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	<title>Enisa Archives - InsideOver</title>
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		<title>La guerra ibrida degli Ayatollah: sempre più cyber attacchi dell&#8217;Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-ibrida-degli-ayatollah-sempre-piu-cyber-attacchi-delliran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 06:49:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber warfare]]></category>
		<category><![CDATA[Enisa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10038665-e1566542962684.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10038665-e1566542962684.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10038665-e1566542962684-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10038665-e1566542962684-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10038665-e1566542962684-1024x497.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scorso gennaio è stato pubblicato dall&#8217;Enisa, l&#8217;agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell&#8217;informazione, un rapporto in cui sono state elencate tutte le minacce alla sicurezza cyber del 2018, catalogate per tipologia. Oltre alle minacce degli &#8220;hacker russi&#8221; e di virus come il famigerato Wannacry &#8211; denominati ransomware, ovvero programmi in grado di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-ibrida-degli-ayatollah-sempre-piu-cyber-attacchi-delliran.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10038665-e1566542962684.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10038665-e1566542962684.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10038665-e1566542962684-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10038665-e1566542962684-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10038665-e1566542962684-1024x497.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Lo scorso gennaio è stato pubblicato dall&#8217;<strong>Enisa</strong>, l&#8217;agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell&#8217;informazione, un rapporto in cui sono state elencate tutte le minacce alla sicurezza <strong>cyber</strong> del 2018, catalogate per tipologia. Oltre alle minacce degli &#8220;hacker russi&#8221; e di virus come il famigerato <strong>Wannacry</strong> &#8211; denominati <em>ransomware</em>, ovvero programmi in grado di bloccare un sistema con lo scopo di ricevere un riscatto &#8211; viene posta particolare attenzione agli attacchi di cyber spionaggio ed in questo settore compare sempre più spesso il nome di un attore ritenuto, a torto, poco importante rispetto ad altri: l&#8217;<strong>Iran</strong>.</p>
<p>Come riportato anche da <em>La Stampa</em>, da anni Teheran sta potenziando il suo esercito di hacker, che oggi rappresentano, dopo la Russia e la Cina, una minaccia sempre maggiore alla sicurezza in rete. L&#8217;Iran smentisce le accuse dell&#8217;Enisa, ma le prove di continue violazioni a banche dati, imprese, infrastrutture, istituzioni ed enti pubblici continuano ad emergere. In particolare il quotidiano torinese fa riferimento ad una serie precisa di attacchi che hanno rubato i dati personali di milioni di utenti portati a danno di banche dati turche del ministero della Salute, della polizia, dell&#8217;agenzia passaporti e del ministero degli Esteri nonché ad una compagnia aerea, l&#8217;Air Serbia, e tramite essa ad Etihad, ma ci sono anche Swiss e Austrian Air nel mirino.</p>
<p>Gli hacker iraniani, denominati unità <strong>&#8220;Chafer&#8221;</strong>, si sarebbero così impossessati &#8211; tra le altre cose &#8211; dei dati di milioni di passaporti di passeggeri nonché dei rispettivi numeri di carte di credito, che vengono forniti all&#8217;atto di prenotazione di un biglietto aereo insieme ai dati anagrafici.</p>
<h2>Non solo Iran</h2>
<p>Il rapporto dell&#8217;Enisa è però interessante non solo per la &#8220;quota iraniana&#8221; dei cyber attacchi, ben noti da tempo dagli addetti ai lavori. Nel rapporto si legge, ad esempio, che l&#8217;attacco col già citato virus Wannacry &#8211; insieme al suo fratello Notpetya &#8211; è cominciato nel 2017 e si è protratto per tutto il 2018 ad opera di <strong>hacker nordcoreani</strong>. In entrambi i casi lo scopo di questi attacchi è stata più la distruzione dei dati dei sistemi infetti piuttosto che la richiesta di un riscatto, essendo appunto compiuti da enti statuali e non da privati o gruppi di privati. In particolare Wannacry, a partire dal maggio del 2017, ha infettato più di 200mila Pc sparsi in 150 Paesi.</p>
<p>Un&#8217;altra minaccia potenzialmente molto più pericolosa di un semplice <em>ransomware</em>, è rappresentata dal <em>Information Leakage</em> &#8211; la &#8220;perdita&#8221; di informazioni &#8211; che copre una vasta gamma di sistemi in modo più o meno volontario. Il caso più emblematico di quanto possa essere pericolosa questa minaccia a livello militare o di sicurezza nazionale è rappresentato da quanto avvenuto a gennaio dello scorso anno quando le informazioni raccolte da <a href="https://edition.cnn.com/2018/01/28/politics/strava-military-bases-location/index.html" target="_blank" rel="noopener">una semplice app di monitoraggio per il fitness</a> hanno permesso di geolocalizzare installazioni segrete in Russia, Regno Unito e basi militari negli Stati Uniti, Siria o Afghanistan.</p>
<p>Da questo punto di vista anche certi sistemi di mappatura satellitare come Google Map o <a href="https://it.insideover.com/politica/yandex-censura-le-immagini-satellitari-cosi-individua-le-basi-militari.html" target="_blank" rel="noopener">il russo Yandex</a> hanno avuto seri problemi di sicurezza per la loro decisione di offuscare &#8211; o meno &#8211; infrastrutture militari o &#8220;delicate&#8221; considerate segrete.</p>
<p>La parte più interessante del rapporto però resta quello del <strong>cyber spionaggio</strong>, proprio perché è volto a condizionare le decisioni politiche, a sottrarre segreti di Stato o commerciali o informazioni che riguardano la proprietà intellettuale in campi strategici come l&#8217;industria militare o elettronica.</p>
<p>Qui, oltre a ritrovare l&#8217;Iran come attore di tentativi di spionaggio legati anche al fallito tentativo di mantenere le controparti europee nel <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/tutto-quello-che-ce-da-sapere-sul-51-il-trattato-sul-nucleare-iraniano.html" target="_blank" rel="noopener">Jcpoa</a> stracciato unilateralmente dagli Stati Uniti, troviamo che la <strong>Cina</strong> e la <strong>Russia</strong> rappresentano i maggiori attori nel campo dei tentativi di acquisire informazioni di tipo economico per vie illegali.</p>
<p>In particolare l&#8217;87% degli operatori di sicurezza cyber sono concordi nel ritenere che la recente attività di attacchi cibernetici da parte di Russia, Cina e Corea del Nord ha reso i dati delle imprese Usa meno sicuri rispetto al passato.</p>
<p><strong>Stati Uniti</strong> che però sono anche parte attiva in questa campagna di spionaggio cyber: l&#8217;Us Cyber Command, ad esempio, ha annunciato a settembre del 2018 di aver intrapreso una campagna proattiva di attacchi cibernetici contro la Russia e altri avversari degli Stati Uniti per prevenire eventuali interferenze nella elezioni di mid-term di novembre.</p>
<p>Sempre gli Stati Uniti guidano la classifica degli attacchi alle applicazioni web (intese come i componenti attivi o passivi di un qualsiasi software disponibile in rete): il 30,1% (pari a circa 238 milioni di attacchi) proviene da oltre Atlantico. A seguire troviamo l&#8217;Olanda con l&#8217;11,9%, poi la Cina, il Brasile e la Russia (rispettivamente 7,1%, 6,2% e 4,4%).</p>
<h2>Il Cyber Warfare sempre più protagonista della guerra ibrida</h2>
<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-del-futuro-gia-si-chiama-cyber-warfare.html" target="_blank" rel="noopener">La guerra cibernetica &#8211; Cyber Warfare &#8211;</a> comprende anche e soprattutto il furto di dati sensibili ed il blocco dei sistemi elettronici dell&#8217;avversario oltre al disturbo dei suoi canali di comunicazione telematica e, che venga portata dagli Stati Uniti, dalla Russia, dalla Cina o dall&#8217;Iran, rappresenta il <strong>nuovo fronte</strong> del campo di battaglia che presto vedrà la presenza sempre più invasiva di sistemi ad <strong>intelligenza artificiale</strong>.</p>
<p>Risulta pertanto vitale, per una nazione, dotarsi sia di sistemi in grado di mettere in sicurezza le proprie reti telematiche ed i propri assetti militare sempre più netcentrici &#8211; come l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/programma-f-35.html" target="_blank" rel="noopener">F-35</a> in grado di dialogare letteralmente in tempo reale con qualsiasi tipo di assetto che sia connesso &#8211; sia di capacità offensive in grado di mettere fuori uso quelli avversari.</p>
<p>Questo tipo di azioni rappresentano &#8211; e rappresenteranno &#8211; la <strong>chiave per il successo</strong> in un conflitto: se sino a pochi anni fa la vittoria sul campo di battaglia, sia esso terrestre o marittimo, arrideva a chi possedeva il dominio dell&#8217;aria (e così è stato sin dall&#8217;inizio dell&#8217;utilizzo tattico/strategico dell&#8217;aereo in guerra), oggi, dove anche gli aerei sono sempre più collegati alla rete, se non si possiede il dominio, o almeno un vantaggio tattico iniziale, del campo cibernetico è molto improbabile che si possa ottenere una vittoria.</p>
<p>Le informazioni, i dati personali o di sicurezza nazionale, passano attraverso una rete fatta, per la maggior parte, di <a href="https://it.insideover.com/politica/adesso-lo-scontro-potenze-passa-spionaggio-sabotaggio.html" target="_blank" rel="noopener">cablaggi (il 95%) relegando il resto all&#8217;uso di satelliti e onde radio</a>: avere la capacità di colpire i sistemi di comunicazione e trasmissione dati del nemico, sia a livello fisico, ad esempio con azioni di sabotaggio sui cavi (per le quali esistono vascelli sottomarini appositi) o colpendo i satelliti nemici con laser e missili, sia a livello cibernetico rappresenta la chiave per la vittoria, e non bisogna commettere l&#8217;errore di sottovalutare le capacità in questo senso di nuovi attori come l&#8217;Iran o la Cina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-ibrida-degli-ayatollah-sempre-piu-cyber-attacchi-delliran.html">La guerra ibrida degli Ayatollah: sempre più cyber attacchi dell&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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