<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Volodymyr Zelenskyy Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/volodymyr-zelenskyy/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/volodymyr-zelenskyy</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 10 Oct 2026 14:08:28 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Volodymyr Zelenskyy Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/volodymyr-zelenskyy</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>L’Europa nel mirino dei call center ucraini </title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/leuropa-nel-mirino-dei-call-center-ucraini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Larissa Clelia Remenyi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 14:08:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Call Center Fraudolenti]]></category>
		<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=532011</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1261" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-1-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-1-1024x673.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-1-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-1-1536x1009.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-1-600x394.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’Ucraina deve combattere un’industria criminale che ha trovato bersagli sempre più numerosi proprio nei Paesi europei che la sostengono.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/leuropa-nel-mirino-dei-call-center-ucraini.html">L’Europa nel mirino dei call center ucraini </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1261" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-1-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-1-1024x673.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-1-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-1-1536x1009.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-1-600x394.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p class="has-medium-font-size"></p>



<p><strong>«Non trasferite il denaro. Chiamate la banca».</strong> È uno dei consigli che i media russi ripetono ai propri lettori mentre spiegano come riconoscere le nuove truffe telefoniche. In uno degli ultimi casi raccontati da <a href="https://novosti-saratova.ru/ria-novosti-moshenniki-nachali-aktivno-ispolzovat-shemu-obratnogo-perevoda-deneg/">RIA Novosti</a>, il meccanismo è quasi banale: i truffatori accreditano una somma sulla carta della vittima e poi le chiedono di girarla su un altro conto. Chi esegue il trasferimento rischia così di diventare, senza saperlo, un anello del riciclaggio. Mosca, insomma, sembra aver imparato a diffidare delle telefonate, e per i call center fraudolenti che operano dall’Ucraina è diventato un problema.</p>



<p>Secondo un rapporto della <em>Global Initiative to Counter Transnational Organized Crime</em> (GI-TOC) oggi i russi rappresenterebbero appena <a href="https://ctrana.one/news/511959-kak-ustroen-rynok-kol-tsentrov-v-ukraine-i-pochemu-na-nem-vse-bolshe-krovi-i-skandalov.html">il 10-15%</a> delle vittime degli “uffici”. Il mercato ha quindi cercato altrove, e lo ha fatto su una scala tutt’altro che marginale: secondo lo stesso <a href="https://news.by/eng/news/v_mire/aydinlik-monthly-revenue-of-fraudulent-call-centers-in-ukraine-reaches-1-billion">rapporto</a>, <strong>nel 2026 in Ucraina operavano circa 1.000 call center fraudolenti, con circa 60.000 persone coinvolte.</strong> Le reti avrebbero raggiunto vittime in almeno 29 Paesi, mentre i ricavi complessivi arriverebbero fino a un miliardo di dollari al mese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nuovo “mercato” è l’Europa</h2>



<p>A <a href="https://www.eurojust.europa.eu/news/fraudulent-call-centres-ukraine-rolled">dicembre 2025</a> Eurojust aveva ricostruito una rete con basi a Dnipro, Ivano-Frankivsk e Kiev, accusata di aver truffato oltre 400 persone in Europa per più di 10 milioni di euro. <a href="https://www.eurojust.europa.eu/news/11-arrests-during-actions-against-fraudulent-call-centre">A febbraio</a> l’operazione ha riguardato un centro di Dnipro che proponeva falsi investimenti in criptovalute: <strong>le vittime individuate erano in Lettonia e Lituania.</strong> <a href="https://www.eurojust.europa.eu/news/scam-call-centre-shut-down-thanks-eurojust-supported-investigation">A maggio</a> un’indagine partita dalla Lettonia ha portato invece a Kharkiv, dove gli investigatori hanno trovato un centro che prendeva di mira soprattutto persone anziane già cadute in altre truffe.</p>



<p>La dimensione internazionale non riguarda soltanto le vittime. Fra il 2025 e il 2026 le autorità ucraine hanno condotto decine di operazioni insieme a <strong>Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Polonia, Germania, Spagna, Francia e Italia,</strong> con il coordinamento di Eurojust ed Europol. Alcuni call center organizzano inoltre squadre specializzate per singoli Paesi, arrivando ad assumere insegnanti di lingue straniere. I mercati anglofoni sono considerati tra i più redditizi, ma il modello è ormai costruito per adattarsi al Paese della vittima.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cambio di bersaglio </h2>



<p>La Russia sembra aver trovato contromisure efficaci contro queste reti, che oggi colpiscono soprattutto fuori dai suoi confini. Se durante la guerra sottrarre denaro ai cittadini russi poteva essere presentato come un modo per danneggiare il Paese nemico (nonostante <a href="https://www.fedlex.admin.ch/eli/cc/1951/300_302_297/it#art_33">la Quarta Convenzione di Ginevra</a> tuteli i civili e i loro beni), è più <strong>difficile leggere nello stesso modo truffe rivolte ai cittadini europei.</strong> Oggi, infatti, non è altro che una rete criminale che sfrutta il contesto del conflitto per colpire anche, e ora soprattutto, chi sostiene l’Ucraina.</p>



<p>Il problema diventa ancora più delicato quando si guarda a chi avrebbe permesso a queste strutture di operare indisturbate. <a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-mida-e-forrest-gump-arriva-cartagine-il-puzzle-della-corruzione-in-ucraina-prende-forma.html">L’Operazione Cartagine</a>, avviata dal’Ufficio nazionale anticorruzione dell’Ucraina (NABU) e dalla Procura specializzata anticorruzione (SAPO), ha portato alla luce un’organizzazione che avrebbe protetto call center fraudolenti in cambio di tangenti e avrebbe riciclato i proventi delle attività criminali. <strong>Tra gli arrestati c’è <a href="https://www.pravda.com.ua/eng/news/2026/09/05/8052022/">Serhii Kropyva</a>, </strong>vice capo del Dipartimento di cooperazione giuridica internazionale della Procura generale, accusato di aver garantito la protezione delle reti e di aver riciclato oltre 89 milioni di grivne, quasi 2 milioni di euro.</p>



<p>Il 7 settembre, dopo la perquisizione del suo ufficio e di quello della sua vice (e un <a href="https://www.pravda.com.ua/eng/news/2026/09/07/8052341/">incontro riservato</a> con Zelenskyy e <strong>David Arakhamia,</strong> capogruppo del partito che sostiene il presidente), il procuratore generale ucraino <a href="https://kyivindependent.com/former-prosecutor-general-kravchenko-resigns-from-prosecution-service-after-failing-to-return-to-ukraine/">Ruslan Kravchenko</a> ha presentato le proprie dimissioni, per poi comparire nei registri austriaci come residente a <a href="https://english.nv.ua/nation/ex-pg-ruslan-kravchenko-and-his-wife-register-address-in-vienna-through-law-firm-50644267.html">Vienna</a>. I casi citati rappresentano solo la punta dell’iceberg: per un call center smantellato, cento continuano a lavorare nell’ombra.</p>



<p>Ma quanto emerso porta il problema dei call center dentro gli apparati dello Stato ucraino: funzionari pubblici sono accusati di averne favorito l’attività. È qui che il vecchio racconto dei call center come arma contro Mosca mostra i suoi limiti: la guerra può aver creato il contesto nel quale queste reti sono nate e cresciute, ma <strong>il loro funzionamento non si ferma più alla guerra.</strong></p>



<p>La questione è arrivata anche in Parlamento. A settembre la <a href="https://ctrana.one/news/512281-rada-provalila-zakon-o-borbe-s-kol-tsentrami-i-podderzhala-nakazanija-dlja-dropov.html">Verkhovna Rada</a> ha respinto un nuovo disegno di legge presidenziale contro i call center fraudolenti, mentre il giorno successivo ha approvato <a href="https://english.nv.ua/nation/call-centers-and-online-fraud-parliament-introduces-stricter-penalties-and-new-articles-50641909.html">il disegno di legge 10190</a>, che introduce nuove fattispecie penali per tali frodi; parallelamente, sono state introdotte sanzioni per chi mette a disposizione carte e conti per movimentare il denaro proveniente dalle truffe.</p>



<p>La stretta arriva mentre le autorità ucraine sostengono di aver chiuso decine di strutture e mentre le agenzie anticorruzione indagano proprio sui meccanismi che avrebbero consentito ad alcune di operare indisturbate.</p>



<p>È una contraddizione difficile da ignorare: l’Ucraina deve combattere un’industria criminale che ha trovato bersagli sempre più numerosi proprio nei Paesi europei che la sostengono, mentre una parte dei suoi apparati è accusata di averne protetto gli interessi.</p>



<p>La beffa è che le reti hanno trovato in Europa un nuovo terreno di caccia, ma le loro radici restano in Ucraina. Mentre Mosca si difende dalle truffe, Kiev deve fare (ancora) i conti con una corruzione che arriva fin dentro i suoi apparati.</p>



<p>Difficile eradicare questo fenomeno, anche perché, come scrive il <a href="https://news.by/eng/news/v_mire/aydinlik-monthly-revenue-of-fraudulent-call-centers-in-ukraine-reaches-1-billion">GI-TOC</a>, «secondo alcune stime questo settore genera maggiori entrate del traffico della droga». Altra eredità oscura del conflitto ucraino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/leuropa-nel-mirino-dei-call-center-ucraini.html">L’Europa nel mirino dei call center ucraini </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Laura Loomer, Zelensky e la geopolitica dei like</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/laura-loomer-zelensky-e-la-geopolitica-dei-like.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 04:52:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=524501</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1104" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Laura Loomer - Credits by Gage Skidmore" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La vera novità è che oggi una blogger può essere percepita come un segnale politico, un podcaster può orientare il dibattito internazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/laura-loomer-zelensky-e-la-geopolitica-dei-like.html">Laura Loomer, Zelensky e la geopolitica dei like</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1104" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Laura Loomer - Credits by Gage Skidmore" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per anni la politica estera è stata raccontata attraverso ambasciatori, ministri e conferenze stampa. Oggi, invece, può bastare l’intervista di un influencer. <strong>Laura Loomer </strong>vola a Kyiv, incontra <strong>Volodymyr Zelenskyy </strong>e gli chiede pubblicamente scusa per le sue precedenti posizioni favorevoli alla Russia, dichiarando il proprio sostegno all’Ucraina. Nel giro di poche ore il dibattito non riguarda più soltanto il contenuto dell’intervista, ma il significato politico di quella visita. È un cambio di linea dell’universo MAGA? Un messaggio indirizzato a Donald Trump? Oppure si tratta semplicemente della scelta personale di una blogger? Vale la pena chiederselo. Perché la rapidità con cui un’intervista viene trasformata in un segnale geopolitico dice molto più del viaggio di Laura Loomer che della politica estera americana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il linguaggio dei social al posto della diplomazia</h2>



<p>Nel frattempo, tra una fotografia con un panino del McDonald’s, una passeggiata tra le macerie e una domanda sul presunto uso di cocaina insieme a Emmanuel Macron, l’intervista assume inevitabilmente il linguaggio dei social: immagini, simboli e provocazioni costruiti per essere condivisi milioni di volte. Viene quasi spontaneo chiedersi cosa sarebbe successo se, al posto di Laura Loomer, ci fosse stata <strong>Candace Owens.</strong> Probabilmente avrebbe trovato il modo di chiedere a Zelenskyy anche cosa pensasse del sesso di Brigitte Macron. Sembra una battuta. In realtà è il punto centrale del problema. La politica internazionale ha iniziato a parlare il linguaggio degli influencer. L’immagine precede il contenuto. La viralità precede l’analisi. E la percezione, sempre più spesso, precede i fatti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tucker Carlson e la differenza di approccio</h2>



<p>Il confronto con Tucker Carlson aiuta a comprendere la differenza. Carlson ha intervistato Vladimir Putin al Cremlino in una delle conversazioni più discusse dall’inizio della guerra. Non gli ha chiesto scusa. Non ha sentito il bisogno di prendere le distanze dalle proprie posizioni né di trasformare l’intervista in una dichiarazione personale di sostegno alla Russia. Ha intervistato Putin, lasciando al pubblico il compito di trarre le proprie conclusioni. Laura Loomer ha scelto un percorso diverso. Il suo mea culpa nei confronti di Zelenskyy è diventato parte integrante dell’intervista. Non è una critica. È un’osservazione. Esiste una differenza tra raccontare un evento e diventare parte dell’evento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Propaganda: chi decide cosa lo è? </h2>



<p>Ed è proprio qui che nasce una riflessione più ampia. Quando <strong>Margarita Simonyan </strong>di RT ha ricordato a Laura Loomer le sue precedenti collaborazioni con l’emittente russa, la risposta è stata immediata: quelle posizioni erano il frutto della propaganda russa nella quale ritiene di essere caduta. È una risposta legittima. Ma apre una domanda altrettanto legittima. Chi decide quando un’opinione diventa propaganda? Perché, se è vero che Mosca investe risorse nella propria narrazione, sarebbe ingenuo credere che Washington, Bruxelles o Kyiv non facciano lo stesso. Ogni guerra si combatte anche sul terreno dell’informazione. Ogni parte costruisce la propria narrativa. Ogni parte cerca consenso. La propaganda, in fondo, raramente è un monopolio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli influencer nel lessico della geopolitica</h2>



<p>La vera novità non è Laura Loomer. <strong>La vera novità è che oggi una blogger può essere percepita come un segnale politico, </strong>un podcaster può orientare il dibattito internazionale e un’intervista può assumere, agli occhi dell’opinione pubblica, il peso di una visita diplomatica. Forse Laura Loomer non stava facendo diplomazia. Ma il fatto che milioni di persone abbiano interpretato il suo viaggio come un possibile messaggio politico dimostra che gli influencer sono ormai entrati, volenti o nolenti, nel lessico della geopolitica. La diplomazia continua a decidere gli equilibri internazionali. Gli influencer, sempre più spesso, ne determinano la percezione. E nel XXI secolo, la percezione diventa realtà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/laura-loomer-zelensky-e-la-geopolitica-dei-like.html">Laura Loomer, Zelensky e la geopolitica dei like</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Soldi Usa per l’energia pulita? Ma l’Ucraina voleva dirottarli alla campagna di Joe Biden tramite l&#8217;Usaid</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/soldi-usa-per-lenergia-pulita-ma-lucraina-voleva-dirottarli-alla-campagna-di-joe-biden-tramite-lusaid.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 13:26:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=510816</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1907" height="1046" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260327115540805_57e5d42e3d4dd3e6f89ed0de4f00466e-e1774609079324.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Joe Biden Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260327115540805_57e5d42e3d4dd3e6f89ed0de4f00466e-e1774609079324.jpg 1907w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260327115540805_57e5d42e3d4dd3e6f89ed0de4f00466e-e1774609079324.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260327115540805_57e5d42e3d4dd3e6f89ed0de4f00466e-e1774609079324.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260327115540805_57e5d42e3d4dd3e6f89ed0de4f00466e-e1774609079324.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260327115540805_57e5d42e3d4dd3e6f89ed0de4f00466e-e1774609079324.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260327115540805_57e5d42e3d4dd3e6f89ed0de4f00466e-e1774609079324.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1907px) 100vw, 1907px" /></p>
<p>Kiev tentò di finanziare la campagna di Joe Biden tramite l'Usaid: la prova nei file declassificati da Tulsi Gabbard</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/soldi-usa-per-lenergia-pulita-ma-lucraina-voleva-dirottarli-alla-campagna-di-joe-biden-tramite-lusaid.html">Soldi Usa per l’energia pulita? Ma l’Ucraina voleva dirottarli alla campagna di Joe Biden tramite l&#8217;Usaid</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1907" height="1046" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260327115540805_57e5d42e3d4dd3e6f89ed0de4f00466e-e1774609079324.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Joe Biden Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260327115540805_57e5d42e3d4dd3e6f89ed0de4f00466e-e1774609079324.jpg 1907w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260327115540805_57e5d42e3d4dd3e6f89ed0de4f00466e-e1774609079324.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260327115540805_57e5d42e3d4dd3e6f89ed0de4f00466e-e1774609079324.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260327115540805_57e5d42e3d4dd3e6f89ed0de4f00466e-e1774609079324.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260327115540805_57e5d42e3d4dd3e6f89ed0de4f00466e-e1774609079324.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260327115540805_57e5d42e3d4dd3e6f89ed0de4f00466e-e1774609079324.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1907px) 100vw, 1907px" /></p>
<p>Mentre la guerra tra Russia e Ucraina prosegue incessantemente, in particolare nell&#8217;Oblast di Donetsk, nei pressi di <em>Pokrovsk,</em> oltre che Kostyantynivka e Druzhkivka, ma anche in direzione di Lyman/Sloviansk, merge un nuovo capitolo sui legami tra Kiev e la famiglia dell&#8217;ex presidente Usa <strong>Joe Biden</strong>. <a href="https://justthenews.com/government/security/nsa-intercepted-ukraine-government-messages-discussing-effort-route-money-2024">L’inchiesta esclusiva del sito conservatore <em>Just the News</em></a>, firmata dal giornalista investigativo <strong>John Solomon</strong> (da anni sulle tracce degli intrecci Biden-Ucraina), rivela l’esistenza di intercettazioni americane del 2022 in cui alti funzionari ucraini avrebbero <strong>pianificato di dirottare centinaia di milioni di dollari</strong> <strong>di aiuti Usa</strong> – ufficialmente destinati a progetti di energia pulita – verso le casse della campagna di rielezione di Joe Biden e del <em>Democratic National Committee</em>. <a href="https://it.insideover.com/dossier/born-in-the-usaid">Il denaro sarebbe dovuto transitare tramite l&#8217;Usaid</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Così Kiev voleva finanziare la campagna di Biden</h2>



<p>La pesantissima accusa emerge da una serie di documenti declassificati dalla <strong>direttrice dell&#8217;intelligence Tulsi Gabbard</strong> e risalenti al 2022. Il meccanismo descritto nelle intercettazioni del 2022 era particolarmente raffinato. L’idea era quella di creare un progetto infrastrutturale ucraino legato all’energia pulita – apparentemente legittimo e meritevole di finanziamento – per ottenere dall’Usaid centinaia di milioni di dollari dei contribuenti americani. </p>



<p>Una volta approvati e erogati i fondi, circa il 90% di essi sarebbe stato dirottato, attraverso subappaltatori americani e contratti volutamente opachi, verso le casse del <em>Democratic National Committee </em>e della campagna di rielezione di Joe Biden. Solo dopo il trasferimento del denaro il progetto sarebbe stato dichiarato “non necessario” o “inattuabile”, <strong>rendendo di fatto impossibile recuperare i fondi o ricostruire con precisione il loro percorso</strong>. In questo modo, gli aiuti destinati alla ricostruzione dell’Ucraina sarebbero serviti da semplice copertura per finanziare una campagna elettorale americana, sfruttando la complessità dei flussi finanziari e la difficoltà di verifica dei contratti.</p>



<p>Il rapporto declassificato è esplicito: «Il Governo ucraino e personale non specificato del Governo Usa, <strong>attraverso l’Usaid a Kiev</strong>, avrebbero sviluppato un piano che avrebbe fornito centinaia di milioni di dollari dei contribuenti americani per finanziare un progetto infrastrutturale in Ucraina da usare come copertura per inviare circa il <strong>90% dei fondi allocati al Dnc  per finanziare la campagna di rielezione di Joe Biden</strong>».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fantasma dello scandalo Burisma-Hunter Biden </h2>



<p>La notizia arriva in un momento di grande delicatezza per <strong>Volodymyr Zelenskyy</strong>. Il presidente ucraino sta negoziando direttamente con gli emissari di Trump per un piano di pace, ma il suo entourage è stato scosso, da mesi, da un’ondata di inchieste anticorruzione interne. A fine novembre 2025 <strong>Andriy Yermak</strong>, potentissimo capo dell’Ufficio del Presidente e fedelissimo di Zelenskyy, si è dimesso dopo perquisizioni della Nabu e della Sapo nella sua abitazione. Le due procure anticorruzione stavano indagando su un’organizzazione criminale di alto livello nel settore energetico (Operazione Midas).</p>



<p>Zelenskyy ha parlato di «reset» dell’Ufficio presidenziale e di necessità di «forza interna» per non offrire appigli esterni. Fonti vicine al presidente ucraino hanno fatto sapere che Kiev sarebbe disposta a collaborare con il nuovo Dipartimento di Giustizia di Trump anche sulle vecchie vicende legate a Mykola Zlochevsky e alla <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-dicono-le-email-su-hunter-biden-e-burisma.html">società energetica Burisma, dove Hunter Biden sedette nel consiglio di amministrazione dal 2014 incassando milioni di dollari</a>.</p>



<p>È il filone che Trump aveva portato alla luce già nella telefonata del luglio 2019 con Zelenskyy, quella che scatenò il primo impeachment (poi archiviato). I repubblicani sostenevano che Joe Biden, da vicepresidente, <strong>avesse fatto pressioni per far rimuovere il procuratore Viktor Shokin proprio per proteggere il figlio</strong>. I democratici hanno sempre parlato di <em>fake news </em>e di campagna diffamatoria.</p>



<p>I senatori Grassley e Johnson, nel loro rapporto del 2020, avevano ricostruito la tempistica sospetta: <strong>Hunter Biden</strong> e <a href="https://it.insideover.com/politica/biden-grazia-il-figlio-hunter-ma-lo-scandalo-rimane.html">Devon Archer entrano nel board di Burisma proprio mentre Joe Biden</a> è il volto pubblico della politica americana in Ucraina. Un documento FBI (FD-1023) del 2020 – poi al centro di un caso giudiziario – parlava di 5 milioni di dollari a testa versati a Hunter e Joe Biden. </p>



<p>La fonte, Alexander Smirnov, è stata condannata per aver fabbricato prove, ma il nuovo DOJ di Trump ha annunciato di voler rivedere l’intero impianto accusatorio. <strong>Joe Biden ha graziato il figlio Hunter a dicembre 2024</strong>, estendendo la clemenza a tutti i possibili reati federali commessi tra il 1° gennaio 2014 e il 1° dicembre 2024: un arco temporale che copre esattamente il periodo Burisma. Pura coincidenza? <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/dopo-9-anni-la-cia-ammette-linchiesta-del-russiagate-era-stata-manipolata.html">Altro che Russiagate</a>&#8230;</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/soldi-usa-per-lenergia-pulita-ma-lucraina-voleva-dirottarli-alla-campagna-di-joe-biden-tramite-lusaid.html">Soldi Usa per l’energia pulita? Ma l’Ucraina voleva dirottarli alla campagna di Joe Biden tramite l&#8217;Usaid</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 58/195 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-10-17 20:10:19 by W3 Total Cache
-->