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	<title>Milo Djukanovic Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 27 Dec 2019 17:23:21 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Milo Djukanovic Archives - InsideOver</title>
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		<title>Proteste in Montenegro: la nuova legge destabilizzerà il Paese</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/proteste-in-montenegro-la-nuova-legge-destabilizzera-il-paese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Dec 2019 07:03:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa serbo-ortodossa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="989" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Montenegro-proteste-serbo-ortodossi-La-Presse-e1577467393231.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Montenegro proteste" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Montenegro-proteste-serbo-ortodossi-La-Presse-e1577467393231.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Montenegro-proteste-serbo-ortodossi-La-Presse-e1577467393231-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Montenegro-proteste-serbo-ortodossi-La-Presse-e1577467393231-768x396.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Montenegro-proteste-serbo-ortodossi-La-Presse-e1577467393231-1024x527.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il parlamento della repubblica del Montenegro ed il governo guidato da Milo Djukanovic porteranno nelle aule di discussione un progetto di legge sulle &#8220;libertà di religione e sui diritti legali delle organizzazioni religiose&#8220;. Il disegno di legge prevede, tra le altre cose il censimento delle strutture dedicate ai culti religiosi, cui organizzazioni ecclesiastiche dovranno fornire &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/proteste-in-montenegro-la-nuova-legge-destabilizzera-il-paese.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="989" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Montenegro-proteste-serbo-ortodossi-La-Presse-e1577467393231.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Montenegro proteste" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Montenegro-proteste-serbo-ortodossi-La-Presse-e1577467393231.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Montenegro-proteste-serbo-ortodossi-La-Presse-e1577467393231-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Montenegro-proteste-serbo-ortodossi-La-Presse-e1577467393231-768x396.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Montenegro-proteste-serbo-ortodossi-La-Presse-e1577467393231-1024x527.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il parlamento della repubblica del Montenegro ed il governo guidato da <strong>Milo Djukanovic</strong> porteranno nelle aule di discussione un progetto di legge sulle &#8220;<a href="https://www.reuters.com/article/us-montenegro-protest/serbs-protest-in-montenegro-ahead-of-vote-on-religious-law-idUSKBN1YU0WC">libertà di religione e sui diritti legali delle organizzazioni religiose</a>&#8220;. Il disegno di legge prevede, tra le altre cose il censimento delle strutture dedicate ai culti religiosi, cui organizzazioni ecclesiastiche dovranno fornire adeguata documentazione relativa ai diritti di proprietà dell&#8217;immobile. Nel caso gli immobili non risultino in possesso delle comunità da prima dell&#8217;unificazione con la corona jugoslava del 1918, <a href="https://it.insideover.com/religioni/montenegro-ortodossi-battaglia-in-difesa-delle-chiese.html">essi dovranno tornare nelle mani dello Stato</a> e, se sfruttati a titolo religioso, obbligherà le comunità a riconoscere l&#8217;affitto per i locali utilizzati.</p>
<h3>Fedeli e Fronte Democratico difendono la Chiesa</h3>
<p>I <strong>fedeli ortodossi</strong> del Montenegro sono scesi in strada per protestare contro il disegno di legge proposto dal partito democratico socialista di Djukanovic, sostenendo che la mossa sia un chiaro attacco alla loro comunità. Le proteste maggiori si sono riscontrate nella giornata di giovedì 26, con i fedeli di <strong>Podgorica</strong> in protesta davanti al parlamento nazionale e che nella giornata di venerdì 27 hanno portato agli arresti di 18 esponenti del Fronte democratico, partito di opposizione della repubblica balcanica e fortemente legati alla confessione serba. Le accuse riguardano il l&#8217;episodio del &#8220;finto esplosivo&#8221; per cercare di dissuadere il parlamento montenegrino dalla discussione della proposta di legge, <a href="https://www.reuters.com/article/us-montenegro-lawmaking-protests/montenegros-parliament-approves-religion-law-despite-protests-idUSKBN1YV0WT">approvata comunque nella giornata di venerdì 27 dal gruppo parlamentare di Djukanovic</a>.</p>
<p>Secondo quanto dichiarato da Igor Yakimchuk e riportato dall&#8217;agenzia di stampa <em>Nova</em> la natura della legge non porterà a nessun miglioramento delle libertà confessionali, danneggiando soltanto l&#8217;equilibrio politico interno del Paese. A causa dell&#8217;opera di difesa dei valori tradizionali portata da sempre in campo dalla Chiesa serbo-ortodossa che adesso rischia di venir meno, il Paese &#8211; sempre secondo il patriarca russo &#8211; rischia di cadere nelle mani delle influenze estere senza avere adeguati filtri interni.</p>
<h3>Scontro Stato-Chiesa</h3>
<p>Con i suoi 66 monasteri, la Chiesa ortodossa serba rappresenta la più grande comunità di fedeli del Paese, pari ad oltre il 70% della popolazione. Nonostante la legge sia estesa anche alle altre religioni monoteiste (principalmente Islam e Cristianesimo), il numero maggiore di disordini si è presentato all&#8217;interno della comunità di maggioranza. Data la <strong>difficoltà</strong> nel reperimento della documentazione a causa dei conflitti che hanno interessato i Balcani nel secolo scorso, la maggioranza delle chiese montenegrine è a rischio confisca da parte dello Stato. Il massimo rappresentate dell&#8217;organizzazione religiosa nel Paese ha già dichiarato la volontà di far ricorso agli organi di giustizia internazionali, se necessario.</p>
<p>All&#8217;origine della mossa parlamentare, secondo i fedeli ortodossi, ci sarebbe l&#8217;avversione reciproca tra la fede di maggioranza e l&#8217;apparato statale del Paese. Nonostante la separazione dalla Serbia sia avvenuta in modo pacifico, l&#8217;unità spirituale tra i due Paesi ha reso molto forti i legami della popolazione con <strong>Belgrado</strong>, osteggiando le misure di apertura verso l&#8217;Unione europea portate avanti dalla politica negli ultimi anni. <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-chiesa-ortodossa-in-frantumi.html">Le comunità ortodosse si sono sempre distinte per il loro forte attaccamento alla tradizione jugoslava</a>.</p>
<p>La differente visione futura del Paese sarebbe dunque alla base dello scontro tra i potere temporale e quello spirituale del Montenegro, destinato a continuare per tutto l&#8217;iter parlamentare della proposta di legge. Nonostante le promesse da parte di Djukanovic di non aver intenzione di confiscare le proprietà delle confessioni, le parole del presidente non sono servite a calmare gli animi dei manifestanti, che hanno occupato le strade della capitale montenegrina. Le proteste e le accuse che interesseranno la scena politica del Montenegro rischiano di diventare una grossa gatta da pelare per Djukanovic; soprattutto adesso che si sta paventando la possibilità di entrare nell&#8217;<strong>Unione europea</strong>.</p>
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		<title>Nato, Russia e futuro del Montenegro</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lo-scontro-usa-russia-passa-dal-montenegro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2016 08:15:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Jugoslavia]]></category>
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		<category><![CDATA[nato]]></category>
		<category><![CDATA[Washington]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Occjo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Occjo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Occjo-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Occjo-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Occjo-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Montenegro, sull’altra sponda dell’Adriatico si sta consumando l’ennesimo braccio di ferro fra la Russia e l’Occidente, ma in Italia nessuno ne parla. Il voto per il rinnovo del parlamento del 16 ottobre è un appuntamento cruciale per il futuro della “montagna nera”, la ex repubblica jugoslava incastonata come una piccola perla sul mare. Brogli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lo-scontro-usa-russia-passa-dal-montenegro.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Occjo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Occjo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Occjo-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Occjo-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Occjo-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.google.it/maps?q=montenegro&amp;ion=1&amp;espv=2&amp;bav=on.2,or.&amp;bvm=bv.135475266,d.bGg&amp;biw=1920&amp;bih=886&amp;dpr=1&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;sa=X&amp;ved=0ahUKEwi7haGvytXPAhWDnRoKHRaZBLsQ_AUIBigB" target="_blank">Montenegro</a>, sull’altra sponda dell’Adriatico si sta consumando l’ennesimo braccio di ferro fra la Russia e l’Occidente, ma in Italia nessuno ne parla. Il voto per il rinnovo del parlamento del 16 ottobre è un appuntamento cruciale per il futuro della “montagna nera”, la ex repubblica jugoslava incastonata come una piccola perla sul mare. Brogli a parte, gli elettori nelle urne non sceglieranno solo fra il Partito social democratico del premier, quasi a vita, Milo Djukanovic e l’opposizione, una volta tanto unita, anche se in stile Brancaleone. Il risultato delle urne sarà un’<strong>ipoteca sull’adesione, o meno, del Montenegro alla Nato.</strong> In giugno il parlamento russo ha bollato l’ingresso nell’Alleanza atlantica del Montenegro come l’ennesimo tassello di “una nuova guerra fredda”.<strong><a style="color: #ff0000" href="http://www.occhidellaguerra.it/category/europa/montenegro-europa/" target="_blank">LEGGI ANCHE</a><a href="http://www.occhidellaguerra.it/category/europa/montenegro-europa/" target="_blank">:</a><a href="http://www.occhidellaguerra.it/category/europa/montenegro-europa/" target="_blank"> Montenegro, ecco i partiti in campo</a></strong>Djukanovic ha da tempo tracciato la strada del paese verso l’Unione europea e la Nato. Non solo per ideale convinzione nella scelta di campo, ma per mantenere un sistema di potere e farsi perdonare, in nome della real politik, rapporti ambigui di oggi e di ieri con la criminalità organizzata ed una diffusa corruzione in un paese di appena 620mila abitanti.La spaccatura politica è sedimentata nella sanguinosa<strong> disintegrazione della Jugoslavia di Tito</strong>. La maggioranza della popolazione (42,88%) è serba ed in tanti non hanno mai digerito l’indipendenza del 2006 con il definitivo distacco da Belgrado. E le bombe della Nato del 1999, che hanno portato alla “liberazione” e secessione del Kosovo. Djukanovic è al potere dal ’91, quando il Montenegro faceva ancora parte della Jugoslavia. E se va avanti di questo passo sarà premier a vita. Il voto potrebbe impedirgli di governare con una maggioranza solida, ma è difficile che l’opposizione, apparentemente compatta, riesca a ribaltare clamorosamente la situazione.La compagine anti Djukanovic può contare su Miodrag Lekic, ex ambasciatore di Belgrado a Roma e amico di lungo corso dell’Italia. Lo scorso anno ha fondato Demos, l’Alleanza democratica, per compattare l’opposizione. Nelle presidenziali del 2013 ha perso di misura grazie a sospetti brogli. In politica interna propone di “decriminalizzare il paese” e sullo scacchiere internazionale chiede un referendum sull’adesione alla Nato facendo presente i rapporti storici ed economici con la Russia.Djukanovic non vuole il referendum, che potrebbe quasi sicuramente perdere e punta tutto sul voto di domenica considerandolo “un plebiscito” pro o contro l’ingresso nell’Allenza atlantica.Il Montenegro è quasi a fine corsa per diventare il 29imo alleato della Nato. Al momento mancano le ratifiche degli altri paesi già membri. L’ingresso è previsto verso la metà del 2017. Per dare un’idea basta riprendere il comunicato ufficiale dell’<strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.difesa.it/SMD_/CaSMD/Eventi/Pagine/gen_graziano_incontra_CSMD_montenegro.aspx" target="_blank">incontro</a></strong> a Roma dell’11 ottobre, fra il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano ed il suo parigrado montenegrino, ammiraglio Dragan Samardzic. Graziano “si augura che il processo di adesione del Paese alla Nato e all&#8217;Ue possa concludersi nei tempi previsti&#8221;. Per l’Unione europea il tragitto sarà ancora lungo e denso di incognite, ma per l’Alleanza atlantica è sceso in campo a più riprese il presidente americano Barack Obama. Non tutti gli analisti, però, concordano nello stuzzicare l’orso russo, pronto a tirare zampate, se provocato, come ha dimostrato in Ucraina con la Crimea, per un paese che conta su un esercito di appena 2mila uomini. Se vogliamo fare un paragone, ai tempi d’oro della missione in Afghanistan, l’Italia ha schierato 4mila soldati, il doppio delle forze armate montenegrine.<strong><a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-sfida-delle-elezioni-in-montenegro/" target="_blank">LEGGI ANCHE:</a><a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-sfida-delle-elezioni-in-montenegro/" target="_blank"> La sfida delle elezioni in Montenegro</a></strong>L’importanza della piccola repubblica è la posizione strategica sull’Adriatico con le bocche di Cattaro utilizzate fin dai tempi della marina imperiale asburgica come base navale. E soprattutto, agli occhi di Mosca, un ennesimo cuneo della Nato infilato in una zona di influenza russa non solamente storica e politica. Secondo il governo di Podgorica, dal 2005 gli investimenti russi in Montenegro sono stati di 1,16 miliardi di euro. Si calcola che il 40% delle proprietà immobiliari sia in mano ai russi, che arrivano ogni anno in 300mila a trascorrere le vacanze sulle splendide coste montenegrine non avendo bisogno del visto.In questo delicato momento dei rapporti fra Mosca e Washington per la crisi ucraina, quella siriana e le dimostrazioni muscolari, da una parte e dall’altra sullo scacchiere europeo, il braccio di ferro sul Montenegro potrebbe rappresentare una pericolosa scintilla dell’esplosiva partita geopolitica globale.</p>
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		<title>La sfida delle elezioni in Montenegro</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-sfida-delle-elezioni-in-montenegro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2016 16:52:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="583" height="317" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1463682908-nato-montenegro-586x319-e1463644381234.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1463682908-nato-montenegro-586x319-e1463644381234.jpg 583w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1463682908-nato-montenegro-586x319-e1463644381234-300x163.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 583px) 100vw, 583px" /></p>
<p>Il prossimo 16 ottobre ci saranno le elezioni presidenziali in Montenegro. Elezioni importanti perché il Paese si trova davanti a due importanti sfide.La prima sfida riguarda il primo ministro montenegrino, Milo Djukanovic, sempre più spesso al centro di indagini giudiziarie per contrabbando di tabacco. L&#8217;immagine di Djukanovic all&#8217;estero sta sprofondando sempre di più ed è per questo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-sfida-delle-elezioni-in-montenegro.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="583" height="317" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1463682908-nato-montenegro-586x319-e1463644381234.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1463682908-nato-montenegro-586x319-e1463644381234.jpg 583w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1463682908-nato-montenegro-586x319-e1463644381234-300x163.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 583px) 100vw, 583px" /></p><p>Il prossimo 16 ottobre ci saranno le elezioni presidenziali in <strong>Montenegro</strong>. Elezioni importanti perché il Paese si trova davanti a due importanti sfide.La prima sfida riguarda il primo ministro montenegrino, <strong>Milo Djukanovic</strong>, sempre più spesso al centro di indagini giudiziarie per <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.eastjournal.net/archives/2260" target="_blank">contrabbando di tabacco</a>. L&#8217;immagine di Djukanovic all&#8217;estero sta sprofondando sempre di più ed è per questo che il premier montenegrino sta cercando nuove e sempre più forti sponde con l&#8217;Unione Europea e la Nato.Ed è proprio l&#8217;argomento &#8220;Nato&#8221; (la seconda sfida del Montenegro) ad aver creato parecchi fastidi a Djukanovic:  <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.huffingtonpost.com/huff-wires/20151024/eu--montenegro-clashes/" target="_blank">il 24 ottobre 2</a>015 a Pogdorica, ci sono state importanti manifestazioni di piazza contro la decisione di far entrare il Paese nella <strong>Nato</strong>. Una decisione, questa, che preoccupa non poco i montenegrini, che chiedono una maggior neutralità politica.Lo scorso 8 ottobre, Djukanovic, in un&#8217;intervista rilasciata all&#8217;emittente televisiva <em>Atlas Tv</em>, è tornato a parlare dell&#8217;ingresso del Montenegro nella Nato, dicendo che &#8220;l&#8217;amicizia tradizionale con la Russia non deve far perdere di vista l&#8217;intenzione principale del Montenegro&#8221;. In quella occasione il premier ha anche affermato che &#8220;la nostra intenzione è quella di adottare un <strong>nuovo sistema di valori</strong> per creare i presupposti per la piena integrazione del Montenegro nella civiltà europea ed euro-atlantica e questo, ovviamente, non significa che vogliamo bruciare i ponti con alleati tradizionali, a meno che non lo vogliano loro, date le circostanze&#8221;. Nel corso dell&#8217;intervista, le parole di Djukanovic si sono fatte sempre più dure nei confronti di Mosca: &#8220;L&#8217;interesse primario della Russia è quello di mostrare la propria forza e il proprio potere all&#8217;Unione europea e alla Nato. Sfortunatamente, noi ci siamo trovati in prima linea in questa dinamica, da soli&#8221;.In questa complessa situazione, lo scorso 6 ottobre, il<strong> Fronte democratico</strong>, uno dei partiti dell&#8217;opposizione che maggiormente contrasta l&#8217;adesione del Paese alla Nato, ha proposto alla coalizione <strong>Chiave</strong> (Kljuc) di formare un&#8217;intesa per affrontare il Partito democratico dei socialisti (Dps), lo schieramento guidato da Djukanovic.Le elezioni del prossimo 16 ottobre sono fondamentali per il Montenegro. Per comprendere la posta in gioco basta citare un fatto: ad inizio ottobre alcuni esponenti del Fronte democratico hanno accusato alcuni membri della coalizione Chiave di volersi coalizzare con il Dps. Questa proposta di coalizione di governo sarebbe stata spinta dall&#8217;<strong>ambasciata Usa di Podgorica</strong>. Ovviamente, l&#8217;ambasciata Usa ha in seguito reagito a queste affermazioni, rendendo noto che Washington non intende influenzare il processo di formazione del nuovo governo.Sarà sicuramente così. Ma non bisogna dimenticare come l&#8217;ingresso del Montenegro nella Nato rappresenta agli occhi di Mosca un&#8217;ulteriore segno di sfida. Del resto aveva già detto tutto parecchi anni fa Zvigniew Brzezinski, politologo amato anche dall&#8217;attuale candidata alla presidenza americana Hillary Clinton: &#8220;Ciò che avverrà nella distribuzione del potere dell&#8217;intera Eurasia sarà di decisiva importanza per la supremazia globale dell&#8217;America e per il suo destino storico&#8221;. Le elezioni in Montenegro si inseriscono in questo contesto. E un&#8217;eventuale vittoria di  Djukanovic rischia di inasprire ancora di più i rapporti tra Russia e Occidente.</p>
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