<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Europa Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/luoghi/europa/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/luoghi/europa</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 28 Aug 2026 23:07:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Europa Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/luoghi/europa</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Finita la missione sperimentale per la task force droni USA</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/finita-la-missione-sperimentale-per-la-task-force-droni-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 23:07:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[droni kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
		<category><![CDATA[Us Army]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=527518</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Task Force Falcon, unità dell'U.S. Army che utilizza droni aerei, di superficie e subacquei, ha terminato la sua missione </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/finita-la-missione-sperimentale-per-la-task-force-droni-usa.html">Finita la missione sperimentale per la task force droni USA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A settembre terminerà la missione sperimentale della task force droni dell&#8217;esercito statunitense nel teatro euro-africano, cominciata a novembre del 2025. Ad agosto dello scorso anno, il <strong><a href="https://www.centcom.mil/MEDIA/PUBLIC-RELEASES/Article/4573159/centcom-launches-first-ever-multinational-attack-drone-task-force/">CENTCOM</a></strong>, il Comando Centrale degli Stati Uniti che sovrintende le operazioni in Medio Oriente e Asia Centrale, aveva istituito la <strong>Task Force Falcon</strong>, la prima unità dell&#8217;U.S. Army dotata di droni d&#8217;attacco <em>one way</em> composti da <strong>sistemi senza pilota in grado di operare in superficie, in mare e sott&#8217;acqua,</strong> gestiti da personale di supporto militare statunitense e partner regionali. </p>



<p>Al suo avvio, la task force era stata incaricata dal Dipartimento dell&#8217;esercito e dall&#8217;EUCOM (il Comando Europo degli Stati Uniti), di apprendere tattiche, soluzioni costruttive e metodologie di impiego dalle forze droni specializzate, <strong>comprese quelle impiegate dall&#8217;Ucraina</strong>, e di trasmettere tali insegnamenti all&#8217;esercito per supportare l&#8217;obiettivo del Pentagono di raggiungere la supremazia statunitense nel settore dei droni.</p>



<p>Un anonimo funzionario dell&#8217;U.S. Army ha dichiarato in un comunicato che, dopo la massiccia esercitazione multinazionale Saber Junction di agosto e settembre, il battaglione tornerà alla sua missione di fanteria aviotrasportata. Questo mese invece, il CENTCOM ha annunciato la creazione di una task force multinazionale che utilizzerà droni d&#8217;attacco one way aerei, di superficie e sottomarini insieme ai partner regionali. Questa task force fa seguito alla creazione, nel 2025, della <strong>Task Force Scorpion Strike</strong>, con sede in Medio Oriente e dotata di droni d&#8217;attacco, che è stata impiegata durante l&#8217;operazione <strong>Epic Fury</strong> nel Golfo Persico.</p>



<p>Il Pentagono, come riporta <em><a href="https://www.defensenews.com/news/your-military/2026/08/21/us-army-to-end-experimental-drone-battalion-in-europe/">Defense News</a></em>, si è concentrato molto sull&#8217;espansione del suo arsenale di droni in seguito a un ordine esecutivo del giugno 2025 che imponeva alle forze armate statunitensi di potenziare le proprie capacità in materia di sistemi aerei senza pilota. Dopo tale ordine, il Segretario alla Difesa <strong>Pete Hegseth </strong>ha emesso un memorandum nel luglio 2025 in cui affermava che “le unità statunitensi non sono equipaggiate con i piccoli droni letali richiesti dal moderno campo di battaglia” e si impegnava a rinnovare gli sforzi delle forze armate per l&#8217;acquisizione e l&#8217;impiego dei droni.</p>



<p>La creazione della Task Force Falcon segue l&#8217;istituzione della Task Force Scorpion Strike nel dicembre 2025 equipaggiata con droni d&#8217;attacco <em>one way</em>, nell&#8217;ambito dello sforzo volto a integrare questo tipo di tecnologia nelle diverse forze armate statunitensi. </p>



<p>All&#8217;avvio dell&#8217;operazione Epic Fury, sappiamo che l&#8217;esercito statunitense ha utilizzato per la prima volta in combattimento il drone <em>one way</em> <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/tomahawk-bombe-guidate-e-nuovi-droni-dattacco-lucas-ecco-2630265.html">LUCAS</a></strong> (<em>Low-cost Unmanned Combat Attack System)</em>: uno UAV (<em>Unmanned Air Vehicle</em>) prodotto dalla SpektreWorks dal costo unitario di 35mila dollari. Il LUCAS possiede ala delta larga 2,5 metri ed è lungo circa 3, è propulso da un motore a elica, ed è in grado di trasportare un carico utile di circa 18 kg con un&#8217;autonomia dichiarata di 444 miglia nautiche (circa 712 km). La sua designazione commerciale è FLM 136. Il drone viene lanciato da una rotaia come avviene per l&#8217;iraniano <strong>Shahed 136</strong>, e in effetti il LUCAS ne ricorda molto le forme e molto probabilmente è stato sviluppato partendo dai resti di questo tipo di drone – che i russi producono su licenza col nome Geran-2 – recuperati nel teatro mediorientale o in quello ucraino.</p>



<p>A due settimane dall&#8217;inizio dell&#8217;operazione Epic Fury, il responsabile del programma LUCAS <a href="https://defensescoop.com/2026/03/17/lucas-drone-production-emil-michael-operation-epic-fury/">aveva affermato</a> che “non ne stiamo producendo decine di migliaia. Si tratta di poche decine, ma finora funzionano molto bene” aggiungendo che i droni “non erano in piena produzione” prima del dispiegamento presso il CENTCOM e che i militari “hanno lanciato ciò che avevano a disposizione”. L&#8217;ammiraglio Brad Cooper, comandante del CENTCOM, aveva anche fatto notare il grande successo dei droni impiegati e che il sistema era in fase di perfezionamento in vista della produzione di massa. </p>



<p>Tornando alla Task Force Falcon, il suo aspetto più distintivo è l&#8217;<strong>integrazione</strong> di sistemi aerei, di superficie e subacquei all&#8217;interno di un&#8217;unica organizzazione. Il CENTCOM non ha mai specificato quali piattaforme marittime o sommergibili sono state assegnate a questa unità né in che modo i partner internazionali hanno contribuito. Anche il numero l&#8217;organizzazione del personale non sono noti. Tale incertezza è rilevante perché un drone d&#8217;attacco aereo one way, un&#8217;imbarcazione di superficie autonoma e un veicolo sottomarino hanno requisiti di comunicazione, velocità di avvicinamento, metodi di navigazione e processi di puntamento differenti; inoltre sapere l&#8217;organigramma della Task Force e come si è integrata con le altre unità delle forze armate USA impegnate nell&#8217;operazione Epic Fury aiuterebbe a capire in che modo il Pentagono intenda integrare i droni nei suoi reparti. Utilizzare UAV, USV e UUV in un&#8217;unica struttura operativa implica ben più che il semplice impiego di un maggior numero di sistemi senza equipaggio. </p>



<p>Sappiamo solo, come accennato, che il CENTCOM questo mese ha annunciato la creazione di un&#8217;altra task force multinazionale che utilizzerà droni d&#8217;attacco one way in aria, in acqua e sott&#8217;acqua insieme a partner regionali, e molto probabilmente questo modello organizzativo verrà impiegato in ambito NATO nel prossimo futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/finita-la-missione-sperimentale-per-la-task-force-droni-usa.html">Finita la missione sperimentale per la task force droni USA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ucraina, la guerra presenta il conto all’Occidente: armi, debito e industria hanno un limite</title>
		<link>https://it.insideover.com/economy/ucraina-la-guerra-presenta-il-conto-alloccidente-armi-debito-e-industria-hanno-un-limite.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 16:46:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Economy]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=527278</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quanto potrebbe costare l'aiuto militare e finanziario all'Ucraina nei prossimi cinque o dieci anni? Questa la domanda cruciale. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economy/ucraina-la-guerra-presenta-il-conto-alloccidente-armi-debito-e-industria-hanno-un-limite.html">Ucraina, la guerra presenta il conto all’Occidente: armi, debito e industria hanno un limite</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra in Ucraina sta entrando nella fase in cui la variabile decisiva potrebbe non essere più soltanto <strong>militare</strong>, ma soprattutto <strong>economica</strong>. Kyiv continua a dipendere da trasferimenti finanziari, armi, munizioni e sistemi di difesa prodotti all’estero, mentre gli Stati europei devono sostenere contemporaneamente welfare, debito pubblico, energia e riarmo. Il problema non è dunque soltanto quanto a lungo l’Ucraina possa combattere, ma <strong>quanto a lungo i suoi sponsor possano permettersi di finanziarne lo sforzo bellico</strong> senza sacrificare altri interessi strategici.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La guerra che diventa una questione di bilancio</strong></h2>



<p>Per comprendere il limite occidentale occorre uscire dalla contabilità dei singoli pacchetti di aiuti. La questione è strutturale: sostenere una guerra industriale per anni richiede <strong>produzione militare, capacità fiscale, energia, materie prime, personale e credito</strong>. <a href="https://www.analisidifesa.it/2026/08/il-prezzo-della-frattura-la-guerra-russo-ucraina-e-il-conto-pagato-dalleconomia-europea/">L’Unione europea ha appena predisposto per il 2026-2027 un prestito fino a <strong>90 miliardi di euro</strong> destinato all&#8217;Ucraina: circa 60 miliardi per la difesa e 30 per il sostegno di bilancio</a>. &nbsp;Non è un dettaglio contabile. È la dimostrazione che il finanziamento della guerra è ormai diventato una componente permanente della politica finanziaria europea. Il punto è che <strong>il denaro preso a prestito non equivale a ricchezza disponibile</strong>. Significa trasferire nel futuro una parte del costo presente, utilizzando il bilancio europeo come garanzia. E mentre Bruxelles aumenta l&#8217;impegno verso Kyiv, i governi nazionali devono finanziare pensioni, sanità, infrastrutture, interessi sul debito e contemporaneamente aumentare la spesa militare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Mancano anche le armi</strong></h2>



<p>La contraddizione emerge ancora più chiaramente sul piano industriale. L&#8217;Occidente può stanziare miliardi, ma non può trasformare immediatamente quei miliardi in <strong>missili, intercettori e munizioni</strong>. Il caso dei Patriot è emblematico. Nell&#8217;attacco russo contro Kyiv del 19-20 agosto, la scarsità di intercettori ha nuovamente rappresentato un problema centrale per la difesa ucraina. Reuters ha riferito che Zelensky ha accusato i ritardi nelle forniture di Patriot di contribuire alle perdite ucraine.  Il <em>Wall Street Journal </em>segnala inoltre che le scorte occidentali sono sotto pressione anche a causa delle necessità generate dai conflitti in Medio Oriente.  Qui emerge il vero limite della strategia occidentale: <strong>la capacità finanziaria e la capacità produttiva non coincidono</strong>. Anche disponendo delle risorse per acquistare nuovi sistemi, occorrono anni per ampliare le linee produttive, assicurarsi componenti e ricostituire le scorte.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il riarmo, una spirale finanziaria</strong></h2>



<p>L&#8217;Europa ha quindi imboccato una strada apparentemente inevitabile: più la guerra si prolunga, più aumenta la necessità di <strong>riarmarsi</strong>; più aumenta il riarmo, maggiori diventano le risorse sottratte ad altri capitoli di spesa oppure finanziate attraverso nuovo debito. La stessa Commissione europea indica per il solo 2026 fino a <strong>45 miliardi di euro</strong> di sostegno all&#8217;Ucraina, dei quali 28,3 miliardi destinati alle capacità industriali della difesa. &nbsp;Questo meccanismo può essere sostenibile per un periodo limitato. Diventa molto più problematico quando viene trasformato in una <strong>politica permanente</strong>. Il paradosso è evidente: l&#8217;Europa aumenta la spesa militare per prepararsi a una guerra potenziale con la Russia mentre deve contemporaneamente finanziare una guerra già in corso. Il risultato è una competizione interna per risorse pubbliche sempre più scarse.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Kyiv sopravvive grazie al finanziamento esterno</strong></h2>



<p>L&#8217;Ucraina, dal canto suo, non può sostenere autonomamente il costo della guerra. Il sostegno internazionale non è quindi un elemento accessorio, ma una <strong>condizione di funzionamento dello Stato</strong>. Anche il programma del Fondo monetario internazionale riflette questa dipendenza: nel luglio 2026 il board dell&#8217;FMI ha autorizzato un ulteriore esborso di circa 690 milioni di dollari nell&#8217;ambito dell&#8217;accordo quadriennale da 8,1 miliardi. &nbsp;La domanda strategica diventa allora inevitabile: <strong>per quanto tempo i finanziatori occidentali saranno disposti a trasformare il sostegno all&#8217;Ucraina in un impegno finanziario pluriennale?</strong> Finché la risposta sarà positiva, Kyiv potrà continuare a combattere. Ma ciò non significa che la strategia stia diventando economicamente più sostenibile. Significa piuttosto che il costo viene progressivamente trasferito dai bilanci ucraini a quelli occidentali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La perdita del margine strategico</strong></h2>



<p>È questo il punto che spesso sfugge alla propaganda bellica. Una guerra non viene necessariamente persa quando finiscono i soldati o quando cade una città. Può essere persa quando <strong>le opzioni disponibili diventano progressivamente più costose</strong>. L&#8217;Ucraina deve contemporaneamente difendere il fronte terrestre, proteggere le città, preservare la rete energetica, mantenere le esportazioni, produrre droni e sostenere un esercito sottoposto a enormi esigenze di personale e materiali. Ma anche l&#8217;Occidente deve scegliere. Ogni Patriot inviato a Kyiv è un sistema che non può essere immediatamente destinato alla ricostituzione delle scorte americane o europee. Ogni miliardo destinato alla difesa ucraina è un miliardo che deve essere finanziato attraverso <strong>tassazione, debito, tagli ad altre spese o crescita economica</strong>. E la crescita è proprio la variabile che non può essere data per scontata.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Economicamente insostenibile o militarmente impossibile</strong>?</h2>



<p>Questo non significa che l&#8217;Occidente sia già incapace di finanziare l&#8217;Ucraina. Sarebbe una conclusione eccessiva: l&#8217;UE continua a mobilitare risorse considerevoli e ha costruito strumenti finanziari pluriennali. &nbsp;Significa però che <strong>il costo marginale della guerra aumenta</strong> mentre diminuisce la possibilità di ottenere risultati decisivi attraverso ulteriori trasferimenti. È qui che gli sponsor iniziano inevitabilmente a porsi la domanda più scomoda: non «quanto costa sostenere l&#8217;Ucraina oggi?», ma <strong>quanto costerà sostenerla ancora per altri tre, cinque o dieci anni?</strong> La risposta determina il vero limite della strategia occidentale. Perché se il conflitto non produce una soluzione politica e richiede contemporaneamente sempre più denaro, armi e debito, prima o poi il problema smette di essere esclusivamente ucraino. Diventa <strong>un problema di finanza pubblica occidentale</strong>. E quando una guerra comincia a competere con pensioni, sanità, infrastrutture, energia e sicurezza nazionale per le stesse risorse, la questione non è più soltanto quanto si vuole combattere. È <strong>quanto ci si può ancora permettere di farlo</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-analisi-difesa wp-block-embed-analisi-difesa"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="vwg17VwUdb"><a href="https://www.analisidifesa.it/2026/08/il-prezzo-della-frattura-la-guerra-russo-ucraina-e-il-conto-pagato-dalleconomia-europea/">Il prezzo della frattura: la guerra russo-ucraina e il conto pagato dall’economia europea</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Il prezzo della frattura: la guerra russo-ucraina e il conto pagato dall’economia europea&#8221; &#8212; Analisi Difesa" src="https://www.analisidifesa.it/2026/08/il-prezzo-della-frattura-la-guerra-russo-ucraina-e-il-conto-pagato-dalleconomia-europea/embed/#?secret=CKSKJfHduc#?secret=vwg17VwUdb" data-secret="vwg17VwUdb" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-ispi wp-block-embed-ispi"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="Quo9kcc5kT"><a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/ucraina-i-costi-della-guerra-36924">Ucraina: i costi della guerra</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Ucraina: i costi della guerra&#8221; &#8212; ISPI" src="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/ucraina-i-costi-della-guerra-36924/embed#?secret=SRFpnYmuWU#?secret=Quo9kcc5kT" data-secret="Quo9kcc5kT" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-notizie-geopolitiche wp-block-embed-notizie-geopolitiche"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="BfP9QNrPn4"><a href="https://www.notiziegeopolitiche.net/oltre-quattro-anni-di-guerra-il-costo-umano-e-strategico-dellinvasione-russo-putiniana-dellucraina-la-tragedia-oltre-la-tragedia/">Oltre quattro anni di guerra: il costo umano e strategico dell&#8217;invasione russo &#8211; putiniana dell&#8217;Ucraina. La tragedia oltre la tragedia</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Oltre quattro anni di guerra: il costo umano e strategico dell&#8217;invasione russo &#8211; putiniana dell&#8217;Ucraina. La tragedia oltre la tragedia&#8221; &#8212; Notizie Geopolitiche" src="https://www.notiziegeopolitiche.net/oltre-quattro-anni-di-guerra-il-costo-umano-e-strategico-dellinvasione-russo-putiniana-dellucraina-la-tragedia-oltre-la-tragedia/embed/#?secret=jV3pMY9FxU#?secret=BfP9QNrPn4" data-secret="BfP9QNrPn4" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economy/ucraina-la-guerra-presenta-il-conto-alloccidente-armi-debito-e-industria-hanno-un-limite.html">Ucraina, la guerra presenta il conto all’Occidente: armi, debito e industria hanno un limite</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Russia-Ucraina: caro Corriere, se vogliamo la pace riflettiamo (anche) sugli errori dell&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/russia-ucraina-caro-corriere-se-vogliamo-la-pace-riflettiamo-anche-sugli-errori-delleuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 15:35:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=526829</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/putin-zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/putin-zelensky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/putin-zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/putin-zelensky-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/putin-zelensky-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/putin-zelensky-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/putin-zelensky-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La narrazione su questi quattro anni e mezzo tende a giustificare l'ambizione europea, fallita, a sconfiggere la Russia sul campo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/russia-ucraina-caro-corriere-se-vogliamo-la-pace-riflettiamo-anche-sugli-errori-delleuropa.html">Russia-Ucraina: caro Corriere, se vogliamo la pace riflettiamo (anche) sugli errori dell&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/putin-zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/putin-zelensky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/putin-zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/putin-zelensky-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/putin-zelensky-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/putin-zelensky-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/putin-zelensky-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se provate a scorrere un giornale assolutamente affidabile come l&#8217;<strong>Ukrainska Pravda</strong>, forse il più deciso nel denunciare gli scandali di corruzione all&#8217;interno del governo ucraino, noterete facilmente che tutte le azioni dell&#8217;Ucraina contro la Russia sono raccontate come successi e come imprese puramente belliche, mentre tutti gli attacchi russi vengono sottostimati nei risultati e comunque descritti solo attraverso le vittime civili. Un esempio dalla prima pagina di oggi: &#8220;Lo stato maggiore ucraino mostra il colpo contro un impianto petrolifero russo: due laboratori distrutti e quattro danneggiati&#8221; contro &#8220;La Russia attacca le infrastrutture portuali nella regione di Odessa, danneggiate navi civili, ferite quattro persone&#8221;. </p>



<p>Che lo facciano i media ucraini è più che comprensibile. Sarebbe incredibile se non lo facessero, vista anche la necessità di sostenere il morale della popolazione che da quattro anni e mezzo resiste all&#8217;invasione russa. È molto meno comprensibile, per usare un eufemismo, che lo facciano i media nostrani, che cercano ogni giorno di &#8220;venderci&#8221; una versione dei fatti unidimensionale: il bianco tutto di qua, il nero tutto di là; le vittorie tutte ucraine, le sconfitte tutte russe. Non solo. Abbiamo fatto notare ieri, parlando dell&#8217;attentato in cui <strong>una donna al soldo dei servizi segreti ucraini ha eliminato a Sebastopoli un ex ufficiale della marina ucraina poi passato ai russi</strong>, che tutti i giornali si sono sbrigati ad aggiungere una postilla sul fatto che la versione dei fatti disponibile è quella russa e che non c&#8217;è una versione &#8220;indipendente&#8221;. Anche Wikipedia fa così, per esempio su tutti gli attentati con cui sono stati eliminati alti ufficiali russi. Ma nessun giornale ha chiesto una versione &#8220;indipendente&#8221; dei fatti successivi all&#8217;attentato di Montecarlo contro l&#8217;oligarca ucraino <strong>Vadim Ermolaev,</strong> con la bomba piazzata da una certa <strong>Anastasia Berezovska,</strong> ucraina, fuggita a Kiev subito dopo e dopo un paio di giorni assassinata a colpi di pistola, mentre le autorità arrestavano un ufficiale di polizia e uno dei servizi segreti. In quel caso, quel che dicevano gli ucraini era più che sufficiente.</p>



<p>E così via. Com&#8217;è ovvio (anche se tocca ripeterlo ogni volta, visto il clima), nessuno può perdonare alla Russia la decisione di invadere l&#8217;Ucraina, qualunque fosse la ragione che, nell&#8217;ottica del Cremlino, sembrava giustificarla. Ma un racconto tanto parziale dei fatti, così totale e pervasivo da non poter essere che deciso a tavolino (il primo colpo di gong lo diede <strong>Ursula von der Leyen </strong>quando, nel settembre del 2022, già parlò di <strong>industria militare russa &#8220;a pezzi&#8221;</strong> e di militari costretti a usare i microchip delle lavatrici per far volare i missili) non solo è inevitabilmente destinato a lasciare perplessi i lettori non schierati o comunque ancora vogliosi di riflettere (come può essere che una Russia che da quattro anni e mezzo va incontro a disastri di ogni tipo stia ancora in piedi e, anzi, avanzi?) ma autorizza qualunque interpretazione.</p>



<p>La nostra è questa: l&#8217;Europa ha davvero pensato che una clamorosa sconfitta della Russia fosse a portata di mano. E si è davvero illusa di poterla ottenere in fretta, insieme con i dividendi politici del caso. Un pensiero sostenuto peraltro dagli &#8220;esperti&#8221;. Cosicché l&#8217;input politico, condiviso da quasi tutti i governi dei Paesi membri, è stato quello di diffondere quel pensiero.  Non hanno forse provato a farci credere, per fare solo un esempio, che il gasdotto Nord Stream, di proprietà anche russa, la gallina dalle uova d&#8217;oro del Cremlino, era stato fatto saltare dai russi? Il tono dei commenti di allora si può rilevare facilmente dagli articoli della stampa specializzata in affari europei (&#8220;Le cause delle perdite registrate sono ancora da accertare, ma molte delle ipotesi conducono all’idea che i <strong>danni alle tubature siano dovute a un ennesimo tentativo del regime russo di fare pressioni sui governi europei sfruttando le forti dipendenze dal gas in arrivo da lì&#8221;), </strong>mentre Von der Leyen, Charles Michel e Josep Borrell, i massimi dirige nei Ue di allora, promettevano indagini veloci e rigorose che, ovviamente, non sono mai state condotte, viste le origini europeo-ucraine-americane dell&#8217;attentato. </p>



<p>La tesi dell&#8217;auto-attentato russo è stata molto accarezzata anche dal <em>Corriere della Sera</em>, il più autorevole e diffuso quotidiano italiano (e tra poco diremo perché lo tiriamo in ballo), che due anni dopo, per la stessa firma autorevole di <strong>Federico Rampini</strong>, si è scusato per l&#8217;appoggio a una tesi assurda, scrivendo: &#8220;Anche quando c’è un torto e una ragione, un aggressore e un aggredito, una vittima e un carnefice, questo <strong>non significa che da una parte vi sia sempre e soltanto il Male, dall’altra sempre e soltanto il Bene</strong>. Anche quando esiste un imperativo etico per schierarsi da una parte, questo non significa assolverla a priori da tutto ciò che farà&#8221;. Il tema vero è che quando ci si schiera in base a &#8220;un imperativo etico&#8221;, ovvero per il Bene contro il Male, e non in base ai fatti, poi diventa difficile usare il calibro e misurare quanto Male stia facendo il Bene e viceversa. Diventa difficile restare equilibrati. che è una condizione fondamentale per rendere un corretto servizio al lettore.</p>



<p>Poi le cose sono andate come sono andate, la Russia non è crollata e a quel punto stringere i bulloni di una certa narrazione è diventato ancor più necessario: <strong>come spiegare agli europei che l&#8217;impennata delle bollette, le spese per il riarmo, i soldi investiti nella resistenza ucraina (200 miliardi da parte della sola Europa),</strong> le tensioni internazionali, il persistente timore di un allargamento del conflitto erano la conseguenza di un calcolo sbagliato? Di una visione politica così improvvida da collocarsi ai limiti del dilettantismo?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le trattative del 2022</h2>



<p> È molto più facile attribuire qualunque responsabilità di questi ultimi quattro anni e mezzo (della colpa originaria, l&#8217;invasione, abbiamo detto poco sopra) alla Russia, come se noi europei fossimo sempre stati assenti, non avessimo mai preso decisioni capaci di influenzare il corso degli eventi. E ci dispiace che su questa strada proceda anche il direttore del Corriere della Sera, <strong>Luciano Fontana,</strong> che anche oggi scrive: &#8220;&#8230; I quattro anni e mezzo di battaglia, lo stallo sul campo, la capacità ucraina di difendersi dovrebbero spingere Putin a trattare, a trovare una soluzione. Finora non l’ha fatto e non sembra abbia alcuna intenzione di farlo&#8230; Putin non vuole il tavolo di pace e senza di lui non si aprirà mai: questa è la verità&#8221;.   </p>



<p>In questa risposta a un lettore, Fontana a nostro avviso perpetua la distorsione di prospettiva che ci ha portati in questa situazione. Intanto: dopo quattro anni e mezzo di guerra in cui l&#8217;Ucraina ha sacrificato una generazione (tra caduti e rifugiati all&#8217;estero), l&#8217;Occidente intero si è impegnato con armi, quattrini e ogni sorta di contributo di tecnologia e intelligence per la resistenza ucraina e la NATO si è allargata e rafforzata, l<strong>&#8216;obiettivo primario, che dichiaratamente era piegare sul campo di battaglia la Russia, è stato clamorosamente mancato. </strong>Tutti annunciano il prossimo crollo militare ed economico di Mosca, riservandosi però di spostarlo mano mano in un futuro sempre più indefinito. Ed è stato mancato, come scrive lo stesso Fontana, <strong>anche l&#8217;obiettivo per così dire secondario, cioè quello di esercitare una pressione tale da costringere Putin a trattare. </strong>La Russia non tratta, ma continua a premere e a rosicchiare terreno nel Donbass, oltre a far valere la superiorità nel settore missilistico. Di fronte a questa realtà che cosa vogliamo fare? Ripetere all&#8217;infinito che la Russia ha torto, Putin è un imperialista, forse domani la Russia crollerà, se non si trova una soluzione la colpa è tutta del Cremlino? È vero ma è anche tremendamente inutile. A meno che il vero senso di questo loop non riguardi la Russia ma le opinioni pubbliche della nostra Europa, che vanno tenute &#8220;in caldo&#8221; mentre l&#8217;economia vacilla e le spese per il riarmo aumentano.</p>



<p>E poi: è chiaro che ora è Putin a non voler trattare. Ma nel 2022 era il contrario: era la Russia, dopo aver fallito la spallata iniziale tesa a far fuggire all&#8217;estero il governo ucraino e lo stesso <strong>Volodymyr Zelensky</strong>, che chiedeva il negoziato. Con Putin disposto a non indifferenti concessioni: Ucraina fuori dalla Nato e neutrale ma dentro la Ue, status della Crimea da discutere, garanzie di sicurezza di Usa ed Europa per Kiev nel caso la Russia avesse ripreso le ostilità. <strong>Le testimonianze in questo senso sono così numerose e autorevoli da non essere più discutibili: nessuno può far finta di non esserne al corrente.</strong> Quel negoziato poteva finire male in ogni caso. Ma furono proprio gli europei a non assecondarlo: perché convinti che la disfatta russa fosse inevitabile e perché molti Paesi, dietro la retorica bellicista che comunque prevede che a morire al fronte siano solo gli ucraini, non volevano firmare un accordo che li avrebbe obbligati a intervenire in un futuro eventuale scontro tra Russia e Ucraina.</p>



<p><strong>È da questi fatti che dobbiamo partire se vogliamo sperare di trovare una soluzione a questa guerra assurda e drammatica. </strong>Che non a caso, almeno per quanto riguarda l&#8217;Europa e il suo ruolo nel mondo, si accompagna ad altre due crisi, <strong>quella di Gaza e del Libano e quella del Golfo Persico e dell&#8217;Iran</strong>, in cui siamo rimasti inchiodati tra ambiguità e impotenza. Ma nella Bibbia, libro dell&#8217;Apocalisse 3:16, Dio dice: &#8220;Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né fervente, io ti vomiterò dalla mia bocca&#8221;. A condannarci, prima ancora della Russia, è la pigrizia culturale politica e spirituale. </p>



<p></p>



<p> </p>



<p></p>



<p><strong>Riferimenti</strong></p>



<p>Per l&#8217;Ukrainska Pravda: https://www.pravda.com.ua/eng/</p>



<p>Per l&#8217;attentato di Sebastopoli: https://it.insideover.com/spionaggio/la-bomba-di-sebastopoli-la-bella-assassina-lufficiale-passato-ai-russi-e-la-tecnica-dei-servizi-ucraini.html</p>



<p>Per Wikipedia sul caso Berezovska: https://en.wikipedia.org/wiki/2026_Monaco_bombing#Suspect</p>



<p>Per il discorso di Ursula von der Leyen: https://youtube.com/shorts/R-g6jY8DI3c?si=XISnffFPZlADxfxE</p>



<p>Per i commenti sul Nord Stream: https://www.eunews.it/2022/09/28/ue-denuncia-sabotaggio-nord-stream/</p>



<p>Per i due articoli di Federico Rampini: https://www.corriere.it/oriente-occidente-federico-rampini/22_settembre_28/nord-stream-chi-conviene-sabotaggio-gasdotto-03172994-3f45-11ed-b6e3-34338f1c69a0.shtml. E poi: https://www.corriere.it/oriente-occidente-federico-rampini/24_agosto_16/nord-stream-verita-ucraina-966d1a5b-a3d7-4bad-a1a1-3dc96104exlk.shtml</p>



<p>Per l&#8217;articolo di Luciano Fontana: https://www.corriere.it/lettere-al-direttore/26_agosto_17/se-non-parte-un-tavolo-di-pace-il-vero-responsabile-e-putin-rd-ba0ab67b-596a-42f4-b49d-453e9c1b0xlk.shtml?vclk=BoardOpinioni+e+Commenti_ZB1_PH18_N2&amp;refresh_ce</p>



<p>Per le testimonianze sulle condizioni delle trattative: https://www.avvenire.it/mondo/putin-era-pronto-a-concessioni-perche-falli-il-negoziato-nel-2022_75814. E anche: https://it.insideover.com/guerra/negoziati-russia-ucraina-del-2022-confermato-il-sabotaggio-nato.html#google_vignette</p>



<p> </p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/russia-ucraina-caro-corriere-se-vogliamo-la-pace-riflettiamo-anche-sugli-errori-delleuropa.html">Russia-Ucraina: caro Corriere, se vogliamo la pace riflettiamo (anche) sugli errori dell&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Bogey&#8221; e &#8220;Fox&#8221;, storia del gergo che ha segnato la storia dei combattimenti dell&#8217;aria</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/bogey-e-fox-storia-del-gergo-che-ha-segnato-la-storia-dei-combattimenti-dellaria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 02:58:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Aerei]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=512492</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1902" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/F-4B_Phantom_VMFA-314_firing_AIM-7_c1961-e1786802792534.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/F-4B_Phantom_VMFA-314_firing_AIM-7_c1961-e1786802792534.jpeg 1902w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/F-4B_Phantom_VMFA-314_firing_AIM-7_c1961-e1786802792534-300x202.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/F-4B_Phantom_VMFA-314_firing_AIM-7_c1961-e1786802792534-1024x689.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/F-4B_Phantom_VMFA-314_firing_AIM-7_c1961-e1786802792534-768x517.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/F-4B_Phantom_VMFA-314_firing_AIM-7_c1961-e1786802792534-1536x1034.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/F-4B_Phantom_VMFA-314_firing_AIM-7_c1961-e1786802792534-600x404.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1902px) 100vw, 1902px" /></p>
<p> Il significato delle "sigle" usate dai combattenti dell'aria per trasmettere informazioni con il minor numero possibile di parole.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/bogey-e-fox-storia-del-gergo-che-ha-segnato-la-storia-dei-combattimenti-dellaria.html">&#8220;Bogey&#8221; e &#8220;Fox&#8221;, storia del gergo che ha segnato la storia dei combattimenti dell&#8217;aria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1902" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/F-4B_Phantom_VMFA-314_firing_AIM-7_c1961-e1786802792534.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/F-4B_Phantom_VMFA-314_firing_AIM-7_c1961-e1786802792534.jpeg 1902w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/F-4B_Phantom_VMFA-314_firing_AIM-7_c1961-e1786802792534-300x202.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/F-4B_Phantom_VMFA-314_firing_AIM-7_c1961-e1786802792534-1024x689.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/F-4B_Phantom_VMFA-314_firing_AIM-7_c1961-e1786802792534-768x517.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/F-4B_Phantom_VMFA-314_firing_AIM-7_c1961-e1786802792534-1536x1034.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/F-4B_Phantom_VMFA-314_firing_AIM-7_c1961-e1786802792534-600x404.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1902px) 100vw, 1902px" /></p>
<p>“<em>Bogeys</em>”. Un pilota da caccia americano aveva individuato due jet che si stavano avvicinando rapidamente. Dopo l’identificazione del modello e delle insegne, pochi istanti più tardi, attraverso la radio arrivarono altre parole in codice, parole destinate a entrare nelle cronache di quel combattimento: “<em>Mi hanno voltato le spalle per la quinta volta… Fox Two!</em>”. Due missili aria-aria puntarono dritti verso i loro bersagli, abbattendoli entrambi.</p>



<p>Era il 4 gennaio del 1989, quando due caccia F-14 Tomcat della Marina statunitense intercettarono una coppia di MiG-23 Flogger libici sopra il Mediterraneo. L’intercettazione degenerò in un duello aereo a causa delle “<em>ripetute manovre che lasciavano presagire intenzioni ostili</em>” da parte dei MiG, e le voci dei piloti statunitensi impegnati nello scontro aereo, registrate dal Dipartimento della Difesa e successivamente diffuse dalle emittenti televisive, incuriosirono quanti non conoscevano l’esatto significato di quella parola in codice. Per chiunque avesse dimestichezza con gli aerei da combattimento e la loro storia, quell’espressione curiosa, <strong>“FOX TWO”, aveva un significato preciso,</strong> dimostrato dagli eventi riportati dalla cronaca: il pilota del caccia aveva portato il suo attacco lanciando un missile aria-aria a guida infrarossa.</p>



<p>Fox One, Fox Two, Fox Three sono tre formule che appartengono al <strong>linguaggio universale del combattimento aereo</strong> che interessa gli aerei della NATO, i “<em>brevity codes</em>”, parole convenzionali utilizzate per condensare informazioni essenziali nel minor tempo possibile, che, attraverso appena sei sillabe, raccontano buona parte dell&#8217;evoluzione del combattimento aereo che ha trasformato i <strong>duelli nei cieli dalla Guerra Fredda</strong> ai nostri giorni.</p>



<p>“<strong>Fox One</strong>” è il messaggio in codice che indica il lancio di un missile a guida radar semi-attiva come il celebre AIM-7 Sparrow, diventato uno dei protagonisti dei combattimenti aerei della Guerra del Vietnam, quando gli aerei da caccia, dopo gli<a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/quando-elica-sconfisse-reattore-ultima-volta-2078505.html">ultimi scontri aerei alla vecchia maniera</a> nei cieli della Corea, iniziarono ad affidarsi quasi esclusivamente ai missili. Nel caso dei missili a guida radar semi-attiva il principio di funzionamento impone una limitazione decisiva: il missile possiede un ricevitore radar, ma non un trasmettitore capace di cercare autonomamente il bersaglio. <strong>È quindi il radar dell&#8217;aereo che lo ha lanciato a dover “illuminare” l&#8217;obiettivo,</strong> mentre lo Sparrow segue l&#8217;energia riflessa fino all’intercettazione. Ne consegue che il caccia deve continuare a supportare l&#8217;ingaggio durante il volo del missile. Rompere l&#8217;aggancio per effettuare determinate manovre difensive può compromettere l&#8217;intercettazione. Per alcuni secondi l’aereo che ingaggia il suo avversario, il “cacciatore”, rimane quindi, in una certa misura, legato alla sua preda, il suo obiettivo. Anche se si tratta di pochi secondi, in un combattimento aereo nel quale più velivoli possono avvicinarsi reciprocamente a velocità elevatissime, quei secondi possono diventare un’eternità. Per tale ragione, la scelta di questo tipo di missile riguarda scontri aerei ravvicinati condotti in determinate condizioni.</p>



<p>Nel caso del messaggio in codice “<strong>Fox Two</strong>”, il pilota segnala invece il lancio di un missile a guida infrarossa, il classico&nbsp;<em>heat-seeker</em>. È il caso del celebre AIM-9 Sidewinder che, a differenza dello Sparrow, non necessita che il radar del caccia continui a illuminare il bersaglio: il suo sensore ricerca la radiazione infrarossa emessa dall&#8217;aereo avversario e, una volta acquisito l&#8217;obiettivo, lo insegue autonomamente. Le prime generazioni di missili a guida infrarossa, tra i preferiti dai piloti, erano particolarmente efficaci quando l’attacco era portato dalla posizione “in coda” all’avversario, dal momento che la firma termica dei motori risultava più evidente al missile in cerca di calore. Negli anni i missili infrarossi sono stati migliorati, per essere capaci di ingaggi da molteplici angolazioni, rilevando non soltanto le sorgenti termiche più intense ma anche altre componenti della firma infrarossa del velivolo. Sistemi di puntamento montati sul casco permettono inoltre al pilota di indirizzare il sensore semplicemente guardando verso il bersaglio, consentendo lanci ad elevato angolo fuori asse. Decisivi nel combattimento ravvicinato, vengono impiegati durante i dogfight che, come nel primo caso, avvengono a una “distanza visiva”, mentre appartengono al combattimento aereo “oltre l’orizzonte” i missili lanciati quando viene segnalato un “<strong>Fox Three</strong>”, il lancio di un missile a guida radar attiva come l&#8217;AIM-120 AMRAAM.</p>



<p>Questo tipo di missile aria-aria rappresenta il vero salto tecnologico nel combattimento aereo che ha profondamente modificato il combattimento, ponendo il pilota nella condizione di ingaggiare e combattere un avversario <strong>Beyond Visual Range</strong> (BVR), ossia oltre il raggio visivo. Ciò gli consente di attaccare un aereo a grandi distanze con un missile a lungo raggio che dispone di un proprio radar e raggiunge un obiettivo che il pilota non vede a occhio nudo. Dopo il lancio, il missile procede verso l&#8217;area prevista d&#8217;intercettazione sfruttando la navigazione inerziale e gli eventuali aggiornamenti trasmessi attraverso&nbsp;<em>data link</em>; nella fase terminale attiva il proprio sensore radar e cerca autonomamente il bersaglio. Quando questo avviene, un&#8217;altra parola può attraversare la radio: “Pitbull”. Significa che il missile è diventato autonomo nella fase terminale dell&#8217;ingaggio. Il caccia che lo ha lanciato non è più vincolato come avveniva con le precedenti armi e può quindi “sganciarsi” e assumere una posizione difensiva o rivolgere l&#8217;attenzione verso un&#8217;altra minaccia.</p>



<p>Prima dello sviluppo dei missili a guida radar attiva, attraverso il codice “Fox Three” si annunciava l’uso del cannoncino di cui ogni aereo da combattimento è dotato; oggi l’impiego in combattimento di un cannoncino M61 Vulcan/GAU-12 o, nel caso dei nostri Eurofighter, del Mauser BK-27 è segnalato con la chiamata “<em><strong>Guns, guns, guns</strong></em>”. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="819" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-15-ago-2026-18_09_54-1024x819.jpg" alt="" class="wp-image-526700" style="aspect-ratio:1.2503197897527734;width:613px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-15-ago-2026-18_09_54-1024x819.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-15-ago-2026-18_09_54-300x240.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-15-ago-2026-18_09_54-768x615.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-15-ago-2026-18_09_54-600x480.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-Image-15-ago-2026-18_09_54.jpg 1402w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p>I missili aria-aria sono entrati in servizio negli anni Cinquanta, quando Stati Uniti e Unione Sovietica hanno sviluppato diversi tipi di queste armi, fornendole ai loro alleati. Il primo impiego confermato di questo tipo di arma in combattimento risale al 17 giugno 1965, quando due caccia F-4 Phantom statunitensi ottennero due abbattimenti confermati contro MiG-17 nordvietnamiti utilizzando missili aria-aria. Dal Vietnam alle guerre arabo-israeliane, dalla guerra Iran-Iraq ai conflitti contemporanei, sensori, propulsione e sistemi di guida non hanno mai smesso di evolversi. E la portata dei missili che possono colpire un obiettivo BVR ci è stata resa chiara durante il recente <strong>combattimento aereo tra Pakistan e India</strong>, in cui un caccia pachistano di fabbricazione cinese J-15 ha abbattuto “<a href="https://it.insideover.com/guerra/india-pakistan-la-guerra-e-anche-nei-cieli-il-duello-nei-cieli-del-kashmir-tra-escalation-e-propaganda.html">oltre il suo raggio visivo</a>” un caccia indiano di fabbricazione francese Dassault Rafale.</p>



<p>È giusto ricordare come, oltre alle manovre diversive o destinate a degradare l&#8217;energia del missile avversario per ridurne le possibilità di intercettazione, possano essere impiegati&nbsp;<em>flare</em>&nbsp;contro i missili infrarossi,&nbsp;<em>chaff</em>&nbsp;e guerra elettronica contro quelli radar.</p>



<p>Uno studio condotto dall&#8217;US Air Force, basato su oltre 1.450 combattimenti aria-aria dal 1965 ai nostri giorni, ha evidenziato come armi e sensori a lungo raggio abbiano drasticamente ridotto gli scontri ravvicinati. Sebbene il dogfight non sia del tutto scomparso, e nessun pilota possa permettersi di ignorare l’importanza del duro addestramento per affrontarlo, esso rappresenta sempre più frequentemente l&#8217;ultima fase di una battaglia che è cominciata molto prima che i due avversari potessero vedersi. Come dimostra il recente <strong>abbattimento del caccia di ultima generazione Su-57 russo</strong> caduto nella <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/l-imboscata-nei-cieli-kursk-cos-f-16-ucraino-ha-abbattuto-su-2696887.html">“trappola” tesagli da un F-16</a> ucraino che ha lanciato un missile a guida radar contro un bersaglio oltre il raggio visivo, sfruttando le informazioni fornitegli da un aereo comando e controllo Saab 340 AEW&amp;C.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come la caccia alla volpe</h2>



<p>Ma veniamo infine alla codificazione del nemico, quel famoso “<strong>Bogey</strong>” che venne annunciato dal pilota prima di identificare la minaccia e lanciare i suoi missili contro il suo avversario. Nell’aviazione militare, anche l’identificazione delle minacce possiede un proprio vocabolario. “Bogey” indica un velivolo o una traccia radar di identità sconosciuta: potrebbe trattarsi di un aereo amico, neutrale o nemico e deve quindi essere identificato. Il termine, diffusosi nel linguaggio della Royal Air Force durante la <strong>Seconda guerra mondiale</strong>, deriverebbe da parole folkloristiche più antiche come&nbsp;<em>bugge</em>&nbsp;o&nbsp;<em>bogle</em>, utilizzate per indicare <strong>fantasmi, spettri o figure inquietanti</strong> e sconosciute. Come non ricordare, con l&#8217;occasione, l&#8217;attaccamento dei piloti a un certo tipo di storielle e folklore che hanno dato vita, attraverso la penna del pilota da combattimento e celebre <a href="https://www.ilfoglio.it/cultura/2020/04/16/news/le-avventure-di-roald-dahl-il-gigante-gentile-che-volava-alto-e-solo--212520">scrittore Roald Dahl</a>, alla leggenda dei “<em>Gremlins</em>”, i folletti che manomettevano i motori. Sempre gli inglesi, quando erano prossimi all&#8217;ingaggio dei nemici intercettati, erano soliti gridare “<em>Tally-ho!</em>”, come nella caccia alla volpe.</p>



<p>Una volta stabilita l’identità, cambiano anche le parole utilizzate: “<em>Friendly</em>” identifica con certezza un velivolo amico; “<strong>Bandit</strong>” uno identificato come nemico, senza che ciò costituisca automaticamente un’autorizzazione ad aprire il fuoco; “Hostile” indica invece una minaccia contro la quale l’ingaggio è autorizzato o consentito per legittima difesa. “Vampire”, infine, segnala un missile ostile rilevato visivamente o dai sensori. In ultimo, un dato fondamentale: contrariamente a quanto suggerisce quella conversazione radio, identificare un “Bandit” non equivale, di per sé, a ricevere l’ordine di abbatterlo. Esistono delle regole d’ingaggio. Ma questa è un’altra storia.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/bogey-e-fox-storia-del-gergo-che-ha-segnato-la-storia-dei-combattimenti-dellaria.html">&#8220;Bogey&#8221; e &#8220;Fox&#8221;, storia del gergo che ha segnato la storia dei combattimenti dell&#8217;aria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guerra e intelligence economica: informazioni e competizioni, la riflessione di Giuseppe Gagliano</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/guerra-e-intelligence-economica-informazioni-e-competizioni-la-riflessione-di-giuseppe-gagliano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2026 16:36:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=526766</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1320" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Gagliano.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="intelligence" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Gagliano.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Gagliano-300x206.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Gagliano-1024x704.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Gagliano-768x528.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Gagliano-1536x1056.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Gagliano-600x413.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Perché le nostre società hanno università, servizi di informazione e ricerca di altissimo livello ma spesso non hanno una strategia comune. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/guerra-e-intelligence-economica-informazioni-e-competizioni-la-riflessione-di-giuseppe-gagliano.html">Guerra e intelligence economica: informazioni e competizioni, la riflessione di Giuseppe Gagliano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1320" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Gagliano.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="intelligence" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Gagliano.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Gagliano-300x206.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Gagliano-1024x704.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Gagliano-768x528.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Gagliano-1536x1056.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Gagliano-600x413.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il volume di <strong>Giuseppe Gagliano</strong>, la cui firma i lettori di InsideOver ben conoscono, <em>Guerre et intelligence économique dans la pensée de Christian Harbulot</em>, <a href="https://www.amazon.fr/Guerre-intelligence-économique-Christian-Harbulot/dp/2360933892/ref=mp_s_a_1_7?crid=17EVM0AA1XRY1&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.SLLb54EvZBMNfObtPR25idCkN4jbmlJ2wfV74D5H0YajpRiIsFuPh60rl7VkW71YOCdLmiezSQOx54U8RmToh8vjpR2kE5fgWbO1cPcmw8CHMtZ-Uu7u5r7G7axqtaUH392TwMjk8YGEpBKkxb7YU5sxnELjxoP43KrrWWRivOkCYUprjreWQUkmP4aXVKnsZvwBzCQYGHwTiquZnkrZbw._f9aLYe6EJ8MesmDryA9uoCEC0F0_HEnB0mJ2rZSeno&amp;dib_tag=se&amp;keywords=Gagliano+giuseppe&amp;qid=1786371460&amp;sprefix=gagliano+giuseppe%2Caps%2C160&amp;sr=8-7">pubblicato da VA Éditions nel 2026,</a> offre una ricostruzione articolata della riflessione sviluppata da <strong>Christian Harbulot </strong>sulla natura conflittuale dei rapporti economici internazionali. Il libro non si limita a presentare il percorso di uno dei fondatori <strong>dell’intelligence economica francese</strong>, ma utilizza il suo pensiero per affrontare una questione più ampia: l’incapacità delle classi dirigenti occidentali di riconoscere che l’economia contemporanea è diventata uno dei principali campi di applicazione della potenza.</p>



<p>Il punto di partenza è <strong>la critica alla rappresentazione liberale secondo la quale l’estensione degli scambi e l’interdipendenza avrebbero progressivamente neutralizzato le rivalità tra gli Stati. </strong>Questa convinzione ha dominato a lungo il discorso politico europeo, soprattutto dopo la fine della guerra fredda. Il mercato globale veniva presentato come uno spazio regolato da norme condivise, nel quale le imprese avrebbero gareggiato sulla base dell’efficienza, dell’innovazione e della qualità dei prodotti. Harbulot ha contestato precocemente questa interpretazione. <strong>La mondializzazione non ha cancellato la conflittualità</strong>: ne ha modificato gli strumenti, i protagonisti e i territori. Gli Stati continuano a perseguire interessi di potenza, ma possono farlo attraverso il credito, la tecnologia, il diritto, l’informazione, le infrastrutture e il controllo delle risorse. La guerra economica non rappresenta dunque una deviazione occasionale dal funzionamento normale del mercato. Essa costituisce una dimensione permanente della competizione internazionale.</p>



<p>Gagliano ricostruisce questa tesi inserendola all’interno dell’evoluzione intellettuale e istituzionale dell’intelligence economica francese. In tal modo evita di ridurre il pensiero di Harbulot a una successione di formule. I concetti acquistano significato attraverso il contesto storico nel quale sono maturati: il declino relativo dell’industria francese, l’ascesa del Giappone e delle economie asiatiche, la superiorità informativa degli Stati Uniti, l’emergere della Cina e la difficoltà europea di formulare una strategia autonoma.</p>



<p><strong>Uno dei temi fondamentali riguarda la specificità delle culture nazionali della competizione. </strong>Le economie non agiscono tutte nello stesso modo perché non sono organizzate secondo un modello universale. Ciascuna potenza costruisce un rapporto particolare tra Stato, imprese, banche, ricerca scientifica e apparati informativi. Dietro la concorrenza tra singole aziende si svolge frequentemente una competizione tra sistemi capaci di coordinare risorse pubbliche e private. Il caso giapponese ha avuto, nella formazione del pensiero di Harbulot, una funzione rivelatrice. <strong>L’avanzata industriale del Giappone </strong>mostrò che imitazione, acquisizione delle conoscenze, pianificazione di lungo periodo e collaborazione tra istituzioni potevano produrre una capacità offensiva difficilmente comprensibile attraverso la sola teoria della libera concorrenza. L’Occidente tendeva a interpretare il successo giapponese come il risultato dell’efficienza aziendale, trascurando il coordinamento strategico che lo rendeva possibile.</p>



<p><strong>Analoga importanza assume il modello statunitense. </strong>Gli Stati Uniti hanno saputo collegare superiorità scientifica, capacità finanziaria, produzione normativa, influenza culturale e apparati di sicurezza. La centralità del dollaro e l’estensione extraterritoriale del diritto consentono a Washington di incidere sulle scelte di imprese e governi stranieri. Le sanzioni, le limitazioni all’esportazione delle tecnologie e l’accesso condizionato al mercato americano possono produrre effetti strategici senza richiedere un intervento militare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo Stato e l&#8217;economia</h2>



<p>Il problema, pertanto, non è stabilire se uno Stato interferisca nell’economia. La vera questione riguarda la qualità, la coerenza e gli obiettivi di tale intervento. Alcune potenze lo fanno apertamente, altre attraverso strutture meno visibili. <strong>L’errore europeo consiste nell’avere spesso scambiato la propria rinuncia alla strategia per una regola universale,</strong> senza accorgersi che i concorrenti continuavano a proteggere e sostenere i propri interessi.</p>



<p>Il libro attribuisce un ruolo importante al rapporto Martre del 1994, passaggio decisivo nella formalizzazione francese dell’intelligence economica. Quel documento cercò di elaborare una risposta alla frammentazione delle conoscenze e alla debole cooperazione tra amministrazioni, imprese e mondo della ricerca. L’informazione utile alla competitività non poteva rimanere dispersa tra istituzioni incapaci di comunicare. Doveva diventare una risorsa collettiva, organizzata in funzione degli interessi strategici del Paese.</p>



<p>L’originalità di questa impostazione risiedeva nella ricerca di <strong>una via francese, distinta tanto dal modello americano quanto da quello giapponese. </strong>Non si trattava di copiarne meccanicamente le strutture, ma di costruire un sistema coerente con la storia politica e amministrativa nazionale. La creazione dell’École de guerre économique nel 1997 si colloca in questa prospettiva: formare dirigenti capaci di riconoscere la conflittualità, analizzare le strategie avversarie e trasformare l’informazione in capacità di azione.</p>



<p>Gagliano mette in evidenza come <strong>l’intelligence economica non coincida con lo spionaggio industriale.</strong> Essa comprende la raccolta legale delle informazioni, la loro interpretazione, la protezione del patrimonio immateriale e l’influenza sull’ambiente decisionale. <strong>Il suo scopo non è semplicemente sapere, ma ridurre l’incertezza, anticipare le minacce </strong>e creare condizioni favorevoli al conseguimento di un obiettivo.</p>



<p>La protezione delle informazioni costituisce soltanto una parte del problema. Un’organizzazione può difendere efficacemente i propri dati e rimanere vulnerabile se non comprende le trasformazioni del contesto. La sicurezza passiva deve essere accompagnata da una capacità offensiva, intesa come possibilità di orientare una norma, contrastare una campagna ostile, difendere una reputazione o modificare il calcolo di un concorrente.</p>



<p>Da qui deriva l’importanza attribuita alla guerra dell’informazione e alla guerra cognitiva. La prima riguarda l’impiego dell’informazione per influenzare comportamenti e decisioni. La seconda agisce a un livello ancora più profondo, perché mira a condizionare le categorie attraverso le quali una società interpreta la realtà. Non è necessario nascondere un fatto quando è possibile determinarne preventivamente il significato.</p>



<p>Una campagna informativa può trasformare un’impresa in un simbolo negativo, isolare un governo o rendere politicamente impraticabile una decisione economicamente razionale. Organizzazioni non governative, fondazioni, gruppi di pressione, centri di ricerca e mezzi di comunicazione possono partecipare a queste dinamiche anche senza ricevere istruzioni dirette da uno Stato. <strong>La complessità deriva precisamente dalla sovrapposizione tra iniziative spontanee, interessi economici e strategie di potenza.</strong></p>



<p>Il capitale informativo diventa così una risorsa difensiva e offensiva. Il suo valore non dipende dalla semplice accumulazione di dati, ma dalla possibilità di inserirli in una visione strategica. Senza un obiettivo politico, l’informazione rimane frammentaria. Senza una struttura capace di utilizzarla, anche la conoscenza più accurata perde efficacia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Occidente: tante informazioni, poche decisioni</h2>



<p>Questo passaggio permette di comprendere una delle critiche più incisive rivolte all’Occidente. Le società occidentali dispongono di università, imprese tecnologiche, servizi di informazione e centri di ricerca di altissimo livello, ma spesso non riescono a integrarli in una strategia comune. <strong>L’abbondanza delle informazioni convive con la debolezza della decisione.</strong> Si conoscono le dipendenze, si producono rapporti sulle vulnerabilità e si denunciano i rischi, ma le correzioni arrivano soltanto dopo la crisi.</p>



<p>Il caso del Venezuela, esaminato nel volume come applicazione concreta della guerra economica, consente di osservare la combinazione di strumenti finanziari, commerciali, energetici, giuridici e informativi. Al di là di qualsiasi giudizio sul suo sistema politico, il Paese rappresenta un laboratorio nel quale la pressione economica viene impiegata per ridurre le risorse disponibili, restringere i margini di azione del governo e incidere sugli equilibri interni.</p>



<p>Questo esempio mostra perché sia <strong>insufficiente analizzare separatamente sanzioni, diplomazia, comunicazione e mercati energetici. </strong>Gli strumenti acquistano efficacia quando vengono coordinati. Una restrizione finanziaria può indebolire l’industria petrolifera; la riduzione delle entrate può aggravare la crisi sociale; la crisi alimenta una narrazione internazionale di fallimento; tale narrazione legittima ulteriori pressioni. La guerra economica si presenta quindi come un processo cumulativo, nel quale ciascuna misura rafforza le altre.</p>



<p><strong>L’approccio di Gagliano risulta particolarmente rilevante per l’Italia.</strong> Il nostro Paese possiede imprese competitive, conoscenze scientifiche, capacità manifatturiere e una posizione geografica strategica. Tuttavia, la frammentazione delle responsabilità e l’insufficiente cultura della sicurezza economica rendono difficile proteggere questi vantaggi. La difesa di un’azienda viene spesso affrontata soltanto quando un’acquisizione è già in corso, mentre manca una valutazione preventiva delle filiere, delle tecnologie e delle dipendenze.</p>



<p>Il libro induce anche a riflettere sulle ambizioni dell’Unione europea. <strong>La sovranità economica europea non può essere ridotta alla produzione di regolamenti. </strong>Il potere normativo è efficace soltanto quando poggia su una base industriale, tecnologica, finanziaria ed energetica adeguata. Un continente dipendente da piattaforme digitali, fornitori esterni e protezione militare altrui rischia di confondere l’autonomia formale con la capacità effettiva di agire.</p>



<p><strong>La sovranità, nell’impostazione ricostruita da Gagliano, non significa autarchia. </strong>Significa conoscere le proprie dipendenze, selezionarle e impedire che possano essere trasformate in strumenti di ricatto. Ogni economia moderna dipende da risorse e tecnologie esterne; la vulnerabilità nasce quando tali dipendenze sono concentrate, insostituibili oppure controllate da un attore potenzialmente ostile.</p>



<p><em>Guerre et intelligence économique dans la pensée de Christian Harbulot </em>è dunque più di un’esposizione del pensiero di uno studioso. È una riflessione sulla <strong>necessità di ricostruire una cultura della potenza adeguata alle forme contemporanee del conflitto.</strong> Il suo valore risiede nella capacità di collegare storia delle idee, analisi economica, informazione e geopolitica, mostrando che questi ambiti non possono più essere studiati separatamente.</p>



<p>Il volume lascia infine emergere una conclusione tanto semplice quanto scomoda: <strong>chi rifiuta di riconoscere la guerra economica non contribuisce a eliminarla, ma rinuncia a difendersi. </strong>Nell’ordine internazionale attuale, la neutralità del mercato è spesso una rappresentazione costruita dalle potenze che possiedono gli strumenti necessari per orientarlo. Comprendere questa realtà non significa auspicare un conflitto permanente; significa creare le condizioni per non subirlo passivamente. È precisamente in questa capacità di rendere visibili i rapporti di forza nascosti dietro il linguaggio degli scambi che si trova il maggiore interesse del libro di Giuseppe Gagliano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/guerra-e-intelligence-economica-informazioni-e-competizioni-la-riflessione-di-giuseppe-gagliano.html">Guerra e intelligence economica: informazioni e competizioni, la riflessione di Giuseppe Gagliano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Marco Tarchi: dove va l&#8217;Occidente?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/marco-tarchi-dove-va-loccidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2026 14:31:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[G7]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=525142</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1337" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928-1024x713.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928-768x535.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928-1536x1070.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928-600x418.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'ultimo e recente G7 di Evian è stata l'ennesima conferma della subordinazione europea agli Stati Uniti. L'analisi di Marco Tarchi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/marco-tarchi-dove-va-loccidente.html">Marco Tarchi: dove va l&#8217;Occidente?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1337" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928-1024x713.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928-768x535.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928-1536x1070.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080212080532_09c706acfd0c9c4c2572db73d962b928-600x418.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Scene di ordinario servilismo. L’esperienza ci ha insegnato che dai vertici dei “grandi della Terra” non c’è da attendersi che <strong>frasi di circostanza</strong>, convenevoli da <em>photo opportunity</em>, dichiarazioni tanto altisonanti quanto scontate. Oltre a qualche promessa destinata ad essere disattesa. Se poi l’incontro è uno di quelli in formato <strong>G7</strong> – cioè limitato a quelle che dovrebbero essere &#8220;le sette nazioni economicamente più avanzate del pianeta&#8221;, formula che l’esclusione della <strong>Cina </strong>rende quanto mai ridicola –, il risultato è ancor più scontato: lodi reciproche, ossequi all’unico vero “grande” presente, assicurazioni di eterna fedeltà al club occidentale, qualche frecciata ai rivali, <a href="https://it.insideover.com/difesa/brics-in-manovra-a-citta-del-capo-il-mare-come-messaggio-politico.html">Brics in testa</a>, e poco più.</p>



<p>Neanche la presenza di un personaggio scomodo e imprevedibile come <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> ha modificato il copione della più recente rappresentazione di questa commedia, tenutasi ad <strong>Evian </strong>a metà giugno. Gongolante per la firma del memorandum d’intesa (provvisoria) con l’<strong>Iran</strong>, che spera gli consenta di far passare una sconfitta per vittoria agli occhi dei suoi fedeli, <em>the Donald</em> si è accontentato di farsi riverire dagli <strong>alleati-vassalli</strong>, ne ha accettato i doni – il record della piaggeria questa volta è stato appannaggio di Merz, con la sua maglietta della nazionale tedesca; evidentemente <strong>Mark Rutte</strong> riteneva di avere già dato in abbondanza nelle occasioni precedenti – e i complimenti, si è mostrato magnanimo con gli europei che non lo avevano pubblicamente approvato nelle ultime avventure belliche (Macron è diventato un suo &#8220;grande amico&#8221; e per espiare lo ha invitato a cena nel palazzo di Versailles). E si è astenuto dal rievocare il programma di disimpegno militare dal Vecchio Continente che tanto aveva inquietato i commensali. Ci ha pensato comunque poche ore dopo il suo ministro della guerra Hegseth a ricordare a costoro che il ridimensionamento ci sarà e, soprattutto, che gli States non consentiranno più ai paesi membri della Nato di vietar loro, per qualsiasi motivo, l’uso discrezionale delle basi installate sui loro territori: o obbedienti o fuori!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-525145" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Al termine dei lavori – se è lecito chiamarli così – <strong>Giorgia Meloni</strong>, la sovranista afflitta poche settimane prima dal preannuncio della possibile evacuazione di cinquemila GI’s dal suolo italiano, ha tenuto a proclamare che dalla riunione era uscito un messaggio chiaro: &#8220;Un Occidente unito è più forte e credibile&#8221;, e a vantare come un successo l’aver contribuito a strappare al presidente statunitense un &#8220;non scontato&#8221; impegno a sostenere militarmente l’<strong>Ucraina</strong>. Aggiungendo, in chiusura di conferenza stampa, un’esortazione rivolta ad <strong>Israele</strong>, invitandolo a non sabotare il processo di pacificazione in Medio Oriente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rituale delle esortazioni</h2>



<p>Esortazione. Invito. Questo è quanto “l’<strong>Occidente</strong>” ha fatto nei confronti di uno Stato che, per rappresaglia dopo l’attacco del 7 ottobre 2023 (1.200 vittime), ha ucciso oltre 71.000 palestinesi a Gaza, di cui ha posto sotto controllo militare oltre il 50% della superficie e, nel frattempo, ha occupato ampie porzioni di territorio in Siria e in Libano, distruggendo villaggi, costringendone gli abitanti all’evacuazione, insediando proprie basi militari e dichiarando ufficialmente di non avere alcuna intenzione di abbandonare i territori conquistati. </p>



<p>E stiamo parlando del Paese i cui “coloni”, aizzati dai partiti di estrema destra ben insediati al governo e protetti da polizia e forze armate, in <strong>Cisgiordania </strong>stanno sistematicamente attaccando i residenti palestinesi con il ben noto sistema della “terra bruciata” – demolizione di case, sradicamento e distruzione delle colture, taglio delle condutture idriche, uccisioni e furti di animali – e negli ultimi tre anni hanno provocato 1.244 morti, più dei 1.046 dei diciassette anni precedenti, in migliaia di attacchi armati (più di 540 fra il gennaio e il marzo del 2026). Di quell’Israele il cui ministro della difesa Gallant ha definito i palestinesi &#8220;animali umani&#8221;, quello delle finanze Smotrich ha istigato ad<em>&#8220;aprire le porte dell&#8217;inferno&#8221; </em>in Libano e quello della sicurezza nazionale Ben Gvir, sullo stesso tema ha dichiarato che&#8221;tutto il Libano deve bruciare» e che «per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere&#8221;<em>.</em></p>



<p>Di fronte a questo scenario, “l’Occidente” – preceduto dall’<strong>Unione Europea</strong>, che non era riuscita a trovare l’unanimità dei suoi membri per esprimere una condanna formale nei confronti di Ben Gvir per il trattamento inumano riservato agli attivisti della Flotilla e che verso i coloni assassini ha adottato sanzioni puramente simboliche – ha dimostrato ancora una volta la sua congenita ipocrisia. <strong>I suoi sbandierati valori, </strong>chiamati in causa incessantemente quando si tratta di accusare le “autocrazie” iscritte nel suo libro nero, sono stati per l’ennesima volta messi fra parentesi (ma sarebbe meglio dire cancellati) nel momento in cui Israele proseguiva i micidiali bombardamenti sul territorio libanese, che già sono costati al popolo preso di mira almeno 3.912 morti e 11.873 feriti, facendosi beffe delle promesse contenute nel memorandum di accordo fra Iran e Stati Uniti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072710034286_c57823dbeb45481a848298a2cb936597-1024x683.jpg" alt="Netanyahu Mamdani" class="wp-image-524466" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072710034286_c57823dbeb45481a848298a2cb936597-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072710034286_c57823dbeb45481a848298a2cb936597-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072710034286_c57823dbeb45481a848298a2cb936597-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072710034286_c57823dbeb45481a848298a2cb936597-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072710034286_c57823dbeb45481a848298a2cb936597-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072710034286_c57823dbeb45481a848298a2cb936597.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Quando l&#8217;Occidente è complice</h2>



<p>Il caso israeliano è senza dubbio quello che meglio mette in evidenza il cinismo e la doppiezza di quel conglomerato sotto tutela, guida e sovranità statunitense a cui è stato assegnato da almeno ottant’anni – e in spregio della realtà geografica – il nome di Occidente. Sebbene ami presentarsi come l’intransigente tutore della legalità internazionale e il <strong>paradiso dei diritti umani</strong>, di fronte alle infrazioni della legge (le risoluzioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite non rispettate dal governo di Tel Aviv sono ben più di un centinaio) e ai veri e propri crimini dello Stato ebraico, il “blocco” occidentale è rimasto sistematicamente in silenzio. Anzi: si è fatto complice attivo. Come ha dichiarato il 17 giugno il vicepresidente Usa Vance, i due terzi delle dotazioni militari con cui Israele ha condotto le sue azioni belliche contro il Libano e l’Iran, e prima contro la popolazione di Gaza, «sono state pagate dal contribuente americano».</p>



<p>Grazie al combinato disposto dell’eterno senso di colpa per il genocidio subito dagli ebrei durante la seconda guerra mondiale (quella che un ebreo coraggioso, il politologo <strong>Norman Finkelstein</strong>, ha definito in un suo libro famoso e osteggiato <em>La fabbrica dell’Olocausto</em>) e della potenza della <strong>lobby filoisraeliana</strong> di oltreoceano, i sedicenti difensori della democrazia e della libertà tollerano da decenni la strategia di pulizia etnica e di violenza sistematica – poco importa che la si definisca o meno genocidio: strage o massacro ne rendono altrettanto efficacemente la sostanza – che lo Stato ebraico attua nei confronti dei palestinesi. Ne avallano i pretesti per giustificare le violazioni della sovranità di altri Stati, la retorica delle «minacce esistenziali», l’attribuzione della qualifica di terroristi a chiunque li combatta con le armi (in una situazione di squilibrio di forze che non lascia altra via a chi si oppone alla loro sopraffazione se non il ricorso ai mezzi della lotta partigiana e della guerriglia). Ne minimizzano le responsabilità collettive scaricandole sul solo governo del “cattivo” Netanyahu, nel momento in cui il capo dell’opposizione <strong>Yael Lapid</strong> rimprovera al primo ministro di non aver convinto gli Stati Uniti a bombardare gli impianti energetici iraniani e a proseguire nei bombardamenti. </p>



<p>E a volte si schierano al loro fianco – Usa in testa, ma talvolta con il sussidio di ausiliari inglesi o francesi – <strong>nelle aggressioni “preventive” ai nemici, come è accaduto per due volte negli ultimi sei mesi nel caso dell’Iran. </strong>Ricorrendo, quando lo reputano opportuno, a crimini di guerra, come il bombardamento della scuola femminile di Minab costato la vita a 168 bambine, sul totale di 4.765 vittime causate dagli attacchi israelo-americani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le guerre prossime venture</h2>



<p>Questa è la via verso il futuro tracciata da quell’Occidente che Meloni, Merz e i loro compagni di <em>summit</em>, colloqui e colazioni ritengono «credibile» e vorrebbero «più forte e unito», guidato da un paese i cui successivi governi si sono resi responsabili – in nome della pace – della massima parte delle guerre che hanno insanguinato il pianeta negli ultimi cinquant’anni. E che si sta prestando, in piena incoscienza della componente europea, a predisporre le conflagrazioni belliche future che gli Stati Uniti condurranno per l’affermazione dei propri interessi economici e geopolitici, prendendo di mira la Cina e i suoi effettivi o potenziali alleati nello scacchiere indo-pacifico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708153526243_0320389a343fc91bf7bb2d20063e4099-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-522635" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708153526243_0320389a343fc91bf7bb2d20063e4099-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708153526243_0320389a343fc91bf7bb2d20063e4099-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708153526243_0320389a343fc91bf7bb2d20063e4099-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708153526243_0320389a343fc91bf7bb2d20063e4099-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708153526243_0320389a343fc91bf7bb2d20063e4099-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708153526243_0320389a343fc91bf7bb2d20063e4099.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Anche in questo senso, il G7 di Evian ha inviato un <strong>pessimo messaggio</strong>, ribadendo l’accanimento di von der Leyen, Rutte, Macron, Merz e comprimari nel sostenere l’Ucraina nell’apparentemente interminabile conflitto con la Russia. L’avallo concesso da Trump (ovviamente per quello che vale, data la volubilità del personaggio e il suo profilo psichico palesemente instabile) alla reiterata agenda bellicista dell’Unione europea rischia di rendere più arduo, invece di favorirlo, il percorso diplomatico verso una cessazione almeno provvisoria delle ostilità su quel fronte. Come abbiamo sostenuto su queste colonne fin dall’immediato indomani della sciagurata &#8220;operazione speciale&#8221;, Putin è caduto nella trappola che da quasi un decennio Usa e Nato gli avevano teso, e nella vicenda ha perso, in credibilità, più di quanto non abbia guadagnato sotto il profilo del controllo dei territori contesi. Essendoci rimasto invischiato, non può accettare di uscirne subendo compromessi e condizioni che suonerebbero umilianti, soprattutto in un momento in cui, grazie agli armamenti e al sostegno economico, il regime di Kiev pare aver migliorato la sua situazione sul fronte. Sarebbe il momento ideale per proporre uno scambio fra tregua e ritiro delle sanzioni. Che invece si è deciso di inasprire ulteriormente.</p>



<p>Insomma: l’<strong>Occidente ha deciso di scegliersi gli amici (Israele) e i nemici (Russia) sbagliati</strong>. Si è seduto al tavolo di una partita di poker pensando di avere in mano le carte migliori ed esulta molto prima di aver verificato quelle di cui dispone l’avversario. Così, il rischio del bluff cresce. E alla fine della serata il piatto potrebbe piangere. In questo caso, amaramente. La conclusione del “braccio di ferro” con l’Iran è un segnale da non trascurare.</p>



<p>Tratto dal numero 392 della rivista <strong><em>Diorama Letterario</em></strong>. <em>Per abbonarsi&nbsp;(10 numeri in un anno) versare&nbsp;<strong>35 euro</strong>&nbsp;sul&nbsp;<strong>conto corrente postale 14898506</strong>&nbsp;intestato a Diorama Letterario, Codice Postale 1292, 50121 Firenze&nbsp;<strong>oppure&nbsp;</strong>effettuare un bonifico sul ccb<strong>&nbsp;IBAN IT72Y0760102800000014898506</strong>&nbsp;intestato a Marco Tarchi. Inviare quindi una mail a&nbsp;<strong>mtdiorama@gmail.com</strong>&nbsp;per comunicare l’indirizzo al quale si vorrà ricevere la rivista</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/marco-tarchi-dove-va-loccidente.html">Marco Tarchi: dove va l&#8217;Occidente?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Ue tratta in segreto con Israele lo scambio di dati sensibili: &#8220;Rischi per i palestinesi&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-ue-tratta-in-segreto-con-israele-lo-scambio-di-dati-sensibili-rischi-per-i-palestinesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2026 09:25:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=526648</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815104812853_72c724536798510eadf4adcf1ede41ac.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815104812853_72c724536798510eadf4adcf1ede41ac.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815104812853_72c724536798510eadf4adcf1ede41ac-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815104812853_72c724536798510eadf4adcf1ede41ac-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815104812853_72c724536798510eadf4adcf1ede41ac-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815104812853_72c724536798510eadf4adcf1ede41ac-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815104812853_72c724536798510eadf4adcf1ede41ac-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Bruxelles non sanziona Israele per Gaza, ma negozia in segreto un accordo per dare alla polizia israeliana accesso ai dati sensibili di Europol</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-ue-tratta-in-segreto-con-israele-lo-scambio-di-dati-sensibili-rischi-per-i-palestinesi.html">La Ue tratta in segreto con Israele lo scambio di dati sensibili: &#8220;Rischi per i palestinesi&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815104812853_72c724536798510eadf4adcf1ede41ac.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815104812853_72c724536798510eadf4adcf1ede41ac.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815104812853_72c724536798510eadf4adcf1ede41ac-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815104812853_72c724536798510eadf4adcf1ede41ac-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815104812853_72c724536798510eadf4adcf1ede41ac-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815104812853_72c724536798510eadf4adcf1ede41ac-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815104812853_72c724536798510eadf4adcf1ede41ac-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Altro che sanzioni economiche contro <strong>Israele</strong>. Bruxelles non pensa minimamente a sanzionare Tel Aviv per il genocidio a Gaza. Anzi. Secondo <a href="https://statewatch.org/news/2026/july/exclusive-eu-commission-still-seeking-controversial-police-agreement-with-israel-despite-warnings/" type="link" id="https://statewatch.org/news/2026/july/exclusive-eu-commission-still-seeking-controversial-police-agreement-with-israel-despite-warnings/">un’inchiesta di <em>Statewatch</em></a>, Ong indipendente britannica che monitora i diritti civili in Europa, ripresa dal sito olandese <em><a href="https://rightsforum.org/europese-politiedienst-europol-wil-data-delen-met-israel/" type="link" id="https://rightsforum.org/europese-politiedienst-europol-wil-data-delen-met-israel/">The Rights Forum</a></em>, la Commissione europea sta portando avanti negoziati segreti con Israele per concedere alla polizia israeliana l’accesso ai dati dell’agenzia di <strong>polizia europea Europol</strong>. Accordo che secondo gli esperti di diritti umani metterebbe a rischio la vita dei palestinesi e potrebbe violare il diritto internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dati sensibili e biometrici in cambio di cooperazione</strong></h2>



<p>Secondo la bozza dell&#8217;intesa siglata nel 2022, lo scambio prevederebbe di <strong>una vasta gamma di dati personali</strong>: nomi, numeri di identificazione, localizzazioni, informazioni genetiche e biometriche, e molto altro, tra cui dettagli sulle opinioni politiche personali, sulla salute delle persone, sulle relazioni e persino sull&#8217;orientamento sessuale. Secondo <strong>Eitan Diamond</strong>, giurista menzionato da Novara Media, «i dati trasferiti potrebbero essere usati come intelligence per supportare decisioni mirate ad attaccare e uccidere palestinesi». </p>



<p>Peraltro, già nel 2022 il Servizio giuridico del Consiglio dell’Unione Europea aveva bocciato la bozza, definendola «giuridicamente insostenibile» e rilevando che alcune sue disposizioni erano in «contrasto con il diritto europeo e internazionale». Il motivo? Sebbene fosse stata inserita una clausola che vietava l’uso dei dati relativi ai territori occupati da Israele (come le Alture del Golan e la Cisgiordania), le due eccezioni inserite nella bozza &#8211; per «pericolo imminente di vita» e per «prevenzione o perseguimento di reati» &#8211; erano considerate troppo vaghe, tali da rendere di fatto inapplicabile il divieto. In buona sostanza, secondo i giuristi il timore è che, con questo accordo, si sarebbe di fatto <strong>legittimato l’occupazione israeliana della Cisgiordania, di Gerusalemme Est, della Striscia di Gaza e delle alture del Golan</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Incontri segreti a Bruxelles</h2>



<p>E oggi, con un genocidio in corso a Gaza e con la violenza dei coloni che aumenta, le obiezioni sollevate allora appaiono oggi ancora più gravi. Nonostante ciò, la Commissione ha proseguito i negoziati con Tel Aviv in gran segreto. Documenti ottenuti da <em><strong>Statewatch</strong></em> rivelano che tra il gennaio 2023 e il gennaio 2026 si sono tenuti <strong>almeno sette incontri tra funzionari della Commissione e diplomatici israeliani</strong>.</p>



<p>Nel frattempo, 29 europarlamentari hanno presentato interrogazioni per chiedere chiarimenti sullo status dei negoziati con Tel Aviv. <strong>Mounir Satouri</strong>, uno dei firmatari, ha parlato di un «doppio scandalo»: «La Commissione &#8211; ha affermato &#8211; ha negoziato un accordo di cooperazione di polizia con Israele mentre numerosi esperti e un rapporto del suo stesso Servizio europeo per l’azione esterna documentavano gravi violazioni del diritto internazionale umanitario a Gaza. E lo ha fatto nella massima segretezza, sottraendosi al controllo del Parlamento. I negoziati devono essere sospesi immediatamente». Il tutto accade nel silenzio tombale della grande stampa europea: chissà cosa sarebbe accaduto se Bruxelles avesse negoziato segretamente con Mosca? </p>



<p><strong>Fonti: </strong></p>



<p><strong>“Europese politiedienst Europol wil data delen met Israël,” The Rights Forum, 14 agosto 2026</strong>, <a href="https://rightsforum.org/europese-politiedienst-europol-wil-data-delen-met-israel/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://rightsforum.org/europese-politiedienst-europol-wil-data-delen-met-israel/</a>.</p>



<p><strong>Giacomo Zandonini, “Exclusive: EU Commission still seeking controversial police agreement with Israel, despite warnings,” Statewatch, July 30, 2026,</strong> <a href="https://statewatch.org/news/2026/july/exclusive-eu-commission-still-seeking-controversial-police-agreement-with-israel-despite-warnings/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://statewatch.org/news/2026/july/exclusive-eu-commission-still-seeking-controversial-police-agreement-with-israel-despite-warnings/</a>.</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li></li>
</ol>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-ue-tratta-in-segreto-con-israele-lo-scambio-di-dati-sensibili-rischi-per-i-palestinesi.html">La Ue tratta in segreto con Israele lo scambio di dati sensibili: &#8220;Rischi per i palestinesi&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo &#8220;scramble&#8221; e l&#8217;abbattimeno: Eurofighter italiano abbatte un drone nei cieli della Lettonia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/lo-scramble-e-labbattimeno-eurofighter-italiano-abbatte-un-drone-nei-cieli-della-lettonia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 17:49:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=526605</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1664" height="1110" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Eurofighter_Typhoon_Aeronautica_Militare_2009_04.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Eurofighter_Typhoon_Aeronautica_Militare_2009_04.jpg 1664w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Eurofighter_Typhoon_Aeronautica_Militare_2009_04-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Eurofighter_Typhoon_Aeronautica_Militare_2009_04-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Eurofighter_Typhoon_Aeronautica_Militare_2009_04-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1664px) 100vw, 1664px" /></p>
<p>Un caccia Eurofighter italiano della missione NATO Baltic Air Policing ha abbattuto un drone non identificato (probabilmente ucraino deviato) </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lo-scramble-e-labbattimeno-eurofighter-italiano-abbatte-un-drone-nei-cieli-della-lettonia.html">Lo &#8220;scramble&#8221; e l&#8217;abbattimeno: Eurofighter italiano abbatte un drone nei cieli della Lettonia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1664" height="1110" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Eurofighter_Typhoon_Aeronautica_Militare_2009_04.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Eurofighter_Typhoon_Aeronautica_Militare_2009_04.jpg 1664w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Eurofighter_Typhoon_Aeronautica_Militare_2009_04-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Eurofighter_Typhoon_Aeronautica_Militare_2009_04-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Eurofighter_Typhoon_Aeronautica_Militare_2009_04-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1664px) 100vw, 1664px" /></p>
<p>Questa notte un <strong>caccia Eurofighter</strong> della nostra <strong>Aeronautica Militare</strong> assegnato alla missione NATO di Baltic Air Policing ha abbattuto un &#8220;drone non identificato&#8221; che ha violato lo spazio aereo della Lettonia. Il caccia italiano, decollato in <em>scramble</em> dalla base aerea di Šiauliai dopo l’attivazione del <strong>Quick Reaction Alert</strong> da parte del <strong>Combined Air Operations Centre</strong> (CAOC) della NATO, era accompagnato da un gregario e, una volta intercettata la minaccia e ottenuto il permesso di aprire il fuoco, ha abbattuto il drone, di cui non sono ancora stati identificati il modello e l&#8217;origine. Si ritiene abbia impiegato un missile aria-aria, probabilmente un missile a guida radar AIM-120 AMRAAM. Stando sempre a quanto si apprende, hanno preso parte all&#8217;intercettazione anche una coppia di F-16 Viper della Turkish Air Force decollati dalla base aerea di Ämari, in Estonia.</p>



<p>Il drone non identificato è entrato nello spazio aereo lettone nelle prime ore di questa notte e, secondo i media, potrebbe essersi trattato di un&nbsp;<strong><em>Unmanned Aerial Vehicle</em>&nbsp;ucraino</strong> che ha deviato dalla rotta originaria durante un attacco contro la Federazione Russa. I caccia italiani che hanno portato a termine la missione fanno parte della <strong>Task Force Air &#8220;Baltic Thunder III&#8221;</strong>, posta sotto il controllo del Centro di Comando e Controllo Aereo Combinato dell&#8217;Alleanza Atlantica basato a Uedem, in Germania. Per i piloti della nostra Aeronautica si tratta del secondo decollo in &#8220;scramble&#8221; dal loro dispiegamento, avvenuto il 31 luglio.</p>



<p>La ministra degli Esteri lettone, Baiba Braže, ha ringraziato l&#8217;Italia dichiarando: &#8220;<em>Siamo grati ai nostri alleati italiani per il loro impegno nella missione di difesa aerea della NATO nel Baltico e per il mantenimento dell&#8217;integrità dello spazio aereo NATO. Ieri sera, un drone straniero è stato abbattuto dai nostri alleati italiani sopra la Lettonia orientale</em>&#8220;. Il ministero della Difesa lettone ha dichiarato che si trattava di <em>&#8220;un velivolo a pilotaggio remoto straniero entrato in Lettonia a causa della <strong>guerra elettronica russa</strong></em>&#8220;, senza tuttavia specificarne l&#8217;origine, circostanza che rende plausibile l&#8217;ipotesi di un sistema d&#8217;arma ucraino portato fuori rotta dalla difesa russa. La NATO ha reso noto che, dopo l&#8217;intercettazione e l&#8217;identificazione del velivolo, il drone è stato abbattuto sopra un&#8217;area disabitata della Lettonia orientale, al confine con l&#8217;oblast russa di Pskov.</p>



<p>Quello di questa notte non è il primo episodio nei cieli della Lettonia dall&#8217;inizio della guerra in Ucraina. L&#8217;abbattimento di questa notte si inserisce nel crescente numero di violazioni dello spazio aereo NATO lungo il fianco orientale, che ha già coinvolto un caccia F-35 olandese, che ha abbattuto un <strong>drone esca russo del tipo Gerbera </strong>nei cieli della Polonia, un caccia Rafale francese che ha abbattuto un drone deviato dalla propria rotta nei pressi del confine lettone, e degli F-16 rumeni che si sono trovati ad abbattere tre droni Shahed penetrati nel loro spazio aereo nazionale. L&#8217;ultimo abbattimento risale all’11 agosto, quando due droni esca Gerbera sono stati distrutti nei pressi del giacimento offshore Neptun Deep, nel Mar Nero.</p>



<p>La Lettonia è uno dei <strong>tre Paesi baltici</strong> – insieme a Estonia e Lituania – che non dispongono di propri caccia da combattimento e per questo si avvalgono della sorveglianza e difesa del proprio spazio aereo da parte di altri Paesi della NATO. Riga ha registrato negli ultimi anni diversi episodi legati a droni ucraini fuori rotta. Per tale ragione, il nuovo <strong>governo lettone ha siglato con Kiev</strong> un accordo per rafforzare la cooperazione nella difesa contro i droni ed evitare incidenti che potrebbero avere tragiche conseguenze.<a href="https://1.html-load.com/blog/keq/0bk/9a3/f0n/it.euronews.com/wfq/mntvx99j6gsgogongcmc5m7g5vg5gcu2ocamc5m7g5ia9gonmc7g06ngycgnn5gygg2hgegczg9zgqnjgggagijkjlbmgjfg7g6algi5vs4l05giglga52gl2rxgexjqefrgurgtgigbgfgfrg6mpzprgj2guegmgergg1giguz2gfg6g4gtgjgmgigtkjgi4gaspzgtgegjprg7gvg4ygigmgi1gigvguwgigjg8gug6ugaqhg2gjrgig8prbgr5mlewg4g72gbprgrug3gmhqcb80jpnmgw2ipzkgbbgegc19gpnvm3aopx7gulgh7pcbgwjgugbgcghgagvgj1gtg1g3sgcncgegi9gbprbgug7o4gtg23gvfg1gcglg4gbg9vguggzc216gaueugw6rgtx7gta8gj0gfgq8jgeog8mzsgpergwgrqyfgjgrpxgeg1g2pxg49u2g4bgupnsxgcpzg244gwyxryg2g8guglnx67gr3pxgbgqprgh8g97gwcxgigajgwlgh97gvlgcglg3ge5gung2gl7c6wnmg7kgcvhigjgepz413fmgcgtglkpnglfga4hga3wpfprg8g9gpg8f75pxyglg97igwrmgbg3vuag9e4pxggzgqgcr7g4g1gvz1gtweg4jogb8og1g4yh5gfipcgl7g3l6g2png3gmg7gvgbgepnkg2gmkcjgf6gfwbvgtg944ug7gphpfgqmlepxhngggp3zegqgmjgpwg80prpxcgih3iqamngvyggg8g6mgbvgtkg4ig4g2fgfgpk0g4px7ogrggug10gbkg33qg1upfw5pzgivgekgh1gj8vs7gcpcgfugvg8gfpxghegegjyg9gjrjvprsgfygpgagfagi8gtg76izglngeg4prgu4g80gbspxpfgvgmvkrggxog7prgrpnlg8fhgphgwg4og7y4e6yg2gclpcs4pzygwgfgggrur5g1gvgfgpgmcpcg3ligcg6g1g3cgv90lg4g8n3gm350g75gvb9gc5gj1gj36g4iengfnrhgmg8qhqgjg4gh3px29e7715mssx9g9gqggoxgrqgunrgbgi55g6gqz0g82gigqgt0g6hg6glgbgfhgqgwg8giguge8o0g6px4gugegigagiprvgr52gjgf6pfgpgigugtpx0gugtprgmg3g9giguglgiggvgu50giguyg6b9gtnugu0bgv6gtg6ugu0ng4gl0vgpfgv0sgi1vgpgwghgao1giapclgu2ugu01o6gtg6ugugqg7u6gtg6uguyg7gegl0vgp7ghvo1gibhygu2ugug40pc6gtg6ugugq0a6gtg6ugu0g4g46gtg6uguzgqx6gtg6ugu0o46gtg6ugughkl6gtg6uguzugl1gibgqi4gagg1gibbig7gagg1gibyh4gagglgimgihgivgurvvlgggmgfxvgugigtgig95gcgig1gmgm1ug6givgmgggiugiv0gagmgfgigiygggixgmgggicg6g7vgi05gpvgugugmqb8gugec5g4k1nju0ggpcgilgiguvgiugf7gi6gfkgi6guwgi6guvgihguuvhgggbgigl1gfgtg3glpn6vg2giagmg2gah5bgq1nju0ggpcgispcpzpfgjprgmgppng4pzguyq1gfg9gvgm1q1i1ngevcvgvpfkpfg1lgggu3gjkgtag85gig7gqgqgqgqgqgqgqgqgqgqgqgwgu6gig7g9fpzag3glgegigb7upcgmygcgfg3sg2g7mgingmg1gbhu2gggig2gigipfgmgmggvprgbgugivgugagigrwgpxgmmgmgigmugig1vgggtgm4ehg7grg9pcgigrugqqgqgqgqgqgqgqgqgqgqgqgipzvgugisupzggxgceprgb3hgcpcgm9gvegt8g2egt8gvgfmsgvfpr8g2fgvsgvghvg1ggghgipfgia7pfgfgvgpguz0gl3si8hgrb2a0vgj0grgtgtzg2gfgtfwxprggggvgfygrvglgigrhglwgrsgiprgigbug6geg1gafgvgfga8gveprwgepfgigl2xmgggegigl1glgumg3gigigigigigjgiigwgagigbgge7sgvfgisg2fgmlgve7prgiogmprggg9gmggkgl7prg85gmgugig2giprgiogmpzgig1bggglgtgmgmgigtgnvmc5gcgygagigmngmgtuoggxgvgmrgm1j1ngevcvgvpfkpfg1lgggu3gjkgtag8gagigaprgigbgigugavg6lggbgfgqguhgagni2kgy3gnm5gcgygggigtgbevgagigagtu1vgcagragveg30g1gfgbgepc1ige9ghpngtgqpfglkg9r2g3fys9pxzpngvgugpmcpzng4g7g7rgjag38j420xgigelj2g9vg86gthg6g4gj1rgj0pcwgegegu1zoq4gr1gfxvg3ypn8g8fg9iopxg8g1sjgeglgtgbwg7vb5ggzmgggcpz5gag6gtaggwxgqagig13pfipr9gtg196gqpxgug3vpzpni7g7grpcpxpngloqk0r376giwpxkgb4g4aagemmf3g6glgtg8cprpnnglgigagn65vgygigegf0ygqrc8gajg4zlg92wg7gbfzipxkbgggug40g8azgbvgnm9wjagyzgnmc5ai9gymng4j2og4lyg70yg7rg7380g7g7838gniogyghgnngc24cgyx99j6gsgogohhhg5k2c954u54g5mukgoq5945iag48rg4u2qa49g44a9u24g4jcn9g43rrslzslrg4mkg5x9kcgx8grvngcgq6u24magx8gfzgxl0vngcgqmnkjn5vi5gcgx8gfl3gwyg73ylg7ghygnn6g4as94ngygxg7gugxllmuib5vgmigcasgxllgx8girgxg7gf"></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lo-scramble-e-labbattimeno-eurofighter-italiano-abbatte-un-drone-nei-cieli-della-lettonia.html">Lo &#8220;scramble&#8221; e l&#8217;abbattimeno: Eurofighter italiano abbatte un drone nei cieli della Lettonia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il nuovo oro bianco: il latte materno</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/il-nuovo-oro-bianco-il-latte-materno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 05:06:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[latte materno]]></category>
		<category><![CDATA[maternità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=525191</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="768" height="432" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-1265083345-640x640-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-1265083345-640x640-1.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-1265083345-640x640-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-1265083345-640x640-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-1265083345-640x640-1-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></p>
<p>Dalle banche del latte ai brevetti biotech: la corsa internazionale per trasformare l'alimento della vita in una piattaforma tecnologica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/il-nuovo-oro-bianco-il-latte-materno.html">Il nuovo oro bianco: il latte materno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="768" height="432" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-1265083345-640x640-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-1265083345-640x640-1.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-1265083345-640x640-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-1265083345-640x640-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-1265083345-640x640-1-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></p>
<p>Per millenni il <strong>latte materno</strong> è stato considerato esclusivamente un alimento: una risorsa biologica naturale, legata alla relazione tra madre e figlio. Oggi quella stessa sostanza è entrata nel radar della geopolitica della salute, della biotecnologia e dell’industria alimentare avanzata. Non perché sia cambiata la sua funzione primaria, ma perché la scienza ha iniziato a decodificarne il valore nascosto: migliaia di <strong>molecole bioattive</strong>, <strong>proteine immunitarie</strong>, oligosaccaridi complessi e componenti capaci di influenzare lo sviluppo del microbioma intestinale.</p>



<p><strong>Il latte umano è diventato così una nuova frontiera della bioeconomia</strong>: una materia prima biologica da studiare, replicare e industrializzare. Attorno a questa risorsa si stanno muovendo tre mondi finora separati: <strong>la rete sanitaria delle banche del latte </strong>umano donato, <strong>la ricerca farmaceutica </strong>sugli elementi bioattivi e <strong>la nuova industria del “latte umano coltivato”</strong> o dei suoi componenti prodotti attraverso fermentazione di precisione e tecnologie cellulari.</p>



<p>La posta in gioco è enorme. Il mercato globale non riguarda soltanto l’alimentazione infantile, ma anche nutraceutica, immunologia, farmaci biologici e prodotti funzionali. Il latte materno sta diventando una sorta di archivio molecolare della salute umana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La banca del latte</h2>



<p>Il primo livello di questa nuova economia è quello più tradizionale: la raccolta e distribuzione del <strong>latte umano donato</strong>. Le banche del latte umano sono nate come infrastrutture sanitarie dedicate soprattutto ai neonati prematuri e ai bambini con basso peso alla nascita. La logica è semplice: quando il latte della madre non è disponibile, il latte umano donato rappresenta, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, l’alternativa preferibile rispetto alla formula artificiale per molti neonati vulnerabili.</p>



<p>Ogni anno nel mondo nascono oltre <strong>20 milioni di bambini con peso inferiore ai 2,5 chilogrammi</strong>, una popolazione ad alto rischio di complicazioni neonatali. In questi casi il latte umano donato è associato a una riduzione dell’incidenza dell’enterocolite necrotizzante, una grave patologia intestinale che colpisce soprattutto i prematuri.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.stlukes.com.ph/assets/images/articles/Human_Milk_Bank.jpg" alt=""/></figure>



<p>Il sistema però resta estremamente diseguale. Secondo una fotografia globale pubblicata sulla letteratura scientifica, esistono <strong>oltre 700 banche del latte umano nel mondo</strong>, ma con modelli organizzativi molto differenti e senza standard globali completamente uniformi.</p>



<p>Il caso più emblematico è quello del Brasile. Il Paese possiede una delle reti più avanzate al mondo, con una struttura nazionale coordinata attraverso il sistema sanitario pubblico. La banca del latte non è soltanto un servizio ospedaliero, ma una politica pubblica di salute materno-infantile. Il modello brasiliano combina raccolta domiciliare, screening delle donatrici, pastorizzazione e distribuzione ai reparti neonatali. È diventato un riferimento internazionale perché ha trasformato la donazione del latte in una componente stabile dell’assistenza pubblica.</p>



<p>In Europa uno dei casi più interessanti è la <strong>Francia</strong>. All’<strong>ospedale pediatrico Necker </strong>di Parigi una banca del latte processa circa <strong>12.000 litri di latte donato ogni anno</strong>, destinati soprattutto ai neonati prematuri ricoverati in terapia intensiva neonatale. Il processo comprende congelamento, controlli microbiologici, pastorizzazione e conservazione. Il dato francese mostra un elemento chiave: il latte materno non è più soltanto un prodotto naturale, ma una risorsa che richiede infrastrutture industriali leggere, controlli di qualità e catene logistiche specializzate.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://thumbs.dreamstime.com/b/ospedale-di-necker-parigi-francia-marzo-esterno-dell-per-i-bambini-malati-clinica-universitaria-francese-centrale-il-pi%C3%B9-143155108.jpg" alt=""/></figure>



<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il sistema è più frammentato. La Food and Drug Administration raccomanda che il latte umano donato provenga da banche che effettuano selezione delle donatrici, controlli sanitari, trattamento e conservazione sicura. Ma accanto alla rete sanitaria è cresciuto anche un mercato parallelo di <strong>scambio privato</strong>, alimentato dalla domanda di famiglie che cercano latte umano per i propri figli. Questo fenomeno ha aperto un dibattito sulla commercializzazione di una sostanza biologica prodotta dal corpo umano.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La guerra dei brevetti</strong></h2>



<p>La vera competizione geopolitica però non riguarda soltanto il latte donato. Riguarda ciò che il latte contiene. La ricerca scientifica ha identificato migliaia di componenti, ma alcuni sono diventati particolarmente interessanti per l’industria:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>lattoferrina</strong>, proteina con funzioni antimicrobiche e immunitarie;</li>



<li><strong>oligosaccaridi del latte umano (HMO)</strong>, zuccheri complessi che favoriscono lo sviluppo del microbiota intestinale;</li>



<li>proteine bioattive coinvolte nello sviluppo immunitario;</li>



<li>molecole potenzialmente utilizzabili nella nutrizione clinica e nella farmaceutica.</li>
</ul>



<p>Gli HMO rappresentano uno dei segmenti più promettenti. Alcune analisi di mercato stimano che il mercato globale degli oligosaccaridi del latte umano abbia raggiunto un valore nell’ordine di <strong>centinaia di milioni di dollari</strong> e possa superare il miliardo nei prossimi anni grazie alla crescita della nutrizione infantile avanzata, degli integratori e degli alimenti funzionali.</p>



<p>Gli Stati Uniti sono il principale laboratorio della nuova industria.</p>



<p>La startup <strong><a href="https://www.myhelaina.com/">Helaina</a></strong> ha sviluppato una tecnologia basata sulla fermentazione di precisione per produrre lattoferrina bio-identica a quella presente nel latte umano. Il principio è simile a quello usato nella biologia sintetica: utilizzare microrganismi programmati per produrre molecole specifiche. La società ha attirato decine di milioni di dollari di investimenti e punta a fornire ingredienti destinati alla nutrizione infantile e ad altri settori della salute.</p>



<p>Un’altra realtà americana, <strong>Biomilq</strong>, lavora invece sulla produzione di componenti del latte umano attraverso cellule mammarie coltivate in laboratorio. L’obiettivo non è creare semplicemente una nuova formula artificiale, ma avvicinarsi alla complessità biologica del latte materno naturale.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!q0TH!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fbucketeer-e05bbc84-baa3-437e-9518-adb32be77984.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fb7b08dd6-c67d-4b7f-9c3a-e1fd8142eee6_987x435.jpeg" alt="" style="aspect-ratio:2.269024606423838;width:563px;height:auto"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">La nuova frontiera: il latte umano coltivato </h2>



<p>Il passaggio successivo è quello più rivoluzionario: produrre componenti del latte umano senza dipendere dalla produzione naturale. La tecnologia chiave è la <strong>fermentazione di precisione</strong>, una branca della biotecnologia che utilizza lieviti o altri microrganismi modificati geneticamente come “fabbriche biologiche”.</p>



<p>Singapore è uno degli ecosistemi più aggressivi nella ricerca sulla nutrizione cellulare. La <strong>biotech TurtleTree</strong> ha raccolto <strong>30 milioni di dollari nella prima tranche di un round Series A</strong> per sviluppare tecnologie di produzione di proteine del latte attraverso piattaforme cellulari e fermentazione di precisione. Il Paese vede queste tecnologie come parte della propria strategia di sicurezza alimentare: una nazione che importa gran parte del proprio cibo considera la biologia sintetica un elemento di resilienza nazionale. Anche l’Unione europea sta entrando nella competizione. Il progetto europeo <strong>HuMiLAF</strong>, finanziato nell’ambito dell’European Innovation Council, punta allo sviluppo della lattoferrina del latte umano attraverso fermentazione di precisione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://gfieurope.org/it/wp-content/uploads/sites/3/2025/01/IT_Che-cose-la-fermentazione-di-precisione@2x-1024x782.png" alt=""/></figure>



<p>L’Australia rappresenta un caso particolare nella nuova geopolitica del latte materno perché combina due dimensioni apparentemente lontane: una <strong>rete sanitaria pubblica</strong> costruita per garantire latte umano ai neonati più fragili e un <strong>ecosistema biotech</strong> che punta a trasformare le molecole del latte in prodotti industriali ad alto valore aggiunto. Sul primo fronte Canberra ha progressivamente costruito un sistema nazionale di raccolta e distribuzione del latte umano donato. Il protagonista è <strong>Australian Red Cross Lifeblood</strong>, la stessa organizzazione nazionale che gestisce il sistema del sangue, scelta non casuale: il latte materno viene trattato sempre più come una risorsa biologica che richiede criteri di sicurezza, tracciabilità e controllo analoghi ad altri prodotti sanitari.</p>



<p>Il servizio fornisce latte umano pastorizzato soprattutto alle unità di terapia intensiva neonatale per i bambini prematuri o con condizioni cliniche particolari. Nel Paese nascono ogni anno circa <strong>24.000 bambini prematuri o con peso molto basso alla nascita</strong>, una popolazione per cui il latte donato può rappresentare un intervento medico rilevante, anche per ridurre il rischio di enterocolite necrotizzante, una grave patologia intestinale dei neonati prematuri.</p>



<p>I numeri mostrano la crescita del sistema. Uno studio pubblicato nel 2025 sul programma Lifeblood ha analizzato i primi sei anni di attività (dal luglio 2018 al giugno 2024): <strong>1.794 donne hanno donato complessivamente 23.714 litri di latte umano</strong>. La quantità media donata per donatrice è stata di circa <strong>13,4 litri</strong>, con alcuni casi molto superiori. Il governo australiano ha inoltre rafforzato il finanziamento pubblico del settore: nel 2026 ha annunciato oltre <strong>6 milioni di dollari australiani</strong> per sostenere il servizio nazionale di latte umano donato destinato ai neonati vulnerabili.</p>



<p>Ma il vero salto strategico australiano si trova sul fronte industriale. A Sydney è nata <strong>All G</strong>, una biotech specializzata nella produzione di proteine del latte umano attraverso <strong>fermentazione di precisione</strong>, la stessa tecnologia che sta rivoluzionando diversi settori della bioeconomia: dalla carne coltivata alle proteine alternative. L’obiettivo dell’azienda è produrre proteine presenti nel latte materno, come la <strong>lattoferrina</strong>, senza dipendere dalla raccolta del latte umano. La lattoferrina è una proteina con proprietà antimicrobiche e immunomodulanti, considerata uno degli elementi più interessanti per avvicinare le formule infantili alle caratteristiche biologiche del latte materno. All G ha raccolto circa <strong>50 milioni di dollari complessivi</strong>, con un round da <strong>10 milioni di dollari australiani</strong> destinato ad accelerare lo sviluppo commerciale della tecnologia. La società ha inoltre avviato una collaborazione con la francese Armor Protéines per l’espansione internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi controllerà i dati biologici del latte materno?</h2>



<p>La competizione sul latte umano non si gioca soltanto sulla capacità di produrne i componenti in laboratorio, ma anche sulla raccolta e sull&#8217;analisi dei dati biologici che esso contiene. Negli ultimi anni il latte materno è diventato uno dei campi più promettenti della cosiddetta <strong>&#8220;multi-omics&#8221;</strong>, l&#8217;integrazione di genomica, proteomica, metabolomica e microbiomica per comprendere come le diverse componenti biologiche interagiscano nello sviluppo del neonato.</p>



<p>La ricerca ha ormai dimostrato che il latte umano non è un alimento standardizzato. La sua composizione varia in funzione della genetica materna, della fase della lattazione, dello stato di salute, dell&#8217;alimentazione e persino del microbioma della madre. Uno studio pubblicato nel 2024 su <em>Cell Genomics</em>, che ha analizzato oltre <strong>300 coppie madre-neonato</strong>, ha identificato <strong>482 loci genetici</strong> associati all&#8217;espressione genica della ghiandola mammaria e alla concentrazione degli oligosaccaridi del latte umano (HMO), mostrando come il patrimonio genetico materno influenzi direttamente la composizione del latte e, di conseguenza, il microbioma intestinale del bambino.</p>



<p>Parallelamente cresce l&#8217;interesse verso il <strong>microbioma del latte materno</strong>, cioè l&#8217;insieme dei microrganismi naturalmente presenti nel latte. Le più recenti revisioni scientifiche indicano che questi batteri rappresentano una delle prime fonti di colonizzazione dell&#8217;intestino neonatale e svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo del sistema immunitario. Alterazioni del microbioma del latte sono state associate, sebbene la ricerca sia ancora in evoluzione, a un maggiore rischio di alcune condizioni come allergie, coliche infantili e disturbi metabolici.</p>



<p>Questa nuova conoscenza sta alimentando una corsa internazionale ai brevetti. Diverse domande di brevetto, depositate negli Stati Uniti e in Europa, puntano non solo alla produzione industriale degli oligosaccaridi del latte umano, ma anche a metodi per utilizzare gli HMO come strumenti per <strong>modulare il microbioma intestinale</strong> dei neonati alimentati con formula e monitorarne la maturazione biologica. La proprietà intellettuale non riguarda quindi più soltanto una molecola, ma l&#8217;intero ecosistema biologico che essa è in grado di influenzare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/il-nuovo-oro-bianco-il-latte-materno.html">Il nuovo oro bianco: il latte materno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>F-16 al posto dei Patriot? Ecco perché dare la caccia agli Iskander russi è così difficile</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/f-16-al-posto-dei-patriot-ecco-perche-dare-la-caccia-agli-iskander-russi-e-cosi-difficile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 23:08:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=526396</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813002949249_e826ee04259b57aafc104e421d67b088.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813002949249_e826ee04259b57aafc104e421d67b088.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813002949249_e826ee04259b57aafc104e421d67b088-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813002949249_e826ee04259b57aafc104e421d67b088-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813002949249_e826ee04259b57aafc104e421d67b088-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813002949249_e826ee04259b57aafc104e421d67b088-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813002949249_e826ee04259b57aafc104e421d67b088-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'ex ammiraglio Usa Mark Montgomery propone di sostituire i missili intercettori Patriot con caccia F-16 per colpire gli Iskander russi</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/f-16-al-posto-dei-patriot-ecco-perche-dare-la-caccia-agli-iskander-russi-e-cosi-difficile.html">F-16 al posto dei Patriot? Ecco perché dare la caccia agli Iskander russi è così difficile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813002949249_e826ee04259b57aafc104e421d67b088.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813002949249_e826ee04259b57aafc104e421d67b088.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813002949249_e826ee04259b57aafc104e421d67b088-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813002949249_e826ee04259b57aafc104e421d67b088-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813002949249_e826ee04259b57aafc104e421d67b088-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813002949249_e826ee04259b57aafc104e421d67b088-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813002949249_e826ee04259b57aafc104e421d67b088-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalla difesa reattiva terrestre a quella proattiva aerea, l’Ucraina e gli alleati si interrogano su possibili alternative al sistema Patriot. Ma dietro la recente proposta del retroammiraglio USA Montgomery, non mancano le criticità. Come è ormai noto, la <a href="https://www.independent.co.uk/news/world/americas/us-politics/trump-hegseth-iran-war-weapons-shortage-b3028334.html">penuria di missili intercettori</a> è la spinosa questione che sta preoccupando i decisori politici statunitensi, peraltro al centro di una polemica con presunti leakers del Pentagono. <strong>Con quattro quinti dell’inventario di THAAD consumato</strong> e <a href="https://www.thedefensenews.com/US-Used-Nearly-80-of-THAAD-Interceptors-During-Iran-Conflict-Pentagon-Stockpiles-Run-Low/">circa metà dello stock di intercettori Patriot</a> utilizzato durante le operazioni di combattimento in Medio Oriente, la situazione sembra ben distante dalle scorte “virtualmente illimitate” vantate dal presidente statunitense sui social lo scorso 2 marzo. </p>



<p>E non solo il teatro mediorientale: anche il conflitto russo-ucraino sta impensierendo i pianificatori militari. Mentre il CENTCOM lancia una <a href="https://edition.cnn.com/2026/08/03/politics/us-military-iran-war-troops-punish">campagna di crowdsourcing di idee</a> per raccogliere proposte “creative e non convenzionali” al fine di esercitare pressione sull’Iran, <strong>la minaccia balistica russa </strong>non cessa di mettere alla prova le capacità di difesa aerea e missilistica occidentali e interrogare gli addetti ai lavori su soluzioni complementari alla tradizionale difesa antimissile.</p>



<p>Lo scorso 31 luglio l’ex retroammiraglio della Marina degli Stati Uniti <strong>Mark Montgomery,</strong> sul <a href="https://www.washingtonpost.com/opinions/2026/07/31/how-ukraines-f-16s-could-stop-russian-ballistic-missiles/">Washington Post</a>, ha proposto di utilizzare i caccia F-16 per la neutralizzazione dei lanciatori Iskander. L’ipotesi è di rimpiazzare i missili intercettori dei sistemi Patriot con missili di tipo <a href="https://www.armyrecognition.com/military-products/army/missiles/tactical-missiles/eram-extended-range-attack-munition-missile">ERAM (<em>Extended Range Attack Munition Missile</em>)</a>, ovvero dei missili da crociera che utilizzano piattaforme di lancio aeree come i caccia F-16. </p>



<p>Assieme ai Mirage 2000 e ai MiG-29 ucraini, infatti, gli F-16 svolgono compiti di difesa aerea e sono impiegati anche per attacchi stand-off di precisione contro obiettivi tattici, logistici e industriali. Ma il piano proposto per sostituire i noti sistemi di difesa terra-aria con missili aria-superficie non è privo di ostacoli tattico-operativi e tecnici.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come e perché è difficile “colpire l’arciere”</strong></h2>



<p>In primo luogo, la tattica di attaccare l’arciere (<em>shoot the archer</em>) per colpire i lanciatori richiede un paradigma operativo diverso dalla difesa anti-missile, ovvero una forma di interdizione pre-lancio (<em>left-of-launch</em>) che è supplementare ma non sostitutiva delle misure di difesa post-lancio (<em>right-of-launch</em>).</p>



<p>In secondo luogo, i missili ERAM sarebbero esportati con limitazioni d’impiego tali da rendere necessario un rapido aggiornamento software per la piena integrazione con gli F-16 ucraini, che richiederebbe – a detta di Montgomery – “poche settimane, non anni”. Una tempistica che solleva tuttavia interrogativi sulla natura e sulla portata dell’integrazione richiesta, soprattutto considerando che <strong>la piena capacità operativa non dipende esclusivamente dall’interfaccia software</strong> tra arma e piattaforma. Una simile integrazione potrebbe risolvere solo una parte della catena di ingaggio. </p>



<p>La cosiddetta <em>kill-chain</em> per sopprimere i lanciatori Iskander, infatti, è complessa perché sono piattaforme mobili e la capacità <em>ISR-to-shooter </em>di localizzare, identificare e ingaggiare un TEL mobile rapidamente non dipende da un singolo sistema d’arma. Un articolo apparso lo scorso 5 agosto sul media ucraino United24Media, intitolato <a href="https://united24media.com/war-in-ukraine/why-russian-iskander-launchers-are-nearly-impossible-to-catch-21404">“Why Russian Iskander Launchers Are Nearly Impossible to Catch”</a>, rilevava come i lanciatori russi operino spesso a 140-150 km dal fronte e possano percorrere per ore strade forestali per evitare la localizzazione satellitare.</p>



<p>In quarto luogo, ci sono limiti intrinseci al sistema di intelligence, sorveglianza e riconoscimento (ISR) e alle operazioni svolte dai caccia. Secondo un recente articolo del <a href="https://www.rusi.org/explore-our-research/publications/commentary/four-years-update-air-war-over-ukraine">RUSI</a>, l’efficacia di tali operazioni contro bersagli sensibili al fattore tempo sarebbe stata finora limitata da processi di targeting e assegnazione delle missioni prevalentemente orientati alle esigenze delle forze terrestri.&nbsp;</p>



<p>E poi <strong>non vanno sottovalutate le contromisure del sistema di difesa aereo integrato russo (IADS)</strong>. È stato suggerito che l’<a href="https://www.washingtonpost.com/opinions/2026/07/31/how-ukraines-f-16s-could-stop-russian-ballistic-missiles/">opzione F-16/ERAM</a> consentirebbe “di ingaggiare obiettivi di alto valore, quali hub logistici, depositi di munizioni, basi aeree e centri di comando, senza dover penetrare nelle aree caratterizzate dalla maggiore concentrazione delle batterie missilistiche terra-aria russe”. </p>



<p>Ma, al netto delle difficoltà intrinseche all’operazione, le forze armate russe possono adottare misure passive, come l’impiego di esche, la dispersione logistica e l’occultamento, oltre a utilizzare salve coordinate, che forzerebbero la difesa ucraina a mantenere una sorveglianza persistente su un’enorme porzione del territorio russo interessato.</p>



<p>Insomma, le capacità contro TEL mobili suggerita da Montgomery non dipenderebbero esclusivamente dalla gittata e dall’integrazione dell’effettore – ovvero dal F-16/ERAM – ma dalla capacità dell’intera catena di ingaggio per individuare, localizzare, tracciare e ingaggiare il bersaglio entro una finestra temporale sufficientemente breve. Una sfida sempre più urgente per le difese ucraine.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/f-16-al-posto-dei-patriot-ecco-perche-dare-la-caccia-agli-iskander-russi-e-cosi-difficile.html">F-16 al posto dei Patriot? Ecco perché dare la caccia agli Iskander russi è così difficile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 62/577 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-29 18:24:40 by W3 Total Cache
-->