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	<title>Capo di Stato Maggiore della Difesa Archives - InsideOver</title>
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	<title>Capo di Stato Maggiore della Difesa Archives - InsideOver</title>
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		<title>Che fine faranno le missioni militari italiane all&#8217;estero?</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/che-fine-faranno-le-missioni-militari-italiane-allestero.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2022 04:26:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Capo di Stato Maggiore della Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[forze armate]]></category>
		<category><![CDATA[Missioni militari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA30908296-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA30908296-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA30908296-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA30908296-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA30908296-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA30908296-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA30908296-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alla vigilia delle elezioni facciamo il punto sulle missioni italiane all'estero e cerchiamo di capire cosa cambierà</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/che-fine-faranno-le-missioni-militari-italiane-allestero.html">Che fine faranno le missioni militari italiane all&#8217;estero?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA30908296-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA30908296-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA30908296-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA30908296-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA30908296-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA30908296-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA30908296-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Da tempo si è delineata una <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-nuovo-dpp-difesa-tra-sfide-geopolitiche-e-nuovi-obiettivi-2057185.html" target="_blank" rel="noopener">nuova architettura di sicurezza globale</a> – o per meglio dire insicurezza – che si può riassumere in due concetti: quello di “<strong>competizione duratura</strong>” (<em>continuum competition</em>), ovvero di tensione internazionale permanente in cui diventa sempre più complesso tutelare i propri interessi, e quello di “<strong>ricorrente instabilità</strong>” (<em>pervasive instability</em>) contraddistinta da fenomeni imprevedibili e dinamici, spesso con azioni condotte nella <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/hybrid-warfare-che-cose-la-guerra-ibrida.html" target="_blank" rel="noopener">“<strong>zona grigia</strong>” (<em>gray zone</em>)</a> e quindi al di sotto del livello di innesco di un conflitto aperto.</p>
<p>L&#8217;attuale conflitto in Ucraina ha solamente evidenziato ancora una volta come le tensioni del <strong>mondo multipolare</strong>, che ardevano come braci perimetrali del fuoco del contrasto al terrorismo internazionale alimentate dal vento dell&#8217;assertività/aggressività di attori regionali e globali liberi dal meccanismo di contrapposizione tra blocchi, siano una realtà oggettiva da affrontare per mantenere la stabilità e la sicurezza nazionali.</p>
<p>Nel <a href="https://www.difesa.it/SMD_/CaSMD/Concettro_strategico_del_Capo_di_SMD/Pagine/default.aspx" target="_blank" rel="noopener">nuovo concetto strategico dello Stato maggiore della Difesa</a>, l&#8217;ammiraglio <strong>Giuseppe Cavo Dragone</strong> ha giustamente sottolineato come le Forze Armate siano proiettate in una fase storica contrassegnata da fenomeni di grande portata politica e strategica, che hanno radicalmente mutato il nostro modo di vivere e la nostra percezione del futuro. Si profila dunque, afferma l&#8217;ammiraglio, l’esigenza di evolvere verso un nuovo “<strong>paradigma della deterrenza</strong>”, di fatto sempre più connesso con lo “sviluppo tecnologico” e con l’ampliamento degli strumenti dissuasivi. La deterrenza pertanto, prosegue il Csm Difesa, non può prescindere da uno strumento militare all’avanguardia, che abbia come corollari l’adozione di un <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-guerra-del-futuro.html" target="_blank" rel="noopener">modello operativo interforze e multidominio</a> e la capacità di partecipare, a pieno titolo, alla rivoluzione in atto nel settore delle tecnologie militari. Nel documento si afferma che in questo scenario geostrategico, le <strong>missioni all’estero</strong> per la pace e la stabilità internazionale, per la salvaguardia della dignità della persona umana, sono la sintesi e la trasposizione operativa sul piano internazionale del patrimonio di valori che ispirano le Forze Armate. L&#8217;impegno italiano cresce costantemente: per la prima volta dal dopoguerra, il dispositivo militare nazionale è dispiegato in un arco geografico di un’ampiezza senza precedenti: dalla regione <strong>Artica</strong> e dal <strong>Baltico</strong> verso sud attraverso il <strong>Fianco Est</strong> dell’Alleanza, dal <strong>Golfo Persico</strong> verso ovest attraverso il <strong>Corno d’Africa</strong> ed il <strong>Medio Oriente</strong>, il <strong>Mediterraneo</strong>, il <strong>Nord Africa</strong> e il <strong>Sahel</strong> fino al <strong>Golfo di Guinea</strong>. In tutte le aree comprese in questo arco, le attività delle Forze Armate potrebbero <strong>ampliarsi e proseguire</strong>, anche ed inevitabilmente a seguito dei risvolti della crisi ucraina.</p>
<p>Il <strong>Mediterraneo Allargato</strong> è diventato, nel corso degli anni, centrale come <strong>spazio di interesse strategico primario</strong> per il nostro Paese. Qui si gioca la partita fondamentale che ci vede come protagonisti, in una sfida che coinvolge la <strong>Russia</strong>, che ha ampliato la sua presenza militare e politica in quella regione, e la <strong>Cina</strong>, che ha aumentato in modo tangibile la sua influenza strategica ed economica utilizzando principalmente, ma non solo, lo strumento della <em>Belt and Road Initative</em> (Bri).</p>
<p>Gli equilibri di potenza stanno mutando anche nell&#8217;<strong>Indo-Pacifico</strong>, che <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-italia-indo-pacifico.html" target="_blank" rel="noopener">sta emergendo come area di interesse strategico per il nostro Paese</a> pertanto si è individuata la possibilità di intervento diretto nell&#8217;area per cogliere le opportunità che potrebbero aprirsi dalla contrapposizione tra la Cina e gli alleati degli Stati Uniti.</p>
<h2>Gli scenari chiave per l&#8217;Italia</h2>
<p>Stante questo quadro generale, la Difesa ha individuato delle regioni di interesse primario per la nostra sicurezza nazionale: i <strong>Balcani</strong>, che vedranno una nostra maggior presenza in supporto della comunità internazionale, la <strong>Libia</strong> insieme alla <strong>Tunisia</strong>, il <strong>Libano</strong>, la <strong>Giordania</strong> e l&#8217;<strong>Egitto</strong>, il <strong>Sahel</strong>, dove la presenza militare russa si è fatta più attiva, il Golfo di Guinea con la <strong>Nigeria</strong>, il Golfo di Aden insieme alla <strong>Somalia</strong>, sino ad arrivare all&#8217;<strong>Iraq</strong> e al <strong>Pakistan</strong>, col quale si stanno sviluppando relazioni a seguito del ritiro dall&#8217;Afghanistan in modo da avere un hub orientale per la nostra aerea di interesse geostrategico.</p>
<p>Con l&#8217;attuale crisi di governo che ha aperto a nuove elezioni previste per il prossimo 25 settembre, quale sarà la sorte delle missioni internazionali a cui partecipa il nostro Paese? Nonostante non sia possibile prevedere con certezza la compagine politica che uscirà vincitrice dalle urne, possiamo affermare, con un certo margine di sicurezza, che l&#8217;<strong>agenda di politica estera </strong>del nostro Paese non subirà sostanziali rivisitazioni, anche alla luce dei nuovi impegni che sono stati finanziati.</p>
<p>Il governo uscente, infatti, a luglio <a href="https://temi.camera.it/leg18/temi/autorizzazione-e-proroga-missioni-internazionali-ultimo-trimestre-2019_d_d_d.html" target="_blank" rel="noopener">ha approvato lo stanziamento di fondi</a> per il sostentamento di tre nuove missioni sino alla fine di quest&#8217;anno: l&#8217;impegno bilaterale di supporto alle forze armate del <strong>Qatar</strong> in occasione dei mondiali di calcio 2022 che vedrà la presenza di 560 unità di personale militare, 46 mezzi terrestri, un mezzo navale e due mezzi aerei; la missione militare di formazione dell&#8217;Ue in <strong>Mozambico</strong> denominata “Eutm Mozambico” che impiegherà 15 unità del personale militare, infine quella forse più importante, ovvero la partecipazione al potenziamento della presenza della Nato nell&#8217;area sud-est dell&#8217;Alleanza, nella fattispecie con reparti che andranno a comporre i <em>battlegroup</em> multinazionali in <strong>Ungheria</strong> e <a href="https://it.insideover.com/difesa/in-partenza-il-primo-contingente-dellesercito-italiano-per-la-bulgaria.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Bulgaria</strong></a>, che vedranno la presenza di mille unità di personale e 380 mezzi terrestri.</p>
<p>Le missioni che sono state prorogate a tutto il 2022, che vedono l&#8217;impiego complessivo di <strong>8505 unità</strong>, sono sei in Europa, otto in Asia (due in meno rispetto all&#8217;anno precedente non risultando prorogatala partecipazione italiana a Resolute Support in Afghanistan e a Eubam Rafah a Gaza), e 18 in Africa (una in più rispetto all&#8217;anno precedente avendo aggiunto la missione Onu di assistenza in Somalia).</p>
<p>Nel continente africano la presenza italiana più consistente è nella missione bilaterale di assistenza e supporto in <strong>Libia</strong> (400 unità, 69 mezzi terrestri, 2 mezzi aerei), in Asia quella in <strong>Libano</strong> (1169 unità, 368 mezzi terrestri, un mezzo navale e 7 mezzi aerei) e nella coalizione internazionale di contrasto alla minaccia terroristica del Daesh (650 unità, 97 mezzi terrestri e 11 mezzi aerei) mentre in Europa è diventata la Nato Joint Enterprise nei <strong>Balcani</strong> dopo l&#8217;incremento, rispetto al 2021, di 852 unità di personale, 137 mezzi e un mezzo aereo (totale complessivo 1490 unità, 367 mezzi terrestri e due mezzi aerei).</p>
<p>Riteniamo che gli impegni internazionali futuri, invece di diminuire, <strong>aumenteranno</strong> stante proprio quanto affermato nel concetto strategico dello Smd: la nuova collaborazione col Pakistan richiederà molto probabilmente un qualche tipo di cooperazione di tipo militare, mentre l&#8217;attenzione rivolta, per la prima volta ufficialmente, verso l&#8217;Indo-Pacifico è possibile che si trasformerà – se richiesto dagli interessati – in una cooperazione coi nostri partner strategici nell&#8217;Asean o con il Giappone, che rimane il Paese principale per quanto riguarda le collaborazioni militari/strategiche bilaterali e multilaterali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/che-fine-faranno-le-missioni-militari-italiane-allestero.html">Che fine faranno le missioni militari italiane all&#8217;estero?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Che fine hanno fatto Gerasimov e Shoigu?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/che-fine-hanno-fatto-gerasimov-e-shoigu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Mar 2022 11:56:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Capo di Stato Maggiore della Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1241" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Gerasimov-e-Shoigu-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Gerasimov-e-Shoigu-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Gerasimov-e-Shoigu-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Gerasimov-e-Shoigu-1024x662.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Gerasimov-e-Shoigu-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Gerasimov-e-Shoigu-1536x993.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Gerasimov-e-Shoigu-2048x1323.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>All&#8217;indomani del 30esimo giorno di un conflitto che, secondo molti e a questo punto anche secondo Mosca, avrebbe dovuto concludersi nell&#8217;arco di due settimane, una domanda comincia a circolare tra gli osservatori più attenti: dove sono finiti il capo di Stato Maggiore della Difesa russo, il generale Valery Gerasimov, e il ministro della Difesa, generale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/che-fine-hanno-fatto-gerasimov-e-shoigu.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/che-fine-hanno-fatto-gerasimov-e-shoigu.html">Che fine hanno fatto Gerasimov e Shoigu?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1241" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Gerasimov-e-Shoigu-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Gerasimov-e-Shoigu-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Gerasimov-e-Shoigu-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Gerasimov-e-Shoigu-1024x662.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Gerasimov-e-Shoigu-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Gerasimov-e-Shoigu-1536x993.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Gerasimov-e-Shoigu-2048x1323.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>All&#8217;indomani del 30esimo giorno di un conflitto che, secondo molti e a questo punto anche secondo Mosca, avrebbe dovuto concludersi nell&#8217;arco di due settimane, una domanda comincia a circolare tra gli osservatori più attenti: dove sono finiti il capo di Stato Maggiore della Difesa russo, il generale <strong>Valery Gerasimov</strong>, e il ministro della Difesa, generale <strong>Sergei Shoigu</strong>?</p>
<p>Gerasimov, insieme a Shoigu, sembra essere “sparito dai radar”. Il <a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2022/03/23/russia-us-military-leaders-communication/" target="_blank" rel="noopener"><em>Washington Post</em></a> in un recente articolo riporta che i ripetuti tentativi dei massimi leader militari e della difesa degli Stati Uniti di parlare con le loro controparti russe sono stati <strong>respinti da Mosca</strong> nell&#8217;ultimo mese, lasciando le due maggiori potenze nucleari del mondo all&#8217;oscuro per quanto riguarda le spiegazioni delle operazioni militari e sollevando timori di un possibile grave errore di calcolo o incidente sul campo di battaglia.</p>
<p>Il quotidiano statunitense riferisce che, dopo l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, il segretario alla Difesa <strong>Lloyd Austin</strong> e il generale <strong>Mark A. Milley</strong>, capo del Joint Chiefs of Staff, hanno cercato di chiamare Shoigu e Gerasimov, ma i russi “hanno rifiutato fino ad ora di impegnarsi”, ha detto mercoledì il portavoce del Pentagono John Kirby in una dichiarazione.</p>
<p>Sappiamo che Mosca e Washington hanno un canale di comunicazione diretto destinato al “<strong>deconflitto</strong>”, ovvero per mantenere contatti diretti tra i leader militari di alto rango per evitare pericolose escalation o confusione. Il non utilizzo di questa linea di comunicazione preferenziale tra le due superpotenze pone il rischio di <strong>escalation incontrollata</strong> e non voluta, a causa della natura stessa della guerra che viene combattuta in un ambiente dove le forze militari russe sono molto vicine a quelle della Nato.</p>
<p><strong>James Stavridis</strong>, che è stato comandante supremo dell&#8217;Alleanza Atlantica dal 2009 al 2013, ricorda che “dobbiamo evitare uno scenario in cui la Nato e la Russia entrino in guerra come sonnambuli, perché i leader senior non possono alzare il telefono e spiegarsi a vicenda cosa sta succedendo”. Uno scenario che è tutt&#8217;altro che remoto: gli errori di calcolo, dovuti a diversi fattori come difficoltà di identificazione o semplicemente alla pressione psicologica a cui può essere sottoposto un singolo comandante di unità navale o pilota da caccia, sono dietro l&#8217;angolo quando due dispositivi militari sono a così stretto contatto.</p>
<p>I tentativi di contatto effettuati da Austin e Milley però hanno uno scopo fondamentalmente diverso rispetto al canale di deconflitto. Si tratta, in questo caso, delle necessità di <strong>chiarire l&#8217;attività strategica</strong>, ovvero comunicare chiaramente gli interessi statunitensi e comprendere meglio quelli russi. Quando non c&#8217;è comunicazione a quel livello è più probabile che ipotesi peggiori che possono essere prese in considerazione al Cremlino, spesso basate su informazioni scarse, ne guidino il comportamento.</p>
<p>Il <em>Washington Post</em> però riferisce che le comunicazioni tra Stati Uniti e Russia sono state molto più scarse all&#8217;inizio della guerra rispetto alle ultime settimane: l&#8217;ambasciatore degli Stati Uniti in Russia, John J. Sullivan, ha incontrato più frequentemente i funzionari russi con visite e telefonate a intermittenza; il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Biden, Jake Sullivan, ha parlato con il suo omologo, Nikolay Patrushev, la scorsa settimana per la prima volta dall&#8217;inizio del conflitto, e alcuni ufficiali militari statunitensi e russi si sono incontrati la scorsa settimana presso il Ministero della Difesa russo, secondo quanto riferito per la prima volta dalla <em>CNN</em>.</p>
<p>Secondo alcuni analisti le due più alte cariche militari russe si negherebbero perché potrebbero essere <strong>in attesa dell&#8217;approvazione</strong> del presidente Putin ad avere contatti, data l&#8217;alta posta in gioco del conflitto. Altri ritengono che dati i <strong>toni duri della Casa Bianca</strong>, che ha bollato il leader russo come “criminale di guerra”, il Cremlino ritenga Washington non più affidabile perché quelle parole lascerebbero intendere la volontà statunitense di effettuare un <strong><em>regime change</em></strong> a Mosca. Interpretazione possibile e alquanto inquietante.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3wGCejo" target="_blank" rel="noopener">Cos&#8217;è la Guerra Ibrida e il caso della Crimea e del Donbass</a></li>
<li><a href="https://bit.ly/36nvUCI" target="_blank" rel="noopener">Cosa significa l&#8217;allerta delle forze strategiche russe?</a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3Nmn74W" target="_blank" rel="noopener">Il giallo sull&#8217;estromissione del generale Gerasimov</a></li>
</ul>
<hr />
<p>Al di sopra di tutte queste considerazioni, però, c&#8217;è un fatto ancora più preoccupante: del generale Gerasimov, così come di Shoigu, non si hanno notizie certe <strong>da almeno dieci giorni</strong>. Come riferisce la <a href="https://tass.ru/mezhdunarodnaya-panorama/14049763" target="_blank" rel="noopener"><em>Tass</em></a>, lo scorso 12 marzo il capo di Stato Maggiore ha discusso “questioni di reciproco interesse in una conversazione telefonica con il suo omologo turco Yashar Guler”, poi il generale è sparito dalla scena pubblica. Qualche giorno prima, il 4, Gerasimov <a href="https://tass.ru/armiya-i-opk/13969585" target="_blank" rel="noopener">aveva avuto un colloquio</a> con il suo omologo francese, il generale Thierry Burcard, a sottolineare come i contatti e le “uscite pubbliche” fossero più o meno costanti nonostante “l&#8217;imperfezione” dei canali di comunicazione con l&#8217;Occidente <a href="https://tass.ru/mezhdunarodnaya-panorama/13985827" target="_blank" rel="noopener">lamentata</a> dallo Stato Maggiore della Difesa britannico.</p>
<p>Anche il Ministro della Difesa russo è stato visto l&#8217;ultima volta in pubblico l&#8217;11 marzo mentre consegnava onorificenze alle truppe russe, e nonostante il Cremlino abbia dichiarato sul suo sito web il 18 marzo che Shoigu era presente anche ad un incontro tra Putin e i membri del suo consiglio di sicurezza per discutere dell&#8217;andamento della “operazione speciale in Ucraina”, i dubbi sulla sua sorte permangono dato che non sono state diffuse foto o video di quella riunione. Alcune voci danno Shoigu per malato, affetto da problemi cardiaci, altri ancora addirittura si spingono oltre e parlano del suo arresto con l&#8217;accusa di tradimento. Nella mattinata di venerdì 25, il ministro si è rivisto in una videoconferenza col presidente Putin, diffusa dal Cremlino, ma i dubbi permangono. Alcuni fanno notare che i primi e gli ultimi 4 secondi del filmato sono identici, sollevando sospetti che il video sia stato confezionato ad arte per porre fine alle troppe domande sulla sua sorte.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="ru" dir="ltr">Гостелеканалы показали (без звука) кадры якобы сегодняшнего заседания СовБеза, где присутствовал Шойгу (он в верхнем левом углу путинского монитора).</p>
<p>Ролик &#8211; 100% консервы.<br />Просто обратите внимание: первые 4 секунды и последние 4 секунды видео &#8211; это ОДНИ И ТЕ ЖЕ кадры. <a href="https://t.co/x2quCNfkI5">pic.twitter.com/x2quCNfkI5</a></p>
<p>&mdash; Проф. Преображенский (@prof_preobr) <a href="https://twitter.com/prof_preobr/status/1506973819822555145?ref_src=twsrc%5Etfw">March 24, 2022</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<blockquote><p>Si tratta comunque di voci non verificabili, ma il denominatore comune che avanza sospetti sulla sua sorte e su quella di Gerasimov è proprio la loro sparizione dalla scena pubblica per un lungo periodo di tempo.</p></blockquote>
<p>Per quanto riguarda il capo di Stato Maggiore ad aumentare ulteriormente i dubbi c&#8217;è un piccolo giallo verificatosi già il secondo giorno di guerra, quando “fonti ucraine” riportavano <a href="https://it.insideover.com/guerra/putin-ha-estromesso-il-suo-capo-di-stato-maggiore-gerasimov.html" target="_blank" rel="noopener">la sua estromissione dal comando dell&#8217;operazione militare</a> in Ucraina. Il giorno successivo, domenica 27 febbraio, Gerasimov compariva insieme a Shoigu nella brevissima comunicazione video del presidente Putin che informava dell&#8217;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/putin-non-ha-minacciato-usare-armi-nucleari-vi-spieghiamo-2013798.html" target="_blank" rel="noopener">aumento dello stato di approntamento delle forze nucleari strategiche</a>: qualcosa che abbiamo giudicato come un segnale di continuità della catena di comando russa per spazzare via i dubbi emersi nelle ore precedenti, ma anche da considerare come un passo obbligato trattandosi proprio delle forze strategiche, che fanno capo per il loro impiego, in ultima analisi, alle tre più alte figure della difesa russa.</p>
<p>Gerasimov però non è solo il capo di Stato Maggiore della Difesa, ruolo già di per sé molto importante, ma è anche colui che ha sintetizzato la <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/hybrid-warfare-che-cose-la-guerra-ibrida.html" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>Hybrid Warfare</strong></em></a> occidentale attualizzandola agli scopi russi, mettendola in pratica nel 2014 durante il colpo di mano in Crimea e Donbass. Ricordiamo, infatti, che durante quei giorni in cui la Russia ha dapprima sobillato la popolazione russofona per poi intervenire militarmente sotto copertura (le truppe russe erano senza insegne, da qui il nomignolo di “uomini verdi” o “uomini gentili”) il comandante sul campo era proprio Gerasimov, che ha anche supervisionato direttamente le successive operazioni militari in Donbass dove c&#8217;è stato l&#8217;intervento, mai ammesso apertamente, delle forze russe a sostegno degli insorti. Furono operazioni che in ambito militare si definiscono “a bassa intensità” e trovano spiegazione proprio nell&#8217;applicazione dei concetti generali di Guerra Ibrida russa.</p>
<p>Sulla base di queste considerazioni possiamo quindi provare a fare delle ipotesi, che non essendo comprovabili tali restano, sulla “sparizione” del generale: Gerasimov, <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-giallo-sullaereo-di-lavrov.html" target="_blank" rel="noopener">insieme ad altri personaggi di spicco</a> della diplomazia, dei Servizi di Sicurezza e dell&#8217;ambiente militare, non era d&#8217;accordo sull&#8217;intervento armato in Ucraina, preferendo una tattica “soft” di più lungo termine per cercare un <em>regime change</em> a Kiev, ma il Cremlino ha ritenuto di non avere più tempo per imbastire un&#8217;operazione simile a quella messa in pratica nel 2014, stante le mutate condizioni interne in Ucraina, dove il giro di vite antidemocratico in funzione antirussa non avrebbe permesso di attuare una <a href="https://it.insideover.com/guerra/infowar-una-guerra-tra-occidente-e-russia-senza-esclusione-di-colpi.html" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>infowar</em> di propaganda e disinformazione </strong></a>per destabilizzare il Paese dall&#8217;interno, e per via dell&#8217;aumento delle forniture di armi dall&#8217;Occidente, che avrebbero potuto essere usate nell&#8217;immediato futuro per un&#8217;operazione militare di Kiev volta a recuperare il Donbass e possibilmente anche la Crimea (se pur sembri un obiettivo fuori portata dato il divario di mezzi e le implicazioni politiche). Questa lettura spiegherebbe perché il generale Gerasimov, insieme a Shoigu, è stato tenuto sostanzialmente ai margini del complesso mediatico relativo al conflitto in Ucraina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/che-fine-hanno-fatto-gerasimov-e-shoigu.html">Che fine hanno fatto Gerasimov e Shoigu?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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