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	<title>Nave rompighiaccio Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 14 Aug 2025 04:09:54 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Nave rompighiaccio Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La Cina sempre più presente nell&#8217;Artico, il ventre molle della NATO</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-cina-sempre-piu-presente-nellartico-il-ventre-molle-della-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 04:09:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Artico]]></category>
		<category><![CDATA[Nave rompighiaccio]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="924" height="486" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gw0g6c6XkAANEB6.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gw0g6c6XkAANEB6.jpeg 924w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gw0g6c6XkAANEB6-300x158.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gw0g6c6XkAANEB6-768x404.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gw0g6c6XkAANEB6-600x316.jpeg 600w" sizes="(max-width: 924px) 100vw, 924px" /></p>
<p>Cinque rompighiaccio cinesi stanno operando insieme nell'Artico nei pressi dell'Alaska, ma la NATO è preparata a uno scontro nel Grande Nord?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-sempre-piu-presente-nellartico-il-ventre-molle-della-nato.html">La Cina sempre più presente nell&#8217;Artico, il ventre molle della NATO</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="924" height="486" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gw0g6c6XkAANEB6.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gw0g6c6XkAANEB6.jpeg 924w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gw0g6c6XkAANEB6-300x158.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gw0g6c6XkAANEB6-768x404.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Gw0g6c6XkAANEB6-600x316.jpeg 600w" sizes="(max-width: 924px) 100vw, 924px" /></p>
<p>La <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong> (RPC) di Xi Jinping ha lanciato la Belt and Road Initiative (BRI) nel 2013. L&#8217;iniziativa prevede principalmente l&#8217;interconnessione della RPC all&#8217;Europa attraverso il continente eurasiatico, ma da allora il progetto si è esteso ad altre aree del globo, inclusa la regione artica. </p>



<p>L&#8217;Artico è stato ufficialmente incluso nella BRI tramite la dichiarazione sulla Visione della Cooperazione Marittima e successivamente Pechino ha istituito la <strong><a href="https://www.rand.org/pubs/research_reports/RRA1282-1-v2.html">Via della Seta Polare</a></strong> nel suo Libro Bianco sulla Politica Artica del 2018, collegando l&#8217;Asia e l&#8217;Europa attraverso l&#8217;Oceano Artico. Nel Libro Bianco del 2018, il Consiglio di Stato della RPC si riferisce alla Cina come a uno “Stato quasi-artico”: un&#8217;affermazione molto controversa, ma funzionale alla giustificazione della politica cinese nell&#8217;Artico. Mentre nel documento si sottolinea l&#8217;impegno del governo cinese per la cooperazione pacifica nella regione, nonché il desiderio di contribuire alla ricerca, alla protezione e allo sviluppo dell&#8217;Artico nel rispetto del diritto internazionale, esso articola anche l&#8217;obiettivo di Pechino di aumentare la propria partecipazione e influenza nella <em>governance</em> della regione. </p>



<p>La Cina è diventata osservatore del <strong>Consiglio Artico</strong> nel 2013, come altri Stati non artici tra cui il Giappone e l&#8217;Italia, e da allora ha contribuito alla conoscenza scientifica attraverso stazioni di ricerca e spedizioni, investendo molto in attività e competenze per operare nella regione artica. Le ambizioni e le attività cinesi nell&#8217;Artico sono altrettanto controverse: da semplice “osservatore” in ambito scientifico, Pechino sembra voglia diventare “<strong>regolatore</strong>” delle norme internazionali che regolano lo sfruttamento delle risorse artiche e “<strong>investitore</strong>” in infrastrutture spesso con caratteristiche di <strong>utilizzo duale</strong> (civile/militare), sebbene alcuni progetti siano per ora rimasti solo sulla carta. </p>



<p>La RPC, per supportare la sua politica artica, ha sviluppato una flotta di navi <strong>rompighiaccio</strong> moderne, anche di grosso tonnellaggio, ed è <a href="https://www.twz.com/news-features/unprecedented-chinese-icebreaker-deployment-off-alaska-being-monitored-by-u-s">notizia recente</a> di un&#8217;insolita attività di queste unità navali nei mari artici che bagnano Russia, Stati Uniti e Canada. La Guardia Costiera statunitense, insieme ai comandi militari artici USA, stanno monitorando la comparsa simultanea di cinque navi rompighiaccio cinesi vicino all&#8217;Alaska che hanno doppiato lo Stretto di Bering per operare simultaneamente in quella zona del Mar Glaciale Artico. Questa presenza cinese senza precedenti rappresenta due volte e mezzo il numero di rompighiaccio USA attualmente in grado di operare nell&#8217;intera regione artica. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cambio di passo della Cina</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/agli-usa-servono-piu-rompighiaccio-per-contrastare-la-russia-nellartico.html">Come sappiamo</a>, la flotta di rompighiaccio USA è drammaticamente poco numerosa e obsoleta, e solo di recente la Guardia Costiera statunitense <a href="https://news.usni.org/2025/08/11/coast-guard-commissions-first-new-icebreaker-since-the-1990s">ha preso in carico il primo rompighiaccio</a> dopo che l&#8217;ultimo era stato consegnato nel lontano 1999. L&#8217;arrivo del nuovo rompighiaccio (USCGC “Storis”) porterà a tre il numero di queste navi nella Guardia Costiera.</p>



<p>La presenza di queste imbarcazioni è coerente con una tendenza triennale di crescente attività delle navi da ricerca cinesi che operano nell&#8217;Artico statunitense, ha osservato la Guardia Costiera USA: l&#8217;anno scorso, sono state tre le navi da ricerca cinesi che hanno condotto operazioni a nord dello Stretto di Bering. Oltre all&#8217;attività di naviglio della Guardia Costiera cinese, negli ultimi anni si è assistito anche alla comparsa e all&#8217;incremento delle missioni di unità della <strong>PLAN (<em>People&#8217;s Liberation Army Navy</em>)</strong> nell&#8217;Artico che afferisce all&#8217;Oceano Pacifico: nell&#8217;agosto 2021 quattro navi da guerra cinesi si sono presentate nella Zona Economica Esclusiva (ZEE) statunitense al largo delle Isole Aleutine in Alaska, e da allora le navi della PLAN hanno avuto una presenza sporadica ma crescente. </p>



<p>Questo è un chiaro segnale della volontà di Pechino di estendere e rafforzare la sua influenza in quella vasta regione, proprio per poter effettuare quel cambio di passo da “osservatore” a “regolatore”: oggi sono navi da ricerca scientifica, domani saranno facilmente pescherecci e naviglio per la mappatura e sfruttamento delle risorse minerarie presenti sui fondali che opereranno con la copertura delle navi della PLAN.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli errori di valutazione degli Usa e della Nato</h2>



<p>La regione artica, <a href="https://it.insideover.com/guerra/quella-nuova-base-degli-usa-per-sfidare-la-russia-nellartico.html">come sappiamo</a>, ha visto significativi investimenti in risorse militari soprattutto da parte della <strong>Russia</strong>, che sta espandendo massicciamente le sue infrastrutture e ne sta costruendo di nuove, con lo scopo di tornare ad avere un livello di proiezione di potenza nell&#8217;Artico pari a quello del periodo sovietico. </p>



<p>Di contro, Stati Uniti, NATO e altre nazioni “occidentali” hanno complessivamente sottovalutato quella regione dal punto di vista infrastrutturale e militare, cedendo il passo a una RPC sempre più invadente e una Russia che vuole espandere la sua sovranità su quasi tutta la piattaforma continentale artica, con l&#8217;obiettivo finale di voler controllare la <strong>Northern Sea Route</strong> in modo da regolare i traffici navali tra i porti europei e quelli asiatici, col rischio quasi certo di uno scontro con le ambizioni artiche cinesi.</p>



<p> L&#8217;Artico è diventato quindi il vero <strong>ventre molle della NATO</strong>, principalmente per via della miopia statunitense che non ha saputo cogliere i segnali di allarme che almeno da due lustri si stavano sviluppando in quella regione: le basi attrezzate sono poche, le infrastrutture portuali sono inadatte a sostenere grandi traffici (al contrario di quelle russe in costruzione), soprattutto solo da pochi anni si sta tornando ad addestrarsi in quella regione inospitale, con manovre navali, terrestri e aeree congiunte. In questo senso la presenza in Artico della RPC, e il ritorno della Russia, hanno avuto il merito di far riconsiderare ai comandi alleati ed europei l&#8217;importanza del controllo di specchi marittimi strategici come il <strong>GIUK GAP</strong>, che ha portato con sé il ritorno della presenza stabile dell&#8217;Alleanza in Islanda, ma c&#8217;è ancora molto da fare, e il <strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/rompighiaccio-per-dominare-lartico-gli-usa-si-accordano-con-canada-e-finlandia.html">patto ICE</a></strong>, siglato nel 2024 tra USA, Finlandia e Canada è solo un flebile inizio di un cambio di politica, col difetto che non coinvolge tutti i Paesi “artici” della NATO. </p>



<p>Si capisce bene quindi l&#8217;interesse, ai limiti dell&#8217;incidente diplomatico, delle amministrazioni Trump per la <strong>Groenlandia</strong>: non è solo questione di risorse da sfruttare, ma di avere un&#8217;impronta militare stabile in un&#8217;isola disabitata e praticamente disarmata. Europa, se ci sei batti un colpo!</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-sempre-piu-presente-nellartico-il-ventre-molle-della-nato.html">La Cina sempre più presente nell&#8217;Artico, il ventre molle della NATO</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Rompighiaccio, per dominare l&#8217;Artico gli USA si accordano con Canada e Finlandia</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/rompighiaccio-per-dominare-lartico-gli-usa-si-accordano-con-canada-e-finlandia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2024 08:04:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Nave rompighiaccio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5523762-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5523762-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5523762-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5523762-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5523762-1-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Date le difficoltà della cantieristica nazionale, gli USA si sono rivolti a Canada e Finlandia per avere nuove navi rompighiaccio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/rompighiaccio-per-dominare-lartico-gli-usa-si-accordano-con-canada-e-finlandia.html">Rompighiaccio, per dominare l&#8217;Artico gli USA si accordano con Canada e Finlandia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5523762-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5523762-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5523762-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5523762-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5523762-1-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Artico</strong> rappresenta oggi una terra di frontiera che, grazie al riscaldamento globale, apre nuove e importanti prospettive dal punto di vista economico e commerciale, seconde solamente a quelle afferenti agli abissi marini.</p>



<p>Per questo, ma soprattutto perché è una nazione che si affaccia per un lunghissimo tratto su quella regione inospitale, la <strong>Russia </strong>da tempo ha individuato nell&#8217;Artico uno dei centri di gravità della sua strategia politico/militare, tornando a sviluppare infrastrutture e ampliando la sua flotta di rompighiaccio. </p>



<p>Mosca pertanto da qualche anno ha iniziato a “riaprire” le sue vecchie basi artiche e a costruirne di nuove tornando a <a href="https://it.insideover.com/guerra/quella-nuova-base-degli-usa-per-sfidare-la-russia-nellartico.html">rimilitarizzare l’area</a> per avere un controllo strategico sulle risorse minerarie ivi presenti e sulle rotte Est-Ovest che passano dal Mar Glaciale Artico, innescando conseguentemente una diatriba internazionale sulla sovranità di quel mare che bagna altre nazioni, tra cui proprio gli Stati Uniti. Nella dottrina navale della Federazione russa, risalente al 2010 ma aggiornata nel 2015, Mosca aveva infatti previsto la creazione di un comando interforze per l’Artico, che poteva contare su una flotta consistente di rompighiaccio: la Russia ha infatti <strong>40</strong> di queste unità navali particolari, alcune di tipo “pesante” alimentate a energia nucleare.</p>



<p>Anche la <strong>Cina</strong>, che recentemente ha sviluppato una sua politica artica funzionale all&#8217;apertura di nuove linee commerciali marittime, possiede una flotta di <strong>8 rompighiaccio</strong> di vario tipo, tra cui si annoverano 4 da ricerca polare: di questi, 3 sono di ultima generazione e capaci di operare con ROV e altri veicoli <em>unmanned </em>di superficie o sottomarini. </p>



<p>Gli <strong>Stati Uniti</strong>, al contrario, a oggi possiedono <strong>solamente 3 navi</strong> di questa particolare tipologia: i rompighiaccio pesanti Polar Star e Polar Sea, e un’altra unità di medio tonnellaggio, l’Healy. In realtà le unità disponibili per la Guardia Costiera sono solo due, in quanto dal 2010 il Pilar Sea è inattivo a seguito di un guasto all’impianto propulsivo e pertanto viene usato come fonte di pezzi di ricambio.</p>



<p>L&#8217;emergenza rompighiaccio era nota da tempo al governo statunitense: già a giugno 2020 il presidente <strong>Donald Trump</strong> aveva firmato <a href="https://it.insideover.com/guerra/agli-usa-servono-piu-rompighiaccio-per-contrastare-la-russia-nellartico.html">un ordine esecutivo</a> per sviluppare una flotta di queste navi, con l&#8217;obiettivo di costruirne tre di tipo pesante entro il 2030. </p>



<p>Da allora però sono stati fatti pochissimi progressi, in quanto i pochi <strong>cantieri navali</strong> statunitensi soffrono da tempo di carenza di manodopera specializzata e sono costretti a lavorare su diversi progetti per unità da guerra (sottomarini, fregate e cacciatorpediniere principalmente) che assorbono risorse umane e tecnologiche, generando quindi una diffusa e costante <strong>lentezza </strong>nelle costruzioni. </p>



<p>Come fare quindi per avere dei rompighiaccio in tempi ragionevoli senza contribuire al superlavoro dei cantieri nazionali? </p>



<p>Washington, a tal proposito, ha siglato l&#8217;11 luglio un patto con <strong>Canada </strong>e <strong>Finlandia </strong>(che possiedono rispettivamente 6 e 7 rompighiaccio in servizio) per lo sviluppo e costruzione congiunta di nuove unità rompighiaccio denominato <strong><a href="https://www.whitehouse.gov/briefing-room/statements-releases/2024/07/11/joint-statement-on-ice-pact/">ICE (<em>Icebreaker Collaboration Effort</em>) Pact</a></strong>. </p>



<p>L&#8217;accordo riferisce che nei prossimi <strong>sei mesi</strong> sarà sviluppato un piano di attuazione per costruire congiuntamente queste navi altamente complesse che saranno messe a disposizione di alleati e partner con interessi e responsabilità nelle regioni artiche e antartiche. Questa partnership, come riferisce la Casa Bianca, va ben oltre la produzione di navi rompighiaccio e l&#8217;espressione di capacità polari: si tratta di fornire alle nazioni che la pensano allo stesso modo i mezzi per proseguire il sostegno al diritto internazionale nelle regioni polari, a fronte della sfida lanciata dalle “nazioni autoritarie” che “stanno offrendo rompighiaccio al mondo e vogliono accaparrarsene il mercato”, come <a href="https://www.defenseone.com/policy/2024/07/us-agrees-build-icebreakers-canada-finland/397962/">ha affermato</a> il Consigliere per la Sicurezza Nazionale USA <strong>Jake Sullivan</strong> in una recente conferenza stampa, aggiungendo che “siamo determinati a far sì che le democrazie siano all’avanguardia nella produzione di rompighiaccio e capacità polari”. </p>



<p>Sullivan ha aggiunto che la Casa Bianca spera che il nuovo patto serva da apripista per una maggiore collaborazione nelle costruzioni navali tra nazioni politicamente allineate, similmente all’accordo <strong>AUKUS </strong>tra Stati Uniti, Regno Unito e Australia per la produzione di sottomarini a propulsione nucleare per la Royal Australian Navy. </p>



<p>“Se riusciamo a far funzionare tutto questo – e credo che possiamo farlo – allora diventerà un modello per altre forme di costruzione navale man mano che andiamo avanti” ha detto ancora il Consigliere “E diventerà un nuovo modello di come gli Stati Uniti possano ricostruire la propria industria cantieristica navale” ha tenuto a sottolineare, ricordando le difficoltà della cantieristica nazionale. </p>



<p>I funzionari della <strong>Guardia Costiera USA</strong> hanno riferito l’anno scorso che per svolgere le missioni artiche e antartiche ci sarà bisogno di 8 o 9 rompighiaccio polari, inclusi da 4 a 5 di tipo pesante e da 4 a 5 di tipo medio. Il programma Polar Security Cutter della Guardia Costiera ha i finanziamenti per costruire due nuovi rompighiaccio pesanti e sta cercando fondi per almeno un terzo. </p>



<p>Bisognerà poi capire quali saranno i <strong>requisiti </strong>delle nuove unità costruite dalla tre nazioni: avere nuovi rompighiaccio per fini militari rischia di far sì che le navi vengano progettate solo per quel compito o utilizzate esclusivamente per scopi di difesa, a discapito degli altri ruoli fondamentali come la ricerca scientifica, il soccorso nei mari artici e il sostegno alle comunità che vivono oltre il circolo polare in luoghi raggiungibili esclusivamente dal mare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/rompighiaccio-per-dominare-lartico-gli-usa-si-accordano-con-canada-e-finlandia.html">Rompighiaccio, per dominare l&#8217;Artico gli USA si accordano con Canada e Finlandia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Agli Usa servono più rompighiaccio per contrastare la Russia nell&#8217;Artico</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/agli-usa-servono-piu-rompighiaccio-per-contrastare-la-russia-nellartico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2020 10:05:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Nave rompighiaccio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="667" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-russo-in-Artico-La-Presse-e1568889939360.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia polo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-russo-in-Artico-La-Presse-e1568889939360.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-russo-in-Artico-La-Presse-e1568889939360-300x104.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-russo-in-Artico-La-Presse-e1568889939360-768x267.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-russo-in-Artico-La-Presse-e1568889939360-1024x356.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella giornata di ieri il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato un ordine per sviluppare una flotta di navi rompighiaccio da utilizzare nelle regioni polari del globo. Entro la fine del decennio dovranno essere costruiti almeno tre nuove unità &#8220;pesanti&#8221; di questo tipo per &#8220;salvaguardare gli interessi statunitensi nell&#8217;Artide e nell&#8217;Antartide&#8221; insieme all&#8217;individuazione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/agli-usa-servono-piu-rompighiaccio-per-contrastare-la-russia-nellartico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/agli-usa-servono-piu-rompighiaccio-per-contrastare-la-russia-nellartico.html">Agli Usa servono più rompighiaccio per contrastare la Russia nell&#8217;Artico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="667" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-russo-in-Artico-La-Presse-e1568889939360.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia polo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-russo-in-Artico-La-Presse-e1568889939360.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-russo-in-Artico-La-Presse-e1568889939360-300x104.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-russo-in-Artico-La-Presse-e1568889939360-768x267.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-russo-in-Artico-La-Presse-e1568889939360-1024x356.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nella giornata di ieri il presidente degli <strong>Stati Uniti</strong>, Donald Trump, ha firmato un ordine per sviluppare una flotta di <strong>navi rompighiaccio</strong> da utilizzare nelle regioni polari del globo. Entro la fine del decennio dovranno essere costruiti almeno tre nuove unità &#8220;pesanti&#8221; di questo tipo per &#8220;salvaguardare gli interessi statunitensi nell&#8217;Artide e nell&#8217;Antartide&#8221; insieme all&#8217;individuazione di due siti per basi su suolo americano e altre due su suolo straniero.</p>
<p>Il memorandum presidenziale impone la formulazione di un progetto <strong>entro 60 giorni</strong> per dare ulteriore impulso a quelli, già esistenti, della Guardia Costiera Usa che prevedono la modernizzazione della piccola flotta di rompighiaccio di cui dispone.</p>
<p>Gli Stati Uniti, infatti, ad oggi possiedono solamente <strong>tre navi</strong> di questa particolare tipologia adatte alla navigazione nei mari polari: i rompighiaccio pesanti Polar Star e Polar Sea, e un&#8217;altra unità di medio tonnellaggio, l&#8217;Healy. In realtà le unità disponibili per la Guardia Costiera sono solo due, in quanto dal 2010 il Polar Sea è inattivo a seguito di un guasto all&#8217;impianto propulsivo e pertanto viene usata come fonte di pezzi di ricambio.</p>
<p>Per fare un confronto con altre nazioni &#8220;polari&#8221;, la <strong>Russia</strong> ne può schierare 40, la Finlandia ne ha sette, mentre Canada e Svezia sei ciascuna. Il divario risulta evidente ed il contratto del valore di 746 milioni di dollari <a href="https://www.thedrive.com/the-war-zone/27647/behold-americas-new-and-desperately-needed-heavy-icebreaker" target="_blank" rel="noopener">stipulato ad aprile del 2019</a> dal governo Usa con la VT Halter Marine per la costruzione di tre nuove unità tipo <strong>Polar Security Cutter</strong> (definite Heavy Polar Icebreakers), grazie al nuovo ordine esecutivo presidenziale vedrà molto probabilmente un&#8217;immediata iniezioni di fondi che provocherà un&#8217;accelerazione delle tempistiche costruttive, che prevedevano la consegna della prima unità nel <strong>2024</strong>, e molto probabilmente anche l&#8217;impostazione di altre tre unità. Il progetto, infatti, riguardava la costruzione, in totale, di sei unità, tre &#8220;pesanti&#8221; e tre &#8220;medie&#8221;, ma lo stanziamento finanziario originale copriva solamente le prime.</p>
<p>La Casa Bianca ha quindi deciso di premere sul pedale dell&#8217;acceleratore per &#8220;mantenere una forte presenza di sicurezza nell&#8217;Artico insieme ai nostri alleati e partner&#8221; e per farlo gli Stati Uniti &#8220;hanno bisogno di una flotta di rompighiaccio polari pronta all&#8217;uso, efficiente e disponibile, che sia testata dal punto di vista operativo e completamente usufruibile entro l&#8217;anno fiscale 2029&#8221;.</p>
<p>Forse dietro la decisione del presidente Trump c&#8217;è la notizia, arrivata ad aprile di quest&#8217;anno, che la Russia ha assegnato alla <strong>Atomflot</strong>, una sussidiaria di Rosatom, la compagnia che costruisce i reattori nucleari russi, e ai cantieri navali Zvezda il <a href="https://breakingdefense.com/2020/04/battle-for-the-arctic-russia-plans-nuke-icebreaker-us-counters-china-in-greenland/" target="_blank" rel="noopener">contratto per costruire la prima unità rompighiaccio pesante a propulsione nucleare</a> che si candida ad essere la più potente della sua categoria. Tale nave è previsto che sarà consegnata alla flotta nel 2027 &#8211; fatto salvo i soliti ritardi strutturali dovuti all&#8217;intermittenza della capacità finanziaria russa &#8211; e sarà la prima di un totale di nove a propulsione nucleare che, insieme ad altre 4 convenzionali, andranno ad ingrossare la già corposa linea di rompighiaccio di Mosca.</p>
<p>La causa di questo improvviso <a href="https://it.insideover.com/guerra/quella-nuova-base-degli-usa-per-sfidare-la-russia-nellartico.html" target="_blank" rel="noopener">&#8220;<em>polar pivot</em>&#8220;</a> statunitense è da ricercare nella strategia russa per l&#8217;<strong>Artico</strong>, che comprende investimenti per la costruzione di nuove infrastrutture, basi militari incluse, per garantire la sicurezza della Rotta Nord, o passaggio a nord est, che mette in comunicazione il Mare di Barents con quello di Bering, diventata navigabile grazie ai cambiamenti climatici in atto.</p>
<p>Mosca, infatti, ha previsto infatti la creazione di un <strong>comando interforze per l’Artico </strong>nella sua “Nuova Dottrina Navale della Federazione Russa”, risalente al 2010 ma aggiornata nel 2015, e recentemente, grazie al <a href="https://it.insideover.com/economia/il-riscaldamento-dellartico-puo-mettere-in-crisi-leconomia-russa.html" target="_blank" rel="noopener">progetto Vostok Oil</a>, ha stanziato fondi per la costruzione di infrastrutture che andranno ad implementare lo sfruttamento delle risorse minerarie &#8211; principalmente idrocarburi &#8211; nell&#8217;Artico siberiano.</p>
<p>Gli Stati Uniti, in questi anni, hanno guardato con apprensione alle mosse della Russia nell&#8217;Artico, così come all&#8217;improvviso interesse dimostrato dalla <strong>Cina</strong> per quella zona ai confini del globo, e, almeno dal punto di vista normativo, hanno cercato di correre ai ripari per colmare il divario che separa Washington da Mosca sotto questo punto di vista.</p>
<p>Il 2020 <strong>National Defense Authorization Act</strong>, emerso lo scorso giugno dalla commissione senatoriale sui servizi armati, ha dato indicazioni al Segretario della Difesa per costituire una <em>task force</em> col il Capo di Stato Maggiore, il Genio dell’Esercito e la Guardia Costiera al fine di individuare dei potenziali siti per la costruzione di almeno un porto militare nella zona dell’Artico di competenza americana.</p>
<p>Il Congresso Usa, infatti, in quella occasione aveva dimostrato la propria preoccupazione per lo scioglimento dei ghiacci del Polo Nord e la conseguente fervente attività militare e commerciale che abbiamo già evidenziato. In particolare si lamentava la <strong>carenza</strong> non solo di <strong>infrastrutture</strong> atte a sostenere logisticamente il naviglio militare Usa, ma anche la stessa scarsità di mezzi speciali come le navi rompighiaccio.</p>
<p>Ora grazie all&#8217;ordine dell&#8217;esecutivo, gli Stati Uniti proveranno a contrastare la politica russa &#8211; e quella cinese &#8211; per l&#8217;Artico trasformando così quelle remote regioni in un nuovo fronte caldo del contrasto geostrategico che contrappone le tre potenze su scacchieri diversi, come quello europeo ed estremo orientale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/agli-usa-servono-piu-rompighiaccio-per-contrastare-la-russia-nellartico.html">Agli Usa servono più rompighiaccio per contrastare la Russia nell&#8217;Artico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ecco la &#8220;Laura Bassi&#8221;, la nuova rompighiaccio italiana</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/ecco-la-laura-bassi-la-nuova-rompighiaccio-italiana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2019 10:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Nave Laura Bassi]]></category>
		<category><![CDATA[Nave rompighiaccio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5523762-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5523762-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5523762-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5523762-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5523762-1-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Anche l&#8217;Italia ha finalmente una nave rompighiaccio. La &#8220;Laura Bassi&#8221; è una nave oceanografica, utilizzata per l&#8217;attività scientifica e il supporto logistico alle esplorazioni antartiche acquistata dal British Antarctic Survey, l&#8217;ente nazionale inglese che si occupa della ricerca e divulgazione scientifica sull&#8217;Antartide. La nave rompighiaccio da ricerca si chiamava originariamente, infatti, &#8220;Ernest Shackleton&#8221;, come il famoso esploratore polare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/ecco-la-laura-bassi-la-nuova-rompighiaccio-italiana.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/ecco-la-laura-bassi-la-nuova-rompighiaccio-italiana.html">Ecco la &#8220;Laura Bassi&#8221;, la nuova rompighiaccio italiana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5523762-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5523762-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5523762-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5523762-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5523762-1-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Anche l&#8217;Italia ha finalmente una nave <strong>rompighiaccio</strong>. La <strong>&#8220;Laura Bassi&#8221;</strong> è una nave oceanografica, utilizzata per l&#8217;attività scientifica e il supporto logistico alle esplorazioni antartiche acquistata dal <strong>British Antarctic Survey</strong>, l&#8217;ente nazionale inglese che si occupa della ricerca e divulgazione scientifica sull&#8217;Antartide.</p>
<p>La nave rompighiaccio da ricerca si chiamava originariamente, infatti,<a href="https://www.bas.ac.uk/polar-operations/sites-and-facilities/facility/rrs-ernest-shackleton/" target="_blank" rel="noopener"> &#8220;Ernest Shackleton&#8221;</a>, come il famoso esploratore polare britannico, ed era di proprietà della norvegese <strong>Rieber Shipping</strong>, una compagnia di navigazione che gestisce navi offshore di supporto sottomarino, navi sismiche marine e spedizioni polari di logistica e ricerca con sede a <strong>Bergen</strong>.</p>
<p>Grazie ad un finanziamento ricevuto dal ministero dell&#8217;Istruzione, Università e Ricerca, pari a 12 milioni di euro, l&#8217;<strong>Istituto italiano di Oceanografia e Geofisica sperimentale</strong> (Inogs) ha potuto così dotarsi della prima nave rompighiaccio da ricerca della sua storia, e della storia d&#8217;Italia.</p>
<p>La &#8220;Schackleton&#8221;, ora chiamata &#8220;Laura Bassi&#8221; in onore della prima donna al mondo ad ottenere una cattedra universitaria nel 1700, è stata individuata, <a href="https://www.inogs.it/it/content/nr-laura-bassi" target="_blank" rel="noopener">come si legge in un comunicato dell&#8217;Ogs</a>, proprio per le sue caratteristiche tecniche che la rendono adatta a supportare le attività di ricerca della base italiana “Mario Zucchelli” nel <strong>Mare di Ross</strong> in Antartide, ma che le permetteranno di navigare anche in mari polari coperti dal ghiaccio. Una straordinaria possibilità per la ricerca oceanografica italiana che, fino ad ora, aveva potuto studiare soltanto le aree di mare completamente prive di ghiaccio.</p>
<p>Maria Cristina Pedicchio, ricercatrice e presidente dell&#8217;Ogs fa sapere che “Oltre a Ogs anche il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l&#8217;energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) hanno supportato il progetto di acquisizione dell’infrastruttura” e che “queste istituzioni hanno, infatti, stilato un accordo per la gestione della nuova nave che realizzerà gli obiettivi scientifici sia del Progetto Nazionale di Ricerca in Antartide che il Progetto Nazionale Artico”.</p>
<p>A dire il vero la &#8220;Laura Bassi&#8221; non è la prima nave con capacità di operare ai poli: prima di lei nei registri italiani era presenta la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italica_(nave)" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Italica&#8221;</a>, una nave da trasporto e oceanografica che è stata dotata, in un secondo momento, di prua rinforzata per poter operare tra i ghiacci polari, ma questa è la prima nave pensata e nata come rompighiaccio da ricerca della nostra flotta mercantile.</p>
<p>La nuova nave è già pronta a salpare per l&#8217;<strong>Antartide</strong>. Attualmente fervono i preparativi al porto di Trieste per una missione che la condurrà nelle acque del Polo Sud a metà dicembre di quest&#8217;anno. &#8220;La campagna scientifica inizierà a gennaio&#8221; ha precisato <strong>Paola Rivaro</strong>, oceanografa dell&#8217;università di Genova e responsabile scientifica della spedizione, ricordando il coinvolgimento di Cnr, Enea, Ogs e molte università italiane (Genova, Napoli, Marche, Venezia). &#8220;La nave sarà la piattaforma per studiare, per esempio, la variabilità delle acque del mare di Ross in risposta ai cambiamenti climatici, monitorare la superficie di ghiaccio, in altre parole la fusione della calotta polare, e la contaminazione ambientale, cioè quali inquinanti vengono trasportati fino a lì&#8230;&#8221;.</p>
<p>La nave è stata varata nel <strong>1995</strong> come MV &#8220;Polar Queen&#8221; per la GC Rieber Shipping, è stata poi noleggiata dal <a title="British Antarctic Survey" href="https://it.wikipedia.org/wiki/British_Antarctic_Survey">British Antarctic Survey</a> nell&#8217;agosto 1999 e rinominata Rrs &#8220;Ernest Shackleton&#8221;<i>. </i>La sua stazza lorda è di 4028 tonnellate per 80 metri di lunghezza e 17 di larghezza. Le sue stive hanno una capacità di carico di 3mila metri cubi e possiede una gru dalla portata massima di 50 tonnellate, ha 22 uomini di equipaggio e può ospitare altre 50 persone in 37 alloggi totali.</p>
<p>La sua autonomia di navigazione è di 60 giorni ed i suoi motori diesel, da 7315 Hp, la spingono sino alla velocità di crociera di 12 nodi. A bordo, oltre ad un ospedale perfettamente attrezzato, ci sono due laboratori di ricerca: uno &#8220;asciutto&#8221; da 45 metri quadri di superficie con banchi di lavoro e accesso diretto all&#8217;area operazioni di poppa, dove è presente anche una piazzola di atterraggio per elicotteri da 10 tonnellate di portata, e uno &#8220;umido&#8221; di pari superficie con interni in acciaio inossidabile e prese di acqua dolce e salata. È anche possibile ospitare sul ponte due container laboratorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/ecco-la-laura-bassi-la-nuova-rompighiaccio-italiana.html">Ecco la &#8220;Laura Bassi&#8221;, la nuova rompighiaccio italiana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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