<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Sud America Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/sud-america/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/sud-america</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 29 Aug 2026 13:12:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Sud America Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/sud-america</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Accordo con Caracas: gli Usa predano il petrolio venezuelano</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/accordo-con-caracas-gli-usa-predano-il-petrolio-venezuelano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2026 13:12:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Sud America]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=527934</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Accordo con Caracas: gli Usa predano il petrolio venezuelano" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In effetti, si tratta di una grande vittoria politica di Trump, che dopo l'occupazione indiretta del Venezuela si era scontrato con le grandi compagnie petrolifere americane, restie a sfruttare le riserve petrolifere del Venezuela.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/accordo-con-caracas-gli-usa-predano-il-petrolio-venezuelano.html">Accordo con Caracas: gli Usa predano il petrolio venezuelano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Accordo con Caracas: gli Usa predano il petrolio venezuelano" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260829145348901_e69e1b4380b26d695cb75ae857bee3b7-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Trump ha annunciato di aver portato a compimento il più grande accordo petrolifero della storia. Vero, il furto del petrolio venezuelano consentirà alle compagnie petrolifere americane di sfruttare giacimenti da cui si potranno ricavare 65 miliardi di barili. Il furto è stato fatto passare come un accordo con il Venezuela, sotto occupazione da quando Washington ne ha rapito il legittimo presidente, e dovrebbe portare alle casse di Caracas circa 200 miliardi di dollari.</p>



<p>L&#8217;intesa ha tutta l&#8217;apparenza di un colpo di genio da parte di Trump, tale da spazzare via le critiche circolate in questi mesi sull&#8217;assedio imposto all&#8217;Iran che ha avuto come conseguenza il blocco del transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, provocando un aumento vertiginoso dei prezzi del petrolio (con tutte le conseguenze del caso).</p>



<p>Questo accordo, permettendo l&#8217;afflusso di nuove quantità di oro nero nel commercio globale dovrebbe placare la corsa al rialzo dei prezzi e derubricare la crisi energetica mediorientale, che riguarda tutti i Paesi della regione, a qualcosa di gestibile.</p>



<p>Uno sviluppo che, quindi, dovrebbe consentire agli Stati Uniti una maggiore libertà di manovra riguardo le criticità mediorientali. In particolare, gli dovrebbe dare agio di proseguire la stretta economica contro l&#8217;Iran a lungo, per la gioia dei fautori delle guerre infinite.</p>



<p>In effetti, si tratta di una grande vittoria politica di Trump, che dopo l&#8217;occupazione indiretta del Venezuela si era scontrato con le grandi compagnie petrolifere americane, restie a sfruttare le riserve petrolifere del Venezuela.</p>



<p>Ciò anzitutto per i rischi geopolitici, cioè la possibilità che i loro investimenti possano essere messi a rischio da future rivendicazioni dello Stato occupato o da resistenze interne all&#8217;occupazione (sabotaggi, guerriglia etc.).</p>



<p>Ma anche per i rischi di intrapresa, dal momento che estrarre il petrolio venezuelano, il cui sottosuolo cela 303 miliardi di oro nero (le riserve più cospicue del mondo, superiori anche a quelle dell&#8217;Arabia Saudita), non è facile, dal momento che le infrastrutture locali atte allo scopo sono obsolete o del tutto inadeguate.</p>



<p>Trump è riuscito a vincere queste titubanze, riuscendo a convincere anzitutto diverse compagnie petrolifere minori, quindi trascinando nell&#8217;avventura anche le cosiddette Big Oil.</p>



<p>Tali compagnie si sono impegnate a investire 100 miliardi di dollari per sfruttare 17 giacimenti strategici, dove si stima sia concentrato il 20% delle riserve totali del Paese e che abbiano un potenziale di 65 miliardi di barili.</p>



<p>Un colpo di teatro, un fuoco d&#8217;artificio messo a segno alla vigilia dell&#8217;incontro alla Casa Bianca, previsto per la prossima settimana, con i dirigenti delle Big Oil e&nbsp;delle grandi catene di stazioni di servizio e minimarket (che vendono il carburante direttamente ai consumatori), convocato per placare il rincaro dei prezzi.</p>



<p>L&#8217;annuncio dell&#8217;accordo sul petrolio venezuelano dà a Trump argomenti forti per riuscire a spuntare un calmiramento dei prezzi del carburante, così da arrivare alle elezioni di midterm senza questo gravoso fardello, nella speranza di evitare la mattanza del suo partito alle urne.</p>



<p>Riuscirà? Possibile che, nel breve, il fuoco d&#8217;artificio abbia successo, anzitutto nel ristretto ambito dell&#8217;incontro della prossima settimana. Se poi tale successo, sempre se ci sarà, avrà un esito alle urne è tutto da vedere. Il rincaro del carburante è solo uno dei tanti temi su cui si gioca il voto. Tante le critiche mosse alle politiche di Trump dai cittadini americani.</p>



<p>Quanto all&#8217;impatto globale dell&#8217;accordo venezuelano, resta tutto da vedere. Infatti, l&#8217;attuale apporto sul mercato è del tutto marginale dati i problemi infrastrutturali di cui sopra: poco più di un milione di barili al giorno, secondo le stime più positive. Una situazione che non si risolve da un giorno all&#8217;altro.</p>



<p>Infatti, &nbsp;come conclude il sito <a href="https://oilprice.com/Latest-Energy-News/World-News/US-In-Talks-To-Take-Direct-Ownership-Of-Venezuelan-Oil-Fields.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Oilprice</a>, &#8220;gli analisti ritengono che gli aumenti di produzione a breve termine rimarranno probabilmente marginali fino a quando non saranno stabilizzati i quadri normativi e infrastrutturali più ampi&#8221;e, ovviamente, rinnovato le infrastrutture.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://oilprice.com/Latest-Energy-News/World-News/US-In-Talks-To-Take-Direct-Ownership-Of-Venezuelan-Oil-Fields.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-OP-2-copia-1024x533.jpg" alt="U.S. In Talks To Take Direct Ownership Of Venezuelan Oil Fields" class="wp-image-83303"/></a></figure>



<p>Secondo molti analisti serviranno anni, <a href="https://www.investopedia.com/the-mystery-of-venezuela-s-oil-why-the-world-s-largest-reserves-are-barely-being-pumped-11910395" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cinque-dieci, perché ciò accada</a>. Insomma, tanto fumo e poco arrosto, nell&#8217;immediato come nel medio periodo: l&#8217;accordo avrà certo un impatto, ma non riuscirà a porre fine alla crisi energetica globale causata dalla chiusura di Hormuz.</p>



<p>Detto questo, resta disturbante che Trump si sia vantato dell&#8217;esito di un&#8217;aggressione a uno Stato sovrano e della successiva estorsione ai danni dello stesso, costretto a svendere le proprie ricchezze all&#8217;occupante alle condizioni imposte da questi. Ma tant&#8217;è, l&#8217;uomo è fatto così e ha tanti corifei pronti a lodare questa iniziativa.</p>



<p>Inutile ricordare, in questa sede, che, dopo l&#8217;invasione del Venezuela &#8211; ché tale è stata nonostante le modalità relativamente soft &#8211; Caracas è tornata a <a href="https://www.facebook.com/insideoveritalia/photos/una-petroliera-venezuelana-%C3%A8-diretta-in-israele-si-tratta-del-primo-carico-di-gr/1499492375512832/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">inviare il proprio petrolio a Israele</a>, cosa che non faceva da anni.</p>



<p>Più utile sottolineare che la guerra ancora in corso &#8211; sotto altra forma &#8211; contro l&#8217;Iran, oltre che da causali derivanti dalle esigenze della Grande Israele e da motivazioni geopolitiche (l&#8217;Iran è strategico perché crocevia tra Est e Ovest), si fonda anche su analoghe pulsioni predatorie.</p>



<p>Il petrolio iraniano fa gola alle Big Oil. Ce n&#8217;è già tanto nel sottosuolo e Teheran la scorsa settimana ha annunciato la scoperta di un nuovo giacimento di gas naturale, <a href="https://www.timesofisrael.com/iran-announces-new-natural-gas-discovery-as-war-and-us-sanctions-hamper-production/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">200 miliardi di metri cubi di gas</a>. Certe ricchezze attirano guai, com&#8217;è evidente nel caso del derelitto Venezuela.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PICCOLENOTE-INSIDOVER-1024x205.jpg" alt="AAA" class="wp-image-82196"/></a></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/accordo-con-caracas-gli-usa-predano-il-petrolio-venezuelano.html">Accordo con Caracas: gli Usa predano il petrolio venezuelano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Exodos-Exit, guardare la migrazione che non vogliamo vedere</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/exodos-exit-guardare-la-migrazione-che-non-vogliamo-vedere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tiziana Bonomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 13:53:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migration]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Without category]]></category>
		<category><![CDATA[Exodos]]></category>
		<category><![CDATA[fotoreporter]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[mostra fotografica]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Siccardi]]></category>
		<category><![CDATA[Sud America]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=507547</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2000" height="1125" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Max-Ferrero-Immagine-Exodos.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Max-Ferrero-Immagine-Exodos.jpg 2000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Max-Ferrero-Immagine-Exodos-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Max-Ferrero-Immagine-Exodos-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Max-Ferrero-Immagine-Exodos-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Max-Ferrero-Immagine-Exodos-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Max-Ferrero-Immagine-Exodos-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Max-Ferrero-Immagine-Exodos-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p> Una grande mostra itinerante per aprire gli occhi sulla realtà della migrazione, che riguarda tutti anche se non vogliamo vederla.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/exodos-exit-guardare-la-migrazione-che-non-vogliamo-vedere.html">Exodos-Exit, guardare la migrazione che non vogliamo vedere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2000" height="1125" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Max-Ferrero-Immagine-Exodos.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Max-Ferrero-Immagine-Exodos.jpg 2000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Max-Ferrero-Immagine-Exodos-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Max-Ferrero-Immagine-Exodos-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Max-Ferrero-Immagine-Exodos-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Max-Ferrero-Immagine-Exodos-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Max-Ferrero-Immagine-Exodos-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Max-Ferrero-Immagine-Exodos-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>In Italia i primi flussi migratori iniziano negli anni Settanta. La pancia calda dell’Italia ospitava, tra indulgenza e fastidio, manodopera a buon mercato soprattutto per lavori umili che iniziavano a scarseggiare. Si aggiungono ai tanti dialetti italiani nuove lingue a formare un ventaglio di suoni indecifrabili.</p>



<p>La società italiana, alla fine del secolo scorso, gode ancora di buona salute: la borghesia avanza, gli studenti aumentano, gli operai acquistano diritti, i migranti lentamente si inseriscono nelle nostre case. L’Italia si scopre avvolta dai miti del successo e del capitalismo, da politici che giocano a fare le star hollywoodiane, dal desiderio diffuso di viaggiare verso mete esotiche. <strong>Ma è soprattutto l’esotico che arriva a casa nostra con la Grande Migrazione del 2011 legata al periodo delle Primavere Arabe nel Nord dell’Africa.</strong> Da allora ci siamo talmente abituati alla tragedia dei migranti, in tutte le sue sfumature, da viverla come un dato di fatto, come parte del nostro paesaggio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/026_Mauro-Ujetto_0806-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-507550" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/026_Mauro-Ujetto_0806-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/026_Mauro-Ujetto_0806-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/026_Mauro-Ujetto_0806-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/026_Mauro-Ujetto_0806-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/026_Mauro-Ujetto_0806-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/026_Mauro-Ujetto_0806.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">©Mauro Ujetto <em>OULX, Italy 03/10/2023 Migrants walk dangerously along the state road to France when buses end the service. On March 10th, 2023, a significant number of migrants, mainly from sub-Saharan Africa, attempted to cross from Italy to France through the mountain forests in order to escape the French border police (PAF).</em><br></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/003_Paolo-Siccardi_MG_5742-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-507551" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/003_Paolo-Siccardi_MG_5742-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/003_Paolo-Siccardi_MG_5742-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/003_Paolo-Siccardi_MG_5742-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/003_Paolo-Siccardi_MG_5742-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/003_Paolo-Siccardi_MG_5742-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/003_Paolo-Siccardi_MG_5742.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>©Paolo Siccardi South Sudan, 2022 – Profughi di etnia Dinca in fuga da Bor per risalire sui barconi il Nilo Bianco per raggiungere il nord Africa</em></figcaption></figure>



<p>Ben venga una mostra come <strong>“EXODOS&#8221;</strong>, popoli in cammino per ricordarci cos’è la migrazione, chi è il migrante. Volti, sorrisi, pianti, bambini, filo spinato, abbracci, stanchezza, barche sfasciate, binari ferroviari, battigie, disperazione, poliziotti, divieti, treni. <strong>Circa settanta immagini sulla migrazione.</strong></p>



<p>Ci muoviamo nella mostra con loro. Scopriamo una tappa di questa esposizione itinerante ad Alessandria, dopo il successo ottenuto a Novara nel mese di novembre, e che nasce dalla collaborazione tra l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte e l’Università del Piemonte Orientale. <strong>I migranti ci svelano, attraverso le foto dei fotoreporter, il calvario per arrivare in Italia e quanto accade nei nostri confini,</strong> da Lampedusa a Trieste alla Val Susa a Ventimiglia. Un invito a ricordare, a rendere consapevoli in particolare i giovani, della migrazione. Esodo questa è la storia fotografica di un popolo in cammino.  </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/%C2%A9Stefano-Stranges_040-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-507552"/><figcaption class="wp-element-caption"><em>©Stefano Stranges Campo profugo turco di Bab Al Salam per profughi fuggiti dalla guerra in Siria</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/005_Renata-Busettini_2637-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-507553" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/005_Renata-Busettini_2637-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/005_Renata-Busettini_2637-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/005_Renata-Busettini_2637-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/005_Renata-Busettini_2637-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/005_Renata-Busettini_2637-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/005_Renata-Busettini_2637.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>©Renata Busettini -Tijuana (Messico) Mary Aguilar è stata deportata in Messico dopo sette anni di permanenza negli Stati Uniti. A Tijuana ha incontrato Jesus e con lui spera di ritornare, un giorno, in California.</em></figcaption></figure>



<p>Una domanda inquieta: <strong>abbiamo dunque bisogno di una mostra come questa  per ravvivare la memoria di qualcosa che avviene tutti i giorni?</strong> Morti nel Mediterraneo, bambini orfani senza genitori, mendicanti migranti sotto i portici delle città, nelle stazioni, sui social. Quirico ha partecipato al convegno inaugurale incalzando : “Da 15 anni, 15 anni! E tutto è tragicamente immobile: le parole le promesse le accuse le bugie i silenzi le ipocrisie e i migranti. Un popolo senza nome e bandiere che cammina attraversa i mari e i deserti. E muore.”. La migrazione non la vogliamo integrare nella nostra fragile, ipocrita ‘’civiltà’’: eppure sappiamo! Contiamo i morti. Conosciamo le rotte. Dalla Siria attraversano il confine con la Turchia e da lì si dirigono prima in Grecia, poi in Macedonia, e poi cercano di risalire verso la Germania attraverso la Croazia, la Serbia, la Slovenia, l’Austria, l’Ungheria. Oppure dalla Libia e dalla tunisia salpano su caravelle marce e sbarcano in Italia (quando riescono ad arrivare) per poi dirigersi spesso verso il nord Europa, oppure in Francia e ancora in Inghilterra. Altri confini, altre umiliazioni, altri rifiuti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/055_Paolo-Siccardi-SYNC-Dicembre-2015-Idomeni-Grecia-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-507555" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/055_Paolo-Siccardi-SYNC-Dicembre-2015-Idomeni-Grecia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/055_Paolo-Siccardi-SYNC-Dicembre-2015-Idomeni-Grecia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/055_Paolo-Siccardi-SYNC-Dicembre-2015-Idomeni-Grecia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/055_Paolo-Siccardi-SYNC-Dicembre-2015-Idomeni-Grecia-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/055_Paolo-Siccardi-SYNC-Dicembre-2015-Idomeni-Grecia-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/055_Paolo-Siccardi-SYNC-Dicembre-2015-Idomeni-Grecia.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>©Paolo Siccardi Idomeni (Grecia), 2015, la rete metallica costruita dalla Repubblica di Macedonia fa da spartiacque e divide la frontiera con la Grecia con un lungo reticolato</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/057_Mauro-Donato-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-507556" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/057_Mauro-Donato-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/057_Mauro-Donato-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/057_Mauro-Donato-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/057_Mauro-Donato-1-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/057_Mauro-Donato-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/057_Mauro-Donato-1.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>©Mauro Donato&nbsp;Agosto 2015 Calais (Francia) Scontri tra la Gendarmerie e i migranti nella “Giungla”</em></figcaption></figure>



<p>Chiedo a <strong>Paolo Siccardi</strong>, fotoreporter, di raccontarmi la sua esperienza di narratore per immagini dell’esodo. “Sono tredici i fotoreporter coinvolti in “Exodos-Exit” quasi tutti torinesi o che vivono a Torino : Marco Alpozzi, Renata Busettini, Simona Carnino, Mauro Donato, Max Ferrero, Mirko Isaia, Giulio Lapone, Matteo Montaldo, Giorgio Perottino, Andreja Restek, Paolo Siccardi, Stefano Stranges, Mauro Ujetto. Il progetto nacque nel 2017 da un’idea dell’Associazione degli ex allievi del Master di Giornalismo Giorgio Bocca di Torino, sostenuta dalla Regione Piemonte e presentato per la prima volta a Torino, nello spazio della Regione di Piazza Castello. <strong>Da allora quella esposizione iniziale si è messa in cammino, è diventata itinerante,</strong> si è riproposta in molte città, sempre arricchendosi,  documentando nuove realtà di una tragedia che muta, si moltiplica, cambia protagonisti e dolore. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/010_Marco-Alpozzi-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-507557" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/010_Marco-Alpozzi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/010_Marco-Alpozzi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/010_Marco-Alpozzi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/010_Marco-Alpozzi-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/010_Marco-Alpozzi-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/010_Marco-Alpozzi.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>©LaPresse &#8211; Marco Alpozzi September 01, 2015 Mediterranean Sea ( Italy)<br>Nave Comandante Cigala Fulgosi &#8211; P490 Operation &#8220;Mare Sicuro&#8221;</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/011_Marco-Alpozzi-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-507558" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/011_Marco-Alpozzi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/011_Marco-Alpozzi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/011_Marco-Alpozzi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/011_Marco-Alpozzi-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/011_Marco-Alpozzi-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/011_Marco-Alpozzi.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>©LaPresse &#8211; Marco Alpozzi September 01, 2015 Mediterranean Sea ( Italy)<br>Nave Comandante Cigala Fulgosi &#8211; P490 Operation &#8220;Mare Sicuro&#8221;</em></figcaption></figure>



<p>Le immagini esposte nel 2017 erano state scattate prevalentemente un paio di anni prima. Oggi la mostra ha una parte storica – quella dedicata alla <em>Western Balcan Route</em> – a cui nel 2024, grazie all’Ordine dei giornalisti, è stata aggiunta una parte che racconta le più recenti migrazioni in una sezione intitolata ‘’origini’’, i luoghi  da dove partono  i migranti. Ad esempio <strong>sono state inserite  fotografie di Simona Carnino del Sudamerica, le mie in Sud Sudan e di altri colleghi in New Messico. </strong>Anche in Senegal con una scena tratta dal film <em>Io Capitano</em>. Come fotogiornalista lavoro da 25 anni sempre e solo per Famiglia Cristiana. Il convegno inaugurale ad Alessandria aveva lo scopo di intrecciare l’urgenza della cronaca, grazie ai reportages dei fotografi, con la profondità della ricerca scientifica di personalità come Telmo Pievani, biologo e il rettore Upo Menico Rizzi.”</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/008_Simona-Carnino_24.07.24-SC-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-507559" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/008_Simona-Carnino_24.07.24-SC-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/008_Simona-Carnino_24.07.24-SC-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/008_Simona-Carnino_24.07.24-SC-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/008_Simona-Carnino_24.07.24-SC-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/008_Simona-Carnino_24.07.24-SC-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/008_Simona-Carnino_24.07.24-SC.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>©Simona Carnino Luglio 2024 El Paraíso, Honduras &#8211; Decine di famiglie cenano all&#8217;interno del Centro di accoglienza temporanea per migranti &#8220;Alivio del Sufrimiento&#8221; dove trascorrono la notte prima di riprendere il viaggio verso gli Stati Uniti</em></figcaption></figure>



<p>I 13 fotografi, noti tutti a livello internazionale,  usano prevalentemente il colore a sottolineare l’intensità e la drammaticità della realtà. L’anno segnato nelle didascalie scandisce una realtà sconfortante: la vita dei migranti nel 2015, ’16, ’17, ’18,’19 &#8230;..’26 purtroppo è sempre la stessa. Dura mesi se non anni. L’estenuante viaggio interrotto e ripreso mille volte per mancanza di soldi, per rifiuti alle frontiere, per incarcerazioni, per fame, per dover affrontare migliaia di chilometri. Le immagini di Marco Alpozzi nel Mar Mediterraneo sono impregnate di paura, tristezza, speranza. Come le fotografie di Mauro Donato e Max Ferrero restituiscono gli scontri con le polizie custodi di muri inviolabili. Come la rete metallica fissata dagli scatti di Siccardi che segna visivamente il rifiuto. Simona Carnino e Renata Busettini scandiscono  la disperazione, i pianti, la fatica in Sud America. Allora non parliamo più. <strong>Ascoltiamo il silenzio. Guardiamo le immagini. Impregniamoci di quella sofferenza.</strong> Apriamo i nostri cuori. Allarghiamo le braccia. Accogliamo. La guerra insieme ai migranti busserà con sempre più rumore alla nostra porta e noi che parliamo, senza essere attrezzati ad affrontare le catastrofi, non sapremo più cosa fare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/%C2%A9Giorgio-Perottino_025-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-507560"/><figcaption class="wp-element-caption"><em>©Giorgio Perottino A migrant walks with his family under heavy rain through the fields near Tabanovce, Makedonia, trying to reach the Serbian border in Presevo, throughout the so called no man&#8217;s land between Makedonia and Serbia, October 20, 2015. <br>&#8216;New Way New Life&#8217; is a photographic documentation of the journey conditions of refugees crossing Greece, Makedonia FYROM and Serbia escaping from war conditions in their homelands. The reportage has been shot across Balkans during an assignment for Italian NGO NutriAid, specialized in children malnutrition.</em></figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/exodos-exit-guardare-la-migrazione-che-non-vogliamo-vedere.html">Exodos-Exit, guardare la migrazione che non vogliamo vedere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il blitz chirurgico anti Maduro</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/il-blitz-chirurgico-anti-maduro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2026 08:49:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
		<category><![CDATA[Sud America]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=500481</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260105162654189_94dd90df23ceb0d792737c084f7cfe4f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260105162654189_94dd90df23ceb0d792737c084f7cfe4f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260105162654189_94dd90df23ceb0d792737c084f7cfe4f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260105162654189_94dd90df23ceb0d792737c084f7cfe4f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260105162654189_94dd90df23ceb0d792737c084f7cfe4f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260105162654189_94dd90df23ceb0d792737c084f7cfe4f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260105162654189_94dd90df23ceb0d792737c084f7cfe4f-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il blitz di Caracas che descriviamo nell&#8217;ultimo numero di InsideWar (abbonati per riceverla!) si può definire chirurgico anche e soprattutto per questo: l&#8217;obiettivo era una sola persona, presa nel cuore della notte in una città che presto è tornata a dormire. Maduro era il solo obiettivo, tutti gli sforzi nella preparazione dell&#8217;operazione sono stati attuati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/il-blitz-chirurgico-anti-maduro.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/il-blitz-chirurgico-anti-maduro.html">Il blitz chirurgico anti Maduro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260105162654189_94dd90df23ceb0d792737c084f7cfe4f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260105162654189_94dd90df23ceb0d792737c084f7cfe4f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260105162654189_94dd90df23ceb0d792737c084f7cfe4f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260105162654189_94dd90df23ceb0d792737c084f7cfe4f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260105162654189_94dd90df23ceb0d792737c084f7cfe4f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260105162654189_94dd90df23ceb0d792737c084f7cfe4f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260105162654189_94dd90df23ceb0d792737c084f7cfe4f-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il blitz di Caracas che descriviamo nell&#8217;ultimo numero di InsideWar (<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati per riceverla!</a>) <strong>si può definire chirurgico anche e soprattutto per questo: l&#8217;obiettivo era una sola persona</strong>, presa nel cuore della notte in una città che presto è tornata a dormire. Maduro era il solo obiettivo, tutti gli sforzi nella preparazione dell&#8217;operazione sono stati attuati per arrivare a <strong>Fort Tiuna</strong>. Sotto un profilo prettamente militare, l&#8217;azione è stata un successo: nel giro di un&#8217;ora, l&#8217;obiettivo è stato prelevato, tutte le forze Usa impegnate sono tornate a casa e Caracas è tornata a dormire.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/3Ene?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#3Ene</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Caracas?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Caracas</a> <br>Explosión en el 23 de Enero cerca del Cuartel de la Montaña. Foto y video enviados por ciudadanos <a href="https://t.co/B1UzcZEvlc">pic.twitter.com/B1UzcZEvlc</a></p>&mdash; Reporte Ya (@ReporteYa) <a href="https://twitter.com/ReporteYa/status/2007354336255590649?ref_src=twsrc%5Etfw">January 3, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Come capo dello Stato ad interim c&#8217;è adesso <strong>Decy Rodriguez</strong>, la vice di Maduro. Tutti gli altri ministri, sono rimasti al loro posto. Compreso Vladimiro Padrino Lopez, il potente ministro della Difesa. Diosdado Cabello, ministro dell&#8217;Interno, si è fatto vedere in strada mentre invitava la gente a non cadere nelle provocazioni. Dichiarazioni a parte, il mandato ad interim di Rodriguez sembra essere iniziato all&#8217;insegna di toni molto più distesi. <strong>Si è chiesta la liberazione di Maduro, ma le mosse della vice e del suo entourage sono apparse prudenti</strong>. Non di un Paese in guerra, nonostante dall&#8217;altra parte del Mar dei Caraibi qualcuno sia arrivato per prelevare il presidente dal suo bunker. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/il-blitz-chirurgico-anti-maduro.html">Il blitz chirurgico anti Maduro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Insidewar &#8211; Venezuela nel mirino</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insidewar-venezuela-nel-mirino.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 09:11:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
		<category><![CDATA[Sud America]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=495139</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124160501862_df3886832f78e6a05ea8d97d60190510.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124160501862_df3886832f78e6a05ea8d97d60190510.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124160501862_df3886832f78e6a05ea8d97d60190510-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124160501862_df3886832f78e6a05ea8d97d60190510-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124160501862_df3886832f78e6a05ea8d97d60190510-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124160501862_df3886832f78e6a05ea8d97d60190510-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124160501862_df3886832f78e6a05ea8d97d60190510-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi giorni sembra che da Washington sia arrivato l&#8217;ordine di aumentare la pressione militare: giovedì sera oltre dieci aerei militari hanno sorvolato il Mar dei Caraibi e si sono spinti fino a 80 km dalle coste venezuelane, arrivando in alcuni casi nello spazio aereo di Guyana e Suriname. Un atto che ha destato allarme &#8230; <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insidewar-venezuela-nel-mirino.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insidewar-venezuela-nel-mirino.html">Insidewar &#8211; Venezuela nel mirino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124160501862_df3886832f78e6a05ea8d97d60190510.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124160501862_df3886832f78e6a05ea8d97d60190510.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124160501862_df3886832f78e6a05ea8d97d60190510-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124160501862_df3886832f78e6a05ea8d97d60190510-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124160501862_df3886832f78e6a05ea8d97d60190510-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124160501862_df3886832f78e6a05ea8d97d60190510-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124160501862_df3886832f78e6a05ea8d97d60190510-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi giorni sembra che da Washington<strong> sia arrivato l&#8217;ordine di aumentare la pressione militare</strong>: giovedì sera oltre dieci aerei militari hanno sorvolato il Mar dei Caraibi e si sono spinti fino a 80 km dalle coste venezuelane, arrivando in alcuni casi nello spazio aereo di Guyana e Suriname. Un atto che ha destato allarme tra le compagnie aeree che, infatti, hanno deciso di far rimanere i propri aerei per Caracas a terra.<strong> La situazione quindi appare sempre più tesa e vicina a un punto di ritorno. </strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">BREAKING: The Trump administration has designated Venezuela’s Cartel de los Soles as a foreign terrorist organization. <a href="https://t.co/kE350r6hJY">pic.twitter.com/kE350r6hJY</a></p>&mdash; Clash Report (@clashreport) <a href="https://twitter.com/clashreport/status/1992965336472150069?ref_src=twsrc%5Etfw">November 24, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Una circostanza valevole anche a livello politico. A ottobre è stato varato un ordine esecutivo che ha equiparato i cartelli della droga a organizzazioni terroristiche che, come tali, possono essere combattute anche all&#8217;estero. Nei giorni scorsi, il Cartello de &#8220;Los Soles&#8221;, il principale presente in Venezuela e sospettato di essere fortemente legato alle forze armate, <strong>è stato designato come organizzazione terroristica</strong>. Unendo tutti i puntini, sia quelli militari che quelli politici, tutto sembra far propendere per la volontà di Trump di attuare azioni di forza contro Caracas.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insidewar-venezuela-nel-mirino.html">Insidewar &#8211; Venezuela nel mirino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I servizi del Brasile di Bolsonaro spiavano il Paraguay e adesso Lula deve litigare per l&#8217;energia</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/i-servizi-del-brasile-di-bolsonaro-spiavano-il-paraguay-e-adesso-lula-deve-litigare-per-lenergia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 03:47:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Sud America]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=463554</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="992" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jair-Bolsonaro-forze-armate-del-Brasile-La-Presse-e1575993456840.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jair-Bolsonaro-forze-armate-del-Brasile-La-Presse-e1575993456840.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jair-Bolsonaro-forze-armate-del-Brasile-La-Presse-e1575993456840-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jair-Bolsonaro-forze-armate-del-Brasile-La-Presse-e1575993456840-768x397.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jair-Bolsonaro-forze-armate-del-Brasile-La-Presse-e1575993456840-1024x529.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> L'Abin, il servizio segreto brasiliano spiava il Paraguay. Ora lo scandalo ha nuovi toni: si litiga per l'energia della centrale di Itaipu.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/i-servizi-del-brasile-di-bolsonaro-spiavano-il-paraguay-e-adesso-lula-deve-litigare-per-lenergia.html">I servizi del Brasile di Bolsonaro spiavano il Paraguay e adesso Lula deve litigare per l&#8217;energia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="992" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jair-Bolsonaro-forze-armate-del-Brasile-La-Presse-e1575993456840.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jair-Bolsonaro-forze-armate-del-Brasile-La-Presse-e1575993456840.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jair-Bolsonaro-forze-armate-del-Brasile-La-Presse-e1575993456840-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jair-Bolsonaro-forze-armate-del-Brasile-La-Presse-e1575993456840-768x397.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jair-Bolsonaro-forze-armate-del-Brasile-La-Presse-e1575993456840-1024x529.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Governo del <strong>Paraguay</strong> ha formalmente interrotto i negoziati con il <strong>Brasile</strong> per la ripartizione dell&#8217;energia elettrica generata della<strong> centrale idroelettrica</strong> binazionale di Itaipù dopo essere venuta a conoscenza delle <a href="https://apnews.com/article/brazil-paraguay-lula-bolsonaro-spying-38a1e180518c6bb8dea17132b09a071d">azioni di spionaggio</a> portate avanti dai servizi segreti brasiliani.</p>



<p>Secondo quando si apprende per ammissione dello stesso Governo brasiliano, la principale agenzia di intelligence nazionale, l&#8217;<strong>Abin</strong>, avrebbe spiato le autorità paraguaiane durante la presidenza di <strong>Jair Bolsonaro</strong>, predecessore dell&#8217;attuale <strong>Luiz Inácio Lula da Silva,</strong> tra il giugno del 2022 e il marzo del 2023. Obiettivo dell&#8217;operazione di spionaggio condotta dal Brasile e incentrata sull&#8217;intercettazione di corrispondenza elettronica ufficiale, ma forse non solo quella, era presumibilmente quello di &#8220;trarre vantaggi strategici&#8221; in vista dei delicati negoziati sulla <strong>ripartizione e sulle tariffe dell&#8217;energia</strong> prodotta dalla centrale di <strong>Itaipù</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Spie attivate per ottenere vantaggi sull&#8217;energia</h2>



<p>Gli agenti dell&#8217;Abin che in passato, proprio sotto il Governo Bolsonaro, è già stato al centro di uno scandalo di &#8220;<a href="https://spyscape.com/article/why-is-brazils-spy-agency-abin-under-investigation">servizi deviati</a>&#8220;, si sarebbero infiltrati nei sistemi informatici paraguaiani per ottenere &#8220;<em>informazioni sui negoziati tariffari relativi alla diga idroelettrica</em>&#8221; di Itaipu, infrastruttura tra le più grandi al mondo di cui Brasile e Paraguay condividono i diritti dell&#8217;<strong>energia generata</strong>. Il Brasile acquista gran parte dell&#8217;energia venduta dal Paraguay.</p>



<p>Il Governo del Paraguay intende fare piena luce sull&#8217;accaduto, e il ministro degli Esteri di <strong>Asunción</strong>, Rubén Ramírez Lezcano, ha già convocato anche l&#8217;ambasciatore brasiliano &#8220;esigendo&#8221; una rendicontazione completa dell&#8217;accaduto. Per il ministro degli Esteri paraguaiano il Brasile si è reso &#8220;<em>responsabile di una <strong>violazione del diritto internazionale</strong></em>&#8220;, e pertanto il Paraguay si riserva il diritto di muovere ulteriori azioni sulla base delle spiegazioni che verranno da Brasilia.</p>



<p>&#8220;<em>C&#8217;era un ordine formale di svolgere attività di intelligence. Ciò influisce sulla relazione tra i partner e richiede il ripristino di un elemento fondamentale: la fiducia</em>&#8220;, ha affermato Lazcano, ma del resto questo è lo <strong>spionaggi</strong>o: un&#8217;azione mossa da apparati agli ordini dei Governi che agiscono nell&#8217;ombra per informare i <strong>decisori politici</strong> e se richiesto favorire gli <strong>interessi statali</strong>.</p>



<p>Nel rispondere alle accuse il ministero degli esteri brasiliano ha dichiarato che: &#8220;L<em>&#8216;amministrazione del presidente Lula nega categoricamente qualsiasi coinvolgimento nell&#8217;azione di intelligence segnalata oggi contro il Paraguay, un paese membro del Mercosur con cui il Brasile intrattiene relazioni storiche e una stretta partnership</em>&#8220;. L&#8217;ex presidente Bolsonaro non ha invece rilasciato dichiarazioni sul caso.</p>



<p>Bolsonaro sta già affrontando un processo presso la <strong>Corte suprema</strong> del Brasile per cinque capi d&#8217;imputazione, tra cui il tentativo di organizzare un colpo di Stato dopo la sconfitta elettorale. Ma c&#8217;è un ulteriore collegamento con attività di spionaggio particolari condotte da alcuni membri interni o vicini all&#8217;intelligence brasiliano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I &#8220;cattivi ragazzi&#8221; dell&#8217;Abin</h2>



<p>L&#8217;Abin, Agência Brasileira de Inteligência, è la principale agenzia di intelligence brasiliana, e al pari delle altre intelligence ha il compito di fornire alla presidenza informazioni e analisi tempestive, affidabili e strategiche per informare il processo decisionale.</p>



<p> Tuttavia, secondo un&#8217;indagine della <strong>Polizia federale brasiliana</strong>, in passato una &#8220;<em>struttura parallela</em>&#8221; all&#8217;interno dell&#8217;Agenzia di intelligence brasiliana avrebbe utilizzato &#8220;strumenti e servizi&#8221; dell&#8217;Abin per svolgere <strong>atti illeciti</strong>, ottenendo &#8220;<em>informazioni per scopi politici e mediatici, per guadagno personale e per interferire nelle indagini della polizia federale</em>&#8220;. Tra questi atti illeciti comparirebbe anche il monitoraggio di <strong>politici avversari</strong> di Bolsonaro e <strong>giudici </strong>della Corte Suprema.</p>



<p>La polizia federale sostiene che gli agenti segreti canaglia hanno monitorato illegalmente le autorità pubbliche e altri utilizzando strumenti di geolocalizzazione per dispositivi mobili senza autorizzazione giudiziaria. Il nome &#8220;<strong>Operazione Ultimo Miglio</strong>&#8221; sarebbe un <a href="https://www.gov.br/pf/pt-br/assuntos/noticias/2024/01/pf-deflagra-operacao-vigilancia-aproximada-para-investigar-monitoramento-indevido-de-cidadaos">riferimento</a> al software FirstMile, sviluppato dall&#8217;israeliana Cognyte per tracciare i telefoni cellulari e i dati di geolocalizzazione, spiegano sul portale <em>Spyescape</em>.</p>



<p>&#8220;<em>I sospettati facevano parte del cosiddetto nucleo politico dell&#8217;organizzazione criminale creata presso Abin per spiare illegalmente persone e autorità pubbliche, attraverso un sistema di intelligence in grado di monitorare i dispositivi mobili senza la necessità di interferenze da parte degli operatori, telefonia e senza autorizzazione giudiziaria</em>&#8220;, ha spiegato la Polizia federale di Brasilia.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/i-servizi-del-brasile-di-bolsonaro-spiavano-il-paraguay-e-adesso-lula-deve-litigare-per-lenergia.html">I servizi del Brasile di Bolsonaro spiavano il Paraguay e adesso Lula deve litigare per l&#8217;energia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Cina punta alle acque del Perù e preoccupa gli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-cina-punta-alle-acque-del-peru-e-preoccupa-gli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 06:37:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[flotta]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra commerciale]]></category>
		<category><![CDATA[pesca]]></category>
		<category><![CDATA[Sud America]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=443480</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1025" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842-768x410.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842-1024x547.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una enorme flotta da pesca cinese sta ponendo le basi per quella che il Wall Street Journal ha definito come &#8220;una battaglia tra Davide contro Golia&#8221;al largo delle coste peruviane. Così, uno dei fondali più pescosi del mondo rischia di cadere sotto la pressione di Pechino, che ha già molti contenziosi aperti nelle Zone Economiche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-punta-alle-acque-del-peru-e-preoccupa-gli-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-punta-alle-acque-del-peru-e-preoccupa-gli-usa.html">La Cina punta alle acque del Perù e preoccupa gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1025" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842-768x410.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842-1024x547.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una enorme <strong>flotta da pesca cinese</strong> sta ponendo le basi per quella che il <em>Wall Street Journal</em> ha definito come &#8220;una battaglia tra Davide contro Golia&#8221;al largo delle coste peruviane. Così, uno dei fondali più pescosi del mondo rischia di cadere sotto la pressione di Pechino, che ha già molti contenziosi aperti nelle <strong>Zone Economiche Esclusive</strong> del Mar Cinese Meridionale che, almeno sulla carta, appartengono ad altre potenze bagnate dalle acque del <strong>Pacifico</strong>.</p>



<p>Pechino non nasconde le proprie mire espansionistiche da potenza ascendente. Per questo immagina le sue flotte, siano esse composte da navi mercantili o militari, in acque lontane. Ovunque esse possano trovare il loro spazio, e possano imporsi per alimentare gli interessi del <em>Dragone</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La spinta di una super potenza marittima</strong></h2>



<p>È questo il caso della flotta composta da migliaia di navi da pesca sovvenzionate dal governo centrale di Pechino,che secondo il Wsj rappresenta una &#8220;spinta cruciale&#8221; per diventare una &#8220;superpotenza marittima&#8221;, fornendo milioni di posti di lavoro e sfamando i suoi 1,4 miliardi di persone nella <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong>.</p>



<p>Il risvolto della medaglia, tuttavia, sono i gravi problemi inflitti all&#8217;economia del Perù e ancora prima alla <strong>comunità di pescatori peruviani</strong> che stanno riscontrando gradi difficoltà ad accedere a una delle zone di pesca più ricche del mondo.. Per loro metà &#8220;<em>naturale</em>&#8220;. Secondo quanto riportato, infatti, la presenza di centinaia di gigantesche navi da pesca cinesi impegnate al bordo delle acque nazionali del Perù sta colpendo duramente gli interessi dell&#8217;industria ittica peruviana. Segnando un -70% della pesca dei calamari: &#8220;<em>il risultato della pesca su scala industriale che le aziende cinesi hanno portato in mari normalmente praticati da singoli individui su piccole imbarcazioni</em>&#8220;.</p>



<p>Un &#8220;<em>saccheggio è terribile</em>&#8221; secondo i piccoli pescatori locali che reclamano disgrazia difronte all flotta di Pechino che pesca giorno e notte avvalendosi delle sue maggiori capacità logistiche. Tratteggiando sulle carte nautiche il prossimo capitolo di <strong>tensioni internazionali </strong>che coinvolgono una flotta cinese inviata d&#8217;oltremare in quella che anche gli Stati Uniti considerano una &#8220;<em>concorrenza sleale</em>&#8220;. Secondo Washington, le navi cinesi praticano una &#8220;<em>pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata</em>&#8221; che ha superato &#8220;<em>la pirateria</em>&#8221; e rappresenta <strong>una minaccia globale alla sicurezza marittima</strong>.</p>



<p>Ma la presenza di navi da pesca cinesi al largo del Perù non è un elemento nuovo. Come riportato da vecchi report, la prima flotta cinese di <strong>22 navi</strong> arrivò al largo della costa occidentale del Sud America già nel <strong>2001</strong>. Secondo la <em>South Pacific Regional Fisheries Management Organization</em>, la flotta cinese ha pescato<strong> 17.700 tonnellate</strong> di calamari. Oggi la flotta da pesca cinese che opera al largo delle coste occidentali del Sud America conta <strong>500 navi</strong> per un totale di circa<strong> 500.000 tonnellate</strong> di calamari pescati. Ma c&#8217;è dell&#8217;altro.</p>



<p>Secondo quanto<a href="https://www.wsj.com/world/asia/chinas-massive-fishing-fleet-overwhelms-locals-in-david-and-goliath-battle-a2b64ea6"> riportato</a> da fonti locali e da quanto si può rilevare dalle immagini satellitari, la flotta di navi da pesca cinesi che staziona al largo del Perù inizia a somigliare a una sorta di &#8220;<strong>città galleggiante</strong>&#8221; che si stabilisce per &#8220;<em>gran parte dell&#8217;anno</em>&#8221; appena fuori dalle <strong>200 miglia nautiche</strong> che fanno parte del territorio marittimo peruviano. Questo garantisce una presenza continua, con un avvicendamento che designa determinate unità navali a centri di logistica. Una nave, per esempio, è adibita a &#8220;nave ospedale&#8221;. Forse in attesa dell&#8217;inaugurazione del<strong> megaporto</strong> che il leader cinese <strong>Xi Jinping</strong> inaugurerà in Perù proprio questo novembre.</p>



<p>Stiamo parlando dell&#8217;infrastruttura portuale di<strong>&nbsp;Chancay</strong>, poco a nord di Lima, dove la società statale cinese di spedizioni e logistica<strong> Cosco</strong> possiede il 60% a fronte del 40% posseduto dalla&nbsp;compagnia mineraria peruviana<strong> Volcan</strong>. In questo porto si pensa attraccheranno alcune delle navi mercantili&nbsp;<strong>più grandi del mondo</strong>, rendendo il Perù uno dei principali&nbsp;<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-via-della-seta-sul-mare-la-rete-dei-porti-con-cui-la-cina-cambia-il-commercio-globale.html">hub marittimi del Pacifico</a></strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dall&#8217;Asia al Sud America per &#8220;forza</strong>&#8220;</h2>



<p>La pesca eccessiva in Asia ha spinto le navi cinesi sempre più lontano da casa mentre Pechino ha sempre sostenuto che lo <strong>sviluppo della sua flotta</strong> da pesca è un punto fondamentale per salvaguardare i diritti marittimi della Cina. E a questo punto aggiungeremmo anche i suoi interessi particolari. </p>



<p>Per parte sua il ministero degli Esteri cinese ha affermato che &#8220;<em>la flotta cinese non è responsabile della diminuzione delle catture di calamari</em>&#8220;, osservando come il governo peruviano abbia attribuito in precedenza la diminuzione di questa specie &#8220;alle temperature oceaniche variabili&#8221;. Secondo il ministero degli Esteri cinese  Pechino &#8220;<em>ha sempre rispettato la zona marittima del Perù, si attiene rigorosamente alle regole per la pesca in acque internazionali e monitora la posizione delle flotte in acque lontane</em>&#8220;. </p>



<p>Resta da analizzare il motivo per cui nelle zone in cui hanno debuttato le flotte da pesca cinesi, ad esempio quella del Ghana, si stiano lentamente esaurendo quei &#8220;<em>piccoli pesci simili a sardine, vitali per le comunità costiere</em>&#8220;, e come nell&#8217;<strong>Oceano Indiano</strong> le navi cinesi per la pesca del tonno siano state &#8220;<em>accusate di lavoro forzato e di shark finning&#8221;.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le mire della Cina sulle infrastrutture del Perù </strong></h2>



<p>Sarebbe quasi inutile aggiungere come le mire cinesi in Perù stiano preoccupando gli Stati Uniti, che guardano alla Cina come il principale avversario del futuro sul piano commerciale e, di conseguenza, su quello militare. L&#8217;attenzione di Washington è stata attirata dagli <strong>investimenti di Pechino</strong> in Perù, da quando il governo peruviano ha concesso a Pechino il controllo della società che fornisce <strong>energia elettrica</strong> alla capitale peruviana e del succitato nuovo megaporto sulla costa del Pacifico.</p>



<p>Il<a href="https://www.ft.com/content/2c77be69-60d7-4d5c-a0c6-c7978bde3888">&nbsp;Financial Times&nbsp;</a> ha riportato le preoccupazioni dei funzionari statunitensi che stanno monitorando la faccenda sottolineando le preoccupazioni riguardanti &#8220;<em>le capacità del governo di Lima di <strong>non saper riconoscere vantaggi e svantaggi</strong> nel fare affari con la Cina</em>&#8220;.&nbsp;Una realtà nota che si è verificata anche nel nostro Paese. Sempre in collegamento ai nuovi progetti incentrati sulle<a href="https://it.insideover.com/economia/il-porto-di-trieste-al-bivio-tra-via-del-cotone-e-via-della-seta.html"> nuove rotte commerciali</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-punta-alle-acque-del-peru-e-preoccupa-gli-usa.html">La Cina punta alle acque del Perù e preoccupa gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I danni delle aziende cinesi in Sud America</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/i-danni-delle-aziende-cinesi-in-sud-america</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2019 13:58:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Sud America]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=video&#038;p=200996</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-11-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-11-3.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-11-3-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Fino a pochi anni fa l’economia dell’America latina dipendeva dagli Stati Uniti, oggi chi invece domina in quella parte di mondo è Pechino. Nel 2014, con 20 miliardi di euro tra prestiti ed investimenti, è stata la Cina a salvare da un altro possibile default l’Argentina che, non a caso, molti analisti allora ribattezzarono ArgenChina. E se oggi l’economia disastrata del Venezuela regge ancora - nonostante un’inflazione oltre il 1000% annuo ed un bolivar, la moneta locale, che non vale più nulla – mediazione del Vaticano delle ultime settimane a parte, il merito è tutto dei 16 prestiti da 60 miliardi di dollari concessi da Pechino a Caracas nel recente passato. La Cina ha dunque superato di slancio gli Stati Uniti come primo partner commerciale dell’America latina da almeno 4 anni ma non è tutto oro ciò che luccica perché, come già successo con Washington in passato, tanto business significa a queste latitudini anche tanti problemi, soprattutto sociali ed ambientali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/i-danni-delle-aziende-cinesi-in-sud-america">I danni delle aziende cinesi in Sud America</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-11-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-11-3.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-11-3-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><div id="content" class="style-scope ytd-expander">
<div id="description" slot="content" class="style-scope ytd-video-secondary-info-renderer"><yt-formatted-string class="content style-scope ytd-video-secondary-info-renderer" force-default-style="" split-lines="">Fino a pochi anni fa l’economia dell’America latina dipendeva dagli Stati Uniti, oggi chi invece domina in quella parte di mondo è Pechino. Nel 2014, con 20 miliardi di euro tra prestiti ed investimenti, è stata la Cina a salvare da un altro possibile default l’Argentina che, non a caso, molti analisti allora ribattezzarono ArgenChina. E se oggi l’economia disastrata del Venezuela regge ancora &#8211; nonostante un’inflazione oltre il 1000% annuo ed un bolivar, la moneta locale, che non vale più nulla – mediazione del Vaticano delle ultime settimane a parte, il merito è tutto dei 16 prestiti da 60 miliardi di dollari concessi da Pechino a Caracas nel recente passato. La Cina ha dunque superato di slancio gli Stati Uniti come primo partner commerciale dell’America latina da almeno 4 anni ma non è tutto oro ciò che luccica perché, come già successo con Washington in passato, tanto business significa a queste latitudini anche tanti problemi, soprattutto sociali ed ambientali.</yt-formatted-string></div>
</div>
<p><ytd-metadata-row-container-renderer class="sticky style-scope ytd-video-secondary-info-renderer" slot="sticky"></ytd-metadata-row-container-renderer></p>
<div id="always-shown" class="style-scope ytd-metadata-row-container-renderer"></div>
<div id="collapsible" class="style-scope ytd-metadata-row-container-renderer"><ytd-metadata-row-renderer class="style-scope ytd-metadata-row-container-renderer"></ytd-metadata-row-renderer></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/i-danni-delle-aziende-cinesi-in-sud-america">I danni delle aziende cinesi in Sud America</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il triumvirato che riavvicina il Sud America agli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-triumvirato-che-riavvicina-il-sud-america-agli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Apr 2019 07:54:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sud America]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=213894</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190104213959_28112268.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190104213959_28112268.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190104213959_28112268-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190104213959_28112268-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190104213959_28112268-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Per il Sud America, una costante all’inizio del ventunesimo secolo è stata la volontà pressoché unanime di emanciparsi dagli Stati Uniti. L’applicazione, nel secondo ‘900, del “corollario Roosevelt” alla dottrina Monroe, secondo il quale tutto il continente americano doveva, di fatto, orbitare attorno a Washington, con gli stati sudamericani considerati alla stregua di un “cortile &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-triumvirato-che-riavvicina-il-sud-america-agli-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-triumvirato-che-riavvicina-il-sud-america-agli-usa.html">Il triumvirato che riavvicina il Sud America agli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190104213959_28112268.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190104213959_28112268.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190104213959_28112268-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190104213959_28112268-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190104213959_28112268-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Per il Sud America, una costante all’inizio del ventunesimo secolo è stata la volontà pressoché unanime di emanciparsi dagli Stati Uniti. L’applicazione, nel secondo ‘900, del “corollario Roosevelt” alla dottrina Monroe, secondo il quale tutto il continente americano doveva, di fatto, orbitare attorno a Washington, con gli stati sudamericani considerati alla stregua di un “cortile di casa” (con conseguente sostegno a regimi considerati “affidabili”), ha alimentato nel corso dei decenni un sentimento anti-americano diffuso in tutta la regione.</p>
<p>Sentimento che si è concretizzato con l’ascesa di governi politicamente ed economicamente non allineati ai dettami capitalisti e liberisti del “Washington Consensus”. L’esempio più paradigmatico è certamente quello di Hugo Chávez, che conquistando il potere in Venezuela nel 1999 riuscì a incanalare le pulsioni anti-americane, unitamente a istanze identitarie, in un ideale di rivoluzione bolivariana da propagare in tutto il Sud America.</p>
<p>L’eco del bolivarismo si diffuse presto anche in Bolivia, dove Evo Morales fu eletto presidente nel 2002 facendo della liberazione dall’imperialismo statunitense l’architrave della propria campagna elettorale. Anche l’Uruguay si rese protagonista di una svolta in senso socialista con la vittoria alle elezioni del 2005 di Tabaré Vazquez, seguito nel 2010 dal carismatico Pepe Mujica, e nuovamente in carica dal 2015. Da ricordare la lunga parentesi socialdemocratica brasiliana, avviata da Lula nel 2003 e proseguito, tra scandali e instabilità, con Dilma Roussef fino al 2016 e con Michel Temer fino al 2018. Anche l’Argentina, dopo la bancarotta dichiarata nel 2001, fu protagonista di una svolta socialista, pur in seno al peronismo, con l’ascesa di Nestor Kirchner nel 2003, seguito dalla moglie Cristina, alla Casa Rosada dal 2007 al 2015.</p>
<h2>L’equilibrio precario dell’Unasur</h2>
<p>Questa convergenza portò all’istituzione, nel 2008, dell’Unasur (Union de Naciones Suramericanas), un’organizzazione di fatto capeggiata da Chávez, Morales e Lula, il cui obiettivo era costituire un blocco unito di paesi sudamericani contrapposto a Washington. L’Unasur iniziò a palesare tutte le proprie fragilità già con la morte di Chávez nel 2013. L’asse costituito da Venezuela, Bolivia e Uruguay – i cui governi erano più radicali nell’applicazione del socialismo – trovò una sempre maggiore opposizione da parte del “Gruppo di Lima“, formato da Perù, Argentina, Brasile, Cile, Colombia e Paraguay.</p>
<p>L’escalation della crisi venezuelana da una parte e la vittoria di presidenti di impostazione liberista come Mauricio Macri in Argentina nel 2015 e, tre anni dopo, di Jair Bolsonaro in Brasile, hanno dato il definitivo colpo di grazia alle velleità del blocco, che appariva irrimediabilmente sfaldato in occasione del rifiuto di Venezuela e Bolivia di nominare, nel 2017, l’argentino José Octavio Bordon segretario generale dell’Unasur. Il Gruppo di Lima rispose scagliandosi contro Nicolás Maduro, accusato di condotta antidemocratica, e non permettendo alla delegazione venezuelana di partecipare all’ottavo summit delle Americhe nel 2018. La Bolivia intervenne immediatamente convocando una riunione di emergenza per esprimere la propria solidarietà nei confronti di Maduro. Pochi mesi dopo, Morales fu nominato presidente pro tempore dell’Unasur. Ciò provocò la reazione rabbiosa del Gruppo di Lima, che si autosospese dall’organizzazione, prima che la Colombia, nell’agosto dello stesso anno, decidesse di uscire ufficialmente. Lo scorso 22 marzo l’Unasur ha intonato il proprio “De Profundis” in occasione dello scioglimento ufficiale della stessa.</p>
<p>La vittoria di Macri in Argentina nel 2015 e di Bolsonaro in Brasile nel 2018 ha segnato una svolta liberista in tutto il Sud America, complici la drammatica situazione del Venezuela e la posizione ormai sempre più minoritaria e isolata di Bolivia e Uruguay. Le redini delle relazioni tra i Paesi della regione sono dunque passate a Buenos Aires e Brasilia, coadiuvate dal governo cileno retto dal 2017 dal liberal-conservatore Sebastian Pinera.</p>
<h2>Dall’Unasur al Prosur: la svolta filo-americana</h2>
<p>Macri, Bolsonaro e lo stesso Pinera, oltre ad essere stati i primi leader sudamericani a riconoscere Juan Guaidò quale presidente legittimo del Venezuela, sono i fondatori del Prosur (Foro para el Progreso y Desarollo de America Latina), ufficialmente istituito lo scorso 22 febbraio a Santiago del Cile e al quale hanno già aderito anche Paraguay, Colombia, Ecuador, Perù e Guyana. Obiettivo ufficiale del neonato organismo è l’attuazione di politiche comuni in materia di sicurezza, sanità, infrastrutture, energia, difesa, gestione delle calamità naturali e contrasto alla criminalità. Inoltre, il Prosur è caratterizzato da rigidi requisiti di accesso, che impongono ai governi interessati ad aderire il rispetto di determinati standard di democraticità, oltre che dei diritti umani.</p>
<p>La data di nascita del Prosur coincide con la presa d’atto ufficiale della fine dell’Unasur. Non è un caso, giacché rappresenta la netta discontinuità che d’ora in avanti il triumvirato composto da Macri, Bolsonaro e Pinera intende segnare rispetto al passato. Tale inversione di tendenza riguarderà anche i rapporti con gli Stati Uniti, che modello politico-economico da contrastare si configurano adesso quale partner strategico sempre più privilegiato.</p>
<p>Tra Mauricio Macri e Donald Trump intercorre, infatti, un rapporto di amicizia risalente a quando entrambi erano più o meno estranei alle dinamiche politiche dei rispettivi Paesi, mentre Jair Bolsonaro ha manifestato stima nei confronti dell’attuale Presidente degli Stati Uniti e delle sue politiche già durante la campagna elettorale. A riprova di quest’ultimo aspetto, si aggiunge la visita dello stesso Bolsonaro alla Casa Bianca, con tanto di scambio delle maglie delle nazionali di calcio con Trump.</p>
<p>La congiuntura attuale sorride, insomma, a Washington, che potrà tornare a esercitare la propria influenza sull’intero Sud America, con la collaborazione di buona parte dei governi locali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-triumvirato-che-riavvicina-il-sud-america-agli-usa.html">Il triumvirato che riavvicina il Sud America agli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 61/476 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-10-17 20:32:57 by W3 Total Cache
-->