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	<title>Beirut Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 30 May 2023 08:30:52 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Beirut Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Libano, un Paese in stallo. Come uscire dalla crisi politica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/libano-un-paese-in-stallo-come-uscire-dalla-crisi-politica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2023 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Confessionalismo libanese]]></category>
		<category><![CDATA[Hezbollah (Partito di Dio)]]></category>
		<category><![CDATA[Lega araba]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-2048x1363.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lunghi mesi di vuoto istituzionale hanno compromesso ulteriormente la già disastrata economia libanese, che invece esige risposte veloci ed efficaci. Una candidatura presidenziale con larghi consensi potrebbe sbloccare lo stallo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/libano-un-paese-in-stallo-come-uscire-dalla-crisi-politica.html">Libano, un Paese in stallo. Come uscire dalla crisi politica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-2048x1363.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sette, i mesi passati senza un presidente della Repubblica; cinque, quelli trascorsi da quando si è smesso di provare ad eleggerne uno. Dodici, quelli passati senza un governo effettivo. 200%, il valore dell&#8217;<a href="https://warsawinstitute.org/the-deteriorating-economic-situation-in-lebanon/#_ftn1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">inflazione</a> rispetto all&#8217;inizio della crisi finanziaria nel 2019; 98%, la perdita di valore della lira libanese rispetto al dollaro americano nello stesso periodo. Tre miliardi di dollari, lo stanziamento che il Fondo monetario internazionale è pronto a sbloccare in cambio di riforme politiche ed economiche. </p>



<p>Lo stallo libanese è un buco nero che risucchia le speranze della popolazione, condannata a subire l&#8217;immobilità e la povertà create da questo doppio vuoto istituzionale proprio nel momento in cui è massima la necessità di decisioni prese velocemente e implementate efficacemente. Da quando il mandato del presidente <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-michel-aoun.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Michel Aoun</a></strong> è scaduto nell&#8217;ottobre 2022, la mancanza di una nomina presidenziale non ha lasciato possibilità di formare un governo, ma negli ultimi mesi, la candidatura di <strong>Suleiman Frangieh</strong> – il nome sostenuto da <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/il-partito-di-dio-storia-e-futuro-di-hezbollah.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hezbollah</a></strong> – ha guadagnato popolarità, e potrebbe trainare la politica del Paese dei cedri fuori dall&#8217;impasse. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;urgenza di una soluzione</h2>



<p>Nella dichiarazione firmata a Jeddah alla conclusione del 32esimo summit della <strong>Lega Araba</strong>, i Paesi dell&#8217;area hanno chiesto con urgenza a tutte le parti politiche libanesi di &#8220;dialogare per eleggere un presidente della Repubblica che soddisfi le aspirazioni della popolazione libanese&#8221;, che possa assicurare il regolare funzionamento delle istituzioni dello Stato e che sia in grado di attuare delle <strong>politiche efficaci</strong> per affrontare la drammatica crisi economica che affligge il Paese. Il Paese dei cedri sta infatti attraversando una delle peggiori depressioni economiche dell&#8217;era moderna, in cui l&#8217;esplosione del debito pubblico e l&#8217;iper-inflazione della moneta hanno causato una crisi sociale senza precedenti.</p>



<p>Nonostante i <strong>molteplici tentativi</strong> per eleggere un nuovo presidente (11 fumate nere in totale, l&#8217;ultimo tentativo è stato fatto lo scorso gennaio), nessun candidato è riuscito a riunire la maggioranza di due terzi del parlamento richiesta per insediarsi nell&#8217;ufficio presidenziale. Il processo di costruzione del consenso è complicato dall<strong>&#8216;influenza di attori</strong> sia regionali che internazionali, che spesso giocano un ruolo decisivo nella politica di Beirut. Nel frattempo, la guida dell&#8217;attuale governo ad interim è stata affidata a Najib Mikati, politico di lunga carriera che però ora ha poteri molto limitati, insufficienti a prendere le decisioni necessarie ad affrontare la crisi economica e politica che immobilizza il Libano. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un processo lungo e complicato </h2>



<p>Il sistema<strong> semi presidenziale</strong> libanese è organizzato su basi confessionali, che in teoria dovrebbero favorire l&#8217;armonia tra le principali componenti del Paese (musulmani sciiti, sunniti e cristiani maroniti) ma in realtà amplificano e polarizzano le <strong>divisioni settarie</strong>. I partiti in Libano si creano e si dissolvono con facilità, e più che rappresentare una fazione ideologicamente schierata fungono da strumento politico per i leader delle comunità. Questo sistema fluido rende molto difficile mobilitare una maggioranza di due terzi a sostegno di un candidato. </p>



<p>Il<strong> </strong>presidente della Repubblica deve essere un <strong>cristiano maronita</strong> eletto da due terzi del parlamento, maggioranza che nessun partito è riuscito a raggiungere nelle elezioni del maggio 2022. Dei 128 seggi del parlamento, 62 sono stati conquistati dall&#8217;alleanza guidata da Hezbollah. Nei mesi di trattative che hanno seguito il voto, il partito filo-iraniano ha guadagnato anche le preferenze dei drusi del Partito socialista progressivo e di alcuni partiti minori e indipendenti, varcando così la linea della maggioranza. Tuttavia, la scadenza del mandato del presidente Aoun ha reso impossibile l&#8217;insediamento di un nuovo governo. </p>



<p>Da quando, all&#8217;inizio di marzo, l&#8217;alleanza guidata da Hezbollah ha reso pubblico il <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/lebanons-hezbollah-backs-christian-politician-frangieh-presidency-2023-03-06/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">supporto per la candidatura </a>alla presidenza del capo del movimento Marada (erede politico della milizia Marada) <strong>Suleiman Frangieh</strong>, intense trattative hanno coinvolto i maggiori attori domestici ma anche i loro sostenitori regionali e internazionali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli interventi esteri dietro la candidatura di Frangieh</h2>



<p>Da sempre il processo elettorale libanese risente di influssi esteri, sia regionali che globali. In seguito all&#8217;indebolimento dell&#8217;i<strong>nfluenza siriana</strong> – dovuto all&#8217;instabilità causata da oltre dieci anni di guerra civile – le lungaggini dell&#8217;iter per eleggere il presidente sono peggiorate a causa dell&#8217;esigenza di un &#8220;consenso regionale&#8221;. </p>



<p>Dato che Frangieh è considerato politicamente vicino all governo di Damasco, l&#8217;Arabia Saudita e i partiti che Riyad supporta nella politica libanese si sono opposti alla sua candidatura. Più in generale, la maggior parte degli attori regionali e internazionali si sono opposti a quella che definiscono &#8220;influenza siriana in Libano&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="625" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110051897_f82e2da49060f43c8eb5d25f3f940af8-1024x625.jpg" alt="" class="wp-image-397734" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110051897_f82e2da49060f43c8eb5d25f3f940af8-1024x625.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110051897_f82e2da49060f43c8eb5d25f3f940af8-600x366.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110051897_f82e2da49060f43c8eb5d25f3f940af8-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110051897_f82e2da49060f43c8eb5d25f3f940af8-768x468.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110051897_f82e2da49060f43c8eb5d25f3f940af8-1536x937.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110051897_f82e2da49060f43c8eb5d25f3f940af8.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">23 marzo 2011, Damasco, Siria. Il presidente siriano Bashar al-Assad incontra il leader del movimento Marada, Suleiman Frangieh. Foto di EPA/SANA/HO.</figcaption></figure>



<p>Tuttavia, a partire dal riavvicinamento di marzo tra l&#8217;Arabia Saudita e l&#8217;Iran da una parte, e la <a href="https://it.insideover.com/politica/scoppia-la-pace-tra-siria-e-paesi-arabi-lira-degli-stati-uniti.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">normalizzazione dei rapporti tra Siria e Arabia Saudita</a> dell&#8217;inizio del mese, le probabilità che Frangieh riesca ad emergere come candidato che raccoglie <strong>consenso</strong> sono cresciute. </p>



<p><strong>Parigi</strong>, ex potenza coloniale generalmente contrapposta all&#8217;influenza della Siria ed Hezbollah in Libano, ha recentemente <a href="https://www.naharnet.com/stories/en/297711" target="_blank" rel="noreferrer noopener">invitato Jebran Bassil</a> (parente dell&#8217;ex presidente Aoun e capo dell&#8217;influente partito nazionalista Movimento libero e patriottico) a supportare la candidatura di Frangieh, promettendogli in cambio il diritto di proporre un nome per la presidenza della Banca Centrale del Libano una volta concluso il mandato di Riad Salameh, che è indagato internazionalmente per corruzione.</p>



<p>In base all&#8217;agenzia libanese <em>Naharnet</em>, perfino l&#8217;<strong>Unione europea</strong> è intervenuta nell&#8217;iter, minacciando sanzioni contro i parlamentari che boicotteranno i procedimenti parlamentari per eleggere il presidente. Non sarebbe la prima volta che partiti minori e parlamentari indipendenti ricorrono a queste tecniche di contrattazione, che allungano ulteriormente il processo elettivo. </p>



<p>L&#8217;entusiasmo di Francia e Unione europea per la candidatura di Frangieh è attribuibile alla <a href="https://it.insideover.com/politica/in-libano-in-gioco-anche-la-credibilita-dell-ue.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">preoccupazione per gli</a><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/in-libano-in-gioco-anche-la-credibilita-dell-ue.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> interessi</a> politici e finanziari</strong> che entrambi nutrono in Libano, messi a repentaglio dalla prolungata crisi politica, alla reputazione che Frangieh si è costruito come attore <strong>affidabile </strong>nonostante la vicinanza ad Hezbollah. Nonostante ciò le elezioni sono tutt&#8217;altro che decise, e parte del dissenso non sembra poter essere risolto a livello domestico. Per questo il premier Mikati si è appellato ai Paesi arabi per &#8220;aiutare il Libano ad instaurare un dialogo domestico&#8221; per formare un governo e salvare il Paese. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/libano-un-paese-in-stallo-come-uscire-dalla-crisi-politica.html">Libano, un Paese in stallo. Come uscire dalla crisi politica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le tre crisi infiammate dalla guerra in Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/le-tre-crisi-infiammate-dalla-guerra-in-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 May 2022 07:12:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[crisi alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Esplosione in Libano]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra in Ucraina ha messo a dura prova l&#8217;economia e l&#8217;alimentazione di molte aree del mondo. Questo il caso di Siria, Libano e Libia. Questi tre Paesi attraversano crisi analoghe e battaglie comuni come l’inflazione alle stelle, una crisi istituzionale che imperversa e in almeno due casi guerre civili che durano da anni. Un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-tre-crisi-infiammate-dalla-guerra-in-ucraina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-tre-crisi-infiammate-dalla-guerra-in-ucraina.html">Le tre crisi infiammate dalla guerra in Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La guerra in Ucraina ha messo a dura prova l&#8217;economia e l&#8217;alimentazione di molte aree del mondo. Questo il caso di <strong>Siria</strong>, <strong>Libano</strong> e <strong>Libia</strong>. Questi tre Paesi attraversano crisi analoghe e battaglie comuni come l’inflazione alle stelle, una crisi istituzionale che imperversa e in almeno due casi guerre civili che durano da anni. Un pericoloso mix esasperato dal conflitto che insanguina l&#8217;Est Europa.</p>
<h2>La Siria tra mancanza di cibo e crisi turca</h2>
<p>Il Paese dopo undici anni di conflitto è al collasso e la situazione è stata aggravata dalla pandemia di Covid-19. Almeno il 90% della popolazione vive sotto la soglia di povertà e gran parte di essa dipende dagli aiuti umanitari ma a adesso le forniture alimentari internazionali, indispensabili per il sostentamento della popolazione, vengono dirottate dalla Siria all’Ucraina creando così una gravissima crisi alimentare e umanitaria. Secondo un <a href="https://reliefweb.int/report/syrian-arab-republic/syria-11-years-hunger-drought-and-collapsing-economy-threatens-even-more">rapporto</a> dell&#8217;Ocha (Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari) più del 60% della popolazione siriana &#8211; 12 milioni di persone &#8211; soffre la fame e non riesce a mettere cibo in tavola. Le organizzazioni umanitarie non riescono più a reperire cibo &#8211; principalmente farina e olio &#8211; a causa della guerra russo-ucraina e del drastico aumento dei prezzi.</p>
<p>Il <strong>World Food Program</strong> ha già annunciato che dovrà ridurre i pacchetti alimentari destinati alle famiglie siriane poiché con l’aumento dei prezzi alimentari è moltiplicato se non triplicato anche il costo degli aiuti stessi. I fondi insomma sono limitati e le crisi a cui sopperire aumentate. Questo ha portato il Paese ad attingere alle riserve di grano che, già molto ridotte, dureranno solo per qualche mese. La produzione locale, già quasi inesistente, è stata messa a dura prova da un periodo di grave siccità, il peggiore in più di 70 anni, che ha colpito l&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile. La crisi idrica ha decimato il raccolto di grano locale con una produzione scesa di 2,8 milioni di tonnellate nel 2020 ad appena 1,05 milioni di tonnellate nel 2021.</p>
<p>La Siria è stata toccata e influenzata anche dalla <strong>crisi economica turca</strong> che ha reso la situazione ancora più complicata a quella zona del Paese che ha adottato la lira turca come valuta. Ankara ha visto la sua moneta perdere di almeno il 44% del suo valore, quasi la metà, e questo ha portato a un aumento del prezzo del carburante e dei prodotti alimentari. Si stima che i prezzi dei prodotti alimentari siano aumentati del 65% e quelli del carburante siano passati da 1,37 dollari al litro in aprile a 1,35 nel marzo del 2022. La crisi della lira turca ha colpito in particolare la zona di Idlib, controllata da quello che resta dei ribelli siriani e che vive sotto la valuta turca da un anno a questa parte.</p>
<p>Già a gennaio i prezzi erano aumentati dell’86%. Ma non è solo la connessione monetaria il problema, anche quella commerciale ha il suo peso. Nel nord del Paese tutto viene importato e poco o niente prodotto, questo porta ovviamente la popolazione ad essere quasi completamente dipendente da Ankara. I siriani di Idlib faranno fatica a far fronte agli shock dei prezzi e ad ogni oscillazione della lira turca l’economia siriana ne risente particolarmente.</p>
<p>Mentre la crisi promette di peggiorare, le organizzazioni umanitarie chiedono di avere più fondi per poter fronteggiare la situazione e poter fornire cibo e assistenza alla popolazione siriana. Il direttore esecutivo del World Food Program, David Beasley ha detto che servirebbero almeno 480 milioni di dollari ma che riusciranno a finanziarne solo il 31% lasciando così scoperti milioni di persone che hanno bisogno di assistenza. Le organizzazioni che operano nella zona di Idlib inoltre non riescono a trovare donatori stranieri perché riluttanti a investire in progetti di stabilizzazione nell&#8217;area a causa della presenza turca e della morsa dell&#8217;organizzazione islamista <strong>Hayat Tahrir Al-Sham</strong> sulle autorità locali.</p>
<h2>Libano e quella dipendenza da Kiev</h2>
<p>Tra chi fa i conti con la fame c&#8217;è sicuramente il Libano. Il paese soffre la mancanza di cibo dal 2019, quando il debito pubblico ha raggiunto i massimi livelli con circa il 170% del Pil, facendo sprofondare il Paese in una gravissima crisi finanziaria. Il baratro è stato raggiunto nel 2020 quando è stata dichiarata la bancarotta non riuscendo a ripagare la prima tranche di debito su un eurobond emesso nel 2010. La conseguenza immediata di questa crisi finanziaria è stata la svalutazione della lira libanese rispetto al dollaro. D’un tratto il paese, chiamato la Svizzera del Medio Oriente per il suo alto tenore di vita, si è ritrovato con gli scaffali vuoti e con prezzi altissimi. Una condizione che non poteva andar bene per le tasche dei libanesi che disponevano di salari svalutati in brevissimo tempo, infatti il potere di acquisto si è ridotto del 90% e circa il 70% della popolazione vive sotto o al limite della soglia di povertà. Il cibo è diventato un bene di lusso, in un Paese dove le importazioni di generi alimentari supera il 28% delle importazioni totali e che riguarda una vasta gamma di generi alimentari.</p>
<p>A tutto questo si è aggiunge la tonnellata di grano andata distrutta nell’esplosione del porto di Beirut del 2020, dove erano stipati vari silos di grano. Il Libano importa più dell’80% del suo grano dall’Ucraina e adesso soffre della riduzione di importazione di grano dal suo principale fornitore e dall’aumento dei prezzi. La farina è pesantemente razionata e i prezzi del pane sestuplicati.</p>
<p>La crisi ha anche toccato l’aspetto energetico. Il Paese importa tutto il petrolio e il gas che consuma aggirandosi sui 30 milioni di dollari. A marzo un’isteria di massa ha imperversato nella popolazione che ha assaltato le stazioni di servizio per precedere l’aumento dei prezzi sul gasolio. Il problema energetico potrebbe avere ripercussioni più gravi di quelle del grano poiché genererebbe pressioni inflazionistiche che andrebbero ad attaccare l’intera economia libanese, già al collasso da due anni. L’elettricità viene razionata e le città ne possono usufruire solo per poche ore al giorno di conseguenza tutte le attività rimangono ferme comprese quelle alimentari come panifici e supermercati. Uno scenario pericoloso che potrebbe anche riaprire le vecchie ferite della guerra civile.</p>
<h2><span style="font-family: 'TT Travels', sans-serif; font-size: 1.8rem;">Libia: un caos politico e umanitario</span></h2>
<p>Altra area di crisi che con la guerra in Ucraina ha visto peggiorare la sua situazione economica e sociale è la Libia che è dipendente del 90% dal grano ucraino e russo. Al contrario del Libano, la Libia ha una scorta strategica di grano che potrebbe permettere al Paese di sopravvivere alla crisi per tre mesi ma la situazione rimane grave dal momento in cui i panifici non riescono più a rivendere il pane al prezzo precedente. Ma stranamente è la crisi energetica il vero problema della Libia a causa della guerra.</p>
<p>Nonostante sia ricca di petrolio, membro dell’Opec e fornitore per molti paesi, la Libia deve comprare il gas straniero perché non riesce a sopperire al consumo interno, esponendosi così ai prezzi di mercato e alle sue oscillazioni. Tutto questo in una situazione politico istituzionale delicata che vede conflitto tra due governi autoproclamatisi legittimi. Un esecutivo con sede a Tripoli riconosciuto dal mondo occidentale e un altro eletto a <strong>Tobruk</strong> sostenuto da Mosca. Questi due governi non convengono tra di loro riguardo a come gestire i sussidi e approvare i cambiamenti negli stanziamenti di bilancio. Ma i disaccordi non si esauriscono nelle sedi esecutive. A peggiorare ulteriormente vi sono la <strong>National Oil Corporation</strong> e la Banca Centrale della Libia che da marzo non riescono a trovare un accordo su dove depositare gli introiti della vendita di petrolio. Queste divergente comportano uno stallo e un ritardo nelle mosse strategiche volte a tamponare la crisi ma soprattutto ad alleviare l’aumento dei prezzi sulle materie prime.</p>
<p>A differenza degli altri due paesi la questione politico istituzionale gioca un ruolo preponderante nell’ambito della guerra in Ucraina. La rivalità tra i due esecutivi è diventata più feroce per la vicinanza tra Tobruk e Mosca. Quest’ultima infatti è l’unica ad aver riconosciuto il governo guidato da Fathi Bashagha aprendo così un’altra spaccatura con l’Onu e l’Occidente. Malgrado ciò Bashagha vuole comunque mantenere le distanze da Mosca e il 26 marzo ha incontrato l’ambasciatore ucraino annunciando il suo sostengo al popolo ucraino. Ma ricordiamo che nel paese sono stanziati i mercenari russi del gruppo Wagner che dal 2019 hanno avuto un grande impatto sulla guerra libica e sulla spaccatura in seno alle istituzioni. Ed è questo uno degli elementi di crisi scaturiti dalla guerra Ucraina. Mosca potrebbe utilizzate la Libia e le risorse che vi ha dispiegato nella lotta contro l’Occidente. La Libia ridiventa così una pedina nello scacchiere Russia-Occidente debole delle sue crisi interne.<span class="Apple-converted-space"> Una matassa difficile da districare che allontana sempre di più la possibilità di andare al voto.<br />
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-tre-crisi-infiammate-dalla-guerra-in-ucraina.html">Le tre crisi infiammate dalla guerra in Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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