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	<title>Matteo Giusti Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 14 May 2026 15:12:38 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Matteo Giusti Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Esclusivo &#8211; Parla il ministro libico Trabelsi: &#8220;Parliamo anche con Haftar ma Tripoli deve essere la capitale&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/esclusivo-parla-il-ministro-libico-trabelsi-parliamo-anche-con-haftar-ma-tripoli-deve-essere-la-capitale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 15:12:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1104" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463-1024x589.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463-768x442.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463-1536x883.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463-600x345.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A Tunisi si è tenuto il secondo round del mini-meeting 4+4 tra rappresentanti dei due governi libici, sostenuto da ONU e Italia</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/esclusivo-parla-il-ministro-libico-trabelsi-parliamo-anche-con-haftar-ma-tripoli-deve-essere-la-capitale.html">Esclusivo &#8211; Parla il ministro libico Trabelsi: &#8220;Parliamo anche con Haftar ma Tripoli deve essere la capitale&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1104" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463-1024x589.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463-768x442.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463-1536x883.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463-600x345.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><br>A Tunisi è andato in scena il secondo round del cosiddetto <strong>mini-meeting 4+4 dedicato alla Libia</strong>. Questo vertice, così chiamato per la presenza di 4 rappresentanti del governo orientale e 4 di quello occidentale, è sostenuto dalle Nazioni Unite e dalla missione onusiana nel Paese arabo per superare lo stallo elettorale e provare ad iniziare una lunga e complessa <em>road-map </em>che porti alla riunificazione della Libia. Nella nazione affacciata sul Mediterraneo da ormai oltre un decennio agiscono due governi, il primo nella capitale Tripoli chiamato <strong>Governo di Unità Nazionale (GNU)</strong> ed il secondo, tecnicamente suddiviso fra <strong>Tobruch</strong> e <strong>Bengasi</strong>, denominato <strong>Governo di Stabilità Nazionale (GNS)</strong>. Il primo è riconosciuto dalle Nazioni Unite e dall’Unione Europea, il secondo ha un riconoscimento internazionale piuttosto limitato, ma ha l’appoggio militare della Russia e quello politico di Egitto, Emirati Arabi Uniti, e anche la Francia che ha giocato su entrambi i tavoli. L’esecutivo di Tobruch è in realtà un governo fantoccio, controllato dal <strong>feldmaresciallo Khalifa Haftar</strong> e dalla sua famiglia, un signore della guerra dotato di un esercito privato. La situazione libica resta molto difficile e le milizie sono i veri padroni dello stato.</p>



<p>La stessa capitale <strong>Tripoli è controllata da gruppi paramilitari alleati del debole governo del GNU</strong> che deve continuamente venire a patti con questi miliziani per restare al potere. Sul terreno Haftar ha provato più volte a riunificare la Libia con la forza e oggi controlla <strong>circa il 70% dell’intero territorio nazionale</strong>. In questo complicato scenario la via diplomatica cerca faticosamente di trovare una soluzione pacifica e questo vertice punta proprio a questo. Il primo incontro si era tenuto a Roma, sotto l’egida del governo italiano, che continua ad avere un ruolo determinante nel cercare di raggiungere la riunificazione. <strong>Imad Mustafa Trabelsi è il ministro dell’Interno del governo di Tripoli</strong> ed allo stesso tempo è il capo di una milizia della cittadina di Zintan, una delle più potenti ed influenti in Tripolitania.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le parole (in esclusiva) del ministro Trabelsi</h2>



<p>«L’incontro di Tunisi arriva in un momento particolarmente delicato, ma il nostro governo lo sostiene con convinzione ed i nostri inviati vogliono fare il bene del popolo libico. <strong>Voglio ringraziare le Nazioni Unite e l’Italia per l’impegno profuso nell’organizzazione di questi meeting. </strong>Quello che viene chiamato Alto Consiglio di Stato, che ha sede in Cirenaica e che non rappresenta la Libia, ha fortemente criticato questa operazione delle Nazioni Unite, perché sono degli islamisti che vogliono trasformare la nostra grande nazione in un campo di battaglia. La delegazione ha però elementi di alto livello anche da Est come <strong>Abdelrahman Al-Abbar, </strong>che è stato ministro delle giustizia e procuratore generale o Al-Shaibani Abu Hmoud che ha prestato servizio come ambasciatore in Francia. Il GNU ha inviato Walid Al-Lafi, nostro ministro per la Comunicazione e l’ex presidente della Banca Centrale Mustafa Al-Manna, tutti uomini con il senso dello stato e che conoscono l’importanza di mantenere aperta una trattativa».</p>



<p>Il ministro Trabelsi rimane però scettico sulla possibilità che le decisioni di questo meeting possano davvero essere recepite in <strong>Cirenaica</strong>. «Il primo passo sarebbe la ricostituzione del consiglio dell’Alta Commissione Elettorale Nazionale che gente come il presidente dell’Alto Consiglio di Stato di Tobruch Aguila Saleh ha sempre boicottato. Saleh è l’uomo del Cairo, ma è al servizio di Khalifa Haftar ed il suo clan come tutti. Servono piccoli passi e l’unificazione delle istituzioni appare al momento fuori delle portata di questo comitato. <strong>Tripoli vuole ascoltare tutti, compresa la società civile, ma questa è la capitale e qui deve essere espresso il governo unitario della Libia</strong>».</p>



<p>Il processo elettorale è bloccato da molti mesi ed è stato al centro della crisi del 2021. L’iscrizione alle liste elettorali resta difficoltoso e votare in alcune aree appare impossibile. «Nelle regioni controllate dal GNU si può votare democraticamente, nel resto del Paese è molto difficile- continua <strong>Imad Mustafa Trabelsi</strong>&#8211; la violenza a Tripoli è cessata quando abbiamo sconfitto delle bande criminali che lavoravano per governi stranieri e adesso lo Stato è tornato al fianco dei cittadini». <br><br></p>
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		<item>
		<title>Mozambico, anche le chiese nel mirino dell&#8217;insorgenza jihadista</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/mozambico-anche-le-chiese-nel-mirino-dellinsorgenza-jihadista.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 08:52:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Mozambico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1648" height="910" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mozambico" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico.webp 1648w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico-300x166.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico-1024x565.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico-768x424.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico-1536x848.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico-600x331.webp 600w" sizes="(max-width: 1648px) 100vw, 1648px" /></p>
<p>L’ultimo episodio è stato l’attacco al villaggio di Meza, nel distretto di Ancuabe, dove i terroristi di Ahlu al-Sunna wa al-Jama’a, conosciuto anche come Isis Mozambico, hanno dato alle fiamme la chiesa di San Luigi di Montfort e hanno rapito una ventina di civili. Tutto accaduto a Cabo Delgado, la provincia più settentrionale del Mozambico &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/mozambico-anche-le-chiese-nel-mirino-dellinsorgenza-jihadista.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1648" height="910" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mozambico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico.webp 1648w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico-300x166.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico-1024x565.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico-768x424.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico-1536x848.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico-600x331.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1648px) 100vw, 1648px" /></p>
<p>L’ultimo episodio è stato l’attacco al villaggio di Meza, nel distretto di Ancuabe, dove i terroristi di Ahlu al-Sunna wa al-Jama’a, conosciuto anche come Isis Mozambico, hanno dato alle fiamme la chiesa di San Luigi di Montfort e hanno rapito una ventina di civili. </p>



<p>Tutto accaduto a Cabo Delgado, la provincia più settentrionale del Mozambico che dal 2017 è sconvolta da questo gruppo affiliato allo Stato islamico, che controlla intere province e terrorizza la popolazione. </p>



<p>Questa chiesa, costruita nel 1946, rappresentava il simbolo dell’impegno missionario in questa area e la sua distruzione è stata vista dagli islamisti come lo sradicamento delle radici cristiane degli abitanti della zona. Cabo Delgado è l’unica provincia mozambicana a maggioranza musulmana e allo stesso tempo è anche la più lontana dalla capitale e la più povera. I terroristi , localmente chiamati al Shaabab, cioè i giovani,  hanno iniziato ad organizzarsi nel 2007 grazie al proselitismo di predicatori arrivati qui da Kenya e Tanzania. Nei suoi primi anni non avevano creato grandi problemi alle forze militari di Maputo, ma dal 2017, con l’affiliazione allo Stato islamico, si sono riorganizzati e modernamente armati, diventando un enorme minaccia per la stabilità dello stato. In meno di dieci anni sono stati ucciso più di 300 cattolici, la maggior parte dei quali sono stati decapitati, compresi parroci, sacrestani e suore.  </p>



<p>Contemporaneamente sono state distrutte 117 chiese, di cui 23 soltanto nel 2025, mentre i rapimenti sono stati oltre 2000, una parte a scopo di lucro e l’altra per conversioni forzate o per ridurre le donne a schiave sessuali. La situazione è molto complicata e l’esercito mozambicana è apparso inerte di fronte agli attacchi alla popolazione. A metà aprile una piazzaforte dei militari di Maputo è stata attaccata dai terroristi e data alle fiamme, otto soldati sono stati uccisi e gli altri sono scappati nella boscaglia. Questo presidio era stato creato proprio per garantire la sicurezza della popolazione locale e adesso non esiste più. </p>



<p>A Cabo Delgado è stato scoperto il più grande giacimento di gas liquefatto dell’intero continente africano ed anche Eni ha enormi interessi in questa area, anche se è la francese Total che detiene la maggioranza delle azioni. Il governo del presidente Chapo, dopo che i suoi predecessori avevano assodato mercenari sudafricani e poi anche i contractor russi del Wagner group, ha accettato che la Francia ingaggiasse le forze speciali del Ruanda per difendere il giacimento. I militari ruandesi hanno preso il controllo della penisola di Afungi, dove si trova il gas, ma tutte le aree interne sono state abbandonate e adesso sono amministrate dai jihadisti che impongono tasse e la legge islamica. Nella primavera del 2021 Ahlu al-Sunna wa al-Jama’a ha preso il controllo della città di Palma per due giorni, costringendo gli occidentali presenti a fuggire via mare e distruggendo tutti i simboli cristiani. Dopo la faticosa riconquista di questa città era intervenuta una missione internazionale guidata dal Sudafrica, che aveva temporaneamente ristabilito l’ordine, ma che era stata poi fortemente ridimensionata per questioni economiche. </p>



<p>Nel settembre del 2022 a Chipene, al confine fra le province di Cabo Delgado e Nanpula, era stata assassinata la suora italiana Maria De Coppi di 83 anni che da quasi 60 viveva in Mozambico, dove aveva ottenuto anche la cittadinanza. La religiosa era stata assassinata nel tentativo di aiutare le ragazze che vivevano nella scuola a  scappare dai terroristi che volevano rapirle. La posta in gioco è altissima perché le riserve di gas del Mozambico sono stimate in 2.800 miliardi di metri cubi, facendone uno dei maggiori giacimenti al mondo e vista la situazione globale il suo controllo diventa determinante. Tutto sulla pelle della popolazione civile in questi anni ha visto quasi 7000 morti e 1,3 milioni di sfollati che non possono tornare nelle loro case per non finire nella morsa del jihadismo.<br></p>
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		<title>ESCLUSIVO &#8211; Parla Youssef Rajji, ministro degli Esteri del Libano: &#8220;A Hezbollah interessa solo il bene dell&#8217;Iran&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/esclusivo-parla-youssef-rajji-ministro-degli-esteri-del-libano-a-hezbollah-interessa-solo-il-bene-delliran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 12:25:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Hezbollah.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="libano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Hezbollah.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Hezbollah-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Hezbollah-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Hezbollah-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Hezbollah-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Hezbollah-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> "Il popolo libanese soffre una guerra che non voleva", dice Rajji, "Hezbollah non vuole il bene dei libanesi ma soltanto quello dell’Iran".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/esclusivo-parla-youssef-rajji-ministro-degli-esteri-del-libano-a-hezbollah-interessa-solo-il-bene-delliran.html">ESCLUSIVO &#8211; Parla Youssef Rajji, ministro degli Esteri del Libano: &#8220;A Hezbollah interessa solo il bene dell&#8217;Iran&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Hezbollah.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="libano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Hezbollah.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Hezbollah-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Hezbollah-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Hezbollah-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Hezbollah-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Hezbollah-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La tregua che sempre più faticosamente sta resistendo fra Stati Uniti ed Iran, non è mai stata applicata in Libano che ha visto invece un aumento della violenza. Israele ha intensificato le operazioni militari contro i miliziani sciiti filo iraniani di Hezbollah, colpendo con l’aviazione tutto il Sud fino al fiume Litani, la valle  della Bekaa e soprattutto la capitale Beirut che ha visto i peggiori attacchi dall’inizio del conflitto. <strong>In un solo giorno ben cinque quartieri sono stati bombardati contemporaneamente provocando circa 300 vittime </strong>ed oltre 1.200 feriti, sia nelle aree a maggioranza sciita controllati da Hezbollah, che nei quartieri a maggioranza cristiana, una parte della società libanese che non è minimamente coinvolta nella guerra. Oggi nel Paese dei Cedri non esiste un luogo sicuro e Tel Aviv sta continuando a colpire ed ad avanzare nel Sud. L’ultima conquista simbolica è stato lo stadio di Bint Jbeil, dove nel 2000 l&#8217;allora leader di Hezbollah, <strong>Hassan Nasrallah,</strong> ucciso dagli israeliani, pronunciò il discorso di vittoria dopo il ritiro dell’IDF dal Libano meridionale. Qui Nasrallah, fondatore del Partito di Dio, aveva definito Tel Aviv come più debole di una ragnatela, rilanciando l’idea di una vittoria finale. Negli scontri per la conquista di questa località l’esercito israeliano ha dichiarato di aver ucciso oltre 100 terroristi sia in scontri a terra che negli attacchi aerei e di aver conquistato e distrutto centinaia di pezzi di equipaggiamento bellico.</p>



<p>Sul campo la guerra va avanti, ma a Washington martedì si aprirà un tavolo, fortemente voluto dall’amministrazione di Donald Trump, fra Israele e Libano, a cui però non parteciperà Hezbollah. <strong>Youssef Rajji</strong> è il ministro degli Esteri libanese da poco più di un anno e dal suo insediamento ha sempre affrontato una situazione estremamente complicata. Vanta un lungo passato da diplomatico presso l’Unione Europea, le Nazioni Unite e negli ultimi cinque anni in Giordania. “La situazione in Libano è molto complicata e la prima vittima è sempre la popolazione civile che viene colpita indiscriminatamente. Il presidente <strong>Joseph Aoun</strong> si è appellato a tutto il mondo per aiutare il nostro paese, anche il Vaticano ha lavorato per cercare di ottenere una tregua. Ci siederemo al tavolo con Israele per trovare un accordo che possa garantire una pace duratura fra le nostre nazioni, il Medio Oriente ha sofferto troppo ed il Libano è un vaso di coccio fra vasi di ferro.”</p>



<h2 class="wp-block-heading">Hezbollah più armato e organizzato dell&#8217;esercito</h2>



<p>Youssef Rajji conosce profondamente le complesse dinamiche che governano questa area turbolenta e <strong>non si aspetta miracoli dal meeting programmato a Washington</strong>, soprattutto perché i deputati e gli aderenti di Hezbollah stanno protestando per questa mossa del governo di Beirut. “Tutti i parlamentari sciiti (blocco politico formato da Hezbollah e Amal, ndr) sono scesi in strada per protestare contro il nostro tentativo di mettere fine alla guerra ed i loro sostenitori ci hanno accusato di essere al servizio di Israele e di aver tradito la Costituzione. Il Premier Salam e tutto il governo sono al servizio del popolo libanese, che sta soffrendo una guerra che non voleva. <strong>Hezbollah dimostra di non volere il bene della popolazione, ma soltanto quello dell’Iran. </strong></p>



<p>Il ministro della Difesa rilancerà il progetto, lanciato l’estate scorsa, per disarmare i miliziani sciiti, ma serve tempo perché l’esercito nazionale si sta formando soltanto adesso. Per molti anni la politica ha voluto mantenere l’esercito libanese debole per scelta, questo per non avere nessun freno alla violenza delle milizie dei partiti politici. <strong>In questa situazione Hezbollah si è sostituita alla forza legalizzata ed oggi sono meglio armati ed organizzati di tutti gli altri.</strong> Nessuno conosce nemmeno il numero esatto di combattenti che formano le milizie filo-iraniane, ma con l’aiuto internazionale, compreso quello dei caschi blu della missione Unifil delle Nazioni Unite, riusciremo a ristabilire l’ordine. Il fallimento, almeno apparente, dei colloqui di pace di Islamabad indebolisce molto la nostra posizione ed Israele potrebbe tirasi indietro da un momento all’altro, ma noi faremo tutto il possibile per dare un futuro al Libano, la nazione che amiamo e che ha un immediato bisogno di pace.”</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/esclusivo-parla-youssef-rajji-ministro-degli-esteri-del-libano-a-hezbollah-interessa-solo-il-bene-delliran.html">ESCLUSIVO &#8211; Parla Youssef Rajji, ministro degli Esteri del Libano: &#8220;A Hezbollah interessa solo il bene dell&#8217;Iran&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Esclusiva &#8211; intervista al ministro degli Houthi Mansour: &#8220;Possiamo bloccare Bab el Mandeb&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/esclusiva-intervista-al-ministro-degli-houthi-mansour-possiamo-bloccare-bab-el-mandeb.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Giusti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 12:35:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=511089</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330104809737_a3f4b9a5ac6653d848cf19de7235a9a3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Houthi Mansour intervista" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330104809737_a3f4b9a5ac6653d848cf19de7235a9a3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330104809737_a3f4b9a5ac6653d848cf19de7235a9a3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330104809737_a3f4b9a5ac6653d848cf19de7235a9a3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330104809737_a3f4b9a5ac6653d848cf19de7235a9a3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330104809737_a3f4b9a5ac6653d848cf19de7235a9a3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330104809737_a3f4b9a5ac6653d848cf19de7235a9a3-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo oltre un mese di guerra il conflitto fra Iran da una parte e Stati Uniti ed Israele dall’altra, sta entrando in una nuova fase. Teheran ha fatto scendere in campo dall’inizio il movimento sciita di Hezbollah, aprendo in Libano un secondo fronte che potesse impegnare le forze di Tel Aviv. Adesso anche gli Houthi, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/esclusiva-intervista-al-ministro-degli-houthi-mansour-possiamo-bloccare-bab-el-mandeb.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/esclusiva-intervista-al-ministro-degli-houthi-mansour-possiamo-bloccare-bab-el-mandeb.html">Esclusiva &#8211; intervista al ministro degli Houthi Mansour: &#8220;Possiamo bloccare Bab el Mandeb&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330104809737_a3f4b9a5ac6653d848cf19de7235a9a3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Houthi Mansour intervista" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330104809737_a3f4b9a5ac6653d848cf19de7235a9a3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330104809737_a3f4b9a5ac6653d848cf19de7235a9a3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330104809737_a3f4b9a5ac6653d848cf19de7235a9a3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330104809737_a3f4b9a5ac6653d848cf19de7235a9a3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330104809737_a3f4b9a5ac6653d848cf19de7235a9a3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330104809737_a3f4b9a5ac6653d848cf19de7235a9a3-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo oltre un mese di guerra il conflitto fra Iran da una parte e Stati Uniti ed Israele dall’altra, sta entrando in una nuova fase. Teheran ha fatto scendere in campo dall’inizio il movimento sciita di Hezbollah, aprendo in Libano un secondo fronte che potesse impegnare le forze di Tel Aviv. Adesso anche gli <strong>Houthi</strong>, il secondo proxy più organizzato ed armato della cosiddetta asse della resistenza, <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-houthi-entrano-in-guerra-e-attaccano-israele-la-terza-guerra-del-golfo-arriva-al-mar-rosso.html">hanno cominciato a lanciare missili contro Israele</a>. Questa tribù del nord dello <strong>Yemen</strong> controlla circa metà del paese e prima della tregua aveva bersagliato di lanci tutto il naviglio che aveva attraversato lo stretto di <strong>Bab el Mandeb</strong> in direzione del canale di Suez bloccando una via del commercio marittimo da cui passa oltre il 12% delle merci globali. </p>



<p>Da questo angusto braccio di mare, che divide l’Asia dall’Africa, transitano anche oltre sei milioni di barili di petrolio al giorno, tutti destinati al mercato europeo, già in estrema difficoltà per il blocco dello stretto di Hormuz da cui passano oltre 20 milioni di barili. La <strong>mossa Houthi</strong> è una scelta strategica dell’Iran che prima di sedersi al tavolo delle trattative vuole ampliare il fronte il più possibile. <strong>Mohammed Mansour</strong> è il ministro della Propaganda del governo provvisorio dei miliziani Houthi e rappresenta uno dei volti pubblici di questo regime.</p>



<p><strong>Ministro Mansour ripetete sempre di essere al fianco dell’Iran che da un mese è sotto attacco e voi, a parte le proteste ufficiali, non avete fatto niente fino ad ora.<br></strong>&#8220;La storia è fatta di scelte ed il nostro momento adesso è arrivato. Siamo scesi in campo lanciando subito un missile contro i sionisti che devono capire che perderanno la guerra. Abbiamo preso di mira il sud di Israele, ma adesso bersaglieremo Tel Aviv e tutta il paese. Noi lottiamo sia per fermare l’ingiusta e inaccettabile aggressione ai fratelli iraniani, che per liberare il popolo palestinese&#8221;.</p>



<p><strong>Con questo attacco siete ufficialmente entrati in guerra aprendo un nuovo fronte.<br></strong>&#8220;Sul tavolo ci sono molte opzioni, la prima è sicuramente bersagliare il territorio israeliano fino alla loro resa. Ma potremmo bloccare Bab el Mandeb fermando tutto il traffico marittimo che va verso Suez, abbiamo riserve missilistiche infinite e nessuno senza il nostro permesso navigherà fra Asia ed Europa. Una opzione è anche l’attacco ad Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, due nazioni che sono da sempre nostri nemici e che appoggiano il falso governo yemenita di Aden&#8221;.</p>



<p><strong>Qual’e il vostro obiettivo?<br></strong>&#8220;Il popolo yemenita ha chiesto per settimane che aiutassimo i fratelli iraliani e vendicassimo la morte della Guida Suprema, il nostro padre e fratello assassinato dagli infedeli. I nostri uomini combattono per un ideale e per difendere la fede e per questo motivo non possiamo perdere. Voglio anche lanciare un avvertimento ai paesi arabi: questa è una lotta di sopravvivenza per l’Islam, se sarete servi dei sionisti e degli americani pagherete conseguenze gravissime&#8221;.<br></p>



<p><strong>Nello stretto di Hormuz l’Iran permette il passaggio di alcune navi e sembra intenzionato a imporre un pedaggio, Bab el Mandeb verrà gestito nella stessa maniera?<br></strong>&#8220;Questo è ancora da decidere, ci stiamo confrontando con i fratelli iraniani per avere un piano comune d’azione. La cosa più importante è far capire ai nemici che non ci arrenderemo mai e anche l’Europa deve comprendere che, se continua a dimostrarsi nemica dell’asse della resistenza, manderemo il prezzo del petrolio a duecento dollari al barile, strangolando la sua economia&#8221;.</p>



<p><strong>Pakistan, Turchia, Arabia Saudita ed Egitto sembrano aver iniziato a lavorare per mettere fine alla guerra<br></strong>&#8220;Gli americani ed i sionisti hanno capito che non possono vincere questa guerra e stanno cercando un accordo. Le cinque richieste dell’Iran sono legittime e noi le appoggiamo totalmente. Hanno sfidato l’Iran e ne sono usciti sconfitti e adesso cercano di nascondere il vero andamento dello scontro. Tutto questo deve servire come lezione all’occidente, che deve comprendere che l’asse della resistenza non si arrenderà mai&#8221;</p>
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		<title>Israele torna a colpire in Siria: raid contro l’esercito di Damasco per i drusi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/israele-torna-a-colpire-in-siria-raid-contro-lesercito-di-damasco-per-i-drusi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 13:50:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="833" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/siria-1-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Siria. Il conflitto per procura tra Turchia e Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/siria-1-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/siria-1-1-600x260.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/siria-1-1-300x130.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/siria-1-1-1024x444.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/siria-1-1-768x333.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/siria-1-1-1536x666.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’esercito israeliano ha attaccato una serie di obiettivi militari nel sud della Siria, precisamente nel Governatorato di Suwayda. Il portavoce dell’Idf (Forse di Difesa Israeliane) ha dichiarato che questa operazione era stata necessaria per gli attacchi dell’esercito siriano alla minoranza drusa che vive nelle aree meridionali della nazione mediorientale. L’aviazione di Tel Aviv ha colpito &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-torna-a-colpire-in-siria-raid-contro-lesercito-di-damasco-per-i-drusi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="833" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/siria-1-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Siria. Il conflitto per procura tra Turchia e Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/siria-1-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/siria-1-1-600x260.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/siria-1-1-300x130.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/siria-1-1-1024x444.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/siria-1-1-768x333.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/siria-1-1-1536x666.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’esercito israeliano ha attaccato una serie di obiettivi militari nel sud della Siria, precisamente nel <strong>Governatorato di Suwayda</strong>. Il portavoce dell’Idf (Forse di Difesa Israeliane) ha dichiarato che questa operazione era stata necessaria per gli attacchi dell’esercito siriano alla minoranza drusa che vive nelle aree meridionali della nazione mediorientale. </p>



<p>L’aviazione di Tel Aviv <strong>ha colpito un quartier generale dell’esercito siriano</strong> e alcuni depositi di armi in diversi campi di addestramento delle forze di Damasco. Il governo del presidente alShara non ha rilasciato alcun commento su questi fatti, ma non ha smentito che ci siano ancora molte tensioni nelle province del sud.  Una milizia drusa indipendente ha raccontato sui social gli eventi dichiarando che nove persone sono state uccise in circostanze non specificate, dodici persone sono state arrestate ad un posto di blocco e altre sette sono state rapite e che ci sarebbe stato un attacco con razzi e droni su alcuni villaggi. </p>



<p>L’esercito israeliano ha detto che &#8220;non permetteranno che venga fatto del male ai drusi in Siria e continueranno ad agire per proteggerli&#8221; e che &#8220;continueranno a monitorare gli sviluppi nel sud della Siria e agiranno in conformità con le direttive della leadership politica&#8221;. <strong>Tel Aviv nell’estate scorsa era intervenuta più volte per difendere la minoranza drusa siriana</strong>, che era stata duramente attaccata da gruppi beduini sunniti armati da alcuni elementi del governo di Damasco. Al Shara per evitare una pericolosa escalation aveva inviato le forze speciali per riprendere il controllo del territorio, ma la situazione era rimasta tesissima ed i drusi avevano denunciati omicidi e rapimenti continui. Anche in Israele vive una comunità drusa, ma qui è totalmente integrata e fa anche parte dell’esercito con un battaglione dedicato. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi sono i drusi </h2>



<p>I drusi sono un <strong>gruppo etno-religioso che vive in Siria, Libano, Israele e Giordania</strong> e non ha mai avuto nessun tipo di velleità di indipendenza o creazione di uno stato proprio. Sotto il regime degli Assad questa comunità era stata marginalizzata e perseguitata, ma anche con il nuovo governo la situazione non appare essere migliorata. La notizia di questo attacchi non è stata riportata dai principali media siriani e i dettagli relativi agli scontri rimangono ancora poco chiari. Le autorità di Damasco hanno affermato di garantire pari diritti a tutti i segmenti della popolazione, compresa la comunità drusa che non viene discriminata e che Israele usa le accuse riguardanti i drusi come pretesto per interferire negli affari interni della Siria. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;obiettivo di Israele: creare cuscinetto </h2>



<p>La questione appare però ancore più complessa perché <strong>Tel Aviv vuole creare un cuscinetto sul confine che possa proteggere i villaggi sulle alture del Golan</strong>, strappate alla Siria nella guerra dei sei giorni del 1967. Mentre infuria la guerra in Libano gli Stati Uniti ed Israele avrebbero fatto pressioni sul presidente al Shara perché intervenisse militarmente contro il movimento sciita di Hezbollah. Anche se l’ambasciatore statunitense in Turchia ed inviato speciale per la Siria, Tom Barrack, ha ufficialmente smentito che Washington avrebbe chiesto questo intervento in Libano, ci sono stati diversi incontri fra vertici militari. Damasco dopo un po di indecisione avrebbe rifiutato, perché la Turchia si sarebbe opposta totalmente e l’attuale governo siriano resta molto legato ad Ankara.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;influenza turca su Damasco</h2>



<p> I turchi hanno un’influenza sempre più marcata sul regime damasceno ed hanno appena firmato un accordo di cooperazione militare e addestramento del nuovo esercito. Anche <strong>Tel Aviv vuole aumentare il suo peso sulla nuova Siria</strong> che non ha escluso di poter aderire agli Accordi di Abramo per il riconoscimento di Israele, seguendo la falsariga di diverse nazioni arabe. Lo scacchiere mediorientale si sta complicando e la guerra in Iran e Libano, con lo Yemen pronto ad intervenire, potrebbe coinvolgere e travolgere altre nazioni come la Giordania e soprattutto la Siria, che sta ancora cercando un equilibrio dopo il crollo del regime di Assad e la presa di potere degli ex miliziani di al Qaeda. <br><br><br><br></p>
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		<title>Esclusiva InsideOver – Intervista a Mustafa Hijri, leader del PDKI curdo: &#8220;Abbiamo aperto canali con gli Usa&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/esclusiva-insideover-intervista-a-mustafa-hijri-leader-del-pdki-curdo-abbiamo-aperto-canali-con-gli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 14:15:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1168" height="785" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-08-alle-15.13.24-e1772979242787.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mustafa Hijri" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-08-alle-15.13.24-e1772979242787.jpg 1168w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-08-alle-15.13.24-e1772979242787.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-08-alle-15.13.24-e1772979242787.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-08-alle-15.13.24-e1772979242787.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-08-alle-15.13.24-e1772979242787.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1168px) 100vw, 1168px" /></p>
<p>I circa dieci milioni di curdi che vivono in Iran rappresentano un quarto del totale di questo antico popolo senza patria, diviso appunto fra Iran, Iraq, Turchia, Siria e Armenia. I curdi iraniani sono sempre rimasti ai margini della vita politica di’ Teheran, anche se avevano partecipato alle proteste per abbattere lo Shah nel 1979. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/esclusiva-insideover-intervista-a-mustafa-hijri-leader-del-pdki-curdo-abbiamo-aperto-canali-con-gli-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/esclusiva-insideover-intervista-a-mustafa-hijri-leader-del-pdki-curdo-abbiamo-aperto-canali-con-gli-usa.html">Esclusiva InsideOver – Intervista a Mustafa Hijri, leader del PDKI curdo: &#8220;Abbiamo aperto canali con gli Usa&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1168" height="785" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-08-alle-15.13.24-e1772979242787.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mustafa Hijri" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-08-alle-15.13.24-e1772979242787.jpg 1168w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-08-alle-15.13.24-e1772979242787.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-08-alle-15.13.24-e1772979242787.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-08-alle-15.13.24-e1772979242787.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-08-alle-15.13.24-e1772979242787.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1168px) 100vw, 1168px" /></p>
<p>I <strong>circa dieci milioni di curdi</strong> che vivono in Iran rappresentano un quarto del totale di questo antico popolo senza patria, diviso appunto fra Iran, Iraq, Turchia, Siria e Armenia. I curdi iraniani sono sempre rimasti ai margini della vita politica di’ Teheran, anche se avevano partecipato alle proteste per abbattere lo Shah nel 1979. Oggi i curdi che vivono lungo il confine con l’Iraq, la regione del Rojhelat, sono suddivisi in almeno cinque partiti politici diversi e raramente riescono a trovare un accordo fra di loro. Il più famoso è indubbiamente il <strong>Partito Democratico del Kurdistan Iraniano (PDKI)</strong>,  mentre le altre sigle sono il <strong>Partito per la Via libera in Kurdistan (PJAK)</strong>, il P<strong>artito per la Libertà del Kurdistan (PAK)</strong>, l’Organizzazione Khabat per il Kurdistan iraniano ed infine il <strong>Partito Komala del Kurdistan</strong>. A fine febbraio una riunione di questi partiti e movimenti ha faticosamente dato vita ala Kurdistan Alliance, un accordo nato per fare fronte comune contro gli attacchi del regime di Teheran che ha giurato di sterminare i curdi se si schiereranno con gli Stati Uniti ed Israele. Ma questi cinque entità politiche possono essere suddivise in re principali correnti. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">“Federalism is the best form of governance for a state,” says KDP-İ leader Mustafa Hijri (Iranian Kurdish Leader), emphasizing that it remains their main demand.<br> <a href="https://t.co/fV0pT2w8Zf">pic.twitter.com/fV0pT2w8Zf</a></p>&mdash; Diyar Kurda (@diyarkurda) <a href="https://twitter.com/diyarkurda/status/2029641399319003582?ref_src=twsrc%5Etfw">March 5, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le parole di Mustafa Hijri, raggiunto da InsideOver</h2>



<p>La prima di queste raduna le  forze conservatrici legate alla storia della Repubblica di <strong>Mahabad</strong> del 1946 ed il movimento politico di riferimento è il <strong>Partito Democratico del Kurdistan Iraniano (PDKI)</strong>. La seconda si ispira al pensiero marxista fondendolo con una specie di nazionalismo ed è rappresentata dal Partito Komalai. La terza corrente è quella neo-rivoluzionaria, la più vicina al PKK turco e rappresentata dal Partito PJAK. Mustafa Hijri è il leader del PDKI ed ha speso la sua vita per la causa del suo popolo. «La situazione è molto difficile, soprattutto per i civili. I bombardamenti di Israele e Stati Uniti sono una grave minaccia per tutti noi es in molti hanno già abbandonato le proprie case cercando rifugio altrove. Abbattere questo regime sanguinario è necessario e per questo motivo voglio fare un appello ai soldati e al personale di sicurezza affinché abbandonino le loro posizioni e ritirino subito ogni tipo  di supporto alle forze armate del regime. Le defezioni da questo esercito di assassini saranno motivo d’orgoglio per tutti». </p>



<p>Donald Trump ha contattato telefonicamente i leader curdi per spingerli ad un intervento diretto nella guerra. «Il presidente statunitense ha detto che sarebbe magnifico se i curdi attaccassero da terra prendendo il controllo dell’Iran, ma noi vogliamo soltanto essere indipendenti nelle nostre province. Il regime degli Ayatollah ha inviato i Pasdaran per massacrarci e noi ci difenderemo, ma l’Iran è un paese molto grande e complicato. <strong>Ormai da diversi giorni abbiamo aperto hub canale di comunicazione con gli Stati Uniti</strong>, che sono determinati ad estirpare il regime islamico che ha tenuto prigioniero il popolo iraniano ed ha perseguitato le minoranze. Tutti hanno sofferto n questi 47 anni, ma i curdi sono stati quelli che hanno ricevuto il trattamento peggiore. Anche adesso il regime minaccia di distruggerci se appoggeremo l’operazione di Tel Aviv e Washington, ma si sono dimenticati che noi siamo un popolo orgoglioso e coraggioso». </p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Vogliamo liberarci degli Ayatollah&#8221;</h2>



<p>Alcuni leader curdi come <strong>Baba Sheikh Hosseini</strong> che guida l’Organizzazione Khabat per il Kurdistan iraniano si è sbilanciato di più dicendo che il suo braccio armato è pronto a combattere per liberare l’Iran, ma <strong>Mustafa Hijri</strong> si dimostra più cauto. «Ogni partito o formazione politica ha sempre avuto un gruppo combattente che spesso si è scontrato con le altre fazioni.  Adesso dobbiamo trovare un coordinamento politico, ma allo stesso tempo anche militare e non è così semplice. La guerra sta rendendo le comunicazioni particolarmente complicate e non possiamo riunirci nei nostri “santuari” sui monti Zagros perché i criminali Guardiani della Rivoluzione danno la caccia ai curdi e da giorni cercano di eliminare tutti i leader e gli esponenti politici per bloccare le nostre azioni. Questa è la volta che ci libereremo di questi assassini ed il popolo curdo come sempre è pronto a dare il suo contributo». </p>



<p>Il leader curdo aggiunge: «<strong>Sappiamo bene che l’indipendenza rimane un sogno, ma vogliamo autonomia e libertà di essere noi stessi</strong>, con la nostra storia e cultura che da secoli vengono calpestate e attaccate. In passato sono state infrante molte promesse fatte ai curdi e speriamo che i nostri fratelli siriani non finiscano nelle mani dei turchi che vogliono cancellarci dal mondo, ma che noi aiuteremo in ogni modo possibile»<br><br><br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/esclusiva-insideover-intervista-a-mustafa-hijri-leader-del-pdki-curdo-abbiamo-aperto-canali-con-gli-usa.html">Esclusiva InsideOver – Intervista a Mustafa Hijri, leader del PDKI curdo: &#8220;Abbiamo aperto canali con gli Usa&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>ESCLUSIVA- Shehbaz Sharif, primo ministro del Pakistan: &#8220;Lavoriamo per la pace e combattiamo il terrorismo, il mondo lo sa&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/shehbaz-sharif-primo-ministro-del-pakistan-lavoriamo-per-la-pace-e-combattiamo-il-terrorismo-il-mondo-lo-sa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 12:50:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/shebaz-sharif.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Pakistan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/shebaz-sharif.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/shebaz-sharif-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/shebaz-sharif-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/shebaz-sharif-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/shebaz-sharif-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/shebaz-sharif-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sharif: "Il Pakistan è una nazione moderna e democratica, abbiamo un ruolo ormai continentale e per tante nazioni siamo un alleato solido".</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/shebaz-sharif.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Pakistan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/shebaz-sharif.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/shebaz-sharif-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/shebaz-sharif-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/shebaz-sharif-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/shebaz-sharif-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/shebaz-sharif-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <em>Board of Peace </em>voluto dal presidente statunitense <strong>Donald Trump </strong>si è riunito per la prima volta a Washington, mettendo al tavolo nazioni provenienti da quasi tutti i continenti. Alcuni degli Stati coinvolti hanno un peso geopolitico maggiore, addirittura determinante per gli equilibri di molte aree complesse. Turchia, Egitto, Arabia Saudita, Indonesia sono paesi importanti, ma <strong>soltanto il Pakistan rappresenta una potenza atomica</strong> fra i membri, Stati Uniti a parte naturalmente. <strong>Shehbaz Sharif </strong>è il Primo ministro del Pakistan da circa due anni e vanta una lunga carriera politica come amministratore e deputato. La sua figura ha riportato un po’ di equilibrio, dopo gli scandali del governo di <strong>Imran Khan </strong>nel 2022, anche se il fratello ed ex Premier <strong>Nawaz Sharif </strong>nel 2017 era stato rimosso dalla Corte Suprema e condannato a 10 anni per corruzione, restando comunque leader dell’opposizione.  </p>



<p><strong>Primo ministro Sharif, il Pakistan ha aderito al Board of Peace come membro effettivo, per quale motivo?</strong></p>



<p>&#8220;La nostra nazione ha sempre lavorato per la pace in Medio Oriente e per questo motivo essere parte di questo gruppo era indispensabile. Donald Trump è un uomo di pace ed il vero salvatore dell&#8217;Asia meridionale e lo dimostra il fatto che  fino ad oggi ha messo fine a ben otto guerre. Abbiamo visto il suo intervento anche nel conflitto fra noi e l’India, dove ha bloccato gli attacchi di Nuova Delhi che ci accusava ingiustamente di aiutare e proteggere i terroristi. <strong>L’intervento di Trump ha salvato la vita a milioni di persone. </strong>Il Pakistan combatte da sempre il terrorismo internazionale e lo dimostrano anche gli attacchi lanciati dalla nostra aviazione contro i campi di addestramento in Afganistan. Abbiamo distrutto una serie di cellule che volevano colpire la nostra popolazione, non permetteremo più a nessuno di  attaccare il sacro suolo del Pakistan. <strong>Per Gaza chiediamo l’immediata fine delle violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele </strong>per raggiungere una pace duratura e promuovere gli sforzi di ricostruzione della Striscia. Il popolo palestinese deve esercitare il pieno controllo della propria terra e del proprio futuro, in linea con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.  </p>



<p><strong>Voi siete una potenza nucleare e avete offerto il vostro “ombrello” anche all’Arabia Saudita. Puntate a diventare una realtà geopolitica regionale?</strong></p>



<p>&#8220;Il Pakistan è una nazione moderna e democratica, abbiamo compiuto un percorso storico che ha portato il popolo ad una grande maturità. Il nostro ruolo è ormai continentale e tante nazioni guardano ad Islamabad come ad un alleato solido e concreto. Con l’Arabia Saudita abbiamo firmato un accordo militare di mutuo soccorso, ma smentisco categoricamente che sia in funzione anti-israeliana. Noi cerchiamo di dare un contributo determinante per il raggiungimento della pace in Medioriente come in tutta l’Asia. Durante il <em>Board of Peace</em> ho avuto l’occasione di incontrare informalmente il re del Bahrein <strong>Hamad bin Isa Al-Khalifa</strong>, il presidente dell&#8217;Azerbaigian <strong>Ilham Aliyev,</strong> il presidente dell&#8217;Uzbekistan <strong>Shavkat Mirziyoyev</strong>, il presidente del Kazakistan <strong>Kassym-Jomart Tokayev </strong>ed anche  il presidente indonesiano <strong>Prabowo Subianto</strong>. Tutti grandi uomini di Stato che riconoscono il ruolo del Pakistan. Ho avuto un meeting anche con il Segretario di Stato americano <strong>Marco Rubio </strong>che ha ribadito l’importanza della nostra nazione per il raggiungimento della pace e abbiamo discusso di quanto sia fondamentale la nostra relazione strategica per lo sviluppo di minerali critici e nella lotta al terrorismo&#8221;.</p>



<p><strong>La situazione in Asia centrale rimane molto complicata, in Afganistan, ma anche in Iran. Qual è la posizione di Islamabad?</strong></p>



<p>&#8220;Credo sia necessario ribadire che ho condannato con la massima fermezza l&#8217;attacco immotivato contro l&#8217;Iran da parte di Israele nell’estate scorsa, esprimendo le mie più sentite condoglianze al popolo iraniano per la perdita di vite umane. Questo è stato una  atto grave e profondamente allarmante che rischia di destabilizzare ulteriormente una regione già instabile. <strong>Mi sono impegnato personalmente per una via diplomatica fra Stati Uniti ed Iran. </strong>Ho sentito più volte telefonicamente il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e ci siamo scambiati opinioni sull&#8217;evoluzione della situazione regionale. Io ho sottolineato l&#8217;importanza di un dialogo costante e di un impegno diplomatico per promuovere la pace, la sicurezza e lo sviluppo nella regione. Il Pakistan si oppone fermamente a qualsiasi azione contro la sicurezza, l&#8217;indipendenza e l&#8217;integrità territoriale dell&#8217;Iran, tra cui la guerra, le sanzioni o le interferenze politiche, riaffermando la posizione di principio dei loro paesi di solidarietà con il governo e il popolo iraniani. Vogliamo evitare che la tensione si alzi ulteriormente e voglio anche ribadire gli stretti e fraterni legami tra Pakistan e Iran, radicati nella storia, nella cultura e nella fede comuni&#8221;.</p>
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		<title>Libia: Saif Gheddafi, la sua tribù accusa il governo di Tripoli di omicidio politico</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/libia-saif-gheddafi-la-sua-tribu-accusa-il-governo-di-tripoli-di-omicidio-politico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 14:39:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1344" height="1117" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260206110524128_4e9fcf716e0383d2ee2bbccb92f2189c-e1770372356419.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260206110524128_4e9fcf716e0383d2ee2bbccb92f2189c-e1770372356419.jpg 1344w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260206110524128_4e9fcf716e0383d2ee2bbccb92f2189c-e1770372356419.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260206110524128_4e9fcf716e0383d2ee2bbccb92f2189c-e1770372356419.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260206110524128_4e9fcf716e0383d2ee2bbccb92f2189c-e1770372356419.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260206110524128_4e9fcf716e0383d2ee2bbccb92f2189c-e1770372356419.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1344px) 100vw, 1344px" /></p>
<p>Saif al-Islam Gheddafi è stato assassinato il 3 febbraio 2026 da un commando di quattro sicari mascherati nella sua casa a Zintan.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1344" height="1117" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260206110524128_4e9fcf716e0383d2ee2bbccb92f2189c-e1770372356419.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260206110524128_4e9fcf716e0383d2ee2bbccb92f2189c-e1770372356419.jpg 1344w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260206110524128_4e9fcf716e0383d2ee2bbccb92f2189c-e1770372356419.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260206110524128_4e9fcf716e0383d2ee2bbccb92f2189c-e1770372356419.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260206110524128_4e9fcf716e0383d2ee2bbccb92f2189c-e1770372356419.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260206110524128_4e9fcf716e0383d2ee2bbccb92f2189c-e1770372356419.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1344px) 100vw, 1344px" /></p>
<p><em>Da Tripoli</em></p>



<p>L’eliminazione di <strong>Saif el Islam Gheddafi</strong> dalla politica libica fa comodo a molti e rafforza soprattutto l’esecutivo di Tripoli. Il secondogenito di <strong>Muammar Gheddafi</strong> era il volto politico della famiglia e da tempo stava lavorando per correre alle elezioni presidenziali, rinviate ormai da anni. <strong>La sua è stata un’esecuzione in piena regola</strong> con un commando di quattro sicari a volto coperto che lo hanno crivellato di colpi nel giardino della sua abitazione a Zintan. Saif aveva scelto di vivere in questa cittadina, a circa 130 chilometri da Tripoli, dopo essere stato prigioniero delle milizie locali e scarcerato nel 2016 grazie ad un’amnistia.</p>



<p>Sulla sua testa pendeva un mandato di arresto della <strong>Corte Penale Internazionale</strong> ed una condanna a morte in contumacia del tribunale di Tripoli, ma <strong>dal 2021 era tornato alla vita politica </strong>cercando di candidarsi alle elezioni dalle quali era stato escluso per le condanne, elezioni che poi non si erano mai svolte. Il suo reale esordio erano state le amministrative del 2024 dove nella municipalità di Sabha, abitata dai Qadhadhfa, sua tribù di appartenenza, aveva ottenuto ottimi risultati, rilanciandosi come uomo politico nazionale.</p>



<p><strong>La sua eliminazione ha una chiara matrice politica </strong>e non ha nulla a che vedere con le false notizie fatte girare nelle prime ore che avevano parlato di una battaglia fra milizie. Proprio le forze di Zintan, che controllano saldamente la città, hanno negato che ci siano stati scontri, confermando che <strong>Saif Gheddafi</strong> viveva da tempo in quella casa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo del Governo di Tripoli</h2>



<p><strong>Ahmad Ibrahim al Mansour</strong> è un membro del Consiglio Sociale della tribù Qadhadhfa e vive a Tripoli, anche se dopo il crollo del <strong>regime del Rais</strong> molti membri della tribù hanno lasciato la capitale.</p>



<p>“Avevamo suggerito a Saif di far arrivare a Zintan alcuni nostri uomini per rafforzare la sua sicurezza, ma aveva rifiutato dicendo che non voleva isolarsi dal popolo libico e che la sua difesa era il seguito che stava crescendo. <strong>Noi siamo certi che i mandanti siano a Tripoli,</strong> dove avevano paura della sua popolarità e della grande insoddisfazione nella quale si trova a vivere la Libia. La <strong>Brigata 444</strong>, un gruppo di tagliagole che mantengono in piedi il governo illegittimo di <strong>Abdul Hamid Dbeibah</strong>, ha subito fatto sapere di essere estranea ai fatti. Un rapidità sospetta che nasconde il vero motivo di questa azione: un omicidio politico che insieme a Saif al Islam Gheddafi uccide il futuro della nostra nazione”.</p>



<p>Intanto l’ufficio del Procuratore Generale ha inviato a Zintan una squadra investigativa, accompagnata da medici legali ed esperti nel tentativo di identificare la cerchia dei sospettati responsabili del reato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le manovre di Haftar</h2>



<p>Il <strong>Governo di Unità Nazionale (GNU)</strong> di Tripoli per il momento si è astenuto dal rilasciare qualsiasi tipo di commento ufficiale. <strong>Imad Mustafa Trabelsi </strong>è il ministro degli Interni di Tripoli dal novembre del 2022, una longevità inconsueta in governi che vengono cambiati continuamente. Trabelsi è anche un capo milizia della Forza per le operazioni speciali di Zintan, la città dove è stato assassinato Saif Gheddafi. “La procura ha già aperto un’inchiesta formale perché è giusto fare luce su quanto accaduto. Il nostro governo non ha preso nessuna posizione ufficiale perché non si tratta di un atto politico e tanto meno di un omicidio politico. Dobbiamo proteggere tutti i cittadini libici che hanno diritto alla sicurezza nelle proprie case. Zintan è una città pacificata ed amministrata da un governo locale forte e fedele a Tripoli ed escludo che le forze locali siano coinvolte in questo atto di violenza.”</p>



<p>Poche ed evasive le dichiarazioni del responsabile della politica interna libica che invece conosce perfettamente il peso politico che <strong>Saif al Islam Gheddafi</strong> avrebbe potuto esercitate nelle elezioni presidenziali del paese arabo. La situazione in Libia appare in una fase di stallo e dopo le minacce di riunificazione a colpi di cannone da parte del generale <strong>Khalifa Haftar</strong>, i due governi hanno riaperto dei tavoli di trattativa facendo votare alle rispettive assemblee parlamentari dei percorsi di riunificazione nazionale. </p>



<p><strong>L’esecutivo di Tobruk risponde sempre meno alla Russia</strong> e si sta aprendo, grazie alla mediazione dell’Egitto, anche all’Italia che insieme all’Unione Europea e alle Nazioni Unite riconosce soltanto il governo di Tripoli. La figura di Saif al Islam Gheddafi stava radunando intorno a se molte tribù ed una sua eventuale candidatura avrebbe potuto mettere in difficoltà i rappresentanti di Tripolitania e Cirenaica, dimostrando l’ennesimo fallimento delle cosiddette Primavere arabe.</p>
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		<title>Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa&#8217;ar a InsideOver: &#8220;Hamas non vuole consegnare le armi, al-Sharaa pericoloso estremista&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-ministro-degli-esteri-israeliano-gideon-saar-a-insideover-hamas-non-vuole-consegnare-le-armi-al-sharaa-pericoloso-estremista.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 15:39:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-ministro-degli-Esteri-israeliano-Gideon-Saar-a-InsideOver-Hamas-non-vuole-consegnare-le-armi-al-Sharaa-pericoloso-estremista.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-ministro-degli-Esteri-israeliano-Gideon-Saar-a-InsideOver-Hamas-non-vuole-consegnare-le-armi-al-Sharaa-pericoloso-estremista.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-ministro-degli-Esteri-israeliano-Gideon-Saar-a-InsideOver-Hamas-non-vuole-consegnare-le-armi-al-Sharaa-pericoloso-estremista-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-ministro-degli-Esteri-israeliano-Gideon-Saar-a-InsideOver-Hamas-non-vuole-consegnare-le-armi-al-Sharaa-pericoloso-estremista-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-ministro-degli-Esteri-israeliano-Gideon-Saar-a-InsideOver-Hamas-non-vuole-consegnare-le-armi-al-Sharaa-pericoloso-estremista-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-ministro-degli-Esteri-israeliano-Gideon-Saar-a-InsideOver-Hamas-non-vuole-consegnare-le-armi-al-Sharaa-pericoloso-estremista-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-ministro-degli-Esteri-israeliano-Gideon-Saar-a-InsideOver-Hamas-non-vuole-consegnare-le-armi-al-Sharaa-pericoloso-estremista-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nonostante la firma di Sharm el-Sheikh per il cessate il fuoco ed il piano di pace a Gaza, fortemente voluto Donald Trump, la tensione in Medioriente resta altissima. Nella Striscia la seconda fase del piano fatica a decollare e molti si chiedono fra quanto tempo naufragherà l’accordo voluto dal presidente americano. La Giordania resta un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ministro-degli-esteri-israeliano-gideon-saar-a-insideover-hamas-non-vuole-consegnare-le-armi-al-sharaa-pericoloso-estremista.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ministro-degli-esteri-israeliano-gideon-saar-a-insideover-hamas-non-vuole-consegnare-le-armi-al-sharaa-pericoloso-estremista.html">Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa&#8217;ar a InsideOver: &#8220;Hamas non vuole consegnare le armi, al-Sharaa pericoloso estremista&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Nonostante la firma di <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-e-la-tregua-di-sharm-la-pace-di-gaza-come-architettura-di-potere.html">Sharm el-Sheikh</a> per il cessate il fuoco ed il piano di pace a Gaza, fortemente voluto Donald Trump, la tensione in Medioriente resta altissima. Nella Striscia la seconda fase del piano fatica a decollare e molti si chiedono fra quanto tempo naufragherà l’accordo voluto dal presidente americano. La <a href="https://it.insideover.com/politica/la-giordania-torna-alla-coscrizione-obbligatoria-un-segnale-al-paese-alla-regione-e-ai-suoi-alleati.html">Giordania </a>resta un vaso di coccio fra vasi di ferro e la sua fragilità politica e sociale è un fattore destabilizzante per la regione. La nuova Siria guidata dall’ex qaedista Ahmad al Shara, nonostante le tante promesse, rimane un luogo di violenza dove le minoranze vengono perseguitate. Il Libano dopo aver faticosamente eletto un presidente sta cercando di ripartire, ma la questione del disarmo della milizia filo-iraniana di Hezbollah appare lontano dal concretizzarsi. Senza contare il ruolo della Turchia di Erdogan che punta a diventare la nazione egemone di un’area turbolenta e complessa. </p>



<p><strong>Gideon Sa’ar </strong>è un politico israeliano di grande esperienza che in passato ha guidato i ministeri dell’Educazione, degli Interni e della Giustizia e <strong>dalla fine del 2024 e il responsabile della politica estera di Tel Aviv. </strong>A <em>InsideOver</em> racconta la visione di Israele per la regione.</p>



<p><strong>Ministro Sa’ar qual è la situazione in Medioriente?</strong></p>



<p>Per Israele la situazione è sempre complicata, siamo sempre stati l’obiettivo dell’odio e della discriminazione. Il presidente statunitense ha fatto molto per mettere fine al conflitto di Gaza, ma i suoi sforzi saranno stati totalmente inutili i se non verranno rispettati gli accordi presi. L’offensiva è stata fermata, ma Hamas non ha nessuna intenzione di consegnare le armi e rinunciare ad essere il dittatore della Striscia. Il problema è trovare una classe politica palestinese affidabile, troppe volte hanno tradito la nostra fiducia. Anche l’Anp non ha più credibilità, nemmeno fra i palestinesi. Ritengo che sia necessario accelerare i tempi con l’istituzione del Consiglio di Pace, guidato da Donald Trump e siamo felici che ne faccia parte anche l’Italia, una nazione con la quale manteniamo importanti relazioni diplomatiche. </p>



<p><strong>Israele agisce anche in Siria dove ha bombardato la capitale Damasco  e le regioni del sud, così come in Libano. Come giudicate il presidente al-Sharaa?</strong></p>



<p>Ahmad al Shara è un pericoloso estremista, noi non crediamo nella sua trasformazione. Non basta mettersi una cravatta e presentarsi alle Nazioni Unite per far dimenticare il suo passato da terrorista. La Siria, sotto il suo governo, diventerà un califfato, verrà applicata la legge islamica nonostante le false promesse che ha fatto agli Stati Uniti. Prima ha massacrato.gli Alawiti, accusandole di essere ancora fedeli all’ex presidente Assad, poi ha cominciato a colpire la minoranza drusa che vive a sud, anche i cristiani vivono nella paura di quello che può accadere. Nel suo governo ci sono soltanto ex terroristi ed Israele è intervenuto per difendere la minoranza drusa. Lo abbiamo fatto anche su richiesta della comunità drusa israeliana che è parte integrante della nostra società, ma soprattutto per aiutare una minoranza indifesa. </p>



<p><strong>L’aviazione israeliana continua a colpire anche il Libano&#8230;</strong></p>



<p>R. Hezbollah è indebolito, ma non è sconfitto&nbsp; e rimane una minaccia costante per tutto il Nord della nostra nazione. Il Presidente del Libano aveva promesso il disarmo di questa milizia che vuole distruggere Israele, ma ad oggi questi servi di Teheran non hanno consegnato le armi e sono ancora i padroni del Libano meridionale. Troppo a lungo l’esercito nazionale libanese ha permesso a questa milizia di essere la legge. Il tempo è scaduto, il governo del Libano deve mantenere le sue promesse.</p>



<p><strong>Come giudicate le mosse della Turchia, che sta cercando di aumentare la sua influenza nell’area, facendosi paladina della causa palestinese?</strong></p>



<p>Recep Erdogan è un islamista con legami con la Fratellanza Musulmana, il presidente turco ha dimostrato molte volte la sua aperta ostilità nei confronti di Israele e nei confronti del suo governo. Ankara è un membro della Nato, vuole entrare nell’Unione Europea, ma in Medioriente si comporta come la peggior dittatura. Mettere in discussione la legittimità di Israele porta alla violenza come è appena successo in Australia. </p>



<p><strong>Come commenta le parole dell’ambasciatore di Israele a Roma Jonathan Peled, che ha dichiarato che neanche in Italia gli ebrei si sentono sicuri?</strong></p>



<p>R. Quello che ha dichiarato il nostro ambasciatore si basa sul fatto che ci sono stati diversi episodi di antisemitismo in Italia, manifestazioni dove con la scusa di sostenere i palestinesi, si sosteneva Hamas e la distruzione di Israele. Come ho già detto, abbiamo un ottimo rapporto con il governo italiano, ma è il pregiudizio nei nostri confronti ci spaventa.&nbsp;</p>
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		<title>Parla Badr Abdelatty, ministro degli Esteri egiziano: &#8220;Ecco il &#8220;governo&#8221; di Gaza, approvato da Israele e Hamas&#8221; </title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/parla-badr-abdelatty-ministro-degli-esteri-egiziano-ecco-il-governo-di-gaza-approvato-da-israele-e-hamas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 08:51:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="966" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251018205903791_b9c45fc9998e842e7b89912f435f4f45-e1760814048844.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251018205903791_b9c45fc9998e842e7b89912f435f4f45-e1760814048844.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251018205903791_b9c45fc9998e842e7b89912f435f4f45-e1760814048844-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251018205903791_b9c45fc9998e842e7b89912f435f4f45-e1760814048844-1024x515.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251018205903791_b9c45fc9998e842e7b89912f435f4f45-e1760814048844-768x386.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251018205903791_b9c45fc9998e842e7b89912f435f4f45-e1760814048844-1536x773.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251018205903791_b9c45fc9998e842e7b89912f435f4f45-e1760814048844-600x302.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il ministro egiziano Badr Abdelatty annuncia i 15 tecnocrati del nuovo governo per la ricostruzione di Gaza, approvati da Israele e Hamas.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/parla-badr-abdelatty-ministro-degli-esteri-egiziano-ecco-il-governo-di-gaza-approvato-da-israele-e-hamas.html">Parla Badr Abdelatty, ministro degli Esteri egiziano: &#8220;Ecco il &#8220;governo&#8221; di Gaza, approvato da Israele e Hamas&#8221; </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><strong>Badr Ahmed Mohamed Abdelatty</strong>, ministro degli Affari Esteri dell’Egitto, è stato il primo a comunicare al mondo che erano stati<strong> selezionati i 15 tecnocrati del nuovo governo palestinese</strong> per amministrare la Gaza del dopoguerra. Il responsabile della politica estera del Cairo gestisce i rapporti internazionali dal suo ufficio nella Nuova Capitale Amministrativa, una città satellite a circa 45 chilometri dall’attuale capitale. Questo luogo, situato in una zona desertica a metà strada tra il Cairo e Suez, sarà il futuro politico ed amministrativo del grande paese arabo, ma oggi è ancora parzialmente in costruzione. Lo abbiamo raggiunto per porgli qualche domanda.</p>



<p>&#8220;Dopo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-summit-di-trump-e-al-sisi-per-la-pace-in-medio-oriente-da-gaza-alla-regione-tutti-gli-scenari.html">l’enorme successo del summit di <strong>Sharm El Sheikh</strong></a>, co-presieduto da Donald Trump e dal presidente egiziano <strong>Abdel Fattah al-Sisi</strong>, era naturale che fosse l’Egitto a dare questa notizia- racconta orgogliosamente <strong>Badr Abdelatty</strong>&#8211; abbiamo la lista del nuovo governo di Gaza dove abbiamo incluso gli elementi migliori che possano ridare speranza ai gazawi. Al momento non possiamo rivelare chi siano per evitare speculazione o tentativi di influenza, ma la cosa più importante è mantenere la pace a Gaza e ricostruire la Striscia&#8221;.</p>



<p>Prima del vertice di Sharm El Sheikh, afferma, &#8220;il governo egiziano ha organizzato un incontro al Cairo con tutte le fazioni palestinesi. Hamas, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, la Jihad Islamica e anche l’Autorità Nazionale Palestinese hanno accettato di sedersi ad un tavolo per <strong>trovare un’intesa ed un piano d’azione comune</strong>&#8220;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Ecco il braccio esecutivo della nuova Gaza&#8221;</h2>



<p>Questa lista di persone, prosegue il ministro, &#8220;che voglio definire come eccellenti sia per capacità e per lo spirito di iniziativa, sarà il braccio esecutivo della nuova amministrazione di Gaza, mentre i fondi per la ricostruzione verranno amministrati dal Consiglio di Pace che sarà presieduto dal presidente statunitense Donald Trump. <strong>Tutti i nominativi inseriti sono stati approvati sia da Israele che da Hamas</strong> ed è stato un lavoro diplomatico complicato e attento alle necessità di tutti. Il governo egiziano ci tiene anche ad ammonire chiunque stia utilizzando questo momento di passaggio per vendette personali, abbiamo deciso di concedere tempo ad Hamas per consegnare le armi e amministrare questo periodo di transizione, ma la violenza deve cessare immediatamente&#8221;.  </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="678" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251018210113898_0181c9a23444a661fd20024dbc2f7800-1024x678.jpg" alt="" class="wp-image-490242" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251018210113898_0181c9a23444a661fd20024dbc2f7800-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251018210113898_0181c9a23444a661fd20024dbc2f7800-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251018210113898_0181c9a23444a661fd20024dbc2f7800-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251018210113898_0181c9a23444a661fd20024dbc2f7800-1536x1017.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251018210113898_0181c9a23444a661fd20024dbc2f7800-600x397.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251018210113898_0181c9a23444a661fd20024dbc2f7800.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il ruolo egiziano sembra crescere ogni giorno nel futuro della Striscia di Gaza e della Palestina. &#8220;Noi siamo stati i primi a pensare a quantificare un piano di ricostruzione per Gaza, oggi se dobbiamo pensare ad una cifra sara intorno ai 70 miliardi di dollari e <strong>servirà una grande coalizione internazionale tra Occidente e stati arabi e musulmani per poter mettere insieme una cifra del genere</strong>. La ricostruzione dovrà cominciare il prima possibile, senza che nessun cittadino di Gaza sia costretto a lasciare la Striscia, nemmeno per un giorno. L’Egitto è sempre stato totalmente contrario allo spostamento della popolazione, i palestinesi devono restare sulla loro terra perché è un loro diritto inalienabile&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La forza di interposizione dell&#8217;Egitto</h2>



<p>Stando a quanto riporta il <a href="https://www.theguardian.com/world/2025/oct/18/egypt-expected-to-lead-global-stabilisation-force-in-gaza-say-diplomats">quotidiano inglese <em>The Guardian</em></a>, l’Egitto potrebbe guidare anche la forza di interposizione delle Nazioni Unite. &#8220;<strong>Stiamo lavorando per dare il nostro contributo alla creazione di questa fondamentale task force militare</strong>. Tuttavia è prematuro dire chi sarà al comando di questa missione, ma le nostre forze armate garantiscono altissimi standard di professionalità e tutto il mondo arabo e musulmano conosce le qualità dell’esercito egiziano. Soltanto la Turchia e l’Egitto hanno eserciti di grandi dimensioni, ma molti paesi arabi e musulmani hanno già dato la loro disponibilità a partecipare. Il Cairo non ha mai smesso di lavorare per raggiungere questa pace, siamo stati mediatori equi ed imparziali e tutti hanno riconosciuto il nostro impegno&#8221;. </p>



<p>&#8220;Questo Piano di pace &#8211; conclude il ministro &#8211; ci auguriamo che sia il primo passo verso la realizzazione di un vero stato palestinese, <strong>una cosa nella quale l’Egitto crede fortemente e che resta un pilastro della nostra politica estera</strong>&#8220;. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/parla-badr-abdelatty-ministro-degli-esteri-egiziano-ecco-il-governo-di-gaza-approvato-da-israele-e-hamas.html">Parla Badr Abdelatty, ministro degli Esteri egiziano: &#8220;Ecco il &#8220;governo&#8221; di Gaza, approvato da Israele e Hamas&#8221; </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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