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	<title>tassi di interesse Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 22 Nov 2020 21:09:45 +0000</lastBuildDate>
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	<title>tassi di interesse Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Allarme per i tassi d&#8217;interesse negativi</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/allarme-per-i-tassi-dinteresse-negativi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Nov 2020 21:09:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[tassi di interesse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="5472" height="3648" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_11039967.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" /></p>
<p>Ci sono molti modi per cercare di stimolare l&#8217;economia in un momento segnato dalla recessione oppure in concomitanza di tensioni macroeconomiche potenzialmente in grado di destabilizzare l&#8217;apparato economico di una nazione &#8211; o di un mercato comune, come nel caso dell&#8217;Unione europea. Il loro utilizzo, infatti, ha lo scopo di sorreggere il sistema e invogliare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/allarme-per-i-tassi-dinteresse-negativi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/allarme-per-i-tassi-dinteresse-negativi.html">Allarme per i tassi d&#8217;interesse negativi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="5472" height="3648" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_11039967.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p><p>Ci sono molti modi per cercare di stimolare l&#8217;economia in un momento segnato dalla <strong>recessione</strong> oppure in concomitanza di tensioni macroeconomiche potenzialmente in grado di destabilizzare l&#8217;apparato economico di una nazione &#8211; o di un mercato comune, come nel caso dell&#8217;Unione europea. Il loro utilizzo, infatti, ha lo scopo di sorreggere il sistema e invogliare soprattutto gli investimenti dei privati in un momento in cui l&#8217;estrema indecisione del mercato suggerirebbe prestare maggiore attenzione nell&#8217;impiego del denaro.</p>
<p>Nel mondo della politica monetaria, ciò si è sempre tradotto con due &#8220;semplici&#8221; soluzioni: la <strong>svalutazione della moneta</strong> (volta a favorire soprattutto l&#8217;acquisto di beni immobili) e la<strong> contrazione dei tassi d&#8217;interesse</strong> (volta, invece, a incentivare gli investimenti nell&#8217;impresa). Mentre però per definizione stessa dell&#8217;Euro la prima strada non è mai stata realmente praticata, dal 2008 in avanti la seconda è stata invece quella privilegiata per venire incontro alle difficoltà che hanno più volte colpito negli ultimi 12 anni l&#8217;Europa. Tuttavia, adesso, il suo utilizzo prolungato in una situazione in cui gli effetti benefici non si sono rivelati poi così tangibili rischia di creare una serie di problemi aggiuntivi e che con il passaggio della <a href="https://it.insideover.com/scheda/societa/che-cose-il-coronavirus.html">pandemia di coronavirus</a> &#8211; dove proprio dai <strong>risparmi</strong> potrebbe giungere la salvezza di molte famiglie &#8211; essi si potrebbero acutizzare.</p>
<h2>Da che cosa nascono i tassi negativi?</h2>
<p>In politica monetaria, è definito <strong>tasso di sconto</strong> il &#8220;prezzo&#8221; attraverso il quale le banche si riforniscono presso gli istituti di moneta centrali &#8211; nel caso dell&#8217;Eurozona, la Banca centrale europea &#8211; per poter a loro volta operare sul mercato del credito. E in questa situazione, dunque, è facilmente intuibile come il tasso d&#8217;interesse finale pagato dal consumatore sia una diretta conseguenza del tasso d&#8217;interesse pagato dalle banche stesse per l&#8217;approvvigionamento del denaro, in modo non diverso da una normale condizione di acquisto-vendita.</p>
<p>Quando una banca centrale come la Bce decide dunque di abbassare sino a rendere <strong>negativi</strong> i tassi d&#8217;interesse la sua operazione è da intendersi come diretto incentivo all&#8217;indebitamento dei privati al fine di garantire una mole maggiore di crediti al consumo e di investimenti in attività commerciali. E questa soluzione, tendenzialmente, viene messa in atto in una situazione di forte recessione economica, con lo scopo di attutirne gli effetti e di garantire una ripresa più celere dei mercati.</p>
<p>Tuttavia, un suo utilizzo prolungato porta con sé due conseguenze dalla difficile gestione: un sempre maggiore <strong>indebitamento privato</strong> che rischia di non essere restituito e soprattutto una forte <strong>contrazione della propensione al risparmio</strong>. E con il passaggio della pandemia sul nostro continente, proprio da queste due problematiche potrebbero nascere le criticità maggiori nei prossimi anni &#8211; le quali, questa volta, non potrebbero conseguentemente essere affrontate tramite l&#8217;ausilio della politica monetaria tradizionale.</p>
<p>Tutto ciò perché, per definizione stessa, questa strategia è stata studiata per essere attuata nel breve periodo con lo scopo di generare una <strong>domanda &#8220;artificiale&#8221;</strong> destinata ad esaurirsi quando la sua controparte reale sia tornata nella condizione di poter crescere nuovamente.<br />
Nella situazione dell&#8217;Europa però, e costantemente dal 2008 in avanti, la crescita della domanda reale non è mai stata sufficiente a mettere la Bce nella condizione di poter nuovamente aumentare i tassi. E tutto questo, di conseguenza, ha reso lo stesso mercato europeo dipendente da una domanda artificiale che non può in questo modo essere dismessa.</p>
<h2>Con la pandemia i tassi negativi sono un problema</h2>
<p>A questo punto, è doveroso fare una precisazione. Come sottolineato precedentemente, l&#8217;ausilio di politiche monetarie espansive è fondamentale nella misura in cui si voglia garantire una rapida ripresa dell&#8217;economia reale in una situazione in cui le condizioni sembrerebbero non poterlo permettere. Tuttavia, oltre a <strong>drogare</strong> gli equilibri finanziari dei mercati, questa decisione comporta una serie di cambiamenti tangibili anche sugli stessi risparmi dei privati.</p>
<p>Innanzitutto, una maggiore facilità nell&#8217;accesso al credito facilità l&#8217;avvio di nuove attività commerciali e soprattutto gli investimenti nelle attività già avviate. Tuttavia questa soluzione, congeniata per i periodi iniziali di crisi, dovrebbe aver lo scopo di favorire la nascita di imprese pronte ad operare a pieno regime nel momento in cui l&#8217;economia si possa considerare ripartita. E nello scenario attuale, invece, ha dato vita a tutta una serie di aziende nate in mezzo alla crisi e ritrovatesi ad operare all&#8217;interno di una seconda grande crisi, in una situazione che ha reso difficoltoso quando non impossibile restituire le somme di denaro prese a prestito.</p>
<p>Ma non solo. Non avendo costi nell&#8217;approvvigionamento di denaro dagli istituti centrali, le banche smettono anche di pagare interessi sui depositi attivi dei clienti &#8211; arrivando addirittura, <a href="https://www.spiegel.de/wirtschaft/service/negativzinsen-was-strafzinsen-fuer-sparer-bedeuten-a-00000000-0002-0001-0000-000173971116">come nel caso della Germania</a>, a richiedere <strong>commissioni</strong> per la loro gestione. E questo, di conseguenza, limita le capacità di risparmio della popolazione. Nella situazione attuale però, con l&#8217;Europa alle prese con la lotta contro la pandemia e con l&#8217;aumento della disoccupazione, sono proprio i risparmi dei privati ad essere potenzialmente il rifugio di molte famiglie. E sotto questa luce, dunque, l&#8217;assenza di interessi sui depositi ed i costi da sostenere per la  gestione dei conti bancari diventa un ulteriore problema nel problema, acutizzando ulteriormente una crisi che sembra davvero non terminare.</p>
<h2>Potrebbe &#8220;rinascere&#8221; l&#8217;inflazione?</h2>
<p>Come sottolineato già negli scorsi mesi, sempre più banche centrali mondiali (come la Fed e la Bce) hanno dichiaratamente o velatamente ammesso di essere intenzionate a non porre freni eccessivi all&#8217;<strong>inflazione</strong>. Una decisione particolare, soprattutto se si considera come la <strong>stabilità monetaria</strong> sia stato un pilastro internazionale per le grandi economie in tutto questo inizio di XXI secolo. Ma la spiegazione del perché l&#8217;inflazione potrebbe essere la &#8220;nuova&#8221; arma per combattere la crisi è molto semplice: la strategia della contrazione dei tassi, purtroppo, è miseramente fallita e non può essere allo stato attuale né dismessa né riutilizzata.</p>
<p>Concludendo. Ricorrere all&#8217;inflazione potrebbe dunque essere l&#8217;unico strumento da mettere in campo per provare ancora una volta a dare fiato all&#8217;economia. Svalutando di fatto gli indebitamenti contratti e rendendo favorevoli gli investimenti di lungo periodo poiché in grado di &#8220;mantenere il valore&#8221;, la <strong>speranza</strong> è quella di dare la spinta definitiva non soltanto per superare i difficili mesi della crisi ma soprattutto per uscire da una situazione divenuta ormai di stallo. Tuttavia, anche questa strada non è priva di pericoli, soprattutto nella misura in cui il suo utilizzo divenga nuovamente eccessivamente prolungato nel tempo a causa dei pochi effetti. E soprattutto, potrebbe mettere l&#8217;Europa di fronte al fallimento più totale della sue politiche monetaria; situazione che, in ultima battuta, minerebbe la stessa stabilità ideologica della valuta comune.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/allarme-per-i-tassi-dinteresse-negativi.html">Allarme per i tassi d&#8217;interesse negativi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Trump punta su tasse e prezzo del dollaro per la corsa alla Casa Bianca</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-punta-su-tasse-e-prezzo-del-dollaro-per-la-corsa-alla-casa-bianca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jan 2020 16:22:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Usa 2020]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Reserve (Fed)]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Repubblicano]]></category>
		<category><![CDATA[tassi di interesse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="874" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Donald-Trump-Usa-Natale-La-Presse-e1577101544875.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Donald Trump Stati Uniti" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Donald-Trump-Usa-Natale-La-Presse-e1577101544875.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Donald-Trump-Usa-Natale-La-Presse-e1577101544875-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Donald-Trump-Usa-Natale-La-Presse-e1577101544875-768x349.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Donald-Trump-Usa-Natale-La-Presse-e1577101544875-1024x466.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Forte dei dati sulla crescita dell&#8217;economia americana negli anni della sua presidenza, Donald Trump ha deciso di lanciare un segnale all&#8217;elettorato per la prossima corsa alla Casa Bianca, nel quale gli elettori americani saranno chiamati a confermare il presidente uscente oppure scegliere il candidato democratico. In un&#8217;intervista rilasciata a Class Cnbc e riportata dall&#8217;agenzia di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-punta-su-tasse-e-prezzo-del-dollaro-per-la-corsa-alla-casa-bianca.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-punta-su-tasse-e-prezzo-del-dollaro-per-la-corsa-alla-casa-bianca.html">Trump punta su tasse e prezzo del dollaro per la corsa alla Casa Bianca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="874" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Donald-Trump-Usa-Natale-La-Presse-e1577101544875.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Donald Trump Stati Uniti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Donald-Trump-Usa-Natale-La-Presse-e1577101544875.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Donald-Trump-Usa-Natale-La-Presse-e1577101544875-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Donald-Trump-Usa-Natale-La-Presse-e1577101544875-768x349.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Donald-Trump-Usa-Natale-La-Presse-e1577101544875-1024x466.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Forte dei dati sulla crescita dell&#8217;economia americana negli anni della sua presidenza, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> ha deciso di lanciare un segnale all&#8217;elettorato per la prossima corsa alla Casa Bianca, nel quale gli elettori americani saranno chiamati a confermare il presidente uscente oppure scegliere il candidato democratico. In un&#8217;intervista rilasciata a <em>Class Cnbc</em> e riportata dall&#8217;agenzia di stampa <em><a href="https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2020/01/25/trump-nel-secondo-mandato-abbassero-ancora-tasse_QLafW913yu64xBHUfR0yPL.html?refresh_ce">Adnkronos</a></em>, il tycoon non ha reso segreta la sua volontà di ridurre ulteriormente il<strong> cuneo fiscale</strong> sui cittadini americani, allo scopo di incentivare soprattutto il settore manifatturiero. Non solo abbassamento della pressione fiscale ma anche una forte campagna per la <strong>svalutazione del dollaro</strong> è in cima agli obiettivi del presidente, necessario per incentivare gli investimenti a debito e rilanciare in questo modo il comparto produttivo degli Stati Uniti.</p>
<h3>Le critiche alla Fed</h3>
<p>Ai margini della sua intervista, Trump non ha nascosto la propria perplessità riguardo alla scelta della <strong>Federal Reserve</strong> di aumentare i tassi per il prestito del denaro, che secondo lui avrebbe sfavorito gli investimenti inficiando sul buon esito delle altre manovre finanziarie. Nonostante infatti i dati siano in crescita, con un Pil cresciuto di oltre il 2%, il risultato sarebbe &#8211; sempre secondo quanto sostenuto da Trump &#8211; potuto essere decisamente migliore, considerando anche le misure protezionistiche degli ultimi due anni ed il rallentamento di comparti produttivi asiatici. E le questioni legate allo sciopero della General Motors ed alla parziale incertezza degli indici azionari (che hanno segnato comunque i loro massimi storici) non devono assolutamente essere considerate delle scusanti.</p>
<p>Il suo auspicio per i prossimi 4 anni di governo è che la Fed scelga di appoggiare le manovre volte all&#8217;espansione economica del Paese, anche e soprattutto tramite una accurata gestione del <strong>tasso di sconto</strong>. In questo modo, aumenterebbe anche la possibilità di estinguere i debiti del paese e dare uno slancio ulteriore al bilancio pubblico degli Stati Uniti. Tutti obbiettivi sui quali, secondo il presidente americano, il popolo non avrebbe nulla da temere, poiché i dati dei suoi 3 anni abbondanti di governo hanno evidenziato quali siano le reali capacità del Paese.</p>
<h3>Meno tasse e più occupazione</h3>
<p>Il partito repubblicano degli Stati uniti ha una lunga storia di riduzioni della pressione fiscale: basti pensare a Ronald Reagan, sotto il quale l&#8217;imposizione fiscale massima passò dal giorno alla notte dal 72% al 27%. Lo stesso ragionamento, sebbene meno drastico, è stato messo in campo dall&#8217;esecutivo americano guidato da Trump; con il raggiungimento del più basso<strong> indice di disoccupazione</strong> degli ultimi cinquant&#8217;anni (ed attualmente al <strong>3,6%</strong> della forza lavoro, dati <a href="https://www.bls.gov/news.release/pdf/empsit.pdf">Bureau of Labor Statistics</a>).</p>
<p>Con la leggera indecisione del mercato americano nell&#8217;ultimo trimestre del 2019, in corrispondenza anche di un rallentamento nel piano di riforme economiche messo in campo dalla Casa Bianca, le volontà di Trump di riprendere le manovre espansive diviene vitale anche alla luce delle prossime presidenziali. Il desiderio del partito repubblicano è infatti quello di giocarsi il testa a testa, come alla scorsa tornata, nelle regioni industriali del Paese &#8211; storicamente in mano al partito democratico. Con il blocco centrale fedele all&#8217;attuale presidente americano, gli Stati affacciati sul lago Michigan saranno facilmente decisivi anche nella prossima elezione della massima carica americana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-punta-su-tasse-e-prezzo-del-dollaro-per-la-corsa-alla-casa-bianca.html">Trump punta su tasse e prezzo del dollaro per la corsa alla Casa Bianca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>La sfida tra Trump e la Fed sui tassi di interesse</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-sfida-tra-trump-e-la-fed-sui-tassi-di-interesse.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2019 05:21:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Open Market Committee]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Reserve (Fed)]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra dei dazi]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[tassi di interesse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1018" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_2943262-e1565091048625.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_2943262-e1565091048625.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_2943262-e1565091048625-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_2943262-e1565091048625-768x407.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_2943262-e1565091048625-1024x543.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo mesi di attese, dichiarazioni più o meno prudenti e di dati macroeconomici non proprio soddisfacenti, la Federal Reserve americana ha annunciato il taglio dei tassi di interesse, portandoli al range 2,0% -2,25% e riducendoli di un quarto di punto dal precedente 2,25% &#8211; 2,50%. La decisione della Fed sui tassi di interesse non ha &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-tra-trump-e-la-fed-sui-tassi-di-interesse.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-tra-trump-e-la-fed-sui-tassi-di-interesse.html">La sfida tra Trump e la Fed sui tassi di interesse</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1018" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_2943262-e1565091048625.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_2943262-e1565091048625.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_2943262-e1565091048625-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_2943262-e1565091048625-768x407.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_2943262-e1565091048625-1024x543.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dopo mesi di attese, dichiarazioni più o meno prudenti e di dati macroeconomici non proprio soddisfacenti, la <strong>Federal Reserve</strong> americana ha annunciato il taglio dei tassi di interesse, portandoli al range 2,0% -2,25% e riducendoli di un quarto di punto dal precedente 2,25% &#8211; 2,50%.</p>
<p>La decisione della Fed sui tassi di interesse non ha però soddisfatto il presidente degli Stati Uniti <strong>Donald Trump</strong>, che su <a href="https://twitter.com/realDonaldTrump/status/1156666164732473345">Twitter</a> ha dichiarato: “Come al solito, Powell ci ha deluso”, riferendosi al governatore della banca centrale americana <strong>Jerome Powell</strong>, che nell&#8217;ultimo attesissimo meeting della Fed lo scorso 31 luglio ha annunciato la nuova mossa di politica monetaria.</p>
<p>Trump &#8211; e insieme a lui moltissimi investitori &#8211; si aspettava infatti un taglio dello 0,50% che potesse dare più slancio all&#8217;economia statunitense.</p>
<p>Il <strong>Federal Open Market Committee</strong>, l’organismo della Federal Reserve che si occupa delle operazioni di mercato aperto negli Usa, ha indicato che il mercato del lavoro rimane ancora forte e che l&#8217;attività economica “sta aumentando a un ritmo moderato”.</p>
<p>“In media, negli ultimi mesi, i guadagni da lavoro sono stati solidi e il tasso di disoccupazione è rimasto basso” ha spiegato il Fomc nella <a href="https://www.federalreserve.gov/newsevents/pressreleases/monetary20190731a.htm">nota</a> rilasciata a seguito della riunione della scorsa settimana.</p>
<p>A giustificare il taglio dei tassi è però l’inatteso rallentamento dell’inflazione USA. Sebbene la crescita della spesa delle famiglie sia migliorata rispetto all&#8217;inizio dell&#8217;anno, il Committee ha precisato che la crescita degli investimenti fissi delle imprese è stata moderata. Su una base di 12 mesi, l&#8217;inflazione è stata inferiore al 2% e anche le aspettative di inflazione a più lungo termine lasciano spazio a pochi cambiamenti.</p>
<p>Coerentemente con il suo mandato, il Fomc punta a favorire la massima occupazione e stabilità dei prezzi. La decisione di tagliare i tassi di interesse sui fondi federali serve proprio a sostenere l&#8217;inflazione e avvicinarla quanto più possibile all&#8217;obiettivo simmetrico del 2%.</p>
<p>Il governatore Powell ha però anche precisato che la nuova misura di politica monetaria adottata dalla Fed non sarà, come invece auspicato da Trump, l’inizio di un lungo ciclo di tagli dei tassi in risposta alle misure di sostegno adottate da Cina, Unione Europea e molte banche centrali di primaria importanza come la Bank of England e la Bank of Japan. Tuttavia Powell ha anche lasciato intendere che la Fed potrebbe ritoccare ulteriormente i tassi se le condizioni economiche lo richiederanno.</p>
<h2>La guerra valutaria Ue-Usa</h2>
<p>Il rischio nel caso di una spirale di tagli dei tassi da parte delle principali economie mondiali è quello di una guerra valutaria, volta ad un abbassamento della valuta per sostenere le esportazioni. Come più volte chiesto da Trump, la Fed in questo scenario di guerra valutaria, dovrebbe rispondere aggressivamente alle politiche “dovish” adottate lo scorso giugno dalla <strong>Banca centrale europea</strong> e procedere con un sostanziale taglio dei tassi per indebolire il dollaro e migliorare così la bilancia commerciale degli Stati Uniti.</p>
<p>Il presidente americano ha infatti più volte accusato l’Unione europea e le politiche del governatore della Bce <strong>Mario Draghi</strong> per il supporto “scorretto” fornito all&#8217;economia del vecchio continente che hanno spinto al ribasso l’Euro e hanno portato ad avvantaggiare le esportazioni.</p>
<h2>La risposta di Trump a Powell</h2>
<p>Jerome Powell è però rimasto inamovibile di fronte alle richieste pressanti di Trump per tagliare i tassi sui fondi federali e spingere giù il dollaro. D’altronde il compito del governatore della banca centrale non è solo quello di sostenere l’economia del paese ma anche quella di tutelare i risparmiatori. Da qui la mossa prudente della Fed la scorsa settimana che, pur andando nella direzione di un taglio dei tassi di interesse, non ha seguito le linee più “aggressive” dettate dal presidente.</p>
<p>Ma Trump, a sua volta, non si è dato per vinto e, in concomitanza con le decisioni della Fed, ha annunciato nuovi dazi al 10% su ben 300 miliardi di dollari di prodotti cinesi: una mossa che a molti è sembrata una risposta diretta proprio al governatore della banca centrale americana.</p>
<p>Mentre i mercati globali chiudevano la settimana soffrendo l’ennesimo colpo per i dazi contro la <strong>Cina</strong>, venerdì scorso The Donald è riuscito anche a spaventare le Borse europee quando ha avvertito che avrebbe fatto un nuovo annuncio riguardante le relazioni commerciali Usa-Ue, facendo temere, almeno per un attimo, nuovi dazi anche in Europa. Un falso allarme, dato che l’annuncio riguardava l’accordo per l’aumento delle esportazione di carne bovina americana nell’UE, che però ha ribadito la posizione combattiva della Casa Bianca in fatto di rapporti commerciali e politiche economiche.</p>
<h2>Lo scontro tra Casa Bianca e Federal Reserve</h2>
<p>La sfida Trump-Powell sembra dunque proseguire anche dopo il taglio dei tassi da parte della Fed. Anzi la lotta tra la Casa Bianca e il <strong>Marriner S. Eccles Building</strong>, la sede della banca centrale americana, sembra inasprirsi ancora di più, con il presidente della prima economia mondiale che ad ogni decisione della Fed annuncia una nuova mossa in direzione opposta.</p>
<p>La cosa più interessante è che, anche se a Washington i due edifici distano meno di un miglio l’uno dall&#8217;altro, gli effetti di questa sfida interna a Capitol City sono destinati a ripercuotersi sull&#8217;economia di tutto il mondo.</p>
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