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Il terrore è tornato a colpire il cuore dell’Europa. E anche questa volta il bersaglio prescelto è stata la Francia. Alle 20 dell’11 dicembre un uomo ha aperto il fuoco nel cuore di Strasburgo, una delle due sedi del Parlamento europeo. Per la quarta volta in tre anni la nazione transalpina è finita nel mirino del terrore. L’assalitore è ancora in fuga e potrebbe aver già lasciato la Francia. Questo è quello che sappiamo finora.

1. Il bilancio: almeno tre morti e 13 feriti

Nel corso di tutta la notte si sono rincorsi numeri e bilanci delle vittime. L’ultima rilevazione della prefettura citata da Le Figaro ha parlato di tre persone uccise e 13 ferite di questi otto sono in gravi condizioni e cinque non destano particolari preoccupazioni. Tra i feriti gravi c’è anche un giornalista italiano Antonio Megalizzi, speaker radiofonico per Radio Europhonica. Sempre secondo fonti del giornale francese una delle vittime sarebbe un turista thailandese di 45 anni, mentre la moglie sarebbe tra le persone ferite.

2. La dinamica: scontro a fuoco per le vie del centro

Tutto è iniziato intorno alle 19:50. Secondo una prima ricostruzione un uomo, identificato come Cherif C, di 29 anni, ha aperto il fuoco nel cuore della città francese, nei pressi del quartiere Carré d’Or dove si trovavano centinaia di persone per i mercatini.

Il killer avrebbe poi sparato più volte lungo rue Orfevres. Secondo quanto riportato dal ministro dell’Interno francese, Christophe Castaner, l’attentatore avrebbe colpito in tre punti diversi del centro tra questi anche rue des Grandes Arcades.

Sul suo percorso, ha detto il procuratore della Repubblica Rémy Heitz, ha incontrato almeno due volte le forze dell’ordine, ma è sempre riuscito a fuggire.

Nel primo caso si è imbattuto su una pattuglia di fanteria dell’operazione Sentinelle, il dispositivo di sicurezza attivato in Francia dopo gli attacchi di Parigi del 13 novembre 2015. Nel primo conflitto a fuoco con gli agenti un poliziotto sarebbe rimasto ferito a una mano.

Il secondo conflitto a fuoco sarebbe avvenuto qualche minuto dopo con un’altra pattuglia della polizia nazionale. Nel corso della seconda sparatoria, hanno scritto ancora i media francesi, Cherif sarebbe stato ferito a un braccio prima di trovare rifugio in un taxi. L’autista del taxi dopo una breve corsa ha detto alla polizia di aver trasportato un uomo armato nel quartiere meridionale di Neudorf, dove poi ci sarebbe stato un infruttuoso tentativo di irruzione degli agenti. Attualmente l’uomo è ancora in fuga. Sul campo sono mobilitati 350 uomini. Nel corso della serata era emersa l’ipotesi che l’uomo non avesse agito da solo ma al momento non è chiaro se abbia o meno dei complici.

3. L’inchiesta: si indaga per terrorismo islamico

Il giorno dopo la strage la procura della Repubblica ha tenuto il primo punto stampa sui fatti di Strasburgo. Per il momento Cherif è ancora in fuga ed è ricercato in tutta la regione, con il sospetto che possa aver lasciato la Francia. Rémy Heitz ha spiegato che le indagini sono orientate sulla pista terroristica visto il luogo dell’attacco, le modalità e le testimonianze dei passanti che hanno detto di aver sentito l’uomo urlare “Allah akbar“. Al momento le accuse sono di omicidio e tentato omicidio con finalità di terrorismo e associazione per finalità terroristiche.

4. Il killer: Cherif Chekatt, un radicalizzato nato a Strasburgo

Mentre la caccia all’uomo continua, fonti di polizia hanno confermato che l’autore della strage, identificato con il nome di Cherif Chekatt, è un cittadino francese di origine nordafricana forse marocchina, di 29 anni.Secondo quanto si è appreso l’uomo avrebbe evitato l’arresto proprio la mattina dell’11 dicembre. La polizia lo stava cercando perché sospettato di essere implicato in una rapina. Nel corso della perquisizione gli agenti hanno trovato una granata, un fucile calibro 22, diverse munizioni e quattro coltelli.Secondo la stampa francese il giovane era noto alla giustizia da tempo: gli inquirenti hanno fatto sapere che Cherif è stato condannato 27 volte per reati comuni sia in Francia che Germania e Svizzera. Nel 2011 era stato condannato a due anni e sei mesi per aver aggressione. Nel 2015 era anche stato schedato come radicalizzato con la famosa Fiche S. Nelle ultime ore è emerso che lo scorso anno la Germania aveva disposto la sua espulsione verso la Francia dopo una condanna per furto a Singen, nel Baden-Württemberg.  Il giovane, ha scritto il Dernières Nouvelles d’Alsace è nato a Hohberg, nel quartiere di Koenigshoffen a Strasburgo. Il padre abita ancora a Neudorf e ha precedenti penali per violenza domestica. Il procuratore Heitz, nel corso della conferenza stampa, ha confermato che almeno quattro parenti di Cherif sono in custodia.Tra di loro, scrive Le Figaro ci sarebbe anche un fratello schedato con la Fiche S.

5. Il terrore torna in Europa

L’assalto di Strasburgo ha riportato indietro le lancette dell’orologio a tre anni fa. Ha attaccato al cuore e colpito i simboli del Natale. Per la Francia (e per Bruxelles), si tratta di un brusco risveglio dopo circa un anno di relativa quiete. L’ultimo attacco della furia islamista risaliva al 17 agosto di un anno fa, quando un commando affiliato allo Stato Islamico ha colpito il cuore di Barcellona con un furgone lanciato lungo la Rambla di Barcellona e uno attacco nella cittadina di Cambrils, in Spagna. Il bilancio di quell’attentato fu di 25 morti (inclusi gli otto assalitori) e oltre 150 feriti. Ma negli ultimi anni l’Europa ha pagato un grosso tributo di sangue alla causa jihadista. Dal 7 gennaio 2015, giorno dell’attacco alla redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo, costato la vita a 17 persone, ci sono stati almeno 350 morti. Vittime sia di mani addestrate come quelle dei fratelli Abdeslam che colpirono il cuore di Parigi il 13 novembre 2015, che da lupi solitari come la strage sulla promenade di Nizza del 14 luglio 2016. In mezzo almeno sei Paesi europei sono stati colpiti, in primo luogo la Francia ma anche la Germania, il Belgio, il Regno Unito e la Svezia.

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