<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Michael T. Flynn Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/michael-t-flynn/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/michael-t-flynn</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 02 Apr 2021 12:55:10 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Michael T. Flynn Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/michael-t-flynn</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Russiagate, la corte d&#8217;appello ritira le accuse contro Michael Flynn</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/russiagate-la-corte-dappello-ritira-le-accuse-contro-michael-flynn.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2020 06:52:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=280346</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1159" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Michael-Flynn-La-Presse-e1588676510517.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Flynn Trump La Presse" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Michael-Flynn-La-Presse-e1588676510517.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Michael-Flynn-La-Presse-e1588676510517-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Michael-Flynn-La-Presse-e1588676510517-768x464.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Michael-Flynn-La-Presse-e1588676510517-1024x618.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È definitivamente crollato l&#8217;ultimo castello di sabbia sul quale si poggiava il Russiagate. Protagonista il tenente generale Michael T. Flynn, primo consigliere per la Sicurezza nazionale dell&#8217;amministrazione Trump. Come riporta l&#8217;agenzia Adnkronos, la corte d&#8217;appello federale di Washington D.C. ha ordinato al giudice federale Emmet Sullivan di accogliere la richiesta presentata nelle scorse settimane dal &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/russiagate-la-corte-dappello-ritira-le-accuse-contro-michael-flynn.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russiagate-la-corte-dappello-ritira-le-accuse-contro-michael-flynn.html">Russiagate, la corte d&#8217;appello ritira le accuse contro Michael Flynn</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1159" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Michael-Flynn-La-Presse-e1588676510517.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Flynn Trump La Presse" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Michael-Flynn-La-Presse-e1588676510517.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Michael-Flynn-La-Presse-e1588676510517-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Michael-Flynn-La-Presse-e1588676510517-768x464.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Michael-Flynn-La-Presse-e1588676510517-1024x618.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>È definitivamente crollato l&#8217;ultimo castello di sabbia sul quale si poggiava il Russiagate. Protagonista il tenente generale <strong>Michael T. Flynn</strong>, primo consigliere per la Sicurezza nazionale dell&#8217;amministrazione Trump. Come riporta l&#8217;agenzia <a href="https://adnkronos.com/"><em>Adnkronos</em></a>, la corte d&#8217;appello federale di Washington D.C. ha ordinato al giudice federale Emmet Sullivan di <a href="https://www.washingtontimes.com/news/2020/jun/24/michael-flynn-case-dismissed-federal-appeals-court/?fbclid=IwAR3lQXFvmrr0_3BZ0h26PaiFpWZit3nfwizT4IidlDboluSEgvWGiuI3O54">accogliere la richiesta</a> presentata nelle scorse settimane dal dipartimento di Giustizia di ritirare le accuse contro l&#8217;ex consigliere per la Sicurezza nazionale di Donald Trump.</p>
<p>Nello specifico, tre giudici della corte d&#8217;appello hanno infatti accolto la richiesta del generale di intervenire presso il giudice che si era rifiutata di accogliere la richiesta del dipartimento di Giustizia, richiedendo un parere legale esterno contro questa mossa. Il dipartimento di Giustizia guidato da <strong>William Barr</strong> ha giustificato la richiesta di far cadere le accuse contro Flynn facendo riferimento a prove che mostrerebbero come gli agenti dell&#8217;Fbi abbiano agito con pregiudizio cercando di incastrarlo e costringerlo alla falsa testimonianza. Esulta su Twitter il Presidente Usa Donald Trump: &#8220;Grande! La Corte d&#8217;Appello ha accolto la richiesta del dipartimento di Giustizia di chiudere il procedimento penale contro il generale Michael Flynn!&#8221;</p>
<h2>Così si sono cadute le accuse contro Flynn</h2>
<p>Come nota <a href="https://thefederalist.com/2020/06/24/top-federal-appeals-court-orders-charges-against-michael-flynn-to-be-dismissed/"><em>The Federalist</em></a>, contrariamente alle affermazioni dell&#8217;ex consigliere speciale <strong>Robert Mueller</strong> secondo cui Flynn aveva mentito agli agenti riguardo alle sue conversazioni in qualità di consigliere per la Sicurezza nazionale con l&#8217;ambasciatore russo Sergei Kislyak negli Stati Uniti, le trascrizioni declassificate e recentemente diffuse dimostrano che il tenente generale non aveva mai parlato a Kislyak di sanzioni economiche. Al contrario, Flynn aveva discusso solo delle espulsioni del personale del governo russo promulgate secondo un processo completamente diverso da quello citato da Mueller. Quelle trascrizioni declassificate suggeriscono che sono stati Mueller e i suoi pubblici ministeri, non Flynn, a rilasciare false dichiarazioni sulle conversazioni tra il tenente generale e Kislyak.</p>
<p>Nelle scorse settimane il Dipartimento di Giustizia ha affermato di aver concluso che l’interrogatorio di <strong>Flynn</strong> da parte dell’Fbi era &#8220;ingiustificato&#8221; e che è stato condotto &#8220;senza alcuna legittima base investigativa&#8221;. Com’è emerso nelle scorse settimane, un giudice federale statunitense ha desecretato documenti del Federal Bureau of Investigation (Fbi) che dimostrano come l’ex consigliere di Trump sia stato vittima di un &#8220;piano deliberato&#8221; del bureau allo scopo di incastrarlo. I documenti dissecretati includono una nota scritta di <strong>Bill Priestap</strong>, allora direttore del controspionaggio dell’Fbi, nel quale viene suggerita agli agenti dell’agenzia la condotta da adottare negli interrogatori a carico del generale Flynn: &#8220;Quale dovrebbe essere il nostro obiettivo? L’ammissione della verità, o spingerlo a mentire, così da poterlo processare e/o farlo licenziare?&#8221;, recita la nota.</p>
<h2>I funzionari di Obama hanno incastrato il generale</h2>
<p>Lo scorso 12 maggio, il direttore generale dell’intelligence nazionale <a href="https://abcnews.go.com/Politics/2000-doj-officials-call-ag-barr-resign-flynn/story?id=70615677" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Richard Grenell ha declassificato</a> alcuni file riguardanti ex funzionari <a href="https://abcnews.go.com/Politics/susan-rice-unmasking-controversy/story?id=46592843" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dell’amministrazione Obama</a> che sarebbero <a href="http:" target="_blank" rel="noopener noreferrer">coinvolti</a> nel cosiddetto &#8220;complotto&#8221; ai danni dell’ex consigliere per la Sicurezza nazionale di Donald Trump <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/ritirate-accuse-contro-flynn-cos-si-sgonfia-russiagate-1861222.html">incastrato dall’Fbi</a> per dei presunti legami con il Cremlino (fu, infatti, la prima grande vittima dell’inchiesta sul Russiagate).</p>
<p>Il caso potrebbe causare qualche grattacapo anche al candidato dei democratici Joe Biden. Come riportato da <a href="https://it.insideover.com/politica/ora-il-caso-flynn-rischia-di-inguaiare-anche-joe-biden.html"><em>InsideOver</em></a>, infatti, Joe Biden <a href="https://pbs.twimg.com/media/EX6tobVXYAAYKQ3.jpg">è nella lista</a> dei 39 ex funzionari dell’amministrazione Usa che chiesero che l’identità di Michael Flynn, primo consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/ritirate-accuse-contro-flynn-cos-si-sgonfia-russiagate-1861222.html">recentemente scagionato da ogni accusa</a>, fosse rivelata nei rapporti dell’intelligence – un processo noto come <em>unmasking</em> – secondo i documenti resi disponibili a due senatori repubblicani dal direttore dell’intelligence nazionale <strong>Richard Grenell</strong>. Come ricorda l’<a href="https://www.agenzianova.com/a/5ebce66d5a67b0.80062073/2936142/2020-05-14/usa-direttore-intelligence-rivela-nomi-di-funzionari-di-obama-coinvolti-nell-unmasking-di-flynn/linked"><em>Agenzia Nova</em></a>, compaiono tra gli altri, oltre a Biden, i nomi dell’ex direttore dell’Intelligence nazionale James Clapper, divenuto poi uno dei più vocali detrattori del presidente Trump; dell’ex direttore dell’Fbi James Comey; dell’ex capo del personale della Casa Bianca, Denic McDonough; l’allora ambasciatore Usa in Italia, <strong>John Phillips</strong>. L’invio della lista è parte di una offensiva sempre più importante da parte dell’amministrazione Trump per far luce sulle origini dello scandalo “Russiagate”.</p>
<p class="key-facts-element animate-line">L’<em>unmasking</em>, ricorda <em>Forbes</em>, è un processo mediante il quale l’identità di un cittadino americano viene rivelata a funzionari governativi autorizzati poiché le informazioni che coinvolgono tale individuo sono state raccolte in operazioni di intelligence. Secondo il documento, <strong>Joe Biden</strong> ha presentato la richiesta il 12 gennaio 2017, otto giorni prima di lasciare l’incarico; una nota di accompagnamento a Grenell, firmata dal direttore dell’Agenzia per la sicurezza nazionale Paul Nakasone, specifica che ogni funzionario elencato era &#8220;un destinatario autorizzato&#8221; e che l'&#8221;unmasking&#8221; fu regolarmente approvato. L’elenco comprende anche l’ex direttore dell’intelligence nazionale James Clapper, l’ex direttore dell’Fbi James Comey e l’ex capo dello staff della Casa Bianca Denis McDonough.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russiagate-la-corte-dappello-ritira-le-accuse-contro-michael-flynn.html">Russiagate, la corte d&#8217;appello ritira le accuse contro Michael Flynn</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ora il caso Flynn rischia di inguaiare anche Joe Biden</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ora-il-caso-flynn-rischia-di-inguaiare-anche-joe-biden.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2020 14:23:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=274170</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Biden Usa" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-La-Presse-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L&#8217;Obamagate, ovvero la controinchiesta dell&#8217;amministrazione Trump sulle origini del Russiagate e sulla fabbricazione delle false prove al fine di provare la collusione &#8211; poi smentita &#8211; fra la Campagna di Trump e il Cremlino all&#8217;indomani delle elezioni presidenziali del 2016, potrebbe travolgere i vertici delle agenzie governative di allora &#8211; l’ex direttore dell’Fbi James Comey &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/ora-il-caso-flynn-rischia-di-inguaiare-anche-joe-biden.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ora-il-caso-flynn-rischia-di-inguaiare-anche-joe-biden.html">Ora il caso Flynn rischia di inguaiare anche Joe Biden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Biden Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-La-Presse-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>L&#8217;<a href="https://it.insideover.com/politica/obamagate-la-vendetta-di-donald-trump-e-iniziata.html">Obamagate</a>, ovvero la controinchiesta dell&#8217;amministrazione Trump sulle origini del Russiagate e sulla fabbricazione delle false prove al fine di provare la collusione &#8211; poi smentita &#8211; fra la Campagna di Trump e il Cremlino all&#8217;indomani delle elezioni presidenziali del 2016, potrebbe travolgere i vertici delle agenzie governative di allora &#8211; l’ex direttore dell’Fbi James Comey e l’ex vicedirettore Andrew McCabe, l’ex capo della Cia John Brennan, James Clapper, ex direttore dell’intelligence –  oltre allo stesso ex presidente Barack Obama e l&#8217;ex vicepresidente <strong>Joe Biden</strong>. Un caso che potrebbe pesare proprio sulla corsa alla Casa Bianca di quest&#8217;ultimo e avere pesanti ripercussioni politiche, oltre che giudiziarie.</p>
<h2>Biden coinvolto nel tentativo di incastrare Michael Flynn</h2>
<p>Come riporta <a href="https://www.forbes.com/sites/jackbrewster/2020/05/13/biden-among-those-who-requested-unmasking-of-michael-flynn/#1be372432a38"><em>Forbes</em></a>, infatti, Joe Biden <a href="https://pbs.twimg.com/media/EX6tobVXYAAYKQ3.jpg">è nella lista</a> dei 39 ex funzionari dell&#8217;amministrazione Usa che chiesero che l&#8217;identità di Michael Flynn, primo consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/ritirate-accuse-contro-flynn-cos-si-sgonfia-russiagate-1861222.html">recentemente scagionato da ogni accusa</a>, fosse rivelata nei rapporti dell&#8217;intelligence &#8211; un processo noto come <em>unmasking</em> &#8211; secondo i documenti resi disponibili a due senatori repubblicani dal direttore dell&#8217;intelligence nazionale <strong>Richard Grenell</strong>. Come ricorda l&#8217;<a href="https://www.agenzianova.com/a/5ebce66d5a67b0.80062073/2936142/2020-05-14/usa-direttore-intelligence-rivela-nomi-di-funzionari-di-obama-coinvolti-nell-unmasking-di-flynn/linked"><em>Agenzia Nova</em></a>, compaiono tra gli altri, oltre a Biden, i nomi dell’ex direttore dell’Intelligence nazionale James Clapper, divenuto poi uno dei più vocali detrattori del presidente Trump; dell’ex direttore dell’Fbi James Comey; dell’ex capo del personale della Casa Bianca, Denic McDonough; l&#8217;allora ambasciatore Usa in Italia, <strong>John Phillips</strong>. L’invio della lista è parte di una offensiva sempre più importante da parte dell’amministrazione Trump per far luce sulle origini dello scandalo &#8220;Russiagate&#8221;.</p>
<h2>Il documento che &#8220;incastra&#8221; il candidato presidente</h2>
<p class="key-facts-element animate-line">L&#8217;<em>unmasking</em>, ricorda <em>Forbes</em>, è un processo mediante il quale l&#8217;identità di un cittadino americano viene rivelata a funzionari governativi autorizzati poiché le informazioni che coinvolgono tale individuo sono state raccolte in operazioni di intelligence. Secondo il documento, <strong>Joe Biden</strong> ha presentato la richiesta il 12 gennaio 2017, otto giorni prima di lasciare l&#8217;incarico; una nota di accompagnamento a Grenell, firmata dal direttore dell&#8217;Agenzia per la sicurezza nazionale Paul Nakasone, specifica che ogni funzionario elencato era &#8220;un destinatario autorizzato&#8221; e che l'&#8221;unmasking&#8221; fu regolarmente approvato. L&#8217;elenco comprende anche l&#8217;ex direttore dell&#8217;intelligence nazionale James Clapper, l&#8217;ex direttore dell&#8217;Fbi James Comey e l&#8217;ex capo dello staff della Casa Bianca Denis McDonough.</p>
<p>I senatori Gop Grassley e Johnson hanno dichiarato in una nota che Biden e altri funzionari presenti nella lista dovrebbero &#8220;confermare se hanno esaminato queste informazioni, perché le hanno richieste e cosa ne hanno fatto&#8221;. &#8220;Si tratta di diversivi&#8221;, ha replicato Biden alla <em>Abc</em>. Trump, ha detto, &#8220;ha agito in modo irresponsabile sin dall&#8217;inizio. Continua ad agire in modo irresponsabile. Non ha fatto il suo lavoro. Si tratta solo di deviare l&#8217;attenzione&#8221; dalla sua gestione del coronavirus. Ma il repubblicano <a href="https://www.youtube.com/watch?v=_0MFTS8PhSE">Rand Paul lo attacca</a> e accusa il candidato dei democratici &#8220;di aver abusato dei suoi poteri per perseguire un avversario politico&#8221;.</p>
<h2>Così sono crollate le accuse contro il generale Flynn</h2>
<p>Il Dipartimento di Giustizia ha affermato di aver concluso che l&#8217;interrogatorio di Flynn da parte dell&#8217;Fbi era &#8220;ingiustificato&#8221; e che è stato condotto &#8220;senza alcuna legittima base investigativa&#8221;. Com’è emerso la scorsa settimana, il team legale del tenente generale <strong>Michael T. Flynn</strong> ha chiesto alla Corte federale di rendere nota una prova “decisiva” che dimostra la sua innocenza nonché la cattiva condotta degli agenti dell’Fbi che lo interrogarono. Nello specifico, un giudice federale statunitense ha desecretato documenti del Federal Bureau of Investigation (Fbi) che dimostrano come l’ex consigliere di Trump sia stato vittima di un &#8220;piano deliberato&#8221; del bureau allo scopo di incastrarlo. I documenti dissecretati includono una nota scritta di Bill Priestap, allora direttore del controspionaggio dell’Fbi, nel quale viene suggerita agli agenti dell’agenzia la condotta da adottare negli interrogatori a carico del generale Flynn: &#8220;Quale dovrebbe essere il nostro obiettivo? L’ammissione della verità, o spingerlo a mentire, così da poterlo processare e/o farlo licenziare?&#8221;, recita la nota.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ora-il-caso-flynn-rischia-di-inguaiare-anche-joe-biden.html">Ora il caso Flynn rischia di inguaiare anche Joe Biden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Caso Flynn, i repubblicani all&#8217;attacco dell&#8217;Fbi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/caso-flynn-i-repubblicani-allattacco-dellfbi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2020 11:02:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=272764</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1159" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Michael-Flynn-La-Presse-e1588676510517.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Flynn Trump La Presse" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Michael-Flynn-La-Presse-e1588676510517.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Michael-Flynn-La-Presse-e1588676510517-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Michael-Flynn-La-Presse-e1588676510517-768x464.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Michael-Flynn-La-Presse-e1588676510517-1024x618.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il caso Flynn getta ulteriori ombre sulla condotta delle agenzie governative nell&#8217;inchiesta sul Russiagate. Com&#8217;è emerso la scorsa settimana, il team legale del tenente generale Michael T. Flynn, consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump dal 20 gennaio al 13 febbraio 2017, tra le prime “vittime” del Russiagate, ha chiesto alla Corte federale di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/caso-flynn-i-repubblicani-allattacco-dellfbi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/caso-flynn-i-repubblicani-allattacco-dellfbi.html">Caso Flynn, i repubblicani all&#8217;attacco dell&#8217;Fbi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1159" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Michael-Flynn-La-Presse-e1588676510517.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Flynn Trump La Presse" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Michael-Flynn-La-Presse-e1588676510517.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Michael-Flynn-La-Presse-e1588676510517-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Michael-Flynn-La-Presse-e1588676510517-768x464.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Michael-Flynn-La-Presse-e1588676510517-1024x618.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il caso <strong>Flynn</strong> getta ulteriori ombre sulla condotta delle agenzie governative nell&#8217;inchiesta sul Russiagate. <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/cade-lultima-bugia-russiagate-flynn-innocente-1859047.html">Com&#8217;è emerso</a> la scorsa settimana, il team legale del tenente generale Michael T. Flynn, consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump dal 20 gennaio al 13 febbraio 2017, tra le prime “vittime” del Russiagate, ha chiesto alla Corte federale di rendere nota una prova &#8220;decisiva&#8221; che dimostrerebbe la sua innocenza nonché la cattiva condotta degli agenti dell&#8217;Fbi che lo interrogarono. Nello specifico, un giudice federale statunitense ha desecretato documenti del Federal Bureau of Investigation (Fbi) che dimostrano come l&#8217;ex consigliere di Trump <a href="https://nypost.com/2020/04/30/fbi-agents-tried-to-get-flynn-to-lie-to-get-him-fired-report/">sia stato vittima</a> di un &#8220;piano deliberato&#8221; del bureau allo scopo di incastrarlo.</p>
<h2>Flynn, repubblicani all&#8217;attacco</h2>
<p>Ora i repubblicani, che definiscono il caso &#8220;peggio del Watergate&#8221;, vogliono vederci chiaro. Come rende noto <a href="https://www.foxnews.com/politics/republicans-fbi-bill-priestap-joe-pientka-michael-flynn-revelations"><em>Fox News</em></a>, i deputati Jim Jordan e Mike Johnson hanno <a href="https://www.scribd.com/document/459869316/JDJ-Johnson-to-Wray-Re-Flynn-1" target="_blank" rel="noopener">chiesto</a> che il direttore dell&#8217;Fbi <strong>Christopher Wray</strong> fornisca al Congresso una serie di informazioni dopo le <a href="https://www.foxnews.com/politics/strzok-stopped-bureau-from-ending-flynn-probe-despite-lack-of-derogatory-evidence-unsealed-documents-reveal" target="_blank" rel="noopener">rivelazioni</a> su Flynn: in particolare, i repubblicani vicini a Trump chiedono chiarimenti sul misterioso agente dell&#8217;Fbi, <a href="https://www.foxnews.com/politics/horowitz-report-spotlights-fbi-agent-role-russia-probe-flynn" target="_blank" rel="noopener">Joe Pientka</a>, che partecipò all&#8217;interrogatorio con l&#8217;ex consigliere per la sicurezza nazionale. <em>Fox News</em> ha <a href="https://www.foxnews.com/politics/horowitz-report-spotlights-fbi-agent-role-russia-probe-flynn" target="_blank" rel="noopener">precedentemente stabilito</a> che Pientka era altresì <a href="https://www.foxnews.com/politics/horowitz-report-spotlights-fbi-agent-role-russia-probe-flynn" target="_blank" rel="noopener">coinvolto</a> nell&#8217;indagine sull&#8217;ex collaboratore Trump, <strong>Carter</strong> <strong>Page</strong>. Oltre a un&#8217;intervista a Pientka, i repubblicani hanno chiesto di parlare con <strong>Bill Priestap</strong>, ex vicedirettore della divisione controspionaggio dell&#8217;Fbi.</p>
<p>Il presidente Trump <a href="https://nypost.com/2020/05/02/trump-blasts-former-fbi-officials-over-michael-flynn-investigation/">ha lanciato ulteriori accuse</a> di tradimento nei confronti degli ex funzionari dell&#8217;Fbi che hanno preso di mira Flynn nei primi giorni della sua amministrazione. &#8220;<span class="css-901oao css-16my406 r-1qd0xha r-ad9z0x r-bcqeeo r-qvutc0">La bufala della collusione Russia è il più grande scandalo politico nella storia americana. Tradimento!!!&#8221;<a href="https://twitter.com/realDonaldTrump/status/1256628709496369152" target="_blank" rel="noopener"> ha twittato sabato. </a></span></p>
<h2>Cosa dicono i documenti dissecretati su Flynn</h2>
<p>Come spiega l&#8217;<a href="https://www.agenzianova.com/a/0/2916809/2020-04-30/usa-russiagate-nuovi-documenti-dell-fbi-sollevano-dubbi-sul-processo-a-michael-flynn"><em>Agenzia Nova</em></a>, I documenti dissecretati includono una nota scritta di <strong>Bill Priestap</strong>, allora direttore del controspionaggio dell’Fbi, nel quale viene suggerita agli agenti dell’agenzia la condotta da adottare negli interrogatori a carico del generale Flynn: &#8220;Quale dovrebbe essere il nostro obiettivo? L’ammissione della verità, o spingerlo a mentire, così da poterlo processare e/o farlo licenziare?&#8221;, recita la nota. &#8220;Se lo spingiamo ad ammettere di aver violato il Logan Act (legge che proibisce i negoziati da parte di cittadini Usa non autorizzati con governi stranieri), possiamo trasmettere la questione al dipartimento di Giustizia, e lasciare che decida. Oppure, se inizialmente lo spingiamo a formulare testimonianze non veritiere, poi gli presentiamo (parte omessa) e lui ammette, possiamo trasmettere al dipartimento di Giustizia&#8221;, prosegue la nota.</p>
<p>La <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-lfbi-ha-incastrato-il-consigliere-di-trump.html">tesi dell&#8217;avvocato</a> di Flynn, l’avvocato <strong>Sidney Powell</strong>, è chiara: sostiene che l’Fbi abbia &#8220;manipolato&#8221; i verbali del suo interrogatorio del 2017, durante il quale l&#8217;ex consigliere per la sicurezza nazionale si sarebbe dichiarato di colpevole di aver mentito ai federali. In una mozione di 27 pagine, Powell chiede al tribunale che esamina il caso di &#8220;respingere l’intera accusa&#8221; per &#8220;l’oltraggiosa cattiva condotta del governo” e degli agenti del Bureau che hanno manipolato le dichiarazioni di Flynn sui suoi rapporti e contatti con l’ambasciatore russo Sergey Kislyak. Uno degli agenti dell’Fbi che condusse l’interrogatorio a Flynn fu peraltro <strong>Peter Strzok</strong>, licenziato quando la squadra investigativa del Consigliere speciale Robert Mueller scoprì gli sms denigratori contro il Presidente Trump che l’agente federale scambiava con la sua collega e amante Lisa Page. Secondo l’avvocato dell’ex consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, Strzok condusse l’interrogatorio in maniera tale da portare Michael T. Flynn a mentire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/caso-flynn-i-repubblicani-allattacco-dellfbi.html">Caso Flynn, i repubblicani all&#8217;attacco dell&#8217;Fbi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Russiagate per ricattare Trump:  così vogliono un presidente debole</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/russiagate-ricattare-trump-meglio-un-presidente-debole-unelezione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Nov 2017 11:45:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Deep State]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/russiagate-ricattare-trump-meglio-un-presidente-debole-unelezione-162619.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171117123646_25013364.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171117123646_25013364.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171117123646_25013364-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171117123646_25013364-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171117123646_25013364-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il Russiagate è nato con l’intento di trovare legami diretti e indiretti fra l’elezione di Donald Trump e il governo della Federazione Russa. Più che un’indagine, assomiglia sempre di più a una caccia alle streghe, dal momento che tutti vogliono accusare Trump e i suoi collaboratori di questi legami e tutti, dai democratici, ai neo-con &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/russiagate-ricattare-trump-meglio-un-presidente-debole-unelezione.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russiagate-ricattare-trump-meglio-un-presidente-debole-unelezione.html">Il Russiagate per ricattare Trump:  così vogliono un presidente debole</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171117123646_25013364.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171117123646_25013364.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171117123646_25013364-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171117123646_25013364-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171117123646_25013364-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il <strong>Russiagate</strong> è nato con l’intento di trovare legami diretti e indiretti fra l’elezione di <strong>Donald Trump</strong> e il governo della Federazione Russa. Più che un’indagine, assomiglia sempre di più a una caccia alle streghe, dal momento che tutti vogliono accusare Trump e i suoi collaboratori di questi legami e tutti, dai democratici, ai neo-con fino alla stampa mainstream, partono già con l’idea che sia già tutto stabilito. In un gioco ormai al massacro nei confronti del presidente e del suo entourage, l’accusato è già mediaticamente condannato. E sembra quasi mancare la necessitò di una prova vera a sostegno della tesi supportata, che diventa, nel tempo, qualcosa di assolutamente certo. Tutti ormai sanno del Russiagate, tutti ne parlano, e tutti, in un modo o nell’altro, sono assuefatti all’idea che in fin dei conti legami tra Trump e il Cremlino per eleggere The Donald e abbattere Hillary Clinton, debbano esserci stati per forza.</p>

<p>Appurato che le indagini continuano, ci si deve domandare però a chi giova tutto questo. Perché è facile dire che siano i rivali di Trump a volerlo denigrare, ma esattamente, qual è il loro scopo? Come segnalato dall’<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.limesonline.com/a-chi-serve-il-russiagate/102718?prv=true">analisi di Dario Fabbri su <em>Limes.it</em></a>, per ora le indagini del Russiagate stanno assediando, sostanzialmente, Trump, senza però colpirlo direttamente. Lo scopo, a vedere i primi arresti e le prime incriminazioni, più che essere quello d<strong>i colpire direttamente il presidente Usa</strong>, appare più come quello di intaccare una rete d’interessi che può essere dannosa allo Stato profondo. Quel deep-State che è il vero motore dell’America e il suo vero centro decisionale. “L’incriminazione ufficiale di Paul Manafort, già responsabile della campagna elettorale trumpiana, e del suo vice Rick Gates, per fatti precedenti al 2014 quando erano al soldo del dittatore ucraino Viktor Janukovič e dunque non riguardanti i servigi resi al magnate newyorkese, segnalano l’intenzione di esercitare pressione sul presidente, senza coinvolgerlo direttamente” si legge su <em>Limes</em>. A questi due arresti illustri del clan di Donald Trump, si è aggiunto quello di George Papadopoulos, personaggio secondario ma accusato di avere contribuito alla raccolta di dossier del Cremlino contro Hillary Clinton e, soprattutto, l’assalto della giustizia nei confronti di Michael Flynn. Fonti molto vicine alla procura che indaga sui legami del circolo di Donald Trump con il governo di Mosca, segnalano nelle ultime ore che siano già state raccolte prove a sufficienza per incriminare l’ex consigliere per la sicurezza nazionale. Le accuse, <a href="https://www.nbcnews.com/news/us-news/mueller-has-enough-evidence-bring-charges-flynn-investigation-n817666">come riporta <em>Nbc</em></a>, vanno dal riciclaggio di denaro sporco all’aver mentito agli organi federali, fino al coinvolgimento nel piano per la rimozione di un avversario di Erdogan.</p>
<p>L’assedio nei confronti di Donald Trump è evidente. Assedio che però potrebbe non volere, in definitiva, l’attacco al presidente stesso, quanto in realtà un suo indebolimento. Quello che sta scaturendo dalle indagini coordinate da Mueller è infatti un quadro di arresti e di accuse che vanno a colpire tutti quanti i possibili legami scomodi del presidente. Legami la cui eliminazione serve a far dormire sonni tranquilli all’establishment americano. Colpendo tutto ciò che ruota intorno a Donald Trump, conviene perché si indebolisce il presidente, lo si rende malleabile, senza amici potenti, e quindi incapace di poter fare troppi danni allo Stato profondo. Chiedere le sue dimissioni, ora, sarebbe un colpo troppo duro per il Partito repubblicano. I nemici di Trump all’interno dell’Old Grand Party sono molti, specie nei cosiddetti neo-con. Ma pur essendo nemici, essi sanno benissimo che è meglio avere “uno dei loro” al potere, per giunta indebolito a tal punto da essere ricattabile, piuttosto che un presidente avversario. E gli stessi democratici, in questo momento, vivono una tale fase di declino e di incertezza per cui è rischioso far cadere Donald Trump, anche per i rischi di risvegliare l’elettorato dell’America profonda che ha già punito severamente il candidato dem. L’impeachment non interessa a nessuno almeno finché sarà possibile colpire Trump ed indebolirlo. L’ascesa del Pentagono all’interno della Casa Bianca è emblematica di questa capacità di manovrare le scelte decisionali del presidente, dal momento che, una volta fatti i fuori i collaboratori più “anti-establishment”, i consiglieri principali del presidente sono diventati Mattis, McMaster e Kelly. Finché possa continuare questo assedio, è un mistero. Finora Trump sta dimostrando di essere malleabile nei settori-chiave della politica neo-con, ma non gli si può chiedere di abdicare totalmente alle sue idee e dimostra tenacia su alcuni punti, gli stessi però con cui c’è convergenza con il deep-State. Negli altri campi, a partire dalla diplomazia, lo iato fra le idee del presidente e quelle dell’establishment sono sotto gli occhi di tutti. Il fatto che si parli di Russiagate non è casuale: è proprio dalla differenza di vedute sul rapporto con Mosca che si è instaurata una delle peggiori fratture fra presidenza e burocrazia.</p>

<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russiagate-ricattare-trump-meglio-un-presidente-debole-unelezione.html">Il Russiagate per ricattare Trump:  così vogliono un presidente debole</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quella lobby degli Stati Uniti  dietro al referendum catalano</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/quella-lobby-degli-stati-uniti-dietro-al-referendum-catalano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2017 07:42:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Catalogna]]></category>
		<category><![CDATA[secessione-catalogna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/quella-lobby-degli-stati-uniti-dietro-al-referendum-catalano-162017.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1001" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170207072620_22090897.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170207072620_22090897.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170207072620_22090897-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170207072620_22090897-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170207072620_22090897-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Lentamente, con la fine del sostegno mediatico agli indipendentisti catalani, escono anche i primi “scheletri nell’armadio” delle autorità della Generalitat de Catalunya e della strategia per ottenere l’indipendenza da Madrid. L’ultima, in ordine di tempo, è la notizia del contratto siglato il 15 agosto da Carles Puigdemont con una nota società di lobbying americana, la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/quella-lobby-degli-stati-uniti-dietro-al-referendum-catalano.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/quella-lobby-degli-stati-uniti-dietro-al-referendum-catalano.html">Quella lobby degli Stati Uniti  dietro al referendum catalano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1001" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170207072620_22090897.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170207072620_22090897.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170207072620_22090897-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170207072620_22090897-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170207072620_22090897-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Lentamente, con la fine del sostegno mediatico agli indipendentisti catalani, escono anche i primi “scheletri nell’armadio” delle autorità della Generalitat de Catalunya e della strategia per ottenere l’indipendenza da Madrid. L’ultima, in ordine di tempo, è la notizia del contratto siglato il 15 agosto da Carles Puigdemont con una nota società di lobbying americana, la SGR Government Relations &amp; Lobbyng di Jim Courtovich. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.documentcloud.org/documents/3984315-6379-Exhibit-AB-20170828-4.html">Oggetto del contratto</a>, che ha visto un primo versamento di 60mila dollari da parte del governo catalano in favore dell’azienda Usa, era quello di “supportare gli sforzi comunicativi del governo catalano e rafforzare le relazioni fra i governi e le comunità imprenditoriali di Stati Uniti e Catalogna”, per un periodo di tre mesi, e cioè fino al 14 novembre. Scopo dell’accordo, come dichiarato sempre nel testo, era quello di “sensibilizzare i mezzi di comunicazione e i politici statunitensi riguardo al contesto politico catalano”.</p>

<p>Tutti i governi stranieri che intraprendono un’attività di lobbying negli Stati Uniti, siano essi governi nazionali o regionali, hanno l’obbligo di segnalare le proprie attività al dipartimento di Giustizia per conformarsi alla legge sulla registrazione degli agenti stranieri. È un’attività perfettamente legale, che però, se resa per costruire interessi contrari allo Stato di appartenenza, dimostra come vi possa essere un conflitto tra interessi governativi e non governativi e, soprattutto, fa comprendere se e quali segmenti della politica Usa possano esserci dietro delle lecite rivendicazioni di autonomia. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.elperiodico.com/es/politica/20170909/govern-contrata-loby-eeuu-investigado-rusiagate-6274573">Come rilevato dal quotidiano <em>El Periodico</em></a>, dal 2013, il governo catalano aveva lavorato negli Stati Uniti con Independent Diplomat (ID), una Ong (almeno formalmente) che si occupa di consulenza per la strategia politica di gruppi e organizzazioni internazionali, in particolare legati a processi di autodeterminazione. Id, fra le tante attività svolte, è stata anche contattata dal governo del Kosovo per ottenere riconoscimento internazionale, così come da alcuni politici del Sahara occidentale e dal governo della repubblica turca di Cipro del nord. Si sa che il governo della Catalogna ha pagato più di 1,6 milioni di euro di fondi pubblici in favore di questa organizzazione, ma non si sa se tale rapporto continua.</p>

<p>Per molto tempo, quest’attività di lobbying è stata naturalmente osteggiata dal governo di Madrid, che ha più volte chiesto agli Stati Uniti e alle aziende interessate di interrompere questi rapporti. Con la SGR di Courtovich è avvenuto lo stesso. Già a settembre di quest’anno, l’ambasciata spagnola a Washington aveva intimato a Courtovich di interrompere il rapporto economico con la Generalitat de Catalunya perché i soldi ottenuti erano frutto di malversazione. Il governo catalano aveva, infatti, utilizzato &#8211; ed è giusto ricordarlo &#8211; fondi pubblici per fini sostanzialmente privati come quelli dei partiti indipendentisti. Che poi questi interessi fossero gli stessi di milioni di elettori, non esclude comunque il dato per cui fondi della Comunità autonoma venivano usati per interessi diversi da quelli dell’amministrazione della Catalogna.</p>

<p>La SGR Government Relations &amp; Lobbyng non è una delle più potenti società di lobbying degli Stati Uniti, però è interessante osservare gli ultimi avvenimenti che hanno interessato l’azienda e, soprattutto, i governi che hanno messo sotto contratto questa società. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.politico.com/tipsheets/politico-influence/2016/09/saudis-add-brownstein-gpg-sgr-as-veto-override-looms-216522">Fino all’anno scorso, ha collaborato con l’Arabia Saudita</a> per svolgere attività di lobbying nel tessuto economico e politico americano in favore della monarchia Saud. L’azienda di Courtovich, inserita nell’ambito della Sphere Consulting, è stata al servizio di Riad per 45mila dollari al mese allo scopo di rendere consapevoli i politici e gli imprenditori Usa sul sulla “importanza per gli interessi statunitensi” dell’Arabia Saudita. Adesso, la stessa azienda collabora con il governo etiope per la stessa identica attività. È un’azienda molto strana, che naviga abbastanza nell’ombra. Il suo nome è divenuto noto quest’anno perché legata in qualche modo al cosiddetto “Russiagate”. Il 25 agosto di quest’anno, cioè dieci giorni dopo la conclusione dell’accordo con la Generalitat, il procuratore che indaga sul famigerato Russiagate ha chiesto alla SGR di fornire spiegazioni e documenti sul lavoro svolto per la società di Michael Flynn, ex consigliere per la sicurezza nazionale di Trump. La sua società, il gruppo Flynn Intel, aveva infatti subappaltato a SGR <a href="https://www.usatoday.com/story/news/politics/2017/03/08/michael-flynn-received-530000-from-turkish-client-during-trump-campaign/98917184/">l’attività di lobbying in favore della Inovo BV</a>, società olandese che sembra legata alla presidenza turca. All’inizio, tutto sembrava essere legato a un’attività tesa a promuovere i rapporti imprenditoriali fra Turchia e Stati Uniti. Nel tempo, però, quello che è uscito fuori dalle indagini è che l’interesse reale dietro quest’attività fosse quello di lavorare più sulla rete di Fetullah Gülen, sensibilizzando i politici sul rischio della sua presenza nel territorio americano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/quella-lobby-degli-stati-uniti-dietro-al-referendum-catalano.html">Quella lobby degli Stati Uniti  dietro al referendum catalano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il &#8220;generale preferito&#8221; da Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/generale-preferito-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2016 10:22:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/generale-preferito-trump-158417.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="892" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/OLYCOM_20161119030219_21356100-e1479637323497.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/OLYCOM_20161119030219_21356100-e1479637323497.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/OLYCOM_20161119030219_21356100-e1479637323497-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/OLYCOM_20161119030219_21356100-e1479637323497-768x457.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/OLYCOM_20161119030219_21356100-e1479637323497-1024x609.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La prima nomina di peso del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump, impegnato a definire la squadra che lo affiancherà nella sua amministrazione a partire dal 20 gennaio 2017, si è concretizzata con l’assegnazione al generale in pensione Michael T. Flynn del ruolo di National Security Advisor. Flynn, 58 anni, sostenitore della prima ora &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/generale-preferito-trump.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/generale-preferito-trump.html">Il &#8220;generale preferito&#8221; da Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="892" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/OLYCOM_20161119030219_21356100-e1479637323497.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/OLYCOM_20161119030219_21356100-e1479637323497.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/OLYCOM_20161119030219_21356100-e1479637323497-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/OLYCOM_20161119030219_21356100-e1479637323497-768x457.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/OLYCOM_20161119030219_21356100-e1479637323497-1024x609.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La prima nomina di peso del presidente eletto degli Stati Uniti <strong>Donald Trump</strong>, impegnato a definire la squadra che lo affiancherà nella sua amministrazione a partire dal 20 gennaio 2017, si è concretizzata con l’assegnazione al generale in pensione <strong>Michael T. Flynn</strong> del ruolo di National Security Advisor. Flynn, 58 anni, sostenitore della prima ora di Trump e già indicato in precedenza come possibile candidato alla vicepresidenza, occuperà un posto chiave nell’Executive Office della Casa Bianca dopo avere in precedenza amministrato la Defense Intelligence Agency (DIA) dal 2012 al 2014.La nomina di Flynn è indicativa per comprendere gli indirizzi futuri che assumerà la politica estera statunitense in seguito all’investitura ufficiale di Trump come 45° Presidente degli Stati Uniti: l’ex direttore della DIA è un convinto assertore del <strong>riavvicinamento tra gli USA e la Russia</strong>, è stato più volte intervistato dall’emittente moscovita <em>Russia Today</em> ed è stato definito da Politico “<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.politico.com/story/2016/07/donald-trump-general-michael-flynn-vp-225253">il generale preferito di Trump</a>”, con il quale ha dichiarato a più riprese di trovarsi in completa sintonia.Quale National Security Advisor del Presidente Trump, Flynn potrebbe concretamente prestare il suo servizio per operare quel riavvicinamento tra gli Stati Uniti e il Cremlino che oggigiorno è imprescindibile per garantire sicurezza e stabilità all’ordine internazionale; al tempo stesso, sulla sua figura aleggiano non poche controversie. Egli si è sempre dichiarato un sostenitore della linea dura contro i gruppi terroristici e, recentemente, ha pubblicato un libro intitolato <em>The Field of Fight: How We Can Win the Global War Against Radical Islam and Its Allies</em> assieme a <strong>Michael Ledeen</strong>, noto storico e consulente politico di orientamento neoconservatore. Lo stesso Flynn, in alcuni suoi interventi, ha fatto riferimento a numerose tematiche decisamente care all’ala neoconservatrice del Partito Repubblicano, passata armi e bagagli al fianco della Clinton nella recente corsa alla Casa Bianca: nello stesso discorso di endorsement a Trump, nel corso della Convention Nazionale Repubblicana di luglio tenutasi a Cleveland, Flynn si è infatti detto particolarmente indignato per il fatto che <a href="http://www.latimes.com/nation/politics/trailguide/la-na-republican-convention-2016-live-passed-over-as-vice-presidential-pick-1468897531-htmlstory.html">“il mondo non tema più la forza dell’America”. </a>Non appena si è diffusa la notizia della nomina, numerosi media hanno inoltre sottolineato le attività di lobbismo svolte dall’impresa gestita da Flynn e dal figlio, la Flynn Intel Group che offre servizi sicurezza e della ricerca di informazioni ad aziende e governi, a favore del governo turco di <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong>. Ciò da un lato potrebbe rendere la nomina del generale in pensione non solo indicativa della volontà di Trump di puntare al ristabilimento di piene relazioni tra Washington e Mosca, ma anche un segno delle intenzioni del tycoon repubblicano nei confronti della Turchia, con la quale gli Stati Uniti hanno recentemente raffreddato i rapporti ma che, per questioni di realpolitik, non può essere ignorata nell’attuale contesto mediorientale.Un tema che potrebbe, in futuro, conoscere evoluzioni impreviste è quello dei rapporti tra Stati Uniti ed <strong>Iran</strong>; a complicare la questione ci ha pensato la tramontante amministrazione Obama che, <a href="http://www.occhidellaguerra.it/colpo-coda-obama/">rinnovando le sanzioni </a>nei confronti di Teheran, ha virtualmente pregiudicato i progressi tanto sbandierati a seguito del raggiungimento dell’accordo sul nucleare iraniano. Sul tema Iran la presidenza Trump sembra essere destinata a trasformarsi in un periodo di stallo: il tycoon newyorkese, infatti, si è dichiarato costantemente un oppositore del riavvicinamento alla Repubblica Islamica e ritiene Israele il perno della strategia di alleanze degli Stati Uniti nell’area mediorientale. Sull’argomento, uno dei consiglieri che potrebbero averlo maggiormente influenzato è proprio lo stesso generale Flynn, che già nel 2015 in<a href="http://observer.com/2015/09/lieutenant-general-retired-michael-flynn-and-the-iranian-nuclear-agreement/"> un’intervista all’Observer </a>aveva avuto modo di stigmatizzare duramente l’accordo sul nucleare iraniano, da lui ritenuto un fattore destabilizzante per la regione mediorientale. Allo stato attuale delle cose, la pregiudiziale antiraniana potrebbe rappresentare un ostacolo agli obiettivi della politica estera dell’amministrazione Trump: l’alleanza solida e rodata tra Mosca e Teheran, infatti, mal si concilierebbe con una strategia diplomatica statunitense unilateralmente diretta all’appianamento dei contrasti con la Russia. Per affrontare la crisi sistemica che oggigiorno destabilizza il contesto internazionale, e particolarmente l’area mediorientale, gli Stati Uniti devono superare le ambiguità e gli errori degli ultimi otto anni e sviluppare una politica estera che tenga conto del mutato ordine, divenuto oramai multipolare. In tal senso, la nomina di Flynn da parte di Trump risponde alla logica di Trump nei confronti della Russia di Putin, ma non è un indizio sufficiente per comprendere le linee di tendenza su cui si svilupperà in futuro la strategia diplomatica americana.Sicuramente Flynn potrà dare un contributo importante all’appianamento delle controversie con la Russia e potrà aiutare Trump a definire i futuri atteggiamenti degli USA nei confronti della Turchia; al tempo stesso, l’amministrazione Trump dovrà riuscire a trovare un modus vivendi anche con la Repubblica Islamica dell’Iran, che oggigiorno rappresenta un attore strategico di primo piano nella sua regione di riferimento. Sotto quest’ultimo punto di vista, la strada sembra decisamente in salita: per chiarire definitivamente le idee, bisognerà attendere le future nomine di Donald Trump, in particolare modo quella del prossimo Segretario di Stato, ruolo di importanza capitale che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe essere appannaggio di personaggi di primo piano come <strong>Rudolph Giuliani</strong> o il generale <strong>David Petraeus</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/generale-preferito-trump.html">Il &#8220;generale preferito&#8221; da Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 59/256 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-14 19:10:38 by W3 Total Cache
-->