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A fare da contraltare alle notizie su una possibile tregua, nella serata di lunedì sono arrivati gli aggiornamenti relativi a un attacco israeliano su Rafah. La città della Striscia di Gaza situata al confine con l’Egitto, dopo le 21:00 ora locale ha iniziato a essere nel mirino dei mezzi israeliani situati nella periferia orientale. Non dovrebbe trattarsi, secondo quanto emerso da Tel Aviv, della tanto temuta azione su larga scala ma di certo quanto sta avvenendo in queste ore può considerarsi come una vera e propria escalation. L’Idf sta infatti intervenendo sia con mezzi di terra che con l’aviazione: l’obiettivo sarebbe quello di distruggere le basi di Hamas presenti nelle zone dove il movimento palestinese è più radicato.

Le operazioni in corso nella città

Tra ieri e oggi in migliaia hanno lasciato Rafah: quei profughi, giunti da nord nelle prime settimane di guerra, hanno percorso la stessa strada ma nel verso opposto dopo i volantini di avvertimento lanciati dagli elicotteri israeliani. Segno di un’operazione evidentemente pianificata e prossima all’attuazione. Le notizie relative al via libera, da parte di Hamas, al piano per un cessate il fuoco hanno per un momento fatto sperare in una tregua. Per il governo israeliano, al contrario, la mossa del movimento palestinese è paragonabile a un vero e proprio “inganno” per via dei termini giudicati irricevibili da Tel Aviv e inseriti dai negoziatori egiziani nel testo sottoscritto dai vertici di Hamas. Difficile dunque dire se l’avvio dei raid su Rafah sia da legare o meno proprio ai risvolti politici registrati nel pomeriggio.

Forse, una volta avvertita la pressione, il governo israeliano ha voluto contro replicare anticipando l’azione sulla città palestinese. Al momento, secondo quanto riportato dai principali media israeliani, mezzi dell’Idf stanno bersagliando Rafah da est. Non è chiaro se i carri armati siano entrati già all’interno della periferia, l’unico elemento certo è che Israele sta mettendo in campo, a partire da questa serata di lunedì, molti dei propri mezzi presenti da giorni lungo i confini meridionali della Striscia di Gaza.

Sui social stanno rimbalzando le immagini dei raid sulla città al confine con l’Egitto, con la notte illuminata dai bagliori delle armi usate contro le basi di Hamas. La tensione sta salendo anche poco più a nord, con il movimento palestinese che ha lanciato diversi razzi verso Sderot. Qui è stata lanciata l’allerta aerea, con i cittadini invitati a trovare riparo all’interno dei rifugi. La battaglia potrebbe quindi entrare, nel corso della prossima notte, in una fase molto delicata.

“Dobbiamo mettere pressione su Hamas”

Nel frattempo, dopo diversi scambi di colpi tra Israele ed Hezbollah nel pomeriggio, la situazione si è surriscaldata anche nel sud del Libano. Qui l’aviazione dello Stato ebraico sta colpendo molti bersagli e diverse postazioni del movimento sciita. Sono stati segnalati intensi bombardamenti, specialmente nelle aree dove sono presenti le principali basi del gruppo filo iraniano. Il tutto mentre però sembra esserci ancora un piccolo spiraglio per una mediazione: il governo di Tel Aviv infatti, ha annunciato di aver ufficialmente rigettato la proposta accettata da Hamas ma, al tempo stesso, di aver inviato una nuova delegazione di diplomatici a Il Cairo per trattare un nuovo accordo: “L’operazione su Rafah – si legge in una nota del governo di Netanyahu pubblicata sui media israeliani – è stata approvata dal gabinetto di guerra e ha la funzione di mettere pressione su Hamas“.

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