<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ilham Aliyev Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/ilham-aliyev-2/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/ilham-aliyev-2</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 14 Jul 2025 07:07:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Ilham Aliyev Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/ilham-aliyev-2</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Azerbaigian, Siria, Israele: la strategia della Turchia tra Medio Oriente e Caucaso</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/azerbaigian-siria-israele-la-strategia-della-turchia-tra-medio-oriente-e-caucaso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2025 07:07:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=477745</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071316211080_bdcdb854e043e0949a4d77f8e36ec269.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071316211080_bdcdb854e043e0949a4d77f8e36ec269.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071316211080_bdcdb854e043e0949a4d77f8e36ec269-600x378.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071316211080_bdcdb854e043e0949a4d77f8e36ec269-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071316211080_bdcdb854e043e0949a4d77f8e36ec269-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071316211080_bdcdb854e043e0949a4d77f8e36ec269-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071316211080_bdcdb854e043e0949a4d77f8e36ec269-1536x969.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La recente visita del presidente siriano Ahmad al-Sharaa in Azerbaijan per incontrare il leader di Baku Ilham Aliyev e l'annuncio dell'avvio di colloqui tra funzionari di Damasco ed esponenti israeliani proprio nel Paese caucasico sono due importanti notizie che vanno nella direzione della ridefinizione degli equilibri mediorientali e, soprattutto, mostrano la volontà di marcare il territorio da parte di una sempre più ambiziosa e dinamica Turchia. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/azerbaigian-siria-israele-la-strategia-della-turchia-tra-medio-oriente-e-caucaso.html">Azerbaigian, Siria, Israele: la strategia della Turchia tra Medio Oriente e Caucaso</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071316211080_bdcdb854e043e0949a4d77f8e36ec269.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071316211080_bdcdb854e043e0949a4d77f8e36ec269.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071316211080_bdcdb854e043e0949a4d77f8e36ec269-600x378.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071316211080_bdcdb854e043e0949a4d77f8e36ec269-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071316211080_bdcdb854e043e0949a4d77f8e36ec269-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071316211080_bdcdb854e043e0949a4d77f8e36ec269-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071316211080_bdcdb854e043e0949a4d77f8e36ec269-1536x969.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La recente visita del presidente siriano <strong>Ahmad al-Sharaa in Azerbaijan</strong> per incontrare il leader di Baku Ilham Aliyev e l&#8217;annuncio dell&#8217;avvio di colloqui tra funzionari di Damasco ed esponenti israeliani proprio nel Paese caucasico sono due importanti notizie che vanno nella direzione della ridefinizione degli equilibri mediorientali e, soprattutto, mostrano la volontà di marcare il territorio da parte di una sempre più ambiziosa e dinamica <strong>Turchia</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Scenari diplomatici tra Medio Oriente e Caucaso</h2>



<p>Pochi giorni dopo che si era vociferato di <a href="https://it.insideover.com/politica/una-base-turca-in-azerbaijan-la-mossa-che-puo-animare-il-caucaso.html">una possibile apertura di una <strong>base turca in Azerbaijan</strong>, notizia che non poteva non preoccupare Israele</a>, e dopo che <strong>l&#8217;incontro alla Casa Bianca tra Donald <a href="https://it.insideover.com/politica/norman-finkelstein-netanyahu-e-trump-vogliono-liran-in-schiavitu-ma-non-ce-la-faranno.html">Trump e Benjamin Netanyahu</a></strong> ha aperto alla possibilità della distensione Tel Aviv-Damasco la visita di Stato del leader siriano a Baku ha mostrato sia come l&#8217;Azerbaijan voglia mediare un processo di cambiamento degli equilibri mediorientali che ha al centro la possibilità di un futuro confronto muscolare tra i due primattori rimasti in campo in Medio Oriente, che sono peraltro gli alleati del regime di Aliyev: <strong>proprio la Turchia e Israele.</strong> </p>



<p>Dopo il rovesciamento di Bashar al-Assad da parte della coalizione ribelle guidata proprio da al-Sharaa col <em>nome de guerre</em> <strong>Abu Mohammad Al-Jolani</strong> e dopo l&#8217;estensione dell&#8217;influenza geopolitica della Turchia alla Siria, la dinamica di confronto tra Ankara e Tel Aviv si è rafforzata, con la prima che non ha fatto mistero di considerare il Paese levantino una sua proiezione, ha rafforzato la <strong>retorica panislamica</strong> contro lo Stato Ebraico per Gaza e le altre guerre ove è coinvolto e ha iniziato a espandere le sue ambizioni militari e diplomatiche. Israele non è rimasta a guardare e ha <strong>dapprima colpito pesantemente la Siria</strong> per obliterare le capacità militari del governo di al-Sharaa e poi ha cercato il colpo grosso contro l&#8217;Iran per proseguire un processo di ridisegnamento del Medio Oriente interrotto dal cessate il fuoco con Teheran.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Baku media sulla Siria per riavvicinare Turchia e Israele</h2>



<p>Tutto sembrava convergere per fare del confronto Ankara-Tel Aviv un punto di svolta futuro possibile per il Medio Oriente, come ha scritto sul <a href="https://www.ft.com/content/a0648ab9-a169-4451-bd4f-a7279b5235cf"><em>Financial Times</em> Aslı Aydıntaşbaş, direttore del Turkey Project presso la Brookings Institution, ricordando che</a> &#8220;il conflitto è sia ideologico che geopolitico&#8221;, perché <strong>Recep Tayyip Erdogan e Benajmin Netanyahu</strong> sono sostenuti da ambiziosi alleati ultra-nazionalisti e &#8220;in una regione già instabile, un duello tra due delle forze armate più forti del Medio Oriente – entrambe alleate degli Stati Uniti – <strong>potrebbe ulteriormente erodere il fragile equilibrio di potere&#8221; nell&#8217;area.</strong> </p>



<p>Da qui la volontà di Baku di raffreddare tensioni che, altrimenti, eroderebbero il sistema di alleanze e di accelerare una trattativa capace di pagare pegno a tutti: alla Turchia, perché espander la legittimazione del protetto al-Sharaa è nel suo interesse; a Israele, che vuole con la distensione con Damasco veder riaffermata una sua posizione di forza; in ultima istanza anche a chi, come gli Usa, sperano in una ridefinizione a loro favorevole degli equilibri e delle tensioni regionali. </p>



<p><strong>L&#8217;Azerbaijan inizierà a fornire gas alla Siria via Turchia</strong> ma è al contempo uno dei <strong>maggiori acquirenti di armi israeliane</strong> e non potrebbe permettersi questa contraddizione. La sensazione è che Baku voglia, sostenuta da Ankara, cristallizzare i nuovi equilibri e creare una situazione favorevole a comporre il grande gioco mediorientale come patto di potere tra i maggiori attori coinvolti. E, en passant, sul breve periodo mostrare a chi come Iran e Russia ha avuto più da perdere dalla caduta di Assad che Ankara sta colmando alcuni vuoti politici. Un messaggio che va oltre il Medio Oriente, anche alla luce delle recenti tensioni tra Baku e Mosca e del recente conflitto dei dodici giorni tra Israele e Iran. Tra Medio Oriente e Caucaso molto è in ridefinizione. E tante strade portano, per ora, a Baku.</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/azerbaigian-siria-israele-la-strategia-della-turchia-tra-medio-oriente-e-caucaso.html">Azerbaigian, Siria, Israele: la strategia della Turchia tra Medio Oriente e Caucaso</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>COP 29 in Azerbaigian, ecco perché è un fallimento annunciato</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/cop-29-in-azerbaigian-un-fallimento-annunciato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2024 16:15:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[COP29]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=444993</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1306" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241115073538755_20754cbdfe6c476d20f5425e1b8e686e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cop29" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241115073538755_20754cbdfe6c476d20f5425e1b8e686e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241115073538755_20754cbdfe6c476d20f5425e1b8e686e-600x408.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241115073538755_20754cbdfe6c476d20f5425e1b8e686e-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241115073538755_20754cbdfe6c476d20f5425e1b8e686e-1024x697.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241115073538755_20754cbdfe6c476d20f5425e1b8e686e-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241115073538755_20754cbdfe6c476d20f5425e1b8e686e-1536x1045.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Assenti quasi tutti i leader più importanti, la Cop29 affronta lo spinoso problema dei finanziamenti al Sud del mondo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/cop-29-in-azerbaigian-un-fallimento-annunciato.html">COP 29 in Azerbaigian, ecco perché è un fallimento annunciato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1306" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241115073538755_20754cbdfe6c476d20f5425e1b8e686e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cop29" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241115073538755_20754cbdfe6c476d20f5425e1b8e686e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241115073538755_20754cbdfe6c476d20f5425e1b8e686e-600x408.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241115073538755_20754cbdfe6c476d20f5425e1b8e686e-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241115073538755_20754cbdfe6c476d20f5425e1b8e686e-1024x697.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241115073538755_20754cbdfe6c476d20f5425e1b8e686e-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241115073538755_20754cbdfe6c476d20f5425e1b8e686e-1536x1045.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli oltre 100 capi di Stato e di Governo che martedì e mercoledì hanno partecipato all&#8217;inizio della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, <a href="https://it.insideover.com/ambiente/greenwashing-diritti-negati-leredita-del-nagorno-karabakh-sullazerrbaijan-lombra-di-una-cop-in-cui-non-si-parlera-di-clima.html">COP29</a>, in Azerbaigian, sono tornati a casa. <strong>È rimasto l&#8217;ex calciatore Ronaldinho</strong>, arrivato con un jet privato, accolto forse anche lui dai souvenir dell&#8217;Opec, e farà compagnia ai negoziatori che ancora una volta cercheranno di evitare che un evento cruciale per il futuro della politica climatica globale finisca con un nulla di fatto. L&#8217;evento si protrarrà fino al 22 novembre, ma la mancanza di alcuni dei principali leader mondiali ha fatto parlare a molti analisti di fallimento annunciato.</p>



<p>Tra i nomi assenti si segnalano Xi Jinping, Narendra Modi, Luiz Inácio Lula da Silva, Vladimir Putin, <a href="https://it.insideover.com/politica/ue-von-der-leyen-bis-in-bilico-tra-le-liti-sulla-commissione-e-lasse-macron-orban.html">Ursula von der Leyen,</a> Emmanuel Macron, Olaf Scholz e Joe Biden. <strong>L&#8217;assenza degli Stati Uniti, in particolare, è un elemento di grande rilevanza,</strong> dato il ruolo che il Paese ha storicamente giocato nelle trattative sul clima. Anche se Biden aveva delegato la vicepresidente Kamala Harris all&#8217;evento nel 2023, quest&#8217;anno la rappresentanza americana è stata affidata a John Podesta, consigliere senior per la politica climatica internazionale.</p>



<p>Il clima è stato cupo ovviamente anche a causa del discorso elettorale del neoeletto capo della Casa Bianca, <strong>Donald Trump</strong>, tutto incentrato sui combustibili fossili e ancora fresco nella mente di molti. I negoziatori dei 197 Paesi coinvolti erano riusciti a contenere l&#8217;amministrazione Trump precedente, che aveva tentato senza riuscirci di uscire dall&#8217;Accordo di Parigi. Questa volta, i delegati sanno che il team Trump 2.0 potrebbe aver imparato dall&#8217;esperienza, potrebbe essere più compatto e infliggere danni più difficili da contenere. <strong>A peggiorare le cose c&#8217;è l&#8217;ascesa di partiti climascettici e sovranisti in tutto il mondo</strong>, che potrebbero mettersi di traverso alla decarbonizzazione dell&#8217;economia.</p>



<p>Il tema centrale della COP 29 è rappresentato dalla necessità di formalizzare un <strong>nuovo obiettivo collettivo quantificato di finanziamento per il clima (NCQG) rivolto ai Paesi in via di sviluppo</strong>. L&#8217;obbiettivo è chiaramente ambizioso: superare l&#8217;importo fissato durante la COP 19 di Copenaghen (2009), che ammontava a 100 miliardi di dollari all&#8217;anno. Secondo l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite,<strong> le necessità di finanziamento dei Paesi in via di sviluppo si aggirano attorno ai 500 miliardi di dollari all&#8217;anno</strong>, mentre altre stime parlano di un fabbisogno pari a 1.000 miliardi di dollari annuali.</p>



<p>Le implicazioni di questo focus finanziario sono molteplici. Da una parte, la somma di denaro necessario per sostenere le iniziative climatiche nei Paesi in via di sviluppo è elevata, e richiede la cooperazione internazionale. Dall&#8217;altra, la difficoltà di garantire questi finanziamenti rende evidente <strong>la necessità di un impegno serio da parte delle nazioni più sviluppate</strong>. La comunità internazionale deve affrontare la questione del come e del chi fornirà questi fondi, un dibattito che si prevede sarà centrale nelle discussioni di Baku.</p>



<p>Oltre alla questione del finanziamento, la COP 29 si concentrerà su diversi impegni industriali, come <strong>l&#8217;aumento della capacità di stoccaggio delle batterie, l&#8217;estensione delle reti elettriche</strong>, riduzione delle emissioni di metano, piani d&#8217;azione per il turismo e la gestione dell&#8217;acqua. Tuttavia, l&#8217;attenzione rivolta alla &#8220;transizione dai combustibili fossili nei sistemi energetici&#8221; solleva interrogativi. il Paese ospitante di quest&#8217;anno non ha contribuito molto alla causa, usando il discorso inaugurale per <strong>definire la ricchezza petrolifera del suo paese un “dono di Dio”</strong>. Il presidente <strong>Ilham Aliyev</strong> è un vero autocrate impegnato in un&#8217;opera repressiva contro giornalisti e studiosi critici, e ha accumulato un&#8217;immensa ricchezza familiare grazie al dono di cui sopra.</p>



<p>La decisione di <strong>Javier Milei</strong>, presidente argentino, di ritirare la delegazione argentina dai negoziati è stata descritta come &#8220;senza senso&#8221; e un &#8220;brutto colpo&#8221; per gli sforzi internazionali che mirano a fronteggiare la crisi climatica. Secondo il giornalista climatico Ferdinando Cutugno, quest&#8217;atto è visto come parte di una reazione a catena di matrice trumpiana, dove le forze della destra sovranista non si limitano a isolare il proprio paese, ma cercano anche di erodere il progresso collettivo sulla questione climatica. Sull&#8217;altro fronte, il premier italiano <strong>Giorgia Meloni</strong> ha destato stupore con la sua dichiarazione riguardante la fusione nucleare, un’alternativa energetica che rimane teorica e non praticabile nel breve termine, soprattutto considerando l&#8217;urgenza di risorse energetiche concrete e implementabili.</p>



<p>In un contesto nel quale Podesta ha fatto un appello alla responsabilità e un riconoscimento degli errori passati, l’atmosfera si è fatta pesante. L&#8217;inviato americano ha sottolineato che <strong>“i fatti rimangono fatti e la scienza rimane scienza”</strong>, ma poi ha aggiunto che nelle democrazie a decidere sono gli elettori, e quelli americani hanno votato &#8211; ha ammesso &#8211; per un climascettico. Peraltro appoggiato da un altro climascettico che è anche incidentalmente l&#8217;uomo più ricco del mondo.</p>



<p>La COP 29 si trova all&#8217;incrocio di molteplici crisi. In un momento in cui è necessario concentrare risorse e finanziamenti per aiutare il Sud globale, molti capi di Stato del Nord globale  scelgono di rimanere a casa. La questione della finanza pubblica per il clima viene raccontata come un dovere storico, politico e morale, riconosciuto sia dalla scienza che dai trattati sul clima, ma ogni volta che i leader decidono di non essere presenti in un contesto cruciale,<strong> il messaggio che ricevono i Paesi in via di sviluppo è di abbandono e disinteresse.</strong></p>



<p>Il discorso di Podesta è il simbolo della retorica della &#8220;resilienza&#8221; contro la realtà concreta della politica delle potenze. Lo stesso despota Aliyev ha avuto il merito, indiretto, di evidenziare l&#8217;ipocrisia che aleggia da tempo nei colloqui sul clima, criticando la stampa statunitense per aver definito l&#8217;Azerbaigian uno &#8220;Stato petrolifero&#8221;, <strong>nonostante gli Stati Uniti producano venti volte più petrolio e gas.</strong> E che dire dell&#8217;UE, che prima ha richiesto all’Azerbaigian di incrementare la produzione di combustibili per evitare carenze energetiche durante la guerra in Ucraina, per poi criticarne la scarsa ambizione nella riduzione delle emissioni?</p>



<p>L&#8217;amministrazione uscente di Biden si rivolge, per cercare di far avanzare le trattative, a gruppi indigeni, attivisti giovanili, ONG e difensori dell’ambiente qualunque. Guarda con speranza agli Stati ancora in mano ai Dem, alle grandi città che ancora rifiutano Trump, sottolineando una realtà in cui il supporto bipartisan potrebbe consentire una certa continuità nel progresso ecologico. Ma quel consenso comune si è frantumato &#8211; nella polarizzazione tra l&#8217;America rurale reazionaria, alleata con i<em> tech bros</em> accelerazionisti, e il ceto urbano più élite che chiedono la <em>rivoluzione green</em> &#8211; innanzitutto nella politica statunitense. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/cop-29-in-azerbaigian-un-fallimento-annunciato.html">COP 29 in Azerbaigian, ecco perché è un fallimento annunciato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 53/168 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-06-26 13:40:33 by W3 Total Cache
-->