Questa notte un caccia Eurofighter della nostra Aeronautica Militare assegnato alla missione NATO di Baltic Air Policing ha abbattuto un “drone non identificato” che ha violato lo spazio aereo della Lettonia. Il caccia italiano, decollato in scramble dalla base aerea di Šiauliai dopo l’attivazione del Quick Reaction Alert da parte del Combined Air Operations Centre (CAOC) della NATO, era accompagnato da un gregario e, una volta intercettata la minaccia e ottenuto il permesso di aprire il fuoco, ha abbattuto il drone, di cui non sono ancora stati identificati il modello e l’origine. Si ritiene abbia impiegato un missile aria-aria, probabilmente un missile a guida radar AIM-120 AMRAAM. Stando sempre a quanto si apprende, hanno preso parte all’intercettazione anche una coppia di F-16 Viper della Turkish Air Force decollati dalla base aerea di Ämari, in Estonia.
Il drone non identificato è entrato nello spazio aereo lettone nelle prime ore di questa notte e, secondo i media, potrebbe essersi trattato di un Unmanned Aerial Vehicle ucraino che ha deviato dalla rotta originaria durante un attacco contro la Federazione Russa. I caccia italiani che hanno portato a termine la missione fanno parte della Task Force Air “Baltic Thunder III”, posta sotto il controllo del Centro di Comando e Controllo Aereo Combinato dell’Alleanza Atlantica basato a Uedem, in Germania. Per i piloti della nostra Aeronautica si tratta del secondo decollo in “scramble” dal loro dispiegamento, avvenuto il 31 luglio.
La ministra degli Esteri lettone, Baiba Braže, ha ringraziato l’Italia dichiarando: “Siamo grati ai nostri alleati italiani per il loro impegno nella missione di difesa aerea della NATO nel Baltico e per il mantenimento dell’integrità dello spazio aereo NATO. Ieri sera, un drone straniero è stato abbattuto dai nostri alleati italiani sopra la Lettonia orientale“. Il ministero della Difesa lettone ha dichiarato che si trattava di “un velivolo a pilotaggio remoto straniero entrato in Lettonia a causa della guerra elettronica russa“, senza tuttavia specificarne l’origine, circostanza che rende plausibile l’ipotesi di un sistema d’arma ucraino portato fuori rotta dalla difesa russa. La NATO ha reso noto che, dopo l’intercettazione e l’identificazione del velivolo, il drone è stato abbattuto sopra un’area disabitata della Lettonia orientale, al confine con l’oblast russa di Pskov.
Quello di questa notte non è il primo episodio nei cieli della Lettonia dall’inizio della guerra in Ucraina. L’abbattimento di questa notte si inserisce nel crescente numero di violazioni dello spazio aereo NATO lungo il fianco orientale, che ha già coinvolto un caccia F-35 olandese, che ha abbattuto un drone esca russo del tipo Gerbera nei cieli della Polonia, un caccia Rafale francese che ha abbattuto un drone deviato dalla propria rotta nei pressi del confine lettone, e degli F-16 rumeni che si sono trovati ad abbattere tre droni Shahed penetrati nel loro spazio aereo nazionale. L’ultimo abbattimento risale all’11 agosto, quando due droni esca Gerbera sono stati distrutti nei pressi del giacimento offshore Neptun Deep, nel Mar Nero.
La Lettonia è uno dei tre Paesi baltici – insieme a Estonia e Lituania – che non dispongono di propri caccia da combattimento e per questo si avvalgono della sorveglianza e difesa del proprio spazio aereo da parte di altri Paesi della NATO. Riga ha registrato negli ultimi anni diversi episodi legati a droni ucraini fuori rotta. Per tale ragione, il nuovo governo lettone ha siglato con Kiev un accordo per rafforzare la cooperazione nella difesa contro i droni ed evitare incidenti che potrebbero avere tragiche conseguenze.
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