Chissà per quanto tempo ancora i media occidentali riusciranno a far finta di niente rispetto ai fenomeni di corruzione che si ripetono a ritmo settimanale in Ucraina? O pensano che sia da “putiniani” far caso al fatto che da ieri anche il procuratore generale Ruslan Kravchenko è ufficialmente latitante o disperso, dopo che l’Ufficio nazionale anti-corruzione (NABU) e la Procura speciale anti-corruzione (SAP) hanno perquisito armi in pugno gli uffici della Procura? E fino a quando i vertici della UE gireranno la testa dall’altra parte, accontentandosi di versare miliardi nel secchio della resistenza ucraina senza badare ai buchi sempre più ampi che si aprono sul suo fondo? Per i più duri di comprendonio, ripetiamo qui ciò che abbiamo scritto tante volte: occuparsi della corruzione in Ucraina non significa dare ragione a Vladimir Putin o sottostimare i sacrifici degli ucraini. Significa solo registrare un problema reale, percepito come tale con drammatica urgenza dagli stessi ucraini, che lo segnalano addirittura come la questione più urgente del Paese e che per difendere NABU e SAP sono scesi in piazza più di una volta.
L’operazione che ha portato alla fuga o alla sparizione (tra poco vedremo il perché di questa ipotesi) di Kravchenko è denominata “Cartagine” (delenda est?) e pare, a quel che se ne sa finora, ancor più importante delle precedenti, che pure hanno portato all’arresto o alla messa in stato d’accusa, tra gli altri, dei massimi funzionari della banca statale Sense Bank, di diversi ministri (in carica o ex), del capo dell’amministrazione presidenziale Andrij Jermak e della vice-capa della stessa amministrazione Iryna Mudra, oltre ad amici e soci in affari dello stesso presidente Zelensky. Cartagine, oltre a coinvolgere l’ennesima figura apicale del sistema istituzionale ucraino come il procuratore generale, il primo responsabile dell’applicazione della legge nel Paese, ha il drammatico pregio di comporre in un quadro più comprensibile diversi eventi degli ultimi mesi che, singolarmente presi, risultavano di difficile interpretazione.
Partiamo proprio dalla Procura e da Kravchenko. Il NABU ha pubblicato diverse intercettazioni telefoniche da cui si evince che i più alti funzionari della Procura generale avevano organizzato una rete di “protezione” a pagamento di call center fraudolenti di cui tirava le fila Sergij Kropyva, capo del Dipartimento di cybercrime della Procura generale, arrestato ieri. Secondo le intercettazioni, Kropyva incassava tangenti dai call center “protetti”, utilizzando gli agenti della Procura generale per effettuare irruzioni e chiudere i call center concorrenti che non gli pagavano tangenti. Ogni volta che un assistente di Kropyva individuava un call center non appartenente alla loro rete, la Procura generale effettuava un’ispezione e lo chiudeva, eliminando la concorrenza e monopolizzando questo tipo di attività.
Nelle registrazioni sono state inoltre rilevate riunioni di Kropyva con persone ricercate a livello internazionale per crimini informatici, nonché conversazioni con proprietari di call center attivi anche in altri Paesi. A queste persone Kropyva forniva istruzioni su come rispondere alle domande, per esempio, dell’intelligence ceca, arrivando addirittura ad anticipare quali domande sarebbero state poste durante gli interrogatori. Il che fa supporre che la rete di corruzione fosse ben ramificata anche all’estero. Il livello di appropriazione indebita e di sfacciataggine è testimoniato dalle intercettazioni in cui Kropyva si lamenta con la sua amante, identificata con il nome in codice Musa, del fatto che lei pubblicava troppo spesso foto dei loro regali sui social media. La risposta della signora Musa pare fosse: peccato, dovrò cancellare tutto perché in ogni foto ci sono oggetti di valore. Si riferisce a una borsa Hermès Birkin (circa 20.000 euro), una collana Messika (5-6.000 euro), un orologio Audemars Piguet (60.000 dollari), una Porsche e capi in pelliccia.
Il nome in codice del responsabile che supervisionava tutto questo è Capo, e NABU e SAP, ascoltando le intercettazioni, hanno maturato l’opinione che si tratti, appunto, del procuratore generale dell’Ucraina, Ruslan Kravchenko, ora irreperibile (mentre è presente e sotto accusa la sua vice, la sua vice Maria Vdovichenko). Ed è proprio la figura di Kravchenko che fa da collante ai diversi episodi cui facevamo cenno all’inizio. Il più recente è la sparatoria che, a Kiev, nella notte tra il 1 e il 2 settembre, ha opposto uomini dell’SBU (il servizio di sicurezza ucraino) a uomini del GUR (l’intelligente militare). Al centro della contesa da far west la figura di Stepan Kaplunov, comandante del Corpo dei volontari russi che combattono con l’Ucraina contro la Russia. Per l’SBU Kaplunov è in realtà un agente russo che aveva l’incarico di organizzare alcuni assassini mirati in coincidenza con il 24 agosto, anniversario dell’indipendenza dell’Ucraina. Così Kaplunov è stato sequestrato, tenuto prigioniero per nove giorni e costretto (dice lui) a confessare i piani criminali. Opposta, ovviamente, la versione del GUR. Quando gli uomini dell’SBU si sono ripresentati all’appartamento di Kaplunov per una nuova perquisizione, i colleghi del GUR li hanno affrontati armi in pugno.
Dopo l’episodio, definito “vergognoso” da Zelensky, l’ufficio di Kravchenko aveva pubblicamente preso posizione a favore dell’SBU, schierando così la Procura in quello che, con ogni evidenza, è uno scontro di potere tra apparati di sicurezza e in cui, semmai, la Procura avrebbe dovuto fare chiarezza. La cosa infatti non è finita lì. Due giorni dopo la sparatoria, un drone ha colpito la sede centrale dell’SBU a Kiev. Nell’immediato tutti hanno attribuito il colpo alla Russia, considerandolo anche un ammonimento a Steve Witkoff e Jared Kushner, gli inviati ai Trump a Mosca e Kiev. Assai presto, però, sono stati gli stessi ucraini a sollevare dubbi. Il consigliere presidenziale Serhii Beskrestnov, per esempio, ha suggerito che il drone fosse stato attivato da un ripetitore radio portatile collegato a Internet nel raggio di 5 chilometri dal quartier generale dell’SBU, per guidare il drone Shahed che ha colpito l’edificio. Forse russo o forse no…
Terzo pezzo del puzzle: l’attentato a Vadim Ermolaev, l’oligarca ucraino “re” dei call center fraudolenti di Dnipro, rimasto gravemente ferito da una bomba piazzata sulla soglia della sua casa a Montecarlo il 29 giugno scorso. Ne abbiamo parlato qui a più riprese. Come tutti ricordano, l’autrice fu subito identificata in Anastasia Berezovskaja, un’ucraina di 39 anni tornata a Kiev subito dopo l’attentato e uccisa a colpi di pistola alla testa due giorni dopo. Anche in questo caso tutto fu subito attribuito ai russi e anche in questo caso divenne presto evidente che l’attentato e l’eliminazione di un testimone scomodo come la Berezovskaja erano invece maturati nell’ambito della criminalità ucraina legata alle truffe dei call center. Proprio ciò di cui si occupavano i funzionari corrotti della Procura generale, Kravchenko e Kropyva. Per questo il procuratore Kravchenko potrebbe ora essere latitante oppure giacere in qualche fosso alla periferia di Kiev, com’era la Berezovskaja quando fu ritrovata cadavere.
Tutto questo si inserisce in un quadro politico in cui Zelensky si trova tra il martello dell’aggressione russa e l’incudine di un sistema che palesemente non riesce più a controllare. Il presidente ha cercato di conciliare le diverse esigenze (resistere ai russi e governare l’Ucraina) affidandosi sempre più agli uomini in divisa e riducendo il governo a un gruppo di tecnocrati privi di spessore politico (a partire dal primo ministro, prima Julija Svyrydenko, ora Serhiy Koretskyi, ex manager del settore energetico) messi sotto la tutela di ex generali: Kyrylo Budanov come capo dell’amministrazione presidenziale, Yevheniy Khmara come ministro della Difesa. Guarda combinazione uno ex SBU e l’altro ex GUR. Lo stesso procuratore Kravchenko è un ex procuratore militare ed ex capo dell’amministrazione militare della regione di Kiev. Soldati che, tra l’altro, sono proprio nei punti-chiave per la ricezione e lo smistamento dei miliardi che arrivano dall’estero come sostegno allo sforzo bellico e che così spesso finiscono in tasche per nulla interessate alle sorti dell’Ucraina.
La condotta di Zelensky, considerate le condizioni in cui deve muoversi, è anche comprensibile. Ridurre il potere dei civili e dei politici a favore di quello dei militari (e in particolare degli apparati di sicurezza e intelligence), però, ha scatenato appetiti smodati e quella che, ormai, appare una vera lotta intestina per il potere e, probabilmente, anche per il denaro. Che tutto fa tranne che aiutare l’Ucraina a condurre la guerra e raggiungere quella “pace giusta” di cui tanto si parla.
Riferimenti
Per i sondaggi sulla corruzione: https://it.insideover.com/politica/i-sondaggi-shock-in-ucraina-caro-zelensky-questo-paese-e-troppo-corrotto-e-la-colpa-e-tua.html
Per il drone: https://www.rainews.it/video/2026/09/la-russia-colpisce-la-sede-dei-servizi-di-sicurezza-ucraini-a-kiev-d4c1261f-394b-4eb4-9632-64987e8c8bb8.html
Per Beskrestnov: https://t.me/letteradamosca/38057
Per il caso Ermolaev: https://it.insideover.com/politica/kiev-uccisa-a-colpi-di-pistola-lattentatrice-di-monaco-cancellata-lultima-traccia.html#google_vignette. E anche: https://it.insideover.com/terrorismo/il-caso-ermolaev-e-la-bomba-di-monaco-ha-stato-putin-non-e-unipotesi-tanto-assurda-ecco-perche.html
Per Zelensky e i militari: https://it.insideover.com/politica/zelensky-ha-scelto-tutto-il-potere-ai-militari.html
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.
