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	<title>elezioni Spagna Archives - InsideOver</title>
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	<title>elezioni Spagna Archives - InsideOver</title>
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		<title>In arrivo un governo di minoranza? Cosa può succedere in Spagna</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-adesso-in-spagna-si-parla-di-governo-di-minoranza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jul 2023 10:32:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Spagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724123227787_1217f9abef8ef1554deb53643b33f598-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724123227787_1217f9abef8ef1554deb53643b33f598-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724123227787_1217f9abef8ef1554deb53643b33f598-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724123227787_1217f9abef8ef1554deb53643b33f598-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724123227787_1217f9abef8ef1554deb53643b33f598-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724123227787_1217f9abef8ef1554deb53643b33f598-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724123227787_1217f9abef8ef1554deb53643b33f598-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724123227787_1217f9abef8ef1554deb53643b33f598-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Popolari e Socialisti non hanno una maggioranza, da qui l'idea che uno dei due partiti possa dar vita a un nuovo governo di minoranza</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-adesso-in-spagna-si-parla-di-governo-di-minoranza.html">In arrivo un governo di minoranza? Cosa può succedere in Spagna</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724123227787_1217f9abef8ef1554deb53643b33f598-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724123227787_1217f9abef8ef1554deb53643b33f598-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724123227787_1217f9abef8ef1554deb53643b33f598-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724123227787_1217f9abef8ef1554deb53643b33f598-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724123227787_1217f9abef8ef1554deb53643b33f598-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724123227787_1217f9abef8ef1554deb53643b33f598-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724123227787_1217f9abef8ef1554deb53643b33f598-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724123227787_1217f9abef8ef1554deb53643b33f598-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Italia esperimenti riguardanti governi di minoranza, seppur tecnicamente fattibili, hanno sempre avuto poco successo. Al contrario invece, in <strong>Spagna</strong> molti esecutivi hanno navigato in parlamento grazie all&#8217;appoggio esterno di formazioni estranee alla coalizione di governo. <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-internazionale/spagna-vince-feij-o-grazie-puigdemont-socialista-sanchez-2186205.html">E anche dopo le ultime elezioni</a>, a Madrid entrambi i principali partiti, il<strong> Partito popolare</strong> da un lato e il <strong>Partito socialista</strong> dall&#8217;altro, non hanno scartato la possibilità di costituire un governo di minoranza. Del resto, nel Paese iberico governi del genere sono sorti già agli albori dell&#8217;odierna democrazia post franchista: l&#8217;esecutivo di <strong>Adolfo Suarez</strong>, uno  dei primi a guidare la Spagna dopo il ritorno del re, non aveva alle spalle una maggioranza. Da allora in poi, più volte i premier spagnoli hanno guidato coalizioni di minoranza. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cos&#8217;è un governo di minoranza</h2>



<p>Così come si può ben intuire, un governo di minoranza è un esecutivo che non ha una maggioranza in parlamento. La domanda sorge quindi spontanea: come può un premier guidare un governo di una democrazia parlamentare senza avere i numeri? In Spagna, così come in Italia, gli esecutivi sono ancorati alla <strong>fiducia</strong> delle Camere. Senza il via libera da parte di deputati e senatori, il primo ministro o il presidente del consiglio sono costretti a presentare le dimissioni al capo dello Stato. E quindi al re, nel caso spagnolo, e ovviamente al Presidente della Repubblica nel nostro caso. </p>



<p>Eppure, tanto in Italia quanto in Spagna nella storia i governi di minoranza non sono mancati. Nel nostro Paese, come detto, il ricorso ad esecutivi privi di maggioranza è storicamente piuttosto raro. Soltanto i governi <strong>Leone I</strong> e<strong> Andreotti III</strong> hanno giurato pur senza avere una maggioranza alle spalle. Nella Seconda Repubblica invece, l&#8217;unico governo di minoranza è stato quello di<strong> Lamberto Dini</strong>. </p>



<p>Sotto il profilo tecnico, è possibile arrivare a un esecutivo di minoranza grazie all&#8217;astensione di una o più forze parlamentari. In poche parole, durante la votazione per la fiducia a un governo, se una forza politica dell&#8217;opposizione si astiene le camere approvano la fiducia con la maggioranza semplice. L&#8217;esecutivo entra dunque in carica, pur sapendo di non avere la maggioranza assoluta in parlamento. Una circostanza quest&#8217;ultima certamente sconveniente a livello politico, ma permessa da un punto di vista prettamente tecnico. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli ultimi governi di minoranza</h2>



<p>In Spagna, soprattutto negli ultimi anni, la composizione di governi di minoranza ha rappresentato quasi una <strong>consuetudine</strong>. Il motivo è da ricercare, in primo luogo, nella <strong>frammentazione</strong> del quadro politico. Fino alle elezioni del 2008, nel Paese iberico vigeva un bipolarismo quasi perfetto: popolari da un lato e socialisti dall&#8217;altro potevano ambire a una maggioranza assoluta oppure, al massimo, a una coalizione in grado di dare al partito principale la possibilità di governare senza troppi scossoni. </p>



<p>La crisi economica, dal 2011 in poi, ha accentuato la <strong>radicalizzazione</strong> dell&#8217;elettorato e l&#8217;emersione di <strong>nuove forze politiche</strong>. Popolari e socialisti hanno perso la loro tradizionale presa sugli elettori e spesso i parlamenti sono risultati frammentati e incapaci di esprimere solide maggioranze. Nel 2016 l&#8217;allora premier <strong>Mariano Rajoy</strong>, a capo del Partito Popolare, è riuscito a formare un governo grazie all&#8217;astensione dei socialisti. Una soluzione non lontana a quella della &#8220;<em>Gross Koalition</em>&#8221; tedesca, dove cioè si ha un accordo tra i due principali partiti. Ma con una differenza: mentre in Germania i socialisti sono stati membri effettivi della maggioranza, nel 2016 in Spagna il Psoe si è limitato a garantire l&#8217;uscita dall&#8217;aula durante il voto di fiducia dando quindi la possibilità a Rajoy di ottenere la fiducia. Una sorta di <strong>appoggio esterno</strong>, in grado di far partire la legislatura. </p>



<p>Anche l&#8217;ultimo governo si è retto su una maggioranza semplice relativa ed è stato di fatto una minoranza. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-pedro-sanchez.html">Sanchez</a>, premier uscente, ha potuto ottenere la fiducia nel 2020 grazie all&#8217;astensione di alcuni piccoli partiti locali e indipendentisti. In tal modo, il suo governo ha potuto operare seppur con la difficoltà di costruirsi una maggioranza volta per volta e voto per voto. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Uno scenario possibile nella prossima legislatura spagnola?</h2>



<p>Il primo dilemma post voto spagnolo ad oggi è rappresentato dall&#8217;impossibilità per entrambi i principali partiti di costituire una coalizione di maggioranza. I popolari hanno sì incrementato i propri voti, ma i 136 deputati in parlamento non bastano ad avere la maggioranza assoluta. Servono almeno altri 40 parlamentari per arrivare a 176. <strong>Vox</strong>, principale potenziale alleato dei popolari, si è fermato a 33 seggi conquistati. Dall&#8217;altra parte, il Partito socialista ha ottenuto 122 seggi, gli alleati di <strong>Sumar</strong> invece 31. Assieme si fermano quindi a 153. </p>



<p><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-alberto-nunez-feijoo-lo-sfidante-di-pedro-sanchez-in-spagna.html">Alberto Núñez Feijóo</a>, leader dei popolari, ha rivendicato la possibilità di formare un governo: ha dalla sua la maggioranza al Senato e il fatto di essere primo partito alla Camera. Ma, per l&#8217;appunto, proprio alla Camera mancano alla sua coalizione con Vox almeno sette deputati. Per questo è possibile un suo appello ad alcuni piccoli partiti affinché si astengano durante il voto di fiducia, concedendogli così la possibilità di governare. Ma anche Sanchez potrebbe ripetere l&#8217;esperimento del governo di minoranza già visto negli ultimi anni. Se gli indipendentisti dovessero concedergli l&#8217;astensione, allora potrebbe creare un esecutivo con Sumar. Comunque vada, la possibilità di un governo di minoranza in Spagna è tutt&#8217;altro che remota. </p>
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		<title>La Spagna verso nuove elezioni anticipate</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-spagna-verso-nuove-elezioni-anticipate.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Sep 2019 14:01:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Socialista]]></category>
		<category><![CDATA[Podemos]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="701" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Pedro-Sanchez-La-Presse-e1568815214740.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sanchez Spagna" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Pedro-Sanchez-La-Presse-e1568815214740.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Pedro-Sanchez-La-Presse-e1568815214740-300x110.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Pedro-Sanchez-La-Presse-e1568815214740-768x280.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Pedro-Sanchez-La-Presse-e1568815214740-1024x374.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quatto elezioni in quattro anni. Gli elettori spagnoli torneranno probabilmente alle urne, il 10 novembre, per cercare di sbrogliare la matassa politica in cui il Paese è aggrovigliato ormai da diverso da tempo. In seguito alle consultazioni svolte negli ultimi giorni con i partiti politici, infatti, Re Felipe VI ha deciso che non proporrà alcun &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-spagna-verso-nuove-elezioni-anticipate.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="701" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Pedro-Sanchez-La-Presse-e1568815214740.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sanchez Spagna" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Pedro-Sanchez-La-Presse-e1568815214740.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Pedro-Sanchez-La-Presse-e1568815214740-300x110.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Pedro-Sanchez-La-Presse-e1568815214740-768x280.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Pedro-Sanchez-La-Presse-e1568815214740-1024x374.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Quatto <strong>elezioni</strong> in quattro anni. Gli elettori spagnoli torneranno probabilmente alle <strong>urne</strong>, il 10 novembre, per cercare di sbrogliare la matassa politica in cui il Paese è aggrovigliato ormai da diverso da tempo.</p>
<p>In seguito alle consultazioni svolte negli ultimi giorni con i partiti politici, infatti, <strong>Re Felipe VI</strong> ha deciso che non proporrà alcun candidato premier per un voto di fiducia di fronte al Parlamento. Manca una soluzione politica che possa ottenere la maggioranza dei voti e così, <a href="https://elpais.com/elpais/2019/09/17/inenglish/1568731342_962226.html">malgrado la scadenza formale</a> ultima per la presentazione di un candidato sia il 23 settembre, tutto indica che avranno luogo nuovi scrutini. Le consultazioni di aprile, che avevano visto il successo del Partito Socialista con il 28,7 per cento dei voti, non hanno portato alla formazione di un esecutivo stabile a Madrid.</p>
<p>Le trattative con Podemos che aveva ottenuto il 14,3 per cento dei consensi, non sono riuscite a produrre risultati concreti. <a href="https://www.france24.com/en/20190911-socialists-and-podemos-blame-each-other-for-stalemate-in-spain">L&#8217;operazione era piuttosto complicata</a>: Pedro Sanchez aveva offerto ai possibili alleati la possibilità di concordare un programma politico comune mentre Podemos aveva intenzione di entrare a far parte in maniera sostanziale del gabinetto di governo. I due partiti, inoltre, avrebbero avuto bisogno dell&#8217;appoggio di diversi movimenti regionali e nazionalisti, in particolare modo catalani, perché anche coalizzati non avrebbero avuto la maggioranza dei seggi. <a href="https://www.bbc.com/news/world-europe-49736118">Un tentativo di dialogo</a> tra i socialisti e i liberali di centro-destra di Ciudadanos si è anch&#8217;esso concluso con un nulla di fatto.</p>
<p>Esclusa sin dall&#8217;inizio la possibilità di vedere la formazione di un esecutivo di centro-destra: il Partito popolare aveva conseguito, alle urne, uno dei peggiori risultati della sua storia con appena il 16,7 per cento dei voti ed una vera e propria disfatta per il giovane leader Pablo Casado. Un&#8217;alleanza con Ciudadanos (15,9 per cento dei consensi) e il nuovo movimento di <a href="https://it.insideover.com/politica/programma-vox-spagna.html">destra Vox</a>, al 10,3 per cento dei voti, sarebbe stata ben lontana dalla maggioranza degli scranni al Congreso de los Diputados, la Camera Bassa spagnola.</p>
<h2>Un sistema in crisi</h2>
<p>Un Pedro Sanchez particolarmente affranto, che ha visto i suoi tentativi di investitura da premier fallire due volte in luglio, <a href="https://www.euronews.com/2019/09/17/spain-s-political-stalemate-comes-to-a-climax-this-week-euronews-explains">ha parlato dell&#8217;impossibilità</a> di mettere in atto il progetto elettorale che era stato il più votato ad aprile e di dover quindi tornare alle urne il 10 novembre. Lo stallo politico spagnolo non sarà probabilmente risolto da nuove consultazioni dato che, secondo i sondaggi effettuati, i <strong>Socialisti</strong> si confermerebbero come primo partito ma ben lontani dalla maggioranza. Sarebbero dunque necessarie nuove trattative con Podemos, che più volte si sono incagliate negli ultimi mesi. La Spagna democratica post-franchista non ha mai sperimentato la formula dei governi di coalizione, anche a causa di una prevalenza, fino a tempi recenti, di un radicato bipolarismo tra centro-destra e centro-sinistra. Sanchez si è così mostrato particolarmente restio a garantire posizioni ministeriali agli ex-indignados, <a href="https://www.aljazeera.com/news/2019/09/spain-hold-fourth-election-4-years-talks-fail-190918052044924.html">offrendo a Podemos</a> ministeri di scarsa rilevanza. Il movimento, però, voleva un peso specifico maggiore all&#8217;interno del possibile esecutivo, che si sarebbe dovuto reggere anche sui voti dei nazionalisti catalani e di altre regioni spagnole. Ed è proprio questo fattore ad aver bloccato ulteriormente la macchina politica spagnola, già profondamente in crisi. <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/barcellona-proteste-indipendentisti.html">La situazione in Catalogna</a> continua ad essere tesa e la possibilità di un compromesso tra Madrid e Barcellona sono ridotte al minimo. Un governo socialista supportato dai nazionalisti rischierebbe di implodere in breve tempo o di diventare il facile bersaglio delle critiche del centro-destra.</p>
<h2>Il ruolo della destra e le prospettive</h2>
<p>Il blocco conservatore, una volta dominato dal Partito Popolare e guidato sino al 2019 da Mariano Rajoy, risulta ormai spaccato in tre diverse fazioni poco distanti tra loro in termini di consensi elettorali. I Popolari vivono un periodo di calo, anche segnato da scandali che ne hanno travolto in passato i vertici e la soluzione di affidarsi al giovane <strong>Pablo Casado</strong> non sembra aver pagato. Lo stesso Casado ha, in un primo momento, spostato le politiche del partito verso destra e lasciando sguarnito il centro dell&#8217;agone politico. Albert Rivera, il leader di Ciudadanos, vorrebbe imporsi, senza al momento riuscirvi, come nuovo leader dello schieramento conservatore ma non è ancora riuscito a superare i Popolari a livello di voti.</p>
<p>A complicare ulteriormente il quadro è stata l&#8217;ascesa di Vox, che ha ottenuto notevoli successi alle elezioni di aprile. La presenza di <strong>Vox</strong> si è rivelata fondamentale, anche a livello regionale, per garantire al centrodestra la maggioranza assoluta per governare diversi enti locali. I sondaggi prevedono che, nelle consultazioni di novembre, il partito radicale dovrebbe subire una leggere flessione di consensi scendendo al di sotto del 10 per cento dei voti ma dovrebbe continuare a sottrarre consenso ai partiti conservatori più moderati. Tematiche come quelle del contrasto all&#8217;immigrazione e di scelte tradizionaliste in ambito sociale continuano a riscuotere un certo successo in alcuni settori dell&#8217;elettorato spagnolo. In ogni caso, ad oggi, nemmeno lo schieramento di centrodestra dovrebbe ottenere la maggioranza dei seggi in nuove scrutini.</p>
<p>Il rischio che nemmeno le consultazioni di novembre possano sbloccare l&#8217;ingarbugliata matassa spagnola è dunque concreto e la popolazione appare profondamente sfiduciata. Il 64 per cento degli spagnoli, secondo l&#8217;istituto demoscopico Ipsos, non vorrebbe tornare alle urne. La stasi politica potrebbe generare <strong>disaffezione</strong> e un progressivo calo dell&#8217;affluenza elettorale. Le soluzioni, nell&#8217;attuale scenario, non sembrano molte. Servirebbe probabilmente una radicale riforma del sistema elettorale spagnolo, con l&#8217;introduzione di un consistente premio di maggioranza, che possa garantire alla coalizione od al partito vincente di avere la maggioranza dei seggi e di poter governare. L&#8217;attuale caos, al contrario, rischia di trascinare la Spagna in una paralisi che potrà avere gravi ricadute anche sugli equilibri europei.</p>
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