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	<title>Ramush Haradinaj Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 03 Feb 2020 08:01:08 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Ramush Haradinaj Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il Kosovo ha un nuovo governo. Ma la strada è molto in salita</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-kosovo-ha-un-nuovo-governo-ma-la-strada-e-molto-in-salita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2020 06:29:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Albin-Kurti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Albin Kurti (LaPresse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Albin-Kurti.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Albin-Kurti-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Albin-Kurti-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Albin-Kurti-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo quasi quattro mesi dall&#8217;esito elettorale delle elezioni anticipate che si sono tenute nel Paese, il Kosovo riuscirà finalmente ad avere il proprio governo, trovando nella figura di Albin Kurti il suo prossimo primo ministro. Ad annunciarlo con soddisfazione, come riportato dalla testata tedesca Deutsche Welle, è stato lo stesso politico kosovaro. Dopo gli esiti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-kosovo-ha-un-nuovo-governo-ma-la-strada-e-molto-in-salita.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-kosovo-ha-un-nuovo-governo-ma-la-strada-e-molto-in-salita.html">Il Kosovo ha un nuovo governo. Ma la strada è molto in salita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Albin-Kurti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Albin Kurti (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Albin-Kurti.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Albin-Kurti-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Albin-Kurti-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Albin-Kurti-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dopo quasi quattro mesi dall&#8217;esito elettorale delle elezioni anticipate che si sono tenute nel Paese, il Kosovo riuscirà finalmente ad avere il proprio governo, trovando nella figura di <strong>Albin Kurti</strong> il suo prossimo primo ministro. Ad annunciarlo con soddisfazione, <a href="https://www.dw.com/en/kosovo-parties-form-new-coalition-government-long-after-snap-elections/a-52231716">come riportato dalla testata tedesca <em>Deutsche Welle</em></a>, è stato lo stesso politico kosovaro.</p>
<p>Dopo gli esiti della consultazione popolare, il panorama del parlamento del <strong>Kosovo</strong> è apparso molto variegato, rendendo difficile la nascita di un esecutivo dalle solide base che garantisse un efficiente svolgimento dei lavori, al punto da far pensare ad un nuovo giro di consultazioni elettorali. Tuttavia, dopo quattro mesi i due partiti di maggioranza del Paese, il partito socialista &#8220;VV&#8221; di Kurti e la Lega democratica di centrodestra sono giunti ad un accordo per la formazione dell&#8217;esecutivo, grazie anche all&#8217;appoggio dei micro-gruppi di rappresentanza delle minoranze etniche.</p>
<p>L&#8217;accordo, che in questo modo garantisce un <strong>ampio appoggio parlamentare</strong>, è sufficiente a mettere in moto il governo dopo lo stallo perdurante dallo scorso autunno e dare la possibilità di mettere in campo l&#8217;ampio piano di riforme per il Paese. Tuttavia, la <strong>frammentazione</strong> del blocco della maggioranza evidenzia come il margine di azione principalmente sul piano sociale sia molto limitato, anche a causa degli opposti interessi soprattutto dei micro-partiti che hanno preso parte all&#8217;accordo.</p>
<p>Dalla dissoluzione della Jugoslavia e dopo la guerra civile, il Kosovo non è ancora riuscito completamente a rialzarsi, anche e soprattutto per le pressioni della Serbia, che rivendica il possesso di diversi territori, e per i contrasti tra le minoranze. Mentre una collaborazione governativa è stata messa in atto tra le fazioni, non necessariamente le <strong>minoranze</strong> turche, serbe e bosniache saranno messe nella condizione di collaborare.</p>
<p>In prima battuta, una delle missioni del nuovo governo è infatti incentrata proprio sulla risoluzione della controversa questione con Belgrado, in atto dalla dichiarazione d&#8217;indipendenza kosovara del 2008 e mai accettata dalla Serbia e dai suoi alleati internazionali. Proprio questo elemento potrebbe infatti essere una delle prima prove per il governo di Kurti di testare la propria stabilità, sperando di portare avanti un&#8217;opera che sotto l&#8217;esecutivo di <strong>Ramush Haradinaj</strong> era rimasta sostanzialmente accantonata.</p>
<p>Con un&#8217;economia al momento principalmente incentrata sugli <strong>aiuti esteri</strong>, il Kosovo è obbligato a mettere in campo un forte piano di sviluppo economico, onde evitare l&#8217;irrilevanza all&#8217;interno del panorama balcanico che ha globalmente dimostrato una forte spinta propositiva proprio negli ultimi anni. Non è casuale infatti che uno dei primi obiettivi soprattutto della Lega democratica sia quello di potenziare i collegamenti con i Paesi confinanti, in un territorio nel quale le linee terrestri contano ancora i danni derivanti dalla guerra civile.</p>
<p>Grazie alla formazione del governo, la possibilità di riuscire a stare al passo o quantomeno non perdere terreno è assai più vicina, sebbene gli interrogativi legati alla stabilità dell&#8217;esecutivo siano più di uno. La speranza per il Paese è che le necessità che non possono più essere rimandate fungano da collante, aiutando il Kosovo a risollevare la propria condizione economica.</p>
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		<item>
		<title>I protagonisti delle elezioni per il parlamento del Kosovo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-protagonisti-delle-elezioni-per-il-parlamento-del-kosovo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Lutman]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Oct 2019 07:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Elezioni in Kosovo (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il volto delle strade e dei palazzi in Kosovo è cambiato, al posto delle pubblicità che si scorgevano nei mesi precedenti sono comparsi i volti dei candidati delle elezioni anticipate in Kosovo che si terranno oggi domenica 6 ottobre. Sono circa un migliaio a contendersi i 120 seggi (di cui 20 riservati alle minoranze presenti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/i-protagonisti-delle-elezioni-per-il-parlamento-del-kosovo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Elezioni in Kosovo (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p class="p1"><span class="s1">Il volto delle strade e dei palazzi in <strong>Kosovo</strong> è cambiato, al posto delle pubblicità che si scorgevano nei mesi precedenti sono comparsi i volti dei candidati delle elezioni anticipate in Kosovo che si terranno oggi domenica 6 ottobre. Sono circa un migliaio a contendersi i 120 seggi (di cui 20 riservati alle minoranze presenti all&#8217;interno dello Stato), il che significa circa un candidato ogni 1800 abitanti. Un numero incredibilmente alto considerato che la popolazione stimata non raggiunge neppure i due milioni. Le entità politiche sono 23, di cui 3 coalizioni e 20 partiti. Di questi, solo quattro hanno reali possibilità di giocarsi la vittoria: il <strong>Partito democratico del Kosovo</strong> (Pdk), la <strong>Lega democratica del Kosovo</strong> (Ldk), <strong>Vetëvendosje</strong> (Vv) e infine la coalizione formata dall’<strong>Alleanza per il futuro del Kosovo</strong> (Aak) e <strong>Partito socialdemocratico del Kosovo</strong> (Psd). Altrettanti a contendersi la carica di primo ministro: <strong>Kadri Veseli</strong> (Pdk), <strong>Vjosa Osmani</strong> (Ldk), <strong>Albin Kurti</strong> (Vv) e infine <strong>Ramush Haradinaj</strong> (Aak-Psd). </span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">Ramush Haradinaj, il primo ministro uscente</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Assieme ad Albin Kurti,<strong> Ramush Haradinaj </strong>è probabilmente l’esponente politico più conosciuto anche a livello internazionale di queste elezioni. Uomo forte e carismatico, proviene da un villaggio nei dintorni di Decan. Noto per essere stato uno dei principali combattenti dell’<strong>Esercito di liberazione del Kosovo</strong> (Uck), dopo la fine del conflitto armato si è reinventato politico fondando l’Aak, che fin dalla nascita ha fatto del nazionalismo il proprio cavallo da battaglia.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ha rivestito la carica di primo ministro in due occasioni e in entrambe ha rassegnato le dimissioni: nel 2008 per comparire come imputato di fronte al Tribunale penale internazionale dell’Aia per la ex Jugoslavia &#8211; processo dal quale è stato assolto anche in appello; nel 2019 dopo essere stato chiamato sempre a L’Aia per essere interrogato in veste di accusato. La chiamata a L’Aia gli ha valso una grande popolarità, tanto che qualcuno è arrivato a definirlo un martire.</span></p>
<p class="p1"><span style="font-size: 1rem;">Il candidato della coalizione Aak-Psd ha condotto la propria campagna elettorale sul suo ruolo per evitare qualsivoglia scambio di territori con la Serbia, ritenendo l’appuntamento del 6 ottobre un referendum per i confini del Kosovo. Lo stato confinante è l’oggetto della sua battaglia politica ed è difficile comprendere quali passi avanti possano essere fatti nel dialogo con lo Stato serbo in caso di sua vittoria. Haradinaj, infatti, è il promotore e sostenitore dei dazi alle merci importate dalla Bosnia e dalla Serbia.</span></p>
<h2 class="p4"><span class="s1">Albin Kurti, la guida di Vetëvendosje</span></h2>
<p class="p4"><span class="s1">Se Haradinaj ha un passato militare all’interno dell’UCK, <strong>Albin Kurti</strong> ne ha uno politico. Lavorò nell’ufficio di <strong>Adem Demaci</strong>, quando questi divenne il rappresentante politico del movimento guerrigliero. Fu anche rappresentante del movimento studentesco di Pristina, ragione per cui venne arrestato nel 1999 e processato da un tribunale serbo, venendo rilasciato solamente due anni dopo grazie alle pressioni internazionali.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Nel 2005 ha fondato il movimento <strong>Vetëvendosje</strong> (in italiano autodeterminazione), che si posizionava in netto contrasto con i partiti presenti allora e con la linea perseguita dalle organizzazioni internazionali. La prima apparizione elettorale risale al 2010, riscuotendo un discreto successo: il 12% che valse allo schieramento 14 seggi in Parlamento.<br />
</span><span style="font-size: 1rem;">Kurti &#8211; e di conseguenza il partito &#8211; era ed è tuttora un sostenitore dell’unione tra Albania e Kosovo, bensì le sue posizioni si siano con il tempo ammorbidite: se all’inizio dell’avventura politica di Vetëvendosje questo era un punto fermo del programma, oggi non lo rinnega ma non lo ritiene neppure una priorità.<br />
</span></p>
<p class="p4"><span style="font-size: 1rem;">I</span><span style="font-size: 1rem;">l punto di forza, però, risiede nel fatto di non aver mai partecipato ad alcun governo fino a oggi. Kurti e il movimento sono sempre stati all’opposizione. Questo gli permette di parlare di corruzione e criminalità organizzata senza poter essere vittima di attacchi da parte degli altri schieramenti politici.</span></p>
<h2 class="p4"><span class="s1">Kadri Veseli, il leader del partito fondato da Hashim Thaci</span></h2>
<p class="p4"><span class="s1">Anche<strong> Kadri Veseli</strong>, il candidato del Pdk, ha un passato nell’Uck, fu anzi tra i suoi fondatori. Certamente meno noto dei sopra citati contendenti, dal 2016 guida il partito che all’interno della precedente legislatura vantava più seggi. Prima la figura di rilievo era<strong> Hashim Thaci</strong>, attuale presidente della Repubblica.</span></p>
<p class="p4"><span style="font-size: 1rem;">Il Pdk ha incentrato la propria campagna elettorale principalmente sulla lotta alla corruzione, proponendo a tutti gli schieramenti che corrono per il Parlamento di firmare un patto contro la corruzione, affermando che “nessun partito è esente da errori” e che “la gente si aspetta cambiamenti e una nuova realtà”: la proposta è stata rigettata al mittente pressoché da tutti. Non per l’oggetto, quanto per il soggetto proponente.<br />
</span></p>
<p class="p4"><span style="font-size: 1rem;">Oltre a questo, il Pdk sembra essere molto vicino agli Stati Uniti d’America. Negli ultimi comizi, infatti, gli esponenti del partito hanno più volte ribadito l’importanza dell’alleato oltreoceano. Un chiaro segno di questa vicinanza sono i manifesti che vedono Veseli stringere la mano al Presidente Trump. Non solo questo, nello staff del candidato compare anche <strong>Sam Nunberg</strong>, che fino al 2015 era il consigliere politico di Trump.</span></p>
<h2 class="p4"><span class="s1">Vjosa Osmani, la possibile prima donna al vertice del governo</span></h2>
<p class="p4"><span class="s1">Vjosa Osmani, candidata di L</span><span style="font-size: 1rem;">dk,</span><span style="font-size: 1rem;"> non è solo l’unica donna a contendersi la carica più importante del governo in Kosovo, bensì anche la più giovane. Classe 1982, Osmani è originaria di Mitrovica, città da cui è partita la campagna elettorale dello storico partito fondato da Ibrahim Rugova (soprannominato il Gandhi dei Balcani).</span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Alla fine di agosto, dopo la scelta del candidato da parte dell’assemblea del partito, Osmani ha ricevuto l’endorsement del Cdu di <strong>Angela Merkel</strong> attraverso il parlamentare Nikolas Lobel. Un sostegno importante, considerato il ruolo che la Germania vuole giocare nel dialogo tra Kosovo e Serbia. Ed è quest’ultimo aspetto a essere stato il centro del discorso del partito. Osmani punta sulla linea dura: innanzitutto ha ribadito che sarà lei in prima persona a portare avanti il dialogo, in secondo luogo ha affermato che dalla Serbia pretende l’ammissione di quanto commesso ai danni dei kosovari albanesi, nonché la condivisione delle informazioni per ritrovare le ancora 1700 persone che rimangono scomparse. La giustizia è l&#8217;elemento per raggiungere una pace duratura.<a href="https://www.botasot.info/aktuale-lajme/1165556/ekskluzive-sondazhi-slloven-e-nxjerre-ldk-ne-te-paren-pastaj-vv-ne//"> Secondo l&#8217;ultimo sondaggio, la Lega democratica del Kosovo è data come vincitrice con il 32%</a>, tuttavia le sorprese nei Balcani sono sempre dietro l&#8217;angolo<br />
</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">Le divisioni nella comunità serba</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">All’interno della comunità serba non si può parlare di incertezza, considerato che il risultato sembra essere quasi scontato. Nel 2017, dei dieci seggi riservati alla minoranza serba, nove furono ottenuti dalla <strong>Lista Serba</strong>, a distanza di due anni la situazione non ha subito grandi sconvolgimenti. Eppure il malumore e il dissenso hanno cercato di prendere forma, portando alla nascita della coalizione <strong>Sloboda</strong> (in italiano &#8220;Libertà&#8221;), in cui il principale schieramento è il Progressivo partito democratico guidato da<strong> Nenad Rasic</strong> e che durante l’ultimo appuntamento elettorale non è riuscito ad arrivare a 2mila voti, ottenendo di conseguenza un solo seggio in parlamento.</span></p>
<p class="p1"><span style="font-size: 1rem;">Ma le critiche da parte di questa neonata coalizione sono da tenere in considerazione. Rasic, infatti, ha contestato alla Lista Serba di essere semplicemente uno strumento politico del presidente Vucic e di non tenere conto delle differenze che intercorrono tra chi vive nel Kosovo settentrionale e chi nelle enclavi all’interno del Paese.</span></p>
<p class="p1"><span style="font-size: 1rem;">Al tempo, anche Sloboda non ha vissuto un periodo finale sereno: <a href="http://rs.n1info.com/English/NEWS/a530662/Video-in-Albanian-brings-media-campaign-against-Kosovo-Serb-coalition.html">il video in cui Rasic invita i serbi in lingua albanese a votare ha spaccato l’entità politica</a> e Dragisa Miric, leader di uno dei partiti che forma la coalizione, ha invitato i candidati a ritirarsi. </span><span style="font-size: 1rem;">Nonostante i dissensi, è improbabile che la Lista Serba possa subire uno smacco il 6 ottobre.</span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Kosovo al voto tra problemi e speranze</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-kosovo-al-voto-tra-problemi-e-speranze.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2019 08:24:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni anticipate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Elezioni in Kosovo (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I cittadini kosovari si recheranno alle urne, nella giornata di domenica, per le importanti elezioni legislative. Si tratterà di consultazioni anticipate, causate dalle dimissioni del premier nazionalista Ramush Haradinaj che, nel mese di luglio, aveva lasciato il proprio incarico. Haradinaj era stato infatti convocato da un tribunale speciale kosovaro, con sede all&#8217;Aia, che indaga sui crimini di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-kosovo-al-voto-tra-problemi-e-speranze.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Elezioni in Kosovo (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I cittadini kosovari si recheranno alle urne, nella giornata di domenica, per le importanti <strong>elezioni</strong> <strong>legislative.</strong> Si tratterà di consultazioni anticipate, causate dalle dimissioni del premier nazionalista Ramush Haradinaj che, nel mese di luglio, aveva lasciato il proprio incarico. Haradinaj era stato infatti convocato da un tribunale speciale kosovaro, con sede all&#8217;Aia, che indaga sui crimini di guerra commessi durante il sanguinoso conflitto tra Kosovo e Serbia del 1998-1999. L&#8217;uomo politico è stato un comandante dell&#8217;Esercito di Liberazione del Kosovo (Uck) ed è già stato indagato, <a href="https://it.insideover.com/guerra/kosovo-premier-ramush-haradinaj.html">in passato</a>, per presunti abusi dei diritti umani venendo, però, sempre assolto. La coalizione a trazione conservatrice uscente, formata dalla Nuova Alleanza per il Kosovo, dai Socialdemocratici e dal Partito Democratico, sembra aver perso consensi durante il periodo di governo ed i <a href="https://www.google.com/amp/s/www.voanews.com/europe/kosovo-elect-new-parliament-amid-anger-over-graft-unemployment%3famp">partiti di opposizione</a>, su tutti la Lega Democratica per il Kosovo (Ldk) e Vetevendosje, nazionalista di sinistra, potrebbero approfittarne.</p>
<h2>Problemi irrisolti</h2>
<p>I dati segnalano come <strong>l&#8217;economia del Kosovo</strong> stia attraversando una fase di forte crescita, ad un tasso del 4,5 per cento per il 2019, che dovrebbe poi essere confermato anche nelle annate successive. I parametri macroeconomici positivi svelano però, ad un più attento esame, diverse contraddizioni: il tasso di <a href="https://www.balcanicaucaso.org/eng/Areas/Kosovo/Kosovo-economic-growth-does-not-yet-create-job-opportunities-192634">disoccupazione</a> è altissimo ed è stimato al 30.6 per cento. La crescita non contribuisce alla creazione di nuovi posti di lavoro ed il settore privato, che offre buone prospettive di impiego, è composto perlopiù da aziende di piccole dimensioni. La fuga dei cervelli verso nazioni più sviluppate svuota il Paese delle menti più promettenti e genera un perverso circolo vizioso di impoverimento. Un fardello ulteriore che grava sulle potenzialità del Kosovo è rappresentato dalla corruzione, ormai endemica. Secondo un <a href="https://balkaneu.com/corruption-in-kosovo-is-endemic-report/">report</a> dell&#8217;Istituto per la Giustizia i casi di malaffare finiscono spesso impuniti e manca la volontà politica di perseguirli. Sullo sfondo restano i difficili rapporti con Belgrado, che non ha mai riconosciuto l&#8217;indipendenza di Prishtina e con quella parte della comunità internazionale che supporta le posizioni serbe. La Russia, la Cina, l&#8217;India, la Spagna e molte altre nazioni non hanno rapporti diplomatici con il Kosovo, che non è membro delle Nazioni Unite e i cui cittadini necessitano del visto anche per visitare l&#8217;Unione Europea. L&#8217;esecutivo che nascerà dal voto dovrà prendere <a href="https://europeanwesternbalkans.com/2019/10/02/decision-on-tariffs-the-first-big-test-after-the-election-in-kosovo/">decisioni importanti</a>, tra queste scegliere se continuare ad imporre i dazi doganali del 100 per cento alle merci serbe e bosniache importate nel Paese. Una guerra commerciale potrebbe rendere ancora più difficile la convivenza con la Serbia e causare ulteriori problemi nella regione.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Sembra chiaro che nessun partito politico conseguirà la maggioranza dei seggi nelle consultazioni e che dovrà essere formata una coalizione. Bisognerà vedere se questo esito renderà più o meno facile la stesura di un programma di governo che cerchi di affrontare <strong>i</strong> <strong>principali problemi</strong> del Paese e di farlo progredire verso un maggiore sviluppo. Il miglioramento dei rapporti con Belgrado ed una maggiore integrazione della minoranza serba, che rappresenta l&#8217;otto per cento della popolazione del Kosovo, è vitale per provare ad affrontare una parte delle annose problematiche che affliggono Prishtina. Forti investimenti statali ed il supporto dei partner internazionali, tra cui ci sono gli Stati Uniti, saranno necessari per espandere l&#8217;economia del Paese, generare nuova occupazione e fermare la fuga dei cervelli. Un risultato importante conseguito da <a href="https://it.insideover.com/politica/il-kosovo-verso-le-elezioni-anticipate-sale-ancora-la-tensione-nei-balcani.html">Vetevendosje</a> potrebbe però scombinare le carte in tavola e generare instabilità. Il movimento nazionalista <a href="http://smarkos.blogspot.com/2019/04/kosovos-vetevendosje-plans-albanian.html?m=1">non nasconde</a> le sue ambizioni di unificazione con l&#8217;Albania e la sua forte ostilità verso la Serbia. Un esecutivo influenzato da questo schieramento potrebbe portare ad un forte aumento delle tensioni nell&#8217;area balcanica. La comunità internazionale, che auspica una pacificazione definitiva dei Balcani, osserverà con attenzione e preoccupazione il voto di domenica, sperando in un esito positivo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-kosovo-al-voto-tra-problemi-e-speranze.html">Il Kosovo al voto tra problemi e speranze</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il Kosovo verso le elezioni anticipate: sale ancora la tensione nei Balcani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-kosovo-verso-le-elezioni-anticipate-sale-ancora-la-tensione-nei-balcani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 06:47:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1008" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Kosovo-parlamento-La-Presse-e1566542844986.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Kosovo-parlamento-La-Presse-e1566542844986.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Kosovo-parlamento-La-Presse-e1566542844986-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Kosovo-parlamento-La-Presse-e1566542844986-768x403.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Kosovo-parlamento-La-Presse-e1566542844986-1024x538.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Kosovo continua a far parlare di sé. I cittadini della piccola nazione balcanica dovranno infatti tornare alle urne tra la fine di settembre e l&#8217;inizio di ottobre. Questo sviluppo deriva dalla decisione del Parlamento di Pristina, con 89 voti a favore su 120, di determinare il proprio scioglimento anticipato. La crisi politica aveva avuto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-kosovo-verso-le-elezioni-anticipate-sale-ancora-la-tensione-nei-balcani.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-kosovo-verso-le-elezioni-anticipate-sale-ancora-la-tensione-nei-balcani.html">Il Kosovo verso le elezioni anticipate: sale ancora la tensione nei Balcani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1008" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Kosovo-parlamento-La-Presse-e1566542844986.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Kosovo-parlamento-La-Presse-e1566542844986.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Kosovo-parlamento-La-Presse-e1566542844986-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Kosovo-parlamento-La-Presse-e1566542844986-768x403.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Kosovo-parlamento-La-Presse-e1566542844986-1024x538.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p style="text-align: left;">Il <strong>Kosovo</strong> continua a far parlare di sé. I cittadini della piccola nazione balcanica dovranno infatti tornare alle urne tra la fine di settembre e l&#8217;inizio di ottobre. Questo sviluppo deriva dalla decisione del Parlamento di Pristina, con 89 voti a favore su 120, di determinare il proprio scioglimento anticipato. La crisi politica aveva avuto inizio con le dimissioni del premier <strong>Ramush Haradinaj</strong>, formalizzate il 19 luglio scorso. <a href="https://www.ilpost.it/2019/07/25/kosovo-senza-governo/">L&#8217;ex primo ministro aveva lasciato l&#8217;incarico dopo essere stato convocato dal Kosovo specialist chambers</a>, un tribunale speciale del sistema giudiziario kosovaro con sede all&#8217;Aia. Questo organo giudiziario indaga sui crimini di guerra commessi nel corso del conflitto in Kosovo.</p>
<blockquote>
<h2>Una storia politica turbolenta</h2>
</blockquote>
<p><a href="https://www.tpi.it/2017/06/12/risultati-elezioni-kosovo-2017/">Haradinaj aveva già ricoperto la carica di premier nel 2005 e anche in quell&#8217;occasione aveva dovuto dimettersi</a>, dopo appena cento giorni, in seguito alla convocazione presso il <strong>Tribunale speciale dell&#8217;Onu per l&#8217;ex Jugoslavia</strong>. In questa sede era stato assolto per ben due volte dall&#8217;accusa di aver commesso crimini di guerra. L&#8217;uomo politico è un ex comandante dell&#8217;Esercito di Liberazione del Kosovo (Uck), molto attivo nel corso del conflitto del 1998-1999 e accusato da Belgrado di atrocità. Arrestato a Parigi,nel gennaio 2017, era stata poi negata la sua estradizione verso Belgrado che voleva processarlo. <a href="http://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/altrenews/2017/07/03/kosovo-elezioni-confermato-successo-coalizione-haradinaj_085582db-4973-4055-ae48-025e4653c49d.html">Il presente esecutivo aveva visto la luce in seguito alle consultazioni del 2017</a>, vinte da una coalizione formata dal Partito Democratico del Kosovo (Pdk) e dall&#8217;Alleanza per il Futuro del Kosovo (Aak), movimenti di ispirazione europeista e di centrodestra ed il <strong>Movimento Nisma</strong>, di centro-sinistra. Questo schieramento aveva conquistato 39 seggi e il 33,74 per cento dei voti procedendo alla formazione del governo.</p>
<p>Il Kosovo ha proclamato la propria <strong>indipendenza</strong> nel 2008 e vive una difficile condizione geopolitica. La sua autodeterminazione è stata riconosciuta da circa 100 nazioni, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania ed Italia mentre  altre, tra cui spiccano la Russia e la Cina, si sono rifiutate di riconoscere lo stato come indipendente aderendo alla posizione espressa da Belgrado. La Serbia considera l&#8217;ex provincia come parte integrante del proprio territorio ed è opposta ad ogni sua possibile autodeterminazione. Il Kosovo, a causa dei veti internazionali, non fa parte delle Nazioni Unite e di altre importanti organizzazioni internazionali, restando in una sorta di zona grigia della politica mondiale. I suoi cittadini, inoltre, sono rimasti gli ultimi, nell&#8217;area balcanica, a necessitare del visto Shengen. Questo fattore, unito allo scarso riconoscimento internazionale del proprio passaporto,  ostacola gli spostamenti dei cittadini.</p>
<h2>Prospettive</h2>
<p>La crisi politica a Pristina rischia di avere ripercussioni sulle dinamiche balcaniche. Le relazioni con Belgrado restano molto tese, seppur nell&#8217;ambito di un dialogo che è mediato dall&#8217;Unione Europea. Bruxelles mira a facilitare il raggiungimento di un accordo tra i due stati circa lo status della provincia. Haradinaj, a causa della sua passata militanza nelle file dell&#8217;Uck, era particolarmente inviso all&#8217;esecutivo serbo ma, in caso di mancata incriminazione, potrebbe ripresentarsi alle urne come candidato. Il <a href="https://www.eastjournal.net/archives/90192">partito di sinistra Vetevendosje, di connotazione nazionalista e contrario al dialogo con la Serbia,</a> e&#8217; un altro importante attore della politica locale. Questo movimento esprimeva il sindaco della capitale Pristina ed è stato il singolo partito piu votato alle consultazioni del 2017. Lo schieramento fa della lotta alla corruzione uno dei punti cardini del proprio programma e ha minacciato, in passato, la volontà di indire un referendum popolare per l&#8217;annessione del Kosovo all&#8217;Albania. Uno sviluppo che provocherebbe conseguenze drammatiche per la regione.</p>
<p>La forza di Vetevendosje è stata però indebolita, a livello parlamentare, da una scissione subita da parte di alcuni suoi deputati, confluiti nel<strong> Partito Socialdemocratico (Psd)</strong>. Resterà da vedere quanto questa scissione potrà incidere sul risultato elettorale. La comunità internazionale seguirà comunque le consultazioni anticipate con una certa trepidazione a causa delle possibili ripercussioni locali ed internazionali che potrebbero derivarne. Non bisogna dimenticare, sullo sfondo, la difficile situazione della Bosnia dove le autorità della <strong>Repubblica Srpska</strong>, una delle due unità territoriali che compongono lo stato, hanno minacciato più volte l&#8217;autodeterminazione. La formazione di un esecutivo stabile e dialogante a Pristina potrà infatti influire su un generale processo di distensione nei Balcani. In caso opposto le conseguenze potrebbero essere di cattivo presagio per una regione reduce da anni di cruenti conflitti di matrice nazionalista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-kosovo-verso-le-elezioni-anticipate-sale-ancora-la-tensione-nei-balcani.html">Il Kosovo verso le elezioni anticipate: sale ancora la tensione nei Balcani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Kosovo, il Paese (ancora) senza premier</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/kosovo-premier-ramush-haradinaj.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Pavesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2019 17:35:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[crimini di guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Ramush-Haradinaj.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ramush Haradinaj a una commemorazione nella città di Rahovec il 21 luglio del 2019 (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Ramush-Haradinaj.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Ramush-Haradinaj-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Ramush-Haradinaj-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Ramush-Haradinaj-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ramush Haradinaj, premier e leader di Alleanza per il futuro del Kosovo, il partito di centrodestra e di stampo europeista del piccolo Stato a confine con la Serbia, si è dimesso venerdì scorso dopo essere stato convocato da un tribunale speciale del suo Paese, con sede all&#8217;Aja, per rispondere ad alcune domande relative a un&#8217;indagine &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/kosovo-premier-ramush-haradinaj.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/kosovo-premier-ramush-haradinaj.html">Kosovo, il Paese (ancora) senza premier</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Ramush-Haradinaj.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ramush Haradinaj a una commemorazione nella città di Rahovec il 21 luglio del 2019 (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Ramush-Haradinaj.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Ramush-Haradinaj-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Ramush-Haradinaj-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Ramush-Haradinaj-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Ramush Haradinaj</strong>, premier e leader di Alleanza per il futuro del<strong> Kosovo</strong>, il partito di centrodestra e di stampo europeista del piccolo Stato a confine con la Serbia, si è dimesso venerdì scorso dopo essere stato convocato da un tribunale speciale del suo Paese, con sede all&#8217;Aja, per rispondere ad alcune domande relative a un&#8217;indagine sui presunti<strong> crimini di guerra </strong>commessi circa vent&#8217;anni fa. La corte è stata denominata Kosovo Specialist Chambers e fa parte del sistema giudiziario nazionale, anche se ha sede nei Paesi Bassi e il suo compito è quello (ancora una volta) di trovare i responsabili di chi si è macchiato di colpe negli anni più bui del Paese, quelli della guerra dei Balcani (1991 &#8211; 2001).</p>
<h2>La scelta delle dimissioni di Haradinaj</h2>
<p>Il 19 luglio del 2019 Haradinaj si è presentato davanti ai giudici per dare la sua versione dei fatti riguardo le azioni perpetrate dall&#8217;Esercito di liberazione kosovaro (UCK) durante la guerra. <a href="https://www.ilpost.it/2019/07/25/kosovo-senza-governo/" target="_blank" rel="noopener">Secondo quanto riportato da<em> Il Post</em></a>, il primo ministro kosovaro avrebbe detto di non volersi presentare di fronte al tribunale come capo di un governo, ma soltanto come privato cittadino. Il leader, per ora, non è stato incriminato ma la scelta politica delle sue dimissioni ha cambiato gli assetti del Paese, da tempo al centro di controversie internazionali che riguardano soprattutto la sua identità. Una su tutte, il riconoscimento della propria <strong>indipendenza</strong> dalla Serbia.</p>
<h2>Haradinaj durante la guerra nei Balcani</h2>
<p>Haradinaj è diventato primo ministro l&#8217;ultima volta nel settembre 2017, dopo una vita passata nel <strong>campo militare</strong>. Dopo aver trascorso parte della sua gioventù in Svizzera, aveva fatto ritorno in Kosovo poco prima dello scoppio della guerra, partecipando attivamente al conflitto, tra il 1996 e il 1999, e diventando uno dei principali comandanti dell&#8217;Uck<span style="font-size: 1rem;">, che combatteva contro le forze serbe di <strong>Slobodan </strong></span><span style="font-size: 1rem;"><strong>Milošević</strong>. Con un unico fine: ottenere l&#8217;indipendenza da Belgrado. Il conflitto si rivelò efferato, come i crimini commessi, a cui da tempo si cercano di attribuire i responsabili.</span></p>
<h2>I processi</h2>
<p>Negli anni, sono state tante le circostanze processuali nelle quali si è cercato di chiarire ruoli e responsabilità in relazione ai crimini di guerra tra Kosovo e Serbia. Haradinaj era stato indagato e nel 2005, anno della sua prima volta da premier, aveva già rassegnato le dimissioni dopo essere stato incriminato dal Tribunale speciale delle Nazioni Unite per l&#8217;ex Jugoslavia. I giudici lo processarono e poi lo assolsero. Due volte.</p>
<h2>La mossa che lo rese popolare</h2>
<p><a href="https://www.reuters.com/article/us-kosovo-serbia-trade/kosovo-hits-serbia-bosnia-with-100-percent-customs-fees-after-interpol-snub-idUSKCN1NQ29W" target="_blank" rel="noopener">Secondo quanto riportato da<em> Reuters</em></a>, nel 2018, l&#8217;ex generale ottenne molta popolarità grazie alla decisione di imporre<strong> dazi</strong> sulle merci importate da Serbia (e Bosnia) per il 100% del loro valore. La mossa era apparsa strategica nel Paese in quanto la condizione per la rimozione della tassa era semplice: riconoscere l&#8217;indipendenza della nazione. La Serbia, però, scelse di non farlo.</p>
<h2>Le elezioni anticipate (fantasma)</h2>
<p>In seguito alle sue dimissioni, era stata annunciata l&#8217;intenzione di procedere a nuove elezioni. Ma il presidente kosovaro, il conservatore <strong>Hashim Thaçi</strong>, non ha sciolto le Camere e non ha ipotizzato pubblicamente una data per il voto anticipato<span style="font-size: 1rem;">. Così il partito d&#8217;opposizione, Vetëvendosje! (che in albanese significa &#8220;Autodeterminazione&#8221;), gruppo nazionalista di sinistra, ha protestato. Ma, intanto, almeno nelle intenzioni, le dimissioni di Haradinaj appaiono come un espediente politico. L&#8217;ex premier ha infatti dichiarato la volontà di volersi ricandidare. Ma solo a patto che non venga incriminato (ancora) per crimini di guerra.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/kosovo-premier-ramush-haradinaj.html">Kosovo, il Paese (ancora) senza premier</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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