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	<title>Stato Islamico dell’Africa Centrale (ISCAP) Archives - InsideOver</title>
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	<title>Stato Islamico dell’Africa Centrale (ISCAP) Archives - InsideOver</title>
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		<title>Che succede in Mozambico?</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/che-succede-in-mozambico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2020 10:52:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Shabaab]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Jihad]]></category>
		<category><![CDATA[Stato Islamico dell’Africa Centrale (ISCAP)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="653" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Mozambico-e1591440766349.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Mozambico-e1591440766349.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Mozambico-e1591440766349-300x102.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Mozambico-e1591440766349-768x261.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Mozambico-e1591440766349-1024x348.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il nord del Mozambico è una &#8221;no man&#8217;s land&#8221;, una &#8221;terra di nessuno&#8221;. È con questo termine, tanto immediato quanto caustico, che la testata The New Humanitarian ha ribattezzato la regione settentrionale del Paese africano affacciato sull&#8217;Oceano indiano, dove la guerriglia islamista si sta facendo sempre più concreta e spietata. Tutto ha avuto inizio nel &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/che-succede-in-mozambico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/che-succede-in-mozambico.html">Che succede in Mozambico?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="653" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Mozambico-e1591440766349.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Mozambico-e1591440766349.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Mozambico-e1591440766349-300x102.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Mozambico-e1591440766349-768x261.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Mozambico-e1591440766349-1024x348.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il nord del Mozambico è una &#8221;no man&#8217;s land&#8221;, una &#8221;terra di nessuno&#8221;. È con questo termine, tanto immediato quanto caustico, che la testata <a href="https://www.thenewhumanitarian.org/feature/2020/05/28/Mozambique-Cabo-Delgado-Islamic-State-SADC">The New Humanitarian</a> ha ribattezzato la regione settentrionale del Paese africano affacciato sull&#8217;Oceano indiano, dove la guerriglia islamista si sta facendo sempre più concreta e spietata. Tutto ha avuto inizio nel 2017 quando un gruppo ribelle che sventolava il vessillo del Califfato di <strong>Al Baghdadi</strong> ha iniziato a compiere rapine, attacchi a caserme e ad avamposti dell&#8217;esercito e a seminare paura e insicurezza nel Nord del Paese. I militanti chiamavano la propria organizzazione <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-terrorismo-islamico-minaccia-il-futuro-del-mozambico.html">Al Shabaab</a>, proprio come la più nota<a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/cosa-al-shabaab-somalia.html"> organizzazione fondamentalista somal</a>a, ma non rilasciavano comunicati, non presentavano una chiara agenda politica, si limitavano ad azioni eclatanti ad esecuzioni intimidatorie chiedendo, in modo alquanto sommario, l&#8217;instaurazione di uno stato islamico dove vigesse una radicale applicazione della Sharia.</p>
<p>Per molto tempo analisti ed esperti della galassia dell&#8217;internazionalismo jihadista si sono infatti chiesti se il gruppo mozambicano fosse una nuova cellula della guerra santa islamica o una formazione di banditi che utilizzava la retorica e la simbologia islamica radicale semplicemente come un&#8217;uniforme di facciata per compiere attività criminali e banditismo. Oggi, a seguito delle ultime azioni e dei comunicati diffusi dal gruppo ribelle, molti dubbi si sono dipanati e la situazione in Mozambico appare ora, nella sua essenza, molto chiara: il gruppo islamista Al Shabaab, che adesso invece sembra essersi presentato ai media internazionali con il nome di Ansar al-Sunnah, è una formazione di stampo jihadista che mira a prendere il controllo della regione del Nord del Paese e che sta sfruttando la delicata situazione di crisi economica per reclutare uomini e ampliare il proprio controllo attraverso quella che è stata definita la propaganda del &#8221;cuore e delle menti&#8221;; il jihadismo è sbarcato in Africa australe e il Mozambico è la roccaforte delle bandiere nere nella regione meridionale del continente africano.</p>
<p>Tra marzo e maggio la guerriglia è venuta allo scoperto. Attacchi sempre più intensificati e mirati, saccheggi e una specializzazione maggiore da parte delle forze ribelli ha causato la morte di oltre mille persone e gli sfollati sono oltre 150mila. Il governo di Maputo, attraverso la figura del Ministro degli Interni <a href="https://www.agenzianova.com/a/0/2962002/2020-06-01/mozambico-presidente-nyusi-annuncia-offensiva-dopo-attacchi-jihadisti-a-cabo-delgado-2/linked">Amada Miuidade</a>, ha espresso preoccupazione dichiarando di aver inviato rinforzi nel nord est del Paese. Ma questa non è stata la sola mossa dell&#8217;esecutivo del presidente Filipe Nyusi che ha infatti firmato anche un contratto con il <strong>Gruppo Wagner</strong>, agenzia di contractor appartenenti alle forze speciali russe già attivi in Siria, Libano e Repubblica centrafricana, che però non sembra riuscire a venire a capo dell&#8217;intricata situazione mozambicana tanto che, stando a quanto cita l<a href="https://www.africarivista.it/mozambico-i-jihadisti-colpiscono-duro/160427/">a rivista Africa</a>, gli stessi mercenari sembra che abbiano subito diverse perdite sul terreno. La situazione non sta impensierendo soltanto le autorità del Mozambico, pure i paesi limitrofi, in particolare il Sud Africa e la Tanzania si sono dimostrati seriamente impensieriti da quanto sta accadendo nel paese confinante e hanno già esternato la volontà di intensificare la presenza delle proprie forze governative lungo il confine con l&#8217;ex colonia portoghese. Ad aver fatto scattare l&#8217;allarme e ad aumentare paure e preoccupazioni è stata l&#8217;ultima azione eclatante del gruppo guerrigliero che, a fine maggio, ha preso controllo di uno dei principali centri strategici della Provincia di Cabo Delgado:<a href="https://www.lusa.pt/article/0arxQX~~h88ug3d05wyOWDMSZM5iuSI1"> la città di Macomia</a>. I ribelli hanno messo in fuga i soldati regolari, hanno occupato i principali centri cittadini, i simboli dell&#8217;offensiva islamista sono stati issati nei luoghi simbolo del potere amministrativo e la popolazione, dopo esser stata radunata, ha ricevuto aiuti umanitari e ha ascoltato i proclami della propaganda islamista.</p>
<p>&#8221;La propensione del gruppo a scagliarsi contro i civili è stata mitigata dalla volontà di comunicare: negli incontri pubblici, in cui viene distribuito cibo che è stato recuperato durante i saccheggi, i residenti sono stati informati e indottrinati, ed è stato spiegato loro che il governo umilia i poveri&#8221;. Ha raccontato a The New Humanitarian un residente della provincia di Cabo Delgado, inoltre, a marzo, i residenti di Mocimba da Praia, dopo un offensiva da parte delle forze ribelli, sono stati filmati applaudendo mentre i militanti si aggiravano per la città rimuovendo i simboli legati allo stato e sollevando le bandiere nere. “Forse vogliono mostrare qualcosa, un ideale, un concetto. Ma comunque uccidono senza pietà se si sentono minacciati&#8221;. Ha commentato Liazzat Bonate docente di lettere all&#8217;Università delle Indie Orientali. Certo è che, quella che è stata definita la propaganda &#8221;del cuore e delle menti&#8221;, ora come non mai, sta ottenendo enormi risultati visto che nella regione, una delle più povere del Paese, le organizzazioni umanitarie sono dovute fuggire, lo stato è assente da anni e l&#8217;unica realtà che provvede a distribuire aiuti alla popolazione è quella del gruppo jihadista che sta allargando le proprie fila grazie anche alla presenza di moltissimi giovani disoccupati.</p>
<p>&#8220;Gli ultimi attacchi sono stati ben pianificati &#8211; ha spiegato un missionario che lavora in Mozambico alla rivista Africa, aggiungendo &#8211; Si è notato un salto di qualità nell&#8217;azione. Le strutture del governo sono state bruciate in modo sistematico. La matrice religiosa, però, è emersa solo poco tempo fa. In Mozambico si pensa che ci siano interessi particolari che si nascondono dietro la copertura religiosa&#8221;. Nel 2010 infatti, difronte alle coste di Cabo Delgado, sono stati scoperti enormi giacimenti di gas da parte dell&#8217;americana Andarko e dall&#8217;italiana <strong>Eni </strong>e al momento sono in fase di realizzazione tre dei più grandi progetti di estrazione e trasformazione di gas al mondo per un investimento superiore ai 50 miliardi di dollari. Un interrogativo aleggia quindi <a href="https://www.economist.com/leaders/2020/04/02/jihadists-threaten-mozambiques-new-gasfields">tra i giornalisti </a>e gli analisti che si occupano di Africa e terrorismo: in Mozambico siamo difronte a un&#8217;autentica rivoluzione jihadista oppure, dietro alla retorica della guerra santa, in realtà, si nasconde dell&#8217;altro?</p>
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		<title>Il terrorismo islamico minaccia il futuro del Mozambico</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/il-terrorismo-islamico-minaccia-il-futuro-del-mozambico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2020 19:31:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Stato Islamico dell’Africa Centrale (ISCAP)]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="955" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Mozambico-ciclone-La-Presse-e1585150227276.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mozambique Cyclone Anniversary" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Mozambico-ciclone-La-Presse-e1585150227276.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Mozambico-ciclone-La-Presse-e1585150227276-300x149.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Mozambico-ciclone-La-Presse-e1585150227276-768x382.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Mozambico-ciclone-La-Presse-e1585150227276-1024x509.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le forze di sicurezza del Mozambico hanno reso noto che i ribelli islamisti, attivi nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, hanno conquistato la strategica città di  Mocimboa da Praia. Gli insorti avrebbero attaccato l&#8217;abitato prima dell&#8217;alba riuscendo ad occupare la città ed anche la vicina base militare. L&#8217;operazione è stata condotta su due fronti: una &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-terrorismo-islamico-minaccia-il-futuro-del-mozambico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-terrorismo-islamico-minaccia-il-futuro-del-mozambico.html">Il terrorismo islamico minaccia il futuro del Mozambico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="955" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Mozambico-ciclone-La-Presse-e1585150227276.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mozambique Cyclone Anniversary" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Mozambico-ciclone-La-Presse-e1585150227276.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Mozambico-ciclone-La-Presse-e1585150227276-300x149.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Mozambico-ciclone-La-Presse-e1585150227276-768x382.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Mozambico-ciclone-La-Presse-e1585150227276-1024x509.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><a href="https://www.dailymaverick.co.za/article/2020-03-24-mozambique-jihadists-capture-strategic-port-in-major-victory/">Le forze di sicurezza</a> del Mozambico hanno reso noto che <strong>i ribelli islamisti</strong>, attivi nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, hanno conquistato la strategica città di  Mocimboa da Praia. Gli insorti avrebbero attaccato l&#8217;abitato prima dell&#8217;alba riuscendo ad occupare la città ed anche la vicina base militare. L&#8217;operazione è stata condotta su due fronti: una parte del commando ha attaccato via mare mentre altri  si sono mossi via terra riuscendo a vincere le resistenze delle forze di sicurezza. I ribelli sono poi riusciti ad impossessarsi di un discreto quantitativo di armamenti ed hanno distrutto edifici governativi, banche e negozi (dopo averli saccheggiati). Secondo alcune fonti i combattenti si sarebbero poi ritirati. L&#8217;operazione non è stata rivendicata ma gli insorti islamisti attivi nel nord del Mozambico sono di certo dietro a questa azione di terrorismo.</p>
<h2>Una minaccia per il Mozambico</h2>
<p><a href="https://www.bbc.com/news/world-africa-52005899">La provincia</a> di Cabo Delgado è segnata, ormai da oltre due anni, dall<strong>&#8216;insurrezione dei ribelli islamisti</strong>. Questa regione è tra le più povere del Mozambico ma è in realtà ricca di <strong>gas naturale</strong>: Maputo ha infatti individuato, nel 2010, la presenza di cospicui giacimenti sottomarini. La compagnia petrolifera ExxonMobil ha annunciato, nell&#8217;ottobre del 2019, un piano d&#8217;investimento di oltre 500 milioni di dollari  per costruire le infrastrutture necessarie per lo sfruttamento di questi giacimenti e pertanto il governo del Mozambico è particolarmente interessato alla pacificazione di Cabo Delgado. <a href="https://www.defenceweb.co.za/joint/diplomacy-a-peace/era-mozambique-insurgency-continues-as-au-forced-to-take-notice/">Una pacificazione</a> che, però, sembra ancora lontana: le azioni dei terroristi hanno portato, nel corso degli anni, alla morte di oltre 700 persone mentre più di 100mila cittadini sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni ed a divenire rifugiati interni. L&#8217;insurrezione islamista è passata dall&#8217;essere un problema strettamente locale ad una consolidata minaccia regionale ed il quadro ha subito un peggioramento anche a causa della crescente presenza di terroristi stranieri. A Cabo Delgado sembra sia attiva anche una delle branche dello Stato Islamico, la cosiddetta Iscap (Islamic State Central African Province). L&#8217;Iscap avrebbe contribuito a rendere più pericolosi e mortali gli attacchi degli islamisti mentre  l&#8217;esercito di Maputo non è riuscito a contenere l&#8217;insurrezione ed è stato accusato di eccessiva brutalità.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p><strong>La questione di Cabo Delgado</strong> è stata recentemente evidenziata dal Capo di Stato Filipe Nyusi che ha affermato come il suo esecutivo non avrà pace finché la provincia settentrionale non verrà stabilizzata. Secondo Alex Vines, sentito da <em><a href="https://www.voanews.com/extremism-watch/mozambique-islamist-insurgency-prompts-calls-state-war-declaration">Voanews</a> </em>ed a capo dell&#8217;Africa Program presso la Chatam House, il presidente ha finalmente riconosciuto la necessità di ricorrere al supporto internazionale per cercare di pacificare la provincia. Lo stesso Vines ha poi affermato come le forze di sicurezza del Mozambico necessitino di riforme urgenti e di un addestramento migliore. Secondo Joseph Hanlon, un giornalista ed accademico inglese sentito dall<a href="https://www.irishtimes.com/news/world/africa/mozambique-insurgency-drives-fears-of-islamist-jihad-in-s-africa-1.4160709">&#8216;<em>Irish Times</em></a><em>,</em> le radici dell&#8217;insurrezione non sarebbero da ricercare nell&#8217;ideologia islamista ma piuttosto nelle condizioni di povertà e diseguaglianza che permeano la provincia e che contribuiscono a fomentare un crescente malcontento sociale. L&#8217;evoluzione dello scenario dipenderà, dunque, dalla capacità di Maputo di combinare la pianificazione di operazioni militari efficaci e di politiche economiche di integrazione e di sviluppo.</p>
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		<title>L&#8217;Isis approda in Congo: nasce lo Stato islamico dell’Africa centrale</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/lisis-approda-in-congo-nasce-lo-stato-islamico-dellafrica-centrale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2019 06:21:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Allied Democratic Forces (ADF)]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Stato Islamico dell’Africa Centrale (ISCAP)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9985776-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9985776-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9985776-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9985776-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9985776-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In seguito a un attacco a una base militare, il 16 di Aprile il Califfato ha riconosciuto e proclamato una nuova provincia con base nella Repubblica Democratica del Congo: lo Stato Islamico dell’Africa centrale. Is in Africa Dopo la sconfitta militare in Siria e Iraq, emerge con maggiore evidenza la capacità dello Stato Islamico di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lisis-approda-in-congo-nasce-lo-stato-islamico-dellafrica-centrale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lisis-approda-in-congo-nasce-lo-stato-islamico-dellafrica-centrale.html">L&#8217;Isis approda in Congo: nasce lo Stato islamico dell’Africa centrale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9985776-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9985776-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9985776-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9985776-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9985776-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In seguito a un attacco a una base militare, il 16 di Aprile il Califfato ha riconosciuto e proclamato una nuova provincia con base nella <strong>Repubblica Democratica del Congo</strong>: lo Stato Islamico dell’Africa centrale.</p>
<h2>Is in Africa</h2>
<p>Dopo la sconfitta militare in Siria e Iraq, emerge con maggiore evidenza la capacità dello Stato Islamico di inserirsi in crisi preesistenti, sfruttando fratture locali. Una caratteristica che ben si sposa con la geografia globale alla base di Daesh e che trova terreno fertile in differenti aree dell’Africa Sub Sahariana, dove il Califfato non ha impiegato molto a imporsi come una delle organizzazioni criminali di riferimento, al pari di <strong>Al Qaeda</strong>. Sono così nate, negli ultimi anni, diverse wilayat: Isgs (Stato islamico del Sahara), Iswap (Stato Islamico dell’Africa Occidentale), una cellula di IS in Somalia e, recentemente, <strong>Iscap</strong> (Stato Islamico dell’Africa Centrale). Queste province, ben lontane dall&#8217;essere strettamente interconnesse, sono molto eterogenee e rimodulano propaganda e operatività sul territorio a seconda del contesto. Isgs e Iswap nascono da scissioni interne a gruppi legati ad Al Qaeda. In Somalia lo Stato Islamico ha origine da una frangia di Al Shabaab, contro cui ha intrapreso una dura lotta armata.</p>
<p>La capacità di adattamento del Califfato è evidente anche nella genesi dell’Iscap, in cui hanno un ruolo centrale le milizie dell’<strong>Allied Democratic Forces</strong>.</p>
<h2>Adf – Allied Democratic Forces</h2>
<p>Il gruppo armato <a href="https://insidetheadf.org/">Adf</a> opera a cavallo tra Repubblica Democratica del Congo e Uganda da oltre un ventennio. Nate nel 1995 per mano di congolesi ed esponenti salafiti ugandesi, le milizie dell’Adf sfruttano la catena montuosa del Ruwenzori come base per compiere incursioni nelle regioni dell’<strong>Ituri</strong> e del <strong>Nord Kivu</strong>. Dal punto di vista ideologico scelgono di avere un’identità fluida che giustifichi la guerriglia armata con motivazioni politiche, religiose, etniche o secessioniste. Le frequenti incursioni hanno fatto delle milizie dell’Adf un attore parastatale che crea scuole, prigioni, banche, ospedali e riscuote le tasse. A questi introiti vanno aggiunti quelli derivanti dal commercio illegale (oro, caffè e legno) e le continue razzie compiute nei villaggi adiacenti alla regione – pur senza entrare in conflitto con le milizie Mai Mai o Fdlr.</p>
<p>Tra il 2011 e il 2015 le Allied Democratic Forces sono drasticamente ridimensionate grazie all&#8217;azione militare di Rdc, Rwanda e Uganda. Il numero degli effettivi passa da alcune migliaia e poche centinaia; Jamil Mukulu, leader dell’organizzazione, è arrestato in Tanzania e tuttora è detenuto in Uganda.</p>
<h2>Riorganizzazione e nascita dell’Iscap</h2>
<p>Successivamente alle sconfitte del 2015, l’Adf cambia pelle e rielabora la propria narrativa cristallizzandola in chiave religiosa. È presentata una nuova bandiera che graficamente ricorda quella di Daesh e reca la scritta: Tawheed Wau Mujahedeen (La città del monoteismo e dei guerrieri sacri), tant&#8217;è che alcuni analisti contrassegnano il movimento con la sigla Mtm. Nei territori controllati sono imposte leggi islamiste e le Adf si dichiarano ufficialmente a favore dello Stato Islamico. Sheikh Musa Baluku, capo delle milizie dal 2015, si assicura che il messaggio dell’Adf sia diffuso capillarmente tramite media tradizionali e social (in particolar modo Telegram), segnando un punto di svolta nella radicalizzazione di Adf, che in parte già si fondava su idee derivanti dall&#8217;ideologia <strong>jihadista</strong>.</p>
<p>Dal 2018 in poi, grazie all&#8217;assistenza esterna dello Stato Islamico (logistica, militare ed economica), gli attacchi dell’Adf iniziano a essere rivolti anche verso militari e caschi blu, causando in tutto 415 morti. Cooperazione tra Adf e Is che pare essere confermata da <strong>Waleed Ahmed Zein</strong>, operatore finanziario dello Stato Islamico. Arrestato nel Luglio 2018 Zein sembrerebbe aver fatto da tramite tra le strutture centrali del Califfato e l’Adf, trasferendo denaro e risorse umane.</p>
<p>Gli attacchi non sono cessati nel 2019, anzi si sono focalizzati su obiettivi strategici, come quello del 16 di Aprile, in cui sono morti due militari e un civile. L’attacco è stato reclamato dall’Isis in un video diffuso il 29 Aprile. La rivendicazione ufficiale fa dell’Afd/Iscap una wilaya al pari dell&#8217;Isgs o dell’Iswap, non una semplice organizzazione affiliata.</p>
<p>La nascita di questa nuova cellula dello Stato Islamico è quindi la sommatoria di fattori locali ed esterni. L’Adf, prima moribondo, ha trovato nello Stato Islamico nuova linfa. Un valido alleato capace di finanziare e supportare azioni armate e di propaganda. D’altro canto, la direzione centrale dello Stato Islamico ha scelto con attenzione le tempistiche per la proclamazione della nuova provincia, dimostrando di essere un’organizzazione ancora viva e attiva. Il tutto accade mentre nella regione imperversano l’Ebola, gli scontri etnici e il contrabbando di minerali (coltan e rame).</p>
<p>Iscap è l’ennesima variabile che s’inserisce in una delle aree più instabili del continente. Un’area, quella della Repubblica Democratica del Congo Orientale, che avrebbe bisogno di una perentoria e incisiva azione da parte della comunità internazionale.</p>
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