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	<title>Plasma Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 25 Jun 2020 06:55:01 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Plasma Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Pakistan, il mercato nero del plasma</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/pakistan-il-mercato-nero-del-plasma.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2020 06:55:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Plasma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come sembra essere stato provato da molti studi portati avanti a livello mondiale &#8211; tra i quali l&#8217;Italia &#8211; il plasma dei pazienti che sono guariti dal Covid-19 risulta essere uno dei trattamenti volti a limitare i danni del patogeno sull&#8217;organismo delle persone colpite. Soprattutto in questo momento nel quale non è ancora stato trovato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/pakistan-il-mercato-nero-del-plasma.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Come sembra essere stato provato da molti studi portati avanti a livello mondiale &#8211; tra i quali l&#8217;Italia &#8211; il <strong>plasma</strong> dei pazienti che sono guariti dal <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">Covid-19</a> risulta essere uno dei trattamenti volti a limitare i danni del patogeno sull&#8217;organismo delle persone colpite. Soprattutto in questo momento nel quale non è ancora stato trovato un trattamento farmacologico che si possa definire pienamente efficace, il plasma donato dai guariti è risultato &#8211; stando ai dati in possesso degli ospedali &#8211; per molti pazienti la discriminante tra la vita e la morte.</p>
<h2>La cura &#8220;miracolosa&#8221;</h2>
<p>Questo trattamento &#8211; divenuto virale a seguito delle dichiarazioni di alcuni medici &#8211; è stato interpretato come una cura miracolosa contro il coronavirus da molte persone, in virtù appunto dei <strong>risultati</strong> ottenuti tramite il suo impiego. E in questo scenario, dunque, la lunga mano della criminalità organizzata è riuscita ad inserirsi, con particolare veemenza in uno dei Paesi asiatici maggiormente colpiti dalla piaga della pandemia: il <strong>Pakistan</strong>. Stando a quanto riportato dal quotidiano britannico <a href="https://www.theguardian.com/world/2020/jun/23/pakistan-covid-19-doctors-witness-black-market-deals-in-blood-plasma"><em>The Guardian</em></a>, infatti, il <strong>mercato nero</strong> nato dalla compravendita del plasma starebbe generando già in questo momento centinaia di migliaia di dollari, fondando la sua fortuna sulla paura delle persone che vengono a contatto con il patogeno.</p>
<h2>Le operazioni avvengono in ospedale</h2>
<p>Secondo quanto riferito sempre la <em>The Guardian, </em>alcuni medici avrebbero riferito di aver assistito alle trattative di compravendita direttamente negli <strong>ospedali</strong>, poco dopo la guarigione oppure, nel caso degli acquirenti, durante la fase più acuta dei sintomi. Lo stesso valore del plasma dei guariti al mercato nero del Pakistan è da capogiro se si considera il salario medio di un lavoratore pakistano, con il suo prezzo che oscilla tra le 200mila e le 800mila rupie (ossia, tra i mille ed i <strong>4mila euro</strong>). Un medico, addirittura, avrebbe riferito di aver visto un padre di famiglia spendere 13mila euro per garantire la cura a tutta la sua famiglia, che era da poco risultata positiva al coronavirus.</p>
<p>Come sottolineato dagli esperti, però, la cura a base di plasma non garantisce né la sopravvivenza né la scongiura del rischio di diventare positivi all&#8217;agente patogeno. Tuttavia la combinazione tra la paura, le false credenze e soprattutto il lavoro di convincimento degli intermediari del mercato nero hanno fatto si che la pratica sia diventata particolarmente diffusa sul territorio pakistano (e in particolare nella capitale Islamabad). E in questo scenario, a <strong>perdere di efficacia</strong> sono le stesse terapie tradizionali, che potrebbero utilizzare il plasma dei potenziali donatori sulle persone che davvero beneficerebbero della cura, migliorando al tempo stesso il numero dei guariti.</p>
<h2>La polizia federale ha aperto le indagini</h2>
<p>Stando a quanto dichiarato dalle fonti vicine alla polizia federale pakistana, sul fenomeno sarebbero stati già i primi fascicoli. Tuttavia, per l&#8217;avanzamento della situazione sono ancora attesi i primi rapporti &#8211; caso per caso &#8211; delle <strong>indagini</strong>, volte da un lato a stabilire e conoscere la rete formatasi dietro alla compravendita al mercato nero di plasma e dall&#8217;altro a colpire &#8211; verosimilmente in simultanea &#8211; i singoli obiettivi. Tuttavia, sino a questo momento non sono state rese note operazioni di contrasto al fenomeno e questo particolare potrebbe purtroppo contribuire in negativo nella lotta al mercato nero del plasma pakistano.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come funziona la cura del plasma</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-professore-del-plasma-ora-racconta-tutto-perche-mi-combattono.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2020 00:01:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Plasma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il professor Giuseppe De Donno, che opera da pneumologo a Mantova, è ormai per tutti il medico che ha introdotto il plasma del paziente convalescente nella terapia per combattere la sindrome dovuta al Sars-Cov2. Ma De Donno è divenuto anche oggetto di critiche da parte di alcuni emisferi della scienza italiana. Per comprendere quale sia lo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/il-professore-del-plasma-ora-racconta-tutto-perche-mi-combattono.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il professor Giuseppe De Donno, che opera da pneumologo a Mantova, è ormai per tutti il medico che ha introdotto il plasma del paziente convalescente nella terapia per combattere la sindrome dovuta al <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">Sars-Cov2.</a> Ma De Donno è divenuto anche oggetto di critiche da parte di alcuni emisferi della scienza italiana. Per comprendere quale sia lo stato degli studi attorno a quella che alcuni non hanno timore di definire già da oggi &#8220;cura&#8221;, abbiamo deciso di porre alcune domande centrali direttamente al medico che, più di ogni altro, è sembrato in grado di distribuire speranze di guarigione da quando il nuovo coronavirus ha fatto la sua comparsa in Italia. Ma quando è arrivato il nuovo coronavirus in Italia? Con il professor De Donno abbiamo parlato anche di questo&#8230;</p>
<p><strong>Professor De Donno, ma <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/plasma-dei-guariti-miglioramenti-1-2-giorni-ecco-terapia-1860003.html">la terapia del plasma</a> come funziona?</strong></p>
<p>Dal punto di vista tecnico, è una terapia semplicissima: il donatore, che è un paziente guarito da malattia da coronavirus, in uno stato più o meno grave, dona 600ml di plasma. Cosa vuol dire? Vuol dire che il paziente dona 600ml di sangue. Noi restituiamo globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, ma tratteniamo la parte liquida del sangue, ossia il plasma che al suo interno ha, oltre ad alcune sostanze anti-infiammatorie, anche gli anticorpi che il guarito ha sviluppato contro il coronavirus. E questa è la parte che riguarda donatore. Il plasma ottenuto, poi, viene diviso in due aliquote da 300ml l&#8217;una, che ci serviranno a trattare altri pazienti. Coloro che trattiamo sono persone che hanno una grave forma di insufficienza respiratoria con polmonite da coronavirus. Il plasma del donatore ci permette di trattare due pazienti ancora malati.</p>
<p><strong>Il meccanismo del suo plasma è diverso da quello d&#8217;uso comune, giusto?</strong></p>
<p>Il plasma normale non è il plasma di un paziente convalescente. Il plasma che utilizziamo noi, invece, è il plasma di un guarito dal coronavirus, quindi con gli anticorpi specifici per il coronavirus. Il plasma normale che usiamo per svariati motivi in ambito clinico-internistico non deriva dai convalescenti. Questo trattamento può divenire un modello anche per altre patologie. Ne sono sicuro.</p>
<p><strong>C&#8217;è un po&#8217; di bagarre mediatica attorno alla sua cura&#8230;</strong></p>
<p>Il discorso è questo: il protocollo di ricerca è partito da Mantova e da Pavia. I pavesi hanno deciso di mantenere un atteggiamento cautelativo. Io sono un clinico. Come tutti i clinici ho lavorato a contatto con i pazienti, alcuni dei quali sono morti. Da quando utilizziamo il plasma, muore molta meno gente. Eticamente, ho sentito la necessità di far conoscere alla popolazione quello che stava succedendo, e cioè una chiara volontà di tenere in cantina una metodica che, dal punto di vista della terapia, aveva molto più da dire rispetto a quella che stavamo utilizzando in precedenza. Sono dovuto passare per mezzi atipici: social e televisioni.</p>
<p><strong>Senta, come mai per la sperimentazione è stata scelta Pisa?</strong></p>
<p>Questo lo deve chiedere a chi l&#8217;ha scelta.</p>
<p><strong>Ascolti, lei è stato anche il coordinatore per Mantova del Tocilizumab. Come siamo messi con altri farmaci? Il plasma del convalescente è utile solo per una tipologia di paziente?</strong></p>
<p>Guardi, il plasma del convalescente lo abbiamo utilizzato per pazienti con una grave insufficienza respiratoria. Va da sé che possa essere utilizzato anche nel paziente meno grave. Ma può essere utilizzato anche in profilassi, come stanno facendo negli Stati Uniti, dove lo stanno proponendo in favore del personale sanitario. Lo scopo è evitare che quel personale si ammali.</p>
<p><strong>Ma lei è stato estromesso dallo studio Tsunami?</strong></p>
<p>Nella prima fase, Mantova e Pavia non sono stati assolutamente coinvolte. Dopo l&#8217;audizione al Senato è stata recuperata Pavia. Ora bisogna vedere come verrà recuperata Mantova.</p>
<p><strong>E la diatriba con il governatore della Toscana?</strong></p>
<p>Quella è una diatriba che si è inventato lui: io non l&#8217;ho mai nominato. Ho sempre detto che la scelta della città di Pisa era una scelta politica. Poi lui si è arrogato il diritto di pensare che io mi riferissi a lui, ma io neppure lo conosco.</p>
<p><strong>Torniamo al plasma. Sul lungo periodo qual è la prospettiva?</strong></p>
<p>Sul lungo periodo&#8230;in questo momento le scelte a disposizione sono due: il vaccino e l&#8217;utilizzo di anticorpi specifici contro il coronavirus. Questi anticorpi specifici possono derivare soltanto dal plasma del paziente convalescente. Io so che c&#8217;è un pensiero molto importante, soprattutto in una certa classe politica che è collusa, che vuole produrre le immunoglobuline contro il coronavirus perché proprietario di un&#8217;azienda leader del settore: ben venga! Io non sono mica contrario allo sviluppo scientifico ma, nel frattempo sono morte tutte queste persone, che cosa dovevamo aspettare? Nel frattempo&#8230; . L&#8217;unica arma che abbiamo a disposizione è il plasma del paziente convalescente. Quando avremo il vaccino, presumo nel 2021 in base ai tempi medi di produzione di un vaccino, potremo anche iniziare a usare il vaccino come profilassi, ma la gente continuerà ad ammalarsi, quindi avremo bisogno del plasma del paziente convalescente. Almeno fin tanto che non avremo a dispozione le immunoglobuline. Questi percorsi devono essere chiari, trasparenti, e non devono interferire con la vita della gente. Non dobbiamo far morire delle persone aspettando delle armi che uno ha.</p>
<p><strong>Ascolti, noi abbiamo intervistato il professor Crisanti, che sulla possibilità di un vaccino <a href="https://it.insideover.com/societa/quindici-domande-alluomo-che-ha-salvato-il-veneto-dal-covid-19.html">ha detto di non condividere l&#8217;ottimismo..</a></strong></p>
<p>Il professor Crisanti, a differenza mia, è uno scienziato vero. Quello che dice è reale: non tutti i pazienti che si ammalano di coronavirus sviluppano anticorpi neutralizzanti. Di conseguenza, non tutti i pazienti che verranno vaccinati svilupperanno anticorpi neutralizzanti. Quindi, la storia del vaccino è una storia sulla quale andrà fatta una grande discussione. Per questo dico che un vaccino pronto in tre mesi non mi convince per nulla. Io non me lo farei mai.</p>
<p><strong>Però un vaccino lo auspichiamo, sì?</strong></p>
<p>Certo. Io non sono contrario ai vaccini. Nel mio reparto, da due anni, faccio ambulatorio per la vaccinazione per l&#8217;influenza, per le polmoniti e per l&#8217;emofilo. Io non sono assolutamente contrario ai vaccini, ma sono favorevole ai vaccini sicuri. Quelli che di sicuro che producono immunità. Non conosciamo il coronavirus. Non sappiamo nulla di questo virus. Stiamo andando di corsa. Abbiamo combattuto una guerra, e abbiamo utilizzato il plasma del paziente convalescente, come tutte le armi a disposizione, di corsa. Perché siamo in guerra. Il problema è che il plasma del paziente convalescente andava utilizzato molto di più. Visto una roba vecchia e visto che mi accusano sempre di utilizzare una roba vecchia, allora bisognava usarlo su larga scala senza ulteriori studi.</p>
<p><strong>Lei, durante l&#8217;audizione al Senato, ha raccontato la storia di una paziente: Pamela..</strong></p>
<p>Pamela è una ragazza di 28 anni che, quando è arrivata in ospedale, era alla 24esima settimana di gravidanza. Ha sviluppato una polmonite da coronavirus, così è stata ricoverata in ostetricia. Le sue condizioni sono rapidamente peggiorate. Era necessario decidere cosa fare: farla abortire, intubarla e portarla in rianimazione o prendere un&#8217;altra strada. Perché la ventilazione meccanica avrebbe provocato delle gravi ripercussioni sul feto, così come le dosi di ossigeno possono provocare ossidazione del feto. E allora, d&#8217;accordo con la ragazza, abbiamo optato per il plasma del paziente convalescente. Abbiamo fatto la prima dose ed è iniziata la migliorare. La febbre è scomparsa. Sono migliorati i sintomi respiratori. Alla seconda dose, nel corso della terza giornata, è scomparsa l&#8217;insufficienza respiratoria, sono migliorati gli esami di laboratorio e Pamela è guarita. La settima giornata l&#8217;abbiamo restituita alla sua famiglia. I tamponi erano negativi.</p>
<p><strong>Professore, differentemente dalle istituzioni centrali, le Regioni del Nord sembrano puntare molto sul plasma del paziente convalescente..</strong></p>
<p>Sì, soprattutto il Veneto. Padova, visto il protocollo, lo ha attivato subito. Il governatore Luca Zaia, appena io ho parlato delle banche del plasma, ha rilanciato dicendo: il Veneto sta predisponendo le banche del plasma.</p>
<p><strong>Anche Fontana sembra molto attento a quello che fate a Mantova..</strong></p>
<p>Assolutamente. Noi mercoledì abbiamo in programma un&#8217;audizione con la Regione Lombardia. Io appoggio la mia Regione. E spero che la Lombardia sia la prima a partire con la banca del plasma. Questo ci darà lustro, ma non è tanto per il lustro: è perché ci permetterà di dormire sonni tranquilli. E di sonni tranquilli, per adesso, ne abbiamo dormiti pochi.</p>
<p><strong>È iniziata la fase 3 o la fase 2 bis, che dir si voglia&#8230; Il virus sembrerebbe comportarsi in maniera diversa. Altri pensano che sia la reazione del nostro sistema immunitario ad essere cambiata. Lei è in prima linea: come la vede? </strong></p>
<p>Io penso che queste due letture del processo siano entrambe sbagliate. Noi, in questo momento, non abbiamo elementi in grado di dirci che il virus ha perso in virulenza. Noi stiamo godendo dei risultati del lockdown totale. Viviamo quella rendita. Lo ha dimostrato la Germania: appena ha aperto, l&#8217;indice di contagio è schizzato da 0,7 a 1.4. Noi questo virus non lo conosciamo: guai a sottovalutarlo. Altrimenti ci pugnalerà alle spalle. Io sono convinto che si debba aprire &#8211; non possiamo far crollare economicamente l&#8217;Italia &#8211; ma dobbiamo farlo attivando dei percorsi di prevenzione molto stretti. E dopo sarà il tempo a suggerirci le correzioni che dobbiamo fare. Bisogna essere pronti ad una terza ondata, perché la prima l&#8217;abbiamo subita ad ottobre dello scorso anno&#8230;</p>
<p><strong>Quindi il virus era in Italia già ad ottobre?</strong></p>
<p>Guardi, stiamo facendo uno studio retrospettivo sulla nostra casistica di polmoniti. Posso dire che ad ottobre, novembre e dicembre abbiamo avuto delle polmoniti con le stesse caratteristiche di quelle da coronavirus.</p>
<p><strong>E allora professore scusi: è possibile che <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/scontro-sulle-zone-rosse-mancate-covid-era-giro-2-mesi-1862186.html">la prima zona colpita non sia stata Codogno</a>? Qual è stata l&#8217;evoluzione del quadro epidemiologico? Ha dei dubbi sul fatto che sia partito tutto da Codogno?</strong></p>
<p>Ho qualche dubbio. Secondo me lo studio epidemiologico verrà fatto successivamente. Quando le bocce saranno ferme. Avremo delle sorprese.</p>
<p><strong>Quali sorprese?</strong></p>
<p>Sono sorprese. Se le svelassi in anticipo, non lo sarebbero più. Alla prossima puntata&#8230;Me ne hanno dette di ogni colore. Per oggi sono già contento così.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il plasma può fermare il Covid-19? La risposta degli esperti</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-plasma-puo-fermare-il-covid-19-la-risposta-degli-esperti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2020 05:02:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Plasma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Plasma.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Plasma (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Plasma.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Plasma-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Plasma-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Plasma-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il professor Pietro Chiurazzi è un genetista. Si occupa di Dna. E il Dna, in qualche modo, ha a che fare con questa storia del plasma dei guariti dal Covid-19. Vedremo bene perché. Chiurazzi è un professore associato della Università Cattolica, Facoltà Medicina e Chirurgia. All&#8217;interno del Policlinico Gemelli, è un dirigente medico dell&#8217;Unità operativa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/il-plasma-puo-fermare-il-covid-19-la-risposta-degli-esperti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-plasma-puo-fermare-il-covid-19-la-risposta-degli-esperti.html">Il plasma può fermare il Covid-19? La risposta degli esperti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Plasma.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Plasma (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Plasma.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Plasma-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Plasma-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Plasma-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il professor Pietro Chiurazzi è un genetista. Si occupa di Dna. E il Dna, in qualche modo, ha a che fare con questa storia del plasma dei guariti dal <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener">Covid-19</a>. Vedremo bene perché. Chiurazzi è un professore associato della Università Cattolica, Facoltà Medicina e Chirurgia. All&#8217;interno del Policlinico Gemelli, è un dirigente medico dell&#8217;Unità operativa complessa di genetica medica. &#8220;C&#8217;è molta confusione in giro&#8221;, esordisce.</p>
<p>Una &#8220;confusione&#8221; che può però essere &#8220;giustificata&#8221; per via dello stato di emergenza, che certo non facilita una descrizione chiara del quadro. Chiurazzi ha anche comparato le sequenze del Dna del Sars-Cov2, contribuendo a dimostrare, con buone probabilità, la compatibilità del virus con un&#8217;evoluzione naturale. Il Covid-19 nulla dunque avrebbe a che fare con manipolazioni umane da laboratorio. <a href="https://it.insideover.com/societa/le-nuove-ipotesi-sul-coronavirus.html">In questo articolo</a>, abbiamo già parlato di quello studio.</p>
<p><strong>L&#8217;argomento del giorno, dal punto di vista medico-scientifico, è il plasma dei guariti&#8230;</strong></p>
<p>Un punto mi risulta chiaro: a rigor di logica, questo trattamento ha una sua utilità. In molti casi, specie in situazioni di emergenza, l&#8217;uso del plasma dei guariti può essere determinante. Sul lungo periodo, invece, il plasma non è certamente la soluzione migliore. La nostra speranza è che, avendo adesso una maggiore conoscenza della patologia e dell&#8217;infezione, non sia più necessario arrivare a rianimare un paziente. Bisogna fare testing a pioggia (tamponi per l&#8217;Rna virale ai sintomatici e ricerca degli anticorpi agli asintomatici ed ai guariti), più test possibili e più presto possibile, in modo tale da iniziare a fare prima ciò che deve essere fatto, a seconda del quadro clinico.</p>
<p><strong>Più test possibili, ma il sistema immunitario sembra rispondere in modo diverso da paziente a paziente..</strong></p>
<p>Se ci sono delle difficoltà respiratorie, possono essere utilizzate coperture cortisoniche importanti. Infatti, apparentemente, una iper-reattività del sistema immunitario innato di alcuni pazienti rappresenta una concausa importante dei problemi respiratori. In alcuni casi, non è tanto il virus che uccide cellule e polmoni, ma è l&#8217;eccessiva reazione immunitaria a colpire. La risposta immunitaria, in alcuni soggetti, è esagerata. Questa iper-reattività potrebbe dipendere anche da fattori genetici: il Dna, in alcune circostanze, ordina di rispondere in quel modo. Quindi alcuni pazienti guariscono proprio grazie al sistema immunitario, mentre altri, invece, avendo una reazione esagerata, fanno sì che i polmoni si riempiano di liquido per la troppa infiammazione. Inoltre è importante prevenire una tromboembolia polmonare (e non solo) iniziando tempestivamente, ma sempre sotto controllo medico, una terapia anticoagulante con eparina.</p>
<p><strong>E quindi il plasma dei pazienti guariti? </strong></p>
<p>Serve, ma è una scelta di emergenza. Bisogna avere un donatore compatibile con lo stesso gruppo sanguigno e poi le donne non possono donare. Infatti, donne in età fertile o che abbiano avuto delle gravidanze, sviluppano degli anticorpi anti-Hla che possono essere molto pericolosi per il ricevente.  Infine esiste un rischio di reazione allergica (fino a shock anafilattico) per alcuni soggetti che reagiscono a proteine del plasma che differiscono naturalmente tra individuo e individuo o di cui, per motivi genetici, possono essere privi. E questo potrebbe avvenire nel corso di una seconda somministrazione.</p>
<p><strong>Quindi ci sono dei rischi..</strong></p>
<div>Dei rischi ci sono. Quelli infettivi però sono bassissimi. In Italia c&#8217;è un alto grado di controllo sulle donazioni. Ad esempio il rischio di contrarre l&#8217;epatite B con l&#8217;uso di emoderivati è inferiore ad uno su un milione. Non possiamo escludere mai del tutto ogni rischio, ma in certi casi il gioco può valere la candela.</div>
<div></div>
<p><strong>E i costi della trasfusione del plasma dei guariti? </strong></p>
<p>Di per sé i costi non sono enormi.</p>
<p><strong>Ma il plasma è comunque sottoposto a molti attacchi&#8230;c&#8217;è un pregiudizio ideologico?</strong></p>
<p>Il costo &#8211; come detto &#8211; non è eccessivo, ma la preparazione e l&#8217;organizzazione dovrebbero essere molto accurate. Noi al Gemelli potremmo in teoria somministrare il plasma dei guariti. Però attenzione: non tutti gli anticorpi di coloro che sono guariti dal Covid-19 sono neutralizzanti, cioè in grado di bloccare la progressione della infezione. Significa che non tutto il plasma di tutti i guariti risulta davvero utile contro il virus. Per valutare il titolo degli anticorpi dei soggetti guariti servirebbe un laboratorio di microbiologia con livelli di sicurezza molto elevati perché bisogna poter maneggiare il virus. E perché è necessario dimostrare su colture cellulari che quegli anticorpi di quello specifico donatore sono capaci di bloccare l&#8217;infezione. Però, dagli studi su altri coronavirus, sappiamo che un certo quantitativo degli anticorpi sviluppati è comunque neutralizzante e praticamente tutti i pazienti finora analizzati producono anticorpi a partire da 20 giorni dopo l&#8217;inizio dei sintomi.</p>
<p><strong>E quindi? </strong></p>
<p>Si può supporre che, al di sopra di un certo titolo anticorpale contro questo nuovo coronavirus, il plasma di un soggetto guarito sia neutralizzante. E&#8217; possibile che in Lombardia, per via della assoluta emergenza, qualche verifica sia stata saltata, senza preoccuparsi insomma se c&#8217;erano titoli sufficienti di anticorpi effettivamente &#8220;neutralizzanti&#8221;. L&#8217;alternativa, del resto, era quella di non fare nulla, mentre gli studi dei colleghi cinesi hanno confermato una certa efficacia delle trasfusioni di plasma. Ora attendiamo la pubblicazione dei dati relativi ai trattamenti eseguiti dai colleghi del Nord del Belpaese.</p>
<p><strong>Sembra nascere un derby tra sostenitori del vaccino e sostenitori del plasma&#8230;</strong></p>
<div>Penso che questo sia un contrasto sbagliato e controproducente. Possono servire entrambi gli strumenti in contesti epidemiologici diversi. Sulla linea del fonte, con la medicina di guerra, tutto può essere utile. Il plasma del donatore guarito può essere d&#8217;aiuto. Il vaccino, quando l&#8217;infezione è avanzata, non serve a niente. Tutti ci auguriamo che il vaccino arrivi ed è possibile che divenga presto realtà con i tanti laboratori impegnati nel suo sviluppo. Alcuni temono che il virus muti troppo rapidamente per ottenere un vaccino valido per tutti i &#8220;ceppi&#8221; circolanti, ma alcune proteine, come la Spike (le antenne del virus che ne consentono l&#8217;ingresso tramite il recettore ACE2) sembrerebbero essere più &#8220;costantei&#8221;, per cui la speranza di un vaccino è fondata. Certo dovrebbe essere disponibile a costi accessibili e ovviamente proposto su base volontaria ai soggetti più &#8220;fragili&#8221; ed agli operatori sanitari che sono professionalmente più esposti.</div>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-plasma-puo-fermare-il-covid-19-la-risposta-degli-esperti.html">Il plasma può fermare il Covid-19? La risposta degli esperti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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