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	<title>Napoli Archives - InsideOver</title>
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	<title>Napoli Archives - InsideOver</title>
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		<title>Io lo conoscevo bene: L&#8217;ascesa di Roberto Fico come autobiografia del nazional-populismo meridionale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/io-lo-conoscevo-bene-lascesa-di-roberto-fico-come-autobiografia-del-nazional-populismo-meridionale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 13:47:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/roberto-fico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="roberto fico" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/roberto-fico.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/roberto-fico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/roberto-fico-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/roberto-fico-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Nella parabola del neo-governatore della Campania si ritrova anche l'autobiografia della rivolta collettiva anti-sistema meridionale. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/roberto-fico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="roberto fico" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/roberto-fico.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/roberto-fico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/roberto-fico-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/roberto-fico-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>È allo Shekinà, un modesto centro pastorale per giovani nel cuore trafficato del Vomero, che ha inizio l&#8217;ascesa politica di <a href="https://it.insideover.com/persone/roberto-fico">Roberto Fico</a>. È&nbsp;lì che l&#8217;ho incontrato per la prima volta quasi vent&#8217;anni fa, in una comunione di disagi che riguardava lui &#8211; trentenne un po&#8217; asceta, in sandali francescani, barba da filosofo greco, t-shirt anonima &#8211; e noi di un gruppo di street art anticamorra che pendeva dalle labbra di <strong>Roberto Saviano</strong>. Nessuno immaginava che in quel sottoscala napoletano, con pavimenti in graniglia, frequentato dalla piccola borghesia smarrita nel bipolarismo, si sarebbe formato <strong>uno dei volti nazionali del Movimento 5 Stelle, fino a presiedere la Camera dei deputati e poi governare la Campania.<br></strong><br>A vederlo allora – sorridente, ottimista, eloquio fluido, sguardo sempre attento – sembrava piuttosto uno dei tanti militanti che popolavano la città fra il 2005 e il 2007, nel periodo in cui la politica italiana provava a reinventarsi soprattutto fuori dai partiti. E il capoluogo campano, orfana di un Pci lì fortissimo e di Bagnoli, con un bassolinismo già in crisi da parecchio, era il laboratorio perfetto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I meetup prima che esistesse &#8220;il Movimento&#8221;</h2>



<p>La storia personale e politica di Fico comincia lì, ed è impossibile distinguerla dalla vicenda dei <em>meetup</em>: la piattaforma nata per la campagna di <strong>Howard Dean</strong> nelle primarie democratiche del 2003, poi importata in Italia e fatta conoscere dal blog di Beppe Grillo.</p>



<p>A Napoli il gruppo prese forma nel 2005, e Fico ne diventa subito il volto più riconoscibile. Nei primi anni raccontava di sé come organizzatore della piattaforma, e attorno alla coppia Grillo–Casaleggio il meetup partenopeo diventò uno dei più grandi del Paese. <strong>La città viveva già allora la lunga crisi dei rifiuti e del servizio idrico</strong>, e la retorica della “politica dal basso” trovava terreno fertilissimo, e in piazza Dante gli attivisti simulavano Consigli comunali improvvisati per coinvolgere i passanti.</p>



<p>In quell’ambiente, per molti versi pionieristico, ci muovevamo anche noi: piccoli gruppi di studenti, artisti, aspiranti militanti che passavano le notti ad attaccare poster con slogan pro-legalità, piuttosto velleitari, con colle fatte in casa, convincendoci di costruire qualcosa di nuovo e non riconducibile alla politica tradizionale. Fu così che un’amica &#8211; credo studentessa di Medicina, genitori anche piuttosto importanti &#8211; ci mise in contatto con Fico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un incontro sul terrazzo</h2>



<p>Ricordo con precisione il terrazzo del mio amico d&#8217;infanzia Fabrizio, nel centro storico, la luce delle undici di sera e un secchio di colla ancora caldo. Fico arrivò in jeans e camicia, con la calma di chi sa adattarsi a qualunque contesto. Gli offrimmo del succo alla pesca e <strong>lui ci parlò soprattutto di rifiuti, del sistema di potere del centrosinistra</strong> e delle nuove forme di partecipazione possibili con il Blog. Era un classico grillino ortodosso e anticasta, un bel po&#8217; lontano dall&#8217;alleanza con Mastella, Renzi, e Cesaro.</p>



<p>Non avevamo ancora capito che quella naturale determinazione, che a noi sembrava quasi fuori posto, era la cifra del suo carattere politico. Per un po’ cercammo di incrociare i nostri percorsi: noi con il nostro attivismo occasionale e un po’ improvvisato, lui già focalizzato su Roma. <strong>Alla fine fu lui a proseguire, mentre noi, semplicemente, smettemmo.</strong> La differenza tra volontarismo performativo e carriera politica &#8211; lo avremmo compreso dopo &#8211; stava tutta i.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La crescita di un leader locale</h3>



<p>Nel frattempo il meetup di Napoli cresceva rapidamente. Fico e i suoi si opponevano a qualunque forma di lista civica: un tabù che sarebbe durato fino alla grande rottura del 2011, quando l’assemblea del gruppo voleva appoggiare <strong>Luigi de Magistris</strong>, ma Grillo e Casaleggio imposero il veto. Quella decisione aprì una frattura: molti attivisti se ne andarono convinti che la “democrazia diretta” fosse un’illusione, mentre <strong>Fico si candidò comunque a sindaco con i 5 Stelle</strong>. Un cambio di linea improvviso, che già allora mostrava il peso della struttura nazionale sul gruppo napoletano.</p>



<p>A Pomigliano intanto emersero altri attori, soprattutto <strong>Luigi Di Maio</strong>: i due diventarono presto i poli opposti del movimento campano. Fico incarnava la sensibilità più “di sinistra”, attenta ai beni comuni e agli attivismi sociali; Di Maio quella più centrista e negoziatrice. Ma alle politiche del 2013 fu l’intero Movimento a cavalcare un’onda nazionale: in Campania superò il 23 per cento e inaugurò una lunga stagione di candidature e ricambi interni che allontaneranno molti dei fondatori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le contraddizioni del successo</h2>



<p>Il 2016, l’anno delle amministrative, fu un punto di svolta: la sindaca di Quarto, <strong>Rosa Capuozzo</strong>, eletta in un territorio difficile, venne espulsa dal direttorio. Era l’epoca di “onestà, onestà”, ma l’episodio provocò tensioni interne e molte uscite, fra cui quella di Paola Nugnes, storica attivista vicina a Fico.</p>



<p>Il successo del 2018 fu però il vero terremoto politico: in Campania il Movimento superò il 50 per cento. <strong>Roberto Fico divenne presidente della Camera</strong>, promettendo di calendarizzare la legge sull’acqua pubblica, simbolo delle battaglie dei comitati. La legge si arenò, ed è lì che si spezzò il legame più identitario della sua carriera politica: quello con il mondo dei beni comuni.</p>



<p>Negli stessi anni il rapporto con <strong>Vincenzo De Luca</strong> &#8211; da nemico pubblico &#8211; cambiò radicalmente. Dopo anni di opposizione durissima, nel 2020 la strategia nazionale del Conte II impose tregua e collaborazione. Nel 2021 alle comunali i 5 Stelle appoggiarono Gaetano Manfredi, con una coalizione di centrosinistra che incluse liste vicine a De Luca. Per Napoli, dove tutto era iniziato come antagonismo ai partiti, fu l’ennesima trasformazione. Prendeva forma la neutralità tattica.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una parabola meridionale</h3>



<p>La storia politica di Roberto Fico si sovrappone quasi perfettamente a quella del Movimento 5 Stelle nel Mezzogiorno, dunque: una miscela di rabbia civica, pulsioni populiste, richiami alla legalità e al moralismo e improvvisi adattamenti alle convenienze nazionali. È, in un certo senso, <strong>l’autobiografia collettiva della rivolta anti-sistema meridionale</strong>, la rivolta del concreto contro l’astratto, della quotidianità contro un’idea di politica astratta. È una storia che per molto tempo è sfuggita a buona parte degli osservatori dello spazio pubblico &#8211; incluso chi scrive &#8211; perché si collocava fuori dai codici tradizionali della &#8220;competenza&#8221;.</p>



<p>Quella stagione è stata molto caotica e ha avuto costi politici e amministrativi piuttosto evidenti, ma ha svolto una funzione importante nella democrazia italiana: ha provato a ricucire lo strappo tra mondo concreto e astratto ridando speranza, per qualche tempo, a cittadini rimasti inascoltati, contribuendo in parte alla loro legittimazione nello spazio pubblico. Anche per questo, dal tramonto del “primo” M5S &#8211; quello più movimentista, identitario e anti-istituzionale dei <em>meetup</em> &#8211; è arrivata un’astensione mai così alta, superiore al 50 per cento: <strong>un segnale di disillusione,</strong> ma anche del fatto che quel canale di sfogo, a un certo punto, si era esaurito.</p>
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		<title>Il cimitero monumentale di Napoli è uno dei più grandi d&#8217;Europa e sta cadendo a pezzi</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-cimitero-monumentale-di-napoli-e-uno-dei-piu-grandi-deuropa-e-sta-cadendo-a-pezzi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 08:17:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/napoli.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Napoli" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/napoli.jpeg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/napoli-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/napoli-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/napoli-600x400.jpeg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Il cimitero monumentale di Poggioreale è un museo a cielo aperto, però abbandonato al degrado e all'incuria. </p>
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<p><br>&#8220;Le bare, invece di essere distrutte dopo le procedure di esumazione delle salme, come vuole la procedura, venivano smontate e finivano nei forni a legna delle pizzerie della zona: <strong>girava anche voce che le pizze venissero più buone così</strong>&#8220;. <br>Prima di spiegarvi questa frase che ha un sapore <em>gore</em>, lasciatemi fare una premessa. Dovessi consigliare un solo posto da vedere al turista di passaggio a Napoli &#8211; lo dico da anni senza esagerare &#8211; è il suo cimitero. Non capita spesso di trovarsi di fronte a un luogo tanto caotico quanto risparmiato dalla <em>gentrificazione</em> di quello stesso caos. <strong>Il Cimitero monumentale di Poggioreale dovrebbe essere una specie di Père Lachaise napoletano</strong>: un museo a cielo aperto, pieno di cappelle ottocentesche, statue, iscrizioni memorabile, il Quadrilatero degli uomini illustri con Croce, De Sanctis, Gemito, Totò, Caruso. Un luogo in cui la città onora i suoi morti più celebri e racconta la propria storia.</p>



<p>E invece, Poggioreale ha conquistato le cronache fuori dai confini campani per una scena che sembra uscita da un film dell’orrore: <strong>file di loculi sventrati, casse di legno che sporgono nel vuoto, resti umani visibili a occhio nudo.</strong> È successo più volte, a partire dalla notte tra il 4 e il 5 gennaio 2022, quando due grandi congreghe sono crollate nella parte più antica del cimitero. Il Comune chiuse il cimitero, la procura aprì un’indagine, l’area fu sequestrata.</p>



<p>Quando, dopo nove mesi, Poggioreale riaprì parzialmente al pubblico, il sollievo durò poco: a ottobre 2022 un altro colombaio di quattro piani, vicino al nuovo crematorio, crollò lasciando di nuovo una decina di bare in bilico nel vuoto. <strong>Per giorni le famiglie dei defunti hanno guardato le operazioni di recupero con il binocolo</strong>, senza sapere se e quando i resti dei propri parenti sarebbero stati identificati. </p>



<p>L’idea che ci si fa di Poggioreale leggendo le cronache è quella di un luogo fatiscente e pericoloso. Ma questo cimitero, progettato dai razionalismi dell&#8217;età napoleonica, poi <strong>inaugurato nel 1837 in piena Restaurazione e subito straboccante di salme oltre ogni capienza consentita</strong>, è anche un immenso labirinto, che si estende su una collina splendida dalla quale si vede il Vesuvio, il porto e la zona industriale.</p>



<p>È diviso in più sezioni: il Monumentale, il Cimitero della Pietà &#8211; nato per le classi meno abbienti &#8211; e il Cimitero Nuovissimo, costruito negli anni Trenta del Novecento e oggi usato soprattutto per le sepolture più recenti. L’ingresso del Monumentale è un piccolo tempio neoclassico con colonne doriche coperte dalla muffa: risalendo dalle viuzze ristrette laterali, un&#8217;impresa per gli anziani &#8211; il viale principale è chiuso per lavori -, ci si imbatte immediatamente in estranei che ti sussurrano gli incredibili accadimenti del luogo: <strong>a volte freschi di giornata, a volte risalenti a molti anni prima</strong>, ma trascinati dal passaparola nel tempo presente, in versioni sempre nuove e talvolta incongrui.<br><br>Così si viene a sapere di fiorai che s&#8217;improvvisano custodi del cimitero, con i veri custodi che firmano le presenze, ma non ci sono, e poi dell&#8217;immancabile aggiornamento sui marmi spaccati e trafugati, sulle cappelle saccheggiate per qualche targa in rame. <strong>A volte nel cimitero di Poggioreale scorrazzano motorini</strong>: in due e tre senza casco, entrati non si sa come. Ci sono addirittura auto parcheggiate in doppia fila. &#8220;A Napoli &#8216;o muort nun more mai&#8230;&#8221;, sospira qualcuno.</p>



<p>Una signora, tempo fa, si lamentò di una statua dedicata a un calciatore morto negli anni Trenta derubata della palla in ferro che giaceva ai suoi piedi, sostituita con un SuperSantos che marcì poco dopo. Per i vicoli del cimitero si insinuano impresari delle pompe funebri, spesso giovanotti dai modi cortesi appesantiti dalle beghe burocratiche e dalle liti con i familiari di fronte ai loculi. <strong>Nel tempo Poggioreale è anche diventato terreno di gioco per la criminalità organizzata</strong>: la camorra ha occupato loculi e cappelle, ha gestito in modo informale compravendite di tombe, e in alcuni casi vi ha nascosto armi.</p>



<p>La storia delle bare, quella che vi raccontavo all&#8217;inizio, si tramanda di generazione in generazione, pare suffragata da diverse indagini della Procura. E intanto, per chi pratica il cosiddetto “necroturismo”, ovvero la visita dei cimiteri come luoghi d’arte, insieme alle catacombe e al cimitero delle Fontanelle, Poggioreale è una tappa memorabile: <strong>una città nella città con viali, piazze, passaggi sotterranei, cunicoli che si diramano per chilometri,</strong> con un piccolo esercito di lavoratori ufficiali e informali che si muove nelle sue viscere, in un ecosistema che sembra uscito da un altro tempo. Non è raro che i visitatori si perdano davvero, tra cappelle disegnate nello stile più disparato, dal neogotico al neoclassico, dal liberty al neo-egizio kitsch.</p>



<p>Nel cuore di una piazzetta, oggi, c’è perfino un’area di stoccaggio temporaneo che ospita bare contenenti resti scheletrici recuperati dopo il crollo, due anni fa, di alcuni columbari a più piani. Una scena surreale, che racconta meglio di qualunque discorso lo stato di abbandono della zona.</p>



<p><strong>Il cimitero monumentale appartiene al Comune di Napoli</strong>, che è responsabile della manutenzione generale, ma molte delle congreghe e dei columbari sono proprietà di confraternite religiose, come l’Arciconfraternita del SS. Rosario, o di soggetti privati. <strong>È una gestione a più mani che rende difficile stabilire responsabilità chiare su controlli,</strong> restauri e lavori strutturali.</p>



<p>I crolli hanno mostrato anche un’altra zona grigia: quella delle grandi opere infrastrutturali. Secondo le prime ricostruzioni della procura, il cedimento del 2022 sarebbe collegato allo scavo del tunnel della metropolitana sotto il cimitero.</p>



<p>Poggioreale è lo specchio di una Regione dalla capacità amministrativa ormai assottigliata: tombe svuotate e rivendute illegalmente, marmi trafugati, lavori improvvisati che diventano norma. Eppure, paradossalmente, proprio <strong>questa anarchia lo rende uno degli ultimi luoghi non <em>turistificati</em> e ancora autentici di Napoli</strong>. Un labirinto decadente dove, e non è una réclame da guida Lonely Planet, vale la pena perdersi davvero.</p>



<p></p>
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		<title>Napoli, quanto vale lo scudetto di Conte e De Laurentiis</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/napoli-quanto-vale-lo-scudetto-di-conte-e-de-laurentiis.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 May 2025 06:09:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524073839372_cf15d562d177fd011f55aff566b77019.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524073839372_cf15d562d177fd011f55aff566b77019.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524073839372_cf15d562d177fd011f55aff566b77019-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524073839372_cf15d562d177fd011f55aff566b77019-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524073839372_cf15d562d177fd011f55aff566b77019-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524073839372_cf15d562d177fd011f55aff566b77019-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524073839372_cf15d562d177fd011f55aff566b77019-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Napoli è campione italiano di calcio per la quarta volta nella sua storia, la seconda in tre anni e il successo degli uomini di Antonio Conte non è solo sportivo ma anche economico. Quello arrivato battendo 2-0 il Cagliari all&#8217;ultima giornata è uno scudetto festeggiato intensamente nella città campana che rappresenta inoltre un nuovo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/napoli-quanto-vale-lo-scudetto-di-conte-e-de-laurentiis.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/napoli-quanto-vale-lo-scudetto-di-conte-e-de-laurentiis.html">Napoli, quanto vale lo scudetto di Conte e De Laurentiis</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524073839372_cf15d562d177fd011f55aff566b77019.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524073839372_cf15d562d177fd011f55aff566b77019.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524073839372_cf15d562d177fd011f55aff566b77019-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524073839372_cf15d562d177fd011f55aff566b77019-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524073839372_cf15d562d177fd011f55aff566b77019-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524073839372_cf15d562d177fd011f55aff566b77019-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524073839372_cf15d562d177fd011f55aff566b77019-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>Napoli è campione italiano di calcio</strong> per la quarta volta nella sua storia, la seconda in tre anni e il successo degli uomini di <strong>Antonio Conte </strong>non è solo sportivo ma anche economico. Quello arrivato battendo 2-0 il Cagliari all&#8217;ultima giornata è uno scudetto festeggiato intensamente nella città campana che rappresenta inoltre un nuovo coronamento del percorso iniziato ventuno anni fa, quando il produttore cinematografico <strong>Aurelio De Laurentiis</strong> rilevò il club dopo il fallimento facendolo ripartire dalla Serie C1. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli impatti economici dell&#8217;impresa di Conte e De Laurentiis</h2>



<p>Per il club che fu di <strong><a href="https://it.insideover.com/societa/la-potenza-dei-graffiti-sul-muro-di-separazione-di-betlemme.html">Diego Armando Maradona</a></strong> il secondo scudetto in tre anni, vinto in volata sull&#8217;<strong>Inter, garantirà un proficuo bottino economico</strong> e consentirà di rilanciare un bilancio indubbiamente sano ma che per la stagione attuale, complice la mancata qualificazione degli azzurri alle coppe europee nel campionato 2023-2024, potrebbe presentare una flessione rispetto al biennio precedente. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524074009439_5396ddbf70136dcec8868f0fab2c92b8-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-471194" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524074009439_5396ddbf70136dcec8868f0fab2c92b8-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524074009439_5396ddbf70136dcec8868f0fab2c92b8-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524074009439_5396ddbf70136dcec8868f0fab2c92b8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524074009439_5396ddbf70136dcec8868f0fab2c92b8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524074009439_5396ddbf70136dcec8868f0fab2c92b8-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524074009439_5396ddbf70136dcec8868f0fab2c92b8.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">La festa dei tifosi del Napoli per lo scudetto ANSA/STRINGER</figcaption></figure>



<p>Nel bilancio 2022-2023 e in quello 2023-2024 (le società calcistiche armonizzano la chiusura d&#8217;esercizio con quello della stagione, presentandolo al 30 giugno) De Laurentiis ha <strong>ottenuto utili-record</strong> nel suo ventennio con <strong>79,7 e 66 milioni di euro rispettivamente </strong>che hanno ripianato il bagno di sangue dell&#8217;era-Covid (129 milioni di euro di perdite nei tre bilanci chiusi tra il 2020 e il 2022) e portato la sommatoria dell&#8217;ultimo decennio a un risultato netto complessivo vicino ai 109 milioni di euro. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Napoli e lo &#8220;scudetto&#8221; del bilancio</h2>



<p>Insomma, <strong>De Laurentiis e il Napoli fanno soldi col calcio</strong>, e questa è una prerogativa che riesce a ben poche proprietà in Italia, tra cui <a href="https://it.insideover.com/societa/atalanta-il-trionfo-del-made-in-bergamo-che-conquista-leuropa.html">l&#8217;esempio virtuoso dell&#8217;Atalanta, </a>e lo scudetto non potrà che contribuire. </p>



<p>Secondo quanto ricorda <a href="https://www.calcioefinanza.it/2025/05/23/napoli-quanto-vale-scudetto/?refresh_ce"><em>Calcio e Finanza</em>,</a> il primo impatto finanziario sarà dato dal meccanismo di spartizione dei diritti televisivi della Serie A: ad oggi, secondo le prescrizioni di legge &#8220;una metà del totale disponibile, pari al 50%, viene spartita in maniera uguale tra tutte le società di Serie A, senza tenere conto dei risultati sportivi. Il 28% è legato alle performance sul campo, mentre il restante 22% è connesso a minutaggio dei giovani, media spettatori allo stadio e audience tv&#8221; e la quota per il primo posto varrà al <strong>Napoli almeno 19 milioni di euro, </strong>su un totale che sommando anche le restanti parti potrà <strong>arrivare, facendo la proiezione </strong><a href="https://www.primaonline.it/2024/07/05/413685/diritti-tv-serie-a-2024-ecco-la-ripartizione-che-per-la-prima-volta-include-lutilizzo-di-giovani-calciatori/"><strong>sull&#8217;Inter campione d&#8217;Italia 2023-2024 e i dati consolidati</strong>, a 100 milioni di euro.</a></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524074111938_fc1a269225d83f36abbc8c5155105eae-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-471196" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524074111938_fc1a269225d83f36abbc8c5155105eae-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524074111938_fc1a269225d83f36abbc8c5155105eae-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524074111938_fc1a269225d83f36abbc8c5155105eae-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524074111938_fc1a269225d83f36abbc8c5155105eae-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524074111938_fc1a269225d83f36abbc8c5155105eae-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524074111938_fc1a269225d83f36abbc8c5155105eae.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;allenatore del Napoli, Antonio Conte, portato in trionfo dai giocatori dopo la vittoria decisiva col Cagliari &#8211; ANSA/CIRO FUSCO</figcaption></figure>



<p>Parliamo di risorse importanti <strong>a cui se ne aggiungeranno</strong> altre: <strong>18,62 milioni legati alla qualificazione alla Champions League 2025-2026 e una quota di circa 16 milioni per il &#8220;value pillar&#8221;, </strong>un meccanismo di distribuzione dei diritti della massima competizione europea che ripartisce i ricavi televisivi per ogni club secondo un meccanismo che ibrida il valore del mercato televisivo del Paese di origine di ogni squadra e la posizione di quest&#8217;ultima nel ranking Uefa dell&#8217;ultimo decennio. </p>



<p>Altri <strong>4 milioni di euro arriveranno dalla partecipazione alla Supercoppa Italiana</strong> che si giocherà a gennaio in Arabia Saudita tra Napoli, Inter (prime due squadre della Serie A), Bologna e Milan (finaliste di Coppa Italia). Parliamo, complessivamente, di una <strong>stima prudenziale di quasi 140 milioni di euro di ricavi, spalmati su due esercizi</strong>, legati direttamente alla conquista dello scudetto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un effetto economico da 150 milioni di euro </h2>



<p>E non finisce qui. L&#8217;effetto-trascinamento dello scudetto avrà impatti ancora non quantificabili precisamente ma che andranno tenuti in considerazione: <strong>la partnership con lo sponsor </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/aponte-il-re-dei-mari-di-msc-si-prende-anche-panama-e-altri-43-porti.html"><strong>Msc,</strong> gigante dello shipping e delle navi di linea del magnate di origine napoletana Gianluigi Aponte,</a> vale 10 milioni di euro l&#8217;anno e potrebbe accrescere ulteriormente, mentre la garanzia di <strong>almeno quattro partite casalinghe di Champions</strong> nella prossima fase campionato lascia pensare che almeno altri 6 milioni di euro, proiezione della media-incasso a partita del club partenopeo, possano essere incassati dal botteghino, per non parlare delle entrate da amichevoli e tournee estive per cui il club campione d&#8217;Italia diventerà un ospite appetibile. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524074252700_cfc1eab3f1be70d4f827c5886f3d52b3-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-471197" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524074252700_cfc1eab3f1be70d4f827c5886f3d52b3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524074252700_cfc1eab3f1be70d4f827c5886f3d52b3-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524074252700_cfc1eab3f1be70d4f827c5886f3d52b3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524074252700_cfc1eab3f1be70d4f827c5886f3d52b3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524074252700_cfc1eab3f1be70d4f827c5886f3d52b3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250524074252700_cfc1eab3f1be70d4f827c5886f3d52b3.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis</figcaption></figure>



<p>Un valore <strong>complessivo di 150 milioni di euro come &#8220;leva&#8221; dello scudetto</strong> non è una statistica irrealistica. E c&#8217;è da contare anche l&#8217;effetto-plusvalenze, che andrà letto in filigrana nella prossima sessione di calciomercato di fronte alla prospettiva che la rosa formata da <strong>Romelu Lukaku, Scott McTomminay</strong> e compagni <strong>veda un profondo apprezzamento</strong> e offra a De Laurentiis l&#8217;opportunità di nuovi guadagni da <em>player trading</em> capaci di mettere in sicurezza le casse del club. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Plusvalenze e prospettive future</h2>



<p>Nel 2023-2024 il Napoli ha incassato plusvalenze positive per quasi 71 milioni di euro con le cessioni di Kim Min-Jae al Bayern Monaco (che ha garantito una plusvalenza di bilancio 36,8 milioni di euro), Elif Elmas al Red Bull Lipsia (risultato: più 23,1 milioni di euro) e Hirving Lozano al PSV Eindhoven (con un ritorno positivo di 10,8 milioni di euro). Una quota che a gennaio è stata pareggiata con <strong>Khvicha Kvaratskhelia</strong>, venduto al <a href="https://it.insideover.com/politica/qatar-e-ruanda-lintesa-parte-dal-calcio-e-arriva-al-turismo-a-dispetto-di-morti-e-sfollati.html">Paris Saint-Germain</a> e capace di alimentare un analogo surplus al Napoli con la vendita del suo calciatore più rappresentativo, una perdita che non ha condizionato l&#8217;esito finale del campionato.</p>



<p>Ne è passato di tempo da quel 6 ottobre 2004 in cui il Napoli di De Laurentiis debuttò in Serie C1 battendo 1-0 la Vis Pesaro nella prima partita post-fallimento. Ora la Società Sportiva Calcio Napoli è una squadra di livello internazionale, da anni habitué dei grandi palcoscenici europei, ha raggiunto nella gestione del produttore cinematografico romano due volte lo scudetto, come era successo solo nell&#8217;era Maradona, portato al trionfo da <strong>Luciano Spalletti prima e Antonio Conte poi, e vanta un&#8217;indubbia solidità economica</strong>. Lo scudetto è anche nel bilancio e alimenta un&#8217;economia calcistica in cui i risultati dei conti sono direttamente proporzionali a quelli del club sul campo. Rendendo necessario il dimostrarsi, ogni anno, meritevoli dei traguardi raggiunti. Per il Napoli l&#8217;anno prossimo ci sarà una nuova sfida: tornare in Europa da protagonisti. Se così sarà, i tifosi festeggeranno. Ma lo faranno anche dei conti tornati a ruggire e a produrre utili.</p>
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		<title>Quando i Rotschild imposero l&#8217;austerità al Regno di Napoli</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/quando-i-rotschild-imposero-lausterita-al-regno-di-napoli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 14:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Regno di Napoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=454189</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="844" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/1200px-Poerio_nel_1821_protesta_contro_l_occupazione_austriaca_del_Regno_di_Napoli.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/1200px-Poerio_nel_1821_protesta_contro_l_occupazione_austriaca_del_Regno_di_Napoli.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/1200px-Poerio_nel_1821_protesta_contro_l_occupazione_austriaca_del_Regno_di_Napoli-600x422.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/1200px-Poerio_nel_1821_protesta_contro_l_occupazione_austriaca_del_Regno_di_Napoli-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/1200px-Poerio_nel_1821_protesta_contro_l_occupazione_austriaca_del_Regno_di_Napoli-1024x720.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/1200px-Poerio_nel_1821_protesta_contro_l_occupazione_austriaca_del_Regno_di_Napoli-768x540.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Gli anni Venti dell’Ottocento furono un periodo caldo in tutta Europa e specialmente al sud Italia, infatti dopo la Rivoluzione francese e Napoleone i popoli europei chiesero a gran voce una costituzione, mentre le monarchie cercarono di riportare il Vecchio Continente all’ordine politico antecedente al 1789. La capitale del Regno delle Due Sicilie, Napoli, era &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/quando-i-rotschild-imposero-lausterita-al-regno-di-napoli.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/quando-i-rotschild-imposero-lausterita-al-regno-di-napoli.html">Quando i Rotschild imposero l&#8217;austerità al Regno di Napoli</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="844" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/1200px-Poerio_nel_1821_protesta_contro_l_occupazione_austriaca_del_Regno_di_Napoli.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/1200px-Poerio_nel_1821_protesta_contro_l_occupazione_austriaca_del_Regno_di_Napoli.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/1200px-Poerio_nel_1821_protesta_contro_l_occupazione_austriaca_del_Regno_di_Napoli-600x422.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/1200px-Poerio_nel_1821_protesta_contro_l_occupazione_austriaca_del_Regno_di_Napoli-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/1200px-Poerio_nel_1821_protesta_contro_l_occupazione_austriaca_del_Regno_di_Napoli-1024x720.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/1200px-Poerio_nel_1821_protesta_contro_l_occupazione_austriaca_del_Regno_di_Napoli-768x540.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Gli anni Venti dell’Ottocento furono un periodo caldo in tutta Europa e specialmente al sud Italia, infatti dopo la Rivoluzione francese e <strong><a href="https://it.insideover.com/storia/ei-fu-come-napoleone-parla-alleuropa-di-oggi.html">Napoleone </a></strong>i popoli europei chiesero a gran voce una costituzione, mentre le monarchie cercarono di riportare il Vecchio Continente all’ordine politico antecedente al 1789. La capitale del Regno delle Due Sicilie, Napoli, era in fermento a causa dei Carbonari che nel 1820 ottennero la concessione da parte del re di una carta costituente, simile a quella spagnola del 1812. </p>



<p>Ferdinando I era in difficoltà e non riusciva più a gestire i disordini messi in moto dai rivoluzionari, tanto è vero che chiese un aiuto militare allo statista austriaco Metternich durante il Congresso di Lubiana del 1821. <strong>L’Impero Austriaco si adoperò per inviare un esercito di soldati</strong> per sedare le rivolte napoletane e le risorse per questa dispendiosissima spedizione vennero chieste al banchiere Karl Rothschild di Vienna. La dinastia Rothschild a quel tempo era potentissima nella finanza internazionale, specialmente nella concessione di prestiti agli stati sovrani. Karl decise così di trasferirsi nella capitale del Regno delle Due Sicilie aprendo qui una nuova filiale della banca di famiglia, al fine di poter seguire in modo più ravvicinato il pagamento del debito da parte del re Ferdinando I. </p>



<p>L’arrivo del banchiere influenzò notevolmente la<strong> vita economica di Napoli</strong> sotto vari aspetti, il primo sicuramente fu il collegamento della capitale con l’alta finanza europea della quale i Rothschild al tempo erano gli attori principali. Karl diventò subito una figura di rilievo nel Regno ottenendo da Ferdinando I la carica di “Banchiere di corte dei Borbone” affermandosi come una sorta di <em>demiurgo finanziario</em> della corona. Il banchiere tedesco entrò in sintonia con il sovrano consigliandogli le misure di politica economica per ripagare il debito contratto con la sua banca, suggerendo di limitare al massimo le spese e di ottimizzare le entrate con regolari tasse sulla popolazione. </p>



<p>Fu il primo esempio di <strong>spending review italian</strong>a dettata dai voleri dell’alta finanza europea. Il banchiere tedesco, inoltre grazie alle sue operazioni con i Borbone di Napoli riuscì a espandere gli affari della famiglia in Italia erogando prestiti al Ducato di Parma e allo Stato Pontificio, nonostante la religione ebraica della dinastia di banchieri. Dopo il primo prestito del 1821, le finanze disastrate del Regno delle Due Sicilie e il continuo presidio negli anni delle truppe austriache provocò l’erogazione di nuove risorse a Napoli a condizioni poco favorevoli per il monarca. Fra il 1821 arrivano a Napoli risorse per 16.000.000 di ducati (1821), 20.000.000 di ducati (1822) e 2.500.000 di sterline (1824). </p>



<p>Nel frattempo, Rothschild si occupò anche di incrementare<strong> il suo giro d’affari nel Meridione</strong> con il commercio di argento, oro, cereali, tabacco e olio fino alla sua morte che avviene nel 1855. Il figlio Adolphe, meno incline agli affari, si limitò a gestire il patrimonio ed evitare che cordate estere, fra tutti quella dei rivali francesi Pereire, potessero penetrare nel feudo finanziario di famiglia sfruttando l’influenza che aveva sul monarca Borbone. Una volta avvenuta l’Unità d’Italia nel 1861 Napoli divenne una città in decadenza e periferica nella vita politica del nuovo Regno. Le continue crisi economiche e le varie epidemie portano alla chiusura della filiale dei Rothschild a Napoli nel 1863, mentre gli affari fra i banchieri e il nuovo regno proseguirono attraverso il corridoio finanziario Parigi-Torino.</p>



<p>I quaranta anni dei Rothschild a Napoli hanno permesso di creare un collegamento fra Napoli e la finanza europea, ma allo stesso tempo il regno di indebitò tantissimo per il mantenimento delle truppe e faticò tantissimo a svilupparsi. Napoli arrivò all’unità nazionale con pesanti buchi di bilancio dovuti dagli alti costi delle truppe austriache e da una gestione non ottimale delle risorse finanziarie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/quando-i-rotschild-imposero-lausterita-al-regno-di-napoli.html">Quando i Rotschild imposero l&#8217;austerità al Regno di Napoli</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Scampia, rom e napoletani uniti per il bene del quartiere</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/scampia-rom-e-napoletani-uniti-per-il-bene-del-quartiere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[valentina barile]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 May 2024 15:24:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[MOSS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1213" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/18.-Napoli-Vele-di-Scampia-Uno-degli-ultimi-tre-palazzi-del-Lotto-G-non-ancora-abbattuti-min.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/18.-Napoli-Vele-di-Scampia-Uno-degli-ultimi-tre-palazzi-del-Lotto-G-non-ancora-abbattuti-min.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/18.-Napoli-Vele-di-Scampia-Uno-degli-ultimi-tre-palazzi-del-Lotto-G-non-ancora-abbattuti-min-600x379.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/18.-Napoli-Vele-di-Scampia-Uno-degli-ultimi-tre-palazzi-del-Lotto-G-non-ancora-abbattuti-min-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/18.-Napoli-Vele-di-Scampia-Uno-degli-ultimi-tre-palazzi-del-Lotto-G-non-ancora-abbattuti-min-1024x647.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/18.-Napoli-Vele-di-Scampia-Uno-degli-ultimi-tre-palazzi-del-Lotto-G-non-ancora-abbattuti-min-768x485.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/18.-Napoli-Vele-di-Scampia-Uno-degli-ultimi-tre-palazzi-del-Lotto-G-non-ancora-abbattuti-min-1536x970.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'ecomuseo MOSS, a Scampia, promuove l'integrazione tra la popolazione locale e la consistente comunità romani, all'insegna di un comune senso di appartenenza.</p>
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<p>«La parola MOSS è stata scelta collettivamente dai tavoli di comunità. Volevamo dare l’idea di movimento e trasformazione a un progetto che rappresenta il culmine di ciò che lo ha preceduto, e cioè tutte quelle associazioni che sono nate negli anni, tra le altre, Arrevuoto, La Kumpania, Bandabaleno Murga di Napoli, Centro Hurtado, e tante altre che rappresentano le meraviglie del nostro territorio», racconta <strong>Barbara Pierro</strong>, 45 anni, una delle anime dell’ecomuseo urbano, che nasce nel 2021 in una delle aree metropolitane più vulnerabili di Napoli, Scampia. Il <a href="https://www.mossecomuseo.it/"><strong>MOSS</strong></a>, primo ecomuseo della città partenopea, ha cominciato a muovere i primi passi grazie all’associazione interculturale “Chi rom… e chi no”, e attualmente mette a disposizione dei visitatori vari tour culturali all’interno del quartiere, insieme a workshop e laboratori in collaborazione con le varie università di Napoli ed europee.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/3.-Napoli-Scampia-MOSS-Ecomuseo-Urbano-Diffuso-Barbara-Pierro-illustra-alcuni-dei-lavori-fatti-sui-sentimenti-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-421202" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/3.-Napoli-Scampia-MOSS-Ecomuseo-Urbano-Diffuso-Barbara-Pierro-illustra-alcuni-dei-lavori-fatti-sui-sentimenti-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/3.-Napoli-Scampia-MOSS-Ecomuseo-Urbano-Diffuso-Barbara-Pierro-illustra-alcuni-dei-lavori-fatti-sui-sentimenti-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/3.-Napoli-Scampia-MOSS-Ecomuseo-Urbano-Diffuso-Barbara-Pierro-illustra-alcuni-dei-lavori-fatti-sui-sentimenti-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/3.-Napoli-Scampia-MOSS-Ecomuseo-Urbano-Diffuso-Barbara-Pierro-illustra-alcuni-dei-lavori-fatti-sui-sentimenti-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/3.-Napoli-Scampia-MOSS-Ecomuseo-Urbano-Diffuso-Barbara-Pierro-illustra-alcuni-dei-lavori-fatti-sui-sentimenti-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/3.-Napoli-Scampia-MOSS-Ecomuseo-Urbano-Diffuso-Barbara-Pierro-illustra-alcuni-dei-lavori-fatti-sui-sentimenti.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p>Scampia conta circa <strong>41.000 abitanti</strong>, di cui un migliaio di cultura romanì, prevalentemente di area balcanica con un’esigua presenza di romeni e bulgari. «Venti anni fa, giovani come eravamo e consapevoli del contesto in cui vivevamo, abbiamo scelto di metterci in gioco a partire dall’educazione e dalla politica provando a coinvolgere la comunità rom e la comunità non rom attorno all’idea di unirci per discutere sul senso di appartenenza. Gli anni dolorosi dello spaccio della droga, poi la faida successiva tra clan e, ancora, la repressione che ne è conseguita ci avevano psicologicamente distrutto», continua Barbara.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240511113758386_3357c48e7cc70f72fcf9e3bb548472ad-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-421204" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240511113758386_3357c48e7cc70f72fcf9e3bb548472ad-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240511113758386_3357c48e7cc70f72fcf9e3bb548472ad-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240511113758386_3357c48e7cc70f72fcf9e3bb548472ad-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240511113758386_3357c48e7cc70f72fcf9e3bb548472ad-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240511113758386_3357c48e7cc70f72fcf9e3bb548472ad-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240511113758386_3357c48e7cc70f72fcf9e3bb548472ad.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p>La popolazione romanì in Italia è lo 0,23% della popolazione locale. Uno degli ultimi censimenti svolto con impronte digitali, nel 2008, registra poco meno di 3 mila rom (di cui quasi 1500 minori) solo nella provincia di Napoli. Ma il dato non è reale perché molti sono sfuggiti al controllo a causa di precedenti penali, quindi si prevede che su Napoli siano almeno 4 mila gli abitanti rom. A Scampia, in via Cupa Perillo, si trova il campo più grande del Meridione che è in condizioni di totale abbandono delle istituzioni.</p>



<p>La Commissione europea si era pronunciata sul tema con un atto della Comunicazione n. 173 del 2011, obbligando gli stati membri a individuare un organismo interno allo stato che intervenisse sulle questioni rom attraverso l’istruzione, l’occupazione, la sanità e l’alloggio per garantire l’inclusione. Ma le politiche locali hanno preso sempre più le distanze dalle indicazioni europee e l’Italia è stata condannata da parte degli organismi nazionali per le condizioni di vita dei popoli romanì.</p>



<p>«La sede dell’ecomuseo si trova al piano superiore del ristorante Chikù, progetto gastronomico che nasce da uno dei sogni di “Chi rom e chi no” del voler dare forma pratica all’integrazione tra donne rom e donne napoletane. Oggi, la cucina italo-romanì sta sperimentando piatti misti grazie alla prima impresa sociale italiana “La Kumpania” che lavora con donne rom e non nel campo della gastronomia multiculturale», conclude Barbara.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="638" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/9.-Napoli-Scampia-Murales-di-Jorit-Angela-Davis-e-Pier-Paolo-Pasolini-sulle-facciate-dei-nuovi-edifici-che-hanno-sostituito-le-Vele-demolite-1024x638.jpg" alt="" class="wp-image-419536" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/9.-Napoli-Scampia-Murales-di-Jorit-Angela-Davis-e-Pier-Paolo-Pasolini-sulle-facciate-dei-nuovi-edifici-che-hanno-sostituito-le-Vele-demolite-1024x638.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/9.-Napoli-Scampia-Murales-di-Jorit-Angela-Davis-e-Pier-Paolo-Pasolini-sulle-facciate-dei-nuovi-edifici-che-hanno-sostituito-le-Vele-demolite-600x374.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/9.-Napoli-Scampia-Murales-di-Jorit-Angela-Davis-e-Pier-Paolo-Pasolini-sulle-facciate-dei-nuovi-edifici-che-hanno-sostituito-le-Vele-demolite-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/9.-Napoli-Scampia-Murales-di-Jorit-Angela-Davis-e-Pier-Paolo-Pasolini-sulle-facciate-dei-nuovi-edifici-che-hanno-sostituito-le-Vele-demolite-768x479.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/9.-Napoli-Scampia-Murales-di-Jorit-Angela-Davis-e-Pier-Paolo-Pasolini-sulle-facciate-dei-nuovi-edifici-che-hanno-sostituito-le-Vele-demolite-1536x958.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/9.-Napoli-Scampia-Murales-di-Jorit-Angela-Davis-e-Pier-Paolo-Pasolini-sulle-facciate-dei-nuovi-edifici-che-hanno-sostituito-le-Vele-demolite.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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