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	<title>Fascismo Archives - InsideOver</title>
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	<title>Fascismo Archives - InsideOver</title>
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		<title>Marco Tarchi: la fine di una storia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 15:10:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Conservatori]]></category>
		<category><![CDATA[Fascismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A giudicare dalla valanga di libri, pamphlets, articoli di giornali e riviste, convegni accademici e post sulle reti sociali, trasmissioni radiofoniche e televisive, moniti di intellettuali e commentatori nei talk shows che ha investito l’opinione pubblica ormai da qualche anno, ma con crescente frequenza negli ultimi mesi, la nostra epoca sarebbe quella di un ritorno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/marco-tarchi-la-fine-di-una-storia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/marco-tarchi-la-fine-di-una-storia.html">Marco Tarchi: la fine di una storia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A giudicare dalla valanga di libri, <em>pamphlets</em>, articoli di giornali e riviste, convegni accademici e post sulle reti sociali, trasmissioni radiofoniche e televisive, moniti di intellettuali e commentatori nei <em>talk shows</em> che ha investito l’opinione pubblica ormai da qualche anno, ma con crescente frequenza negli ultimi mesi, la nostra epoca sarebbe quella di un ritorno in grande stile sulla scena di uno degli ospiti più scomodi fra quelli che l’hanno frequentata in passato: il <strong>fascismo</strong>. Che questa volta, per evidenti costrizioni legislative e memoriali, sarebbe costretto a presentarsi non più con il suo volto consueto ma sotto mentite e svariate spoglie, tanto più insidiose quanto più adattate, con gli adeguati accorgimenti, alle mutate condizioni politiche, sociali e culturali.</p>



<p>Così, un “<strong>nuovo fascismo</strong>” si starebbe ormai affermando in gran parte dell’Occidente, a partire dagli <strong>Stati Uniti</strong> di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> e del suo <strong>MAGA </strong>e da tutti quei paesi in cui si sta registrando un’avanzata elettorale di <strong>partiti populisti e sovranisti</strong>, ma anche <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html">nella Russia di Putin</a> e persino in <strong>Medio Oriente</strong>, dove c’è chi lo vede incarnarsi <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html">nell’Israele di Netanyahu</a> e dei suoi <strong>ministri Ben-Gvir e Smotrich</strong> e chi invece in <strong>Hamas</strong>, in <strong>Hezbollah </strong>o più in generale nel <strong>fondamentalismo islamico</strong> (ma non manca chi giunge a sospettarne la presenza perfino in India o nelle Filippine).</p>



<p>Al cospetto di un così esteso accerchiamento sale quindi il coro delle lamentazioni e degli allarmi per il rischio di collasso delle <strong>democrazie liberali</strong> e la chiamata alle armi – perlopiù culturali e mediatiche, ma in taluni casi più concretamente convenzionali – per debellare l’idra dalle mille teste prima che sia troppo tardi. I richiami al <strong>potere salvifico dell’antifascismo</strong> si moltiplicano e già si affacciano le prime ipotesi di adozione di misure eccezionali per scongiurare il pericolo (in <strong>Romania </strong>e in <strong>Germania </strong>ne abbiamo già avuto un assaggio).</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="604" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/romania.jpg" alt="Romania" class="wp-image-467852" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/romania.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/romania-600x354.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/romania-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/romania-768x453.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Manifestazioni di sostegno a Calin Georgescu in Romania.</figcaption></figure>



<p>C’è indubbiamente qualcosa di <em><strong>déjà vu</strong></em> in questo scenario. Dal 1945 in poi, agitare lo spauracchio di una ricomparsa delle ombre nere o brune nei cieli della politica democratica è servito a più riprese a frenare l’ascesa nelle urne di formazioni sgradite e a legittimare, in funzione controffensiva come antifascisti “militanti”, i partiti comunisti e i gruppi dell’ultrasinistra. Lo scenario odierno, tuttavia, presenta alcune significative differenze. Non gratifica più della sgradita etichetta soltanto soggetti che in qualche misura rivendicano una filiazione dalle esperienze autoritarie o totalitarie del Novecento, come il <strong>Msi</strong>, la <strong>Npd tedesca</strong> o i numerosi e ininfluenti gruppuscoli di nostalgici che si ostinano a tenere in vita un anacronistico folclore fatto di divise, cori, saluti e <em>gadgets </em>settari, ma anche, e soprattutto, partiti e leaders solidamente radicati nei rispettivi sistemi politici e, in taluni casi, approdati a responsabilità di governo, perlopiù in contesti stabilmente democratici.</p>



<p>La chiave di comprensione di questo fenomeno risiede, come è evidente, nel <strong>significato distorto e strumentale</strong> che al termine fascismo viene attribuito da chi quotidianamente orchestra questo <em>revival</em>. Sottratta a qualsiasi riferimento al <strong>contesto storico</strong> che ne consentì e favorì la nascita, la parola è ridotta a <strong>sinonimo di un catalogo di aberrazioni</strong> – violenza sistematica, sopraffazione, intolleranza, discriminazione, intimidazione, arbitrio, repressione del dissenso, odio, disprezzo delle altrui opinioni – che ne fanno un semplice sinonimo del Male. O, per dirla con le versioni più intellettualizzate, da <strong>Umberto Eco</strong> a <strong>Michela Murgia</strong> ai vari imitatori stranieri, del <strong>Male assoluto</strong>, metafisico.</p>



<p>Dinanzi a una simile equazione, recitata come un mantra da tutti gli appartenenti alla folta tribù dell’intellighenzia progressista, a niente vale opporre obiezioni fondate su una lunga e corposa tradizione internazionale di studi storici che smentisce e polverizza questa caricatura, mostrando la multiforme complessità dei movimenti e dei regimi a cui l’aggettivo fascista è stato applicato “in tempo reale”, ovvero negli anni della loro effettiva esistenza. Per chi ha messo in atto e alimenta di giorno in giorno questa pantomima, i <strong>riscontri empirici</strong> non hanno alcuna rilevanza nei confronti delle declamazioni retoriche; gli slogans pesano più dei documenti, dei materiali di archivio e delle testimonianze coeve. La realtà pesa, in definitiva, infinitamente meno della sua ricostruzione immaginata a scopo di mobilitazione delle coscienze e degli umori.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1920" height="893" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251127093109271_36cdd1b23193d4b5001672ba1de1e650-e1764234031319.jpg" alt="" class="wp-image-495543" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251127093109271_36cdd1b23193d4b5001672ba1de1e650-e1764234031319.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251127093109271_36cdd1b23193d4b5001672ba1de1e650-e1764234031319.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251127093109271_36cdd1b23193d4b5001672ba1de1e650-e1764234031319.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251127093109271_36cdd1b23193d4b5001672ba1de1e650-e1764234031319.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251127093109271_36cdd1b23193d4b5001672ba1de1e650-e1764234031319.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251127093109271_36cdd1b23193d4b5001672ba1de1e650-e1764234031319.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>



<p>A prescindere dall’efficacia immediata, che molti indizi – a cominciare dai positivi risultati che i bersagli presi di mira continuano a far registrare in gran parte delle occasioni in cui i cittadini sono chiamati a giudicarli – fanno ritenere piuttosto limitata, questa strategia punta a intensificare, per il tramite delle strutture educative e del loro corpo insegnante, un’<strong>opera di allevamento ideologico delle generazioni più giovani</strong>, il cui fine ultimo è il radicamento nella mentalità collettiva dei pregiudizi e degli stereotipi alla base delle credenze progressiste. Premessa indispensabile per un duraturo successo di queste ultime nel lungo periodo.</p>



<p>In uno scenario di questo tipo, sarebbe logico attendersi – soprattutto da chi annuncia propositi di lotta all’egemonia culturale della sinistra cristallizzatasi nei paesi occidentali da oltre mezzo secolo – una risposta all’altezza della sfida. Cioè un confronto sul piano dei dati di fatto e dei risultati delle ricerche scientifiche con chi si serve di contraffazioni e anacronismi per demonizzare gli avversari e inchiodarli a presunte radici nefande e velenose. Una riproposizione e valorizzazione di quell’ampia letteratura storiografica e politologica che, senza intenzioni rivalutative, e anzi nel quadro di un giudizio generalmente negativo ma non inquinato dal moralismo del senno di poi, ha dato del fascismo un’immagine autentica – partendo da <strong>De Felice</strong>, sì, ma allargando l’orizzonte ai suoi vari allievi e a <strong>Payne</strong>, a <strong>Linz</strong>, a <strong>Gregor</strong>, a <strong>Sternhell </strong>e ai molti altri autori che su questa linea di corretta ricostruzione dei fatti e delle idee hanno mosso i loro passi. E, nel contempo, una rigorosa analisi critica, scevra da amnesie, timidezze e convenienze, del rapporto della propria storia e della propria cultura politica con quel fenomeno. Mentre invece, nella stragrande maggioranza dei casi, da destra si è assistito soltanto ad un imbarazzato e scandalizzato rigetto delle accuse e degli accostamenti avanzati dagli avversari, ad una proclamazione di estraneità e ripulsa che di fatto avallava il giudizio che costoro pronunciavano. O, nelle rare occasioni in cui si è scelta un’altra strada (si veda, in Italia, il discusso post di Vannacci sulle “cose buone” – o comunque proceduralmente legittime – del regime mussoliniano), ci si è trovati di fronte a rivendicazioni in blocco pasticciate e apologetiche, facili da smontare.</p>



<p>Si potrebbe supporre che l’inadeguatezza di questi comportamenti sia dovuta solo ad una <strong>carenza di formazione culturale</strong> degli esponenti di queste forze politiche o alla volontà di far dimenticare pagine ritenute imbarazzanti del passato di taluni propri esponenti, e certamente entrambi questi fattori hanno un loro peso, ma a noi pare che sia nella scelta dell’<em><strong>a-fascismo</strong></em>, ovvero dell’infastidito rifiuto di ogni discussione sul tema dichiarandola anacronistica, in cui spicca la figura di <strong>Giorgia Meloni</strong>, sia in quella di un <strong>antifascismo </strong>simmetrico all’<strong>anticomunismo</strong>, che contraddistingue gran parte dei partiti sovranisti e/o populisti presenti in Europa, prevalga un altro motivo: un deciso allontanamento, o per meglio dire una liquidazione di fatto, delle rispettive identità originarie, finalizzata ad una piena integrazione nella logica dei sistemi politici liberali. Un atteggiamento che, in definitiva, segna la fine di una storia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-488234" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>A separare nettamente queste formazioni dal fascismo, e a rendere privi di fondamento i ricorrenti accostamenti tra i due fenomeni proposti dai loro avversari (politici, giornalistici e accademici), sono – molto più delle dichiarazioni dei loro portavoce, solitamente accusati di doppiezza o mimetismo qualunque affermazione facciano – sono i dati di fatto.</p>



<p>I movimenti fascisti attivi nell’Europa fra le due guerre mondiali furono tutti, indiscriminatamente, avversari dichiarati del liberalismo, per il suo fondamento individualistico spinto fino alla richiesta di una drastica limitazione delle prerogative dello Stato, e spesso anche della democrazia, presa a bersaglio per i suoi presupposti egualitari e antigerarchici. I loro presunti eredi si muovono invece lungo una linea programmatica opposta: lodano l’economia di mercato e l’iniziativa individuale, proponendosi di eliminare quanto più possibile i vincoli che possano intralciarla, e si presentano come gli autentici interpreti dello spirito democratico, auspicando l’adozione di strumenti di espressione diretta della volontà popolare: referendum propositivi, leggi di iniziativa popolare, meccanismi di revoca dal basso dei rappresentanti “infedeli”. Si fa inoltre sempre più strada nelle loro file quella <strong>tentazione “libertaria”</strong> di cui è oggi simbolo il presidente <strong>argentino Milei</strong>. Ne emerge, di conseguenza, il completo abbandono di quella ricerca di una “terza via” economico-sociale, alternativa al binomio capitalismo-socialismo, che i fascisti – ma anche gli esponenti di varie altre correnti politiche e di pensiero eterodosse rispetto ai percorsi ideologici ottocenteschi – perseguirono, pur senza mai offrirne una concreta e convincente configurazione, lungo l’intero corso della loro esistenza. Al contrario, tutte quelle che oggi con una terminologia discutibile vengono definite “destre radicali populiste” vedono nel capitalismo l’unico orizzonte possibile e tutt’al più ne propongono ipotetiche e improbabili versioni autoctone depurate dalle intromissioni dei poteri finanziari transnazionali.</p>



<p>Un discorso analogo vale per la rinuncia a proporre un superamento, o quantomeno una sintesi, della destra e della sinistra, che del fascismo fu, come ha fatto notare soprattutto <strong>Zeev Sternhell</strong>, il vero marchio di fabbrica. In Italia, in Germania, in Romania e in numerosi altri paesi i movimenti fascisti nacquero e si svilupparono denunciando l’insufficienza delle politiche conservatrici e riformiste delle classi dirigenti, la loro sordità alle esigenze di ampi strati delle rispettive società, l’egoismo e la corruzione dell’intero ceto politico. E rifiutarono di piegarsi alla logica di stabili alleanze con partiti che erano espressione di quel “vecchio mondo” che combattevano, limitandosi a convergenze tattiche di breve periodo. Agli inizi di questo secolo, la progressiva simultanea ascesa di movimenti populisti in gran parte del Vecchio continente ha fatto supporre a più di un osservatore che, sia pure con tutte le ovvie differenze connesse ad un clima epocale completamente modificato, si fosse messa in motto una dinamica analoga. Ovvero, che la disaffezione diffusa verso le classi politiche professionali delle democrazie liberali, dimostratesi incapaci di mantenere le promesse fatte e in particolare di governare i gravi problemi connessi alla globalizzazione, stesse producendo una risposta trasversale alle insufficienze degli esecutivi sia di (centro)destra che di (centro)sinistra, questa volta non più mirata a rovesciare le istituzioni ma ad operarne una seria e profonda bonifica. Le numerose affermazioni dei leaders di quelle formazioni, spesso guidate da <em>outsiders</em> privi di un retroterra ideologico connotato, sull’obsolescenza dei vecchi spartiacque e sulla necessità di sostituirli con una nuova contrapposizione di fondo, tra “quelli che stanno in alto”, cioè le élites oligarchiche, e “quelli che stanno in basso”, i cittadini espropriati delle loro prerogative decisionali, sembravano andare in quella direzione. Ma non c’è voluto molto per vedere smentite quelle premesse.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111712295245_e4af279c2e1d9842a9a72feb85287363-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-494128" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111712295245_e4af279c2e1d9842a9a72feb85287363-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111712295245_e4af279c2e1d9842a9a72feb85287363-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111712295245_e4af279c2e1d9842a9a72feb85287363-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111712295245_e4af279c2e1d9842a9a72feb85287363-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111712295245_e4af279c2e1d9842a9a72feb85287363-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111712295245_e4af279c2e1d9842a9a72feb85287363.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>I successi ottenuti nelle urne hanno infatti trasformato i <strong>vociferanti contestatori dell’<em>establishment</em></strong>, esclusi dai giochi di potere, in aspiranti ad una piena integrazione nel sistema. Messa in soffitta una delle più citate frasi di <strong>Jean-Marie Le Pen</strong> (&#8220;preferisco perdere con le mie idee che vincere con le idee degli altri&#8221;), non appena la prospettiva di partecipare a coalizioni di governo si è trasformata da utopia in realtà, l’ansia di normalizzazione si è concretizzata in un deciso spostamento a destra, per concludere accordi, contratti e alleanze con partiti moderati. Motivata in primo luogo dalla comune avversione per le prese di posizione del fronte progressista sulla questione migratoria e, più in generale, sulle tematiche connesse alla <em><strong>political correctness</strong></em>, questa strategia – motivata agli occhi dei simpatizzanti dalla volontà di influire sull’agenda dei governi orientandola a proprio favore – si è in molte occasioni trasformata in una subalternità alle scelte degli alleati o in una logica di compromessi che ha vanificato le intenzioni iniziali e disinnescato ogni presunta velleità rivoluzionaria. E non solo: perché parallelamente ha messo in moto una dinamica che, grazie alla ambigua formula del “<strong>sovranismo</strong>”, sta trasformando i <strong>(post)populisti</strong> in <strong>conservatori</strong>.</p>



<p>Anche su questo punto, il distacco dal passato è radicale. Il fascismo, non solo in Italia, si avvalse di convergenze con gli ambienti politici, sociali e culturali conservatori per combattere con maggiore efficacia (e risorse) la minaccia della sinistra massimalista, comunista e anarchica, ma una volta giunto al potere se ne sbarazzò, inglobandone alcune istanze e fondendole con altre provenienti dalla tradizione socialista. Laddove questa operazione non gli riuscì, come in Spagna, in Romania, in Estonia, in Portogallo, dai conservatori fu sopraffatto, liquidato o emarginato – stante la fondamentale incompatibilità tra le mentalità che contraddistinguevano i due ambiti. Le destre odierne stanno ripercorrendo quel cammino a ritroso e in direzione inversa: incamerando molte suggestioni conservatrici, accelerano il processo di integrazione sistemica in un <strong>bipolarismo </strong>che riporta la <strong>dinamica liberaldemocratica</strong>, dopo alcuni decenni di scossoni, su binari di alternanza con le sinistre che non lascia più alcuno spazio alle vecchie correnti “sociali”.</p>



<p>La rotta così imboccata produce a sua volta un ulteriore drastico distacco dall’esperienza fascista. Laddove quest’ultima si era caratterizzata per la proiezione dell’<strong>ambizione a una “terza via”</strong> anche sul terreno delle relazioni internazionali, conducendo anche molto prima dello scoppio della guerra una vivace polemica simultanea contro il “bolscevismo” e le “plutocrazie” – Gran Bretagna e Stati Uniti d’America in testa –, che dopo il 1945 era proseguita, pur non senza contraddizioni e incertezze, nella denuncia neofascista del condominio bipolare Usa/Urss e l’invocazione di una Europa Nazione “terza” e neutrale, i suoi ipotetici eredi o continuatori si sono trasformati nei più accaniti paladini dell’Occidente e hanno, soprattutto dall’11 settembre 2001, preso le parti degli Stati Uniti in ogni circostanza, facendone il baluardo contro l’“invasione islamica” e oggi contro la “minaccia cinese”. E se ancora taluni di essi esprimono critiche contro l’Unione europea, non è perché essa ha rinunciato a coltivare serie ambizioni di autonomia dai voleri di Washington, ma perché non si allineerebbe a sufficienza alla linea dettata dalla Casa Bianca.</p>



<p>Il voltafaccia nei confronti della Russia, sino a pochi anni fa ammirata se non addirittura additata a modello per il suo attaccamento ai valori tradizionali e adesso ritornata a vestire i panni dell’Orso pronto a divorarsi un intero continente, il sostegno alle politiche omicide di Israele, in spregio di antiche campagne in difesa del diritto dei popoli all’autodeterminazione e il plauso verso la politica di Trump, confermano l’irrevocabilità di una scelta che recide ogni residuo legame con l’identità che gli avversari addebitano alle attuali destre. Anche se poco o nulla dicono su quella che sarà chiamata a sostituirla. Se si aggiunge che nessuna di queste formazioni indulge all’uso della violenza verso gli avversari, ciò che le collega alle vicende del passato è un tenue filo, fatto di culto della nazione e di una <strong>mentalità <em>law and order</em></strong><em> </em>che ricorda molto più la mistica dell’<strong>autodifesa d’oltreoceano</strong> che il soffocamento dello “sciopero legalitario” che fece da premessa alla Marcia su Roma. Una storia si è dunque definitivamente chiusa, senza lasciarne peraltro intravedere una nuova.</p>



<p><em>Per abbonarsi alla rivista&nbsp;<strong>Diorama Letterario</strong>&nbsp;(10 numeri in un anno) versare&nbsp;<strong>35 euro</strong>&nbsp;sul&nbsp;<strong>conto corrente postale 14898506</strong>&nbsp;intestato a Diorama Letterario, Codice Postale 1292, 50121 Firenze&nbsp;<strong>oppure&nbsp;</strong>effettuare un bonifico sul ccb<strong>&nbsp;IBAN IT72Y0760102800000014898506</strong>&nbsp;intestato a Marco Tarchi. Inviare quindi una mail a&nbsp;<strong>mtdiorama@gmail.com</strong>&nbsp;per comunicare l’indirizzo al quale si vorrà ricevere la rivista.</em></p>
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		<title>Cento anni fa Il delitto Matteotti e l&#8217;estate di sangue che cambiò la storia d&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/cento-anni-fa-il-delitto-matteotti-e-lestate-di-sangue-che-cambio-la-storia-ditalia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Aug 2024 09:45:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Fascismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240816100612319_617cc550577c7426dea9ee13e96bf368.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Matteotti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240816100612319_617cc550577c7426dea9ee13e96bf368.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240816100612319_617cc550577c7426dea9ee13e96bf368-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240816100612319_617cc550577c7426dea9ee13e96bf368-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240816100612319_617cc550577c7426dea9ee13e96bf368-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240816100612319_617cc550577c7426dea9ee13e96bf368-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240816100612319_617cc550577c7426dea9ee13e96bf368-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con il delitto Matteotti si compiva la fascistizzazione dello Stato, nell'inerzia di Casa Savoia. A nulla servì l'Aventino delle opposizioni. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240816100612319_617cc550577c7426dea9ee13e96bf368.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Matteotti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240816100612319_617cc550577c7426dea9ee13e96bf368.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240816100612319_617cc550577c7426dea9ee13e96bf368-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240816100612319_617cc550577c7426dea9ee13e96bf368-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240816100612319_617cc550577c7426dea9ee13e96bf368-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240816100612319_617cc550577c7426dea9ee13e96bf368-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240816100612319_617cc550577c7426dea9ee13e96bf368-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Era il 16 agosto 1924 quando nel bosco della Quartarella, a pochi chilometri da Roma, fu ritrovato il cadavere dell&#8217;onorevole Socialista <strong>Giacomo Matteotti</strong>, scomparso due mesi prima. <a href="https://it.insideover.com/letteratura/cosa-leggo-questa-estate-insideover-ti-consiglia.html">Matteotti</a>, tra i più duri critici del regime fascista, era stato rapito e ucciso il 10 giugno precedente da esponenti della polizia politica fascista che avevano agito per togliere di mezzo un nemico giurato di <strong>Benito Mussolini</strong>, che era stato confermato presidente del Consiglio alle elezioni in cui il listone fascista aveva vinto in un clima di intimidazione e repressione.</p>



<p>Matteotti indagava su questi misfatti e su altri scenari turpi come l&#8217;anelito di corruzione che aleggiava attorno al regime per scenari come le concessioni petrolifere negoziate coi britannici della Sinclair Oil. Segretario del Partito Socialista Unitario, Matteotti aveva attaccato duramente Mussolini, denunciato il declino morale e politico del Paese in cui si erano svolte le elezioni e l&#8217;occupazione fascista dello Stato compiuta attraverso l&#8217;uso della forza: &#8220;Vi è una milizia armata, composta di cittadini di un solo Partito, la quale ha il compito dichiarato di sostenere un determinato Governo con la forza, anche se ad esso il consenso mancasse&#8221;, disse Matteotti alla Camera poco primo del giorno del suo rapimento e della sua uccisione, che portò le sinistre a ritirarsi sul cosiddetto Aventino in segno di protesta contro il clima di intimidazione del regime.</p>



<p>Quel 16 agosto fu grave quanto il 10 giugno perché mostró al mondo la &#8220;responsabilità politica, morale e storica&#8221; della repressione che Mussolini si sarebbe intestato personalmente in nome del fascismo in un discorso del 3 gennaio successivo. Rappresentó il culmine di un&#8217;estate rovente in cui si avvió la fascistizzazione dello Stato. La protesta delle opposizioni moderate, cattoliche e di sinistra per la morte di un importante esponente dell&#8217;opposizione, imputabile alle squadracce di <strong>Amerigo Dumini</strong>, non ebbe risultati nello scalfire la base di sostegno al fascismo. Né mosse un dito la monarchia di Casa Savoia: Vittorio Emanuele III non agì per ostacolare la scelta del delitto Matteotti come volano della fascistizzazione dello Stato da parte del Duce. </p>



<p>Ha ricordato la testata online che ha ripreso nome e tradizione dello storico quotidiano Socialista, <em><a href="https://www.google.com/amp/s/www.avantionline.it/il-ritorno-del-re-che-minimizzo-sulla-morte-di-matteotti/%3famp=1">L&#8217;Avanti</a></em>: &#8220;quando il presidente dell’ANC (Associazione Nazionale Combattenti) <strong>Ettore Viola</strong> lo raggiunse per presentargli un documento in cui si dimostravano le colpe di Mussolini nel caso Matteotti, il re mostrò il suo volto ignobile. Vittorio Emanuele III ascolta la lettura, poi risponde, “con il tetro sorriso di uno spettro: «Mia figlia, stamani, ha ucciso due quaglie»”. Solo dopo 19 anni, con la sfiducia di Mussolini da parte del Gran Consiglio, il re che aveva controfirmato la corsa del regime alla dittatura e al disastro bellico rimosse Mussolini. </p>



<p>In quella calda estate di cento anni fa si preparava l&#8217;accettazione da parte di società e potere della legge dell&#8217;arbitrio. La morte di Matteotti fu consegnata alla sostanziale impuntà dei responsabili e la condanna a morte morale di un Paese intero. Inerme di fronte all&#8217;arbitrio che le future &#8220;leggi fascistissime&#8221; avrebbero codificato. E presto dimentico, ai tempi, della morte del coraggioso Matteotti. Anche oggi, cento anni dopo, uomo che è impossibile non ritenere dalla parte giusta della storia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/cento-anni-fa-il-delitto-matteotti-e-lestate-di-sangue-che-cambio-la-storia-ditalia.html">Cento anni fa Il delitto Matteotti e l&#8217;estate di sangue che cambiò la storia d&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Pitigrilli: la penna affilata di una spia al soldo dell&#8217;Ovra</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/pitigrilli-la-penna-affilata-di-una-spia-al-soldo-dellovra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Feb 2022 06:33:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1044" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/272911682_10159800161105833_6267784959124221999_n.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/272911682_10159800161105833_6267784959124221999_n.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/272911682_10159800161105833_6267784959124221999_n-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/272911682_10159800161105833_6267784959124221999_n-1024x557.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/272911682_10159800161105833_6267784959124221999_n-768x418.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/272911682_10159800161105833_6267784959124221999_n-1536x836.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un personaggio scomparso dalla storia. Svanito nell&#8217;oblio che non di rado spetta a colui che è stato, ma le cui opere vengono costrette sullo scaffale del dimenticatoio, finché non se ne scriva o non se ne parli. Dino Segre, consegnatosi al secolo scorso con lo pseudonimo di Pitigrilli, oltre che romanziere, fu spia dalla penna affilata &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/pitigrilli-la-penna-affilata-di-una-spia-al-soldo-dellovra.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/pitigrilli-la-penna-affilata-di-una-spia-al-soldo-dellovra.html">Pitigrilli: la penna affilata di una spia al soldo dell&#8217;Ovra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1044" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/272911682_10159800161105833_6267784959124221999_n.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/272911682_10159800161105833_6267784959124221999_n.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/272911682_10159800161105833_6267784959124221999_n-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/272911682_10159800161105833_6267784959124221999_n-1024x557.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/272911682_10159800161105833_6267784959124221999_n-768x418.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/272911682_10159800161105833_6267784959124221999_n-1536x836.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Un personaggio scomparso dalla storia. Svanito nell&#8217;oblio che non di rado spetta a colui che è stato, ma le cui opere vengono costrette sullo scaffale del dimenticatoio, finché non se ne <a href="https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/tutta-verit-sta-frase-parola-brevissima-pitigrilli-1566739.html">scriva</a> o non se ne parli. <strong>Dino Segre</strong>, consegnatosi al secolo scorso con lo pseudonimo di Pitigrilli, oltre che romanziere, fu spia dalla penna affilata assoldata dall&#8217;<strong>OVRA</strong>: la polizia segreta, ma sarebbe meglio dire &#8220;politica&#8221;, dell&#8217;Italia fascista tra il 1930 e il 1943. Poi rimasta in auge nella Repubblica Sociale Italiana strenuamente tenuta dal Duce e dai suoi fedelissimi, fino al 1945.</p>
<h2>La piovra e piccolo grigio</h2>
<p>Se l&#8217;origine del nome inquietante della <strong>polizia politica</strong> del Duce non è mai stato oggetto di approfondite ricerche e adeguata documentazione venne considerato come acronimo di &#8220;Organizzazione di Vigilanza e Repressione dell&#8217;Antifascismo&#8221;. Ma anche solo come parola che aveva assonanza con &#8220;piovra&#8221;, il cui primo nucleo operativo fu formato a Milano nel 1927, dopo l&#8217;investimento della ragguardevole cifra di quaranta milioni di lire e l&#8217;indicazione di fornirle tutte caratteristiche tipiche di un&#8217;agenzia governativa segreta cui spettava il compito per l&#8217;appunto di vigilare e se necessario reprimere organizzazioni comuniste, sovversive e antifasciste.</p>
<p>L&#8217;origine dello pseudonimo <strong>Pitigrilli</strong> invece, nato a Torino il 5 maggio 1893 da padre israelitico e madre cattolica, viene raccontata dall&#8217;autore nelle sue biografie, e trae origine dalla curiosità per un cappotto di pelliccia indossato da sua madre. Alla domanda che teneva ad indagare a quale animale fosse costato la pelle, la madre gli rispose che era di &#8220;<em>Petit-gris, di piccolo scoiattolo russo</em>”. Per lui divenne Pitigrilli. Il nome che cercava. Lo pseudonimo perfetto con il quale si firmerà fino alla morte. Tranne quando inizierà a stilare quei rapporti segreti per la polizia politica del regime. Dove compariva il suo identificativo:<strong> agente numero 373</strong>.</p>
<p>Per l&#8217;OVRA, che è al corrente delle antipatie nutrite nei suoi confronti dal <strong>Duce</strong> e dal Partito Nazionale Fascista in generale, non era un problema fosse di padre israelita o se avesse la fama d&#8217;essere uno scrittore spregiudicato, autore di romanzi brillanti ma irriverenti, spesso a sfondo erotico, e per questo tacciati di pornografia. L&#8217;agente 373 era troppo ben inserito negli ambienti dell&#8217;intellighenzia che pianificava l&#8217;opposizione al regime e si fidava di lui &#8211; che pure era stato accusato d&#8217;essere un anti-italiano, oltre che un cocainomane e un omosessuale. Due di queste accuse si riveleranno avere un fondamento, l&#8217;ultima, a quel che ci è dato sapere, no.</p>
<p>Pitigrilli era soltanto un libertino ben inserito nell’alta società torinese che come piaceva ricordare a lui &#8220;se non parlava il piemontese parlava il francese&#8221;. E lo era, ben inserito, anche nella <strong>comunità ebraica</strong> a cui in parte apparteneva. Un animo complesso che s&#8217;innamorò &#8211; venendo contraccambiato &#8211; della sua primissima ispiratrice, la poetessa Amalia Guglielminetti e che in seguito si sposerà due volte, pur dichiarandosi in spesse occasioni inadatto alla vita da consorte e alle beghe coniugali che gli portarono comunque due eredi.</p>
<p>Avvicinato dalla <em>piovra</em> agli inizi degli anni &#8217;30, dopo essere stato arrestato anche lui nel 1928 per aver &#8220;offeso la figura di Mussolini&#8221; a mezzo stampa, Pitigrilli divenne al contrario di quanto un grigio censore potesse immaginare, &#8220;talmente apprezzato&#8221; nel suo lavoro &#8211; descritto in più occasioni come una collezione di &#8220;tanti piccoli capolavori di sintesi psicologica&#8221; sugli uomini che doveva spiare -, da motivare un discreto esborso di denaro nei suoi confronti. L&#8217;OVRA arriverà a destinargli ogni mese assegni di ben cinquemila lire. Uno stipendio <strong>notevole</strong>, che sommato a diritti d’autore dei suoi romanzi sempre apprezzati dal grande pubblico, consentiva ad un <em>mammifero di lusso</em> come lui di condurre la vita dispendiosa e raffinata tra spionaggio, letteratura e giornalismo.</p>
<h2>La missione dello &#8220;scoiattolo grigio&#8221;</h2>
<p>L’uomo che scriveva romanzi scabrosi, irriverenti, allusivi, da una prosa pungente e non priva di un certo sarcasmo, redigeva pure, con la stessa macchina da scrivere, dossier destinati all’OVRA che avrebbe sguinzagliato i suoi cacciatori di antifascisti per <span style="font-size: 1rem;">fare piazza pulita dell’opposizione clandestina.</span> Data la presenza di acute osservazioni, che spaziano dalle succitate analisi psicologiche degli individui che sorveglia in segreto, ad informazioni degne degli scoop giornalistici, Pitigrilli venne inviato a Parigi per prendere contatto con la mente d<span style="font-size: 1rem;">el gruppo di <b>Giustizia e Libertà</b>. Una cerchia di intellettuali torinesi che </span>gira intorno alla figura di <strong>Carlo Rosselli</strong>, ormai in esilio, del quale Pitigrilli sa guadagnarsi la fiducia.</p>
<p>Il gruppo, attivo a Torino, svolge attività illecite come la propaganda sovversiva e la formazione di adepti che dovranno formare le fila dell&#8217;antifascismo. L&#8217;agente 373 entrerà così a contatto con i sovversivi che avevano trovato un leader nel carismatico<b> Leone Ginzburg,</b> fondatore della casa editrice <a href="https://limajolibri.wixsite.com/limajolibri/post/i-fondatori-einaudi.">Einaudi</a>, e fornisce all&#8217;OVRA tutte le informazioni per procedere all&#8217;arresto di <b>Vittorio Foa </b>(15 anni di reclusione, <em>ndr</em>), e di tutti gli altri &#8220;ex-allievi&#8221; del Liceo d&#8217;Azeglio: Norberto Bobbio, Massimo Mila, <b>Giulio Einaudi</b>. E al confino di Carlo Levi e <strong>Cesare Pavese</strong>. Oltre ovviamente a quello di <b>Ginzburg. </b>I fratelli Rosselli invece, verranno<a href="https://euractiv.it/section/capitali/opinion/perche-commemoriamo-i-fratelli-rosselli-e-quale-rilevanza-hanno-le-loro-vite-oggi/"> assassinati</a> da alcuni estremisti appartenente all&#8217;organizzazione estremista della destra francese, la <strong>Cagoule</strong>, nel 1937. Probabilmente su commissione della stessa &#8220;piovra&#8221; che aveva ricevuto le informazioni dallo &#8220;scoiattolo grigio&#8221;.</p>
<h2>Un israelita da defenestrare</h2>
<p>Con il passare del tempo e l&#8217;avvicinamento del capo del Fascismo al problema della <em>questione ebraica</em>, i rapporti tra Pitigrilli e  l’OVRA cominciano ad incrinarsi. Nel 1939 la polizia segreta del regime invia a Parigi una spia con l&#8217;ordine di pedinare l&#8217;intellettuale che non &#8220;rende&#8221; più come dovrebbe. L&#8217;agente 373 non fornisce più informazioni degne di nota, nonostante il compenso che gli viene pagato. &#8220;È svogliato&#8221; e più interessato agli svaghi mondani che alla rigida sorveglianza di possibili reti antifasciste che si sono rifugiate oltralpe. La promulgazione delle <b>leggi razziali </b>e lo scoppio del conflitto che agiterà ulteriormente gli animi del PnF, finirà per spingere l&#8217;OVRA a liberarsi di quella spia israelita che scrive romanzi pornografici e articoli di giornali impudenti. La penna avvelenata che non si era mai risparmiata nel prendersi gioco di tutto e tutti.</p>
<p>Spogliato della protezione dell&#8217;OVRA, nel giugno nel 1940 sarà mandato addirittura al confino, a L’Aquila. Dovrà intervenire la sua amica Edvige Mussolini per &#8220;liberarlo&#8221;. Nel 1943, quando nell&#8217;Italia spaccata in due le cose minacciano di mettersi male, <b>fugge in Svizzera</b>. Ma la sua vita è ormai segnata da una stigmate indelebile, che verrà rivelata appena terminata la guerra. Già emarginato nel 1945 per i sospetti nutriti sul suo conto, nel 1946, in seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’elenco dei confidenti della polizia fascista, Dino Segre, in arte Pitigrilli, viene scoperto essere stato un <strong>collaboratore del regime </strong>accusato dei più infami crimini di guerra. A nulla servirà l&#8217;aiuto di un giovane Giulio Andretti, poiché la colpevolezza era &#8220;irrefutabile&#8221; secondo la Commissione che ne aveva esaminato il ricorso.</p>
<p>Ogni strada viene preclusa a quello scrittore polimorfo, che rischia di incappare in vendette e ritorsioni. Si trasferisce in Argentina, per fare ritorno a Parigi solo dopo la metà degli anni &#8217;50. Per mantenersi, firmerà articoli con il nuovo pseudonimo di Flamel, allontanandosi molto dallo stile pungente e disinvolto che un tempo aveva spinto D&#8217;Annunzio a sfidarlo a duello dopo l&#8217;affondo sferrato sulla carta stampata ai danni del Vate. Per Pitigrilli il rispettare un&#8217;idea aveva sempre significato &#8220;rendersi complice di un&#8217;ipocrisia altrui&#8221;. L&#8217;anticonformismo della sua gioventù come il conformismo della sua maturità, potevano entrambe iscriversi dunque nell&#8217;ipocrisia suggerita dal momento. Da quel momento in poi abiterà a Parigi come l&#8217;aveva abitata in gioventù, con le pose del vecchio saggio redento e con il fardello dello scomodo passato sul quale, non è illegittimo pensarlo, si sarà a lungo interrogato. Morì nella sua città natale, tre giorni dopo il suo ottantaduesimo compleanno, nella casa a via Principe Amedeo. Era il <a href="https://www.raiplay.it/video/2017/11/Passato-e-presente---Pitigrilli-scrittore-spia-dc8ef324-8f1e-4d30-8c4e-6d41633bc92c.html">1975</a>.</p>
<p>Se si sia mai pentito o perdonato per aver concesso i suoi servigi alle mefitiche idee del Fascismo liberticida e spione, non abbiamo prova certa. Di sicuro tradì la fiducia di molti, e da altrettanti venne tradito nella fiducia. Forse da vecchio saggio cattolico qual era diventato in un percorso di ipotizzabile redenzione, terminò con l&#8217;affidare la sua anima a quel genere di clemenza individuale che assurge non di rado confessione universale: “Con nessuno osiamo essere impudicamente bugiardi come con noi stessi”. Pitigrilli nel corso della sua vita mai osannata dai critici di bandiera, che oggi come un secolo fa hanno sempre saputo ostentare snobismo nei suoi confronti, dev&#8217;essersi senza dubbio mentito molte volte. Tutte le sue <b>verità</b> &#8211; tranne una &#8211; rimangono custodite per sempre nei suoi romanzi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/pitigrilli-la-penna-affilata-di-una-spia-al-soldo-dellovra.html">Pitigrilli: la penna affilata di una spia al soldo dell&#8217;Ovra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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