;. Lo ricorda Raghad, una delle poche donne iscritte al corso di ingegneria meccatronica<strong>,</strong> sottolineando come la Siria post-bellica abbia disperato bisogno dei migliori talenti, senza distinzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<p>https://www.bbc.com/news/articles/c33knmyl0y5o</p>



<p><br>https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2026/05/18/syria-council-renews-restrictive-measures-targeting-the-former-al-assad-regime-for-one-year-and-de-lists-certain-entities/</p>



<p>https://www.dw.com/en/a-bad-omen-syria-bans-women-from-university-courses/a-79769348</p>



<p>https://www.hrw.org/news/2026/10/16/syria-women-barred-from-defense-security-colleges</p>



<p>https://www.independentarabia.com/node/660715/سياسة/تقارير/كليات-للذكور-فقط-سوريات-خارج-التعليم-الجامعي</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/riservato-ai-maschi-la-siria-chiude-alle-donne-le-facolta-scientifiche-e-i-collegi-militari.html">&#8220;Riservato ai maschi&#8221;: la Siria chiude alle donne le facoltà scientifiche e i collegi militari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Siria riallaccia i rapporti con la Libia ma sceglie di parlare con la famiglia Haftar</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-siria-riallaccia-i-rapporti-con-la-libia-e-soprattutto-con-haftar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1228" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-600x384.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-300x192.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1024x655.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-768x491.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1536x982.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il ministro degli Esteri siriano ha visitato l'11 ottobre Bengasi ma non Tripoli, segno della crescita di influenza di Saddam Haftar</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-siria-riallaccia-i-rapporti-con-la-libia-e-soprattutto-con-haftar.html">La Siria riallaccia i rapporti con la Libia ma sceglie di parlare con la famiglia Haftar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1228" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-600x384.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-300x192.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1024x655.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-768x491.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1536x982.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alcuni anni fa era convinzione comune che la mattina del 20 ottobre 2011, poco prima di essere scovato in un canale di scolo vicino Sirte, <strong>Muammar Gheddafi avesse acceso il proprio telefono satellitare per chiamare Bashar Al Assad</strong>, all&#8217;epoca ben saldo alla guida della Siria. Sarebbe stata proprio quella chiamata a rendere rintracciabile il rais mentre i ribelli espugnavano la sua città natale, nonché la sua ultima roccaforte. A distanza di anni, non è ancora possibile riconoscere con precisione se quell&#8217;aneddoto sia reale o da aggiungere alla lista di leggende che aleggiano su quella giornata molto particolare. <strong>Ad ogni modo, da allora in poi Libia e Siria hanno preso strade politicamente diverse</strong>. Per anni non c&#8217;è più stata alcuna ambasciata siriana a Tripoli e i rapporti sono stati ridotti al minimo. La situazione adesso sta cambiando, con il ministro degli Esteri siriano, <strong>Asaad Hassan Al Shaibani</strong> recatosi per ben due volte in Libia nel giro di poco più di un mese. <a href="https://lana.gov.ly/post.php?id=364610&amp;lang=en&amp;utm_">La prima volta, il 30 agosto, il titolare della diplomazia del governo di Al Shaara è atterrato a Tripoli</a>. L&#8217;11 ottobre invece, il rappresentante di Damasco è stato a <strong>Bengasi</strong>. Ed è qui forse che si è tenuto l&#8217;incontro più significativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I rapporti con Bengasi </h2>



<p>Nel caldo di una Tripoli di fine agosto, Al Shaibani ha presenziato alla cerimonia di alzabandiera lì dove l&#8217;ambasciata siriana è tornata a essere operativa dopo 14 anni. Il vessillo, rispetto all&#8217;ultima volta in cui l&#8217;edificio ha ospitato la missione diplomatica di Damasco, è diverso: non c&#8217;è più la bandiera con le due stelle verdi al centro corrispondente all&#8217;era della famiglia Assad, adesso le stelle al centro sono tre e la banda rossa è stata sostituita da quella verde. <strong>L&#8217;incontro tenuto dal ministro degli Esteri nella capitale libica, ha avuto quindi una funzione soprattutto cerimoniale.</strong> Quasi un atto dovuto, considerando la pressione della Turchia alle spalle di entrambi i governi: Ankara, principale sponsor sia del premier libico Abdul Hamid Ddeiba che del presidente siriano Al Shaara, teneva a far incontrare le due parti.</p>



<p>La presenza a Tripoli di Al Shaibani può senza dubbio considerarsi storica, ma non ha sorpreso analisti e osservatori. Il vero stupore ha invece riguardato quanto accaduto l&#8217;11 ottobre, giorno in cui il ministro degli Esteri siriano è atterrato a Bengasi. Qui ha sede il quartier generale del <em>Libyan National Army</em> (Lna), la &#8220;creatura militare&#8221; del generale<strong> </strong>con cui il generale <strong>Khalifa Haftar </strong>riesce a controllare l&#8217;intera parte orientale della Libia e parte del Fezzan. Il generale per la verità, durante la visita di Al Shaibani, non si è visto. A farsi immortalare assieme al ministro siriano è stato, al suo posto, il primogenito <strong>Saddam Haftar.</strong> Cioè colui che, progressivamente, sta sostituendo il padre al vertice dell&#8217;Lna e quindi di questo angolo di Libia. </p>



<p>L&#8217;incontro tra i due è stato descritto dai media locali come &#8220;produttivo&#8221;, grazie al quale entrambe le parti avrebbero concluso diversi contratti sia di ordine militare che economico. Finito il vertice, <strong>l&#8217;aereo con Al Shaibani al bordo non è andato in direzione di Tripoli ma, al contrario, ha preso la via di Damasco.</strong> La visita cioè, non ha riguardato Al Ddeibah e gli altri rappresentanti del governo libico internazionalmente riconosciuto. <strong>L&#8217;unico interesse del rappresentante di Al Shaara quindi era quello di parlare con Haftar</strong>. Un segnale politico non da poco in una Libia ancora molto divisa.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">📌 Syrian Foreign Minister Asaad al-Shaibani arrived in Benghazi on an official visit and met Saddam Khalifa Haftar, deputy commander of the Libyan National Army, alongside Syrian General Intelligence chief Abdul Qader Tahan. <br><br>📌 The visit follows Syria&#39;s reopening of its… <a href="https://t.co/RtO1MZYM59">pic.twitter.com/RtO1MZYM59</a></p>&mdash; Levant24 (@Levant_24_) <a href="https://x.com/Levant_24_/status/2109279965669720423?ref_src=twsrc%5Etfw">October 11, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I segnali dell&#8217;ascesa di Saddam Haftar</h2>



<p>Solitamente, quando si giunge in Libia per una visita diplomatica, sono due le &#8220;tappe obbligate&#8221;: <strong>quella a Tripoli</strong>, per parlare con il governo riconosciuto, e <strong>quella a Bengasi </strong>per incontrare chi militarmente controlla quasi due terzi del Paese. Alcune volte capita che si va a Tripoli senza passare da Bengasi, raramente però capita il contrario. Negli ultimi tempi però, le cose da questo punto di vista si stanno come capovolgendo. L&#8217;episodio legato ad Al Shaibaini non è che l&#8217;ultimo esempio:<strong>sempre più missioni diplomatiche fanno tappa in Cirenaica e non sorvolano nemmeno la Tripolitania</strong>. Una circostanza vista come dimostrazione della sempre<strong>maggiore ascesa di Saddam Haftar</strong>, personalità con cui oramai tutte le diplomazie internazionali si raffrontano da mesi. Al rampollo del generale la comunità internazionale, pur non riconoscendolo ufficialmente, gli sta attribuendo sempre più credito.</p>



<p>Lo si è visto anche <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-la-guerra-dei-parlamenti-e-la-scalata-al-potere-di-saddam-haftar.html">in occasione della recente sostituzione al vertice del parlamento di Tobruck</a>, il braccio politico degli Haftar, di Aguila Saleh con Al-Salhin Al Obeidi. Quest&#8217;ultimo è visto come un fedelissimo di Saddam Haftar, la cui influenza abbraccia quindi buona parte delle istituzioni politiche dell&#8217;Est della Libia. L&#8217;obiettivo del primogenito del generale forse potrebbe non essere quello di &#8220;limitarsi&#8221; ala sostituzione di un padre avanti negli anni. Il suo attivismo interno e il credito diplomatico nei suoi confronti, potrebbero averlo convinto a puntare oramai a diventare il<strong>futuro uomo forte della Libia. </strong></p>



<p>Fonti: </p>



<p> <a href="https://npasyria.com/en/142547/1">https://npasyria.com/en/142547/</a></p>



<p><a href="https://www.arabnews.com/middle-east/al-shaibani-meets-libyan-officials-amid-concerns-for-missing-syrians-3005813?utm_source=chatgpt.com">https://www.arabnews.com/middle-east/al-shaibani-meets-libyan-officials-amid-concerns-for-missing-syrians-3005813?</a></p>



<p><a href="https://lana.gov.ly/post.php?id=364610&amp;lang=en&amp;utm_">https://lana.gov.ly/post.php?id=364610&amp;lang=en&amp;utm_</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-siria-riallaccia-i-rapporti-con-la-libia-e-soprattutto-con-haftar.html">La Siria riallaccia i rapporti con la Libia ma sceglie di parlare con la famiglia Haftar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Esclusivo &#8211; Siria, parla il viceministro alla Difesa Shuaib: &#8220;Sul Golan non rinunciamo alla sovranità&#8221;. E per i russi&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/esclusivo-siria-parla-il-viceministro-alla-difesa-shuaib-sul-golan-non-rinunciamo-alla-sovranita-e-per-i-russi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 09:06:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=531531</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="877" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261005101308666_5bb00c5a814c422ab42fead830471def-e1791188042295.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261005101308666_5bb00c5a814c422ab42fead830471def-e1791188042295.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261005101308666_5bb00c5a814c422ab42fead830471def-e1791188042295-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261005101308666_5bb00c5a814c422ab42fead830471def-e1791188042295-1024x468.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261005101308666_5bb00c5a814c422ab42fead830471def-e1791188042295-768x351.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261005101308666_5bb00c5a814c422ab42fead830471def-e1791188042295-1536x702.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261005101308666_5bb00c5a814c422ab42fead830471def-e1791188042295-600x274.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il viceministro della Difesa siriano Mohammed Khair Hassan Shuaib rivendica l'autonomia di Damasco nel dialogo con Hezbollah, chiede a Israele di lasciare il Golan e il territorio occupato, e descrive i rapporti con Turchia, Russia ed Europa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/esclusivo-siria-parla-il-viceministro-alla-difesa-shuaib-sul-golan-non-rinunciamo-alla-sovranita-e-per-i-russi.html">Esclusivo &#8211; Siria, parla il viceministro alla Difesa Shuaib: &#8220;Sul Golan non rinunciamo alla sovranità&#8221;. E per i russi&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>La <strong>Siria</strong> rimane una nazione chiave per gli equilibri di tutto il <strong>Medio Oriente</strong>, ma vive ancora una situazione estremamente precaria a livello geopolitico. Il governo di <strong>Ahmed al-Shara</strong>, dal suo insediamento, ha ottenuto la rimozione della maggior parte delle sanzioni economiche che da anni strangolavano la nazione, ma il complesso mosaico siriano deve ancora trovare i suoi equilibri. Sono tanti gli attori che giocano un ruolo determinante su questo palcoscenico, da Israele alla Turchia, dall’Arabia Saudita alla Russia, fino alla Francia e agli Stati Uniti.</p>



<p><strong>Ankara non ha mai nascosto il suo interesse ad aumentare l’influenza sullo Stato confinante,</strong> ma il suo tentativo di prendere il controllo del più importante aeroporto delle regioni settentrionali ha scatenato la risposta di Israele, che ha pesantemente bombardato lo scalo di Iblid. Ma l’azione della Turchia non si è fermata e il primo ottobre alcuni rappresentanti del governo di Damasco hanno incontrato alti dirigenti di  Hezbollah in Turchia, aprendo così il primo negoziato dalla caduta del regime del presidente Bashar al-Assad alla fine del 2024. Un incontro sicuramente significativo che può dire molto sul futuro di una delle aree più turbolente della terra. <strong>Mohammed Khair Hassan Shuaib</strong> è un generale di grande esperienza ed è anche viceministro della Difesa del governo del presidente al Shara. </p>



<p><strong>Viceministro, l’incontro con Hezbollah è stato fortemente voluto dal ministro degli Esteri turco Hakan Fidan e dimostra l’influenza che ha Ankara nell’area.</strong></p>



<p>&#8220;Non esiste una posizione ufficiale da parte del nostro governo su questo incontro che è uscito sui giornali. Noi parliamo spesso con i dirigenti libanesi, ma non abbiamo bisogno dei servizi segreti turchi per lavorare con un paese con un rapporto storico e stretto come il Libano. Durante il regime degli Assad la Siria aveva influenzato la politica libanese in maniera negativa, noi siamo un nuovo corso e crediamo nell’importanza di lavorare insieme con i paesi fratelli. Non abbiamo questioni di confine con il Paese dei cedri e condividiamo storia, società e posizione geografica&#8221;. </p>



<p><strong>Il nuovo governo siriano sta cercando di trovare un accordo anche con Israele, sia per il Golan che sulle aree occupate da Tel Aviv dopo la caduta di Assad</strong>.</p>



<p>&#8220;Israele ha occupato illegalmente territorio siriano e deve abbandonare subito la nostra terra. Il presidente al Shara si è detto disposto a parlare del Golan, ma non vogliamo rinunciare alla sovranità in questa vitale area ricca d’acqua. Israele ha utilizzato la scusa della minoranza Drusa per poter attaccare impunemente la Siria, hanno sfruttato episodi di violenza locale, che non avevano nessuna matrice politica. Stiamo ricostruendo il paese e tutti i gruppi etnici, religiosi e culturali avranno il loro spazio&#8221;.</p>



<p><strong>L’influenza della Turchia sta crescendo ed anche se quello che veniva chiamato Esercito Siriano Libero è confluito nell’esercito nazionale, in molti guardano ad Ankara come principale alleato e damasco si è anche detta pronta ad entrare nel cosiddetto Patto della Mecca.</strong></p>



<p>&#8220;L’Esercito Siriano Libero ha contribuito alla lotta contro lo Stato Islamico e contro il regime di Assad e per questo motivo abbiamo riconosciuto i gradi e permesso che confluissero nelle forze armate nazionali. Con la Turchia abbiamo firmato un accordo per l’addestramento dell’esercito ed anche per l’acquisto di materiale bellico, perché fra noi esiste un antico legame. Stiamo osservando un grande interesse questa nuova alleanza e abbiamo iniziato una serie di colloqui per entrare a farne parte in futuro&#8221;.</p>



<p><strong>In Siria restano anche i russi, che erano un grande alleato di Assad.</strong></p>



<p>&#8220;La Russia ha ottenuto una proroga per restare nelle basi sul Mediterraneo, ma non devono intervenire nella politica interna. Durante il crollo del regime precedente non sono intervenuti e questo è stato apprezzato&#8221;. </p>



<p><strong>Pochi giorni fa l’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell&#8217;Unione Europea, Kaja Kallas, è arrivata a Damasco per incontrare il ministro degli esteri e per parlare del futuro della Siria. </strong></p>



<p>&#8220;Abbiamo apprezzato molto l’interesse dell’Unione Europea per la nostra nazione. Gli europei vogliono avere un ruolo nella ricostruzione della Siria e l’Alto Commissario ha sottolineato la volontà di Bruxelles di accompagnare questa fase storica di riassestamento istituzionale, rilanciando il ruolo dell’Europa tra le due sponde del Mediterraneo&#8221;. </p>



<p></p>
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		<title>Il &#8220;Los Angeles Times&#8221; e gli spot di Israele: la mappa cancella i territori occupati</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/il-golan-venduto-come-israele-sul-los-angeles-times-polemiche-per-lannuncio-che-cancella-loccupazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:40:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=526427</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813095646470_4f637dc8fb62f761f56f422764676c21.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Los Angeles Times Golan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813095646470_4f637dc8fb62f761f56f422764676c21.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813095646470_4f637dc8fb62f761f56f422764676c21-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813095646470_4f637dc8fb62f761f56f422764676c21-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813095646470_4f637dc8fb62f761f56f422764676c21-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813095646470_4f637dc8fb62f761f56f422764676c21-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813095646470_4f637dc8fb62f761f56f422764676c21-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un annuncio pubblicitario sul Los Angeles Times presenta le Alture del Golan come una meta turistica israeliana ma è un territorio siriano occupato illegalmente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/il-golan-venduto-come-israele-sul-los-angeles-times-polemiche-per-lannuncio-che-cancella-loccupazione.html">Il &#8220;Los Angeles Times&#8221; e gli spot di Israele: la mappa cancella i territori occupati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813095646470_4f637dc8fb62f761f56f422764676c21.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Los Angeles Times Golan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813095646470_4f637dc8fb62f761f56f422764676c21.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813095646470_4f637dc8fb62f761f56f422764676c21-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813095646470_4f637dc8fb62f761f56f422764676c21-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813095646470_4f637dc8fb62f761f56f422764676c21-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813095646470_4f637dc8fb62f761f56f422764676c21-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813095646470_4f637dc8fb62f761f56f422764676c21-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo il diritto internazionale, <strong>Israele</strong> occupa &#8211; illegalmente &#8211; le <strong>Alture del Golan</strong>, strappate alla Siria durante la Guerra dei Sei Giorni del 1967 e annesse <em>de facto</em> con il <em>Golan Heights Law</em> approvato dalla Knesset dal 1981. La <a href="https://digitallibrary.un.org/record/26751?v=pdf" type="link" id="https://digitallibrary.un.org/record/26751?v=pdf"><strong>Risoluzione 497</strong> del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite</a>, adottata il 17 dicembre dello stesso anno a seguito delle proteste formali della Siria, parla chiaro: il voto della <em>Knesset</em> che stabilì l&#8217;annessione è nullo e <strong>privo di qualsiasi effetto giuridico internazionale</strong>. Oggi è sconcertante leggere, su uno dei maggiori quotidiani statunitensi, peraltro di orientamento <em>liberal</em>, una pubblicità che presenta le Alture del Golan come una destinazione turistica israeliana, senza alcun riferimento al loro status di territorio occupato. <a href="https://x.com/DropSiteNews/status/2087586522753036634/photo/1" type="link" id="https://x.com/DropSiteNews/status/2087586522753036634/photo/1">La notizia è stata riportata su X da <em>Drop Site News</em></a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo spot apparso sul <em>Los Angeles Times</em></h2>



<p>Secondo la ricostruzione di <em>Drop Site News</em>, il quotidiano californiano ha ospitato una guida di viaggio a pagamento intitolata &#8220;9 Days in Israel&#8221; (&#8220;9 giorni in Israele&#8221;), che inserisce le <strong>Alture del Golan tra le tappe consigliate al fianco di Tel Aviv e Gerusalemme</strong>, come se si trattasse di una normale meta turistica israeliana.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">⭕️ The LA Times is running paid content promoting the occupied Golan Heights as part of Israel, despite its status as Syrian territory under international law<br><br>The Los Angeles Times published a sponsored travel guide titled &quot;9 Days in Israel&quot; that lists the Golan Heights as a… <a href="https://t.co/udGSzEHhI3">pic.twitter.com/udGSzEHhI3</a></p>&mdash; Drop Site (@DropSiteNews) <a href="https://x.com/DropSiteNews/status/2087586522753036634?ref_src=twsrc%5Etfw">August 12, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il testo descrive la regione evidenziandone gli «spazi aperti», le visite ai vigneti e i «panorami mozzafiato», raccomandando ai lettori le cantine della zona senza precisare che gli insediamenti israeliani e le attività commerciali presenti sul territorio sono <strong>considerati illegali dal diritto internazionale</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="694" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/HPiYjpkWIAAySCg-1024x694.jpeg" alt="" class="wp-image-526431" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/HPiYjpkWIAAySCg-1024x694.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/HPiYjpkWIAAySCg-300x203.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/HPiYjpkWIAAySCg-768x520.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/HPiYjpkWIAAySCg-1536x1041.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/HPiYjpkWIAAySCg-600x407.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/HPiYjpkWIAAySCg.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un &#8220;subdolo&#8221; riconoscimento dei territori occupati </h2>



<p>Lo spot appare come un <strong>subdolo riconoscimento dei territori occupati da parte di Israele</strong>, quando la stragrande maggioranza della comunità internazionale continua a considerare il Golan territorio siriano occupato, alla stregua della Cisgiordania. La linea della diplomazia occidentale ha però conosciuto un&#8217;eccezione di rilievo nel 2019, quando l&#8217;amministrazione Trump ha riconosciuto formalmente la sovranità israeliana sulla regione, rompendo il consenso internazionale fino ad allora pressoché unanime. Per anni gli Stati Uniti sono rimasti l&#8217;unico Paese ad aver compiuto questo passo, finché nei giorni scorsi la Colombia, <a href="https://it.insideover.com/politica/de-la-espriella-colombia-fede-liberismo-usa-israele.html" type="link" id="https://it.insideover.com/politica/de-la-espriella-colombia-fede-liberismo-usa-israele.html">guidata dal neopresidente Abelardo de la Espriella</a>, è diventata il secondo governo al mondo a <strong>riconoscere ufficialmente la sovranità israeliana sul Golan</strong>, definendo il controllo del plateau «una componente essenziale» della sicurezza nazionale israeliana.</p>



<p>Peraltro, va ricordato che Tel Aviv ha ampliato il proprio controllo sul territorio siriano negli ultimi anni. Nelle settimane successive al crollo del regime di Assad, gli abitanti di diversi villaggi del Sud della Siria si sono trovati di fronte a una nuova e crescente minaccia militare: le forze israeliane hanno superato le linee di disimpegno stabilite da tempo, ampliando l’occupazione delle Alture del Golan e penetrando in zone che in precedenza non erano sotto il loro controllo. <strong>Ciò che era iniziato come incursioni limitate si è trasformato in una presenza militare stabile</strong>: pattuglie israeliane sono comparse sulle strade di accesso, sono stati istituiti checkpoint e posizionate basi temporanee e permanenti, limitando sempre di più la libertà di movimento dei civili, l’accesso alle terre e le attività economiche di base. <a href="https://www.middleeasteye.net/opinion/israel-expanding-occupation-syria-presents-legal-test-why" type="link" id="https://www.middleeasteye.net/opinion/israel-expanding-occupation-syria-presents-legal-test-why">Secondo la documentazione raccolta da Al-Marsad</a>, il Centro arabo per i diritti umani sulle Alture del Golan, dall’inizio di questa espansione le forze israeliane hanno detenuto più di 40 civili siriani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un dilemma etico </h2>



<p>A tutto ciò si aggiunge un dilemma etico che riguarda il <em>Los Angeles Times</em>. Come può un quotidiano considerarsi libero nell&#8217;esprimere le proprie analisi su Israele e il Medio Oriente quando ospita pubblicità di questo tipo? Quando un contenuto a pagamento tratta territori contesi o zone di conflitto, l&#8217;assenza di un inquadramento sullo status giuridico può avere l&#8217;effetto di normalizzare, agli occhi del lettore, situazioni che restano oggetto di dispute internazionali irrisolte &#8211; in questo caso equiparando, di fatto, il Golan occupato a qualsiasi altra meta israeliana come Tel Aviv o Gerusalemme.</p>



<p>Va sottolineato che le guide turistiche a pagamento sono generalmente realizzate da agenzie esterne, separati dalla redazione giornalistica del quotidiano, e non riflettono necessariamente la linea editoriale del <em>Los Angeles Times</em> sulla questione. Permane tuttavia il tema della responsabilità delle grandi organizzazioni giornalistiche nel <strong>vigilare su ciò che pubblicano sotto il proprio marchio</strong>, anche quando si tratta di materiale commerciale.</p>



<p><strong>EDIT</strong>: </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇺🇸 🇵🇸 The Los Angeles Times is running a paid Israeli government tourism campaign featuring a map that completely erases the occupied Palestinian Territories.<br><br>The sponsored content, labeled &quot;Paid Program&quot; and produced by the paper&#39;s branded content arm, LA Times Studios, is… <a href="https://t.co/QGJBW6FZFV">pic.twitter.com/QGJBW6FZFV</a></p>&mdash; Drop Site (@DropSiteNews) <a href="https://x.com/DropSiteNews/status/2105454257994449028?ref_src=twsrc%5Etfw">October 1, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>A seguito delle polemiche inerenti il Golan, il Los Angeles Times è finito nuovamente al centro del dibattito per un nuovo spot, una campagna turistica a pagamento finanziata dal governo di Tel Aviv e intitolata &#8220;<em><strong>Israel: Land of Creation</strong></em>&#8220;, realizzata da LA Times Studios, la divisione di contenuti sponsorizzati del giornale, per conto del Ministero del Turismo israeliano. A riportare la notizia è, ancora una volta, Drop Site News, che si era già occupato dello spot precedente riguardante le Alture del Golan. La mappa accompagna questo ulteriore spot mostra Israele senza confini, dal Mediterraneo al fiume Giordano: <strong>non ci sono né Gaza, né la Cisgiordania</strong>. Tutto il territorio viene considerato parte legittima e integrante dello stato ebraico, territori occupati compresi. Questo spot, come nell&#8217;altro caso, è in evidente contrasto con il diritto internazionale: il Consiglio di sicurezza dell&#8217;ONU ha dichiarato «nulla e priva di effetto» l&#8217;annessione del Golan del 1981, e nel 2024 la Corte internazionale di giustizia ha ritenuto <strong>illegittima l&#8217;occupazione dei territori palestinesi</strong>, stabilendo che gli Stati non devono riconoscerla. Ma Israele se ne infischia e il Los Angeles Times incassa i soldi della pubblicità da Tel Aviv come se nulla fosse. </p>



<p><strong><em>Fonti: </em></strong></p>



<p><strong>Drop Site (@DropSiteNews), <em>The LA Times is running paid content promoting the occupied Golan Heights as part of Israel, despite its status as Syrian territory under international law…,,</em><br></strong><a href="/DropSiteNews/status/2087586522753036634/photo/1">https://x.com/DropSiteNews/status/2087586522753036634/photo/1</a>.</p>



<p><strong><em>Drop Site (@DropSiteNews), “The Los Angeles Times is running a paid Israeli government</em></strong> tourism campaign featuring a map that completely erases the occupied Palestinian Territories,” X, 1 ottobre 2026, <a href="/DropSiteNews/status/2105454257994449028">https://x.com/DropSiteNews/status/2105454257994449028</a>.</p>



<ol start="1" class="wp-block-list"></ol>



<p><strong>United Nations Digital Library, disponibile su: <a href="https://digitallibrary.un.org/record/26751?v=pdf">https://digitallibrary.un.org/record/26751?v=pdf</a></strong></p>



<p><br></p>



<p><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/il-golan-venduto-come-israele-sul-los-angeles-times-polemiche-per-lannuncio-che-cancella-loccupazione.html">Il &#8220;Los Angeles Times&#8221; e gli spot di Israele: la mappa cancella i territori occupati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>La Siria scende in piazza contro Al-Sharaa: mobilitazione di massa per il caro-carburante</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/la-siria-scende-in-piazza-contro-al-sharaa-mobilitazione-di-massa-per-il-caro-carburante.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Sfregola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 11:31:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=529726</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1369" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-600x428.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-1536x1095.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi energetica colpisce sempre più duramente. Il ministro dell'Energia siriano, Mohammed al-Bashir, ha annunciato lo scorso sabato pesanti aumenti a diesel e gasolio. Manifestati in tutto il Paese si sono riversati in piazza contro la decisione del governo di al-Sharaa</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-siria-scende-in-piazza-contro-al-sharaa-mobilitazione-di-massa-per-il-caro-carburante.html">La Siria scende in piazza contro Al-Sharaa: mobilitazione di massa per il caro-carburante</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1369" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-600x428.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-1536x1095.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pneumatici dati alle fiamme, barricate e blocco delle autocisterne dirette ai giacimenti petroliferi. Le piazze siriane sono teatro di una mobilitazione di massa contro il drastico aumento dei prezzi del carburante voluto dal governo di <strong>Ahmed al-Sharaa </strong>ed entrato in vigore domenica 13 settembre. La risposta della popolazione ai rincari è stata immediata, in quella che è <strong>la più grande protesta nel Paese da quando, nel dicembre del 2024, è caduto il regime di Bashar al-Assad.</strong> Barricate e copertoni in fiamme hanno paralizzato l&#8217;autostrada M5 tra Damasco e il polo industriale di Aleppo, mentre le mobilitazioni si allargavano a Idlib, Hama, Deir Ezzor, Hasakah e Raqqa. Autobotti dirette alle raffinerie della Siria centrale sono state bloccate dai manifestanti, che in corteo continuano a chiedere il ripristino dei sussidi statali e le dimissioni dei ministri dell&#8217;Energia e dell&#8217;Economia, così come quelle dei vertici della compagnia petrolifera statale, la Syrian Petroleum Company (SPC).</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇸🇾⛽️ Protests erupt across Syria over fuel price hikes and rising cost of living<br><br>Footage circulating online shows residents blocking the Damascus–Aleppo international highway near Maarrat al-Nu’man, south of Idlib, on Sunday, as protests spread following government increases in… <a href="https://t.co/mVwMUhu5qx">pic.twitter.com/mVwMUhu5qx</a></p>&mdash; Drop Site (@DropSiteNews) <a href="https://x.com/DropSiteNews/status/2099435350573645824?ref_src=twsrc%5Etfw">September 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Le nuove tariffe colpiscono duramente una popolazione già ridotta alla fame e segnata profondamente da anni di crisi economica e guerra civile. <a href="https://www.undp.org/syria/press-releases/accelerating-economic-recovery-critical-reversing-syrias-decline-and-restoring-stability" type="link" id="https://www.undp.org/syria/press-releases/accelerating-economic-recovery-critical-reversing-syrias-decline-and-restoring-stability">Secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP)</a>, dall&#8217;inizio della guerra civile del 2011 il 90% dei siriani vive oggi sotto la soglia della povertà, il 66% in povertà estrema. Gli <a href="https://oilprice.com/Latest-Energy-News/World-News/Syria-Diesel-Prices-Jump-40-Triggering-Widespread-Unrest.amp.html" type="link" id="https://oilprice.com/Latest-Energy-News/World-News/Syria-Diesel-Prices-Jump-40-Triggering-Widespread-Unrest.amp.html">aumenti del governo Al-Sharaa</a> prevedono rincari del 40% sul gasolio (da 125 a 175 lire siriane al litro) e del 28% sulla benzina (da 152 a 195 SYP), oltre a un aumento del 9% per il GPL domestico. <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/syria-fuel-price-hikes-trigger-widest-protests-since-assad-fall-2026-09-14/" type="link" id="https://www.reuters.com/world/middle-east/syria-fuel-price-hikes-trigger-widest-protests-since-assad-fall-2026-09-14/">Rispetto al periodo precedente alla crisi di Hormuz, la benzina è aumentata in totale dell&#8217;86%.</a></p>



<p>La decisione è stata definita dal governo di Damasco una <a href="https://sana.sy/en/syria/2342707/" type="link" id="https://sana.sy/en/syria/2342707/">&#8220;misura temporanea&#8221;</a> per far fronte al rincaro dei costi del carburante sul mercato internazionale, dovuto alla guerra di Usa e Israele contro l&#8217;Iran, e ai lavori di manutenzione per <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/9/14/protests-break-out-across-syria-over-fuel-price-increases" type="link" id="https://www.aljazeera.com/news/2026/9/14/protests-break-out-across-syria-over-fuel-price-increases">aumentare la capacità della raffineria di Banias</a>, sulla costa mediterranea. <strong>La Siria soffre di una pesante dipendenza dalle importazioni</strong>: <a href="https://syrianobserver.com/society/fuel-shock-in-syria-protests-price-hikes-and-the-struggle-to-secure-energy-supplies.html" type="link" id="https://syrianobserver.com/society/fuel-shock-in-syria-protests-price-hikes-and-the-struggle-to-secure-energy-supplies.html">secondo il Ministero dell&#8217;Energia</a>, a fronte di un consumo nazionale stimato sui 325.000 barili al giorno, la produzione interna si attesta ad appena 102.000 barili giornalieri, costringendo il Paese a importare oltre il 60% del diesel e un terzo della benzina consumati. <strong>Storicamente, il principale fornitore di greggio è stata la Russia, </strong>con <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/syria-relies-russias-oil-despite-pivot-west-2026-05-01/" type="link" id="https://www.reuters.com/world/middle-east/syria-relies-russias-oil-despite-pivot-west-2026-05-01/">circa 60.000 barili al giorno erogati nel 2025</a> secondo Reuters. Ma il riallineamento di Damasco a Washington e la promessa del superamento delle sanzioni hanno spinto Al-Sharaa a un accordo con gli Usa per <a href="https://www.reuters.com/business/energy/syria-tells-us-it-is-willing-drastically-drop-russian-oil-imports-sources-say-2026-08-04/" type="link" id="https://www.reuters.com/business/energy/syria-tells-us-it-is-willing-drastically-drop-russian-oil-imports-sources-say-2026-08-04/">ridurre l&#8217;import di greggio da Mosca</a>. Gli <a href="https://apnews.com/article/russia-ukraine-war-oil-refinery-8050b4afb5bfd6f4d93c76b4d9795dfa" type="link" id="https://apnews.com/article/russia-ukraine-war-oil-refinery-8050b4afb5bfd6f4d93c76b4d9795dfa">attacchi dei droni ucraini alle raffinerie russe</a>, peraltro, hanno ridotto notevolmente la produzione del Cremlino, costretto a limitare l&#8217;esportazione di carburanti.</p>



<p>L&#8217;aumento dei prezzi di benzina e gasolio rischia di alimentare un&#8217;inflazione diffusa su trasporti, agricoltura e beni alimentari, peggiorando drasticamente le condizioni di vita dei siriani. <a href="https://tradingeconomics.com/syria/inflation-cpi" type="link" id="https://tradingeconomics.com/syria/inflation-cpi">Secondo gli ultimi dati, l&#8217;inflazione è già al 24,8%</a>, con i <a href="https://wage.is/syria/" type="link" id="https://wage.is/syria/">salari medi stabili sui 100 euro</a>. Nelle piazze, si registrano gesti estremi di disperazione e appelli al presidente Al-Sharaa da parte di famiglie ridotte a vivere di <a href="https://www.nytimes.com/2026/09/14/world/middleeast/syrians-protest-fuel-price-rises.html">&#8220;acqua e zucchero&#8221;</a>. In un video, un uomo si è versato addosso un liquido che sosteneva essere benzina, minacciando di darsi fuoco. La folla è intervenuta per fermarlo. Le speranze dei siriani, che con la fine della guerra civile guardavano con fiducia a un futuro di stabilità economica, si sono scontrate con una realtà, per molti, peggiore di prima.</p>



<p>L&#8217;Assemblea del Popolo (il Parlamento siriano) ha approvato la richiesta della Commissione Energia di <a href="https://sana.sy/en/syria/2342707/" type="link" id="https://sana.sy/en/syria/2342707/">convocare il ministro dell&#8217;Energia Mohammad al-Bashir</a>, per chiarire ulteriormente i motivi del rincaro. <a href="https://www.facebook.com/SyriaPeAs/posts/pfbid0HUszRxZdQGrm78m3nzs96bTBoUcAsmpvszkiy9Dck13ffZuQQxNyp6V2conNWBrzl" type="link" id="https://www.facebook.com/SyriaPeAs/posts/pfbid0HUszRxZdQGrm78m3nzs96bTBoUcAsmpvszkiy9Dck13ffZuQQxNyp6V2conNWBrzl">Al-Bashir sarà ascoltato giovedì 17 settembre.</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="ar" dir="rtl">بسبب ارتفاع أسعار المحروقات&#8230; شاب سوري يقدم على إحراق نفسه<a href="https://x.com/hashtag/%D8%B3%D9%88%D8%B4%D8%A7%D9%84_%D8%B3%D9%83%D8%A7%D9%8A?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#سوشال_سكاي</a> <a href="https://t.co/QEtU6gSMcb">pic.twitter.com/QEtU6gSMcb</a></p>&mdash; سكاي نيوز عربية (@skynewsarabia) <a href="https://x.com/skynewsarabia/status/2099490952390025600?ref_src=twsrc%5Etfw">September 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.nytimes.com/2026/09/15/world/asia/syria-fuel-price-protests-world.html?unlocked_article_code=1.BVE.YBKt.EMAQO0NogcRv&amp;smid=tw-share">https://www.nytimes.com/2026/09/15/world/asia/syria-fuel-price-protests-world.html?unlocked_article_code=1.BVE.YBKt.EMAQO0NogcRv&amp;smid=tw-share</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://sana.sy/en/syria/2342707/">https://sana.sy/en/syria/2342707/</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.ft.com/content/b78370c8-dc35-47ea-a254-a75421a46a85?syn-25a6b1a6=1">https://www.ft.com/content/b78370c8-dc35-47ea-a254-a75421a46a85?syn-25a6b1a6=1</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.arabnews.com/middle-east/fuel-prices-trigger-protests-in-syria-as-government-says-increase-is-temporary-3001647">https://www.arabnews.com/middle-east/fuel-prices-trigger-protests-in-syria-as-government-says-increase-is-temporary-3001647</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/9/14/protests-break-out-across-syria-over-fuel-price-increases">https://www.aljazeera.com/news/2026/9/14/protests-break-out-across-syria-over-fuel-price-increases</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://oilprice.com/Latest-Energy-News/World-News/Syria-Diesel-Prices-Jump-40-Triggering-Widespread-Unrest.amp.html">https://oilprice.com/Latest-Energy-News/World-News/Syria-Diesel-Prices-Jump-40-Triggering-Widespread-Unrest.amp.html</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.reuters.com/business/energy/syria-tells-us-it-is-willing-drastically-drop-russian-oil-imports-sources-say-2026-08-04/">https://www.reuters.com/business/energy/syria-tells-us-it-is-willing-drastically-drop-russian-oil-imports-sources-say-2026-08-04/</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/syria-fuel-price-hikes-trigger-widest-protests-since-assad-fall-2026-09-14/">https://www.reuters.com/world/middle-east/syria-fuel-price-hikes-trigger-widest-protests-since-assad-fall-2026-09-14/</a></li>
</ul>



<p></p>
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		<item>
		<title>Dal presidio temporaneo alla presenza permanente: Israele consolida la sua posizione nel sud della Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dal-presidio-temporaneo-alla-presenza-permanente-israele-consolida-la-sua-posizione-nel-sud-della-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giorgia di gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 15:57:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Monte Hermon]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=529246</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 9 settembre 2026 il primo ministro Benjamin Netanyahu si è recato presso&#160;il lato siriano del monte Hermon, accompagnato dal ministro della Difesa israeliano Israel Katz. Nel corso della visita entrambi i rappresentanti del governo israeliano hanno lasciato intendere, senza troppi giri di parole, che la presenza israeliana sarà salda e stabile sul territorio, infrangendo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-presidio-temporaneo-alla-presenza-permanente-israele-consolida-la-sua-posizione-nel-sud-della-siria.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-presidio-temporaneo-alla-presenza-permanente-israele-consolida-la-sua-posizione-nel-sud-della-siria.html">Dal presidio temporaneo alla presenza permanente: Israele consolida la sua posizione nel sud della Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 9 settembre 2026 il primo ministro Benjamin Netanyahu si è recato presso&nbsp;<strong>il lato siriano del monte Hermon</strong>, accompagnato dal ministro della Difesa israeliano Israel Katz. Nel corso della visita entrambi i rappresentanti del governo israeliano hanno lasciato intendere, senza troppi giri di parole, che la presenza israeliana sarà salda e stabile sul territorio, infrangendo con poche parole le precedenti dichiarazioni sulla natura temporanea della presenza israeliana.&nbsp;</p>



<p>L’evento si configura infatti come una&nbsp;<strong>dichiarazione di permanenza consolidata</strong>, accentuata dalle&nbsp;<a href="https://www.france24.com/en/middle-east/20260910-netanyahu-visits-troops-occupied-syria-damascus-slams-blatant-violation-sovereignty">minacce velate che i due esponenti israeliani rivolgono al governo siriano</a>, accennando con provocazione alla prossimità delle basi militari ebraiche con la sede istituzionale del presidente siriano.</p>



<p>“Da qui difendiamo le comunità delle Alture del Golan e della Galilea, teniamo d’occhio la roccaforte di Hezbollah nella Beka’a libanese e inviamo un messaggio molto forte e chiaro al presidente della Siria che siede a 35 chilometri di distanza nel palazzo di Damasco: siamo qui sull’Hermon, siamo nella zona di sicurezza e non ci muoviamo da qui per proteggere dalle minacce di qualsiasi elemento jihadista da questa parte del confine o dal sistema siriano stesso”.</p>



<p>La risposta di Damasco non si è fatta attendere: il ministro degli esteri della Repubblica Araba siriana ha fortemente condannato la violazione della sovranità statale del Paese e, con lui, altri organismi internazionali hanno denunciato la violazione dell’integrità territoriale siriana.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dalla caduta di Assad all&#8217;ingresso nella buffer zone</strong></h2>



<p>Ma come ci è finito un contingente israeliano nel sud della Siria? La risposta si trova nella storia recente, quando con la&nbsp;<a href="https://www.dw.com/en/syria-israel-military-expansion-golan-heights-bashar-assad/a-78435811">caduta del regime di Bashar al-Assad</a>&nbsp;nel dicembre 2024, avvenuta durante un’offensiva guidata da Hayat Tahrir al-Sham (HTS), le forze militari siriane hanno ritirato le loro truppe dalla Siria meridionale.&nbsp;<strong>Il vuoto militare siriano ha favorito indirettamente l’avanzata di Israele</strong>, vincolato dal 1974 all’Accordo di Disimpegno siglato dopo la guerra dello Yom Kippur con il quale si era identificata, sotto l’egida ONU, una zona cuscinetto demilitarizzata (buffer zone) di circa 400km² tra la Siria e le alture del Golan occupate dallo Stato ebraico.</p>



<p>Subito dopo la caduta del regime Assad,&nbsp;<strong>le forze armate israeliane (IDF) sono penetrate nella zona cuscinetto</strong>, prendendo possesso effettivo di un’area che Israele dice corrispondere allo 0,1% dell’intero territorio siriano. Da lì, le incursioni israeliane sono andate allargandosi, raggiungendo le province di Quneitra e Daraa più a est ed&nbsp;<a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/some-israeli-actions-syria-may-amount-war-crimes-un-probe-says-2026-09-08/">infrangendo l’accordo stipulato negli anni ’70</a>.</p>



<p>Per muoversi così internamente, Israele avrebbe giustificato il proprio ingresso con l’intenzione di&nbsp;<strong>proteggere il Golan da eventuali attacchi transfrontalieri</strong>. Inoltre, la nuova amministrazione siriana sembra non convincere per niente il governo israeliano, nonostante Ahmed al-Sharaa, cui profilo e percorso professionale generano non pochi sospetti, abbia dichiarato di aver reciso qualunque legame con correnti estremiste. In aggiunta a queste motivazioni, Israele sembrerebbe voler portare a termine il processo di smilitarizzazione nella Siria sud-occidentale con l’intento di “liberare la zona da armi e minacce”, ma soprattutto vuole bloccare le rotte attraverso le quali l’Iran rifornirebbe militarmente il movimento sciita filo-iraniano in Libano, Hezbollah.&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La presenza temporanea diventa permanente</strong></h2>



<p>Quando l’esercito israeliano ha valicato la zona cuscinetto, lo ha fatto asserendo che si sarebbe trattata di un’operazione di emergenza per mettere in sicurezza il confine e proteggere i cittadini,&nbsp;<strong>negando una qualsiasi aspirazione territoriale in Siria</strong>.</p>



<p>Tuttavia, nel marzo del 2025, sempre durante una&nbsp;<a href="https://www.theguardian.com/world/2025/mar/12/israel-to-occupy-syrian-southern-territory-for-unlimited-time-says-minister">visita al Monte Hermon</a>, il ministro Katz pronuncia intenzioni diverse da quelle preannunciate nel 2024, dichiarando che “l&#8217;IDF è pronto a&nbsp;<strong>rimanere in Siria per un tempo illimitato</strong>”, mentre nel novembre dello stesso anno i report UNDOF confermano l’installazione di 10 basi fisse dell’IDF, 6 nella buffer zone e 4 all’interno del territorio siriano, e 9 postazioni fortificate.</p>



<p>Le dichiarazioni di ieri rappresentano dunque una continuità operativa e strategica con le intenzioni espresse nel 2025 dal ministero israeliano.&nbsp;</p>



<p>Nel frattempo, il<a href="https://sijil-sy.org/">&nbsp;Sijil Center,</a>&nbsp;organizzazione siriana che monitora le violazioni israeliane, rileva che&nbsp;<strong>solamente nei primi mesi del 2026 la frequenza delle incursioni ha raggiunto una media di 48 a settimana</strong>, mentre la Commissione ONU attribuisce alle stesse un carattere sempre più “sostenuto e radicato”, come si evince anche dai prelievi forzati di civili siriani, talvolta minori, che vengono trasferiti coattamente oltre il confine e detenuti. Anche in questo caso,&nbsp;<strong>la perquisizione dei civili avviene in un più ampio piano di deterrenza da potenziali minacce</strong>, bloccando individui sospetti di coinvolgimenti terroristici secondo criteri arbitrari e illegali.&nbsp;&nbsp;Le stesse Nazioni Unite qualificano la presenza israeliana come un’occupazione belligerante e riconoscono una forte violazione del diritto internazionale nelle pratiche effettuate dall’IDF in quanto si potrebbero ritenere prive di legittimità giuridica.&nbsp;</p>



<p>A quasi due anni dalla caduta del regime di Assad e dal progressivo insediamento israeliano, le criticità non riguardano più soltanto l’ingresso delle forze israeliane nella buffer zone, quanto piuttosto la loro permanenza e la noncuranza con cui Israele sembra affrontare i reclami della comunità internazionale in un contesto di isolamento politico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti </h2>



<p><a href="https://www.dw.com/en/syria-israel-military-expansion-golan-heights-bashar-assad/a-78435811">https://www.dw.com/en/syria-israel-military-expansion-golan-heights-bashar-assad/a-78435811</a></p>



<p><br><a href="https://www.france24.com/en/middle-east/20260910-netanyahu-visits-troops-occupied-syria-damascus-slams-blatant-violation-sovereignty">https://www.france24.com/en/middle-east/20260910-netanyahu-visits-troops-occupied-syria-damascus-slams-blatant-violation-sovereignty</a></p>



<p><a href="https://www.ohchr.org/en/statements-and-speeches/2026/09/statement-independent-international-commission-inquiry-syrian-arab">https://www.ohchr.org/en/statements-and-speeches/2026/09/statement-independent-international-commission-inquiry-syrian-arab</a></p>



<p><br><a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/some-israeli-actions-syria-may-amount-war-crimes-un-probe-says-2026-09-08/">https://www.reuters.com/world/middle-east/some-israeli-actions-syria-may-amount-war-crimes-un-probe-says-2026-09-08/</a></p>



<p><br><a href="https://sijil-sy.org">https://sijil-sy.org</a></p>



<p><br><a href="https://www.theguardian.com/world/2025/mar/12/israel-to-occupy-syrian-southern-territory-for-unlimited-time-says-minister">https://www.theguardian.com/world/2025/mar/12/israel-to-occupy-syrian-southern-territory-for-unlimited-time-says-minister</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-presidio-temporaneo-alla-presenza-permanente-israele-consolida-la-sua-posizione-nel-sud-della-siria.html">Dal presidio temporaneo alla presenza permanente: Israele consolida la sua posizione nel sud della Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Aggirare Hormuz via Siria. Il piano Usa/Chevron per un oleodotto da 5,7 miliardi di dollari</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/aggirare-hormuz-via-siria-il-piano-usa-chevron-per-un-oleodotto-da-57-miliardi-di-dollari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Sfregola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 08:59:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=528489</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1246" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/HORMUZ-FOTO-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran. Trump dichiara l&#039;escalation" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/HORMUZ-FOTO-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/HORMUZ-FOTO-2-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/HORMUZ-FOTO-2-1024x665.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/HORMUZ-FOTO-2-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/HORMUZ-FOTO-2-1536x997.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/HORMUZ-FOTO-2-600x389.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da aprile, 5.000 camion cisterna al giorno trasportano petrolio dallo Stretto fino al porto siriano di Baniyas, passando per l’Iraq. Ora, su quella stessa rotta, Trump vuole un’infrastruttura progettata per trasferire due milioni di barili al giorno. Una mossa che permette ad al-Sharaa di consolidare il suo ruolo di partner strategico di Washington.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/aggirare-hormuz-via-siria-il-piano-usa-chevron-per-un-oleodotto-da-57-miliardi-di-dollari.html">Aggirare Hormuz via Siria. Il piano Usa/Chevron per un oleodotto da 5,7 miliardi di dollari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1246" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/HORMUZ-FOTO-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran. Trump dichiara l&#039;escalation" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/HORMUZ-FOTO-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/HORMUZ-FOTO-2-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/HORMUZ-FOTO-2-1024x665.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/HORMUZ-FOTO-2-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/HORMUZ-FOTO-2-1536x997.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/HORMUZ-FOTO-2-600x389.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Attraversano ogni giorno l’Iraq dal Golfo Persico fino alla costa mediterranea, oltrepassando il confine occidentale con la Siria. Partono dalle raffinerie intorno a Bassora, poi, superato il deserto, raggiungono Baniyas, sulla costa mediterranea. <strong>Sono 5.000 camion cisterna carichi di barili di petrolio iracheno, pronti ad essere imbarcati per raggiungere l’Europa dalle coste siriane. &nbsp;</strong>Questo costante flusso di mezzi ha avuto inizio ad aprile come misura sperimentale da parte degli esportatori iracheni per aggirare lo Stretto di Hormuz, dopo il blocco del corridoio causato dalla guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Per l’Iraq, infatti, la chiusura dello Stretto è stata un colpo durissimo, perché <strong><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/hormuz-manda-crisi-fiscale-l-iraq-mentre-cerca-smantellare-milizie-AJzQOtl" id="https://www.ilsole24ore.com/art/hormuz-manda-crisi-fiscale-l-iraq-mentre-cerca-smantellare-milizie-AJzQOtl">Baghdad dipende dal petrolio per oltre il 90% delle entrate statali</a>, e ha visto i suoi ricavi mensili ridursi da sei a due miliardi di dollari.</strong></p>



<p>Oggi, la rotta Bassora-Baniyas rappresenta pienamente la volontà del nuovo governo siriano di beneficiare della riorganizzazione dei nuovi flussi energetici globali strizzando l’occhio agli Usa di Trump. Il presidente <strong>Ahmed al-Sharaa</strong>, a quasi due anni dalla caduta di Bashar al-Assad, propone ora la Siria come alternativa stabile e sicura allo Stretto di Hormuz, offrendo un accesso diretto all’Europa. Una posizione che permette a Damasco ampi spazi di manovra per ottenere vantaggi strategici ulteriori dopo la riduzione delle sanzioni internazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un progetto ambizioso: l’oleodotto</strong></h2>



<p>Per gli Stati Uniti, la tratta che attraversa Iraq e Siria può trasformarsi in qualcosa di molto più grosso. Un progetto da 5,7 miliardi di dollari per trasportare fino a due milioni di barili al giorno dallo Stretto fino alle coste mediterranee, aggirando la minaccia iraniana: un oleodotto lungo circa 1.600 chilometri. <strong>Tom Barrack</strong>, inviato speciale di Trump, ha dichiarato che <strong>il progetto potrebbe contribuire a rendere Hormuz “un dettaglio trascurabile” per i flussi petroliferi globali. </strong><a href="https://x.com/USAMBTurkiye/status/2095535343839670298?s=20" id="https://x.com/USAMBTurkiye/status/2095535343839670298?s=20">Barrack ha ringraziato, con un post su X, la Siria per l&#8217;impegno.</a></p>



<p>Lo stesso Trump ieri, durante un&#8217;intervista, ha sottolineato che <a href="https://x.com/clashreport/status/2095949752630186431/video/1" id="https://x.com/clashreport/status/2095949752630186431/video/1">grazie a questo oleodotto lo Stretto di Hormuz non sarà più un problema</a>.</p>



<p><a href="https://www.washingtonpost.com/world/2026/09/02/syria-eyeing-role-middle-east-hub-offers-options-bypass-hormuz/" id="https://www.washingtonpost.com/world/2026/09/02/syria-eyeing-role-middle-east-hub-offers-options-bypass-hormuz/">Il <em>Washington Post </em>riporta che il consorzio che dovrebbe realizzare l’oleodotto, stando alle parole del vice amministratore delegato della compagnia statale <em>Syrian Petroleum Corporation,</em> <strong>Ahmad Qubbaji</strong>, riunisce la texana Chevron, la francese TotalEnergies e investitori siriani e qatarioti. Un contratto definitivo dovrebbe arrivare entro settembre.</a></p>



<p>A luglio, l’amministrazione Trump aveva annunciato il proprio appoggio formale al nuovo progetto guidato da Chevron, con <strong>l’ambizione di trasportare due milioni di barili di petrolio greggio al giorno </strong>lungo quello stesso percorso oggi battuto dai camion cisterna. La Siria di al-Sharaa è pronta a trarre ogni vantaggio dall’operazione, proponendosi come hub di transito e puntando a guadagnare entrate per la ricostruzione post guerra civile, mentre gli Stati Uniti pensano che grazie al corridoio potranno affiancare alla presenza militare una solida rete di cooperazione infrastrutturale ed economica a sostegno degli alleati regionali. Una strategia che si sposa perfettamente con la politica interventista di Washington, che mira a garantire accordi favorevoli alle aziende americane impegnate nel settore dei combustibili fossili e a contrastare l’influenza dell’Iran sulle rotte energetiche dell’area.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La scommessa sulla sicurezza</strong></h2>



<p>Un progetto tanto ambizioso non è certo di facile realizzazione. A partire dal fatto che per completare l’opera ci vorrebbero almeno due anni e mezzo di lavori, in un’area ancora particolarmente instabile. <strong>Al Sharaa, ex miliziano legato ad al-Qaeda, non controlla pienamente il territorio siriano,</strong> e cellule dello Stato Islamico continuano a colpire sporadicamente, mentre l’esercito di Damasco è impegnato in operazioni di sminamento nel deserto circostante. Il tracciato, peraltro, passerebbe per l’Iraq occidentale, in larga parte sotto l’influenza di milizie sostenute dall’Iran.</p>



<p>Per far fronte alle sfide sulla sicurezza, il consorzio sta discutendo l’adozione di precise misure di difesa, come l’utilizzo di droni per il monitoraggio aereo e la vigilanza lungo la tratta e l’impiego di tecnologie di sorveglianza avanzate per rilevare anomalie e tentativi di sabotaggio. Il tutto sotto il controllo attento degli Stati Uniti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ridisegnare le rotte mediorientali</strong></h2>



<p>La rotta Bassora-Baniyas si inserisce in un contesto di profondo riassetto della logistica e delle rotte energetiche regionali. La guerra contro l’Iran e la crisi di Hormuz hanno innescato un riallineamento delle priorità per diversi attori dell’area. <strong><a href="https://www.agbi.com/infrastructure/2026/07/iraq-and-turkey-kick-off-long-delayed-development-road/" id="https://www.agbi.com/infrastructure/2026/07/iraq-and-turkey-kick-off-long-delayed-development-road/">L’Iraq e i suoi partner stanno investendo nella “Strada dello sviluppo”, un piano da 17 miliardi di dollari</a> </strong>per la costruzione di reti stradali e ferroviarie che colleghino l’Iraq alla Turchia, aprendo un corridoio commerciale diretto dal Golfo all’Europa. Il progetto, nato in diretta contrapposizione all’Imec (corridoio India-Medio Oriente-Europa), che escludeva Turchia e Iraq, è però rallentato dalle resistenze di Teheran, che teme di perdere parte della sua influenza sull’Iraq.</p>



<p>Il Qatar ha avviato colloqui con Damasco per estendere l’oleodotto fino al suo territorio e per realizzare un gasdotto parallelo che trasporti gas naturale liquefatto (Gnl) fino ai terminali di Banyas, mentre Bahrein e Kuwait hanno mostrato un forte interesse a collegarsi alla rete iracheno-siriana per esportare il loro greggio nel Mediterraneo. Per aggirare Hormuz, l’Arabia Saudita ha cominciato a dirottare parte del suo petrolio verso il Mar Rosso, ma si è scontrata con la minaccia degli Houthi yemeniti, alleati dell’Iran. La rotta attraverso la Siria potrebbe risultare, anche per Riyad, più affidabile e sicura.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La competizione con la Turchia</strong></h2>



<p>C’è un’altra rotta che si propone come alternativa a Hormuz, <strong>quella turca che va da Kirkuk, nell’Iraq occidentale, fino a Ceyhan, sul Mediterraneo. </strong>L’oleodotto è attivo dal 1977, lungo 970 chilometri e ha una capacità potenziale di 1,5 milioni di barili al giorno. Oggi lavora a regime ridotto, con 180.000-200.000 barili al giorno. Il quadro giuridico che lo regolava è scaduto lo scorso 27 luglio, e <a href="https://amwaj.media/en/article/why-turkiye-let-the-kirkuk-ceyhan-pipeline-deal-expire" id="https://amwaj.media/en/article/why-turkiye-let-the-kirkuk-ceyhan-pipeline-deal-expire">il presidente turco <strong>Recep Tayyip Erdogan </strong>ha deciso di non rinnovarlo nell’immediato</a>, probabilmente per esercitare una pressione diplomatica su Baghdad. In attesa di un consenso definitivo, Turchia e Iraq hanno comunque firmato un’intesa ponte da 750.000 barili al giorno. L’accordo originario, firmato le prima volta nel 1973 e prorogato per 15 anni nel 2010, era finito al centro di contenziosi tra Turchia e Iraq, tanto che la Camera di Commercio Internazionale (Icc) ha condannato Ankara a versare 1,5 miliardi di dollari di danni per aver consentito esportazioni non autorizzate di petrolio curdo tra il 2014 e il 2018. La sentenza è stata confermata dalla Corte d’Appello di Parigi.</p>



<p><strong>Il piano di Erdogan è quello di <a href="https://www.turkiyetoday.com/business/iraq-prepares-to-restart-kirkuk-ceyhan-pipeline-launches-basra-extension-3219195?s=1" id="https://www.turkiyetoday.com/business/iraq-prepares-to-restart-kirkuk-ceyhan-pipeline-launches-basra-extension-3219195?s=1">estendere il Kirkuk-Ceyhan fino a Bassora</a>,</strong> portando la capacità complessiva della tratta a 2,5 milioni di barili al giorno e aprendo la porta anche ad altri produttori del Golfo, come il Kuwait. Una mossa che darebbe vita a un progetto in aperta competizione con l’oleodotto Bassora-Baniyas. Da un lato la Turchia, dall’altro l’asse Washington-Damasco, tutti corteggiano Baghdad.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Oltre Hormuz?</strong></h2>



<p>Le alternative al traffico marittimo via Hormuz, almeno nel breve periodo, non potranno sostituire il ruolo chiave dello Stretto nell’export di greggio. Se il progetto dell’oleodotto Bassora-Baniyas dovesse concretizzarsi nei tempi previsti, però, diversi attori regionali cambierebbero assetto strategico: l’Iraq avrebbe un’alternativa credibile per esportare senza passare dal Golfo, Washington otterrebbe una leva economica diretta sulla ricostruzione siriana, mentre al-Sharaa potrebbe presentare Damasco come attore di primo piano nell’area, <strong>passando da Stato fallito sotto embargo a crocevia energetico conteso. </strong>Si dovranno fare i conti, però, con le questioni ancora irrisolte di un’area fortemente instabile, uscita da poco da una guerra civile e ancora segnata da mine, cellule jihadiste e milizie filo-iraniane.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/aggirare-hormuz-via-siria-il-piano-usa-chevron-per-un-oleodotto-da-57-miliardi-di-dollari.html">Aggirare Hormuz via Siria. Il piano Usa/Chevron per un oleodotto da 5,7 miliardi di dollari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Perché la Siria di al-Sharaa non attaccherà Hezbollah</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-la-siria-di-al-sharaa-non-attacchera-hezbollah.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giorgia di gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 10:59:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[hezbollah]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807085820481_f2754059be5b8ad725bbcd4d34b29b29.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807085820481_f2754059be5b8ad725bbcd4d34b29b29.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807085820481_f2754059be5b8ad725bbcd4d34b29b29-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807085820481_f2754059be5b8ad725bbcd4d34b29b29-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807085820481_f2754059be5b8ad725bbcd4d34b29b29-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807085820481_f2754059be5b8ad725bbcd4d34b29b29-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807085820481_f2754059be5b8ad725bbcd4d34b29b29-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Al-Sharaa ha un vecchio conto in sospeso con Hezbollah, ma oggi la Siria ha altre priorità, per primo l'ISIS.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-siria-di-al-sharaa-non-attacchera-hezbollah.html">Perché la Siria di al-Sharaa non attaccherà Hezbollah</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807085820481_f2754059be5b8ad725bbcd4d34b29b29.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807085820481_f2754059be5b8ad725bbcd4d34b29b29.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807085820481_f2754059be5b8ad725bbcd4d34b29b29-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807085820481_f2754059be5b8ad725bbcd4d34b29b29-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807085820481_f2754059be5b8ad725bbcd4d34b29b29-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807085820481_f2754059be5b8ad725bbcd4d34b29b29-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807085820481_f2754059be5b8ad725bbcd4d34b29b29-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sulla carta, <strong>Ahmed al-Sharaa</strong> avrebbe avuto più di una ragione per colpire Hezbollah. In realtà, la rivalità tra le due parti nasce a partire dal 2011 quando, durante la rivolta siriana, Hezbollah intervenne a sostegno di Bashar al Assad e partecipò a battaglie decisive contro le forze ribelli, tra cui lo stesso al-Sharaa. Allora perché non attaccare, ora che Hezbollah risulta indebolito dagli attacchi israeliani? La risposta potrebbe trovarsi tanto nella storia recente del Medio Oriente quanto nelle priorità strategiche della nuova leadership siriana.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il fantasma del passato</strong></h2>



<p>Nonostante al-Sharaa abbia più di un conto in sospeso con <strong>Hezbollah</strong>, la nuova leadership siriana sembra guardare oltre le rivalità maturate durante la guerra civile.&nbsp;A pesare sulle valutazioni di Damasco è soprattutto&nbsp;<a href="https://levant24.com/en/article/how-the-scars-of-wars-past-shape-syrias-lebanon-policy">il precedente del 1976</a>, quando Hafez al-Assad intervenne militarmente in Libano. Quella che doveva essere una missione temporanea si trasformò in una presenza destinata a durare quasi trent&#8217;anni, fino alla cosiddetta <strong>Rivoluzione dei Cedri del 2005.</strong> Una lezione che la Siria sembrerebbe non aver dimenticato: entrare in Libano può essere semplice, uscirne molto meno. In questo senso, la storia aiuta a comprendere la prudenza di Damasco, ma non basta a spiegare il rifiuto di al-Sharaa.</p>



<p>La cautela del leader siriano emerge ancora di più guardando alle <strong>pressioni americane</strong> delle ultime settimane. È il 21 luglio quando&nbsp;<a href="https://www.aljazeera.com/features/2026/7/22/trump-push-for-syrian-intervention-against-hezbollah-short-sighted">Donald Trump riceve alla Casa Bianca il presidente libanese Joseph Aoun</a>. Ma se Beirut arriva a Washington per discutere di ricostruzione e del ritiro delle forze israeliane dal sud del Paese, il presidente americano sembra avere un&#8217;altra priorità: trovare un attore capace di ridimensionare Hezbollah. Eppure, Trump aveva già provato a percorrere un&#8217;altra strada: convincere la Siria di Ahmed al-Sharaa a farsi carico del dossier Hezbollah. L’invito in questione risale a novembre scorso, mentre diverse testate riprendono un’interessante dichiarazione di Trump: «Ho suggerito ad Israele che sia la Siria a occuparsi di Hezbollah, perché ad essere onesti, farebbero (la Siria) un lavoro migliore».</p>



<p>Al contrario di quanto Trump abbia voluto fare credere al presidente Aoun durante il loro incontro nella Casa Bianca, il leader siriano ha prontamente declinato la proposta americana, <strong>escludendo qualsiasi intervento militare contro Hezbollah</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;ISIS prima di Hezbollah</strong></h2>



<p>In un&#8217;analisi pubblicata da&nbsp;<em>Middle East Eye</em>, l’analista Ali Rizk propone infatti una lettura diversa. Secondo l&#8217;analista, Hezbollah continua certamente a rappresentare un avversario storico della nuova leadership siriana, ma <strong>non costituisce la minaccia più grave</strong> alla sua sopravvivenza politica. Quel ruolo spetterebbe invece allo Stato Islamico. Rizk osserva come, nonostante la lunga storia di ostilità tra Damasco e il gruppo sciita libanese, Hezbollah non abbia dichiarato guerra all&#8217;attuale governo siriano. Al contrario, <strong>il vero pericolo per al-Sharaa sarebbe rappresentato dalle reti jihadiste dell&#8217;ISIS</strong>, che continuano a costituire una minaccia per la sicurezza del Paese proprio mentre la Siria cerca di ricostruire le proprie istituzioni dopo anni di conflitto.<br>Non è un caso che negli ultimi mesi le autorità siriane abbiano concentrato gran parte dei propri sforzi sul contrasto ai gruppi jihadisti e sul rafforzamento della cooperazione di sicurezza con il Libano. Aprire un nuovo fronte contro Hezbollah significherebbe inevitabilmente disperdere risorse preziose e spostare l&#8217;attenzione da quello che Damasco considera il nemico prioritario.</p>



<p>A dimostrazione di quanto la sicurezza condivisa sia diventata una priorità per entrambi i Paesi, <a href="https://www.middleeasteye.net/opinion/why-syria-will-not-join-fight-against-hezbollah-lebanon">Rizk osserva</a>: «Il Libano si è affermato come un partner importante per la Siria nella<strong>l otta contro l’IS</strong>IS. Secondo quanto riferito, la condivisione di informazioni dei servizi segreti ha contribuito a smascherare e smantellare la cellula accusata di aver orchestrato un attentato dinamitardo a Damasco».</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una guerra che potrebbe ritorcersi contro Damasco</strong></h2>



<p>C&#8217;è poi un altro elemento che contribuisce a rendere poco appetibile l&#8217;opzione militare. Secondo Rizk, un intervento siriano contro Hezbollah rischierebbe di riaccendere la storica <strong>contrapposizione tra sunniti e sciiti </strong>nella regione, un terreno sul quale organizzazioni come <strong>lo Stato Islamico</strong> hanno costruito negli anni parte della propria narrativa e della propria capacità di reclutamento. È proprio nei momenti di maggiore instabilità, infatti, che gruppi come l&#8217;ISIS riescono a guadagnare terreno, inserendosi nei vuoti di potere lasciati dagli Stati.</p>



<p>In quest&#8217;ottica, un nuovo conflitto regionale rischierebbe di offrire proprio quelle condizioni di caos e frammentazione dalle quali lo Stato Islamico ha storicamente tratto vantaggio.</p>



<p>Ma non è l&#8217;unico rischio. Paradossalmente, <strong>una guerra pensata per indebolire Hezbollah potrebbe persino produrre l&#8217;effetto opposto</strong>. Diversi osservatori ritengono infatti che il movimento sciita potrebbe sfruttare un eventuale intervento siriano per presentarsi ancora una volta come difensore della sovranità libanese contro interferenze esterne, recuperando parte del consenso perso negli ultimi anni. A ciò si aggiunge un problema d&#8217;immagine non trascurabile. Accettare una proposta sostenuta pubblicamente da Donald Trump rischierebbe di alimentare la percezione di una Siria allineata agli interessi statunitensi, fornendo argomenti tanto ai gruppi jihadisti quanto agli oppositori più radicali del nuovo governo.</p>



<p>Più che il desiderio di colpire un vecchio nemico, sembra quindi prevalere una fredda valutazione strategica. Per quanto Hezbollah rimanga legato a una delle pagine più dolorose della guerra civile siriana, Damasco non sembra intenzionata ad aprire un nuovo fronte. <strong>La priorità, oggi, è un&#8217;altra</strong>: evitare che il caos della regione offra allo Stato Islamico l&#8217;occasione di tornare protagonista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-siria-di-al-sharaa-non-attacchera-hezbollah.html">Perché la Siria di al-Sharaa non attaccherà Hezbollah</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Siria, l’accusa shock della giornalista Usa contro il diplomatico di al-Sharaa: &#8220;Mi rapì nel 2016&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/siria-laccusa-shock-della-giornalista-usa-contro-il-diplomatico-di-al-sharaa-mi-rapi-nel-2016.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 04:22:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La giornalista Lindsey Snell accusa l'incaricato d'affari siriano a Washington, Mohammed Qantri, di aver partecipato al suo rapimento </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-laccusa-shock-della-giornalista-usa-contro-il-diplomatico-di-al-sharaa-mi-rapi-nel-2016.html">Siria, l’accusa shock della giornalista Usa contro il diplomatico di al-Sharaa: &#8220;Mi rapì nel 2016&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La giornalista e documentarista <strong>Lindsey Snell</strong> ha mosso un’accusa gravissima nei confronti di <strong>Mohammed Qantri</strong>, attuale incaricato d’affari dell’ambasciata siriana a Washington: quella di <a href="https://english.enabbaladi.net/archives/2026/07/american-journalist-accuses-syrian-diplomat-of-abducting-her-10-years-ago/" type="link" id="https://english.enabbaladi.net/archives/2026/07/american-journalist-accuses-syrian-diplomat-of-abducting-her-10-years-ago/">aver partecipato attivamente al suo rapimento</a> da parte del Fronte al-Nusra, la diramazione sriana di al-Qaeda, nell’estate del 2016. Nel servizio diffuso da Snell su X vengono mostrate delle immagini che sembrabo mostrare Qantri &#8211; all’epoca combattente del gruppo jihadista &#8211; affiancato da altri miliziani mentre accompagna la giornalista in uno dei suoi viaggi all’interno della Siria. </p>



<p>Snell ha inoltre diffuso stralci di un’intervista da lei condotta con un uomo incappucciato, che lei identifica proprio in Qantri: per dimostrarlo, confronta occhi, voce e accento dell’intervistato<a href="https://english.enabbaladi.net/archives/2026/07/american-journalist-accuses-syrian-diplomat-of-abducting-her-10-years-ago/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://www.enabbaladi.net/818545/%d8%b5%d8%ad%d9%81%d9%8a%d8%a9-%d8%a3%d9%85%d8%b1%d9%8a%d9%83%d9%8a%d8%a9-%d8%aa%d8%aa%d9%87%d9%85-%d8%af%d8%a8%d9%84%d9%88%d9%85%d8%a7%d8%b3%d9%8a%d9%8b%d8%a7-%d8%b3%d9%88%d8%b1%d9%8a%d9%8b%d8%a7/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Nella conversazione, il presunto Qantri espone le idee radicali ed estremiste del Fronte al-Nusra sull’assetto futuro della Siria e dichiara: <strong>«Uccideremo Assad e il suo regime e le milizie sciite,</strong> e istituiremo uno Stato islamico, forse non entro uno o due anni, forse avremo bisogno di dieci anni, ma nulla ci fermerà».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Here’s Al-Sharaa’s top Beltway think tank fixer, Charles Lister, with his “good friend,” former Jabhat Al-Nusra kidnapper Mohammed Qanatri <br><br>Qanatri is now Syria’s Charge D’Affairs to the US <a href="https://t.co/JrS7dcF83E">https://t.co/JrS7dcF83E</a> <a href="https://t.co/eyaulpOLLu">pic.twitter.com/eyaulpOLLu</a></p>&mdash; Max Blumenthal (@MaxBlumenthal) <a href="https://x.com/MaxBlumenthal/status/2082145524229050626?ref_src=twsrc%5Etfw">July 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La vicenda del rapimento</h2>



<p>Secondo il racconto della giornalista, nel luglio 2016 aveva ottenuto il permesso dal <strong>Fronte al-Nusra</strong> per filmare nelle zone sotto il loro controllo<a href="https://english.enabbaladi.net/archives/2026/07/american-journalist-accuses-syrian-diplomat-of-abducting-her-10-years-ago/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Stava documentando i bombardamenti russi e gli attacchi dell’allora aviazione governativa siriana, accompagnando una fazione dell’opposizione armata<a href="https://english.enabbaladi.net/archives/2026/07/american-journalist-accuses-syrian-diplomat-of-abducting-her-10-years-ago/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Nonostante l’autorizzazione, <strong>Snell venne arrestata e trattenuta per circa due settimane</strong>. </p>



<p>Dopo la fuga, <strong>la giornalista varcò il confine con la Turchia</strong>, ma venne immediatamente arrestata dalle autorità turche nella provincia di Hatay con l’accusa di “violazione di zona militare” e ingresso illegale<a href="https://english.enabbaladi.net/archives/2026/07/american-journalist-accuses-syrian-diplomat-of-abducting-her-10-years-ago/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Il governatore di <strong>Hatay, Ercan Topaca</strong>, dichiarò all’agenzia Anadolu che le forze di sicurezza avevano fermato la cittadina americana per accertare se fosse una spia, e aggiunse che erano stati avvistati elicotteri statunitensi pronti a prelevarla prima dell’arresto<a href="https://english.enabbaladi.net/archives/2026/07/american-journalist-accuses-syrian-diplomat-of-abducting-her-10-years-ago/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Dopo circa due mesi di detenzione, la Turchia rilasciò Snell, che poté fare ritorno negli Stati Uniti. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi è Mohammed Qantri</strong></h2>



<p>Mohammed Qantri è stato nominato incaricato d’affari dell’ambasciata siriana a Washington alla fine di gennaio. In precedenza aveva ricoperto il ruolo di vicedirettore del Dipartimento America presso il Ministero degli Esteri siriano, sotto la guida di Qutaiba Idlbi. Secondo attivisti e persone a lui vicine, Qantri avrebbe gestito fascicoli sensibili nelle cosiddette «aree liberate», ovvero i territori del nord-ovest della Siria controllati dalle fazioni islamiste prima della caduta di Assad. Tra queste figurava anche al-Nusra, la diramazione siriana di al-Qaeda, <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-usa-assolvono-hayat-tahrir-al-sham-gli-ex-qaedisti-ora-sono-interlocutori-affidabili.html" type="link" id="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-usa-assolvono-hayat-tahrir-al-sham-gli-ex-qaedisti-ora-sono-interlocutori-affidabili.html">poi evolutasi in Hayat Tahrir al-Sham, la stessa organizzazione da cui proviene l’attuale presidente siriano Ahmed al-Sharaa</a>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">You can&#39;t make this up!<br><br>Syria&#39;s top diplomat in the US is a former Al-Qaeda/Nusra terrorist who kidnapped and imprisoned an American journalist after she had interviewed him.<br><br>Here&#39;s her story &#8211; and her interview with the Al-Qaeda operative before he became a diplomat&#8230; <a href="https://t.co/R3vJXj5OgY">https://t.co/R3vJXj5OgY</a></p>&mdash; Trita Parsi (@tparsi) <a href="https://x.com/tparsi/status/2082084720511201338?ref_src=twsrc%5Etfw">July 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Implicazioni diplomatiche</strong></h2>



<p>La denuncia di Snell rischia di avere pesanti ripercussioni sulle relazioni tra Stati Uniti e la nuova Siria. Che un alto diplomatico siriano a Washington venga accusato di aver militato in un’organizzazione terroristica e di aver partecipato al sequestro di una cittadina americana è una circostanza che difficilmente potrà essere ignorata dal Dipartimento di Stato.</p>



<p>Al momento, né l’ambasciata siriana né Qantri hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito. Resta da vedere se le prove portate dalla giornalista – i video, il confronto fisionomico e vocale – saranno ritenute sufficienti per aprire un’indagine formale o se prevarrà la linea della prudenza diplomatica.</p>



<p>Nei mesi scorsi <strong>Ahmed al-Sharaa</strong>, attuale presidente della Siria e <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/da-militante-a-rivoluzionario-cosi-wikipedia-cambia-la-storia-di-al-jolani.html" type="link" id="https://it.insideover.com/media-e-potere/da-militante-a-rivoluzionario-cosi-wikipedia-cambia-la-storia-di-al-jolani.html">già noto come Abu Mohammad al-Jolani, ex comandante di gruppi jihadisti affiliati ad al-Qaeda</a> su cui gli Stati Uniti avevano messo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/al-jolani-gli-anni-sporchi-di-sangue-tra-al-qaeda-in-iraq-e-al-nusra-in-siria.html" type="link" id="https://it.insideover.com/terrorismo/al-jolani-gli-anni-sporchi-di-sangue-tra-al-qaeda-in-iraq-e-al-nusra-in-siria.html">una taglia di 10 milioni di dollari</a>, si è recato a Washington, D.C. Nell’occasione, nell’novembre 2025, ha incontrato il presidente americano Donald Trump alla Casa Bianca, diventando il primo capo di Stato siriano a compiere una visita ufficiale nella capitale americana dalla dichiarazione d’indipendenza del 1946.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-laccusa-shock-della-giornalista-usa-contro-il-diplomatico-di-al-sharaa-mi-rapi-nel-2016.html">Siria, l’accusa shock della giornalista Usa contro il diplomatico di al-Sharaa: &#8220;Mi rapì nel 2016&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Siria di Al-Sharaa via dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo: la sponda di Trump a Erdogan</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/la-siria-di-al-sharaa-via-dalla-lista-degli-stati-sponsor-del-terrorismo-la-sponda-di-trump-a-erdogan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 08:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070908433958_ba40dbf423979ec1a54456c1ce31de7c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070908433958_ba40dbf423979ec1a54456c1ce31de7c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070908433958_ba40dbf423979ec1a54456c1ce31de7c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070908433958_ba40dbf423979ec1a54456c1ce31de7c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070908433958_ba40dbf423979ec1a54456c1ce31de7c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070908433958_ba40dbf423979ec1a54456c1ce31de7c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070908433958_ba40dbf423979ec1a54456c1ce31de7c-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Siria di Al-Sharaa via dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo: la sponda di Trump a Erdogan al summit Nato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-siria-di-al-sharaa-via-dalla-lista-degli-stati-sponsor-del-terrorismo-la-sponda-di-trump-a-erdogan.html">La Siria di Al-Sharaa via dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo: la sponda di Trump a Erdogan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070908433958_ba40dbf423979ec1a54456c1ce31de7c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070908433958_ba40dbf423979ec1a54456c1ce31de7c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070908433958_ba40dbf423979ec1a54456c1ce31de7c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070908433958_ba40dbf423979ec1a54456c1ce31de7c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070908433958_ba40dbf423979ec1a54456c1ce31de7c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070908433958_ba40dbf423979ec1a54456c1ce31de7c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070908433958_ba40dbf423979ec1a54456c1ce31de7c-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una vittoria per il presidente siriano <strong>Ahmad al-Sharaa, un trionfo per il suo patrono, Recep Tayyip Erdogan</strong>, e per la Turchia: Donald Trump, incontrando il leader di Damasco a margine del summit Nato di Ankara, ha annunciato che gli Usa rimuoveranno la Siria dalla lista di Stati ritenuti &#8220;<strong>sponsor del terrorismo</strong>&#8221; dal Dipartimento di Stato. </p>



<p>Uno scenario importante che può accelerare l&#8217;avvicinamento tra l&#8217;Occidente e la Siria da un lato e mostra l&#8217;influenza del Reis turco su Washington, che <strong>Erdogan intende giocare per massimizzare la posizione di forza della Repubblica anatolica</strong> in Medio Oriente e nella Nato. La lista è stata istituita nel 1979 e dal punto di vista americano mira a sanzionare e isolare dal sistema globale quei Paesi che hanno condotte ritenute ostili alla proiezione di potenza statunitense. La lista ad oggi contiene Siria, Iran, Cuba e Corea del Nord dopo aver in precedenza visto anche la presenza dell&#8217;Iraq nell&#8217;epoca di Saddam Hussein, del Sudan e della Libia di Muhammar Gheddafi.</p>



<p>L&#8217;analista Shaiel Ben-Ephraim su X ha definito questa manovra come strategicamente importante per accelerare l&#8217;ingresso di capitali stranieri nella ricostruzione della Siria e ampliare con maggior forza i contatti economici dopo che già l&#8217;anno scorso la rimozione di molte delle sanzioni unilaterali americane ed europee, riferite all&#8217;epoca di Bashar al-Assad, aveva fatto respirare il nuovo governo di Damasco. <strong>L&#8217;organizzazione islamista che Al-Sharaa, col nomme de guerre di Abu Mohammad al-Jolani, guidava, Hay&#8217;at Tahrir al-Sham,</strong> è stata rimossa nel luglio 2025 dalla lista delle organizzazioni terroristiche da Washington dopo essersi di fatto <strong>trasformata nel nuovo Stato siriano</strong>, dopo la vittoria nella <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-siria-un-anno-dopo-assad-il-terroristan-della-cia.html" type="post" id="497070">guerra civile ottenuta nel dicembre 2024 col sostegno turco e la caduta di Damasco.</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">This move is a massive victory for Turkey and a huge loss for Israel. Israel wants a weak and illegitimate Syria it can control and carve up. This open up the road to a stronger Syria, backed by the US, Turkey and the Gulf States: <br><br>1) Syrian banks can now reconnect to the global… <a href="https://t.co/WTy2Uf4BtO">https://t.co/WTy2Uf4BtO</a></p>&mdash; Shaiel Ben-Ephraim (@academic_la) <a href="https://x.com/academic_la/status/2074955067783016919?ref_src=twsrc%5Etfw">July 8, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>La rimozione dalla lista di Washington <a href="https://www.al-monitor.com/originals/2026/07/us-remove-syria-terror-blacklist-new-boost-sharaa">è la ciliegina sulla torta per il presidente siriano.</a> Politicamente, il passaggio era atteso ma resta molto importante: si chiude un&#8217;epoca durata quasi mezzo secolo per la Siria, si apre la strada al reintegro di Damasco nel <strong>sistema finanziario internazionale e al circuito Swift</strong>, che permetterà di utilizzare il dollaro come sistema di pagamento. Iconicamente, <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/arrivo-a-cuba-lassedio-contro-la-popolazione.html" type="reportage" id="514053">ora nella lista resterà <strong>Cuba, del cui regime di governo molte critiche </strong></a><strong>si possono fare</strong> ma che sicuramente poco c&#8217;azzecca con il sostegno a qualsiasi forma di terrorismo, e non ci sarà più un Paese guidato da un ex membro di Al-Qaeda divenuto capo ribelle prima e leader nazionale poi.</p>



<p>Una metamorfosi affascinante, quella di Al-Sharaa, ben accompagnata dal <strong>netto sostegno della Turchia che manda, così, un triplice messaggio politico</strong>. Vedere gli Usa puntare sulla Siria di Al-Sharaa significa, per Erdogan, vederli avallare un progetto strategico che consolida la prospettiva di una Siria unita e, in secondo luogo, accettare che nel Levante Washington deve guardare agli interessi di due Paesi, non solo del suo alleato chiave, e cioè Israele. Il riconoscimento della <strong>sfera d&#8217;influenza turca e all&#8217;espansione politica del governo di cui Ankara è patrona</strong>, in sostanza, è, venendo al terzo punto, un messaggio anche a Tel Aviv. </p>



<p>Israele teme che via al-Sharaa la Turchia possa bussare ai suoi confini <a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-bosnia-alla-siria-turchia-israele-la-sfida-infinita.html" type="post" id="521327">nel quadro di una partita a scacchi che va dal Corno d&#8217;Africa ai Balcani e disegna la via di una nuova forma di confronto regionale</a>, e Washington sta dando sponde non secondarie al tentativo turco. A Israele faceva comodo la Siria di Assad, divisa e logorata. Ogni mossa che possa accelerare un&#8217;integrazione dello storico rivale è visto come fumo negli occhi. E i fondi che la rimozione dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo potrebbe garantire fanno sicuramente parte di questo tipo di mosse. Al netto dell&#8217;ipocrisia sul ruolo effettivo di queste liste unilaterali, una serie di segnali politici interessanti dovranno, in prospettiva, essere letti con attenzione.</p>
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