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	<title>Stoccolma Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 07 Oct 2019 17:04:34 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Stoccolma Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Ecco perché sono saltati ancora i colloqui tra Usa e Corea del Nord</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ecco-perche-sono-saltati-ancora-i-colloqui-tra-usa-e-corea-del-nord.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2019 03:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Stoccolma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="835" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Trump-Kim-in-Corea-del-Nord-La-Presse-e1570467858503.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kim e Trump" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Trump-Kim-in-Corea-del-Nord-La-Presse-e1570467858503.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Trump-Kim-in-Corea-del-Nord-La-Presse-e1570467858503-300x130.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Trump-Kim-in-Corea-del-Nord-La-Presse-e1570467858503-768x334.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Trump-Kim-in-Corea-del-Nord-La-Presse-e1570467858503-1024x445.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I colloqui tra Stati Uniti e Corea del Nord sulla denuclearizzazione della penisola coreana che si sono tenuti questo fine settimana a Stoccolma si sono bruscamente interrotti. A dirlo è stato l&#8217;inviato di Pyongyang, Kim Myong-gil, che ha imputato il fallimento della trattativa alla delegazione americana che si sarebbe presentata &#8220;a mani vuote&#8221;, cioè senza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-perche-sono-saltati-ancora-i-colloqui-tra-usa-e-corea-del-nord.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="835" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Trump-Kim-in-Corea-del-Nord-La-Presse-e1570467858503.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kim e Trump" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Trump-Kim-in-Corea-del-Nord-La-Presse-e1570467858503.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Trump-Kim-in-Corea-del-Nord-La-Presse-e1570467858503-300x130.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Trump-Kim-in-Corea-del-Nord-La-Presse-e1570467858503-768x334.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Trump-Kim-in-Corea-del-Nord-La-Presse-e1570467858503-1024x445.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I colloqui tra <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Corea del Nord</strong> sulla denuclearizzazione della penisola coreana che si sono tenuti questo fine settimana a Stoccolma si sono bruscamente interrotti. A dirlo è stato l&#8217;inviato di Pyongyang, <strong>Kim Myong-gil</strong>, che ha imputato il fallimento della trattativa alla delegazione americana che si sarebbe presentata &#8220;a mani vuote&#8221;, cioè senza alcuna proposta concreta per il rilancio del dialogo tra i due Paesi.</p>
<p>I colloqui sarebbero dovuti riprendere lo scorso luglio, dopo l&#8217;incontro a sorpresa del 30 giugno tra i leader dei due paesi lungo il 38esimo parallelo. Anche in quella occasione, però, non si giunse a un&#8217;intesa confermando l&#8217;atteggiamento che aveva già portato <a href="https://it.insideover.com/politica/ad-hanoi-nulla-di-fatto-tra-trump-e-kim-jong-un.html" target="_blank" rel="noopener">al fallimento del vertice di Hanoi</a> tenutosi a febbraio: la Corea del Nord vorrebbe il ritiro delle sanzioni internazionali &#8220;passo passo&#8221; come precondizione alla discussione sulla denuclearizzazione, mentre gli Stati Uniti chiedono l&#8217;esatto contrario, ovvero che Pyongyang cominci a ridurre la propria capacità atomica per poter cominciare ad eliminare il regime sanzionatorio.</p>
<p>Il Dipartimento di Stato però, <a href="https://www.bbc.com/news/world-asia-49947836" target="_blank" rel="noopener">resta ottimista</a> nonostante le parole di Kim Myong-gil: attraverso una nota ha fatto sapere che le dichiarazioni di Kim &#8220;non riflettono il contenuto e lo spirito&#8221; delle discussioni tenute dalle delegazioni dei due Paesi lo scorso sabato, e protrattesi per circa otto ore. &#8220;Gli Stati Uniti hanno apportato idee creative e tenuto buone discussioni con le controparti&#8221; ha dichiarato la portavoce <strong>Morgan Ortagus</strong>, che ha ribadito la determinazione di Washington a proseguire il dialogo con il Nord. &#8220;Gli Stati Uniti e la Repubblica Popolare Democratica di Corea non supereranno il lascito di 70 anni di guerra e ostilità nella Penisola Coreana nell&#8217;arco di un solo sabato. Queste sono questioni difficili, e richiedono il fermo impegno di entrambi i paesi&#8221; ha detto concluso la Ortagus.</p>
<h2>Uno stallo che sembra insormontabile</h2>
<p>La situazione di stallo che si è andata stabilendo alla fine del <strong>vertice di Singapore</strong> dell&#8217;anno scorso è destinata quindi a continuare, ma non a tempo indeterminato. Entrambe le parti, in questo lungo periodo di tempo, si sono dimostrate diplomaticamente molto malleabili: da un lato gli Stati Uniti hanno più volte rassicurato la Corea del Nord che non intendono perseguire un cambio di regime &#8211; come avvenuto il Libia, vero incubo per Kim Jong-un &#8211; con il presidente Trump che si è dimostrato ottimista in più di una occasione ribadendo che i due Paesi &#8220;vogliono parlare e presto parleremo loro&#8221;; dall&#8217;altro Pyongyang ha esortato gli Usa a prendere &#8220;decisioni coraggiose&#8221; per giungere ad una svolta nei negoziati, con Kim che ha ricordato che difficilmente un nuovo summit tra i due leader produrrà svolte significative se non muterà &#8220;l&#8217;opinione prevalente di Washington&#8221; che chiede al Nord un disarmo significativo prima di procedere con l&#8217;eliminazione delle sanzioni.</p>
<p>Pyongyang accusa Washington anche di non aver agito per attuare i punti dell&#8217;accordo di Singapore a fronte degli &#8220;sforzi sinceri&#8221; messi in atto dalla Corea del Nord in questo lasso di tempo volti ad edificare un clima di fiducia tra le parti.</p>
<p>La &#8220;pazienza&#8221; nordcoreana sembra però essere terminata. Come riferisce il portavoce del ministero degli Esteri di Pyongyang c&#8217;è tempo per il dialogo solo entro la fine di quest&#8217;anno. &#8220;Le sorti del dialogo tra Usa e Nord Corea sono nella mani di Washington&#8221; ha riferito il portavoce in quello che è sembrato a tutti gli effetti un ultimatum &#8220;e la scadenza è fissata per la fine di quest&#8217;anno&#8221; aggiungendo che la Corea del Nord &#8220;non ha desiderio di tenere negoziati così nauseanti come questi a meno che gli Usa non adottino misure pratiche per porre fine alle politiche ostili&#8221;.</p>
<p>A nulla è quindi valsa la mediazione dell&#8217;inviato speciale svedese <strong>Kent Härstedt</strong>, artefice della liberazione quest&#8217;estate di uno studente australiano, Alek Sigley, brevemente arrestato da Pyongyang, tra Kim Myong-gil e Stephen Biegun &#8211; <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-sostuira-bolton-consigliere-per-la-sicurezza-nazionale.html" target="_blank" rel="noopener">che era tra i possibili candidati a consigliere per la Sicurezza Nazionale</a> &#8211; durante i colloqui tenutisi sull&#8217;isola di Lidingo, sede della legazione diplomatica nordcoreana a Stoccolma.</p>
<h2>Il gioco al rialzo della Corea del Nord</h2>
<p>Nonostante le rassicuranti parole della diplomazia è evidente come lo <strong>stallo</strong> sulla questione denuclearizzazione/sanzioni sia determinata dal gioco al rialzo della Corea del Nord, che dal vertice di Singapore non ha compiuto nessun passo verso il disarmo, anzi, fonti di intelligence hanno dimostrato che l&#8217;attività nucleare e missilistica è continuata se pur in sordina.</p>
<p>Grazie ai rapporti dei Servizi e grazie alle immagini satellitari pervenuteci in questo anno possiamo senza ombra di dubbio affermare che Kim Jong-un abbia lentamente e volutamente messo più carne al fuoco “nucleare”: mentre smantellava siti minori, non ha smesso di ingrandire quelli maggiori continuando l’attività di ricerca ed estrazione/arricchimento dell’uranio.</p>
<p>La ricognizione satellitare ha infatti evidenziato come la Corea del Nord non abbia cessato il processo di estrazione, e verosimilmente arricchimento, dell’uranio. A Pyongsan, uno dei due siti noti di estrazione del minerale, l’attività infatti non è affatto cessata: facendo un raffronto tra le immagini satellitari riprese nel 2017 quando la Corea del Nord, in piena crisi diplomatica con gli Stati Uniti, dava notevole impulso al suo programma atomico, e quelle più recenti si può notare che in alcune aree del complesso di estrazione le scorie di lavorazione della materia prima sono aumentate.</p>
<p>Gli stessi rapporti dell&#8217;intelligence, a cui il presidente Trump sembra dare poco credito, confermano che, nonostante l’attività di ricerca sia cessata nei siti minori, il potenziale Wmd (Weapons of Mass Destruction) della Corea del Nord resti totalmente invariato, e soprattutto si ritiene che non abbia alcuna intenzione di disfarsene in quanto rappresenti l’unica forma di deterrenza realmente efficace in grado di preservare il regime da un tentativo di sovvertimento, paura che resiste nel cuore del leader nordcoreano al di là delle rassicurazioni americane.</p>
<p>Ad ulteriore conferma del tentativo di Kim Jong-un di giocare ad alzare la posta arrivano le conferme della ripresa dell’attività nell&#8217;impianto di Yongbyon dove viene prodotto il materiale fissile. Secondo gli analisti si stima che l’attività riscontrata possa aver portato alla fabbricazione di uranio arricchito sufficiente per la costruzione di ulteriori 5 o 7 testate nucleari, che si vanno a sommare alle circa 30 / 40 già in possesso dalla Corea del Nord.</p>
<p>Centrifughe per l’arricchimento sarebbero in azione anche a Kangson, un centro non lontano dalla capitale in posizione strategica perché non lontano dai complessi di produzione missilistica e dal porto di <strong>Nampo</strong>, dove ha sede un altro centro di ricerca sperimentale per la produzione di Slbm (Submarine Launched Ballistic Missile). Uno di questi vettori è stato forse lanciato proprio qualche giorno prima dei colloqui di Stoccolma, il 2 ottobre, <a href="https://www.militarytimes.com/news/pentagon-congress/2019/10/01/north-korea-us-nuclear-talks-to-resume-this-weekend/" target="_blank" rel="noopener">insieme a dei &#8220;proiettili&#8221; non meglio identificati</a> sparati in mare da un sito nei pressi di Wonsan, nella provincia di Kangwon. Se fosse confermato essersi trattato di un Slbm, il lancio rappresenterebbe la prima vera violazione degli accordi di Singapore: un messaggio forte per la diplomazia americana che però è rimasto inascoltato.</p>
<p>Questo nuovo, piccolo centro – l’edificio ha le dimensioni di 50×110 metri –  a Kangson rappresenta perfettamente l&#8217;attuale tattica nordcoreana di mascherare la propria attività di ricerca nucleare e missilistica in complessi conosciuti come civili, siano essi semplici fabbriche o addirittura aeroporti.</p>
<p>In questo modo Kim Jong-un ha potuto propagandare la chiusura di centri come il poligono di Sohae, utilizzato soprattutto per testare i motori dei razzi di fabbricazione locale, oppure del poligono nucleare di Punggye-ri – <a href="https://it.insideover.com/guerra/e-se-la-corea-del-nord-fosse-stata-obbligata-a-cessare-i-test-atomici.html" target="_blank" rel="noopener">che con ogni probabilità è stato chiuso per questioni geologiche e non diplomatiche</a> – pur continuando a mantenere inalterata non solo la propria capacità di <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/quali-missili-della-corea-del-nord.html" target="_blank" rel="noopener">deterrenza missilistica</a> e atomica, ma continuando, se pur in sordina e a ritmi meno concitati, l’attività di ricerca e sviluppo e quindi alzando lentamente l&#8217;asticella della tensione per cercare di portare Washington a cedere nel braccio di ferro che le oppone concedendo le prime eliminazioni delle sanzioni internazionali.</p>
<h2>Trova conferma la visione di Bolton?</h2>
<p>Di particolare interesse sulla vicenda è la posizione dell&#8217;ex consigliere per la Sicurezza Nazionale <strong>John Bolton</strong>. Il &#8220;falco&#8221; che faceva parte dell&#8217;amministrazione di Trump, lo scorso 30 settembre durante un intervento tenuto al Csis (Center for Strategic and International Studies) ha dichiarato che la Corea del Nord non ha rinunciato al proprio arsenale nucleare nonostante il dialogo sulla denuclearizzazione intrapreso con gli Stati Uniti.</p>
<p>Bolton ha detto che, ora, può parlare &#8220;francamente&#8221; sottolineando come il regime di Pyongyang sia una &#8220;grave minaccia&#8221;. &#8220;Sembra chiaro che la Repubblica Popolare Democratica di Corea non ha assunto la decisione strategica di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-del-programma-nucleare-portato-avanti-dalla-corea-del-nord.html" target="_blank" rel="noopener">rinunciare alle sue armi atomiche</a>&#8221; ha ribadito, aggiungendo che &#8220;penso che la decisione strategica adottata da Kim Jong-un sia di fare tutto il possibile per mantenere la capacità di veicolazione delle armi nucleari, e di svilupparla ulteriormente&#8221;.</p>
<p>Al di là dei proclami allarmistici, dettati forse più da risentimento verso il suo siluramento che da una reale possibile minaccia nordcoreana, la sua visione riguardante la strategia della Corea del Nord di non voler rinunciare agli armamenti atomici sembra, a tutti gli effetti, trovare conferma come abbiamo avuto modo di dimostrare.</p>
<p>Se la manciata di testate in possesso di Kim Jong-un non rappresenta una minaccia per gli Stati Uniti continentali in quanto il loro esiguo numero e relativamente scarsa precisione non permettono di effettuare un attacco efficace di ritorsione, sono comunque dei fortissimi strumenti di pressione diplomatica sugli alleati degli Usa nel Pacifico. Un tentativo di attacco al regime, condannerebbe sicuramente città come Seul, Tokyo e probabilmente la stessa Pearl Harbor, che al momento risiedono al di fuori del piccolo ombrello protettivo offerto dai sistemi Abm americani come il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ground-Based_Midcourse_Defense" target="_blank" rel="noopener">Gmd</a>; un attacco di ritorsione che potrebbe sorpassare anche le difese offerte da <strong>Thaad</strong> o dal sistema <strong>Aegis</strong> che pure sono dispiegati nell&#8217;area proprio per difendere alleati e basi nel Pacifico Occidentale.</p>
<p>Forti di questo strumento, unico realmente temibile in campo internazionale, è davvero difficile pensare che Pyongyang vi rinunci senza prima una seria dimostrazione di cessazione delle sanzioni internazionali e assicurazioni che non si cerchi di effettuare un cambio di regime da parte degli Stati Uniti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-perche-sono-saltati-ancora-i-colloqui-tra-usa-e-corea-del-nord.html">Ecco perché sono saltati ancora i colloqui tra Usa e Corea del Nord</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La vendetta della Cina si abbatte sulla Svezia: l&#8217;economia del nord ora rischia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-vendetta-della-cina-si-abbatte-sulla-svezia-leconomia-del-nord-ora-rischia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2019 07:41:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Pechino]]></category>
		<category><![CDATA[Stoccolma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="978" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5413335-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5413335-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5413335-1-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5413335-1-768x537.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5413335-1-1024x715.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Nuove scintille tra Cina e Svezia. Pochi giorni fa l&#8217;ambasciatrice svedese è stata richiamata in patria per aver tenuto “comportamenti scorretti”. Più nello specifico, Anna Lindstedt è accusata di aver tentato di organizzare colloqui segreti tra alcuni imprenditori cinesi e la figlia di uno dei librai di Hong Kong rapito da Pechino nel 2015. Non &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-vendetta-della-cina-si-abbatte-sulla-svezia-leconomia-del-nord-ora-rischia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="978" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5413335-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5413335-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5413335-1-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5413335-1-768x537.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5413335-1-1024x715.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Nuove scintille tra <strong>Cina</strong> e <strong>Svezia</strong>. Pochi giorni fa <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bbc.com/news/world-asia-47238430?ns_mchannel=social&amp;ns_linkname=news_central&amp;ns_source=twitter&amp;ns_campaign=bbc_news_asia">l&#8217;ambasciatrice svedese è stata richiamata in patria per aver tenuto “comportamenti scorretti”</a>. Più nello specifico, Anna Lindstedt è accusata di aver tentato di organizzare colloqui segreti tra alcuni imprenditori cinesi e la figlia di uno dei librai di Hong Kong rapito da Pechino nel 2015. Non è la prima frizione tra i due Stati che recentemente hanno visto inasprirsi il loro rapporto diplomatico.</p>
<p>Stoccolma richiama l&#8217;ambasciatrice svedese in Cina</p>
<p>L&#8217;affare Lindstedt è la classica goccia che rischia di far traboccare il vaso. L&#8217;ambasciatrice avrebbe gestito nel peggiore dei modi il caso Gui Minhai, saggista ed editore svedese &#8211; ma di origini cinesi &#8211; arrestato quattro anni fa dal governo di Pechino per aver ucciso una persona in un incidente d&#8217;auto. In ogni caso, l&#8217;incontro tra Angela Gui, figlia di Minhai, e alcuni ignoti personaggi cinesi sarebbe avvenuto lo scorso mese a Stoccolma. A darne la notizia, su <em>Medium</em>, è stata la stessa Angela. La donna ha poi aggiunto che gli interlocutori del padre le avrebbero chiesto di andare con loro in Cina. Inoltre se avesse smesso di battersi per la liberazione del padre, il genitore sarebbe stato rilasciato dopo pochi anni di carcere. Chiaro l&#8217;obiettivo dei cinesi: silenziare un caso potenzialmente dannoso per Pechino in relazione alla violazione dei diritti umani. Il faccia a faccia è avvenuto in presenza della Lindstedt e senza che il ministro degli Esteri svedese ne fosse a conoscenza. L&#8217;ambasciatrice è stata sospesa ed è indagata dal proprio governo.</p>
<p>Una vicenda poco chiara</p>
<p>La Lindstedt avrebbe favorito l&#8217;incontro tra le parti per un motivo ben preciso. Qualora l&#8217;ambasciatrice si fosse opposta, ci sarebbero state <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.scmp.com/news/china/diplomacy/article/2186193/naive-sweden-rewrites-its-china-strategy-after-year-growing">ritorsioni della Cina nei confronti della Svezia</a>. In sostanza, una vera e propria minaccia. Il caso è ancora aperto, e le accuse mosse nei confronti di Pechino risultano piuttosto pesanti. Il governo cinese nega ogni coinvolgimento, ma la vendetta del Dragone non è certo una novità. La Cina ha già dimostrato di farla pagare cara a tutti quei paesi che in qualche modo le hanno messo i bastoni tra le ruote. E in effetti se scorriamo nel recente passato si notano alcune frizioni tra Pechino e Stoccolma.</p>
<p>La furia di Pechino: il precedente</p>
<p>Lo scorso settembre una famiglia cinese in vacanza a Stoccolma <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.reuters.com/article/us-china-sweden/china-urges-sweden-to-heed-concern-over-tourists-ejected-from-hotel-idUSKCN1LX10G">ha accusato la polizia svedese di aggressione e tentato omicidio</a>. La ricostruzione della vicenda presenta diverse lacune. In breve, la famiglia Zeng aveva prenotato un ostello a Stoccolma. Secondo i media svedesi, i turisti sarebbero però arrivati in anticipo di ben 15 ore rispetto all&#8217;orario della loro prenotazione. La famiglia avrebbe voluto restare nell&#8217;atrio dell&#8217;albergo ma sarebbe stata allontanata dalla polizia, chiamata nel frattempo dallo stesso hotel. All&#8217;arrivo degli agenti, gli Zeng avrebbero dato in escandescenze, mentre secondo la ricostruzione cinese sarebbero stati arrestati, picchiati in malo modo e abbandonati in un cimitero. La polizia svedese nega, mentre l&#8217;ambasciata cinese ha intimato la Svezia di fare luce sull&#8217;accaduto. La risposta di Stoccolma è stata lapidaria: la polizia non ha commesso alcun crimine. La Cina si è dunque infuriata e avrebbe reagito in modo così spropositato per una ripicca nei confronti del governo svedese. Stoccolma aveva infatti protestato per un suo cittadino detenuto in Cina (proprio Gui Minhai) e recentemente ospitato il Dalai Lama.</p>
<p>Boicottare i marchi svedesi</p>
<p style="text-align: left">Sempre in relazione al caso dei turisti maltrattati, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.theguardian.com/world/2018/sep/17/china-accuses-sweden-of-violating-human-rights-over-treatment-of-tourists">la Cina ha accusato la Svezia di “violazione dei diritti umani”</a>. Il caso ha poi avuto un ulteriore sviluppo quando un programma satirico svedese ha gettato benzina sul fuoco. Durante una trasmissione satirica i cinesi sono stati <a href="https://www.bbc.com/news/world-asia-china-45635646">definiti mangiatori di cani e soliti a defecare in pubblico</a>. Parole che non sono per niente piaciute a Pechino, che ha lanciato una nuova accusa alla Svezia. Il programma avrebbe utilizzato un “linguaggio volgare”, ma anche “discriminatorio, ricco di pregiudizi e provocazioni”. Il popolo cinese ha reagito con rabbia, come dimostrato dai tanti messaggi di protesta sui social cinesi. Il messaggio più diffuso era infatti quello di boicottare la Svezia, evitando viaggi a Stoccolma e non comprando prodotti Ikea, H&amp;M e Volvo. Tutti noti marchi svedesi.</p>
<p>Le armi del Dragone per vendicarsi nei confronti dei paesi ribelli</p>
<p><a href="https://www.axios.com/weaponized-tourism-china-uses-citizens-as-diplomatic-pressure-points-1535064926-e4995bd4-bf80-4e83-b032-17ec2f610bde.html">L&#8217;arma cinese più pericolosa per danneggiare l&#8217;economia dei paesi sui quali scatenare la propria vendetta è il <strong>turismo</strong></a>. Nel caso della Svezia, Pechino ha emesso un avvertimento di viaggio per i turisti cinesi che intendessero recarsi nello Stato scandinavo. Questo è stato addirittura rinnovato ed esteso fino al 22 marzo per via della “situazione sicurezza” presente in Svezia. La Cina resta pur sempre il principale partner commerciale del governo di Stoccolma in Asia. Nel 2017 le importazioni dalla Svezia alla Cina hanno toccato quota 7,8 miliardi di dollari. Le esportazioni si sono fermate a 6,3. Cifre di tutto rispetto, che in caso di deterioramento dei rapporti diplomatici rischiano di danneggiare l&#8217;economia svedese. E la Cina, vantando il nuovo status di potenza globale, può oggi decidere di vendicarsi come e quando vuole. Almeno nei confronti di Paesi come la Svezia. Ma altri governi, come quello degli Stati Uniti, iniziano a tremare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-vendetta-della-cina-si-abbatte-sulla-svezia-leconomia-del-nord-ora-rischia.html">La vendetta della Cina si abbatte sulla Svezia: l&#8217;economia del nord ora rischia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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