<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Bill gates Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/bill-gates-5/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/bill-gates-5</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 12 Aug 2026 04:33:11 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Bill gates Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/bill-gates-5</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Il cervello è il nuovo campo di battaglia, collegare mente e macchina è l&#8217;obiettivo</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/il-cervello-e-il-nuovo-campo-di-battaglia-collegare-mente-e-macchina-e-lobiettivo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 04:32:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=525186</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="329" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2207060489-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2207060489-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2207060489-612x612-1-300x161.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2207060489-612x612-1-600x323.jpg 600w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Stati Uniti, Cina e Silicon Valley investono miliardi nella conquista dell’ultima frontiera: collegare mente e macchina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/il-cervello-e-il-nuovo-campo-di-battaglia-collegare-mente-e-macchina-e-lobiettivo.html">Il cervello è il nuovo campo di battaglia, collegare mente e macchina è l&#8217;obiettivo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="329" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2207060489-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2207060489-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2207060489-612x612-1-300x161.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2207060489-612x612-1-600x323.jpg 600w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Per secoli il potere si è misurato attraverso il controllo delle risorse fisiche: terre, energia, rotte commerciali, materie prime. Nel XXI secolo la competizione strategica si è spostata prima sui dati, poi sugli algoritmi e infine sull’intelligenza artificiale. Ora il nuovo terreno della rivalità globale potrebbe essere ancora più delicato: il <strong>cervello umano</strong>. Le neuroscienze sono entrate nella partita geopolitica. Interfacce cervello-computer (<em>Brain-Computer Interface</em>, BCI), stimolazione neurale, neuroprotesi e sistemi di intelligenza artificiale capaci di interpretare segnali cerebrali stanno trasformando quello che fino a pochi anni fa sembrava un territorio confinato alla fantascienza in un settore industriale e scientifico strategico.</p>



<p>La posta in gioco non è soltanto medica. Le applicazioni più immediate riguardano pazienti con paralisi, malattie neurodegenerative o lesioni neurologiche. Ma attorno a queste tecnologie si sta sviluppando una competizione molto più ampia: chi controllerà le infrastrutture, i brevetti e <strong>soprattutto i dati generati dal cervello</strong> potrà ottenere un vantaggio economico e strategico paragonabile a quello conquistato dai leader dell’intelligenza artificiale. È la nuova corsa allo spazio, ma con un confine molto più vicino: la mente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Usa, 3 miliardi di dollari per capire e collegare il cervello</h2>



<p>Washington ha iniziato a considerare la neurotecnologia un settore strategico già più di un decennio fa. Nel 2013 l’amministrazione Obama lanciò la <strong><em>BRAIN Initiative (Brain Research Through Advancing Innovative Neurotechnologies)</em></strong>, un gigantesco programma federale destinato ad accelerare lo studio del cervello attraverso strumenti avanzati di imaging, intelligenza artificiale, neuroscienze computazionali e tecnologie di interfaccia neurale. Dal 2014 il programma ha investito <strong>oltre 3 miliardi di dollari</strong> finanziando più di <strong>1.300 progetti di ricerca</strong>.</p>



<p>Il finanziamento annuale resta imponente: il budget della <em>BRAIN Initiative</em> del <em>National Institutes of Health</em> è stato di <strong>402 milioni di dollari nel 2024</strong> e di <strong>321 milioni nel 2025</strong>, con fondi distribuiti attraverso diversi istituti NIH e il programma <em>21st Century Cures Act</em>. Ma la ricerca americana non si limita alla medicina.</p>



<p>La DARPA, l’agenzia del Pentagono responsabile dei programmi tecnologici avanzati, da anni finanzia progetti sulle interfacce neurali con un interesse evidente anche per le applicazioni militari: migliorare la comunicazione uomo-macchina, sviluppare sistemi di assistenza cognitiva e studiare nuove modalità di interazione con dispositivi complessi. Tra i programmi più noti figurano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>NESD (<em>Neural Engineering System Design)</em></strong>, dedicato allo sviluppo di interfacce ad alta risoluzione tra cervello e computer;</li>



<li><strong>N3 (<em>Next-Generation Nonsurgical Neurotechnology</em>)</strong>, orientato verso sistemi neurali meno invasivi;</li>



<li>programmi sulla memoria e sulla riabilitazione neurologica.</li>
</ul>



<p>Il punto centrale è che il cervello sta diventando una nuova infrastruttura tecnologica. Come Internet ha trasformato la comunicazione e l’intelligenza artificiale sta trasformando il lavoro, le neurotecnologie potrebbero cambiare il rapporto tra essere umano e macchina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Musk, Bezos, Gates e la nuova industria neurale</h2>



<p>Se la ricerca pubblica ha aperto la strada, il capitale privato sta accelerando la corsa. Il nome più famoso è naturalmente quello di <strong>Elon Musk</strong>. Con <strong>Neuralink</strong>, fondata nel 2016, il fondatore di Tesla e SpaceX ha portato il tema delle interfacce neurali al centro dell’attenzione globale. L’obiettivo dichiarato dell’azienda è sviluppare un impianto cerebrale capace di permettere al cervello umano di comunicare direttamente con computer e dispositivi digitali. La prima applicazione riguarda pazienti con gravi disabilità motorie. Nel 2025 Neuralink ha raccolto <strong>650 milioni di dollari</strong> in un nuovo round di finanziamento, con una valutazione indicata intorno ai <strong>9 miliardi di dollari</strong> prima dell’operazione. </p>



<p>Il dispositivo dell’azienda utilizza un piccolo impianto inserito nel cervello attraverso una procedura chirurgica robotizzata. L’obiettivo iniziale è consentire ai pazienti di controllare cursori, computer e dispositivi digitali attraverso l’attività neurale. Ma Musk guarda oltre la medicina. La sua visione strategica è legata al <strong>rapporto tra esseri umani e intelligenza artificiale</strong>: secondo il miliardario americano, una connessione più diretta tra cervello e macchina potrebbe diventare una risposta alla crescita dei sistemi di IA avanzata.</p>



<p>Neuralink però non è sola. Uno dei principali concorrenti è <strong>Synchron</strong>, società nata in Australia e poi sviluppatasi negli Stati Uniti, che ha scelto una strada tecnologica diversa: il suo dispositivo, chiamato Stentrode, viene inserito attraverso i vasi sanguigni, evitando un intervento diretto sul tessuto cerebrale. Synchron ha attirato investimenti da alcuni dei più importanti nomi della tecnologia mondiale. Tra i finanziatori figurano fondi collegati a <strong>Jeff Bezos</strong> e <strong>Bill Gates</strong>, oltre a società di venture capital specializzate nel settore biotech. </p>



<p>Anche altri investitori della Silicon Valley hanno puntato sul settore. Il caso delle neurotecnologie segue lo stesso schema già visto con l’intelligenza artificiale: grandi capitali privati, università d’eccellenza e startup che cercano di trasformare una scoperta scientifica in una piattaforma commerciale globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Cina prepara la controffensiva</h2>



<p>La vera sfida geopolitica, però, è quella tra Washington e Pechino. La Cina ha inserito le interfacce cervello-computer tra le tecnologie emergenti considerate strategiche, con un approccio fortemente coordinato tra governo, università e industria. Pechino punta a costruire una filiera autonoma che comprenda chip neurali, materiali avanzati, algoritmi di decodifica e applicazioni cliniche.</p>



<p><strong>Un piano nazionale cinese sulle BCI punta a sviluppare una filiera competitiva</strong> e a raggiungere una maggiore maturità industriale entro il 2030. Secondo una recente analisi del panorama clinico cinese delle BCI, il Paese ha registrato una rapida crescita degli studi clinici: sono stati analizzati <strong>134 trial clinici</strong>, con una forte concentrazione nei poli tecnologici di Guangdong, Shanghai e Jiangsu. La strategia cinese segue un modello già sperimentato in altri settori: batterie, veicoli elettrici, pannelli solari e telecomunicazioni. Lo Stato identifica un settore chiave, finanzia la ricerca, coordina università e aziende e punta a conquistare quote del mercato globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nuovo petrolio saranno i dati cerebrali</h2>



<p>La questione più delicata riguarda forse il patrimonio più prezioso prodotto dalle neurotecnologie: i <strong>dati</strong>. Un’interfaccia cervello-computer non raccoglie semplicemente informazioni personali come uno smartphone. Registra segnali direttamente collegati all’attività neuronale.</p>



<p>Oggi queste informazioni vengono utilizzate soprattutto per controllare dispositivi o ricostruire funzioni perse. Ma il loro potenziale futuro apre interrogativi enormi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>chi possiede i dati neurali?</li>



<li>chi può conservarli?</li>



<li>possono essere utilizzati commercialmente?</li>



<li>quali protezioni servono contro violazioni informatiche?</li>
</ul>



<p>La comunità scientifica internazionale ha iniziato a parlare di <strong>neurodiritti</strong>, cioè nuovi principi giuridici destinati a proteggere autonomia mentale, privacy cognitiva e libertà individuale. Il rischio è che il cervello diventi la prossima grande frontiera dello sfruttamento dei dati. Dopo aver trasformato i comportamenti digitali in una risorsa economica, il capitalismo tecnologico potrebbe entrare in una fase ancora più profonda: l’analisi e l’elaborazione dei segnali biologici.</p>



<p>La rivoluzione delle neuroscienze non implica che domani sarà possibile leggere liberamente i pensieri o controllare la mente umana a distanza. Molte delle promesse più radicali restano ancora lontane e richiedono risultati scientifici che non sono stati raggiunti. <strong>Ma la competizione industriale è già iniziata. </strong>Gli Stati Uniti hanno una leadership consolidata nella ricerca e nel capitale privato. La Cina sta costruendo una strategia nazionale per colmare il divario. La Silicon Valley vede nelle neurotecnologie il possibile prossimo mercato da centinaia di miliardi di dollari.</p>



<p>Il cervello umano potrebbe diventare ciò che furono il petrolio nel Novecento e i dati nel primo ventennio del Duemila: una risorsa strategica attorno alla quale si costruiscono potere, ricchezza e influenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/il-cervello-e-il-nuovo-campo-di-battaglia-collegare-mente-e-macchina-e-lobiettivo.html">Il cervello è il nuovo campo di battaglia, collegare mente e macchina è l&#8217;obiettivo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dietro lo stop di Microsoft al cloud per l&#8217;Idf la spinta sull&#8217;Ia nei Paesi del Golfo</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/dietro-lo-stop-di-microsoft-al-cloud-per-lidf-la-spinta-sullia-nei-paesi-del-golfo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 08:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Azure]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=487371</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1169" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Microsoft-intelligenza-artificiale-AI.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Microsoft-intelligenza-artificiale-AI.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Microsoft-intelligenza-artificiale-AI-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Microsoft-intelligenza-artificiale-AI-1024x623.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Microsoft-intelligenza-artificiale-AI-768x468.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Microsoft-intelligenza-artificiale-AI-1536x935.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Microsoft-intelligenza-artificiale-AI-600x365.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dietro lo stop di Microsoft al cloud per l'Idf la spinta sull'Ia nei Paesi del Golfo, prioritari in termini di ricavi e prospettive.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/dietro-lo-stop-di-microsoft-al-cloud-per-lidf-la-spinta-sullia-nei-paesi-del-golfo.html">Dietro lo stop di Microsoft al cloud per l&#8217;Idf la spinta sull&#8217;Ia nei Paesi del Golfo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1169" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Microsoft-intelligenza-artificiale-AI.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Microsoft-intelligenza-artificiale-AI.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Microsoft-intelligenza-artificiale-AI-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Microsoft-intelligenza-artificiale-AI-1024x623.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Microsoft-intelligenza-artificiale-AI-768x468.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Microsoft-intelligenza-artificiale-AI-1536x935.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Microsoft-intelligenza-artificiale-AI-600x365.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Microsoft ha nei giorni scorsi ufficialmente interdetto all&#8217;Unità 8200 delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) l&#8217;uso del <strong>server dell&#8217;architettura cloud proprietaria, Azure,</strong> per archiviare i dati delle intercettazioni di massa condotte sui cittadini palestinesi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Microsoft e i server Azure usati dall&#8217;Idf</h2>



<p>Una pratica, questa, denunciata un<a href="https://www.theguardian.com/world/2025/sep/25/microsoft-blocks-israels-use-of-its-technology-in-mass-surveillance-of-palestinians"> mese fa da un&#8217;inchiesta congiunta di <em>+972 Magazine, Local Call</em> e del <em>Guardian</em> </a>che ha spiegato come dal 2021, per effetto di un accordo tra l&#8217;amministratore delegato di Microsoft, <strong>Satya Nadella</strong>, e l&#8217;allora comandante dell&#8217;unità di intercettazione delle telecomunicazioni e Signal Intelligence più nota dell&#8217;Idf, <strong>Yossi Sariel</strong>, l&#8217;azienda fondata da Bill Gates fornisse la struttura tecnologica necessaria agli ufficiali e al governo di Tel Aviv.</p>



<p>Presto è arrivata un&#8217;inchiesta interna e la decisione di fermare l&#8217;accordo è stata consequenziale. <strong>Pesano sulla decisione, indubbiamente, questioni etiche e reputazionali</strong>, dato che al contrario di molti altri manager di punta delle Big Tech, come Elon Musk e <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/da-tiktok-a-paramount-si-allarga-limpero-mediatico-del-magnate-pro-israele-larry-ellison.html">Larry Ellison</a>, Nadella ha sempre insistito per mantenere una <strong>posizione personale equilibrata per Microsoft</strong> dal 7 ottobre 2023 in avanti, e non ha mancato di agire dopo che la quantità di prove che dimostravano l&#8217;abuso da parte dell&#8217;Idf delle tecnologie dell&#8217;azienda di Redmond erano diventate schiaccianti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Microsoft e le partnership col mondo arabo</h2>



<p>Ancor di più, però, ci sembra che possano pesare nella scelta <strong>elementi di concreta preoccupazione </strong>di Nadella e dei suoi per il business dell&#8217;azienda. E il motivo va ricondotto alle grandi e strutturate progettualità di Microsoft nei confronti del <strong>Golfo e dei Paesi del mondo arabo</strong>, le cui opinioni pubbliche sono furenti verso la guerra di Israele a Gaza. I governi monarchici e autoritari del Golfo Persico hanno solo un tema su cui devono monitorare le conseguenze politiche delle proprie opinioni pubbliche, e quel tema è la questione palestinese, che annacqua la pur strutturata tendenza a cercare la distensione con Tel Aviv.</p>



<p>Microsoft è presente con più di un piede nella regione. A febbraio il Qatar, ultimo della lista di Paesi in cui Israele ha operato militarmente contro Hamas, ha annunciato l&#8217;incorporazione di Azure per abilitare i servizi di OpenAI nelle politiche e nelle operazioni <a href="https://www.mcit.gov.qa/en/news/ministry-of-communications-and-information-technology-signs-partnership-initiative-with-microsoft-to-launch-azure-openai-service-to-drive-ai-innovation-from-qatar-to-the-world/">del suo Ministero delle Comunicazioni e delle Tecnologie Informatiche.</a> In <strong>Arabia Saudita dal 2026 saranno operativi tre data center</strong> che contribuiranno a potenziare il cloud del Regno e a portare ingenti flussi di cassa a Microsoft. </p>



<p><a href="https://w.media/microsoft-completes-construction-of-saudi-arabia-data-center-region/">Come nota W.Media</a>, parliamo di una partnership che precede gli attacchi di Hamas in Israele e l&#8217;offensiva di Tel Aviv a Gaza:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>&#8220;La rapida trasformazione digitale dell&#8217;Arabia Saudita e la politica Cloud First hanno reso il Paese uno dei mercati di data center in più rapida crescita al mondo ed è stato in risposta a questa crescente domanda di infrastrutture digitali che Microsoft ha&nbsp;<a href="https://news.microsoft.com/en-xm/features/microsoft-announces-intent-to-expand-cloud-regions-through-saudi-arabia-datacenter/?msockid=2899982d6f9162c719c98c0e6eb86355">annunciato per la prima volta</a>&nbsp;l&#8217;intenzione di espandere le regioni cloud in Arabia Saudita, in collaborazione con il Ministero delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell&#8217;Informazione (MCIT), nel febbraio 2023&#8243;.</p>
</blockquote>



<p>Infine, gli <strong>Emirati Arabi Uniti, peraltro il Paese con cui Israele ha nella regione i rapporti più solidi,</strong> sono un mercato in espansione per Microsoft. Sull&#8217;Intelligenza artificiale l&#8217;azienda emiratina Du e Microsoft hanno sviluppato una <a href="https://www.reuters.com/business/media-telecom/dubais-du-announces-2-billion-dirhams-hyperscale-data-center-deal-with-microsoft-2025-04-22/">partnership da 2 miliardi di dollari per costruire centri di elaborazione dati e hyperscaler, </a>mentre l&#8217;azienda guidata da Nadella ha anche deciso di puntare <strong>1,5 miliardi di euro in G42, azienda del Paese del Golfo</strong> attiva nella promozione dei data center per l&#8217;IA.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli affari sono affari</h2>



<p>Con la possibile esternalizzazione di molti dei data center di Stargate, il progetto sull&#8217;Ia americana che aumenterà la potenza di calcolo della sua partecipata OpenAI, nel Golfo per ottimizzare investimenti e ritorni, Microsoft si trova di fronte alla prospettiva di grandi affari.</p>



<p>In prospettiva, dunque, l&#8217;idea di poter avere nei rapporti con l&#8217;Idf dei possibili freni a questo business negli anni a venire, a causa della progettata crescita del personale nel mondo arabo e delle minacce poste dai danni d&#8217;immagine opportunità di business, è stata sicuramente ponderata da Nadella. <strong>E questo mostra quanto per Israele</strong> i danni subiti dalla lunga guerra mediorientale possano farsi sentire ben oltre la sfera politica. Quello di Microsoft è un primo, clamoroso passo. Non appare destinato a restare isolato nel mondo delle Big Tech.</p>



<p><strong><em>Le grandi partite economiche e tecnologiche plasmano il mondo di oggi. Su InsideOver le commentiamo con attenzione e curiosità. Per contribuire a sostenere una testata che vuole leggere il mondo di domani mentre è in elaborazione,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati e sostieni il nostro lavoro.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/dietro-lo-stop-di-microsoft-al-cloud-per-lidf-la-spinta-sullia-nei-paesi-del-golfo.html">Dietro lo stop di Microsoft al cloud per l&#8217;Idf la spinta sull&#8217;Ia nei Paesi del Golfo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>GAVI sotto assedio: perché per gli Usa è un errore strategico depotenziare l&#8217;Alleanza per i vaccini</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/gavi-sotto-assedio-perche-per-gli-usa-e-un-errore-strategico-depotenziare-lalleanza-per-i-vaccini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 13:50:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Bill and Melinda Gates Foundation]]></category>
		<category><![CDATA[Ebola]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=471268</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="389" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1-600x381.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1-300x191.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>GAVI, acronimo di Global Alliance for Vaccine Immunization, aiuta a vaccinare più della metà dei bambini del mondo contro malattie infettive mortali e debilitanti. Si tratta di una partnership pubblico-privata fondata nel 2000 con l&#8217;obiettivo di migliorare l&#8217;accesso ai vaccini nei paesi a basso e medio reddito. Dal suo inizio, ha contribuito a vaccinare oltre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/gavi-sotto-assedio-perche-per-gli-usa-e-un-errore-strategico-depotenziare-lalleanza-per-i-vaccini.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/gavi-sotto-assedio-perche-per-gli-usa-e-un-errore-strategico-depotenziare-lalleanza-per-i-vaccini.html">GAVI sotto assedio: perché per gli Usa è un errore strategico depotenziare l&#8217;Alleanza per i vaccini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="389" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1-600x381.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1-300x191.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p><strong><a href="https://www.gavi.org/our-alliance/about">GAVI</a></strong>, acronimo di <em>Global Alliance for Vaccine Immunization</em>, aiuta a vaccinare più della metà dei bambini del mondo contro malattie infettive mortali e debilitanti. Si tratta di una <strong>partnership pubblico-privata</strong> fondata nel 2000 con l&#8217;obiettivo di migliorare l&#8217;accesso ai vaccini nei paesi a basso e medio reddito. Dal suo inizio, ha contribuito a vaccinare oltre 1,1 miliardi di bambini in 78 paesi, prevenendo più di 18,8 milioni di decessi. Alla sua nascita c&#8217;erano 43 paesi, tra cui la maggior parte dell&#8217;Africa subsahariana, dove almeno 1 bambino su 10 moriva prima dei 5 anni a causa di malattie infettive. Oggi ce ne sono solo cinque: Ciad, Niger, Nigeria, Sierra Leone e Somalia. La GAVI è una delle ragioni principali per cui ciò accade.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona la GAVI</h2>



<p>Il funzionamento si basa su un meccanismo di <strong>finanziamento multilaterale</strong>. I fondi provengono da una combinazione di governi donatori, fondazioni filantropiche (come la Bill &amp; Melinda Gates Foundation), organismi internazionali (tra cui OMS e Banca Mondiale) e partner del settore privato. Questi fondi vengono utilizzati per <strong>acquistare vaccini a basso costo per i Paesi eleggibili</strong> – definiti secondo soglie di reddito stabilite dalla Banca Mondiale. Gavi negozia prezzi ribassati con i produttori di vaccini grazie al volume degli acquisti e alla prevedibilità della domanda. I vaccini vengono poi distribuiti attraverso partner operativi come UNICEF e OMS, con attenzione alla logistica, alla catena del freddo e alla formazione del personale sanitario nei territori più fragili. L&#8217;alleanza non si limita a consegnare dosi: investe anche nel rafforzamento dei sistemi sanitari locali, in programmi di monitoraggio e nella sorveglianza epidemiologica.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="895" height="645" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi.png" alt="" class="wp-image-471365" style="width:572px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi.png 895w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi-600x432.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi-300x216.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi-768x553.png 768w" sizes="auto, (max-width: 895px) 100vw, 895px" /></figure>
</div>


<p>Oltre ai vaccini di routine, Gavi finanzia lo sviluppo e l’introduzione di nuovi vaccini contro malattie emergenti come <strong>HPV</strong>, <strong>malaria</strong>, <strong>Ebola</strong> e <strong>COVID-19</strong>. Ha avuto un ruolo centrale nella creazione di <strong>COVAX</strong>, il meccanismo globale per l’accesso equo ai vaccini anti-COVID, e nella realizzazione di stockpile internazionali, ovvero riserve d’emergenza di vaccini già pronti all’uso in caso di epidemie. Gavi non è solo uno strumento di solidarietà verso il Sud globale. È, a tutti gli effetti, una barriera preventiva per l’intero pianeta. Fermare un’epidemia in Africa occidentale significa evitare anche una pandemia in Europa o Nord America.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso dell&#8217;Ebola: lo <em>stockpile</em> in Svizzera</h2>



<p>Un esempio fra tutti è l’Ebola, o meglio, lo <strong><em>stockpile </em>di vaccini custodito in Svizzera</strong>. Poche epidemie sono state così dure come quella del 2014 nell&#8217;Africa occidentale. Quando i contagi si sono fermati nel 2016, quasi 30.000 persone erano state contagiate e 11.000 erano morte. La perdita di vite umane ha avuto anche conseguenze economiche significative: si stima che la perdita di PIL sia stata compresa tra 2,8 e 32,6 miliardi di dollari. I paesi colpiti – <strong>Guinea</strong>, <strong>Sierra Leone</strong> e <strong>Liberia </strong>– non erano preparati a rispondere a una malattia così mortale da poter uccidere il 90% delle persone infettate. Nel 2015, il <strong>vaccino rVSV-ZEBOV di Merck</strong> è stato somministrato a persone a rischio di Ebola in Guinea con un approccio &#8220;compassionevole&#8221;. Il vaccino è stato studiato in una sperimentazione che ha coinvolto 11.841 persone. Tra le 5.837 persone che hanno ricevuto il vaccino, non è stato registrato alcun caso di Ebola dieci giorni o più dopo la vaccinazione.<br>Nel cuore dell’Europa, dunque, esiste una riserva strategica pronta a contrastare l’Ebola. Finanziata dall’Alleanza per i vaccini, e coordinata da un consorzio multilaterale, questa scorta globale del vaccino rVSV-ZEBOV è progettata per fornire una risposta rapida, sicura e accessibile alle epidemie emergenti. Attivata nel gennaio 2021, l’iniziativa è sotto la supervisione dell’International Coordinating Group (ICG) on Vaccine Provision, che riunisce OMS, UNICEF, Medici Senza Frontiere (MSF) e la Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC). Il vaccino stesso è una formulazione monodose iniettabile approvata dagli esperti del comitato tecnico SAGE dell’OMS, che ha raccomandato il mantenimento di una <strong>dotazione minima globale di 500.000 dosi</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.gavi.org/sites/default/files/vaccineswork/2025/Header/ebola-vaccination-campaign-DRC_Gavi.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<p>Il meccanismo è semplice: ogni Stato che rileva un focolaio di Ebola può inoltrare richiesta al consorzio e ricevere rapidamente le dosi necessarie per contenere l’epidemia. Per i Paesi idonei a ricevere supporto attraverso i programmi Gavi, le dosi sono fornite gratuitamente, insieme a un sostegno operativo fondamentale, che va dalla gestione logistica fino alla somministrazione sul campo. La conservazione del vaccino, altamente sensibile, richiede condizioni rigorose: <strong>una catena del freddo ultra-profonda a -80°C</strong>, garantita da imballaggi speciali e controlli continui. Una volta autorizzata la distribuzione, le spedizioni possono raggiungere la destinazione entro sette giorni, anche in contesti ad accesso difficile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il modello della scorta globale</h2>



<p>Le epidemie di Ebola sono caratterizzate da un’elevata letalità e una capacità di diffusione estremamente rapida, spesso superiore alla velocità con cui è possibile attivare misure di contenimento. Durante l’epidemia del 2014, ben prima della disponibilità di un vaccino efficace, il virus avanzava in Guinea a una velocità di quasi 300 chilometri a settimana, rendendo quasi impossibile un intervento tempestivo.<br>In questo contesto, la scorta internazionale di vaccini contro l’Ebola rappresenta uno strumento centrale per la preparazione sanitaria globale. Pensata per facilitare una risposta coordinata a livello internazionale, la scorta consente di contenere rapidamente i focolai, evitando che infezioni localizzate evolvano in crisi regionali o addirittura globali. A differenza di altre malattie infettive, <strong>l’Ebola non genera un mercato commerciale stabile</strong>: la sua natura sporadica e imprevedibile non offre alle aziende un incentivo economico sufficiente per mantenere una produzione costante. In assenza di una domanda regolare, i produttori non avrebbero motivo di conservare dosi pronte all’uso, generando inevitabili carenze nei momenti critici.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.fondazioneveronesi.it/uploads/thumbs/2018/04/27/thinkstockphotos-513443244_thumb_720_480.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<p><br><strong>Il modello della scorta globale</strong> supera questo ostacolo strutturale. Centralizzando le risorse e garantendo l’acquisto delle dosi in anticipo, assicura la disponibilità immediata dei vaccini quando più servono. Il vaccino rVSV-ZEBOV, contenuto nella scorta, è impiegato principalmente attraverso una strategia definita di “vaccinazione ad anello”. Questo approccio prevede l’immunizzazione non solo dei soggetti venuti a contatto diretto con un caso confermato, ma anche dei <strong>contatti secondari</strong>. Il risultato è la creazione di una barriera immunologica attorno al focolaio che blocca la trasmissione del virus.<br>Oltre all’impiego reattivo, la scorta può essere<strong> utilizzata anche in chiave preventiva</strong>, per proteggere in anticipo gruppi ad alto rischio, come gli operatori sanitari e il personale di primo intervento (vedi il caso della Sierra Leone) nelle aree dove il virus potrebbe riemergere. Questi professionisti sono spesso i primi esposti in caso di epidemia e costituiscono una risorsa insostituibile per la risposta sul campo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Usa si defilano. I rischi</h2>



<p><strong>Sotto l&#8217;amministrazione Trump, l&#8217;Alleanza per i Vaccini – rischia un significativo depotenziamento</strong> a causa di tagli sostanziali ai finanziamenti statunitensi. Gli Stati Uniti hanno storicamente rappresentato uno dei principali sostenitori dell’organizzazione, contribuendo in modo cruciale ai programmi di immunizzazione che hanno salvato milioni di vite nei Paesi a basso e medio reddito.<br>Gli Stati Uniti hanno fornito il 13% dei finanziamenti di Gavi sin dal suo inizio e, sotto l&#8217;amministrazione Biden, avevano promesso un finanziamento di 2,53 miliardi di dollari a partire da settembre 2022 e fino al 2030. Di tale importo, 880 milioni di dollari sono stati finora erogati. Nel marzo 2025, la Casa Bianca ha annunciato l’intenzione di interrompere il finanziamento a Gavi, <strong>cancellando una sovvenzione di oltre un miliardo di dollari </strong>destinata all’acquisto di vaccini pediatrici nei Paesi in via di sviluppo. Secondo i vertici di Gavi, questa decisione potrebbe avere un impatto devastante sulla sicurezza sanitaria globale, con la concreta possibilità di oltre un milione di morti infantili nei prossimi cinque anni. Si trattava di uno delle migliaia di contratti per un totale di miliardi di dollari di stanziamenti eliminati nell&#8217;ambito di una revisione volta a eliminare le spese &#8220;<em>che non servivano (e in alcuni casi persino danneggiavano) i principali interessi nazionali degli Stati Uniti</em>&#8220;, secondo una dichiarazione pubblicata su <em>X </em>dal Segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.usatoday.com/gcdn/authoring/authoring-images/2025/05/09/USAT/83537632007-20250424-t-153200-z-880400442-rc-20-ddaw-5-gy-9-rtrmadp-3-usahealthmeasles.JPG?crop=4031,2268,x0,y0" alt=""/></figure>
</div>


<p>Questi tagli si inseriscono in un quadro più ampio di ridimensionamento del contributo statunitense ai programmi di salute globale, tra cui altre iniziative fondamentali come <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-abbandonano-lafrica.html">PEPFAR</a> e il supporto all’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’interruzione dei finanziamenti a Gavi comprometterebbe la capacità dell’organizzazione di mantenere scorte strategiche di vaccini contro malattie ad alto impatto come Ebola, colera e meningite. Queste riserve sono fondamentali per garantire una risposta rapida ai focolai epidemici. Inoltre, la riduzione del supporto finanziario rischia di rallentare l’accesso ai nuovi vaccini per <strong>patogeni emergenti</strong>, aumentando l’esposizione globale a minacce sanitarie non ancora controllate.<br>Se i tagli americani ai finanziamenti dovessero persistere, potremmo assistere nel prossimo futuro a <strong>epidemie di morbillo</strong> più frequenti e diffuse a livello globale, ma anche a una recrudescenza di molte altre malattie prevenibili con i vaccini, come la <strong>pertosse</strong> e la <strong>diarrea da rotavirus</strong>, entrambe potenzialmente fatali. Assisteremo anche a ritardi o interruzioni nell&#8217;introduzione di nuovi vaccini salvavita nelle comunità più bisognose&#8221;. Tra questi, anche i nuovi e promettenti vaccini contro la malaria appena introdotti. E le epidemie di malattie infettive in altri paesi possono raggiungere gli Stati Uniti ormai molto facilmente.<br>Interpellato sulla sospensione dei fondi destinati a Gavi, un portavoce del Dipartimento di Stato ha confermato la decisione, definendola coerente con la revisione delle oltre 5.300 cancellazioni di progetti giudicati non allineati con gli interessi nazionali o le priorità strategiche dell’amministrazione. Il Dipartimento ha tuttavia precisato che i programmi USAID considerati essenziali restano operativi, tra cui quelli per l’<strong>HIV</strong>, l’assistenza umanitaria nelle aree di crisi e il sostegno alla risposta all’epidemia di <strong>Ebola in Uganda</strong>.</p>



<p></p>



<p><em><strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Abbonati a InsideOver</a> per non perderti l’evoluzione della geopolitica della salute, raccontata con rigore e visione globale.<br>Dalle pandemie alla diplomazia vaccinale, analizziamo il futuro della sicurezza sanitaria mondiale.<br>Per capire davvero dove va il mondo, comincia da qui.</strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/gavi-sotto-assedio-perche-per-gli-usa-e-un-errore-strategico-depotenziare-lalleanza-per-i-vaccini.html">GAVI sotto assedio: perché per gli Usa è un errore strategico depotenziare l&#8217;Alleanza per i vaccini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;OMS approva il nuovo Trattato pandemico: l&#8217;Italia si astiene</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/oms-e-nuovo-trattato-pandemico-le-novita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Arigotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 May 2025 15:48:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=470982</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/oms.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tedros Adhanom Ghebreyesus." decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/oms.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/oms-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/oms-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/oms-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Un OMS contestato dagli Usa e sempre più fragile approva il nuovo Trattato pandemico. Un testo di luci e ombre.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/oms-e-nuovo-trattato-pandemico-le-novita.html">L&#8217;OMS approva il nuovo Trattato pandemico: l&#8217;Italia si astiene</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/oms.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tedros Adhanom Ghebreyesus." decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/oms.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/oms-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/oms-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/oms-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p></p>



<p>L’art. 19 della <a href="https://www.fedlex.admin.ch/eli/cc/1948/1015_1002_976/it">Costituzione</a> dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), prevede che “L’Assemblea della sanità può approvare convenzioni od accordi concernenti qualsiasi questione di competenza dell’Organizzazione”, a patto che tali atti, giuridicamente vincolanti per gli Stati membri, ricevano il voto favorevole della maggioranza dei due terzi dell’Assemblea stessa, e che vengano ratificati dalle singole nazioni, in conformità al proprio ordinamento costituzionale interno: affinché il testo acquisti valenza giuridicamente rilevante occorrerà la ratifica di almeno 60 Stati.</p>



<p>Nel rispetto dell’iter descritto, lo <a href="https://panoramadellasanita.it/site/oms-lassemblea-mondiale-della-sanita-adotta-il-primo-accordo-pandemico-della-storia/">scorso 20 maggio</a> l’Assemblea, massimo organo decisionale dell’OMS, ha dato luce verde al nuovo  Trattato pandemico globale, con 124 voti favorevoli, <strong>11 astensioni (tra le quali quella <a href="https://www.focus.it/scienza/salute/accordo-pandemico-dell-oms-approvato-astensione-dell-italia">italiana</a></strong>); per la cronaca nessun Paese ha espresso voto contrario, anche se un quarto degli Stati membri (46 su 193) non ha preso parte al voto in Commissione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;organizzazione sempre più fragile</h2>



<p>Il voto assembleare è stato salutato con grande favore dai vertici dell’OMS: “Oggi il mondo è più sicuro grazie alla leadership, alla collaborazione e all’impegno dei nostri Stati membri nell’adottare lo storico Accordo pandemico dell’OMS“, sono state le <a href="https://www.who.int/news/item/20-05-2025-world-health-assembly-adopts-historic-pandemic-agreement-to-make-the-world-more-equitable-and-safer-from-future-pandemics">parole</a> di Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell’Organizzazione&#8221;</p>



<p>Parlando di defezioni importanti, spicca il caso degli Stati Uniti, che dopo la <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/l-addio-stati-uniti-all-oms-e-conseguenze-globali-rischi-e-partita-usa-cina-AGtPQucC?refresh_ce=1">decisione annunciata</a> dall’Amministrazione Trump di lasciare l’OMS nel 2026, registra <strong>il commento <a href="https://www.foxnews.com/video/6373083314112">molto critico</a> di Robert F. Kennedy Jr.,</strong> Segretario USA per la Salute e i Servizi Umani, che ha parlato di un’organizzazione “moribonda”. </p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;OMS senza poteri</h2>



<p>Veniamo ora al merito e ai <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/infographics/towards-an-international-treaty-on-pandemics/">contenuti</a> del trattato. Partendo dall’esperienza della pandemia, <strong>sull’assunto che i singoli stati o istituzioni non sarebbero ritenuti in grado di affrontare autonomamente le sfide</strong>, vengono delineate una serie di <a href="https://www.avvenire.it/attualita/pagine/oms-semaforo-verde-allo-storico-accordo-sulle-pandemia-ma-l-italia-si-sfila">direttive di massima</a> consistenti in obiettivi e processi chiari e definiti, interazione e sostegno tra settore pubblico e privato, coinvolgimento di settori strategici come ricerca, innovazione, trasporti e finanziamenti.</p>



<p>Si prevede l’implementazione dei sistemi di sorveglianza nazionali ed esercitazioni periodiche per valutare l’idoneità dei piani pandemici  e il ruolo centrale di farmaci, vaccini e terapie idonee. Vengono contemplati meccanismi di coordinamento a livello finanziario e logistico, anche per venire in aiuto alle nazioni “fragili”, con la previsione di trasferimenti tecnologici in favore dei paesi meno sviluppati, <strong>promuovendo la formazione e l’aggiornamento del personale sanitario</strong>, assieme a migliori condizioni di lavoro. A queste ultime nazioni, inoltre, dovrà essere destinata, in parte sotto forma di donazioni e in parte applicando condizioni agevolate, almeno il 20% della produzione globale di vaccini, terapie e sistemi diagnostici (nell’ambito del cosiddetto sistema <strong><a href="https://www.focus.it/scienza/salute/con-l-intesa-dell-oms-il-mondo-e-piu-al-sicuro-da-future-pandemie">PABS</a></strong>, sigla che sta per Pathogen Access and Benefit-Sharing). Importante pure il cosiddetto approccio <strong>One Health</strong>, che favorisce e promuove l’integrazione tra salute umana, animale e ambientale, attuando politiche unitarie e integrate.</p>



<p><strong>L’OMS <a href="https://www.rainews.it/articoli/2025/05/oms-approvato-il-primo-accordo-pandemico-globale-al-voto-litalia-si-e-astenuta-55a2eb8e-1389-4a0f-ac91-c0b18495be52.html">non avrà</a> alcun potere per imporre agli Stati membri misure coercitive</strong> (come limitazioni agli spostamenti, obblighi vaccinali o lock down), che rimarranno in capo ai singoli governi nazionali.</p>



<p><strong>Ulteriore fattore di novità è rappresentato dal contrasto alla “disinformazione</strong>”, intesa come argine contro notizie non affidabili, da attuare anche mediante campagne informative idonee (art. 16). </p>



<p></p>



<p></p>



<p><strong><em>InsideOver difende la libertà d’informazione e il principio della pluralità delle voci e delle opinioni, senza che nessuno possa sentirsi portatore di una verità assoluta e incontestabile. Se anche tu vuoi combattere questa battaglia, sostienici e </em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><strong><em>abbonati</em></strong></a><strong><em>.</em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/oms-e-nuovo-trattato-pandemico-le-novita.html">L&#8217;OMS approva il nuovo Trattato pandemico: l&#8217;Italia si astiene</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 65/214 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-28 09:49:59 by W3 Total Cache
-->