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	<title>Guinea Equatoriale Archives - InsideOver</title>
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	<title>Guinea Equatoriale Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;obiettivo della Cina: una base navale nell&#8217;Atlantico</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/lobiettivo-della-cina-una-base-navale-nellatlantico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Dec 2021 09:26:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo Allargato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211217102559268_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497516-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211217102559268_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497516-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211217102559268_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497516-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211217102559268_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497516-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211217102559268_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497516-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211217102559268_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497516-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211217102559268_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497516-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quello che da tempo si era prospettato sembra che stia prendendo forma: la Cina è in trattativa per aprire la sua prima base navale sull&#8217;oceano Atlantico. Il Wall Street Journal riferisce che secondo rapporti riservati dell&#8217;intelligence americana Pechino intende stabilire la sua prima presenza militare permanente nell&#8217;Atlantico in Guinea Equatoriale. Il Paese è al 31esimo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/lobiettivo-della-cina-una-base-navale-nellatlantico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lobiettivo-della-cina-una-base-navale-nellatlantico.html">L&#8217;obiettivo della Cina: una base navale nell&#8217;Atlantico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211217102559268_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497516-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211217102559268_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497516-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211217102559268_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497516-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211217102559268_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497516-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211217102559268_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497516-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211217102559268_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497516-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211217102559268_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497516-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Quello che <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-mossa-della-cina-per-avere-basi-negli-oceani-del-mondo.html" target="_blank" rel="noopener">da tempo si era prospettato</a> sembra che stia prendendo forma: la <strong>Cina</strong> è in trattativa per aprire la sua prima base navale sull&#8217;<strong>oceano Atlantico</strong>. Il <a href="https://www.wsj.com/articles/china-seeks-first-military-base-on-africas-atlantic-coast-u-s-intelligence-finds-11638726327" target="_blank" rel="noopener"><em>Wall Street Journal</em></a> riferisce che secondo rapporti riservati dell&#8217;intelligence americana Pechino intende stabilire la sua prima presenza militare permanente nell&#8217;Atlantico in <strong>Guinea Equatoriale</strong>.</p>
<p>Il Paese è al 31esimo posto per prodotto interno lordo (Pil) nel continente africano, con un <a href="https://www.afdb.org/en/countries/central-africa/equatorial-guinea/equatorial-guinea-economic-outlook" target="_blank" rel="noopener">rapporto debito pubblico/Pil</a> che è salito vertiginosamente durante il periodo pandemico passando dal 12,6% del 2014 sino al 41,1 del 2019.</p>
<blockquote><p>La Cina è il principale creditore della Guinea Equatoriale, detenendo circa il 75% del debito pubblico estero che è pari all&#8217;11,1% del Pil</p></blockquote>
<p>La Guinea Equatoriale conta circa 1,4 milioni di persone ed è situata in una posizione strategica nell&#8217;omonimo golfo africano. Politicamente è uno Stato a partito unico governato dal presidente <strong>Teodoro</strong> <strong>Obiang Nguema Mbasongo</strong>, in carica da 42 anni. La sua economia è dominata quasi totalmente dall&#8217;estrazione di risorse minerarie, con le esportazioni di <strong>petrolio greggio</strong> che rappresentano il 90% delle entrate del governo.</p>
<h2>La penetrazione cinese in Guinea Equatoriale</h2>
<p>La Cina è il principale partner commerciale della Guinea Equatoriale, in quanto Pechino ha investito nel Paese da tempo e non solo nel quadro della <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-la-nuova-via-della-seta.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Belt and Road Initiative (Bri)</strong></a>, che è lo strumento principale di penetrazione cinese del continente all&#8217;interno del <strong>Focac</strong> (Forum on China-Africa Cooperation). L&#8217;Africa è il più grande destinatario dei fondi della Bri che ammontano attualmente a <strong>mille miliardi di dollari</strong>. Le 46 nazioni africane che vi hanno aderito rappresentano oltre 1 miliardo di persone e coprono circa il 20% della massa continentale della Terra.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-204464" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/la-nuova-via-della-seta-1.jpg" alt="" width="1014" height="639" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/la-nuova-via-della-seta-1.jpg 1014w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/la-nuova-via-della-seta-1-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/la-nuova-via-della-seta-1-768x484.jpg 768w" sizes="(max-width: 1014px) 100vw, 1014px" /></p>
<p>Ci sono già circa <strong>10mila imprese cinesi</strong> in Africa, che, secondo un rapporto del 2017, hanno generato un fatturato di 180 miliardi di dollari l&#8217;anno e potrebbero raggiungere i 250 miliardi di dollari già nel 2025. Queste opportunità commerciali hanno portato un milione di cittadini cinesi a fare del continente africano la loro sede permanente dal 2000. Di conseguenza la Cina ha in corso un progetto di <strong>radicazione</strong> del suo <strong>apparato militare</strong> e di sicurezza in Africa, e al momento è riuscita a farlo in gran parte senza provocare contraccolpi internazionali.</p>
<p>Si ipotizza che il sito preciso della futura base navale sarà <strong>Bata</strong>, la città più grande del Paese, il cui porto commerciale è stato modernizzato e ampliato dal 2008 al 2014 con finanziamenti cinesi. Un altro progetto infrastrutturale sovvenzionato da Pechino è stata la rete autostradale da Bata a <strong>Niefang</strong>, città situata nell&#8217;est del Paese. Complessivamente, i progetti hanno contribuito a gettare le basi per una maggiore penetrazione commerciale nell&#8217;Africa Centrale, in particolare nel Gabon e nella Repubblica del Congo.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/difesa/la-mossa-della-cina-per-avere-basi-negli-oceani-del-mondo.html" target="_blank" rel="noopener">Vi avevamo già raccontato</a> di come la Cina stesse cercando di ottenere un&#8217;infrastruttura navale permanente sull&#8217;oceano Atlantico, e in questo senso, proprio per via dei legami intessuti con la stragrande maggioranza dei Paesi africani, si ipotizzava che una parte di essi avrebbe potuto ospitare un&#8217;installazione militare di questo tipo. Lo scorso maggio era stato il generale <strong>Stephen Townsend</strong>, a capo del Comando per l’Africa degli Stati Uniti (Africom), a lanciare l&#8217;allarme, affermando che ci fosse la possibilità di vedere una base navale cinese in Mauritania o Namibia, e contestualmente vi avevamo raccontato di come anche altri Paesi fossero nel mirino di Pechino.</p>
<p>Ora questi timori sembrano concretizzarsi nel piccolo Paese dell&#8217;Africa equatoriale che è situato in un punto strategico per le dinamiche globali, europee ma anche italiane. Nel Golfo di Guinea, infatti, l&#8217;Italia ha degli importanti interessi energetici rappresentati dai contratti di esplorazione e sfruttamento delle riserve di idrocarburi <em>offshore</em> e <em>inshore</em> presenti nell&#8217;area. Non è un segreto, infatti, che la strategia di sicurezza nazionale che vede il suo ambito geografico in quello spazio che si chiama <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/mediterraneo-allargato.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Mediterraneo allargato</strong></a>, riguardi proprio anche il Golfo di Guinea.</p>
<h2>Una nuova base per ampliare la proiezione di forza</h2>
<p>Una base militare cinese in Guinea Equatoriale rappresenterebbe una chiara vittoria geopolitica per Pechino che potrebbe espandere di molto la portata del braccio della sua <strong>capacità di proiezione di forza</strong>, con un nuovo sito per il rifornimento e la riparazione del naviglio appartenente alla Plan (People&#8217;s Liberation Army Navy), la marina militare cinese.</p>
<p>Attualmente esiste solo una struttura di questo tipo, situata a <strong>Gibuti</strong>, un Paese che ospita una serie di basi straniere per via della sua posizione altamente strategica all&#8217;imbocco dello stretto di Bab el-Mandeb, comprese quelle di Giappone, Francia, Italia e Stati Uniti.</p>
<p>Da tempo si vocifera anche della possibilità di una seconda struttura militare, o quantomeno di uso duale, per il porto di <strong>Gwadar</strong>, in Pakistan, che funge da terminale nell&#8217;Oceano Indiano del corridoio economico Cina-Pakistan. Risulta infatti che a Gwadar siano già state costruite le infrastrutture iniziali per questo tipo di scalo e si attende di vedere le navi della Plan iniziare a effettuare tappe regolari. Altri tentativi di convertire strutture civili (quasi sempre costruite negli ultimi due decenni da società statali cinesi) in siti militari sono stati messi in atto negli Emirati Arabi Uniti, in Kenya, Seychelles, Tanzania e Angola.</p>
<h2>La Cina sarà più presente militarmente</h2>
<p>La presenza militare cinese diffusa in Africa sarà pertanto una <strong>certezza</strong> nel prossimo futuro: Pechino ha la necessità di garantire la <strong>sicurezza</strong> delle sue linee commerciali e di approvvigionamento energetico. Anche per questo la Cina ha fatto corrispondere all&#8217;espansione della sua rete di traffici la rimodulazione delle sue forze armate, che ora sono organizzate per essere più flessibili nel loro impiego anche all&#8217;estero.</p>
<p>Va fatto notare anche che, sempre nel quadro della sicurezza, Pechino ha in atto un&#8217;<a href="https://it.insideover.com/difesa/chi-protegge-gli-investimenti-di-pechino-il-nascente-mercato-della-forza-cinese.html" target="_blank" rel="noopener">evoluzione delle Pmc e Pmsc</a>, che molto probabilmente &#8211; una volta che verrà stabilito il necessario <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-compagnie-militari-private-unindustria-in-fieri.html" target="_blank" rel="noopener">quadro giuridico di riferimento</a> . assumeranno dapprima le caratteristiche “occidentali” e infine quelle “russe”, ovvero di strumento “privato” per le operazioni militari all&#8217;estero, che si affianca o sostituisce le forze armate vere e proprie.</p>
<p>La Guinea Equatoriale offre così alla Cina l&#8217;opportunità di stabilire una <strong>presenza militare permanente</strong> sull&#8217;Atlantico, un oceano &#8220;americano&#8221;. Indipendentemente dal fatto che Pechino costruisca o meno altre nuove installazioni militari a breve termine nel continente africano, il consolidamento di un&#8217;architettura di sicurezza panafricana di stampo cinese porterà senza dubbio al mutare degli equilibri in Africa con ripercussioni globali: Pechino avrebbe infatti una base avanzata per proiettare il suo potere direttamente verso il Nord America e l&#8217;Europa, dove peraltro è sempre più presente con esercitazioni navali congiunte insieme ad attori diversi (Egitto e Russia).</p>
<p>L&#8217;esperienza ha insegnato &#8211; come dimostrato nel 2015 quando la Cina ha iniziato seriamente a investire militarmente in Africa &#8211; che ulteriori manovre in tal senso potrebbero portare a un nuovo e più strutturato coinvolgimento cinese nello sviluppo politico ed economico dell&#8217;Africa. Qualunque cosa accada, la continua mancanza di attenzione degli Stati Uniti e dell&#8217;Europa nell&#8217;impegno economico con l&#8217;Africa rispetto alla Cina avrà un costo geopolitico crescente. Inoltre la postura cinese, che non prevede di “immischiarsi” in questioni interne &#8211; con ampie deroghe alla luce dei fatti &#8211; a differenza di quella occidentale, rischia di avvicinare ulteriormente i Paesi africani alla Cina e pertanto è necessario che <strong>si riveda la retorica diplomatica</strong> dell&#8217;Occidente, in particolare quella statunitense, che nella nuova <a href="https://moderndiplomacy.eu/2021/06/18/build-back-better-world-an-alternative-to-the-belt-and-road-initiative/" target="_blank" rel="noopener">B3W (Build Back a Better World)</a> si prefigge esplicitamente &#8211; sulla carta &#8211; di preservare e sviluppare una cultura dei “diritti umani”, fattore che, nel caso specifico della Guinea Equatoriale, è sempre stato fonte di contrasto e quindi di allontanamento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lobiettivo-della-cina-una-base-navale-nellatlantico.html">L&#8217;obiettivo della Cina: una base navale nell&#8217;Atlantico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I muri anti migranti in Africa</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/i-muri-anti-migranti-in-africa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Meneghetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Sep 2019 13:53:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[muri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Migranti-in-Africa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti in Africa (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Migranti-in-Africa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Migranti-in-Africa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Migranti-in-Africa-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Migranti-in-Africa-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quello delle migrazioni interne è un problema che affligge sempre più Paesi africani: oltre all&#8217;Europa, molti migranti tentano infatti di raggiungere i più ricchi e vicini Stati confinanti, che in molti casi hanno adottato decise misure di contenimento ed eretto vere e proprie barriere presso le frontiere più &#8221;trafficate&#8221;. Uno dei casi più eclatanti è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/i-muri-anti-migranti-in-africa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/i-muri-anti-migranti-in-africa.html">I muri anti migranti in Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Migranti-in-Africa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti in Africa (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Migranti-in-Africa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Migranti-in-Africa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Migranti-in-Africa-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Migranti-in-Africa-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Quello delle migrazioni interne è un problema che affligge sempre più Paesi africani: oltre all&#8217;Europa, molti migranti tentano infatti di raggiungere i più ricchi e vicini Stati confinanti, che in molti casi hanno adottato decise misure di contenimento ed eretto vere e proprie barriere presso le frontiere più &#8221;trafficate&#8221;. Uno dei casi più eclatanti è costituito dal &#8221;Trump Wall&#8221; della Guinea Equatoriale, ma non mancano esempi più artigianali, come quello del Botswana e il suo confine in filo spinato. Vediamoli nel dettaglio.</p>
<h2>Il Trump Wall d&#8217;Africa</h2>
<p>Pur con le debite proporzioni, la <strong>Guinea Equatoriale</strong> e gli Stati Uniti hanno un inatteso punto in comune: entrambi confinano con Paesi più poveri e dalla forte spinta migratoria (il Camerun nel primo caso, il Messico nel secondo). Per questa ragione, le autorità equatoguineane hanno pensato di erigere un vero e proprio muro di confine, similmente a quanto promesso da tempo da<strong> Donald Trump</strong> negli States. A differenza di Washington, tuttavia, il minuscolo Stato africano (che conta solamente un milione di abitanti) sembra aver già messo in pratica quanto dichiarato: i primi cippi che delineano la futura barriera sono già stati posizionati, suscitando le ire del governo camerunense. La Guinea Equatoriale ha infatti una situazione particolare, essendo ricca di petrolio (scoperto nel 1990): un privilegio che la rende il quarto produttore di greggio per importanza nell&#8217;Africa subsahariana e al tempo stesso la allontana dalla condizione di povertà estrema dei suoi vicini. Ragioni, queste ultime, che possiamo considerare sufficientemente forti per diventare un ghiotto bersaglio per migliaia di migranti in cerca di fortuna. Come se non bastasse, il Camerun viene visto dalle autorità di Malabo come un Paese ostile, specialmente in seguito a un tentativo di colpo di stato che, nel 2017, sarebbe partito proprio dal territorio camerunense. La chiusura del confine (già in vigore sino allo scorso gennaio), dunque, sarebbe solo in parte motivata dalla volontà di arrestare l&#8217;afflusso di migranti e va ricondotta anche ai timori della famiglia Obiang, che governa il Paese sin dall&#8217;indipendenza.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-230901" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/muri-e-barriere-anti-migranti-africa-918x1024.png" alt="" width="918" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/muri-e-barriere-anti-migranti-africa-918x1024.png 918w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/muri-e-barriere-anti-migranti-africa-269x300.png 269w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/muri-e-barriere-anti-migranti-africa-768x857.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/muri-e-barriere-anti-migranti-africa.png 1720w" sizes="auto, (max-width: 918px) 100vw, 918px" /></p>
<h2>Muri del Sud</h2>
<p>Più a sud troviamo un altro esempio di barriera, più antiquata <a href="https://www.theguardian.com/world/2003/sep/10/southafrica.zimbabwe">ma non per questo meno efficace</a>: si tratta della frontiera tra <strong>Botswana</strong> e <strong>Zimbabwe</strong>, eretta nel 2003 e principalmente composta di filo spinato elettrificato. Una soluzione ben più artigianale di quanto messo in campo dalla Guinea Equatoriale, ma con motivazioni simili: l&#8217;artefice della recinzione, alta due metri e lunga ben 500 chilometri, è infatti il Botswana, Paese relativamente più ricco e stabile (ma anche molto meno popoloso, con due milioni di abitanti contro i 12 dello Zimbabwe) rispetto al suo vicino settentrionale. La frontiera ha quindi una duplice funzione, quella di arrestare il flusso di migranti in cerca di fortuna (ragione che spesso è motivo di tensione tra i due Paesi) e quella di controllo del bestiame, risorsa preziosissima ma spesso difficilmente controllabile in caso di confine aperto, oltre che fonte di contagio nel caso di epidemie. Ma non basta: le autorità botswane non sono le sole ad aver avuto un&#8217;idea simile nella regione, come dimostra il caso del <strong>Sudafrica</strong>. Qui, già nel 1975 il regime nazionalista bianco eresse un vero e proprio muro di contenimento, per evitare che la violenta guerra di decolonizzazione in corso in Mozambico potesse propagarsi anche all&#8217;interno dei propri confini. <a href="https://www.newscientist.com/article/mg12517011-000-hundreds-killed-by-south-africas-border-fence-/">Si stima</a> che in soli tre anni la barriera, potenziata con un sistema di elettrificazione da 3000 volt, abbia causato più morti che il Muro di Berlino nel corso della sua intera storia. Nonostante dal 2002 ad oggi siano stati fatti numerosi sforzi per rimuoverla, alcune sezioni sono ancora in piedi, in particolare per il timore di massicce spinte migratorie facilmente disperdibili all&#8217;interno della folta vegetazione del Kruger National Park, situato appena al di qua del confine tra i due Stati.</p>
<h2>Barriere del Nord</h2>
<p>Spingiamoci di nuovo a nord, per la precisione nel Maghreb: qui si trovano due degli esempi più noti di &#8221;muri made in Africa&#8221;, entrambi aventi come protagonista, ma su fronti opposti, il <strong>Marocco</strong>. Nel primo caso infatti sono state proprio le autorità marocchine ad erigere questa lunghissima barriera di circa 2700 chilometri, che separa i territori delle Province meridionali (saldamente sotto controllo marocchino) dalla cosiddetta Zona Libera, ovvero la porzione orientale del Sahara occidentale <em>de facto </em>occupata dal <strong>Fronte Polisario</strong>, l&#8217;organizzazione che sin dalla fine del dominio coloniale spagnolo lotta per l&#8217;autodeterminazione di queste terre e che, temono le autorità di Rabat, potrebbe trarre non poco vantaggio da una rivolta all&#8217;interno dell&#8217;area marocchina. Il muro (o meglio i muri, trattandosi di ben sei livelli di difesa alti tre metri) corre attraverso lande desolate, ed è composto perlopiù di sabbia e roccia, con la presenza di torrette di avvistamento, mine antiuomo e bunker. La stessa presenza delle mine lo rende uno dei punti più pericolosi del pianeta, oltre che, grazie alla tecnologia radar, uno dei più sorvegliati.</p>
<p>Il secondo caso vede invece il Marocco essere &#8221;parte offesa&#8221; nella vicenda e, più che di muro antiterroristico, possiamo parlare di vera e propria recinzione contro i migranti. Si tratta dei sistemi di fortificazione collocati dalla <strong>Spagna</strong> intorno a <strong>Ceuta e a Melilla</strong>, città autonome a tutti gli effetti sotto sovranità madrilena. Il Marocco, che non riconosce l&#8217;autorità di Madrid sull&#8217;area, ha obiettato per lungo tempo riguardo il massiccio spiegamento di tecnologia militare ai suoi confini, i soli direttamente esistenti tra l&#8217;Europa e un Paese africano. Nel caso di <a href="https://it.insideover.com/reportage/migrazioni/melilla-immigrazione-spagna-marocco.html">Melilla</a>, dal 2005 esistono tre livelli di difesa esterni, tutti dotati di filo spinato ed elettrificazione e divisi da una rete stradale interna a disposizione delle pattuglie. Questo ammodernamento, voluto dall&#8217;amministrazione Zapatero, è costato 33 milioni di euro e si affianca a un simile intervento sul muro di Ceuta, quest&#8217;ultimo <a href="https://it.insideover.com/gallery/migranti-arrivano-a-ceuta-agosto-2018.html">più sovente</a> bersaglio dei tentativi di breccia da parte dei migranti, l&#8217;ultimo dei quali è occorso nell&#8217;agosto del 2019 e ha provocato il ferimento di undici agenti spagnoli.</p>
<p>Come abbiamo visto, anche in Africa non mancano i tentativi di blocco di eventuali minacce alla sicurezza interna mediante vere e proprie installazioni militari fisse: anche da qui, e dalle conseguenze della loro implementazione, passa la geopolitica di oggi nel Continente nero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/i-muri-anti-migranti-in-africa.html">I muri anti migranti in Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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