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	<title>Ursula von der Leyen Archives - InsideOver</title>
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	<title>Ursula von der Leyen Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il tramonto dell&#8217;Europa: il discorso di Draghi sancisce la fine delle illusioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Aug 2025 13:22:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250823095428693_a2f9f7f3ead7473dfeffcb7b9289d5e5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250823095428693_a2f9f7f3ead7473dfeffcb7b9289d5e5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250823095428693_a2f9f7f3ead7473dfeffcb7b9289d5e5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250823095428693_a2f9f7f3ead7473dfeffcb7b9289d5e5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250823095428693_a2f9f7f3ead7473dfeffcb7b9289d5e5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250823095428693_a2f9f7f3ead7473dfeffcb7b9289d5e5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250823095428693_a2f9f7f3ead7473dfeffcb7b9289d5e5-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il tramonto dell'Europa: il discorso di Draghi sancisce la fine delle illusioni su un ruolo coerente del Vecchio Continente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-tramonto-delleuropa-il-discorso-di-draghi-sancisce-la-fine-delle-illusioni.html">Il tramonto dell&#8217;Europa: il discorso di Draghi sancisce la fine delle illusioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><strong>Mario Draghi, sul palco del Meeting di Rimini,</strong> ha scelto un bersaglio preciso senza mai nominarlo: <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/draghi-sconfessa-von-der-leyen-si-candida-a-guidare-leuropa.html">l’Europa di Ursula von der Leyen.</a></strong> L’ex presidente della Bce non si limita a denunciare la fragilità strutturale dell’Unione, ma punta il dito contro l’incapacità dell’Ue di incidere sulle grandi crisi degli ultimi anni. La sua frase chiave è lapidaria: <strong>“Il 2025 è l’anno in cui evapora l’illusione della Ue di contare”</strong>. A sostegno della tesi elenca i fatti: l’Europa si è piegata ai dazi imposti dagli Stati Uniti, pur essendo il suo principale partner commerciale; ha finanziato più di tutti la guerra in Ucraina, senza però sedere al tavolo dei negoziati di pace; ha assistito impotente ai bombardamenti sui siti nucleari iraniani e al massacro di <a href="https://it.insideover.com/guerra/tra-gaza-e-ucraina-leuropa-alla-prova-del-mondo-in-guerra.html">Gaza</a>. Applausi scroscianti, ma anche il sapore amaro della testimonianza, più che della proposta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La marginalità geopolitica dell’Europa</h2>



<p>Draghi fotografa una verità che molti fingono di ignorare: la dimensione economica, da sola, non basta a garantire influenza geopolitica. La Cina, pur sostenendo apertamente Mosca, è riuscita a entrare nei calcoli strategici globali. <strong>L’Europa, pur mobilitando miliardi per Kiev, è rimasta ai margini.</strong> Nemmeno sugli aiuti all’Ucraina, sull’accordo commerciale con Israele o sul regime delle sanzioni, Bruxelles ha saputo imporre una linea politica autonoma. La presidente Von der Leyen, più che guidare, è apparsa intrappolata nei veti del Consiglio e nelle rivalità tra governi. <strong>Non a caso, solo a luglio il Parlamento europeo ha discusso una mozione di sfiducia contro di lei.</strong> Respinta, ma rivelatrice della debolezza politica della Commissione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Draghi tra passato e presente</h2>



<p>Chi ha seguito i suoi interventi negli ultimi anni non si sorprende. Draghi ripete le sue ricette: <strong>debito comune, mercato interno più integrato, rafforzamento delle istituzioni comunitarie.</strong> Lo faceva già nel 2020, quando il suo discorso a Rimini segnò la fine del governo Conte. Lo ribadì nel 2022, in piena crisi politica italiana, per mantenere aperta la porta del Quirinale e di un futuro ruolo a Bruxelles. Oggi, però, la forza propulsiva sembra esaurita. Le parole si fermano ai titoli, senza affrontare nel dettaglio i nodi più concreti: il bilancio pluriennale appena presentato da Von der Leyen, che ha scontentato tutti; la gestione degli aiuti all’Ucraina; la sospensione mancata degli accordi con Israele. È un discorso che denuncia, ma non propone soluzioni operative.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le fragilità di Ursula e la continuità della guerra</h2>



<p>Von der Leyen, dal canto suo, ha reagito con il consueto linguaggio istituzionale, riaffermando la “solidarietà incrollabile” dell’Unione all’Ucraina e annunciando altri 4 miliardi di aiuti. È l’unico dossier sul quale la presidente non arretra, consapevole che rappresenta l’architrave della sua legittimità politica. Ma proprio qui emerge la frattura: Draghi insiste sul fatto che l’Europa, pur spendendo di più, conta di meno. Von der Leyen rivendica l’impegno finanziario come segno di potere. Due narrazioni inconciliabili che riflettono la crisi di identità dell’Ue.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scenario geopolitico ed economico</h2>



<p>L’Europa vive <strong>una marginalità che non è solo militare o diplomatica, ma economica</strong>. I dazi imposti da Trump hanno dimostrato che nemmeno il legame commerciale privilegiato con gli Usa garantisce protezione. L’illusione di poter esercitare potere solo attraverso il mercato si è infranta contro la realtà di un mondo tornato alla logica delle sfere di influenza e della guerra economica. Cina e Stati Uniti hanno fatto valere i propri interessi senza esitazioni, mentre Bruxelles è rimasta spettatrice. In questo quadro, l’Europa rischia di essere duplice vittima: delle scelte strategiche altrui e della sua incapacità di superare le divisioni interne.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione: la testimonianza di Draghi</h2>



<p>Il discorso di Draghi non apre prospettive nuove, ma <strong>sancisce un tramonto.</strong> Non tanto il suo, quanto quello dell’illusione europea di contare senza dotarsi di strumenti adeguati. La sua è una critica che offre munizioni a chi contesta la presidente della Commissione, ma <strong>senza farsi carico di una vera alternativa.</strong> È la voce di chi vede il problema, ma non indica la via. Forse per questo le sue parole sono state accolte con applausi, ma non con speranze. E così Rimini non è più la pedana di lancio per il “Super Mario” che fu, ma il palcoscenico di una resa amara alla marginalità europea.</p>
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		<title>Sanzioni a Mosca e armi a Kiev: l&#8217;Europa alza il prezzo del negoziato tra Usa e Russia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 16:57:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="676" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/G5-foreign-ministers-Madrid-meeting-group-photo-e1743518864456.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/G5-foreign-ministers-Madrid-meeting-group-photo-e1743518864456.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/G5-foreign-ministers-Madrid-meeting-group-photo-e1743518864456-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/G5-foreign-ministers-Madrid-meeting-group-photo-e1743518864456-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/G5-foreign-ministers-Madrid-meeting-group-photo-e1743518864456-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/G5-foreign-ministers-Madrid-meeting-group-photo-e1743518864456-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/G5-foreign-ministers-Madrid-meeting-group-photo-e1743518864456-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Sanzioni e armi a Kiev: i big europei vogliono alzare il prezzo del negoziato russo-americano per entrambe le controparti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/sanzioni-a-mosca-e-armi-a-kiev-leuropa-alza-il-prezzo-del-negoziato-tra-usa-e-russia.html">Sanzioni a Mosca e armi a Kiev: l&#8217;Europa alza il prezzo del negoziato tra Usa e Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Blindare l&#8217;<strong>Ucraina</strong> con nuove armi contro l&#8217;aggressività di Mosca, imporre nuove <strong>sanzioni alla Russia</strong> e sfruttare la fase di tensione tra <strong>il Paese di Vladimir Putin e gli Usa di Donald Trump</strong> per alzare il prezzo di qualsiasi negoziato: i <strong>&#8220;grandi&#8221; d&#8217;Europa</strong> (il cosiddetto G5, più Francia, Germania, Italia, Regno Unito, e la Polonia) rappresentati a Madrid dai ministri degli Esteri hanno concordato una linea comune più direttamente operativa di quella curiale e generica espressa dalla <strong>pronuncia del recente Consiglio Europeo.</strong> </p>



<p>Presso la sede del ministero degli Esteri spagnolo il capo della diplomazia di Madrid, <strong>José Manuel Albares,</strong> ha ospitato il commissario europeo per la difesa e lo spazio Andrius Kubilius, il ministro degli Esteri britannico David Lammy, l&#8217;alto rappresentante dell&#8217;Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas, il il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski, il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot e il sottosegretario di Stato agli Affari esteri italiano Maria Tripodi.</p>



<p>Al centro la <strong>possibilità di sfruttare la finestra d&#8217;opportunità</strong> garantita dalla convergenza tra quattro elementi: la presa di consapevolezza che, nonostante il tentativo di isolamento del Vecchio Continente,<a href="https://tg24.sky.it/mondo/2025/03/31/donald-trump-putin-russia-ucraina"> <strong>Trump non sta riuscendo a strappare a Putin</strong> </a>una tregua stabile in Ucraina; la volontà di mostrare un <strong>atteggiamento aperto verso Washington</strong> proprio mentre <a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-alza-la-posta-con-putin-sanzioni-in-arrivo-se-la-russia-rallenta-i-negoziati-sullucraina.html">The Donald paventa sanzioni verso la Russia se non accetterà un cessate il fuoco</a>; la possibilità di sfruttare carte come la presenza di una vasta quota di <strong>asset finanziari russi confiscati</strong> in mano ai Paesi europei; infine, l&#8217;esplicito sostegno a un cessate il fuoco integrale come chiesto da Washington a Kiev.</p>



<p>L&#8217;Europa prova a incunearsi politicamente tra Washington e Mosca rimettendo al centro gli <strong>Stati e non le autorità comunitarie, &#8220;uditrici&#8221;</strong> in questo vertice, e separando dalla questione il tema del riarmo promesso dalla Commissione Europea. Resta il vulnus di fondo del fatto che i Paesi europei continuano a rincorrere la priorità americana e le proposte assertive della superpotenza, ma appare chiara una linea trasversale ai big europei, dentro e fuori (Londra) l&#8217;Ue: <strong>la linea condivisa dal gruppo G5+ è orientata ad alzare il prezzo del negoziato</strong> per Washington e, soprattutto, Mosca. </p>



<p>La Russia si vede investita dalla minaccia di nuove sanzioni americane? Ecco che, come rivendicato a Parigi una settimana fa, i big europei non lasciano, raddoppiano, rivendicando inoltre la titolarità sugli asset confiscati. Gli Usa, poi, insistono a chiedere il cessate il fuoco integrale? Ecco che i Paesi europei entrano in campo non contraddicendo, ma rilanciando la proposta. <strong>Sarà più difficile per Washington</strong> fare a meno dell&#8217;Europa ora che le distanze si sono accorciate. La sovrastruttura comunitaria e i personalismi dei vertici, come Ursula von der Leyen, indeboliscono in questa circostanza lo sdoganamento di una voce comune europea, mentre la presa di posizione delle nazioni di punta aiuta a metterla in campo.</p>



<p>Il sottotesto è chiaro: l&#8217;Europa è pronta a scendere in campo se i precari colloqui russo-americani, che finora hanno ottenuto molto poco in un dibattito dominato dai proclami retorici e privo di sostanziali svolte concrete, dovessero naufragare. E la scommessa è che non sarà il dialogo Trump-Putin a far finire la guerra. Agli inquilini di Cremlino e Casa Bianca il compito di confermare o smentire questo sentore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/sanzioni-a-mosca-e-armi-a-kiev-leuropa-alza-il-prezzo-del-negoziato-tra-usa-e-russia.html">Sanzioni a Mosca e armi a Kiev: l&#8217;Europa alza il prezzo del negoziato tra Usa e Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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