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	<title>Harvard Archives - InsideOver</title>
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	<title>Harvard Archives - InsideOver</title>
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		<title>Caro Trump, gli studenti internazionali valgono miliardi di dollari</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/caro-trump-gli-studenti-internazionali-valgono-miliardi-di-dollari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2025 04:59:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Harvard]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Viaggiate, che poi diventate razzisti”, recita un vecchio adagio. Viaggiare per studiare, ancor di più, dovrebbe essere una delle cose più sacre al mondo. In ogni civiltà, i giovani e la conoscenza sono le fondamenta su cui si costruisce il domani. Quando una nazione smette di proteggere, accogliere e nutrire i suoi studenti – specialmente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/caro-trump-gli-studenti-internazionali-valgono-miliardi-di-dollari.html">[...]</a></p>
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<p>“<em><strong>Viaggiate, che poi diventate razzisti</strong></em>”, recita un vecchio adagio. Viaggiare per studiare, ancor di più, dovrebbe essere una delle cose più sacre al mondo. In ogni civiltà, i giovani e la conoscenza sono le fondamenta su cui si costruisce il domani. Quando una nazione smette di proteggere, accogliere e nutrire i suoi studenti – specialmente quelli che arrivano da lontano per contribuire con idee nuove – è come se cominciasse lentamente a scavarsi la fossa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una nazione figlia del genio &#8220;straniero&#8221;</h2>



<p>Per quanto violenta, in declino, complessa possa apparire oggi la nazione americana, il dato di fatto della storia è che <strong>gli Stati Uniti sono nati dall’immigrazione</strong> e hanno fatto dell’immigrazione la loro forza, il nucleo centrale della loro potenza. Erano solo 4 milioni per l’82% d’origine inglese gli abitanti degli Stati Uniti censiti per la prima volta nel 1790, inclusi quasi 800mila schiavi. Dal 1820 al 1870 entrarono in America circa 6 milioni di immigrati che hanno fatto degli Stati Uniti ciò che sono oggi. Così come tutti quelli che sono venuti dopo.</p>



<p>In quasi 250 anni di storia sono i numeri a mettere in evidenza come gli Usa siano stati alimentati da genti provenienti da una serie di altrove lontani dal Nuovo Continente. Ognuna di quelle <strong>ondate migratorie</strong> ha assolto particolari funzioni nella crescita americana. Gli immigrati di fine Ottocento furono la manodopera generalista per lo sviluppo industriale, quelli degli anni Trenta e Quaranta, in fuga dall’Europa, irrobustirono le élite politiche e culturali; i migranti messicani del Dopoguerra infoltirono le schiere del settore agricolo; dagli anni Ottanta, gli immigrati asiatici accrescono la potenzialità scientifica e tecnologica americana. Buona parte di questi immigrati sono stati studenti che sognavano di studiare in America, per restarci o per imparare e tornare indietro poco conta. &#8220;<em>Senza i suoi studenti internazionali, Harvard non sarebbe Harvard</em>”: è quanto ha affermato la più antica e ricca università privata degli Stati Uniti nella sua causa contro l&#8217;amministrazione Trump, che sta cercando di impedire all&#8217;istituzione d&#8217;élite di iscrivere migliaia di studenti internazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La crociata contro gli studenti internazionali</h2>



<p>La &#8220;forza attrattiva&#8221; delle università americane non è mai stata solo un fatto culturale o simbolico: è stata una precisa strategia di potere, perseguita con coerenza per gran parte del XX secolo. Paradossalmente, la logica che oggi anima questa <a href="https://it.insideover.com/politica/le-universita-usa-alzano-la-testa-trump-rischia-un-sessantotto-al-contrario.html"><strong>crociata anti-universitaria</strong> </a>in nome di una caccia alle streghe in salsa <em>new cold war</em> ricorda proprio ciò che condannò il blocco sovietico alla stagnazione: durante la Guerra Fredda – va ricordato ai deboli di memoria – uno dei fattori decisivi della vittoria americana fu proprio la forza del proprio sistema universitario, usato anche come mezzo di <strong><em>soft power</em></strong>.</p>



<p>L&#8217;amministrazione Trump ha recentemente revocato la certificazione del programma Student and Exchange Visitor Program (SEVP) dell&#8217;Università di Harvard, impedendole di accettare nuovi studenti internazionali e mettendo a rischio lo status legale di quelli già iscritti. La decisione è stata giustificata con <a href="https://it.insideover.com/politica/harvard-respinge-le-richieste-di-trump-lo-scontro-su-inclusione-e-antisemitismo.html">accuse di antisemitismo</a> e presunte influenze straniere all&#8217;interno dell&#8217;ateneo. Harvard ha risposto presentando una causa contro il governo, sostenendo che tali misure violano l&#8217;autonomia accademica e i diritti costituzionali. Parallelamente, il Dipartimento di Stato, guidato da <strong>Marco Rubio</strong>, martedì scorso, ha ordinato alle ambasciate e ai consolati statunitensi di sospendere le interviste per i <strong>visti F, M e J</strong>, utilizzati da studenti internazionali. Questa sospensione è parte di un piano più ampio che prevede <strong>controlli approfonditi sui profili social</strong> dei richiedenti, con l&#8217;obiettivo dichiarato di prevenire l&#8217;ingresso di individui con legami con attività criminali o estremiste.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;valore&#8221; degli studenti stranieri negli Usa</h2>



<p>A novembre, il <a href="https://opendoorsdata.org/wp-content/uploads/2024/11/OD24_Fast-Facts_2024-1.pdf">rapporto <strong>Open Doors 2024</strong></a> sugli scambi educativi internazionali ha annunciato che il numero totale di studenti internazionali nei college e nelle università degli Stati Uniti ha raggiunto il <strong>massimo storico di oltre 1,1 milioni di studenti</strong> per gli anni 2023 e 2024. Un numero di cui la nazione dovrebbe giovarsi e rallegrarsi: scegliere un Paese che non è il proprio, affidarsi giovane all’educazione “straniera” è il più grande atto di fiducia che un ragazzo o una ragazza possa compiere: andarsi a prendere a migliaia di chilometri da casa qualcosa che casa propria non può offrire. È un atto di fiducia. Un’adozione. Ma soprattutto, si tratta di un investimento. Che dovrebbe essere un campo in cui Trump-il tycoon dovrebbe essere dieci spanne sopra agli altri. I legami che si creano oggi tra studenti statunitensi e internazionali sono, infatti, la base delle relazioni future nel mondo degli affari e del commercio, della scienza e dell&#8217;innovazione, e delle relazioni governative.</p>



<p>Secondo i dati del 2023-2024 di Open Doors, l&#8217;<strong>India</strong> è il Paese che ha inviato negli Stati Uniti il maggior numero di studenti internazionali per l&#8217;istruzione superiore, con oltre 331.000 studenti iscritti. Si tratta dello stesso Paese che nelle ultime ore, attraverso la propria ambasciata negli Usa, consiglia ai propri studenti di non saltare le lezioni per evitare di incorrere in procedimenti di espulsione o simili. La <strong>Cina</strong> è il secondo Paese d&#8217;origine con oltre 277.000 studenti, di cui circa 123.000 laureati, che studiano negli Stati Uniti. È la nazione leader per numero di studenti universitari e non laureati inviati negli Stati Uniti. Insieme, India e Cina rappresentano più della metà di tutti gli studenti internazionali nel Paese.</p>



<p>Gli studenti internazionali non arricchiscono solo il tessuto accademico delle università americane: il loro impatto si estende ben oltre i confini del campus, generando decine di miliardi di dollari per l’economia nazionale ogni anno. Secondo i <a href="https://www.nafsa.org/about/about-nafsa/new-nafsa-data-reveal-international-student-economic-contributions-continue">dati pubblicati dalla NAFSA – Association of International Educators</a>, <strong>oltre 1,1 milioni di studenti stranieri iscritti negli istituti statunitensi durante l’anno accademico 2023–2024 hanno contribuito con 43,8 miliardi di dollari al PIL americano</strong>, sostenendo più di 378.000 posti di lavoro in vari settori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il calo delle iscrizioni e la miopia strategica di Washington</h2>



<p>Rinunciare al potenziale degli studenti internazionali significa indebolire la preparazione globale degli studenti americani, rallentare la crescita e sottrarre nutrimento a settori strategici come la ricerca scientifica e l’innovazione. Guardando al primo trimestre del 2025, alcuni dati suggeriscono un <strong>calo delle iscrizioni di studenti internazionali</strong>, con una diminuzione dell&#8217;11,33% da marzo 2024 a marzo 2025. Si tratta di un calo significativo, che potrebbe avere un impatto sulle finanze delle università e sull&#8217;economia globale della conoscenza. Sebbene gli Stati Uniti rimangano una destinazione popolare, vi sono preoccupazioni circa la stabilità del contesto politico per gli studenti internazionali. Alcuni studenti stanno prendendo in considerazione paesi ospitanti alternativi a causa di potenziali problemi di immigrazione e restrizioni sui visti. Questa è già di per sé una sconfitta.</p>



<p>È noto, ad esempio, che oggi gli Stati Uniti formino meno ingegneri e tecnici rispetto a Paesi come la Russia. Una carenza che, nel contesto geopolitico attuale, si traduce in una limitata capacità di riconvertire l’apparato industriale per sostenere la produzione militare — una difficoltà evidente nel supporto all’Ucraina. In settori come l’informatica, l’<strong>intelligenza artificiale</strong> e l’ingegneria, il ruolo degli studenti provenienti da Paesi asiatici è stato semplicemente decisivo. È grazie a questo capitale umano importato che gli Stati Uniti hanno potuto dominare la scena globale dell’innovazione. Alle minacce di <em>ban</em> agli studenti stranieri si aggiungono poi quelle dei <strong>tagli previsti nella manovra finanziaria promossa da Trump</strong>, attualmente in discussione al Senato. La proposta prevede una significativa riduzione dei fondi pubblici destinati alla ricerca scientifica. Se approvata, porterebbe gli Stati Uniti sempre più lontani dai livelli di investimento di Cina ed Europa — proprio nel momento in cui la competizione economica globale entra in una nuova fase di intensità.</p>



<p>&#8220;<em>The Goliath of totalitarianism will be brought down by the David of the microchip</em>”, disse una volta <strong>Ronald Reagan</strong>, tanto per citare uno che non la toccava piano come Trump. E come si producono i microchip senza l’apporto dell’ingegno del resto del mondo? Einstein non avrebbe avuto la possibilità di continuare a essere Einstein se gli Stati Uniti non avessero saputo accoglierlo. Come lui, decine di scienziati, innovatori e premi Nobel arrivarono in America perché trovarono un sistema che investiva nel sapere. Ogni ostacolo posto oggi agli studenti internazionali è un passo indietro rispetto a quella tradizione. E un rischio reale di perdere, domani, i prossimi Einstein.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le Università Usa alzano la testa: Trump rischia un Sessantotto al contrario</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-universita-usa-alzano-la-testa-trump-rischia-un-sessantotto-al-contrario.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2025 15:24:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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<p>Arrivata ai suoi primi 100 giorni, l'amministrazione Trump ha ingaggiato una vera e propria battaglia contro il mondo dell'Università.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427214305435_7e45f5c1ff52a805d6c7baae84ca3cbf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427214305435_7e45f5c1ff52a805d6c7baae84ca3cbf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427214305435_7e45f5c1ff52a805d6c7baae84ca3cbf-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427214305435_7e45f5c1ff52a805d6c7baae84ca3cbf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427214305435_7e45f5c1ff52a805d6c7baae84ca3cbf-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427214305435_7e45f5c1ff52a805d6c7baae84ca3cbf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427214305435_7e45f5c1ff52a805d6c7baae84ca3cbf-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;amministrazione Trump ha ingaggiato una vera e propria battaglia contro il mondo dell&#8217;Università, segnando un momento cruciale per l&#8217;equilibrio tra potere politico e autonomia accademica negli Stati Uniti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Harvard e le altre</h2>



<p>L&#8217;amministrazione Trump sta tentando di esercitare un&#8217;influenza senza precedenti sulle università americane, minacciando il <strong>ritiro di finanziamenti federali</strong> che per decenni hanno sostenuto la ricerca e la formazione. L&#8217;accusa principale è che alcuni atenei, in particolare quelli d&#8217;élite, siano diventati<strong> focolai di antisemitismo e di indottrinamento ideologico.</strong> Il malcontento conservatore affonda le sue radici in decenni di critiche a programmi di <em>affirmative action</em>, ai costi esorbitanti, al predominio di professori progressisti e alla diffusione di iniziative su diversità, equità e inclusione. L’università, secondo molti conservatori, avrebbe perso la propria neutralità, trasformandosi in un laboratorio di &#8220;<em>wokeness</em>&#8221; scollegato dalle esigenze del mercato del lavoro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427220314415_4fa93fca0ec058bcef2594289ceaadd6-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-467220" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427220314415_4fa93fca0ec058bcef2594289ceaadd6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427220314415_4fa93fca0ec058bcef2594289ceaadd6-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427220314415_4fa93fca0ec058bcef2594289ceaadd6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427220314415_4fa93fca0ec058bcef2594289ceaadd6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427220314415_4fa93fca0ec058bcef2594289ceaadd6-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427220314415_4fa93fca0ec058bcef2594289ceaadd6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Harvard</strong> è il caso più emblematico: circa 9 miliardi di dollari di finanziamenti sono a rischio, con oltre 2,2 miliardi già cancellati. <strong>Altri atenei colpiti includono Columbia, Penn, Princeton, Brown, Cornell e Northwestern.</strong> Alcuni, come Columbia, hanno ceduto alle richieste federali, accettando di rafforzare la sicurezza interna e rivedere i dipartimenti più contestati. <strong>Harvard, invece, ha scelto la linea dura,</strong> rifiutando le imposizioni e rivendicando la propria indipendenza accademica e costituzionale. Oltre alla posta economica immediata è in gioco il futuro stesso dell&#8217;istruzione superiore americana: ricerca scientifica, innovazione tecnologica e competitività globale dipendono da investimenti stabili, che oggi sembrano minacciati da una guerra ideologica. Se alcuni si chiedono perché università con <em>endowment </em>miliardari non possano semplicemente attingere ai propri fondi, i rettori ricordano che gran parte di queste risorse è vincolata a specifici progetti. Harvard, ad esempio, pur disponendo di un patrimonio di circa 53 miliardi di dollari, ha annunciato l&#8217;<strong>emissione di obbligazioni </strong>per 750 milioni per tamponare l&#8217;emergenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La miccia del Sessantotto nei campus</h2>



<p>Ma la vera battaglia, questa volta, è soprattutto esistenziale. Nel lontano 1968 un rombo sommesso cresceva sotto la superficie delle strade ordinate, tra i campus universitari, nei salotti delle case borghesi e nei ghetti dimenticati. I volti giovani, segnati da sogni e rabbia, si affacciavano alla storia decisi a non accettare più il mondo così com&#8217;era. Era un tempo in cui la paura e la speranza si intrecciavano in ogni marcia, in ogni slogan gridato contro il cielo. Le pallottole che caddero a Memphis, i pugni alzati a Città del Messico, i fiori infilati nelle canne dei fucili: tutto sembrava urlare che il vecchio ordine stava crollando.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://angolodiphil.it/wp-content/uploads/2019/12/Studenti-ad-Hamilton-Hall-alla-Columbia-University-il-23-aprile.jpg" alt=""/></figure>



<p>Uno degli episodi più significativi si verificò alla <strong>Columbia University </strong>di New York. Nel 1968, gli studenti scoprirono che l&#8217;università era affiliata all&#8217;Institute for Defense Analyses (IDA), un think tank legato al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, coinvolto nella ricerca per la guerra in Vietnam. Inoltre, l&#8217;università aveva pianificato la costruzione di una palestra a Morningside Park, un progetto percepito come discriminatorio nei confronti della comunità afroamericana di Harlem.​ Oltre alla Columbia University, numerosi altri campus furono teatro di proteste:​ al <strong>San Francisco State College </strong>nel novembre 1968, gli studenti, guidati dalla Black Student Union e dal Third World Liberation Front, iniziarono uno <strong>sciopero di 133 giorni</strong>, il più lungo nella storia accademica degli Stati Uniti. Chiedevano la creazione di un Dipartimento di Studi Etnici e una maggiore rappresentanza delle minoranze nel corpo docente.<strong> ​</strong></p>



<p><strong>Berkeley</strong>, in California, fu un altro epicentro delle proteste: nel gennaio 1969, gli studenti formarono il Third World Liberation Front e iniziarono uno sciopero per protestare contro la mancanza di rappresentanza delle minoranze e per chiedere la creazione di un College of Ethnic Studies. Le proteste portarono a scontri con la polizia e all&#8217;arresto di numerosi studenti. Quei <em>boomer </em>arrabbiati contestavano Washington e le sue scelte, i loro genitori e, non per ultimi, le teste d’uovo che li giudicavano in aula. Rettori compresi. Tuttavia, non contestarono mai le radici della Nazione: i Padri Fondatori per intenderci. Anzi, li riterranno sempre gli ispiratori del <em><strong>free speech</strong></em> che tanto invocarono nei loro campus.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La risposta degli atenei e dei rettori</h2>



<p><em>Mutatis mutandis</em>, in queste settimane assistiamo a uno stravolgimento dei ruoli nella battaglia per l’Accademia. ​Dopo settimane di risposte caute alle minacce dell’amministrazione Trump — tra tagli a miliardi di dollari di fondi e richieste drastiche — oltre <strong>400 rettori universitari hanno firmato una dichiarazione</strong> che denuncia l'&#8221;<em>interferenza governativa senza precedenti</em>&#8221; nella vita accademica. Un altro appello, promosso da oltre 100 ex rettori, invita a una mobilitazione trasversale contro l&#8217;autoritarismo. Harvard ha aperto una nuova fase del confronto diventando il primo ateneo a <strong>citare in giudizio l’amministrazione</strong>, contestando come &#8220;illegali&#8221; le condizioni poste per scongiurare il taglio di 9 miliardi di dollari di finanziamenti. L&#8217;università è sostenuta da diverse associazioni di categoria e da 86 istituzioni che si oppongono, tra l&#8217;altro, alle politiche restrittive sui visti per studenti stranieri.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://i.guim.co.uk/img/media/d37d4e0f5cf30b9d72f9907635999dfee5a4a9b0/0_90_2722_1634/master/2722.jpg?width=620&amp;dpr=2&amp;s=none&amp;crop=none" alt=""/></figure>



<p>Trump, tuttavia, non arretra. Anzi, intensifica gli attacchi: etichetta le università come <strong>roccaforti di &#8220;<em>marxisti maniaci</em>&#8220;</strong>, promulga nuovi ordini esecutivi contro i programmi di diversità nei campus e promette una revisione radicale del sistema di accreditamento universitario. In un messaggio su Truth Social, ha definito Harvard &#8220;<em>una minaccia per la democrazia</em>&#8221; e &#8220;<em>un&#8217;istituzione antisemita ed estremista</em>&#8220;, accusando gli atenei di accogliere studenti intenzionati a &#8220;<em>distruggere il Paese</em>&#8220;. Nonostante i college e i loro amministratori si confrontino abitualmente su temi diversi, la presa di posizione dell&#8217;<strong>American Association of Colleges and Universities</strong> ha rappresentato <strong>un raro momento di compattezza</strong>, capace di unire realtà molto diverse tra loro: dalle prestigiose università della <strong>Ivy League</strong> ai community college, dalle grandi scuole pubbliche alle università gesuite, fino ai college storicamente afroamericani. Sebbene la maggior parte dei firmatari provenga dagli stati democratici, alcuni rappresentano college degli Stati repubblicani, come il Millsaps College di Jackson, Mississippi, la University of the South di Sewanee, Tennessee, e il Talladega College in Alabama.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La polveriera dei campus, oggi (ma al contrario)</h2>



<p>Questa volta, dunque, i rettori stanno con gli studenti e gli studenti con i rettori. Un&#8217;inversione a 180 gradi del tavolo della storia. L&#8217;assalto sistematico della Casa Bianca al mondo accademico americano non è soltanto una battaglia politica contingente: è un attacco alle fondamenta stesse della democrazia liberale. La libertà accademica, lungi dall&#8217;essere un lusso elitario, è il motore che ha reso gli Stati Uniti un epicentro mondiale di innovazione, progresso e influenza culturale. In un Paese in cui circa <strong>il 58% della ricerca scientifica è svolta all&#8217;interno delle università</strong>, interferire nella gestione dei fondi federali con criteri ideologici significa compromettere l&#8217;intero sistema della conoscenza. </p>



<p>Le università non sono solo centri di sapere: sono anche colossi economici. <strong>Nel 2022, la ricerca accademica ha generato oltre 71 miliardi di dollari di attività economica</strong> e più di mezzo milione di posti di lavoro. Depotenziarle equivale a indebolire l’economia americana nel suo insieme, minando quell’ecosistema di innovazione che ha prodotto alcuni dei più importanti balzi tecnologici del nostro tempo. In un momento in cui la competizione globale è feroce, la strategia appare particolarmente miope. <strong>La Cina investe una quota crescente del proprio PIL in ricerca e sviluppo, </strong>mentre gli Stati Uniti rischiano di soffocare la propria leadership scientifica sotto il peso di guerre culturali interne. Gli atenei d&#8217;élite americani, come Harvard o Stanford, non sono solo simboli: sono infrastrutture strategiche per il futuro tecnologico ed economico del Paese.</p>



<p>A tutto ciò si aggiunge l&#8217;evidente <strong>strumentalizzazione del problema dell’antisemitismo</strong>. Se è innegabile che si siano verificati episodi gravi nei campus, i dati mostrano che la maggioranza degli atti antisemiti negli Stati Uniti avviene al di fuori delle università, e a firma del <a href="https://it.insideover.com/politica/leterno-ritorno-del-ku-klux-klan.html#google_vignette">suprematismo bianco </a>che negli Usa ha una libertà d&#8217;azione che in nessun Paese civile sarebbe concessa. Usare questa piaga reale come leva per un attacco generalizzato all&#8217;istruzione superiore appare come una distorsione per fini politici più ampi. Infine, la minaccia più insidiosa: l’imposizione di <strong>criteri politici per il finanziamento universitario</strong> rischia di soffocare il pensiero critico, alimentando un clima di conformismo intellettuale che storicamente è stato il preludio alla stagnazione economica e culturale. Oltre che di tutte le sciagure umane.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-universita-usa-alzano-la-testa-trump-rischia-un-sessantotto-al-contrario.html">Le Università Usa alzano la testa: Trump rischia un Sessantotto al contrario</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Harvard respinge le richieste di Trump: lo scontro su inclusione e antisemitismo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/harvard-respinge-le-richieste-di-trump-lo-scontro-su-inclusione-e-antisemitismo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 12:04:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Harvard]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415114110793_d8a4b0efa770832be5733283480fc49e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415114110793_d8a4b0efa770832be5733283480fc49e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415114110793_d8a4b0efa770832be5733283480fc49e-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415114110793_d8a4b0efa770832be5733283480fc49e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415114110793_d8a4b0efa770832be5733283480fc49e-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415114110793_d8a4b0efa770832be5733283480fc49e-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415114110793_d8a4b0efa770832be5733283480fc49e-1536x1026.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Rifiuto di Harvard: Harvard è la prima università USA a respingere le richieste dell'amministrazione Trump di adeguarsi a nuove politiche su inclusione e antisemitismo entro agosto 2025.</p>
<p>Tagli ai fondi: La Casa Bianca ha annunciato il blocco di 2,2 miliardi di dollari in sovvenzioni e 60 milioni in contratti pluriennali, targeting programmi accusati di promuovere antisemitismo.</p>
<p>Richieste di Trump: L'amministrazione ha chiesto lo smantellamento dei programmi DEI e sanzioni per i docenti accusati di discriminazione contro studenti ebrei o israeliani post-7 ottobre.</p>
<p>Difesa di Harvard: Il presidente Alan Garber ha definito le richieste un "abuso incostituzionale", sottolineando il rischio per la libertà accademica e i progressi scientifici.</p>
<p>Critica di Greenwald: Glenn Greenwald denuncia su X l'ipocrisia della destra pro-Israele, che dopo anni di difesa del free speech, ora promuove censura per proteggere Israele.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/harvard-respinge-le-richieste-di-trump-lo-scontro-su-inclusione-e-antisemitismo.html">Harvard respinge le richieste di Trump: lo scontro su inclusione e antisemitismo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415114110793_d8a4b0efa770832be5733283480fc49e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415114110793_d8a4b0efa770832be5733283480fc49e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415114110793_d8a4b0efa770832be5733283480fc49e-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415114110793_d8a4b0efa770832be5733283480fc49e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415114110793_d8a4b0efa770832be5733283480fc49e-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415114110793_d8a4b0efa770832be5733283480fc49e-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415114110793_d8a4b0efa770832be5733283480fc49e-1536x1026.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Harvard</strong> è la prima università degli Uniti a rifiutare le richieste dell’amministrazione Trump, che nel frattempo ha annunciato il blocco di<strong> 2,2 miliardi di dollari in sovvenzioni</strong> e di 60 milioni di dollari in contratti pluriennali. La Casa Bianca aveva chiesto ad Harvard di adeguarsi, entro agosto 2025, a una serie di nuove politiche su inclusione e antisemitismo, ma l&#8217;istituzione dell&#8217;<em>Ivy League</em> situata a Cambridge, nel Massachusetts, ha respinto le richieste dell&#8217;amministrazione repubblicana. La Casa Bianca ha preso di mira una serie di programmi accusati di &#8220;alimentare antisemitismo e pregiudizi ideologici&#8221;, prendendo di mira scuole e centri specifici come la Divinity School, la Medical School e la Harvard Law School International Human Rights Clinic. </p>



<p>Inoltre, il governo chiedeva lo smantellamento immediato di tutti i programmi di &#8220;<strong>diversità, equità e inclusione (DEI)&#8221;</strong>,  che secondo i conservatori sono responsabili di promuovere politiche discriminatorie. L&#8217;amministrazione Usa chiedeva inoltre di <strong>identificare e sanzionare i membri della facoltà accusati di discriminazione contro studenti ebrei</strong> o israeliani dopo il 7 ottobre. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Harvard respinge le richieste di Trump: è scontro</h2>



<p>Il presidente di Harvard, <strong>Alan M. Garber</strong>, <a href="https://www.harvard.edu/president/news/2025/the-promise-of-american-higher-education/">ha respinto con fermezza le richieste</a>, definendole un &#8220;abuso incostituzionale che viola i diritti del Primo Emendamento dell’università&#8221; e supera l’autorità federale ai sensi del Titolo VI. In una lettera alla comunità di Harvard, Garber ha sottolineato la <strong>partnership di 75 anni con il governo federale</strong>, che ha portato a &#8220;innovazioni rivoluzionarie in medicina, ingegneria e scienze, a beneficio di milioni di persone in tutto il mondo&#8221;. Ha avvertito che le azioni del governo minacciano &#8220;non solo la libertà accademica, ma anche la sicurezza economica nazionale&#8221; e i &#8220;progressi nella salute pubblica, come i trattamenti per l’Alzheimer e le scoperte in AI e scienze quantistiche&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="884" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GoiuODLXkAAbhzY-1-1024x884.jpeg" alt="" class="wp-image-465381" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GoiuODLXkAAbhzY-1-1024x884.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GoiuODLXkAAbhzY-1-600x518.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GoiuODLXkAAbhzY-1-300x259.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GoiuODLXkAAbhzY-1-768x663.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GoiuODLXkAAbhzY-1.jpeg 1344w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Le richieste dell&#8217;amministrazione Trump all&#8217;Harvard University</em></figcaption></figure>



<p>Garber ha ribadito l’impegno di Harvard &#8220;nella lotta contro l’antisemitismo&#8221;, evidenziando le misure adottate negli ultimi 15 mesi e i piani per ulteriori azioni, tra cui &#8220;promuovere un dialogo aperto&#8221;, aumentare la &#8220;diversità di punti di vista e garantire processi disciplinari equi&#8221;. Harvard, ha concluso Garber, continuerà a perseguire la verità senza paura, fedele al suo motto “Veritas”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;accusa di Greenwald</h2>



<p>In un thread su X, il giornalista pluripremiato giornalista <strong>Glenn Greenwald</strong> accusa l&#8217;amministrazione Trump di ipocrisia e censura per aver imposto alle università l&#8217;adozione della definizione IHRA di &#8220;antisemitismo&#8221;, che limita fortemente le critiche verso Israele (l&#8217;lInternational Holocaust Remembrance Alliance è un&#8217;organizzazione intergovernativa che equipara le critiche rivolte allo stato ebraico all&#8217;antisemitismo). Greenwald denuncia il paradosso della destra pro-Israele, che dopo anni di difesa della libertà di parola contro i codici di <em>hate speech</em>, ora promuove restrizioni radicali per proteggere un solo Paese straniero (Israele). </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">What the Trump Admin is doing to our nation&#39;s colleges is pure DEI:<br><br>Your campus is rife with bigotry. A minority group feels uncomfortable and unsafe. We thus demand the radical expansion of hate speech codes (IHRA) to outlaw criticisms of Israel that make them feel discomfort. <a href="https://t.co/wNWXL63BBi">https://t.co/wNWXL63BBi</a></p>&mdash; Glenn Greenwald (@ggreenwald) <a href="https://twitter.com/ggreenwald/status/1911890015015100501?ref_src=twsrc%5Etfw">April 14, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>&#8220;Il tanfo dell&#8217;ipocrisia della destra pro-Israele su questo è tanto soffocante quanto nauseante&#8221; accusa il giornalista su X. &#8220;Un intero decennio a strillare sulla libertà di parola nei campus e sui mali delle regole contro l&#8217;hate speech e della censura, solo per ora distruggere la libertà accademica per proteggere un solo Paese straniero&#8221; afferma il giornalista. </p>



<p>L’analisi di Greenwald mette in luce le <strong>contraddizioni del dibattito americano</strong> su censura e libertà di espressione nei campus. Per anni, i conservatori hanno denunciato – spesso a ragione – le <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/la-cancel-culture-esiste-ed-e-un-problema.html">limitazioni al free speech imposte dal progressismo woke e dalla cancel culture</a>, opponendosi alla demonizzazione di autori classici e alla soppressione del dissenso. Eppure, oggi, molti di quegli stessi critici della censura finiscono per giustificare la repressione di proteste legittime contro Israele, applicando lo stesso dogmatismo che un tempo condannavano. Se in nome della &#8220;lotta all’antisemitismo&#8221; si mette a tacere ogni critica a un governo straniero, anche quando fondata su fatti e principi universali, allora l’impegno per la libertà di parola si rivela pura ipocrisia. La vera difesa del <em>free speech</em> non può essere selettiva: o vale per tutte le voci, anche scomode, o non vale affatto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/harvard-respinge-le-richieste-di-trump-lo-scontro-su-inclusione-e-antisemitismo.html">Harvard respinge le richieste di Trump: lo scontro su inclusione e antisemitismo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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