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	<title>Guerra in Sudan Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 May 2026 05:06:39 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Guerra in Sudan Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Sudan ed Etiopia ormai pronti alla guerra. E dietro di loro Emirati, Arabia Saudita, Egitto e&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-venti-di-guerra-tra-sudan-ed-etiopia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 05:06:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Khartoum ha accusato Addis Abeba di supportare attivamente i ribelli delle Rsf e di essere oramai un proxy degli Emirati Arabi Uniti. Esplicita la minaccia sudanese: "Pronti a un confronto diretto con l'Etiopia".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-venti-di-guerra-tra-sudan-ed-etiopia.html">Sudan ed Etiopia ormai pronti alla guerra. E dietro di loro Emirati, Arabia Saudita, Egitto e&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando si inizia a parlare di &#8220;<strong>guerra aperta</strong>&#8220;, vuol dire che l&#8217;ultimo tabù prima dell&#8217;inizio di un conflitto armato si è oramai infranto. E l&#8217;idea di portare avanti un conflitto armato non risulta più tanto remota per una delle possibili parti in causa. Per questo non possono che suscitare clamore le parole del portavoce del governo sudanese dei giorni scorsi, <strong>secondo cui Khartoum è ormai pronta ad affrontare una &#8220;guerra aperta&#8221; contro l&#8217;Etiopia</strong>. Il motivo è legato al presunto <strong>appoggio offerto da Addis Abeba alle Rsf,</strong> le forze di supporto rapido comandate dal <strong>generale Dagalo</strong> e in conflitto con il governo centrale sudanese dall&#8217;aprile del 2023. Khartoum ha presentato le sue prove del coinvolgimento etiope, ovviamente dall&#8217;altra parte della barricata si è negata ogni accusa. <strong>Ma i timori di un nuovo conflitto nel cuore dell&#8217;Africa appaiono oggi più forti che mai</strong>. Anche perché, sullo sfondo, ci sono contrasti e tensioni riguardanti più in generale gli interi equilibri del medio oriente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La goccia che ha fatto traboccare il vaso: il raid sull&#8217;aeroporto di Khartoum </h2>



<p><strong>Il 4 maggio scorso il principale aeroporto di Khartoum è stato investito da diverse esplosioni</strong>. Lo scalo è entrato subito in stato di allerta, l&#8217;esercito sudanese ha attivato la contraerea, dopo alcuni minuti di trambusto la situazione è tornata alla normalità. Khartoum, capitale del Sudan, è tornata nelle mani dell&#8217;esercito soltanto lo scorso anno. I militari agli ordini del generale e presidente ad interim <strong>Al Burhan</strong>, hanno strappato la città dalle mani delle milizie rivali delle Rsf. Questo però non ha comportato la fine della guerra, al contrario le stesse Rsf hanno rilanciato nel <strong>Darfur</strong>. Lì dove hanno commesso atrocità di ogni tipo contro le popolazioni masalit e fur, così come documentato in diversi drammatici report internazionali. <strong>Le Rsf sono sostenute dagli Emirati Arabi Uniti</strong>, il cui governo ha spesso negato l&#8217;appoggio militare ma non quello politico. Ad ogni modo, non è certo un segreto nelle stanze della diplomazia internazionale che Abu Dhabi ha costantemente rifornito di armi e soldi i propri alleati nella guerra civile sudanese. Il tutto nell&#8217;ottica di esercitare influenza in un Paese, quale il Sudan, ricco di risorse e strategico a livello politico.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Drone strikes hit Khartoum International Airport and strategic military sites on Monday as the RSF intensifies its aerial campaign. Authorities evacuated the airport and canceled flights following the attack.<br>Military sources further allege drones were launched from bases within… <a href="https://t.co/RgYRuWAxiN">pic.twitter.com/RgYRuWAxiN</a></p>&mdash; Sudan Tribune (@SudanTribune_EN) <a href="https://twitter.com/SudanTribune_EN/status/2051334710370984095?ref_src=twsrc%5Etfw">May 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Nelle ore successive al raid contro lo scalo di Khartoum, ovviamente il governo sudanese ha accusato le Rsf. Ma non solo: secondo il presidente Al Burhan e i suoi principali collaboratori, <a href="https://www.agenzianova.com/news/sudan-il-governo-accusa-gli-emirati-e-letiopia-per-gli-attacchi-con-droni-allaeroporto-di-khartum/">l&#8217;attacco è stato organizzato con l&#8217;aiuto dell&#8217;Etiopia</a>. In particolare, i droni che hanno poi colpito la capitale sudanese sarebbero partiti dall&#8217;aeroporto etiope di <strong>Bahir Dar</strong>. Khartoum ha detto di avere prove a riguardo, ritenute però senza fondamento da parte di Addis Abeba. A premere maggiormente sulle accuse contro l&#8217;Etiopia, è stato il ministro degli Esteri <strong>Mohieddin Salem</strong>, protagonista di un&#8217;infuocata conferenza stampa pochi giorni dopo il raid contro l&#8217;aeroporto della capitale. È proprio in quell&#8217;occasione che i vari portavoce del governo sudanese hanno dichiarato di &#8220;essere pronti a una guerra aperta&#8221; contro la controparte etiope. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il puzzle di equilibri regionali </h2>



<p>L&#8217;accusa avanzata dal Sudan all&#8217;Etiopia ha soprattutto una <strong>base politica</strong>. Khartoum infatti ha messo, per ovvi motivi, nel mirino tutti i governi dei Paesi vicini ritenuti veri e propri &#8220;proxy&#8221; degli Emirati Arabi Uniti. <strong>Addis Abeba in effetti negli ultimi mesi ha intensificato i rapporti con Abu Dhabi</strong>. Il governo etiope di <strong>Abiy Ahmed </strong>ha bisogno di soldi per continuare a finanziare le mega opere pubbliche avviate nell&#8217;ultimo decennio, gli emiratini dal canto loro necessitano di trovare un aggancio solido nel<strong>Corno d&#8217;Africa</strong>. Entrambi inoltre, sia l&#8217;Etiopia che gli Emirati Arabi Uniti, appaiono interessati a sviluppare i legami con la regione separatista somala del <strong>Somaliland</strong>. Addis Abeba per provare ad avere un porto, vista l&#8217;assenza di propri sbocchi a mare, Abu Dhabi invece sempre per il motivo legato alla necessità di avere appoggi in questa porzione del continente.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Suspicious UAE 🇦🇪 flights to Ethiopia 🇪🇹 have increased significantly since December 2025, peaking in January and February with 35 flights recorded in each month; notably, this rise coincided with the UAE abandoning the known supply route to the RSF via Libya 🇱🇾 and Bosaso 🇸🇴. 2/ <a href="https://t.co/LtrdLjNN9d">pic.twitter.com/LtrdLjNN9d</a></p>&mdash; Rich Tedd 🛰 ✈️ (@AfriMEOSINT) <a href="https://twitter.com/AfriMEOSINT/status/2051599552608670083?ref_src=twsrc%5Etfw">May 5, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il coinvolgimento dell&#8217;Etiopia quindi, non è solo da intendersi come un confronto diretto tra Khartoum e Addis Abeba. Al contrario, <strong>in ballo ci sono tutti i vari più delicati tasselli del mosaico mediorientale</strong>. Il conflitto sudanese altro non è che uno specchio su cui si riflettono le varie alleanze regionali più o meno consolidate. Da una parte ci sono le Rsf, proxy degli Emirati Arabi Uniti e del blocco facente capo ad Abu Dhabi e che comprende, tra gli altri, Etiopia, Somaliland, il generale libico Khalifa Haftar (anche se adesso in maniera più sfumata) e il gruppo separatista del sud dello Yemen, il quale però è stato sconfitto e ridimensionato dalle forze regolari yemenite. Dall&#8217;altra parte, si trova invece l&#8217;esercito sudanese supportato dall&#8217;Arabia Saudita, dall&#8217;Egitto, dall&#8217;Eritrea e dalla Somalia.</p>



<p>Lo scontro tra le due parti potrebbe portare a un inasprimento del confronto. <strong>Non solo in Sudan, ma anche per l&#8217;appunto nella stessa Etiopia</strong>: non è un caso che Addis Abeba, nel rispondere alle accuse di ingerenza da parte sudanese, ha controreplicato affermando come in realtà sia il Sudan a interferire armando i ribelli del <strong>Tigray</strong>. Altra regione quest&#8217;ultima dove i venti di guerra stanno tornando a soffiare in modo importante.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-venti-di-guerra-tra-sudan-ed-etiopia.html">Sudan ed Etiopia ormai pronti alla guerra. E dietro di loro Emirati, Arabia Saudita, Egitto e&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Rsf sotto pressione, Iran in campo: la guerra nel Golfo cambia il conflitto in Sudan</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/rsf-sotto-pressione-iran-in-campo-la-guerra-nel-golfo-cambia-il-conflitto-in-sudan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 08:51:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1082" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Rsf sotto pressione, Iran in campo: la guerra nel Golfo cambia il conflitto in Sudan. Gli scenari a tre anni.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1082" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>guerra civile in Sudan</strong> si avvicina al terzo anniversario, il prossimo 15 aprile, e nel quadro dell&#8217;interdipendenza tra i conflitti che perturbano profondamente l&#8217;ordine globale sta venendo impattata dalle conseguenze della <strong>Terza guerra del Golfo</strong> e dall&#8217;attacco di Israele e Usa contro l&#8217;Iran.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come prosegue la guerra in Sudan</h2>



<p>Il confronto tra le Forze Armate Sudanesi (Saf), l&#8217;esercito regolare fedele al regime castrense di <strong>Abdel Fattah al-Buhran</strong> che governa a Khartoum, e le <strong>Forze di Supporto Rapido (Rsf)</strong> ribelli guidate da&nbsp;<strong>Mohamed Hamdan Dagalo</strong>, detto “<strong>Hemedti</strong>”, dopo un 2025 di inaudita ferocia contraddistinto, in particolar modo, dalla campagna di massacri di massa delle Rsf nell&#8217;area del Sudan occidentale occupato e dall&#8217;accusa di <strong>genocidio contro i popoli non arabi</strong> dell&#8217;area, è influenzato direttamente dalla situazione di conflitto. E la crisi riguarda principalmente le truppe di Hemedti che, come noto, <a href="https://it.insideover.com/politica/egitto-arabia-emirati-strage-sudan.html">hanno avuto negli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong></a> un importante sponsor e il principale fornitore di armamenti, logistica, sostegno operativo.</p>



<p>Con Abu Dhabi e Dubai messe nel mirino dall&#8217;<strong>assalto iraniano promosso da Teheran come risposta agli attacchi israelo-americani</strong> per rovesciare il regime e deteriorare le capacità balistiche del Paese, i rifornimenti degli Emirati ai ribelli sudanesi sono decisamente incerti e non c&#8217;è certezza di <strong>quanti carichi possano essere giunti, via Etiopia e Kenya</strong>, dal 28 febbraio, giorno dello scoppio del conflitto, a oggi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Emirati Arabi Uniti riducono la presenza in Sudan?</h2>



<p>Gli Emirati Arabi Uniti combattono una <strong>battaglia esistenziale</strong> non tanto per la sopravvivenza materiale quanto per difendere il loro ruolo di porto sicuro per gli affari, paradiso nel quadrante del Golfo e hub di interconnessione globale che è alla base della loro prosperità. <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-golfo-a-corto-di-intercettori-i-timori-degli-usa-e-dei-paesi-arabi-per-la-guerra.html">E mentre le <strong>scorte di intercettori in ridimensionamento</strong></a> e i dubbi sulle future mosse di Usa e Israele inquietano il Golfo, le Rsf sono indirettamente messe sotto pressione. Le Saf sono state in avanzata nella regione contesa del Kordofan, che le Rsf pensavano di consolidare come perno del loro personale Stato.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">It looks like the SAF is exploiting the momentum of the Iran War to make gains against the RSF<br><br>The UAE&#39;s supply chain to the RSF is under heavy strain as Emirati cities are subjected to reckless Iranian fire and Gulf logistics are effectively coming to a halt <a href="https://twitter.com/hashtag/Sudan?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Sudan</a> <a href="https://t.co/x7fyhqj2d9">https://t.co/x7fyhqj2d9</a></p>&mdash; Dr Andreas Krieg (@andreas_krieg) <a href="https://twitter.com/andreas_krieg/status/2031693848729260369?ref_src=twsrc%5Etfw">March 11, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il 5 marzo, <em>Agenzia Nova</em> prospettava l&#8217;ipotesi che le forze armate sudanesi potessero espandere il loro raggio d&#8217;azione in caso di <strong><a href="https://www.theafricareport.com/411364/conflict-ravaged-sudan-hit-hard-by-iran-war-fallout/">prolungato deterioramento del sostegno emiratino</a></strong>. Più di <a href="https://thecradle.co/articles-id/36461#google_vignette">recente <em>The Cradle</em></a><em> </em>ha parlato di prospettive di un &#8220;rapido collasso&#8221; delle Rsf. Questa affermazione è per ora prematura, ma indica un possibile trend che una durata prolungata della guerra può alimentare. Ad oggi lo scenario è quello di un prosieguo della guerra di logoramento che ha già provocato centinaia di migliaia di morti e milioni di sfollati.</p>



<p><a href="https://www.aljazeera.com/opinions/2026/3/11/sudans-devastating-war-rages-on-as-regional-rivalries-deepen"><em>Al Jazeera</em> ricorda </a>che la diplomazia è frenata, e ricordando che &#8220;il &nbsp;12 settembre 2025, dopo mesi di negoziati guidati dagli Stati Uniti, il Quad – composto da Stati Uniti, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti ed Egitto – ha proposto una tabella di marcia per porre fine alla guerra&#8221; ma ora &#8221;&nbsp;le crescenti tensioni tra due membri del Quad, l&#8217;Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, ora gettano un&#8217;ombra sui negoziati relativi alla tabella di marcia&#8221;. <strong>Abu Dhabi è tutt&#8217;altro che un mediatore neutrale,</strong> e anche Riad sta passando fortemente a sostenere Khartoum, seguendo sul suo terreno la <strong>Turchia che, assieme al Qatar,</strong> già appoggia apertamente le forze anti-Rsf.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ombra iraniana sul Sudan</h2>



<p>In tal senso, è bene ricordare che Khartoum può contare anche su un partner di peso, il cui sostegno è stato a lungo sottovalutato: l&#8217;<strong>Iran</strong>. Teheran ha sostenuto apertamente diverse milizie islamiste che puntellano l&#8217;esecutivo di Kharthoum.</p>



<p><a href="https://www.cmi.no/publications/9880-the-war-on-iran-and-sudan">Il <strong>Chr. Michelsen Institute</strong> nota che nel campo pro-Saf </a>&#8220;la Brigata al-Baraa Bin Malik, una fazione armata legata al movimento islamista sudanese, ha espresso pubblicamente solidarietà all&#8217;Iran. Tale dichiarazione ha minacciato di trascinare il Sudan in un confronto geopolitico che non può permettersi&#8221;. <a href="https://www.fides.org/en/news/77453-AFRICA_SUDAN_The_impact_of_the_war_against_Iran_on_the_situation_in_Sudan">L&#8217;Agenzia Fides riporta </a>che &#8220;l&#8217;esercito sudanese ha incorporato nelle proprie fila circa 15.000 combattenti provenienti da una milizia armata legata ai Fratelli Musulmani dall&#8217;inizio della guerra civile nel 2023&#8221;, e di essi questa formazione è una dei massimi rappresentanti.</p>



<p>La Brigata al-Baraa Bin Malik ha addirittura prospettato l&#8217;idea di <a href="https://www.thenationalnews.com/news/mena/2026/03/04/sudanese-islamist-commander-vows-to-send-troops-to-iran-if-us-and-israel-deploy-soldiers/">inviare supporti militari in Iran</a> qualora Washington e Tel Aviv ampliassero il raggio del conflitto, ricevendo la severa reprimenda di Al-Buhran che ha intimato alle fazioni sudanesi di stare fuori dalla guerra nel Golfo. <a href="https://www.state.gov/releases/office-of-the-spokesperson/2026/03/terrorist-designation-of-the-sudanese-muslim-brotherhood">Il Dipartimento di Stato Usa guidato da <strong>Marco Rubio</strong></a> ha inserito la Fratellanza Musulmana sudanese nella lista delle organizzazioni terroriste di Washington.</p>



<p><strong>L&#8217;arco di crisi, di conseguenza, va gradualmente componendosi</strong> in un&#8217;unica, grande tempesta macroregionale, a cavallo tra Asia Sud-Occidentale, Golfo e Africa orientale, vicino a dove insistono rotte cruciali per i commerci e i traffici energetici globali e con geometrie variabili di interessi strategici delle potenze che variano da territorio a territorio. E così l&#8217;Iran, formalmente, è dalla stessa parte della barricata in Sudan rispetto a alcuni dei Paesi su cui sta concentrando la rappresaglia anti-americana e anti-israeliana, mentre il fronte del Golfo va in frantumi sul sostegno a Rsf e Saf come era successo, nel recente passato, in Yemen. L&#8217;entropia si accumula senza sosta, mentre gli estremisti di entrambe le fazioni promettono una guerra lunga in un Sudan stremato da quasi tre anni di massacri.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/rsf-sotto-pressione-iran-in-campo-la-guerra-nel-golfo-cambia-il-conflitto-in-sudan.html">Rsf sotto pressione, Iran in campo: la guerra nel Golfo cambia il conflitto in Sudan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>El Fasher, la mano degli Emirati dietro la normalizzazione del massacro</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/el-fasher-la-mano-degli-emirati-dietro-la-normalizzazione-del-massacro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 10:50:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>El Fasher è stata teatro nelle scorse settimane di una delle peggiori tragedie della guerra civile sudanese, con la conquista della città da parte delle forze del generale Mohammad Hemetti Dagalo che si sono abbandonate a massacri contro le comunità non arabe. Il reportage da El Fahser della giornalista di Sky News Arabia Le Forze &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/el-fasher-la-mano-degli-emirati-dietro-la-normalizzazione-del-massacro.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>El Fasher </strong>è stata teatro nelle scorse settimane di una delle peggiori tragedie della <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insidewar-cosa-sta-accadendo-in-sudan.html"><strong>guerra civile sudanese</strong>, </a>con la conquista della città da parte delle forze del generale <strong>Mohammad Hemetti Dagalo</strong> che si sono abbandonate a massacri contro le comunità non arabe. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il reportage da El Fahser della giornalista di Sky News Arabia</h2>



<p>Le Forze di Supporto Rapido espressione del Governo di Pace e Unità che si oppone all&#8217;esecutivo centrale sudanese sono state accusate di aver ucciso almeno 2.500 persone tra i prigionieri di guerra e gli appartenenti alle etnie Zaghawa, Fur, Berti e Masalit in una replica su scala locale del genocidio del Darfur, perpetrato proprio da quelle milizie Janjaweed che sono le antesignane dell&#8217;attuale Rsf. </p>



<p><strong>Il suprematismo arabo e la sete di sangue delle Rsf</strong> hanno alimentato un massacro descritto dalla giornalista sudanese Nesrine Malik come paragonabile <a href="https://www.theguardian.com/commentisfree/2025/nov/03/blood-spilled-sudan-el-fasher-space-rsf-uae-darfur">alle fasi iniziali del <strong>genocidio in Ruanda</strong> nel 1994.</a> Su queste colonne <strong>Raffaele Riccardo Buccolo</strong> ha ben descritto con l&#8217;uso di fonti aperte l&#8217;entità dei massacri e i tentativi delle Rsf di affibbiare le responsabilità a una &#8220;mela marcia&#8221;, <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-rsf-cercano-di-insabbiare-i-crimini-di-guerra-arrestando-il-macellaio-di-el-fasher.html">l&#8217;ormai famigerato Abu Lulu.</a> </p>



<p></p>



<p>Eppure, verso il massacro sta già partendo una contro-narrazione. Ha fatto molto scalpore la recente visita della giornalista sudanese di Sky News Arabia, <strong>Tasabih Mubarak,</strong> al campo profughi di El Fasher, che è stata presentata come l&#8217;occasione di un&#8217;apparente normalità.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="ar" dir="rtl">زيارة الإعلامية &quot;تسابيح مبارك&quot; لمعسكرات النازحين في مدينة الفاشر، و إحتفاء أطفال و نساء الفاشر بزيارتها، ضربة قوية لمشروع الإخوان المسلمين و غرف إعلامهم ، فمشروع الإسلامويين قائم على التضليل و التعتيم و الفبركات و التدليس !<br><br>كل أكاذيبهم تم ضربها بمقطع مدته 15 ثانية <a href="https://twitter.com/hashtag/%D8%A7%D9%84%D8%B3%D9%88%D8%AF%D8%A7%D9%86?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#السودان</a> <a href="https://t.co/DApAh6F4Kv">pic.twitter.com/DApAh6F4Kv</a></p>&mdash; سـِلاسي (@_Selassii) <a href="https://twitter.com/_Selassii/status/1987566640473547215?ref_src=twsrc%5Etfw">November 9, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>&#8220;Dovrebbero ricevere aiuto per riprendersi, non vedere la loro tragedia sfruttata per alimentare le fiamme della guerra&#8221;, ha scritto la giornalista sul suo X, presentando i profughi come i simboli di una &#8220;la città stremata dalla battaglia più lunga della guerra sudanese. Ecco i volti che meritano la pace. Ecco il Sudan, che è solo come la pace. Ed ecco la terra afflitta da un&#8217;organizzazione distruttiva e antipatriottica che continua a mentire e a perseguire vergognose falsità, confondendo i confini tra giusto e sbagliato e oscurando la verità, calpestando i cuori e le anime di questi bambini e donne, lasciando le loro ferite irrisolte e facendo loro pagare il prezzo di una guerra imposta loro, una guerra che non hanno scelto&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="ar" dir="rtl">هنا <a href="https://twitter.com/hashtag/%D8%A7%D9%84%D9%81%D8%A7%D8%B4%D8%B1?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#الفاشر</a> <br>وهنا أطفال المدينة الجريحة ونساؤها،، هنا <a href="https://twitter.com/hashtag/%D8%AF%D8%A7%D8%B1%D9%81%D9%88%D8%B1?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#دارفور</a> التي يستحق أهلها السلام وأن تُروى حكايتهم بصدقٍ دون توظيف أناني ،أن تُقدّم المعونة لهم للتعافي وليس إستغلال مأساتهم لإبقاء لهيب الحرب مشتعلاً ،، هنا المدينة المُنهكة من أطول معركةٍ في حرب السودان ،،هنا  الوجوه التي… <a href="https://t.co/bklPhrW9em">pic.twitter.com/bklPhrW9em</a></p>&mdash; 🦅تسابيح مبارك (@TsabihAli) <a href="https://twitter.com/TsabihAli/status/1987793395503530260?ref_src=twsrc%5Etfw">November 10, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ombra dello sceicco Mansour</h2>



<p>Così <strong>sembra di assistere alla fine di una battaglia di liberazione</strong> da parte di una forza liberatrice condotta riconquistando una città governata da pericolosi terroristi e tagliagole. In realtà si tratta dell&#8217;esito più concreto di una controffensiva con cui le Rsf stanno <strong>provando a prendere le misure alle Forze Armate Sudanesi (Saf)</strong> aprendo la strada a una spaccatura verticale del Paese e a una secessione di fatto dell&#8217;Ovest e del Darfur sotto l&#8217;egida delle milizie arabe di Hemetti col sostegno, decisivo, degli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>. Paese che sta combattendo una <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-somalia-ora-il-sudan-la-guerra-civile-diventa-guerra-per-procura-tra-turchia-e-emirati-arabi-uniti.html"><strong>guerra per procura con la Turchia</strong>, </a>principale patrona del governo centrale di Khartoum, e che ha messo le mani sulle Rsf per rafforzare la propria proiezione geopolitica oltre il Mar Rosso.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="ar" dir="rtl">بعد الحملة الإعلامية المضللة التي أعقبت تحرير مدينة الفاشر الاستراتيجية، وما رافقها من نشر صور وفيديوهات مفبركة باستخدام تقنيات الذكاء الاصطناعي، جاءت قناة سكاي نيوز عربية عبر مذيعتها الحديدية تسابيح المبارك وطاقمها المهني لتكشف الحقيقة من فاشر السلطان، وتنقل للعالم الواقع كما هو… <a href="https://t.co/j0zruMi4mh">pic.twitter.com/j0zruMi4mh</a></p>&mdash; Elbasha Tibeig &#8211; الباشا طبيق (@ElbashaTibeig) <a href="https://twitter.com/ElbashaTibeig/status/1987829031958413398?ref_src=twsrc%5Etfw">November 10, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Abu Dhabi sostiene le Rsf. Tasabih Mubarak parla della El Fasher post-liberazione non come del campo di morte battuto dai miliziani Rsf ma come di una città che aspettava la fine di un incubo. La giornalista <strong>porta la firma pesante di Sky News Arabia, che però è una joint venture</strong>. Da un lato c&#8217;è la Sky Group di Comcast, dall&#8217;altro la <strong>Abu Dhabi Media Investment Corporation</strong> (Admic), guidata da Mansour bin Zayed Al Nahyan, vicepremier e fratello del presidente Mohammad al Nayan, celebre in Europa come <strong>presidente del Manchester City</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;inchiesta del Maltese Herald</h2>



<p>Il ruolo di <a href="https://it.insideover.com/politica/le-stragi-in-sudan-arrivano-fino-al-calcio-il-caso-del-manchester-city-e-degli-emirati-arabi-uniti.html">Mansour dietro il <strong>calvario del Sudan</strong> è noto e <strong>Valerio Moggia</strong></a> lo ha ben ricostruito su queste colonne. <em>The Maltese Herald</em> ha scritto senza giri di parole che l&#8217;obiettivo della testata è far pensare che ad El Fasher la vita sia tornata alla normalità e che &#8220;Sky News Arabia, che produce propaganda pro-RSF da quando la guerra in Sudan è ripresa nel dicembre 2022, funge principalmente da portavoce del governo degli Emirati Arabi Uniti, in competizione con il suo principale rivale qatariota nella regione, Al-Jazeera (in arabo)&#8221;. </p>



<p><a href="https://themalteseherald.com/2025/11/10/sky-news-arabia-newscaster-travels-to-el-fashir-and-hugs-rsf-war-criminal/#goog_rewarded">Di più, la testata maltese indaga sulla stessa Tasabih Mubarak, dichiarando che </a>è &#8220;sposata con Ibrahim Al-Mirghani (Ibrahim Ahmed Mohamed Osman Al-Mirghani), un politico sudanese del governo di RSF. È stato anche Ministro delle Telecomunicazioni sotto il dittatore Omar Al-Bashir&#8221;. Insomma, un <strong>grande cortocircuito tra potere, media e informazione</strong> in un&#8217;offensiva comunicativa che mira a presentare la causa delle Rsf sotto un volto più presentabile. </p>



<p><strong>Del resto, la stessa casa madre Sky News</strong> non ha mancato di dare notizia della possibilità che i morti di El Fasher potrebbero essere molti di più,<a href="https://news.sky.com/story/tens-of-thousands-killed-in-two-days-in-sudan-city-analysts-believe-13460278"> forse decine di migliaia</a>, citando le ricerche dello Yale Humanitarian Labs e mostrandosi ben più obiettiva della reporter della filiale locale basata negli Emirati Arabi Uniti, la cui visione, se fossero confermati tutti questi elementi, apparirebbe quantomeno parziale. E rilancerebbe l&#8217;idea di un conflitto in Sudan viziato da pesanti coni d&#8217;ombra in una battaglia geopolitica che sta devastando il grande Paese africano.</p>



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		<item>
		<title>Il Darfur e il caso BNP Paribas: l&#8217;ombra della finanza internazionale su 300 mila morti</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-darfur-e-il-caso-bnp-paribas-lombra-della-finanza-internazionale-su-300-mila-morti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 10:17:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Bnp Paribas]]></category>
		<category><![CDATA[Darfur]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=490365</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/darfur.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Darfur" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/darfur.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/darfur-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/darfur-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/darfur-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>In tribunale a New York si discute se i finanziamenti a Omar al-Bashir costituiscano  anche complicità nei massacri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-darfur-e-il-caso-bnp-paribas-lombra-della-finanza-internazionale-su-300-mila-morti.html">Il Darfur e il caso BNP Paribas: l&#8217;ombra della finanza internazionale su 300 mila morti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/darfur.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Darfur" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/darfur.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/darfur-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/darfur-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/darfur-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Un’aula di tribunale di New York torna a essere il teatro di uno scontro che intreccia economia globale, crimini di guerra e responsabilità morale. Al centro di questa nuova vicenda giudiziaria c’è <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/da-bnp-paribas-a-deutsche-bank-le-banche-europee-si-preparano-allera-del-riarmo.html">BNP Paribas,</a></strong> accusata di aver fornito al regime di <strong>Omar al-Bashir</strong> gli strumenti finanziari necessari a sostenere un apparato militare sanguinario, responsabile delle atrocità in Darfur. Tre rifugiati sudanesi, oggi cittadini americani, sostengono che i servizi bancari francesi abbiano reso possibile il finanziamento delle milizie Janjawid, coinvolte in massacri e operazioni di pulizia etnica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Denaro, petrolio e guerra</h2>



<p>L’accusa è chiara: tra la fine degli anni Novanta e il 2009, la banca francese avrebbe permesso a Khartoum di aggirare le sanzioni e di accedere ai mercati internazionali grazie al sistema finanziario dominato dal dollaro. Attraverso operazioni legate al commercio di petrolio e materie prime, <strong>il regime avrebbe incassato miliardi di dollari in valuta pregiata</strong>, alimentando così la macchina di guerra. L’orrore si è tradotto in numeri impressionanti: secondo le Nazioni Unite, <strong>più di 300.000 morti e 2,5 milioni di sfollati tra il 2002 e il 2008.</strong></p>



<p>I querelanti descrivono torture, stupri e violenze indicibili. Nella loro ricostruzione, la banca non è un semplice intermediario tecnico, ma un ingranaggio fondamentale di un sistema di potere che ha consentito a un regime brutale di sopravvivere e prosperare. Sottolineano che, senza quella finestra finanziaria, il Sudan avrebbe faticato a mantenere le sue forze armate e a finanziare le milizie responsabili delle stragi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Difese legali e responsabilità morali</h2>



<p>La difesa, rappresentata dall’avvocato <strong>Barry Berke</strong>, respinge ogni addebito. Le atrocità, sostiene, sarebbero avvenute comunque, indipendentemente dal ruolo della banca. Le operazioni contestate, aggiunge, <strong>erano legali in Europa all’epoca e monitorate da organismi internazionali come il FMI</strong>. Anche l’ex dirigente <strong>Philippe Maillard</strong> ha negato qualsiasi connessione con transazioni di armi, sottolineando che BNP non avrebbe mai prestato direttamente al Sudan.</p>



<p>Ma l’argomentazione giuridica non cancella la questione etica. Per i querelanti, non si tratta solo di stabilire la legalità formale delle operazioni, ma di riconoscere che facilitare l’accesso ai circuiti finanziari globali a un regime responsabile di crimini contro l’umanità equivale a condividerne la responsabilità. È su questo terreno — più politico e morale che tecnico — che si gioca la partita giudiziaria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un precedente pesante</h2>



<p>Il caso non nasce nel vuoto. <strong>Nel 2014, BNP Paribas aveva già ammesso di aver violato le sanzioni americane contro Sudan, Iran e Cuba</strong>, pagando un’ammenda record di 6,6 miliardi di dollari. Quella vicenda aveva segnato un precedente importante nella storia delle sanzioni internazionali e nel rapporto tra finanza globale e politica estera. Oggi, dieci anni dopo, la banca si ritrova di nuovo a dover difendere il proprio operato, non più solo davanti a regolatori e autorità finanziarie, ma davanti a un tribunale che valuta la responsabilità morale di un attore privato in un conflitto sanguinoso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Geopolitica e potere finanziario</h2>



<p>Questa vicenda si inserisce in una questione più ampia: il ruolo delle grandi istituzioni finanziarie nei conflitti armati. In un mondo in cui la guerra si combatte anche attraverso valute, contratti e circuiti bancari, la neutralità economica diventa sempre più difficile da sostenere. Le banche non sono solo spettatrici passive: possono, direttamente o indirettamente, sostenere regimi autoritari e alimentare conflitti.</p>



<p>Il processo contro BNP Paribas, iniziato il 9 settembre, potrebbe avere implicazioni che vanno oltre il caso sudanese. Un eventuale verdetto di colpevolezza <strong>aprirebbe la strada a nuove cause contro altri istituti finanziari</strong>, consolidando l’idea che la responsabilità per crimini di guerra non ricade soltanto su governi e milizie ma anche sugli attori economici che li sostengono.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il verdetto e la questione del futuro</h2>



<p>Mentre il processo entra nel vivo, la giuria di New York si trova a dover rispondere a una domanda cruciale: <strong>BNP Paribas è stata un semplice intermediario o un complice strutturale di un regime criminale?</strong> Qualunque sia l’esito, la vicenda mostra con chiarezza che la finanza globale non è mai neutrale. Ogni flusso di denaro può avere conseguenze concrete su conflitti reali e vite umane.</p>



<p>In un’epoca in cui il potere economico supera spesso quello politico, la responsabilità di chi gestisce questi flussi diventa inevitabilmente una questione geopolitica. Il caso sudanese, in questo senso, non è solo un processo contro una banca: è un atto d’accusa contro un intero sistema.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-darfur-e-il-caso-bnp-paribas-lombra-della-finanza-internazionale-su-300-mila-morti.html">Il Darfur e il caso BNP Paribas: l&#8217;ombra della finanza internazionale su 300 mila morti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Libia, Somalia, ora il Sudan: la guerra civile diventa guerra per procura tra Turchia e Emirati Arabi Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/libia-somalia-ora-il-sudan-la-guerra-civile-diventa-guerra-per-procura-tra-turchia-e-emirati-arabi-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 05:02:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quella in Sudan è (anche) una guerra per procura tra Turchia e Emirati Arabi Uniti. Gli scenari regionali in sviluppo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-somalia-ora-il-sudan-la-guerra-civile-diventa-guerra-per-procura-tra-turchia-e-emirati-arabi-uniti.html">Libia, Somalia, ora il Sudan: la guerra civile diventa guerra per procura tra Turchia e Emirati Arabi Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Proseguono senza requie le <strong>violenze della guerra civile in Sudan,</strong> Paese la cui unità nazionale è messa a repentaglio dall&#8217;evoluzione politica e militare di un conflitto risalente ormai a due anni e mezzo e che ha portato con sé uno strascico drammatico di violenze, fughe di profughi e tensioni geopolitiche. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Sudan, due anni e mezzo dopo la guerra continua</h2>



<p>Mano a mano che le Forze Armate Sudanesi (Saf), l&#8217;esercito regolare fedele al regime militare del presidente <strong>Abdel Fattah al-Buhran</strong>, e le Forze di Supporto Rapido (Rsf) ribelli di Mohamed Hamdan Dagalo (Hemetti) si sono espanse, la spaccatura dello Stato sull&#8217;asse Est-Ovest è andata di pari passo all&#8217;evoluzione della contesa tra le due principali potenze attive nel Paese: <strong>Turchia e Emirati Arabi Uniti.</strong> Due potenze con ambizioni geopolitiche attive oltre il Medio Oriente e fino in Africa, intente in una contesa a distanza che passa per più teatri. Di questi, il Sudan è il più violento.</p>



<p>Abu Dhabi sostiene attivamente, con forniture d&#8217;armi e appoggio economico condotti sotto traccia, la ribellione delle Rsf, che negli ultimi mesi dopo la perdita della capitale Khartoum stanno dedicando le loro energie a consolidare la presa sui territori da loro controllati. In particolare, tra la regione occidentale del Kodorfan e il Darfur <strong>le Rsf hanno proclamato un loro contro-governo</strong>. Una mossa che rischia di aprire la strada a una nuova spartizione del Paese dopo la<a href="https://it.insideover.com/guerra/le-conseguenze-della-guerra-civile-nel-sud-sudan.html"> secessione del Sud Sudan concordata nel 2011</a>, e a una rottura politica di una regione strategica per l&#8217;Africa e l&#8217;ordine internazionale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">In <a href="https://twitter.com/hashtag/Sudan?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Sudan</a> 🇸🇩, the war of the generals turned into a Turkiye 🇹🇷 &#8211; United Arab Emirates 🇦🇪 proxy war.<br><br>Both sides have been widely active to support the Sudanese Armed Forces (for 🇹🇷) and the Rapid Support Forces (for 🇦🇪).<br><br>Analysis of a forgotten conflit :<br><br>🧵THREAD🧵1/25 ⬇️ <a href="https://t.co/xyuY202aIt">pic.twitter.com/xyuY202aIt</a></p>&mdash; Clément Molin (@clement_molin) <a href="https://twitter.com/clement_molin/status/1970817564512047290?ref_src=twsrc%5Etfw">September 24, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Su X, l&#8217;analista specializzato in fonti aperte Clement Molin ha documentato come il governo emiratino stia sostenendo attivamente i ribelli, mentre la Turchia miri a puntellare l&#8217;esercito di Khartoum mentre il dramma sudanese può essere letto su tre piani: guerra civile, conflitto di secessione, scontro per procura. <strong>Droni d&#8217;attacco Bayraktar TB2 di produzione turca</strong> martellano le Rsf, che hanno ricevuto oltre 240 voli trasportanti armi e mercenari di sostegno dagli Emirati via Kufrah, in Libia. <strong>Recep Tayyip Erdogan e Mohammed bin Zayed</strong> hanno mire molto diverse sul Sudan e sull&#8217;Africa in generale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Turchia ed Emirati si contendono il Sudan</h2>



<p>Per entrambi gli Stati la proiezione egemonica nell&#8217;Africa compresa tra il Mediterraneo Orientale, il Mar Rosso e l&#8217;Oceano Indiano è una priorità. Ne va <strong>del controllo delle risorse e delle vie di comunicazione</strong>, della possibilità di influenzare la presenza in loco delle grandi potenze globali (Usa, Cina, Russia) in una fase critica per la proiezione africana dei maggiori attori internazionali, della creazione di mercati e zone d&#8217;operazione per i rispettivi sistemi militari e dell&#8217;industria della Difesa. <strong>Ankara e Abu Dhabi</strong> sono coinvolte in un confronto serrato che si somma al braccio di ferro tra <a href="https://it.insideover.com/guerra/erdogan-contro-netanyahu-la-turchia-rompe-i-rapporti-diplomatici-con-israele.html"><strong>Turchia e Israele</strong> </a>come maggiore rivalità regionale.</p>



<p>La conquista della città di El Fasher da parte delle Rsf è stata di recente accompagnata da violenze efferate ed è stata presentata come una <a href="https://www.criticalthreats.org/analysis/drc-ceasefire-collapse-turkish-troops-niger-sudan-el-fasher-rsf-siege-jnim-pressure-eastern-burkina-faso-africa-file-september-25-2025">dimostrazione della volontà emiratina di sfidare il governo centrale</a> e proiettare influenza, aprendo alla partizione del Paese consolidando le posizioni di Hemetti nel Nord Darfur. A poca distanza da questo fatto, l&#8217;appello a un cessate il fuoco in Sudan da parte delle diplomazie dell&#8217;Arabia Saudita, degli Emirati Arabi Uniti, dell&#8217;Egitto e degli Stati Uniti è arrivato a margine dell&#8217;Assemblea Generale dell&#8217;Onu, e si può leggere in questa manovra<a href="https://themedialine.org/headlines/saudi-fm-joins-us-egypt-uae-in-talks-on-sudan-at-u-n-gathering/"> uno stratagemma tattico avallato da Abu Dhabi per consolidare la situazione.</a> Le <strong>Saf hanno respinto al mittente</strong> questa proposta, accusando gli Emirati di complicità. E non potrebbero farlo senza la presenza di un garante strategico come la Turchia alle spalle.</p>



<p>La situazione è estremamente problematica. Ankara e Abu Dhabi si confrontano in Libia, dove la Turchia appoggia il governo di Tripoli e vuol sottrarre la coalizione cirenaica del generale Khalifa Haftar dall&#8217;influenza emiratina, mentre in Somalia il Paese anatolico vuole blindare l&#8217;esecutivo di Mogadiscio e l&#8217;unità nazionale contro le secessioni di Puntland e Somaliland, appoggiate da Abu Dhabi.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Today, the Emirati foreign policy has two main ennemies, Iran and Turkiye (and also Qatar). They fight in Syria, in Yemen, in Lybia, in Somalia and now in Sudan.<br><br>The UAE divied few countries, Yemen (they even occupy islands), Somalia (by supporting Puntland and Somaliland) <a href="https://t.co/YgLK1ANy60">pic.twitter.com/YgLK1ANy60</a></p>&mdash; Clément Molin (@clement_molin) <a href="https://twitter.com/clement_molin/status/1970817588453319105?ref_src=twsrc%5Etfw">September 24, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">La complessità dello scenario</h2>



<p>Riteniamo a tal proposito importante, sul piano dei potenziali profili di rischio di una prolungata presenza emiratina a sostegno dei ribelli del Sudan,<a href="https://responsiblestatecraft.org/sudan-civil-war/"> la lettura di <strong><em>Responsible Statecraft</em></strong></a> sulle minacce di un prolungato conflitto nel Paese:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Oltre al devastante bilancio umanitario, la continuazione della guerra civile mette sempre più a repentaglio la sicurezza regionale, spingendo il Sudan e i suoi vicini in angoli pericolosi dove un errore di calcolo potrebbe innescare un conflitto internazionale. In effetti, un rischio più immediato di uno scontro militare diretto tra Sudan ed Emirati Arabi Uniti è che Khartoum agisca in base a una minaccia&nbsp;<br><a href="https://www.bbc.com/news/articles/cn7v40e2p43o" target="_blank" rel="noreferrer noopener">esplicita</a>&nbsp;di colpire il Ciad o il Sud Sudan, accusandoli entrambi di complicità con le RSF e di facilitare i presunti flussi di armi di Abu Dhabi nel Darfur – minacce che entrambe le nazioni hanno condannato e&nbsp;<a href="https://www.reuters.com/world/africa/south-sudan-chad-condemn-sudanese-generals-threats-attack-them-2025-03-24/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">promesso</a>&nbsp;di affrontare con la forza.</p>
</blockquote>



<p>Lo scenario è oltremodo complesso e in evoluzione. Mostra quanto, in un contesto geopolitico competitivo e anarchico, <strong>anche le ambizioni di medie potenze di varia taglia</strong> possano plasmare archi di crisi di difficile gestione. Il Sudan, a cavallo tra Sahel, asse libico-egiziano, Mar Rosso e Corno d&#8217;Africa, è una potenziale mina. E la rivalità Ankara-Abu Dhabi la sta continuamente innestando e rafforzando.</p>



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		<title>L&#8217;orrore senza fine del Sudan</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/lorrore-senza-fine-del-sudan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Sep 2025 05:59:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250324105003542_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1078435.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250324105003542_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1078435.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250324105003542_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1078435-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250324105003542_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1078435-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250324105003542_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1078435-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250324105003542_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1078435-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250324105003542_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1078435-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Care lettrici, cari lettori, In Sudan si consuma una delle peggiori crisi umanitarie del mondo, eppure se ne parla troppo poco. Dal 2023 la guerra civile tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le milizie paramilitari RSF ha causato oltre 20.000 morti (alcune stime parlano di 60.000) e 14 milioni di sfollati, superando Siria, Afghanistan &#8230; <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/lorrore-senza-fine-del-sudan.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250324105003542_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1078435.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250324105003542_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1078435.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250324105003542_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1078435-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250324105003542_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1078435-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250324105003542_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1078435-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250324105003542_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1078435-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250324105003542_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1078435-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Care lettrici, cari lettori, In Sudan si consuma una delle peggiori crisi umanitarie del mondo, eppure se ne parla troppo poco. Dal 2023 la guerra civile tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le milizie paramilitari RSF ha causato oltre 20.000 morti (alcune stime parlano di 60.000) e 14 milioni di sfollati, superando Siria, Afghanistan e Ucraina nel numero di persone costrette a lasciare le proprie case. Gli investigatori ONU accusano le RSF di crimini contro l’umanità: omicidi, torture, persecuzioni etniche, sfollamenti forzati. Nel Darfur si parla persino di genocidio. A questo dramma si aggiunge la più grave crisi alimentare globale: metà dei 51 milioni di sudanesi rischia l’insicurezza alimentare, con oltre 770.000 bambini a rischio malnutrizione acuta. </p>



<p>Che prospettive ha questo martoriato Paese africano? Ne parla <strong>Davide Bartoccini nell&#8217;ultimo numero di InsideWar</strong>. Per approfondire le conoscenze sui maggiori teatri di guerra del mondo e restare costantemente aggiornato, <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">diventa <strong>uno di noi e abbonati a InsideOver </strong></a><strong>per conoscere le guerre, vicine e lontane,</strong> da osservare per capire il mondo d&#8217;oggi e la sua problematicità.</p>
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		<title>Sharjah, la porta del mercato-ombra delle armi cinesi per l&#8217;Africa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sharjah-la-porta-del-mercato-ombra-delle-armi-cinesi-per-lafrica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2025 17:36:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/sudan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="sudan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/sudan.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/sudan-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/sudan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/sudan-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Sharjah, uno degli emirati meno appariscenti ma strategicamente rilevanti degli Emirati Arabi Uniti, è diventata un crocevia silenzioso del commercio globale di armamenti. Le sue zone franche, nate per facilitare il commercio con vantaggi fiscali e normativi, si sono trasformate in piattaforme ideali per l’arrivo di aziende cinesi dell’industria militare. Qui possono operare con discrezione, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/sharjah-la-porta-del-mercato-ombra-delle-armi-cinesi-per-lafrica.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sharjah-la-porta-del-mercato-ombra-delle-armi-cinesi-per-lafrica.html">Sharjah, la porta del mercato-ombra delle armi cinesi per l&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/sudan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="sudan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/sudan.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/sudan-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/sudan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/sudan-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Sharjah, uno degli emirati meno appariscenti ma strategicamente rilevanti degli <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-emirati-arabi-uniti-sono-complici-nel-genocidio-in-sudan-ecco-le-prove.html">Emirati Arabi Uniti,</a></strong> è diventata un crocevia silenzioso del commercio globale di armamenti. Le sue zone franche, nate per facilitare il commercio con vantaggi fiscali e normativi, si sono trasformate in piattaforme ideali per l’arrivo di aziende cinesi dell’industria militare. <strong>Qui possono operare con discrezione</strong>, aggirando controlli e vincoli che, se partissero direttamente dalla Cina, renderebbero più complicato l’accesso ai mercati sensibili. Il riferimento, in particolare, è al continente africano: un’area in cui la domanda di armi cresce parallelamente al moltiplicarsi dei conflitti e al collasso di molti sistemi di sicurezza locali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Emirati come intermediari</h2>



<p>L’operazione non è isolata. Da tempo gli Emirati hanno assunto il ruolo di mediatori e redistributori di armamenti, comprando da potenze come Cina e Russia per poi inoltrare i sistemi a Paesi africani o a gruppi armati. Non sempre in linea con i trattati internazionali.<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/sudan-lo-stallo-tra-forze-del-governo-e-milizie-rsf-apre-la-strada-a-una-soluzione-libica.html"> In Sudan, ad esempio, le forze paramilitari RSF</a></strong> hanno impiegato armamenti cinesi di ultima generazione: bombe guidate GB50A, howitzer AH-4 da 155 mm e droni Wing Loong II. Tutti sistemi transitati da Abu Dhabi e poi consegnati agli uomini del generale Hemedti, nonostante l’embargo ONU. Accuse precise, supportate da indagini e immagini sul campo, che gli Emirati respingono definendole “infondati attacchi”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I casi di Sudan e Ciad</h2>



<p>Il Sudan non è l’unico scenario. Nel 2025, N’Djamena ha ricevuto dall’UAE i sistemi cinesi FK-2000, missili terra-aria capaci di contrastare droni e aerei da combattimento. L’operazione è avvenuta subito dopo un accordo di cooperazione militare tra Ciad ed Emirati. In apparenza, un contributo alla lotta contro terrorismo e traffici transfrontalieri. In realtà, un tassello ulteriore del disegno emiratino: consolidare regimi amici, ampliare la proiezione di potere e garantirsi accesso privilegiato a risorse e posizioni geografiche strategiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Cina, nuova potenza africana</h2>



<p>La presenza cinese in Africa non è una novità, ma il ricorso agli Emirati come hub di transito offre a Pechino un vantaggio notevole. Consente di vendere armi senza esporsi direttamente alle accuse di alimentare conflitti e di scambiare armamenti non solo per valuta, ma soprattutto per concessioni minerarie, petrolifere e infrastrutturali. Dal 2019 al 2023, 21 Paesi africani hanno ricevuto armamenti cinesi. Drastico il sorpasso su Mosca: la Russia, storica fornitrice di armi al continente, ha perso terreno, complice la guerra in Ucraina e le sanzioni occidentali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Emirato sub-imperiale</h2>



<p>Dal canto suo, Abu Dhabi ha deciso di trasformarsi da acquirente a esportatore. Non più solo cliente privilegiato di Washington (64% delle importazioni militari emiratine proveniva dagli USA fino a pochi anni fa), ma attore in proprio. Con un portafoglio da 97 miliardi di investimenti in Africa, tre volte quello di Pechino, e con la capacità di aggirare regole e controlli. Questo ruolo sub-imperiale rafforza la sua posizione nel Golfo, ma rischia di accendere nuovi focolai in un continente già fragile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Geopolitica e geoeconomia</h2>



<p>Siamo dunque di fronte a un doppio gioco. La Cina consolida la propria influenza offrendo armi a basso costo e costruendo dipendenze politiche. Gli Emirati utilizzano la triangolazione per guadagnare peso internazionale e alimentare un proprio disegno di potenza, anche in contrasto con le regole multilaterali. Per l’Africa, la prospettiva è ambigua: riceve sistemi che rafforzano i governi e le loro capacità militari, ma paga il prezzo di un’instabilità che si prolunga e di conflitti che diventano sempre più tecnologici.</p>



<p>Il tutto in un contesto globale in cui il commercio delle armi resta uno dei settori più opachi e redditizi, con margini di corruzione stimati fino al 40%. Mentre gli Stati occidentali cercano di imporre vincoli e trasparenza, il binomio Pechino-Abu Dhabi si muove in senso opposto, rendendo Sharjah e le altre free zone emiratine la nuova frontiera della “guerra economica”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sharjah-la-porta-del-mercato-ombra-delle-armi-cinesi-per-lafrica.html">Sharjah, la porta del mercato-ombra delle armi cinesi per l&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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