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Media e Potere

Joe Kent a Carlson: “Israele ci ha trascinato in guerra. Su Charlie Kirk tante domande senza risposta”

In un’intervista esplosiva andata in onda ieri sera sul suo show online, l’ex conduttore Fox News Tucker Carlson ha ospitato Joe Kent, l’ex direttore del National Counterterrorism Center (Nctc) che si è dimesso appena pochi giorni prima proprio per protestare...

In un’intervista esplosiva andata in onda ieri sera sul suo show online, l’ex conduttore Fox News Tucker Carlson ha ospitato Joe Kent, l’ex direttore del National Counterterrorism Center (Nctc) che si è dimesso appena pochi giorni prima proprio per protestare contro l’entrata in guerra degli Stati Uniti contro l’Iran. Kent, uno dei più stretti collaboratori dell’amministrazione Trump in materia di antiterrorismo, non ha usato giri di parole: ha accusato Israele di aver spinto Washington verso il conflitto e ha collegato l’assassinio di Charlie Kirk – uno dei più fedeli consiglieri di Trump, ucciso nel settembre 2025 – alla sua netta opposizione alla guerra e al suo desiderio di “ripensare il rapporto con gli israeliani”. «Gli israeliani – ha affermato Kent – hanno guidato la decisione di prendere questa azione, che sapevamo avrebbe innescato una serie di eventi perché gli iraniani avrebbero reagito».

Secondo Kent, non esisteva alcuna prova che indicasse un pericolo imminente di attacco iraniano agli Usa né un programma nucleare iraniano sul punto di completarsi, come peraltro ammesso anche da Tulsi Gabbard, direttrice dell’intelligence nazionale statunitense (Dni). Kent ha ricordato che dal 2003-2004 esiterebbe una fatwa (decreto religioso) iraniana che proibirebbe lo sviluppo di armi nucleari. Kent si riferisce al fatto che – benché non esista un documento formale o un testo scritto ufficiale come altre fatwa – in quel periodo Khamenei ha emesso una dichiarazione orale (non scritta) che vietava la produzione e l’uso di armi di distruzione di massa (inclusi i nucleari), dichiarandoli haram (proibiti dall’Islam).

Kent e le rivelazioni sul caso Charlie Kirk

Ma il cuore dell’intervista è stato il racconto personale su Charlie Kirk. Kent ha rivelato di aver incontrato per l’ultima volta il fondatore di Turning Point USA nel giugno 2025, proprio nel West Wing della Casa Bianca: «L’ultima volta che ho visto Charlie Kirk su questa Terra è stato in giugno, nel West Wing. Mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: ‘Joe, fermaci dall’entrare in guerra con l’Iran’».

Kent ha proseguito: «Uno dei più stretti consiglieri del presidente Trump, che stava spingendo con forza affinché non andassimo in guerra con l’Iran e per ripensare almeno il nostro rapporto con gli israeliani, è stato improvvisamente assassinato in pubblico e ci è stato detto di non fare domande su questo…»

L’ex capo del counterterrorism ha aggiunto che l’indagine del National Counterterrorism Center su possibili legami esteri nell’omicidio di Kirk – compresa l’analisi dei messaggi di testo pubblici che mostravano pressioni da parte di donatori pro-Israele – è stata bruscamente interrotta: «L’indagine di cui facevo parte è stata fermata. Non ci è stato permesso di continuare. Ma c’erano ancora molte cose da approfondire che non posso rivelare qui. Ci sono domande senza risposta».

Naturalmente, Joe Kent si è fatto nemico l’intero complesso militar-industriale e non solo. Secondo la stampa americana, tra cui Axios e FoxNews, l’ex funzionario antiterrorismo sarebbe sotto indagine dell’Fbi da mesi con l’accusa di aver divulgato informazioni classificate. Accuse tutte da provare, nell’attesa che l’indagine venga effettivamente confermata.

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