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	<title>Victoria Nuland Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 26 Oct 2025 14:00:23 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Victoria Nuland Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Perché tra Calenda e Sachs il &#8220;bugiardo&#8221; e &#8220;propagandista&#8221; è Calenda</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/perche-tra-calenda-e-sachs-il-bugiardo-e-propagandista-e-calenda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 13:16:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Calenda" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si è molto discusso del dibattito (chiamiamolo così) tra Carlo Calenda e Jeffrey Sachs. Vediamo qualche fatto concreto. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/perche-tra-calenda-e-sachs-il-bugiardo-e-propagandista-e-calenda.html">Perché tra Calenda e Sachs il &#8220;bugiardo&#8221; e &#8220;propagandista&#8221; è Calenda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Calenda" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Abbondantemente commentato, circola molto sui social lo spezzone di trasmissione in cui <strong>Carlo Calenda</strong> si confronta con l&#8217;economista e professore della Columbia University Jeffrey Sachs al quale, a un certo punto della discussione, dà del &#8220;bugiardo&#8221; e del &#8220;propagandista putiniano&#8221;. Circola, il video, anche perché Calenda lo promuove, essendone a quanto pare orgoglioso. Non ci sarebbe alcuna ragione per occuparsi di una cianfrusaglia politica come Calenda, e ancor meno dei suoi show televisivi, se non fosse che tutto in quello pseudodibattito (dove peraltro si è permesso a uno degli interlocutori di insultare l&#8217;altro, non bello) è <strong>perfettamente esemplare della distorsione ideologica che subiamo da anni</strong> e che ha portato l&#8217;Europa nel vicolo cieco in cui ora si trova.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Durissimo scontro tra Jeffrey Sachs e Carlo Calenda: &quot;Mi sta chiamando bugiardo?&quot;, Sì, penso che lei stia mentendo, fa propaganda putiniana&quot;.<a href="https://twitter.com/hashtag/piazzapulita?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#piazzapulita</a> <a href="https://t.co/nQUFG4MTxP">https://t.co/nQUFG4MTxP</a></p>&mdash; La7 (@La7tv) <a href="https://twitter.com/La7tv/status/1981475131110146129?ref_src=twsrc%5Etfw">October 23, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Intanto, vale la pena di sottolineare lo squilibrio di competenze. Sachs, 70 anni, ha un importante passato come consulente di Governi e capi di Stato: lo è stato per il Governo polacco nel 1989, per&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mikhail_Gorbaciov">Mikhail Gorbaciov</a>&nbsp;nel 1990-1991, per il team economico del presidente russo&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Boris_Eltsin">Boris Eltsin</a>&nbsp;nel 1991-1993 e per quello del presidente ucraino&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Leonid_Kuchma">Leonid Kuchma</a>&nbsp;nel 1993-1994. Poi dal 2001 al 2018 è stato consigliere speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite, prima con <strong>Kofi Annan</strong> e poi con <strong>Antonio Guterres</strong>. Altrimenti detto, e con rispetto parlando, Sachs si occupava ad altissimo livello di Russia e Paesi circostanti quando Calenda, nato nel 1973, faceva con risultati altalenanti il liceo e aveva appena messo incinta la segretaria del patrigno. </p>



<p>Ma non importa. Calenda, in seguito, è stato vice-ministro dello Sviluppo economico (2013-2016) e poi ministro dello stesso dicastero (2016-2018) con due premier ora superatlantisti come <strong>Paolo Gentiloni </strong>e <strong>Matteo Renzi</strong>. Qualche competenza dovrebbe averla anche lui.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le umiliazioni cinesi della Ue</h2>



<p>E questo ci riporta al dibattito di cui sopra. Sachs esprime le sue opinioni, che possono essere condivise o meno. I lettori di InsideOver <a href="https://it.insideover.com/politica/intervista-a-jeffrey-sachs-sanzioni-contro-mosca-inutili-e-dannose-per-la-pace-gaza-laccordo-non-reggera.html">ne hanno appena avuto un saggio</a> e, da persone adulte, possono serenamente giudicare. A chi scrive, per esempio, del suo intervento televisivo è parsa molto convincente la parte in cui <strong>ha criticato l&#8217;assenza di una diplomazia europea</strong>, che si è schiacciata su quella americana e ha rinunciato a ogni forma di comunicazione con quelli che considera rivali sistemici, la Russia e la Cina. Ma se non parli con gli avversari, con quelli che ti preoccupano, con chi parli? <strong>A che serve una diplomazia?</strong> E i risultati si vedono. In luglio la delegazione europea formata da Ursula von der Leyen, la responsabile della politica Estera Kaja Kallas e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, arrivata a Pechino per trattare sulle politiche commerciali, è stata a dir poco umiliata. E in questi giorni, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-snobba-il-ministro-degli-esteri-tedesco-annullata-la-visita-di-wadephul.html">come ha raccontato Roberto Vivaldelli in queste pagine</a>, il ministro degli Esteri tedesco, <strong>Johann Wadephul</strong>, ha dovuto annullare una visita in Cina, programmata da tempo, perché nessuno dei dirigenti cinesi era disponibile a riceverlo. Quanto alla Russia non serve parlarne.</p>



<p>Ma nella visione di Calenda va bene così, è giusto così. <strong>Anche se poi dice che la trattativa Ue sui dazi con Trump è stata un disastro.</strong> Sarebbe interessante capire come sarebbe potuta andare diversamente, se ci siamo amputati di ogni spazio di manovra politica e se abbiamo affidato tre dei dicasteri più importanti della Commissione europea a esponenti dei piccoli Paesi baltici, che sono più filoamericni di molti americani: la Kallas, già citata, già premier dell&#8217;Estonia, alla Politica estera; <strong>Andrius Kubilius</strong>, già premier della Lituania, al commissariato per la Difesa e lo spazio; e <strong>Valdis Dombrovskis</strong>, ex premier della Lettonia, alla politica economica e finanziaria.    </p>



<p>Ma dove Calenda rivela tutta la propria pochezza è quando ricicla l&#8217;armamentario tipico della politica europea di quest&#8217;ultimo decennio, lo stupidario ideologico che ci ha portati nell&#8217;attuale situazione. Primo capitolo: la famosa dipendenza energetica dalla Russia. Calenda ricorda di essere andato, da ministro, a trattare coi russi sul gas, anche se c&#8217;era già stata l&#8217;occupazione della Crimea e anche se, allora, spendeva parole al miele per la Russia (<strong>si veda qua sotto</strong>). </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Era solo il 2016 quando il putiniano Calenda voleva trasferire, addirittura, il Colosseo in Russia. <a href="https://t.co/Q4G0SX2tZ1">pic.twitter.com/Q4G0SX2tZ1</a></p>&mdash; Danilo Della Valle (@Dani_DellaValle) <a href="https://twitter.com/Dani_DellaValle/status/1909520219619344541?ref_src=twsrc%5Etfw">April 8, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p><strong>Calenda dice di essersene pentito</strong> ma non dice perché lui e il Governo di cui faceva parte si comportavano in quel modo. La risposta la diamo noi per lui: <strong>perché ci conveniva.</strong> Perché la famosa &#8220;dipendenza&#8221; l&#8217;Europa l&#8217;ha cancellata con un tratto di penna (quindi non era questa gran schiavitù) ma con quel tratto ha rinunciato anche ad avere energia sicura (abbiamo importato petrolio e gas russo dai primissimi anni Sessanta) a prezzi accettabili, mandando a catafascio il proprio modello economico. E cacciandosi nella situazione per cui <strong>Mario Draghi</strong>, che da premier trattava gli italiani come dei <em>minus habens</em> rimproverando loro di preferire i condizionatori alla libertà, oggi piange i costi eccessivi dell&#8217;energia che penalizzano la competitività europea. E propone di lasciar perdere la Ue ma di affidarsi di volta in volta, problema per problema, a &#8220;coalizioni di volenterosi&#8221;. Un bel risultato, no?</p>



<p>Ma Calenda rivela tutta la pochezza intellettuale di questo modo di affrontare i problemi quando Sachs dice che nel 2014, lui presente a Kiev, i maneggi degli Usa contribuirono a far andare le cose come andarono. <strong>È lì che Calenda gli dà del bugiardo e del propagandista putiniano.</strong> Ma non solo: dice che nel 2014 gli ucraini (attenzione: gli ucraini) si ribellarono per non finire sotto l&#8217;influenza russa. </p>



<p>Non c&#8217;è una sola parola di Calenda, in questi passaggi, che contenga una minima percentuale di verità. Sui maneggi degli americani non ci sono più dubbi. Vale come primo esempio la famosa affermazione con cui la vicesegretaria di Stato <strong>Victoria Nuland</strong> rivendicava i 5,1 miliardi di dollari spesi per &#8220;promuovere la partecipazione civica e il buon governo&#8221;; o la telefonata in cui la Nuland e l&#8217;ambasciatore Usa a Kiev, Geoffrey Pyatt, prima della fuga del presidente <strong>Viktor Yanukovich</strong> e del ribaltone, discettavano su chi sarebbe stato il prossimo primo ministro dell&#8217;Ucraina, che poi, guarda caso, fu proprio il loro preferito, Arsenij Jaceniuk. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Come andò nel 2014</h2>



<p>E poi la questione &#8220;degli ucraini&#8221; che non volevano sottostare all&#8217;influenza russa. Calenda fa finta di non sapere (e se non lo sa, peggio ancora) che non era affatto così. C&#8217;è un&#8217;infinità di ricerche sul campo, incontestabili, che raccontano una realtà ben diversa. Nel 2013, con l&#8217;Euromaidan in pieno corso, <strong>USAID (l&#8217;agenzia Usa per lo sviluppo, quella detestata da Trump) pubblicò uno studio</strong> da cui risultava che il 37% degli ucraini desiderava l&#8217;adesione alla Ue mentre il 33% preferiva l&#8217;adesione all&#8217;Unione doganale proposta dalla Russia. Stesso studio: il 35 chiedeva di intensificare le relazioni con la Ue, il 34% quelle con la Russia.</p>



<p><strong>Ricerca dell&#8217;istituto americano Gallup (pubblicata nel marzo 2014)</strong>: il 17% degli ucraini considerava la Nato &#8220;una protezione&#8221; mentre il 29% la considerava una minaccia (e il 44% non sapeva giudicare). Adesione alla Ue: 52% di sì nell&#8217;Ucraina occidentale, 55% in quella centrale, 19% in quella orientale. Fedeltà alla Russia: 25% di consensi nell&#8217;Ucraina occidentale, 42% in quella centrale, 60% in quella orientale. </p>



<p><strong>Ricerca del Razumkov Center di Kiev (maggio 2013):</strong> il 41,7% si pronuncia per l&#8217;integrazione nella Ue, il 31% per l&#8217;adesione all&#8217;Unione doganale proposta dalla Russia, il 13,5% per il non allineamento rispetto a entrambe.</p>



<p><strong>Ricerca del Kiev International Institute of Sociology (febbraio 2014)</strong>: il 23% supportava il presidente in carica Janukovich, il 40% la protesta e un 32% si diceva neutrale.</p>



<p>Ricerche Usa e Ucraine, come si vede, nessun filoputiniano di mezzo. <strong>Quindi dire, come fa Calenda, che &#8220;gli ucraini&#8221; erano tutti schierati contro la Russia è una bugia (se Calenda è preparato) o una mistificazione</strong>, in ogni caso un&#8217;affermazione, questa sì, di propaganda non suffragata dai fatti. Furono proprio i maneggi degli Usa, della Ue e degli oligarchi ucraini a far pendere la bilancia da un lato piuttosto che dall&#8217;altro. E per finire con il famoso dibattito Tv: da un lato c&#8217;era uno studioso come Sachs, con decenni di esperienza sui temi trattati, che esprimeva opinioni personali, giuste o sbagliate che possiamo ritenerle; dall&#8217;altra un politicante come Calenda che, per sua stessa ammissione, di opinioni su quel tema ne ha già cambiate diverse, ora sostiene tesi ideologiche e non rispondenti ai fatti e dà del bugiardo e del propagandista agli altri. Fate voi.</p>



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		<title>&#8220;Putin e Musk aiutano Trump&#8221;. La solita Nuland rispolvera il Russiagate</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/putin-e-musk-aiutano-trump-la-solita-nuland-rispolvera-il-russiagate.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Nov 2024 07:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031231206391_2d678227ff6f85c5e95a06964425e84b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031231206391_2d678227ff6f85c5e95a06964425e84b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031231206391_2d678227ff6f85c5e95a06964425e84b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031231206391_2d678227ff6f85c5e95a06964425e84b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031231206391_2d678227ff6f85c5e95a06964425e84b-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031231206391_2d678227ff6f85c5e95a06964425e84b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031231206391_2d678227ff6f85c5e95a06964425e84b-1536x1023.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Victoria Nuland ha espresso timori su un possibile ruolo di Elon Musk e Vladimir Putin a favore della rielezione di Trump.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/putin-e-musk-aiutano-trump-la-solita-nuland-rispolvera-il-russiagate.html">&#8220;Putin e Musk aiutano Trump&#8221;. La solita Nuland rispolvera il Russiagate</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>In certo establishment americano di sponda democratica lo spauracchio del Russiagate è sempre vivo, così come l’ossessione delle interferenze russe nelle elezioni presidenziali statunitensi. Senza presentare uno straccio di prova a sostegno delle sue affermazioni, l’ex sottosegretario di Stato <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-victoria-nuland.html">Victoria Nuland</a></strong>, diplomatica di lunga data e moglie del pensatore neocon <strong>Robert Kagan</strong>, in un&#8217;intervista con Rachel Maddow di MSNBC, <a href="https://www.realclearpolitics.com/video/2024/10/29/victoria_nuland_elon_musk_donald_trump_vladimir_putin_triumvirate_spreading_kremlin_propaganda.html">ha espresso preoccupazione sul possibile ruolo di Elon Musk</a> e <strong>Vladimir Putin</strong> nel favorire la rielezione di Donald Trump. Secondo Nuland, Putin &#8220;ci sta riprovando&#8221; con strumenti ancora più sofisticati, tra cui la piattaforma di Musk, X (ex Twitter). </p>



<p>Ha sottolineato che, nel 2020, le piattaforme social collaboravano attivamente con il Governo statunitense per moderare i contenuti e rilevare possibili interferenze in tempo reale. Oggi invece, secondo Nuland, <strong>Musk avrebbe un contatto diretto con il Cremlino</strong>, facilitando la diffusione di &#8220;messaggi russi&#8221; con ampia visibilità prima che possano essere monitorati. Nuland ha inoltre dichiarato che Trump starebbe apprendendo dai &#8220;modi autocratici di Putin e di altri leader nel mondo&#8221;. Maddow ha inoltre aggiunto che, con un’eventuale vittoria dell&#8217;ex presidente, gli Stati Uniti rischierebbero di passare dal ruolo di leader del mondo libero <strong>a una sorta di &#8220;Asse&#8221; con stati autoritari come Russia, Cina e Corea del Nord</strong>, rompendo le tradizionali alleanze.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">I dem giocano la carta del Russiagate</h2>



<p>Dopo aver perso &#8211; a sorpresa &#8211; le elezioni presidenziali del 2016, l’ex Segretario di Stato Hillary Clinton accusò <strong>Donald Trump</strong> di essere “colluso” con il Cremlino. Dopo due anni e mezzo, l’indagine del Procuratore speciale <strong>Robert Mueller</strong> &#8211; voluta dai democratici &#8211; stabilì che non vi era alcun tipo di collusione tra la Campagna di Trump e Mosca e che <strong>le accuse di Clinton e dem non avevano alcun fondamento.</strong> Nell’orchestrare quella grande bufala che prese il nome di &#8220;Russiagate&#8221;, Victoria Nuland &#8211; che di &#8220;ingerenze straniere&#8221; se ne intende eccome, vedi Euromaidan &#8211; ebbe un ruolo di primo piano. L’ambasciatrice Usa è infatti associata al controverso&#8221;dossier Steele&#8221;, un insieme di rapporti non verificati redatti dall&#8217;ex agente dell’intelligence britannica <strong>Christopher Steele</strong>. Tale dossier, finanziato in parte dalla campagna di Hillary Clinton e dal Partito Democratico attraverso la società di ricerca Fusion GPS, conteneva false informazioni e speculazioni non verificate sui presunti legami tra Trump e la Russia.&nbsp;</p>



<p>Sebbene molte delle affermazioni contenute nel dossier si sono rivelate totalmente infondate, se non inventate di sana pianta, il documento ha giocato un ruolo significativo nel dare avvio alle indagini dell’FBI su possibili collusioni tra Trump e Mosca. Cosa c’entra, dunque Victoria Nuland? Come funzionario del Dipartimento di Stato, ha facilitato il passaggio di questo dossier all’FBI, autorizzando nel luglio 2016 un incontro tra Steele e un agente federale. <strong>Questo incontro ha costituito un passo iniziale fondamentale nello &#8220;scandalo Russiagate&#8221;</strong>, che ha visto protrarsi per anni indagini e speculazioni su presunte interferenze russe nelle elezioni Usa.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Nuland rispolvera l’isteria delle interferenze russe</strong></h2>



<p>L’ex sottosegretario evita di citare il rapporto conclusivo dell’indagine di <strong>Robert Mueller</strong> sul Russiagate, che respinse l’idea che la campagna di Donald Trump per le elezioni presidenziali del 2016 avesse cospirato con il Governo russo per danneggiare Hillary Clinton tramite la diffusione di email del Partito Democratico. Mueller <a href="https://mondediplo.com/2019/05/02russiagate-end">non ha trovato prove di alcuna collusione</a> tra la campagna di Trump e Mosca: episodi chiave come l’incontro alla Trump Tower, i tentativi falliti di costruire una Trump Tower a Mosca, e le comunicazioni tra Paul Manafort e il consulente politico russo Konstantin Kilimnik si sono rivelati privi di legami con il Cremlino.<strong> Mueller ha quindi concluso che nessun membro della campagna di Trump ha cospirato con Putin</strong>, e nessun cittadino americano è stato incriminato per aver collaborato con Mosca per influenzare le elezioni ma per altri capi d&#8217;imputazione.</p>



<p>Non solo. In una testimonianza del 2017 al Congresso, <strong>Shawn Henry</strong>, presidente della società di sicurezza informatica CrowdStrike (assunta dalla Campagna di Clinton) ammise di non aveva trovato prove conclusive di dati trasferiti dalla Russia dai server del Comitato Nazionale Democratico (DNC).&nbsp; Le famose e-mail di Hillary Clinton poi diffuse da WikiLeaks. CrowdStrike era stata ingaggiata dal DNC per investigare sul presunto hacking russo durante le elezioni del 2016, e le sue analisi avevano portato inizialmente a dichiarazioni pubbliche su un coinvolgimento russo. Tuttavia, Henry ammise che la società non poteva verificare che i dati fossero stati effettivamente estratti dai server e inviati alla Russia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’ipocrisia della diplomatica Usa</strong></h2>



<p>Che Nuland parli di ingerenze poi è davvero curioso. Durante la sua lunga carriera, Nuland ha &#8220;galleggiato&#8221; tra democratici e repubblicani ricoprendo sempre ruoli di primo piano: fu consigliere per la sicurezza nazionale di <strong>Dick Cheney</strong> nei primi anni della guerra in Iraq e ambasciatrice degli Stati Uniti presso la NATO sotto George W. Bush, <strong>promuovendo l’adesione dell’Ucraina all’Alleanza nonostante l&#8217;opposizione di Germania e Francia al summit di Bucarest del 2008</strong>. Come Assistente Segretario di Stato per l’Europa sotto Obama, Nuland fu coinvolta, nel 2014, nelle proteste di Maidan a Kiev, durante le quali apparve in foto mentre distribuiva cibo ai manifestanti. In Europa la ricordiamo soprattutto quando, nello stesso periodo, in una telefonata trapelata, usò l’espressione “f**k the EU” (&#8220;al diavolo l&#8217;UE&#8221;) per indicare il disappunto verso l&#8217;approccio cauto e meno interventista dell&#8217;Europa nella gestione delle tensioni in Ucraina durante le proteste di Maidan, che miravano a rimuovere il presidente &#8220;filorusso&#8221; <strong>Viktor Yanukovych</strong>.&nbsp;Ma evidentemente ci sono ingerenze buone e meno buone.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/putin-e-musk-aiutano-trump-la-solita-nuland-rispolvera-il-russiagate.html">&#8220;Putin e Musk aiutano Trump&#8221;. La solita Nuland rispolvera il Russiagate</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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