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Quando gli investigatori hanno analizzato il telefono di Mohamed Bouhlel, l’attentatore della strage di Nizza avvenuta il 14 luglio 2016, in cui il terrorista ha provocato la morte di 86 persone sul lungomare della città francese, hanno trovato tra gli ultimi numeri contattati da Bouhel quello di Omar Onsi, un jihadista siriano di Al-Nusra. Al-Nusra (ora HTS) è il gruppo armato di estremismo islamico con a capo Abu Mohammed Al-Jolani, il nuovo numero uno siriano che ha guidato la rivolta contro il regime di Bashar Al-Assad.

La strage di Nizza però è solo uno degli ultimi episodi legati ai gruppi armati jihadisti con base in Siria che per anni hanno formato miliziani tra le fila di formazioni locali (Al-Nusra, cellule di Al-Qaeda, IS), radicalizzandoli sul campo per poi spedirli in Europa – nella maggior parte dei casi parliamo di soggetti già attenzionati dai servizi di intelligence – con missioni di terrorismo internazionale.

La Siria come base del jihadismo verso l’Europa

La Siria ha rappresentato un punto strategico cruciale sia per al-Qaeda sia per l’ISIS. Complice la guerra civile siriana, la frammentazione politica e il caos hanno offerto ad Al-Qaeda, attraverso il suo affiliato Jabhat al-Nusra, di cui Al-Jolani ne è a capo da anni, un luogo per espandersi, costruire una base operativa, allenare i miliziani e acquisire legittimità tra i ribelli.

Per l’ISIS, invece, la Siria è stata una risorsa fondamentale: sfruttando il conflitto, il gruppo ha proclamato il suo califfato nel 2014 con la capitale a Raqqa. Questo territorio ha fornito al gruppo risorse chiave come petrolio e tributi da esigere nelle aree sotto il suo controllo, oltre a fungere da centro per il reclutamento di Foreign Fighters e per la pianificazione di attacchi internazionali. La Siria ha agito da laboratorio ideologico e logistico per entrambi i gruppi, amplificando il loro impatto su scala globale e contribuendo a rafforzare il loro potere non solo nella regione, ma anche nell’Occidente colpito dagli attacchi ispirati o diretti da queste organizzazioni.

Al-Jolani dall’Iraq ha fatto centinaia di vittime in Europa

Negli ultimi decenni, il jihadismo globale ha dato origine a organizzazioni complesse. Questi gruppi hanno avuto un impatto profondo sul Medio Oriente e sulla sicurezza globale. In questo contesto si è formata l’organizzazione Hayat Tahris al-Shams (HTS) che in questi giorni ha rovesciato il governo di Al-Assad, con il suo leader Abu Mohammed al-Jolani.

Per capire bene la figura di Al-Jolani e il suo contributo al terrorismo internazionale però bisogna tornare alla fine del 2003, quando entra ufficialmente in Al-Qaeda, in Iraq, sotto la guida di Osama Bin Laden.

Pochi mesi dopo l’arrivo di Al-Golani in Iraq, l’11 marzo 2004 alle 7:37 del mattino nella stazione di Atocha, a Madrid, tre esplosioni consecutive sventrano un treno di pendolari. Tre minuti dopo altre 7 esplosioni distruggono altri tre treni regionali che a quell’ora del mattino sono pieni di studenti e lavoratori pendolari. Gli ordigni erano stati nascosti dentro dieci zaini diversi. L’attacco provocò 192 morti e quasi 2000 feriti. Era il primo attentato di vasta portata dopo l’attacco delle Torri Gemelle nel 2001. Ore dopo, l’attacco venne rivendicato da Al-Qaeda, il movimento terroristico e internazionale guidato fino al 2011 da Osama Bin Laden. 

Tre anni dopo, il 7 luglio 2005, mentre Al-Jolani dall’Iraq coordinava le operazioni del gruppo, in tre diverse stazioni della metropolitana della capitale britannica 4 attacchi suicidi provocarono 52 morti e 700 feriti. L’attacco venne rivendicato da un gruppo legato ad Al-Qaeda. Anche se nel 2005 aveva solo 23 anni, sono già centinaia le morti provocate da Mohammed Al-Jolani.

Hay’at Tahrir al-Sham (HTS) e l’ideologia jihadista

Quando Al-Jolani dall’Iraq torna in Siria nel 2012, dopo aver passato 6 anni nelle prigioni americane in Iraq, chiede aiuto ad Al-Qaeda per scuotere il fronte della guerra civile siriana. Al-Qaeda acconsente attraverso la creazione di Jabhat al-Nusra, affiliato ufficiale di Al-Qaeda in Siria. Fondato nel 2012, Jabhat al-Nusra è stato inizialmente istituito come una branca di al-Qaeda per espandere l’influenza del movimento jihadista in Siria e per formare centinaia di giovani jihadisti. Il gruppo si è rapidamente affermato come una delle forze ribelli più organizzate e letali in Siria, grazie a tattiche combinate di guerriglia e attentati suicidi mirati.

Di seguito un elenco di alcune delle operazioni più sanguinarie condotte dal gruppo:

  • 2012: Attentato suicida a Damasco contro la sicurezza nazionale che causa decine di morti.
    2013: Attacco a carceri in Aleppo per liberare prigionieri islamisti.
    2015: Presa della città di Idlib, una delle operazioni più importanti guidate dal Fronte al-Nusra.
    2013: Attacco suicida alla base militare di al-Mastoumeh (vicino Idlib).
    2014: Offensive coordinate con autobombe contro postazioni governative a Hama.
    2014: Rapimento di membri delle forze ONU nelle Alture del Golan.
    2014: Attacco contro una base militare turca vicino al confine siriano.
    2015: Massacro di membri della comunità drusa a Idlib.

Nel 2016, il gruppo ha annunciato una rottura formale con al-Qaeda, ribattezzandosi Jabhat Fateh al-Sham (Fronte per la Conquista del Levante), nel tentativo di riposizionarsi come una forza ribelle locale anziché globale. Questo cambiamento, tuttavia, è stato visto da molti analisti come una mossa strategica piuttosto che una reale separazione ideologica. Jabhat al-Nusra e le sue successive incarnazioni, come Hay’at Tahrir al-Sham (HTS), sono rimaste influenti nelle regioni ribelli della Siria, consolidando il controllo su Idlib. Anche se formalmente separato da al-Qaeda, il gruppo continua a mantenere legami ideologici con il jihadismo globale, rappresentando una delle forze jihadiste più rilevanti nel conflitto siriano.

HTS, evoluzione di Jabhat al-Nusra, è nato dal rifiuto di Al Jolani di sottomettersi all’ISIS e dalla sua volontà di focalizzarsi sul conflitto siriano. Jolani respinse l’autorità di Al-Baghdadi nel 2013, preferendo mantenere la lealtà ad Al-Qaeda. Successivamente, nel 2016, annunciò la separazione anche da Al-Qaeda per rafforzare il sostegno locale in Siria. HTS si presenta come un attore jihadista che, oltre al combattimento, gestisce amministrazioni civili nei territori controllati, specialmente nella provincia di Idlib. Questo ha permesso a HTS di ottenere una certa accettazione tra le comunità locali, distinguendosi dall’approccio brutale dell’ISIS. Dopo la rottura, ISIS e HTS sono diventati rivali, competendo per risorse e territori in Siria, con scontri diretti che hanno contribuito all’indebolimento di entrambi i gruppi.

Abu Mohammed al-Jolani, nato nel 1981 in Siria, è il leader carismatico e strategico dietro la trasformazione di Jabhat al-Nusra in Hay’at Tahrir al-Sham e la conquista di Damasco del dicembre 2024. Al-Jolani ha iniziato il suo percorso jihadista in Iraq, combattendo con al-Qaeda durante l’occupazione statunitense. La sua esperienza lo ha portato a diventare uno dei leader chiave inviati da Al-Baghdadi in Siria. Come leader di Al-Nusra, Al-Jolani ha consolidato il gruppo come una delle forze jihadiste più potenti in Siria. 

La sua abilità diplomatica gli ha permesso di ottenere il sostegno di al-Qaeda e delle comunità locali. Nel 2016, Al-Jolani annunciò la separazione da Al-Qaeda per distanziare il gruppo dall’etichetta terroristica e consolidare il controllo locale in Siria. Questo mossa evidenziò la sua capacità di adattarsi a circostanze mutevoli, distinguendosi dagli altri leader jihadisti. A differenza di Al-Baghdadi, Jolani ha adottato un approccio più pragmatico, focalizzandosi sulla costruzione di un’entità jihadista locale piuttosto che su un califfato globale. 

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