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	<title>Anna Foa Archives - InsideOver</title>
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	<title>Anna Foa Archives - InsideOver</title>
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		<title>Perché sospendere il gemellaggio Milano-Tel Aviv ha molto senso</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/perche-sospendere-il-gemellaggio-milano-tel-aviv-ha-molto-senso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 04:42:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/tel-aviv.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/tel-aviv.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/tel-aviv-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/tel-aviv-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/tel-aviv-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/tel-aviv-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/tel-aviv-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il gesto milanese va visto come un minuscolo tentativo di rottura con la depoliticizzazione sul tema Israele.  </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/tel-aviv.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/tel-aviv.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/tel-aviv-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/tel-aviv-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/tel-aviv-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/tel-aviv-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/tel-aviv-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Forse, diciamo forse, se un politico arriva a farsi notare quasi soltanto per dichiarazioni indignate sui giornali dell&#8217;opposizione quando il suo partito vuole cambiare le cose, questo ci dice qualcosa della funzione primaria di quel politico. Non crediamo faccia eccezione <strong>Emanuele Fiano</strong>, democratico in perenne sofferenza per la postura del <strong>Pd</strong> sul Medio Oriente, che dall&#8217;inizio della mattanza a <strong>Gaza</strong> adotta uno schema comunicativo ormai collaudato.</p>



<p>Restiamo sulla timeline degli ultimi due anni. «Da sinistra mai una parola sui missili di Hezbollah», è il virgolettato che nell&#8217;ottobre 2024 l&#8217;ex deputato regala a <em><strong>Il Tempo</strong></em>, allora diretto da <strong>Tommaso Cerno</strong>, in una <a href="https://x.com/paolomossetti/status/1955892002886721853" type="link" id="https://x.com/paolomossetti/status/1955892002886721853">prima pagina</a> che ospita <strong>Schlein</strong> e <strong>Conte</strong> con fattezze di bruti terroristi e il titolo “I complici del sette ottobre”.</p>



<p>Autunno 2025. <strong>Fiano</strong> non si capacita del fatto che <strong>Pd</strong> e <strong>Movimento 5 Stelle</strong> non abbiano partecipato a un evento “contro l’antisemitismo” dell’associazione <strong>Setteottobre</strong>, a Roma, e come sempre <a href="https://x.com/ilfoglio_it/status/2042629689890529642" type="link" id="https://x.com/ilfoglio_it/status/2042629689890529642">se ne lamenta</a> con <strong><em>Il Foglio</em></strong>. «Probabilmente a sinistra c&#8217;è il timore che partecipare alla manifestazione significhi appoggiare anche l&#8217;offensiva militare in corso, forse è questo ciò che frena». Vedete voi. Su X l’associazione <strong>Setteottobre</strong> estende il suo invito così: «Attendiamo l’adesione di tutte le realtà che lottano per liberare il mondo dalla violenza dell’Islam radicale». E in piazza rilancia le invettive di <strong>Oriana Fallaci</strong> contro la doppiezza dei palestinesi dall&#8217;altoparlante.</p>



<p>In un&#8217;altra occasione, sempre l&#8217;anno scorso, l&#8217;animatore e presidente di <strong>Sinistra per Israele</strong>, gruppo politico che si è prefisso fin dall’esordio, all’indomani delle operazioni dell’<strong>Idf</strong> a Gaza, di non allontanare troppo il centrosinistra dallo <strong>status quo</strong>, usa il <em>relata refero</em> sul lavoro della rapporteur Onu <strong>Francesca Albanese</strong>. «Ho letto una cosa sorprendente… io non sono in grado di dirle se la cosa sia vera o no, che Francesca Albanese non sarebbe mai stata ultimamente a Gaza…», <a href="https://x.com/paolomossetti/status/1953367577209487546" type="link" id="https://x.com/paolomossetti/status/1953367577209487546">racconta</a> in radio. Forse dipende dall’ostilità estrema delle autorità israeliane a chiunque si avvicini all’enclave? Prosegue <strong>Fiano</strong>. «Io non sono contento di aver ascoltato le notizie, non so se saranno verificate o no. E ha compiuto dei viaggi in Medio Oriente finanziati da organizzazioni attigue ad Hamas. Ci sono molti punti interrogativi». Insomma, così pare, così viene detto, vedete voi cosa pensare. Occhio ai dettagli: all&#8217;epoca Albanese è già da tempo sotto sanzioni autoritarie, ignorate da tutte le istituzioni italiane.</p>



<p>Come abbiamo capito fin da subito, Sinistra per Israele nasce per <strong>romanticizzare il sionismo</strong> dei bei tempi andati e frenare il più possibile le critiche radicali a ciò che <strong>Israele rappresenta oggi</strong>. La critica al governo Netanyahu non costa niente ai centristi che occupano questo gruppo di pressione: è il minimo necessario per sedersi al tavolo degli adulti perbene. E il sottotitolo “due popoli e due Stati” viene aggiunto al logo di <strong>Sinistra per Israele</strong> a un anno e passa dall’invasione di Gaza, a <strong>Striscia</strong> già occupata e distrutta, come <strong>foglia di fico</strong>.</p>



<p>L’episodio più recente segue la stessa agenda politica. A provocare la rabbia di <strong>Fiano</strong> è la decisione del <strong>Pd milanese</strong> di sospendere il gemellaggio con <strong>Tel Aviv</strong>, con l’appoggio dei <strong>Verdi</strong> e di buona parte della giunta <strong>Sala</strong>. Contrari invece la destra e il <strong>Terzo Polo</strong>. La decisione non serve a niente, si colpevolizza un intero popolo: «È un classico della semplificazione manichea, da una parte sta solo il male, dall’altra il bene», <a href="https://www.facebook.com/emanuele.fiano/posts/pfbid0ep2xtvFBGW23KZSnQt5Z5AYrNNVfgTMMi9EExTNjeTP8jVS3u3tJvddwmdramc4Jl" type="link" id="https://www.facebook.com/emanuele.fiano/posts/pfbid0ep2xtvFBGW23KZSnQt5Z5AYrNNVfgTMMi9EExTNjeTP8jVS3u3tJvddwmdramc4Jl">si sfoga</a> su Facebook l&#8217;ex deputato. Che sottolinea come <strong>Tel Aviv</strong> sia la città più progressista di Israele. È lì che vengono arrestati molti pacifisti e manifestanti contro <strong>Netanyahu</strong>, sottolinea.</p>



<p><strong>Fiano</strong> si prende i titoli, quelli più prevedibili:<em> <strong>Il Foglio</strong></em>, <strong>Il <em>Giornale</em></strong>, <strong><em>HuffPost</em></strong>, <strong>Ansa</strong>. Minaccia la possibilità di andarsene: &#8220;È veramente difficile se non impossibile rimanere in un Partito così&#8221;. Passano solo 24 ore e ci ripensa: &#8220;Resto ma che sofferenza&#8221;. Altri titoli, tutti volti a gettare zizzania nel principale partito d&#8217;opposizione.</p>



<p>Ma è davvero necessario ricordare come si viva oggi a <strong>Tel Aviv</strong>? Chi c&#8217;è stato prima e dopo il 7 ottobre, senza paraocchi e senza tour <em>Instagram-friendly</em>, avrà visto che il sentimento prevalente, specie tra i giovani, è quello del <strong>disinteresse per la condizione palestinese</strong>. Prevalgono semmai depoliticizzazione o angoscia per il clima economico plumbeo, e la sinistra è marginale. Non si capisce in che modo chi lotta per una pace che non sia solo israeliana o solo degli ostaggi si debba sentire abbandonato con un gemellaggio sospeso formalmente come protesta contro <strong>Netanyahu</strong>.</p>



<p>Se smetti di essere <strong>pacifista di sinistra</strong> per ripicca o abbattimento dopo episodi del genere, non lo sei mai stato, ci verrebbe da dire.</p>



<p>Ma il punto principale è che il gesto milanese va visto come un <strong>minuscolo tentativo di rottura</strong> con la <strong>depoliticizzazione</strong> sul tema Israele. Non pretende di essere rivoluzionario, ma dice agli elettori: <em>there is an alternative</em>. È come prendersela retoricamente con gli <strong>F-35</strong>, tagliare una festività ridondante a caso, boicottare un prodotto ritenuto intoccabile o alzare una bandiera anziché un’altra in <strong>Campidoglio</strong>. Certo che non cambia la situazione generale, certo che un gemellaggio tagliato non fermerà i fucili dei coloni violenti nella <strong>West Bank</strong>, ma <strong>allarga il campo del dicibile</strong> e incrina alcuni <strong>tabù</strong>.</p>



<p>Se si può discutere anche di questo a <strong>Milano</strong>, la città più godereccia, <em>expottimista</em>, <em>liberal under-40</em> d’Italia, internazionale e innamorata di <strong>Tel Aviv</strong> quando era cool, parliamo di tre anni fa, non tre decenni, magari un giorno non lontano si potrà rompere qualche tabù anche in Parlamento o al ministero degli Esteri.</p>



<p><strong>Anna Foa</strong> ha inquadrato bene la questione, parlando in un podcast di <strong>Daniele Rielli</strong> dei boicottaggi accademici. «È un piccolo scotto, noi ebrei possiamo anche pagare questo scotto. Finché non c’è il boicottaggio economico, finché non si fermano le armi, allora qualunque gesto, simbolico o meno, può essere importante».</p>



<p>Un tocco comico si raggiunge quando <strong>Fiano</strong> conclude la sua invettiva dicendo: «E come mai non chiedete di cancellare il gemellaggio con <strong>San Pietroburgo</strong> visto il comportamento di <strong>Putin</strong>?»</p>



<p>Peccato che nel novembre 2012 il Comune di <strong>Milano</strong> abbia unilateralmente sospeso il gemellaggio con <strong>San Pietroburgo</strong>, come segno di protesta per la legge emanata dal Consiglio federale della città russa sulla «propaganda dell’omosessualità», considerata dalle associazioni <strong>Lgbt</strong> una legge omofoba. A dire il vero <strong>San Pietroburgo</strong> compare ancora sul sito del Comune di <strong>Milano</strong> tra le città gemellate, ma ogni iniziativa è stata interrotta.</p>



<p>La mozione, peraltro, era stata presentata da un esponente dei <strong>Radicali</strong>, <strong>Marco Cappato</strong>. Nel 2022, a invasione dell’<strong>Ucraina</strong> iniziata, un esponente di <strong>Fratelli d’Italia</strong>, partito che oggi contesta la punizione di <strong>Tel Aviv</strong>, chiese di ribadire la cancellazione di <strong>San Pietroburgo</strong> e di avviare un gemellaggio con una città ucraina, nonostante proprio nella prima ci fossero, e ci siano tutt’oggi, i segmenti pacifisti più vivi e visibili, e nonostante sia in <strong>Israele</strong> più che in <strong>Russia</strong> che il voto democratico riflette l’ideologia dominante.</p>



<p>Siamo sempre lì. Sarebbe utile applicare lo <strong>stesso standard</strong> a tutti i gesti simbolici, ma <strong>non tutti i gesti simbolici sono uguali</strong>.</p>



<p></p>
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		<title>Quarant&#8217;anni fa, quando Drive In poteva prendere in giro Israele e nessuno lo definiva antisemita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2025 04:56:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1197" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drive-in.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Drive In" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drive-in.jpg 1197w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drive-in-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drive-in-1024x513.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drive-in-768x385.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drive-in-600x301.jpg 600w" sizes="(max-width: 1197px) 100vw, 1197px" /></p>
<p>A quei tempi la satira era percepita come arma democratica, mentre oggi prevale lo scontro identitario. Il libro di Anna Foa.</p>
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<p>È un <strong>documento</strong> a suo modo straordinario, quello che riemerge dagli archivi di Mediaset, e che ci è capitato di <a href="https://x.com/twitter/status/1970490212733063181">trovare per caso</a> in Rete. Che ci dice una o due cose sull&#8217;antropologia nazionale, sull&#8217;evoluzione della nostra satira, ma anche sul tremendo restringersi del <strong>dicibile pubblico</strong>. Nel 1983, sulle reti di Silvio Berlusconi, <em>Drive In</em> cambiava la televisione italiana. Quante volte lo abbiamo letto, nei saggi di costume e società? Sketch veloci, stile <em>Saturday Night Live</em>, corpi e battute per superare il femminismo della seconda ondata e parodie sui giovani di allora, la formula del successo. </p>



<p>Tra i bersagli, molti lo hanno dimenticato, c&#8217;era anche <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/antisemiti-allautogrill-tutto-fa-brodo-pur-di-non-parlare-di-gaza.html">Israele</a>. In uno sketch che dovrebbe risalire al 1987 o al 1988, a Prima Intifada già iniziata, un attore impersonava il ministro della Difesa <strong>Giovanni “John” Spadolini</strong>, del Partito repubblicano, simbolo dell’atlantismo più rigido e idealista, che finge di mirare a un palestinese in studio e lo colpisce con una cerbottana. La violenza degli americanofili d&#8217;Italia sui arabi, insomma. </p>



<p>Ma si parlava anche di<strong> “politica di liquidazione” </strong>da parte di Israele sui palestinesi senza “prezzi di saldo”, delle &#8220;mazzate” inflitte ai palestinesi che entrano in un negozio, rimando all&#8217;<em>apartheid</em> già diventato allora di dominio comune. E che dire  delle due ragazze scosciate che, con toni leggeri e la classica risata fuori campo, commentano la difficoltà dei palestinesi di vivere senza patria “aggravata dal fatto che gli israeliani continuano a ucciderli”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Allineati o traditori</h2>



<p>Perché oggi una simile satira è impensabile, viste le accuse terribili di antisemitismo che fomenterebbe? La risposta, almeno in parte, emerge dall’intervista del podcaster <strong>Daniele Rielli </strong>alla storica<strong> Anna Foa</strong>. Negli Stati Uniti, nota Foa, fresca vincitrice del Premio Strega col suo saggio<em> Il suicidio di Israele</em>, esiste un ebraismo riformato più disposto a criticare Israele. In Europa prevale invece un atteggiamento “molto silente” e insieme <strong>ostile verso chi si disallinea dal fronte pro-Netanyahu</strong>: chi firma appelli contro la pulizia etnica o denuncia l’occupazione illegale è bollato come “traditore” o vittima dell’“odio di sé”, anche se ebreo.</p>



<p>Il caso della rabbina francese <strong>Delphine Horvilleur</strong>, attaccata per aver difeso le pretese universaliste del sionismo, è per Foa emblematico. In Italia figure come lei stessa,<strong> Gad Lerner o Stefano Levi Della Torre </strong>si trovano isolate. “Non stiamo attaccando Israele &#8211; dice &#8211; pensiamo di difenderlo”.</p>



<p>Foa si definisce “a-sionista”: non mette in discussione l’esistenza dello Stato mediorientale, ma contesta l’oppressione istituzionalizzata, la separazione brutale, e il “genocidio” in corso. Questo le è costato amicizie, rapporti familiari e serenità quotidiana. “Non puoi essere unitario con chi ammazza, distrugge e dice che bisogna assassinare i bambini”, afferma. <strong>Solo la comunità ebraica di Venezia l’ha invitata a discutere pubblicamente del suo libro <em>Il suicidio di Israele</em>.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La caccia alla satira</h2>



<p>Se un programma innocuo come <em>Drive In </em>poteva ironizzare su Israele negli anni Ottanta, è anche perché la satira era percepita come arma democratica e non come <a href="https://it.insideover.com/politica/con-la-scusa-dellantisemitismo-la-lega-invoca-la-censura.html#google_vignette">minaccia identitaria</a>. In un contesto segnato da attacchi reali e dall’erosione della prospettiva dei due Stati come quello odierno, invece, la critica è vista come delegittimazione dell’esistenza stessa di Israele, e di conseguenza degli ebrei tutti. Il<strong> cambiamento demografico</strong>, gli attacchi subiti in Europa e il trauma passato hanno spinto molte comunità ebraiche europee verso una posizione più rigida e difensiva, appoggiata da un nazionalismo di destra che proietta su Israele la difesa dell&#8217;Occidente collettivo.</p>



<p>Il paradosso è che proprio questa caccia culturale contro la satira<strong> cancella un filone antichissimo </strong>dell’ebraismo europeo: l’autoironia, la critica interna, il progressismo socialista. “Io speravo &#8211; dice Foa &#8211; che il mio libro aprisse un dibattito nel mondo ebraico. Non è successo e me ne dispiace”.</p>



<p>L&#8217;archeologia di Mediaset e la testimonianza di Foa raccontano, con quasi quarant&#8217;anni che li separano, del <strong>fallimento del processo di pace</strong>, di come questo ha generato un clima in cui ogni dissidenza è sospetta. Eppure, negli anni Ottanta, quando la soluzione dei due Stati sembrava a portata di mano, <strong>ridere delle violenze israeliane non implicava negare l’esistenza di Israele</strong>. E gli ebrei &#8211; israeliani o europei &#8211; erano molto più sicuri di oggi: in appena due giorni, il 7 e 8 ottobre 2025, sono stati uccisi molti più civili ebrei che durante tutte e due le Intifada. La stessa presenza degli israeliani in Europa si complicherà, prevedibilmente, molto più che ai tempi di Drive In.</p>



<p>La vera correttezza politica non è quella dei comici timorosi di oggi, ma quella che ha risparmiato a Israele le pressioni necessarie a riformarsi, contribuendo così al disastro attuale. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/quarantanni-fa-quando-drive-in-poteva-prendere-in-giro-israele-e-nessuno-lo-definiva-antisemita.html">Quarant&#8217;anni fa, quando Drive In poteva prendere in giro Israele e nessuno lo definiva antisemita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Pagine d&#8217;estate &#8211; Dall&#8217;Albanese a Dostoevskij per capire il passato, il presente e soprattutto il futuro</title>
		<link>https://it.insideover.com/letteratura/pagine-destate-dallalbanese-a-dostoevskij-per-capire-il-passato-il-presente-e-soprattutto-il-futuro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Aug 2025 12:44:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1138" height="640" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons.jpg 1138w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1138px) 100vw, 1138px" /></p>
<p>Nove consigli di lettura estivi: tra classici e contemporanei, una raccolta per capire il passato, il presente e il futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/letteratura/pagine-destate-dallalbanese-a-dostoevskij-per-capire-il-passato-il-presente-e-soprattutto-il-futuro.html">Pagine d&#8217;estate &#8211; Dall&#8217;Albanese a Dostoevskij per capire il passato, il presente e soprattutto il futuro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1138" height="640" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons.jpg 1138w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1138px) 100vw, 1138px" /></p>
<p>L’estate, e in particolar modo il mese di agosto, è quel breve periodo dell’anno in cui le città sembrano spegnersi gradualmente: <strong>tutto rallenta, quasi fino ad arrestarsi, in una sorta di lenta modalità “a risparmio energetico”, perché la maggior parte delle persone migrano</strong> per raggiungere le destinazioni preferite delle vacanze. Che si tratti di passare l’estate nella quiete della città semi deserta, sotto l’ombrellone di un torrido lido mediterraneo, alle fresche pendici di una montagna o in una destinazione esotica, <strong>quale miglior momento per prendersi del tempo per sé e leggere?</strong></p>



<p>L’occasione perfetta per recuperare quel romanzo che volevamo leggere da tanto tempo, ma durante l’anno non siamo mai riusciti; per approfondire un tema importante di cui sappiamo ancora troppo poco o, perché no, rileggere il nostro autore preferito. Ecco allora <strong>una piccola selezione di consigli di lettura</strong>, tra classici e contemporanei, nuove uscite e autori intramontabili e soprattutto, una prospettiva possibile per cercare di dare un senso ad alcune dinamiche difficili del passato e del futuro, partendo dal nostro presente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Foa e Albanese, letture dolorose ma necessarie</h2>



<p>Non è per niente facile trovare un modo per raccontare quello che sta accadendo in Palestina, e in particolar modo a Gaza, anche in questo momento. Non è per niente facile, del resto, accettare che sotto ai nostri occhi, anche per quelli che non lo vogliono vedere, <strong>sia in atto uno dei crimini più feroci della nostra storia recente: il genocidio della popolazione palestinese, perpetrato dalle forze armate israeliane</strong>. &nbsp;Un tema difficile e doloroso, che tra tanti autori e autrici, studiosi e storici, in Italia è stato ben documentato da due donne: <strong>Anna Foa</strong>, scrittrice e storica di origine ebraica, vincitrice del Premio Strega saggistica 2025 con <strong><em>Il suicidio di Israele </em>(Laterza)</strong> e <a href="https://it.insideover.com/letteratura/quando-il-mondo-dorme-si-generano-i-mostri-francesca-albanese-racconta-la-palestina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Francesca Albanese</strong>, giurista, studiosa, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nel territorio palestinese occupato</a> con <strong><em>Quando il mondo dorme </em>(Rizzoli).</strong></p>



<p>Due letture complesse ma proprio per questo necessarie, al fine di comprendere le ragioni storiche dietro alle tante e assurde dinamiche quotidiane, le privazioni e le occupazioni a cui è sottoposta la popolazione palestinese, a partire non dal 7 ottobre 2023, ma già dal secolo scorso, ovvero dalla creazione di Israele e dalle frizioni della prima guerra arabo-israeliana.</p>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="666" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Il-suicidio-di-Israele-Laterza-Anna-Foa-vincitore-premio-Strega-2025-666x1024.jpg" alt="" class="wp-image-481320" style="width:354px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Il-suicidio-di-Israele-Laterza-Anna-Foa-vincitore-premio-Strega-2025-666x1024.jpg 666w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Il-suicidio-di-Israele-Laterza-Anna-Foa-vincitore-premio-Strega-2025-195x300.jpg 195w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Il-suicidio-di-Israele-Laterza-Anna-Foa-vincitore-premio-Strega-2025-600x923.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Il-suicidio-di-Israele-Laterza-Anna-Foa-vincitore-premio-Strega-2025.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 666px) 100vw, 666px" /></figure>
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<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/anna-foa-niente-giustifica-i-bambini-morti-a-gaza-e-il-suicidio-di-israele.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Anna Foa, che su queste pagine abbiamo anche intervistato</a>, con <em><a href="https://www.laterza.it/scheda-libro/?isbn=9788858155530" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il suicidio di Israele </a></em>ripercorre la storia dello Stato Ebraico e i drammatici passi e deviazioni che hanno portato allo strappo di oggi, in cui è sempre più difficile immaginare una soluzione pacifica, senza sradicare quel seme di odio piantato già dalla costituzione di Israele e da alcuni dei fondatori del pensiero sionista. Francesca Albanese, invece, in <em>Quando il mondo dorme </em>racconta la difficoltà della vita in Palestina, a partire dalla sua esperienza come relatrice speciale in contatto con decine di sfollati, madri, bambini, ma anche artisti e giornalisti, con le loro drammatiche storie che testimoniano quel che sta accadendo in Medio Oriente.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>“È quando il mondo dorme che si generano i mostri. Di mostri ne abbiamo già parecchi, tra noi. Prima di tutto, la nostra indifferenza.” </strong><a href="https://www.rizzolilibri.it/libri/quando-il-mondo-dorme/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Quando il mondo dorme</em> </a>(Rizzoli), Francesca Albanese</p>
</blockquote>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-480746" style="width:560px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-1024x1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-768x768.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Kurkov: nonostante la guerra, la vita può ricominciare</h2>



<p>Andrei Kurkov è considerato, a pieno titolo, uno dei più brillanti autori ucraini contemporanei. Tra i suoi numerosi scritti <strong>sul dramma della guerra in Ucraina</strong>, un romanzo in particolare spicca sopra agli altri, per l’incredibile capacità di raccontare un evento tanto drammatico con una narrazione sorprendentemente delicata e toccante. <strong><em>Api grigie </em>(Keller) è un romanzo duro, ma allo stesso tempo meravigliosamente dolce; malinconico ma anche in grado di ridare speranza, </strong>addolcendo la sensazione quotidiana, rumorosa e persistente, della guerra in Ucraina al suo confine più orientale. I boati che rimbombano, i vetri rotti per le esplosioni delle granate, il dolore per i morti, i feriti, le casupole coi giardini abbandonate nei villaggi &#8211; villaggi che esistono per davvero &#8211; vengono messi a tacere, coperti, dimenticati, seppur per un istante, dal tenue ronzio delle api. I piccoli insetti simbolo della vita, nella loro operosa semplicità. <em>Api grigie</em> è un romanzo molto intenso che lascia una lunga scia dietro di sé: c&#8217;è ancora umanità nei terreni della “zona grigia”, quella tra l&#8217;Ucraina e i separatisti filorussi?</p>


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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="200" height="296" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Api-grigie-Andrei-Kurkov-Keller-guerra-in-Ucraina.jpg" alt="" class="wp-image-481321" style="width:307px;height:auto"/></figure>
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<p>Leggendo <em>Api grigie </em>la sorpresa è duplice: da una parte si ha la sensazione di star leggendo un romanzo di altri tempi, quasi un classico, che narra di una vita lenta e dimenticata in un passato lontano, salvo poi avere un&#8217;altra impressione, quella di star leggendo invece la cronaca del conflitto attuale, che dai paragrafi dei giornali e dei report di guerra si trasferisce nel piccolo villaggio di Malaja Starogradovka, per poi andare a Melitopol&#8217;, Svetloe, Veseloe, verso ovest, fino tornare indietro a est, in un villaggio tataro della Crimea, immersi nella vita del povero apicoltore Sergej Sergeic, con la sua solitudine, le sue arnie curative, la flebile luce delle sue candele in mancanza di elettricità e l&#8217;inesorabile abbandono, alla morte, ma soprattutto alla vita.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong><em>“D&#8217;estate godeva del ronzio delle api, d&#8217;inverno del silenzio e della calma, dei campi imbiancati dalla neve e dell&#8217;immobilità del cielo grigio. Avrebbe potuto continuare così per tutta la vita, ma il destino aveva deciso diversamente. Qualcosa si era rotto nel Paese, a Kiev, dove c&#8217;era sempre una cosa o un&#8217;altra che non andava. Si era trattato di una rottura tale che il Paese intero, al pari di un vetro infranto, si era riempito di dolorose crepe da cui scorreva il sangue. Era scoppiata una guerra, il cui senso, a tre anni di distanza, restava per Sergeič ancora nebuloso.”</em></strong> <em><a href="https://www.kellereditore.it/prodotto/api-grigie-andrei-kurkov/">Api Grigie (Keller) Andrei Kurkov</a></em></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Miljenko Jergovic: fine di un’infanzia e di un mondo</h2>



<p>Pubblicato per la prima volta nel 1994, <em>Le Marlboro di Sarajevo </em>(Bottega Errante) è il canto corale di Miljenko Jergovic, brillante autore contemporaneo bosniaco, che racconta in una maniera estremamente umana e personale uno degli eventi storici che ha cambiato per sempre, e irrimediabilmente, <strong>la storia dei Balcani: le guerre che hanno portato alla dissoluzione della Jugoslavia, nel corso degli anni Novanta. </strong>Una serie di brevi racconti che passano dai momenti spensierati di un’infanzia, la giovinezza e i suoi primi amori, ai presagi che portano alla fine di un mondo. Ogni ricordo cerca di dare un senso a quel gioioso passato, che si è scontrato con la brutale insensatezza della guerra, modificando per sempre il destino di migliaia di persone.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>“Pensavo a un miracolo guardando la mia casa e la mia macchina illese dopo quel giorno e quella notte allucinanti. Ma col tempo capii che in realtà nulla era salvo, semplicemente non era ancora giunta l’ora del commiato. Quella sarebbe giunta piano, avrei dovuto sentirla in ogni piega per poi capire che in questa città, oltre alla gente trucidata e scannata, oltre alle case distrutte e all’infanzia dimenticata, non ci resta più niente, salvo, forse, un sacco di carne viva che si nutre del dolore per le piccole cose perdute, e che, dinanzi alle cose grandi della vita, trema, come il motore prima di spegnersi.”</strong> <a href="https://www.bottegaerranteedizioni.it/product/le-marlboro-di-sarajevo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le Marlboro di Sarajevo (Bottega Errante), Miljenko Jergovic</a></p>
</blockquote>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="520" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Le-Marlboro-di-Sarajevo-Mijenko-Jergovic-guerra-Bosnia-Bottega-errante.jpg" alt="" class="wp-image-481322" style="width:363px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Le-Marlboro-di-Sarajevo-Mijenko-Jergovic-guerra-Bosnia-Bottega-errante.jpg 520w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Le-Marlboro-di-Sarajevo-Mijenko-Jergovic-guerra-Bosnia-Bottega-errante-195x300.jpg 195w" sizes="auto, (max-width: 520px) 100vw, 520px" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Harvey: la fascinazione per lo spazio e gli astri</h2>



<p><em>Orbital </em>(Enne Enne Editore) di Samantha Harvey è un romanzo breve, costellato però da centinaia di riferimenti storici, scientifici, letterari, che è una vera e propria carezza all’anima. Vincitore del Booker Prize 2024, cattura da subito l’attenzione per la sua <strong>cornice <em>sci-fi</em>: sei astronauti provenienti da America, Russia, Italia, Gran Bretagna e Giappone intraprendono un’importante missione cosmica</strong> per studiare le delicate dinamiche ed equilibri terresti da fuori, osservando la Terra da una stazione spaziale ruotante.</p>



<p>Tuttavia, <em>Orbital</em> è molto più di un semplice racconto fantascientifico, dato che via via che il viaggio attorno al “pianeta blu” prosegue, si dispiegano tante piccole storie di fragilità personali, di familiari che si trovano lontano, di vite che si spezzano, ma anche la fragilità del nostro stesso pianeta, così insignificante nella prospettiva di vita quotidiana, ma così importante quando viene invece osservato dall’esterno, testimonianza del miracolo della vita e della natura, che devono essere protette a tutti i costi. Un piccolo romanzo scritto e pensato in lingua inglese, preceduto da alcuni approfonditi studi scientifici che l’autrice ha compiuto per cercare di raccontare al meglio le reali dinamiche della vita di un cosmonauta, che nella traduzione italiana a cura di Gioia Guerzoni è reso così bene, da far dubitare che non sia stato pensato in lingua italiana, con un linguaggio che, pur restando in prosa, accarezza note intime come fosse un testo poetico. Una lettura <strong>adatta a chi vuole riscoprirsi un po’ sognatore, e per capire quanto il nostro pianeta sia fondamentale</strong>, per tutti noi.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>“Nel giro di poco tempo, si fa strada in tutti loro un desiderio. È il desiderio, o meglio il bisogno (alimentato dal fervore) di proteggere questa Terra enorme e minuscola. Quest’adorabile sfera, bizzarra e miracolosa. Che data la scarsità di alternative, è inconfondibilmente casa. Un luogo senza limiti, un gioiello sospeso, così sorprendentemente luminoso. Non potremmo vivere in pace gli uni con gli altri? E con la Terra? Non è un desiderio ardente, ma una supplica disperata. Non possiamo smettere di tiranneggiare, distruggere, saccheggiare e sperperare quest’unica cosa da cui dipende la nostra vita?”</strong> <a href="https://www.nneditore.it/libro/9791255750659" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Orbitai (Enne Enne Editore), Samantha Harvey</a></p>
</blockquote>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="600" height="942" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Orbital-Samantha-Harvey-vincitore-Booker-Prize-2024-Enne-Enne-Editore.jpg" alt="" class="wp-image-481324" style="width:361px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Orbital-Samantha-Harvey-vincitore-Booker-Prize-2024-Enne-Enne-Editore.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Orbital-Samantha-Harvey-vincitore-Booker-Prize-2024-Enne-Enne-Editore-191x300.jpg 191w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Nori: la bellezza della lingua e della poesia</h2>



<p>Di <em>Chiudo la porta e urlo</em> (Mondadori) si è parlato molto negli ultimi mesi, anche dato che si è classificato al quarto posto del Premio Strega 2025. Un libro che è in primis una dedica alla poesia di Raffaello Baldini, che riesce però a essere <strong>molto più di una semplice biografia letteraria, trasformandosi in un divertente e malinconico inno alla Letteratura</strong>, nel senso più ampio del termine, creando una serie di inedite connessioni tra Milano, Parma e Sant’Arcangelo di Romagna, con San Pietroburgo e le grandi voci della letteratura russa a cui Paolo Nori ci ha ormai abituati da tempo. Così <strong>oltre alla poesia in dialetto di Baldini, riecheggiano anche Dante, Manzoni, ma anche l’Achmatova e persino l’amorevole <em>njanja</em> di Aleksandr Puskin</strong>, una semplice serva della gleba che gli ha insegnato un po’ di quella magica lingua che ha reso grande la letteratura russa nel mondo. Il tutto alternato a frammenti di vita intima di Paolo, come l’amata casa d’infanzia dei Nori che è come “una scatola di bottoni”, e l’affetto per la nonna Carmela il cui dialetto diventa un linguaggio universale che fa da filo conduttore per riuscire a comprendere i libri, la vita, il mondo.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>“Ero disperato, ero così messo male, ero così con le spalle al muro che ho trovato il coraggio di provare a vedere se riuscivo a far diventare la mia passione, la letteratura, il mio mestiere.”</strong> <a href="https://www.mondadori.it/libri/chiudo-la-porta-e-urlo-paolo-nori/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chiudo la porta e urlo (Mondadori), Paolo Nori</a></p>
</blockquote>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="690" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Chiudo-la-porta-e-urlo-Paolo-Nori-Mondadori-finalista-premio-strega-2025-690x1024.png" alt="" class="wp-image-481325" style="width:418px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Chiudo-la-porta-e-urlo-Paolo-Nori-Mondadori-finalista-premio-strega-2025-690x1024.png 690w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Chiudo-la-porta-e-urlo-Paolo-Nori-Mondadori-finalista-premio-strega-2025-202x300.png 202w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Chiudo-la-porta-e-urlo-Paolo-Nori-Mondadori-finalista-premio-strega-2025-600x891.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Chiudo-la-porta-e-urlo-Paolo-Nori-Mondadori-finalista-premio-strega-2025.png 768w" sizes="auto, (max-width: 690px) 100vw, 690px" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Gospodinov: fare i conti con la perdita di un padre</h2>



<p>Tra le voci del panorama letterario est europeo, Georgi Gospodinov è senz’altro tra gli autori più peculiari e interessanti, e tra i pochissimi autori bulgari a essere stati tradotti in Italia. Dopo i successi dei romanzi <em>Fisica della malinconia </em>e <em>Cronorifugio, </em>per cui Gospodinov si è aggiudicato il <strong>primo posto al Premio Strega europeo 2021,</strong> nel 2025 è uscito il suo ultimo romanzo: <em>Il giardiniere e la morte </em>(Voland). Un libro che lo stesso autore ha definito come conclusivo, e una sorta di “terzo capitolo” dei due libri precedenti, creando un’inedita trilogia che riflette diverse fasi e aspetti della vita umana: i sogni dell’infanzia di <em>Fisica della malinconia</em>, il ricordo del passato e lo scorrere del tempo durante la vecchiaia di <em>Cronorifugio </em>e la morte dell’ultimo libro.</p>



<p><em>Il giardiniere e la morte </em>racconta<strong> in un modo sorprendentemente leggero e malinconico quanto sia difficile accettare la morte del proprio padre</strong>. Un padre amorevole, una volta forte, presente, apprensivo, che via via che la vita prosegue, si spegne nel suo profumato giardino, consumato da un male incurabile. Un romanzo insolito, duro, ma anche sorprendentemente dolce, che spazia tra il <em>memoir, </em>il diario con forti cenni autobiografici, sul cui sfondo, però, si sente anche riecheggiare la storia della Bulgaria, dal passato socialista di un tempo, ai giorni nostri.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>“È facile ammazzare il proprio padre, ma è difficile capirlo.”</strong> <a href="https://www.voland.it/libro/9788862435697" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il giardiniere e la morte (Voland), Georgi Gospodinov</a></p>
</blockquote>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="600" height="848" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Il-giardiniere-e-la-morte-Georgi-Gospodinov-2025-Voland.jpg" alt="" class="wp-image-481326" style="width:409px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Il-giardiniere-e-la-morte-Georgi-Gospodinov-2025-Voland.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Il-giardiniere-e-la-morte-Georgi-Gospodinov-2025-Voland-212x300.jpg 212w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Recuperare i classici, da Dostoevskij a Dovlatov</h2>



<p>Nel bene e nel male, negli ultimi anni <strong>la fascinazione per l’est è aumentata notevolmente</strong>, complici anche i drammatici eventi come la guerra in Ucraina, o i tristi anniversari come il trentennale del genocidio di Srebrenica l’11 luglio 2025. Ma per fortuna, l’”Est” in senso ampio, non ha solo eventi drammatici da raccontare e tramandare, ma anche libri e storie meravigliose da (ri)scoprire. Tra i tanti classici che è possibile recuperare in vacanza, ecco allora due consigli tipicamente estivi: <em>Le notti bianche</em> del grande Fedor Dostoevskij e <em>La valigia</em> di Sergej Dovlatov.</p>



<p>Disponibile in moltissime edizioni differenti in lingua italiana, <em>Le notti bianche </em>è il è forse il più romantico e sognante tra i romanzi di Dostoevskij, che <strong>racconta la bellezza degli amori impossibili.</strong> <em><a href="https://www.lafeltrinelli.it/notti-bianche-cronaca-di-pietroburgo-ebook-fedor-dostoevskij/e/9788858820742?srsltid=AfmBOoqBqBoqfpIsrmtPO2CZTtJNGCNyEA-7QPByAZjzqlQ3E_ui3HwW" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le notti bianche</a> </em>ci immerge nei bagliori estivi di San Pietroburgo, dove, lungo la Neva, la Fontanka e gli altri fiumi e canali della città, il sole non tramonta mai, nemmeno durante la notte, in una meravigliosa atmosfera dai toni rosa, viola e blu. Tra interminabili passeggiate notturne e chiacchere, il protagonista s’innamora, senza speranza, della giovane Nasten’ka, il cui cuore appartiene però a un altro.</p>


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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="536" height="828" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Le-notti-bianche-Fedor-Dostoevskij-Feltrinelli.jpg" alt="" class="wp-image-481328" style="width:350px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Le-notti-bianche-Fedor-Dostoevskij-Feltrinelli.jpg 536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Le-notti-bianche-Fedor-Dostoevskij-Feltrinelli-194x300.jpg 194w" sizes="auto, (max-width: 536px) 100vw, 536px" /></figure>
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<p>Infine, <strong>una lettura per chi sa ridere delle proprie disgrazie:</strong> <em>La valigia</em> (Sellerio), di Sergej Dovlatov, brillante autore sovietico, di origine ebrea e armena, tra i più interessanti nel panorama letterario russo del secondo Novecento. Cosa metteremmo nella nostra valigia estiva, se sapessimo di non tornare mai più indietro nella nostra patria?</p>



<p>Se siete in partenza, o già partiti, e la valigia l’avete necessariamente con voi, avrete minuziosamente selezionato gli oggetti da portare: spazzolino e dentifricio, calzini, caricabatterie, eccetera eccetera. Ecco che il pretesto di questo libro è lo stesso:&nbsp;Sergej Dovlatov parte, nella finzione letteraria, ma anche nella realtà, per andare a vivere negli Stati Uniti,&nbsp;come tanti altri emigranti russi e sovietici. Nel suo caso non si tratta però da una fuga dalle persecuzioni e dalla censura, come fu per molti altri suoi contemporanei, ma piuttosto di una scelta maturata proprio perché era e si sentiva “diverso”. Ecco, quindi, che nei racconti de&nbsp;<em>La valigia</em>&nbsp;ogni oggetto ritrovato proprio sul fondo di una vecchia valigia, gli ricorda della sua così diversa vita sovietica, che lui rammenta; e noi, lettori curiosi scopriamo invece, com’era:&nbsp;una vita bizzarra, fatta di compromessi, ma anche di comiche assurdità, nella sua semplice e faticosa quotidianità.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>“Osservai la valigia vuota. Sul fondo Marx. In cima Brodskij. E tra loro la mia unica, inestimabile, irripetibile esistenza&#8230;”</strong> <a href="https://www.sellerio.it/it/catalogo/Valigia/Dovlatov/569" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La valigia (Sellerio), Sergej Dovlatov</a></p>
</blockquote>


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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="225" height="310" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/La-valigia-Sergej-Dovlatov-Sellerio.jpg" alt="" class="wp-image-481329" style="width:289px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/La-valigia-Sergej-Dovlatov-Sellerio.jpg 225w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/La-valigia-Sergej-Dovlatov-Sellerio-218x300.jpg 218w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></figure>
</div><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/letteratura/pagine-destate-dallalbanese-a-dostoevskij-per-capire-il-passato-il-presente-e-soprattutto-il-futuro.html">Pagine d&#8217;estate &#8211; Dall&#8217;Albanese a Dostoevskij per capire il passato, il presente e soprattutto il futuro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Anna Foa: “Niente giustifica i bambini morti a Gaza e il suicidio di Israele&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/anna-foa-niente-giustifica-i-bambini-morti-a-gaza-e-il-suicidio-di-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 09:08:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Benjamin Netanyahu]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1353" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-600x423.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-1024x722.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-1536x1082.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele si sta suicidando: sionismo, antisemitismo, pulizia etnica e diritto internazionale, l'intervista alla storica ebrea Anna Foa.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1353" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-600x423.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-1024x722.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-1536x1082.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quale prospettive possiamo immaginare per <strong>il futuro della <a href="https://it.insideover.com/politica/haaretz-gaza-come-il-vietnam.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">popolazione palestinese di Gaza</a></strong>, di fronte alla crisi senza precedenti che sconvolge il Medio Oriente da mesi? Che ne sarà dello <strong>Stato di Israele e della sua democrazia</strong>, <strong>sempre più labile</strong> di fronte ai crimini di guerra e contro l’umanità perpetrati dalle forze armate israeliane e da Benjamin Netanyahu? È ancora possibile immaginare <strong>una risoluzione che ripristini il diritto internazionale</strong> e una coesistenza pacifica?</p>



<p>Ne abbiamo parlato con <strong>Anna Foa</strong>, autrice e storica, esperta di cultura e mentalità ebraica, che per anni ha insegnato Storia moderna all’Università La Sapienza di Roma. Una riflessione a partire dal suo ultimo libro, <strong><em>Il suicidio di Israele</em></strong> (Laterza, 2024), <a href="https://premiostrega.it/PSS/libro/il-suicidio-di-israele/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">candidato al <strong>Premio Strega saggistica 2025</strong></a>; <strong>testo che analizza la crisi profonda dello Stato ebraico</strong>, in corso da prima del 7 ottobre 2023, e la sempre maggiore repressione e diminuzione della libertà vissuta da molti cittadini israeliani, nel tentativo di opporsi al suprematismo e ai crimini di Netanyahu e del suo Governo.</p>



<p>Un dialogo che esamina temi complicati, ma che ora più che mai è necessario inquadrare per comprendere a fondo la delicata situazione: dalle varie forme di <strong>sionismo, tra estremismi religiosi e fanatismi, all’antisemitismo</strong>; dalla <strong>caduta dei “pilastri dello Stato democratico” </strong>dentro lo Stato ebraico, al <strong>“fiume di sangue” scavato tra israeliani e palestinesi</strong>, dove il senso di vendetta ha segnato intere generazioni: “Niente giustifica i bambini morti a Gaza” ha sottolineato Anna Foa, per cui <strong>“riconoscere la Palestina, vuol dire non lasciare i palestinesi soli”</strong>. Uno scenario drammatico, in cui l’unica soluzione è il ripristino del diritto internazionale, che però “Israele, Trump e le destre europee stanno cercando di distruggere”.</p>


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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="650" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Il-suicidio-di-Israele-Laterza-2024-Anna-Foa-Premio-Strega-Saggistica-2025.jpg" alt="" class="wp-image-467224" style="width:384px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Il-suicidio-di-Israele-Laterza-2024-Anna-Foa-Premio-Strega-Saggistica-2025.jpg 650w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Il-suicidio-di-Israele-Laterza-2024-Anna-Foa-Premio-Strega-Saggistica-2025-600x923.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Il-suicidio-di-Israele-Laterza-2024-Anna-Foa-Premio-Strega-Saggistica-2025-195x300.jpg 195w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></figure>
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<p><strong>Partendo dal principio, e dunque dal suo libro <em>Il suicidio di Israele</em>: come mai questo titolo e cosa l’ha portata a scriverlo? Nel corso della recente presentazione del libro a Milano il discorso si è aperto attorno a un tema, ovvero le macerie: quelle di Gaza da una parte, e quelle dello Stato ebraico dall’altra</strong></p>



<p>“Le macerie interne allo Stato di Israele sono forse il principale motivo, e non alludo al 7 ottobre, anche se ovviamente il 7 ottobre è un elemento fondamentale del quadro. Tuttavia, alludo soprattutto alla distruzione etica del Paese, alla distruzione della democrazia in Israele, che il Governo di Netanyahu e dei suoi accoliti razzisti sta compiendo. Ho ripreso un termine che mi veniva dagli amici israeliani, parlando con loro e sentendo le loro recriminazioni sul fatto che il Paese si sta suicidando. Dire ‘suicidio’ vuol sottolineare l&#8217;importanza della politica e del Governo in quello che sta succedendo: il Governo ha fatto una scelta che porta all&#8217;autodistruzione; se non all&#8217;autodistruzione politica, certamente a quella morale e della democrazia in Israele.”</p>



<p><strong>Ecco, a proposito di democrazia: parlando di Israele, permane ancora una narrazione che lo descrive come ‘l’unico Stato democratico del Medio Oriente’. Secondo la sua analisi come storica, si può ancora considerare una democrazia quella di Israele?</strong></p>



<p>“Io penso che attualmente è molto difficile considerare Israele una democrazia, perché i pilastri dello Stato democratico al suo interno, vengono demoliti in ogni momento anche verso gli ebrei israeliani, mentre verso i cittadini israeliani palestinesi sono già stati demoliti ancora nel 2018, con la legge che ha imposto il suprematismo ebraico. Detto questo, certo c’è più democrazia in Israele che in Iran, dipende da ciò con cui si vuole confrontare, ma è comunque una democrazia molto limitata, con gravi carenze. Penso alla contraddizione per cui Israele, fin dal suo principio e dalla sua dichiarazione d’indipendenza, sottolinea l’uguaglianza di tutti i cittadini, ma nei fatti non è così, soprattutto per quanto riguarda l’autodeterminazione politica interna.”</p>



<p><strong>Dunque, esiste anche una forma di repressione che non riguarda solamente la critica o meno delle operazioni militari dell’Idf, ma anche una riduzione della libertà politica generale in Israele? È un tema che in questi due anni, a livello mediatico, non è (quasi) mai emerso</strong></p>



<p>“No, infatti, non è emerso per niente, o al massimo si dice che in tutti i Paesi in guerra è così, che è normale la limitazione della libertà; ma questo non è vero, e non è giusto. C’è una forte limitazione della libertà all’interno di Israele, nel senso che è stata anche riproposta la legge del 2023, che aveva suscitato molte critiche e opposizioni. Il Governo di Netanyahu ha decapitato e continua a decapitare lo Shin Bet (<em>Israeli Security Agency, agenzia di intelligence di Israel</em>e nda), il capo dello Shin Bet e tutti quelli che non sono d&#8217;accordo con lui; ha svolto un&#8217;azione molto importante anche per il deterioramento dell’esercito, della polizia, cioè ha tolto tutti i leader e capi che non sono d&#8217;accordo con lui, li ha sostituiti. Non per niente nel 2023, quando c&#8217;erano state le grandi manifestazioni per la Corte Suprema, molti ex capi dello Shin Bet, mandati in pensione, o ex capi dei servizi segreti in generale, o dell&#8217;esercito, avevano protestato contro queste misure. Tutto ciò, ben prima del 7 ottobre. C’è una repressione e una diminuzione della libertà interna, sono persino stati picchiati i parenti degli ostaggi di Hamas…”</p>



<p><strong>Lei nel suo libro sottolinea come la voce degli ebrei israeliani, pur opponendosi al Governo di Netanyahu e alle sue operazioni a Gaza, non viene ascoltata, dentro e fuori da Israele, con quasi nessun supporto dalla diaspora ebraica nel resto del mondo. In che modo si vede questo fenomeno?</strong></p>



<p>“Nella diaspora cisono  poche sacche di resistenza al governo israeliano. Ce ne sono di più negli Stati Uniti, dove tra l&#8217;altro c&#8217;è un ebraismo riformato che non ha una struttura piramidale, come è presente invece in Italia. Ma c’è molto meno sostegno alla resistenza in Europa occidentale e questo appiattimento su Israele è abbastanza grave. Permane un’idea per cui ‘Israele è in pericolo’… Ma in questo momento, mi sembra siano più in pericolo i palestinesi di Gaza, francamente.”</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427231557636_bcf941a658a9c680eea02fdbd8aa21db-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-467226" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427231557636_bcf941a658a9c680eea02fdbd8aa21db-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427231557636_bcf941a658a9c680eea02fdbd8aa21db-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427231557636_bcf941a658a9c680eea02fdbd8aa21db-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427231557636_bcf941a658a9c680eea02fdbd8aa21db-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427231557636_bcf941a658a9c680eea02fdbd8aa21db-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427231557636_bcf941a658a9c680eea02fdbd8aa21db.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Manifestazione contro il Governo di Benjamin Netanyahu, Tel Aviv, gennaio 2024</em></figcaption></figure>
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<p><strong>Secondo lei, quanto ha attecchito questa narrazione per cui si percepisce Israele come ‘Stato in pericolo’, rispetto a eventuali attacchi di Hamas? Quanto ci crede l’opinione pubblicata israeliana? Visto che molti, da qui, sembrano supportare le incursioni dell’Idf contro la popolazione palestinese anche per questo motivo</strong>&#8230;</p>



<p>“Credo che tutti gli eventi come quello del 7 ottobre 2023 generino paura e sconforto. In passato abbiamo visto grandi manifestazioni in Israele, nel 2023, ma poi non se ne sono più viste a parte quelle per la liberazione degli ostaggi. Ora forse stanno in qualche modo recuperando, ma c’è una sorta di generale depressione politica e certamente c’è stata una diminuzione dell’appoggio da parte della sinistra israeliana verso l’ipotesi di costituire uno Stato palestinese. È diventata un’ipotesi preoccupante anche per la sinistra, perché c’è timore per il fiume di sangue che Hamas ha voluto ‘scavare’ tra israeliani e palestinesi. Poi abbiamo Hamas che non vuole uno Stato palestinese affianco a Israele, così come non lo vuole Netanyahu. Entrambi vogliono altro: uno Stato islamico basato sulla Sharia, ‘dal fiume al mare’ gli uni, o uno Stato ebraico ‘dal fiume al mare’, gli altri. Tutto ciò ha generato un fiume di sangue. Io però credo che sia l&#8217;unica soluzione, a meno che non si voglia accettare o lo Stato della Sharia o lo Stato ebraico suprematista di Netanyahu. Ovviamente, è una soluzione che richiederà molto tempo, forse una o due generazioni, ma è l&#8217;unica possibilità.”</p>



<p><strong>Un altro aspetto rilevante per capire la situazione, che affronta anche nel suo libro, è il tema del sionismo. Lei non parla di una sola forma di pensiero sionista, ma di diversi sionismi, al plurale, in una complessa evoluzione dal XIX secolo a oggi. Quali sono questi diversi sionismi, e in cosa consiste la loro evoluzione? Quali sono gli esiti più significativi che vediamo oggi?</strong></p>



<p>“Sionismi al plurale, perché il sionismo è cambiato molto come pensiero nel tempo. È stato molte cose diverse: dal pensiero degli intellettuali tedeschi che arrivavano nell’Yishuv<strong><em>, </em></strong>cioè nella Palestina, al sionismo dei laburisti provenienti in gran parte dalla Russia e dalla Polonia, fino al sionismo religioso che dopo il 1967 ha preso una piega fortemente coloniale, con la creazione di tante colonie religiose e fanatiche, che hanno radicalmente mutato il panorama di Israele. Io nel libro ho voluto spiegare le origini del sionismo, di fronte a chi agita questo pensiero come una ‘bandiera’, o a chi dice di essere sionista e a favore del sionismo.”</p>



<p><strong>Come hanno potuto queste correnti più estreme e fanatiche, di impronta ‘religiosa’, prendere così tanto piede fino a penetrare a livello politico e istituzionale all’interno di Israele?</strong></p>



<p>“Innanzitutto, hanno più figli, quindi nel tempo sono aumentati enormemente di numero. Se una famiglia religiosa fa dieci figli e una famiglia non religiosa &#8211; nel merito di un partito appartenente alla sinistra &#8211; ne fa uno o due, come è in Occidente, è ovvio che nello spazio di una o due generazioni si crea un problema demografico. Poi ci sono anche altri fattori, c&#8217;è il cambiamento e l&#8217;assunzione al potere di uno strato politico che viene dal mondo dei <em>Mizrahìm</em>, le comunità ebraiche provenienti da Oriente, o gli ebrei dell&#8217;Europa orientale che non hanno un&#8217;abitudine alla democrazia. C’è un rifiuto della democrazia da parte delle correnti religiose più estreme, perché ritengono che uno Stato anziché sulla Costituzione dovrebbe essere basato sulla Bibbia. Infatti, in questo siamo su un terreno assolutamente simile a quello dell’Iran. Tant’è vero che in una delle ultime manifestazioni in Israele nel 2023, prima del 7 ottobre, parlarono solo le donne e la parola d’ordine era ‘L’Iran è qui’ ”.</p>



<p><strong>Quanto è solido, secondo lei, il potere di Benjamin Netanyahu in questo momento? Durante la presentazione del libro ha sottolineato come la prosecuzione delle tensioni sia anche un modo che gli permette di rimanere al suo posto, anche perché non ci sono più tante manifestazioni contro di lui</strong></p>



<p>“Nei primissimi giorni dopo il 7 ottobre c’è stata una grande reazione contro il Governo di Netanyahu, che chiedeva innanzitutto perché le divisioni israeliane erano state ritirate dal confine con Gaza e perché non si era arrivati a capire che Hamas fosse pericolosa, puntando solo al confine con la Cisgiordania. Di fatto, la Cisgiordania è quello che interessa di più proprio a Netanyahu, ma in un primo momento c’è stata una richiesta da parte dell’opinione pubblica di Israele, che chiedeva spiegazioni al Governo. Il Governo d’Israele aveva solo un modo per non dare delle spiegazioni, quello di iniziare una guerra senza confini, una guerra terribile, dove presto dal voler colpire Hamas, è emersa un’idea di vendetta. Tutto questo non giustifica il fatto che ci siano 50.000 morti a Gaza, di cui la maggior parte sono civili. Ma da allora la parola ‘vendetta’ è emersa fortemente, ed è diventata la parola d’ordine del Governo d’Israele.”</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331120645840_1d5e289b4b451ed08cff148cb761b646-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-463052" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331120645840_1d5e289b4b451ed08cff148cb761b646-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331120645840_1d5e289b4b451ed08cff148cb761b646-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331120645840_1d5e289b4b451ed08cff148cb761b646-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331120645840_1d5e289b4b451ed08cff148cb761b646-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331120645840_1d5e289b4b451ed08cff148cb761b646-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331120645840_1d5e289b4b451ed08cff148cb761b646.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Macerie e sfollati a Gaza, marzo 2025</em></figcaption></figure>
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<p><strong>Proprio l’idea di ‘vendetta’ contro Hamas è ciò che viene rivendicato anche da una parte di opinione pubblica qui in Italia, e in Occidente, e dunque non solo in Israele. Ma può questo giustificare le operazioni dell’Idf a Gaza?</strong></p>



<p>“Penso che alla base di questa idea di vendetta, ci sia lo stranissimo pensiero che vede Israele come Stato in pericolo. È un’idea che a me sembra assurda, che non ha nessuna base, ma questo è ciò che si legge da parte di quelli che sostengono e si schierano con Netanyahu, dicendo ‘Difendiamo Israele’. In questo momento Israele è sì in pericolo: il pericolo di perdere la sua etica, e il pericolo, alla lunga, forse anche di perdere il suo status, se continua così. Forse oggi l’unico modo per salvare Israele è quello di fermare il Governo di Netanyahu, e al tempo stesso sollecitare uno sviluppo politico anche dell’Autorità Nazionale Palestinese. Anche l’ANP e i palestinesi devono cambiare e io guado con fiducia a quanti con grande coraggio si stanno muovendo a Gaza contro Hamas.”</p>



<p><strong>Le immagini delle manifestazioni dei palestinesi a Gaza, contro Hamas, hanno subito fatto il giro del mondo. Forse non cambiano il quadro generale, ma indicano uno stato di disperazione per la situazione estrema che queste persone stanno vivendo. Lei come le interpreta?</strong></p>



<p>“Sono manifestazioni molto significative, ma anche pericolose. Pensiamo al fatto che nel 2006 Hamas fece una guerra civile, cacciando e uccidendo tutti quelli dell’OLP (<em>Organizzazione per la Liberazione della Palestina</em> nda). Non dimentichiamo anche che il Governo di Netanyahu ha sempre pensato fosse meglio allearsi o comunque avere buoni rapporti con i palestinesi religiosi, e dunque Hamas, che con i laici dell’ANP.”</p>



<p><strong>In chiave storica, come spiega le rivendicazioni territoriali di Israele, appoggiate su un pensiero religioso?</strong></p>



<p>“Attraverso la Bibbia, l’idea di una ‘grande Israele biblica’, con le terre di ‘Giudea e Samaria’, come vengono chiamate dai religiosi, ma questo si dice già da trent’anni, non solo da adesso, parlando dei territori della Cisgiordania. I territori occupati vengono definiti come integralmente ‘appartenenti’ allo Stato d’Israele. Quello che c’è in più, nella situazione di oggi, è la spinta a realizzazione una ‘cacciata’ dei palestinesi. Una cosa che prima non era detta così apertamente, ma che è emersa dopo il 7 ottobre. Una volontà di disfarsi dei palestinesi, che è una pulizia etnica. Ribadisco il concetto di ‘pulizia etnica’ che è stato tanto contestato in un appello che ho firmato tempo fa, perché l’idea di volersi sbarazzare dei palestinesi, da parte di Israele, è pulizia etnica, volendo incrementare la colonizzazione ebraica in Cisgiordania. Questo è quello che sta succedendo. Il termine ‘pulizia etnica’, che si è diffuso molto con le guerre in Bosnia, nella ex Jugoslavia, e non è un termine antisemita, ma un termine che si applica ora, in una situazione concreta e fattuale.”</p>



<p><strong>Ma com’è possibile, secondo lei, che queste rivendicazioni territoriali basate sulla Bibbia siano accettate da parte di una buona parte dell’opinione pubblica di Israele?</strong></p>



<p>“Una parte è quella dei coloni, per il resto molti dicono di essere contro Netanyahu, ma pensano che sia meglio non parlare troppo a voce alta e non contestare apertamente. Poi c’è l’idea di voler combattere Hamas, ma in realtà Hamas risorge sempre dalle ceneri. Invece di questo, bisognerebbe incrementare e favorire lo sviluppo politico di un Governo palestinese. Quello dell’ANP è un Governo che non ha fatto nulla, ma che viene considerato come collaborazionista dai palestinesi, invece bisognerebbe dargli una ‘spinta’, e questo a mio avviso doveva essere fatto già dall’8 ottobre 2023. Invece ora si va verso un’assimilazione di tutti i palestinesi a terroristi di Hamas, fino a quando davvero molti di loro non aderiranno effettivamente ad Hamas e sarà un disastro.”</p>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-461602" style="width:666px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Benjamin Netanyahu e Itamar Ben Gvir</em></figcaption></figure>
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<p><strong>Forse di fronte alla morte di migliaia di persone in questi anni a Gaza, e altre che continuano a morire, molti palestinesi sono spinti dalla disperazione ad aderire ad Hamas&#8230;</strong></p>



<p>“Se pensiamo a un ragazzo di 16 anni, palestinese, che ha visto morire tutta la sua famiglia, ha poche scelte. Non potendo uscire da lì, non potendo fare altro, si sviluppa un sentimento di vendetta. La vendetta per rispondere alla morte dei familiari, alle case distrutte, alla cattiveria che chiude la possibilità di curare i bambini, di dare cibo e acqua. Questo fa sentire i palestinesi come fossero dei subumani, quindi è più facile, umanamente, buttarsi nell’unica forma di lotta che in questo momento si trovano davanti. Per questo trovo così importanti le manifestazioni contro Hamas, che non sono manifestazioni pro-Israele, anche se una parte degli israeliani ci si è buttata sopra, soprattutto in Occidente, tra cui la destra filoisraeliana.”</p>



<p><strong>Difatti in questi due anni, abbiamo visto come molti cittadini israeliani, ma anche diverse comunità ebraiche nel mondo, pur condannando il 7 ottobre, non sono a favore dell’occupazione e della pulizia etnica a Gaza. Eppure, c’è una narrazione filo-Netanyahu che li accusa dicendo che chi è contro il Governo israeliano, ignora e minimizza il 7 ottobre. Lei come la vede?</strong></p>



<p>“Tantissimi parlano e hanno parlato del 7 ottobre, ma il 7 ottobre non giustifica la vendetta. Niente giustifica una vendetta di questo tipo, niente giustifica i bambini morti a Gaza. I bambini morti il 7 ottobre e i bambini morti a Gaza hanno lo stesso peso.”</p>



<p><strong>Un altro tema delicato che lei affronta nel suo libro è l’antisemitismo: da una parte in crescita, dall’altra usato come strumento da parte di Netanyahu, al punto che qualsiasi ente, organizzazione internazionale o leader politico che si esprime per criticare Israele, soprattutto per quel che sta facendo a Gaza, viene tacciato di antisemitismo. Come lo spiega?</strong></p>



<p>“Quando ho finito di scrivere il libro, non c’era ancora Trump a usare l’antisemitismo per liberarsi degli oppositori alla sua politica e per far fuori persino le università americane, come sta accadendo ora, sulla base delle manifestazioni pro-Palestina. Quindi, possiamo dire che la situazione sia peggiorata in maniera enorme, c’è stata una specie di caduta nel baratro. Adesso vediamo persone arrestate per strada, sotto accusa per il loro essere pro-Palestina, e persino deportate dagli Stati Uniti, oltre agli studenti, privati della green card. Abbiamo visto come l’Università di Harvard, per la prima volta, ha rifiutato questa imposizione di Trump.</p>



<p>Mentre per quanto riguarda Netanyahu, lui ha sempre utilizzato l’antisemitismo. È una vergogna, perché usa una cosa reale: oggi è vero che l’antisemitismo è cresciuto, ma è una cosa che ci si poteva aspettare. Era cresciuto anche nel 1982, con la guerra in Libano, e poi si era attenuato. Certo, adesso con la pulizia etnica, la colonizzazione selvaggia dei coloni religiosi e la pressione per annettere i territori occupati, è chiaro che l’antisemitismo aumenti nel mondo. Tuttavia, io credo sia un antisemitismo non di origine antisemita, ma che dipende dalla situazione del conflitto israelo-palestinese, e come tale dev’essere analizzato e discusso.</p>



<p>Io penso che si possa discutere. Non discuterei con qualcuno che mi dicesse che gli ebrei sono dei microbi, però discuterei con qualcuno che mi dicesse che non sopporto lo schierarsi degli ebrei europei e in parte americani, in favore della pulizia etnica dei palestinesi. E qui si apre un’altra questione, che è quella dei crimini di guerra e contro l’umanità, che sono assolutamente provati. Per questo, credo che una delle strade che l’Europa dovrebbe tentare, è quella di riconoscere lo Stato di Palestina. È stata la recente proposta di Macron, e anche la sinistra italiana lo ha proposto, per cui spero ci si arrivi. Avrebbe un valore simbolico molto forte: vorrebbe dire non lasciare i palestinesi soli.”</p>



<p><strong>Forse in un certo senso, è stato sorprendente vedere che tre partiti tanto diversi come PD, 5 Stelle e AVS, e persino Macron fuori dall’Italia, si siano uniti nello stesso appello, chiedendo una risposta comune per il riconoscimento della Palestina. Tuttavia, in questi anni abbiamo visto anche come a livello europeo e non solo, qualsiasi risoluzione ONU in tal senso sia stata ignorata, e il diritto internazionale ampiamente calpestato. Lei, nella sua esperienza di storica, pensa che ci sia ancora speranza per una soluzione pacifica in Medio Oriente?</strong></p>



<p>“Distruggere il diritto internazionale è uno degli obiettivi della destra europea, di Israele e di Trump. Un obiettivo che riguarda tutti quanti, e stanno davvero tentando di farlo. Netanyahu ha agitato per primo la bandiera della distruzione del diritto internazionale, anche se di fatto esce dalla Shoah e ne è conseguenza. Però, francamente, non so se ci sia spazio per soluzioni pacifiche, ma non vedo altre possibilità: o si fa questo, oppure ci sarà la grande Israele di Netanyahu e Ben Gvir, senza palestinesi, con un sistema religioso e politico che si avvicina sempre più a quello islamico dell’Iran. Oppure forse, alla lunga &#8211; non certo oggi &#8211; ci sarà una crisi profonda di Israele, tale da permettere la vittoria invece di quelli che vogliono uno Stato islamico basato sulla Sharia, sul territorio di tutta la Palestina.”</p>



<p></p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Presentazione della mozione unitaria di Alleanza Verdi e Sinistra, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle sulla tragedia in corso a Gaza e in Palestina. Intervengono Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Elly Schlein e Giuseppe Conte.<a href="https://t.co/hsjyU98kvM">https://t.co/hsjyU98kvM</a> <a href="https://t.co/jdfEo5IdaP">pic.twitter.com/jdfEo5IdaP</a></p>&mdash; Europa Verde &#8211; Verdi (@europaverde_it) <a href="https://twitter.com/europaverde_it/status/1912149914164806034?ref_src=twsrc%5Etfw">April 15, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/anna-foa-niente-giustifica-i-bambini-morti-a-gaza-e-il-suicidio-di-israele.html">Anna Foa: “Niente giustifica i bambini morti a Gaza e il suicidio di Israele&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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