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	<title>Viktor Yanukovich Archives - InsideOver</title>
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	<title>Viktor Yanukovich Archives - InsideOver</title>
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		<title>Ucraina oggi: l&#8217;ex vice-premier in galera, l&#8217;ex ministro della Difesa in fuga, la polizia sotto accusa, Zelensky muto</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-oggi-lex-vice-premier-in-galera-lex-ministro-della-difesa-in-fuga-la-polizia-sotto-accusa-zelensky-muto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 23:45:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="900" height="503" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina.webp 900w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina-300x168.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina-768x429.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina-600x335.webp 600w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>L'ex ministro della Difesa Umerov fuggito all'estero, l'ex vice-premier Chernyshov agli arresti: le nuove pagine del regno della mazzetta. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-oggi-lex-vice-premier-in-galera-lex-ministro-della-difesa-in-fuga-la-polizia-sotto-accusa-zelensky-muto.html">Ucraina oggi: l&#8217;ex vice-premier in galera, l&#8217;ex ministro della Difesa in fuga, la polizia sotto accusa, Zelensky muto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="900" height="503" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina.webp 900w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina-300x168.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina-768x429.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina-600x335.webp 600w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>Se <strong>Volodymyr Zelensky</strong> pensava di arginare la valanga invocando le dimissioni, peraltro inevitabili alla luce delle inchieste dell&#8217;Agenzia nazionale ucraina anti-corruzione (NAPU) e della Procura speciale anti-corruzione (SAP), del ministro della Giustizia (ed ex ministro, per 4 anni, dell&#8217;Energia) <strong>German Galushenko</strong> e della ministra dell&#8217;Energia (e <em>protégé</em> di Galushenko) <strong>Svitlana Grynchuk</strong> ha sbagliato i suoi conti. La slavina sta diventando valanga e ora rischia davvero di travolgere tutto.</p>



<p>La notizia più clamorosa, se fosse confermata nei termini in cui è uscita attraverso voci ucraine ovviamente subito riprese da quelle russe, è la fuga di <strong>Rustem Umerov</strong>, già ministro della Difesa  (2023-2025) e poi segretario del Consiglio di sicurezza ucraino. Umerov si sarebbe recato in Turchia. Da lì avrebbe informato Zelensky delle proprie intenzioni e poi avrebbe proseguito per gli Stati Uniti,<strong> dove avrebbe intenzione di testimoniare sulla corruzione nella cerchia del Presidente.</strong> Umerov avrebbe preso questa decisione dopo aver scoperto di essere coinvolto nelle inchieste di NABU e SAP, quelle che appunto hanno fulminato i suoi colleghi Galushenko e Grynchuk. </p>



<p>Qualunque cosa stia pensando di fare Umerov (che in ogni caso non si trova a Kiev), basta il resto per proiettare un&#8217;ombra pesantissima sul sistema di potere che ha  accompagnato Zelensky non solo nella resistenza contro l&#8217;invasione russa ma in tutta la sua esperienza presidenziale. Il NABU ha emesso un mandato d&#8217;arresto anche nei confronti di <strong>Oleksiy Chernyshov</strong>, tra il 2024 e il 2025 vice-primo ministro dell&#8217;Ucraina. Chernyshov, partecipe della cricca di estorsori guidata da <strong>Timur Mindich</strong>, il vecchio amico e socio in affari di Zelensky che è riuscito a scappare all&#8217;estero, avrebbe intascato 1,2 milioni di dollari e 100 mila euro nel giro della corruzione intorno all&#8217;agenzia nucleare di Stato Energatom. È un mistero poco glorioso come sia riuscito Chernyshov a esercitare ancora tanta influenza, dopo che in giugno aveva versato una cauzione di 2,9 milioni di dollari per restare fuori dalla galera in un&#8217;inchiesta per un altro caso di corruzione. Ma tant&#8217;è.</p>



<p>Il fatto è che Chernyshov, da quando Zelensky fu eletto presidente nel 2019, ha sempre ricoperto cariche di alto livello: <strong>governatore della regione di Kiev, ministro per lo Sviluppo regionale e soprattutto amministratore delegato di Naftogaz, il colosso statale del gas</strong>. Tutto questo, messo insieme alla carica di vice-premier e ai precedenti per corruzione, rende un po&#8217; difficile a Zelensky sostenere di non aver capito, di non aver mai sospettato nulla. Tanto più che i giornalisti del sito investigativo Bihus.info <a href="https://bihus.info/figuranty-spravy-chernyshova-spalyly-bagatomiljonne-budivnycztvo-v-kozyni/">hanno scoperto che Chernyshov aveva fatto grossi investimenti</a> nella costruzione di un complesso di immobili di lusso a Kozin, sulle rive del fiume Kozynka, nei pressi di Kiev, con ville destinate a lui stesso, a Mindich e a quella che i giornalisti ucraini definiscono &#8220;la dirigenza del Paese&#8221;. </p>



<p>La lottizzazione si estende su otto ettari di terreno e appartiene alla Bloom Development, una società che risale al 2018 ed ebbe tra i soci fondatori anche Chernyshov. Nel 2019, appena prima di diventare governatore della regione di Kiev, Chernyshov intestò la propria quota alla moglie, all&#8217;evidente scopo di mimetizzare la speculazione. Ora la proprietaria ufficiale di Bloom Development risulta essere una certa Liliya Lysenko, già assistente dello stesso Chernyshov e già coinvolta nel primo caso di corruzione che lo ha coinvolto. <strong>Insomma, si tratta palesemente di una testa di legno chiamata a coprire il vero protagonista, ovvero l&#8217;ex vice-premier ucraino.</strong> E tra l&#8217;altro, il fatto che uomini al vertice del governo ucraino possano pagare cauzioni milionarie e pensino di costruire resort di lusso fa anche capire quanto poco drammatica considerino la loro personale situazione in un Paese che sacrifica ogni giorno centinaia di vite e in un popolo che quest&#8217;inverno avrà difficoltà a scaldarsi.</p>



<p>Ma non è finita qui. La fuga di Mindich, sfuggito all&#8217;arresto scappando da un Paese dove l&#8217;espatrio è vietato a tutti gli uomini tra i 22 e i 60 anni, è parsa a tutti troppo puntuale per essere frutto di un fortunato tempismo. Così, ora, <strong>Oleksandr Klymenko</strong>, capo della procura anti-corruzione, ha annunciato la messa sotto inchiesta del suo vice, <strong>Andriy Synyuk</strong>, accusato di aver messo in guardia Mindich attraverso il di lui avvocato, <strong>Oleksiy Meniv</strong>. Mindich, giova ricordarlo, è quello che aveva in bagno un gabinetto d&#8217;oro: proprio come il vecchio presidente <strong>Viktor Yanukovich</strong>, giustamente passato alla storia come un farabutto a ladrone senza pari.</p>



<p>Se tutto questo vi pare poco, ecco un altro paio di pagine interessanti e indicative della moralità della classe dirigente di un popolo che sta sacrificando tutto alla difesa della patria. Oltre che nelle strade e nelle case, anche in Parlamento, peraltro dominato con la maggioranza assoluta dal partito zelenskiano Servo del popolo, qualcuno si è chiesto <strong>come mai nessuno, prima dell&#8217;intervento di NABU e SAP, si fosse accorto di un sistema di ruberie così ampio e sfacciato</strong> (ricordiamolo: 15% di pizzo alle aziende che volevano lavorare con Energatom). E si è risposto che non era possibile. Così la Commissione anti-corruzione del Parlamento, ha iniziato una serie di audizioni con i responsabili dei diversi organi della magistratura e della polizia. <strong>Anastasia Radina</strong>, presidente della Commissione, ha scandito che &#8220;la mancanza di risposte (da parte delle forze dell&#8217;ordine) o una risposta del tipo &#8216;l&#8217;indagine sarà completata tra sei mesi&#8217; sarà considerata complicità nel sistema di corruzione&#8221;.</p>



<p>E per finire le banche. Tutti i giornali hanno pubblicato le foto dei pallet di dollari sequestrati ai corrotti. E molti si sono chiesti come i ladroni avessero potuto mettere insieme tanti contanti viste le restrizioni vigenti nel Paese da quando è cominciata la guerra. <strong>È dovuta intervenire la la Banca nazionale dell&#8217;Ucraina (NBU) con una dichiarazione ufficiale, che qui riportiamo integralmente:</strong> &#8220;Dal 24 febbraio 2022, alle banche non è consentito emettere denaro contante in valuta estera in mazzette di banconote da 100 dollari USA recanti i contrassegni dell&#8217;emittente. La Risoluzione n. 18 del Consiglio di Amministrazione della NBU del 24 febbraio 2022 stabilisce restrizioni sui prelievi giornalieri di contanti dai conti durante il periodo di legge marziale in Ucraina: non è possibile prelevare da un conto in contanti più di 100.000 grivne al giorno (l&#8217;equivalente di circa 2.380 dollari USA al tasso di cambio attuale della NBU; <strong>una singola mazzetta di banconote da 100 dollari USA contiene un importo significativamente superiore)</strong>. Quando vengono individuate violazioni, la NBU applica opportune misure di controllo alle banche. Le multe possono raggiungere fino all&#8217;1% del capitale sociale e i funzionari bancari possono essere interdetti. Durante le ispezioni, la NBU esamina qualsiasi informazione che possa essere rilevante per la vigilanza bancaria&#8221;.</p>



<p>Le restrizioni si applicano sia alle persone fisiche sia alle persone giuridiche. Dunque, da dove arrivano quei contanti? Pare ovvio che ci sia una circolazione di denaro che sfugge ai controlli ufficiali. E di sospetto in sospetto, ci sono stati <strong>parlamentari che hanno fatto il nome della Sense Bank, istituto controllato dallo Stato su cui si dice che Mindich avesse una certa influenza.</strong> Di lì ad allargare il Tito il passo è stato breve, cosa che ora riguardano altre sette banche autorizzate a importare valuta estera: Oschadbank, PrivatBank, Raiffeisen Bank, PUMB, Pivdenny, KredoBank and RwSbank. Di queste, le prime due sono statali, Raiffeisen è austriaca, PUMB appartiene all&#8217;oligarchia <strong>Rinat Akhmetov</strong>, le altre sono di gruppi privati ucraini. Ce n&#8217;è per tutti, insomma. E l&#8217;ennesimo comunicato della NBU (&#8220;L&#8217;analisi regolare dei dati di reporting delle banche non mostra picchi anomali nei prelievi di contanti in valuta estera dai conti dei clienti, tali da richiedere analisi più approfondite o misure di vigilanza aggiuntive&#8221;) non basta a dissipare diffidenza e sospetti.</p>



<p>La classica domanda ora è:<strong> cadrà Zelensky sotto la spinta di questi scandali che, siamo onesti, sono di sistema e non di isolate deviazioni criminali?</strong> La risposta è no. Gli europei hanno bisogno che lui stia al suo posto per continuare a combattere la Russia finché il nostro riarmo, dalla Finlandia al Portogallo, avrà prodotto i suoi frutti. Dopo, sarà tutt&#8217;un&#8217;altra storia. A meno che Umerov sia davvero negli Usa e abbia qualcosa che conviene agli americani da raccontare&#8230;</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Perché tra Calenda e Sachs il &#8220;bugiardo&#8221; e &#8220;propagandista&#8221; è Calenda</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/perche-tra-calenda-e-sachs-il-bugiardo-e-propagandista-e-calenda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 13:16:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Calenda" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si è molto discusso del dibattito (chiamiamolo così) tra Carlo Calenda e Jeffrey Sachs. Vediamo qualche fatto concreto. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/perche-tra-calenda-e-sachs-il-bugiardo-e-propagandista-e-calenda.html">Perché tra Calenda e Sachs il &#8220;bugiardo&#8221; e &#8220;propagandista&#8221; è Calenda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Calenda" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Abbondantemente commentato, circola molto sui social lo spezzone di trasmissione in cui <strong>Carlo Calenda</strong> si confronta con l&#8217;economista e professore della Columbia University Jeffrey Sachs al quale, a un certo punto della discussione, dà del &#8220;bugiardo&#8221; e del &#8220;propagandista putiniano&#8221;. Circola, il video, anche perché Calenda lo promuove, essendone a quanto pare orgoglioso. Non ci sarebbe alcuna ragione per occuparsi di una cianfrusaglia politica come Calenda, e ancor meno dei suoi show televisivi, se non fosse che tutto in quello pseudodibattito (dove peraltro si è permesso a uno degli interlocutori di insultare l&#8217;altro, non bello) è <strong>perfettamente esemplare della distorsione ideologica che subiamo da anni</strong> e che ha portato l&#8217;Europa nel vicolo cieco in cui ora si trova.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Durissimo scontro tra Jeffrey Sachs e Carlo Calenda: &quot;Mi sta chiamando bugiardo?&quot;, Sì, penso che lei stia mentendo, fa propaganda putiniana&quot;.<a href="https://twitter.com/hashtag/piazzapulita?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#piazzapulita</a> <a href="https://t.co/nQUFG4MTxP">https://t.co/nQUFG4MTxP</a></p>&mdash; La7 (@La7tv) <a href="https://twitter.com/La7tv/status/1981475131110146129?ref_src=twsrc%5Etfw">October 23, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Intanto, vale la pena di sottolineare lo squilibrio di competenze. Sachs, 70 anni, ha un importante passato come consulente di Governi e capi di Stato: lo è stato per il Governo polacco nel 1989, per&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mikhail_Gorbaciov">Mikhail Gorbaciov</a>&nbsp;nel 1990-1991, per il team economico del presidente russo&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Boris_Eltsin">Boris Eltsin</a>&nbsp;nel 1991-1993 e per quello del presidente ucraino&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Leonid_Kuchma">Leonid Kuchma</a>&nbsp;nel 1993-1994. Poi dal 2001 al 2018 è stato consigliere speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite, prima con <strong>Kofi Annan</strong> e poi con <strong>Antonio Guterres</strong>. Altrimenti detto, e con rispetto parlando, Sachs si occupava ad altissimo livello di Russia e Paesi circostanti quando Calenda, nato nel 1973, faceva con risultati altalenanti il liceo e aveva appena messo incinta la segretaria del patrigno. </p>



<p>Ma non importa. Calenda, in seguito, è stato vice-ministro dello Sviluppo economico (2013-2016) e poi ministro dello stesso dicastero (2016-2018) con due premier ora superatlantisti come <strong>Paolo Gentiloni </strong>e <strong>Matteo Renzi</strong>. Qualche competenza dovrebbe averla anche lui.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le umiliazioni cinesi della Ue</h2>



<p>E questo ci riporta al dibattito di cui sopra. Sachs esprime le sue opinioni, che possono essere condivise o meno. I lettori di InsideOver <a href="https://it.insideover.com/politica/intervista-a-jeffrey-sachs-sanzioni-contro-mosca-inutili-e-dannose-per-la-pace-gaza-laccordo-non-reggera.html">ne hanno appena avuto un saggio</a> e, da persone adulte, possono serenamente giudicare. A chi scrive, per esempio, del suo intervento televisivo è parsa molto convincente la parte in cui <strong>ha criticato l&#8217;assenza di una diplomazia europea</strong>, che si è schiacciata su quella americana e ha rinunciato a ogni forma di comunicazione con quelli che considera rivali sistemici, la Russia e la Cina. Ma se non parli con gli avversari, con quelli che ti preoccupano, con chi parli? <strong>A che serve una diplomazia?</strong> E i risultati si vedono. In luglio la delegazione europea formata da Ursula von der Leyen, la responsabile della politica Estera Kaja Kallas e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, arrivata a Pechino per trattare sulle politiche commerciali, è stata a dir poco umiliata. E in questi giorni, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-snobba-il-ministro-degli-esteri-tedesco-annullata-la-visita-di-wadephul.html">come ha raccontato Roberto Vivaldelli in queste pagine</a>, il ministro degli Esteri tedesco, <strong>Johann Wadephul</strong>, ha dovuto annullare una visita in Cina, programmata da tempo, perché nessuno dei dirigenti cinesi era disponibile a riceverlo. Quanto alla Russia non serve parlarne.</p>



<p>Ma nella visione di Calenda va bene così, è giusto così. <strong>Anche se poi dice che la trattativa Ue sui dazi con Trump è stata un disastro.</strong> Sarebbe interessante capire come sarebbe potuta andare diversamente, se ci siamo amputati di ogni spazio di manovra politica e se abbiamo affidato tre dei dicasteri più importanti della Commissione europea a esponenti dei piccoli Paesi baltici, che sono più filoamericni di molti americani: la Kallas, già citata, già premier dell&#8217;Estonia, alla Politica estera; <strong>Andrius Kubilius</strong>, già premier della Lituania, al commissariato per la Difesa e lo spazio; e <strong>Valdis Dombrovskis</strong>, ex premier della Lettonia, alla politica economica e finanziaria.    </p>



<p>Ma dove Calenda rivela tutta la propria pochezza è quando ricicla l&#8217;armamentario tipico della politica europea di quest&#8217;ultimo decennio, lo stupidario ideologico che ci ha portati nell&#8217;attuale situazione. Primo capitolo: la famosa dipendenza energetica dalla Russia. Calenda ricorda di essere andato, da ministro, a trattare coi russi sul gas, anche se c&#8217;era già stata l&#8217;occupazione della Crimea e anche se, allora, spendeva parole al miele per la Russia (<strong>si veda qua sotto</strong>). </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Era solo il 2016 quando il putiniano Calenda voleva trasferire, addirittura, il Colosseo in Russia. <a href="https://t.co/Q4G0SX2tZ1">pic.twitter.com/Q4G0SX2tZ1</a></p>&mdash; Danilo Della Valle (@Dani_DellaValle) <a href="https://twitter.com/Dani_DellaValle/status/1909520219619344541?ref_src=twsrc%5Etfw">April 8, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><strong>Calenda dice di essersene pentito</strong> ma non dice perché lui e il Governo di cui faceva parte si comportavano in quel modo. La risposta la diamo noi per lui: <strong>perché ci conveniva.</strong> Perché la famosa &#8220;dipendenza&#8221; l&#8217;Europa l&#8217;ha cancellata con un tratto di penna (quindi non era questa gran schiavitù) ma con quel tratto ha rinunciato anche ad avere energia sicura (abbiamo importato petrolio e gas russo dai primissimi anni Sessanta) a prezzi accettabili, mandando a catafascio il proprio modello economico. E cacciandosi nella situazione per cui <strong>Mario Draghi</strong>, che da premier trattava gli italiani come dei <em>minus habens</em> rimproverando loro di preferire i condizionatori alla libertà, oggi piange i costi eccessivi dell&#8217;energia che penalizzano la competitività europea. E propone di lasciar perdere la Ue ma di affidarsi di volta in volta, problema per problema, a &#8220;coalizioni di volenterosi&#8221;. Un bel risultato, no?</p>



<p>Ma Calenda rivela tutta la pochezza intellettuale di questo modo di affrontare i problemi quando Sachs dice che nel 2014, lui presente a Kiev, i maneggi degli Usa contribuirono a far andare le cose come andarono. <strong>È lì che Calenda gli dà del bugiardo e del propagandista putiniano.</strong> Ma non solo: dice che nel 2014 gli ucraini (attenzione: gli ucraini) si ribellarono per non finire sotto l&#8217;influenza russa. </p>



<p>Non c&#8217;è una sola parola di Calenda, in questi passaggi, che contenga una minima percentuale di verità. Sui maneggi degli americani non ci sono più dubbi. Vale come primo esempio la famosa affermazione con cui la vicesegretaria di Stato <strong>Victoria Nuland</strong> rivendicava i 5,1 miliardi di dollari spesi per &#8220;promuovere la partecipazione civica e il buon governo&#8221;; o la telefonata in cui la Nuland e l&#8217;ambasciatore Usa a Kiev, Geoffrey Pyatt, prima della fuga del presidente <strong>Viktor Yanukovich</strong> e del ribaltone, discettavano su chi sarebbe stato il prossimo primo ministro dell&#8217;Ucraina, che poi, guarda caso, fu proprio il loro preferito, Arsenij Jaceniuk. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Come andò nel 2014</h2>



<p>E poi la questione &#8220;degli ucraini&#8221; che non volevano sottostare all&#8217;influenza russa. Calenda fa finta di non sapere (e se non lo sa, peggio ancora) che non era affatto così. C&#8217;è un&#8217;infinità di ricerche sul campo, incontestabili, che raccontano una realtà ben diversa. Nel 2013, con l&#8217;Euromaidan in pieno corso, <strong>USAID (l&#8217;agenzia Usa per lo sviluppo, quella detestata da Trump) pubblicò uno studio</strong> da cui risultava che il 37% degli ucraini desiderava l&#8217;adesione alla Ue mentre il 33% preferiva l&#8217;adesione all&#8217;Unione doganale proposta dalla Russia. Stesso studio: il 35 chiedeva di intensificare le relazioni con la Ue, il 34% quelle con la Russia.</p>



<p><strong>Ricerca dell&#8217;istituto americano Gallup (pubblicata nel marzo 2014)</strong>: il 17% degli ucraini considerava la Nato &#8220;una protezione&#8221; mentre il 29% la considerava una minaccia (e il 44% non sapeva giudicare). Adesione alla Ue: 52% di sì nell&#8217;Ucraina occidentale, 55% in quella centrale, 19% in quella orientale. Fedeltà alla Russia: 25% di consensi nell&#8217;Ucraina occidentale, 42% in quella centrale, 60% in quella orientale. </p>



<p><strong>Ricerca del Razumkov Center di Kiev (maggio 2013):</strong> il 41,7% si pronuncia per l&#8217;integrazione nella Ue, il 31% per l&#8217;adesione all&#8217;Unione doganale proposta dalla Russia, il 13,5% per il non allineamento rispetto a entrambe.</p>



<p><strong>Ricerca del Kiev International Institute of Sociology (febbraio 2014)</strong>: il 23% supportava il presidente in carica Janukovich, il 40% la protesta e un 32% si diceva neutrale.</p>



<p>Ricerche Usa e Ucraine, come si vede, nessun filoputiniano di mezzo. <strong>Quindi dire, come fa Calenda, che &#8220;gli ucraini&#8221; erano tutti schierati contro la Russia è una bugia (se Calenda è preparato) o una mistificazione</strong>, in ogni caso un&#8217;affermazione, questa sì, di propaganda non suffragata dai fatti. Furono proprio i maneggi degli Usa, della Ue e degli oligarchi ucraini a far pendere la bilancia da un lato piuttosto che dall&#8217;altro. E per finire con il famoso dibattito Tv: da un lato c&#8217;era uno studioso come Sachs, con decenni di esperienza sui temi trattati, che esprimeva opinioni personali, giuste o sbagliate che possiamo ritenerle; dall&#8217;altra un politicante come Calenda che, per sua stessa ammissione, di opinioni su quel tema ne ha già cambiate diverse, ora sostiene tesi ideologiche e non rispondenti ai fatti e dà del bugiardo e del propagandista agli altri. Fate voi.</p>



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		<title>La scoperta dell&#8217;acqua calda: in Ucraina c&#8217;è la corruzione</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/la-scoperta-dellacqua-calda-in-ucraina-ce-la-corruzione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2025 10:54:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>La sempre perfetta sincronia tra le prese di posizione dei vertici Ue sull&#8217;Ucraina e le campagne di stampa andrebbe studiata, e forse un giorno qualcuno lo farà. E se non riguardasse un dramma come la distruzione di un Paese in seguito all&#8217;invasione russa del 2022 ci sarebbe da farsi grasse risate. L&#8217;ultimo esempio è quello &#8230; <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-scoperta-dellacqua-calda-in-ucraina-ce-la-corruzione.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>La sempre perfetta sincronia tra le prese di posizione dei vertici Ue sull&#8217;Ucraina e le campagne di stampa andrebbe studiata, e forse un giorno qualcuno lo farà. E se non riguardasse un dramma come la distruzione di un Paese in seguito all&#8217;invasione russa del 2022 ci sarebbe da farsi grasse risate. <strong>L&#8217;ultimo esempio è quello della corruzione</strong>, improvvisamente scoperta da Bruxelles (che infatti <a href="https://it.insideover.com/politica/corruzione-lunione-europea-sospende-15-miliardi-di-aiuti-allucraina.html">ha sospeso una tranche di aiuti</a> dopo la legge che mette la mordicchia alle agenzia anticorruzione approvata dal Parlamento di Kiev) e subito denunciata anche dalla stampa europea, che fino a pochi giorni fa ben si guardava dal parlarne. Anche se il presidente Zelensky, all&#8217;epoca del Covid, cambiò cinque ministri della Sanità dei quali due finirono in Tribunale per ladrerie varie. Anche se più di recente, nel settembre del 2023, il ministro della difesa <strong>Oleksij Reznikov</strong> è stato silurato dopo molteplici denunce di appalti a prezzi gonfiati per le forniture all&#8217;esercito. Anche se <strong>Robert Storch</strong>, l&#8217;ispettore del Pentagono, ha più volte <a href="https://www.defensenews.com/pentagon/2024/01/11/pentagon-fell-short-in-tracking-1-billion-in-ukraine-aid-ig-finds/">segnalato nei suoi rapporti </a>che si era persa traccia di aiuti Usa per un valore di almeno un miliardo di dollari. E sono solo alcuni degli esempi possibili.</p>



<p>Com&#8217;è ovvio, i lunghi anni della guerra nel Donbass e poi la guerra di resistenza all&#8217;invasione russa non hanno agevolato il compito di chi è chiamato a controllare. <strong>Dall&#8217;estero, per aiutare Kiev, è arrivato un fiume di denaro</strong> e di rifornimenti che hanno allettato molti malintenzionati della pubblica amministrazione. E lo stato di emergenza ha spinto a prendere provvedimenti che non sarebbero stati adottati in tempo di pace: per esempio, i candidati a posizioni negli uffici pubblici dovrebbero passare un test di conoscenza della legislazione generale e di quella anticorruzione in particolare, obbligo che però è stato sospeso all&#8217;inizio della guerra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra oligarchi e presidenti</h2>



<p>Ma il tema fondamentale, ovviamente, è un altro. Sta nel fatto che in Ucraina (e <a href="https://it.insideover.com/politica/dio-poco-patria-cosi-cosi-famiglia-solo-la-mia-la-russia-tra-valori-tradizionali-e-corruzione-quotidiana.html">abbiamo scritto altrettanto della Russia di recente</a>, perché in questo i due Paesi si somigliano) la corruzione è un tratto storico ed endemico. Soprattutto a partire dall&#8217;indipendenza del 1991, che ha trasformato il Paese, le sue aziende e le sue ricchezze in una specie di self service per il malaffare. È d&#8217;uso, ormai, accusare la malavita e gli affaristi russi della degenerazione, ma gli ucraini hanno fatto la loro parte nel saccheggio. Anche lasciando da parte oligarchi ucrainissimi come i notissimi <strong>Rinat Akhmetov</strong> o <strong>Ihor Kolomois&#8217;kij</strong>  (imprenditori privati che però hanno avuto anche incarichi pubblici, sedendo per esempio in Parlamento), vale la pena di citare almeno tre casi illustri.</p>



<p>Il primo è quello di <strong>Pavlo Lazarenko</strong>, che fu premier dal 28 maggio del 1996 al 2 luglio del 1997. In quel breve periodo in carica, Lazarenko riuscì a rubare 200 milioni di dollari di fondi pubblici, per poi scappare negli Stati Uniti dove fu processato e condannato per estorsione e riciclaggio di denaro. Secondo caso, <strong>Viktor Yanukovich</strong>, primo ministro dal 2002 al 2004 e poi presidente dal 2010 al 2014. Fuggito in Russia con l&#8217;Euromaidan, Yanukovich (si veda l&#8217;inchiesta condotta dal <a href="https://www.occrp.org/en/project/yanukovychleaks-national-project/newsroom-mezhyhirya-the-story-of-yanukovychleaks-documentary">pool di giornalisti del Yanukovich Leaks</a>) avrebbe aperto nelle finanze pubbliche, con la complicità dei figli, un buco da centinaia di milioni di dollari, in gran parte conservati in conti di comodo in Svizzera. Terzo caso, di cui non si parla mai e invece si dovrebbe: <strong>Volodymyr Zelensky</strong>. Nel 2021, <a href="https://www.occrp.org/en/project/the-pandora-papers/pandora-papers-reveal-offshore-holdings-of-ukrainian-president-and-his-inner-circle">i Pandora Papers rivelarono</a> che il presidente eletto nel 2019 da diversi anni godeva di una vasta rete di 14 società <em>off shore</em> in cui metteva al riparo dalle tasse i lauti guadagni ottenuti con il successo come attore e regista. Non solo: al momento della &#8220;discesa in campo&#8221;, Ivan Bakanov (allora suo avvocato, dopo l&#8217;elezione capo dei servizi segreti) aveva fatto in modo che i proventi non arrivassero più a Zelensky ma ai genitori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le classifiche di Transparency International</h2>



<p>Il processo di santificazione dell&#8217;Ucraina e degli ucraini, costruito in questi anni in Occidente per comprensibili ed evidenti ragioni politiche di contrapposizione alla Russia (corrotta per definizione), ha poco o nulla a che fare con la realtà che, come non ci stancheremo di ripetere, costituisce sotto questo profilo quasi un tutt&#8217;uno con quella russa. E <strong>dovremmo ben saperlo proprio a partire dalla storia personale</strong> e politica dello stesso Zelensky, diventato presidente anche grazie alla serie televisiva &#8220;Servo del popolo&#8221;, scritta e realizzata proprio per denunciare la corruzione della classe politica del Paese. Che poi Zelensky l&#8217;avesse scritta e realizzata mentre faceva l&#8217;evasore fiscale è un altro ma indicativo discorso. Così come la reazione del suo sodale <strong>Andrij Yermak</strong> (attuale capo dell&#8217;amministrazione presidenziale), che allo scoppiare dello scandalo disse: &#8220;Era il sistema a obbligarci a fare così&#8221;. Appunto.</p>



<p> Ora la stampa (e le autorità Ue) fanno tanto rumore perché il Parlamento di Kiev, di fatto un timbrificio dei progetti di Zelensky, ha approvato una legge che mette le agenzie anticorruzione NABU e SAP sotto il controllo della procura generale, quando il Procuratore generale è di nomina presidenziale. <strong>Di fatto, la legge mette le agenzie anticorruzione sotto il controllo del Presidente, ovvero di Zelensky</strong>. E si stupiscono, ne parlano come di un fenomeno inusitato, restano a bocca aperta come se i marziani fossero atterrati nel centro di Roma. A quanto pare non hanno notato che Transparency International, <a href="https://cpi.ti-ukraine.org/en/">nella classifica 2024 dell&#8217;onestà</a>, ha messo l&#8217;Ucraina al 105° posto su 180 Paesi esaminati, con un racing di 35 punti su un massimo di 100, in calo di un punto rispetto al 2023. Molto davanti la Russia (22 punti) ma molto dietro, per restare in quell&#8217;area del mondo, l&#8217;Ungheria (82° posto), la Moldavia (76°), la Romania (65°), la Slovacchia (59°) e la Polonia (53° posto), peraltro tutti tranne la Moldavia in calo di punteggio.</p>



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