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	<title>Samir Geagea Archives - InsideOver</title>
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	<title>Samir Geagea Archives - InsideOver</title>
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		<title>Hezbollah, anche dentro il Libano c&#8217;è chi vuole regolare i conti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/hezbollah-anche-dentro-il-libano-ce-chi-vuole-regolare-i-conti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2024 11:11:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929103201876_392e3d225d3e0372843eee05578f87b3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libano" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929103201876_392e3d225d3e0372843eee05578f87b3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929103201876_392e3d225d3e0372843eee05578f87b3-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929103201876_392e3d225d3e0372843eee05578f87b3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929103201876_392e3d225d3e0372843eee05578f87b3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929103201876_392e3d225d3e0372843eee05578f87b3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929103201876_392e3d225d3e0372843eee05578f87b3-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il movimento sciita ha sempre operato dentro le istituzioni come partito e fuori come movimento militare. La sconfitta cambierà le cose?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929103201876_392e3d225d3e0372843eee05578f87b3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libano" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929103201876_392e3d225d3e0372843eee05578f87b3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929103201876_392e3d225d3e0372843eee05578f87b3-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929103201876_392e3d225d3e0372843eee05578f87b3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929103201876_392e3d225d3e0372843eee05578f87b3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929103201876_392e3d225d3e0372843eee05578f87b3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929103201876_392e3d225d3e0372843eee05578f87b3-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra i tanti ragionamenti che si sono fatti dopo la morte di <strong>Hassan Nasrallah</strong>, per trent&#8217;anni guida politica indiscussa di Hezbollah, pochi si sono concentrati su un aspetto che non riguarda tanto lo scontro tra il movimento sciita e Israele, oggi al centro dell&#8217;attenzione, ma il futuro del Libano. Come sappiamo, <strong>gli attacchi di Israele hanno di fatto azzerato la struttura dirigente di Hezbollah</strong>, che tra assassini mirati e bombardamenti ha perso tutti i suoi leader. È inoltre immaginabile che danni importanti siano stati inferti anche alle strutture operative del movimento, dai collegamenti tra i militanti (si veda l&#8217;operazione israeliana con i cercapersone e le radio esplosivi) agli arsenali dei miliziani.</p>



<p>Hezbollah resta un&#8217;organizzazione temibile (è da molti anni l&#8217;atro non statale più armato del mondo) ma lo choc è stato fortissimo, tale anche da minare <strong>quell&#8217;onda di &#8220;simpatia&#8221; che la sua volontà di combattere Israele</strong> aveva destato negli ultimi anni in Libano e di cui <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-di-israele-colpisce-i-libanesi-ma-il-consenso-per-hezbollah-cresce-ecco-perche.html">si è parlato nei giorni scorsi in queste pagine.</a> Simpatia che può svanire rapidamente nel momento in cui Hezbollah si dimostra incapace di resistere agli attacchi dello Stato ebraico.</p>



<p>Ed è proprio qui che sta il punto. Al netto della sua vera o presunta funzione di baluardo anti-Israele, in Libano Hezbollah è percepito come un peso, nella migliore delle ipotesi come un male necessario. Come un prezzo da pagare all&#8217;esistenza di un vicino, Israele appunto, detestato non solo per le vicende legate al Libano (l&#8217;invasione del 1982, che tra l&#8217;altro fece nascere Hezbollah, e quella del 2006) ma anche per quella che riguardano i palestinesi.</p>



<p>Questa dicotomia (Hezbollah va bene se combatte Israele e va male per il Paese) era emersa con chiarezza nelle ultime elezioni politiche, quelle del maggio 2022, quando il movimento sciita aveva perso 3 seggi, scendendo a 13 (10,2% dei voti), superato da Amal (l&#8217;altro movimento sciita, ostile a Hezbollah, guidato dal presidente del Parlamento <strong>Nabih Berri</strong>) con 15, oltre che dalle Forze libanesi di <strong>Samir Geagea</strong> (19 seggi) e dal Movimento Patriottico Libero fondato dal presidente <strong>Michel Aoun</strong> (17 seggi). Contando anche il buon risultato dei candidati indipendenti (16 seggi), quasi tutti espressi dalle proteste anti-governative, il risultato complessivo vedeva un sostanziale arretramento dell&#8217;alleanza tra Hezbollah e Movimento Patriottico Libero e un&#8217;avanzata delle formazioni dell&#8217;opposizione.</p>



<p>Anche Hezbollah, nell&#8217;opera di penetrazione delle istituzioni guidata appunto da Nasrallah, aveva dovuto inchinarsi al complesso sistema libanese. Nel Paese operano 18 confessioni religiose ufficialmente riconosciute (<a href="https://it.insideover.com/guerra/il-colpo-di-grazia-alla-societa-libanese.html">ne ha parlato qui Mauro Indelicato</a>) e <strong>le cariche ai vertici dello Stato vengono assegnate secondo criteri di rigida spartizione</strong>: il Presidente della Repubblica è un cristiano, quello del Parlamento un musulmano sciita, il primo ministro un musulmano sunnita e così via. Linee di fagli a che informano società libanese stessa, dove l&#8217;edilizia ha come protagonisti i musulmani sunniti, la gestione dell&#8217;aeroporto internazionale di Beirut gli sciiti, il commercio dei medicinali e la sanità i cristiani ortodossi e cattolici e così proseguendo.</p>



<p>Hezbollah, però, ha fatto saltare tutti gli equilibri dotandosi (con l&#8217;aiuto determinante dell&#8217;Iran) di una forza militare superiore persino a quello dello Stato libanese. <strong>Hezbollah da molto tempo opera come uno Stato nello Stato</strong>, in maniera quasi totalmente autonoma. E lo dimostra bene la dinamica dello scontro con Israele, da cui le impotenti forze armate libanesi si sono tenute a totale distanza (e non escluderemmo neppure qualche forma di collaborazione con Israele).</p>



<p>È possibile, quindi, che gli altri gruppi politici e religiosi cerchino ora di approfittare delle difficoltà di Hezbollah per regolare un po&#8217; di conti, o almeno per rimettere in equilibrio la bilancia dei poteri e l&#8217;effettivo peso nella società. <strong>Il movimento sciita resta una forza temibile ma ha chiaramente perso la guerra con Israele.</strong> In un modo così rapido e clamoroso da far pensare che Israele abbia goduto di ampie collaborazioni sia interne al Libano (come dicevamo prima) sia esterne, da parte di un fronte di Paesi arabi sunniti (dalla Giordania all&#8217;Arabia Saudita, che da sempre coltiva in Libano interessi politici ed economici notevoli) che hanno tutto l&#8217;interesse a ridimensionare il ruolo dell&#8217;Iran, per cui Hezbollah di fatto agisce come agenzia esterna.  </p>



<p>Nei prossimi mesi sarà quindi opportuno seguire con una certa attenzione l&#8217;evoluzione interna del Libano. Per vedere se Hezbollah riuscirà a riprendersi dai colpi subiti e a conservare le proprie posizioni (<a href="https://it.insideover.com/guerra/dopo-nasrallah-tocca-a-safi-al-din-il-cugino-del-leader-ucciso-guidera-hezbollah.html">Andrea Muratore ha raccontato qui le prime mosse</a>) o se sarà costretto almeno in parte a scegliere tra la pratica istituzionale e quella militare. Su questo si gioca una parte importante del futuro del Libano ma anche di quello del Medio Oriente.</p>



<p></p>
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		<title>Lo scenario libanese dietro le elezioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/risultati-elezion-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 May 2022 06:06:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Partiti politici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518073755287_d72dab20e78af174ed3e61bf2eb1df63-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518073755287_d72dab20e78af174ed3e61bf2eb1df63-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518073755287_d72dab20e78af174ed3e61bf2eb1df63-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518073755287_d72dab20e78af174ed3e61bf2eb1df63-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518073755287_d72dab20e78af174ed3e61bf2eb1df63-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518073755287_d72dab20e78af174ed3e61bf2eb1df63-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518073755287_d72dab20e78af174ed3e61bf2eb1df63-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo i risultati diffusi martedì delle elezioni generali libanesi svoltesi domenica 15 maggio, Hezbollah, il “Partito di Dio&#8221; e organizzazione paramilitare sciita, e i suoi alleati, hanno perso la maggioranza in parlamento, che detenevano dal 2018. Dalle elezioni è emersa la rabbia che il popolo prova nei confronti dell’élite al governo libanese e i risultati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/risultati-elezion-libano.html">[...]</a></p>
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<p>Il <strong>Libano</strong> è una repubblica parlamentare unicamerale, per cui il parlamento è eletto secondo delle regole ben definite: metà cristiana, metà musulmana, il presidente deve essere un cristiano maronita, il primo ministro un musulmano sunnita e il presidente del parlamento un musulmano sciita. Il nuovo parlamento dovrà infatti nominare nelle prossime settimane un primo ministro e formare il nuovo governo per poi attuare riforme economiche e strutturali per risanare l’economia libanese. Sarà votato anche il presidente del Paese nel mese di ottobre.</p>
<p>La coalizione guidata da Hezbollah ha ottenuto 62 seggi su 128, meno dei 65 necessari per ottenere la maggioranza, rispetto ai 71 del parlamento uscente. Il <strong>Free Patriotic Movement</strong> (Fpm), alleato di Hezbollah nonostante si tratti di un movimento cristiano, è stato superato dai suoi oppositori che nel mentre hanno guadagnato terreno. Hezbollah e il gruppo Amal, suo principale alleato sciita, del presidente del Parlamento <strong>Nabih Berri</strong>, hanno mantenuto i 27 seggi assegnati al gruppo sciita. Altri alleati di Hezbollah hanno invece perso i loro, come il leader druso Talal Arslan ed Aley e il leader sunnita Fausal Karame a Tripoli.</p>
<p>Le <strong>Forze libanesi</strong>, partito cristiano tra i più critici nei confronti di Hezbollah, guidati da<strong> Samir Geagea</strong>, esponente della destra cristiana, possiedono attualmente il blocco più numeroso in parlamento con 19 seggi, superando il Fpm, che ora detiene 17 seggi, tre in meno rispetto al voto precedente.</p>
<p>Sono 16 i <strong>candidati indipendenti</strong> anti-establishment che hanno ribaltato l’ordine in parlamento, registrando un aumento di 15 seggi rispetto al 2018. Un risultato che assume un valore aggiunto dalle intimidazioni e le minacce che hanno dovuto affrontare da parte dei partiti tradizionali radicali. La loro vittoria è un messaggio rivolto ai politici della classe dirigente, che per lungo tempo non è riuscita a smuovere la situazione del Paese, che ha visto un tracollo economico tale da impoverire notevolmente la popolazione. I politici riformisti sono peraltro nati durante le proteste antigovernative del 2019 ed è per questo che la loro vittoria rappresenta un grande cambiamento.</p>
<h2>Le proteste del 2019 e il crollo economico</h2>
<p>Dall’ottobre 2019, soprattutto nella città di <strong>Beirut</strong>, ci sono state proteste contro il governo e numerosi scontri tra i manifestanti e la polizia. Le insorgenze sono state definite le più grandi degli ultimi anni e sono continuate nonostante l’approvazione di alcune riforme o dopo le dimissioni del primo ministro Saad al-Hariri.</p>
<p>Motore delle manifestazioni è stato il piano del governo di imporre nuove <strong>tasse</strong> su beni e servizi come tabacco, benzina, telefonate via internet; era stata posta ad esempio una tassa di 20 centesimi al giorno per le chiamate vocali fatte su Whatsapp. Nonostante la proposta sia stata ritirata, le proteste non si sono fermate. I manifestanti chiedevano un governo integralmente tecnico, che il presidente <strong>Michel Aoun</strong> ha rifiutato, sostenendo che non avrebbe potuto funzionare. Il popolo è sceso nuovamente per le strade del Paese dopo l’affermazione del presidente e dopo l’uccisione di un funzionario locale di un partito politico libanese mentre protestava. Le manifestazioni sono state generalmente pacifiche, nonostante in alcune zone ci siano stati scontro con la polizia e con i sostenitori di Aoun.</p>
<p>La risposta delle <strong>banche</strong> libanesi è stata quella di imporre restrizioni sui trasferimenti finanziari all’estero per evitare la fuga di capitali. Le banche erano state già chiuse quando le proteste erano iniziate. Il ministro dell’Istruzione, invece, aveva deciso di chiudere scuole e università. Ci sono stati anche scioperi tra il personale ospedaliero.</p>
<p>A partire dal 2019, il Libano ha vissuto un tracollo senza precedenti: da un salario minimo di 450 dollari si è passato nel 2021 ad un valore di 70. Gli esperti della Banca Mondiale l’hanno definita “tra le più gravi sul nostro Pianeta dalla metà dell’Ottocento”. Code infinite ai distributori di benzina, continui tagli alla rete elettrica nazionale, svalutazione della moneta locale, mancanza di medicine e beni essenziali e supermercati chiusi ne sono una chiara testimonianza.</p>
<p>In questo scenario, l’esplosione al porto di Beirut: 4 agosto 2020, tremila tonnellate di nitrato d’ammonio, che giacevano da oltre sette anni in un hangar abbandonato nella zona commerciale del porto, sono esplose. 200 i morti, oltre 7mila i feriti e circa 300mila gli sfollati. Esclusa l’ipotesi di un attentato, si è stabilito che si era trattato di un incidente. L’evento ha contribuito a consolidare l’atmosfera di paura e precarietà nel Paese.</p>
<p>I libanesi hanno cominciato a denunciare la corruzione dei loro politici, ritenendoli sempre più pericolosi per la sicurezza del paese. Negli ultimi tre anni il <a href="https://news.un.org/en/story/2021/09/1099102">tasso di povertà</a> in Libano è passato dal 42% all’82%, su una popolazione di circa 4,5 milioni di persone. Il peggioramento delle condizioni economiche ha quindi spinto i libanesi a diffidare dai partiti tradizionali. E dallo scoppio della <strong>guerra in Ucraina</strong> è diventata anche la crisi del grano.</p>
<p>Il 90% delle importazioni libanesi di grano e olio da cucina provengono infatti da Ucraina e Russia. I combattenti in Ucraina nei porti meridionali del Paese hanno bloccato le spedizioni e le importazioni dalla Russia sono state ostacolate dalle sanzioni finanziare imposte da Mosca. Per non parlare dell’aumento dei prezzi ufficiali del carburante del 33% dopo l’invasione russa in terra ucraina. Fattori che hanno contribuito al peggioramento della crisi economica del Libano. Le <strong>Nazioni Unite</strong> hanno accusato i politici e le istituzioni finanziarie di “violazione dei diritti umani”.</p>
<h2>L’affluenza ai voti</h2>
<p>La percentuale dei votanti registrata è stata del 41%. Se a Beirut est, a maggioranza cristiana, le strade il giorno delle elezioni erano deserte, nelle strade di Beirut ovest, enclave sciita, una folla di elettori accompagnata da delegati elettorali di Hezbollah e Amal si è diretta verso le urne a suon di inni militareschi. Sono stati inoltre registrati degli episodi di violenza tra schieramenti rivali nelle zone periferiche del Paese, si è parlato di alcune decine di feriti lievi.</p>
<p>L’affluenza alle urne non teneva però conto del voto dei libanesi all’estero. Ci sono quasi 15 milioni di libanesi fuori dal Paese e dal 2017 la legge elettorale prevede la possibilità di votare per i libanesi all’estero su tutti i seggi del parlamento, mentre precedentemente si poteva votare solo per i 6 seggi riservati ai candidati all’estero.</p>
<p>Negli Emirati Arabi Uniti risiede circa 100 mila libanesi e secondo i dati del ministero degli Esteri libanese sono andati alle urne 18mila libanesi, registrando un picco d’affluenza notevole. Non è possibile prevedere se questi risultati possano rappresentare una salvezza per il Libano, ma i voti del popolo lasciano ben sperare.</p>
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		<title>Chi è Samir Geagea</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-samir-geagea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Nov 2021 16:10:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="643" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/11545438_large-scaled-e1637684800825.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/11545438_large-scaled-e1637684800825.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/11545438_large-scaled-e1637684800825-300x100.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/11545438_large-scaled-e1637684800825-1024x343.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/11545438_large-scaled-e1637684800825-768x257.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/11545438_large-scaled-e1637684800825-1536x514.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/11545438_large-scaled-e1637684800825-2048x686.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Samir Geagea è l&#8217;attuale presidente delle Forze Libanesi, uno dei più importanti partiti della comunità cristiano-maronita. Protagonista molto discusso della guerra civile libanese, dal 1994 al 2005 risulta recluso per le responsabilità a lui attribuite di un attentato compiuto a Beirut nei primi anni &#8217;90. Da sempre su posizioni anti siriane, nel corso degli anni &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-samir-geagea.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="643" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/11545438_large-scaled-e1637684800825.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/11545438_large-scaled-e1637684800825.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/11545438_large-scaled-e1637684800825-300x100.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/11545438_large-scaled-e1637684800825-1024x343.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/11545438_large-scaled-e1637684800825-768x257.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/11545438_large-scaled-e1637684800825-1536x514.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/11545438_large-scaled-e1637684800825-2048x686.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Samir Geagea</strong> è l&#8217;attuale presidente delle <strong>Forze Libanesi</strong>, uno dei più importanti partiti della comunità cristiano-maronita. Protagonista molto discusso della<strong> guerra civile</strong> libanese, dal 1994 al 2005 risulta recluso per le responsabilità a lui attribuite di un attentato compiuto a Beirut nei primi anni &#8217;90. Da sempre su posizioni anti siriane, nel corso degli anni mantiene un ruolo di primo piano nella vita politica del Libano.</p>
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		<title>Libano, la Chiesa dalla parte dei manifestanti</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/libano-la-chiesa-dalla-parte-dei-manifestanti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Manca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2019 17:46:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="761" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/proteste-in-Libano-La-Presse-3-e1573148749271.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Chiesa in Libano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/proteste-in-Libano-La-Presse-3-e1573148749271.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/proteste-in-Libano-La-Presse-3-e1573148749271-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/proteste-in-Libano-La-Presse-3-e1573148749271-768x390.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/proteste-in-Libano-La-Presse-3-e1573148749271-1024x520.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Domenica 27 ottobre, a seguito dell’Angelus, Papa Francesco ha rivolto un &#8220;pensiero speciale al caro popolo libanese, in particolare ai giovani&#8221; i quali, da diverso tempo, hanno &#8220;fatto sentire il loro grido di fronte alle sfide dei problemi sociali, morali ed economici del Paese&#8221;. A partire da questa mattina le strade di Beirut e delle altre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/libano-la-chiesa-dalla-parte-dei-manifestanti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="761" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/proteste-in-Libano-La-Presse-3-e1573148749271.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Chiesa in Libano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/proteste-in-Libano-La-Presse-3-e1573148749271.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/proteste-in-Libano-La-Presse-3-e1573148749271-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/proteste-in-Libano-La-Presse-3-e1573148749271-768x390.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/proteste-in-Libano-La-Presse-3-e1573148749271-1024x520.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Domenica 27 ottobre, a seguito dell’Angelus, <strong>Papa Francesco</strong> ha rivolto un &#8220;pensiero speciale al caro popolo libanese, in particolare ai giovani&#8221; i quali, da diverso tempo, hanno &#8220;fatto sentire il loro grido di fronte alle sfide dei problemi sociali, morali ed economici del Paese&#8221;.</p>
<p>A partire da questa mattina le strade di Beirut e delle altre città del Libano sono nuovamente bloccate a causa dei giovani protestanti scesi in piazza per sollecitare le dimissioni del governo in carica. Il 3 novembre, ad appena una settimana dall&#8217;annuncio delle dimissioni del premier <strong>Hariri</strong>, le manifestazioni in Libano hanno preso una nuova piega. Due fazioni opposte hanno animato le piazze del Paese dei cedri: da una parte i lealisti del presidente della Repubblica &#8211; il maronita <strong>Michel Aoun </strong>&#8211; scesi in suo sostegno e, dall&#8217;altra, coloro che pretendono le dimissioni di quest’ultimo.</p>
<p>Alla terza settimana di manifestazioni antigovernative, la situazione sembra essere sempre più complessa. Gran parte dei manifestanti continua a rivendicare l’abbandono del sistema politico basato sul confessionalismo che ha caratterizzato la politica e la società libanesi dall&#8217;indipendenza ad oggi. Sistema che, in questo frangente, contribuisce a procurare ulteriori rotture in seno alla società libanese. Se da una parte il ruolo centrale del partito sciita Hezbollah ha assunto delle posizioni sempre più ambigue nel corso delle manifestazioni, il partito di matrice cristiana al-Quwwāt al-Lubnāniyya (Forze Libanesi), con a capo il maronita <strong>Samir Geagea</strong>, ha mantenuto sempre salda la sua volontà di passare ad un nuovo governo.</p>
<p>Gran parte delle autorità religiose del Libano, eccezion fatta per i portavoce della comunità sciita, hanno da subito appoggiato le rivendicazioni dei giovani manifestanti. In questo panorama variegato, squisitamente libanese, spicca la posizione unanime delle varie confessioni cristiane. La Chiesa cattolica, quella ortodossa e gli evangelici si sono espressi a favore della caduta del governo appoggiando le rivendicazioni dei giovani scesi in piazza. Mercoledì 23 ottobre, ottavo giorno di manifestazioni in Libano, si è riunito a Bkerké, sede del patriarcato di Antiochia dei Maroniti, il consiglio delle autorità cristiane del Paese dei Cedri. Il patriarca maronita <strong>Bechara Raï</strong> si è espresso a nome suo e di tutte le Chiese cristiane del Libano invitando i giovani a perseverare nelle loro rivendicazioni per uno Stato più giusto e meno settario. Nel suo appello, il patriarca ha lanciato altresì un accorato invito alla comunità internazionale e al governo in carica, chiedendo a quest’ultimo di “adottare misure efficaci, radicali e coraggiose” affinché il Paese possa uscire dall&#8217;impasse economica e sociale venuta a galla a partire dal 16 ottobre.</p>
<p>Insieme alle chiese cristiane, è arrivato anche l’appoggio delle autorità sunnite e druse. Dar al-Fatwa, la più autorevole voce in seno all&#8217;islam sunnita in Libano, con sede a Beirut e presidiata dal gran muftì Abdellatif Deriane ha anch&#8217;egli invitato le autorità politiche al governo a rispondere in maniera concreta alle rivendicazioni dei giovani manifestanti. Dal canto suo, la massima autorità della comunità drusa libanese, lo sheikh Naïm Hassan, ha palesato l’imminente bisogno di un sistema politico nuovo che superi il confessionalismo e le divisioni.</p>
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		<title>Libano, Hariri ancora in sella:  formerà il nuovo governo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/libano-hariri-governo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2018 17:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[hezbollah]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20171118165143_25025414.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20171118165143_25025414.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20171118165143_25025414-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20171118165143_25025414-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20171118165143_25025414-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Saad Hariri sarà nuovamente premier. Il presidente libanese Michel Aoun, infatti, lo ha convocato e &#8220;lo ha incaricato di formare un governo&#8221;. In questi giorni, il leader di Futuro, si è dato parecchio da fare per raggiungere un numero sufficiente di parlamentari per avere la maggioranza.  &#8220;Lavorerò fin d&#8217;ora per la formazione di un governo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/libano-hariri-governo.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20171118165143_25025414.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20171118165143_25025414.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20171118165143_25025414-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20171118165143_25025414-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20171118165143_25025414-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><strong>Saad Hariri</strong> sarà nuovamente premier. Il presidente libanese <strong>Michel Aoun</strong>, infatti, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.dailystar.com.lb/News/Lebanon-News/2018/May-24/450693-hariri-receives-overwhelming-majority-of-pm-votes.ashx" target="_blank">lo ha convocato</a> e &#8220;lo ha incaricato di formare un governo&#8221;. In questi giorni, il leader di Futuro, si è dato parecchio da fare per raggiungere un numero sufficiente di parlamentari per avere la maggioranza. </p>
<p style="text-align: left">&#8220;Lavorerò fin d&#8217;ora per la formazione di un governo di unità nazionale&#8221;, ha detto Hariri. Che ha poi proseguito dicendo: &#8220;Nessuno ci protegge di più della nostra unità nazionale&#8221;. Quella stessa unità nazionale che era stata messa in discussione in seguito alle sue <a href="http://www.occhidellaguerra.it/libano-hariri-non-piu-premier-cambiano-gli-equilibri-libano/" target="_blank">&#8220;dimissioni forzate&#8221;</a>.</p>
<p>Molti analisti hanno sottolineato l&#8217;avanzata di <strong>Hezbollah</strong> alle scorse elezioni. In effetti il Partito di Dio ha guadagnato molti voti, soprattutto nel sud del Paese dove è più forte. Tuttavia, sembra che a livello politico poco sia cambiato in Libano. </p>
<p></p>
<p>Basta guardare i nomi delle più importanti cariche dello Stato: Hariri rimarrà premier mentre Nabih Berri rimarrà speaker del Parlamento libanese (carica che ricopre dal 1992). </p>
<p>Hariri e l&#8217;unità nazionale</p>
<p>Giustamente il premier Saad Hariri ha sottolineato l&#8217;importanza dell&#8217;unità nazionale in Libano. Unità nazionale necessaria per affrontare le sfide di domani, dopo gli orrori di una guerra civile che è durata 15 anni.</p>
<p></p>
<p>Per questo motivo, pochi giorni fa, Hariri ha incontrato<strong> Samir Geagea</strong>, leader cristiano delle <strong>Forze Libanesi</strong>. In questa occasione, il vecchio guerrigliero ha chiesto al premier di formare un governo con &#8220;nuove facce e un nuovo approccio per affrontare i problemi politici ed economici del Paese. Non abbiamo molto tempo, soprattutto per quel che riguarda la situazione socioeconomica&#8221;.</p>
<p>Le Forze Libanesi e Futuro sono due dei soggetti principali dell&#8217;alleanza &#8220;14 marzo&#8221; nata dopo la rivoluzione dei Cedri del 2005, contro l&#8217;occupazione siriana del Paese. Un legame che ha portato i due partiti sempre più vicini all&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>, come ci hanno spiegato fonti de <em>Gli Occhi della Guerra </em>da Beirut.</p>
<p>Hariri lontano dai sauditi su Gerusalemme capitale</p>
<p>Mentre l&#8217;<strong>Arabia Saudita </strong>si avvicina sempre di più alla politica del premier israeliano <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, Hariri ha duramente condannato lo spostamento dell&#8217;ambasciata americana a Gerusalemme. </p>
<p>Il premier libanese ha infatti detto: &#8220;Alla vigilia della &#8216;<em>nakba</em>&#8216; (&#8220;la catastrofe&#8221;, cioè l&#8217;espulsione di circa 700mila palestinesi in occasione della fondazione dello Stato di Israele), l&#8217;amministrazione americana aggiunge un&#8217;altra catastrofe, datata 14 maggio, che lascia tutti gli sforzi di pace nella regione ad un punto morto&#8221;. Parole dure che mostrano come Hariri stia cercando di barcamenarsi tra quanto chiedono i suoi sponsor a Riad e la posizione del suo partito (e di molti libanesi).</p>
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		<item>
		<title>Libano, Hariri non è più premier:  cambiano gli equilibri nel Paese</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/libano-hariri-non-piu-premier-cambiano-gli-equilibri-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Nov 2017 17:21:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[hezbollah]]></category>
		<category><![CDATA[idf]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="940" height="580" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/vciIECcCVjAn5QSS5LfdHpsKOYGrb80r.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/vciIECcCVjAn5QSS5LfdHpsKOYGrb80r.jpg 940w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/vciIECcCVjAn5QSS5LfdHpsKOYGrb80r-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/vciIECcCVjAn5QSS5LfdHpsKOYGrb80r-768x474.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 940px) 100vw, 940px" /></p>
<p>Il Premier Saad Hariri, che si trovava in visita in Arabia Saudita, ha comunicato, tramite un video messaggio trasmesso dall’emittente Al Arabiya, la sua volontà di dimettersi dalla carica di Premier libanese, temendo per la propria incolumità e paragonando l’atmosfera politica libanese a quella che precedette l’uccisione del padre Rafik, nel febbraio del 2005. Saad &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/libano-hariri-non-piu-premier-cambiano-gli-equilibri-libano.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/libano-hariri-non-piu-premier-cambiano-gli-equilibri-libano.html">Libano, Hariri non è più premier:  cambiano gli equilibri nel Paese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="940" height="580" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/vciIECcCVjAn5QSS5LfdHpsKOYGrb80r.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/vciIECcCVjAn5QSS5LfdHpsKOYGrb80r.jpg 940w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/vciIECcCVjAn5QSS5LfdHpsKOYGrb80r-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/vciIECcCVjAn5QSS5LfdHpsKOYGrb80r-768x474.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 940px) 100vw, 940px" /></p><p>Il Premier<strong> Saad Hariri</strong>, che si trovava in visita in Arabia Saudita, ha comunicato, tramite un video messaggio trasmesso dall’emittente <em>Al Arabiya</em>, la sua volontà di dimettersi dalla carica di Premier libanese, temendo per la propria incolumità e paragonando l’atmosfera politica libanese a quella che precedette l’uccisione del padre Rafik, nel febbraio del 2005.</p>
<p>Saad Hariri ha anche fatto riferimento ad uno sventato tentativo di assassinarlo, accusando inoltre l’Iran e gli Hezbollah della sua decisione di dimettersi e di allontanarsi dal Libano e di infiammare con la loro azione e interferenza il mondo arabo.</p>
<p>Hariri era stato nominato premier lo scorso anno nell’ambito di un compromesso tra le forze politiche libanesi, Hezbollah inclusi, che avevano consentito l’elezione alla Presidenza del Paese di Michael Aoun e il contestuale incarico di Premier, che per costituzione spetta ad un esponente sunnita, di Saad Hariri.</p>
<p></p>
<p>Immediate le reazioni sia della politica libanese sia dell’Iran. Il presidente<strong> Michael Aoun</strong> ha auspicato il rientro in Libano di Hariri per comprendere le ragioni delle dimissioni, mentre il leader del Partito Socialista Progressista del Libano Walid Jumblatt ha manifestato tutta la sua preoccupazione per queste dimissioni che, molto probabilmente, andranno ad incidere negativamente sull’economia e sulla stabilità politica del Libano. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Bahram Qassemi, ha respinto le accuse di Saad Hariri definendole infondate e frutto delle macchinazioni degli Stati Uniti, dei Sauditi e di Israele.</p>
<p>Secondo alcune valutazioni di esponenti delle Forze Libanesi, il partito rivale degli Hezbollah guidato da <strong>Samir Geagea</strong>, la decisione di Hariri è da ascriversi al cambio di strategia statunitense rispetto all’Iran, tesa ad un confronto su scala regionale, che coinvolge Yemen, Iraq, Siria e Libano, contro i Guardiani della Rivoluzione Iraniana e gli Hezbollah.</p>
<p>Da quanto emergerebbe dalla prime ricostruzioni, Hariri avrebbe cercato nell’ultimo mese di evitare la strada delle dimissioni per garantire al Libano una neutralità rispetto alla pressione statunitense e saudita contro l’Iran. La decisione di dimettersi, così come l’operato di Hariri da Premier, lascia tuttavia i suoi stessi alleati scontenti a fronte di una scarsa capacità di contrastare politicamente la linea filo iraniana del governo libanese.</p>
<p></p>
<p><strong>L’uscita di scena di Hariri isola il Libano</strong>, rompendo di fatto un precario equilibrio non più tollerabile da parte statunitense e saudita, in virtù della convivenza nello stesso governo dei ministri di Hariri con quelli degli Hezbollah, considerati un’organizzazione terroristica da parte degli Usa e di Riyad.</p>
<p>Una presa di distanza in linea con quanto sostenuto dalle autorità politiche israeliane che, in più di un’occasione, hanno chiaramente fatto intendere che il prossimo ed eventuale conflitto con gli Hezbollah andrà ad estendersi a tutto il Libano in virtù anche dall’alleanza dell’attuale Presidente Michael Aoun con il partito – milizia sciita guidato da Hassan Nasrallah.</p>
<p>L’evoluzione dello scenario siriano, con l’Esercito di Assad capace di riconquistare la strategica città di Deir al – Zour, ultima roccaforte dell’Isis, sta imponendo ad Israele un profondo ripensamento rispetto alla sua politica di intervento limitato in Siria. Lo stesso Premier Benjamin Netanyahu ha chiaramente evidenziato come, a fronte della progressiva sconfitta dell’ISIS, l’Iran si starebbe insediando in Siria, libanesizzandola e trasformandola in una roccaforte pronta a minacciare lo Stato d’Israele. Per questo motivo ormai le principali esercitazioni delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), ed in particolare Or Hadagan, la più importante esercitazione militare degli ultimi venti anni, condotta lo scorso settembre in occasione del raid contro il complesso industriale nei pressi di Hama, contemplano l’unificazione e la pianificazione su un teatro operativo non più corrispondente al Sud del Libano ma alla cosiddetta singola area di operazione del Nord, che include Libano, Siria, Hezbollah, Assad ed i suoi sostenitori. Uno scenario sempre più contemplato tra i vertici politici israeliani che sembrano così manifestare a Stati Uniti e Russia la loro profonda insoddisfazione rispetto al cessate il fuoco raggiunto tra le due superpotenze lo scorso 7 giugno ad Amburgo. Israele non ritiene soddisfacenti le garanzie ricevute dalla Russia sulla presenza delle milizie sciite ed iraniane a ridosso del proprio confine e, al tempo stesso, percepisce dall’evoluzione dello scenario siriano la scarsa volontà dell’amministrazione di Donald Trump di confrontarsi con Assad.</p>
<p></p>
<p>Ecco perché non è affatto inverosimile che l’unica superpotenza in grado di limitare la sfera d’influenza dell’Iran e degli Hezbollah in Siria e di scongiurare un conflitto che potrebbe innescarsi con dinamiche molto simili alla guerra tra Israele ed Hezbollah del 2006 sia la Russia di<strong> Vladimir Putin</strong>, in virtù sia del ruolo decisivo esercitato per la sopravvivenza di Assad, sia perché maggiormente coinvolta militarmente e diplomaticamente degli Stati Uniti in Siria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/libano-hariri-non-piu-premier-cambiano-gli-equilibri-libano.html">Libano, Hariri non è più premier:  cambiano gli equilibri nel Paese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il Libano verso un governo stabile?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/libano-verso-un-governo-stabile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Nov 2016 14:35:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[hezbollah]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/OLYCOM_20161101002953_21160692.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/OLYCOM_20161101002953_21160692.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/OLYCOM_20161101002953_21160692-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/OLYCOM_20161101002953_21160692-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/OLYCOM_20161101002953_21160692-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La politica libanese sembra aver deciso di tornare a correre dopo anni di immobilismo più totale. Dopo l&#8217;elezione del nuovo presidente della repubblica, che spetta per legge alla comunità cristiana maronita, il nuovo capo dello stato Michel Aoun ha dato a Sa&#8217;ad Hariri il compito di formare il nuovo governo. Per la costituzione il primo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/libano-verso-un-governo-stabile.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/OLYCOM_20161101002953_21160692.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/OLYCOM_20161101002953_21160692.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/OLYCOM_20161101002953_21160692-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/OLYCOM_20161101002953_21160692-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/OLYCOM_20161101002953_21160692-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La politica libanese sembra aver deciso di tornare a correre dopo anni di immobilismo più totale. Dopo l&#8217;elezione del nuovo presidente della repubblica, che spetta per legge alla comunità cristiana maronita, il nuovo capo dello stato <strong>Michel Aoun</strong> ha dato a <strong>Sa&#8217;ad Hariri</strong> il compito di formare il nuovo governo. Per la costituzione il primo ministro deve appartenere alla comunità sunnita. La nomina era ampiamente prevista in quanto faceva parte del patto tra le due coalizioni, quella filo saudita del 14 Marzo e quella filo siriana e iraniana del 8 Marzo.<strong><a href="http://www.occhidellaguerra.it/libano-chi-e-il-nuovo-presidente/" target="_blank">LEGGI ANCHE: Chi è il nuovo presidente del Libano</a></strong>Hariri ha però avuto per ora il sostegno di un&#8217;ampia e trasversale maggioranza dei pariti, ma non di <strong>Hezbollah</strong>, che è un peso massimo nella politica libanese. Nei prossimi mesi si vedrà se riuscirà a formare un governo stabile.Sa&#8217;ad Hariri è il figlio di Rafiq Hariri ex premier libanese ucciso nel 2005 e fautore della ricostruzione del Paese dopo la guerra civile grazie all&#8217;immobiliare di famiglia Solidere. La famiglia Hariri è una delle più ricche del Medio Oriente e vanta antichi legami con l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>. Secondo <em>Forbes</em> Sa&#8217;ad Hariri è il 522° uomo più ricco del mondo con un patrimonio netto di 1,4 miliardi di dollari.Hariri entra in politica alla morte del padre, diventando il capo del partito sunnita <strong>Per il Futuro</strong> e si allea con le forze libanesi di <strong>Samir Geagea</strong> e con il Partito Socialista Progressista del leader druso Walid jumblatt. Nacque così la coalizione del 14 marzo di orientamento filo-occidentale e anti siriano. A seguito delle sommosse popolari per l&#8217;uccisione del padre di Hariri, la coalizione del figlio Sa&#8217;ad vinse le elezioni, ma lui non venne nominato primo ministro per la poca esperienza politica.<strong><a href="http://www.occhidellaguerra.it/libano-kamikaze-colpiscono-al-confine-siriano/" target="_blank">LEGGI ANCHE: I riflessi del conflitto siriano sul Libano</a></strong>Nel 2006 la situazione in Libano precipitò a seguito della<strong> guerra con Israele</strong> e l&#8221;uccisione del ministro dell&#8217;industria Pierre Amine Gemayel. Nel maggio del 2008 addirittura le milizie sciite di Hezbollah distrussero la sede di Future Tv, emittente della famiglia Hariri. La situazione si calmò grazie agli accordi di Doha.Sa&#8217;ad Hariri vinse anche le elezioni del 2009 e fu nominato per la prima volta primo ministro. Per evitare ulteriori tensioni al paese propose all&#8217;opposizione, compresa Hezbollah di formare un governo di unità nazionale.La formazione del governo fu estremamente difficile, non solamente per le <strong>tensioni tra Iran e Arabia Saudita</strong> che influenzavano rispettivamente le coalizioni del 8 Marzo e del 14 Marzo, ma anche per la volontà dell&#8217;attuale presidente di ottenere il ministero dell&#8217;interno e delle comunicazioni. Alla fine il governo di unità nazionale nacque cinque mesi dopo le elezioni parlamentari. Il patto prevedeva tra l&#8217;altro il diritto di Hezbollah a mantenere i sui armamenti.Nel 2011 il governo entrò però in crisi. Il “casus belli” scoppiò per la decisione di Hariri di collaborare e non disconoscere il Tribunale Speciale per il Libano, il cui scopo è ritrovare e condannare gli assassini di suo padre Rafiq Hariri. I membri del governo di Hezbollah si dimisero dal momento che i procuratori del tribunale accusarono Hezbollah di essere uno dei principali attori dell&#8217;attentato che uccise Rafiq Hariri.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/cristiani-sotto-tiro/" target="_blank"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17415" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2016/10/banner_cristiani.jpg" alt="banner_cristiani" /></a>Oggi, a seguito del patto tra la coalizione del 14 Marzo e di quella dell&#8217;8 Marzo, sull&#8217;elezione del presidente cristiano Michel Aoun, Sa&#8217;ad Hariri ha una nuova possibilità. Hezbollah rimane sempre l&#8217;ostacolo più grande sulla strada del suo governo, ma questa volta può contare sull&#8217;appoggio del nuovo presidente Aoun, cristiano e alleato di Hezbollah. Alcuni osservatori pensano che ci vorrà molto tempo per formare il nuovo governo. Inoltre, bisognerà, prima o poi, procedere con le elezioni del parlamento, che ha terminato il suo mandato nel 2013, ma ha visto prorogare il suo mandato di qualche anno per l&#8217;impasse politica che il paese vive.<strong><a href="http://www.occhidellaguerra.it/cosi-il-libano-prova-a-rinascere/" target="_blank">LEGGI ANCHE: Così il Libano prova a rinascere</a></strong>Questa volta molti osservatori pensano che il bisogno di rassicurare i mercati che le crisi e le guerre scoppiate un po&#8217; dovunque nel mondo islamico e il milione mezzo di profughi presenti nel piccolo Libano, non facciano crollare il Paese, potrebbe aiutare Hariri nella sua battaglia per formare un governo stabile. Solamente i prossimi mesi diranno se la Repubblica dei Cedri troverà un po&#8217; di pace.</p>
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		<title>Svolta storica per i cristiani libanesi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/libano-svolta-storica-per-i-cristiani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2016 12:21:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Hezbollah (Partito di Dio)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/LP_5663568.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fedeli cristiani in preghiera in Siria (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/LP_5663568.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/LP_5663568-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/LP_5663568-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/LP_5663568-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È forse presto per dire che il vuoto politico causato dall’assenza del presidente del Libano stia per essere colmato, ma la decisione di ieri pomeriggio del leader delle Lebanese Forces, Samir Geagea, di appoggiare per la più alta carica dello Stato lo storico rivale Michel Aoun sembra poter porre fine a ben 20 mesi di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/libano-svolta-storica-per-i-cristiani.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/LP_5663568.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fedeli cristiani in preghiera in Siria (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/LP_5663568.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/LP_5663568-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/LP_5663568-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/LP_5663568-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>È forse presto per dire che il vuoto politico causato dall’assenza del presidente del Libano stia per essere colmato, ma la decisione di ieri pomeriggio del leader delle Lebanese Forces, <strong>Samir Geagea</strong>, di appoggiare per la più alta carica dello Stato lo storico rivale <strong>Michel Aoun</strong> sembra poter porre fine a ben 20 mesi di paralisi politico-istituzionale.</p>
<p>Il Libano, che nel febbraio del 2014 riusciva dopo ben 11 mesi a costituire un Governo di unità nazionale, al quale però le Lebanese Forces non avevano aderito proprio per rimarcare la distanza dalla scelta di <strong>Hezbollah</strong> di intervenire militarmente in Siria, si trova dal maggio del 2014 senza il Presidente della Repubblica e, cosa di non poco conto, con un Parlamento che sta agendo in regime di <em>prorogatio</em> in quanto il suo mandato naturale sarebbe dovuto terminare nel 2014.</p>
<p>Una situazione al limite del paradossale, anche considerando le emergenze che, dal 2011 ad oggi, il Paese ha dovuto affrontare: la guerra in Siria e il coinvolgimento militare di Hezbollah al fianco di <strong>Assad</strong>, l’afflusso di più di un milione e mezzo di profughi siriani e la minaccia dei gruppi Al Nusra e Isis al confine con il Libano. A queste sfide si è anche aggiunta una fortissima protesta spontanea di giovani organizzati nel<strong> movimento You Stink</strong>, esplosa questa estate nelle piazze di Beirut contro l’incapacità del Governo nel raccogliere la spazzatura nelle strade. Geagea, dunque, apre al sostegno al Generale Aoun, il candidato presidenziale dello schieramento politico della coalizione 8 marzo, composta da Hezbollah, Amal, Marada e dal Free Patriotic Movement contro il quale si era confrontato in questi mesi in numerose votazioni parlamentari senza però raggiungere il quorum necessario per essere eletto. Geagea, infatti, era stato sostenuto dal partito di Saad Hariri, Future Movement, alleato a sua volta con le Lebanese Forces e le Kataeb di Amin Gemayel.</p>
<p>Due blocchi diametralmente contrapposti con agende politiche differenti e riconducibili rispettivamente all’<strong>Iran</strong> e all’<strong>Arabia Saudita</strong>. In mezzo allo scontro tra i due principali attori e decisori libanesi l’ambita carica della Presidenza, che per costituzione spetta ai cristiani maroniti. Una carica dal significato profondo, visto che è l’unica carica elettiva che, in un Medio Oriente sempre più nel caos, spetta ai <strong>cristiani</strong>.</p>
<p>La notizia dell’appoggio di Geagea al Generale Aoun arriva in un momento particolarmente complesso, sia perché all’indomani della cancellazione della sanzioni all’Iran sia perché tra pochi giorni si terrà a Vienna l’ennesimo vertice sul futuro della Siria sul cui esito molti si interrogano.  Non sono ancora chiare le ragioni della scelta di Geagea che potrebbero avere delle conseguenze dirompenti sugli equilibri del Libano e risolvere al tempo stesso il vuoto delle istituzioni libanesi. Alcuni osservatori libanesi ritengono che alla base della decisione di Samir Geagea ci sia la volontà di far pesare ad Hariri la proposta avanzata da quest’ultimo lo scorso dicembre di proporre come Presidente Suleiman Franjieh, leader del Partito cristiano Marad, gradito anche alla Francia, e componente della coalizione dell’8 marzo. Una proposta quella di Franjieh che ha creato non pochi malumori tra i principali alleati cristiani del fronte del 14 marzo che peraltro da tempo sarebbero pronti a modificare la legge elettorale in senso proporzionale, aspetto quest’ultimo che potrebbe favorire i partiti cristiani i partiti sciiti e penalizzare sunniti e drusi. Tuttavia il forte discorso tenuto ieri da Geagea, in cui il leader delle Lebanese Forces ha richiamato tutta la coalizione del 14 marzo a risolvere una situazione che sta portando il Paese nel baratro e che obbliga a scelte straordinarie, sembra essere un passaggio di svolta storico per la politica libanese.</p>
<p>Il superamento delle storiche rivalità tra Aoun e Geagea rappresenta anche una forte convergenza dei partiti cristiani che così facendo tornano ad acquisire un determinante peso politico nei futuri assetti del del paese  Non sfugge infine un’intensa attività diplomatica svolta dal Patriarca maronita<strong> Bechara Rai</strong> che nelle ultime settimane ha incontrato i principali leader dei partiti cristiani.</p>
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