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	<title>Rafah Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 31 May 2024 11:50:39 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Rafah Archives - InsideOver</title>
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		<title>&#8220;All Eyes on Rafah&#8221; ha fatto cadere anche il muro del calcio</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/all-eyes-on-rafah-ha-fatto-cadere-anche-il-muro-del-calcio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2024 10:04:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531093747598_5db0d22cf58ffce05101b48ce9d6477d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Rafah" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531093747598_5db0d22cf58ffce05101b48ce9d6477d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531093747598_5db0d22cf58ffce05101b48ce9d6477d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531093747598_5db0d22cf58ffce05101b48ce9d6477d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531093747598_5db0d22cf58ffce05101b48ce9d6477d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531093747598_5db0d22cf58ffce05101b48ce9d6477d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531093747598_5db0d22cf58ffce05101b48ce9d6477d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’impressionante circolazione dell’ormai famosa grafica “All Eyes on Rafah” nel calcio su Instagram si presta a molte riflessioni</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/all-eyes-on-rafah-ha-fatto-cadere-anche-il-muro-del-calcio.html">&#8220;All Eyes on Rafah&#8221; ha fatto cadere anche il muro del calcio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531093747598_5db0d22cf58ffce05101b48ce9d6477d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Rafah" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531093747598_5db0d22cf58ffce05101b48ce9d6477d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531093747598_5db0d22cf58ffce05101b48ce9d6477d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531093747598_5db0d22cf58ffce05101b48ce9d6477d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531093747598_5db0d22cf58ffce05101b48ce9d6477d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531093747598_5db0d22cf58ffce05101b48ce9d6477d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531093747598_5db0d22cf58ffce05101b48ce9d6477d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’impressionante circolazione dell’ormai famosa grafica “<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/all-eyes-on-rafah-quel-messaggio-virale-che-risveglia-le-coscienze.html">All Eyes on Rafah</a></strong>” su Instagram si presta a molte riflessioni, non solo su ciò che sta accadendo in Palestina ma anche sul nostro rapporto con i social media. Un aspetto che finora è stato poco considerato nelle analisi del fenomeno è quello che però ha riguardato il <strong>calcio professionistico</strong>. Forse molti non saranno stupiti che, tra i tanti vip che hanno condiviso quell&#8217;immagine, ci siano anche calciatori e calciatrici, eppure stiamo parlando di un fatto assolutamente inusuale.</p>



<p>Soprattutto i giocatori maschi rappresentano una categoria estremamente refrattaria al parlare pubblicamente di temi esterni al gioco del calcio. È raro persino sentirli lamentarsi del sempre più elevato numero di partite a cui sono sottoposti, sebbene sia un tema che li tocchi in maniera diretta. Una presa di posizione così massiccia come quella che si è vista a <strong>partire soprattutto da martedì 28 maggio </strong>non può non essere trattata come un fatto eccezionale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">La lista di calciatori (tra cui molti della Serie A) che nelle ultime ore ha ricondiviso il messaggio &quot;All eyes on <a href="https://twitter.com/hashtag/Rafah?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Rafah</a>&quot; su Instagram è sorprendente. Alla faccia di chi parla di gente completamente scollegata dalla realtà.</p>&mdash; Valerio Moggia (@ValerioMoggia) <a href="https://twitter.com/ValerioMoggia/status/1795387962177343760?ref_src=twsrc%5Etfw">May 28, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Sicuramente, a questo fenomeno hanno contribuito vari fattori, a partire dalle scioccanti immagini arrivate fin da domenica sera da Rafah, e che hanno suscitato <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-spara-per-non-fare-i-conti-con-la-storia.html">sdegno a livello internazionale anche nel mondo politico</a>. Va poi considerata la relativa facilità nella condivisione del contenuto, e il contatore delle condivisioni stesse, che può aver generato la percezione di essere parte di una comunità di persone che stavano prendendo posizione su un <strong>tema di rilevanza globale</strong>. Il fatto poi di vedere lo stesso contenuto diffuso da amici e compagni di squadra è stato un altro elemento importante.</p>



<p>Non è del tutto una novità vedere calciatori schierati in favore della causa palestinese, ma nella quasi totalità dei casi si è sempre trattato di atleti di origine araba e di religione musulmana, cioè provenienti da un contesto socio-culturale in cui il sostegno alla Palestina è ampiamente sdoganato a livello di opinione pubblica e spesso anche politica. Ne sono un esempio<strong> <a href="https://www.lemonde.fr/en/football/article/2022/12/14/world-cup-2022-morocco-pride-of-the-arab-world-and-palestinian-flag-bearer_6007704_130.html">i giocatori del Marocco</a> ai Mondiali del 2022, ma anche <a href="https://www.agi.it/sport/calcio/news/2023-12-16/al-ahly-mondiale-club-giocatori-fumetto-handala-palestina-24464519/">gli egiziani dell’Al-Ahly</a> al Mondiale per club </strong>dello scorso dicembre, o ancora <strong><a href="https://www.middleeastmonitor.com/20240506-ipswich-fc-captain-wears-palestinian-flag-as-club-reaches-premier-league/">Sam Morsy</a>,</strong> capitano dell’Ipswich Town, cittadino britannico ma di origini egiziane.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Hakim Ziyech, attaccante marocchino del Galatasaray, si è presentato alla festa del club per la conquista del titolo nazionale con una bandiera della <a href="https://twitter.com/hashtag/Palestina?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Palestina</a>, ieri sera.<br><br>👇 <a href="https://t.co/8OEFlPmwDE">pic.twitter.com/8OEFlPmwDE</a></p>&mdash; Pallonate in Faccia (@pallonatefaccia) <a href="https://twitter.com/pallonatefaccia/status/1795338806733975858?ref_src=twsrc%5Etfw">May 28, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Eppure, negli ultimi mesi anche questi casi erano stati alquanto rari, specialmente tra i professionisti impegnati in Europa. Probabilmente anche a causa degli attacchi di Hamas del 7 ottobre e dell’elevato numero di vittime israeliane, molti calciatori che in passato avevano parlato in favore della Palestina hanno preferito mantenere un più basso profilo. In quei giorni, il <em>Mirror</em> <a href="https://www.mirror.co.uk/sport/football/news/israel-hamas-palestine-sport-meeting-31166836">aveva anche rivelato</a> che una trentina di atleti arabi e musulmani &#8211; tra cui anche calciatori della Premier League inglese &#8211; avevano discusso del fatto di non schierarsi pubblicamente sul tema.<strong> In Egitto, molti <a href="https://www.theafricareport.com/325013/mo-salah-vilified-in-egypt-for-silence-over-palestinian-israeli-conflict/">avevano criticato</a> Momo Salah del Liverpool </strong>per il suo silenzio, e l’attaccante ha dovuto diffondere <a href="https://x.com/pallonatefaccia/status/1715041589276410277">un messaggio</a> per calmare i suoi fan, parlando molto cautamente di pace da entrambe le parti.</p>



<p>Non sono mancate le prese di posizione, ma gli autori sono stati principalmente giocatori poco noti. E anche in questo caso, alcuni sono andati incontro a problemi di diverso tipo: Hamza Choudhury del Leicester City <a href="https://www.bbc.com/sport/football/67261620">ha dovuto scusarsi</a> per aver usato lo slogan “From the river to the sea” in un post su X, per esempio. È andata peggio ad Anwar El Ghazi, che per aver usato la stessa frase su Instagram <a href="https://www.gazzetta.it/Calcio/Bundesliga/03-11-2023/mainz-risolto-il-contratto-di-el-ghazi-dopo-i-commenti-pro-palestina.shtml">è stato addirittura licenziato</a> dal Mainz. Nessun altro giocatore militante nella Bundesliga tedesca ha parlato del tema, dopo il caso di <strong>El Ghazi,</strong> ed è noto come in Germania la questione del supporto alla Palestina sia più delicata che altrove.</p>



<p>Conoscendo tutto questo contesto pregresso, la circolazione della grafica “All Eyes on Rafah” degli scorsi giorni non può non apparire sorprendente. Non solo <a href="https://x.com/pallonatefaccia/status/1795338811050004483">per il numero di calciatori</a> che l’hanno condivisa, ma anche perché tra di essi ci sono stati molti nomi famosi finora rimasti in silenzio, e per la prima volta anche non pochi calciatori che sfuggono al solito identikit del professionista arabo e musulmano: solo per fare due esempi dalla Serie A, <strong>Rafael Leão del Milan e Gianluca Scamacca <a href="https://it.insideover.com/societa/atalanta-il-trionfo-del-made-in-bergamo-che-conquista-leuropa.html">dell’Atalanta</a>.</strong> In aggiunta, anche alcuni giocatori della Bundesliga, come Eljif Elmas del RB Lipsia e Dayot Upamecano del Bayern Monaco, hanno partecipato.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Ovviamente anche Éric Cantona ha denunciato ciò che sta accadendo a Gaza: &quot;È rimasto qualcuno a difendere questi criminali? È rimasto qualcuno che non lo chiami genocidio?&quot;.<br><br>👇 <a href="https://t.co/D5SpdZb4iw">pic.twitter.com/D5SpdZb4iw</a></p>&mdash; Pallonate in Faccia (@pallonatefaccia) <a href="https://twitter.com/pallonatefaccia/status/1795338815474925908?ref_src=twsrc%5Etfw">May 28, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>La sensazione è che sia caduto un muro: per la prima volta, un grande numero di persone anche nel mondo occidentale e anche tra vip di solito estranei a simili prese di posizione politiche, si sono schierati per la Palestina, e il calcio ne è forse uno degli esempi più significativi. Peraltro, già sabato sera il mondo europeo del pallone compiva una scelta inaspettata, quando prima dell’inizio della finale della Champions League femminile tra <strong>Barcellona e Olympique Lione</strong> giocata a Bilbao <a href="https://www.instagram.com/reel/C7ZnZZrqVRA/">è stata mostrata</a> regolarmente in campo una bandiera palestinese con la scritta “Stop al genocidio”.&nbsp; Molte delle giocatrici in campo quella sera, così come altre loro colleghe in giro per l’Europa, hanno poi condiviso a loro volta la grafica su Rafah.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/all-eyes-on-rafah-ha-fatto-cadere-anche-il-muro-del-calcio.html">&#8220;All Eyes on Rafah&#8221; ha fatto cadere anche il muro del calcio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’esodo da Rafah, i palestinesi in marcia verso un altro inferno</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lesodo-da-rafah-i-palestinesi-in-marcia-verso-un-altro-inferno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Carpinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 May 2024 07:27:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510171401145_3d6341eaac458d69166c3e9ffd63946c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510171401145_3d6341eaac458d69166c3e9ffd63946c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510171401145_3d6341eaac458d69166c3e9ffd63946c-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510171401145_3d6341eaac458d69166c3e9ffd63946c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510171401145_3d6341eaac458d69166c3e9ffd63946c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510171401145_3d6341eaac458d69166c3e9ffd63946c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510171401145_3d6341eaac458d69166c3e9ffd63946c-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’IDF ha obbligato, ancora una volta, decine di migliaia di civili ad abbandonare alcune zone della città in direzione Khan Yunis</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lesodo-da-rafah-i-palestinesi-in-marcia-verso-un-altro-inferno.html">L’esodo da Rafah, i palestinesi in marcia verso un altro inferno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510171401145_3d6341eaac458d69166c3e9ffd63946c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510171401145_3d6341eaac458d69166c3e9ffd63946c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510171401145_3d6341eaac458d69166c3e9ffd63946c-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510171401145_3d6341eaac458d69166c3e9ffd63946c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510171401145_3d6341eaac458d69166c3e9ffd63946c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510171401145_3d6341eaac458d69166c3e9ffd63946c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510171401145_3d6341eaac458d69166c3e9ffd63946c-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da Gaza a Rafah, da Rafah a Khan Yunis. Cambia la direzione dell’esodo, ma l’inferno resta lo stesso. Non c’è pace per il popolo palestinese, che ora è costretto dall’esercito israeliano a spostarsi ancora, per sgomberare la città a sud della Striscia, dove in questi mesi si sono rifugiati oltre un milione di civili.</p>



<p>E dunque, famiglie intere, o quel che ne resta, a iniziare dalla parte orientale di Rafah dove più si concentra l’azione israeliana,&nbsp;hanno intrapreso la marcia verso due delle destinazioni possibili. Come riporta <a href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/palestinians/2024-05-08/ty-article-magazine/.premium/for-displaced-gazans-leaving-rafah-is-moving-from-one-hell-to-another/0000018f-5411-d348-a7bf-f6b95e5a0000">Amira Hass su Haaretz</a>, si può andare tra le rovine di Khan Yunis oppure a Muwasi, un lembo di zona costiera senza infrastrutture idriche e fognarie, che “Israele si ostina a chiamare ‘zona umanitaria’”. I più fortunati si spostano in macchina, insieme agli oggetti personali caricati sulla cappotta. Alcuni si muovono in bicicletta, altri, la maggior parte, a piedi.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240511091709949_db3160379aa609ec832c984a510af3dd-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-421184" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240511091709949_db3160379aa609ec832c984a510af3dd-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240511091709949_db3160379aa609ec832c984a510af3dd-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240511091709949_db3160379aa609ec832c984a510af3dd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240511091709949_db3160379aa609ec832c984a510af3dd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240511091709949_db3160379aa609ec832c984a510af3dd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240511091709949_db3160379aa609ec832c984a510af3dd.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p>Chi decide di rimanere a Rafah “rischia di morire sotto le bombe”. Come è accaduto a 22 civili, tra cui neonati e bambini, uccisi nella notte tra domenica e lunedì scorso, nella zona ad est della città.</p>



<p>“In Israele &#8211; scrive la giornalista &#8211; il bombardamento è stato riportato come una risposta a quanto accaduto a Gaza, dove quattro soldati dell’IDF (Israel Defense Forces) sono stati uccisi a colpi di mortaio durante un attacco di Hamas”. Tuttavia, così non è parso alla popolazione delle Striscia, che ha interpretato il raid “come un ordine per i residenti di sradicarsi dalle loro case”.</p>



<p>Subito dopo il bombardamento, infatti, sono piovuti dal cielo anche foglietti di carta che “invitavano all’evacuazione”, due parole che in questo drammatico contesto risuonano come un tragico eufemismo. Infatti, “un termine così neutrale come ‘evacuazione’ &#8211; scrive Hass &#8211; non trasmette neanche una frazione del terrore, della rabbia e del logoramento che i civili stanno vivendo a Rafah”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Rafah e la red zone: c’è chi resta e chi se ne va</strong></h2>



<p>Hamas aveva accettato la proposta di tregua, <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/lattacco-di-israele-su-rafah.html">Israele l’ha bocciata</a>. Questo stallo nelle trattative è una spada di Damocle per decine di migliaia di palestinesi in fuga da Rafah. “Al consueto orrore, alla paura di morire da un momento all’altro, al timore di perdere un figlio o, nella migliore delle ipotesi, un arto, per tutti i civili che scappano dalla città per dirigersi altrove si aggiunge l’incertezza sul da farsi”. La lunga processione di sfollati prosegue a passo lento, con la speranza che arrivi la notizia del cessate il fuoco.</p>



<p>C’è un&#8217;amara logica che prevede lo sgombero di alcune zone di Rafah, piuttosto che di altre. Ai civili è stata consegnata una cartina: chi risiede nella parte evidenziata in rosso deve andare via al più presto. E così, le famiglie di palestinesi cercano di capire cosa fare, se rientrano nella red zone, se sono al limite e soprattutto quanto questo limite possa garantire una sicurezza così precaria.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="865" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/REDZONE-1024x865.jpg" alt="" class="wp-image-421183" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/REDZONE-1024x865.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/REDZONE-600x507.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/REDZONE-300x253.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/REDZONE-768x649.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/REDZONE.jpg 1210w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p>Haaretz riporta la testimonianza di una coppia di amici, <a href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/palestinians/2024-05-08/ty-article-magazine/.premium/for-displaced-gazans-leaving-rafah-is-moving-from-one-hell-to-another/0000018f-5411-d348-a7bf-f6b95e5a0000">Dalia e Yakub</a>, che rende bene l’idea di cosa stia accadendo nell’inferno delle bombe e dell’incertezza. I due, con le rispettive famiglie, vivono ad una manciata di metri gli uni dagli altri. “Lunedì Dalia ha detto che erano all&#8217;interno della mappa, il che significa che la loro casa affollata, dove alloggiavano i suoi figli e altri parenti, era nell’area da evacuare. Quindi hanno dovuto fare le valigie con quel poco che avevano e fuggire”. La casa di Yakub, dove vivono quattro famiglie, invece, non era nella red zone. Nella cartina diffusa dall’esercito israeliano, duecento metri di distanza fanno la differenza. Tuttavia, “Yakub e i suoi cari hanno preparato i bagagli, nell’attesa di prendere una decisione”. Non sanno se partire, se restare. E soprattutto non sanno se quei duecento metri che li separano dalla linea rossa basteranno a salvarli dalle bombe che, com’è probabile, cadranno poco più in là.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La crisi umanitaria si aggrava</strong></h2>



<p>Il calendario segna il giorno di guerra numero 217, mentre le vittime palestinesi sono <strong>34596</strong> e i feriti oltre <strong>77mila</strong>, mentre<strong> 10mila </strong>giacciono sotto le macerie, presumibilmente morti. Numeri enormi che sono destinati a crescere, anche se fonti israeliane promettono “attacchi mirati”. La crisi umanitaria sarà inevitabilmente aggravata dal fatto che l&#8217;unico ospedale di Rafah, Yousef al-Najjar, all&#8217;interno della mappa, è nella zona evidenziata in rosso. Se il personale medico fosse costretto ad andarsene, come avvenuto per tanti altri presidi sanitari, c’è da chiedersi cosa ne sarà di tutti i pazienti e degli sfollati che si trovano lì. Molti di loro non possono neppure muoversi.</p>



<p>Infine, resta un ulteriore quesito: tutte le persone che raggiungeranno Khan Yunis dove verranno curate? Ormai da tempo, gli <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2024-03-14/ty-article/.premium/khan-yunis-in-rubble-sat-images-reveal-mass-destruction-in-gazas-second-largest-city/0000018e-3d30-d670-a5be-fd3e9a650000">ospedali di Al-Amal</a> e di Nasser hanno smesso di funzionare. Data la situazione, appare più che indovinato il titolo che la Hass ha voluto dare al suo articolo: “Per gli sfollati di Gaza, lasciare Rafah significa passare da un inferno all’altro”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Onu, primo sì per riconoscere la Palestina come stato membro</h2>



<p>Intanto, al Palazzo di vetro qualcosa si è smosso. Nella giornata di ieri è arrivata<strong> l’<a href="https://www.euronews.com/2024/05/10/un-assembly-approves-resolution-granting-palestine-new-rights">approvazione alla risoluzione </a>che riconosce la Palestina</strong> <strong>come stato qualificato per diventare membro delle Nazioni Unite</strong>. I voti a favore sono stati 143, 9 i contrari &#8211; tra cui Usa e Israele &#8211; e 25 le astensioni, compresa quella dell’Italia.<br>Tuttavia si tratta di un primo, primissimo passo di una strada lunga e tortuosa. Difatti, affinché vi sia un’approvazione piena della risoluzione, è necessario il via libera del Consiglio di Sicurezza Onu. Meno di un mese fa, però, gli Stati Uniti avevano posto il veto alla bozza presentata dall’Algeria, in cui sostanzialmente si chiedeva la stessa cosa, ovvero il riconoscimento della Palestina come stato. Dunque, una volta che la questione ritornerà all’esame del Consiglio, appare assai improbabile che l’amministrazione Biden non ponga nuovamente il veto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lesodo-da-rafah-i-palestinesi-in-marcia-verso-un-altro-inferno.html">L’esodo da Rafah, i palestinesi in marcia verso un altro inferno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Netanyahu e Gallant, ricordatevi di Golda Meir e Moshe Dayan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/netanyahu-e-gallant-ricordatevi-di-golda-meir-e-moshe-dayan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2024 05:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1167" height="786" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Dan_Hadani_collection_990044351070205171-e1715065636774.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Dan_Hadani_collection_990044351070205171-e1715065636774.jpg 1167w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Dan_Hadani_collection_990044351070205171-e1715065636774-600x404.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Dan_Hadani_collection_990044351070205171-e1715065636774-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Dan_Hadani_collection_990044351070205171-e1715065636774-1024x690.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Dan_Hadani_collection_990044351070205171-e1715065636774-768x517.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1167px) 100vw, 1167px" /></p>
<p>Nell'ottobre del 1973, colto di sorpresa nello Yom Kippur, seppe accettare le proprie responsabilità. Dal 7 ottobre del 2023, Netanyahu fa la guerra per sfuggire alle proprie. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/netanyahu-e-gallant-ricordatevi-di-golda-meir-e-moshe-dayan.html">Netanyahu e Gallant, ricordatevi di Golda Meir e Moshe Dayan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1167" height="786" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Dan_Hadani_collection_990044351070205171-e1715065636774.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Dan_Hadani_collection_990044351070205171-e1715065636774.jpg 1167w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Dan_Hadani_collection_990044351070205171-e1715065636774-600x404.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Dan_Hadani_collection_990044351070205171-e1715065636774-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Dan_Hadani_collection_990044351070205171-e1715065636774-1024x690.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Dan_Hadani_collection_990044351070205171-e1715065636774-768x517.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1167px) 100vw, 1167px" /></p>
<p>Non v&#8217;è chi non veda quanto le sorti della guerra di Gaza (sempre ammesso che questa strage di civili possa essere chiamata guerra) siano legate alla sorte personale di <strong>Benjamin &#8220;Bibi&#8221; Netanyahu</strong> e alla sua altrettanto personale indisponibilità ad accettare le responsabilità del ruolo che ha occupato per tanti anni e che così cinicamente, e insieme disperatamente, cerca di conservare. La &#8220;guerra&#8221; a Gaza prosegue anche perché è l&#8217;unico modo che Netanyahu ha per restare al potere. Nonostante tutto, nonostante tutti gli errori.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><strong>Per approfondire leggi le analisi di <em>InsideOver </em>sul conflitto in Medio Oriente:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/a-rafah-partono-gli-ennesimi-schiaffi-di-netanyahu-alle-preoccupazioni-di-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gli schiaffi di Netanyahu alle preoccupazioni di Biden: i bombardamenti su Rafah sono un segnale</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/hamas-contro-laccordo-i-ministri-di-israele-per-un-annientamento-totale-il-rebus-impazzito-di-gaza.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La rischiosa dottrina per il &#8220;totale annientamento&#8221; di Hamas</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/hamas-resiste-ecco-che-cosha-in-testa.html">Hamas resiste, ecco cos&#8217;ha in testa</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>In questo Netanyahu è sideralmente lontano dai suoi predecessori, da grandi figure della storia di Israele. Per esempio da un primo ministro come <strong>Golda Meir </strong>o da un ministro della Difesa ed eroe nazionale come <strong><a href="https://it.insideover.com/storia/e-tzahal-riconquisto-il-muro-del-pianto-nella-guerra-dei-sei-giorni.html">Moshe Dayan</a></strong>, che certo non avevano le sorti dello Stato ebraico meno a cuore di quanto le abbia Bibi. Quei nomi ci riportano a fatti accaduti cinquant&#8217;anni esatti prima del 7 ottobre 2023, il giorno del massacro ordito da Hamas su 1.200 civili israeliani, il giorno del grande fallimento di Netanyahu e del suo Governo di estremisti. Era il 6 ottobre del 1973 e gli eserciti di Egitto e Siria, approfittando dell festa ebraica dello Yom Kippur (il Giorno dell&#8217;Espiazione, menzionato quattro volte nella Torah), colsero di sorpresa le difese di Israele. Allora come il 7 ottobre scorso, i numerosi segnali e avvertimenti erano stati ignorati. Lo Stato ebraico fu salvato dall&#8217;intervento degli Usa (il presidente Nixon mandò carichi su carichi di armamenti) e dal suo spirito indomito. Riuscì a rovesciare la situazione e a vincere anche quella guerra.</p>



<p>Subito dopo la vittoria, però, furono le autorità stesse a cercare di rispondere alla domanda che tutti gli israeliani si facevano: di chi era la colpa? Chi avrebbe dovuto vigilare e si era invece fatto cogliere di sorpresa? Golda Meir non lasciò i suoi cittadini senza una risposta. Il 21 novembre del 1973 convocò una commissione d&#8217;inchiesta, la Commissione Agranat (dal nome di Shimon Agranat, allora presidente della Corte Suprema) incaricata di indagare. Nel suo rapporto finale la Commissione puntò il dito contro il capo dell&#8217;intelligence militare, <strong>Eli Zeira</strong>, e contro il capo di stato maggiore, <strong>David Elazar</strong>. Entrambi, alla pubblicazione del Rapporto, rassegnarono le dimissioni. La Commissione Agranat era stata organizzata per giudicare l&#8217;operato dei soli militari. Ma quanto portava alla luce era insostenibile per il senso di responsabilità della Meir e di Moshè Dayan, che si dimisero mesi prima della fine dei lavori.</p>



<p>Al di là delle pecche nel sistema difensivo di Israele che aveva portato alla luce, la Commissione Agent svolse un altro fondamentale compito: trasmettere alla società israeliana l&#8217;idea che il senso di responsabilità era dovere di tutti. Nessuno escluso. Guardiamo invece che cosa è successo dal 7 ottobre del 2023 a oggi. Né il primo ministro Netanyahu né il ministro della Difesa <strong>Yohav Gallant</strong> hanno rassegnato le dimissioni. Di più: non hanno nemmeno provato a dare una spiegazione credibile del fallimento del 7 ottobre. Tantomeno lo ha fatto<strong> Itamar ben Gvir</strong>, cosiddetto ministro della Sicurezza nazionale. Nessuna commissione d&#8217;inchiesta è stata istituita. Nessuna vera ipotesi di cambio al Governo o di elezioni anticipate è stata avanzata, fatta salva la proposta di Benny Gantz, che pure siede nel Gabinetto di guerra, e che ha chiesto di andare al voto ma&#8230; in autunno. Ha rassegnato le dimissioni solo <strong>Aharon Haliva</strong>, il capo dell&#8217;intelligence militare. Ma gli israeliani hanno dovuto aspettare il 22 aprile del 2024 per vederlo accettare il peso del fallimento. A tutti gli altri dirigenti, invece, è risultato più facile ammazzare oltre 30mila mila tra donne e bambini in quella che tuttora chiamano &#8220;guerra&#8221;.</p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/netanyahu-e-gallant-ricordatevi-di-golda-meir-e-moshe-dayan.html">Netanyahu e Gallant, ricordatevi di Golda Meir e Moshe Dayan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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