A chi non è capitato almeno una volta di chiedere ad un amico “cosa stai leggendo di bello?” o di sentirsi dire “ho visto un film che non devi perdere”? A noi spesso. Per questo abbiamo pensato di chiedere ai nostri autori di indicarci un paio di titoli di libri da non perdere o film da vedere assolutamente. Ecco qui il risultato!

Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas – Fu pubblicato a puntate tra il 1844 e il 1846, come il più classico dei feuilleton. In realtà, è il padre di tutti i romanzi, il romanzo dei romanzi. La storia è nota: il giovane marinaio Edmondo Dantès sbarca a Marsiglia per sposare la bella Mercedes. Viene però tradito da amici gelosi, che lo denunciano come “cospiratore bonapartista” proprio mentre Napoleone lascia l’isola d’Elba per tentare la rivincita. Edmondo finisce in carcere per 14 lunghi anni, durante i quali sprofonda nella disperazione per poi risalire grazie all’amicizia con l’abate Faria, altro carcerato che però lo aiuta e gli rivela l’esistenza di un tesoro nascosto. Edmondo riesce a fuggire. Si impadronisce del tesoro, con la ricchezza si costruis…
A Line in the Sand di James Barr– No, non è la canzone omonima dei Linkin Park ma il saggio capolavoro che Barr, oggi docente al King’s College di Londra, scrisse appena trentenne nel 2006. Se volete sapere perché il Medio Oriente è il pentolone ribollente che vediamo, che cosa fecero Francia e Inghilterra per renderlo tale, come sono nati i contrasti e gli Stati che nella regione vivono nella condizione di perenne inquietudine che conosciamo, e come sia stato creato ad arte il problema di Israele, ecco, qui c’è tutto. Un’opera straordinaria che, analizzando il passato, ci proietta nel futuro. Must have di qualunque biblioteca.

Deglobalizzazione di Fabrizio Maronta (Hoepli, 2024) – Un viaggio interessante e documentato nelle pieghe di un mondo che tra rivalità economiche e geopolitiche e sfide di sistema vede il mito globale degli Anni Novanta in frantumi e un grande interregno svilupparsi tra le potenze. Maronta, firma di Limes, analizza tra geopolitica ed economia come si muovono le partite strategiche che coinvolgono Usa, Cina, Europa e altri grandi attori globali.
Chip War di Chris Miller (Garzanti, 2023) – Nell’epoca dell’Ia e delle rivoluzioni tecnologiche tutto dipende, nell’industria e nei servizi, dalla stabilità delle filiere che permettono di costruire i device più avanzati. E al centro di questi device ci sono i chip, unità di misura della rivalità economica tra potenze, oggetto del contendere dell’industria di frontiera. Il saggio di Chris Miller porta in un futuro che è già presente, ove le guerre economiche si combattono anche, se non soprattutto, per la primazia nel campo tecnologico.
Disinformare: ecco l’arma di Mario Caligiuri e Alberto Pagani (Rubbettino, 2024) – Le guerre ibride sono sempre più una percepita minaccia nelle società democratiche e avanzate, e l’informazione è un importante terreno del contendere tra attori statuali e non. Caligiuri e Pagani, tra i massimi esperti italiani di intelligence, analizzano come servizi segreti e attori anti-democratici abbiano interesse a contaminare con la manipolazione delle opinioni pubbliche il gioco politico e l’ordine sociale dei Paesi più avanzati. E di come l’allarme disinformazione riguardi, oggigiorno, tutti noi.

Trudy di Massimo Carlotto (Einaudi, 2024) – Nessuno sembra essersene mai accorto prima, ma le agenzie private di security rappresentano una realtà trasversale che molto spesso va a sopperire alle mancanze delle nostre forze dell’ordine, ma anche della nostra intelligence. Massimo Carlotto, padovano, classe 1956, ci porta in questo mondo grigio con un thriller che cattura sin dalle prime pagine e ci costringe a proseguire in un crescendo di tensione, mentre l’ex commissario Gianantonio Farina indaga per motivi poco chiari su una stranissima scomparsa.
Il potere del cane di Don Winslow (Einaudi, 2014) – Se vi è piaciuta la serie tv Narciso, questo libro – il primo di una trilogia – vi aprirà un mondo che nessuna produzione televisiva, per quanto ricca e accurata, potrà mai rivelarvi. Ambientata in Messico, questa saga corale vede tra i protagonisti principali il poliziotto della DEA, ex agente della CIA, Art Keller (soprannominato Killer Keller) alle prese con i cartelli della droga, in una lotta che affonda le radici in questioni squisitamente personali. Alleanze, tradimenti, atrocità di ogni tipo e fiumi di cocaina fanno da sfondo a un libro che vi toglierà molte ore di sonno.
Dalia Nera di James Ellroy (Mondadori, 2019) – Se amate il genere hard boiled, qualunque libro di Ellroy andrebbe benissimo: da American Tabloid a L.A. Confidential, passando per White Jazz. In questo caso, il celebre autore americano si cimenta in un genere diverso dal solito, molto più vicino al thriller noir. Come sempre, Ellroy parte da un caso di cronaca reale e ci costruisce attorno un mondo di fantasia talmente credibile che facciamo difficoltà a distinguere realtà e finzione. In Dalia Nera al centro di tutto c’è il terrificante omicidio che sconvolse l’America dell’immediato secondo dopoguerra: quello di Elizabeth Short, che nel 1947 venne ritrovata orrendamente mutilata, dissanguata e tagliata in due in un prato nella periferia di Los Angeles. Con questo libro seguiremo le indagini di due poliziotti che finiranno per essere trascinati in un gorgo di violenza e follia. PS: se mai vi venisse in mente di guardare il film, lasciate stare. Non rende giustizia al libro.

Brutti incontri al chiaro di Luna di William Stanley Moss (Adelphi 2018) – “Creta, 26 aprile 1944. Due ufficiali inglesi travestiti da tedeschi e tre partigiani cretesi rapiscono il generale Kreipe nei pressi di una villa. Come in un sogno, riescono a superare ventidue posti di blocco e a raggiungere le pendici del Monte Ida. Là si scatenerà una delle più epiche e rocambolesche cacce all’uomo di tutta la seconda guerra mondiale”. L’avventura vissuta da questi due agenti dei servizi speciali britannici è documento storico dal piglio romanzesco, che culla l’immaginazione e porta il lettore attraverso i nascondigli del monte Ida – nell’antichità riportato niente meno come il nascondiglio di Zeus per proteggerlo dalla truculenza del padre Crono. Sarà lì che due giovani amici trascorreranno notti ebbri di raki, accoccolati di fronte al fuoco e strabiliati dal manto di stelle che il più delle volte avevano come unico tetto mentre i tedeschi gli davano la caccia. Brutti incontri al chiaro di Luna restituisce un’atmosfera ammaliante, che colpisce, e forse spinge l’uomo a nutrire la fascinazione per quella guerra che, dopo tutto, ci si ostina a pensare sia un’emozione da vivere quando si è giovani. Perché nulla rende uomini come le lezioni imparate in guerra. E nulla rende amici come l’aver servito, insieme, in guerra. Soldi ben spesi per un racconto che rimane impresso nella memoria.
Viaggio nella paura di Eric Ambler (Adelphi 2015) – Fosse stato per me avrei suggerito “Epitaffio per una spia”, data l’estate e il suo svolgersi interamente in un piccolo albergo della Costa Azzurra, un altro libro di Ambler, maestro di stirpe del romanzo di spionaggio alla W. Somerset Maugham, agente segreto vero e padre di Ashenden, ma è segnato come fuori catalogo attualmente. Allora vi suggerisco di salire a bordo di questo piroscafo di carta, dove la trama che sembra ponderata da Agatha Christie, vi metterà nei panni di un uomo comune, tranquillo, senza troppe qualità da 007, e di fronte all’unico modo di salvare la pelle e i suoi segreti da gli altri passeggeri che invece potrebbero nascondere una spia vera o un sicario inviato proprio ad assassinarlo in un’atmosfera cupa e inquietante. Una bella Spy Story ambientata nel gennaio del 1940.

Baburu. I figli della grande bolla di Karl T. Greenfeld (1996) – Volete capirci qualcosa in più sul Giappone, il Paese di cui tutti parlano ma che nessuno conosce veramente per quello che realmente è? Ok, allora armatevi di pazienza e recuperate dagli scaffali impolverati di qualche libreria questo volume. Che non è un romanzo e neppure un saggio, quanto piuttosto un collage che ricostruisce la faccia più sporca del Giappone. Greenfeld ha affondato le sue mani nella melma più viscida di Tokyo raccontando le gesta di una fauna urbana sconosciuta. Tra film porno, ragazze alla ricerca di guadagno facile, bar notturni, Yakuza e scommesse clandestine, il libro offre uno spaccato ai raggi X di un Paese che si è sempre presentato al grande pubblico in modo diverso.
Belli e dannati. Ritratto della nuova India di Siddharta Deb (2012) – Tutti, oggi, sono tornati a parlare dell’India. Il gigante asiatico, ripetono gli analisti, potrebbe finalmente svegliarsi e diventare una potenza globale. Il processo di Delhi è però lentissimo. E parte da lontano. Deb lo ha illustrato con la maestria di un pittore in un reportage datato ma attualissimo. Attratto dagli opposti apparenti – visibilità e invisibilità, presente e passato, ricchezza e povertà, immobilismo e attivismo – che la nuova India ha generato, l’autore ha percorso in lungo e in largo il suo Paese e ha scritto delle sue vite individuali, della gente di città e di campagna, dei ricchi, dei poveri e della classe media, di uomini e donne; del lavoro ad alto tasso tecnologico ritenuto l’emblema della “Shining India”, così come del massacrante lavoro manuale che è considerato irrilevante.

Quell’ultimo ponte di Cornelius Ryan (ed. BUR 2001) – La cronaca, senza fronzoli e con una ricerca storiografica minuziosa, di una battaglia spesso dimenticata: l’operazione Market/Garden, del settembre 1944. L’autore è stato un noto giornalista e corrispondente di guerra durante il Secondo Conflitto Mondiale e grazie al suo lavoro di ricostruzione ha saputo raccontare con precisione e senza partigianeria la storia di quell’importante e sfortunata operazione aviotrasportata alleata.
I diavoli neri del generale Paolo Riccò (ed. TEA 2020) – Mogadiscio per noi italiani ha un sapore tra il dolce e l’amaro. In questo libro il Generale, comandante sul campo, ci racconta gli eventi del 2 luglio 1993, quando durante una normale perquisizione nella capitale somala, le truppe italiane si sono trovate ad affrontare una vera battaglia coi ribelli che ha provocato la morte di tre soldati italiani.
Missione fallita di Gastone Breccia (ed. Il Mulino 2020) – L’operazione militare in Afghanistan come non l’avete mai letta. Un libro che è un vero e proprio “pugno nello stomaco” per la lucidità con cui l’autore chiarisce come fosse impossibile vincere quel conflitto asimmetrico sin dal suo insorgere. La storia, come sappiamo, gli ha dato ragione.
La guerra promessa di Danilo Taino (ed. Solferino 2023) – Taiwan, Mar Cinese Meridionale. Luoghi per noi italiani lontani ma che sono vicinissimi per quanto riguarda il nostro interesse nazionale. In questo libro l’autore ci spiega “il grande gioco dell’Indo-Pacifico” mettendo insieme storia e attualità, con un occhio attento al futuro e al punto di vista europeo. Dimenticatevi di chi vi spiega questa crisi considerandola solo dal lato economico, c’è ben altro dietro.

Ogni mattina a Jenin di Susan Abulhawa (Feltrinelli, 2011) – Un romanzo drammatico, struggente, e potentissimo. Racconta della storia di quattro generazioni di palestinesi, delle loro abitudini, sogni e passioni. E racconta anche, e soprattutto, dei loro dolori, causati dal logorante conflitto con Israele. Tutto inizia poco prima del 1948, quando la famiglia Abuleja vive serenamente nel villaggio che odora di agrumi e olive. Poi, con la nascita dello stato di Israele, cambia ogni cosa e inizia per Amal, la protagonista, e i suoi cari, quel viaggio duro e doloroso che è la vita dei “senza patria”. Ogni mattina a Jenin, di Susan Abulhawa, regala al lettore i paesaggi e i profumi della Palestina che fu, e che forse non sarà più.
Quello che non ti dicono di Mario Calabresi (Mondadori, 2020) – È la storia di un padre mai conosciuto, di un ragazzo per sempre venticinquenne e che non ha mai saputo di aspettare una bambina, Marta. Carlo Saronio, figlio di una delle famiglie più abbienti di Milano, scomparve nel 1975, tradito dai suoi ideali e dagli amici rivoluzionari con cui li condivideva. Questo romanzo è una finestra aperta che affaccia sugli Anni di Piombo, e dunque su uno dei capitoli più drammatici della storia italiana contemporanea. Mario Calabresi, a ritmo serrato, e con la delicatezza che contraddistingue la sua scrittura, scava a fondo alla drammatica storia, ricostruendone i fatti e la memoria.

Gaza, nulla sarà come prima di Franco Cardini. (Il Cerchio, 2024) – L’inferno di Gaza raccontato da uno storico del calibro di Franco Cardini, Directeur de Recherches presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e studioso delle Crociate di fama internazionale. Un saggio prezioso, che ricorda le cause reali del conflitto israelo-palestinese, contenente un invito meditato e serio a costruire una autentica Pace nella Giustizia in tutta la Terrasanta.
L’era post americana. Il silenzio dell’Europa di Gian Guido Folloni (Guerini e associati, 2024) con prefazione di Franco Cardini e introduzione di Daniele Lazzeri. Un saggio che spiega in maniera chiara la crisi d’identità dell’occidente a guida statunitense e il declino del Vecchio Continente, incapace di ritagliare un proprio ruolo nell’ambito dei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente.
La tua faccia ci appartiene di Kashmir Hill (Orville Press, 2024). A metà strada tra l’inchiesta giornalistica e il thriller, è il primo libro della bravissima giornalista investigativa del New York Times Kashmir Hill. Un’indagine che raccolta i risvolti inquietanti per la privacy dell’app prodotta dall’oscura startup Clearview AI. Immaginate una società distopica nella quale una misteriosa società sostiene di poter identificare chiunque, con un’accuratezza del 99%, sulla base di una sola istantanea del vostro volto. Non è un film ma la realtà raccontata da questo libro.

La costruzione del Medio Oriente di Bernard Lewis (Laterza, 2003) – Una sorta di manualetto for dummies scritto da uno dei più autorevoli storici dell’Islam del secolo scorso. Il libro prese ispirazione da sei conferenze pubbliche tenute da Lewis all’Università dell’Indiana nel 1963, nel tentativo di definire il Medio Oriente come entità storica, geografica, politica e culturale, ma soprattutto di approfondire la visione dell’Occidente che gli abitanti della regione hanno avuto e possiedono ancora oggi. Il volumetto è redatto con tale rara limpidezza che, all’indomani della pubblicazione, venne tradotto – simultaneamente – in ebraico dal ministero della Difesa di Israele e in arabo dalla Fratellanza musulmana. Un testo che appassiona gli esperti e fornisce rudimenti ai neofiti, sempre attuale al di là dello spazio e del tempo.
Storia della guerra civile americana di Raimondo Luraghi (Rizzoli, 2009)- Un conflitto che ha trovato sempre un posto marginale nei libri e nei manuali di storia contemporanea di stampo eurocentrico, derubricato a rango di guerra locale. Il testo di Luraghi, invece, accende un faro sui quasi cinque anni in cui una guerra fratricida sconvolse l’acerba società americana portando sul campo quella che si può, a ragion veduta, considerare la vera prima guerra mondiale: non per l’estensione ma per l’impiego massiccio di nuovi sistemi d’arma, tecnologie e tattiche di guerra che l’Europa avrebbe conosciuto solo nel 1914. Un evento che segnò la nascita della moderna nazione americana, e che vide per la prima volta la gigantesca macchina produttiva generata dalla rivoluzione industriale entrare con il proprio peso decisivo sui campi di battaglia.
Viaggi e altri viaggi di Antonio Tabucchi (Feltrinelli, 2013)- “Un luogo non è mai solo ‘quel’ luogo: quel luogo siamo un po’ anche noi. E un giorno, per caso, ci siamo arrivati”. Quasi dieci anni dopo quel grande capolavoro che fu Sostiene Pereira, Tabucchi scrisse questo piccolo capolavoro. Un libro che racconta viaggi: precisava l’autore, fin dalle prime righe: è sciocco fare dei viaggi per poterne scrivere, sarebbe come volersi innamorare per poter scrivere un libro sull’amore. Il libro perciò e un ripercorrere i mille e un luoghi visitati, da quelli celebri alle stradine anonime ripercorrendo sentimenti, cibi deliziosi, biografie di personaggi celebri o semplici sensazioni. Da Goa al tempio di Poseidone a Capo Sunio, in Grecia; dal “cimitero marino” di Sète, in Linguadoca a una piccola strada della “sua” Lisbona, passando per cimiteri, case abbandonate e taverne.
Le città invisibili di Italo Calvino – Un viaggio immaginario a firma di uno dei grandi della letteratura italiana. Nove capitoli, ciascuno dei quali si apre e chiude con un dialogo fra il viaggiatore Marco Polo e l’imperatore dei Tartari Kublai Khan, che interroga l’esploratore sulle città del suo immenso regno. Città “invisibili” in un doppio senso: “immaginarie” per chi vuole sognarle, contraddittorie-dove nulla è come sembra- per chi come Kublai Khan si arrovella sulla loro natura. Ogni capitolo contiene cinque descrizioni delle città visitate da Marco Polo, tranne il primo e l’ultimo capitolo che ne contengono dieci. Cinquantacinque città, ognuna con un nome di donna dal sapore antico: Dorotea, Isaura, Melania, Despina, Ipazia, Zenobia, Raissa. I due protagonisti vagano da “le città e la memoria» alle “città e il desiderio”; dalle “città e i segni” alle “città sottili”. E ancora dalle “città e gli scambi” alle “città e gli occhi”, passando per “le città e il nome”, “le città e i morti”, “le città e il cielo”, “le città continue” e “le città nascoste”.

“Tempesta su Mussolini. Un grande romanzo storico sul delitto Matteotti”, di Andrea Frediani -Un romanzo storico che ricostruisce con dovizia di particolari il delitto Matteotti, segnando l’evoluzione del fascismo in regime.
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