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	<title>disinformazione Archives - InsideOver</title>
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	<title>disinformazione Archives - InsideOver</title>
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		<title>&#8220;Alleanza per i fatti”, la rete mondiale di radio e Tv pubbliche. per difendere la verità o forse controllare l&#8217;informazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/alleanza-per-i-fatti-la-rete-mondiale-di-radio-e-tv-pubbliche-per-difendere-la-verita-o-forse-controllare-linformazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2025 15:50:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[Fact checking]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/alleanza-per-i-fatti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="alleanza per i fatti" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/alleanza-per-i-fatti.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/alleanza-per-i-fatti-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/alleanza-per-i-fatti-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/alleanza-per-i-fatti-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p> La nuova rete Internazionale di radio e Tv pubbliche si present come un baluardo contro le fake news. E se invece fosse puro controllo? </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/alleanza-per-i-fatti-la-rete-mondiale-di-radio-e-tv-pubbliche-per-difendere-la-verita-o-forse-controllare-linformazione.html">&#8220;Alleanza per i fatti”, la rete mondiale di radio e Tv pubbliche. per difendere la verità o forse controllare l&#8217;informazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/alleanza-per-i-fatti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="alleanza per i fatti" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/alleanza-per-i-fatti.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/alleanza-per-i-fatti-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/alleanza-per-i-fatti-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/alleanza-per-i-fatti-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>L’annuncio della nascita dell’<a href="https://www.cbnews.fr/medias/image-medias-publics-lancent-alliance-faits-90553">“Alleanza per i fatti”, </a>presentata a Parigi a febbraio al Summit internazionale sull’intelligenza artificiale, ha suscitato reazioni contrastanti, e lo fa tuttora che l&#8217;asse prende forma. Sulla carta si tratta di un’iniziativa volta a rafforzare la lotta contro la disinformazione, mettendo in rete le principali emittenti pubbliche francesi, europee e internazionali. Ma dietro la facciata virtuosa emergono dubbi: sarà davvero un presidio di rigore giornalistico o si trasformerà in una macchina per uniformare e<a href="https://it.insideover.com/politica/con-la-scusa-dellantisemitismo-la-lega-invoca-la-censura.html"> controllare l’informazione?</a></p>



<p>Negli ultimi anni, il panorama dell’informazione è stato scosso <strong>dall’avanzata dei media alternativi</strong>. Con un linguaggio diretto, lontano dal politicamente corretto e più vicino ai cittadini, queste realtà hanno guadagnato un pubblico crescente. I grandi media tradizionali, spesso sostenuti da finanziamenti pubblici e legati agli apparati statali, hanno reagito denunciando le nuove voci come fonti di “fake news” o veicoli di “complottismo”. In questo clima sono nate<strong> le cellule di <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/mark-zuckerberg-stoppa-il-facts-checking-su-meta-negli-usa-in-europa-intanto.html">fact-checking</a>.</strong> <strong>Dovrebbero smascherare le notizie false, ma non di rado hanno finito per assumere una funzione ideologica</strong>: convalidare certe versioni ufficiali e delegittimare opinioni divergenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una rete internazionale a guida pubblica</h2>



<p>L’“Alleanza per i fatti” mette insieme Radio France, France Télévisions, France Médias Monde, l’INA, TV5Monde, insieme a partner come Sveriges Radio (Svezia), LRT (Lituania), RTVE (Spagna) e Radio-Canada. Un network transnazionale che dichiara di voler cooperare, condividere strumenti di analisi digitale e applicare tecnologie di intelligenza artificiale al monitoraggio delle informazioni.</p>



<p>Un progetto presentato come cooperazione virtuosa, <strong>sostenuto dall’Unione Europea di radiodiffusione</strong>. Ma che, nei fatti, centralizza poteri di verifica e attribuisce a pochi attori istituzionali la facoltà di decidere cosa sia vero e cosa no.</p>



<p>I promotori insistono sulla difesa del cittadino dall’inquinamento informativo. Ma <strong>chi decide quali fatti meritano di essere verificati </strong>e quali criteri stabiliscono la verità? In un’epoca in cui la narrazione mediatica condiziona la politica e i conflitti, la linea che separa il fact-checking dalla censura diventa sottile.</p>



<p>Il rischio evidente è che, <strong>dietro la retorica della trasparenza, si consolidi un monopolio</strong>: le versioni conformi alle narrazioni dominanti ottengono il sigillo di “verità”, mentre le voci critiche vengono marginalizzate. Non sorprende, quindi, che molti osservatori vedano in questa Alleanza non un presidio di libertà ma un meccanismo di controllo.</p>



<p>La questione va letta anche in chiave geopolitica. <strong>Controllare il flusso dell’informazione significa controllare la percezione delle guerre, delle crisi </strong>economiche e delle dispute internazionali. In un mondo in cui l’intelligenza artificiale accelera la diffusione dei contenuti, Stati e grandi media cercano di riprendersi lo spazio perso, difendendo la propria centralità. Ma questa dinamica rischia di soffocare la pluralità e di minare ulteriormente la fiducia dei cittadini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una fiducia sempre più fragile</h2>



<p>La credibilità dei media tradizionali è già in crisi. La creazione di un organo percepito come “arbitro unico” della verità rischia di approfondire la frattura con l’opinione pubblica, che chiede più pluralismo e meno filtri. La vera sfida, quindi, non sarà tanto la capacità tecnica di smascherare le bufale, quanto la volontà politica e culturale di non trasformare la lotta alla disinformazione in una lotta alle opinioni non conformi.</p>



<p>In definitiva, l’“Alleanza per i fatti” si presenta come un’iniziativa virtuosa, ma la sua struttura e i suoi promotori sollevano domande legittime. Può davvero garantire indipendenza e pluralismo? O rischia di consolidare un sistema in cui il controllo dell’informazione diventa una nuova forma di potere?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/alleanza-per-i-fatti-la-rete-mondiale-di-radio-e-tv-pubbliche-per-difendere-la-verita-o-forse-controllare-linformazione.html">&#8220;Alleanza per i fatti”, la rete mondiale di radio e Tv pubbliche. per difendere la verità o forse controllare l&#8217;informazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Disinformazione, non illudiamoci: non c&#8217;è solo la Russia a manovrare la Rete</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/disinformazione-non-illudiamoci-non-ce-solo-la-russia-a-manovrare-la-rete.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuele Avilloni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jun 2024 09:01:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627012317339_d60d80ede9c1f0b6e4b3a9cf60a3e22f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="disinformazione" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627012317339_d60d80ede9c1f0b6e4b3a9cf60a3e22f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627012317339_d60d80ede9c1f0b6e4b3a9cf60a3e22f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627012317339_d60d80ede9c1f0b6e4b3a9cf60a3e22f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627012317339_d60d80ede9c1f0b6e4b3a9cf60a3e22f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627012317339_d60d80ede9c1f0b6e4b3a9cf60a3e22f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627012317339_d60d80ede9c1f0b6e4b3a9cf60a3e22f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'analisi del professor Teti: le campagne di disinformazione, dai falsi articoli su X alle bare vuote a Parigi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/disinformazione-non-illudiamoci-non-ce-solo-la-russia-a-manovrare-la-rete.html">Disinformazione, non illudiamoci: non c&#8217;è solo la Russia a manovrare la Rete</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627012317339_d60d80ede9c1f0b6e4b3a9cf60a3e22f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="disinformazione" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627012317339_d60d80ede9c1f0b6e4b3a9cf60a3e22f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627012317339_d60d80ede9c1f0b6e4b3a9cf60a3e22f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627012317339_d60d80ede9c1f0b6e4b3a9cf60a3e22f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627012317339_d60d80ede9c1f0b6e4b3a9cf60a3e22f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627012317339_d60d80ede9c1f0b6e4b3a9cf60a3e22f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627012317339_d60d80ede9c1f0b6e4b3a9cf60a3e22f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Presidente della Repubblica <strong>Sergio Mattarella</strong>, in visita in Moldavia, durante i colloqui con la presidente moldava <strong>Maia Sandu</strong> nella capitale Chisinau, ha definito inaccettabile la tempesta di disinformazione che sta investendo le nostre democrazie. Abbiamo spesso sentito parlare di disinformazione ritenendo, erroneamente, che non ci coinvolga direttamente. Eppure, in questo lungo periodo di conflitti internazionali è inevitabile considerarsi soggetti a rischio rispetto ad eventuali campagne di disinformazione, ovvero quelle sistematiche operazioni che &#8211; pianificate da attori terzi &#8211; mirano a diffondere informazioni false o fuorvianti per influenzare l&#8217;opinione pubblica, creare caos, minare la fiducia nelle istituzioni, favorire determinati obiettivi politici o anche favorire obiettivi economici e sociali.</p>



<p>Ma quali sono queste campagne? Come sono articolate e quali strumenti e/o piattaforme sfruttano? E ancora, quali sono gli effetti riscontrabili? Le elezioni Europee che si sono da poco concluse sono state “alterate” da questo tipo di campagne?  Per rispondere a tutti i nostri quesiti e districarci in questo complicato scenario abbiamo interpellato il professor Antonio Teti, responsabile del settore Sistemi informativi, innovazione tecnologica e sicurezza informatica dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, nonché esperto di Cyber Intelligence.</p>



<p><strong>Bare vuote ai piedi della Torre Eiffel “soldati francesi dall’Ucraina”</strong></p>



<p>In ogni campagna il punto cardine è l’identificazione del suo obiettivo specifico. Individuo o gruppo che sia, è proprio l’obiettivo a determinare il messaggio e la sua strategia. Già, perché lo scopo ultimo è quello di influenzare le emozioni, il ragionamento ed il comportamento dell’obiettivo. L’episodio del ritrovamento di cinque bare vuote ai piedi della Torre Eiffel è avvenuto sabato 1° giugno. A suscitare tensione è stata soprattutto la scritta riportata su di esse: &#8220;Soldati francesi dall&#8217;Ucraina&#8221;. Un episodio avvenuto a distanza di poco tempo dalle dichiarazioni del Presidente francese <strong>Emmanuel Macron</strong> che aveva ribadito la possibilità di inviare truppe occidentali in Ucraina nel caso in cui la Russia riesca ad avanzare sul fronte orientale e Kiev ne faccia richiesta.</p>



<p>Le indagini attivate dalla polizia francese hanno portato all’arresto di tre uomini: un bulgaro, un ucraino e un tedesco. I sospettati sono stati fermati mentre tentavano di lasciare Parigi per Berlino. Avrebbero agito per poche centinaia di euro. Le bare, coperte dalla bandiera francese, contenevano sacchi di gesso e sono state interpretate come un messaggio provocatorio legato al conflitto in Ucraina e alla presenza di soldati francesi in missioni di addestramento nel paese. Il sospetto delle autorità francesi è che dietro l&#8217;azione ci sia il servizio di intelligence russo (FSB) con lo scopo di destabilizzare l&#8217;opinione pubblica francese e creare divisioni sociali e politiche​.</p>



<p><strong>Ma è davvero così? Ci sono riusciti?</strong></p>



<p>“L’episodio delle bare dei soldati francesi rappresenta un formidabile esempio di conduzione di un’attività di condizionamento psicologico e comportamentale. L’immagine dei feretri ha evocato nell’immaginario collettivo dei francesi imminenti scenari terrorizzanti, al punto tale da aver certamente contribuito, a mio modesto parere, anche nelle recenti votazioni europee. I social media ed il web rappresentano, come ben sappiamo, lo strumento di riferimento per la propaganda e la disinformazione su base globale. Gli esempi non mancano”.</p>



<p>Quello delle bare non è un caso isolato. Esistono altri episodi di presunta ingerenza straniera come l&#8217;imbrattamento, avvenuto a maggio, del muro del Memoriale della Shoah con mani rosse, caso poi ricondotto a movimenti filopalestinesi ma con sospetti di orchestrazione russa. Ad ottobre 2023, dopo lo scoppio del conflitto israelopalestinese, alcune facciate di edifici parigini furono imbrattate con stelle di David, anche in questo caso le autorità imputarono la responsabilità ai servizi russi.</p>



<p>Tornando al caso delle bare, il processo contro i tre sospettati è in corso e le indagini per chiarire se l’azione sia stata pianificata all’estero continuano. Il ministro degli Esteri francese, <strong>Stéphane Séjourné</strong>, ha dichiarato che questi atti sembrano mirati a sfruttare le divisioni interne della società francese per scopi di destabilizzazione politica e sociale.</p>



<p><strong>Germania: la vasta campagna di disinformazione su X</strong></p>



<p>A gennaio 2024 i servizi di intelligence tedeschi, in collaborazione con esperti di sicurezza informatica e ricercatori accademici, hanno rivelato una vasta campagna di disinformazione su X (già Twitter), progettata per influenzare l&#8217;opinione pubblica tedesca su vari temi sensibili, tra cui il conflitto in Ucraina, le politiche energetiche e le relazioni bilaterali tra Russia e Germania.</p>



<p><strong>Professor Teti, che tipo di campagna di disinformazione è stata?</strong></p>



<p><strong>“</strong>Peter Stano, portavoce della Commissione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ha affermato, durante un’intervista rilasciata a Wired US, che la Germania è stato il paese dell’UE che ha subito il maggior numero di campagne di disinformazione da parte della Russia. Il caso più noto è quello dei falsi articoli della rivista tedesca Der Spiegel diffusi su X. Gli utenti che cliccavano sulle notizie in questione, che criticavano il governo in carica, venivano reindirizzati al sito Spiegel.ltd invece che al dominio ufficiale della rivista, ovvero Spiegel.de.Va evidenziato che X non ha risposto alla richiesta di commento da parte di Wired US, e ciò evidenzia, come già riscontrato in altri casi, che i social media, per natura, non possono essere controllati nel merito del loro utilizzo. Le campagne di propaganda russe condotte in Germania hanno anche prodotto un incremento delle divisioni politiche, producendo la crescita dei cosiddetti “Putinversteher”, termine utilizzato per descrivere gli esponenti della classe politica tedesca che esprimono vicinanza o comprensione per le posizioni del presidente russo. Le conseguenze di tali campagne di persuasione possono finanche fornire una chiave di lettura per l’aggressione dell’esponente di AfD, Heinrich Koch”.</p>



<p>La campagna di disinformazione messa in atto utilizzava una combinazione di strumenti e tattiche avanzate per massimizzare il suo impatto, come l’utilizzo di Bot e account falsi (oltre 50 mila profili). Quello dell’uso di account falsi automatizzati, conosciuti come bot, è una realtà con la quale si deve fare i conti sempre più spesso. In questo caso i bot, che hanno prodotto oltre 1 ml di tweet, erano impiegati per pubblicare e ricondividere contenuti pro-Russia su X. Inoltre, gli account erano programmati per imitare il comportamento umano, aumentando così la loro credibilità. Sono stati utilizzati anche account precedentemente compromessi e riattivati dopo lunghi periodi di inattività, rendendo più difficile la loro individuazione.</p>



<p>Insomma, in quest’era digitalizzata l’infowar si combatte a colpi di hashtag e contenuti multimediali. L’uso di hashtagpopolari e controversi veniva infatti utilizzato per inserirsi nei dibattiti pubblici, amplificando la visibilità dei messaggi di disinformazione, mentre video, immagini e meme sfruttavano l&#8217;emotività visiva per rendere i messaggi più persuasivi e virali. Uno dei temi ricorrenti dell’agenda disinformativa, per esempio, riguardava il cancelliere tedesco Olaf Scholz: l’accusa che lo riguardava era quella di ignorare la popolazione tedesca per aiutare l’Ucraina nel suo conflitto.</p>



<p><strong>Quanti sono i Paesi che conducono campagne di disinformazione e quali strumenti usano?</strong></p>



<p>“Ritenere che le attività di disinformazione siano condotte solo da un ridotto numero di Paesi, costituirebbe un errore madornale. Secondo un recente rapporto di Freedom House, solo nel 2023, sono stati almeno 47 i governi che hanno utilizzato dei “commentatori” (fake profile e social bot) per la conduzione di attività di propaganda e disinformazione. I ricercatori di Freedom House hanno rilevato, al tempo stesso, che sono 22 i Paesi che hanno approvato leggi che richiedono o incentivano le piattaforme di apprendimento automatico per rimuovere contenuti online sfavorevoli. A tali strumenti si affiancano i cosiddetti nuovi “agenti di influenza” rappresentati da piattaforme di intelligenza artificiale in grado di agire autonomamente grazie all’utilizzo di innovative capacità di apprendimento possedute, come nel caso della piattaforma Replika.ai di Microsoft. OpenAI ha recentemente annunciato una nuova piattaforma di intelligenza artificiale, che si chiama Sora, in grado di creare immagini e video, tra loro integrabili, sulla base di indicazioni fornite dall’utente e riferibili a dati reali (persone, ambienti, paesi, etc.). Secondo l’azienda, la piattaforma sarà in grado di “interpretare accuratamente gli oggetti presenti nelle scene e generare personaggi avvincenti che esprimono emozioni vibranti”. Funzionalità che potrebbero persino rivelarsi più efficaci e funzionali, sul piano del proselitismo e della persuasione di massa, degli stessi Deep fake”.  </p>
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		<title>Bugie, violenze e inganni di regime: anche questo è la guerra di Israele </title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/come-israele-ha-inquinato-il-dibattito-pubblico-mondiale-con-narrazioni-violente-e-informazioni-false.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2024 09:03:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Benjamin Netanyahu]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[propaganda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Il mio diritto, quello di mia moglie e quello dei miei figli di vagare per le strade della Giudea e della Samaria è più importante del diritto di muoversi degli arabi&#8221;. A pronunciare questa frase non è una persona qualunque e non è uno dei milioni di commenti antipalestinesi che si possono trovare sui social &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-israele-ha-inquinato-il-dibattito-pubblico-mondiale-con-narrazioni-violente-e-informazioni-false.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-israele-ha-inquinato-il-dibattito-pubblico-mondiale-con-narrazioni-violente-e-informazioni-false.html">Bugie, violenze e inganni di regime: anche questo è la guerra di Israele </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Il mio diritto, quello di mia moglie e quello dei miei figli di vagare per le strade della Giudea e della Samaria è più importante del diritto di muoversi degli arabi&#8221;. A <a href="https://www.bbc.com/news/world-middle-east-66614459">pronunciare</a> questa frase non è una persona qualunque e non è uno dei milioni di commenti antipalestinesi che si possono trovare sui social media negli ultimi mesi. A dire queste parole è stato <a href="https://www.britannica.com/biography/Itamar-Ben-Gvir">Itamar Ben-Gvir</a>, attuale ministro per la sicurezza nazionale di Israele. Questa frase che sembra così assurda e singolare, in realtà si inserisce in un frame narrativo <a href="https://www.aljazeera.com/opinions/2024/1/10/why-is-biden-engaging-in-disinformation-on-gaza">molto più ampio</a>. Fin dal 7 ottobre 2023 sono diverse le figure politiche ed entità pro-governative che hanno costruito una comunicazione agressiva e carica di informazioni false sul conflitto Israelo-Palestinese.</p>



<p>In due precedenti articoli pubblicati su Insideover <a href="https://it.insideover.com/guerra/40-bambini-decapitati-da-hamas-era-un-falso-e-si-poteva-saperlo.html">abbiamo già mostrato</a> i meccanismi e le dinamiche del sistema propagandistico israeliano per il filone narrativo dei 40 bambini decapitati da Hamas e visto <a href="https://it.insideover.com/societa/educazione-israeliana-come-la-palestina-e-raccontata-nello-stato-ebraico.html#google_vignette">come in Israele le narrazioni sulla Palestina</a>, anche negli ambienti educativi, siano cariche di informazioni false o distorte.</p>



<p>Nell’agosto del 2019, il <em>Times of Israel</em>, testata giornalistica israeliana pro-governativa, <a href="https://www.timesofisrael.com/idfs-new-persian-social-media-accounts-gain-thousands-of-followers-in-days/">annunciava</a> la creazione su X di un nuovo account in lingua <em>farsi</em> da parte del governo israeliano per comunicare con la popolazione in Iran. Dopo gli eventi del 7 ottobre, è diventato uno dei canali che Israele quotidianamente utilizza per produrre disinformazione.</p>



<p>Il 29 novembre l’account<a href="https://twitter.com/israelpersian/status/1728453710282719234?s=61&amp;t=MhChlPhZGQdz8Gua2TPlIg"> ha pubblicato</a> una fotografia in cui compare una coppia di giovani ragazzi israeliani mentre passeggia per le strade di Tel Aviv. Una scena di normale quotidianità, se non fosse per i 2 fucili da assalto di cui entrambi sono provvisti.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fa" dir="rtl">زیبایی‌های دو نفره 🇮🇱🇮🇱🇮🇱 <a href="https://t.co/UPzA73mN4K">pic.twitter.com/UPzA73mN4K</a></p>&mdash; اسرائیل به فارسی (@IsraelPersian) <a href="https://twitter.com/IsraelPersian/status/1728453710282719234?ref_src=twsrc%5Etfw">November 25, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Fin dai primi giorni dopo il 7 ottobre, Israele ha puntato su una comunicazione pubblica violenta, chiedendo sopratutto ai civili di armarsi per la difesa, tanto che sono diverse le <a href="https://www.npr.org/2023/12/06/1216088371/guns-israel-hamas-gaza">fotografie di civili israeliani</a> che <a href="https://www.washingtonpost.com/world/2023/12/08/israel-gun-carry-permits/">girano</a> per la città con armi da assalto. Ben Gvir, intervenendo su questa questione ha detto: “Una pistola può salvare una famiglia e un fucile d&#8217;assalto può salvare un edificio. Un&#8217;arma può proteggere te, la tua famiglia, la tua strada e il tuo paese”. Questa metodologia comunicativa è stata così efficace, che in soli due mesi in Israele <a href="https://www.gov.il/he/pages/256000">sono arrivate</a> oltre 280 mila richieste per porto d’arma privato (nella figura in basso la colonna in rossa indica le richieste degli ultimi 2 mesi).</p>



<p class="has-text-align-center"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="602" height="395" src="https://lh7-us.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXc7Cqjut-o-Ac0oCo1Qb1x4Nc4NYx9vNQUrwyS2gYn_bnVAWcxkjQ8kG2NkGTz5QvxxWUrKFzXJWnjVgmKCKxq4sxBMa8W7lEk6OXvneeYfMNIqg6DxBqjOhN4CdqVSimcagxvpLX1-NwPasnNihHhnft8?key=u6FzPahDtXYQx07BKb3QZA"></p>



<p>Lo stesso profilo X del governo israeliano, il 14 maggio 2024 ha ricondiviso un post di <a href="https://embassies.gov.il/MFA/AboutIsrael/state/Pages/Israel-Katz.aspx">Yisrael Katz</a>, ministro degli esteri dell’attuale governo israeliano, in cui viene evidenziato che il numero di bambini e donne morti a Gaza sarebbe stato ricalcolato e abbassato del 50% dalle Nazioni Unite. Katz nel dare la notizia in un post su X ha scritto: “La miracolosa resurrezione dei morti in Gaza”.</p>



<p>Un’informazione falsa e fuorviante, come è stato riportato lo stesso giorno dalla <a href="https://edition.cnn.com/2024/05/13/middleeast/death-toll-gaza-fatalities-un-intl-latam/index.html">CNN</a> che ha effettuato il fact-checking sulla dichiarazione.</p>



<p class="has-text-align-center"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="294" height="350" src="https://lh7-us.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXcKj4vywemjLu5-BzkjAxOE8vB20i_C6F__DW9pYsJpSIxOa8NEqQG5ETL89XtnByBzgYUbcKYHX1Ga88qPcEOmnjG-mmv3CBtMDlaIrxgUa4De8-RV9UxBKDrGaGxKOzNW1CSgCf2KgtDCGGLgrLJxd2P2?key=u6FzPahDtXYQx07BKb3QZA"></p>



<p>I toni alti e il linguaggio violento accompagnano molte comunicazioni e discorsi pubblici di diversi esponenti politici israeliani. Ad esempio uno dei tanti messaggi all’interno del <a href="https://t.me/bnetanyahu">gruppo</a> telegram personale di Nethanyau recita: “Il 7 ottobre, quel giorno nero, gli assassini e i loro sostenitori danzarono sul sangue. Oggi non ballano più. Sentono molto bene il conforto delle nostre braccia in tutta la Striscia di Gaza”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La figura di Itamar Ben-Gvir e la sua comunicazione</strong></h2>



<p>Ben Gvir è l’attuale ministro della sicurezza nazionale di Israele e politico conservatore e di estrema destra, guida il partito ultranazionalista Otzma Yehudit che promuove politiche razziste e antiarabe. Il ministro israeliano è una delle figure che più si è distinta per uno stile di comunicazione agressivo e pieno di informazioni false. Nelle ultime settimane si è tornato a parlare di lui in seguito al comunicato di <strong>Joe Biden</strong> in cui annunciava una riconsiderazione sull’invio di armi ad Israele ammettendo che gli armamenti avevano ucciso migliaia di civili. Di pronta risposta  il 9 maggio Gvir ha scritto su X: “Hamas cuoricino Biden”, mettendo in relazione il gruppo armato con il presidente americano.</p>



<p class="has-text-align-center"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="555" height="96" src="https://lh7-us.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXcQBNRYjjC9i21ENxkHbkTC-RLm2J93qUfmRYf71t2oN-KJDh7DiW7P6O7nbCoY8hxdtJ6yKoHsi1Ors9-H9-12K17sH0B2PH52An_5Ua8hCn45mqpraiKoDkcx7cKmep0fwEtE49i8j5xej5BfSNJTpMIv?key=u6FzPahDtXYQx07BKb3QZA"></p>



<p>Sempre Ben Gvir il 25 marzo 2023 ha condiviso su <a href="https://twitter.com/itamarbengvir?s=21&amp;t=6GfD1hxM3aD694oFFkKajw">X</a> un video in cui si vede un soldato israeliano togliere ad un bambino palestinese una t-shirt. Nel <em>copy</em> del post il ministro ha scritto: “Bisogna dare pieno appoggio al soldato dell&#8217;IDF che ha tolto una maglietta che incitava all&#8217;omicidio di ebrei a un giovane terrorista a Hebron”. La frase colpisce per due motivi: innanzitutto il ministro nel post definisce “terrorista” un bambino. Poi, etichetta come terrorista un bambino senza fornire alcuna prova a sostegno di tale tesi.</p>



<p>La comunicazione irruenta e piena di informazioni false è stata condannata anche dagli Stati Uniti come <a href="https://www.bbc.co.uk/news/world-middle-east-66614459">riportato</a> in questo articolo della BBC. Nel pezzo il ministro viene accusato di retorica razzista e di infiammare continuamente il dibattito pubblico attorno al conflitto in Gaza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="463" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-025-US-condemns-Israeli-minister-Ben-Gvirs-inflammatory-Palestinian-co_-www.bbc_.com_-1024x463.jpg" alt="" class="wp-image-423458" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-025-US-condemns-Israeli-minister-Ben-Gvirs-inflammatory-Palestinian-co_-www.bbc_.com_-1024x463.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-025-US-condemns-Israeli-minister-Ben-Gvirs-inflammatory-Palestinian-co_-www.bbc_.com_-600x272.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-025-US-condemns-Israeli-minister-Ben-Gvirs-inflammatory-Palestinian-co_-www.bbc_.com_-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-025-US-condemns-Israeli-minister-Ben-Gvirs-inflammatory-Palestinian-co_-www.bbc_.com_-768x348.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-025-US-condemns-Israeli-minister-Ben-Gvirs-inflammatory-Palestinian-co_-www.bbc_.com_-1536x695.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-025-US-condemns-Israeli-minister-Ben-Gvirs-inflammatory-Palestinian-co_-www.bbc_.com_.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le accuse a UNRWA da parte dei vertici israeliani</strong></h2>



<p>Le <a href="https://www.aljazeera.com/news/2024/3/19/pro-israel-online-influencing-operation-has-been-targeting-unrwa-report">accuse</a> all’agenzia <a href="https://www.unrwa.org/">UNRWA</a> sono un esempio interessante per mostrare il funzionamento della macchina propagandistica israeliana.&nbsp;</p>



<p>Da diversi mesi Israele sul proprio sito governativo <a href="https://www.googleadservices.com/pagead/aclk?sa=L&amp;ai=DChcSEwittPPDm5eGAxXQBwYAHai9DTsYABABGgJ3cw&amp;ae=2&amp;gclid=CjwKCAjwo6GyBhBwEiwAzQTmc5VwYR1hY1HVutHOdUYp9Y5UD36LoK3UVBRDeqyKQoD-DdWRJkF72RoCnPkQAvD_BwE&amp;ohost=www.google.com&amp;cid=CAESVuD2a9q9ZUvJ-R9T6MD_IQYWiWMbU-lEEclInLzZeOGsLhxteoFAADsQTHskxLaX6XY-vgjwLJUeWUKHNjPLK7hekdWwBW2zFtXHuIesQLwpWl7Ye4Oj&amp;sig=AOD64_1TsfCY10ntXqU6ZNeKeUGqxmp3Pw&amp;q&amp;adurl&amp;ved=2ahUKEwjkxe3Dm5eGAxVLU6QEHS5NC3sQ0Qx6BAgJEAE">ha aperto</a> una pagina FAQ per rispondere ad alcuni quesiti rispetto alle accuse ad UNRWA.&nbsp;</p>



<p>Alla domanda “Quale sono le nuove scoperte sull’UNRWA a Gaza” il sito governativo risponde: “È già chiaro che una quota significativa dei dipendenti dell&#8217;UNRWA a Gaza serve tra i ranghi di Hamas e di altre organizzazioni terroristiche, quasi 500 dei quali in posizioni militari. Sono persone che ricoprono vari ruoli nell&#8217;UNRWA, comprese le posizioni di alto livello. Ad esempio, almeno diciotto presidi scolastici a Gaza sono membri dell&#8217;ala militare di Hamas”. </p>



<p>Come racconta il The Guardian però, <a href="https://www.theguardian.com/world/2024/apr/22/israel-unrwa-staff-terrorist-links-yet-to-provide-evidence-colonna-report">in un recente articolo del 22 aprile 2024</a>, il governo israeliano non ha ancora fornito prove concrete circa il coinvolgimento di alcuni dipendenti UNRWA nell’organizzazione Hamas. Nonostante questo, la campagna di disinformazione su questo tema da parte di Israele <a href="https://www.aljazeera.com/news/2024/1/28/which-countries-have-cut-funding-to-unrwa-and-why">ha portato diversi Stati</a>, <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/01/27/tajani-anche-litalia-sospende-i-finanziamenti-allunrwa_b78eb908-406d-4e0a-a3ed-ba438edee91d.html">compresa</a> l’Italia, a tagliare immediatamente i fondi all’agenzia UNRWA che oggi conta oltre 13 mila collaboratori attivi sul campo in Gaza. Nonostante l’investigazione su possibili infiltrazioni di Hamas all’interno dell’agenzia umanitaria sia ancora in corso, oggi sappiamo che, come <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/unrwa-report-says-israel-coerced-some-agency-employees-falsely-admit-hamas-links-2024-03-08/">riporta</a> Reuters, il governo israeliano avrebbe estorto false dichiarazioni ai dipendenti interrogati per provare i legami tra Hamas e UNRWA.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="463" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-027-Israel-has-yet-to-provide-evidence-of-Unrwa-staff-terrorist-links-Co_-www.theguardian.com_-1024x463.jpg" alt="" class="wp-image-423460" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-027-Israel-has-yet-to-provide-evidence-of-Unrwa-staff-terrorist-links-Co_-www.theguardian.com_-1024x463.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-027-Israel-has-yet-to-provide-evidence-of-Unrwa-staff-terrorist-links-Co_-www.theguardian.com_-600x272.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-027-Israel-has-yet-to-provide-evidence-of-Unrwa-staff-terrorist-links-Co_-www.theguardian.com_-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-027-Israel-has-yet-to-provide-evidence-of-Unrwa-staff-terrorist-links-Co_-www.theguardian.com_-768x348.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-027-Israel-has-yet-to-provide-evidence-of-Unrwa-staff-terrorist-links-Co_-www.theguardian.com_-1536x695.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-027-Israel-has-yet-to-provide-evidence-of-Unrwa-staff-terrorist-links-Co_-www.theguardian.com_.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Times of Israel: un giornale che raccoglie fondi per la guerra</strong></h2>



<p>E’ giusto che una testata giornalistica raccolga fondi per l’esercito Israeliano?</p>



<p>Sappiamo che in Israele i media pro-governo sono molto seguiti, tanto che nel 2022 il Washington Post <a href="https://www.washingtonpost.com/world/2022/11/03/israel-election-netanyahu-ben-gvir/">ha evidenziato </a>quanto questi ultimi fossero stati decisivi nell’ascesa di Ben Gvir.</p>



<p>Negli ultimi mesi il <a href="https://www.timesofisrael.com/">Times of Israel</a>, una delle testate giornalistiche più grandi in Israele che negli ultimi anni ha puntato molto sull’informazione internazionale, ha inviato decine di mail ai suoi lettori per raccogliere fondi per il conflitto in Gaza.</p>



<p>Nella seguente raccolta grafica abbiamo inserito alcune delle mail arrivate nei mesi scorsi.</p>



<p class="has-text-align-center"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" src="https://lh7-us.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXdLJknFiUlNRSpnyDzrHnuwBFOaeimi606N7NBjjpsCXJmEOFln3a3i0CtRAFpt8w58DfBY_DAIc-BW-LC8RJxDRnci0wsQCiG1EDwuE9YW6MH21zoe_-aGZ2pOQw26L83tgHjxlEiu0HtvqrV6K39qT7zC?key=u6FzPahDtXYQx07BKb3QZA" width="529" height="423"></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-israele-ha-inquinato-il-dibattito-pubblico-mondiale-con-narrazioni-violente-e-informazioni-false.html">Bugie, violenze e inganni di regime: anche questo è la guerra di Israele </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il grande fratello cinese: PsyOps, repressione e disinformazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/il-grande-fratello-cinese-psyops-repressione-e-disinformazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Mar 2024 07:17:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[Hacker]]></category>
		<category><![CDATA[repressione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=415757</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_312879851-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_312879851-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_312879851-scaled-600x338.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_312879851-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_312879851-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_312879851-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_312879851-1536x864.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_312879851-2048x1152.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_312879851-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se gli hacker russi sono i detentori di una fama sinistra riconosciuta in tutto il mondo occidentale – con particolare riferimento all’Italia -, si parla molto meno, e questo dovrebbe far riflettere, degli hacker cinesi. Parlare di hacker è probabilmente fuorviante: come per i russi dovremmo piuttosto parlare di gruppi organizzati di esperti informatici, più &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-grande-fratello-cinese-psyops-repressione-e-disinformazione.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_312879851-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_312879851-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_312879851-scaled-600x338.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_312879851-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_312879851-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_312879851-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_312879851-1536x864.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_312879851-2048x1152.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_312879851-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se gli<strong> <a href="https://it.insideover.com/criminalita/hacker-russi-tra-mito-e-realta.html">hacker russi </a></strong>sono i detentori di una fama sinistra riconosciuta in tutto il mondo occidentale – con particolare riferimento all’Italia -, si parla molto meno, e questo dovrebbe far riflettere, degli <strong>hacker cinesi</strong>. Parlare di hacker è probabilmente fuorviante: come per i russi dovremmo piuttosto parlare di gruppi organizzati di esperti informatici, più o meno riconducibili a organismi para-statali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un grande cyber-fratello</strong></h2>



<p>Già, perché quando si parla del colosso cinese bisogna pensare ad un grande organismo nel quale più elementi concorrono alla cosiddetta <em>suck information</em>, <strong>vastissime operazioni di acquisizione di dati</strong> e informazioni. La Cina può contare su una moltitudine di agenzie governative e private per gestire e filtrare l’enorme afflusso di informazioni sugli individui o gruppo di individui oggetto di indagine. Stiamo parlando di un paese che è in grado di applicare su larga scala le cosiddette operazioni di <strong>Virtual Human Intelligence</strong> per le acquisizioni di informazioni sugli utenti della rete.</p>



<p>Forse oggi è questo il carattere distintivo del gigante asiatico: il significativo utilizzo di strutture accademiche, aziende private e centri di ricerca per le attività di raccolta di elementi informativi che rende difficile ai Paesi esteri una ricerca standardizzata di queste operazioni. Inoltre, sembrerebbe che la Cina abbia completamente integrato nelle sue discipline cyber le operazioni VHUMINT. Se a questo sommiamo l’<strong>enorme potere ispettivo </strong>nei confronti della propria popolazione per verificarne la lealtà al partito, il mix è qualcosa di cui forse dovremmo preoccuparci. Ma torniamo al tema iniziale e poniamoci una domanda: in questo scenario le attività hacker che ruolo hanno?</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Paperwall: la rete della disinformazione</strong></h2>



<p>Della loro incidenza e delle loro scorribande nel mare senza fondo della rete ne abbiamo parlato con Alberto Fittarelli, analista ed esperto informatico nell’ambito del contrasto alla disinformazione. Per tanti anni dipendente di Meta, oggi Fittarelli lavora per il <strong>Citizen Lab</strong> dell’Università di Toronto, Laboratorio impegnato nella ricerca e nella divulgazione di contenuti riguardanti i diritti umani e la global security.</p>



<p>Recentemente, come riportato nel sito di informazione <em>Formiche.net</em>, Fittarelli è stato autore di una importante ricerca ripresa dai media di tutto il mondo che ha portato al disvelamento di <strong>una intricata rete della disinformazione</strong> denominata <strong>Paperwall</strong>, una rete che fa riferimento al colosso cinese di servizi cloud Tencent, considerato dall’intelligence americana come<strong> emanazione dei servizi segreti cinesi</strong>. Quale che sia la vera natura di questa imponente rete, Fittarelli ha avuto il merito di scardinarla, anche se, come lui stesso ammette, questa poteva essere “una versione beta, una versione prototipo di quella che potrebbe diventare un&#8217;operazione, magari in futuro, più influente, più efficace”.</p>



<p>In Italia la rete Paperwall si dirama con siti di disinformazione dai nomi fuorvianti: <strong>Venezia Post</strong>,<strong> Napoli Money</strong>,<strong> Roma Journal</strong>, nomi che potrebbero indurre utenti meno avveduti a prestare fede a notizie diffuse con un obiettivo preciso: fare disinformazione e <strong>colpire i dissidenti </strong>cinesi residenti all’estero. Se infatti il grande fratello cinese spegne in patria ogni forma di “disobbedienza civile”, all’estero bisogna mettere in atto strategie differenti in grado di penetrare le maglie della classica informazione occidentale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un&#8217;ossessione per le informazioni</strong></h2>



<p>Ma a Fittarelli abbiamo fatto una domanda ben precisa: quanto sono bravi gli hacker cinesi? O meglio, in “cosa” sono bravi? Premettendo che il termine “hacker”, di immediata comprensione per un pubblico di non addetti ai lavori, viene qui utilizzato con un’accezione di sintesi:</p>



<p>“Gli hacker cinesi possono essere bravissimi. I loro servizi segreti hanno una particolare predisposizione a esfiltrare informazioni sensibili per il <strong>doxxing</strong> dei dissidenti residenti all’estero, cioè per esporne le informazioni private. Foto, indirizzi, qualsiasi tipo di informazione può diventare un obiettivo. Nell’ambito del mio lavoro, tuttavia, gli hacker restano in secondo piano: occupandomi di disinformazione, abbiamo spesso a che fare con agenzie esterne che non sono equipaggiate in senso stretto per operazioni di crimine informatico ad alto livello. Per quanto riguarda la rete Paperwall, dietro a tutto si celava un’agenzia di marketing. In questo caso, la sofisticatezza dei metodi non è molto alta, ma non per questo la loro azione è meno efficace”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I rischi dell&#8217;Intelligenza Artificiale</strong></h2>



<p>Dietro la rete di disinformazione cinese, dunque, non un esercito di esperti informatici pronti a colpire target precisi con malware aggressivi e all’avanguardia, ma una pletora di soggetti con competenze tecniche di livello medio che puntano ai grandi numeri. Questa scelta non va intesa come approssimazione, quanto piuttosto come una precisa strategia che in questo caso era in stato embrionale, ma che, con l’avvento dell’Intelligenza artificiale, potrebbe diventare molto più incisiva e di difficile individuazione:</p>



<p>“Con l’intelligenza artificiale – ci spiega Alberto Fittarelli – sicuramente quello che succede in una campagna informativa, lo <strong><em>scraping</em></strong>, quindi l&#8217;estrazione, il <strong>rubare i contenuti </strong>da siti che esistono veramente e localmente in Italia, per esempio <em>il Fatto Quotidiano </em>o altri giornali anche locali, dai quali il contenuto viene sostanzialmente copiato e incollato, diventerebbe un’operazione superflua:  l&#8217;intelligenza artificiale in futuro potrebbe generare automaticamente questo tipo di contenuti nella lingua locale e permettergli di rendere unici i pezzi. Mentre adesso li identifichiamo come articoli che sono stati copiati e incollati, in futuro potrebbero diventare unici, firmati da un loro brand. <em>Roma Journal</em>, per esempio, potrebbe diventare più credibile ad un occhio meno esperto. Inoltre, si potrebbe venire a contatto con questo tipo di siti attraverso una campagna promozionale. Con questo investimento il lettore finale farà molta fatica a distinguere un sito legittimo da uno che in realtà è gestito da Shenzen, come in questo caso”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Profilo basso</strong></h2>



<p>Uno scenario inquietante, dove l’informazione è il vettore principale per veicolare una propaganda volta a colpire, screditare, <strong>mistificare la realtà</strong>. Uno scenario in cui il giornalismo si svuota di ogni etica e contenuto, prestandosi al servizio di <strong>un potere dai tentacoli lunghi e insidiosi</strong>.</p>



<p>Ad Alberto Fittarelli abbiamo chiesto come si articola la “giornata tipo” di un analista preposto al contrasto della disinformazione online: “Posso dire che il nostro è un lavoro di <strong>monitoraggio costante</strong>, di studio, di analisi, dove i social network giocano un ruolo di primo piano”.</p>



<p>Di certo il disvelamento della rete Paperwall e il conseguente clamore generato nella comunità internazionale è stato mal digerito dalla Cina, che ha definito l’operazione di Fittarelli e del Citizen Lab come un’opera di disinformazione.</p>



<p>L’attenzione resta dunque alta. Come sottolineato da Fittarelli, questa può essere interpretata come una prova generale neanche particolarmente sviluppata sotto il profilo tecnico. Una sorta di “stress test” per capire quali possano essere gli indirizzi di azioni future, certamente meglio orchestrate.</p>



<p>Al termine dell’intervista, resta una certezza: i cinesi sanno muoversi a loro agio nel mondo oltre lo schermo. Ma in una cosa sono ancora più bravi: non emergere come i primi della classe. E questo sì che è il vero motivo per temerli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-grande-fratello-cinese-psyops-repressione-e-disinformazione.html">Il grande fratello cinese: PsyOps, repressione e disinformazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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