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	<title>elezioni-presidenziali-in-russia Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 08 Apr 2019 15:09:28 +0000</lastBuildDate>
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	<title>elezioni-presidenziali-in-russia Archives - InsideOver</title>
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		<title>Tutti gli uomini del presidente Come Putin gestisce il potere</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/sistema-potere-putin-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jan 2019 12:22:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-presidenziali-in-russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="936" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_1539400-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_1539400-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_1539400-1-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_1539400-1-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_1539400-1-1024x685.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Nel raccontare la figura di Vladimir Putin si passa sempre attraverso la metafora dello Zar. Si usa, in buona sostanza, un elemento che richiama una Russia diversa, fatta di autoritarismo e poi spazzata via dall’avvento dell&#8217;Urss. In realtà, andando a vedere come funziona la macchina del potere ci si accorge che i complessi meccanismi che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/sistema-potere-putin-russia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="936" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_1539400-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_1539400-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_1539400-1-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_1539400-1-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_1539400-1-1024x685.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p class="p1">Nel raccontare la figura di <strong>Vladimir Putin</strong> si passa sempre attraverso la metafora dello Zar. Si usa, in buona sostanza, un elemento che richiama una Russia diversa, fatta di autoritarismo e poi spazzata via dall’avvento dell&#8217;Urss. In realtà, andando a vedere come funziona la macchina del potere ci si accorge che i complessi meccanismi che la regolano mostrano che il ruolo di Putin è più simile a quello di un <strong>arbitro</strong>.</p>
<p class="p1">Semplificando molto, non ce ne vogliano gli storici, la dissoluzione dell’Unione sovietica e gli sbandamenti della neonata Federazione russa sotto la guida di Boris El’cin hanno portato alla fine degli anni 2000 a una riorganizzazione dello Stato proprio a partire dal primo mandato presidenziale di Putin. L’ex Kgb ha operato e lavorato costruendo dalle basi una nuova macchina dello Stato, plasmandola attorno a sé, ma tenendo ben presente il contesto. Come più di qualche analista ha sottolineato, la sua ascesa non sarebbe stata possibile senza un appoggio degli <strong>oligarchi</strong>. La figura ingombrante di El’cin li costrinse a ragionare a nuove soluzioni e Putin fece al caso loro. Quello che non avevano calcolato era che il loro prescelto si sarebbe reso autonomo. Nei successivi 18 anni il presidente ha lavorato per diventare indipendente plasmando la macchina burocratica intorno a sé.</p>
<p>Se la Russia moderna nasce a Dresda nel 1989</p>
<p class="p1">Molti dei ritratti che i media hanno dedicato a Putin, sia quelli generosi che quelli più critici, hanno messo in risalto il bisogno del presidente di avere sempre il <strong>controllo</strong>. Per capire questa &#8220;ossessione&#8221; bisogna riportare indietro le lancette dell’orologio al 6 dicembre 1989. Il muro a Berlino era crollato da circa un mese e gli apparati della Germania dell’Est stavano collassando. Putin, che si trovava a Dresta da circa quattro anni come membro dei servizi, quella sera di dicembre si trovò a dover fronteggiare una folla inferocita che voleva assaltare la sede del Kgb in Angelikastrasse 4. Il tenente colonnello telefono alla sede di Berlino per chiedere cosa fare ma dalla capitale arrivò solo un messaggio laconico: &#8220;Non possiamo fare nulla senza l&#8217;autorizzazione di Mosca e Mosca tace&#8221;, quel &#8220;Mosca tace&#8221; fu quasi una pugnalata. L’assalto venne gestito senza vittime con la minaccia di sparare e rispondere alla provocazioni, ma per Putin quel vuoto, quella certificazione che l’Urss &#8220;fosse scomparsa&#8221; fu la ferita più grande. Quella mancanza di controllo, quel limbo in cui poteva succedere di tutto, è stato il motore della sua spinta al controllo. Da allora, si è ripromesso più volte, avrebbe combattuto per evitare ogni tipo di vuoto di potere. E su queste premesse ha costruito la sua macchina burocratica e in seguito la sua azione, dentro e fuori dai confini.</p>
<p>Come funziona la macchina di Putin</p>
<p class="p1">Per spiegare come funziona il sistema creato dall’ex Kgb potremmo usare due assi di riferimento. Da un lato l&#8217;asse che va dagli<strong> apparati di Stato</strong> (il governo federale, le amministrazioni locali, le agenzie di stato) o agli <strong>oligarchi</strong>; dall’altro lato l&#8217;asse tra i <strong>poli politici e ideologici</strong> che regolano il paese: la <strong>modernità</strong> e la <strong>militarizzazione</strong>. Putin, e Mosca con lui, si muovono in questo complesso piano a seconda delle esigenze e degli scenari interni e internazionali. In questo senso proprio quest’anno si è vista un’accelerazione dell’apparato militare. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.limesonline.com/cartaceo/putin-collettivo-e-putin-singolo-le-due-facce-dellimpero?prv=true" target="_blank">Come ha evidenziato Orietta Moscatelli su </a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.limesonline.com/cartaceo/putin-collettivo-e-putin-singolo-le-due-facce-dellimpero?prv=true" target="_blank">Limes</a>,</em> non è possibile dire con chiarezza se sia stato l’apparato militare a lavorare per arrivare a una forte contrapposizione con l’Occidente, o viceversa sia stata la contrapposizione a portare a una militarizzazione.</p>
<p class="p1"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-65609" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/12/timeline-potere-putin.png" alt="timeline potere putin" /></p>
<p>Il peso dei militari</p>
<p class="p1">È in questo contesto che si muovono gli uomini fedeli al presidente, sia dentro che fuori dal circuito statale. In questa fase, come abbiamo visto, a pesare è sopratutto la sfera militare, in tutte le sue accezioni. Il primo attore che vediamo muoversi in questo quadrante è il generale<strong> Sergej Shoigu</strong>, il potente ministro della Difesa. Insieme al collega degli Esteri, <strong>Sergej Lavrov</strong> (che è in carica ininterrottamente da 14 anni), Shoigu è stato il volto militare della Russia nel mondo, sia nei teatri di guerra, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/le-tappe-salienti-della-guerra-siria/" target="_blank">la Siria su tutti</a>, che nei rapporti con gli altri Paesi. Non a caso proprio quest’anno si è tenuta la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-cina-e-la-russia-si-uniscono-nellesercitazione-vostok-ma-sono-davvero-alleate/" target="_blank">maxi esercitazione Vostok</a>, una delle più imponenti degli ultimi 40 anni. Ma l’uso della componente militare da parti di Putin va oltre. È il caso di un altro personaggio, il generale <strong>Viktor Zolotov</strong>. Indicato da molti come un possibile successore del presidente, Zolotov attualmente è il direttore della <strong>Guardia nazionale russa</strong>, un organo creato ad hoc da Putin nel 2016 che risponde direttamente a lui. Il generale ha molta influenza sul presidente anche perché i due sono legati da un rapporto di lungo corso. Zolotov è stato infatti il capo delle sue guardie del corpo e prima ancora il responsabile della sicurezza del sindaco di San Pietroburgo, Anatoly Sobchak, ai tempi in cui Putin si occupava del comitato per le relazioni esterne della città. La guardia nazionale agli ordini di Zolotov è stata impiegata in diversi casi, da questioni di sicurezza interna, fino a operazioni antiterrorismo, a pattugliamenti e presidi di impianti e armamenti nucleari. In virtù del suo ruolo, Zolotov siede nel Consiglio di sicurezza della Federazione russa (Scrf). Un organo nato dalle ceneri del periodo sovietico. Il board del Consiglio, oltre al generale ospita tra gli altri lo stesso Putin, Lavrov, Shoigu, il premier <strong>Dmitry Medvedev</strong>, il presidente della Duma (il parlamento) <strong>Vyacheslav Volodin</strong> e soprattutto <strong>Aleksandr Bortnikov</strong>, il capo del servizio federale di sicurezza (Fsb), l’erede del Kgb. Da ex uomo dei servizi Putin tiene in ampia considerazione l’attività di questi ultimi. E ciò fa di Bortnikov il cardine per i piani del Cremlino. Parlando di servizi segreti, c’è però un altro nome da segnare, quello di <strong>Igor Sechin</strong>.</p>
<p>Il secondo uomo più potente della Russia e gli oligarchi di Stato</p>
<p class="p1">Sechin è quello che in gergo viene definito un <em>siloviki</em>, ovvero un appartenente alla lunga schiera di ex agenti dei servizi segreti. Attualmente Sechin è a capo di una grande impresa di Stato &#8211; <strong>Rosneft</strong> &#8211; che si occupa di gestione di petrolio e gas naturale, ma parallelamente amministra una specie di “sesto servizio” all’interno del Fsb. Più di qualcuno sostiene che dietro alla condanna per corruzione dell’ex ministro dell’economia Alexei Ulyukaev ci fosse proprio Sechin. Come ha scritto l’<em>Economist</em>,  <a href="https://www.economist.com/europe/2016/12/15/igor-sechin-head-of-rosneft-is-powerful-as-never-before" target="_blank">l’indagine contro il ministro</a> è stata condotta da <strong>Oleg Feoktistov</strong>, un agente di alto rango dei servizi che parallelamente era anche il capo della sicurezza della Rosneft.</p>
<p class="p1">Sechin è il capofila di una cerchia che deve molto a Putin, quella degli oligarchi di Stato. È il caso ad esempio di <strong>Alexey Likhachev</strong>, amministratore delegato della Rosatom, l’agenzia che gestisce il nucleare civile. Ma soprattutto di altri tre nomi di primo piano, tutti legati direttamente al capo del Cremlino. Il primo è quello di <strong>Aleksej Miller</strong>, il boss di Gazprom che all’inizio degli anni Novanta lavorava sotto la supervisione di Putin nel famoso comitato per le relazioni esterne di San Pietroburgo. Il secondo è quello di <strong>Nikolay Tokarev</strong>, il capo dell’azienda di corruzione dei gasdotti Transneft, che verso la fine degli anni Ottanta si trovava con Putin proprio a Dresda. Con loro due c’era anche un terzo uomo <strong>Sergey Chemezov</strong>, il potentissimo capo della Rostec, il conglomerato di Stato che tra le altre cose si occupa di armamenti. Chemezov idealmente chiude il cerchio con il punto dal quale eravamo partiti e rappresenta la predominanza, almeno in questa fase storico-politica, degli apparati militari.</p>
<p class="p1"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-65610" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/12/tabella-uomini-putin.png" alt="tabella uomini putin" /></p>
<p>La cerchia dei riformatori</p>
<p class="p1">Oltre all’aspetto militare la Russia si trova a giocare anche un’altra partita molto delicata, quella della modernità. Al momento i riformatori sono schiacciati dei giganti delle armi e del petrolio, ma lo stesso Putin ha dimostrato una certa sensibilità alle innovazioni. Il potentissimo Gru, il servizio informazioni delle forze armate, si è dotato di strumenti tecnologici molto avanzati, investendo anche sulla formazione e l’acquisizione di giovani hacker per la guerra elettronica. Tra i riformatori più in vista c’è sicuramente <strong>German Gref</strong>. Di origine tedesca Gref ha lavorato in diverse posizioni all’interno del comparto amministrativo di San Pietroburgo, negli stessi anni in cui operavano Putin e Miller. Attualmente è l’amministratore delegato della Sberbank, una delle più grosse banche di Stato. Uno dei punti di forza del Cio è quella di voler modernizzare la struttura dell&#8217;istituto attraverso la <strong>blockchain</strong>, una tecnologia che secondo lui dovrebbe essere estesa anche ad altri ambiti. Moscatelli ha osservato su <em>Limes</em> che altri due potrebbero puntare a stringersi intorno a Putin,: si tratta di <strong>Sergey Kiriyenko</strong> e dell’ex ministro dell’Economia <strong>Aleksej Kudrin</strong>. Il primo attualmente è il capo di gabinetto di Putin e si dice stia spingendo per un profondo rinnovamento della burocrazia russa, il secondo sta cercando di tornare in auge dopo la caduta, politica, di qualche anno fa. Putin lo ascolta ma difficilmente nei prossimi quattro anno di presidenza applicherà i suoi piani liberali.</p>
<p>Gli oligarchi privati come consiglieri del presidente</p>
<p class="p1">Tenendo presente lo schema precedente c’è un ultimo settore da esplorare, quello degli oligarchi privati che non controllano aziende di Stato ma che hanno un peso notevole nelle operazioni di Putin. È il caso ad esempio di <strong>Yury Kovalchuk</strong> il potente capo della Rossiya Bank. Indicato da più parti come il banchiere del presidente, Kovalchuk è stato tra i cofondatore della società immobiliare Ozero che fra le altre cose gestisce anche la dacia di Putin nel distretto di Priozersky. Ma il banchiere è anche il titolare di diverse media company e garantisce l’accesso al Cremlino a diversi canali informativi. Ci sono poi altri due interlocutori privilegiati, i fratelli <strong>Boris e Arkadij Rotenberg</strong>. I due sono i proprietari della Stroygazmontazh, un’azienda che si occupa di costruire i gasdotti. Uno dei due, Arkady è stato uno uno degli allenatori di Judo personali di Putin che allo stesso tempo gli ha sempre dato seguito affidandogli fondi e incarichi. Da ultimo la costruzione del ponte che collega la Crimea con la Russia.</p>
<p>L&#8217;emblematica storia di Yevgany Prigozhin</p>
<p class="p1">C’è però un ultimo oligarca degno di nota che ruota attorno al Cremlino e che rappresenta molto bene come i grandi tycoon russi possono essere considerati a tutti gli effetti degli elementi delle istituzioni russe. È il caso di <strong>Yevgeny Prigozhin</strong>, che i grandi media internazionali hanno sempre soprannominato “lo chef di Putin”. Ma in realtà Prigozhin è molto più di questo. Dopo un passato turbolento negli anni Ottanta, dove finì anche in carcere per rapina e violenza, Prigozhin ha iniziato a costruire il suo impero a partire da una piccola attività di vendita di hot dog, salvo poi creare una grossa impresa di catering capace di ottenere diversi appalti per la fornitura di cibo nelle suole. In mezzo ha creato un rapporto sempre più stretto con Putin. Quest’anno però è uscita anche un’altra notizia che ha coinvolto lo &#8220;chef&#8221;.</p>
<p class="p1">Secondo il dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti Prigozhin sarebbe tra i fondatori dell’Internet Research Agency, passata agli onori delle cronache come la &#8220;fabbrica dei troll&#8221;, un’ente che avrebbe contribuito a spargere notizie false e influenzare l’opinione pubblica durante le elezioni presidenziali del 2016. Pare però che Prigozhin sia coinvolto anche in un’altra attività: le azioni del <a href="http://www.occhidellaguerra.it/gruppo-wagner/" target="_blank">gruppo paramilitare Wagner</a>. Un esercito mercenario impegnato in diversi scenari, come ad esempio il conflitto siriano. Ufficialmente il gruppo fa capo a<strong> Dmitry Utkin</strong>, un ex membro del Gru che però in passato è stato il capo della sicurezza per lo stesso Prigozhin. Più di qualcuno ha sottolineato che l’impegno (e i costi umani), sostenuti da Wagner in Siria hanno aperto le porte a Prigozhin e alle sue aziende di estrazione mineraria in Africa, in particolare in Sudan e Repubblica Centrafricana. Un’operazione che senza il via libera di Putin non ci sarebbe mai stata. </p>
<p class="p1">Attualmente è impossibile dire con certezza quale sia la fazione che governa la Russia. Putin è stato molto sapiente nel gestire tutte le componenti che abbiamo citato. Sapendo anche quando è il caso di fare concessioni e quando richiamare all&#8217;ordine. La partita più complessa ora riguarda la sua <strong>successione</strong>. Nel 2024 scadrà il suo secondo mandato consecutivo quindi iniziano a comparire i primi rumors sul nome del successore. Allo stato attuale i primi indiziati potrebbero essere i fedelissimi della cerchia militare, ma anche gli oligarchi di Stato, soprattutto Chemezov potrebbero avere voce in capitolo. Lontani invece i riformisti. Se, come sembra, l&#8217;industria del petrolio dovesse continuare a riempire le casse dello Stato oltre le aspettative, per i modernizzatori potrebbe essere difficile addirittura sopravvivere. </p>

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		<title>L’Occidente a muso duro contro Putin Niente congratulazioni per la vittoria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/putin-elezioni-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2018 10:39:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-presidenziali-in-russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318231412_25985997.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318231412_25985997.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318231412_25985997-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318231412_25985997-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318231412_25985997-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Un&#8217;elezione che conferma l&#8217;approvazione della Russia per il suo presidente, quella che ha rieletto con il 75% dei consensi Vladimir Putin, che si è così assicurato il quarto mandato presidenziale. Una popolarità in patria che non corrisponde all&#8217;opinione che buona parte del mondo politico ha del leader del Cremlino. I leader occidentali infatti non si sono affrettati a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/putin-elezioni-russia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318231412_25985997.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318231412_25985997.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318231412_25985997-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318231412_25985997-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180318231412_25985997-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Un&#8217;elezione che conferma l&#8217;approvazione della Russia per il suo presidente, quella che ha rieletto con il 75% dei consensi <strong>Vladimir Putin</strong>, che si è così assicurato il quarto mandato presidenziale. Una popolarità in patria che non corrisponde all&#8217;opinione che buona parte del mondo politico ha del leader del Cremlino.</p>
<p>I leader occidentali infatti non si sono affrettati a fare le <strong>congratulazioni</strong> a Putin. Tra i primi a complimentarsi con lo Zar è stato l'&#8221;alleato&#8221; cinese <strong>Xi Jinping</strong>, che ha definito la collaborazione con Mosca &#8220;al miglior livello della storia&#8221;. Sono seguiti i telegrammi dei leader delle ex repubbliche sovietiche: Kazakhistan, Azerbaijan, Tajikistan e Bielorussia. Ma anche Venezuela, Cuba e Bolivia. Nessun messaggio invece da parte di quell&#8217;Occidente i cui rapporti con la Russia si sono fatti ancora più complicati in seguito all&#8217;avvelenamento dell&#8217;ex spia<strong>Sergej Skripal</strong>. </p>
<p>Il caso Skripal</p>
<p>Il caso Skripal ha fatto scattare la <strong>crisi diplomatica</strong> tra Mosca e Londra. Lo scorso 4 marzo, l&#8217;ex spia russa è stata trovata accasciata su una panchina in una zona commerciale di Salisbury, insieme a sua figlia Yulia. I due, ricoverati ancora in gravi condizioni, sono stati avvelenati con l&#8217;agente nervino Novichok, considerato uno tra i più letali al mondo.</p>
<p>Dopo che il Cremlino ha respinto l&#8217;<strong>ultimatum</strong> del governo inglese che voleva dalla Russia un&#8217;ammissione di responsabilità, i rapporti tra i due Paesi si sono fatti sempre più tesi. E così il premier britannico Theresa May ha annunciato l&#8217;<strong>espulsione</strong> di 23 funzionari russi, la sospensione dei rapporti bilaterali e ha comunicato che nessun membro del governo e della famiglia reale sarà presente in Russia durante i Mondiali di calcio. La risposta del Cremlino non si è fatta attendere: Putin ha ripagato con la stessa moneta la May &#8220;cacciando&#8221; i diplomatici di Londra da Mosca. La Russia ha inoltre negato il suo consenso all&#8217;apertura del consolato generale britannico a San Pietroburgo e interrotto le attività del British Council sul suolo russo. </p>
<p>L&#8217;escalation tra i due Paesi ha coinvolto anche Francia, Germania e Stati Uniti che hanno sposato la convinzione britannica che dietro all&#8217;<strong>avvelenamento</strong> con il gas nervino ci sia non solo Mosca, ma soprattutto Putin. In particolare, a puntare il dito contro il leader russo è stato il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson secondo il quale è &#8220;enormemente probabile che sia stata una decisione di Putin quella di portare l&#8217;impegno di un gas nervino nelle strade britanniche, nelle strade dell&#8217;Europa, per la prima volta dalla Seconda guerra mondiale&#8221;. </p>

<p>Se i leader dei Paesi occidentali restano quindi in silenzio, il portavoce di <strong>Angela Merkel</strong> ha assicurato che la cancelliera tedesca &#8220;scriverà molto presto un telegramma a Putin e in quell&#8217;occasione parlerà  anche delle sfide della relazione tedesco-russa&#8221;.</p>
<p>Le accuse mosse dall&#8217;Occidente <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/putin-morte-spia/">sembrano non reggere</a>. Che senso avrebbe avuto, a due settimane dalle elezioni, compiere un omicidio in un Paese straniero? La recente crisi internazionale è riuscita però a compattare l&#8217;opinione pubblica attorno al presidente russo.</p>
<p>Il portavoce della campagna elettorale di Putin, con un pizzico di sarcasmo, ha ringraziato il premier britannico Theresa May e i suoi alleati per aver incoraggiato con minacce e ultimatum i russi ad andare alle urne e sostenere il loro Zar. </p>

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		<item>
		<title>L&#8217;offesa di Kiev alla Russia: voto vietato e finte urne nei bagni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/44986-2.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Mar 2018 14:59:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-presidenziali-in-russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1264" height="669" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/bagno.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/bagno.jpg 1264w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/bagno-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/bagno-768x406.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/bagno-1024x542.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1264px) 100vw, 1264px" /></p>
<p>La sfida fra Ucraina e Russia colpisce anche le elezioni presidenziali russe. Il ministero dell&#8217;Interno ucraino aveva già deciso, questa settimana, di non permettere ai cittadini russi residenti in Ucraina di votare alle elezioni presidenziali in Russia dopo che Mosca ha deciso che il voto si sarebbe tenuto anche in Crimea. Come parte della sua campagna per la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/44986-2.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1264" height="669" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/bagno.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/bagno.jpg 1264w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/bagno-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/bagno-768x406.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/bagno-1024x542.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1264px) 100vw, 1264px" /></p><p>La sfida fra <strong>Ucraina</strong> e <strong>Russia</strong> colpisce anche le elezioni presidenziali russe. Il ministero dell&#8217;Interno ucraino aveva già deciso, questa settimana, di non permettere ai <strong>cittadini russi residenti in Ucraina</strong> di votare alle elezioni presidenziali in Russia dopo che Mosca ha deciso che il voto si sarebbe tenuto anche in Crimea. Come parte della sua campagna per la rielezione, il presidente Vladimir Putin, che attende il risultato di un&#8217;elezione che potrebbe consacrarlo di nuovo alla guida del Cremlino, ha visitato la <strong>Crimea</strong> martedì scorso. Il presidente si era rivolto alla folla enfatizzando la rivendicazione della penisola del mar Nero e ricordando a tutti la sua appartenenza alla Federazione russa.</p>

<p>Il ministro dell&#8217;Interno ucraino, <strong>Arsen Avakov</strong>, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.reuters.com/article/us-russia-election-ukraine/kiev-plans-to-prevent-russians-in-ukraine-from-voting-in-russian-election-idUSKCN1GS29T">aveva detto che Mosca aveva ignorato la richiesta di Kiev</a>. E questo avrebbe portato a una conseguenza molto precisa: &#8220;Domenica 18 marzo 2018, il regime di sicurezza per le missioni diplomatiche della Federazione russa sul territorio ucraino, a Kiev, Kharkiv, Odessa e Lviv, non fornirà ai cittadini russi l&#8217;accesso a questi edifici per il voto&#8221;.</p>

<p>Ed è quello che è avvenuto. Le autorità ucraine hanno vietato l&#8217;accesso ai seggi alla popolazione russa, schierando la polizia per impedire l&#8217;arrivo degli elettori. Ma non c&#8217;è stata solo la polizia ad agire per il rispetto dell&#8217;ordine del ministro. Le <strong>forze nazionaliste radicali dell&#8217;Ucraina</strong> sono scese per le strade con fare minaccioso, invitando i cittadini russi ad allontanarsi dalle sedi per la raccolta del voto (<a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.ilgiornale.it/video/mondo/elezioni-russia-nazionalisti-ucraini-bloccano-laccesso-1506592.html" target="_blank">Guarda il video</a>). In un altro video è possibile vedere le forze di polizia schierate in mezzo alla strada e un bagno chimico indicato come cabina elettorale (<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/video/mondo/elezioni-russia-cabina-elettorale-bagno-chimico-far-votare-i-1506597.html" target="_blank">Guarda il video</a>). </p>

<p>La portavoce del ministero degli Esteri russo <strong>Maria Zakharova</strong> ha tuonato contro la decisione di Kiev definendo la negazione ai cittadini russi alle urne elettorali durante le elezioni presidenziali come u atto assolutamente illegale. <a href="http://tass.com/politics/994779">Come riporta l&#8217;agenzia russa <em>Tass</em></a>, la portavoce del ministero ha detto: &#8220;I cittadini russi, che hanno pianificato di esprimere il loro voto in Ucraina, vedono con i loro occhi cosa sta succedendo lì, ecco perché la loro scelta sarebbe ovvia: questo risultato dell&#8217;espressione della volontà non accontenterebbe mai le autorità di Kiev&#8221;. &#8220;Ecco perché il regime ha messo a tacere la partecipazione dei cittadini russi al voto, sfacciatamente e illegalmente&#8221;, ha osservato la diplomatica.</p>
<p>Un&#8217;offesa che al Cremlino non intendono far passare sottotraccia. Sicuramente un pessimo gesto da parte del governo ucraino che intimidisce il voto dei residenti russi attraverso bande armate per le strade delle sue maggiori città. Questo gesto però fa riflettere anche su problema dei rapporti del governo di Kiev con <strong>l&#8217;Unione europea</strong> e con gli Stati Uniti. L&#8217;Occidente, che tutela la democrazia in ogni sua forma, non può non essere contrario a queste operazioni degli ucraini, che colpiscono prima di tutto dei liberi cittadini. C&#8217;è un problema fra Mosca e Kiev, questo è evidente. C&#8217;è una guerra civile in corso. Ma <strong>vietare il voto</strong> e impedire il libero diritto delle persone non è certamente uno strumento che aiuterà a limitare le già pesanti divergenze.</p>
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		<title>La minaccia dell&#8217;America sulle elezioni presidenziali russe</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/elezioni-russia-minaccia-americana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2018 07:46:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-presidenziali-in-russia]]></category>
		<category><![CDATA[Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="773" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/aa-putin-TOP-1024x773.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/aa-putin-TOP-1024x773.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/aa-putin-TOP-1024x773-300x226.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/aa-putin-TOP-1024x773-768x580.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Il nuovo capitolo delle turbolente relazioni tra USA e Russia vede la possibilità di nuovi importanti risvolti, rilanciando alla presunta offesa del Russiagate con una azione speculare, dalla portata sicuramente più dirompente.  Secondo il comitato scientifico del Consiglio per la Sicurezza della Federazione Russa, nella persona di Andrey Manojlo, gli Stati Uniti si starebbero preparando &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-russia-minaccia-americana.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="773" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/aa-putin-TOP-1024x773.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/aa-putin-TOP-1024x773.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/aa-putin-TOP-1024x773-300x226.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/aa-putin-TOP-1024x773-768x580.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p>Il nuovo capitolo delle turbolente relazioni tra USA e Russia vede la possibilità di nuovi importanti risvolti, rilanciando alla presunta offesa del <strong>Russiagate</strong> con una azione speculare, dalla portata sicuramente più dirompente. </p>
<p>Secondo il comitato scientifico del <strong>Consiglio per la Sicurezza</strong> della Federazione Russa, nella persona di <strong>Andrey Manojlo</strong>, gli Stati Uniti si starebbero preparando ad una strategia di interferenza nelle elezioni presidenziali che si terranno il prossimo <strong>18 marzo</strong>, durante le quali Putin potrebbe confermarsi presidente per la quarta volta, prolungando la sua permanenza al vertice della nazione a ben un quarto di secolo. </p>

<p>Pochi giorni fa, riporta il quotidiano russo <a href="https://iz.ru/711450/2018-02-21/podgotovlen-doklad-o-vmeshatelstve-ssha-v-prezidentskie-vybory-rf">Izvestia</a>, il Consiglio per la Sicurezza russo, nella persona del suo membro del Comitato Scientifico Manojlo, ha pubblicato un report dal titolo: &#8220;<em>Invasione. L&#8217;intervento statunitense nelle elezioni nella Federazione Russa durante le campagne presidenziali dal 1996 al 2018</em>&#8220;. </p>
<p>Secondo quanto scritto nel report, gli Stati Uniti avrebbero approntato una strategia che comprenderebbe diversi strumenti atti a destabilizzare l&#8217;ambiente politico russo, comprendendo azioni come fughe di notizie, operazioni di carattere psicologico (pubblicità, <strong>fake news</strong>) e finanziamento delle opposizioni. L&#8217;obiettivo, quindi, sembra abbastanza scontato: creare un clima pesante attorno alla figura del Presidente uscente ed in odore di riconferma, <strong>Vladimir Putin</strong>, agendo questa volta direttamente all&#8217;interno dei confini della Russia, sull&#8217;opinione pubblica e sulle scelte degli elettori. </p>

<p>Secondo Manojlo, alcuni metodi di<a href="https://www.gazeta.ru/politics/news/2018/02/21/n_11195029.shtml?updated"> interferenza </a>sono già stati testati nelle passate campagne del 1996, 2000, 2004, 2008 e 2012, concentrandosi principalmente sulla strategia dell&#8217;<strong>information warfare</strong>, la guerra dell&#8217;informazione. &#8220;Lo scopo principale di tale intervento è screditare la leadership del paese, il presidente e i suoi più stretti collaboratori. Gli Stati Uniti usano attivamente questi meccanismi di influenza. Viene scelto l&#8217;oggetto dell&#8217;influenza, e si effettua uno studio dettagliato su come agire. Dopodiché, contenuti preconfezionati per le masse vengono organizzati e diffusi attraverso i media, i social network, gli agenti e così via &#8220;, ha affermato l&#8217;esperto. </p>
<p>Secondo il documento, gli Stati Uniti hanno una vasta rete di attori statali e non statali che influenzano i processi politici in altri paesi. Inoltre, l&#8217;attuale strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti dichiara direttamente la <strong>Russia</strong> e la <strong>Cina</strong> tra gli <strong>stati più pericolosi</strong> della scena internazionale, mettendo Mosca alla pari con organizzazioni terroristiche internazionali e &#8220;<em>stati canaglia</em>&#8221; (ad esempio, Iran e Corea del Nord). Secondo lo scienziato politico, Mosca dovrebbe iniziare i preparativi per resistere ai tentativi di influenzare le elezioni presidenziali.</p>

<p>Il documento ha anche rilevato che gli Stati Uniti hanno intensificato il proprio intervento negli affari interni della Federazione Russa da quando il presidente Vladimir Putin è salito al potere. Cioè, proprio nel momento in cui la Russia ha iniziato &#8220;ad essere designato come attore indipendente nell&#8217;arena internazionale, rivendicando la sovranità negli affari interni&#8221;.</p>
<p>Il primo vicepresidente della commissione per gli affari esteri del Consiglio della Federazione <strong>Vladimir Jabarov</strong> in un&#8217;intervista rilasciata sempre ad <a href="https://iz.ru/711292/iurii-bogdanov/amerikanskoe-vtorzhenie">Izvestia</a> ha sottolineato che l&#8217;interferenza sistemica statunitense negli affari interni russi è sempre stata, ma oggi la Federazione Russa è una <strong>società forte</strong> e unita pronta a contrastare l&#8217;influenza straniera a tutti i livelli. Secondo il senatore, ci saranno tentativi di interferire, ma Mosca ha già preso tutte le misure necessarie ed è pronta a resistere alle azioni illegali di stati stranieri. Inoltre, il parlamentare ha osservato che i tentativi di influenzare le elezioni russe saranno individuati in tutti i siti internazionali e dimostrati alla comunità mondiale.</p>
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		<title>Interferenze russe nelle elezioni?  Stati Uniti e Cia non sono da meno</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/usa-interferenze-elezioni-mondo-cia-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2018 07:48:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-americane]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-presidenziali-in-russia]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1460" height="913" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1460469714-cia-040114.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1460469714-cia-040114.jpg 1460w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1460469714-cia-040114-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1460469714-cia-040114-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1460469714-cia-040114-1024x640.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1460px) 100vw, 1460px" /></p>
<p>Un americano che pensa che soltanto la Russia interferisca o abbia interferito nelle elezioni del resto del mondo, probabilmente o è un sognatore o è in malafede. E se a dirlo non è un quotidiano accusato di essere filorusso, ma niente meno che il New York Times, allora c&#8217;è qualcosa su cui riflettere. L&#8217;inchiesta del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-interferenze-elezioni-mondo-cia-russia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1460" height="913" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1460469714-cia-040114.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1460469714-cia-040114.jpg 1460w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1460469714-cia-040114-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1460469714-cia-040114-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1460469714-cia-040114-1024x640.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1460px) 100vw, 1460px" /></p><p>Un americano che pensa che soltanto la <strong>Russia</strong> interferisca o abbia <strong>interferito nelle elezioni</strong> del resto del mondo, probabilmente o è un sognatore o è in malafede. E se a dirlo non è un quotidiano accusato di essere filorusso, ma niente meno che il <a style="color: #0000ff" href="https://www.nytimes.com/2018/02/17/sunday-review/russia-isnt-the-only-one-meddling-in-elections-we-do-it-too.html?mtrref=www.hispantv.com&amp;gwh=22DE58D65FB53C6390774E351643583D&amp;gwt=pay&amp;assetType=opinion"><em>New York Times</em></a>, allora c&#8217;è qualcosa su cui riflettere. L&#8217;inchiesta del quotidiano newyorchese pone un grande dubbio a tutti coloro che credono che ci sia solo la mano di <strong>Vladimir Putin</strong> nel mondo ad interferire nel processo decisionale dei Paesi. Giustificazionismo? No. Semplice realismo. Un esercizio difficile in un mondo dominato ancora oggi da un&#8217;ideologia di fondo che divide il mondo in buoni e cattivi. E pur se non nega che la Russia abbia interferito nelle elezioni americane, quantomeno evita di consegnare agli Stati Uniti la medaglia della vittima sacrificale. Le superpotenze, se non tali, interferiscono tutte, in un modo o nell&#8217;altro, nella democrazia altrui.</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/continua-a-sostenerci/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-42088 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/02/occhi_banner.jpg" alt="occhi_banner" width="745" height="100" /></a></p>

<p>E, come riporta il <em>New York Times</em>, &#8220;se chiedi a un ufficiale dei servizi segreti se i russi abbiano infranto le regole o fatto qualcosa di bizzarro, la risposta è &#8216;no, per niente'&#8221;. A dirlo è <strong>Steven L. Hall</strong>, ritiratosi nel 2015 dopo 30 anni alla Cia, dove ha diretto per anni le operazioni che hanno avuto a che fare con la Russia. Il quale ha aggiunto, con una chiarezza che mancava in un mondo così manicheo che gli Stati Uniti non solo hanno &#8220;assolutamente&#8221; svolto queste operazioni di influenza elettorale, ma ha anche detto: &#8220;<strong>e spero che continuiamo a farlo</strong>&#8220;.</p>
<p><strong>Loch K. Johnson</strong>, decano degli studiosi di intelligence americana ha affermato che l&#8217;operazione russa del 2016 (o quella che si presume svolta dai russi) è stata semplicemente <strong>la versione cyber della pratica standard utilizzata dagli Stati Uniti ogni volta che i funzionari americani fossero preoccupati per un voto straniero</strong>. &#8220;Abbiamo fatto questo genere di cose sin da quando  la Cia è stata creata nel 1947 &#8220;, ha detto Johnson. &#8220;Abbiamo usato poster, opuscoli, mail, banner. Abbiamo messo false informazioni sui giornali stranieri. Abbiamo usato quello che gli inglesi chiamano &#8216;la cavalleria di Re Giorgio&#8217;: cioè valigie di denaro&#8221;. La Cia han aiutato a rovesciare leader eletti in Iran e Guatemala negli anni &#8217;50 e sostenne violenti colpi di Stato in diversi altri paesi negli anni &#8217;60. Ha progettato assassinii e sostenuto brutali governi anticomunisti in America Latina, Africa e Asia. E le valigie di solde erano presenti in molti alberghi delle capitali europee.</p>
<p>L&#8217;equiparazione dei due, dice il signor Hall, &#8220;è come dire che i poliziotti e i cattivi sono gli stessi perché entrambi hanno le pistole. La motivazione conta&#8221;. Certo un agente Cia non poteva dire che il &#8220;nemico&#8221; fosse identico all&#8217;America. Tuttavia ha almeno l&#8217;accortezza di non dire che solo Mosca svolge questo ruolo di interferenza.  Uno studioso della Carnegie Mellon University, Dov H. Levin, ha analizzato tutto il repertorio storico delle operazioni di influenza elettorale palese e segreta , secondo il <em>Nyt</em>, ha trovato <strong>81 azioni svolte dagli Stati Uniti e 36 dall&#8217;Unione Sovietica o dalla Russia tra il 1946 e il 2000</strong>. &#8220;Non sto affatto giustificando ciò che hanno fatto i russi nel 2016&#8221;, ha detto Levin. &#8220;Era completamente sbagliato che Vladimir Putin intervenisse in questo modo. Detto questo, i metodi utilizzati in queste elezioni sono stati la versione digitale dei metodi usati da Stati Uniti e Russia per decenni: irrompere nel quartier generale del partito, reclutare segretari, mettere informatori in una festa, dare informazioni o disinformazione ai giornali &#8220;. E <strong>l&#8217;Italia in questo fu un grandioso precedente nell&#8217;assistenza a candidati non comunisti</strong> dalla fine degli anni &#8217;40 agli anni &#8217;60. &#8220;Avevamo <strong>sacchi di denaro</strong> che abbiamo consegnato a politici selezionati, per coprire le spese&#8221;, ha dichiarato F. Mark Wyatt, ex funzionario Cia, <a href="https://nsarchive2.gwu.edu/coldwar/interviews/episode-3/wyatt4.html">in un&#8217;intervista del 1996</a>.</p>

<p>E tutto ciò è andato avanti ininterrottamente fino ai giorni nostri. Richard M. Bissell Jr., che dirigeva le operazioni dell&#8217;agenzia alla fine degli anni &#8217;50 e all&#8217;inizio degli anni &#8217;60, scrisse con disinvoltura nella sua autobiografia di &#8220;esercitare il controllo su un giornale o una stazione radiotelevisiva, o di assicurare il risultato desiderato in un&#8217;elezione&#8221;. Nelle elezioni del 1990 in <strong>Nicaragua</strong>, la Cia fece uscire storie sulla corruzione nel governo sandinista di sinistra e vinse l&#8217;opposizione. Per le elezioni del 2000 in <strong>Serbi</strong>a, gli Stati Uniti hanno finanziato l&#8217;opposizione a Milosevic fornendo consulenti politici materiale di propaganda appaltato a un&#8217;azienda di Washington. Stessa cosa è avvenuta in<strong> Afghanistan</strong> recentemente.</p>
<p>Ma anche in <strong>Russia</strong> è arrivata la mano di Washington. <strong>Bill Clinton aiutò Boris Yeltsin</strong> per evitare che vincessero i comunisti e spinse il Fondo Monetario Internazionale a rilasciare un prestito da 10 miliardi di dollari alla Russia quattro mesi prima delle votazioni e una squadra di consulenti politici americani. E i funzionari del dipartimento di Stato, a quel tempo, dicevano si trattasse di &#8220;democrazia&#8221;. E negli ultimi decenni, gruppi finanziati dai contribuenti come il <strong>National Endowment for Democracy</strong>, il<strong> National Democratic Institute </strong>e l<strong>&#8216;International Republican Institute</strong>, lo dice il New York Times, hanno questo scopo, pur non supportando direttamente i candidati. Anni fa, il N<strong>ational Endowment for Democracy ha concesso sovvenzioni a Navalny</strong> per milioni di dollari. Non è ingerenza questa? Per gli Stati Uniti è un mezzo per sostenere la democrazia, per Putin una minaccia al processo democratico. Per un osservatore, sono semplicemente interferenze.</p>

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		<title>Chi è la donna che vuole sfidare Putin</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/un-candidato-donna-alle-presidenziali-russe.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Oct 2017 10:04:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-presidenziali-in-russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="511" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Senzanome.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Senzanome.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Senzanome-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Senzanome-768x392.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Dopo mesi di dubbi e di discussioni, a Mosca viene sciolta la prima riserva sulle prossime elezioni presidenziali che, con buona probabilità, si terranno  nel marzo del 2018. Kseniya Sobchak, con una lunga lettera aperta fatta pervenire alla redazione del principale quotidiano generalista russo, Vedomosti, spiega le ragioni della sua battaglia politica. Il suo fervore &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/un-candidato-donna-alle-presidenziali-russe.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/un-candidato-donna-alle-presidenziali-russe.html">Chi è la donna che vuole sfidare Putin</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="511" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Senzanome.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Senzanome.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Senzanome-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Senzanome-768x392.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p><p>Dopo mesi di dubbi e di discussioni, a Mosca viene sciolta la prima riserva sulle prossime elezioni presidenziali che, con buona probabilità, si terranno  nel marzo del 2018.</p>
<p><strong>Kseniya Sobchak</strong>, con una lunga lettera aperta fatta pervenire alla redazione del principale quotidiano generalista russo, <a href="https://www.vedomosti.ru/politics/articles/2017/09/30/736005-sobchak-viborah-prezidenta">Vedomosti</a>, spiega le ragioni della sua battaglia politica. Il suo fervore politico e la sua presa di posizione, come spiega nelle sue righe, nascono all’indomani delle elezioni parlamentari del 2011, con le proteste di Piazza <strong>Bolotnaya</strong>, durante le quali è stata una delle principali figure trainanti dei manifestanti. D’altronde, grazie alla sua popolarità mediatica è stata una figura in grado di attrarre consensi tra le frange più liberali della popolazione.</p>
<p>Figlia di <strong>Anatoly Sobchak</strong>, uno dei padri costituenti della Russia post-sovietica ed ex-sindaco di San Pietroburgo quando Putin faceva parte della sua <strong>squadra</strong> politica della municipalità baltica, ha raggiunto da giovane le luci della ribalta in quanto artista poliedrica, ballerina di danza classica e presentatrice televisiva.</p>

<p>Dopo il 2011 la stessa ha convertito la sua carriera artistica, abbandonando le frivolezze e dedicandosi a programmi di approfondimento politico e sociale, come lo spazio televisivo ritagliatosi da sei anni a questa parte su <strong>Dozhd</strong> (TV Rain), emittente televisiva di opposizione, sulla quale la Sobchak ha condotto Zavtrak s Sobchaky (Colazione con la Sobchak) e Sobchak Live.</p>
<p><strong>Un programma anti-sistema</strong></p>
<p>Dal pomeriggio di mercoledì 18 ottobre, contestualmente alla pubblicazione della lettera aperta ai russi, è online il sito della sua campagna elettorale che sfoggia uno slogan che sa di anti-politica: “<a href="https://sobchakprotivvseh.ru/"><strong>Sobchak protiv vseh</strong></a>” (Sobchak contro tutti), in virtù della retorica <strong>anti-establishment</strong> con cui sarebbe intenzionata ad improntare la sua campagna elettorale. Sul sito è disponibile un video di pochi minuti nella quale ella si presenta al pubblico e descrive i perché della sua decisione, ponderata ma sicura, facendo anche i nomi di tutti quei politici che, pur qualificandosi come di opposizione, hanno succhiato per anni al capezzolo del potere. Parla dei 19 anni in politica del leader di LDPR, il Partito Liberal-Democratico russo, <strong>Vladimir Zhirinovsky</strong>, dei 15 anni di <strong>Gennady Zjuganov</strong> alla guida del Partito Comunista russo, che in molte occasioni ha dato sostegno a Russia Unita. Spende alcune parole in favore della posizione di <strong>Aleksey Navalny</strong>, che secondo molti analisti occidentali sarebbe stato il candidato davvero in grado di contrastare Putin alle prossime elezioni. Kseniya Sobchak, vagliando la possibilità che al blogger anti-corruzione venga negata la candidatura per via delle condanne penali pendenti, ha teso la mano a questi per creare un fronte condiviso volto alla raccolta di consensi in suo favore. Nella mattinata di giovedì 19 ottobre, inoltre, il <a href="https://themoscowtimes.com/news/sanders-campaign-aide-to-work-on-sobchaks-presidential-bid-59309">Moscow Times</a> ha reso noto che <strong>Vitaly Shkliarov</strong>, uno spin-doctor di origine bielorussa che ha partecipato ai lavori della campagna elettorale di <strong>Bernie Sanders</strong> nel 2016, farà parte del team che porterà avanti il programma della presentatrice russa. Inoltre, indiscrezioni varie sostengono che la campagna elettorale della Sobchak costerà intorno al <strong>miliardo di rubli</strong> (circa 17,4 milioni di dollari), cifra che sarà reperita tra i grandi industriali e uomini d&#8217;affari, la cui provenienza resta ancora segreta.</p>
<p><strong>Le voci dal Cremlino</strong></p>
<p>Molti media d’opposizione, appresa la notizia della candidatura della presentatrice, hanno cominciato a vagliare le ragioni di tale decisione, compresa la possibilità che si tratti in realtà di uno specchietto per le allodole. Per dirla in modo pugilistico, uno <strong>sparring partner</strong> per Putin, da utilizzare per erodere voti ai candidati di opposizione, che si pensa saranno in tutto circa cinque o sei. Sempre Vedomosti, inoltre, riporta le parole di fonti molto vicine al Cremlino, che avrebbero indicato il nome della Sobchak come quello di un candidato ideale. D’altra parte, per ciò che è sempre apparso in pubblico fino al 2012 e per l’amicizia e rispetto tra Putin ed il defunto padre Anatoly Sobchak, i rapporti tra Kseniya e il presidente russo non avrebbero fatto pensare ad uno scontro sullo sdrucciolevole terreno elettorale. Né tantomeno così presto. Il quotidiano di opposizione <a href="https://www.novayagazeta.ru/news/2017/10/18/136242-kseniya-sobchak-ob-yavila-ob-uchastii-v-vyborah-prezidenta-rossii-2018">Novaya Gazeta</a> ha infatti scoperto che inserendo la chiave di ricerca “<strong>Sobchak2024.com</strong>” (un eventuale sito di riferimento per le elezioni del 2024), si apre la stessa pagina del sito sopra indicato, facendo comparire il sospetto che si siano voluti anticipare i tempi, sebbene Kseniya Chudinova, capo dell’ufficio stampa della Sobchak, ha dichiarato di non essere a conoscenza della proprietà di tale dominio. Inoltre, la sede russa della <a href="http://www.bbc.com/russian/news-41669454">BBC</a>, riporta di un incontro dietro le quinte della registrazione di un documentario sul defunto padre della presentatrice, di un incontro avvenuto tra la Sobchak e il presidente russo Vladimir Putin, di cui però non si conoscerebbero molti dettagli. Putin ed il suo portavoce, <strong>Dmitry Peskov</strong>, si sono limitati a <a href="http://www.rbc.ru/politics/18/10/2017/59e77b8a9a794716f014f479">commentare</a> la notizia dicendo che il profilo della Sobchak rispetta i dettami di candidabilità contenuti nella Costituzione russa. </p>
<p><strong>Donne al potere in Russia</strong></p>
<p>Kseniya Sobchak non sarà il primo candidato donna della storia delle elezioni presidenziali russe: già nel 2000 <strong>Ella Pamfilova</strong> prese un modesto 1%, mentre nel 2004, <strong>Irina Khakamada</strong>, del partito dell’Unione delle Forze di Destra ha raccolto il <strong>3,84%</strong>. Al nome della Sobchak, nelle scorse settimane, erano stati affiancati i <a href="https://www.vedomosti.ru/politics/articles/2017/09/05/732366-putin-sobchak#/galleries/140737493524947/normal/1">nomi</a> di altre donne che potenzialmente avrebbero potuto concorrere per una candidatura alla presidenza, tra le quali la portavoce del Ministero degli Esteri, <strong>Maria Zakharova</strong>, la presidente del Consiglio della Federazione, <strong>Valentina Matvienko</strong>, la vice Presidente della Duma di Stato <strong>Irina Yarovaya</strong> e il procuratore generale della Crimea, <strong>Natalya Poklonskaya</strong>.</p>
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		<title>Adesso i dissidenti di Mosca  puntano a rovesciare Vladimir Putin</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Sep 2017 09:28:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-presidenziali-in-russia]]></category>
		<category><![CDATA[partito-democratico-usa]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="925" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170910011107_24244937.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170910011107_24244937.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170910011107_24244937-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170910011107_24244937-768x474.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170910011107_24244937-1024x631.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Vladimir Putin sta vincendo tutto all’estero, ma deve iniziare a guardarsi le spalle in casa. Le elezioni municipali tenutesi la scorsa domenica hanno visto infatti il Partito di Putin “Russia Unita” perdere proprio un distretto centrale e strategico. Si tratta del distretto Gagarinsky, così chiamato in onore di dell’astronauta Yuri Gagarin, ove lo stesso Putin &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/adesso-dissidenti-mosca-puntano-rovesciare-vladimir-putin.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="925" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170910011107_24244937.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170910011107_24244937.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170910011107_24244937-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170910011107_24244937-768x474.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170910011107_24244937-1024x631.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><strong>Vladimir Putin</strong> sta vincendo tutto all’estero, ma deve iniziare a guardarsi le spalle in casa. Le elezioni municipali tenutesi la scorsa domenica hanno visto infatti il Partito di Putin “Russia Unita” perdere proprio un distretto centrale e strategico. Si tratta del distretto Gagarinsky, così chiamato in onore di dell’astronauta Yuri Gagarin, ove lo stesso Putin si reca abitualmente per votare.</p>
<p>La sconfitta inaspettata del Partito di Putin</p>
<p>I 12 candidati di Russia Unita nel distretto hanno tutti perso e sono stati così rimpiazzati dai rivali del Partito Yabloko, uno dei più antichi partiti liberal democratici russi. Seppur ridotta ad una dimensione distrettuale, la vittoria è comunque sorprendente, considerato il dominio pressoché indiscusso del partito Russia Unita dal 2001, anno della sua fondazione. C’è dunque da capire quali possano essere le motivazioni dietro a questo inaspettato exploit. L’emittente araba<em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.aljazeera.com/news/2017/09/uber-vladimir-putin-party-170913223055916.html"> Al Jazeera</a></em> ha dedicato un lungo editoriale sul tema andando a intervistare una delle 12 candidate, vittoriose, di Yabloko nel distretto Gagarinsky. Yulia Kuchumova, così si chiama la neoeletta, rivela di essere oltremodo “stupita per la vittoria contro simili rivali”.</p>
<p>Quell&#8217;ambiguo rapporto tra Gudkov e gli Stati Uniti</p>
<p>Il segreto del successo sarebbe svelato da una nuova “strategia” adottata da alcune menti che stanno dietro al partito Yabloko. Il leader di Yabloko, Dmitry Gudkov è uno dei principali oppositori e detrattori di Vladimir Putin in Russia. Prima di militare per Yabloko, Gudkov era stato membro del partito social-democratico Russia Giusta, ma venne da questo espulso per “aver invitato le autorità americane a interferire negli affari interni della Russia”. L’accusa faceva specifico riferimento ad un <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.theatlantic.com/international/archive/2013/03/gudkov-badkov-how-a-russian-parliamentarians-trip-to-america-rattled-the-kremlin/274337/">viaggio</a> effettuato da Gudkov negli States, durante il quale prese parte ad una conferenza dal titolo emblematico: “Le relazioni tra Usa, Ue e Russia dopo la caduta di Putin”.</p>
<p>Al meeting parteciparono anche organizzazioni come il Freedom House, la Foreign Policy Initiative e l’Institute of Modern Russia. Insomma tutti istituti che si pongono l’obiettivo di far cadere in qualche modo Vladimir Putin. Pur essendo in netta opposizione a Putin, il Partito Russia Giusta ha deciso di espellere Gudkov per manifesta dipendenza da uno Stato estero. Gudkov però non si è dato per vinto e ha scelto Yabloko, un partito apertamente filo-occidentale, per candidarsi.</p>
<p>Un genio dell&#8217;informatica per battere Putin</p>
<p>Visti però i risultati scadenti delle ultime elezioni che non hanno regalato nemmeno un seggio a Yabloko, Gudkov ha deciso di modernizzarsi. È stato così assoldato Vitali Shkliarov per organizzare la recente campagna elettorale municipale. Il nuovo innesto sembra aver dato i risultati sperati. Shkliarov ha creato una piattaforma digitale, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.aljazeera.com/news/2017/09/uber-vladimir-putin-party-170913223055916.html">chiamata</a> “Uber politico”, in grado di aiutare più di 1.000 candidati, molti dei quali alla prima esperienza politica, con la registrazione dei documenti necessari, i report finanziari e anche la stampa e il design di volantini e manifesti. Insomma una piattaforma virtuale di condivisione di idee, ma anche di aiuto reciproco. “La piattaforma vuole eliminare l’elitismo della politica fatto di obbligatorie e dispendiose campagne elettorali, avvocati, servizi stampa e consulenti” riporta <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.aljazeera.com/news/2017/09/uber-vladimir-putin-party-170913223055916.html">Al Jazeera</a></em>.</p>
<p>Il Partito democratico dietro l&#8217;opposizione a Putin?</p>
<p>Un’idea innovativa che ha battuto il sostanziale immobilismo di Russia Unita in questa campagna elettorale. Ma da dove viene questo genio della comunicazione informatica? Shkliarov ha già infatti un bel curriculum di marca americana. Come riportava <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://theintercept.com/2017/04/19/a-sanders-campaign-adviser-was-a-russian-vitali-shkliarov-speaks-out/">The Intercept</a></em>,  Shkliarov è stato per parecchio tempo al soldo del Partito Democratico U.S., prima come consulente per la campagna elettorale, vittoriosa, di Obama nel 2012. Poi come principale stratega di Barnie Sanders alle ultime primarie. Sempre grazie a <em><a href="https://theintercept.com/2017/04/19/a-sanders-campaign-adviser-was-a-russian-vitali-shkliarov-speaks-out/">The Intercept</a></em> scopriamo che durante quest’attività in America, Shkliarov aveva già iniziato a occuparsi “a distanza” degli oppositori di Putin in Russia. Lavoro che è poi preseguito in maniera “proficua” fino ad oggi.</p>
<p>C’è dunque più che un collegamento tra il Partito Democratico americano e l’opposizione interna a Putin. Una connessione ben più esplicita di quel “Russiagate” che da mesi occupa prime pagine senza aver ancora fornito uno straccio di prova. Qua ci troviamo di fronte a un “ex” stipendiato del Partito Democratico già attivista anti Putin e ora principale stratega della sua opposizione. Gudkov crede nel suo nuovo “genio” e ha già lanciato la sfida personale al Cremlino: “La novità di questo sistema può essere replicata su livelli inimmaginabili”. </p>
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