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	<title>autorita-nazionale-palestinese Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 08 Apr 2019 15:12:13 +0000</lastBuildDate>
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	<title>autorita-nazionale-palestinese Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>L&#8217;offerta di Trump ai palestinesi:una confederazione con la Giordania</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-palestinesi-giordania.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Sep 2018 15:19:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[autorita-nazionale-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Striscia di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/trump-telefona.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/trump-telefona.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/trump-telefona-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/trump-telefona-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Per molto tempo, il piano di pace di Donald Trump per Israele e Palestina è rimasto completamente oscuro. Ma adesso, arrivano ad arrivare le prime indiscrezioni. Come riporta Haaretz, a rivelare una parte del piano proposto dal presidente degli Stati Uniti è stato il leader palestinese Mahmoud Abbas. Secondo il presidente dell&#8217;Autorità palestinese, il &#8220;team &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-palestinesi-giordania.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-palestinesi-giordania.html">L&#8217;offerta di Trump ai palestinesi:una confederazione con la Giordania</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/trump-telefona.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/trump-telefona.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/trump-telefona-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/trump-telefona-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p>Per molto tempo, il piano di pace di Donald Trump per Israele e Palestina è rimasto completamente oscuro. Ma adesso, arrivano ad arrivare le prime indiscrezioni. Come riporta <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/palestinians/.premium-abbas-trump-s-team-offered-jordanian-palestinian-confederation-1.6435791"><em>Haaretz</em></a>, a rivelare una parte del piano proposto dal presidente degli Stati Uniti è stato il leader palestinese <strong>Mahmoud Abbas</strong>. Secondo il presidente dell&#8217;Autorità palestinese, il &#8220;team per la pace&#8221; di Trump ha offerto a Ramallah la creazione <strong>una confederazione giordano-palestinese</strong>.</p>
<p>&#8220;Mi è stato chiesto se credo in una federazione con la Giordania&#8221;, ha detto Abbas durante una conferenza con il movimento progressista israeliano Peace Now. &#8220;Ho risposto sì, voglio una confederazione con la Giordania e Israele, e ho chiesto agli israeliani se accoglierebbero una tale offerta&#8221;. La proposta, almeno secondo le informazioni di Abbas, sarebbe stata avanzata allo stesso presidente palestinese durante un incontro con <strong>Jared Kushner</strong>, genero di Trump e uomo di fiducia del presidente Usa per gli accordi con Israele e Arabia Saudita, e l&#8217;inviato in Medio Oriente della Casa Bianca, <strong>Jason Greenblatt</strong>. </p>
<p>Il presidente palestinese non ha fornito ulteriori dettagli riguardo le implicazioni amministrative di un tale piano. E non ha chiarito neanche quale autonomia sarebbe concessa allo Stato palestinese confederato con quello giordano. Ma è anche vero che, avendo respinto la proposta, sarebbe stato inutile dare informazioni maggiori.</p>

<p>Ed è difficile credere che la sua controproposta possa essere accolta con favore. L&#8217;offerta americana, per quanto opinabile, è paradossalmente più verosimile di quella di Abbas. Credere che Israele accetti di far parte di una confederazione con Giordania e Palestina è, almeno per il momento, pura utopia. E non è difficile credere che Abbas abbia rilanciato con quest&#8217;idea proprio per mostrare le lacune del piano di Washington e che abbia <strong>alzato il tiro</strong> per continuare a negoziare.</p>
<p>Abbas non è un uomo di guerra e la sua leadership è molto debole. Difficile credere che voglia realmente ottenere quanto proposto. Ma è comunque un segnale che esiste un piano e che esiste un&#8217;idea dei palestinesi, pur se difficilmente realizzabile.</p>
<p>La questione resta spinosa. L&#8217;offerta di Washington implica l&#8217;esistenza di una volontà politica unitaria da parte della leadership palestinese che, in questo momento, stenta a decollare. E questo è anche il frutto di una <strong>totale divergenza fra Ramallah e Gaza</strong>. Hamas, che controlla l&#8217;enclave palestinese della Striscia, considera Abbas una sorta di collaboratore di Israele. E la Striscia di Gaza, dove risuonano costantemente i tamburi di guerra, non riconoscerà mai l&#8217;autorità di Abbas a meno di stravolgimenti politici o militari.</p>

<p>Resta però il dato incontrovertibile che, per avere un accordo di pace con i palestinesi, occorre anche il placet di Gaza e quindi di Hamas. Lo sanno tutti, anche alla Casa Bianca. La scorsa settimana, l&#8217;ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, <strong>David Friedman</strong>, ha detto ai membri del Congresso ebraico americano che &#8220;non c&#8217;è alcuna possibilità di avere pace con i palestinesi&#8221; senza la pace anche con il milione e mezzo di abitanti di Gaza. </p>
<p>Israele ha ingaggiato con Hamas un&#8217;escalation militare che può deflagrare da un momento all&#8217;altro. E mentre le forze israeliane si preparano a un&#8217;eventuale conflitto armato su larga scala, dopo i raid degli ultimi mesi e le violenze al confine, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.lastampa.it/2018/09/01/esteri/trump-taglia-tutti-i-fondi-ai-palestinesi-WGxq8T0A4c1DKd4CwVmx7L/pagina.html">Trump ha cancellato gli aiuti all&#8217;Urwa</a>, l&#8217;Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati.</p>
<p>Questa mossa, condannata dalle Nazioni Unite per le enormi implicazioni sulla popolazione della Striscia, è stato un messaggio molto netto. La Casa Bianca considera Gaza (e quindi Hamas) un problema per il suo piano in Medio Oriente. E molti, a Ramallah, temono che l&#8217;obiettivo di Trump sia quello di separare i destini della Striscia da quelli della Cisgiordania, come ha ricordato il premier palestinese <strong>Rami Hamdallah</strong> ad <em><a href="https://www.huffingtonpost.it/2018/08/26/trump-non-pensi-di-separare-gaza-e-cisgiordania-intervista-al-primo-ministro-palestinese-rami-hamdallah_a_23509684/">Huffington Post</a></em>.</p>

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			</item>
		<item>
		<title>Erdogan vuole prendersi la Palestina: e gli Stati arabi si uniscono a Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/erdogan-palestina-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jul 2018 08:06:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[autorita-nazionale-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Gerusalemme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180330163108_26072908.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180330163108_26072908.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180330163108_26072908-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180330163108_26072908-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180330163108_26072908-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Recep Tayyip Erdogan ha messo nel mirino la Palestina e punta a guidare le organizzazione più estreme. È questo l&#8217;allarme lanciato da Giordania, Arabia Saudita e la stessa Autorità nazionale palestinese a Israele. Secondo quanto rivelato dal quotidiano israeliano Haaretz, l&#8217;attività della Turchia soprattutto a Gerusalemme Est è cresciuta molto negli ultimi tempi. E Ankara &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/erdogan-palestina-israele.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180330163108_26072908.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180330163108_26072908.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180330163108_26072908-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180330163108_26072908-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180330163108_26072908-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> ha messo nel mirino la <strong>Palestina</strong> e punta a guidare le organizzazione più estreme. È questo l&#8217;allarme lanciato da Giordania, Arabia Saudita e la stessa Autorità nazionale palestinese a Israele. Secondo quanto rivelato dal quotidiano israeliano <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.haaretz.com/israel-news/.premium-jordan-saudis-and-pa-warn-israel-erdogan-operating-in-east-jerusalem-1.6220111">Haaretz</a></em>, l&#8217;attività della <strong>Turchia</strong> soprattutto a <strong>Gerusalemme Est</strong> è cresciuta molto negli ultimi tempi. E Ankara rischia ora di guidare il movimento palestinese scalzando gli Stati che tradizionalmente hanno maggiore peso nelle decisioni dei movimenti che lottano per l&#8217;indipendenza della Palestina.</p>
<p>I tentacoli di Erdogan</p>
<p>L&#8217;influenza turca sulla Palestina è da tempo sotto stretto controllo delle autorità israeliane. L&#8217;intelligence sa che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/erdogan-impero-ottomano/">Erdogan ha come progetto</a> quello di guidare i movimenti per <strong>imporsi come interlocutore</strong> su tutte le questioni mediorientali. E la Palestina è certamente una delle principali. </p>
<p>Un&#8217;influenza che si basa non solo su attività &#8220;clandestine&#8221; o puramente di intelligence, ma anche su una serie di legami economici e culturali per certi versi alla luce del Sole. Come spiegato dal quotidiano israeliano, i tentacoli di Erdogan si sviluppano in <strong>quattro direttrici</strong>:</p>
<p>donazioni alle organizzazioni islamiche;acquisti di immobili nella parte orientale di Gerusalemme;organizzazione di visite turistiche e tour delle organizzazioni islamiche turche;partecipazione dei gruppi radicali turchi alle proteste palestinesi.L&#8217;allarme degli Stati arabi</p>
<p>Il fatto che sia gli Stati arabi che le autorità palestinesi abbiano<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.aljazeera.com/news/2018/06/palestine-saudi-arabia-warn-israel-turkey-180628195454983.html"> lanciato questo allarme</a> coinvolgendo direttamente Israele, è molto importante. È la dimostrazione che l&#8217;interesse comune sia quello di <strong>mantenere l&#8217;equilibrio</strong>, evitando che la Turchia possa entrare come nuovo giocatore in una partita che già di suo è estremamente complicata e non priva di ostacoli quasi insuperabili.</p>
<p><strong>Giordania</strong> e <strong>Autorità nazionale palestinese</strong> sanno che l&#8217;influenza turca può essere dirompente. Erdogan ha alle sue spalle uno Stato forte. E da Amman fanno sapere di aver avvertito più volte Israele della crescente capacità di Ankara di assumere peso all&#8217;interno delle gerarchie palestinesi. Il regno giordano teme di perdere la protezione che da sempre ha sui luoghi santi dell&#8217;Islam in Palestina.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;Anp, molti dei gruppi più radicali sono delusi dalla mancanza di una strategia chiara da parte dei vertici politici e militari del fronte palestinese. L&#8217;Autorità viene considerata da molti collusa con Israele e <strong>Abu Mazen</strong> è un leader sempre più debole e meno capace di gestire la situazione. Inoltre, gli Stati arabi hanno nel tempo perso quella volontà di proteggere i palestinesi. E questo nasce anche dall&#8217;esigenza da parte di questi Stati di dimostrare la loro vicinanza rispetto a Israele per non turbare gli Stati Uniti.</p>
<p>Dall&#8217;altro lato, non va sottovalutata anche la questione legata al blocco nei confronti del <strong>Qatar</strong>. Doha ha rappresentato per anni il centro di finanziamento principale di Hamas e di molti movimenti palestinesi. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.cnn.com/2017/06/13/middleeast/qatar-crisis-hamas/index.html">La chiusura di questo rubinetto ad opera dell&#8217;Arabia Saudita</a> che ha voluto colpire la politica qatariota ha condotto a un vuoto di alleanze che molte organizzazioni tra Gaza, Gerusalemme Est e Ramallah cercando ci colmare. </p>
<p>Ma questo punto ha anche un altro risvolto. Erdogan al pari del Qatar, ha un fortissimo legame con i <strong>Fratelli musulmani</strong>, movimento che i sauditi e gli Stati arabi vogliono colpire in maniera radicale. Il fatto di aver bloccato il Qatar ma di ritrovarsi la Turchia e la Fratellanza invischiata negli affari palestinesi, significa che la minaccia non si è fermata. Anzi, dimostra la capacità dell&#8217;organizzazione islamica di portare avanti il suo progetto.</p>
<p>La penetrazione turca è iniziata da tempo</p>
<p>Non è una novità che Erdogan abbia interessi in Palestina. Nell&#8217;ultimo mese i rapporti si sono fatti sempre più complessi con Israele, anche per motivi puramente elettorali. Il Sultano si è voluto presentare come<strong> difensore del popolo palestinese</strong> contro Israele dopo gli scontri avvenuti al confine israeliano e che hanno visto morire centinaia di palestinesi. </p>
<p>Nella fase più calda delle proteste, quando i morti iniziavano a contarsi a decine, Erdogan ha virato verso una forte opposizione alle politiche israeliane. E <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-05-15/dopo-gaza-turchia-espelle-l-ambasciatore-israele-161917.shtml?uuid=AEktfsoE">l&#8217;espulsione dell&#8217;ambasciatore di Israele in Turchia</a> è stato l&#8217;apice di questa guerra diplomatica avviata da Ankara. Nel frattempo, Israele rispondeva colpo su colpo, e non va sottovalutato l&#8217;appoggio di una parte della Knesset <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.jpost.com/Israel-News/Politics-And-Diplomacy/MK-pushes-Israel-to-recognize-Kurdistan-as-an-independent-state-557955">alle istanze autonomiste del Kurdistan</a>.</p>
<p> Ma se torniamo indietro di anni, l&#8217;influenza turca su quella parete di Medio Oriente si può far risalire già ai tempi <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/05/31/news/assalto_israeliano_alla_nave_dei_pacifisti_la_marina_spara_almeno_10_morti-4453089/">dell&#8217;incidente della Freedom Flotilla</a>, quando morirono nove attivisti turchi nell&#8217;assalto dei commando israeliani a circa 75 miglia nautiche dalle coste israeliane. La missione della flotta dell&#8217;Ong pro-Palestina finì nel sangue, ma Erdogan riuscì a legittimarsi di fronte all&#8217;opinione pubblica palestinese.</p>
<p>Israele rassicura i vicini</p>
<p>Gli ufficiali dell&#8217;intelligence israeliana <strong>hanno rassicurato i vicini arabi</strong>. Sembra incredibile che Israele rassicuri Stati che in teoria non lo riconoscono, ma questo è il mondo mediorientale di oggi: tutto è in trasformazione, malleabile e le alleanze cambiano. Israele in questa fase è un partner delle monarchie del Golfo ed è a stretto contatto con la Giordania, e questo è evidente a tal punto che si ritrovano, anche in questo caso, come con l&#8217;Iran, sullo stesso lato della barricata. </p>
<p>I servizi israeliani hanno confermato alle loro controparti arabe di aver avviato da tempo un&#8217;attività di monitoraggio. La polizia israeliana è al corrente di queste acquisizioni immobiliari così come delle donazioni verso gruppi islamici. Ma anche confermando l&#8217;attenzione nei confronti di questa strategia truca, le forze dell&#8217;ordine e i servizi israeliani hanno fatto capire che <strong>c&#8217;è effettivamente una crescita esponenziale della presenza turca</strong> a Gerusalemme Est. </p>
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		<title>Chi c&#8217;è dietro il fallito attentato al primo ministro palestinese</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/attentato-premier-palestinese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Mar 2018 07:09:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[autorita-nazionale-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Striscia di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="891" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180313113832_25942492.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180313113832_25942492.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180313113832_25942492-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180313113832_25942492-768x456.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180313113832_25942492-1024x608.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Chi ha attentato alla vita del premier palestinese, Rami Hamdallah, e del capo dell&#8217;intelligence palestinese, Majid Faraj? Qual era lo scopo dell&#8217;attentato: ucciderli o semplicemente mandare un messaggio? Le domande si susseguono e continuano a non trovare una risposta. Il premier era in arrivo nella Striscia di Gaza, ufficialmente per inaugurare un impianto di acque reflue &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/attentato-premier-palestinese.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/attentato-premier-palestinese.html">Chi c&#8217;è dietro il fallito attentato al primo ministro palestinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="891" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180313113832_25942492.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180313113832_25942492.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180313113832_25942492-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180313113832_25942492-768x456.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180313113832_25942492-1024x608.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Chi ha attentato alla vita del premier palestinese, <strong>Rami Hamdallah</strong>, e del capo dell&#8217;intelligence palestinese, <strong>Majid Faraj</strong>? Qual era lo scopo dell&#8217;attentato: ucciderli o semplicemente mandare un messaggio? Le domande si susseguono e continuano a non trovare una risposta.</p>
<p>Il premier era in arrivo nella <strong>Striscia di Gaza</strong>, <a href="http://www.lastampa.it/2018/03/13/esteri/esplosione-vicino-al-convoglio-del-primo-ministro-palestinese-a-gaza-attacco-vigliacco-di-hamas-1kbWZZGs63cKqBwcffk9lO/pagina.html">ufficialmente per inaugurare un impianto di acque reflue</a> e per alcuni incontri con i capi politici dell&#8217;enclave palestinese. Ufficiosamente, la presenza sua e di Faraj erano ovviamente legate a motivazioni di altro tipo, ben più importanti del pur utilissimo<strong> impianto fognario</strong> per un&#8217;area che vive senza strutture che depurino le acque. Il rispetto per l&#8217;accordo siglato fra Hamas e Anp in Egitto è un problema essenziale per politica regionale e Il Cairo ha premuto soprattutto su Hamdallah per farlo andare a Gaza City dopo mesi.</p>
<p><strong>Hamas</strong> è stato da subito individuato come mandante da parte dell&#8217;Anp. Ma vedendo bene sia la dinamica del fallito attentato sia gli eventi che l&#8217;hanno preceduta, non sembra che l&#8217;organizzazione che governa la Striscia, avesse motivo di colpire Hamdallah. Né che avesse interesse a chiudere un occhio e lasciare che qualcun altro attaccasse gli illustri ospiti da Ramallah.</p>

<p><a href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/palestinians/.premium-who-s-behind-the-attempted-assassination-of-a-top-palestinian-leader-1.5905705">Come ricordato dal quotidiano israeliano <em>Haaretz</em></a>, &#8220;Hamas vuole dipingersi come una forza dominante che è disposta a rinunciare alla sua parte di potere per la preoccupazione per il popolo, e non per i suoi stessi fallimenti. Il fatto che non sia riuscito a contrastare questo attacco indebolirà la sua posizione nei colloqui con l&#8217;Egitto e Fatah, la fazione dominante dell&#8217;Autorità palestinese&#8221;. Il tentativo di assassinio è avvenuto sulla principale <strong>arteria nord-sud della Striscia</strong>, vicino al valico di <strong>Erez</strong>. Si tratta di un&#8217;area che è apparentemente sotto la stretta supervisione dei servizi di sicurezza di Hamas. Pertanto, l&#8217;organizzazione non ha dato l&#8217;impressione di saper garantire la sicurezza dei suoi abitanti.</p>
<p>Inoltre, c&#8217;è un motivo politico legato all&#8217;accordo sponsorizzato da al Sisi per cui Hamas non avrebbe una ragione valida per attentare al premier e infrangere l&#8217;accordo. Data l&#8217;impasse continua e prevedibile nei colloqui di <strong>riconciliazione </strong>tra Hamas e <strong>Fatah</strong>, l&#8217;accordo rimane conveniente per Hamas. Di fatto, l&#8217;organizzazione controlla ancora Gaza, mentre, attraverso l&#8217;opera dell&#8217;Anp, si continuano a costruire infrastrutture vitali e urgentemente necessarie che attenuano il disastro ambientale e umanitario causato dall&#8217;assedio israeliano. </p>
<p>L&#8217;impianto delle acque reflue oggetto del viaggio dei due palestinesi, ad esempio, non era per niente secondario. L&#8217;infrastruttura, il cui prezzo è stato di <strong>75 milioni di dollari</strong> ed è stato coperto interamente da Svezia, Belgio, Francia, Commissione europea e Banca mondiale, dovrebbe servire circa 400mila persone. Mentre il Mideast Quartet (Stati Uniti, Nazioni Unite, Unione europea e Russia) ha collaborato con le autorità israeliane in modo da consentire ai materiali e agli esperti di entrare a Gaza. Senza la loro assistenza, la costruzione avrebbe probabilmente richiesto molti più anni.</p>

<p>Proprio per questo motivo, prima di giungere alla conclusione che Hamas sia colpevole o mandante dell&#8217;attentato, occorre valutare se ne avesse interesse. In un solo episodio, si è dimostrata incapace di garantire la sicurezza, colpevole di un attentato verso connazionali palestinesi e pronta a infrangere un accordo del tutto pendente in suo favore. Qualcosa non torna.</p>
<p>Ciò porta a <strong>svariate possibilità</strong>: in primo luogo, l&#8217;organizzazione dietro l&#8217;attacco potrebbe essere quella che opera in opposizione alla politica di Hamas all&#8217;interno della Striscia, in particolare gruppi <strong>salafiti</strong>, come sostenuto da Tawfiq Abu Naim. In alternativa, che Hamas abbia<strong> chiuso un occhio</strong> su un atto che avrebbe dovuto minacciare gli alti funzionari dell&#8217;Autorità, ma non ucciderli. Terza ipotesi, <strong>un gruppo ribelle</strong> del tutto incontrollato, magariC di giovani, visto che non hanno svolto il loro compito a dovere. Quarta ipotesi, <strong>uno Stato straniero</strong>, che Hamas ha individuato in Israele. Di certo, chiunque l&#8217;ha fatto, non vuole la riconciliazione fra Gaza e Ramallah. Questa è l&#8217;unica certezza.</p>
<p>&nbsp;</p>

<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/attentato-premier-palestinese.html">Chi c&#8217;è dietro il fallito attentato al primo ministro palestinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Tra spionaggio e &#8220;prostituzione&#8221;:  ora torna alla ribalta Tzipi Livni</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jan 2018 08:21:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[autorita-nazionale-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="900" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Tzipi_livni_-_Kadima_events.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Tzipi_livni_-_Kadima_events.jpg 900w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Tzipi_livni_-_Kadima_events-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Tzipi_livni_-_Kadima_events-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>Storie di letto, di amanti, di relazioni e di spionaggio: il Medio Oriente non è certo nuovo, nel bel mezzo degli intrecci geopolitici che infiammano da sempre la regione, anche a questo particolare tipo di diplomazia fatta all’interno delle camere d’albergo e non attorno ai tavoli dei negoziati; allo stesso modo, non è affatto elemento &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/spionaggio-prostituzione-ora-torna-alla-ribalta-tzipi-livni.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="900" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Tzipi_livni_-_Kadima_events.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Tzipi_livni_-_Kadima_events.jpg 900w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Tzipi_livni_-_Kadima_events-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Tzipi_livni_-_Kadima_events-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p><p>Storie di letto, di amanti, di relazioni e di spionaggio: il Medio Oriente non è certo nuovo, nel bel mezzo degli intrecci geopolitici che infiammano da sempre la regione, anche a questo particolare tipo di diplomazia fatta all’interno delle camere d’albergo e non attorno ai tavoli dei negoziati; allo stesso modo, non è affatto elemento nuovo quello di<strong> servizi segreti che usano delle spie di sesso femminile per cercare di strappare al nemico quante più informazioni possibili</strong>, di quelle estraibili molto più facilmente nell’intimità di un letto piuttosto che con l’ausilio di cimici e microcamere. Chissà se nel riportare le indiscrezioni su Tzipi Livni, ex ministro degli Esteri israeliano ed ex spia del Mossad, il giornalista della tv irachena ha pensato alle storie dell’inglese <strong>Gertrude Bell</strong>, donna non molto avvenente fisicamente ma dotata di un grande carisma e di una notevole astuzia; vicina a Churchill, la Bell ha girato il mondo arabo come archeologa ma, in realtà, è stata anche una spia inglese entrata poi a Baghdad nelle grazie di <strong>Re Faysal</strong> tanto da essere considerata, grazie a questo particolare rapporto, tra le artefici della nascita dell’odierno stato iracheno.</p>
<p>La tv irachena: “La Livni a letto con i principali dirigenti palestinesi”</p>
<p>Il giornalista in questione è<strong> Mohamed Al Tamimi</strong> ed è tra i più seguiti in Iraq; nel corso di un programma di approfondimento, ha mandato in onda un servizio con protagonista Tzipi Livni, ex braccio destro di Sharon e prima donna israeliana a ricoprire l’incarico di vice primo ministro negli anni del <strong>governo Olmert</strong>. Il servizio del giornalista iracheno mira ad evidenziare come alcuni degli uomini più potenti dell’Autorità Nazionale Palestinese, negli anni 80, siano stati ricattati dalla Livni: “Andava a letto con loro – viene spiegato nel servizio – Con il preciso scopo di ottenere informazioni e di ricattarli, in quanto aveva piazzato telecamere all’interno delle stanze”; nel filmato si fanno anche due nomi eccellenti: sono quelli di <strong>Saeb Erekat</strong>, capo negoziatore di lunga data dell’ANP, e di <strong>Yasser Abed Rabbo</strong>, segretario dell’Olp. Al Tamimi non appare particolarmente &#8220;tenero&#8221;, per usare un eufemismo, nei confronti della Livni: “Quella che abbiamo appena visto è una prostituta israeliana, è in questo modo che lei ha contribuito ad affondare la Palestina”.</p>
<p>Chi è Tzipi Livni</p>
<p>La popolarità della donna in Israele, ma anche a livello internazionale, è salita alla ribalta nell’estate del 2005: in quei caldi mesi, contrassegnati dagli attentati alla metropolitana di Londra ed a Sharm El Sheikh, il governo di Tel Aviv guidato da <strong>Ariel Sharon</strong> procedeva allo smantellamento delle colonie ebraiche nella Striscia di Gaza; la Livni, che di quell’esecutivo era a capo del Dicastero della Giustizia, è stata tra le prime a caldeggiare l’idea di scissione dal Likud (contrario all&#8217;azione compiuta a Gaza) a favore della fondazione di un partito centrista assieme all’ala moderata dei Laburisti. In tal modo, l’esperienza di governo di Sharon è potuta andare avanti, con il supporto della nuova formazione denominata &#8220;<strong>Kadima</strong>&#8221; (<em>Avanti</em> in ebraico), di cui la Livni è subito diventata uno dei volti maggiormente famosi. Di origine polacca, a contribuire alla sua popolarità è stata anche la capigliatura bionda: da un lato, certamente il suo volto si è prestato ad una presentazione molto diversa rispetto agli standard classici della leadership israeliana, dall’altro proprio quei capelli biondi le hanno permesso un <strong>accostamento con Yulia Timoshenko</strong>, che in quei mesi la stampa occidentale per qualche motivo aveva eletto come ‘paladina della democrazia’ durante la prima ondata di proteste in Ucraina.</p>
<p>La malattia di Sharon, sopraggiunta nel dicembre 2005, ha consegnato il governo ad Olmert ed in quell’esecutivo la Livni è diventata vice primo ministro e soprattutto <strong>Ministro degli Esteri</strong>; nel 2008, dopo l’indebolimento della popolarità di Olmert a seguito degli strascichi della sanguinosa operazione in Libano del 2006 e di accuse di corruzione, è proprio la Livni ad essere destinata a guidare il nuovo esecutivo. Pur tuttavia, i tentativi di trovare accordi con i Laburisti e con altri partiti minori vanno a vuoto, allo stesso modo di come sono poi falliti l’anno successivo dopo le elezioni anticipate; da quel momento, a parte un intermezzo come Ministro della Giustizia tra il 2013 ed il 2014, si sono aperte per lei solo le porte dell’opposizione ai governi Netanyahu. Attualmente la Livni è uno dei cinque deputati alla Knesset del partito <strong>HaTnuah</strong>, nato nel 2012 dalla scissione di Kadima.</p>
<p>Una storia uscita nel 2012 ma sempre smentita</p>
<p>A riproporre sul <a href="https://twitter.com/MemriArabic/status/952979156974915586">proprio canale Twitter </a>il servizio video di Mohamed Al Tamimi, risalente al novembre 2017, è stato l’istituto di ricerca <strong>MEMRI</strong> il quale ha sede a Washington; nella didascalia del post, i responsabili dell’istituto hanno espressamente bollato il servizio come ‘<em>fake news</em>’: “Esempio di fallimento dei media arabi”, viene scritto a margine del video postato sul popolare social network. In effetti, la storia secondo cui Tzipi Livni, come spia del Mossad, ha avuto tra i suoi incarichi anche quello di sedurre leader arabi con lo scopo di prendere informazioni, non è affatto nuova ed al pari di come non sono nuove le smentite; tutto è nato da un articolo del 2012 del quotidiano egiziano <em><strong>Al-Masri Al-Youm</strong></em>, secondo cui la Livni avrebbe ammesso di aver fatto sesso con leader arabi per dare al proprio paese vantaggi politici. La fonte utilizzata dal giornale con sede al Cairo, è stata un’intervista che la stessa Livni ha rilasciato al <strong>The Times</strong> il 15 febbraio 2009; in effetti, il giornalista del quotidiano inglese inviato a Tel Aviv, <strong>Uzi Mahnaimi</strong>, <a href="https://www.thetimes.co.uk/article/looking-for-love-livni-the-lonely-spy-qxfn5m96qgh">ha pubblicato quel giorno </a>un’intervista all’ex ministro degli Esteri israeliano, ma non c’è traccia di ammissioni sui rapporti con leader palestinesi.</p>
<p>In quell’articolo, il cronista ha toccato più punti circa il lavoro della Livni al Mossad operato negli anni 80, l’allora aspirante premier ha anche parlato della solitudine provata nel vivere a Londra da agente israeliana e, alla domanda se qualcuno dall’agenzia di spionaggio di Tel Aviv le avesse chiesto di sedurre qualche rivale, la Livni ha seccamente escluso tale ipotesi: “Nessuno me l’ha mai chiesto – ha dichiarato in quell’intervista – <em>S</em>e qualcuno però me l’avesse proposto, non so come avrei reagito”. Già nel 2012 sia i portavoce della Livni che il <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.timesofisrael.com/leading-egyptian-daily-falsely-claims-livni-admitted-to-having-sex-with-arabs-for-political-gain/">Times of Israel</a></em> avevano smentito la ricostruzione data dal quotidiano egiziano, adesso è l’istituto MEMRI a bollare come falso il servizio andato in onda sulla tv irachena; in tanti a Tel Aviv hanno sempre parlato della Livni come di un’avvenente ragazza negli anni 80, il suo lavoro di spia del Mossad non ha certamente mancato di far accreditare voci sull’uso della sua capacità seduttiva per fini politici, ma per adesso nessuna ipotesi del genere ha trovato conferma.</p>

<p>Del resto comunque, in Israele la discussione su cosa sia lecito o moralmente accettabile pur di difendere lo Stato ebraico è vecchia quanto la fondazione del paese; <strong>Ari Shfat</strong> ad esempio, non a caso citato dal quotidiano egiziano nel 2012, è diventato tra i Rabbini più famosi in quanto ha considerato la prostituzione finalizzata allo spionaggio ‘non peccaminosa’, invitando chi l’ha praticata o chi deve praticarla a non considerarsi peccatrice. Sul perché in Iraq sia stata ripresa in queste settimane la notizia riguardante Tzipi Livni, non è dato sapere: la donna, <strong>specie dopo il suo ok all’operazione ‘Piombo Fuso’</strong> che nel 2009 ha devastato la Striscia di Gaza ed <a href="http://www.ilgiornale.it/news/giallo-londra-ordine-arresto-tzipi-livni-israele-falsit.html">ha provocato centinaia di vittime tra i palestinesi</a>, non è certo ben vista dai Paesi e dai media arabi; ma da Tel Aviv, c’è chi inizia a parlare di un ‘rilancio’ della fake news spinto anche per indebolire ulteriormente la stessa Livni, attualmente all’opposizione rispetto a Netanyahu.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/spionaggio-prostituzione-ora-torna-alla-ribalta-tzipi-livni.html">Tra spionaggio e &#8220;prostituzione&#8221;:  ora torna alla ribalta Tzipi Livni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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