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	<title>John Ratcliffe Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>John Ratcliffe Archives - InsideOver</title>
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		<title>L’ombra di Langley sulla Casa Bianca: la guerra segreta della Cia contro Trump</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2026 05:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="940" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/OVERCOME_20261101072329440_008f4f344823926bdcf07cc42eaf4f2d-e1793514239130.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/OVERCOME_20261101072329440_008f4f344823926bdcf07cc42eaf4f2d-e1793514239130.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/OVERCOME_20261101072329440_008f4f344823926bdcf07cc42eaf4f2d-e1793514239130-300x147.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/OVERCOME_20261101072329440_008f4f344823926bdcf07cc42eaf4f2d-e1793514239130-1024x501.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/OVERCOME_20261101072329440_008f4f344823926bdcf07cc42eaf4f2d-e1793514239130-768x376.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/OVERCOME_20261101072329440_008f4f344823926bdcf07cc42eaf4f2d-e1793514239130-1536x752.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/OVERCOME_20261101072329440_008f4f344823926bdcf07cc42eaf4f2d-e1793514239130-600x294.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una tecnocrazia non elettiva sopravvive all'avvicendamento delle amministrazioni e detiene il monopolio delle informazioni classificate.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="940" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/OVERCOME_20261101072329440_008f4f344823926bdcf07cc42eaf4f2d-e1793514239130.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/OVERCOME_20261101072329440_008f4f344823926bdcf07cc42eaf4f2d-e1793514239130.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/OVERCOME_20261101072329440_008f4f344823926bdcf07cc42eaf4f2d-e1793514239130-300x147.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/OVERCOME_20261101072329440_008f4f344823926bdcf07cc42eaf4f2d-e1793514239130-1024x501.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/OVERCOME_20261101072329440_008f4f344823926bdcf07cc42eaf4f2d-e1793514239130-768x376.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/OVERCOME_20261101072329440_008f4f344823926bdcf07cc42eaf4f2d-e1793514239130-1536x752.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/OVERCOME_20261101072329440_008f4f344823926bdcf07cc42eaf4f2d-e1793514239130-600x294.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’illusione del comando presidenziale a Washington sta crollando sotto il peso di una burocrazia della difesa e dell&#8217;intelligence che risponde soltanto a sé stessa. Nella complessa architettura del potere americano, la distinzione tra formulazione delle politiche e loro esecuzione è ormai del tutto sfumata. Al centro di questo corto circuito istituzionale si trova la <strong>Central Intelligence Agency</strong>, trasformatasi negli ultimi due decenni in uno Stato nello Stato, capace di operare in aperta e sistematica contrapposizione con le direttive del proprio Comandante in Capo. La parabola che vede oggi contrapposti il Presidente Donald Trump e la dirigenza strategica di Langley non rappresenta una semplice divergenza di vedute geopolitiche, ma il sintomo evidente di una <strong>mutazione strutturale della pubblica amministrazione</strong> e del complesso della sicurezza nazionale statunitense.</p>



<p>La tensione sull&#8217;asse Washington-Kyiv ha raggiunto un punto di rottura senza precedenti. Le dichiarazioni di Trump, che ha pubblicamente messo in discussione la leadership di <strong>Volodymyr Zelensky </strong>definendolo un ostacolo al raggiungimento di un accordo e accusandolo di prolungare un conflitto disastroso, riflettono una chiara volontà di disimpegno strategico. Eppure, mentre la Casa Bianca tuona contro l&#8217;escalation e minaccia il taglio delle forniture operative per fermare i devastanti blitz ucraini contro le raffinerie nel cuore della Russia, la macchina bellica e informativa dell&#8217;intelligence americana accelera la propria corsa. Lontano dai riflettori della politica mediatica, <strong>l&#8217;apparato d&#8217;azione clandestina a guida CIA garantisce una copertura satellitare in tempo reale, </strong>assistenza tattica sul terreno e supporto logistico avanzato. La penetrazione delle strutture americane all&#8217;interno dei servizi di sicurezza ucraini, avviata in modo capillare all&#8217;indomani degli eventi del 2014, ha creato un legame organico che l&#8217;amministrazione in carica semplicemente non riesce più a recidere né a disciplinare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La scissione fra volontà politica ed esecutivo di sicurezza</strong></h2>



<p>Il paradosso della macchina amministrativa americana risiede nell&#8217;architettura istituzionale creata attorno al <strong>National Security Act</strong>. La direzione della CIA, affidata a <strong>John Ratcliffe</strong>, si trova a operare in un limbo costituzionale in cui la lealtà formale al Presidente si scontra quotidianamente con gli interessi permanenti e autoreferenziali della comunità d&#8217;intelligence. Sebbene il Direttore goda della massima fiducia personale del Presidente, l&#8217;apparato che egli governa continua a muoversi secondo logiche di auto-perpetuazione. A differenza dei vertici politici della diplomazia o della difesa, chiamati ad allineare la propria retorica al verbo presidenziale per ragioni di carriera o di consenso, i quadri permanenti dei servizi d&#8217;informazione rispondono unicamente alla dottrina del <strong>Deep State</strong>: una tecnocrazia non elettiva che sopravvive all&#8217;avvicendamento delle amministrazioni e che detiene il monopolio della gestione delle informazioni classificate. </p>



<p>La perdita di centralità dell&#8217;Ufficio del Direttore dell&#8217;Intelligence Nazionale, indebolito da ristrutturazioni interne e da una guida politica marginale, ha restituito alla CIA il suo ruolo storico di perno dell&#8217;intera comunità informativa. L&#8217;agenzia non si limita più a raccogliere e analizzare dati per offrirli ai decisori politici: essa <strong>produce la politica estera sul campo</strong>. Nel contesto dell&#8217;Europa orientale, gli operativi dell&#8217;agenzia hanno implementato una linea di condotta autonoma, incrementando la frequenza e l&#8217;aggressività delle operazioni coperte rispetto agli anni passati. Questa autonomia funzionale dimostra come l&#8217;indirizzo politico democraticamente espresso dagli elettori possa essere sterilizzato attraverso <strong>l&#8217;azione sommersa della burocrazia civile e militare</strong>, capace di determinare l&#8217;esito dei conflitti ignorando i desiderata della presidenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dallo spionaggio classico al cambio di regime</strong></h2>



<p>Per comprendere le radici dell&#8217;attuale scontro istituzionale occorre ripercorrere la profonda metamorfosi vissuta da Langley a partire dagli eventi dell&#8217;11 settembre 2001. Sotto il pretesto della lotta globale al terrorismo, l&#8217;agenzia ha progressivamente accantonato la sua missione originaria — legata all&#8217;infiltrazione umana, al furto di segreti e all&#8217;analisi geopolitica — per trasformarsi in una <strong>struttura paramilitare iper-militarizzata</strong>. L&#8217;introduzione dei programmi di estradizione straordinaria, delle prigioni segrete, dei raid notturni e della dottrina delle uccisioni mirate mediante droni ha istituzionalizzato la violazione del diritto internazionale e delle garanzie costituzionali. Questa deriva ha trovato piena sanzione burocratica nell&#8217;era di <strong>Barack Obama</strong>, quando la selezione settimanale dei bersagli da eliminare ha trasformato le pratiche extragiudiziali nella norma operativa dello Stato imperiale. Questa conversione bellica si è sposata con l&#8217;arte raffinata del cambio di regime attraverso la guerra ibrida. </p>



<p>L&#8217;azione strategica si articola oggi in un mix di manipolazione dell&#8217;informazione, finanziamento di movimenti di opposizione, condizionamento delle istituzioni democratiche e penetrazione nei canali di comunicazione. La rimozione dal potere del presidente ucraino <strong>Viktor Yanukovych </strong>nel 2014 ha rappresentato il punto di svolta di questo modello operativo in Europa orientale: un&#8217;operazione preparata a lungo e orientata a staccare definitivamente Kyiv dalla sfera d&#8217;influenza di Mosca per integrarla nelle strutture euro-atlantiche, ignorando gli avvertimenti sulla reazione russa. Enti ufficiali dedicati all&#8217;assistenza e allo sviluppo, insieme a galassie di fondazioni private e ONG, hanno fornito per anni una <strong>copertura istituzionale perfetta</strong> per il flusso di finanziamenti destinati all&#8217;infiltrazione politica, creando disordini presentati all&#8217;opinione pubblica globale come insurrezioni civili spontanee.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;illusione dell&#8217;impunità</strong></h2>



<p>Le medesime dinamiche operative e i medesimi limiti strategici emersi in Europa orientale si riflettono sul fronte mediorientale, dove il contrasto nei confronti della Repubblica Islamica dell&#8217;Iran mette a nudo l&#8217;incapacità dell&#8217;intelligence americana e israeliana di trasformare i successi tattici in vittorie geopolitiche durature. Se il Mossad ha sviluppato una pervasiva rete d&#8217;infiltrazione in grado di eliminare scienziati nucleari e comandanti militari sfruttando le falle tecnologiche e umane del regime, la CIA ha finito per avallare un modello fondato sul presupposto che l&#8217;eliminazione fisica della leadership avversaria avrebbe provocato il crollo istantaneo dello Stato nemico. L&#8217;impostazione concettuale secondo cui <strong>l&#8217;assassinio mirato possa sostituire la visione strategica </strong>ha prodotto l&#8217;effetto opposto a quello sperato. L&#8217;escalation di aggressioni dirette ha compattato la società iraniana, azzerando le spaccature interne ed esaltando il sentimento di difesa nazionale. </p>



<p>L&#8217;errore fondamentale di valutazione commesso dall&#8217;intelligence risiede nell&#8217;incomprensione dei meccanismi sociali dei Paesi bersaglio: la convinzione che le popolazioni straniere accolgano le forze d&#8217;invasione o i raid stranieri come liberatori si infrange contro la dura realtà di un territorio di oltre novanta milioni di abitanti, protetto da barriere geografiche formidabili e coeso nell&#8217;opposizione all&#8217;occupazione esterna. L&#8217;assenza di <strong>responsabilità burocratica</strong> per i fallimenti strategici passati spinge l&#8217;apparato a ripetere gli stessi errori, trasformando ogni crisi in un pretesto per espandere il raggio delle proprie operazioni clandestine. L&#8217;estensione dello <strong>Stato profondo</strong> rappresenta oggi una minaccia concreta per la sovranità popolare e la stabilità delle istituzioni democratiche statunitensi. Funzionari di carriera che restano ai loro posti per decenni hanno acquisito la capacità di condizionare le scelte di presidenti transitori, orientando le decisioni della Casa Bianca mediante la manipolazione selettiva dei report di intelligence. Il diretto coinvolgimento degli apparati nella politica interna ha superato il livello di guardia, come dimostrato dall&#8217;uso orchestrato di notizie non verificate sul Russiagate o dai pronunciamenti congiunti volti a influenzare l&#8217;esito della campagna presidenziale del 2020. </p>



<p>Mentre l&#8217;amministrazione cerca faticosamente di fermare la spirale di una guerra globale e di mitigare le ricadute economiche che minacciano la tenuta dei mercati energetici e la stabilità dei prezzi interni, la CIA consolida i propri budget e stringe un&#8217;alleanza ferrea con i colossi della tecnologia e del capitale privato. In assenza di un effettivo controllo parlamentare e di una seria riforma strutturale dell&#8217;amministrazione, una comunità informativa dotata di risorse pressoché illimitate e di un&#8217;indipendenza operativa assoluta continua a tracciare la rotta geopolitica della superpotenza, <strong>sostituendosi di fatto alla volontà del Presidente eletto</strong> e condannando il Paese a una sequenza ininterrotta di guerre ombra.</p>



<p><a href="https://www.theatlantic.com/national-security/2026/10/ukraine-russia-trump-john-ratcliffe/689090">https://www.theatlantic.com/national-security/2026/10/ukraine-russia-trump-john-ratcliffe/689090</a></p>



<p><a href="https://www.repubblica.it/esteri/2026/05/08/news/cia_guerra_trump_iran_blocco_hormuz-425330802">https://www.repubblica.it/esteri/2026/05/08/news/cia_guerra_trump_iran_blocco_hormuz-425330802</a></p>



<p><a href="https://visitukraine.today/it/blog/9835/how-is-the-cia-helping-ukraine-despite-pressure-from-trump?srsltid=AYCX9vIAea2YpDszsQiPbbc87DAViQQE1e6rE2w3JDOkAOoJ0ifErIPm">https://visitukraine.today/it/blog/9835/how-is-the-cia-helping-ukraine-despite-pressure-from-trump?srsltid=AYCX9vIAea2YpDszsQiPbbc87DAViQQE1e6rE2w3JDOkAOoJ0ifErIPm</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politics/lombra-di-langley-sulla-casa-bianca-la-guerra-segreta-della-cia-contro-trump.html">L’ombra di Langley sulla Casa Bianca: la guerra segreta della Cia contro Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Rubio ai cubani: &#8220;È il momento&#8221;. E offre una &#8220;partnership discreta&#8221; con la Cia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/rubio-ai-cubani-e-il-momento-e-offre-una-partnership-discreta-con-la-cia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 09:05:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1056" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102410282951_c16eb69d0de1327cd1863e3d21c790d0-e1792830542271.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cuba Rubio" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102410282951_c16eb69d0de1327cd1863e3d21c790d0-e1792830542271.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102410282951_c16eb69d0de1327cd1863e3d21c790d0-e1792830542271-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102410282951_c16eb69d0de1327cd1863e3d21c790d0-e1792830542271-1024x563.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102410282951_c16eb69d0de1327cd1863e3d21c790d0-e1792830542271-768x422.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102410282951_c16eb69d0de1327cd1863e3d21c790d0-e1792830542271-1536x845.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102410282951_c16eb69d0de1327cd1863e3d21c790d0-e1792830542271-600x330.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo l’ipotesi di Trump di un intervento navale a Cuba, Rubio ha invitato i cubani a una «partnership discreta con la CIA»</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/rubio-ai-cubani-e-il-momento-e-offre-una-partnership-discreta-con-la-cia.html">Rubio ai cubani: &#8220;È il momento&#8221;. E offre una &#8220;partnership discreta&#8221; con la Cia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1056" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102410282951_c16eb69d0de1327cd1863e3d21c790d0-e1792830542271.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cuba Rubio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102410282951_c16eb69d0de1327cd1863e3d21c790d0-e1792830542271.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102410282951_c16eb69d0de1327cd1863e3d21c790d0-e1792830542271-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102410282951_c16eb69d0de1327cd1863e3d21c790d0-e1792830542271-1024x563.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102410282951_c16eb69d0de1327cd1863e3d21c790d0-e1792830542271-768x422.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102410282951_c16eb69d0de1327cd1863e3d21c790d0-e1792830542271-1536x845.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026102410282951_c16eb69d0de1327cd1863e3d21c790d0-e1792830542271-600x330.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Appello al <em>regime change</em> a <strong>Cuba</strong> dopo mesi di «massima pressione» da parte degli Stati Uniti. Il segretario di Stato Usa, <strong>Marco Rubio</strong>, <a href="https://www.theguardian.com/us-news/2026/oct/23/marco-rubio-cuba-trump" type="link" id="https://www.theguardian.com/us-news/2026/oct/23/marco-rubio-cuba-trump">ha invitato sui social i cittadini i cubani</a> che vogliono cambiare il proprio Paese a passare all’azione. «Ora è il momento», ha scritto su X, pochi istanti dopo che il presidente Donald Trump, in occasione di un comizio per i candidati repubblicani nel Sud della Florida, aveva evocato un possibile intervento delle navi da guerra statunitensi a Cuba al ritorno dalla guerra contro l’Iran.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">To those who seek to create positive change in Cuba &#8211; now is the time. <br><br>The disappointment of failed promises, corruption, and the privileged lives of only a few; seize this opportunity to create the change you desire through a discrete partnership with the CIA.</p>&mdash; Secretary Marco Rubio (@SecRubio) <a href="https://x.com/SecRubio/status/2113731069518434519?ref_src=twsrc%5Etfw">October 23, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il messaggio di Rubio, in inglese e in spagnolo, è inequivocabile ed è rivolto «a <strong>coloro che cercano di creare un cambiamento positivo</strong>». Nel suo post, Rubio parla di «promesse fallite», di «corruzione» e di «vite privilegiate di pochi». Ai cubani suggerisce di cogliere l’occasione «<strong>attraverso una partnership discreta con la Cia</strong>». Peraltro, nel testo inglese compare «discrete», che significa «separato», anziché «discreet», cioè «riservato». Con ogni probabilità si tratta di un errore, che non cambia il senso dell’appello. Il post è stato rilanciato anche dall’account ufficiale dell’agenzia di intelligence Usa. La stessa Cia, in spagnolo, ha pubblicato un vero e proprio manuale che spiega ai cubani su come contattare i servizi segreti americani in maniera sicura &#8211; attraverso Vpn e altre misure &#8211; senza essere beccati dal controspionaggio de L&#8217;Avana.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">“A aquellos que buscan crear un cambio positivo en Cuba – Este es el momento. La decepción de las promesas fallidas, la corrupción, y las vidas privilegiadas de unos pocos – Aprovecha esta oportunidad de crear el cambio que deseas a través de una asociación discreta con la CIA.” <a href="https://t.co/4Iaxff87B9">https://t.co/4Iaxff87B9</a> <a href="https://t.co/KYaksHGFLm">pic.twitter.com/KYaksHGFLm</a></p>&mdash; CIA (@CIA) <a href="https://x.com/CIA/status/2113785919568248896?ref_src=twsrc%5Etfw">October 24, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>La replica dell’Avana</strong> e il commento di Blumenthal</h2>



<p>La replica delle autorità cubane non si è fatta attendere. Il viceministro degli Esteri <strong>Carlos Fernandez de Cossio</strong> ha scritto su X: «Ora gli Stati Uniti ricorrono al reclutamento pubblico per la Cia». E ha aggiunto: «Deve esserci molta disperazione o miseria dentro l’agenzia per essere costretta a vendere i propri servizi come un tubetto di dentifricio».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">Ahora EEUU se apea con reclutamientos públicos de la CIA. Debe haber mucho desespero o pobreza en la filas de la agencia cuando tiene que vender sus ofrecimientos como pasta de dientes. <a href="https://t.co/zr55kk7z5z">https://t.co/zr55kk7z5z</a></p>&mdash; Carlos F. de Cossio (@CarlosFdeCossio) <a href="https://x.com/CarlosFdeCossio/status/2113807734277591104?ref_src=twsrc%5Etfw">October 24, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p><br>Duro il commento del giornalista americano, fondatore di Grayzone, Max Blumenthal: «È bello vedere il Dipartimento di Stato che solleva la maschera della diplomazia e si rivela come <strong>copertura per operazioni di destabilizzazione malevole della CIA</strong>, mirate a installare governi fantoccio. Il tweet di Rubio dimostra la tesi di <em>Killing Hope</em> di William Blum». Il giornalista si riferisce a <em>Killing Hope: U.S. Military and CIA Interventions Since World War II</em>, il libro dello storico e ex funzionario del Dipartimento di Stato William Blum, il quale dociumenta decine di interventi, militari e dell’intelligence, compiuti dagli Stati Uniti dal secondo dopoguerra in poi. Un saggio che ricorda come, in modo sistematico, gli Stati Uniti abbiano tentato con alterni successi di rovesciare governi indipendenti, nazionalisti o di sinistra, per sostituirli con regimi più accomodanti verso i propri interessi strategici ed economici. Un tempo si faceva in maniera più discreta; ora, al tempo di Rubio e Trump, si tifa apertamente per il cambio di regime. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Portaerei e sanzioni</h2>



<p>L’uscita di Rubio non nasce dal nulla. Da mesi l&#8217;amministrazione Trump ha introdotto misure volte a rendere la vita sull&#8217;isola insostenibile e provocare un cambio di regime. La portaerei Nimitz e le navi di scorta sono entrate nel Mar dei Caraibi meridionale a maggio, secondo il Comando Sud americano; nello stesso periodo, <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-accerchiano-cuba-il-blocco-soffoca-lavana-rubio-usa-larma-degli-aiuti-il-capo-della-cia-in-visita.html" type="link" id="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-accerchiano-cuba-il-blocco-soffoca-lavana-rubio-usa-larma-degli-aiuti-il-capo-della-cia-in-visita.html">come raccontato da Andrea Muratore su <em>InsideOver</em></a>, il direttore della CIA <strong>John Ratcliffe </strong>si è recato all’Avana per un incontro a sorpresa con alti funzionari del governo cubano, senza che siano trapelati dettagli. Lo stesso Rubio, a maggio, aveva dichiarato di preferire un accordo negoziato e pacifico, ma aveva aggiunto che la probabilità di raggiungerlo, «dato con chi abbiamo a che fare», non è alta. Infine, il Dipartimento di Giustizia ha incriminato l’ex presidente cubano Raúl Castro.</p>



<p>Nei giorni scorsi <strong>Cuba ha accusato gli Stati Uniti</strong> di <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/10/21/cuba-accuses-us-of-threatening-countries-ahead-of-un-embargo-vote" type="link" id="https://www.aljazeera.com/news/2026/10/21/cuba-accuses-us-of-threatening-countries-ahead-of-un-embargo-vote">minacciare diversi Paesi con dazi, restrizioni sui visti e altre misure ritorsive</a> per <strong>indurli a cambiare il proprio voto sulla risoluzione</strong> che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite si appresta a votare per chiedere la fine del lungo embargo contro l’isola. Ogni anno una larga maggioranza dell’Assemblea approva questo testo, non vincolante, che condanna le sanzioni imposte da Washington all’inizio degli anni Sessanta: l’embargo, considerato il più lungo della storia moderna, viene ritenuto una delle cause principali delle difficoltà economiche dell&#8217;isola. Mercoledì il ministro degli Esteri cubano, <strong>Bruno Rodríguez</strong>, ha denunciato che l’amministrazione di Donald Trump sta facendo pressioni sui membri dell’Assemblea affinché votino contro la risoluzione. Secondo Rodríguez, a guidare personalmente la campagna, che a suo dire andrebbe avanti da mesi, sarebbero il segretario di Stato Marco Rubio e l’ambasciatore statunitense all’Onu <strong>Mike Waltz</strong>.<br><br><em>InsideOver</em> ha documentato sul campo la situazione &#8211; drammatica &#8211; di <strong>Cuba</strong> attraverso vari reportage. <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/cuba-assedio-alla-popolazione-modalita-sopravvivenza.html" type="link" id="https://it.insideover.com/reportage/politica/cuba-assedio-alla-popolazione-modalita-sopravvivenza.html">Leggili QUI</a>.</p>



<p><strong>Fonti: </strong></p>



<p><strong><em>“Rubio tells Cubans ‘now is the time’ to act to see political change,” The Guardian, 23 ottobre 2026, </em></strong><a href="https://www.theguardian.com/us-news/2026/oct/23/marco-rubio-cuba-trump" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.theguardian.com/us-news/2026/oct/23/marco-rubio-cuba-trump</a>.</p>



<p><strong><em>Andrea Muratore, “Gli Usa strangolano Cuba e poi trattano: Rubio offre aiuti, il capo della Cia Ratcliffe chiede ‘riforme’,” InsideOver, 15 maggio 2026,</em></strong> <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-accerchiano-cuba-il-blocco-soffoca-lavana-rubio-usa-larma-degli-aiuti-il-capo-della-cia-in-visita.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://it.insideover.com/politica/gli-usa-accerchiano-cuba-il-blocco-soffoca-lavana-rubio-usa-larma-degli-aiuti-il-capo-della-cia-in-visita.html</a>.</p>



<p><strong><em>Eleonora Piergallini, “Cuba, assedio alla popolazione: modalità sopravvivenza,” InsideOver, 25 aprile 2026, </em></strong><a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/cuba-assedio-alla-popolazione-modalita-sopravvivenza.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://it.insideover.com/reportage/politica/cuba-assedio-alla-popolazione-modalita-sopravvivenza.html</a></p>



<p><br><strong><em>“Frammenti di una Cuba dimenticata,” InsideOver, giugno 2026,</em></strong> <a href="https://it.insideover.com/gallery/frammenti-di-una-cuba-dimenticata.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://it.insideover.com/gallery/frammenti-di-una-cuba-dimenticata.html</a>.</p>



<p><br></p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/rubio-ai-cubani-e-il-momento-e-offre-una-partnership-discreta-con-la-cia.html">Rubio ai cubani: &#8220;È il momento&#8221;. E offre una &#8220;partnership discreta&#8221; con la Cia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Così la pressione industriale di Mosca stritola la difesa e le finanze di Kiev</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/cosi-la-pressione-industriale-di-mosca-stritola-la-difesa-e-le-finanze-di-kiev.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 04:50:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>
		<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=529708</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Finché le dinamiche sul campo garantiranno a Mosca un margine di vantaggio, ogni mediazione rischia di rivelarsi un mero esercizio tattico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosi-la-pressione-industriale-di-mosca-stritola-la-difesa-e-le-finanze-di-kiev.html">Così la pressione industriale di Mosca stritola la difesa e le finanze di Kiev</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le guerre d’attrito non si decidono esclusivamente sui metri quadri di terreno conquistati, ma sul calcolo spietato della sostenibilità: imporre costi devastanti al nemico più velocemente di quanto quest&#8217;ultimo riesca ad assorbirli. La vasta campagna aerea e missilistica della Russia risponde esattamente a questa logica. Il lancio quotidiano di oltre <strong>200-300 droni Geran</strong>, abbinato all&#8217;impiego massiccio di centinaia di bombe plananti a guida di precisione <strong>FAB</strong> (con una media stimata superiore a 8.000 ordigni al mese), ha creato un ciclo ininterrotto di saturazione. L&#8217;Ucraina si trova costretta a reagire a ogni singola traccia radar, laddove a Mosca basta semplicemente saturare lo spazio aereo per garantire una percentuale costante di penetrazione. Non ci troviamo più di fronte a una classica offensiva tattica, bensì a un <strong>sistema industriale di logoramento</strong> concepito per prosciugare le difese antiaeree e smantellare i pilastri economico-strutturali dell&#8217;avversario.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il collasso delle vie di rifornimento</strong></h2>



<p>I raid russi hanno esteso il proprio raggio d&#8217;azione ben oltre i centri urbani come Kiev o Mykolaiv, puntando con decisione alle <strong>infrastrutture marittime ed energetiche</strong> e, soprattutto, alla rete dei trasporti. Come evidenziato dall&#8217;analisi dell&#8217;esperto militare Maurizio Boni, la strategia di Mosca mira all&#8217;isolamento sistematico del Paese. Il porto di <strong>Odessa è praticamente bloccato</strong>, rendendo quasi impossibile il commercio marittimo e costringendo il flusso delle merci a spostarsi sulla via terrestre. Ma anche qui la situazione è drammatica. La rete ferroviaria, pur con binari rapidamente riparabili, soffre l&#8217;attacco mirato condotto dai droni russi contro le <strong>locomotive</strong>, la cui distruzione ha azzerato la capacita di trasporto su rotaia. Il trasporto su gomma, che assorbe solo una frazione residuale del traffico, è sotto costante bombardamento: la Russia ha distrutto i centri logistici, i depositi di carburante e le stazioni di servizio lungo le arterie stradali per una profondità di 300-400 km dal fronte. </p>



<p>L&#8217;attacco sferrato di recente contro una stazione di rifornimento a ridosso del <strong>confine con la Polonia</strong> si inserisce precisamente in questo quadro: colpire gli <strong>hub logistici occidentali</strong> dove avviene lo scambio merci necessario a superare l&#8217;incompatibilità dello scartamento ferroviario tra Ucraina ed Europa. Quando le vie di comunicazione diventano impercorribili, una fortezza militare può rimanere intatta sulla carta ma risultare <strong>operativamente isolata</strong> e priva di munizioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il baratro fiscale di Kiev</strong></h2>



<p>L&#8217;equazione difensiva impone uno scambio finanziario e materiale profondamente asimmetrico. Neutralizzare un vettore economico dal valore di poche migliaia di dollari richiede spesso l&#8217;impiego di <strong>costosi missili intercettori</strong>, attivando radar complessi che finiscono per esporre le proprie posizioni. Il consumo incessante di munizionamento pregiatissimo sta spingendo Kiev in un baratro contabile. L&#8217;Ucraina ha recentemente palesato la necessità di ulteriori <strong>27 miliardi di dollari</strong> solo per coprire un deficit di bilancio della difesa schizzato alle stelle, scatenando il forte imbarazzo delle cancellerie europee. </p>



<p><a href="https://www.key4biz.it/ucraina-e-la-guerra-dei-droni-ogni-tre-mesi-cambiamo-tecnologie-per-sfuggire-ai-russi/581926/">L&#8217;aumento dei costi dei sistemi d&#8217;arma, le retribuzioni del personale militare, i risarcimenti e il drastico calo del gettito fiscale provocato dalla distruzione del commercio e dell&#8217;industria hanno generato una voragine finanziaria incontrollabile</a>. L&#8217;Europa si trova di fronte a un dilemma di difficile soluzione: è in grado di finanziare a fondo perduto una guerra di logoramento i cui <strong>costi ricorrenti aumentano</strong> a ritmi decisamente superiori rispetto alle capacità di entrate interne dell&#8217;Ucraina? Nel frattempo, la produzione industriale russa, sostenuta dal continuo sviluppo dei sistemi missilistici come l&#8217;<strong>Oreshnik</strong>, dimostra che il Cremlino non sta affatto strutturando il proprio sforzo bellico in vista di un congelamento del conflitto, bensì per sostenere un attrito prolungato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Crepe diplomatiche a Washington e l&#8217;illusione europea</strong></h2>



<p>Mentre il quadro militare ed economico precipita, le tensioni interne alla diplomazia americana riflettono una profonda divergenza strategica. I contrasti riportati sulle modalità di ingaggio nei confronti di Mosca – da una parte le linee d&#8217;azione e i messaggi del direttore della CIA <strong>John Ratcliffe</strong>, dall&#8217;altra i tentativi di apertura economica e rimodulazione delle sanzioni promossi da figure come <strong>Steve Witkoff</strong> e Jared Kushner – dimostrano come Washington stia spesso dibattendo sulla forma piuttosto che sulla sostanza della leva negoziale. Le minacce non producono deterrenza se non supportate da una credibile opzione di escalation, così come gli incentivi economici risultano inefficaci se la Russia ritiene di poter ottenere vantaggi territoriali e politici superiori proseguendo le operazioni sul campo. </p>



<p>In questo scenario, la posizione dei Paesi europei appare priva di una reale visione prospettica. Continuando a rifiutare l&#8217;apertura di un tavolo strutturato che metta al centro la definizione di un <strong>nuovo architettura di sicurezza europea</strong>, l&#8217;Europa rischia di condannare Kiev a un logoramento senza via d&#8217;uscita. Le lamentele di alcuni alleati, come la Germania, verso la mancata acquisizione di sistemi d&#8217;arma convenzionali da parte di Kiev, stridono con la realtà di un conflitto dominato dalla tecnologia dei droni e della saturazione aerea. La narrativa ucraina, volta a offrire in cambio del sostegno l&#8217;esperienza tattica maturata sul campo, serve a indorare la pillola per i contribuenti occidentali, ma non risolve l&#8217;asimmetria strutturale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Profondità difensiva in bilico e prospettive negoziali</strong></h2>



<p>La pressione combinata della logistica paralizzata e dei bombardamenti continui sta rimodellando la linea del fronte. Le indiscrezioni sul progressivo ripiegamento delle forze ucraine da nodi cruciali come <strong>Orikhiv</strong> – perno difensivo nella regione di Zaporizhia – e l&#8217;avanzata russa verso l&#8217;agglomerato di <strong>Sloviansk-Kramatorsk</strong> evidenziano la medesima metodologia applicata sul campo: condurre all&#8217;isolamento le posizioni fortificate prima ancora di tentare l&#8217;assalto frontale. Se da un lato il presidente Zelensky continua a dichiararsi disposto a incontrare Vladimir Putin – pur incontrando il totale scetticismo di Mosca che lo considera un interlocutore privo di legittimità istituzionale – gli appuntamenti diplomatici decisivi sembrano spostarsi sui vertici internazionali e sui formati trilaterali tra <strong>Stati Uniti, Russia e Cina</strong>. </p>



<p>Tuttavia, finché le dinamiche sul campo di battaglia garantiranno a Mosca un margine di vantaggio costante, qualsiasi tentativo di mediazione rischia di rivelarsi un mero esercizio tattico. La resistenza strategica si fonda sull&#8217;equilibrio perfetto tra produzione industriale, capacità logistica e tenuta finanziaria: la Russia sta dimostrando di poter <strong>trasformare l&#8217;emergenza in routine</strong>, mentre l&#8217;Ucraina e i suoi alleati faticano a sostenere il ritmo di una guerra di logoramento permanente.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-key-4-biz wp-block-embed-key-4-biz"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="SMUaXumnYJ"><a href="https://www.key4biz.it/ucraina-e-la-guerra-dei-droni-ogni-tre-mesi-cambiamo-tecnologie-per-sfuggire-ai-russi/581926/">Ucraina e la guerra dei droni: &#8220;Ogni tre mesi cambiamo tecnologie per sfuggire ai russi&#8221;</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Ucraina e la guerra dei droni: &#8220;Ogni tre mesi cambiamo tecnologie per sfuggire ai russi&#8221;&#8221; &#8212; Key4biz" src="https://www.key4biz.it/ucraina-e-la-guerra-dei-droni-ogni-tre-mesi-cambiamo-tecnologie-per-sfuggire-ai-russi/581926/embed/#?secret=rY0xHr0QKP#?secret=SMUaXumnYJ" data-secret="SMUaXumnYJ" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<p><a href="https://it.euronews.com/my-europe/2026/05/16/russia-lancia-quasi-300-droni-contro-lucraina-restituiti-528-soldati-caduti">https://it.euronews.com/my-europe/2026/05/16/russia-lancia-quasi-300-droni-contro-lucraina-restituiti-528-soldati-caduti</a></p>



<p><a href="https://www.vietnam.vn/it/video-uav-ukraine-tap-kich-he-thong-s-300-va-buk-cua-nga-o-tien-tuyen">https://www.vietnam.vn/it/video-uav-ukraine-tap-kich-he-thong-s-300-va-buk-cua-nga-o-tien-tuyen</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosi-la-pressione-industriale-di-mosca-stritola-la-difesa-e-le-finanze-di-kiev.html">Così la pressione industriale di Mosca stritola la difesa e le finanze di Kiev</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>&#8220;Siamo sonnambuli, come nel 1914&#8221;: da Gaza alla Russia, parla l&#8217;ambasciatore Marco Carnelos</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/siamo-sonnambuli-come-nel-1914-da-gaza-alla-russia-parla-lambasciatore-marco-carnelos.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 14:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=529223</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397-1024x532.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397-768x399.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397-1536x798.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397-600x312.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalla Germania dell'AfD all'Ucraina, da Gaza all'Iran: l'analisi dell'ambasciatore Marco Carnelos sulle crisi che stanno ridisegnando lo scacchiere internazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/siamo-sonnambuli-come-nel-1914-da-gaza-alla-russia-parla-lambasciatore-marco-carnelos.html">&#8220;Siamo sonnambuli, come nel 1914&#8221;: da Gaza alla Russia, parla l&#8217;ambasciatore Marco Carnelos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397-1024x532.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397-768x399.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397-1536x798.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397-600x312.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Ambasciatore, partirei dalla Germania. Dopo la vittoria dell&#8217;AfD e il crollo di SPD e CDU alle ultime elezioni locali, il ministro della Difesa Pistorius ha annunciato l&#8217;invio di un nuovo pacchetto di armi per l&#8217;Ucraina. Come giudica questa scelta?</strong></p>



<p>&#8220;È la dimostrazione plastica di quella definizione, attribuita apocrifamente ad Albert Einstein, sulla follia: «Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi ogni volta un risultato diverso». L&#8217;elettorato che ha votato AfD è un elettorato negletto da decenni. Parliamo di Länder che hanno subito un processo di deindustrializzazione massiccia a partire dalla riunificazione: interi comparti industriali sono stati trasferiti a Ovest o acquisiti, senza portare benefici reali a chi è rimasto. Da un punto di vista economico quei territori hanno avuto grossi problemi, e sul piano dei benefici sociali ne hanno avuti pochi — secondo alcuni analisi persino inferiori a quelli garantiti ai tempi della DDR. È un elettorato che da anni è, passatemi il termine, incazzato. Il risultato elettorale non dovrebbe stupire nessuno. Ciò che stupisce è che SPD e CDU si dicano ancora sorpresi: significa che non hanno più alcuna aderenza con la realtà, nessuna consapevolezza delle esigenze autentiche dell’elettorato tedesco&#8221;. </p>



<p><strong>Il cancelliere Merz ha deciso di tirare dritto. </strong></p>



<p>&#8220;Un partito intellettualmente onesto, di fronte a quel voto, dovrebbe cambiare registro. Invece la risposta è mandare altre armi in Ucraina: non hanno capito nulla. E se al prossimo test elettorale a Berlino l&#8217;AfD venisse confermata sopra la media nazionale — che è intorno al 22% — avvicinandosi al 25-30%, allora sì che si potrebbe dire che sono davvero ciechi di fronte all&#8217;evidenza&#8221;.</p>



<p><strong>Restando sull&#8217;Ucraina: nei giorni scorsi c&#8217;è stato il viaggio degli inviati americani Witkoff e Kushner. Cosa ne pensa?&nbsp;</strong></p>



<p>&#8220;Anche in questo caso è andato in scena il solito repertorio di illazioni, come quelle sul capo della CIA John Ratcliffe e sull&#8217;aereo di grandi dimensioni utilizzato per il suo spostamento a Mosca.  La spiegazione, in realtà, è più semplice di quanto si voglia far credere: si trattava di un C-17A Globemaster III, quadrimotore da trasporto strategico della U.S. Air Force. Banalmente, un velivolo di quel tipo può trasportare il convoglio di auto blindate destinato a scortare il funzionario fino a Mosca, insieme ai dispositivi elettronici necessari a proteggere le comunicazioni: quando è in auto, lui vuole poter parlare, e l&#8217;abitacolo deve trasformarsi in una bolla di sicurezza a prova di intercettazione. Invece abbiamo letto un sacco di congetture e analisi tecniche&#8221;. </p>



<p><strong>Possiamo attenderci una ripresa dei negoziati?&nbsp;</strong></p>



<p>&#8220;Nessuno sa davvero di cosa abbia parlato Ratcliffe a Mosca con i russi. Le ipotesi si moltiplicano; subito dopo la sua visita sono arrivati anche Witkoff e Kushner, altri due emissari americani — segno che forse qualcosa si sta muovendo, anche se non si registrano ancora svolte concrete. Resta comunque una finestra temporale ristretta, un mese, al massimo due, per condurre operazioni militari sul terreno prima che l&#8217;inverno si abbatta sulle pianure ucraine: eventuali sviluppi dovranno arrivare in fretta, altrimenti la situazione tornerà a congelarsi. E qui va detto un punto con chiarezza: al di là della capacità ucraina di colpire sporadicamente qualche raffineria, sono i colpi inferti dai russi sul terreno a mettere Kiev in crescente difficoltà. Un dato che, temo, nella cronaca politica dei media occidentali non viene rilevato a sufficienza — e, temo, non per caso&#8221;.</p>



<p><strong>Spostandoci in Medio Oriente: la sorprende la rivelazione di <em>Haaretz</em> secondo cui Netanyahu era stato avvertito in anticipo?</strong></p>



<p>&#8220;Non è un caso isolato: negli ultimi tre anni le rivelazioni e i sospetti si sono moltiplicati. Ci sono stati anche moniti dell&#8217;intelligence egiziana rimasti senza seguito. La vera domanda è se questi avvertimenti siano stati ignorati per sciatteria — cosa che stento a credere in un apparato rodato come quello israeliano, abituato a non sottovalutare alcuna minaccia — oppure se dietro ci sia stato qualcosa che lascia pensare molto peggio. Non voglio arrivare a certe conclusioni, ma un&#8217;ipotesi del genere spaventerebbe, a dir poco. Nella migliore delle ipotesi c&#8217;è stata una palese sottovalutazione; nella peggiore, c&#8217;è ben altro. Va detto che gli Emirati Arabi, nel contesto degli Accordi di Abramo, avevano tutto l&#8217;interesse a lanciare quel monito: si rendevano conto che un attacco di quella portata avrebbe rappresentato un colpo potenzialmente mortale per gli Accordi, o quantomeno una gigantesca battuta d&#8217;arresto&#8221;.</p>



<p><strong>E sul fronte iraniano? Negli ultimi giorni si è un po&#8217; riscaldato, con qualche botta e risposta…</strong></p>



<p>&#8220;Ricorda più una guerra di trincea da Prima guerra mondiale che una strategia definita: si attacca, si risponde, si contrattacca. È una corsa contro il tempo tra due scommesse opposte. Gli americani scommettono che l&#8217;Iran crolli prima; gli iraniani sperano che siano gli Stati Uniti a cedere, complice il peso del debito e il prezzo del petrolio tornato a 100 dollari al barile — fattori che a un certo punto potrebbero indurre Trump a dichiarare vittoria e mollare la presa. Una mossa che lo esporrebbe comunque a un contraccolpo d&#8217;immagine, ma su cui lui potrebbe contare proprio perché gli americani hanno una memoria molto breve: se i prezzi caleranno un po&#8217; prima di novembre, quando si vota, avranno probabilmente già dimenticato tutto&#8221;. </p>



<p><strong>Nel frattempo, dodici Paesi, guidati dal Regno Unito laburista, hanno annunciato sanzioni contro i coloni israeliani&#8230;</strong></p>



<p>&#8220;È un sussulto di dignità, se vogliamo, di un governo che almeno prova a onorare la tradizione laburista di stare dalla parte di chi soffre e dei più deboli. Ma diciamoci la verità: le sanzioni ai coloni fanno ridere. Bisognerebbe sanzionare il governo, non i coloni. È come dare uno schiaffetto sul polso a un ragazzino che ha commesso qualcosa di gravissimo&#8221;. </p>



<p><strong>E l’Italia non c’è.&nbsp;</strong></p>



<p>&#8220;Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che la risposta deve essere europea ma il Ministro sa benissimo che non ci sarà mai un consenso reale in Europa, perché la Germania in primis, e l&#8217;Italia in secondo luogo, affosseranno probabilmente qualsiasi misura più incisiva contro <strong>il vero bersaglio, che è l’attuale Governo di</strong> Israele&#8221;. </p>



<p><strong>Un&#8217;ultima domanda, tornando al punto di partenza: come si esce dalla narrazione secondo cui la guerra con la Russia sarebbe ormai inevitabile e ineluttabile?&nbsp;</strong></p>



<p>&#8220;In Germania sembrano in molti ad essere convinti che una mobilitazione bellica possa salvarli dal declino industriale, trasformando Volkswagen da produttore di automobili a produttore di carri armati — senza rendersi conto che le riconversioni industriali non si fanno dall&#8217;oggi al domani, e sono costosissime. C&#8217;è un tentativo costante, e temo deliberato, di alimentare una psicosi collettiva, spaventando a morte l&#8217;opinione pubblica. È qualcosa di spaventoso. Una situazione simile a quella descritta dal celebre saggio <em>I sonnambuli</em> di Christopher Clark sulle origini della Prima guerra mondiale: leadership che si muovono inconsapevolmente verso un baratro, ripetendo ostinatamente lo stesso schema, senza più essere in grado di fare un&#8217;analisi lucida della situazione. Anche a livello comunicativo si respira la stessa aria&#8221;. </p>



<p><strong>Ovvero?&nbsp;</strong></p>



<p>&#8220;Penso a chi, come qualcuno ha fatto con il generale Vannacci a Cernobbio, parlando di futuro dell&#8217;Europa e di crollo demografico, si limita a osservare che la gente non se la sente di mettere al mondo un figlio in condizioni economiche così difficili — un&#8217;osservazione tanto ovvia quanto disattesa da chi dovrebbe occuparsene. Certe platee, temo, perseverano nel restare disancorate dalla realtà. Una spiegazione politica, per ora, resta possibile; ma tracimando verso una guerra come sta accadendo in questo momento, si fa presto a scivolare verso una lettura quasi psichiatrica degli atteggiamenti di alcune classi dirigenti, che definirei cachistocratiche piuttosto che democratiche. E forse, più che di analisi politiche, servirebbe proprio quella.</p>
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		<title>Merz accusa Mosca per i droni di Lipsia, Zelensky minaccia lo spazio aereo russo: il doppio binario dell&#8217;escalation</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/merz-accusa-mosca-per-i-droni-di-lipsia-zelensky-minaccia-lo-spazio-aereo-russo-il-doppio-binario-dellescalation.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 04:42:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1258" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901231227748_af5b3a50168bcc1d113104bf096403ab.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901231227748_af5b3a50168bcc1d113104bf096403ab.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901231227748_af5b3a50168bcc1d113104bf096403ab-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901231227748_af5b3a50168bcc1d113104bf096403ab-1024x671.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901231227748_af5b3a50168bcc1d113104bf096403ab-768x503.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901231227748_af5b3a50168bcc1d113104bf096403ab-1536x1006.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901231227748_af5b3a50168bcc1d113104bf096403ab-600x393.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra il drone di Lipsia attribuito a Mosca senza prove e la minaccia di Zelensky ai cieli russi, l'Europa scivola verso una pericolosa escalation con la Russia</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/merz-accusa-mosca-per-i-droni-di-lipsia-zelensky-minaccia-lo-spazio-aereo-russo-il-doppio-binario-dellescalation.html">Merz accusa Mosca per i droni di Lipsia, Zelensky minaccia lo spazio aereo russo: il doppio binario dell&#8217;escalation</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1258" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901231227748_af5b3a50168bcc1d113104bf096403ab.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901231227748_af5b3a50168bcc1d113104bf096403ab.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901231227748_af5b3a50168bcc1d113104bf096403ab-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901231227748_af5b3a50168bcc1d113104bf096403ab-1024x671.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901231227748_af5b3a50168bcc1d113104bf096403ab-768x503.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901231227748_af5b3a50168bcc1d113104bf096403ab-1536x1006.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901231227748_af5b3a50168bcc1d113104bf096403ab-600x393.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«Quando la guerra è tra fratelli, cessa di avere la forma del <em>bellum</em> — noi italiani ne sappiamo qualcosa. La guerra civile rompe ogni forma della guerra e diventa <em>krieg</em>, barbarie. Bisogna sapere che si corre questo rischio quando si è fratelli legittimi [&#8230;] O si respira a due polmoni, o si respirerà male».</p>



<p>Lo ha spiegato il professor <strong>Massimo Cacciari</strong> in <a href="https://www.youtube.com/watch?v=WTO-XK5IFtw&amp;t=2967s" type="link" id="https://www.youtube.com/watch?v=WTO-XK5IFtw&amp;t=2967s">un&#8217;imperdibile <em>lectio magistralis</em></a> — visibile integralmente su YouTube, e da vedere dall&#8217;inizio alla fine — a proposito del rapporto tra Europa e Russia. Un monito che risuona con particolare urgenza in questa affannosa coda di inizio settembre: mentre la maggior parte degli italiani torna al lavoro, in Europa si assiste a un&#8217;escalation con Mosca che assume toni sempre più drammatici e preoccupanti. Due gli episodi chiave di questi ultimi giorni che disegnano lo scenario di una crisi che si allarga su più fronti: da un lato la Germania, che punta il dito contro Mosca per l&#8217;incidente dei droni all&#8217;aeroporto di <strong>Lipsia/Halle</strong> senza tuttavia aver mostrato lo straccio di una prova; dall&#8217;altro il leader ucraino Zelensky, che  sui social minaccia apertamente di rendere insicuro lo spazio aereo civile russo. Un percorso che rischia di portare l&#8217;Europa verso un&#8217;escalation dagli esiti tanto imprevedibili quanto tragici. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Berlino accusa Mosca ma le prove restano top-secret</h2>



<p>Dopo settimane di indagini sul caso del drone esplosivo individuato il 4 agosto scorso nei pressi dello scalo di Lipsia/Halle, il governo Merz ha deciso di attribuire ufficialmente la responsabilità dell&#8217;episodio al Cremlino. <a href="https://www.berliner-zeitung.de/article/sprengstoff-drohne-leipzig-russland-provokation-gegenmassnahmen-10349966" type="link" id="https://www.berliner-zeitung.de/article/sprengstoff-drohne-leipzig-russland-provokation-gegenmassnahmen-10349966">Secondo quanto riportato dalla <em>Berliner Zeitung</em></a>, il ministro dell&#8217;Interno <strong>Alexander Dobrindt</strong> ha parlato di un «attacco ibrido mirato», facendo riferimento a indagini svolte dalle autorità tedesche e a non meglio precisate informazioni di <em>intelligence</em>. Dbrint, tuttavia, come rimarca anche il quotidiano della capitale tedesca, non ha pubblicato alcuna prova concreta e tangibile a sostegno dell&#8217;accusa contro la Russia: un elemento che diversi osservatori in Germania non stanno mancando di sottolineare.</p>



<p>La prima rappresaglia concreta, decisa da Merz, riguarda la <strong>presenza diplomatica russa in Germania</strong>: il consolato generale russo a Bonn, infatti, chiuderà con ogni probabilità il 18 settembre. Il ministro degli Esteri <strong>Johann Wadephul </strong>ha inoltre annunciato la disdetta del contratto per la <em>Casa Russa</em> dislocata nella <em>Friedrichstraße</em> di Berlino; a questo si aggiungono controlli d&#8217;ingresso drasticamente più rigidi per i cittadini russi, ulteriori sanzioni europee contro Mosca e misure contro la cosiddetta «flotta ombra» russa.</p>



<p>Berlino non intende trattare l&#8217;episodio come un episodio isolato o una provocazione, ma come parte di una serie di <strong>presunte operazioni di sabotaggio e di influenza russe in Europa</strong>. Sul piano interno, una cosa è certa: l&#8217;incidente ha messo a nudo la vulnerabilità degli scali tedeschi di fronte alla minaccia dei droni: il governo prevede ora di potenziare la difesa anti-drone negli aeroporti principali &#8211; Lipsia/Halle, Francoforte, Monaco e Berlino in testa &#8211; con sistemi mobili disponibili nell&#8217;immediato e sistemi fissi la cui acquisizione dovrebbe concludersi entro la fine del 2026.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="de" dir="ltr">Die Eskalation nimmt wohl ihren Lauf: <a href="https://x.com/bundeskanzler?ref_src=twsrc%5Etfw">@bundeskanzler</a> hat keine oder falsche Belege &#8211; wird aber <a href="https://x.com/hashtag/Russland?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Russland</a> wegen Drohnenvorfällen beschuldigen&#8230;🫣<a href="https://x.com/hashtag/BPK?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#BPK</a>: Ich wollte von <a href="https://x.com/RegSprecher?ref_src=twsrc%5Etfw">@RegSprecher</a> wissen, ob er bestätigen kann, dass <a href="https://x.com/hashtag/Merz?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Merz</a> massive Maßnahmen gegen <a href="https://x.com/hashtag/Russland?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Russland</a> wegen &quot;Drohnenvorfall… <a href="https://t.co/dvIsApfyCy">pic.twitter.com/dvIsApfyCy</a></p>&mdash; Florian Warweg (@FWarweg) <a href="https://x.com/FWarweg/status/2094718179490627866?ref_src=twsrc%5Etfw">September 1, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Non mancano però le voci fuori dal coro. Il giornalista <strong>Florian Warweg</strong>, durante una conferenza stampa del governo federale, ha chiesto &#8211; senza ottenere risposte &#8211; quali prove sostengano le accuse contro Mosca, ricordando che già alla fine del 2025 il cancelliere Friedrich Merz aveva attribuito alla Russia incidenti simili avvenuti negli aeroporti di Monaco e Francoforte, casi poi rivelatisi infondati. «È folle &#8211; commenta <strong>Sahra Wagenknecht</strong>, Fondatrice del BSW &#8211; In tutti gli incidenti con droni degli ultimi anni, così tanto sbandierati dai media, non è mai stato possibile dimostrare nemmeno una volta che la Russia ne fosse l&#8217;autrice. E nel rarissimo caso in cui qualcosa è effettivamente esploso in aria causando gravi danni – l&#8217;attentato a Nord Stream –, non c&#8217;erano i cattivi russi dietro, ma i nostri amici ucraini. Come ringraziamento, però, non c&#8217;è stata una dichiarazione di guerra, ma il prossimo assegno da miliardi».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="de" dir="ltr">Mehr Sanktionen? Noch schwerere Waffen? Eine Kriegserklärung? Als Reaktion auf den Drohnenvorfall am Flughafen Leipzig/Halle, für den die Bundesregierung laut Medienberichten Russland verantwortlich macht, kündigte Friedrich Merz harte Gegenmaßnahmen an. Wie genau diese aussehen… <a href="https://t.co/AvQIkpJAjl">pic.twitter.com/AvQIkpJAjl</a></p>&mdash; Sahra Wagenknecht (@SWagenknecht) <a href="https://x.com/SWagenknecht/status/2094446682972803164?ref_src=twsrc%5Etfw">August 31, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Mosca, naturalmente, respinge al mittente le accuse e parla di un «percorso verso l&#8217;escalation». L&#8217;Ambasciatore della Federazione Russa in Germania, <strong>Sergej Nečaje</strong>v, in un post su X ha «respinto con decisione le accuse mosse da Berlino, definendole infondate, assurde e contrarie al buon senso. Ha sottolineato che la provocazione frettolosamente orchestrata all&#8217;aeroporto di Lipsia serve esclusivamente agli interessi del regime di Kiev, dell&#8217;ala militarista della classe politica europea nonché delle grandi imprese del complesso militare-industriale, interessate a un ulteriore inasprimento del conflitto ucraino. L&#8217;Ambasciatore ha dichiarato che le misure annunciate dalla parte tedesca rappresentano un&#8217;escalation senza precedenti nelle relazioni russo-tedesche e non rimarranno senza conseguenze».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="de" dir="ltr">⚡️ Kommentar der Botschaft der Russischen Föderation in der Bundesrepublik Deutschland<br> <br>📌 Am 1. September 2026 wurde der Botschafter der Russischen Föderation in Deutschland Sergej Netschajew in das Auswärtige Amt einbestellt, wo ihm gegenüber Protest im Zusammenhang mit einer… <a href="https://t.co/0sb8patCPk">pic.twitter.com/0sb8patCPk</a></p>&mdash; Botschaft der Russischen Föderation (@RusBotschaft) <a href="https://x.com/RusBotschaft/status/2094871055135285533?ref_src=twsrc%5Etfw">September 1, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Zelensky avverte: lo spazio aereo russo non sarà più sicuro</h2>



<p>Il secondo fronte della possibile escalation arriva direttamente dall&#8217;Ucraina. Nel suo discorso serale, il presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelensky</strong> ha lanciato un avvertimento diretto a compagnie aeree, assicurazioni e a chiunque continui a utilizzare i principali scali russi: lo spazio aereo della Federazione, ha detto, sta diventando «completamente insicuro». Zelensky ha affermato che sono stati missili e droni russi a «varcare per primi il confine ucraino», e ha sostenuto che l&#8217;escalation non potrà restare confinata al solo territorio ucraino.</p>



<p>Pur precisando che «l&#8217;Ucraina non minaccia l&#8217;aviazione civile in quanto tale né singoli velivoli specifici» (e ci mancherebbe), il leader ucraino ha annunciato che i cieli russi vedranno una presenza di droni «su una scala che dovrà essere tenuta in considerazione». Il ministero degli Esteri ucraino, ha aggiunto, fornirà alle organizzazioni internazionali «informazioni complete» sui rischi legati allo spazio aereo russo, mentre gli ambasciatori dei Paesi presenti in Ucraina e a Mosca sono stati invitati a trasmettere l&#8217;avvertimento alle rispettive capitali. La risposta del presidente russo Vladimir Putin si è fatta attendere: «Questo è terrorismo di stato. E noi non trattiamo con i terroristi». </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Zelensky threatens to shut down civilian aviation in Russia (even as he claims it doesn’t presume targeting specific aircraft) . Must be a welcome move for Ukrainians currently experiencing round-the-clock Russian missile and drone terror. For some of them anyway. <br><br>Otherwise,… <a href="https://t.co/sigJQhxioK">https://t.co/sigJQhxioK</a></p>&mdash; Leonid Ragozin (@leonidragozin) <a href="https://x.com/leonidragozin/status/2094877636069638159?ref_src=twsrc%5Etfw">September 1, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Un azzardo di Zelensky? Il giornalista <strong>Leonid Ragozin</strong> ha osservato come la minaccia di Zelensky, pur presentata come «difensiva» e non rivolta a velivoli specifici, rappresenti comunque una mossa «politicamente rischiosa e di dubbia utilità militare», più vicina — a suo giudizio — a un gesto di disperazione che a una strategia calcolata. «Zelenskyy ha appena annunciato l’inizio di una campagna terroristica contro tutti gli aerei che volano sulla Russia? Quindi ora l’Occidente finanzierà il terrorismo internazionale al grido di “Slava Ukraini”? Non c’era già abbastanza escalation? Vuole davvero seriamente che Kiev, Odessa e Leopoli vengano ridotte a parcheggi per rappresaglia?» commenta su X <a href="https://x.com/HavryshkoMarta"></a><strong>Marta Havryshko</strong>, storica ucraina specializzata nell’Olocausto in Ucraina. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Has Zelenskyy just announced the start of a terrorist campaign against all aircraft flying over Russia? So is the West now going to bankroll international terrorism to chants of “Slava Ukraini”?<br><br>Wasn’t there enough escalation already? Does he seriously want Kyiv, Odesa, and Lviv… <a href="https://t.co/NIFTM2noJq">pic.twitter.com/NIFTM2noJq</a></p>&mdash; Marta Havryshko (@HavryshkoMarta) <a href="https://x.com/HavryshkoMarta/status/2094862421907099835?ref_src=twsrc%5Etfw">September 1, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Curioso che tutto questo accada dopo la visita a Mosca del capo della CIA, <strong>John Ractliffe</strong>, e dei <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-trump-prova-a-rilanciare-i-negoziati.html" type="link" id="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-trump-prova-a-rilanciare-i-negoziati.html">tentativi dell&#8217;amministrazione Trump di rilanciare un negoziato</a> che sembra essere finito su un binario morto. O dopo le parole di Mons. Gallagher che, ultimata la tre giorni di missione in Russia in qualità di segretario per i Rapporti con gli Stati del Vaticano, il quale ha invitato la comunità internazionale a «mantenere aperta la via del dialogo» e a «non isolare la Russia». Aperture alla diplomazia che un&#8217;élite innamorata del riarmo non può che detestare: per chi la governa, la paura delle «orde slave» non è un timore, ma uno strumento — di governo, e soprattutto di potere.<br><a href="https://x.com/HavryshkoMarta"></a></p>



<p><strong><em>Fonti: </em></strong></p>



<p><strong><em>Alexander Schmalz, „Zusammengeschusterte Provokation“: So reagiert Russland auf Deutschlands Vorwurf zur Leipzig-Drohne, Berliner Zeitung, 1 settembre 2026</em></strong>, <a href="https://www.berliner-zeitung.de/article/sprengstoff-drohne-leipzig-russland-provokation-gegenmassnahmen-10349966" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.berliner-zeitung.de/article/sprengstoff-drohne-leipzig-russland-provokation-gegenmassnahmen-10349966</a>.</p>



<p><strong><em>Jonas Heins e Volodymyr Ivanyshyn, «BREAKING: Zelensky Vows “Russian Sky Will Be De Facto Closed,” Warns Airlines, Foreign Governments as Putin Accuses Ukraine of State Terrorism», The Kyiv Independent, 1 settembre 2026, </em></strong><a href="https://kyivindependent.com/the-russian-sky-is-becoming-completely-dangerous/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://kyivindependent.com/the-russian-sky-is-becoming-completely-dangerous/</a>.</p>



<p><strong><em>Alexander Dinger e Hans von der Burchard, «Germany Plans to Blame Russia for Leipzig Attack as Tensions with Putin Escalate», Politico, 29 agosto 2026</em></strong>, <a href="https://www.politico.eu/article/friedrich-merz-berlin-sanctions-russia-vladimir-putin-leipzig-attach-ascalate/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.politico.eu/article/friedrich-merz-berlin-sanctions-russia-vladimir-putin-leipzig-attach-ascalate/</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/merz-accusa-mosca-per-i-droni-di-lipsia-zelensky-minaccia-lo-spazio-aereo-russo-il-doppio-binario-dellescalation.html">Merz accusa Mosca per i droni di Lipsia, Zelensky minaccia lo spazio aereo russo: il doppio binario dell&#8217;escalation</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Usa all&#8217;attacco in Venezuela, ucciso il capo del cartello Tren de Aragua</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/usa-allattacco-in-venezuela-ucciso-il-capo-del-cartello-tren-de-aragua.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 09:24:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=520314</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1517" height="852" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4.jpg 1517w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1517px) 100vw, 1517px" /></p>
<p>Usa all'attacco in Venezuela, ucciso il capo del cartello Tren de Aragua ritenuto un'organizzazione terroristica da Washington.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/usa-allattacco-in-venezuela-ucciso-il-capo-del-cartello-tren-de-aragua.html">Usa all&#8217;attacco in Venezuela, ucciso il capo del cartello Tren de Aragua</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1517" height="852" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4.jpg 1517w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1517px) 100vw, 1517px" /></p>
<p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> sono tornati a colpire in <strong>Venezuela</strong>, quasi sei mesi dopo il raid del 3 gennaio scorso che portò alla cattura dell&#8217;ex presidente <strong>Nicolas Maduro</strong>, attaccando ed eliminando <strong>Niño Guerrero, nomme de guerre di Héctor Rusthenford Guerrero Flores,</strong> capo del cartello Tren de Aragua, designato dall&#8217;amministrazione di Donald Trump come organizzazione terroristica straniera (Fto) al pari di altri gruppi di &#8220;narcoterroristi&#8221; e delle organizzazioni jihadiste o radicali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi era il leader di Tren de Aragua</h2>



<p>Guerrero era indicato nell&#8217;atto di accusa contro Maduro per presunti reati di narcotraffico come complice per compiere operazioni contro gli Stati Uniti ed era ritenuto una figura chiave nel mondo dei narcos latinoamericani. 43 anni, Guerrero era da oltre un decennio protagonsita della vita criminale latinoamericana. Sulla sua testa pendeva una taglia di 5 milioni di dollari dopo che era evaso nel 2023 da un carcere venezuelano, dove era stato rinchiuso a seguito di una condanna a 17 anni di prigione per omicidio, traffico di droga, furto d&#8217;identità. Era ricercato anche in Perù e Cile. L&#8217;operazione del <em>Southern Command</em> (Southcom) che ha portato alla sua uccisione, secondo quanto riferito dal Pentagono, sarebbe stata compiuta in coordinamento con le autorità venezuelane, come ha riferito il Segretario alla Difesa Usa <strong>Pete Hegseth</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Earlier this week, the <a href="https://x.com/DeptofWar?ref_src=twsrc%5Etfw">@DeptofWar</a> — in full collaboration with Venezuelan security forces — conducted a kinetic strike on a Tren de Aragua (TdA) compound in Venezuela. TdA founder &amp; leader Hector Rusthenford Guerrero Flores, aka “Niño Guerrero,” was confirmed killed during the…</p>&mdash; Secretary of War Pete Hegseth (@SecWar) <a href="https://x.com/SecWar/status/2065613430074065246?ref_src=twsrc%5Etfw">June 13, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Gli Usa espandono l&#8217;azione contro i narcos</h2>



<p>L&#8217;attacco a Guerrero mostra un nuovo capitolo della <strong>cooperazione tra il nuovo governo venezuelano di Delcy Rodriguez</strong>, che si è sostituita a Maduro mantenendo in larga parte intatta la struttura dello Stato e del regime chavista, e gli Usa dopo l&#8217;attacco-shock del 3 gennaio. Rodriguez, indubbiamente, cerca un modus vivendi con l&#8217;amministrazione di Donald Trump e ha ottenuto un sollievo temporaneo dalle sanzioni che la colpivano, emesse dell&#8217;<em>Office of Foreign Asset Control </em>(Ofac) del Tesoro di Washington. La presidentessa ha <strong>aperto la strada all&#8217;ingresso delle compagnie petrolifere</strong> occidentali nel settore del greggio, ha rotto i rapporti di fornitura a Cuba, bersaglio dell&#8217;assedio politico ed economico americano, e ha ricevuto diversi funzionari statunitensi.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/spionaggio/john-ratcliffe-la-visita-in-venezuela-e-il-ruolo-della-cia-nella-nuova-strategia-americana.html">Nel gennaio 2026 J<strong>ohn Ratcliffe, direttore della Cia,</strong> è giunto a Caracas e ha incontrato Rodriguez</a> e non è da escludere che il suo viaggio possa aver inaugurato una nuova, inedita, fase di cooperazione tra il Venezuela e gli Usa. Rodriguez, poi, in una rotazione ministeriale, ha sostituito il veterano ministro della Difesa <a href="https://www.aa.com.tr/en/americas/venezuela-dismisses-vladimir-padrino-lopez-as-defense-minister/3870385"><strong>Vladimir Padrino Lopez,</strong> fedelissimo di Maduro e inviso agli Usa, col generale Gustavo Lopez, ritenuto più allineato.</a> Unendo i puntini si può dunque tratteggiare una nuova cooperazione e un sistema di coordinamento Washington-Caracas che sta facendo entrare il Venezuela nel perimetro dello &#8220;<strong>Scudo delle Americhe&#8221;, la coalizione</strong> varata a marzo 2026 da Trump con il nome ufficiale di <em>Americas Anti-Cartel Coalition </em>(A3C) e che vede ufficialmente aderire tutti i Paesi guidati da governi filostatunitensi o da leader di destra pro-Trump del continente: Argentina, Bolivia, Costa Rica, Repubblica Dominicana, Ecuador, El Salvador, Guyana, Honduras, Panama, Paraguay e Trinidad e Tobago.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La cooperazione Usa-Venezuela</h2>



<p>Il Venezuela, a cui non sono state rimosse le sanzioni in maniera definitiva, non partecipa ma la prassi dell&#8217;attacco Usa sul suo territorio e del coordinamento sembra andare nella direzione dell&#8217;A3C, che prevede la possibilità di coordinare informazioni sensibili e appoggiarsi agli Usa per colpire bersagli legati ai cartelli. <strong>Un&#8217;alleanza politico-militare, questa, con cui Trump intende dare copertura alla strategia unilaterale di Washington </strong>che ha portato a pesanti attacchi alle barche di presunti narcotrafficanti nel Mar dei Caraibi e nel Pacifico orientale, spesso con controversi casi in cui sarebbero stati uccisi civili, all&#8217;attacco contro Maduro, ritenuto capo di una rete di narcotrafficanti, <a href="https://it.insideover.com/criminalita/dai-caraibi-allecuador-gli-usa-allargano-il-raggio-della-guerra-ai-narcos-in-america.html" type="post" id="510548">ai raid contro i cartelli in Ecuador</a> e, sul piano politico, alla pressione contro il presidente colombiano uscente Gustavo Petro, ritenuto non allineato alla nuova strategia.</p>



<p><strong>Rodriguez sembra concedere mano libera agli Usa</strong>, e questo indica la volontà americana di mostrare potere e influenza nell&#8217;ex &#8220;cortile di casa&#8221; della superpotenza. Solo pochi mesi fa un&#8217;operazione congiunta anti-cartelli sarebbe sembrata impensabile. Ora è stata realtà. E non è una bella notizia per chi nella regione si trova dall&#8217;altra parte della barricata rispetto a Washington. L&#8217;aumento del peso delle operazioni parla direttamente a Paesi come Cuba, che potrebbe essere il prossimo bersaglio dell&#8217;interventismo militare a stelle e strisce.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/usa-allattacco-in-venezuela-ucciso-il-capo-del-cartello-tren-de-aragua.html">Usa all&#8217;attacco in Venezuela, ucciso il capo del cartello Tren de Aragua</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Intelligence Usa, si dimette anche Tulsi Gabbard: ora i guerrafondai non hanno più ostacoli</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/intelligence-usa-si-dimette-anche-tulsi-gabbard-ora-i-guerrafondai-non-hanno-piu-ostacoli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 08:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=518073</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1075" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tulsi Gabbard Usa Trump neocon" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585-1024x573.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585-768x430.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585-1536x860.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585-600x336.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tulsi Gabbard ha rassegnato le dimissioni per assistere il marito malato di cancro. Ma dietro la sua decisione potrebbe esserci altro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/intelligence-usa-si-dimette-anche-tulsi-gabbard-ora-i-guerrafondai-non-hanno-piu-ostacoli.html">Intelligence Usa, si dimette anche Tulsi Gabbard: ora i guerrafondai non hanno più ostacoli</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1075" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tulsi Gabbard Usa Trump neocon" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585-1024x573.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585-768x430.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585-1536x860.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523095050926_4b294122ce034d0ff0614480e91ada14-e1779522710585-600x336.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;amministrazione Trump perde <strong>Tulsi Gabbard</strong>. La <strong>direttrice dell&#8217;intelligence nazionale</strong> ha rassegnato le dimissioni per motivi familiari: «Mio marito, Abraham, ha ricevuto una diagnosi di una forma estremamente rara di cancro alle ossa», ha scritto l&#8217;ex democratica diventata fedelissima del tycoon. «Devo allontanarmi dal servizio pubblico per stargli accanto». Una motivazione tanto nobile quanto, per chi segue da settimane le convulsioni dell&#8217;amministrazione Trump, politicamente sospetta. Non nel senso che si voglia mettere in dubbio la gravità della malattia del signor Williams, marito della Gabbard &#8211; nessuno oserebbe tanto &#8211; ma perché le dimissioni arrivano al culmine di settimane di voci insistenti su un suo possibile addio, <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-iran-prima-stagione-trump-0-iran-1-lanalisi-di-alain-de-benoist.html" type="link" id="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-iran-prima-stagione-trump-0-iran-1-lanalisi-di-alain-de-benoist.html">legato a una divergenza di fondo con la linea della Casa Bianca: <strong>la guerra all&#8217;Iran</strong></a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;addio (annunciato) di Gabbard</h2>



<p>Solo due settimane fa, secondo un alto funzionario dell&#8217;amministrazione, <strong>Gabbard negava qualsiasi intenzione di lasciare</strong>. Venerdì, invece, eccola nello Studio Ovale a consegnare la lettera a Trump. Un dietrofront che, da solo, basterebbe ad alimentare i sospetti. Il presidente, dal canto, ha accolto con favore le dimissioni di Gabbard: «Suo marito ha una rara forma di cancro alle ossa e lei, giustamente, vuole stargli accanto», ha scritto su <em>Truth Social</em>, annunciando che <strong>Aaron Lukas</strong>, attuale vicedirettore, prenderà il suo posto ad interim. «Ha fatto un lavoro incredibile &#8211; ha aggiunto Trump &#8211; e ci mancherà».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr">Tulsi Gabbard&#39;s resignation letter 👇 <a href="https://t.co/IQEJY5eQRo">pic.twitter.com/IQEJY5eQRo</a></p>&mdash; Ken Klippenstein (@kenklippenstein) <a href="https://twitter.com/kenklippenstein/status/2057878937871540434?ref_src=twsrc%5Etfw">May 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Ora i neocon non hanno più ostacoli</h2>



<p>Ma il punto è che Gabbard non è la prima voce critica verso l&#8217;intervento militare in Iran ad abbandonare la nave. A marzo, Joe Kent, direttore del <em>National Counterterrorism Center</em> e stretto alleato della Gabbard, <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/joe-kent-a-carlson-israele-ci-ha-trascinato-in-guerra-charlie-kirk-assassinato-per-essersi-opposto.html" type="link" id="https://it.insideover.com/media-e-potere/joe-kent-a-carlson-israele-ci-ha-trascinato-in-guerra-charlie-kirk-assassinato-per-essersi-opposto.html">aveva già rassegnato le dimissioni</a>. Il suo torto? Essersi opposto apertamente alla guerra che Trump ha scatenato contro Teheran a febbraio. Kent, ex candidato repubblicano al Congresso, era stato uno dei primi a sostenere la svolta anti-interventista della Gabbard all&#8217;interno dell&#8217;amministrazione. Un&#8217;ala che ora, con l&#8217;uscita di scena di entrambi, risulta decapitata a favore di <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/marco-rubio-a-monaco-risveglia-la-pericolosa-illusione-dei-neocon.html" type="link" id="https://it.insideover.com/nazionalismi/marco-rubio-a-monaco-risveglia-la-pericolosa-illusione-dei-neocon.html">quella neoconservatrice incarnata dal Segretario di Stato, <strong>Marco Rubio</strong></a>.</p>



<p>Poi c&#8217;è il caso di <strong>Amaryllis Fox Kennedy</strong>, nuora del segretario alla Salute <strong>Robert F. Kennedy Jr</strong>., c<a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/05/19/top-intelligence-official-amaryllis-fox-kennedy-gabbard-ally-resigns/" type="link" id="https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/05/19/top-intelligence-official-amaryllis-fox-kennedy-gabbard-ally-resigns/">he secondo il <em>Washington Post</em></a> lascerà anche lei. Anche nel suo caso, fonti anonime parlano di un «disaccordo con il coinvolgimento militare di Trump in Iran». La Kennedy, ex ufficiale sotto copertura della Cia, avrebbe scritto in una email ai colleghi di voler tornare nel settore privato per dedicarsi alla famiglia. Ma anche qui, come per Gabbard, la versione ufficiale non convince tutti.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">I am deeply grateful for the trust President Trump placed in me and for the opportunity to lead <a href="https://twitter.com/ODNIgov?ref_src=twsrc%5Etfw">@ODNIgov</a> for the last year and a half. <br><br>Unfortunately, I must submit my resignation, effective June 30, 2026. My husband, Abraham, has recently been diagnosed with an extremely rare… <a href="https://t.co/PS0Dxp5zpd">pic.twitter.com/PS0Dxp5zpd</a></p>&mdash; Tulsi Gabbard 🌺 (@TulsiGabbard) <a href="https://twitter.com/TulsiGabbard/status/2057876821421527476?ref_src=twsrc%5Etfw">May 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p><br>Il punto è che l&#8217;amministrazione Trump, nel suo secondo mandato, ha intrapreso una linea estera che molti, anche all&#8217;interno del suo stesso schieramento e della base Maga, giudicano troppo bellicosa. Un ritorno al neoconservatorismo dell&#8217;era Bush/Cheney.La guerra contro Teheran, insieme all&#8217;operazione che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, hanno creato fratture profonde. <a href="https://it.insideover.com/politica/epstein-files-polemiche-sullaudizione-dellattorney-general-pam-bondi-vuole-coprire-i-potenti-come-les-wexner.html" type="link" id="https://it.insideover.com/politica/epstein-files-polemiche-sullaudizione-dellattorney-general-pam-bondi-vuole-coprire-i-potenti-come-les-wexner.html">Per non parlare poi della vicenda degli Epstein Files</a>. Gabbard, che prima di entrare in carica era stata una voce critica contro l&#8217;interventismo statunitense in Ucraina e in Medio Oriente, si è trovata sempre più ai margini. La vera influenza sulla sicurezza nazionale, sussurrano a Washington, è quella del direttore della CIA <strong>John Ratcliffe</strong>, molto più allineato con la linea dura del presidente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Isolata e messa ai margini da Trump</h2>



<p><a href="https://www.politico.com/news/2026/05/22/tulsi-gabbard-director-of-national-intelligence-resigns-00933872" type="link" id="https://www.politico.com/news/2026/05/22/tulsi-gabbard-director-of-national-intelligence-resigns-00933872">Come ricorda <em>Politico</em></a>, Tulsi Gabbard è stata subito messa ai margini dal presidente Usa. Non ha avuto un ruolo di primo piano nelle tre principali operazioni militari lanciate da Trump dal suo ritorno alla Casa Bianca. <strong>Non era con Trump a Mar-a-Lago quando gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l&#8217;Iran alla fine di febbraio</strong>, e non ha partecipato ai primi briefing al Congresso sulla decisione di colpire. Quando l&#8217;amministrazione Trump ha lanciato un raid militare a sorpresa per catturare il presidente venezuelano Nicolás Maduro all&#8217;inizio di gennaio, lei si <a href="https://www.wsj.com/politics/national-security/tulsi-gabbard-venezuela-trump-7506e52e?eafs_enabled=false"><u>trovava nel suo Stato natale, le Hawaii</u></a> . E <a href="https://www.axios.com/2025/06/10/trump-camp-david-iran-gaza-meeting"><u>non era a Camp David</u></a> quando Trump ha deciso di bombardare tre siti nucleari iraniani la scorsa estate. Insomma, parliamoci chiaro: non ha mai contato nulla. </p>



<p>Quello di queste ore, dunque, questioni familiari a parte, era un addio ampiamente annunciato e previsto. Era solo questione di tempo. <strong>A riprova che del Donald Trump anti-interventista o «isolazionista» (tra mille virgolette) della campagna elettorale, non è rimasto nulla</strong>.</p>



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<p><br> </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/intelligence-usa-si-dimette-anche-tulsi-gabbard-ora-i-guerrafondai-non-hanno-piu-ostacoli.html">Intelligence Usa, si dimette anche Tulsi Gabbard: ora i guerrafondai non hanno più ostacoli</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli Usa e Cuba, non solo Castro: dal soffocamento dell&#8217;isola un messaggio anche a Russia e Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-usa-e-cuba-non-solo-castro-dal-soffocamento-dellisola-un-messaggio-anche-a-russia-e-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 07:55:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1320" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cuba" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba-1024x704.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba-1536x1056.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba-600x413.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un intervento Usa comincerebbe dopo l'invasione: controllare le città, garantire l’ordine, evitare sabotaggi...  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-e-cuba-non-solo-castro-dal-soffocamento-dellisola-un-messaggio-anche-a-russia-e-cina.html">Gli Usa e Cuba, non solo Castro: dal soffocamento dell&#8217;isola un messaggio anche a Russia e Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1320" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cuba" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba-1024x704.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba-1536x1056.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba-600x413.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi elettrica come anticamera della pressione americana. Cuba torna a essere ciò che è sempre stata nella geografia profonda del potere statunitense: non soltanto un’isola caraibica, ma una frontiera simbolica. A poca distanza dalla Florida, l<strong>’Avana rappresenta da oltre sessant’anni l’anomalia politica che Washington non ha mai davvero accettato. </strong>Oggi, però, quella anomalia appare più fragile che mai. Non perché il sistema cubano sia improvvisamente crollato, ma perché tre crisi si sovrappongono: quella energetica, quella sociale e quella strategica.</p>



<p>La visita del direttore della CIA <strong>John Ratcliffe </strong>all’Avana non è dunque un dettaglio diplomatico. È un segnale. Un segnale tanto più forte perché avviene mentre l’isola è piegata dai blackout, dalla carenza di carburante, dalla mancanza d’acqua, dall’inflazione alimentare e da un malcontento popolare che comincia a uscire dalle case e a occupare le strade. Il capo dell’intelligence americana non si reca nella capitale cubana per una semplice cortesia istituzionale. <strong>La sua presenza indica che Washington considera Cuba una questione ormai entrata nella fase critica.</strong></p>



<p>Il paradosso è evidente. Per decenni Cuba ha costruito la propria identità politica sulla resistenza all’impero americano. L’embargo è diventato un argomento di legittimazione, la povertà una disciplina rivoluzionaria, l’accerchiamento una spiegazione permanente delle difficoltà interne. Ma oggi questa narrazione incontra una realtà materiale durissima: quando la corrente manca per venti ore al giorno, quando i frigoriferi non conservano più il cibo, quando gli ospedali restano senza medicinali e l’acqua potabile diventa intermittente, anche il mito politico più radicato comincia a incrinarsi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Pentagono e l’opzione militare</h2>



<p>L’ordine impartito al Pentagono di aggiornare i piani operativi per eventuali azioni militari contro Cuba non va letto come un gesto burocratico. È il segnale che la Casa Bianca considera ormai l’isola non solo un problema ideologico, ma un possibile obiettivo di trasformazione politica. Le parole di <strong>Donald Trump</strong> su un possibile “passaggio” a Cuba dopo la fase più acuta del confronto con l’Iran hanno il tono provocatorio tipico del personaggio, ma rivelano una logica precisa: colpire l’avversario nel momento della sua massima vulnerabilità.</p>



<p>Il punto non è soltanto militare. È politico. Washington sembra voler verificare se il regime cubano sia arrivato al punto in cui la pressione economica, l’isolamento energetico e la minaccia armata possano produrre una rottura interna. Non necessariamente uno sbarco immediato, dunque, ma una sequenza più sofisticata: crisi sociale, pressione finanziaria, intimidazione militare, trattativa riservata con settori dell’élite e costruzione di una transizione controllata. In questo quadro, la visita della CIA assume un valore ancora più chiaro. <strong>L’intelligence serve a misurare la tenuta del sistema, a capire quali settori dell’apparato cubano siano ancora fedeli alla linea storica della rivoluzione </strong>e quali, invece, possano considerare una soluzione negoziata con Washington. Ogni crisi di regime è anche una crisi di informazioni: chi comanda davvero, chi può tradire, chi può trattare, chi può garantire l’ordine il giorno dopo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra economica contro l’isola</h2>



<p>La crisi cubana non è soltanto economica. È una crisi economica trasformata in arma politica. Il blocco dei rifornimenti energetici, le sanzioni contro chi commercia con l’isola, la difficoltà di ricevere petrolio dal Venezuela e dalla Russia, l’aumento dei costi marittimi e la paralisi dei trasporti hanno prodotto un effetto cumulativo devastante.</p>



<p>Cuba dipende dall’energia importata. Senza gasolio si fermano centrali elettriche, trasporti, distribuzione alimentare, attività private, ospedali, scuole e amministrazioni. Ogni nave cisterna diventa una questione di sopravvivenza nazionale. Il presidente Miguel Díaz-Canel accusa Washington di aver costruito un vero assedio energetico. Gli Stati Uniti rispondono offrendo aiuti economici, ma con una condizione politica implicita: nulla può cambiare davvero senza un cambio di leadership.</p>



<p><strong>Qui siamo davanti a uno schema classico di guerra economica. </strong>Non distruggere subito il nemico con i carri armati, ma restringergli progressivamente il campo di manovra fino a renderlo incapace di governare. Non bombardare subito le centrali, ma impedire che arrivino il carburante, i pezzi di ricambio, le navi, le assicurazioni, i finanziamenti. Non occupare subito il territorio, ma creare le condizioni perché il potere appaia inutile agli occhi della sua stessa popolazione.</p>



<p>La corrente elettrica diventa così una questione geopolitica. Il buio nelle case cubane non è solo il risultato di centrali vecchie, infrastrutture logorate e cattiva gestione interna. È anche l’effetto di una pressione esterna che punta a trasformare la vulnerabilità energetica in crisi di legittimità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le proteste e il limite della retorica rivoluzionaria</h2>



<p>Le manifestazioni popolari all’Avana contro i blackout, la mancanza d’acqua e il deterioramento delle condizioni di vita sono il sintomo più evidente di questa fase. In diversi quartieri della capitale, i cittadini sono scesi in strada battendo pentole e bidoni, mentre le autorità hanno rafforzato il dispiegamento di polizia e limitato l’accesso a internet in alcune aree.</p>



<p>La protesta nasce da bisogni elementari. <strong>Non da un programma politico compiuto, non da una strategia rivoluzionaria alternativa, ma dalla stanchezza quotidiana. </strong>La gente chiede elettricità, acqua, cibo, medicinali, trasporti, normalità. Ed è proprio questo che rende la crisi più pericolosa per il governo: non si tratta più soltanto di opposizione organizzata, ma di logoramento sociale diffuso.</p>



<p>Tuttavia Washington rischia di commettere un errore antico: confondere il malcontento contro il governo con il consenso verso un intervento straniero. Una popolazione esasperata può contestare il proprio potere politico senza per questo desiderare una restaurazione guidata dagli Stati Uniti. A Cuba la memoria dell’intervento americano, dell’embargo, dell’esilio e della sovranità ferita resta un elemento profondo della cultura nazionale.</p>



<p>Anche chi non crede più nella retorica della rivoluzione può non voler vedere i marines all’Avana. Ed è qui che l’opzione americana diventa strategicamente ambigua: può accelerare la crisi del regime, ma può anche offrirgli l’ultima grande giustificazione per ricompattare il Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una difesa debole ma una resistenza possibile</h2>



<p>Sul piano militare Cuba non può competere con gli Stati Uniti. Le sue forze armate sono limitate, tecnologicamente arretrate e basate in larga parte su equipaggiamenti di origine sovietica. Carri T-55 e T-62, vecchi mezzi blindati, artiglierie datate, sistemi antiaerei superati, una marina ridotta e un’aeronautica ormai quasi simbolica non possono sostenere un confronto convenzionale con la macchina militare americana.</p>



<p>Ma proprio questa debolezza rende più probabile una strategia diversa. Cuba non preparerebbe una guerra tra eserciti. Preparerebbe una guerra di resistenza. <strong>La dottrina della “guerra di tutto il popolo”, concepita ai tempi di Fidel Castro,</strong> resta il nucleo della difesa nazionale: trasformare l’invasione in occupazione difficile, la superiorità tecnologica americana in un problema politico, la vittoria militare in un pantano.</p>



<p>La distribuzione di guide alla popolazione, gli addestramenti civili, la propaganda sulla resistenza e le immagini di cittadini preparati alla difesa non sono soltanto gesti simbolici. Servono a dire che un eventuale intervento statunitense non si esaurirebbe nella neutralizzazione delle basi cubane. Il vero problema comincerebbe dopo: controllare le città, garantire l’ordine, evitare sabotaggi, proteggere infrastrutture, impedire una guerriglia urbana e gestire una popolazione impoverita ma non necessariamente disposta ad accettare un governo imposto dall’esterno.</p>



<p>Gli Stati Uniti potrebbero vincere la guerra in pochi giorni. Ma potrebbero non riuscire a governarne le conseguenze. È la lezione già vista altrove: abbattere un potere è più semplice che costruire un ordine nuovo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Iran, il Venezuela e la presunzione del cambio di regime</h2>



<p>Il paragone con l’Iran è inevitabile. Anche lì le proteste interne erano state lette da molti osservatori occidentali come il segnale di una vulnerabilità definitiva. Ma la pressione esterna, quando assume la forma dell’aggressione militare, spesso produce l’effetto contrario: ricompatta settori della popolazione attorno allo Stato, anche quando quello Stato è contestato.</p>



<p>Cuba potrebbe seguire una logica simile. <strong>Il disagio sociale non si traduce automaticamente in disponibilità ad accettare un intervento statunitense. </strong>La disperazione può diventare rivolta contro l’Avana, ma anche rabbia contro Washington, soprattutto se l’embargo energetico viene percepito come causa diretta della sofferenza quotidiana.</p>



<p>Ancora più delicato è il possibile modello venezuelano. L’ipotesi di un’operazione contro Raul Castro, sullo schema della cattura di <strong>Nicolas Maduro</strong>, avrebbe un enorme valore simbolico. Non si tratterebbe soltanto di colpire un anziano dirigente storico, ma di decapitare la memoria politica della rivoluzione cubana. <strong>Raul Castro,</strong> anche se non governa più direttamente come un tempo, resta il custode ultimo della legittimità storica del sistema.</p>



<p>Una sua incriminazione o cattura sarebbe accolta con entusiasmo dall’esilio cubano-americano della Florida e da una parte del mondo repubblicano. Ma sull’isola potrebbe produrre un effetto opposto: rafforzare l’idea che Washington non cerchi una transizione, ma una resa. E la resa, nella grammatica politica cubana, resta la parola più difficile da pronunciare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno della Dottrina Monroe</h2>



<p>La partita cubana non riguarda solo Cuba. Riguarda <strong>il ritorno della pressione diretta americana nello spazio caraibico e latinoamericano. </strong>Dopo il Venezuela, un’azione contro l’Avana segnerebbe la volontà di ricostruire una sfera di controllo continentale, eliminando gli ultimi residui politici dell’antiamericanismo novecentesco.</p>



<p>È la Dottrina Monroe che ritorna in forma aggiornata: non più soltanto “l’America agli americani”, ma “l’emisfero occidentale sotto disciplina strategica statunitense”. In questo schema, Cuba non è pericolosa per la sua forza. È pericolosa per ciò che rappresenta: la sopravvivenza di una sovranità ostile nel cortile di casa americano.</p>



<p><strong>Il messaggio sarebbe rivolto anche a Russia, Cina e Iran. </strong>A Mosca, per dire che gli Stati Uniti non tollerano più presenze simboliche o politiche ostili nei Caraibi. A Pechino, per limitare ogni possibilità di penetrazione economica e tecnologica nell’isola. A Teheran, per mostrare che l’asse antiamericano può essere colpito anche lontano dal Medio Oriente.</p>



<p>Sul piano geoeconomico, una Cuba riallineata agli Stati Uniti aprirebbe scenari enormi: turismo, porti, telecomunicazioni, energia, infrastrutture, edilizia, logistica caraibica, investimenti immobiliari, accesso privilegiato al mercato americano. L’isola potrebbe diventare un grande laboratorio di ricostruzione capitalistica. Ma il prezzo sarebbe altissimo: gestire la transizione di un Paese impoverito, polarizzato, istituzionalmente fragile e segnato da decenni di conflitto politico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il paradosso strategico americano</h2>



<p>Il vero interrogativo, dunque, non è se gli Stati Uniti siano in grado di colpire Cuba. Lo sono. Il punto è se siano in grado di governare le conseguenze politiche, sociali e regionali di quell’azione. Cuba è militarmente debole, economicamente strangolata, socialmente stanca. Ma proprio per questo è pericolosa. Gli Stati fragili non sono sempre facili da conquistare: spesso sono difficili da stabilizzare. Un intervento contro l’Avana potrebbe apparire, nei calcoli di Washington, come l’ultimo colpo a un regime esausto. Potrebbe invece trasformarsi in una nuova crisi caraibica: meno nucleare di quella del 1962, ma non meno gravida di conseguenze.</p>



<p>La visita della CIA, i piani del Pentagono, la crisi elettrica, le proteste popolari e il collasso energetico appartengono allo stesso quadro. <strong>Cuba è diventata il punto in cui la crisi umanitaria si trasforma in opportunità strategica. </strong>L’isola al buio non è solo un Paese che soffre. È un campo di pressione, un laboratorio di guerra economica, una prova generale di cambio di regime.</p>



<p>Ma la storia cubana insegna che l’isola ha costruito la propria identità proprio contro l’ipotesi dell’intervento americano. Ogni volta che Washington agita quella possibilità, rafforza anche il mito che vorrebbe distruggere. Questo è il paradosso finale: per far cadere il regime cubano, gli Stati Uniti potrebbero offrirgli l’ultima grande ragione per resistere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-e-cuba-non-solo-castro-dal-soffocamento-dellisola-un-messaggio-anche-a-russia-e-cina.html">Gli Usa e Cuba, non solo Castro: dal soffocamento dell&#8217;isola un messaggio anche a Russia e Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Arresti, pressione militare, embargo: Trump e Rubio preparano il colpo di mano a Cuba</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/arresti-pressione-militare-embargo-trump-e-rubio-preparano-il-colpo-di-mano-a-cuba.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 12:09:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260419205322453_95421b80f6de9c9c1a3183c133face88.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260419205322453_95421b80f6de9c9c1a3183c133face88.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260419205322453_95421b80f6de9c9c1a3183c133face88-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260419205322453_95421b80f6de9c9c1a3183c133face88-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260419205322453_95421b80f6de9c9c1a3183c133face88-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260419205322453_95421b80f6de9c9c1a3183c133face88-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260419205322453_95421b80f6de9c9c1a3183c133face88-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> L'amministrazione Trump, per mezzo del Segretario di Stato Rubio e dei suoi alleati, prepara il terreno per un cambio di regime a L'Avana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/arresti-pressione-militare-embargo-trump-e-rubio-preparano-il-colpo-di-mano-a-cuba.html">Arresti, pressione militare, embargo: Trump e Rubio preparano il colpo di mano a Cuba</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260419205322453_95421b80f6de9c9c1a3183c133face88.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260419205322453_95421b80f6de9c9c1a3183c133face88.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260419205322453_95421b80f6de9c9c1a3183c133face88-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260419205322453_95421b80f6de9c9c1a3183c133face88-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260419205322453_95421b80f6de9c9c1a3183c133face88-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260419205322453_95421b80f6de9c9c1a3183c133face88-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260419205322453_95421b80f6de9c9c1a3183c133face88-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un segnale dopo l&#8217;altro sembra indicare che la via delle <strong>trattative tra Usa e Cuba</strong> sia quantomeno in salita e che l&#8217;amministrazione di <strong>Donald Trump</strong>, principalmente per mezzo del Segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong> e dei suoi alleati, inizi a preparare il terreno per un <strong>cambio di regime a L&#8217;Avana</strong>. Da compiere <em>manu militari</em> o diversamente, non è dato saperlo. Ma la morsa sul presidente <strong>Miguel Diaz-Canel</strong> e il governo socialista di Cuba, oltre che sulla popolazione dell&#8217;Isla Grande, è sempre più asfissiante. </p>



<p>I fatti degli ultimi giorni permettono di confermarlo. Si possono leggere, infatti, in filigrana come complementari quattro dinamiche. Primo: ieri è arrivata la conferma dell&#8217;<strong>incriminazione ufficiale di Raul Castro</strong> per l&#8217;abbattimento di due aerei civili statunitensi nei cieli cubani nel 1996. L&#8217;<a href="https://it.insideover.com/politica/raul-castro-incriminato-negli-usa-puo-essere-condannato-a-morte-trump-e-rubio-alla-conquista-di-cuba.html" type="post" id="517870">ex presidente 94enne </a>e fratello del leader della Rivoluzione, Fidel Castro, è stato messo nel mirino del Dipartimento della Giustizia in una mossa che sembra al tempo stesso simbolica e politica, diretta al leader che fu nel 2015 fautore della breve distensione con Barack Obama. Secondo: nella notte italiana, l&#8217;<em>Immigration and Customs Enforcement </em>(Ice) ha arrestato in Florida <strong>Adys Lastres Morera</strong>, sorella del presidente del conglomerato cubano Gaesa controllato dalle forze armate, uno degli apparati nati per gestire l&#8217;economia di Cuba e lottare contro l&#8217;embargo americano. Gaesa è sicuramente un <strong>apparato piagato da corruzione e mala gestione,</strong> ma la sua presa sull&#8217;economia cubana è anche figlia delle condizioni create da un embargo sessantenne che ha isolato L&#8217;Avana dal mondo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Adys Lastres Morera is the sister of the Executive President of GAESA, the Cuban military-controlled financial conglomerate that steals millions in aid for the Cuban people at the behest of the regime.<br><br>Morera was managing real estate assets and living in Florida, while also…</p>&mdash; Secretary Marco Rubio (@SecRubio) <a href="https://twitter.com/SecRubio/status/2057594756377588038?ref_src=twsrc%5Etfw">May 21, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Terzo punto, la portaerei Uss Nimitz è stata schierata nell&#8217;area di operazione del <strong>Comando Meridionale (Southcom) che da settembre coordina l&#8217;Operazione Southern Spear</strong> in cui sono ricompresi gli attacchi ai presunti narcotrafficanti tra Mar dei Caraibi e Oceano Pacifico orientale, le manovre contro il Venezuela che hanno portato il 3 gennaio scorso alla cattura di Nicolas Maduro, le operazioni in coordinamento con l&#8217;Ecuador per colpire le basi della guerriglia e del traffico di droga e l&#8217;imposizione del blocco energetico a Cuba. </p>



<p>Infine, L&#8217;Avana è stata colpita da un ordine esecutivo <a href="https://sanctionsnews.bakermckenzie.com/president-trump-signs-new-executive-order-imposing-us-secondary-sanctions-targeting-cuba/">molto tecnico <strong>della Casa Bianca che introduce le cosiddette &#8220;sanzioni secondarie&#8221;</strong></a> per quelle aziende che commerciano in tecnologia, servizi e finanza con apparati legati al sistema politico e repressivo di Cuba. Una mossa che non cambia molto la realtà dei fatti circa la situazione concreta della popolazione, già allo stremo dopo lo stop alle forniture energetiche venezuelane a seguito della caduta di Maduro, ma segnala la <strong>volontà americana di isolare sempre di più il sistema al potere dal 1959</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cedere o subire</h2>



<p>Il capo della Cia <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-accerchiano-cuba-il-blocco-soffoca-lavana-rubio-usa-larma-degli-aiuti-il-capo-della-cia-in-visita.html" type="post" id="517214"><strong>John Ratcliffe</strong>,</a> visitando L&#8217;Avana, del resto di recente è stato chiaro: il governo Diaz Canel avrebbe dovuto negoziare o pagarne le conseguenze. Tutto sembra convergere nell&#8217;indicare che il programma di Washington sia orientato al <strong>cambio di cavallo a Cuba, alla fine del regime e al passaggio a un nuovo sistema politico</strong> usando le leve della pressione militare e sanzionatoria, dell&#8217;attacco giudiziario utilizzato per abbattere ogni ponte tra il regime vigente e l&#8217;ipotizzata Cuba futura, della caccia ai funzionari e ai loro congiunti che in qualche modo, vivendo nella grande comunità dei &#8220;cubani di Miami&#8221;, possono garantire continuità e collegamenti tra le due sponde del Mar dei Caraibi.</p>



<p>Del resto, l&#8217;obiettivo di Trump e Rubio è quello di avere un&#8217;America egemone nel suo emisfero. Cuba, dopo la svolta in Venezuela, è oggi l&#8217;ultimo avversario esplicito di peso, un avversario che Washington ha scelto, meno di dieci anni fa, di far tornare tale affondando la breve distensione. Nel frattempo, l&#8217;intrusione in America Latina continua, come ha raccontato <strong>Marianna Lentini, con operazioni politiche dall&#8217;Honduras alla Bolivia</strong>. Trump vuole che l&#8217;America Latina torni il cortile di casa di Washington. E ritiene Cuba la prima pianta infestante da estirpare, a qualunque costo. La popolazione dell&#8217;isola, in quest&#8217;ottica, è solo un dettaglio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/arresti-pressione-militare-embargo-trump-e-rubio-preparano-il-colpo-di-mano-a-cuba.html">Arresti, pressione militare, embargo: Trump e Rubio preparano il colpo di mano a Cuba</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Rubio, l’uomo di Tel Aviv alla Casa Bianca: l’Aipac si vanta di averlo &#8220;coltivato&#8221; per anni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/rubio-luomo-di-tel-aviv-alla-casa-bianca-laipac-si-vanta-di-averlo-coltivato-per-anni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 08:52:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1034" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260312091804902_1974c860841d156c8207def95ce2ed13-e1773303526348.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260312091804902_1974c860841d156c8207def95ce2ed13-e1773303526348.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260312091804902_1974c860841d156c8207def95ce2ed13-e1773303526348.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260312091804902_1974c860841d156c8207def95ce2ed13-e1773303526348.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260312091804902_1974c860841d156c8207def95ce2ed13-e1773303526348.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260312091804902_1974c860841d156c8207def95ce2ed13-e1773303526348.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260312091804902_1974c860841d156c8207def95ce2ed13-e1773303526348.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Marco Rubio, l'asset di Tel Aviv alla Casa Bianca: la confessione shock del capo dell'Aipac, ecco l'audio trapelato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/rubio-luomo-di-tel-aviv-alla-casa-bianca-laipac-si-vanta-di-averlo-coltivato-per-anni.html">Rubio, l’uomo di Tel Aviv alla Casa Bianca: l’Aipac si vanta di averlo &#8220;coltivato&#8221; per anni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1034" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260312091804902_1974c860841d156c8207def95ce2ed13-e1773303526348.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260312091804902_1974c860841d156c8207def95ce2ed13-e1773303526348.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260312091804902_1974c860841d156c8207def95ce2ed13-e1773303526348.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260312091804902_1974c860841d156c8207def95ce2ed13-e1773303526348.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260312091804902_1974c860841d156c8207def95ce2ed13-e1773303526348.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260312091804902_1974c860841d156c8207def95ce2ed13-e1773303526348.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260312091804902_1974c860841d156c8207def95ce2ed13-e1773303526348.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Che il Segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong>, &#8220;falco&#8221; vicino alle <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-colpo-di-stato-che-ha-portato-washington-ad-attaccare-liran.html">posizioni dei neoconservatori Usa</a>, fosse molto vicino a Israele e al premier Benjamin Netanyahu, era noto. Che fosse un vero e proprio &#8220;asset&#8221; di Tel Aviv, tuttavia, è tutt&#8217;altra questione ed è l&#8217;ennesimo caso di un politico americano che confonde gli interessi israeliani con quelli statunitensi, quasi fossero la stessa cosa. Un audio registrato di nascosto durante una sessione riservata del <em>Congressional Summit </em>2025 dell’Aipac, la più importante organizzazione filo-israeliana d&#8217;America, sta facendo molto discutere negli Stati Uniti. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Here’s that audio<br><br>AIPAC’s CEO identified Rubio, Waltz and Ratcliffe as de facto Israeli assets during an off the record meeting in DC <a href="https://t.co/SsqGPgMQm7">pic.twitter.com/SsqGPgMQm7</a> <a href="https://t.co/rJyz6gGjQ0">https://t.co/rJyz6gGjQ0</a></p>&mdash; Max Blumenthal (@MaxBlumenthal) <a href="https://twitter.com/MaxBlumenthal/status/2031883463192645651?ref_src=twsrc%5Etfw">March 12, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il giornalista investigativo <strong>Max Blumenthal</strong>, direttore di <em>The Grayzone</em>, ha pubblicato l’estratto in cui <strong>Elliott Brandt</strong>, Ceo dell’<em>American Israel Public Affairs Committee</em> dal 2024, descrive apertamente come l’organizzazione abbia «coltivato» per anni tre figure chiave della sicurezza nazionale nell’amministrazione Trump: il segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong>, l’ex consigliere per la sicurezza nazionale <strong>Mike Waltz</strong> (poi rimosso) e il direttore della Cia <strong>John Ratcliffe</strong>. Brandt parla senza filtri davanti a un pubblico di membri Aipac, in un panel <em>off-the-record</em> tenuto al <strong>Marriott Hotel di Washington</strong> nel febbraio 2025. Le sue parole sono inequivocabili: questi alti funzionari dell&#8217;amministrazione Trump sono stati sostenuti fin dall’inizio della carriera grazie a donatori pro-Israele legati all’organizzazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;attività di lobbying dell&#8217;Aipac</h2>



<p>Brandt cita espressamente Ratcliffe come uno dei primi candidati che incontrò personalmente quando era ancora un aspirante candidato al Congresso; per Rubio, Waltz e l’ex candidata ambasciatrice Onu Elise Stefanik, il Ceo sottolinea il comune percorso: tutti hanno ricevuto <strong>supporto finanziario massiccio da donatori pro-Israele</strong> durante le campagne elettorali, creando un rapporto privilegiato con l&#8217;organizzazione. Che ora può bussare alla porta di queste figure tutt&#8217;altro che marginali nell&#8217;amministrazione Trump, a cominciare dal Segretario di Stato e dal capo della Cia. Attività di <em>lobbying</em> condotta con grande successo. </p>



<p>L&#8217;Aipac, <a href="https://it.insideover.com/politica/aipac-la-lobby-usa-pro-israele-che-non-perde-mai.html">principale gruppo di pressione pro-Israele negli Stati Uniti</a>, è registrato come lobby interna e non come agente straniero ai sensi della <em>Foreign Agents Registration Act</em> (Fara). L’organizzazione respinge ogni accusa di ingerenza indebita, sottolineando che rappresenta interessi condivisi tra due alleati strategici e che le sue attività sono legali e trasparenti. Tuttavia, l&#8217;audio tiene vivo il dibattito sull&#8217;ingombrante influenza di Israele sulla politica estera Usa denunciata a suo tempo dai politologi di fama internazionale <strong>John J. Mearsheimer</strong> (Università di Chicago) e <strong>Stephen Walt</strong> (Università di Harvard) nel saggio <em><a href="https://youtu.be/RTksWA1I2UI?si=RW8eaXTcg4kH0RGO">The Israel Lobby and U.S. Foreign Policy</a></em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La confessione di Rubio</h2>



<p>L&#8217;audio è ancor più significativo se si pensa alle parole di Marco Rubio <a href="https://theintercept.com/2026/03/03/rubio-trump-iran-israel-war/">pronunciate lo scorso 2 marzo</a> a proposito della guerra contro l&#8217;Iran. Parlando con i giornalisti mentre si recava a un briefing di intelligence al Congresso, Rubio ha spiegato senza giri di parole come il governo Netanyahu abbia messo l’amministrazione Trump con le spalle al muro. <strong>«Sapevamo che ci sarebbe stata un’azione israeliana»</strong>, ha dichiarato Rubio. «Sapevamo che questo avrebbe provocato un attacco contro le forze americane e sapevamo che, se non fossimo intervenuti preventivamente, avremmo subito perdite più pesanti».</p>



<p>In poche parole, il più alto diplomatico americano <strong>ha confessato che Washington</strong> <strong>ha dovuto attaccare l’Iran per proteggere le proprie truppe</strong> da una reazione che sarebbe arrivata comunque a causa delle mosse di Tel Aviv. L&#8217;episodio non è un caso isolato. È l’ennesima dimostrazione di quanto profonda sia l’influenza di Israele sulle scelte di Washington, soprattutto quando si tratta di Medio Oriente. Da decenni Israele riceve dagli Usa più aiuti militari di qualsiasi altro Paese: <strong>oltre 300 miliardi di dollari</strong> in totale dalla fondazione dello Stato ebraico. Solo dal 2023, all’inizio della guerra di Gaza, gli Stati Uniti hanno stanziato altri <strong>21,7 miliardi di dollari</strong> (<a href="https://costsofwar.watson.brown.edu/paper/AidToIsrael">dati del <em>Costs of War Project</em> della Brown University</a>).</p>



<p>Il dubbio, a questo punto, è più che lecito: Rubio è il Segretario di Stato degli Stati Uniti o il Segretario di Stato di Netanyahu a Washington? </p>



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