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	<title>Massimo Ciccozzi Archives - InsideOver</title>
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	<title>Massimo Ciccozzi Archives - InsideOver</title>
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		<title>“Ecco quali sono i veri pericoli del virus Marburg”</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/perche-dobbiamo-temere-il-virus-marburg.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Aug 2021 05:42:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/laboratorio-virus-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/laboratorio-virus-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/laboratorio-virus-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/laboratorio-virus-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/laboratorio-virus-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/laboratorio-virus-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/laboratorio-virus-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La febbre emorragica di Marburg spaventa l&#8217;Oms, che lancia un allarme globale. La malattia è conosciuta per essere terribile, soprattutto per via del tasso di letalità. Ma la novità principale risiede nel luogo in cui il contagio si è verificato: la Guinea, da dove partono numerosi migranti. Siamo in piena estate, dunque il tema della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/perche-dobbiamo-temere-il-virus-marburg.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/perche-dobbiamo-temere-il-virus-marburg.html">“Ecco quali sono i veri pericoli del virus Marburg”</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/laboratorio-virus-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/laboratorio-virus-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/laboratorio-virus-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/laboratorio-virus-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/laboratorio-virus-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/laboratorio-virus-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/laboratorio-virus-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La<strong> febbre emorragica di Marburg</strong> spaventa l&#8217;Oms, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/oms-confermato-primo-caso-marburg-1968184.html">che lancia un allarme globale</a>. La malattia è conosciuta per essere terribile, soprattutto per via del tasso di letalità. Ma la novità principale risiede nel luogo in cui il contagio si è verificato: la Guinea, da dove partono numerosi migranti. Siamo in piena estate, dunque il tema della gestione dei fenomeni migratori occupa parte del dibattito. Gli spostamenti, però, sono divenuti un argomento utile anche per discutere di diffusione virale. Sono i viaggi, del resto, ad alimentare epidemie e pandemie. Il Marburg arriverà pure dalle nostre parti? Dobbiamo temere il principio di una nuova pandemia? Per comprendere le ragioni dell&#8217;avvertimento dell&#8217;Organizzazione mondiale della Sanità, abbiamo intervistato il professor <strong>Massimo Ciccozzi</strong>, direttore dell&#8217;Unità epidemiologica dell&#8217;Università Campus Biomedico di Roma.</p>
<p><strong>L&#8217;Oms ha lanciato un allarme sul virus di Marburg. Come mai?</strong></p>
<p>&#8220;Si tratta di un allarme che tenderei a definire eccessivo. La febbre emorragica di Marburg è una malattia che si fa fatica a definire rara. Certo, il virus da Marburg può circolare, un po&#8217; come tutte le malattie di quella tipologia. Di solito, però, il contagio si limita alle persone con cui si hanno contatti più stretti e frequenti. Lo abbiamo visto con il Covid19: prima i sanitari ed i parenti, dopo tutto il resto. Però c&#8217;è una differenza enorme&#8221;.</p>
<p><strong>Ossia?</strong></p>
<p>&#8220;Il Marburg tende a fermarsi, atteggiamento che il SarsCov2 non condivide. Perché il tasso di letalità del Marburg è talmente alto che il virus fa fatica ad espandersi a macchia d&#8217;olio. L&#8217;Oms, con l&#8217;allarme, potrebbe avere deciso di anticipare eventuali problematiche insorgenti&#8221;.</p>
<p><strong>Cioè?</strong></p>
<p>&#8220;Cioè le persone che contraggono la febbre emorragica da Marburg muoiono con un&#8217;incidenza maggiore ed in minor tempo, quindi non esistono i tempi tecnici per il contagio a pioggia. Ma è comunque necessario fare molta attenzione, anche sul piano globale, quando questo virus si palesa&#8221;.</p>
<p><strong>Quindi l&#8217;Oms ha fatto bene?</strong></p>
<p>&#8220;Consideri che, come nel caso della pandemia da Covid-19, pure i viaggi possono giocare un ruolo. Viviamo in un mondo globalizzato, dove le persone usano spostarsi di continuo. Per quanto le due malattie siano profondamente diverse. Il Covid-19 non è letale come la febbre da Marburg. Proprio per questo motivo, il Marburg è un pericolo secondario in questa fase. Certo, se la sua azione dovesse allargarsi, allora il discorso cambierebbe. Comunque, di epidemie di Marburg se ne contano poche, per fortuna&#8221;.</p>
<p><strong>Un virus così terribile?</strong></p>
<p>&#8220;Guardi che il tasso di mortalità si aggira tra il 25% e l’80%&#8221;.</p>
<p><strong>Ma che virus è?</strong></p>
<p>&#8220;Un virus che studiamo dal 1967, anno della sua manifestazione in pubblico, per così dire. Da allora, il Marburg ha fatto una serie di comparsate. Dall&#8217;Uganda al Sud Africa, passando per lo Zimbawe, ma pure per la Germania, per la Jugoslavia, per il Kenya e per il Congo. Poi, qualche giorno fa, la segnalazione che arriva dalla Guinea, quindi la riscontrata presenza in Africa Occidentale, che non si era mai verificata. Giustamente, l&#8217;Oms ha sollevato qualche preoccupazione&#8221;.</p>
<p><strong>C&#8217;è un pericolo legato agli sbarchi in Italia? Dalla Guinea arrivano parecchi migranti&#8230;</strong></p>
<p>&#8220;No, mi stia a sentire, il punto è questo: con questa febbre si muore di solito nell&#8217;arco di dieci giorni. Anche qualche giorno in meno. L&#8217;unico mezzo per far sì che il virus si manifesti dalle nostre parti è un viaggio in aereo. Non è una novità: è già accaduto con Ebola in Occidente. Ma poi le epidemie di Ebola, dalle nostre parti, sono state stroncate. Nel caso dei migranti che sbarcano in Italia, mi sento di dire che la diffusione del Marburg è difficilissima se non impossibile. Vanno considerati sia i tempi sia le tipologie d&#8217;imbarcazione: chi ha il Marburg muore prima&#8221;.</p>
<p><strong>Però la scienza potrebbe intervenire&#8230;</strong></p>
<p>&#8220;Beh, il vaccino per Ebola c&#8217;è, quello per il SarsCov2 pure. Da qualche tempo, esiste pure quello per l&#8217;H1N1. Insomma, alcuni vaccini sono possibili, altri no. Dipende dalla estrema variabilità virale e dalla formazione di quasi specie, veda HIV e HCV. Le cure, nella stessa misura, in alcuni casi ci sono ed in altri no. Tutto è oggetto di studio&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>La &#8220;firma&#8221; e l&#8217;ipotesi laboratorio: tutto quello che sappiamo</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/la-firma-e-lipotesi-laboratorio-tutto-quello-che-sappiamo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2020 06:50:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[laboratorio]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
		<category><![CDATA[Wuhan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/LP_11350229.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/LP_11350229.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/LP_11350229-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/LP_11350229-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/LP_11350229-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una domanda circola con insistenza sin da quando si è iniziato a parlare di nuovo coronavirus: è possibile che il Sars-Cov2 sia un prodotto di laboratorio? E quindi: se davvero il nuovo coronavirus fosse un patogeno creato in laboratorio, saremmo in grado di accorgercene? Tanti scienziati si sono misurati con questo quesito. Per ora, la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/la-firma-e-lipotesi-laboratorio-tutto-quello-che-sappiamo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/LP_11350229.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/LP_11350229.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/LP_11350229-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/LP_11350229-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/LP_11350229-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Una domanda circola con insistenza sin da quando si è iniziato a parlare di <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">nuovo coronavirus</a>: è possibile che il<span style="font-size: 1rem;"> Sars-Cov2 sia un prodotto di laboratorio? E quindi: se davvero il nuovo coronavirus fosse un patogeno creato in laboratorio, saremmo in grado di accorgercene? Tanti scienziati si sono misurati con questo quesito. Per ora, la risposta maggioritaria verte sul &#8220;no&#8221;. Per motivi legati soprattutto alla sequenza genetica. Ma c&#8217;è anche chi continua a sostenere il contrario. Wuhan, il principio della diffusione virale, può alimentare una suggestione. Un po&#8217; perché nello stesso luogo da cui sarebbe partita l&#8217;epidemia è presente un laboratorio BSL4, dove si analizzano proprio i virus più pericolosi, e un po&#8217; per via di alcune dichiarazioni riguardo all&#8217;origine del Sars-Cov2 che, assecondando il complottismo o meno, hanno comunque segnato il dibattito nel corso di questi mesi. L&#8217;ultima presa di posizione, in ordine di tempo, è stata quella della professoressa  <strong>Li Meng Yan</strong>, <a href="https://it.insideover.com/societa/il-virus-creato-in-laboratorio-a-wuhan-cosa-nascondono-queste-parole.html?utm_source=ilGiornale&amp;utm_medium=article&amp;utm_campaign=article_redirect">che ha rilasciato affermazioni precise</a>, oltre a promettere prove della natura ingegneristica del virus in breve tempo. Il Sars-Cov2, dice la studiosa, è un prodotto del laboratorio di Wuhan. E lo dimostrerà, ha aggiunto. </span></p>
<h3>Il dibattito</h3>
<p>La questione, nonostante la scienza ufficiale continui a battere sull&#8217;origine naturale del Sars-Cov2, rimane piuttosto discussa. Buona parte della dialettica non può che ruotare attorno al genoma, che è un po&#8217; la carta d&#8217;identità di un patogeno. Una delle frasi balzata agli onori delle cronache sul tema in questi mesi <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/pechino-ammette-molti-pi-morti-accuse-nobel-luc-montagnier-1855427.html">l&#8217;ha pronunciata</a> il premio Nobel per la medicina Luc Montagnier, che si è posto sulla linea di coloro che ritengono artificiale l&#8217;origine del nuovo coronavirus. Quella posizione, all&#8217;epoca, ha fatto molto scalpore. Se non altro per via dell&#8217;appartenenza di Montagnier alla scienza ufficiale. Il mistero, se c&#8217;è, dovrebbe essere risolvibile, viene spesso affermato. Perché le sequenze genetiche sono pubbliche. Dunque, se il genoma del virus fosse stato modificato, un esperto dovrebbe poterne avere subito contezza. E le tesi simili a quella di Montagnier verrebbero bocciate con facilità. E dunque perché continuare ad interrogarsi su questo punto se la scienza, che studia le sequenze genetiche (che sono pubbliche) è certa che l&#8217;origine del Sars-Cov2 sia naturale? Perché c&#8217;è un &#8220;però&#8221; che può mischiare le carte in tavola.</p>
<h3>Il problema della &#8220;traccia&#8221;</h3>
<p>Ralph Baric è un micro-biologo ed un immunologo di fama internazionale che è stato intervistato da<em> Presadiretta</em>, <a href="https://www.huffingtonpost.it/entry/e-possibile-creare-un-virus-in-laboratorio-senza-lasciare-traccia-la-risposta-dellesperto_it_5f5f3993c5b62874bc1f7339" target="_blank" rel="noopener noreferrer">così come riportato dall&#8217;<em>Huffington Post</em></a>. Anche in questo caso il ragionamento dello studioso è centrato sulla nascita del nuovo coronavirus: &#8220;Nella chimera che abbiamo realizzato in America nel 2015 col virus della Sars &#8211; ha detto Baric &#8211; , insieme alla professoressa Zheng-li Shi dell’Istituto di Virologia di Wuhan, avevamo lasciato delle mutazioni-firma, per cui si capiva che era frutto di ingegneria genetica. Ma, altrimenti non c’è nessun modo di distinguere un virus naturale da uno realizzato in laboratorio&#8221;. Un virus di laboratorio, quindi, potrebbe essere distinto da un virus naturale a causa di questa &#8220;traccia&#8221;. In misura contraria, non esisterebbe la possibilità di distinguere un patogeno artificiale da uno naturale. Questo, almeno, nel caso in cui si volesse costruire un virus ex novo. Un&#8217;operazione che sarebbe possibile anche senza &#8220;firma&#8221; dell&#8217;autore. Quella di Baric è una versione che, se confermata, metterebbe in crisi le affermazioni della scienza ufficiale sul Sars-Cov2. Sinteticamente: dire che la sequenza genetica del virus è naturale non basterebbe più per smentire chi pensa che il virus sia il frutto di un esperimento fatto a Wuhan.</p>
<h3>Il parere del professor Massimo Ciccozzi</h3>
<p>Per dipanare meglio ogni dubbio attorno alla possibilità che una &#8220;traccia&#8221; possa non essere lasciata, abbiamo deciso d&#8217;interpellare il professor Massimo Ciccozzi, <a href="https://it.insideover.com/societa/come-covid-19-e-arrivato-in-italia.html">che avevamo già intervistato</a> per InsideOver su come il Sars-Cov2 sia arrivato in Italia. Il professor Ciccozzi è il vertice della Unità di statistica medica ed epidemiologia molecolare dell’Università Campus BioMedico: &#8220;Con l&#8217;ingegneria genetica possono essere create molte chimere. Dare una mutazione o dare una lettura diversa alla proteina che si sta formando&#8230; Non so se si può mettere una firma. Di sicuro possono essere create chimere di laboratorio, ma il problema non è questo&#8221;. E qual è? &#8220;Crearle per fargli fare quello che voglio. Io posso creare una <strong>chimera</strong> sperando che faccia quello che voglio, ma poi il virus non si comporta così. Se l&#8217;ospite è quello usuale, quello in cui il virus vive da cento anni, io posso ottenere dei risultati. Se l&#8217;ospite invece è diverso, beh, allora cambia. Teniamo presente che il virus muta per definizione. Le mutazioni possono evitare che il virus faccia quello che io intendo fargli fare&#8221;. Quindi è immaginabile creare un virus da laboratorio senza che gli altri se ne accorgano? &#8220;No, non credo proprio. Noi abbiamo esaminato tutte le sequenze del coronavirus in database: nessuna di quelle sequenze solleva l&#8217;ipotesi che questo sia un virus creato in laboratorio. Questo è un <strong>virus naturale</strong>&#8220;. Ciccozzi non crede nell&#8217;origine da laboratorio: &#8220;Non ci credo sino a prova contraria, ma parlo di prove certissime che ad oggi non abbiamo&#8221;. E ancora: &#8220;Si tratta &#8211; questo sì &#8211; di un virus &#8220;molto virus&#8221;. Il Sars-Cov2 si comporta in maniera precisa, e non sbaglia una virgola. Ha un correttore di bozze più efficiente rispetto a quello di altri virus, come quello dell&#8217;Hiv. Dunque, è un virus che sa fare il virus, ma è un virus. Ecco, l&#8217;ingegneria genetica può forzare l&#8217;evoluzione, anticipando alcuni tempi, ma creare come se non si veda non credo che sia possibile&#8221;. In che senso? &#8220;L&#8217;ingegneria genetica può anticipare. Se per un salto di specie verso l&#8217;uomo ci sono voluti venti anni, io ce ne posso mettere dieci. Perché la mutazione la indico io. Però non basta: perché la mutazione deve andar bene al virus, gli deve dare un vantaggio evolutivo, altrimenti il virus la perde&#8221;. E quindi? &#8220;Quindi se io inserisco una mutazione per far vedere che non esiste una saldatura, poi magari il virus quella mutazione la perde. Dobbiamo imparare molto da virus del 2003: non è sparito, ma ha avuto una mutazione che gli ha permesso uno spillover chissà verso quale animale. Quel virus ha cambiato l&#8217;ospite, punto&#8221;. Non lasciare traccia di laboratorio su un virus, in fin dei conti, sembra davvero molto difficile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/la-firma-e-lipotesi-laboratorio-tutto-quello-che-sappiamo.html">La &#8220;firma&#8221; e l&#8217;ipotesi laboratorio: tutto quello che sappiamo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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