<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>National Security Strategy Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/national-security-strategy/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/national-security-strategy</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 30 Oct 2022 06:06:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>National Security Strategy Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/national-security-strategy</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>È la Cina la &#8220;sfida più seria&#8221;. Il Pentagono guarda Mosca ma punta Pechino</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/e-la-cina-la-sfida-piu-seria-il-pentagono-guarda-mosca-ma-punta-pechino.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Oct 2022 06:06:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[National Security Strategy]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=373382</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1511" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Xi-Jinping-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Xi-Jinping-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Xi-Jinping-300x236.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Xi-Jinping-1024x806.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Xi-Jinping-768x604.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Xi-Jinping-1536x1209.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Xi-Jinping-2048x1611.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel nuovo documento strategico della Difesa degli Stati Uniti c&#8217;è un elemento che spicca su tutti: non è la Russia, ma la Cina, a essere considerata ancora una volta &#8220;la sfida più globale e seria&#8221; alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Una sfida che, secondo il documento Usa, è costituita dall&#8217;atteggiamento &#8220;coercitivo e sempre più &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/e-la-cina-la-sfida-piu-seria-il-pentagono-guarda-mosca-ma-punta-pechino.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/e-la-cina-la-sfida-piu-seria-il-pentagono-guarda-mosca-ma-punta-pechino.html">È la Cina la &#8220;sfida più seria&#8221;. Il Pentagono guarda Mosca ma punta Pechino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1511" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Xi-Jinping-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Xi-Jinping-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Xi-Jinping-300x236.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Xi-Jinping-1024x806.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Xi-Jinping-768x604.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Xi-Jinping-1536x1209.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Xi-Jinping-2048x1611.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel <a href="https://www.defense.gov/National-Defense-Strategy/">nuovo documento strategico della Difesa degli Stati Uniti</a> c&#8217;è un elemento che spicca su tutti: non è la <strong>Russia</strong>, ma la <strong>Cina</strong>, a essere considerata ancora una volta &#8220;la sfida più globale e seria&#8221; alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Una sfida che, secondo il documento Usa, è costituita dall&#8217;atteggiamento &#8220;coercitivo e sempre più aggressivo&#8221; che Cina adotta nel sistema internazionale e in particolare nell&#8217;Indo-Pacifico &#8220;per soddisfare i suoi interessi e le sue preferenze autoritarie&#8221;.</p>



<p>Per Washington, la minaccia cinese è dunque qualcosa di pervasivo e complesso. Un problema che riguarda da un lato il fronte più prettamente militare, su cui la <strong>Difesa statunitense</strong> mette in guardia sul punto di un riarmo generalizzato, su una modernizzazione totale anche dell&#8217;armamento nucleare, e sul progresso di Pechino nel dominio informatico, elettronico e informativo. Dall&#8217;altro lato, per Washington è essenziale anche soffermarsi sulle capacità cinesi di interferire sul sistema di alleanze che fanno capo agli Stati Uniti, in particolare su quel &#8220;modello più ampio di comportamento destabilizzante e coercitivo&#8221; che il governo di Xi Jinping adotta dal <strong>Mar Cinese Orientale</strong> a quello <strong>Meridionale</strong>, con uno sguardo in particolare a Taiwan.</p>



<p>Questa visione della Cina appare molto diversa rispetto a quella con cui viene descritta la Russia, spicca nel documento in ogni caso come <strong>&#8220;minaccia acuta&#8221;</strong>. La differenza non è solo formale, ma estremamente sostanziale. Perché se da un lato Pechino è considerato l&#8217;avversario sistemico di Washington, Mosca viene considerata un avversario non tanto di rango inferiore quanto non proiettabile davvero nel futuro.</p>



<p>La Russia viene considerata &#8220;una minaccia acuta&#8221;, ma quello che si ricava da questo documento strategico targato<strong> Joe Biden</strong> è quello di una considerazione del Cremlino quale rivale militarmente rispettabile ma profondamente in declino. Nel documento del Pentagono, ad esempio, si legge che &#8220;sprezzante dell&#8217;indipendenza dei suoi vicini, il governo russo cerca di usare la forza per imporre cambiamenti dei confini e reimporre una sua sfera d&#8217;influenza imperiale&#8221;. Tuttavia, ed è un punto-chiave per comprendere la logica politica a lungo termine della strategia Usa, viene evidenziato in modo estremamente lapidario che la Russia ha fallito nel dividere il fronte <strong>Nato</strong>. Le sue scelte sull&#8217;Ucraina, si legge nel documento, &#8220;si sono ritorte drammaticamente contro&#8221;. La Russia è pertanto individuata come una minaccia &#8211; del resto il documento la identifica appunto come &#8220;minaccia acuta&#8221; &#8211; ma, al netto delle capacità belliche sottolineate dal documento, si percepisce una differenza di visione rispetto al rischio di un nemico come quello dell&#8217;Indo-Pacifico, ovvero la Cina. </p>



<p>Questo sembra lasciare intendere che il Pentagono imposta la sfida con i due rivali in un&#8217;ottica diversa. Quello di Mosca è un problema visto come profondamente militare, che intacca alcune &#8220;zone grigie&#8221; e aree specifiche, e che è un problema adesso, qui e ora, che riguarda anche la deterrenza nucleare in Europa. Non a caso anche la <strong><a href="https://www.defense.gov/News/News-Stories/Article/Article/3202438/dod-releases-national-defense-strategy-missile-defense-nuclear-posture-reviews/">Nuclear Posture Review</a></strong> modifica la possibilità di utilizzo dell&#8217;arsenale atomico negli stessi giorni in cui si accelera sulla ricollocazione delle testate. Il problema cinese è invece di più ampio respiro, che riguarda al momento l&#8217;intero Indo-Pacifico e che è questa area, ancora molto meno consolidata di quella europea, a rappresentare per Washington una minaccia complessiva ed esistenziale alla propria sicurezza. In questo senso, la rivalità con la Cina non è soltanto militare, che pure rimane un elemento fondamentale, ma un è sintetizzata dalle parole del segretario di Stato alla Difesa, Lloyd Austin, che ha parlato di Pechino come &#8220;<strong>unico concorrente</strong> che ha l&#8217;obiettivo concreto di modificare l&#8217;ordine globale, e che ha gli strumenti per farlo&#8221;. La Repubblica popolare cinese è avvertita: è lei l&#8217;unica superpotenza a essere ritenuta alla pari degli Stati Uniti d&#8217;America. Il Cremlino, per quanto desideroso di ripristinare una propria sfera d&#8217;influenza rimodulando la logica occidentale, è considerato un impero in declino: pericoloso ma di rango inferiore. Almeno secondo il Pentagono.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/e-la-cina-la-sfida-piu-seria-il-pentagono-guarda-mosca-ma-punta-pechino.html">È la Cina la &#8220;sfida più seria&#8221;. Il Pentagono guarda Mosca ma punta Pechino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché Biden parla di acciaio nella National Security Strategy</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/perche-biden-parla-di-acciaio-nella-national-security-strategy.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2022 15:48:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Acciaio]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Bianca]]></category>
		<category><![CDATA[National Security Strategy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=372177</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1328" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNgshc_fXQoK_fM6Imb_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNgshc_fXQoK_fM6Imb_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNgshc_fXQoK_fM6Imb_ANSA-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNgshc_fXQoK_fM6Imb_ANSA-1024x708.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNgshc_fXQoK_fM6Imb_ANSA-768x531.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNgshc_fXQoK_fM6Imb_ANSA-1536x1063.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNgshc_fXQoK_fM6Imb_ANSA-2048x1417.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;acciaio e più in generale i materiali strategici per settori chiave dell&#8217;economia sono citati nella recente National Security Strategy del presidente Usa Joe Biden. E la questione non deve stupire chi da tempo analizza la competizione multidominio degli Stati Uniti contro le potenze rivali, Russia e Cina in testa, che se nei confronti di Mosca &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/perche-biden-parla-di-acciaio-nella-national-security-strategy.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/perche-biden-parla-di-acciaio-nella-national-security-strategy.html">Perché Biden parla di acciaio nella National Security Strategy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1328" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNgshc_fXQoK_fM6Imb_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNgshc_fXQoK_fM6Imb_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNgshc_fXQoK_fM6Imb_ANSA-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNgshc_fXQoK_fM6Imb_ANSA-1024x708.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNgshc_fXQoK_fM6Imb_ANSA-768x531.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNgshc_fXQoK_fM6Imb_ANSA-1536x1063.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNgshc_fXQoK_fM6Imb_ANSA-2048x1417.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>acciaio </strong>e più in generale i materiali strategici per settori chiave dell&#8217;economia sono citati nella recente <strong><a href="https://www.whitehouse.gov/wp-content/uploads/2022/10/Biden-Harris-Administrations-National-Security-Strategy-10.2022.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">National Security Strategy</a> del presidente Usa <a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joe Biden</a></strong>. E la questione non deve stupire chi da tempo analizza la competizione multidominio degli Stati Uniti contro le potenze rivali, <strong>Russia e Cina in testa</strong>, che se nei confronti di Mosca si fonda soprattutto sulla costruzione di un apparato militare strutturato e nell&#8217;isolamento dal resto dell&#8217;Europa verso la Cina acquisisce, assieme, la forma della rivalità geoeconomica.</p>



<p>Biden e la vicepresidente <strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/politica/chi-e-kamala-harris-la-candidata-vicepresidente-scelta-da-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kamala Harris</a> </strong>hanno rivendicato, in particolar modo, il fatto che controllare la produzione di materiali come l&#8217;acciaio aiuta da un lato a rendere indipendente l&#8217;Occidente sul fronte degli approvvigionamenti e dall&#8217;altro a plasmare processi come la <strong>transizione energetica e la decarbonizzazione</strong> in senso funzionale ai desiderata di Washington.</p>



<p>Nella strategia di sicurezza nazionale non a caso Biden sottolinea che su questi fronti &#8220;gli Stati Uniti stanno galvanizzando il mondo e incentivando ulteriori azioni&#8221; ai partner. Ricorda l&#8217;importanza dei vari summit come la Conferenza Onu sul Clima (Cop), il Vertice dei leader sul clima, il Forum delle Democrazie e mira a far sì che gli Usa possano utilizzare il proprio &#8220;<strong>peso economico&#8221; per guidare questi processi nella direzione auspicata.</strong></p>



<p>&#8220;Il nostro accordo siderurgico con l&#8217;Unione Europea&#8221;, ricorda il documento firmato da Biden, &#8220;il primo accordo in assoluto su acciaio e alluminio per affrontare sia l&#8217;intensità delle emissioni di carbonio che la problematica della sovraccapacità globale&#8221; con cui la Cina mira a giocare a suo favore sfruttando il controllo dei prezzi, &#8220;è un modello per i futuri meccanismi commerciali incentrati sul clima&#8221;. L’intesa firmata a fine ottobre dell&#8217;anno scorso ha permesso di rimuovere i dazi su più di 10 miliardi di dollari delle rispettive esportazioni all’anno sul fronte dell&#8217;acciaio, mettendo fine a un conflitto che si trascinava dai tempi dell’<strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">amministrazione Trump.</a></strong> A maggio, invece, Biden ha <strong>bloccato ogni dazio all&#8217;Ucraina </strong>in forma unilaterale per favorire l&#8217;ingresso dell&#8217;acciaio di Kiev nel mercato globale.</p>



<p>Pechino viene accusata da Washington e Bruxelles di saturare i mercati con delle quantità eccessive di acciaio che, dato il loro basso costo, danneggiano le aziende siderurgiche europee e statunitensi, praticando il cosiddetto &#8220;dumping&#8221;. In quest&#8217;ottica il dazio è mirato a far sentire in forma più pressante il costo della produzione all&#8217;output di Pechino nelle principali economie di Pechino, valorizzando tre temi.</p>



<p>Il primo è quello del <strong>ritorno della<a href="https://insideover.ilgiornale.it/economia/una-nuova-politica-industriale-per-superare-la-crisi-del-coronavirus.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> politica industriale</a></strong> come protagonista della geopolitica economica globale. Washington sta favorendo con gli investimenti di Trump prima e Biden poi il reshoring delle attività produttive delocalizzate e al contempo mira al cosiddetto <em>friend-shoring</em> su base internazionale. L&#8217;obiettivo, cioè, di creare catene del valore capaci di collegare tra di loro Paesi alleati e amici per isolare i rivali strategici. Pechino, scrive Biden, è &#8220;l&#8217;unico Paese ad avere sia l’intenzione di rimodellare l’ordine internazionale sia, sempre più, il potere economico, diplomatico, militare e tecnologico per portare avanti questo obiettivo&#8221;. Sull&#8217;acciaio si vuole fare ciò che si mira a promuovere anche in ambiti come energia e telecomunicazioni, con un&#8217;urgenza ulteriore sul <strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/economia/gli-sforzi-russi-per-aumentare-la-produzione-di-microchip-non-sono-sufficienti.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fronte dei microchip</a></strong>.</p>



<p>Il secondo tema è la questione del legame diretto tra <strong>sicurezza nazionale e prosperità economica</strong>. Capace di creare una nuova strutturazione al &#8220;capitalismo politico&#8221; dell&#8217;Occidente. Biden in sostanza espande a materie prime come l&#8217;acciaio il ragionamento che sull&#8217;energia il Segretario della Nato <strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/politica/chi-e-jens-stoltenberg-il-segretario-della-nato.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jens Stoltenberg</a></strong> ha espresso al recente forum di Davos, ricordando come l&#8217;economia dovesse ottenere una bollinatura da parte delle logiche dell&#8217;interesse occidentale per definirsi funzionale al progresso delle democrazie. Biden in quest&#8217;ottica è &#8220;trumpiano&#8221; nelle intenzioni ricordando che però la priorità data alla sicurezza nazionale non può far dimenticare la necessità di rendere i prodotti meno onerosi per i cittadini americani, la difesa del cui potere di acquisto è definita vitale: &#8220;<strong>Il futuro del successo dell&#8217;America</strong> nel mondo dipende dalla nostra forza e resilienza in patria, e in particolare dalla <strong>forza della nostra classe media, </strong>che è fondamentale per la nostra sicurezza nazionale come motore di crescita economica e fonte chiave di vitalità e coesione democratica&#8221;.</p>



<p>Il terzo fronte è quello dell&#8217;uso geopolitico della questione ambientale. In quest&#8217;ottica il recente studio del <strong>Center for American Progress </strong>intitolato &#8220;<strong>The First 100&nbsp;<a href="https://www.americanprogress.org/article/first-100-days-toward-sustainable-values-based-national-security-approach/">Days: Towards a More Sustainable and Values-Based National Security Approach</a>&#8221;&nbsp;</strong>condisce con una grande retorica quella che è una realtà testata dai fatti: Washington utilizza la questione ambientale a <strong>fini geopolitici</strong> e nel <strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/ambiente/la-lezione-del-cop26-anche-lambiente-e-campo-geopolitico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cop26</a></strong> ha dato atto di mostrare chiaramente questo approccio. Libero dei condizionamenti legati al negazionismo climatico di Trump, Biden può paradossalmente potenziare la sua strategia centrata sulla competizione egemonica in campo economico aggiungendo ambiente, clima e transizione energetica in questi campi. E mettendoli, innanzitutto, in campo come strumento di riaffermazione della superiorità Usa nel <strong>sistema occidentale</strong>. Presupposto fondamentale per arruolare, anche in questo settore, l&#8217;Europa al servizio della strategia di contenimento dei rivali di Washington. Un&#8217;<strong>America First</strong> retorico con chiare conseguenze politiche.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/perche-biden-parla-di-acciaio-nella-national-security-strategy.html">Perché Biden parla di acciaio nella National Security Strategy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Polonia plasma la Difesa con gli occhi puntati alla Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-polonia-plasma-la-difesa-con-gli-occhi-puntati-alla-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2020 13:41:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[National Security Strategy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=280166</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="869" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Soldati-Polonia-La-Presse-e1593006065633.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Polonia, soldati La Presse" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Soldati-Polonia-La-Presse-e1593006065633.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Soldati-Polonia-La-Presse-e1593006065633-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Soldati-Polonia-La-Presse-e1593006065633-1024x463.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Soldati-Polonia-La-Presse-e1593006065633-768x348.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Soldati-Polonia-La-Presse-e1593006065633-1536x695.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Soldati-Polonia-La-Presse-e1593006065633-2048x927.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Polonia ha recentemente pubblicato la sua National Security Strategy, il documento programmatico che fissa le linee guida per il futuro che riguardano la gestione della politica nazionale della Difesa e la sua implementazione. Il documento, firmato dal presidente Andrzej Duda il 12 maggio del 2020, va a sostituire quello precedente edito nel 2014. L&#8217;opera &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-polonia-plasma-la-difesa-con-gli-occhi-puntati-alla-russia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-polonia-plasma-la-difesa-con-gli-occhi-puntati-alla-russia.html">La Polonia plasma la Difesa con gli occhi puntati alla Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="869" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Soldati-Polonia-La-Presse-e1593006065633.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Polonia, soldati La Presse" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Soldati-Polonia-La-Presse-e1593006065633.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Soldati-Polonia-La-Presse-e1593006065633-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Soldati-Polonia-La-Presse-e1593006065633-1024x463.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Soldati-Polonia-La-Presse-e1593006065633-768x348.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Soldati-Polonia-La-Presse-e1593006065633-1536x695.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Soldati-Polonia-La-Presse-e1593006065633-2048x927.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>Polonia</strong> ha recentemente pubblicato la sua <strong>National Security Strategy</strong>, il documento programmatico che fissa le linee guida per il futuro che riguardano la gestione della politica nazionale della Difesa e la sua implementazione. Il documento, firmato dal presidente Andrzej Duda il 12 maggio del 2020, va a sostituire quello precedente edito nel 2014.</p>
<p>L&#8217;opera è “scarna”, ricordando molto l&#8217;impronta anglosassone e in particolar modo statunitense: i quattro pilastri che vanno a costituirla, e che vedremo a breve, vengono definiti in modo conciso, schematico e chiaro.</p>
<p>Il documento prende le mosse dall&#8217;analisi della <strong>sicurezza</strong> generale, facendo una rapida carrellata delle <strong>minacce</strong> e della situazione globale: la chiave di lettura è la progressiva destrutturazione dell&#8217;ordine internazionale i cui effetti si riflettono sulla sicurezza della Polonia, sul perseguimento dei suoi interessi nazionali e sul raggiungimento dei suoi obiettivi strategici.</p>
<p>Particolare enfasi viene data, in questa analisi introduttiva, alla <strong>Russia</strong> che viene vista, com&#8217;era prevedibile, come la “più seria minaccia” a causa della sua politica “neo-imperialista” che prevede anche l&#8217;utilizzo della forza militare. L&#8217;aggressione alla Georgia, l&#8217;annessione illegale della Crimea e l&#8217;attività nell&#8217;Ucraina orientale hanno violato, si legge, i principi base del diritto internazionale minacciando la stabilità della sicurezza in Europa.</p>
<p>Nel documento viene anche evidenziata l&#8217;attività di sviluppo del settore militare della Federazione Russa che ha posto nel mirino l&#8217;Occidente con il diretto riferimento alle <strong>bolle A2/AD</strong> della <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-bolle-difensive-della-russia-preoccupano-loccidente.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">regione del Baltico</a>, entro le quali ricade una parte considerevole del territorio polacco: l&#8217;<em>oblast</em> di <strong>Kaliningrad</strong> è infatti una <em>exclave</em> russa dove sono schierati diversi assetti missilistici di vario tipo in grado di raggiungere, con la loro gittata, il territorio interno della Polonia.</p>
<p>Ancora la Russia viene accusata di adoperare strumenti non ascrivibili alla guerra convenzionale per minacciare la pace e la stabilità con lo scopo di recuperare la sua sfera di influenza: si fa espresso riferimento, infatti, al concetto di <strong>“guerra ibrida”</strong> che potrebbe generare un conflitto anche in modo non intenzionale e che è stato magistralmente messo in atto nel 2014 durante il putsch in Crimea.</p>
<p>Il governo polacco è alquanto lapidario nel considerare la Russia come il nemico principale per la sicurezza della nazione: questa parte dell&#8217;analisi introduttiva si conclude dicendo che “deve essere chiaro che la Federazione Russia continuerà la sua politica volta a minare l&#8217;attuale ordine internazionale, basato su leggi internazionali, per ricostruire la sua potenza e sfera di influenza”. Nelle cinque pagine di analisi del rischio, che comprende anche la rivalità globale tra Stati Uniti e <strong>Cina</strong>, il <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-cyber-warfare-il-campo-di-battaglia-piu-caldo.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pericolo cyber</a> e le nuove tecnologie ad intelligenza artificiale, le pressioni migratorie, il pericolo sanitario dato dalle pandemie, nonché la guerra ibrida di attori statuali e non, la Russia torna spesso e occupa il posto d&#8217;onore: viene anche ricordato, infatti, come la dipendenza energetica dell&#8217;Europa da Mosca, che andrà aumentando con la costruzione del <strong>Nord Stream 2</strong>, sia un fattore di rischio per la possibilità che l&#8217;approvvigionamento di gas venga usato come strumento di pressione politica.</p>
<p>Il “primo pilastro” affrontato nel documento è quello della <strong>sicurezza dello Stato</strong> e dei suoi cittadini che deve essere implementata con una serie di provvedimenti dottrinari e materiali. Si richiama l&#8217;attenzione, infatti, alla necessità di riunire i settori esistenti creando un meccanismo interagenzia di coordinamento e adeguando il sistema nazionale di gestione della crisi al <strong>Nato Crisis Response System</strong>. Andrà costruita e sviluppata la “resilienza dello Stato alle minacce, inclusa quella ibrida” attraverso la creazione di una difesa civile che deve risultare idonea anche ad affrontare le minacce alla salute pubblica come le epidemia.</p>
<p>Per quanto riguarda le Forze Armate le capacità operative e di deterrenza andranno rafforzate attraverso la loro modernizzazione che verrà messa in atto portando le spese per la Difesa al <strong>2,5% del Pil</strong> entro il 2024. In particolare si legge che il personale aumenterà in numero e così anche gli equipaggiamenti che dovranno essere adeguati alla dottrina di guerra asimmetrica e offrire capacità di costituire controbolle A2/AD in grado di essere efficaci isolatamente e per lungo periodo. Un occhio di riguardo anche per la <em>cyber warfare</em> che dovrà coprire tutti gli ambiti (difensivi e offensivi), alla difesa aerea e missilistica, alle Forze Speciali che dovranno compiere specializzarsi nelle attività di antiterrorismo e guerra ibrida e infine, fattore molto più interessante, alla necessità di dotarsi di capacità navali in grado di difendere gli interessi marittimi nazionali. Anche la info war non è stata dimenticata: viene espresso il bisogno impellente di difendere lo “spazio informativo” nazionale dalle misure di disinformazione avversarie anche aumentando la consapevolezza della popolazione rispetto a questa minaccia.</p>
<p>Ancora nel “secondo pilastro”, che riguarda la Polonia nel sistema internazionale di sicurezza, si torna a parlare, stavolta indirettamente, della Russia quando nell&#8217;affermare la volontà di accelerare la capacità di decisione della Nato puntando sulla migliore efficienza del Supreme Allied Commandr Europe (Saceur) oltre al miglioramento della capacità di difesa e deterrenza dell&#8217;Alleanza, si cita “l&#8217;incremento ed il consolidamento della presenza militare della Nato nel suo fianco orientale”. Proprio in questo senso si spiegano le mosse di Washington volte a spostare il baricentro dell&#8217;Alleanza nei Paesi dell&#8217;Est Europa, ed in particolar modo in Polonia che vedrà l&#8217;arrivo di parte del contingente Usa in fase di ritiro dalla Germania. Questa politica di spostamento verso oriente degli assetti militari è in atto da tempo ormai, ed è ereditata dall&#8217;amministrazione precedente che è stata fautrice dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/guerra/arrivo-pioggia-dollari-le-basi-nato-europa-dellest.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Edi, l&#8217;European Deterrence Initiative</strong></a> nata nel 2015 in risposta proprio all&#8217;annessione della Crimea dell&#8217;anno precedente. Nonostante questo atteggiamento “russofobo” la Polonia ha messo per iscritto la volontà di mantenere una politica a “doppio binario” con la Federazione Russa restando nel campo d&#8217;azione della Nato: da un lato aumentare la capacità di deterrenza, dall&#8217;altro aprire al dialogo basato su precise condizioni.</p>
<p>Ancora leggiamo della necessità di rafforzare la cooperazione bilaterale, regionale e globale coi propri partner che vanno dagli Stati Uniti, quelli principali, sino ai Paesi del gruppo Visegrad passando per l&#8217;Ucraina o la Repubblica di Moldavia.</p>
<p>Gli ultimi due pilastri, meno argomentati ma non meno interessanti, riguardano l&#8217;<strong>identità nazionale</strong>, definita come “radicata nell&#8217;eredità cristiana” i cui “valori tradizionali” vanno “sviluppati e protetti”, e la <strong>protezione del sistema di sviluppo sociale ed economico</strong> che prevede una particolare attenzione alla sanità (migliorare l&#8217;accesso alle infrastrutture mediche per la popolazione), all&#8217;economia (stabilizzare la finanza pubblica), le politiche migratorie (integrazione ma con attenzione alle minacce all&#8217;ordine pubblico e sicurezza dello Stato), sino alla politica energetica e a quella ambientale e scientifica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-polonia-plasma-la-difesa-con-gli-occhi-puntati-alla-russia.html">La Polonia plasma la Difesa con gli occhi puntati alla Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 49/230 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-14 22:45:47 by W3 Total Cache
-->