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	<title>Global Compact Archives - InsideOver</title>
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	<title>Global Compact Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il Global Compact spacca l’Europa I sovranisti fanno tremare i governi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/global-compact-europa-governi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Dec 2018 17:14:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Global Compact]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/GETTY_20181212184408_27982569.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/GETTY_20181212184408_27982569.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/GETTY_20181212184408_27982569-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/GETTY_20181212184408_27982569-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/GETTY_20181212184408_27982569-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il Global Compact continua a mietere vittime tra i governi europei. Mai come questa volta, l&#8217;approvazione o meno di questo accordo internazionale appare come uno spartiacque per molti esecutivi. E molti governi tremano, sopratutto quelli più deboli o quelli in cui esiste una forte componente sovranista che teme che l&#8217;accordo voluto dalle Nazioni Unite sia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/global-compact-europa-governi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/GETTY_20181212184408_27982569.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/GETTY_20181212184408_27982569.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/GETTY_20181212184408_27982569-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/GETTY_20181212184408_27982569-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/GETTY_20181212184408_27982569-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/cosa-e-global-compact-italia/">Global Compact</a> continua a mietere vittime tra i <strong>governi europei</strong>. Mai come questa volta, l&#8217;approvazione o meno di questo accordo internazionale appare come uno spartiacque per molti esecutivi. E molti governi tremano, sopratutto quelli più deboli o quelli in cui esiste una forte componente <strong>sovranista</strong> che teme che l&#8217;accordo voluto dalle Nazioni Unite sia l&#8217;anticamera per una perdita di prerogative nazionali in tema di difesa dei confini.</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/belgio-governo-crolla-sul-global-compact-premier-d-1618582.html">L&#8217;ultimo caso è quello del Belgio</a>. Ieri notte, il primo ministro <strong>Charles Michel</strong> ha rassegnato le dimissioni a a seguito della perdita della maggioranza in parlamento. L&#8217;alleato di governo, il partito dei nazionalisti fiamminghi, aveva deciso di abbandonare l&#8217;esecutivo dopo che il governo aveva dato l&#8217;ok all&#8217;adesione al Global Compact. Una decisione che aveva fatto infuriare non solo il partito fiammingo ma anche molti altri movimenti di destra. Tanto che nella capitale Bruxelles si sono registrate proteste sfociate in atti di violenza, e la polizia costretta a intervenire con lanci di gas lacrimogeni e cariche.</p>

<p>Il caso del Belgio è l&#8217;ultimo. Ma il problema &#8220;Global Compact&#8221; rischia di dilagare in tutta Europa: <a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/fico-impone-global-compact-litalia-deve-forza-sedersi-tavolo-1618857.html">Italia compresa</a>. L&#8217;esecutivo di <strong>Giuseppe Conte</strong> sta iniziando a mostrare parecchi dissidi interni proprio sul fronte del patto sui migranti, con Lega e Movimento 5 Stelle divisi tra chi non vuole assolutamente che Roma aderisca all&#8217;accordo (Lega) e chi invece vuole il contrario (la parte più a sinistra del M5S, <em>in primis</em> Roberto Fico). L&#8217;Italia adesso si ritrova quindi con una maggioranza spaccata e in un momento particolarmente delicato non solo per la tenuta del governo, ma anche per mostrarsi uniti di fronte alle sfide internazionali. Partendo dai negoziati con l&#8217;Unione europea.</p>
<p>Anche in Europa orientale, con Paesi sono storicamente avversi all&#8217;arrivo dei migranti e a qualsiasi tipo di accordo che ceda prerogative nazionali alla comunità internazionale, si sono rischiate profonde crisi di governo. In Estonia, ad esempio, uno dei partiti che compongono la coalizione di governo si è opposto fortemente al Global Compact minacciando l&#8217;uscita dall&#8217;esecutivo. Il tutto a pochi mesi dalle elezioni politiche di marzo. Il parlamento ha confermato l&#8217;adesione: ma il governo ha deciso di non inviare nessuno a Marrekech.</p>

<p>Se in Estone la crisi c&#8217;è stata ma è subito rientrata, in Slovacchia le cose sono andate in maniera diversa. Il ministro degli Esteri <strong>Miroslav Lajcak</strong> ha deciso di dimettersi dopo che il parlamento ha votato contro il Global Compact. Il ministro aveva annunciato subito che si sarebbe dimesso qualora l&#8217;Assemblea nazionale avesse respinto il Global Compact delle Nazioni Unite. Lajcak è stato fra le altre cose uno degli ideatori del patto Onu sui migranti. Quindi il boicottaggio da parte del legislativo nazionale è stato visto come un vero e proprio smacco.</p>
<p>Crisi su crisi che adesso rischia di dilagare anche in Italia ma che rischia, come già ha fatto, di creare una faglia insanabile fra molti Paesi dell&#8217;Unione europea, che adesso si trovano su posizioni molto conflittuali e fortemente contraddittorie. L&#8217;Europa, anche in questo caso, è divisa e incapace di trovare una voce unica su un tema molto complesso e che interessa tutti i Paesi del continente, dal <strong>Mediterraneo</strong> all&#8217;Europa settentrionale. I Paesi si dividono al loro interno e si dividono fra loro. E questo rischia di essere l&#8217;ennesimo colpo a un&#8217;Unione che sta lentamente collassando su se stessa. E ancora una volta, proprio a causa dell&#8217;immigrazione.</p>

<p>Se prima è stato l&#8217;arrivo dei migranti dall&#8217;Africa e dal Medio Oriente a provocare le fratture fra Stati membri dell&#8217;Ue, adesso è il patto sui migranti a provocare lo scontro. I governi si trovano su lati opposti della barricata, con Germania e Francia a chiedere la maggiore adesione al patto, e altri governi, più di matrice sovranista, che si sganciano dalla possibilità di aderire. Simbolico uno scontro, quello fra Vienna e Berlino.</p>
<p><strong>Sebastian</strong> <strong>Kurz</strong> ha scelto di sfilarsi dal Global Compact quando era presidente di turno europeo. Angela Merkel, invece, ha scelto di difendere a spada tratta l&#8217;accordo dicendo che &#8220;l&#8217;Europa ha bisogno dei migranti&#8221;. L&#8217;Ue ormai è completamente divisa.</p>
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		<title>Il governo del Belgio si spacca  dopo la firma del Global compact</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-global-compact-apre-una-crisi-di-governo-in-belgio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2018 08:42:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Global Compact]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8832266.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8832266.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8832266-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8832266-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8832266-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il controverso Global compact ha aperto una crisi di governo in Belgio. Il primo ministro liberale Charles Michel ha deciso di firmare il patto internazionale nonostante la posizione contraria dei nazionalisti fiamminghi che lo sostengono al governo. La mossa di andare comunque a Marrakech a sottoscrivere l’accordo proposto dalle Nazioni Unite ha fatto andare su tutte le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-global-compact-apre-una-crisi-di-governo-in-belgio.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8832266.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8832266.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8832266-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8832266-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8832266-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il controverso<strong> Global compact</strong> ha aperto una crisi di governo in <strong>Belgio</strong>. Il primo ministro liberale Charles Michel ha deciso di firmare il patto internazionale nonostante la posizione contraria dei nazionalisti fiamminghi che lo sostengono al governo. La mossa di andare comunque a Marrakech a sottoscrivere l’accordo proposto dalle Nazioni Unite ha fatto andare su tutte le furie i leader del N-VA, promettendo le dimissioni dei suoi ministri che al momento detengono portafogli importanti come quello dell’interno, della difesa e dell’immigrazione.</p>

<p>&#8220;Non ho più la maggioranza parlamentare per governare il mio Paese&#8221;, ha dichiarato il primo ministro belga <strong>Charles Michel</strong> lunedì davanti all’assemblea inter-governativa delle Nazioni Unite riunita a Marrakech. &#8220;Ma mi presento fiero delle mie convinzioni e sono convinto che il Belgio sarà dalla parte giusta della storia&#8221;, ha continuato Michel, come riportato dal quotidiano belga <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.lesoir.be/194805/article/2018-12-10/crise-gouvernementale-la-n-va-demande-un-vote-de-confiance-au-parlement">Le Soir</a>.</em> Il leader del N-VA <strong>Bart De Wever</strong> aveva chiesto di seguire l’esempio di paesi come Stati Uniti, Ungheria, Polonia, Italia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Austria, Bulgaria, Croazia, Israele e Australia e non firmare l’accordo. &#8220;Charles Michel si imbarca in aereo da capo della &#8216;coalizione svedese&#8217; (nome dato dai diversi colori dei partiti della coalizione che al momento governa il Belgio) ma atterrerà solo come capo della coalizione di Marrakech&#8221;, ha provocato De Wever manifestando tutto il suo disappunto sulle politiche del primo ministro.</p>

<p>Ora, senza il supporto del N-VA, Charles Michel ha chiesto di essere a capo di un governo di minoranza fino a scadenza naturale nel maggio 2019. I nazionalisti fiamminghi chiedono che tale opzione passi però al vaglio del parlamento, ulteriore ostacolo per le velleità di Michel a rimanere al suo posto. D&#8217;altra parte però sarebbe comunque difficile trovare una data adeguata da qua a maggio 2019 in caso di elezioni anticipate.</p>

<p>Michel, che aveva giurato nelle mani di Re Filippo nell&#8217;ottobre del 2014 dopo una lunga trattativa che aveva lasciato fuori per la prima volta in venticinque anni il partito socialista francofono di Elio dell’ex premier Di Rupo, ha sin dall’inizio scontato le politiche d’attacco anti immigrazione del N-VA e soprattutto del Segretario di Stato con delega all&#8217;immigrazione <strong>Theo Francken</strong>, simbolo della lotta contro le politiche delle porte aperte fino ad ora adottate in Belgio. La formazione di un governo dopo le elezioni parlamentari non è così scontata. La complicata politica belga, per via della forte rivalità che contrappone partiti valloni e fiamminghi, aveva portato il Belgio a detenere il record di 541 giorni senza governo tra il 2010 e il 2011. Scenari simili non sono da scartare del tutto, uno stallo o un governo a forte trazione nazional-fiamminga sono delle opzioni che potrebbero concretizzarsi facilmente.</p>
<p>Michel, che siede nella famiglia dell’Alde (i liberali europei), rischia di subire una politica di contrattacco da parte dei nazionalisti fiamminghi fino alle nuove elezioni che potrebbero tenersi in concomitanza delle elezioni europee, logorando così il suo governo di minoranza. Un altro duro colpo ai liberali europei che vedono la loro punta di diamante <strong>Emmanuel Macron</strong> in caduta libera in Francia e i sogni di avere una buona e ben nutrita rappresentanza al Parlamento europeo nel 2019 frantumarsi davanti all&#8217;avanzata dei partiti sovranisti.</p>
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		<title>Il Global Compact divide il mondo  E i sovranisti ora serrano le file</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/glbal-compact-mondo-scontro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Nov 2018 20:04:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Global Compact]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[sovranismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180728222750_26980123.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180728222750_26980123.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180728222750_26980123-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180728222750_26980123-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180728222750_26980123-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il Global Compact è il nuovo grande terreno di scontro fra i due blocchi ideologici di cui si compone il mondo. Semplificando, quello che sta avvenendo in questo giorni non è altro che l&#8217;ennesima battaglia fra i due poli culturali che stanno dividendo il pianeta in due sistemi: sovranisti contro globalisti. La premessa è d&#8217;obbligo, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/glbal-compact-mondo-scontro.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180728222750_26980123.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180728222750_26980123.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180728222750_26980123-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180728222750_26980123-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180728222750_26980123-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/cosa-e-global-compact-italia/">Il Global Compact</a> è il nuovo grande terreno di <strong>scontro </strong>fra i due blocchi ideologici di cui si compone il mondo. Semplificando, quello che sta avvenendo in questo giorni non è altro che l&#8217;ennesima battaglia fra i due poli culturali che stanno dividendo il pianeta in due sistemi:<strong> sovranisti contro globalisti</strong>. La premessa è d&#8217;obbligo, si tratta di una semplificazione. Ma lo scontro ideologico esiste. Ed è uno scontro che ha cambiato radicalmente il quadro politico nazionale e internazionale.</p>
<p>L&#8217;esempio è dato dalla stessa storia del contrasto al Global Compact, visto che è stato proprio <strong>Donald Trump</strong>, con il suo avvento alla Casa Bianca, a mutare radicalmente il quadro del rapporto con il patto delle Nazioni Unite.Il 3 dicembre 2017, il presidente degli Stati Uniti ha annunciato all&#8217;Onu che non avrebbe aderito al Global Compact. Un cambiamento radicale nella politica Usa sui migranti rispetto all&#8217;amministrazione precedente, visto che Barack Obama aveva spinto per l&#8217;accordo intergovernativo.</p>
<p>E se fino al 13 luglio scorso, giorno in cui l&#8217;Assemblea Generale ha approvato il testo finale, erano solo due i Paesi contrari, Stati Uniti e <strong>Ungheria</strong>, con l&#8217;avvicinarsi dell&#8217;appuntamento di Marrakech di dicembre, la lista delle defezioni è iniziata ad aumentare.</p>

<p>In Europa, a mettere in chiaro la contrarietà a questo accordo sono stati in particolare i governi del <strong>gruppo Visegrad</strong>: Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia, Polonia. Poi è arrivato il &#8220;no&#8221; di Austria, Bulgaria e Croazia. La Svizzera ha annunciato che non andrà al vertice in attesa di un pronunciamento del Parlamento. E l&#8217;Estonia ha dovuto affrontare anche una crisi di governo. Destino non troppo diverso da quello della <strong>Slovacchia</strong>, visto che il ministro degli Esteri, Miroslav Lajcak, ha deciso di dimettersi per protesta dopo che il Parlamento ha respinto il Global Compact. E adesso si attende la calendarizzazione del voto in <strong>Italia</strong>, dove anche qua si rischia un pericoloso scontro politico in seno alla maggioranza. E nel frattempo, fuori dal continente europeo, Israele, Brasile e Australia hanno dichiarato di non voler aderire all&#8217;accordo. </p>
<p>E l&#8217;idea è che ci si trovi di fronte a una vera e propria resa dei conti fra <strong>i poli opposti del mondo</strong>, che sul tema immigrazione non rappresentano realtà geografiche, ma politiche. Ci sono due idee diverse che si stanno scontrando. E ogni Stato appare diviso, con governi lacerati al loro interno e con maggioranze che vacillano di fronte a un accordo che non piace a una larga parte degli elettori. E che ripropone in campo internazionale quello che è uno scontro che ormai caratterizza il dibattito politico interno. E che ha nell&#8217;immigrazione il tema fondamentale della sfida.</p>
<p>L&#8217;esempio arriva dalla <strong>Germania</strong>, dove Angela Merkel ha sostenuto da sempre il Global Compact. Ieri il <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2018/11/29/bundestag-vota-per-il-global-compact_24d5bced-19bd-4511-a68a-2416e40a77fd.html">Bundestag ha approvato l&#8217;accordo</a>. La mozione unitaria del gruppo composto da Cdu e Csu è stata approvata con 372 voti a favore e 153 voti contrari;141 le astensioni. Il ministro degli Esteri Heiko Maas ha definito il Patto sui migranti &#8220;uno straordinario successo della collaborazione internazionale&#8221;.</p>

<p>Ma anche in questo caso, in un Paese che ha approvato formalmente il patto, è evidente che la divisione interna è enorme. E visto che sul tema migranti la <strong>Grande Coalizione</strong> è crollata in <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/baviera-voto/">Baviera</a> e <a href="http://www.occhidellaguerra.it/merkel-elezioni-assia/">in Assia</a> e che è stata proprio l&#8217;immigrazione ad aver contribuito al declino di Merkel e all&#8217;ascesa di AfD e altri partiti sovranisti, è evidente che anche in questo caso esiste una spaccatura ideologica profonda e difficile da ricomporre.</p>
<p>La <strong>Grande Coalizione</strong> ha votato a favore: ma la Germania ha già dimostrato di averle voltato le spalle. E quello che appare come un voto &#8220;tedesco&#8221;, in realtà è il voto di una parte della Germania. Che anzi, in questi ultimi mesi si sta dimostrando sicuramente molto meno forte rispetto agli anni precedenti. E che probabilmente potrà avere il sopravvento alle prossime elezioni.</p>
<p>E lo scontro, anche in Germania, può essere decisivo. Non solo a destra, ma anche a sinistra, i critici nei confronti della Merkel accusano la cancelliera di aver firmato un patto che serve a tutelare se stessa, dimostrando al mondo e al suo elettorato che la sua &#8220;accoglienza&#8221; era parte integrante di un sistema internazionale voluto anche dall&#8217;Onu. </p>

<p>Ma quella Germania non esiste più: c&#8217;è un altro Paese con cui fare i conti. Così come c&#8217;è un altro mondo con cui fare i conti. Ed è un realtà di cui bisogna prendere atto. <strong>Louise Arbour</strong>, rappresentante speciale dell&#8217;Onu per le migrazioni internazionali, ha detto che &#8220;l&#8217;immigrazione è una realtà&#8221;. La delegata Onu, che guiderà il vertice di Marrakech, ha detto che l&#8217;immigrazione &#8220;non è una cosa positiva o negativa, è una realtà&#8221;. Ma la realtà è anche quella di molti governi e molti elettori che contestano questo paradigma. E anche di questo bisognerà, prima o poi, prenderne atto. Prima che la frattura interna agli Stati e fra i diversi governi diventa insuperabile. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/glbal-compact-mondo-scontro.html">Il Global Compact divide il mondo  E i sovranisti ora serrano le file</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Italia non firmerà il Global Compact  Ecco in cosa consiste il patto Onu</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosa-e-global-compact-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Nov 2018 14:46:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Global Compact]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1730" height="1208" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_4131363.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_4131363.jpg 1730w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_4131363-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_4131363-768x536.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_4131363-1024x715.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1730px) 100vw, 1730px" /></p>
<p>L&#8217;Italia non firmerà il Global Compact senza che il Parlamento si pronunci. Lo ha detto Matteo Salvini alla Camera dei Deputati. Lo ha confermato poi il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che in una nota ha spiegato: &#8220;Il Global Migration Compact è un documento che pone temi e questioni diffusamente sentiti anche dai cittadini. Riteniamo opportuno, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-e-global-compact-italia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1730" height="1208" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_4131363.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_4131363.jpg 1730w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_4131363-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_4131363-768x536.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_4131363-1024x715.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1730px) 100vw, 1730px" /></p><p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/litalia-non-firma-patto-onu-che-dar-diritto-migrare-1608553.html">L&#8217;Italia non firmerà il Global Compact</a> senza che il <strong>Parlamento</strong> si pronunci. Lo ha detto <strong>Matteo Salvini</strong> alla Camera dei Deputati. Lo ha confermato poi il presidente del Consiglio, <strong>Giuseppe Conte</strong>, che in una nota ha spiegato: &#8220;Il Global Migration Compact è un documento che pone temi e questioni diffusamente sentiti anche dai cittadini. Riteniamo opportuno, pertanto, parlamentarizzare il dibattito e rimettere le scelte definitive all&#8217;esito di tale discussione, come pure è stato deciso dalla Svizzera. A Marrakech, quindi, il Governo non parteciperà, riservandosi di aderire o meno al documento solo quando il Parlamento si sarà pronunciato&#8221;.</p>
<p>La mossa del governo è quella voluta in particolare dalla <strong>Lega</strong>. Il Carroccio aveva già presentato una risoluzione che impegnasse il governo a non firmare il patto delle <strong>Nazioni Unite</strong> senza un passaggio in Parlamento. Passaggio in cui è evidente che il governo si gioca tutto: perché Lega e Movimento 5 Stelle dovranno ribadire la propria alleanza nonostante le divergenze su alcuni punti chiave del tema migranti.</p>
<p>Cos&#8217;è esattamente il Global Compact</p>
<p>Il Global Compact sulle migrazioni è un accordo voluto dalle Nazioni Unite che ha come obiettivo la nascita di una governance globale sul tema delle migrazioni. L&#8217;idea è quella di creare <strong>una rete internazionale</strong> in un quadro comune di riferimento che regoli quello che l&#8217;Onu considera un vero e proprio <strong>diritto</strong>: cioè la migrazione.</p>

<p>Il patto punta a realizzare<strong> 23 obiettivi</strong> che riguardano il tema migratorio a tutto tondo. Si parte dalla raccolta dei dati sull&#8217;emigrazione e l&#8217;immigrazione per capire come gestire i flussi e implementare le politiche volte alla gestione degli spostamenti. Poi ci sono obiettivi che riguardano la tutela degli individui nelle diverse fasi della migrazione con un pieno sostegno alle persone dal Paese d&#8217;origine al Paese d&#8217;arrivo. Tanto è vero che fra i punti non ci sono solo temi legati alla sicurezza della persona che emigra, ma anche il contrasto alla xenofobia e il supporto all&#8217;integrazione nel Paese d&#8217;approdo.</p>
<p>Infine, tutto questo documento si basa su una premessa: cioè la necessità di un &#8220;approccio cooperativo per <strong>ottimizzare i benefici complessivi della migrazione</strong>, affrontando i rischi e le sfide per gli individui e le comunità nei Paesi di origine, transito e destinazione&#8221;. </p>
<p>I punti critici del Global Compact</p>
<p>Il problema è che questo accordo intergovernativo, che vedrà il suo battesimo formale a Marrakech a dicembre, presenta numerosi punti critici che alcuni governi, specialmente quelli più sensibili alla tutela dei confini, hanno evidenziato in sede interna e internazionale. A tal punto che sono già otto gli Stati che in sede europea hanno annunciato di non aderire (Gruppo Visegrad e i Paesi si area balcanica), oltre a Australia, Israele, Stati Uniti e Brasile. </p>

<p>Il motivo delle critiche nasce dal fatto che l&#8217;accordo intergovernativo voluto dall&#8217;Onu parte da una premessa: che l&#8217;emigrazione è un diritto. Se emigrare è un diritto, non c&#8217;è distinzione. Questo cosa significa? Che non si può fare una distinzione fra chi emigra per un pericolo concreto sulla propria incolumità, come un rifugiato politico, o chi emigra per motivi economici. E in una fase di cambiamento economici e politici su scala mondiale, è del tutto evidente che in molti casi la migrazione nasce da un motivo economico prima ancora che di sicurezza.</p>
<p>Stesse perplessità del governo italiano. Come detto ieri dal sottosegretario agli Esteri <strong>Guglielmo Picchi</strong> per <em><a href="http://www.occhidellaguerra.it/picchi-lega-global-compact/?fbclid=IwAR0RJK5bz2ZQA5PGZIHSUZAQV6_7p1QsMcRMiCG2J5HIgGET6n5aTr9peWg">Gli Occhi della Guerra</a></em>, &#8220;il Global Compact considera i flussi migratori come un fenomeno unitario, non differenziabile caso per caso, ma proclamato sempre e comunque positivo per tutti. <strong>Non distingue seriamente tra rifugiati politici e immigrati clandestini</strong>, richiedendo per tutti un elevato standard di servizi che il Paese d’accoglienza deve impegnarsi a offrire&#8221;.</p>
<p>Il Patto voluto dal Palazzo di Vetro nasce quindi da una idea politica chiara, che contrasta apertamente con le tesi dei movimenti e governi di matrice più o meno sovranista che hanno posto come primo obiettivo la tutela delle proprie frontiere. L&#8217;<strong>Italia</strong>, come Paese in prima linea nei flussi migratori provenienti dalla <strong>Libia</strong>, teme che questo accordo contrasti con i suoi obiettivi: che sono quelli di riuscire a ridurre il più possibile l&#8217;immigrazione clandestina regolarizzando e gestendo i flussi.</p>
<p>È chiaro che in caso di mancata distinzione fra i diversi tipi di immigrazione, l&#8217;approdo nel Paese deve essere sempre concesso. Il tutto basandosi su una piattaforma giuridica che non avrebbe un controllo effettivo da parte degli Stati. Molti contestano quest&#8217;idea ricordando che questo <strong>non è un patto vincolante</strong>. Ma è difficile credere che firmare un accordo intergovernativo sia privo di valore o di efficacia. E il patto che avremmo dovuto firmare a Marrakech può incidere in maniera sensibile non solo nel presente, ma anche nel futuro.</p>

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		<title>Il Global Compact scuote il governo  Lega: &#8220;È uno strumento globalista&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/picchi-lega-global-compact.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Nov 2018 22:10:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Global Compact]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180613124414_26614723.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180613124414_26614723.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180613124414_26614723-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180613124414_26614723-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180613124414_26614723-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il Global Compact rappresenta uno dei prossimi nodi da sciogliere del governo di Giuseppe Conte. Le parole di Enzo Moavero Milanesi, possibilista sulla ratifica dell&#8217;accordo, hanno scatenato il dibattito in seno alla maggioranza. In attesa della posizione ufficiale del governo, la questione è già diventata centrale per capire come si muoveranno i due partiti di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/picchi-lega-global-compact.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180613124414_26614723.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180613124414_26614723.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180613124414_26614723-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180613124414_26614723-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180613124414_26614723-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il <strong>Global Compact</strong> rappresenta uno dei prossimi nodi da sciogliere del governo di Giuseppe Conte. Le parole di <strong>Enzo Moavero Milanesi</strong>, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/moavero-si-veste-anti-lega-non-chiudiamoci-ai-migranti-1606290.html">possibilista sulla ratifica dell&#8217;accordo</a>, hanno scatenato il dibattito in seno alla maggioranza. In attesa della posizione ufficiale del governo, la questione è già diventata centrale per capire come si muoveranno i due partiti di maggioranza. E con Fratelli d&#8217;Italia che ha già incalzato da destra Matteo Salvini e il governo, la <strong>Lega</strong> ha voluto mettere immediatamente le mani avanti, presentando una risoluzione in cui esprime tutte le sue perplessità e contrarietà all&#8217;accordo.</p>
<p>Come ci ha spiegato il Sottosegretario agli Affari Esteri, <strong>Guglielmo Picchi</strong>, &#8220;nella risoluzione sono elencati i punti critici del Global Compact e si impegna il governo a non aderirvi. Credo che sia imprescindibile che il Parlamento si esprima su una materia così delicata e dare indicazioni precise al governo su come comportarsi&#8221;.</p>
<p>Una scelta precisa che è motivata dal fatto che &#8220;il Global Compact considera i flussi migratori come un fenomeno unitario, non differenziabile caso per caso, ma proclamato sempre e comunque positivo per tutti. <strong>Non distingue seriamente tra rifugiati politici e immigrati clandestini</strong>, richiedendo per tutti un elevato standard di servizi che il Paese d&#8217;accoglienza deve impegnarsi a offrire&#8221;.</p>

<p>Tutto questo basandosi su una sorta di &#8220;governance globale&#8221; lontana dalla sovranità popolare. Insomma, un accordo complesso e che una parte della maggioranza considera pericoloso. &#8220;È un documento molto sbilanciato verso la retorica pro-immigrazione di massa, pro-multiculturalismo, e che tiene pochissimo conto delle esigenze di un Paese d&#8217;approdo come il nostro&#8221; spiega il sottosegretario.</p>
<p>Ma qual è la posizione della maggioranza di governo? &#8220;Quella della Lega è chiara. <strong>È uno strumento globalista e terzomondista</strong> in chiaro disaccordo con le idee della Lega. Nel Contratto di Governo è presente la nostra posizione: la pressione migratoria e la gestione del fenomeno ereditate da Renzi e Gentiloni sono giudicate &#8216;insostenibili&#8217;. Questo Global Compact si pone in linea di continuità con quella impostazione fallimentare, tant&#8217;è vero che è stato il passato Governo a negoziarlo e instradarci all&#8217;adesione&#8221;.</p>
<p>La questione è particolarmente complessa. Non solo per i risvolti all&#8217;interno del governo, ma anche perché il patto sui migranti, che dovrà essere siglato nella conferenza intergovernativa di Marrakech, sta già dividendo il mondo. E anche in seno all&#8217;Unione europea i Paesi della cosiddetta<strong> area &#8220;sovranista&#8221;</strong> si sono già dichiarati apertamente contrari all&#8217;ipotesi di approvare un accordo che presenta dei rischi politici per tutti quei governi che hanno fatto della difesa delle frontiere il proprio punto di forza.</p>

<p>Finora, soltanto nell&#8217;Unione europea sono otto gli Stati che non sottoscriveranno il Global Compact: Austria, Bulgaria, Croazia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria. C&#8217;è tutto il <strong>Gruppo Visegrad</strong>, quindi. Ma anche altri Paesi dell&#8217;area balcanica che si sentono da sempre vicini alle posizione di difesa dei confini. Specialmente perché Paesi di passaggio della rotta balcanica. Mentre all&#8217;esterno dell&#8217;Europa, Stati Uniti e Brasile hanno già detti che non manderanno rappresentanti a Marrakech.</p>
<p>&#8220;Del resto, se c&#8217;è un dovere alla solidarietà verso le persone che fuggono dalla persecuzione, c&#8217;è anche il diritto dei popoli a non essere invasi. Oggi si sposta globalmente un numero di persone senza precedenti, e la grande maggioranza lo fa non per necessità ma per ragioni economiche. Non possiamo biasimarli, ma nemmeno si possono biasimare quelle nazioni che vogliono difendere la propria cultura, tutelare i salari dei lavoratori, garantire la sovranità statale (e di conseguenza popolare) sui confini. Coi tanti Paesi che la pensano così, l&#8217;Italia potrà collaborare per <strong>invertire la rotta tracciata dai globalisti</strong>&#8220;, conclude Picchi. </p>
<p>E l&#8217;Italia sa benissimo cosa significa essere in prima linea sul fronte migranti, visto il flusso che proviene dalla <strong>Libia</strong>. E che solo in questi ultimi mesi ha avuto una frenata rispetto agli anni precedenti. Ma i migranti continuano a partire e arrivare.</p>

<p>E l&#8217;ultimo scontro fra Italia e Malta rappresenta l&#8217;esempio del fatto che il problema dell&#8217;immigrazione clandestina non è un qualcosa destinato a risolversi nel breve termine. Proprio sui rapporti con La Valletta, Picchi è possibilista riguardo a un futuro accordo: &#8220;Comprendiamo che <strong>Malta</strong>, viste le sue piccole dimensioni, non volesse farsi travolgere dagli enormi flussi migratori del passato; ma ora che questi flussi sono notevolmente ridotti, anche La Valletta dovrebbe ricominciare a fare la propria parte. Soprattutto non possiamo accettare mezzi poco chiari, che oltre a figurare come provocazioni nei nostri confronti mettono anche in pericolo le persone in mare&#8221;</p>
<p>Un tema che diventerà di primaria importanza non solo per la conferenza di Marrakech, ma anche per la scadenza dei termini dell&#8217;<strong>Operazione Sophia</strong>. Il giudizio della Lega è chiaro: l&#8217;operazione va chiusa. &#8220;Per colpa soprattutto di Renzi, che l&#8217;aveva barattato con la flessibilità necessaria a dare i famosi 80 euro prima delle elezioni, l&#8217;Operazione Sophia ha finito con l&#8217;essere una missione europea di traghettamento dei migranti verso l&#8217;Italia. Più che inutile, dannosa. Il problema è nell&#8217;ipocrisia di molti partner europei, come i governi socialisti di Francia e Spagna, che da un lato pretendono l&#8217;accoglienza, ma dall&#8217;altro chiudono i propri porti e sigillano i propri confini&#8221;. E parlando di Europa, Pecchi non ha dubbi: &#8220;Se l&#8217;Europa vuole aiutarci per davvero, ben venga, altrimenti l&#8217;Italia farà da sola, con la Libia, per mettere in sicurezza il nostro tratto di Mediterraneo&#8221;.</p>
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		<title>Il Global Compact sui migranti non tutela il diritto a non emigrare</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/global-compact-sui-migranti-non-tutela-diritto-non-emigrare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Nov 2018 15:58:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Global Compact]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181019232705_27567098.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181019232705_27567098.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181019232705_27567098-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181019232705_27567098-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181019232705_27567098-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>I prossimi 10 e 11 dicembre a Marrakech, in Marocco, si terrà la conferenza dell&#8217;Onu dedicata al Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration (Gcm), un accordo non vincolante con cui le nazioni firmatarie mireranno a esprimere una volontà politica comune nella gestione dei flussi migratori su scala planetaria. Negoziato nel 2017, il Global Compact &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/global-compact-sui-migranti-non-tutela-diritto-non-emigrare.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/global-compact-sui-migranti-non-tutela-diritto-non-emigrare.html">Il Global Compact sui migranti non tutela il diritto a non emigrare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181019232705_27567098.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181019232705_27567098.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181019232705_27567098-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181019232705_27567098-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181019232705_27567098-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>I prossimi 10 e 11 dicembre a Marrakech, in Marocco, si terrà <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.un.org/en/conf/migration/" target="_blank">la conferenza dell&#8217;Onu</a> dedicata al <b>Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration</b> (Gcm), un accordo non vincolante con cui le nazioni firmatarie mireranno a esprimere una volontà politica comune nella gestione dei flussi migratori su scala planetaria.</p>
<p>Negoziato nel 2017, il Global Compact sui migranti è partito ad handicap a causa del<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.reuters.com/article/us-migrants-czech-idUSKCN1NJ0O7" target="_blank"> rifiuto dell&#8217;amministrazione Trump</a> di far partecipare gli Stati Uniti alle negoziazioni; sette Paesi, ovvero l&#8217;Australia più sei Stati dell&#8217;Europa centro-orientale (Austria, Bulgaria, Croazia, Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca) non parteciperanno all&#8217;incontro e non firmeranno il protocollo conclusivo. Anche la Slovacchia appare incerta sulla sua posizione definitiva, e persino dalle formazioni di governo della Germania sono arrivate voci critiche.</p>
<p>Gli obiettivi del Global Compact</p>
<p>A destare critiche, nel Global Compact che ha avuto Svizzera e Messico come principali promotori, è la contestata assenza di <em>realpolitik </em>nelle sue articolazioni fondamentali. </p>
<p>Nella lista dei <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://undocs.org/A/CONF.231/3">23 obiettivi</a> che si prefigge il patto globale, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/lonu-ora-cancella-confini-favorire-limmigrazione/" target="_blank">scriveva questa testata</a>, ci sono importanti focalizzazioni sul diritto d&#8217;accesso al lavoro da parte dei migranti e, inoltre, &#8220;la lotta a xenofobia, lo sfruttamento e il traffico di essere umani. Il patto impegna i firmatari a lavorare per porre fine alla pratica della detenzione di bambini allo scopo di determinare il loro status migratorio; limitare al massimo le detenzioni dei migranti per stabilire le loro condizioni, migliorare l’erogazione dell’assistenza umanitaria e di sviluppo ai Paesi più colpiti e dare maggiore riconoscimento all’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim)&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-61014 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/10/strip_articolo_occhi.jpg" alt="strip_articolo_occhi" width="674" height="142" /></a></p>

<p>Obiettivi che sono accusati di essere orientati sulla base di una spiccata ideologia multiculturalista e, secondo i critici, porterebbero a &#8220;limitare la sovranità degli stati dinanzi al fenomeno migratorio, impendendo a questi ultimi di affrontare un fenomeno così complesso con una buona dose di <em>realpolitk</em> e pragmatismo che ogni statista dovrebbe preservare&#8221;. Nella dichiarazione il “diritto sovrano” di ogni Stato di attuare la politica migratoria che ritiene più opportuna non è affatto negato.</p>
<p>Le incertezze della Lega sul Global Compact</p>
<p>Il governo italiano non ha ancora preso una posizione definitiva sul tema. Tuttavia, soprattutto dal fronte leghista della maggioranza di governo, si sono levate voci scettiche sul Global Compact. <em>Formiche </em>ha raccolto l&#8217;opinione di un esponenti del partito di Matteo Salvini, il senatore Toni Iwobi.</p>
<p>Il primo senatore di origine africana della storia italiana <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://formiche.net/2018/11/global-compact-iwobi-lega-rifugiati/" target="_blank">ha dichiarato la sua preferenza per accordi bilaterali</a> che consentano ai Paesi di origine e destinazione dei migranti di coordinare le rispettive strategie, ricordando come in sede Onu &#8220;abbiamo discusso e stretto accordi con diverse Nazioni del terzo mondo, in particolare con l’Africa Sub Sahariana. Abbiamo raggiunto intese bilaterali con questi Paesi che dobbiamo, chiaramente, concretizzare in atti formali. Io stesso ho avuto modo di parlare con il presidente del mio Paese d’origine, il Senegal, con cui abbiamo concordato linee da seguire. Due settimane fa il ministro Salvini si è recato in Ghana e il prossimo passo è la Nigeria, un Paese dal quale partono tante, troppe persone ogni anno. I prossimi passi prevedono accordi bilaterali, che sono il vero punto di svolta per la gestione fruttuosa dei flussi migratori&#8221;.</p>
<p>I limiti del Global Compact e la necessità di uno sguardo più ampio</p>
<p>La Lega, quindi, sembra orientata a inserirsi nel filone dei critici europei al Global Compact. Dal <strong>Movimento Cinque Stelle</strong> non è ancora filtrata una posizione ufficiale, ma le parole di Iwobi paiono indicative della volontà del governo di proseguire su una strada che si reputa positiva. Dal canto nostro, è giusto sottolineare come nel Global Compact siano molti gli accenni, alcuni dei quali sicuramente doverosi, alla necessità di garantire ai migranti un trattamento dignitoso nei Paesi di arrivo ma meno quelli alla lotta alle cause che spingono le persone a lasciare il loro Paese.</p>

<p>L’ampiezza del fenomeno e le tragiche conseguenze che per molte persone la scelta di emigrare comporta inducono a una riflessione profonda sul tema delle “migrazioni” e, soprattutto degli aspetti politici e sociologici ad esse connessi. A pensare, in altre parole, se la scelta della tutela delle possibilità di emigrazione per i rifugiati e i profughi di guerre, epidemie, siccità e collassi economici e dei loro canali d’accesso alle società di destinazione, soprattutto occidentali, sia la scelta migliore per tutelare i nuovi dannati della Terra o se la questione possa essere ulteriormente approfondita.</p>
<p>Il Global Compact e il &#8220;diritto a non emigrare&#8221;</p>
<p>I limiti del Global Compact invitano a ripensare a delle dichiarazioni sempre più attuali di un grande protagonista della storia recente, <strong>Joseph Ratzinger</strong>. Nell’ottobre 2012, pochi mesi prima di rinunciare al ruolo papale, <a href="https://www.corrispondenzaromana.it/prima-ancora-che-il-diritto-a-emigrare-va-riaffermato-il-diritto-a-non-emigrare-afferma-il-papa/" target="_blank" rel="noopener">Benedetto XVI si espresse in maniera significativa</a> definendo l’emigrazione un “pellegrinaggio di fede e di speranza” che troppo spesso finiva per risolversi in tragedia, per colpa “del traffico di essere umani, della povertà e dell’esclusione sociale di cui sono oggetto i nuovi arrivati, soprattutto se donne e bambini”.</p>
<p>Ratzinger si dichiarò favorevole a politiche migratorie che non si risolvessero né nella chiusura indiscriminata né in un simulacro di apertura che fosse presupposto di sradicamento, focalizzando l&#8217;attenzione sul “diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra”. </p>
<p>Il “diritto a non emigrare” è, in sostanza, il diritto per i potenziali migranti e i loro Paesi di provenienza a un rispetto completo capace di prevenire il loro stato di indigenza prima ancora che di limitarne le conseguenze, l’invito a una reale cooperazione tra Paesi sviluppati e Paesi in via di sviluppo capace di dare i propri frutti. </p>
<p>Ma stiamo parlando del presupposto necessario per affrontare in maniera decisa una situazione globale caratterizzata dal più alto numero di migranti della storia umana (240 milioni per ragioni economiche, decine di milioni per il fallimento degli Stati, le persecuzioni o le guerre), migranti la cui esistenza e vita è degna in quanto tale e non solo dopo l&#8217;acquisizione dello status di profugo o rifugiato. E che in cuor loro, molto probabilmente, migranti non avrebbero mai desiderato diventare.</p>

<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/global-compact-sui-migranti-non-tutela-diritto-non-emigrare.html">Il Global Compact sui migranti non tutela il diritto a non emigrare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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