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	<title>Gas naturale Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 11 May 2025 12:19:44 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Gas naturale Archives - InsideOver</title>
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		<title>Bruxelles: stop al gas russo entro il 2027. Ma dietro le quinte si trama per il ritorno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 May 2025 12:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi energetica]]></category>
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		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/russia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/russia.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/russia-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/russia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/russia-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>L'Ue ha un piano che prevede il blocco totale delle importazioni di gas russo dal 2027. Ma gli Usa, per favorire la pace con Mosca...</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/bruxelles-stop-al-gas-russo-entro-il-2027-ma-dietro-le-quinte-si-trama-per-il-ritorno.html">Bruxelles: stop al gas russo entro il 2027. Ma dietro le quinte si trama per il ritorno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/russia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/russia.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/russia-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/russia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/russia-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>L’<strong>Unione europea</strong> lancia un segnale forte alla <strong>Russia</strong>: la dipendenza energetica è finita. La Commissione Von der Leyen ha annunciato un ambizioso piano che prevede lo s<strong>top totale alle importazioni di gas russo entro la fine del 2027</strong>. Già dal 2025 saranno vietati i nuovi contratti per le forniture a breve termine, mentre due anni dopo toccherà a quelli a lungo termine.</p>



<p>La mossa, che sopraggiunge dopo tre anni dall’invasione russa dell’Ucraina, è parte di una strategia più ampia per recidere i legami energetici con il Cremlino. <strong>Oltre al gas, il piano prende di mira anche il petrolio russo</strong> – seppur con misure meno stringenti – e si spinge fino al settore nucleare, proponendo interventi per ridurre le importazioni di combustibile e uranio arricchito. Sebbene Bruxelles si dica positiva, <strong>la corsa per l’indipendenza energetica appare accidentata</strong> sia per questioni interne alla stessa Ue &#8211; la contrarietà all’ipotesi dei Paesi dell’Est &#8211; sia per il ruolo di attori esterni quali gli Usa che paiono remare in direzione opposta per favorire <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-russia-la-lunga-strada-verso-la-pace-e-il-sentiero-stretto-delle-trattative.html">i negoziati di pace</a> tra Kiev e Mosca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un percorso a ostacoli&nbsp;&nbsp;</h2>



<p><strong>Dan Jørgensen</strong>, commissario europeo per l’Energia e le Politiche abitative, ha dichiarato: &#8220;Non permetteremo più che i nostri Stati membri siano ricattati, non contribuiremo più indirettamente a riempire le casse del Cremlino&#8221;.  La dipendenza dell’Ue dal gas russo, sebbene sia calata drasticamente – dal 40% del 2021 al 19% nel 2023 – resta comunque significativa se si pensa che le autorità comunitarie, quest’anno, hanno speso circa <strong>2,5 miliardi di euro per sei milioni di tonnellate</strong>. Il <a href="https://it.insideover.com/energia/gas-in-europa-stoccaggi-pieni-ma-per-linverno-ce-un-rischio.html">gas naturale</a> non rappresenta l’unica fonte di approvvigionamento che lega l’Europa all’Orso russo visto che l’anno scorso Bruxelles ha importato da Mosca <strong>13 milioni di tonnellate di petrolio via oleodotto</strong> e <strong>2.800 tonnellate di combustibile nucleare</strong>. Per affrontare questa transizione, le aziende energetiche dovranno dichiarare la quantità e la durata dei contratti in essere con la Russia, mentre i Paesi comunitari dovranno presentare piani nazionali per eliminare gradualmente le forniture russe.</p>



<p>Nonostante le dichiarazioni roboanti di Jørgensen, la strada è tutt’altro che spianata. Per trasformare queste intenzioni in provvedimenti attuabili, <strong>la Commissione dovrà negoziare il progetto con i Governi dei 27 Stati membri </strong>e sottoporlo al vaglio del Parlamento europeo. Tutto, dunque, è da definire ma già si intravedono le prime crepe: <strong>Ungheria</strong> e <strong>Slovacchia</strong> sono fortemente contrarie a rinunciare alle esportazioni del Cremlino, poiché rappresentano le fondamenta imprescindibili su cui si regge gran parte della loro infrastruttura economica. Ad aver espresso delle riserve, come riportato da <em><a href="https://www.politico.eu/article/eu-russian-energy-holdouts-ukraine-war/">Politico</a></em>, sono anche <strong>le aziende europee operanti nel mercato dell’energia</strong> come la francese TotalEnergies, affermando di voler continuare a onorare i contratti a lungo termine finché non saranno applicate nuove formali sanzioni. I funzionari di Bruxelles hanno  cercato di rasserenare gli animi sostenendo che tra due anni saranno accessibili circa 170 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto nel mondo e la Commissione si adopererà per rendere operativa una piattaforma che consenta alle società del gas di acquistare congiuntamente forniture di biometano a prezzi contenuti. </p>



<p>Al di là delle rassicurazioni, l’esecutivo comunitario dovrà trovare una <em>exit strategy</em> per <strong>rescindere i contratti pluriennali siglati con il gigante energetico-minerario russo <a href="https://it.insideover.com/energia/perche-leuropa-spende-piu-per-comprare-gas-dalla-russia-che-per-aiutare-lucraina.html">Gazprom</a></strong>,<strong> </strong>il quale ha garantito per decenni a noi europei un approvvigionamento continuativo di gas a buon mercato. In Europa si vorrebbero disdire gli impegni facendo appello alla guerra in Ucraina quale <strong>causa di forza maggiore</strong> per evitare di incorrere in eventuali penali da pagare. Secondo diversi giuristi, però, il conflitto difficilmente può valere come causa di forza maggiore perché ormai imperversa da più di tre anni e dunque non avrebbe natura improvvisa.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le contromosse degli Usa</h2>



<p>Una delle ipotesi per compensare le perdite causate dall’interruzione dei rapporti con la Russia consisterebbe nell’<strong><a href="https://it.insideover.com/energia/dalla-dipendenza-russa-a-quella-usa-il-dilemma-europeo-sul-gas.html">incremento delle importazioni di gas liquefatto da oltreoceano</a></strong>  come in parte sta già avvenendo (nel 2023 sono state del 48%). Ciononostante, secondo un&#8217;indiscrezione lanciata da <em><a href="https://www.reuters.com/business/energy/us-russia-explore-ways-restore-russian-gas-flows-europe-sources-say-2025-05-08/">Reuters</a></em>, eminenze grigie statunitensi e russe starebbero lavorando dietro le quinte per <strong>ripristinare le forniture di gas dalla Russia all’Europa</strong>. Il motivo? Da un lato, Stati Uniti e Ucraina hanno firmato recentemente <a href="https://it.insideover.com/economia/usa-ucraina-un-accordo-minerario-con-un-grande-perdente-chiamato-europa.html#google_vignette">un accordo sull’estrazione e sullo sfruttamento delle terre rare </a>che consente alle aziende americane di accedere ai metalli preziosi a patto che da Washington si sostengano finanziamenti che contribuiscono alla ricostruzione del Paese. Dall’altro, i negoziati di pace con il Cremlino sono in corso ed <strong>è necessario fare delle aperture di un certo rilievo affinché i russi abbiano interesse a terminare le ostilità.</strong> Negli ultimi tempi gli americani hanno ricevuto richieste di esportazione del loro gas da Corea del Sud, India, Giappone e Taiwan; sebbene il Vecchio Continente rappresenti un mercato appetibile per l’industria energetica a stelle e strisce, questi potrebbe essere sacrificato sull’altare della diplomazia in modo che Mosca torni a servire i suoi clienti storici e, in prospettiva, possa allentare il suo sodalizio con la Cina.</p>



<p>In un contesto geopolitico in continua evoluzione, in quel di Bruxelles non sembra a portata di mano la recisione del cordone ombelicale con Mosca e bisognerebbe comprendere quanto gli sforzi in questa direzione siano dettati dall’ambizione sincera di rendere l’Europa più autosufficiente energeticamente o se invece si tratti di uno stratagemma per sabotare i negoziati di pace in corso tra Mosca e&nbsp; Washington a cui finora l’Ue ha sempre visto con una certa ostilità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/bruxelles-stop-al-gas-russo-entro-il-2027-ma-dietro-le-quinte-si-trama-per-il-ritorno.html">Bruxelles: stop al gas russo entro il 2027. Ma dietro le quinte si trama per il ritorno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Transnistria in bilico: rifiuta l&#8217;appoggio europeo e si aggrappa a Mosca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2025 14:47:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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<p>La Transnistria in bilico, tra la fedeltà alla Russia e le pressioni della Ue. La crisi energetica usata come arma politica. </p>
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<p>La Transnistria, enclave filorussa incastonata nella <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/come-si-vive-oltre-la-nuova-cortina-di-ferro.html">Moldavia ma indipendente solo sulla carta,</a> ha deciso di rifiutare un aiuto energetico da 60 milioni di euro offerto dall’Unione Europea. Motivo ufficiale? Non vuole alzare le tariffe per i consumatori. Motivo reale? Mosca non permette che Tiraspol, sua roccaforte nei Balcani, accetti aiuti da Bruxelles, perché <strong>ciò significherebbe una lenta erosione del controllo russo sulla regione</strong>. E così, mentre l’Europa offre gas e sostegno economico, la Transnistria rimane attaccata al salvagente russo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una crisi energetica che sa di geopolitica</h3>



<p>Da quando l’Ucraina ha interrotto il transito del gas russo, la Transnistria si è trovata in una situazione precaria: blackout quotidiani, riserve al minimo e un’emergenza che sarebbe potuta diventare insostenibile. Bruxelles ha proposto un pacchetto di aiuti vincolato a riforme sulle libertà fondamentali e sul rispetto dei diritti umani. Ma per Mosca, l’unica vera questione è il controllo: lasciare che la Transnistria accetti aiuti dall’UE significherebbe perdere terreno strategico.</p>



<p>Nel frattempo, <strong>la Moldavia si muove con cautela</strong>. Il premier Dorin Recean ha garantito che il gas arriverà comunque a Tiraspol, grazie alla compagnia ungherese MET Gas and Energy Marketing AG, con i pagamenti coperti da una società con sede a Dubai. Una triangolazione finanziaria che suona come un compromesso tra le pressioni russe e l’obiettivo europeo di staccare, pezzo dopo pezzo, la Transnistria dall’influenza di Mosca.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il solito braccio di ferro: Mosca contro Chisinau</h3>



<p>Il Cremlino, ovviamente, non ha gradito. Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, ha accusato la Moldavia di trasformare la crisi energetica in un’arma politica contro la Transnistria, violando gli accordi di pace del 1992. La logica russa è semplice: mantenere Tiraspol in una situazione di dipendenza e instabilità per garantirsi una leva di pressione su Chisinau e l’Occidente.</p>



<p>Dall’altra parte, la presidente moldava <strong>Maia Sandu</strong> sta giocando la carta dell’Unione Europea. La sua strategia è chiara: aggirare la Transnistria costruendo infrastrutture alternative, come la linea elettrica Vulcănești-Chișinău, che le permetterebbe di importare energia dalla Romania senza passare per la regione separatista. Una mossa che ridurrebbe ulteriormente il peso geopolitico della Transnistria e spingerebbe Chisinau sempre più verso l’integrazione europea.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Transnistria, il nodo che non si scioglie</h3>



<p>Nel frattempo, mentre Tiraspol rifiuta gli aiuti europei e si aggrappa al sostegno russo, il dibattito sul destino della regione si fa sempre più acceso. L’UE e la Moldavia vedono nella crisi un’opportunità per <strong>spezzare la dipendenza della Transnistria da Mosca</strong>, mentre il Cremlino usa la stessa crisi per rafforzare la sua presa. Il problema è che il tempo stringe: la Transnistria ha bisogno di energia e finanziamenti, e la Russia – sempre più impegnata su altri fronti, dall’Ucraina alla politica interna – potrebbe non essere disposta a coprire il conto per sempre. E così, ancora una volta, la Transnistria resta sospesa tra passato e futuro, tra Mosca e Bruxelles, in un limbo geopolitico che dura da oltre trent’anni. Ma fino a quando?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-transnistria-in-bilico-rifiuta-lappoggio-europeo-e-si-aggrappa-a-mosca.html">La Transnistria in bilico: rifiuta l&#8217;appoggio europeo e si aggrappa a Mosca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Scorte in calo, prezzi in ascesa e la Russia che rimane: l&#8217;agenda europea sul gas è nel caos</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/scorte-in-calo-prezzi-in-ascesa-e-la-russia-che-rimane-lagenda-europea-sul-gas-e-nel-caos.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Dec 2024 07:50:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1186" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240827114813136_da719fba8221e2b88f53b9de9a50dfca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240827114813136_da719fba8221e2b88f53b9de9a50dfca.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240827114813136_da719fba8221e2b88f53b9de9a50dfca-600x371.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240827114813136_da719fba8221e2b88f53b9de9a50dfca-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240827114813136_da719fba8221e2b88f53b9de9a50dfca-1024x633.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240827114813136_da719fba8221e2b88f53b9de9a50dfca-768x474.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240827114813136_da719fba8221e2b88f53b9de9a50dfca-1536x949.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il finale del 2024 fa registrare una situazione di criticità per gli stoccaggi europei di gas che rischia di compromettere i buoni risultati del 2023 circa la tenuta delle disponibilità nelle riserve strategiche dei Paesi e, soprattutto, la sicurezza degli approvvigionamenti. Tutto questo avviene mentre, seppur senza trend esplosivi, il prezzo ritorna a salire impattando &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/scorte-in-calo-prezzi-in-ascesa-e-la-russia-che-rimane-lagenda-europea-sul-gas-e-nel-caos.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/scorte-in-calo-prezzi-in-ascesa-e-la-russia-che-rimane-lagenda-europea-sul-gas-e-nel-caos.html">Scorte in calo, prezzi in ascesa e la Russia che rimane: l&#8217;agenda europea sul gas è nel caos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1186" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240827114813136_da719fba8221e2b88f53b9de9a50dfca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240827114813136_da719fba8221e2b88f53b9de9a50dfca.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240827114813136_da719fba8221e2b88f53b9de9a50dfca-600x371.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240827114813136_da719fba8221e2b88f53b9de9a50dfca-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240827114813136_da719fba8221e2b88f53b9de9a50dfca-1024x633.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240827114813136_da719fba8221e2b88f53b9de9a50dfca-768x474.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240827114813136_da719fba8221e2b88f53b9de9a50dfca-1536x949.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>finale del 2024</strong> fa registrare una situazione di criticità per gli <strong>stoccaggi europei di gas</strong> che rischia di compromettere i buoni risultati del 2023 circa la tenuta delle disponibilità nelle riserve strategiche dei Paesi e, soprattutto, la sicurezza degli approvvigionamenti. Tutto questo avviene mentre, seppur senza trend esplosivi, il <strong>prezzo ritorna a salire </strong>impattando sia sull&#8217;attività delle imprese del Vecchio Continente che sulla prospettiva di resistenza del mercato europeo dell&#8217;oro blu a un inverno rigido.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gas europeo, stoccaggi in calo</h2>



<p>I dati di novembre e dicembre parlano di stoccaggi energetici che si stanno volatilizzando al ritmo più alto dalla crisi del 2021-2022, amplificata prima dall&#8217;onda lunga dell&#8217;inflazione e della corsa al riempimento degli stoccaggi e poi dallo shock indotto dall&#8217;<strong>invasione russa dell&#8217;Ucraina</strong>. </p>



<p>Gas Infrastructure Europe nota che dal 95% di riempimento, il picco raggiunto a fine settembre, gli stoccaggi hanno bruciato quasi il 20% del gas naturale a disposizione per il calo delle temperature e la riduzione delle forniture all&#8217;Europa di gas naturale liquefatto nella seconda metà del 2024. Un 75% di riempimento delle riserve di gas a fine 2024 porta il dato in linea con le medie dell&#8217;ultimo decennio per l&#8217;Europa, con la grande differenza del fatto che adesso non c&#8217;è più disponibilità di forniture solide e continue di gas russo via tubo per garantire una <strong>continuità degli approvvigionamenti</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La crisi del gas e la partita energetica dell&#8217;Europa</h2>



<p>In definitiva, è come se sempre di più saranno gli stoccaggi consolidati, in futuro, a far la differenza per tenere al caldo l&#8217;Europa, piuttosto che la capacità di rifornirsi fuori dall&#8217;Unione Europea in fasi critiche. In inverno, poi,<a href="https://www.ft.com/content/c02719a3-2000-4b03-9e29-479fae0f8722"> si moltiplicano</a> i <a href="https://www.ft.com/content/381ea152-7281-429c-b457-5519404082cf"><em>Dunkelflaute</em></a>, i giorni in cui né il solare né l&#8217;eolico garantiscono quantità di energia da fonti rinnovabili, aumentando la pressione sulle scorte, specie nei giorni più freddi.</p>



<p>L&#8217;Europa ha visto l&#8217;interruzione delle <strong>forniture di gas russo, l&#8217;inizio del braccio di ferro energetico con Mosca</strong>, il sabotaggio delle <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/der-spiegel-rivela-nord-stream-distrutto-da-un-commando-ucraino-legato-alla-cia.html">infrastrutture del <strong>Nord Stream</strong></a>, da ultimo la sfida tra l&#8217;<strong>Ucraina</strong> e i Paesi che continuano a importare l&#8217;oro blu di Mosca (Ungheria,<a href="https://it.insideover.com/politica/gas-e-pace-fico-vola-da-putin-si-allarga-il-fronte-del-dialogo-ue-russia.html"> Slovacchia,</a> Austria) con la minaccia di porre fine al transito sul suo territorio della materia prima importata dal Paese di Vladimir Putin. </p>



<p><strong>Nel frattempo, si è affidata ad attori come Usa e Qatar</strong> per l&#8217;importazione di costoso gas naturale liquefatto, con la conseguenza che <strong>il costo energetico è aumentato, la vulnerabilità insita nella relazione con la Russia non è stata risolta</strong> e ora, peraltro, l&#8217;Europa è sotto scacco per le politiche ambientali proposte negli Usa da Joe Biden, che ha raffreddato l&#8217;export di idrocarburi, e per le minacce di <a href="https://it.insideover.com/energia/gas-e-diritti-umani-il-braccio-di-ferro-tra-qatar-e-ue.html">Doha di interrompere le forniture</a> se alle sue aziende saranno imposte regolamentazioni sulla sostenibilità e i diritti umani per operare in Europa. </p>



<p>Ci si può consolare, perlomeno, pensando che la dipendenza dal gas russo non esiste più? Niente affatto! La schizofrenia dell&#8217;agenda energetica europea sta nel fatto che la narrazione parla di un disaccoppiamento da Mosca in corso d&#8217;opera, la realtà ci dice che parte del gas che non arriva più via tubo arriva dalla Russia sotto forma&#8230;di <strong>gas naturale liquefatto</strong>, ben più costoso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il gas russo è ancora tra noi</h2>



<p>Visto che il Gnl viene venduto con contratti spot, negoziati giorno per giorno tra operatori, i carichi delle navi gasiere russe hanno un vantaggio competitivo per il minor costo, in termini relativi, legato alla ridotta distanza che devono affrontare, erodendo la supremazia Usa nel settore e <a href="https://it.insideover.com/energia/sorpresa-il-gas-russo-non-se-ne-ancora-andato-dalleuropa.html">ponendo Mosca al secondo posto tra i fornitori dopo Washington. </a></p>



<p><strong><a href="https://www.bruegel.org/dataset/european-natural-gas-imports">Il think tank Bruegel</a></strong> ha stimato che nel 2024 le importazioni europee di Gnl russo siano aumentate del <strong>23% a 21 miliardi di metri cubi</strong> <a href="https://europeangashub.com/russian-lng-deliveries-to-the-eu-surged-in-2024-what-can-we-expect-in-2025.html">e il portale European Gas Hub ricorda che il terminal Gnl Yamal,</a> nell&#8217;Artico russo sul Mare di Kara, contribuisce al 18% della domanda europea, che copre il 78% del suo mercato di destinazione, e nel 2024 i suoi affari sono stati &#8220;ostenuti principalmente da maggiori consegne a Francia, Spagna, Belgio e Paesi Bassi, che complessivamente rappresentano oltre il 90% delle importazioni totali di GNL dell&#8217;UE nel 2024&#8221;. In particolare, &#8220;la sola Francia ha aumentato le sue importazioni di GNL russo dell&#8217;80% (o 4 miliardi di metri cubi) rispetto al 2023, diventando il più grande importatore di GNL russo nell&#8217;UE&#8221;.</p>



<p>Nel frattempo da inizio novembre a oggi il prezzo del gas europeo al mercato Ttf di Amsterdam è salito del <strong>15%, da 40 a 46 dollari al MWh. Sono lontani i picchi di 300 €/MWh</strong> del culmine della crisi energetica nell&#8217;estate 2022, però se si pensa che prima del Covid-19 il prezzo oscillava stabilmente tra i 15 e i 20 €/MWh si capisce quanto la &#8220;nuova normalità&#8221; sia costosa e onerosa per un&#8217;Europa in bolletta energetica. E con le scorte in calo sarà altrettanto dispendioso ricostruirle l&#8217;anno prossimo, arricchendo attori esterni al blocco tra cui il Paese-spauracchio, la Russia, che del freddo europeo continua, seppur meno che in passato, a fare una fonte di reddito. </p>
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