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	<title>rom Archives - InsideOver</title>
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	<title>rom Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Dall&#8217;Ungheria alla Romania: esplode la rivolta dei rom</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/dallungheria-alla-romania-esplode-la-rivolta-dei-rom.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2020 08:01:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Demografia]]></category>
		<category><![CDATA[rom]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Viktor-Orban.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Viktor-Orban.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Viktor-Orban-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Viktor-Orban-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Viktor-Orban-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Viktor-Orban-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre in Ungheria la comunità rom sta timidamente insorgendo contro il governo di Viktor Orban, accusato di portare avanti un&#8217;agenda antiziganista, scontrandosi però con il muro di diffidenza e ostilità della maggior parte dell&#8217;opinione pubblica e della realtà politica, anche in Romania si segnalano sollevazioni dirette contro gli attori del mondo istituzionale colpevoli di assumere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/dallungheria-alla-romania-esplode-la-rivolta-dei-rom.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/dallungheria-alla-romania-esplode-la-rivolta-dei-rom.html">Dall&#8217;Ungheria alla Romania: esplode la rivolta dei rom</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Viktor-Orban.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Viktor-Orban.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Viktor-Orban-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Viktor-Orban-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Viktor-Orban-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Viktor-Orban-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Mentre <a href="https://it.insideover.com/societa/budapest-la-comunita-rom-insorge-contro-orban.html">in Ungheria</a> la comunità rom sta timidamente <strong>insorgendo</strong> contro il governo di Viktor Orban, accusato di portare avanti un&#8217;agenda antiziganista, scontrandosi però con il muro di diffidenza e ostilità della maggior parte dell&#8217;opinione pubblica e della realtà politica, anche in Romania si segnalano sollevazioni dirette contro gli attori del mondo istituzionale colpevoli di assumere posizioni ritenute razziste e discriminatorie.</p>
<p>C&#8217;è un filo conduttore a legare gli eventi che stanno avendo luogo da Budapest a Bucarest: in entrambi i paesi la comunità rom dovrebbe trasformarsi <strong>da minoranza a maggioranza</strong> nei prossimi decenni e negli ultimi anni sembra avere preso coscienza della rivoluzione demografica in corso, iniziando a rivendicare i propri diritti, a rivendicare maggiore spazio pubblico e chiedere più opportunità.</p>
<h2>Le proteste a Târgu Mureș</h2>
<p>Târgu Mureș, città di 145mila abitanti situata nel cuore della Transilvania storica, ottobre dell&#8217;anno scorso. Il sindaco, Dorin Florea, <a href="https://www.zi-de-zi.ro/2020/01/17/romii-din-mures-cer-demisia-primarului-dorin-florea/">si lamenta</a> pubblicamente della propensione della comunità rom ad avere famiglie numerose, <strong>eccessivamente numerose</strong> a suo dire, esprimendo perplessità in relazione al fatto che i bambini verrebbero utilizzati come &#8220;<strong>fonte di reddito</strong>&#8220;, assicurando alle famiglie la possibilità di vivere per anni <strong>grazie agli aiuti sociali.</strong></p>
<p><strong>Aresel</strong>, un movimento civico che si occupa di questioni rom, organizza una prima protesta, il 17 ottobre, davanti al municipio. L&#8217;evento si rivela un successo: accorrono in <strong>centinaia</strong>, dalla città e dai dintorni, chiedendo le scuse e le dimissioni del sindaco. Come evidenzia Nicu Dumitru, il portavoce del movimento, si è trattato di &#8220;un giorno storico, i rom, per la prima volta negli ultimi 30 anni, sono usciti in strada per dire la loro, perché questo tipo di dichiarazioni non sono ammissibili nella Romania del 21esimo secolo&#8221;.</p>
<p>Il sindaco<strong> rifiuta di scusarsi</strong> con la minoranza etnica e <a href="https://www.hotnews.ro/stiri-esential-23600834-dorin-florea-despre-romii-din-targu-mures-avut-4-000-cetateni-care-stateau-caii-blocuri.htm">rincara la dose,</a> spiegando che in città, che ospita una delle comunità rom più numerose del paese, da quando è stato eletto ha dedicato molta attenzione ai loro bisogni, alle loro necessità, attraverso progetti di edilizia popolare, miglioramento delle infrastrutture esistenti, mense popolari, iniziative per la scolarizzazione e per l&#8217;inclusione nel mercato del lavoro e nella società, ma senza alcun risultato: la maggior parte dei rom continuerebbe a preferire le abitazioni fatiscenti, e le agenzie municipali continuerebbero ad essere sommerse di richieste per gli alloggi popolari e per gli assegni di maternità da parte di <strong>12enni e 13enni</strong> gravide.</p>
<p>Florea arriva a proporre, sulla sua <a href="https://www.hotnews.ro/stiri-politic-23597787-primarul-din-mures-vrea-ancheta-sociala-obligatorie-pentru-cuplurile-care-vor-faca-copil-florea-tiganii-sunt-problema-serioasa-romaniei-doare-fund-cei-care-fac-nazist.htm">pagina Facebook</a>, di introdurre dei parametri legali che, se non soddisfatti, impediscano alle coppie di formare una famiglia, come ad esempio la volontà di ricercare attivamente lavoro, di voler vivere in abitazioni agibili, di voler assicurare ai figli un ambiente economico accettabile, fissando inoltre un&#8217;età<strong> minima</strong> per diventare genitori, alla luce della tendenza dei rom a formare famiglie in età pre-adolescenziale.</p>
<p>Le proteste continuano,<a href="https://www.realitatea.net/stiri/ultimele-stiri/romii-protesteaza-impotriva-primarului-din-tg-mures-apel-la-presedinte_5e2205c761efe0767c6df715"> si allargano:</a> 100 manifestanti diventano 500, poi superano quota 1000. Piccole cifre, certamente, ma si tratta comunque della prima volta che la comunità rom si mobilita nel paese e, soprattutto, che dà luogo ad una mobilitazione continua. I manifestanti chiedono un intervento del presidente, Klaus Iohannis, e al grido di ribellione si unisce anche la <strong>più alta autorità</strong> del mondo rom, non riconosciuta legalmente da alcuno stato, il re<span style="font-size: 1rem;"> </span><span style="font-size: 1rem;"><a href="https://www.mediafax.ro/social/autointitulatul-rege-cioaba-reactie-la-florea-angajatii-romi-sa-aiba-tichet-de-relatii-conjugale-18720484">Dorin Cioabă</a>.</span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">La mobilitazione ha successo: il 21 gennaio, Florea, viene chiamato per un&#8217;udienza dal C</span><span style="font-size: 1rem;">onsiglio Nazionale Contro le Discriminazioni, e quindi ritenuto colpevole di discorso d&#8217;odio e </span><a style="background-color: #ffffff; font-size: 1rem;" href="https://www.libertatea.ro/stiri/primarul-din-tg-mures-amendat-cu-10-000-de-lei-pentru-afirmatiile-despre-rromi-a-propus-interdictie-sa-faca-copii-2862519">condannato</a><span style="font-size: 1rem;"> al pagamento di una multa di </span><strong style="font-size: 1rem;">10mila lei</strong><span style="font-size: 1rem;"> (circa 2mila euro). Si tratta di un altro traguardo storico: è la<strong> prima volta</strong> che un politico di alto profilo, quale è il sindaco di una grande città, viene ritenuto responsabile di discorso d&#8217;odio e condannato per questo, è il segno che qualcosa sta cambiando nella società e nella politica e che i rom non possono più essere ignorati, tantomeno denigrati.</span></p>
<h2>Il futuro demografico rumeno: un&#8217;incognita</h2>
<p>Nei Balcani sta avendo luogo lo spopolamento<a href="https://it.insideover.com/societa/linverno-demografico-nei-balcani.html"> più grave e rapido</a> del pianeta e la Romania è il <strong>secondo paese più colpito</strong> dal tremendo inverno demografico, <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/bulgaria-demografia.html">dietro la Bulgaria</a>. Fra il 1992 ed il 2019 la popolazione è diminuita di <strong>quattro</strong> milioni, passando da quasi 23 milioni di abitanti a circa 19 milioni. La crisi è <a href="https://business-review.eu/business/romanias-population-dropped-by-almost-40000-persons-in-7-months-due-to-demographic-crisis-204559">tremenda</a>: <strong>38mila</strong> persone in meno fra gennaio e luglio dell&#8217;anno scorso, a causa dell&#8217;emigrazione o per il divario fra nascite e decessi, e fra il 2017 ed il 2018 il tasso di spopolamento è aumentato del <strong>33%.</strong></p>
<p>E mentre la popolazione autoctona si riduce a ritmi serrati, fra emigrazione all&#8217;estero e bassa fertilità di chi sceglie di restare, ed entro il 2050 si stima che il paese sarà abitato da circa<strong> 16 milioni di persone</strong>, la comunità rom continua ad aumentare, pur registrando anch&#8217;essa un forte movimento migratorio verso altri paesi. Ufficialmente, nel paese sono censiti circa 619mila rom (dati del 2011), ma secondo la <span style="text-align: justify; font-size: 1rem;">Divisione Rom e Nomadi del Consiglio d’Europa, l’Agenzia Nazionale per i Rom e il Centro di Ricerche Demografiche (CRD) “Vladimir Trebici”, la cifra sarebbe verosimilmente più alta: circa <a href="https://www.opiniojuris.it/rom-e-balcaniromania-bulgaria/">3 milioni.</a> Come nel caso ungherese, la discrepanza fra i dati governativi e non governativi è legata al fatto che i rom tendono a nascondere la loro identità etnica in sede di censimento.</span></p>
<p>Il direttore del CRD,<strong> <span style="font-size: 1rem; text-align: justify;">Vasile </span></strong><span lang="zxx" style="font-size: 1rem; text-align: justify;"><strong>Gheţău</strong>, che da oltre dieci anni monitora l&#8217;andamento demografico del paese e procura alle forze politiche possibili rimedi alla de-natalità, restando inascoltato, se le attuali condizioni dovessero protrarsi nel tempo, i rom rappresenteranno con elevata probabilità il 40% della popolazione totale entro il 2050, surclassando gli autoctoni nei venti anni successivi. Infatti, mentre il tasso di fecondità della rumena media è al di sotto dell&#8217;1,2 figli per donna da più di venti anni, quello della donna rom è stabile a 3 figli per donna.</span></p>
<p>La Romania del 2050 sarà molto diversa da quella di oggi: i rumeni saranno pochi e, soprattutto, <strong>anziani</strong>. Sempre secondo il CRD, gli over-65 rappresenteranno il 31% della popolazione entro il 2030, in aumento dal 17% del 2011. La situazione fra i rom, invece, è radicalmente diversa: soltanto il 3% della comunità nazionale ha più di 65 anni, mentre il <strong>47,3%</strong> ha meno di 20 anni.</p>
<p>Come nel resto della penisola balcanica, il riferimento è in particolare alla Bulgaria, anche in Romania la rivoluzione demografica non sembra destinata ad avvenire in maniera pacifica, perché i rom vivono nelle stesse condizioni di emarginazione ed esclusione che sperimentano altrove, sostanzialmente ammassati in ghetti etnici, nelle periferie delle grandi città. <strong>Ferentari</strong> è il caso più emblematico di questa realtà: si tratta di un<a href="https://www.lintellettualedissidente.it/controcultura/esteri-3/balcani-popolazione-rom-sinti/"> quartiere-dormitorio</a> nella parte meridionale della capitale, Bucarest, popolato da quasi<strong> 100mila persone</strong>, per la stra-grande maggioranza di etnia rom. Ferentari è il simbolo dell&#8217;integrazione mancata e della profonda divisione che separa rumeni e rom, concentrando una <strong>serie di record negativi</strong> relativamente ai tassi di crimini violenti, disoccupazione, povertà, tossicodipendenza, <a href="https://www.corriere.it/reportage/esteri/2015/incubi-romeni-tra-nuove-droghe-e-il-ritorno-dellhiv/">malattie sessualmente trasmissibili,</a> fra le quali l&#8217;hiv-aids.</p>
<p>Nel lontano novembre 2006, la compagnia nazionale dell&#8217;elettricità, Electrica, decise di interrompere la luce in diverse aree del quartiere per via dei mancati pagamenti e degli allacciamenti abusivi. Fu il casus belli della<strong> più grave </strong>rivolta urbana, di stampo etnico, avvenuta nella capitale. Da allora, nulla è cambiato: Ferentari continua ad essere un ghetto in cui proliferano criminalità e malattie, la tensione con il resto della capitale continua ad essere alta e la possibilità di nuovi disordini è sempre dietro l&#8217;angolo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La comunità rom insorge contro Orban</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/budapest-la-comunita-rom-insorge-contro-orban.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2020 09:13:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Demografia]]></category>
		<category><![CDATA[rom]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1081" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ungheria-Viktor-Orban-bandiere-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria Orban (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ungheria-Viktor-Orban-bandiere-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ungheria-Viktor-Orban-bandiere-La-Presse-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ungheria-Viktor-Orban-bandiere-La-Presse-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ungheria-Viktor-Orban-bandiere-La-Presse-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ungheria-Viktor-Orban-bandiere-La-Presse-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È stata una domenica di insolite proteste a Budapest, la capitale ungherese, contro il governo di Viktor Orban. Insolite, sì, perché a mobilitarsi non sono stati i partiti dell&#8217;opposizione o la società civile ma la minoranza rom. I manifestanti hanno denunciato la crescente retorica antiziganista di Fidesz e quella che percepiscono come una celata ma &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/budapest-la-comunita-rom-insorge-contro-orban.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/budapest-la-comunita-rom-insorge-contro-orban.html">La comunità rom insorge contro Orban</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1081" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ungheria-Viktor-Orban-bandiere-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria Orban (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ungheria-Viktor-Orban-bandiere-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ungheria-Viktor-Orban-bandiere-La-Presse-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ungheria-Viktor-Orban-bandiere-La-Presse-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ungheria-Viktor-Orban-bandiere-La-Presse-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ungheria-Viktor-Orban-bandiere-La-Presse-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>È stata una domenica di insolite proteste a Budapest, la capitale ungherese, contro il governo di Viktor Orban. Insolite, sì, perché a mobilitarsi non sono stati i partiti dell&#8217;opposizione o la società civile ma la<strong> minoranza rom</strong>. I manifestanti hanno denunciato la crescente retorica antiziganista di Fidesz e quella che percepiscono come una celata ma palpabile segregazione, razziale, sociale e spaziale, nei loro confronti.</p>
<h2>La protesta</h2>
<p>Circa <strong>2mila persone</strong> si sono riversate per le strade della capitale ungherese nella giornata di domenica, chiedendo all&#8217;esecutivo di rispettare i diritti della comunità rom e di<a href="https://www.brusselstimes.com/all-news/eu-affairs/96563/protests-in-budapest-against-anti-roma-campaign/"> applicare una sentenza</a> che ha recentemente condannato lo stato a risarcire una famiglia rom i cui figli hanno subito forme di segregazione in una scuola elementare del villaggio di Gyongyospata <a href="https://www.agenzianova.com/a/0/2821914/2020-02-23/ungheria-2-mila-persone-sfilano-per-budapest-a-sostegno-dei-bambini-rom-di-gyongyospata">nel lontano 2011</a>. La sentenza, comunque, <strong>non è decisiva</strong> perché l&#8217;ultima parola spetta ai giudici della corte suprema.</p>
<p>Insieme ai rom sono scesi in piazza anche i comitati antirazzisti, capitanati dalla <strong>Open Society </strong>del magnate George Soros, l&#8217;acerrimo nemico di Orban. Il coinvolgimento dell&#8217;organizzazione non governativa nelle proteste, tuttavia, è meno politico di quel che si potrebbe credere, ossia esula dalla rivalità che divide il magnate ungherese-americano e il primo ministro di Budapest; infatti la Open Society è interessata alla tematica dell&#8217;<strong>integrazione</strong> dei rom nella società europea sin dalla sua fondazione e segue e guida progetti dedicati in tutto il continente, con un focus particolare sui Balcani.</p>
<p>La comunità rom ungherese ha deciso di inscenare la protesta dopo che Orban, prendendo posizione sulla sentenza, ha spiegato che non darà luce verde ad alcun risarcimento e che lancerà una<strong> consultazione nazionale</strong> per chiedere al popolo di esprimersi sulla vicenda. Secondo i critici del governo, Orban starebbe cavalcando l&#8217;onda dell&#8217;antiziganismo, un sentimento molto diffuso, antico e radicato, nelle società balcaniche, per sottrarre voti a Jobbik, il secondo partito più popolare del paese, che è di estrema destra.</p>
<h2>Una realtà complessa, un futuro distopico</h2>
<p>L&#8217;intromissione del governo nella questione arriva a poche settimane di distanza da una <strong>marcia anti-rom</strong> organizzata <span style="font-size: 1rem;">nel villaggio di Miskolc </span><span style="font-size: 1rem;">da </span><a style="background-color: #ffffff; font-size: 1rem;" href="https://hungarytoday.hu/mi-hazank-protest-roma-crime-no-go-zones-hungary/">Mi Hazank Mozgalom</a><span style="font-size: 1rem;">, un partito politico fondato nel 2018 da ex membri di Jobbik. La marcia aveva attratto </span><strong style="font-size: 1rem;">centinaia</strong><span style="font-size: 1rem;"> di persone ed era stata messa in piedi per criticare l&#8217;agenda dell&#8217;Opre Roma, il partito dei rom, che sta lottando per far ottenere alle contee del paese a maggioranza rom, o che comunque ospitano minoranze significative, uno status speciale,</span><strong style="font-size: 1rem;"> di autonomia</strong><span style="font-size: 1rem;">, ma soprattutto per dare visibilità pubblica ad un altro tema sensibile: quello della </span><strong style="font-size: 1rem;">criminalità</strong><span style="font-size: 1rem;">.</span></p>
<p>Gli abitanti di Miskolc e i membri di Mi Hazank hanno voluto commemorare la morte di un&#8217;anziana 61enne, recentemente uccisa da un giovane rom nel corso di una rapina nel vicino villaggio di Saly, denunciando la presunta proliferazione, in tutto il paese, di ghetti etnici ad accesso limitato, ossia <em>no go zones</em>.</p>
<p>L&#8217;antiziganismo sta aumentando nella società ungherese e il motivo è semplice: come <a href="https://it.insideover.com/societa/linverno-demografico-nei-balcani.html">nel resto dei Balcani</a>, anche nel paese magiaro sta avvenendo una <a href="http://www.asrie.org/2018/08/ethnic-revolution-in-the-balkans/">rivoluzione etnica </a>che in pochi decenni dovrebbe trasformare i rom da minoranza significativa, ma emarginata, al <strong>primo</strong> gruppo etnico nazionale. Sebbene le statistiche degli enti governativi stimino i rom in circa 300mila unità, <a href="https://www.opiniojuris.it/wp-content/uploads/2019/01/La-romizzazione-dei-Balcani-e-dellEuropa-orientale.-I-casi-di-Ungheria-Slovacchia-e-Serbia.pdf">studi sul campo più accurati</a> dell&#8217;università di Debrecen e della divisione Rom e Nomadi del Consiglio d&#8217;Europa indicano un numero compreso fra <strong>500mila e un milione</strong>. Considerando che l&#8217;Ungheria ha una popolazione di poco meno di 10 milioni di abitanti e dando per credibili i numeri non governativi, significherebbe che <strong>1 abitante su 10</strong> ha origini rom.</p>
<p>In questo contesto si inquadra l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/societa/ungheria-i-risultati-dellagenda-pro-famiglia-di-fidesz.html">agenda natalista</a> di Fidesz che, tramite <strong>incentivi alla procreazione</strong> di varia natura, ambisce a risollevare il tasso di fertilità degli ungheresi, che è fra i più bassi al mondo.</p>
<p>La transizione etnica potrebbe essere realmente questione<strong> di pochi decenni</strong> anche perché gli studi del campo ignorano l&#8217;irrilevante dato dell&#8217;identità etnica proclamata dai cittadini censiti (perché molte persone si dichiarano ungheresi pur non essendolo) focalizzandosi sul concreto, ossia sui dati forniti da ospedali e scuole. Questi dati dipingono uno scenario radicalmente diverso da quello dei censimenti: ogni due neonati, uno ha origini rom, e la <a href="https://hungarianfreepress.com/2015/04/09/hungarys-demographic-revolution-roma-youth-comprise-a-third-of-all-students-in-eastern-hungarian-counties/">percentuale</a> di studenti rom iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado raggiunge anche picchi del 43%.</p>
<p>La situazione è incandescente perché oltre all&#8217;emergenza criminalità esiste un problema a livello di fondamenta. Quando la transizione avverrà, nei prossimi anni, lo stato sociale potrebbe collassare. I rom ungheresi, infatti, dipendono largamente dal welfare garantito da Budapest, essendo quasi totalmente esclusi dal mercato del lavoro, con un tasso di disoccupazione <a href="https://www.independent.co.uk/news/world/europe/hungary-in-crisis-tensions-with-its-gypsy-population-threaten-to-rip-the-eastern-european-country-2307903.html">superiore al 85%</a>, e anche la generazione che si appresta a guidare il cambiamento epocale si ritroverà senza strumenti adeguati per reclamare la propria emancipazione, dato che 1/3 dei rom sceglie di non proseguire gli studi oltre il ciclo primario e solo il <strong>15%</strong> possiede<a href="https://www.economist.com/europe/2015/06/04/left-behind"> un diploma.</a></p>
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		<title>I rom iraniani nelle fotografie di Arfa</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/i-rom-iraniani-nelle-fotografie-di-arfa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Aug 2019 10:15:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[rom]]></category>
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