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	<title>Elezioni in Messico Archives - InsideOver</title>
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	<title>Elezioni in Messico Archives - InsideOver</title>
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		<title>Donna, scienziata, ebrea. Chi è Claudia, presidentessa per un Nuovo Messico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2024 07:59:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Messico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1331" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604231537482_597b8b028f03f05c70fe9c82a368e517.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Claudia Scheinbaum." decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604231537482_597b8b028f03f05c70fe9c82a368e517.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604231537482_597b8b028f03f05c70fe9c82a368e517-600x416.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604231537482_597b8b028f03f05c70fe9c82a368e517-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604231537482_597b8b028f03f05c70fe9c82a368e517-1024x710.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604231537482_597b8b028f03f05c70fe9c82a368e517-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604231537482_597b8b028f03f05c70fe9c82a368e517-1536x1065.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Proprio come previsto, a vincere le elezioni presidenziali del 2 giugno in Messico è stata Claudia Sheinbaum.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/claudia-sheinbaum-prima-donna-ebrea-guida-messico.html">Donna, scienziata, ebrea. Chi è Claudia, presidentessa per un Nuovo Messico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Proprio come previsto, a vincere le <strong>elezioni presidenziali</strong> del 2 giugno in Messico è stata <strong>Claudia Sheinbaum</strong>. La vittoria è stata schiacciante: con voti tra il 58,3 e il 60,7%, secondo i risultati annunciati dall’Istituto nazionale elettorale, l’<strong>Ine</strong>, ha battuto l’avversaria <strong>Xóchitl Gálvez</strong>. La candidata di centrosinistra è la <strong>prima donna</strong> a ricoprire questo ruolo in uno dei Paesi più maschilisti del mondo.</p>



<p>Sono state elezioni turbolente, caratterizzate da una mattanza di oltre 30 candidati alle amministrazioni locali, e persino nel giorno delle elezioni due persone sono state uccise nei seggi elettorali nello Stato di Puebla. Le sfide da affrontare si preannunciano complesse, prima tra tutte la <strong>sicurezza</strong>, poi la crescita economica insufficiente, la violenza legata al narcotraffico, ma anche i negoziati con gli Usa sui flussi di <strong>migranti </strong>diretti negli Stati Uniti che attraversano il Messico.</p>



<p>La nuova presidente si insedierà il 1° ottobre e raccoglierà l’eredità dell’attuale presidente, particolarmente sostenuto dal popolo. Spesso la Sheinbaum ha ribadito che manterrà la linea tracciata dal suo predecessore, soprattutto nella lotta per i poveri. “Il nostro dovere è e sarà sempre quello di prenderci cura di ogni singolo messicano senza distinzione”, ha dichiarato durante un discorso tenutosi il 3 giugno. “Anche se molti messicani non sono completamente d&#8217;accordo con il nostro progetto, dovremo camminare in pace e armonia per continuare a costruire un Messico giusto e più prospero”, aggiunge.</p>



<p>In passato ha portato avanti anche svariate iniziative contro la <strong>violenza di genere</strong>. Oggi promette alle donne che hanno pianto per i figli scomparsi, per gli stupri, per i femminicidi, per lo sfruttamento economico, che &#8220;il nostro governo sarà onesto, senza influenze, senza corruzione, né impunità&#8221; e &#8220;combatterà ogni discriminazione&#8221;. &#8220;Sarò una trasformatrice&#8221;, conclude.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La carriera politica di Claudia Sheinbaum</strong></h2>



<p>La Sheinbaum appartiene al partito <strong>Morena</strong>, fondato dal presidente uscente <strong>Andrés Manuel López Obrador</strong>, meglio noto come Amlo. Ha 61 anni, è un’ingegnera energetica e ed è l&#8217;ex sindaca di Città del Messico.</p>



<p>Il suo debutto in politica avvenne nel 2000 con una carriera da sempre legata ad Amlo. Infatti, quando quest’ultimo era sindaco la nominò assessora all’Ambiente di Città del Messico. Successivamente, quando Amlo lasciò il suo partito storico nel 2014, il PRD, la sua favorita lo seguì senza batter ciglio, contribuendo alla creazione di Morena.</p>



<p>Nel 2015 è stata la prima donna a capo del distretto di <strong>Tlalpan</strong>, a Città del Messico, fino al 2017. L’anno successivo divenne la prima donna sindaco dell’intera Città. Nel suo incarico di sindaca, terminato nel giugno 2023, il suo programma prevedeva l’aumento della <strong>sostenibilità ambientale </strong>in una delle città maggiormente inquinate sul pianeta e la <strong>lotta alla violenza</strong> dei gruppi criminali. In effetti, su quest’ultimo aspetto la città sembra migliorata notevolmente, dimezzando il numero di omicidi, anche se ci sono dubbi sull’affidabilità dei dati.</p>



<p>Il legame con l’ex presidente potrebbe essere stato il motivo della sua vittoria, sostengono alcuni analisti, ma anche che non sarà in grado di tagliare il cordone ombelicale con Amlo. Quest’ultimo aveva dichiarato che si sarebbe ritirato dalla scena politica, ma molti sostengono che rimarrà a vegliare sul lavoro della nuova presidente. Alla Sheinbaum, però, non ha fatto piacere sentirsi dire che sarà l’ennesima donna ad essere manovrata da un uomo.</p>



<p>La sua carriera politica, in realtà, comincia prima del suo legame con Amlo. Lei si definisce figlia della facoltà di Fisica e figlia del Sessantotto, e già negli anni ’80 era in prima linea insieme ad altri studenti nelle manifestazioni di sinistra. In molte occasioni la sua politica e quella dell’ex presidente hanno preso strade divergenti, come nel caso della <strong>gestione del Covid-19</strong>, ad esempio. Per non parlare del fatto che la neopresidente è anche una scienziata che studia il cambiamento climatico, mentre Amlo ha puntato molto in passato sui combustibili fossili.</p>



<p>Lei stessa ha affermato che “è sessista considerare la prima donna presidente del Messico il burattino di un uomo”, ma molti continuano a sostenere che, senza di lui, lei non avrebbe avuto speranze.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’esperienza accademica</strong></h2>



<p>Uno dei temi maggiormente cari alla neopresidente è il <strong>clima</strong>. La Sheinbaum ha un passato nella ricerca scientifica, un <strong>dottorato di ricerca</strong> in ingegneria energetica ed è stata parte dell’<strong>Intergovernmental Panel on Climate Change</strong> (Ipcc) dell’ONU, nonché il principale organismo scientifico internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici. Una volta terminato l’incarico come segretaria dell’ambiente di Città del Messico, nel 2006 si dedicò allo studio dell’energia con l’Ipcc come parte del gruppo che ha ricevuto il <strong>Nobel per la pace </strong>nel 2007.</p>



<p>Sin da quanto era studentessa di Fisica all’Università nazionale autonoma del Messico ha iniziato ad interessarsi alla <strong>politica studentesca</strong>, protestando contro la privatizzazione dell’istituzione pubblica. Dopo essersi laureata in Messico, ha proseguito i suoi studi nell’Università californiana di Berkeley, dove ha conseguito un master per poi tornare in Messico per il dottorato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La prima ebrea alla presidenza del Messico</strong></h2>



<p>Claudia Sheinbaum non è solo la prima donna presidente, ma anche la prima <strong>ebrea</strong> in carica in Messico. I suoi nonni materni emigrarono dall’Europa per sfuggire all’Olocausto. Ma la sua famiglia è atipica: è ebrea, ma anche laica e femminista.</p>



<p>In una lettera dal titolo “<strong>Salvare il mondo che oggi si chiama Gaza</strong>”, ha espresso il proprio pensiero nei confronti della violenza in Medio Oriente. Nella lettera ribadisce le sue origini ebraiche e racconta la storia dei suoi nonni, non solo esiliati in quanto ebrei, ma suo nonno materno anche in quanto comunista. </p>



<p>Allo stesso tempo, spiega che essendo nata e cresciuta in Messico lei si ritiene messicana. Questo non implica negare la sua storia: dice di essere cittadina del mondo, cita <em>Imagine</em> di John Lennon e condivide il desiderio di giustizia, uguaglianza e pace. <a href="https://it.insideover.com/politica/la-prima-donna-presidente-ebrea-del-messico-salviamo-gaza.html">“Non posso che vedere con orrore la immagini dei bombardamenti statali israeliani a Gaza”, scrive</a>. Aggiunge poi un appello, che esprime anche la sua posizione netta nei confronti del conflitto: “Mi unisco al grido di milioni di persone in tutto il mondo che chiedono un cessate il fuoco e il ritiro immediato delle truppe israeliane dai territori palestinesi”.</p>
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		<title>Messico: dalla mattanza dei candidati spunta una donna Presidente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/moria-candidati-verso-elezioni-messico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jun 2024 11:49:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Messico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1262" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240601163710136_8b7d31f65a7a015f85b7334e777397a3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240601163710136_8b7d31f65a7a015f85b7334e777397a3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240601163710136_8b7d31f65a7a015f85b7334e777397a3-600x394.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240601163710136_8b7d31f65a7a015f85b7334e777397a3-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240601163710136_8b7d31f65a7a015f85b7334e777397a3-1024x673.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240601163710136_8b7d31f65a7a015f85b7334e777397a3-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240601163710136_8b7d31f65a7a015f85b7334e777397a3-1536x1010.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La prima donna presidente del Messico uscirà da elezioni macchiate dall'assassinio di decine di candidati alle amministrazioni locali.</p>
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<p>Il <strong>Governo messicano </strong>dice 22, ma in totale se ne contano 37. Sono i numeri dei candidati o pre-candidati alle elezioni amministrative e parlamentari, previste per domenica 2 giugno, che sono stati <strong>assassinati</strong>. Da giugno 2023 è iniziata, quasi come un’epidemia, la moria dei candidati in vista di queste “elezioni di sangue”, come sono state definite da molti giornali. Gli omicidi hanno colpito anche gli aspiranti non iscritti alle liste dei loro partiti o a quelle dell&#8217;Ine, l’agenzia elettorale del paese, ma che erano stati indicati per una carica o avevano semplicemente dichiarato di aspirare a partecipare alle elezioni come candidati. La maggior parte dei candidati colpiti era con il partito <strong>Morena</strong>, fondato dall’attuale presidente, <strong>Andrés Manuel López Obrador</strong>, che governa attualmente in 21 Stati e ha centinaia di sindaci.</p>



<p>Il numero di candidati deceduti confermati dalla segretaria per la Sicurezza e la protezione dei cittadini, <strong>Rosa Icela Rodríguez</strong>, è ben più basso rispetto alle cifre stimate dalle organizzazioni indipendenti. <strong><a href="https://votar-entre-balas.datacivica.org/datos-votar-entre-balas">Data Cívica</a>, </strong>associazione civile che si identifica come femminista e si dedica all’analisi dei dati, conta 26 omicidi. La società di consulenza <strong><a href="https://integralia.com.mx/web/reporte-previo-a-la-jornada-electoral-de-2024/https://integralia.com.mx/web/reporte-previo-a-la-jornada-electoral-de-2024/">Integralia</a></strong> ne registra 34, con 316 attacchi contro candidati o candidate nel processo elettorale 2023-2024. Mentre <strong>DataInt </strong>ne afferma 39, allargando il numero a 149 se si considerano gli omicidi politici includendo consiglieri, dipendenti pubblici e i familiari. Infine, l’organizzazione <strong><a href="https://laboratorioelectoral.mx/violencia">Laboratorio Electoral</a></strong> ha documentato 34 omicidi di aspiranti candidati, per un totale di 84 decessi.</p>



<p>È chiaro che organizzazioni e Governo non concordano sui dati della violenza elettorale, ma non possono non convergere nella denuncia degli accadimenti degli ultimi mesi.</p>



<p>Sui giornali è possibile vagliare la conta delle vittime di questi mesi. Tutto sembra essere iniziato il 29 giugno 2023 con la morte di <strong>Jesús González Rio</strong>, leader del Partito dei Verdi e candidato sindaco di Copala, rapito e poi assassinato. La dinamica del rapimento si ripete in molti casi, con il successivo rinvenimento dei corpi abbandonati in stabili, acque o lungo le strade. L’ultimo caso è stato quello di <strong>Jorge Huerta Cabrera</strong>, candidato che concorreva per un seggio nel consiglio comunale della città di Izucar de Matamoros, ucciso a colpi di arma da fuoco venerdì 31 maggio.</p>



<p>Le morti durante le campagne elettorali in Messico non sono una novità. Nelle ultime elezioni nazionali in Messico nel 2021, si stima che siano stati uccisi una trentina di candidati politici. I responsabili sono i cartelli della droga, che compiono questi atti con il fine ultimo di determinare chi ricoprirà la carica di sindaco, presentando i propri candidati e eliminando i rivali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le elezioni più importanti della storia messicana</strong></h2>



<p>Queste elezioni vengono descritte come le più importanti della storia messicana, questo perché le elezioni del <strong>2 giugno</strong> prevedono che in un solo giorno si voti per eleggere il presidente, ovvero sia il capo di Stato che di Governo del Paese, entrambe le camere del Parlamento, diversi governatori statali e i sindaci di diverse città. I messicani voteranno per ricoprire più di 20.000 posizioni in tutto, compresi la presidenza nazionale e i governatori di nove stati, e si stima che si siano proposti <strong>70.000 candidati</strong>. L’importanza delle elezioni è dovuta all’imponenza dei numeri, ma anche al fatto i risultati determineranno l’ambiente politico in cui opererà il nuovo presidente.</p>



<p>Le violenze si sono concentrate particolarmente sulle gare locali, dove si andrà a definire il presidente municipale, un ruolo simile a quello di un sindaco con un ampio controllo sulle comunità e che gestirà la distribuzione delle entrate fiscali e l’accesso alle risorse naturali. Spesso comanda anche le forze di polizia locali.</p>



<p>Molti dei candidati si sono ritirati in seguito agli attacchi e dopo le prime minacce, temendo per la propria vita. Ciò accade anche perché per ottenere la protezione attraverso il programma federale&nbsp;bisogna dimostrare di essere stati minacciati. Un cavillo che determina la carenza di sicurezza nei confronti dei candidati, che chiaramente rischiano di essere colpiti a prescindere dall’aver ricevuto o meno minacce dirette.</p>



<p>Il motivo della violenza è da ricercarsi più in motivi culturali che prettamente politici. Infatti, la violenza rappresenta uno strumento di <strong>mobilità sociale</strong> in Messico, a causa della mancanza di opportunità e della disuguaglianza, che conducono molto facilmente alla criminalità.</p>



<p>Per una serie di ragioni culturali, in Messico c’è stata una sorta di svalutazione del valore della vita. Per qualsiasi piccolo e futile motivo, anche per pochi pesos e per risolvere contenziosi, si arriva ad uccidere, quindi anche per eliminare avversari politici. A questo si aggiunge da un lato la volontà da parte dei gruppi criminali organizzati di esercitare il controllo politico nei territori che dominano, e dall’altro i politici stessi cercano di conquistare le loro posizioni affidandosi alla criminalità.&nbsp;</p>



<p>La forte presenza di criminalità organizzata legata al narcotraffico aumenta il tasso di omicidi in Messico, arrivando a circa 30mila omicidi all’anno.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Previsioni sulla presidenza</strong></h2>



<p>L’attuale presidente, Andrés Manuel López Obrador, meglio conosciuto con l’acronimo <strong>Amlo</strong>, è in carica da 6 anni e non può essere rieletto secondo la legge messicana. Tra i successi della presidenza c’è l’aumento del coinvolgimento delle fasce più deboli nella vita politica, la lotta alla corruzione e il contrasto alla povertà, raddoppiando il salario minimo e ampliando i programmi di welfare. Molte sono le critiche, lo accusano di aver messo in pericolo la democrazia del Paese. Ad esempio, lo scorso anno ha tagliato i finanziamenti dell’Agenzia elettorale del paese, l’Ine, e indebolito il controllo delle spese elettorali. Inoltre, Amlo sembra minimizzare il significato generale degli attacchi, sostenendo persino che la sua amministrazione avrebbe ridotto il tasso di omicidi.</p>



<p>Nonostante le critiche, il presidente è ancora molto popolare e sembra anche che la sua alleata sia la favorita tra i sondaggi d’opinione, portando a credere che possa raggiungere con estrema facilità la presidenza. Si tratta di <strong>Claudia Sheinbaum</strong>: 61 anni, ingegnere ambientale, religione ebraica, ex sindaco di Città del Messico e sostenuta dal partito Morena insieme a verdi e laburisti nella coalizione “Continuiamo a fare la storia”.</p>



<p>La seconda candidata è <strong>Xóchitl Gálvez</strong>, imprenditrice, senatrice, di origine indigena Otomi, sostenuta da una coalizione di partiti “Forza e Cuore per il Messico”. La sua campagna elettorale si basa sulla sicurezza, tema fondamentale per i messicani. Infine <strong>Jorge Álvarez Máynez</strong>, ex deputato federale del partito Movimento Cittadino, appartenente al partito progressista<strong>&nbsp;“</strong>Movimiento cittadino”<strong>, </strong>che ha puntato sul voto dei giovani, ma le sue speranze sono basse.</p>



<p>Allo stato attuale, il ballottaggio è tra le due donne, un passaggio storico per il Messico, uno Stato storicamente maschilista e caratterizzato da un’alta disparità di genere e violenza contro le donne.</p>



<p>Molti, però, sostengono che a muovere i fili, se a vincere sarà la favorita, sarà lo stesso Amlo, nonostante abbia dichiarato l’intenzione di ritirarsi e lasciare la politica dopo le elezioni. Pochi, però, credono alle sue parole.</p>
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		<title>Andrés Manuel Lopez Obrador: chi è il nuovo presidente del Messico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Dec 2018 16:39:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Messico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1386" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8898679.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8898679.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8898679-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8898679-768x554.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8898679-1024x739.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ha i capelli bianchi, ma il taglio degli occhi ricorda quello dei nativi, nonostante parte della sua famiglia abbia origini europee. Ha scelto di guidare una coalizione di centro-sinistra dal nome altisonante, &#8220;Junto Haremos Historia&#8220;. Che, tradotto, significa: &#8220;Uniti faremo la storia&#8221;. E forse, per Andrés Manuel Lopez Obrador, che tutti conoscono come &#8220;Amlo&#8221;, questa potrebbe &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/andres-manuel-lopez-obrador-presidente-del-messico.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1386" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8898679.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8898679.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8898679-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8898679-768x554.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8898679-1024x739.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Ha i capelli bianchi, ma il taglio degli occhi ricorda quello dei nativi, nonostante parte della sua famiglia abbia origini europee. Ha scelto di guidare una coalizione di centro-sinistra dal nome altisonante, &#8220;<strong>Junto Haremos Historia</strong>&#8220;. Che, tradotto, significa: &#8220;Uniti faremo la storia&#8221;. E forse, per <strong>Andrés Manuel Lopez Obrador</strong>, che tutti conoscono come &#8220;Amlo&#8221;, questa potrebbe essere l&#8217;opportunità che il suo partito aspetta da tempo. Perché Amlo, eletto presidente del Messico il 1° luglio e in carica dai primi giorni di dicembre, ha promesso molto al suo Paese.</p>
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		<title>Il Messico corre verso il voto sospeso tra sovranismo e populismo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-messico-alle-urne-sospeso-tra-sovranismo-e-populismo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2018 08:05:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Messico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180628094453_26741461-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180628094453_26741461-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180628094453_26741461-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180628094453_26741461-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180628094453_26741461-1-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Qualche agente in divisa si spinge al punto da avere in tasca un taccuino su cui appuntare i nomi di quanti hanno già allungato la mancetta da 50 pesos (un paio d&#8217;euro circa) per non avere rogne. Così non verranno disturbati di nuovo da quelli che verranno dopo. La corruzione, in Messico, dilaga. In principio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-messico-alle-urne-sospeso-tra-sovranismo-e-populismo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180628094453_26741461-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180628094453_26741461-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180628094453_26741461-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180628094453_26741461-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180628094453_26741461-1-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Qualche agente in divisa si spinge al punto da avere in tasca un taccuino su cui appuntare i nomi di quanti hanno già allungato la mancetta da 50 pesos (un paio d&#8217;euro circa) per non avere rogne. Così non verranno disturbati di nuovo da quelli che verranno dopo.</p>
<p>La corruzione, in <strong>Messico</strong>, dilaga. In principio era figlia di una difficile lotta ai <strong>cartelli della droga</strong>, che muovono l&#8217;1,5% del Pil mondiale e che quindi hanno buon gioco in un Paese in cui lo stipendio medio è di circa 260 euro al mese per gli uomini, 215 per le donne.</p>
<p>Poi, però, come ogni malcostume, ha iniziato a diffondersi a tutti i livelli della società. Le bustarelle sono diventate uno strumento indispensabile per smaltire una pratica, per ottenere un beneficio, per rivendicare anche un diritto acquisito. Come diretta conseguenza, la credibilità delle istituzioni, già di per sé minata un po&#8217; ovunque, non può che averne risentito. A farne le spese il <strong>Partido revólucionario mexicano</strong> (Pri) che, per quasi un secolo, ha espresso il leader della repubblica presidenziale federata in 31 Stati più il distretto di Città del Messico, che il 1 luglio torna al voto dopo i 6 anni di mandato di <strong>Enrique Peña Nieto</strong>. Si tratta di una tornata di portata storica, non solo perché il gigante mesoamericano è da tempo la seconda economia dell&#8217;America Latina, nonché membro del G20 e dell&#8217;Ocse, ma anche perché la sua stabilità ha, negli ultimi anni, favorito ingenti flussi di investimenti provenienti dai paesi più industrializzati.</p>
<p>Stando a quanto riportano le consulenze internazionali Pwc, nel 2050 il Messico dovrebbe affermarsi come la settima potenza al mondo (al momento è undicesima), grazie appunto al <strong>Pil</strong> incoraggiante e al <strong>tasso di natalità</strong> che, seppur sceso appena sopra quello di sostituzione, resta comunque in positivo. La ricchezza, tuttavia, non viene percepita affatto. Anzi. Negli ultimi 8 anni il numero di messicani che vivono al di sotto della soglia di povertà è passato da 49.5 a 53.4 milioni, su un totale di circa 127 milioni di abitanti. Uno dei motivi per cui, stando agli ultimi sondaggi, il Pri rischia di arrivare persino terzo.</p>
<p></p>
<p>Il sistema elettorale con cui i cittadini messicani eleggono il loro presidente della Repubblica è il maggioritario a turno unico. Viene eletto il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti (senza possibilità di rielezione), e che con ogni probabilità sarà <strong>Andres Manuel Lopez Obrador</strong>, altrimenti noto come Amlo.</p>
<p>Ex esponente del Partito socialdemocratico messicano (Prd), ha già tentato la scalata al potere nel 2006 e nel 2012 ma, visti gli insuccessi, si è deciso a fondare un proprio soggetto politico, il Movimento Regeneración Nacional (Morena), insieme ad una corrente di fuoriusciti del Prd. Un partito impossibile da catalogare se non tentando un&#8217;avventurosa crasi tra <strong>istanze sovraniste</strong> e <strong>populiste</strong>, riunite però sotto l&#8217;egida del socialismo. Sia dai sostenitori che dai detrattori, comunque, Amlo viene semplicisticamente considerato il <strong>Maduro del Messico</strong>.</p>
<p>Neanche a dirlo, il tema centrale della sua campagna elettorale è stato proprio la lotta alla <strong>corruzione</strong>, anche se nel settimo punto del suo programma Obrador sottolinea il fallimento dell&#8217;economia neoliberale in Messico, sacrificata a beneficio della finanza internazionale e in crescita solo sulla carta. Per tutta risposta, la sua ricetta economica è volta al recupero della sovranità perduta, che non prevede alcuni degli oltre 40 trattati di libero scambio in vigore in Messico e che mette soprattutto a rischio il Nafta, che ha reso il Canada e gli Stati Uniti i suoi principali partner commerciali: solo le esportazioni messicane verso il Paese confinante sono cresciute a tal punto da superare un valore complessivo di 300 miliardi di dollari l’anno nel 2016.</p>
<p>Lo sfidante principale di Obrador alla presidenza del Palacio Nacional è un po&#8217; a sorpresa <strong>Ricardo Anaya</strong>, esponente del Partido Acciòn Nacional (Pan) sostenuto anche dal progressista Prd e dal Movimento dei cittadini, un amalgama di diverse posizioni ideologiche che potrebbero però unificarsi sotto la spinta delle emozioni, vero motore della scelta del voto dei messicani. Più staccato José Antonio Meade del Pri ministro nelle ultime due amministrazioni, quella di Felipe Calderón Hinojosa dal 2006 al 2012, e appunto quella che terminerà il 1 dicembre di Peña Nieto.</p>
<p></p>
<p>A parte la lotta alla corruzione come trait d&#8217;union dei programmi elettorali (peraltro impossibile da vincere senza una riforma del sistema giudiziario che possa renderlo indipendente dall’esecutivo), nessuno tra i candidati, secondo i più autorevoli osservatori politici locali, è stato in grado di fornire efficaci proposte di contrasto all&#8217;imponente escalation di violenza che ha coinvolto tutto il Paese.</p>
<p>In generale, lo scontro tra narcotrafficanti, esercito e squadroni paramilitari ha provocato<strong> 100mila morti negli ultimi 10 anni</strong>. La maggior parte dei quali semplici civili. Inoltre, proprio per via della corruzione, il 98% di questi delitti rimane impunito. Nell&#8217;ultimo anno, gli omicidi hanno addirittura sfiorato quota 30mila, il più alto livello mai registrato da quando esistono statistiche ufficiali (dal 1997). Basti pensare che decine di fotoreporter in tutto il Paese hanno deciso di specializzarsi in fotografi di nera, arrivando a vendere anche 6 o 7 macabre foto al giorno di cadaveri diversi sparate in apertura sui principali quotidiani nazionali.</p>
<p>Città gioiello come <strong>Acapulco</strong>, un tempo paradiso estivo dei vip hollywoodiani, sono diventate tra le più pericolose al mondo. La situazione è diventata così insostenibile da spingere l&#8217;amministrazione uscente a studiare un provvedimento che affidi all&#8217;esercito i compiti della polizia, implementando il ruolo che già adesso i soldati svolgono nella guerra ai cartelli: da ora possono cioè intervenire autonomamente davanti a ogni manifestazione che attenta alla sicurezza dello Stato. Al teorico rischio di una deriva autoritaria da parte del nuovo presidente, fa da contraltare la proposta recitata in pubblico lo scorso dicembre da Obrador di concedere un&#8217;amnistia ai narcos in guerra tra loro. Una strategia simile a quelle messe in atto in Colombia e in Ecuador, ma in netta controtendenza rispetto alla lotta senza quartiere perseguita da decenni di amministrazioni del Pri.</p>
<p>Tutti grattacapi che hanno fatto passare in secondo piano persino un tema cruciale come quello dell&#8217;emigrazione clandestina negli Stati Uniti. Ancora più del muro di Trump, infatti, il timore di essere espulsi dagli States ha spinto parecchi messicani a rinunciare al viaggio della speranza, anche per risparmiare i 3mila dollari da riconoscere ai &#8220;coyote&#8221; dei narcotrafficanti che scortano i migranti lungo le rotte desertiche del Texas, dell&#8217;Arizona e del New Mexico.</p>
<p></p>
<p>Dopo il boom di ingressi di clandestini tra gli anni Novanta e il 2007, infatti, quando è stata toccata la cifra record di 12,2 milioni, negli ultimi anni è cominciata un&#8217;inversione di tendenza e il dato è sceso di circa un milione di unità. A tenerlo alto è stato l&#8217;aumento dell&#8217;human trafficking, ossia della compravendita di esseri umani da impiegare come forza lavoro o prostituzione, ma che per definizione rappresenta una deportazione forzata più che una ricerca dell&#8217;El Dorado. Quale destino attenderà il Paese da dicembre in avanti resta tutto da vedere, ma la probabile affermazione di Obrador alla presidenza proietta il Messico verso un focus del tutto diverso riguardo le politiche interne, trascurando, magari, qualche decimale di Pil.</p>
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