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	<title>Strasburgo Archives - InsideOver</title>
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	<title>Strasburgo Archives - InsideOver</title>
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		<title>Strasburgo, il terrore jihadista che viene da ragazzi delle periferie</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/strasburgo-il-terrore-jihadista-che-viene-da-ragazzi-delle-periferie.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2018 22:02:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Strasburgo]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="4000" height="2666" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938769.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938769.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938769-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938769-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938769-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p>
<p>C&#8217;entra qualcosa la fede ed il suo radicale attaccamento ad essa negli ultimi attentati? Il dubbio sorge. L&#8217;attentatore di Nizza, colui che il 14 luglio del 2016 fa più di 80 morti entrando a tutta velocità con un tir nel lungomare, non viene descritto come un uomo religioso. L&#8217;identikit che più accomuna gli autori di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/strasburgo-il-terrore-jihadista-che-viene-da-ragazzi-delle-periferie.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4000" height="2666" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938769.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938769.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938769-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938769-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938769-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p><p>C&#8217;entra qualcosa la fede ed il suo radicale attaccamento ad essa negli ultimi attentati? <strong>Il dubbio sorge</strong>. L&#8217;attentatore di Nizza, colui che il 14 luglio del 2016 fa più di 80 morti entrando a tutta velocità con un tir nel lungomare, non viene descritto come un uomo religioso. L&#8217;identikit che più accomuna gli autori di molti degli attentati commessi in Europa, non è l&#8217;assidua frequentazione delle moschee. Bensì due elementi ben precisi: <strong>essere giovani ed appartenere alla seconda generazione di emigrati. </strong></p>
<p>Il &#8220;vuoto&#8221; di valori</p>
<p>Non si è nati nello stesso posto dove risiede gran parte della famiglia ma, al tempo stesso, non ci si sente pienamente appartenenti al paese europeo di cui si ha la nazionalità. Il profilo psicologico degli attentatori che hanno colpito in Europa, traccia delle personalità che sembrano come sospese in un &#8220;limbo&#8221;. <strong>Non si è né africani e né europei</strong>. I costumi non sono quelli del padre emigrato possibilmente anni prima, ma al tempo stesso religione e lingua non sono le stesse di molti dei coetanei o dei compagni di scuola.<strong> Anis Amri</strong>, l&#8217;attentatore di Berlino scovato e poi ucciso in Italia nel 2016, ha un &#8220;curriculum&#8221; fatto di episodi di micro criminalità. Non lo si trova in moschee od in centri culturali,<a href="http://www.occhidellaguerra.it/quel-pericolo-jihadista-minaccia-litalia-gia-dal-2001/"> passa gran parte della sua vita in prigione specialmente durante gli anni in Italia</a>, dove è protagonista del danneggiamento di due centri d&#8217;accoglienza in Sicilia. Gesti mai compiuti in nome dell&#8217;islam o della jihad. Solo dopo, forse in carcere, diventa un individuo radicalizzato ma, anche in quel caso, non manifesta un assiduo attaccamento ai valori della fede islamica. </p>
<p><strong>Cherif Chekatt</strong>,<a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/attentato-strasburgo-sale-quattro-numero-delle-vittime-1616626.html"> l&#8217;attentatore di Strasburgo</a>, veste all&#8217;occidentale e non viene quasi mai notato nelle moschee. È più conosciuto nelle carceri che nei luoghi di culto, la sua fedina penale è costituita da una lunga sfilza di reati e condanne ed accanto alla sua foto compare la S che indica il pericolo di radicalizzazione. Nonostante questo, le forze di sicurezza francesi non riescono a fermarlo prima dell&#8217;attuazione dei suoi propositi di morte. Ma questo è un altro discorso: il punto è che, da questo ennesimo tragico episodio, si può notare come il pericolo del terrorismo arrivi di più tra quei giovani di seconda generazione apparentemente lontani da ambienti religiosi. Chekatt ha origini algerine,  nasce nel 1989: ha solo pochi anni quando il suo paese d&#8217;origine sprofonda nella guerra civile per via dell&#8217;avanzata dell&#8217;estremismo islamico. <strong>Ma lui da quella storia sembra completamente distante</strong>. Forse sa dell&#8217;esistenza della guerra civile in Algeria grazie a qualche lezione di storia, ma Chekatt non è figlio di quel conflitto. L&#8217;attentatore è invece prodotto di un disagio generazionale, in cui il non avere un terreno di valori forti sotto i piedi, fa vedere nell&#8217;Isis e nel terrorismo islamico l&#8217;unica valvola di sfogo. </p>
<p>Il degrado delle periferie</p>
<p><strong>Dal disagio generazionale a quello economico e sociale il passo è spesso breve</strong>. Strasburgo è tutto sommato una città piccola, non arriva a trecentomila abitanti. La sua dimensione non arriva ad essere più grande di quella di Firenze, Catania o Bologna. Certo ha un hinterland molto vasto, che fa superare al suo agglomerato urbano la quota di un milione di abitanti complessivi, nulla però al cospetto dei dieci milioni di Parigi. Ci si aspetta dunque una città più vivibile e, soprattutto, più controllabile. Le <strong>banlieue</strong> sembrerebbero un fenomeno, per l&#8217;appunto, confinato alla capitale od a città come Marsiglia e Lione. Ed invece anche Strasburgo ha le sue periferie degradate, anche a pochi passi dal parlamento europeo insistono quartieri dove spaccio e mancanza di lavoro compongono la principale cornice sociale. E Cherif Chekatt proviene proprio da lì. </p>

<p>Le immagini delle teste di cuoio in procinto di entrare nel casermone luogo di uno dei suoi ultimi rifugi, nulla hanno di diverso da quelle del novembre 2015 provenienti da Saint Denis, lì dove si nascondono alcuni membri della cellula che pochi giorni prima è protagonista degli attacchi di Parigi. Mancanza di prospettive, degrado, senso di abbandono: un mix, una vera e propria polveriera sociale che, tra i ragazzi della seconda generazione di emigrati, vuol significare strada spianata verso la radicalizzazione. Non solo moschee od istituti culturali gestiti da uomini barbuti già segnalati negli anni &#8217;90. In Francia, come nel resto d&#8217;Europa, il pericolo proviene da ragazzi in jeans e maglietta slegati dai valori d&#8217;origine e confinati dentro profonde periferie. </p>
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		<title>Terrorismo, rivolte e Macron  La Francia è una bomba a orologeria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/terrorismo-gilet-giali-macron-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2018 16:26:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gilet gialli]]></category>
		<category><![CDATA[Strasburgo]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181124151203_27840957.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181124151203_27840957.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181124151203_27840957-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181124151203_27840957-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181124151203_27840957-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La Francia è diventato un problema. E quanto sta avvenendo in queste ore è la dimostrazione che la miscela esplosiva che agita il Paese rischia di essere davvero incontrollabile. Mai come questo volta, il governo di Parigi appare non solo fragile ma anche pericolosamente incapace di gestire il Paese. Il malcontento è ormai diffuso e rasenta &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/terrorismo-gilet-giali-macron-francia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181124151203_27840957.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181124151203_27840957.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181124151203_27840957-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181124151203_27840957-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181124151203_27840957-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La <strong>Francia</strong> è diventato un problema. E quanto sta avvenendo in queste ore è la dimostrazione che la miscela esplosiva che agita il Paese rischia di essere davvero incontrollabile. Mai come questo volta, il governo di Parigi appare non solo fragile ma anche pericolosamente incapace di gestire il Paese. Il malcontento è ormai diffuso e rasenta i caratteri della rivolta, i <strong>gilet gialli</strong> continuano la loro protesta e si preparano alla quinta giornata di mobilitazione nazionale, <strong>Emmanuel Macron</strong> non ha saputo dare risposte. E ora, torna il terrorismo islamico, con <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/redirect/mondo/perch-jihad-colpisce-natale-1615225.html">l&#8217;attacco al mercatino di Natale di Strasburgo</a> che è l&#8217;ultima grande manifestazione di una minaccia costante e mai risolta.</p>
<p>La situazione, in Francia, appare più che incandescente. E non è un caso che da molte parti, specialmente nei servizi e nelle alte sfere militari, si sia parlato di un <strong>Paese ormai fuori controllo</strong>. Perché i numeri iniziano a diventare impressionanti e lo Stato sembra incapace di reagire e ormai costantemente preda di rischi serissimi. Parigi si sta scoprendo il vero anello debole dell&#8217;<strong>Unione europea</strong>. E Macron, sempre più isolato, appare come un monarca trincerato nell&#8217;Eliseo alla disperata ricerca di risposte che non riesce a ottenere.</p>

<p>Quello che è evidente che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/francia-collasso-macron-gilet/">la Francia è diventato effettivamente un problema</a>. Non sa come reagire ai suoi problemi e ne subisce gli effetti più estremi. I livelli di povertà sono sempre più alti, con quasi nove milioni di cittadini che vivono al di sotto della soglia definita dal ministero dell&#8217;Economia. La scala sociale è completamente bloccata. La parte della popolazione che nasce in condizione di disagio non ha possibilità di raggiungere uno standard di vita superiore alle aspettative. E questo crea non solo <strong>malcontento</strong>, ma anche un profondo senso di intolleranza nei confronti dello Stato. Lo dimostra l&#8217;esplosione delle proteste nelle periferie più estreme così come nelle città di provincia in cui si sente la difficoltà di non poter uscir fuori dal pantano economico-sociale.</p>
<p>Sui problemi di carattere economico, che sono poi anche di carattere politico e sociale, si è costruito quel sentimento popolare di protesta che ha poi creato il fenomeno dei gilet gialli. Un&#8217;ondata di rivolte che ha paralizzato il Paese ma che ha soprattutto fatto capire che larga parte della popolazione fosse contraria non solo al governo, ma proprio al sistema economico e politico che si identifica in Macron e nell&#8217;amministrazione francese. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/francia-profonda-macron-gilet-gialli/">La Francia profonda è esplosa</a>. E lo ha fatto nella maniera più violenta e decisa degli ultimi anni.</p>

<p>La società francese si è rivelata in queste settimane non soltanto fragile, ma anche spaccata e profondamente violenta. E a questa condizione, il governo non ha saputo dare risposte, soprattutto perché si trattano ormai di problemi endemici, gravi, e difficilmente estirpabili con misure immediate. Il cambiamento che sta vivendo la Francia è estremamente radicato e soprattutto figlio di una vera e propria &#8220;transizione&#8221; sociale. Le periferie degradate, la povertà, la divisione ideologica, la <strong>marginalizzazione</strong> della classe media, l&#8217;immigrazione, la nascita di veri e propri ghetti, stanno creando il terreno fertile per una bomba a orologeria senza possibilità di essere disinnescata.</p>
<p>Ed è anche su questo terreno che si instaura <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/attentato-strasburgo-nuovo-terrorismo/?fbclid=IwAR0dI9yS7be6_y9qR0f5LFsdLeE27t1HopPLdIQ1Bbc7V6z5PQcxQl50MgI">il fenomeno del terrorismo islamico</a>. Un fenomeno che ha assunto caratteri assolutamente peculiari nel Paese transalpino. L&#8217;<strong>islamismo</strong> che colpisce in Francia non è un fenomeno esterno, ma ormai è perfettamente interno al sistema francese. I terroristi nascono e vivono nel Paese che colpiscono, sono criminali che si radicalizzano, non serve nemmeno un addestramento specifico. È un terrore tipicamente francese che si è incardinato nel Paese. E oggi vive nelle banlieue parigine come nei quartieri degradati delle altre città francesi, come dimostrato dall&#8217;attentato di Strasburgo.</p>

<p>In questa situazione, Macron appare il presidente meno adatto per rispondere alla crisi che sta sconvolgendo il suo Paese. Le misure economiche non fanno che aggravare la divisione sociale e il sentimento di <strong>ribellione</strong>, il suo <em>modus operandi</em> ha inasprito l&#8217;odio verso il governo, l&#8217;intelligence inizia a essere preoccupata dall&#8217;incapacità di gestire la crisi e anche <a href="http://www.occhidellaguerra.it/gilet-gialli-francia-de-villiers/">i vertici della Difesa sono tesi</a>, tanto che alcuni parlano di un Paese sull&#8217;orlo della guerra civile. </p>
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		<title>Cosa è successo a Strasburgo?</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/ultime-notizie-attentato-strasburgo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2018 14:25:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Attentato]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Strasburgo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938769.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938769.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938769-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938769-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938769-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il terrore è tornato a colpire il cuore dell&#8217;Europa. E anche questa volta il bersaglio prescelto è stata la Francia. Alle 20 dell&#8217;11 dicembre un uomo ha aperto il fuoco nel cuore di Strasburgo, una delle due sedi del Parlamento europeo. Per la quarta volta in tre anni la nazione transalpina è finita nel mirino del terrore. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/ultime-notizie-attentato-strasburgo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938769.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938769.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938769-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938769-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938769-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il terrore è tornato a colpire il cuore dell&#8217;Europa. E anche questa volta il bersaglio prescelto è stata la Francia. Alle 20 dell&#8217;11 dicembre un uomo ha aperto il fuoco nel cuore di Strasburgo, una delle due sedi del Parlamento europeo. Per la quarta volta in tre anni la nazione transalpina è finita nel mirino del terrore. L&#8217;assalitore è ancora in fuga e potrebbe aver già lasciato la Francia. Questo è quello che sappiamo finora.</p>
<h2>1. Il bilancio: almeno tre morti e 13 feriti</h2>
<p>Nel corso di tutta la notte si sono rincorsi numeri e bilanci delle vittime. L&#8217;ultima rilevazione della prefettura citata da <em>Le Figaro</em> ha parlato di tre persone uccise e 13 ferite di questi otto sono in gravi condizioni e cinque non destano particolari preoccupazioni. Tra i feriti gravi c&#8217;è <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.ilgiornale.it/news/cronache/strasburgo-8-feriti-sono-gravi-litaliano-colpito-testa-1615282.html" target="_blank" rel="noopener">anche un giornalista italiano Antonio Megalizzi</a>, speaker radiofonico per Radio Europhonica. Sempre secondo fonti del giornale francese una delle vittime sarebbe un turista thailandese di 45 anni, mentre la moglie sarebbe tra le persone ferite.</p>
<h2>2. La dinamica: scontro a fuoco per le vie del centro</h2>
<p>Tutto è iniziato intorno alle 19:50. Secondo una prima ricostruzione un uomo, identificato come Cherif C, di 29 anni, ha aperto il fuoco nel cuore della città francese, nei pressi del quartiere Carré d&#8217;Or dove si trovavano centinaia di persone per i mercatini.</p>

<p>Il killer avrebbe poi sparato più volte lungo rue Orfevres. Secondo quanto riportato dal ministro dell&#8217;Interno francese, Christophe Castaner, l&#8217;attentatore avrebbe colpito in tre punti diversi del centro tra questi anche rue des Grandes Arcades.</p>
<p>Sul suo percorso, ha detto il procuratore della Repubblica Rémy Heitz, ha incontrato almeno due volte le forze dell&#8217;ordine, ma è sempre riuscito a fuggire.</p>
<p>Nel primo caso si è imbattuto su una pattuglia di fanteria dell&#8217;operazione Sentinelle, il dispositivo di sicurezza attivato in Francia dopo gli attacchi di Parigi del 13 novembre 2015. Nel primo conflitto a fuoco con gli agenti un poliziotto sarebbe rimasto ferito a una mano.</p>
<p>Il secondo conflitto a fuoco sarebbe avvenuto qualche minuto dopo con un&#8217;altra pattuglia della polizia nazionale. Nel corso della seconda sparatoria, hanno scritto ancora i media francesi, Cherif sarebbe stato ferito a un braccio prima di trovare rifugio in un taxi. L&#8217;autista del taxi dopo una breve corsa ha detto alla polizia di aver trasportato un uomo armato nel quartiere meridionale di Neudorf, dove poi ci sarebbe stato un infruttuoso tentativo di irruzione degli agenti. Attualmente l&#8217;uomo è ancora in fuga. Sul campo sono mobilitati 350 uomini. Nel corso della serata era emersa l&#8217;ipotesi che l&#8217;uomo non avesse agito da solo ma al momento non è chiaro se abbia o meno dei complici.</p>
<p class="p1"><div style="position:relative;width:100%;padding-bottom:112.5%;height:0;overflow:hidden;"><iframe src="//datawrapper.dwcdn.net/3rpFs/2/" style="position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%;border:0;" allowfullscreen loading="lazy"></iframe></div></p>

<h2>3. L&#8217;inchiesta: si indaga per terrorismo islamico</h2>
<p>Il giorno dopo la strage la procura della Repubblica ha tenuto il primo punto stampa sui fatti di Strasburgo. Per il momento Cherif è ancora in fuga ed è ricercato in tutta la regione, con il sospetto che possa aver lasciato la Francia. Rémy Heitz ha spiegato che le indagini sono orientate sulla pista terroristica visto il luogo dell&#8217;attacco, le modalità e le testimonianze dei passanti che hanno detto di aver sentito l&#8217;uomo urlare &#8220;<em>Allah akbar</em>&#8220;. Al momento le accuse sono di omicidio e tentato omicidio con finalità di terrorismo e associazione per finalità terroristiche.</p>
<h2>4. Il killer: Cherif Chekatt, un radicalizzato nato a Strasburgo</h2>
<p>Mentre la caccia all&#8217;uomo continua, fonti di polizia hanno <a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/strasburgo-pi-300-uomini-caccia-killer-condannato-20-volte-1615213.html" target="_blank" rel="noopener">confermato che l&#8217;autore della strage</a>, identificato con il nome di Cherif Chekatt, è un cittadino francese di origine nordafricana forse marocchina, di 29 anni.Secondo quanto si è appreso l&#8217;uomo avrebbe evitato l&#8217;arresto proprio la mattina dell&#8217;11 dicembre. La polizia lo stava cercando perché sospettato di essere implicato in una rapina. Nel corso della perquisizione gli agenti hanno trovato una granata, un fucile calibro 22, diverse munizioni e quattro coltelli.Secondo la stampa francese il giovane era noto alla giustizia da tempo: gli inquirenti hanno fatto sapere che Cherif è stato condannato 27 volte per reati comuni sia in Francia che Germania e Svizzera. Nel 2011 era stato condannato a due anni e sei mesi per aver aggressione. Nel 2015 era anche stato schedato come radicalizzato con la famosa Fiche S. Nelle ultime ore è emerso che lo scorso anno la Germania aveva disposto la sua espulsione verso la Francia dopo una condanna per furto a Singen, nel Baden-Württemberg.  Il giovane, ha scritto il <em>Dernières Nouvelles d&#8217;Alsace </em>è nato a Hohberg, nel quartiere di Koenigshoffen a Strasburgo. Il padre abita ancora a Neudorf e ha precedenti penali per violenza domestica. Il procuratore Heitz, nel corso della conferenza stampa, ha confermato che almeno quattro parenti di Cherif sono in custodia.Tra di loro, scrive <em>Le Figaro</em> ci sarebbe anche un fratello schedato con la Fiche S.</p>

<h2>5. Il terrore torna in Europa</h2>
<p>L&#8217;assalto di Strasburgo ha riportato indietro le lancette dell&#8217;orologio a tre anni fa. Ha attaccato al cuore e colpito i simboli del Natale. Per la Francia (e per Bruxelles), si tratta di un brusco risveglio dopo circa un anno di relativa quiete. L&#8217;ultimo attacco della furia islamista risaliva al 17 agosto di un anno fa, quando un commando affiliato allo Stato Islamico ha colpito il cuore di Barcellona con un furgone lanciato lungo la Rambla di Barcellona e uno attacco nella cittadina di Cambrils, in Spagna. Il bilancio di quell&#8217;attentato fu di 25 morti (inclusi gli otto assalitori) e oltre 150 feriti. Ma negli ultimi anni l&#8217;Europa ha pagato un grosso tributo di sangue alla causa jihadista. Dal 7 gennaio 2015, giorno dell&#8217;attacco alla redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo, costato la vita a 17 persone, ci sono stati almeno 350 morti. Vittime sia di mani addestrate come quelle dei fratelli Abdeslam che colpirono il cuore di Parigi il 13 novembre 2015, che da lupi solitari come la strage sulla <em>promenade</em> di Nizza del 14 luglio 2016. In mezzo almeno sei Paesi europei sono stati colpiti, in primo luogo la Francia ma anche la Germania, il Belgio, il Regno Unito e la Svezia.</p>
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		<title>L&#8217;attentato di Strasburgo è un nuovo tipo di terrorismo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/attentato-strasburgo-nuovo-terrorismo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2018 10:10:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Strasburgo]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181212095847_27977311.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181212095847_27977311.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181212095847_27977311-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181212095847_27977311-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181212095847_27977311-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Viene chiamato Chérif C. e, secondo le prime informazioni, sarebbe lui l&#8217;attentatore di Strasburgo. Nato a Strasburgo il 4 febbraio 1989 e condannato già nel 2011 per aver aggredito un ragazzo, sarebbe di origine nordafricana. Secondo le prime indiscrezioni trapelate dalla Prefettura, che ha fatto partire la caccia al killer, il ragazzo era già ampiamente noto alle forze &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/attentato-strasburgo-nuovo-terrorismo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181212095847_27977311.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181212095847_27977311.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181212095847_27977311-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181212095847_27977311-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181212095847_27977311-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/cronache/caccia-killer-strasburgo-ecco-chi-29enne-cherif-c-1615111.html">Viene chiamato Chérif C.</a> e, secondo le prime informazioni, sarebbe lui l&#8217;attentatore di <strong>Strasburgo</strong>. Nato a Strasburgo il 4 febbraio 1989 e condannato già nel 2011 per aver aggredito un ragazzo, sarebbe di origine nordafricana. Secondo le prime indiscrezioni trapelate dalla Prefettura, che ha fatto partire la caccia al killer, il ragazzo era <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/strasburgo-pi-300-uomini-caccia-killer-condannato-20-volte-1615213.html">già ampiamente noto alle forze dell&#8217;ordine</a>, tanto che la sicurezza francese, già nel 2016, lo aveva già segnalato con la &#8220;S&#8221; che indica un soggetto radicalizzato.</p>
<p>Alle spalle, una carriera da criminale incallito fatta di reati comuni, rapine, furti, violenze. E la radicalizzazione sarebbe avvenuta in carcere, come larga parte dei nuovi terroristi. Anche se l&#8217;intelligence francese credeva, come spiegato dal sottosegretario di Stato del ministero dell&#8217;Interno, <strong>Laurent Nunez</strong>, che la sua radicalizzazione fosse legata soprattutto a un irrigidimento delle pratiche religiose. </p>

<p>Il profilo dell&#8217;attentatore è perfettamente in linea con il jihadismo contemporaneo. Chérif, come molti altri che hanno colpito in Europa e in America, non è arrivato dal Medio Oriente, ma è un cittadino francese, che colpisce nello stesso Paese in cui è nato. Non ha un passato di islamismo e non ha una famiglia che lo abbia indotto a radicalizzarsi. È un criminale con molti reati comuni alle spalle e probabilmente con una radicalizzazione molto rapida. Un profilo che, come ricordato da Guido Olimpio per <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.corriere.it/esteri/18_dicembre_12/attentato-strasburgo-chi-cherif-attentatore-ibrido-criminale-radicalizzato-5ec5ea10-fdd5-11e8-b61a-f85bb96fc14f.shtml">Il Corriere della Sera</a></em>, &#8220;ricorda lo stragista di Nizza, un uomo che ha scoperto tardi la vocazione islamista e, in apparenza, solo sul web&#8221;.</p>
<p>Manca quindi la preparazione costante, l&#8217;addestramento, la profonda appartenenza ai ranghi del jihadismo. È un 29enne con un passato criminale che che più che un terrorista islamico è un bandito che si ispira alle stragi di matrice islamista. Un nuovo tipo di<strong> attentatore &#8220;ibrido&#8221;</strong> che si unisce all&#8217;islamismo solo in un secondo momento della propria carriera criminale, quasi come ultima speranza o anche come una seconda via per guadagnare soldi e diventare qualcuno. Tanto è vero che questo tipo di attentatore non cerca il suicidio: gli attentatori fuggono, come avvenuto anche a Barcellona nel 2017.</p>

<p>Proprio per questo motivo, questi nuovi tipi di terroristi sono molto differenti fra loro, eterogenei, e sfuggono alla rete di sicurezza dei servizi. Non perché l&#8217;intelligence non sappia operare, ma perché allargano la rete di controllo a tal punto che chiunque può essere considerato un soggetto a rischio terrorismo. In Francia sono circa<strong> 20mila i potenziali terroristi islamici</strong> e i soggetti radicalizzati. E questo rende praticamente impossibile poter fermare un soggetto che ha l&#8217;obiettivo di colpire nell&#8217;immediato. </p>
<p>Questa chiaramente non deve essere una giustificazione, ma deve far capire anche il difficile equilibrio fra estendere la rete di potenziali terroristi e il controllo che si può avere sull&#8217;intero territorio nazionale. Tanto è vero che Cherif era anche sfuggito a una perquisizione della polizia proprio la mattina di ieri, quindi poche prima di colpire al <a href="http://www.ilgiornale.it/redirect/mondo/perch-jihad-colpisce-natale-1615225.html">mercatino di Natale di Strasburgo</a>. Le forze dell&#8217;ordine erano pronte a intervenire e l&#8217;avevano fatto. Segno che in realtà la rete funziona. Ma la domanda è un&#8217;altra: perché è riuscito a sfuggire? Si poteva fare qualcosa per evitare la fuga di Chérif?</p>

<p>Questo vale soprattutto per una città come Strasburgo che da sempre è oggetto delle mire dei terroristi islamici. Già nel dicembre del 2000, quindi ancora prima che il fenomeno islamista si manifestasse in tutte le sue forme più orrende, <strong>al Qaeda</strong> aveva progettato una strage a Strasburgo in occasione delle feste. Inoltre, a novembre, la polizia aveva annunciato di aver sventato un attentato di matrice islamica che doveva avvenire proprio nel mercatino di Natale della città colpita ieri notte.</p>
<p>La minaccia dunque c&#8217;era ed era ben nota. Ma il terrorista è riuscito a colpire. E adesso, Parigi non è solo a caccia del killer, ma anche di possibili complici o istigatori. L&#8217;impressione è che possa aver agito in modo più o meno integrato all&#8217;interno di una rete.</p>
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		<title>Attentato jihadista a Strasburgo: perché si colpisce il Natale?</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/strasburgo-attentato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2018 07:44:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Strasburgo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="627" height="542" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/1.jpg 627w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/1-300x259.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 627px) 100vw, 627px" /></p>
<p>Non è la prima volta che l&#8217;Occidente viene colpito dal terrore nei giorni che precedono il Natale. Il 19 dicembre del 2016, un camion si getta contro la folla che sta visitando i mercatini di Natale di Berlino e provoca una vera e propria strage: 12 morti e 56 feriti. A guidare l&#8217;autoarticolato è Anis Amri, un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/strasburgo-attentato.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="627" height="542" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/1.jpg 627w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/1-300x259.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 627px) 100vw, 627px" /></p><p>Non è la prima volta che l&#8217;Occidente viene colpito dal terrore nei giorni che precedono il Natale. Il 19 dicembre del 2016, un camion si getta contro la folla che sta visitando i mercatini di Natale di Berlino e provoca una vera e propria strage: 12 morti e 56 feriti. A guidare l&#8217;autoarticolato è <strong>Anis Amri</strong>, un lupo solitario del Califfato che, qualche giorno dopo l&#8217;attacco, verrà ucciso alle porte di Milano mentre cercava di scappare chissà dove.</p>

<p>Ora, non si sa ancora se Chérif C., il presunto attentatore di Strasburgo, sia effettivamente legato allo Stato islamico o ad altri gruppi terroristici. Quel poco che si sa riguarda solamente una sua schedatura come &#8220;fiche S&#8221;, ovvero un soggetto radicalizzato, e che è un <em>casseur</em>, un teppistello, con alle spalle reati comuni. Un profilo, questo, che ricorda quello del primo jihadista francese, <strong>Khaled Kelkal</strong>, ucciso il 29 settembre del 1995 dai gendarmi francesi. Quel giorno, la storia dei musulmani di Francia cambiò per sempre. Come scrive Khaled Fouad Allam in <em>Il  jihadista della porta accanto</em>: &#8220;I figli di immigrati di seconda generazione, le prime rivendicazioni musulmane (ad esempio, la questiojne del velo a scuola, ecc.), la guerra civile in Algeria iniziata dopo l&#8217;interruzione del processo elettorale da parte dell&#8217;esercito algerino, per paura di un&#8217;affermazione politica e sociale turbolenta per la Francia degli anni Novanta&#8221;.</p>

<p>Ma la domanda da porci, ora che il terrore è tornato nel Vecchio Continente, è: sono stati davvero gli uomini del Califfato? E se sì, perché hanno colpito proprio ora? <em>Daesh</em>, come è noto, è in crisi. L&#8217;idea di Stato islamico è praticamente scomparsa perché i jihadisti non possiedono praticamente più alcun territorio, se non poche sacche di resistenza in Siria e in Iraq. Ma può ancora colpire. Certo, in maniera più rozza. Ma può farlo. Le centrali di Raqqa che pianificavano gli attentati contro l&#8217;Occidente sono ormai scomparse. Ma i lupi solitari sono pronti a colpire, senza alcun coordinamento con la cellula madre. E non è nemmeno detto che il coordinamento debba esserci. Basta colpire, poi il Califfato provvederà a metterci su il cappello.</p>

<p>Ed è proprio quello che è successo ieri. Chérif C. ha colpito. Ma era davvero legato all&#8217;Isis? I dettagli li scopriremo nelle prossime ore, ma è certo che i simpatizzanti del califfato si sono subito appropriati di questa azione. Ma non solo. Nei giorni scorsi, erano stati pubblicati sui social diversi messaggi di simpatizzanti jihadisti in cui si invitava i lupi solitari a colpire il Natale. Opere rozze, va detto e di simpatizzanti, non dei canali principali di <em>Daesh</em>. Ma che comunque fanno presa nell&#8217;immaginario di chi simpatizza per il jihad. Messaggi simili erano apparsi solamente qualche giorno fa con l&#8217;invito di colpire il capodanno di New York.</p>
<p>Ma le feste natalizie rappresentano un obiettivo importante per le sigle jihadiste. Innanzitutto perché è facile reperire gli obiettivi, dato che le persone tendono a riversarsi per le strade per visitare negozi e mercatini. E poi perché la potenza dell&#8217;attacco aumenta in modo esponenziale. Rendendo tutti insicuri.</p>
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