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	<title>Josep Borrell Archives - InsideOver</title>
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	<title>Josep Borrell Archives - InsideOver</title>
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		<title>Nella rissa con Trump sulla Groenlandia la Ue si gioca l&#8217;anima (se ce l&#8217;ha)</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/nella-rissa-con-trump-sulla-groenlandia-la-ue-si-gioca-lanima-se-ce-lha.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 21:16:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/groenlandia-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Groenlandia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/groenlandia-1.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/groenlandia-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/groenlandia-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/groenlandia-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p> Anni e anni i atlantismo da junior partner ci hanno trasformati in vassalli. La Groenlandia come il Venezuela?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/groenlandia-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Groenlandia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/groenlandia-1.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/groenlandia-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/groenlandia-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/groenlandia-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La verità sull&#8217;Europa? Poteva dirla solo un non europeo imbevuto di cultura europea come il premier canadese <strong>Mark Carney,</strong> un banchiere che prima di approdare alla politica è stato governatore della Banca d&#8217;Inghilterra e della Banca centrale del Canada. Dello straordinario discorso di Carney davanti alla platea di Davos <a href="https://it.insideover.com/politica/lordine-internazionale-basato-su-regole-era-una-finzione-lincredibile-ammissione-di-carney-a-davos.html">ha già raccontato benissimo Roberto Vivaldelli in queste pagine</a> e non è il caso di aggiungere nulla. Recupero qui solo uno dei passi più significativi: &#8220;Sapevamo che la storia dell’ordine basato sulle regole era parzialmente falsa… Sapevamo che i<strong>l diritto internazionale veniva applicato con rigore variabile a seconda dell’identità dell’accusato e della vittima</strong>&#8230; Questa finzione era utile [per i beni forniti dall’egemonia americana]… Così abbiamo messo il cartello in vetrina. Abbiamo partecipato ai riti. E in gran parte abbiamo evitato di denunciare le discrepanze tra retorica e realtà&#8221;. Ovvero: sapevamo che  il discorso sui valori e la libertà era finto, che partecipavamo a delle vere porcherie (<em>chissà se Carney aveva in mente l&#8217;Iraq, la Libia, la Siria, il Venezuela&#8230; chissà, n.d.r.</em>) ma ci conveniva e quindi abbiamo fatto come se nulla fosse.</p>



<p>È un&#8217;ammissione importante. Sarebbe stato meglio che fosse arrivata in tempi non sospetti, quando chi provava a cantare fuori dal coro era i<em>pso facto</em> descritto come un nemico dell&#8217;Occidente e della patria, complice di volta in volta di Saddam, di Assad, di Putin, di Maduro. <strong>Arriva adesso, meglio che niente.</strong> Adesso, però, vuol dire quando anche l&#8217;Europa (vedi Nord Stream, vedi armi all&#8217;Ucraina, vedi dazi, vedi Groenlandia) prende sempre più spesso gli schiaffoni dello zio Sam. E a parte prendersela con <strong>Donald Trump</strong>, definendolo di volta in volta pazzo, disperato, paranoico, imperialista e tanto altro, nessuno sembra farsi le domande più urgenti. Perché anche l&#8217;Europa? E perché ADESSO?</p>



<p>Le due domande, alla fin fine, hanno una risposta comune: perché il mondo cambia. Mentre noi europei, per secoli tanto dinamici e intraprendenti, siamo fermi. In fondo, credendo di dire una cosa positiva, è ciò che ammetteva <strong>Josep Borrell</strong>, responsabile della politica estera Ue nel primo mandato <strong>Von der Leyen</strong>, quando diceva che l&#8217;Europa è un giardino circondato da giungle. Il giardino, con la sua erbetta fine fine e le siepi potate il giusto, fermo. La giungle in impetuoso e selvaggio sviluppo.</p>



<p>Proviamo a tornare indietro di trent&#8217;anni. Nel 1995 io vivevo a Mosca e se mi avessero detto che la Russia aveva, allora, l&#8217;audacia o l&#8217;incoscienza di sfidare gli apparati militari ed economici dell&#8217;Occidente in una guerra aperta come quella che da quattro anni devasta l&#8217;Ucraina, avrei riso per non piangere. Mi sarebbe bastato guardarmi intorno, dare un&#8217;occhiata ai mercati e ai negozi, ai treni o agli aerei, parlare con la gente per capire che era una fanfaluca. Nel 1995 le forze armate russe faticavano a trovare un minimo di fondi, <strong>i ranghi venivano sfoltiti a forza per risparmiare e le attrezzature lasciate alla ruggine. </strong>Tra l&#8217;altro, proprio nel gennaio del 1995 l&#8217;esercito russo si era lanciato all&#8217;offensiva contro la Cecenia indipendentista, facendosi intrappolare in una battaglia per Grozny che fu un disastro. <strong>Altro che guerra con l&#8217;Ucraina e l&#8217;Occidente.</strong> Ma oggi, trent&#8217;anni dopo, non è più così: siamo noi ad aver paura di un&#8217;invasione russa, siamo noi a varare un piano di riarmo da 800 miliardi.</p>



<p>Più o meno in quell&#8217;epoca feci il mio primo viaggio in Cina. L&#8217;ultimo l&#8217;ho fatto qualche anno fa, e in questo mi capitava di chiedermi se fossi tornato nello stesso Paese. Se trent&#8217;anni fa ci avessero detto che la Cina sarebbe stata all&#8217;avanguardia mondiale nella diagnosi precoce dei tumori con l&#8217;Intelligenza artificiale, <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/con-lia-alla-ricerca-di-tumori-ecco-lultima-frontiera-hi-tech-della-cina.html#google_vignette">come ci ha raccontato qui Federico Giuliani,</a> non ci avremmo creduto. <strong>Trent&#8217;anni fa il Pil pro capite in Cina era di 360 dollari, oggi è di 13.800, 38 volte di più. </strong>È vero che quando si parte dal basso la crescita fa più impressione, però stiamo parlando 1 miliardo e 414 milioni di persone (l&#8217;Europa comunitaria ha 447 milioni di abitanti). </p>



<p>Non proprio trent&#8217;anni fa ma 25, <strong>la&nbsp;quota del dollaro nelle riserve valutarie mondiali era del 71%, oggi è del 57%.</strong> Trent&#8217;anni fa, nel 1995, la quota del dollaro nelle transazioni Swift era tra l&#8217;80 e il 90% del totale, secondo i diversi metri di valutazione; oggi non arriva al 59%. D&#8217;altra parte, 9 delle prime aziende tech del mondo sono americane. Unica eccezione la taiwanese<strong> TSMC</strong>, colosso mondiale dei semiconduttori. <strong>La prima europea è la tedesca SAP (13° posto)</strong>, comunque preceduta anche dalla cinese Tencent (11°).</p>



<p>E quindi, per dirlo alla buona come i nostri nonni: il mondo cambia. Non è che noi europei non siamo cambiati, in questi trent&#8217;anni qui presi ad esempio. Ma meno degli altri. Abbiamo pensato che appiattirsi nell&#8217;ombra degli Usa <strong>(collaborando anche alle loro porcherie, come ha detto il premier canadese Carney)</strong> potesse bastare per continuare a godersi pace e benessere. D&#8217;altra parte: l&#8217;Urss era crollata, la Cina copiava per rivendere  a metà prezzo, il fratellone americano ci teneva la mano sul capo&#8230; che cosa poteva succedere di brutto?  A furia di goderci la vita ci siamo snervati e indeboliti. Esercito europeo? Non sia mai, c&#8217;è la Nato. Tutti dentro, e di colpo, i Paesi dell&#8217;Est perché ce lo chiedeva il fratellone: cosa buona e giusta, ma fatta così? E davvero nessuno immaginava che quei Paesi, usciti dal trauma di 74 anni di dominio sovietico, si sarebbero tenuti cari gli Stati Uniti bene armati piuttosto che la grassa e fiacca Europa, vista piuttosto come una mucca da mungere? <strong>Però gli Usa ci servivano, quindi tutti zitti. </strong>Anche quando volevano convincerci (e a giudicare dai giornali e da certi politici ce l&#8217;hanno fatta) che comprare gas a buon prezzo dalla Russia era &#8220;servitù&#8221;, mentre ora comprarlo a prezzo alto da loro è indipendenza. Tanto che quando hanno mandato gli ucraini a far saltare il Nord Stream c&#8217;è chi ha detto loro grazie (vero caro Sikorski, ministro degli Esteri della Polonia) e nemmeno la Germania, la prima a prenderselo in quel posto, ha provato ad alzare la voce.  </p>



<p>E insomma, <strong>di anno in anno ci siamo così auto-umiliati in nome di un ridicolo atlantismo da <em>junior partner</em> </strong>che nel momento del bisogno, cioè adesso, gli Stati Uniti di Trump hanno pensato che invece di rompersi i denti cercando di azzannare la Cina o rimetterci una zampa facendo a botte con la Russia era più facile prendersi, che so, il petrolio del Venezuela o la Groenlandia della Danimarca, due bocconi considerati parimenti <em>easy</em>. Non per caso ieri, a Davos, Trump ha evocato più volte l&#8217;impresa venezuelana proprio a proposito della Groenlandia. Come dire: potremmo farlo anche lì.</p>



<p>E se c&#8217;è una cosa certa è che per gli Usa il &#8220;momento del bisogno&#8221; è proprio arrivato. <strong>Con un debito di 38,5 trilioni, ulteriormente cresciuto nel primo anno di presidenza Trump,</strong> e un deficit commerciale con la Cina di 280 miliardi l&#8217;anno e con la Ue di 198 miliardi (per metà compensato dall&#8217;export di beni e servizi), a dire che gli Usa stentano a produrre merci, che altro puoi fare se non utilizzare <em>big tech</em> e i dollari per rinforzare le forze armate e con quelle mettere pressione a tutto il mondo, per continuare a sifonare risorse a destra e a manca? Come diceva Carney, quando toccava agli altri o davamo una mano anche noi o facevamo finta di niente. Ora che tocca a noi, non credo che i popoli dell&#8217;America Latina o del Medio Oriente restino svegli la notte a pensare a quanto siamo sfortunati. </p>



<p>Arrivati a questo punto, o scaviamo per sprofondare ancora o puntiamo i piedi per provare a risalire. E tocca a noi, solo a noi. La NATO non c&#8217;entra, checché ne dica Trump. E poi con quel clown di <strong>Mark Rutte</strong>, che ci ha già detto di non perdere tempo con la Groenlandia perché il nostro compito è &#8220;pagare caro&#8221; (ricordate il suo Sms entusiasta a Trump?) e occuparci dell&#8217;Ucraina, non c&#8217;è speranza. Qui ci sono gli Stati Uniti che, al posto di prendersi l&#8217;Iraq o il Venezuela, vogliono la Groenlandia, cioè un pezzo di Danimarca, cioè un pezzo di Europa. C&#8217;è qualcosa che vogliamo fare per noi, prima ancora che per la Groenlandia, o no?   </p>



<p><strong>Tutto ciò che riguarda l&#8217;Europa ci riguarda nel profondo. È la nostra casa. Noi di InsideOver cerchiamo di guardare alle sue vicende senza preconcetti, e al modo in cui è governata senza falsi pudori o timidezze. Sei con noi in questo atteggiamento? <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Partecipa, diventa uno dei nostri, abbonati subito!</a></strong></p>



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		<item>
		<title>Accordo di cooperazione UE-Israele: chissà se troveremo il coraggio di sospenderlo&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/accordo-di-cooperazione-ue-israele-chissa-se-troveremo-il-coraggio-di-sospenderlo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jonathan Piccinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 May 2025 14:51:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ue.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ue e Israele" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ue.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ue-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ue-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ue-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p> Il progressivo distacco della Ue dall'attuale Governo di Israele passa per la revisione dell'Accordi di cooperazione. Ecco che cosa prevede.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/accordo-di-cooperazione-ue-israele-chissa-se-troveremo-il-coraggio-di-sospenderlo.html">Accordo di cooperazione UE-Israele: chissà se troveremo il coraggio di sospenderlo&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ue.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ue e Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ue.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ue-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ue-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ue-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Dopo <strong>19</strong> <strong>mesi</strong> di <strong>genocidio</strong> a <strong>Gaza</strong> <strong>l’UE</strong> cerca di rispondere alle istanze delle piazze ricolme di attivisti e di persone che chiedono a Bruxelles di avere coraggio politico e di attuare il diritto internazionale senza doppi pesi e doppi standard.</p>



<p><strong>Se è giusto condannare</strong> <strong>l’aggressione</strong> <strong>russa</strong> nei <strong>confronti</strong> <strong>dell’Ucraina</strong> per violazione dell’uso della forza ai sensi dell’articolo 2 della Carta ONU e <strong>legittimare</strong> la <strong>difesa</strong> <strong>ucraina</strong> in risposta ad una violazione del diritto internazionale da parte di Mosca, tanto più <strong>bisogna</strong> <strong>essere</strong> <strong>decisi</strong> contro <strong>Tel</strong> <strong>Aviv</strong> che sta violando due dei cardini dell’ordinamento sovranazionale post-seconda guerra mondiale: il divieto del crimine di <strong>Genocidio sui gazawi</strong> e l’impossibilità di attuare <strong>l’autodeterminazione del popolo palestinese</strong> nella sua interezza.</p>



<p>Uno dei modi con cui l’UE può attuare una politica di distaccamento e di pressione sul Governo di Netanyahu è attraverso una sospensione dell’accordo di cooperazione tra UE e Israele (da vedere <a href="https://eeas.europa.eu/archives/delegations/israel/documents/eu_israel/asso_agree_en.pdf">qui</a>). </p>



<p><strong>In cosa consiste un &#8220;accordo di cooperazione&#8221; secondo il diritto comunitario?</strong></p>



<p>Gli accordi che l’UE propone con Stati terzi hanno come fondamento giuridico due trattati: il Trattato sull’Unione europea e il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Il primo è il faro valoriale, per cui ogni atto proposto dal’UE deve rispettare i principi fondamentali posti in essere in quel testo giuridico. Il secondo pone le basi delle procedure, il come e le modalità con cui vengono adottati determinati atti.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Ai sensi dell’articolo 216 del TFUE (Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea):</p>



<p><em>1. L&#8217;Unione può concludere un accordo con uno o più paesi terzi o organizzazioni internazionali qualora i trattati lo prevedano o qualora la conclusione di un accordo sia necessaria per realizzare, nell&#8217;ambito delle politiche dell&#8217;Unione, uno degli obiettivi fissati dai trattati, o sia prevista in un atto giuridico vincolante dell&#8217;Unione, oppure possa incidere su norme comuni o alterarne la portata.</em></p>



<p><em>2. Gli accordi conclusi dall&#8217;Unione vincolano le istituzioni dell&#8217;Unione e gli Stati membri.</em></p>
</blockquote>



<p>L’UE può adottare una serie di accordi con Paesi terzi o organizzazioni internazionali, in particolare due tipologie: accordi economici ed accordi di cooperazione.</p>



<p>I primi sono disciplinati dall’articolo 207 TFUE, per cui l’UE ha potere di fare accordi su materie economiche (dalle tariffe agli scambi di merci e servizi). I secondi, che tra cui rientra l’Accordo di cooperazione tra Bruxelles e Tel Aviv, sono disciplinati da due articoli.<br><br>Il 217 TFUE espone il perché avvengono gli accordi di cooperazione:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>L&#8217;Unione può concludere con uno o più paesi terzi o organizzazioni internazionali accordi che istituiscono un&#8217;associazione caratterizzata da diritti ed obblighi reciproci, da azioni in comune e da procedure particolari.</em></p>
</blockquote>



<p>Il 218 TFUE invece ne disciplina la lunghissima procedura di voto ed attuazione.</p>



<p><strong>Perché l’accordo tra UE ed Israele sarà complicato da sospendere?</strong></p>



<p>Come riporta <a href="https://www.euronews.com/my-europe/2025/05/20/eu-to-review-its-trade-and-cooperation-with-israel-over-gaza-offensive"><strong>Euronews</strong></a>, durante il Consiglio dell’Unione Europea molti ministri degli Affari esteri hanno votato a favore della sospensione dell’accordo di cooperazione con Israele per violazione dell’articolo 2 del Trattato sull’Unione Europea:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>L&#8217;Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini.</em></p>
</blockquote>



<p>Le condotte militari israeliane su Gaza, che rientrano nella fattispecie di genocidio secondo la Convenzione sul Genocidio del 1948, sono apertamente in contrasto con i valori dell’UE e di conseguenza si dovrebbe annullare l’accordo.</p>



<p>Perché nonostante la maggioranza fosse a favore di ciò, l’accordo resta attivo?</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Ai sensi dell’articolo 218 TFUE:<br><br><em>Il Consiglio, su proposta della Commissione o dell&#8217;alto rappresentante dell&#8217;Unione per gli affari</em> <em>esteri e la politica di sicurezza, adotta una decisione sulla sospensione dell&#8217;applicazione di un accordo e che stabilisce le posizioni da adottare a nome dell&#8217;Unione in un organo istituito da un accordo, se tale organo deve adottare atti che hanno effetti giuridici, fatta eccezione per gli atti che integrano o modificano il quadro istituzionale dell’accordo.</em></p>
</blockquote>



<p>Tutto ciò può avvenire attraverso l’approvazione a maggioranza qualificata da parte del Consiglio dell’Unione Europea, ossia il voto favorevole di almeno 17 Stati su 27 di sospensione di un accordo di cooperazione. Cosa che è avvenuta in data 21 maggio, con la sessione poc’anzi citata.</p>



<p><strong>La questione sta nella volontà “dell’esecutivo” europeo</strong>, la Commissione, di voler prendere una posizione incisiva sul genocidio a Gaza. Con un ritardo di 19 mesi, <a href="https://it.insideover.com/guerra/amici-di-israele-basta-alibi-a-gaza-e-genocidio-e-lancet-ci-spiega-perche.html">più di 100.000 uccisi e centinaia di migliaia di feriti</a>, l’UE, la Commissione Europea ha la possibilità di provare a equilibrare la bussola morale delle istituzioni europee. La difficoltà consiste negli interessi economici e strategici che l’UE ha con lo Stato Israeliano, sia per il commercio bellico nel fornire armi ad Israele in una situazione di guerra perenne e anche per il know-how che Israele passa all’UE sul respingimento dei migranti ed il controllo di massa, come ha documentato Antony Lowenstein in uno dei suoi ultimi lavori “Laboratorio Palestina”.<br><br>La stessa rappresentante per la PESC (politica estera e di sicurezza comune) Kaja Kallas si è esposta dicendo come “È chiaro dalle discussioni di oggi (21 maggio 2025 ndr) che c&#8217;è una forte maggioranza a favore di una revisione dell&#8217;articolo 2 del nostro accordo di associazione con Israele”.</p>



<p>L’ex rappresentante per la PESC Josep Borrell è stato molto più duro di Kallas, in un’intervista alla radio spagnola<a href="https://cadenaser.com/nacional/2025/05/21/josep-borrell-la-mitad-de-las-bombas-que-caen-sobre-gaza-estan-fabricadas-en-europa-cadena-ser/"> Cadenaser</a>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Abbiamo perso enormemente credibilità nei confronti del resto del mondo a causa del diverso trattamento dell&#8217;Ucraina e della Palestina.</em></p>
</blockquote>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/accordo-di-cooperazione-ue-israele-chissa-se-troveremo-il-coraggio-di-sospenderlo.html">Accordo di cooperazione UE-Israele: chissà se troveremo il coraggio di sospenderlo&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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